Il buonismo italiano, l’etica protestante ed un fantastico futuro per Schwazer e per tutti noi

Quando atleti, anche nella marcia, non hanno talento e fanno uso del doping questo mi fa incazzare. L’unica scorrettezza nello sport è chi usa sostante dopanti. Ho sempre disprezzato chi si dopa. Bisogna fare sport con la convinti che anche senza doping si vince.

Alex Schwazer


Mi fa molto piacere che migliaia di Italiani si siano stretti attorno a Schwazer, un sudtirolese, come se fosse un figliocco loro, uno di famiglia, a prescindere dal suo accento e dalle questioni separatiste. Un affetto cosmopolita che fa ben sperare per l’Italia e per il mondo.

Ma c’è un lato oscuro in tutto questo.

In Italia siamo arrivati al punto in cui un atleta olimpico, un potenziale modello per milioni di ragazzini, che si dopa non può essere criticato aspramente nei primi due giorni dall’evento, altrimenti si viene paragonati a Savonarola. Si parla di “gogna mediatica”, in una nazione che ha fatto del volemose bene, tengo famiglia e dell’impunità una ragione di vita.

Non si può criticare, non si può esprimere un giudizio, non si può condannare. Va tutto bene, poverino. E chi non la pensa così sta facendo una crociata moralista – una frase che ricorda quelle rivolte a chi si indigna per qualunque furberia italica. Invece i perdonisti affermano di voler capire, senza voler giustificare, salvo poi elencare mille giustificazioni e stigmatizzare chi non le trova sufficienti per chiudere entrambi gli occhi, a poche ore dal fattaccio.
“Sei sicuro che non l’avresti fatto anche tu al posto suo?”
Magari pensano di aver liquidato qualche millennio di dottrina giuridica.
Con questo atteggiamento non usciremo mai dal fango in cui siamo, ma cosa volete che vi dica?
Per fortuna i perdonisti della prima ora non rappresentano l’intero panorama dei commenti, forse sono perfino una minoranza molto chiassosa. Chi lo sa?
Molti si sono commossi per le lacrime della Fornero dopo che aveva promesso di distruggere il futuro di migliaia di famiglie (promessa mantenuta, un caso eccezionale nel panorama politico italiano).
La gente che piange ci fa tenerezza.
Se Berlusconi avesse pianto sarebbe al 30% delle intenzioni di voto, forse avrebbe le elezioni in tasca.
Poche ore dopo lo scoppio dello scandalo alcuni stano già pensando a come voltare pagina, a spegnere l’indignazione, lo sdegno, la rabbia, l’amarezza profonda, ecc. come se fosse immotivata, come se chi si indigna avesse chiesto di metterlo alla gogna in piazza o rinchiuderlo in un centro di rieducazione. Ma stiamo scherzando?
E’ in questi momenti che uno comincia a capire l’astio protestante nei confronti dei cattolici.

Riporto lo sfogo anti-buonista (anti-italiano?) di una mia amica, che sottoscrivo in pieno:

“E che palle! Dramma umano?? Uno decide di doparsi per essere il migliore, lo beccano ed é un “dramma umano”??? Spero solo che l´allenatrice di mia figlia non la pensi allo stesso modo, va là… (mi sa che in Italia “prendersi le responsabilità per le cazzate che si fanno, specie se illegali è un poco fuori moda)…poverino, mi fa così tanta pena…ma la pensate nello stesso modo con tutti quelli che fan cose non ammesse dalla legge? No, perché il prossimo magari è quello che vi entra in casa, ve la svaligia per benino, lo beccan di fuori, e si mette a piangere dicendo che ha fatto tutto da solo per esser più ricco… ma mi sembra che siano un po´ troppi quelli che giustificano il doping, in Italia, ultimamente. Che, poi, sai, se lui non arrivava primo, sparivano anche i soldoni della Kinder, eh….che dramma umano!!! Ma dai….

