USA profetizzano, Israele parla di armi di distruzione di massa, Putin invia truppe e navi

Circa 10 giorni dopo l’11 settembre 2001 mi sono recato al Pentagono, ho visto il segretario alla difesa Rumsfield e il vice segretario Wolfowitz, sono sceso per salutare alcune persone dello Stato Maggiore che lavoravano per me e uno dei miei generali mi chiamò dicendomi: «Venga, Le devo parlare un momento», io gli dissi «ma lei avrà da fare…» e lui disse «no, no, abbiamo preso una decisione, attaccheremo l’Iraq» . Tutto questo accadeva attorno al 20 di settembre. E io gli chiesi: «ma perché?» e lui: «non lo so», e aggiunse «penso che non sappiano cos’altro fare». Io gli chiesi «hanno trovato informazioni che collegano Saddam Hussein con Al Quaeda?», disse «No, non c’è niente di nuovo. Hanno soltanto deciso di fare la guerra all’Iraq!», e disse «non so la ragione è che non si sa cosa fare riguardo al terrorismo, però abbiamo un buon esercito e possiamo rovesciare qualsiasi governo». Sono tornato a trovarlo alcune settimane più tardi e all’epoca stavamo bombardando l’Afghanistan. Gli chiesi: «bombarderemo sempre l’Iraq?», lui mi rispose «molto peggio!». Prese un foglio di carta e disse «ho appena ricevuto questo dall’alto», sarebbe a dire dall’ufficio del segretario alla difesa. «Questo è un memo che descrive in che modo prenderemo 7 paesi in 5 anni, cominciando dall’IRAQ, poi la SIRIA, il LIBANO, la LIBIA, la SOMALIA, il SUDAN e per finire l’IRAN». Gli chiesi: «è confidenziale?» e lui «si, signore».

Generale Wesley Clark, ex comandante generale dell’US European Command.

http://www.youtube.com/watch?v=fW8mLDtq9Ls&feature=player_embedded

Al Pentagono, nel novembre del 2001, feci una chiacchierata con uno degli ufficiali superiori. Sì, stavamo ancora progettando la guerra contro l’Iraq, ma c’era anche altro. Quel progetto faceva parte di un piano quinquennale di campagne militari che comprendeva sette nazioni: a partire dall’Iraq, per continuare con la Siria, il Libano, la Libia, l’Iran, la Somalia e il Sudan. Il tono era indignato e quasi incredulo […] Cambiai discorso, non erano cose che volevo sentire.

Wesley K. Clark, Winning Modern Wars, p. 130

http://www.amazon.com/Winning-Modern-Wars-Terrorism-American/dp/1586482181

Mentre la popolazione siriana del centro più martoriato (Homs) cerca la riconciliazione (“Mussalaha”) su iniziativa dei leader religiosi locali

http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=39288&lan=ita

E il vescovo francese Philip Tournyol Clos, con l’approvazione dell’ex ambasciatore di Francia, Eric Chevallier, dichiara che: “La pace in Siria potrebbe essere salvata se tutti dicessero la verità. Dopo un anno di conflitto, la realtà sul terreno è lontana dal quadro che impone la disinformazione nei mass media occidentali

http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=39237&lan=ita

[Il Vaticano subirà delle rappresaglie per questa sua interferenza con i piani NATO? I corvi voleranno ancora?]

La portavoce del dipartimento di stato americano ha previsto e nominato i luoghi in cui il regime di Assad perpetrerà i prossimi eccidi (verosimilmente di cristiani ed alawiti), insegnando a Nostradamus il suo mestiere:

http://www.presstv.ir/detail/2012/06/12/245732/us-predicts-another-massacre-in-syria/

Il generale Yair Naveh, numero due dell’esercito israeliano, ha lanciato l’allarme: Assad potrebbe voler usare il suo arsenale chimico contro Israele:

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/articoli/1048942/israele-in-siria-arsenale-chimico.shtml

Putin aveva già inviato in Siria le special’nogo naznačenija (specnaz, truppe speciali)

http://www.examiner.com/article/russian-special-forces-deploy-to-syria-to-conduct-counterterrorism-operations

Ora la Nezavisimaya Gazeta cita fonti militari che annunciano che lo stato maggiore russo ha attivato la 76a divisione paracadutisti e la 15a divisione di fanteria, oltre ad una brigata di forze speciali della flotta del Mar Nero che ha già diverse unità al largo della Siria (nei pressi del famoso porto di Tartus, una base navale russa)

http://www.informationclearinghouse.info/article31559.htm

Questa decisione, resa pubblica, ha chiaramente una funzione di deterrente: “la Siria non è la Libia, non intervenite militarmente in Siria”.

