Il Consiglio nazionale siriano non rappresenta il bene, noi non siamo buoni, nessuno è buono

Basi militari americane e NATO nell’area medio-orientale

 

di Asad Abu Khalil*

Siamo subito chiari: il popolo siriano ha tutto il diritto di protestare, pacificamente o violentemente, contro il brutale regime di Assad. Di più: il regime siriano non ha alcun diritto di restare al potere. Ancora di più: il regime siriano è incapace di auto-riformarsi.
Detto questo è imperativo che l’opposizione al Consiglio nazionale siriano cominci fin d’ora, prima che abbia l’opportunità di governare. Questo movimento appoggiato dalla Nato non si differenza in nulla dall’altro movimento appoggiato dalla Nato e che della Nato fu lo strumento in Libia.
L’opposizione al Consiglio nazionale siriano può poggiare su diversi fattori, prima di tutto rispetto alla sua credibilità, alla sua consistenza e alla sua onestà.
Il Cns ha mentito ripetutamente al popolo siriano. Vediamo alcuni casi eclatanti.
1) Il Cns ha cominciato come un movimento che difendeva strenuamente la lotta non violenta. Ora il Cns chiede che la violenza sia esercitata dai siriani ma anche da chiunque (israeliani compresi?) sia interessato a farla finita con il regime.
2) Il Cns ha proclamato solennemente di opporsi a qualsiasi tipo di intervento straniero, ma ora lo implora, venga da chi venga, ma meglio se da paesi alleati degli Usa e Israele.
3) La leadership del Cns ha detto in varie occasioni che i Fratelli musulmani (Ikhwan) al suo interno non rappresentavano più del 20%. Però Burhan Ghalioun, il suo leader, si è più volte lamentato che la Fratellanza controlla di fatto il Cns e che lui non vuole finire come Mahmud Jibril, il primo ministro della Libia e della Nato, che ha dovuto dimettersi sotto la spinta dei Fratelli.
4) Rispetto al conflitto arabo-israeliano e alle alture del Golan, il Cns ha adottato la stessa posizione del governo del Baath ancor prima di arrivare al potere. Peggio: si è spinto oltre e ha avviato un flirt senza precedenti (almeno per quanto riguarda la Siria) con Israele.
5) Il Cns afferma che non sarà uno strumento in mano straniere, però si è convertito in una marionetta delle dinastie regnanti in Arabia saudita, Qatar e altri.
6) Il Cns ha criticato con ragione la corruzione del regime siriano, però si è rifiutato di rivelare all’opinione pubblica siriana le sue fonti di finanziamento. Ghalioun parla di donazione «di siriani ricchi», ma qualcun altro riconosce che ci sono stati trasferimenti di fondi dai paesi del Golfo.
7) Il Cns proclama che il suo obiettivo è una Siria democratica, ma i suoi sponsor di Doha e Riyadh sono tutto fuorché democratici.
8) Il Cns sostiene di offrire al popolo siriano la visione di uno «Stato civile» (termine peraltro vacuo, buono per laici e islamisti senza il minor significato politico). Però i suoi alleati sauditi e ikhwanis non è che diano molte garanzie in questo senso.
9) Il Cns prima ha chiesto l’invio di mediatori della Lega araba per poi screditarli una volta che i loro rapporti non si confacevano ai suoi interessi o a quelli dei suoi sponsor.
10) Il Cns ha promesso una transizione alla democrazia ma è stato incapace di usare metodi democratici al momento di eleggere la sua leadership.
11) Il Cns è stato incapace o complice rispetto agli assasinii infra-religiosi nelle zone sotto il controllo dei suoi alleati.
12) Il Cns parla di democrazia però ha usato metodi anti-democratici e potenzialmente pericolosi nel caso prenda il potere a Damasco: i sicari del Cns (e il Cns ha i suoi sicari al pari del regime di Assad) hanno attaccato diversi esponenti dell’opposizione. Il Cns ha usato gli stessi metodi di calunnia e demonizzazione settaria del regime affermando che tutti quelli che non lo appoggiano sono traditori (takhwin). Il Cns non è riuscito neppure ad arrivare a un accordo con il Coordinamento dei comitati per il cambio democratico che è l’autentica espressione dell’opposizione interna in Siria. Ghalioun ha firmato un accordo con Haytham al Manna, il leader del Coordinamento, salvo poi ritirare il suo nome dal documento dopo le proteste dei Fratelli musulmani.
Il Cns non rappresenta tutta l’opposizione siriana. Però esige di essere riconosciuto ufficialmente e internazionalmente come «l’unico rappresentante legittimo del popolo siriano»

*Membro del comitato editoriale dell’Arab Studies Journal del Dipartimento di studi arabi contemporanei dell’università Georgetown di Washington.

da: Il Manifesto:

http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20120315/manip2pg/08/manip2pz/319614/

3 commenti

  1. 18 giugno 2012 a 09:43

    […] alqaedisti, mujaheddin, ecc. ossia gente che se andasse al potere farebbe pulizia etnica) un male infinitamente minore o persino un bene, non è cosa che rassereni (avrebbe molto da imparare da Kofi Annan, che per il momento ha assunto […]

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  2. 18 giugno 2012 a 09:54

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  3. 18 giugno 2012 a 22:24

    […] alqaedisti, mujaheddin, ecc. ossia gente che se andasse al potere farebbe pulizia etnica) un male infinitamente minore o persino un bene, non è cosa che rassereni (avrebbe molto da imparare da Kofi Annan, che per il momento ha assunto […]

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