Il calendario Maya e il calendario IPCC

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

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screenhunter_77-apr-09-09-45CO2 vs. temperature

“Il 13 aprile (2014) è stato presentato a Berlino la terza parte del nuovo e quinto rapporto sul clima dal Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (Ipcc). Scrivono i quotidiani “Dalla scienza arriva un messaggio chiaro”, infatti La Repubblica titola “Riscaldamento globale, l’Ipcc: Solo 17 anni di tempo per invertire la tendenza”, Il Messagero invece “Effetto serra, Ipcc: «Emissioni record, solo 16 anni per cambiare rotta”  ed il Corriere della Sera “Effetto serra, gli scienziati dell’ONU: Solo 15 anni per evitare il disastro”. Avete letto bene: 15, 16 o 17. Chi offre di più? Certo 16 è più bello perché fa conto paro con il 2030 che è l’obiettivo delle politiche Ue. È da escludere 17 e 6 mesi?

Per chi ha una cattiva memoria i titoli potrebbero metter paura, invece se li confrontate con quelli di solo pochi mesi fa lo stato d’animo cambia. Infatti settembre 2013, solo sette mesi fa, secondo i titoli degli stessi quotidiani, per l’IPCC rimanevano: “Dieci anni per salvare il pianeta. L’allarme degli scienziati dell’Onu“. Lo stesso titolo già utilizzato da La Repubblica nel 1989, 25 anni fa, infatti sul medesimo quotidiano si poteva sorprendentemente leggere: “Dieci anni per salvare la Terra“. Insomma per gli stessi esperti dovevamo già essere morti da 15 anni ed invece scopriamo che ce ne rimangono ancora 15 per guarire. Che direste ad un medico che vi da 6 mesi di vita e quando tornate a visita dopo un anno vi dice che avete altri 6 mesi? Ci credete o cambiate medico?”

[…]

I titoli 7 anni fa erano del seguente tipo:

Entro l’estate Polo senza ghiaccio“;

Ambiente, due anni per salvare il mondo”;

La Terra è troppo calda Scenari da film horror”;

Le cure per guarire la Terra «Ci sono solo 8 anni di tempo»”.

Secondo quanto era stato previsto già dovevamo essere con un piede dentro la fossa, quindi i titoli di questi giorni, che allungano ancora la possibilità di salvare il pianeta ai prossimi 15-17 anni, non dovrebbero allarmare più del necessario”.

[…]

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-ricordati-che-devi-morire-di-caldo-ogni-sei-anni-8969.htm

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Prima tiriamo ad indovinare…non ridete, è proprio così che facciamo!…Poi calcoliamo le conseguenze dell’ipotesi, se fosse vera. Dopodiché mettiamo a confronto questi risultati con i dati osservati. Se non sono in accordo con gli esiti dell’esperimento, allora sono sbagliati. Questa è l’essenza del fare scienza. Non importa quanto sia bella la tua ipotesi, quanto sei sveglio, chi ha concepito l’ipotesi, quale sia il suo nome – se l’ipotesi non è in accordo con gli esperimenti, allora è sbagliata. E questo è quanto.

Richard Feynman, Nobel per la Fisica

Ne consegue che…
http://www.futurables.com/2014/04/16/del-temperamento-di-gaia-ovvero-come-ho-imparato-a-non-preoccuparmi-e-ad-amare-il-mutamento-climatico/

Temperature globali (satellitari), ghiacci e innevamento a marzo 2014

Temperature globali di febbraio 2014 (aggiornate con HadCRUT)

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

 

AllCompared GlobalMonthlyTempSince1979GISS GlobalMonthlyTempSince1979 With37monthRunningAverageHadCRUT4 GlobalMonthlyTempSince1979 With37monthRunningAverageMSU RSS GlobalMonthlyTempSince1979 With37monthRunningAverageNCDC GlobalMonthlyTempSince1979 With37monthRunningAverageMSU UAH GlobalMonthlyTempSince1979 With37monthRunningAverageNSIDC GlobalSeaIceAreaSince2000NOAA SST-NorthAtlantic GlobalMonthlyTempSince1979 With37monthRunningAverage
Il Nord Atlantico si sta raffreddando?

