Bye-bye Dubai

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https://twitter.com/stefanofait

Armare i ribelli in Siria è l’unico modo per ottenere la pace

Premier del Qatar, giugno 2013, pochi mesi prima che il karma si abbattesse su di lui e sul “suo” paese

Sicuramente in particolare i monarchi degli stati del Golfo non possono non essere consci del fatto che, anche se l’Iran ha in programma di sviluppare un’arma nucleare (per la quale non esiste alcun tipo di prova), un Iran dotato di armi nucleari sarebbe molto meno pericoloso per loro di un bombardamento degli impianti nucleari iraniani, che assicurerebbe il loro annichilimento. Anche Israele, che dista solo 1100 chilometri dall’Iran…probabilmente subirebbe conseguenze disastrose a causa del fallout radioattivo conseguenza di un simile attacco.

Una tale, assoluta follia ha infettato le menti delle potenze occidentali? Sono pronti ad attaccare l’Iran e così facendo distruggere tutta la regione del Golfo, irradiare ulteriormente l’intero pianeta e se stessi e molto probabilmente scatenare la terza guerra mondiale? O sono solo diversivi, tattiche intimidatorie e retorica, e alla fine saranno le menti più sane a prevalere?

Auguriamoci tutti che sia vera la seconda e preghiamo che sia così.

http://www.globalresearch.ca/good-bye-dubai-bombing-irans-nuclear-facilities-would-leave-the-entire-gulf-states-region-virtually-uninhabitable/5334737

*****

I milioni di civili iraniani (e le decine di migliaia di lavoratori e residenti stranieri, incluse le centinaia di Italiani) che vivono nelle metropoli prossime ai siti nucleari e i siti patrimonio dell’umanità, che sarebbero spazzati via o resi inaccessibili per un numero incalcolabile di anni (il tempo di dimezzamento dell’uranio 235 è di 700 milioni di anni e quello dell’uranio 238 è di 4,5 miliardi di anni!). Nessuno ha mai bombardato un sito nucleare operativo. Il Pentagono ha calcolato che l’effetto di UN SINGOLO ATTACCO atomico sarebbe la morte di 3 milioni di persone nelle prime 2 settimane e la contaminazione radioattiva di un’area che includerebbe il Pachistan e l’India, ossia centinaia di milioni di persone (!!). 35 milioni di persone sarebbero ad altissimo rischio di sviluppare un tumore. Se nei pressi ci fossero magazzini di agenti chimici e biologici anch’essi si diffonderebbero nell’aria. I siti nucleari più in profondità resterebbero intatti!

http://www.ucsusa.org/nuclear_weapons_and_global_security/nuclear_weapons/technical_issues/the-robust-nuclear-earth.html
E questo senza contare le conseguenze dell’esplosione di un reattore, che produrrebbe un inquinamento radioattivo della durata di 700 MILIONI DI ANNI che renderebbe istantaneamente inaccessibile la metà delle riserve petrolifere del mondo.
http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=8839
Nel marzo del 2003 le particelle radioattive delle armi all’uranio impoverito usate da Stati Uniti, Regno Uniti ed Australia raggiunsero l’Inghilterra in 9 giorni, attraversando i cieli di Turchia, Ucraina, Austria, Polonia, Germania, Svezia e Danimarca, per poi toccare anche Norvegia, Finlandia e l’Artico:
http://www.mindfully.org/Nucs/2006/DU-Europe-Contamination1jan06.htm
Dal 2008 l’Arabia Saudita si prepara agli effetti di una pioggia di scorie radioattive (nuclear fallout)
http://www.shortnews.com/start.cfm?id=69665