io vorrei che Schwazer si prendesse un bel calcio in culo e lo obbligassero a mangiare tutti i giorni kinder pingui, seduto davanti alla televisione, tanto da diventare grasso e ancora più scemo. Cosi, solo per far veder ai nostri figli come NON ci si deve comportare, se lo sport lo so ama davvero, e da persone oneste (oddio, che brutta parola…) 🙂

Non capisco perché sempre due pesi e due misure. Quando si tratta di sportivi, in Italia, è tutto lecito. Ma un personaggio pubblico ed uno sportivo, poi, è o dovrebbe essere un esempio per tutti, specialmente i giovani. E partiamo dal presupposto che tutte le persone che “contravvengono alle leggi sociali” (droga, furto, corruzione, anche solo arroganza e cattiveria), lo fanno perché deboli e fragili (infanzia difficile, mancanza di genitori o di supporto parentale, etc.etc.).

Non per questo li si giustifica. Secondo me dovrebbero schierarsi *tutti* contro questo genere di cose. Chi ha figli, mi piacerebbe moltissimo sapere se lo porta ad esempio o meno, un atleta che si dopa per vincere. Tutti poverini, tutti fragili, tutti ingenui. Calciatori, ciclisti, fondisti. E guarda, io son ben contenta che non sia morto stramazzato a terra per un infarto, come molti suoi colleghi sportivi. O che non sia finito su una sedia a rotelle paralizzato come parecchi calciatori. O che non abbia fatto la fine di Pantani. Certo che mi fa pena.Mi fan pena tutti: quelli che giocano al videopoker, i tossici, e persino le veline di berlusconi e le autoreggenti della brambilla. Certo che son tutti fragili.

Non posso più dire che uno sportivo che si droga per vincere (e beccarsi i soldi degli sponsor, che col cavolo che la kinder prende uno che arriva 4°…) deve esser messo alla gogna, ma che, gli facciamo allora, la ola?

Non sei un pinco pallo qualsiasi. Sei un personaggio sportivo, pubblico, campione olimpico in carica (“olimpico”, sottolineo, con tutto ciò che il temine comporta). Ti dopi? Bene, ti becchi anche le critiche. E ti prendi le conseguenze del tuo comportamento. 4 ani fa tutti che ti osannano, perché hai vinto l´oro. Adesso tutti che ti criticano, perché hai fatto una grande cazzata. Ma no, criticarlo non si può, perché è fragile…No, la ola non gliela faccio. Anzi, lo porterò come esempio a mia figlia per spiegarle “cosa non è lo sport”. Penso che non ci sia punizione peggiore, per un atleta olimpico, che esser portato ad esempio per questo.

Se non l’avessero beccato e avesse vinto, qui penso che sarebbe pieno di gente che lo osanna. Il punto è che lui non è un uomo qualunque: fino a ieri dava lezioni mediatiche pagato profumatamente da una multinazionale alimentare su “come diventar campioni come me allenandosi tanto e mangiando merendine”. Adesso non è che può chiedere di far finta di niente, e di trattarlo come se fosse uno normale. Perché normale non lo é. Io spero che abbia una famiglia e degli amici veri che gli stiano vicino.

Penso che se vai alle olimpiadi e ti ergi a modello per i giovani sportivi, poi fai una cazzata come questa e la paghi. Tanto tra 3 giorni 3 se lo saranno tutti dimenticato.

Penso che tre giorni di gente che ti svalanga merda per un cosa così non sian poi così tremendi, come pena da scontare”.

UN POSSIBILE FUTURO PER SCHWAZER

Io penso, come altri, che ora il “nostro” abbia una gigantesca opportunità. Qualcuno ha scritto che “può riprendere in mano la propria vita ed uscire da una visione contorta di quelle che sono aspirazioni di fama e gloria… Gli sportivi ad alto livello di oggi, altro non sono che delle macchine computerizzate, menti svuotate dalla naturalità e riempite di programmi che mirano ad un unico scopo”.