BkJA81YCQAA6_OoBkWnpnBCAAA6xdKfino a metà marzo 2014


Per saperne di più:
http://www.futurables.com/2014/03/29/contro-i-profeti-di-sventura-che-azzoppano-lumanita/

Temperature globali di febbraio, ghiacciai alpini in ripresa, innevamenti record

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

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Sembra di essere tornati indietro di quarant’anni. Ricordo che ci capitò di restare isolati per un paio di settimane, ma non è mai accaduto di essere completamente bloccati per oltre un mese. E non è ancora finita…Ogni volta che nevicava abbiamo sperato che sarebbe stata l’ultima. E così per ogni valanga. E ci siamo ritrovati a marzo.
Aurelio Soraruf, “Passo Fedaia, ecco la terra di nessuno. Dieci persone isolate da 34 giorni, ecco come vivono”, Trentino, 5 marzo 2014

Il 6 marzo 2014 a San Martino di Castrozza (m 1470) e alle Viote del Monte Bondone (1490) c’erano ancora rispettivamente 196 e 192 cm di neve, al Tonale (m 1875) 250 cm, a Pradalago (a 2000 metri sopra Madonna di Campiglio) i cm di neve erano 343.
http://www.meteotrentino.it/dati-meteo/stazioni/dygraph/graph/elenco-staz-neve.aspx?ID=235

Situazione analoga in Scozia, Tibet e Nord America.

I ghiacciai alpini stanno invertendo la tendenza a ritirarsi per via degli inverni sempre più nevosi (come avevo previsto nel 2011)

http://www.ledauphine.com/environnement/2014/03/01/un-repit-pour-le-retrait-des-glaciers-des-alpes

Le 10 “spiegazioni” addotte dagli esperti serristi per spiegare come mai, pur con un costante aumento delle emissioni di anidride carbonica, il riscaldamento globale si sia arrestato. Il fatto che non ci sia alcuna unanimità sulla definizione delle cause di questo evento imprevisto (12-17 anni di interruzione della crescita delle temperature a seconda dei sistemi di rivelazione) dovrebbe far riflettere chi crede che “la scienza si è pronunciata una volta per tutte” sul cambiamento climatico. La natura se ne infischia di quel che l’uomo crede di aver capito una volta per tutte.

clip_image004_thumb27-feb-14-spoererAd ogni calo di attività solare corrisponde un calo delle temperature ed ogni massimo è accompagnato da un riscaldamento globale (l’ultimo è stato il più possente degli ultimi 8mila anni). Con il passare del tempo i minimi sono diventati sempre più profondi. Il prossimo potrebbe essere quello che ci spinge oltre il punto di equilibrio, facendoci precipitare in un’era glaciale
http://www.attivitasolare.com/gli-inverni-del-quattrocento-ed-il-minimo-di-spoerer/

Il punto di vista degli astrofisici sul mutamento climatico – Web Caffè Bookique mercoledì 19 febbraio

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

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Oltre i luoghi comuni e le scorciatoie mentali, verso una comprensione più realistica del futuro del nostro pianeta – e verso un mondo in cui menti e cuori sciolgano il ghiaccio (dentro e fuori)

“La cultura scioglie il ghiaccio dei cuori e delle menti”.
Mercoledì 19 febbraio 2014 ore 20.45.
Si parlerà di clima nei suoi possibili sviluppi e di un progetto per costruire strumenti musicali a basso costo e inviarli ai bambini di Cuba e del Burundi.
Interverranno: Rocco Scolozzi, ricercatore esperto di ingegneria ambientale; Stefano Fait, antropologo e direttore di FuturAbles; Marco Rosi, boss di Bookique Trento; Lorenzo Frizzera, musicista e promotore dell’Associazione Spagnolli-Bazzoni Onlus; Conduce: Roberto Maestri, counselor etno-filosofico.
https://www.facebook.com/events/1423370171238884/

