L’aereo turco, il precedente libico ed un intervento NATO che si complica

[…] “Un portavoce del ministero degli Esteri siriano, Magdissi Jihad, ha detto che l’abbattimento dell’aereo turco è stato un gesto di autodifesa contro una violazione della sua sovranità. La Difesa aerea siriana è stata presa di sorpresa dall’aeroplano che volava a 100 metri di altitudine. Anche se l’aereo fosse stato siriano, l’avremmo abbattuto”, ha detto, aggiungendo che Damasco ha fatto del suo meglio per attenuare le conseguenze, contattando tempestivamente le autorità turche ed offrendo tutta l’assistenza dovuta nelle operazioni di ricerca e soccorso […]. L’incursione del jet militare turco in Siria potrebbe essere stata un’operazione NATO non riuscita per mimetizzare i suoi aerei militari al fine di ingannare la difesa aerea del paese, facendoli passare per aerei siriani. I codici necessari sono stati sottratti al cacciabombardiere siriano che era stato rubato dal suo pilota disertore qualche giorno fa [si è consegnato al governo giordano, NdT].

Questa teoria spiega perché l’aereo da ricognizione turco è entrato nello spazio aereo siriano prima di essere abbattuto, ha argomentato il quotidiano russo Komsomolskaya Pravda, che cita fonti anonime delle forze di sicurezza siriane.

I Siriani ritengono che l’incidente di venerdì abbia origine dalla defezione della scorsa settimana di un pilota siriano fuggito nel suo MiG-21 jet da combattimento in Giordania. Damasco ha bollato il disertore come un traditore, mentre le autorità giordane gli hanno dato asilo.

La defezione richiama alla mente un incidente simile che ha avuto luogo nel mese di febbraio 2011, quando due piloti libici “consegnarono” il loro aereo militare a Malta. La campagna di bombardamenti della NATO, che si concluse con la caduta del governo del Muammar Gheddafi, iniziò appena un mese dopo.
Gli analisti militari hanno notato che, curiosamente, i sistemi di difesa aerea libici sembravano essere impotenti contro gli attacchi aerei della NATO. La spiegazione potrebbe essere in un sistema di identificazione “amico/nemico” presente a bordo dei due velivoli rubati, suggerisce il giornale. Questo sistema viene utilizzato dai militari in combattimento per distinguere il proprio aereo.

Secondo il quotidiano, l’esercito siriano [leggi: i tecnici russi, NdT] ritiene che la NATO ci abbia riprovato, ma senza riuscire a decifrare i codici. Questo è dimostrato dal fatto che il pilota disertore è riuscito a mandare la sua famiglia in Turchia prima di rubare il jet da combattimento, il che significa che l’atto non è stato probabilmente dettato da un’improvvisa crisi emotiva.

Alla Turchia potrebbe essere stato affidato il compito da parte della NATO di testare la qualità del lavoro svolto e il risultato è stato disastroso.

Questa è comunque solo una teoria e non si possono escludere spiegazioni più banali – ma è più probabile che l’intrusione facesse parte di un’operazione militare, piuttosto che essere un errore come ha affermato la Turchia, sostengono gli esperti militari […]”.

http://www.rt.com/news/turkish-plane-nato-syria-725/

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