Chi vuole questa guerra se perfino Zbigniew Brzezinski continua a ripetere che è una follia?

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/06/09/persino-zbigniew-brzezinski-e-allarmato-non-fate-sciocchezze-in-siria-si-rischia-grosso/

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4 commenti

  1. 18 giugno 2012 a 09:42

    […] una lingua straniera per informarsi di quel che succede nel mondo, a maggior ragione se rischiamo un conflitto mondiale con Russia e Cina. Non basta leggere degli articoli di quotidiani italiani per capire cosa sta succedendo in Medio […]

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  2. 18 giugno 2012 a 09:54

    […] una lingua straniera per informarsi di quel che succede nel mondo, a maggior ragione se rischiamo un conflitto mondiale con Russia e Cina. Non basta leggere degli articoli di quotidiani italiani per capire cosa sta succedendo in Medio […]

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  3. valeria said,

    27 giugno 2012 a 20:54

    tratto da: http://www.peacelink.it/pace/a/36511.html

    Comportamento provocatorio delle forze aeree della Turchia

    Il caccia turco abbattuto non sia un pretesto per l’intervento Nato in Siria

    Secondo le stesse autorità turche il caccia aveva violato da poco lo spazio aereo siriano e, per di più, sarebbe prassi dell’aviazione turca sconfinare oltre il limite di 12 miglia delle acque territoriali siriane. La Nato condanni gli sconfinamenti degli aerei militari turchi in Siria e non aggravi la tensione nell’area, nella quale è importante che l’Onu svolga al meglio la sua opera di risoluzione del conflitto. Invitiamo tutti i pacifisti a mobilitarsi contro la guerra

    26 giugno 2012 – Associazione PeaceLink

    Fonte: Mailing list pace@peacelink.ithttp://www.peacelink.it/liste/index.php?id=17

    Un caccia turco e’ stato abbattuto lo scorso 24 giugno mentre volava in uno spazio aereo prossimo al limite delle 12 miglia dalla costa siriana dopo aver sconfinato 15 minuti prima nello spazio aereo siriano, come le stesse autorità turche ammettono.

    La distanza di 12 miglia costituisce l’inizio dello spazio aereo di ogni nazione e nessun velivolo dovrebbe violare la sovranità di un’altra nazione. Tanto meno un velivolo della Nato che è tenuto a non compiere azioni “fuori area”.

    Alla luce dei meri dati tecnici quello che emerge è un comportamento riprovevole da parte dell’aviazione turca che andrebbe stigmatizzato dalla Nato. (1)

    Non vi è quindi nessuna argomentazione valida per speculare su tale incidente. (2)

    Ciò nonostante, la Nato discutera’ sul caso del caccia turco abbattuto dalla contraerea siriana e, secondo alcuni media, l’Italia e la Gran Bretagna saranno i paesi piu’ attivi nell’appoggiare le richieste turche di una reazione Nato.

    Sono pertanto sorprendenti le dichiarazioni del Ministro degli esteri italiano Terzi che difende la posizione della Turchia anziché dissociarsi dalla condotta provocatoria di un aereo Nato che sconfina nello spazio aereo siriano. (3)

    Questo e’ solo l’ ultimo episodio nel quale il Ministro degli Esteri italiano Terzi ha mostrato un atteggiamento ostile verso il governo siriano proprio mentre l’Onu e’ impegnata in una difficile missione tesa a fermare gli scontri armati tra l’esercito di Damasco e gruppi dell’opposizione. Infatti anche dopo l’ inizio della missione guidata da Kofi Annan sono state imposte dal nostro paese nuove sanzioni alla Siria e il suo ambasciatore e’ stato definito dall’ Italia “persona non gradita”. Inoltre tutte le dichiarazioni sulla crisi hanno un taglio unilaterale e molto discutibile nei toni. Noi crediamo che questo modo di operare non rappresenti la volonta’ del popolo italiano che, pur con differenti opinioni, non vuole alimentare in Siria l’attuale guerra civile e preparare il terreno ad un eventuale intervento Nato che violerebbe l’articolo 11 della Costituzione Italiana.

    Contestiamo quindi l’operato del Ministro Terzi nella crisi siriana. Il governo italiano – in seno alla Nato – dovrebbe infatti condannare gli sconfinamenti degli aerei militari turchi in Siria che aggravano la tensione nell’area anzicheé allentarla.

    Invitiamo tutti i pacifisti a mobilitarsi contro la guerra.

    Invitiamo le forze politiche e sociali e gli italiani tutti a muoversi per una soluzione negoziata della crisi e a non favorire nuovi conflitti armati.