Se innumerevoli fisici e astrofisici contestano l’ipotesi AGW significa che “la Scienza NON si è pronunciata” circa il cambiamento climatico
http://arxiv.org/ftp/arxiv/papers/1401/1401.8235.pdf

BhJaDIKIMAA4tnUFig1http://www.gfdl.noaa.gov/pix/user_images/tk/Fig1.gif

Riscaldamento globale 1925 > 1944 (basse emissioni di CO2) e 1978 > 1998 (forti emissioni) – riscaldamento complessivo: 0,4 gradi C in un secolo

dec-feb_snow_extmaggiore copertura nevosa dell’emisfero settentrionale dal 1978

EnglandFig5aFonte: http://skepticalscience.com (sito ultraortodosso)

attività geomagneticaattività solare dal 1700calore in profondità oceano atlantico

campi magnetici polariclima e civiltàclima più freddo ed instabileCO2, metano, insolazione, temperature glaciazione solo nell'emisfero nordglobal sea ice area a fine 2013global_sea_ice_extent_zoomed_2014_day_32_1981-2010Iceage_northIceage_southirraggiamento solare dal 1600spessore del ghiaccio temperature atlantico meridionaletemperature atlantico settentrionaletemperature e CO2temperature e macchie solaritemperature oceaniche 1temperature oceaniche 2temperature oceaniche ai tropiciNew-Climate-Model-Graphic

- i venti venusiani hanno subito un’accelerazione (+25% in un decennio):

http://www.esa.int/Our_Activities/Space_Science/Venus_Express/The_fast_winds_of_Venus_are_getting_faster

- le rotazioni di Venere e Saturno (-1%) hanno invece subito un rallentamento:

http://www.nationalgeographic.it/scienza/spazio/2012/02/15/news/la_frenata_di_venere-853454/

http://www.esa.int/Our_Activities/Space_Science/Venus_Express/Could_Venus_be_shifting_gear

http://www.newscientist.com/article/dn9100-saturns-rotation-puts-astronomers-in-a-spin.html#.Uv80_M6ogXQ

- Giove si è ritrovato con un ulteriore occhio rosso, Red Junior, un’altra macchia rossa più piccola di quella gigantesca che rappresenta la più vasta tempesta del Sistema Solare. Potrebbe ritornare:

http://science1.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2006/02mar_redjr/

- in cambio ha perso una delle sue striature:

http://www.corriere.it/scienze/10_maggio_13/giove-perde-una-striscia_0dafed26-5e86-11df-91f2-00144f02aabe.shtml

http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2010/20may_loststripe/

- La supertempesta di Saturno che si formava con estrema regolarità ogni 30 anni, in connessione con il suo periodo di rivoluzione (il tempo che ci mette a fare un giro completo intorno al Sole) è arrivata in anticipo di 10 anni è 500 volte più grande e si trova nell’emisfero “sbagliato” (di solito si formano in quello meridionale)

http://science1.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2011/19may_saturnstorm/

http://www.universetoday.com/87269/the-sights-and-sounds-of-saturns-super-storm/

- riscaldamento globale su Marte (incredibilmente intenso rispetto al nostro), Giove, Saturno, Plutone (in allontanamento dal Sole lungo la sua orbita) e sulla più grande luna di Nettuno, Tritone

http://news.nationalgeographic.com/news/2007/02/070228-mars-warming.html

http://daily.wired.it/news/scienza/2012/10/26/super-tempesta-saturno-85247.html

http://it.wikipedia.org/wiki/Riscaldamento_globale

- il polo nord magnetico terrestre sta spostandosi ad una velocità di 64 km all’anno, mentre all’inizio del secolo la sua velocità era di 14 km all’anno

http://generalaviationnews.com/2011/02/24/how-the-shift-in-magnetic-north-affects-your-flying/

- il campo geomagnetico si è indebolito del 15% dal 1831: http://www.scientificamerican.com/article/mission-to-map-earths-magnetic/

- Nel 2008 è stata individuata una gigantesca falla nello “scudo” geomagnetico terrestre:

http://science1.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2008/16dec_giantbreach/