*****
nucleareurope
Si chiama Conplan 8022-02 (Concept Plan – ma “con” in inglese è il truffatore; “to con” significa raggirare) e comprende due differenti scenari: “Il primo è la risposta a una specifica e imminente minaccia nucleare, vedi Corea del Nord. Una reazione veloce, un attacco perfettamente preparato che combinerebbe bombardamento di precisione, guerra elettronica e attacchi cibernetici per mettere fuori uso la risposta nord-coreana, e dei commandos che operano in profondità nel territorio nemico, anche per impossessarsi degli apparati nucleari. Il secondo scenario comprende un attacco più generico contro un’infrastruttura di armi di distruzione di massa dell’avversario. Supponendo, per esempio, che l’Iran annunci che è in preparazione un programma urgente per costruire un’arma nucleare, un attacco pluridimensionale di bombardieri e l’impiego della guerra elettronica, cercherebbe di distruggere il programma dell’Iran, mentre forze speciali sarebbero spiegate per neutralizzare e isolare le attrezzature sottoterra. Impiegando tutti gli espedienti dell’arsenale USA per immobilizzare un paese nemico, (come chiudere l’elettricità, disturbare e creare interferenze sui radar e le comunicazioni, penetrare nelle reti dei calcolatori e confondere i comandi elettronici, etc.) l’attacco globale amplifica l’impatto dei bombardamenti eliminando la necessità di distruggere fisicamente gli obiettivi che sono stati neutralizzati in altra maniera. La ragione per cui è stata incluso l’utilizzo di un’arma nucleare come opzione del CONPLAN8022 (una bomba costruita in modo da penetrare nel terreno per distruggere attrezzature sepolte in profondità, ove esistano), è particolarmente sconcertante. Il Piano di Attacco Globale mantiene l’opzione nucleare come riserva dove l’Intelligence indichi un imminente attacco nucleare nemico sugli Stati Uniti, o dove ci fosse bisogno di distruggere un obiettivo difficile da raggiungere
http://fanuessays.blogspot.it/2011/12/fukushima-in-confronto-sarebbe-una.html

Il rapporto del Pentagono – l’umanità è in grado di gestire una glaciazione

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Record di emissioni di C02 – eppure anche i climatologi “serristi” devono ammettere che c’è una pausa nel riscaldamento globale

http://m.theaustralian.com.au/news/features/twenty-year-hiatus-in-rising-temperatures-has-climate-scientists-puzzled/story-e6frg6z6-1226609140980

Gli esperti del servizio meteorologico nazionale britannico prevedono che il grande gelo che attanaglia il Regno Unito potrebbe durare fin quasi alla fine di aprile. Le temperature difficilmente recupereranno le medie del periodo prima della seconda metà del mese.
http://www.guardian.co.uk/uk/2013/mar/27/uk-freeze-april-forecasters

Ho illustrato gli indicatori di un’incombente glaciazione

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/01/31/fuochino-fuoco-ghiaccio-cause-e-conseguenze-di-una-glaciazione/

Ma quali sarebbero le sue più probabili conseguenze? Ce lo spiega un rapporto – “An Abrupt Climate Change Scenario and Its Implications for United States National Security” – curato da Peter Schwartz e Doug Randall e pubblicato dal Pentagono nell’ottobre del 2003, che prende in esame l’eventualità di una glaciazione meno grave di quella del Dryas Recente (gli iceberg arrivavano in Portogallo)

http://it.wikipedia.org/wiki/Dryas_recente

e più seria della Piccola Era Glaciale

http://it.wikipedia.org/wiki/Piccola_era_glaciale

ossia un evento del tipo verificatosi 8200 anni fa, che fu preceduto da un forte riscaldamento globale e durò circa un secolo.

Il rapporto è il risultato di una serie di interviste di scienziati, di analisi e di nuovi riscontri.
In sintesi. Il riscaldamento globale causa il rallentamento della Corrente del Golfo, il rafforzamento della ventosità, climi più secchi laddove erano più umidi e vice versa, con pesanti effetti sulla produzione agricola, la stabilità sociale e la pace.

Nello scenario considerato il riscaldamento globale raggiunge il suo picco (fortissimo scioglimento dei ghiacci artici nel periodo estivo) intorno al 2010 (è successo nel 2012 e succederà nel 2013). L’effetto più grave è che la Corrente del Golfo non riesce più a portare acqua calda e salata verso l’Europa settentrionale mentre le accentuate precipitazioni nel Nord Atlantico aggiungono altra acqua fredda e dolce.

L’impatto è rapido ma si sviluppa nel corso di un decennio, tra il 2010 ed il 2020.

Le temperature precipitano di diversi gradi in Europe e leggermente meno nel Nord America e nell’Asia settentrionale. Siccità in Europa e Nord America. Tempeste di neve diventano più frequenti. Venti più forti.

Siccità prolungata in Cina ed Europa. Altre aree secche diventano umide.

