Approvato il pareggio di bilancio ma lo spread si impenna

Secondo Citigroup le agenzie di rating si preparano ad un nuovo taglio del giudizio sul debito pubblico di Spagna e Italia, ad appena un passo dal livello “spazzatura”. Persino la virtuosa Olanda, nel mezzo di una cura da cavallo di austerità, potrebbe perdere la tripla A. Il Fondo Monetario è scettico riguardo la nostra capacità di ripianare il deficit e parla di pareggio nel 2017. Sempre il Fondo Monetario prevede ulteriori aggravamenti della disoccupazione che sfiorerà il 10% nel 2013.

Un monito per coloro che, ad ogni ribasso dello spread, accendono lumini a questa o quella riforma restrittiva, a questa o quella dichiarazione di un ministro, alla “serietà” dei professori. Non sta funzionando.

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I sintomi di un nuovo acutizzarsi della crisi dei debiti sovrani ci sono tutti. Che il pericolo non fosse scampato, ma solo lenito grazie all’iniezione di liquidità della BCE, lo avevano detto in molti.

Eppure, a ben vedere, i nostri compiti a casa li abbiamo fatti: da due giorni abbiamo in Costituzione il pareggio di bilancio. Un fatto storico. Il premier Mario Monti ha promesso che nel 2013 ci avvicineremo all’obiettivo: “close to balance”, quasi in parità. La riforma del mercato del lavoro, anche se non ancora approvata, è ormai delineata e toccherà quello che fino a poco tempo fa era considerato un tabù, l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori.

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