Riscaldamento globale > glaciazione

A cura di Stefano Fait

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fgderyyHadCETx_graph_ylybars_uptodatetemperature inglesi in forte calo

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TWC5crescita graduale dell’innevamento nell’emisfero settentrionale

Il seguente studio conferma le intuizioni di dell’agronomo, ingegnere e glaciologo John D. Hamaker (1914–1994): quando le differenze di temperatura tra i poli e i tropici aumentano, si intensificano anche gli eventi climatici estremi. Più umidità evaporata viene sospinta dalle correnti atmosferiche alle latitudini più elevate, dove si deposita come ghiaccio e neve, causando le glaciazioni e un’altra era glaciale.

Perciò il meccanismo delle ere glaciali dovrebbe essere grosso modo questo: riscaldamento globale > maggiori precipitazioni alle alte latitudini (e in montagna) per via delle temperature più miti > accumulo di neve in primavera > maggior effetto albedo > rafforzamento di questo meccanismo a causa dell’ibernazione solare (atrofizzazione di uno o più cicli di attività solare) e della maggior concentrazione di pulviscolo atmosferico (meteoriti e vulcanismo, che si accentua nelle fase di raffreddamento, neutralizzando l’eventuale ripresa dell’attività solare) e di raggi cosmici (che creano nubi e sono schermati quando il Sole è ai massimi della sua attività).
[si tratta di una semplificazione: andrebbe spiegato come mai Alaska e Siberia divengano più calde, nelle fase glaciali]
Qui altri dettagli:
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/11/21/bignamino-del-mutamento-climatico/

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Ecco lo studio in questione  [ma si veda anche Tatjana Boettger, Elena Yu. Novenko, Andrej A. Velichko, Olga K. Borisova, Konstantin V. Kremenetski, Stefan Knetsch, Frank W. Junge (2009): Instability of climate and vegetation dynamics in Central and Eastern Europe during the final stage of the Last Interglacial (Eemian, Mikulino) and Early Glaciation Quarternary International 207, 137-144]

María-Fernanda Sánchez-Goñi, Edouard Bard, Amaelle Landais, Linda Rossignol, Francesco d’Errico, “Air-sea temperature decoupling in Western Europe during the last interglacial/glacial transition”, Nature Geoscience, 1 September 2013

L’inizio dell’ultimo periodo glaciale ha richiesto un accumulo di neve a latitudini più elevate per formare lo strato di ghiaccio che si è espanso dai poli fino a coprire una vasta area dell’emisfero settentrionale. Questo poteva succedere solo con con elevata umidità e temperature moderate – è quando la pioggia incontra l’aria fredda che si trasforma in neve. Quando fa troppo freddo la neve non si forma in quantità sufficiente per alimentare una glaciazione.

Le temperature fredde sono generalmente associate a tempo asciutto e scarse precipitazioni. Per far cadere la neve, il tempo deve essere umido e la temperatura solo moderatamente bassa.

Analizzando campioni di sedimenti risalenti a 80 000-70 000 anni fa (Galizia e Golfo di Biscaglia), i ricercatori hanno dimostrato che durante questo periodo le temperature dell’acqua nel golfo di Biscaglia sono rimaste relativamente alte, mentre le temperature nell’Europa continentale sono progressivamente diminuite. Portata a nord dal vento, l’umidità rilasciata da questo contrasto termico sembra aver causato le nevicate che hanno formato lo strato di ghiaccio polare.

Gli scienziati hanno potuto ricostruire i cambiamenti nella copertura vegetale della costa atlantica e nelle temperature dell’Oceano Atlantico. Essi hanno osservato un sorprendente disaccoppiamento tra la temperatura del Golfo di Biscaglia e quella del continente europeo. Quando le temperature erano molto fredde sulla terraferma, gli oceani sono rimasti caldi, specialmente durante i periodi di raffreddamento intenso che hanno luogo all’inizio di una glaciazione. Questa divergenza corrisponde a periodi in cui la Corrente del Golfo, una forte corrente marina che trasporta le acque calde del Golfo del Messico verso nord, è stata spinta verso il Golfo di Biscaglia dal meccanismo descritto nel film “L’Alba del giorno dopo”. È stato il contrasto di temperatura tra il Golfo di Biscaglia e la terraferma adiacente che ha rilasciato un’elevata umidità che è stata poi trasportata verso il polo nord dai venti, causando, secondo i ricercatori, l’abbondante nevicata che ha formato lo strato di ghiaccio polare.

http://phys.org/print297254823.html

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RICAPITOLANDO

1. Le temperature globali sono stabili da diversi anni, dopo essere aumentate di 0,69 gradi in 100 anni, cioè la differenza di temperatura che ci può essere tra il primo e l’ultimo piano di un condominio;