È possibile sia arrivato il momento dell’inversione del magnetismo terrestre (succede in media ogni 450mila anni e l’ultimo si è verificato 780mila anni fa (Ne abbiamo avuto uno temporaneo 41mila anni fa, durante l’ultima era glaciale, quando il campo magnetico terrestre si è ridotto del 95%). 41anni è anche la periodicità delle alterazioni dell’obliquità terrestre (inclinazione dell’asse). In ogni caso è probabile che un campo magnetico terrestre indebolito incrementi la copertura nuvolosa della troposfera, con effetti raffreddanti)

- Il più debole ciclo solare degli ultimi 200 anni (David Hathaway, direttore del dipartimento di fisica solare Marshall Space Flight Center NASA, ad Huntsville, Alabama):

http://online.wsj.com/news/articles/SB10001424052702304672404579183940409194498

Ci sono molte meno macchie solari e queste sono meno attive. I cicli più deboli sono più lunghi. Se un ciclo solare dura di più, la Terra sarà più fredda. La relazione è nell’ordine di -0,7ºC per ogni anno in eccesso prima che prenda il via il ciclo successivo. Il ciclo solare 24 (il più debole degli ultimi 100 anni, appunto) è iniziato nel 2008 e dovrebbe terminare entro il 2019. C’è da capire se ci sarà un ciclo successivo o se il Sole andrà in ibernazione per uno o più cicli: “Se estrapoliamo questa tendenza per il futuro, le macchie solari potrebbero sparire completamente intorno al 2015” (Matt Penn, National Solar Observatory (NSO), a Tucson, Arizona

http://science1.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2009/03sep_sunspots/

“L’attuale periodo di massima attività del Sole è molto ritardato e molto debole, il che ci porta a ipotizzare che il ciclo delle macchie solari potrebbe essere in fase di spegnimento o ingresso in una fase di ibernazione”- Craig DeForest della American Astronomical Society (Irish Times, 12 luglio 2013)

- il più rapido declino dell’attività solare degli ultimi 10mila anni: http://www.bbc.co.uk/news/science-environment-25743806

http://www.youtube.com/watch?v=gIhBEF94YlM

- una contrazione dell’atmosfera terrestre senza precedenti nei 43 anni di raccolta dati: http://news.discovery.com/earth/earth-atmosphere-shrinking.htm

- un Grande Minimo Solare previsto intorno al 2030-2040 e che potrebbe durare fino a fine secolo:

http://www.forbes.com/sites/brucedorminey/2014/01/20/sun-flatlining-into-grand-minimum-says-solar-physicist/

- Il tasso di rallentamento del Grande Nastro Trasportatore Oceanico (Corrente del Golfo) tra 2004 e 2012 è stato del 7% annuo e comunque quasi certamente superiore al 2,5% annuo (University of Southampton e di Miami)

http://www.ocean-sci.net/10/29/2014/os-10-29-2014.html

- l’Oscillazione Pacifica Decadale (PDO) entrata nella sua fase di raffreddamento nel 2008 (durerà fino al 2030-2038)

http://adsabs.harvard.edu/abs/2008AGUFMGC21A0725E

- l’Oscillazione Atlantica Multidecadale (AMO) in fase fredda a partire dal 2020 o giù di lì (durerà fino al 2050)

http://it.wikipedia.org/wiki/Indice_AMO

Questo mutamento climatico, che sarà brusco (avete tra i 3 e i 20 anni di tempo per prepararvi), avrà conseguenze catastrofiche per agricoltori, anziani e malati, abitanti del Nord Europa e Nord America, residenti sopra gli 800 metri d’altezza nelle Alpi, aviazione, infrastrutture e trasporti, commercio globale, turismo, consumi energetici, inflazione.
Anche chi vive nei pressi di un vulcano attivo non dovrebbe stare troppo tranquillo (grandi minimi solari > aumento del vulcanismo).