A mio parere Schwazer deve ficcarsi in testa che non è finita qui, che ora ha il dovere di riscattarsi e redimere lo sport non con le lacrime o scomparendo dalla vita sociale nel maso dei suoi aspettando che passi la maretta, ma usando il suo nome ed il suo passato per cercare di insegnare ai ragazzi che non tutto è lecito in nome del successo, che non possono autodistruggersi sull’altare della gloria o per compiacere qualcuno. CHI VUOLE VOLTAR PAGINA AL PIU’ PRESTO NON LO STA AIUTANDO. L’INDULGENZA INNOCENTISTA NON AIUTA CHI SBAGLIA.
La decisione che dovrebbe prendere – per come la vedo io – è quella di dare il suo contributo per cambiare le cose, perché un certo tipo di mentalità che fa comodo a chi detiene il potere economico e politico sta spingendoci a distruggere ogni residuo di innocenza, di bontà e buona volontà. Schwazer può e deve diventare un ambasciatore di un mondo nuovo, meno corrotto di questo, nello sport e non solo.
Oppure vogliamo continuare fatalisticamente e cinicamente a far finta di niente e farci del male?
Penso che tutti o quasi tutti siano convinti che Alex sia un bravo guaglione. Mi auguro che qualcuno aiuti Schwazer a diventare un modello positivo per tutti, dando un senso costruttivo a tutto questo.

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9 commenti

  1. Luca said,

    8 agosto 2012 a 19:41

    Comunque trovo assurdo che, come atleta dei Carabinieri (non condivido il mix “forze armate+sport”, ma tralasciamo) essi stessi non si siano occupati di fargli qualche controllino ogni tanto. Hanno anche loro una responsabilità sul proprio atleta. Barzelletta o c’è qualcosa sotto?
    Certi retroscena non possiamo saperli. Ad esempio a me puzza il fatto che abbia fatto tutto da solo in Turchia. Quando ha detto all’incirca “Eh come ben sapete su Internet si può trovare tutto vi assicuro che è così” mi sembrava un suggerimento bello e buono dell’avvocato sull’onda della “paura di Internet”, che combinato al fatto che sia lui che il suo dottore (Ferrari) siano osservati dall’Interpol fa destare qualche sospetto.
    Ciononostante, non lo giustifica e non avrebbe dovuto cedere alla tentazione e, nel caso sia così, denunciare chi lo ha invogliato. Ora deve impegnarsi, “pagando” per quello che ha fatto e dare un messaggio buono impegnandosi a fondo, concordo.
    Poi il problema generale della gogna mediatica è anche dovuto un po’ al fatto, credo, che non si riconoscano mai le responsabilità, le proprie in primis, e ciò si riflette sugli altri.

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    • 9 agosto 2012 a 09:39

      osservazioni molto interessanti. Staremo a vedere.
      Sulla gogna mediatica: Come stupirsi dei media che si buttano a pesce su di lui? Non l’hanno fatto anche quando trionfava? Quando le cose vanno bene è OK che non si parli d’altro che della celebrità atletica di turno e quando invece inciampa nella sua “umanità” e torna tra i mortali allora non va bene che sia al centro dell’attenzione dei media?
      E se non fosse così ci sarebbe ancora lo sport spettacolo/spettacolare? Oppure la gente comincerebbe a lamentarsi come fanno i tifosi degli sport minori che sono completamente ignorati? Non dovrebbero essere contenti di conservare pulito il proprio sport minore, con prestazioni meno eclatanti?
      Sul disastroso fallimento della Pellegrini non mi pare ci si sia accaniti. Perché è caduta in piedi.
      Michele Serra ha dedicato una riflessione a mio parere molto calzante sulla questione che merita un post a parte. Ci rivediamo lì.

