Nella Libia “democratica” la Croce Rossa costretta ad evacuare le sue sedi di Bengasi e Misurata

E’ quel che succede quando l’Occidente, all’apice dell’ipocrisia e della megalomania, decide di distruggere una nazione per liberarla da leader che definisce dispotici dopo averli accolti con tutti gli onori fino a pochi mesi prima. E’ quel che succederebbe in Siria se l’attuale governo (laico) fosse rimpiazzato da un Quisling dell’Arabia Saudita e del Qatar.

“Un gruppo armato ha attaccato la sede del Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr) nella località libica di Misurata, causando gravi danni materiali all’edificio: lo ha reso noto lo stesso Cicr. I sette funzionari della Croce Rossa che i trovavano all’interno della sede sono rimasti illesi: in seguito all’attacco – il quinto in meno di tre mesi a Misurata e a Bengasi – il Cicr ha deciso di ritirare il proprio personale delle due città libiche“.

“Siamo sconvolti da quest’ultimo attacco  e dal fatto che il nostro staff viene scientemente preso di mira: hanno messo a rischio la loro vita per servire il popolo libico sia durante sia dopo il conflitto”, ha detto Ishfaq Muhamed Khan, capo delegazione del CICR in Libia. L’organizzazione con sede a Ginevra ha detto di essere estremamente preoccupata per “l’ondata di attacchi contro operatori umanitari e il deterioramento della sicurezza in Libia

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