Anticipare correttamente i cambiamenti in atto consente di mitigarne le ripercussioni e può generare profitti.
L’impatto per le varie categorie e aree geografiche può essere valutato sulla base dei dati paleoclimatici e per mezzo di scenari probabilistici che tengano conto della realtà empirica, non di modelli matematici fallaci.
Queste valutazioni (dossier/report a cura di FuturAbles) non sono e non saranno gratuite:

La curva delle temperature è piatta dal settembre 2001, stando ai dati GIIS (Goddard Institute for Space Studies – NASA);

È piatta dal giugno 1997 per Hadcrut3 (Climatic Research Unit – University of East Anglia);

È piatta dal dicembre del 2000 per Hadcrut 4 e Hadsst3;

È piatta dal gennaio 2005 per UAH (University of Alabama Huntsville);

È piatta dal settembre 1996 per RSS (Remote Sensing Systems, Inc. – rilevazioni satellitari);

L’inatteso (?) arresto del riscaldamento globale sta davvero provocando parecchi grattacapi. Arrivano praticamente ogni giorno suggerimenti sulle origini dello strano comportamento di un clima che non segue più le indicazioni del mainstream scientifico: Aerosol vulcanici in eccesso, dinamiche dell’ENSO, calore rintanato nelle profondità oceaniche, raffreddamento degli oceani, scarsa attività solare, misurazioni della temperatura sbagliate in area artica…Qualche giorno fa ne è arrivata un’altra, l’aumento dell’intensità degli alisei.

http://www.climatemonitor.it/?p=35034

La tendenza nel corso degli ultimi 10 o 15 anni si è ridotta rispetto a prima

Gavin Schmidt, climatologo al Goddard Institute for Space Studies della NASA, gennaio 2014

 

L’andamento delle temperature superficiali globali è stato quasi piatto dalla fine del 1990 nonostante i continui aumenti dell’effetto serra della combinazione di gas dell’atmosfera

Susan Solomon (NOAA), in Solomon, S., et al. (2010) Contributions of Stratospheric Water Vapor to Decadal Changes in the Rate of Global Warming. Science, vol. 327, 1219-1223.

La temperatura globale media è rimasta piatta per un decennio

James Hansen, in Hansen, J. et al., (2013) “Global Temperature Update Through 2012”

http://www.columbia.edu/…/20130115_Temperature2012.pdf
N.B. Nel giugno 1988, James Hansen, climatologo del Goddard Institute for Space Studies, informava il Congresso degli Stati Uniti che l’aumento delle temperature poteva raggiungere i 6 gradi entro la fine del ventunesimo secolo

BBC: Lei è d’accordo che, stando ai dati della temperatura globale utilizzati dall’IPCC, i tassi di riscaldamento globale dei periodi 1860-1880, 1910-1940 e 1975-1998 sono identici?

Phil Jones: i dati per il periodo 1860 – 1880 sono più incerti, a causa della copertura incompleta, rispetto ai periodi successivi del 20° secolo. Il periodo 1860-1880 è anche un intervallo di soli 21 anni. Per quanto riguarda i due periodi 1910-1940 e 1975-1998 i tassi di riscaldamento non sono significativamente differenti, da un punto di vista statistico. Ho incluso anche l’andamento nel periodo 1975-2009, che è molto simile al periodo 1975-1998. Quindi, in risposta alla sua domanda, i tassi di riscaldamento per tutti e 4 i periodi sono simili e statisticamente non significativamente diversi gli uni dagli altri

http://news.bbc.co.uk/2/hi/8511670.stm [poiché la gran parte delle emissioni umane è concentrata nel dopoguerra (un terzo negli ultimi 17 anni), è arduo capire come l’anidride carbonica prodotta dall’uomo possa essere l’unica, o anche solo la principale, causa del riscaldamento globale]

La comunità scientifica se la prenderebbe con me senza mezzi termini se dicessi che il mondo si è raffreddato dal 1998. OK, è successo, ma sono passati solo 7 anni e non è statisticamente significativo

Phil Jones, Climate Research Unit (University of East Anglia), email, 5 luglio 2009

L’assenza di una tendenza al rialzo deve proseguire per 15 anni prima che ci si debba preoccupare

Phil Jones, Climate Research Unit (University of East Anglia), email, 7 maggio 2009

Alcuni lo chiamano un rallentamento, alcuni lo chiamano uno iato, alcuni lo chiamano una pausa. La temperatura media della superficie globale non è aumentata significativamente negli ultimi 10-15 anni.