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  2. 8 agosto 2012 a 19:44

    In cuor mio spero di far parte di quelli che hai apprezzato per la brillantezza delle argomentazioni, e non solo per il riferimento “birichino” a Savonarola 😀
    “Non posso più dire che uno sportivo che si droga per vincere deve esser messo alla gogna, ma che, gli facciamo allora, la ola?” la risposta per me è: né gogna né ola.
    Ottimo Stefano, il fatto è che io sono contrario agli estremi, nelle azioni come nei discorsi. Certamente, però contemplo le sfumature, eccome!
    Ho provato fin da subito irritazione per certe dichiarazioni a caldo e molto, troppo nette, di alti dirigenti dello sport italiano. L’irritazione è relativa al personaggio che si becca queste parole, il quale, secondo me, pur essendosi dimostrato tutt’altro che un modello per ragazzi e sportivi, merita almeno un po’ di tatto in più (tatto nella condanna, non tatto nell’assoluzione, sia chiaro): Schwazer non mi sembra proprio un criminale, anzi, ha agito da “pollo” (per essere buoni). Ha usato una sostanza che si scopre facilmente, se l’è somministrata da solo (fino a prova contraria, prendo per buone le sue parole), magari sbagliando pure le dosi, come se pensasse che un campione olimpico in carica fosse esente dal rischio dei controlli, dopo la prova.
    Per dire, personaggi come Armstrong, a pelle, mi stanno decisamente sulle scatole; Schwazer al limite mi fa pena. Ripeto: è finito, sportivamente parlando, non è più un carabiniere, lo hanno mollato gli sponsor etc etc. Non basta? Ha ammazzato qualcuno? Certo, è stato scorretto, molto scorretto, e si è rivelato fragile e uno da non prendere come modello, ma credo che sia l’accanimento che il buonismo siano fuori posto, nel suo caso. Non ne poteva più di marciare, vuole tornare una persona normale: condanniamolo sportivamente e lasciamogli fare quel che vuole della sua vita. Poteva essere una leggenda, rimane un ragazzo macchiato dal doping, che paradossalmente sembra stare meglio adesso che la sua carriera è finita (pur tra le lacrime) che quando divorava chilometri di asfalto e sudore.

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    • 9 agosto 2012 a 09:36

      ” Poteva essere una leggenda, rimane un ragazzo macchiato dal doping, che paradossalmente sembra stare meglio adesso che la sua carriera è finita (pur tra le lacrime) che quando divorava chilometri di asfalto e sudore”..
      Questo è un altro punto fondamentale. Non è possibile che una brava persona sia messa nella posizione di sbagliare così grossolanamente (ricordo che ha avuto tutto il tempo di pensare alla bontà di quel che stava facendo ed ai rischi che correva). Non è possibile che lo sport sia arrivato a questo punto. Si possono prendere sul serio delle olimpiadi in cui gli inglesi improvvisamente sembrano i Russi di una volta e vincono medaglie a ripetizione come, guarda caso, non succedeva da Londra 1908?

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      • 9 agosto 2012 a 10:34

        “Non è possibile che una brava persona sia messa nella posizione di sbagliare così grossolanamente (ricordo che ha avuto tutto il tempo di pensare alla bontà di quel che stava facendo ed ai rischi che correva).”
        Eh, secondo me sta proprio qui il piccolo dramma umano di Schwazer: un progressivo isolamento da tutti i cari (genitori, fidanzata), protetto da un muro di bugie e silenzi. Possibile che, quindi, nessuno gli abbia impedito di camminare sull’orlo del baratro per mesi e accarezzando malsani e falsi sogni di gloria, contenuti in quelle fialette piene non solo di epo, ma anche di vergogna e disonore.
        E tutto questo, sempre che la sua versione sia vera e che il ragazzo non stia nascondendoci qualcosa.

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        • 9 agosto 2012 a 10:46

          proprio così. La storia potrebbe avere numerosi risvolti. Non ci resta che attendere.
          Qualcuno ha scritto: l’allenatore Didoni si sente proprio “a posto” ?

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  3. 8 agosto 2012 a 19:56

    P.S. il tuo invito volto a far sì che Schwazer diventi “ambasciatore di un mondo nuovo, meno corrotto di questo, nello sport e non solo” è, credo, tanto nobile quanto irrealistico, purtroppo.
    Temo che il ragazzo, come non ha avuto il sostegno umano e la forza morale tali da evitare il doping, così adesso non desideri altro che ritirarsi un po’ nell’oscurità. Per denunciare e farsi portavoce ci vuole una grandezza che non so quanto sia propria di Schwazer; questa sarebbe la sua seconda possibilità di diventare un modello ma sono scettico sulla sua volontà di coglierla.
    Nella conferenza stampa mi ha dato infatti l’impressione di uno che vuole svoltare e per far questo non deve assolutamente coinvolgere né nominare alcuno (quante volte ha detto e ripetuto che ha fatto tutto da solo – vero o falso che sia?): ecco il perché del mio scetticismo.