Il raffreddamento dell’area del Nord Atlantico diventa sempre più intenso ed imprevedibile. La neve si accumula e quindi il fresco si prolunga anche in estate. La circolazione atmosferica ne risulta alterata. Dopo il 2015 (per noi sarebbe il 2017, tenuto conto della discrepanza tra scenario e realtà) il freddo comincia a farsi sentire nell’Europa meridionale ed in Nord America. Correnti fredde soffiano attraverso il continente europeo danneggiando l’agricoltura. La siccità ed il vento producono tempeste di sabbia/polvere.

Intorno al 2020 il clima europeo rassomiglia quello siberiano.

L’Europa sarà la più pesantemente colpita dal cambiamento climatico.

Il clima dell’Europea nord-occidentale sarà più freddo, secco e ventoso rendendola molto simile alla Siberia. L’Europa meridionale subirà un cambiamento minore ma verrà colpita da violenti e intermittenti raffreddamenti e da rapidi sbalzi di temperatura. L’Europa combatterà per arginare l’emigrazione dalle nazioni scandinave e dall’Europea settentrionale di popoli in cerca di caldo, così come l’emigrazione dai paesi duramente colpiti in Africa e altrove. Entro il 2030 circa il 10% della popolazione europea si sarà trasferito in un paese diverso da quello di residenza, per ragioni climatiche.

Gli Stati Uniti e la Cina vedranno un deterioramento della produzioni agricola.

Fuochino…fuoco…GHIACCIO! (cause e conseguenze di una glaciazione)

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a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

Web Caffè Bookique [Facebook]

IL SINDACO DI LONDRA: “il governo dovrebbe cominciare a considerare la possibilità che siamo agli inizi di una piccola era glaciale dovuta al calo di attività solare…evento che avrà grandi implicazioni per l’agricoltura, il turismo, i trasporti, la gestione del traffico aereo e l’economia nel suo complesso“.

http://www.telegraph.co.uk/comment/columnists/borisjohnson/9814618/Its-snowing-and-it-really-feels-like-the-start-of-a-mini-ice-age.html

VostokTemp0-420000 BP

evento stratosferico sta portando aria artica fino agli Stati Uniti con temperature tra i -10 e i -40 C. L’articolo lo descrive come un fenomeno sempre più frequente negli ultimi anni, legato allo scioglimento dei ghiacci artici
http://www.climatecentral.org/news/stratospheric-phenomenon-is-bringing-frigid-cold-to-us-15479

qui il relativo studio sull’accresciuta frequenza e natura del fenomeno, che precisa come si tratti dell’opposto di quel che i “tropicalisti”/”serristi” si attendevano (cf. inverni sempre più miti – invece la seconda parte dell’inverno è sempre più rigida e nevosa in Eurasia e Nord America):
http://web.mit.edu/jlcohen/www/papers/Cohenetal2009.pdf

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Record assoluto di formazione di ghiaccio nell’Artico. Quando arriverà l’estate e si scioglierà a velocità ed in quantità senza precedenti (come nel 2012) ci saranno conseguenze nefaste.

Questo scioglimento [dei ghiacci artici] fa sì che una enorme mole d’acqua fredda e dolce si riversi nel nord Atlantico, andando a disturbare il flusso della corrente del Golfo. Infatti una modifica significativa della salinità dell’acqua e della temperatura potrebbe far saltare il meccanismo della corrente raffreddandola molto prima che raggiunga le coste europee e costringendola a fare ritorno in dietro addirittura a disperderla e annullarla. In tutti e due i casi l’Europa si troverebbe alle prese con un terribile e repentino cambiamento climatico. Un ritorno dei ghiacci interesserebbe tutta la Scandinavia, l’Islanda e parte della Gran Bretagna, l’Oceano sopra il 60° parallelo si trasformerebbe in una immensa distesa si ghiaccio. In conseguenza di ciò aumenterebbe tantissimo l’albedo totale e il fronte polare si abbasserebbe notevolmente, generando un raffreddamento sensibilissimo su tutta l’Europa, Italia inclusa. E’ lecito ricordare che questa teoria, inizialmente snobbata dalla comunità scientifica, sta negli ultimi mesi acquistando sempre più seguito. Ne sono prova gli ormai innumerevoli articoli che si trovano sull’argomento sia su giornali che su internet per gli interventi preoccupati di eminenti studiosi e climatologi di fama mondiale.

http://www.sqtradiometeo.it/images/La%20corrente%20del%20golfo/La%20corrente%20del%20golfo.htm