Rowan Sutton, Direttore della ricerca climatologica alla University of Reading, Independent, 22 luglio 2013

Se le cose continuano così, per non più di cinque anni, dovremo riconoscere che c’è qualcosa di fondamentalmente sbagliato nei nostri modelli climatici. Una pausa di 20 anni nel riscaldamento globale non si verifica in un singolo scenario previsionale. Ma già oggi ci è molto difficile conciliare le tendenze reali delle temperature con le nostre aspettative.

Hans von Storch, climatologo consulente dell’IPCC, Spiegel, 20 giugno 2013

Secondo il professor Lockwood l’ultima parte del 20° secolo è stata un periodo in cui il sole è rimasto insolitamente attivo e un cosiddetto ‘grande massimo’ si è verificato intorno al 1985. Da allora, il sole è diventato sempre più tranquillo…Il professor Lockwood ritiene che l’attività solare stia diminuendo più rapidamente che in una qualunque delle 24 precedenti occasioni, negli ultimi 10.000 anni, in cui si è trovato nelle stesse condizioni. Sulla base delle sue scoperte ha elevato il rischio di un nuovo minimo di Maunder da meno del 10% di solo pochi anni fa, al 25-30%. E una ripetizione del minimo solare di Dalton, che si è verificato nei primi anni del 1800, è ora probabile. A suo parere stiamo già cominciando a vedere un cambiamento nel nostro clima – gli inverni freddi ed estati miserevoli degli ultimi anni – e che nei prossimi decenni ci potrebbe essere una discesa in un nuovo minimo di Maunder. Vale la pena sottolineare che non è che ogni inverno sarebbe rigido, né ogni estate da dimenticare. Ma inverni rigidi ed estati instabili diventerebbero più frequenti Paul Hudson, BBC, 28 ottobre 2013

GISP2 TemperatureSince10700 BP with CO2 from EPICA DomeChttp://en.wikipedia.org/wiki/Greenland_Ice_Sheet_Project

Non è riscontrabile un rapporto tra i cambiamenti climatici e le emissioni di CO2. La situazione nuova è che nonostante le emissioni continuino, dal 2000 si è registrata una diminuzione della temperatura

Carlo Rubbia, Nobel per la fisica, giugno 2012

Lungi dall’essere responsabile del danneggiamento del clima della terra, la nostra civiltà potrebbe non essere in grado di prevenire uno qualunque di questi terribili cambiamenti una volta che la Terra decidesse di attuarli. Se la Terra stabilisse di voler congelare di nuovo il Canada, per esempio, è difficile immaginare di poter fare alcunché di diverso dal vendere gli immobili che uno ha Canada. Se decidesse di sciogliere la Groenlandia, potrebbe essere meglio fare lo stesso in Bangladesh. I dati geologici suggeriscono che non ha molto senso preoccuparci troppo del nostro futuro energetico, non perché non sia importante, ma perché è al di là delle nostre capacità di controllarlo.

Robert B. Laughlin, Nobel per la fisica – The American Scholar, estate 2010

Per sette ottavi della storia del nostro pianeta, non sappiamo praticamente niente di niente relativamente al clima. Lungo un arco di quasi 5 miliardi di anni, abbiamo ottenuto misurazioni strumentali del clima per 150 anni o giù di lì e dati storici per circa 1.000 anni. Il resto sono dati indiretti, dagli anelli degli alberi ai carotaggi artici, ecc. L’anidride carbonica prodotta dall’attività umana copre un lasso di tempo così breve e gioca un ruolo così minuscolo nel clima della Terra da essere quasi trascurabile.