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  4. 8 agosto 2012 a 23:28

    Caro Stefano, concordo molto poco con il tuo articolo, ma per due soli motivi, ossia che, a parer mio, la tua risposta è fuori tema (o, meglio, dialoga su un livello diverso) e ha un paio di punti contraddittori. Premetto che non entrerò nel merito della lettera da te riportata, perché, seppur non condividendola nella buona maggioranza, non ho modo di conoscerne l’autrice, né vorrei controbattervi senza che sia chiamata in causa. In secondo luogo, essendo stato citato direttamente, giacché alcune espressioni da te riportate sono prelevate da miei interventi o commenti, entrerò nel merito solo di quanto scritto da me. Ti ringrazio innanzitutto per gli apprezzamenti che mi hai riserbato, anche se – ahimè – sono un po’ vittorie di Pirro!!! Vediamo punto per punto dove non posso essere d’accordo con te. Nessuno ti ha vietato di criticare Schwazer, tant’è che, in un paio di occasioni, con me sei sceso anche sul personale. Se tu non avessi potuto schierarti in modo contrario, probabilmente non avresti incontrato alcun favore, quando invece poni persino l’eventualità che i giustizialisti siano la maggioranza, differendo da quelli che tu definisci lassisti soprattutto in riservatezza e moderazione. E’ legittimo criticare Schwazer, è legittimo difenderlo. Ti dirò di più: sai che non è il mio caso, ma qualcuno lo hai difeso pure sportivamente. Questo non puoi imputarmelo, ma io stesso ho visto alcuni negare persino l’inevitabile punizione della giustizia sportiva. Su questo, almeno spero, mi sono espresso chiaramente in entrambi i miei articoli. Sono stato io ad accusarti di “crociata moralista”, e l’ho fatto perché, se rileggi i commenti in risposta ai miei articoli, hai citato più volte il “redde rationem” che dovrei tenere con la mia coscienza, arrivando a mettere in dubbio la mia scala valoriale e indicando implicitamente la tua quale martirizzata dai “cattolici” (vd. oltre) lassisti e ipocriti. Nessuno ti ha vietato di prendere posizione, o almeno non io: non sarebbe onesto sostenere che ti abbia tolto la parola o che, in senso più generale, abbia criticato chi si schiera contro Schwazer, poiché il mio intervento è teso solo ad auspicare che non si indulga in danze macabre sul marciatore, un’opinione che, tra l’altro, in quanto garantista assoluto, ho adoprato in molti casi. Il tuo riferimento all’astio protestante nei confronti dei cattolici e alla tua applicazione di questo paradigma, perdonami, ma non rende giustizia alla tua opera quotidiana. Sai meglio di me che il protestantesimo non è un corpus unico, che le sue sette possono raggiungere livelli di oscurantismo e intolleranza enorme e, al contempo, punti di lassismo ineguagliabili: l’esperienza statunitense insegna. Dici che non è così? La giustizia è protestante, il lassismo è cattolico? Mi sembra che tu abbia generalizzato un po’ troppo, ma continuano a essere opinioni. Salto a piè pari la lettera riportata per i motivi già addotti. Giungendo alla parte finale, Stefano, resto interdetto. Hai combattuto anche con termini molto forti e hai quasi perso la pazienza per venire a dire che adesso Schwazer deve essere testimone di un mondo nuovo? Più cattolico di così… anzi: più cattocomunista di così… Ecco la contraddizione: prima vuoi che Schwazer sia demolito, perché è giusto che l’opinione pubblica si alleggerisca del peccato cattolico-buonista(italiano) rompendo ogni tabù, ribellandosi alla chiassosità di chi chiede – bada bene – non di assolvere il marciatore (giacché mai ho parlato di assolverlo), ma solo di evitare di gettargli addosso i tizzoni d’inferno mediatici e di renderlo il pupazzo sul quale scaricare tutta quella rabbia, che tu ritieni leggittima, derivante dalla delusione di chi credeva nello sport e nell’onestà. Quindi, auspichi che, col capo coperto di cenere, sia portatore di pace e giustizia? E con quali condizioni? Con le tue condizioni, immagino: lo sport è sistema corrotto, Schwazer ha sbagliato facendo male solo a se stesso (concordo in pieno con Leonardo Giovannelli) e pertanto, pur non avendo commesso alcun illecito penale, deve scontare la sua onta pubblicamente, non dovrà più pubblicizzare merendine. Non è un po’ da tribunale del popolo? Tu hai diritto di dire quello che vuoi, però – e senz’altro mi sono spiegato male io – da parte mia non c’è intenzione di assolvere nessuno, bensì solo la volontà, analogamente a te, di rompere un atteggiamento italiano. La differenza è che tu ritieni che il buonismo sia il male di questo Paese, io ritengo che il buonismo sia certo una nota non sempre positiva, ma che i maggiori rischi giungano dalla velocità con la quale gli italiani, allo stesso modo, incensano e abbattono una persona. Io ritengo che ci sia una giustizia degli uomini e una giustizia divina: in entrambi i casi il giudizio non spetta a me, poiché io né sono Dio (anche se Gaber potrebbe obiettare), né sono un magistrato. Nel frattempo, però, pur comprendendo le tue ragioni, resto della mia opinione: ritieni sia opportuno lapidare Schwazer fintanto che il suo volto sarà stato scolpito in una forma nuova e pura? Bene, sulla scia di quella pietra troverai me, sia che si tratti di Schwazer, sia che si tratti di qualsiasi altra persona sottoposta non a un processo stabilito dalla legge, bensì al tribunale dell’opinione pubblica. Schwazer, sì, dovrà vedersela con la propria coscienza. I processi devono essere svolti in un’aula di tribunale, non sui giornali. A te, Stefano, in tutta amicizia, chiedo di rileggere con calma i miei interventi e la discussione che ne è scaturità tra noi. Io lo rifarò, anche perché ritengo che, nel bene o nel male, credo che il mio contributo mediatico sulla vicenda sia in fase di esaurimento, almeno perché è in calo la tensione nervosa.
    P.S.: Sudtirolese o altoatesino? Oppure altoatesino è in senso positivo e sudtirolese in senso… meno positivo?