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HadCRUT4 30yearTrendAnalysis

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Quello del 2012 è stato il dicembre più freddo dell’emisfero settentrionale dal dicembre del 2000

http://data.giss.nasa.gov/gistemp/tabledata_v3/NH.Ts+dSST.txt

Ecco cosa diceva riguardo all’Europa uno scenario di un rapporto commissionato dal Pentagono in cui diversi climatologi immaginavano cosa sarebbe potuto succedere in conseguenza del cambiamento climatico: sarà “la più pesantemente colpita dal cambiamento climatico, le temperature medie annuali scenderanno di 6 gradi Fahrenheit (un po’ più di 3 gradi centigradi) in meno di un decennio, con trasformazioni più drammatiche lungo la costa nord-occidentale. Il clima dell’Europea nord-occidentale sarà più freddo, secco e ventoso rendendola molto simile alla Siberia. L’Europa meridionale subirà un cambiamento minore ma verrà colpita ancora da violenti e intermittenti raffreddamenti e da rapidi sbalzi di temperatura. ridotte precipitazioni provocheranno la perdita di terreni coltivabili, il che diventerà un problema per tutta l’Europa contribuendo alla mancanza di scorte di cibo. L’Europa combatterà per arginare l’emigrazione dalle nazioni scandinave e dall’Europea settentrionale di popoli in cerca di temperature più miti, così come l’emigrazione dai paesi duramente colpiti in Africa e altrove”.

http://www.gbn.com/articles/pdfs/Abrupt%20Climate%20Change%20February%202004.pdf

http://fanuessays.blogspot.it/2011/10/le-attivita-umane-hanno-solo-accentuato.html

Questa è la ricostruzione di quel che potrebbe accadere a causa dello scioglimento troppo rapido dei ghiacci artici (in questi anni, nell’Artico, nevica sempre di più, ma la neve si scioglie sempre più in fretta):

Il ghiaccio si scioglie, inonda gli oceani del nord con acqua fresca. Ciò causa un aumento più rapido della temperatura dell’acqua in estate. La differenza di temperatura tra l’Artico e gli oceani meridionali diventa troppo ridotta. Le correnti si bloccano e improvvisamente abbiamo un rimbalzo glaciale:

http://it.wikipedia.org/wiki/The_Day_After_Tomorrow_-_L%27alba_del_giorno_dopo

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/10/25/corrente-del-golfo-ormai-incapace-di-attraversare-latlantico/

Art Bell e Whitley Streiber, gli autori del libro “The coming global superstorm”, da cui è tratto il film sopracitato, descrivono quel che dovrebbe accadere perché si possa dire che lo scenario di una glaciazione improvvisa si sta effettivamente verificando:

“Diciamo che vivete a Dallas, o Madrid, o Roma. Il primo indizio che la supertempesta sta prendendo forma potrebbe essere delle previsioni del tempo secondo cui una serie di fronti freddi si muovono verso sud dal Mar Artico, uno dopo l’altro. Questo potrebbe accadere in qualsiasi momento dell’anno.

Potrebbe capitare di sentire che luoghi più settentrionali – Toronto, Stoccolma, Pechino – sono stati colpiti da condizioni meteo estremamente dure – piovosità straordinaria in estate, bufere di neve senza precedenti in inverno. Fenomeni che si protraggono per una settimana o più, intensificandosi.

Attraverso le pianure del nord del mondo – le pianure nordamericane, le steppe dell’Asia centrale – si comincerebbero a registrare raffiche di vento che possono superare le 100 miglia all’ora (c. 160 km/h).

Luoghi come Edmonton e Semipalatinsk, poi Minneapolis e Mosca, cesserebbero di comunicare con il mondo esterno. Alaska e Siberia settentrionale sarebbero mute già da molto prima.

Dall’Europa, all’Asia, all’America, intere popolazioni cercherebbero disperatamente di spostarsi verso sud.

Poiché le stesse alterazioni che modificano le correnti del Nord Atlantico influirebbero anche sul movimento delle correnti nel sud del mondo, l’Australia e la Nuova Zelanda sarebbero anch’esse colpite. Lì, l’estate si convertirebbe in inverno, o un inverno normale diventerebbe estremamente freddo. Maremoti devasterebbero le coste meridionali del continente. Tifoni improvvisi investirebbero le Filippine, il Giappone e le isole del Pacifico.