    Note:
    (1) Parlando in diretta alla tv Trt, Davutoglu ha detto che il Phantom turco abbattuto sul Mediterraneo può anche aver brevemente sconfinato nello spazio aereo siriano, come a volte accade, ma che è stato colpito a 13 miglia al largo della costa siriana, circa 15 minuti dopo il possibile sconfinamento e senza alcun preavviso o avvertimento. (http://www.ilmattino.it/articolo_app.php?id=49583)
    “Il presidente turco Gul ha aggiunto che il passaggio nello spazio aereo siriano da parte di aerei militari turchi è una cosa che accade di frequente, ma che si tratta sempre di passaggi ad alta velocità, di pochi chilometri e senza alcuna intenzione bellicosa”. (http://www.ilpost.it/2012/06/23/che-cosa-si-sa-del-jet-turco-abbattuto-in-siria)
    Queste dichiarazioni sono sconcertanti e dovrebbero preoccupare non poco in quanto si ammette che gli aerei militari turchi sono soliti entrare nello spazio aereo siriano, cosa assolutamente da evitare specie in situazioni di grave crisi internazionale come quella attuale.
    Le autorità siriane ritengono che il caccia sia stato invece colpito a 10
    Il caccia turco è un Phanton che può raggiungere i 1450 km/h e poteva violare la zona limite (12 km) in pochi secondi a quella velocita’. Se l’aereo volava a 600 km/h percorreva 10 chilometri in un minuto, circa 5 miglia. In dieci secondi si viola lo spazio aereo passando da 13 a 12 miglia. In 30 secondi a quella modesta velocita’ di 600 km/h si passa dalle 13 miglia (abbattimento nella versione dei nostri notiziari) alle 10 miglia (versione dei notiziari siriani). Alla velocità di 1200 km/h agevolmente raggiunta dal Phantom si passa da 13 milia a 12 miglia in soli 5 secondi!

    (2) Ricordiamo che la Nato dovrebbe essere per statuto un’alleanza difensiva e che nessuna nazione è obbligata a prestare assistenza militare ad altre nazioni Nato a meno che non siano state attaccate. E, nel caso del caccia turco, quello che emerge è un comportamento provocatorio che è giunto fino allo sconfinamento, come le stesse autorità turche hanno ammesso.

    (3) Terzi ha affermato: “L’aereo turco e’ stato abbattuto coscientemente perche’, a quanto mi ha detto il collega turco, era perfettamente identificabile e volava da 15 minuti nello spazio internazionale”.
    Ma aveva o no violato lo spazio aereo siriano? E come mai si manteneva a 13 miglia quando bastava una manovra di pochi secondi per violare nuovamente lo spazio aereo siriano? Quaii sono le ragioni di una condotta così evidentemente provocatoria? A questo dovrebbe rispondere il ministro degli Esteri italiano.

    Questa è la versione definitiva del Comunicato elaborato nella mailing list pace di PeaceLink (http://lists.peacelink.it/pace). I partecipanti alla mailing list stanno mettendo a punto uno specifico appello – firmato da varie rappresentanze della società civile italiana – alla mobilitazione contro l’internazionalizzazione della guerra che si prefigura nel caso in cui la Nato decidesse di intervenire nello scenario militare siriano.

    Versione 2 – ore 8.30 del 26/6/2012

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  4. Monica Innocenti said,

    25 gennaio 2013 a 11:00

    Personalmente è una delle poche volte che mi decido a lasciare un commento su un tema che sta a cuore a molti pur avendo una laurea specialistica proprio sulla NATO. In questi anni di duro terrorismo infatti, almeno nella forma G8 che ha colpito duramente l’Italia di questi ultimi 10 anni a partire dai fatti di Genova del 2001, non si presenta di facile uso l’accesso alle libertà fondamentali garantite dalla costituzione. Francamente non se ne è accorto nessuno fino alla guerra in Libia condotta dalla NATO di pochi mesi fa e di cui, come sempre usando la prospettiva del Generale Clark, non se ne riesce ancore a capire le motivazioni. Molti sbagli sono stati fatti, diciamolo come potete vedere tutti dalla espansione della guerra anche ad altri stati limitrofi. L’Italia ormai è dispiegata da anni nelle missioni all’estero; è stato spiegato questo, no. Mi sembra pericoloso e senza controllo. E chi è rimasto?. Speriamo in una maggiore definizione anche per evitare le derive oltranziste di una rivoluzione francese ormai alle porte. Che Generale commenterà, se ce ne sarà mai qualcuno visto che negli ultimi anni non se ne sono visti in TV.

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