2. il vero cambiamento climatico percepito è dovuto alle correnti atmosferiche e oceaniche, che sono “impazzite” e zigzagano invece di scorrere omogeneamente. Per questo nevica ad aprile e si può girare con la giacca a gennaio. Per questo in Siberia c’è caldo record in novembre e nel Nord America si è trasferito armi e bagagli l’Artico dalla fine di novembre;

3. le temperature del Nord Europa sono in calo da diversi anni;

4. il mutamento climatico brusco è dovuto principalmente all’interazione elettromagnetica tra Sole, Terra e Sistema Solare (ragione per cui si verifica anche in pianeti lontani dal Sole come Plutone) e che si manifesta come accentuato vulcanismo sottomarino (nei fondali oceanici la crosta terrestre è più sottile);

5. l’anidride carbonica è un gas serra di importanza relativa rispetto al vapore acqueo e comunque le emissioni umane contano per il 4% della produzione terrestre i Co2. Il nostro contributo è davvero minimo e l’idea che le nostre emissioni scateneranno un effetto amplificatore che si autoalimenta ed è incentrato sull’aumento del vapore acqueo è peregrina. Dobbiamo prenderci cura del pianeta, ma per le ragioni giuste, non per questa boiata del riscaldamento globale dovuto all’uomo;

6. il sole sta andando nella sua ciclica ibernazione, che è normalmente associata ad un calo di temperature: il contrasto tra un oceano relativamente caldo e un’atmosfera in raffreddamento (Nord Europa e Nord America) produce maggiori precipitazioni nevose (es. Alpi italiane negli ultimi anni) che non arrivano a sciogliersi in estate e producono un effetto albedo che causa un deficit nel budget energetico del pianeta (perdiamo più energia di quella che generiamo, inclusa quella vulcanica);

7. il deficit energetico produce un circolo vizioso per cui i ghiacci cominciano ad espandersi verso sud e riflettono sempre più luce solare, abbassando le temperature: questo innesca la glaciazione e le ere glaciali;

8. nei prossimi anni lo scioglimento estivo dei ghiacci artici devierà la Corrente del Golfo verso la Francia e darà il colpo di grazia al clima Nord Europeo: a quel punto niente potrà fermare il ghiaccio;

Camaleontismo Climatico (riscaldamento sì, riscaldamento no, riscaldamento boh?)

UK

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Nevicate record nel New England, Canada, Medio Oriente e a Mosca

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/01/31/fuochino-fuoco-ghiaccio-cause-e-conseguenze-di-una-glaciazione/

Gli esseri umani hanno alterato in una misura tale la composizione dell’atmosfera che la prossima glaciazione è stata rinviata a tempo indeterminato.

Comitato consultivo federale statunitense sul cambiamento climatico, 8 febbraio 2013

I climatologi tropicalisti/serristi si affannano a cercare di spiegare gli inverni più freddi e nevosi degli ultimi anni dando la colpa al costante riscaldamento globale, invece di ammettere che le temperature si sono oramai stabilizzate e che, se l’attuale massimo solare è così debole, figuriamoci cosa succederà al clima terrestre con il minimo solare che, verosimilmente, sarà davvero minimo.

Quel che non possono spiegare è:

1. perché gli inverni erano freddi e nevosi, o anche più freddi e più nevosi, negli anni Sessanta e Settanta, quando gli esperti prevedevano una glaciazione e i ghiacci artici si espandevano;

2. perché gli inverni sono diventati più miti negli anni novanta ed all’inizio del secolo, con temperature globali in crescita e ghiacci artici in contrazione;

3. perché i precedenti modelli che prevedevano inverni più miti si sono dimostrati sbagliati;

In sintesi: le estati calde confermano il riscaldamento globale, gli inverni freddi confermano il riscaldamento globale, il clima piovoso conferma il riscaldamento globale, il clima secco conferma il riscaldamento globale, l’assenza di riscaldamento globale conferma il riscaldamento globale. Ogni anomalia di qualunque tipo non può che confermare il riscaldamento globale, in un modo o nell’altro. Non esiste un evento meteorologico che non sia prova del fatto che il riscaldamento continua ed è colpa dell’uomo. Perciò, stando ai modelli serristi, possiamo dire con una ragionevole certezza che le prossime estati ed i prossimi inverni saranno più caldi, più freddi o identiche alle passate estati ed inverni.

Attendiamo l’immancabile incriminazione delle attività umane per il raffreddamento globale, per una svariata serie di ragioni tutte rigorosamente scientificissime.

Perché il comitato consultivo federale abbia ragione occorre che si verifichino due condizioni:
1. costante aumento dell’anidride carbonica

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2. costante aumento delle temperature:

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Come si vede:

Per RSS il riscaldamento globale non è stato significativo per più di 23 anni.

Per UAH non è stato significativo per oltre 19 anni.

Per Hadcrut3 non è stato significativo per oltre 19 anni.

Per Hadcrut4 non è stato significativo per oltre 18 anni.

Per GISS non è stato significativo per più di 17 anni.

Video molto “stimolante” o “inquietante”

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