[Se tutto ciò si verificasse], quanto più a nord ci si trova, tanto più estreme saranno le condizioni.

Giorno dopo giorno, le tempeste continueranno, diventando più complesse ed organizzate, più grandi, assumendo forme mai osservate prima.

In tutto l’emisfero settentrionale avranno luogo spostamenti massicci di popolazione. Il caos regnerà e molte, molte persone periranno a causa della supertempesta.

Quando la supertempesta si sarà esaurita, diventerà subito evidente che è stata una catastrofe di proporzioni mozzafiato.

Si salveranno solo Portogallo, Italia meridionale e il sud della Spagna. L’intero Midwest americano si troverà sotto una lastra di ghiaccio che si estende attraverso la Siberia e il nord Europa. Questo ghiaccio rifletterà una grande quantità di luce solare e calore verso lo spazio.

Se la tempesta – come pare possa essere accaduto l’ultima volta – colpirà in estate, il ghiaccio probabilmente si scioglierà.

È possibile che questo sia proprio quel che è successo l’ultima volta e, come vedremo, è stato registrato nei miti di tutto il mondo.

Se la tempesta avrà luogo in autunno o in inverno, allora il ghiaccio potrebbe teoricamente compattarsi così tanto nei mesi successivi e riflettere così tanto calore e luce che l’estate successiva semplicemente non sarà abbastanza calda da farlo sciogliere. L’inverno che seguirà sarà il più freddo della storia.

L’effetto finale e ironico del riscaldamento globale diventerebbe subito chiaro ai superstiti: l’inizio di una nuova era glaciale”.

http://www.bibliotecapleyades.net/ciencia/esp_ciencia_tsunami17a.htm

Stiamo forse già assistendo ad un’anticipazione di tutto questo?

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/12/09/la-fine-del-riscaldamento-globale-per-chi-ha-occhi-per-vedere/

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/08/25/il-rimbalzo-glaciale/

http://www.meteogiornale.it/notizia/25348-1-record-copertura-nevosa-eurasia

http://www.meteogiornale.it/notizia/26149-1-super-tempesta-portogallo-1-metro-di-neve-in-montagna

http://www.meteogiornale.it/notizia/26145-1-europa-centrale-paralizzata-da-gelo-e-neve

http://www.meteogiornale.it/notizia/26139-1-neve-in-regno-unito-e-india-caldo-record-a-sydney

http://www.guardian.co.uk/world/2013/jan/20/snow-britain-big-freeze

http://www.meteogiornale.it/notizia/26152-1-parigi-forte-nevicata

http://www.meteogiornale.it/notizia/26030-1-neve-gerusalemme-maggiore-ultimo-ventennio

http://www.meteogiornale.it/notizia/26029-1-libano-sconvolto-dal-maltempo-neve-a-ridosso-della-costa

http://www.meteogiornale.it/notizia/26017-1-neve-a-damasco-e-gerusalemme-gran-freddo-tra-india-nepal

http://www.meteogiornale.it/notizia/26000-1-maltempo-freddo-neve-da-grecia-a-giordania-australia-brucia

http://www.meteogiornale.it/notizia/25994-1-nord-india-grande-freddo-quasi-200-vittime

http://www.meteogiornale.it/notizia/25990-1-grecia-investita-da-ondata-di-gelo-neve-su-atene

http://www.meteogiornale.it/notizia/25415-1-tempesta-inaudita-candelaria-brasile-video-evento

http://www.meteogiornale.it/notizia/25275-1-nord-della-cina-paralizzata-da-improvvise-bufere-di-neve

http://www.meteogiornale.it/notizia/25893-1-neve-in-iran-gelo-intenso-in-asia-centrale-e-tra-cina-e-corea

http://www.meteogiornale.it/notizia/25882-1-cina-causa-gelo-anticipa-apertura-il-festival-del-ghiaccio-di-harbin

http://www.meteogiornale.it/notizia/25862-1-neve-negli-usa-e-in-afghanistan-gelo-record-in-groenlandia-caldo-in-brasile-e-namibia

http://www.meteogiornale.it/notizia/26186-1-gelo-intenso-dal-canada-verso-il-nord-est-stati-uniti

http://www.meteogiornale.it/notizia/26170-1-mosca-stagione-di-neve-eccezionale-arriva-il-gelo

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