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    • 9 agosto 2012 a 09:34

      ci mancherebbe che qualcuno mi avesse impedito di dire la mia!
      Il problema è stata la reazione a mio avviso scomposta nei confronti di giudizi del tutto legittimi. Come scomposta, sempre a mio avviso, è la tua replica piccata, che si trasforma in una caricatura della mia posizione, che non è mai stata quella che descrivi.
      Ho reclamato il diritto di condannare Schwazer senza che nessuno mi condanni per questa condanna (è davvero chiedere troppo? Sono diventato più colpevole di Schwazer?).
      Ho chiesto che la flessibilità morale euromediterranea (che può andar bene quando si tratta di salvare ebrei dall’intransigenza “nordica” ma non va bene quando si tratta di truccare la contabilità per entrare nell’eurozona) sia temperata dal rigore morale nordico. Nessuno dei due estremi funziona e a me pare evidente che la posizione moderata qui sia quella di chi ha condannato Schwazer (senza mai pretendere che fosse radiato a vita o escluso dal consorzio civile o sottoposto a “gogna” per più di un paio di giorni) pur ritenendolo sostanzialmente una brava persona. Il fatto che tu trovi una contraddizione nel condannare una persona e pensare già a come aiutarlo a riscattarsi invece dimostra, sempre a mio parere, come la tua posizione, che credi sia moderata, non lo è per nulla, ma è pesantemente condizionata dal tuo sconfinato amore per lo sport, che non ti rende obiettivo su questo tema.

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