Chi vuole veramente la guerra? (chiediamolo ai nazisti, che la sanno lunga)

a cura di Stefano Fait

“È ovvio che la gente non vuole la guerra. Perché mai un povero contadino dovrebbe voler rischiare la pelle in guerra, quando il vantaggio maggiore che può trarne è quello di tornare a casa tutto intero? Ma sono i capi che decidono la politica dei vari stati ed è sempre facile trascinarsi dietro il popolo. Basta dirgli che sta per essere attaccato e accusare i pacifisti di essere privi di spirito patriottico e di voler esporre il proprio paese al pericolo. Funziona sempre, in qualsiasi paese”.

Hermann Göring (Goering)

http://www.treccani.it/enciclopedia/hermann-goering/

 

“Ricevo l’ambasciatrice tedesca in Spagna, Baronessa von Stohrer. È molto pessimista sulla situazione interna della Germania. Crede che lo scoppio di una guerra generale possa molto rapidamente condurre al bolscevismo. Dice che il popolo tedesco, “che è il più ingrato del mondo”, è agitato in questo momento da fortissime correnti antinaziste”.

Galeazzo Ciano, Diario

http://www.treccani.it/enciclopedia/ciano-galeazzo-conte-di-cortellazzo/

 

“Come quello dei generali, anche l’animo della nazione è lungi dallo stato di esaltazione: in questo agosto del 1939, non vi è nulla che si sia avvicinato al torrente di entusiasmo, al frenetico precipitarsi verso l’olocausto (sic!) del luglio 1914, e Hitler lo sa benissimo. L’anno precedente, prima di Monaco, aveva fatto un esperimento che quest’anno non ha più osato tentare: la sfilata a Berlino di una divisione corazzata. Egli si attendeva un uragano di patriottismo e ha avuto come risultato uno spettacolo di costernazione generale! Per tre ore i carri armati hanno percorso in lungo e in largo la capitale in mezzo a un silenzioso stupore, come un esercito nemico in una città occupata, mentre Hitler, al balcone della Cancelleria, attendeva invano che, al passaggio dei suoi mostri d’acciaio, si levasse quel bellicoso clamore che egli intendeva suscitare. Alla fine egli era rientrato nel suo studio, si era gettato in poltrona e aveva cominciato a ingiuriare il popolo tedesco”.

Raymond Cartier

http://www.treccani.it/enciclopedia/raymond-cartier/

 

“Non c’era nessun entusiasmo per la guerra”.

Richard von Weizsäcker

http://www.treccani.it/enciclopedia/richard-von-weizsacker/

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