Charles Wax, già presidente dell’American Association of State Climatologists, 2010

Il clima ha una sua variabilità intrinseca che è dovuta a molti fattori come le eruzioni vulcaniche, l’attività solare, ecc. Il vero punto fondamentale da tenere a mente è che senza un modello che tenga conto di tutte le cause possibili il risultato sarà sempre vago e aleatorio. La ragione è che noi non abbiamo a disposizione un sistema chiuso. Anche se il contributo del Sole fosse ben prefissato, anche se la sua radiazione fosse assolutamente costante, anche se non ci fosse alcuna variazione nei gas capaci di assorbirla, gli oceani continuerebbero a comunicare con l’esterno in modo erratico, influendo pesantemente sulla temperatura esterna.

Richard Lindzen, fisico e climatologo, MIT, 1990

Le temperature medie sono aumentate solo di circa 0,6 gradi dall’inizio dell’era industriale e il cambiamento non è stato uniforme – il riscaldamento si è verificato principalmente nel corso dei periodi 1919-1940 e 1976-1998, con un raffreddamento intermedio. I ricercatori non sono stati in grado di spiegare questa discrepanza.

Richard Lindzen, fisico e climatologo, MIT, 2009

Da scienziata, resto scettica. Ho deciso di non pronunciarmi finché non avrò un contributo positivo da dare.

Joanne Simpson (1923-2010), scienziata dell’atmosfera, prima donna a ricevere un dottorato in meteorologia, ricercatrice della NASA, definita “tra i più preminenti gli scienziati degli ultimi 100 anni”

Siamo ipoteticamente più minacciati dal freddo che dal riscaldamento globale.

Yuri Izrael, vice presidente russo del IPCC fino al 2008

Senza dubbio, sono necessari molti più progressi per quanto riguarda la nostra attuale comprensione del clima e le nostre capacità di creare di modellizzarlo…E solo allora dovremmo fare affidamento su quei modelli per informare le politiche. Fino a quel momento, la variabilità del clima rimane controversa e incerta

Oliver W. Frauenfeld, climatologo (University of Texas) co-autore del rapporto IPCC del 2007

Si tratta di una menzogna sfacciata propinata dai media l’idea che ci sia solo una frangia di scienziati che non si beve il riscaldamento globale antropogenico

Stanley B. Goldenberg, scienziato atmosferico, NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration)

In qualche modo sono stato bollato come una persona orribile sbucata fuori da qualche girone dell’inferno. Non c’è proprio alcuna tolleranza in questo momento.

Robert Balling, climatologo all’Arizona State University, ex IPCC

Per la maggior parte della vita negli oceani, riscaldamento significa crescita più rapida, fabbisogno energetico ridotto per conservare la temperatura, mortalità invernali inferiori e più ampie gamme di distribuzione. Nessuno sa se la Terra continuerà a riscaldarsi oppure, dopo aver raggiunto un picco nel 1998, sia all’inizio di un ciclo di raffreddamento che durerà diversi decenni o più

John T. Everett, ex IPCC, ex NOAA, consulente del Congresso americano per gli oceani e la vita marina

Rassegno le dimissioni perché ho constatato che quella parte dell’IPCC che fa riferimento alle mie competenze si è politicizzata

Christopher W. Landsea, ex IPCC, scienziato atmosferico, NOAA

Quando la gente verrà a sapere la verità, si sentirà ingannata dalla scienza e dagli scienziati

Kiminori Itoh, ex IPCC, fisico e chimico alla Yokohama National University

Diffidate dei sensitivi del riscaldamento globale che ci avvertono di cambiamenti di clima senza precedenti. Nella maggior parte dei casi, sono senza precedenti solo a causa della scarsa longevità della maggior parte degli scienziati.

Robert E. Davis, ex IPCC, climatologo all’Università della Virginia, già presidente della Association of American Geographers

Presumere che il [riscaldamento globale] sia un problema significa dare per scontato che lo stato odierno del clima della Terra sia quello ottimale, il clima migliore che potremmo avere o abbiamo mai avuto e che dobbiamo adottare misure per assicurarci che non cambi. Vorrei domandare a chi deve essere accordato il privilegio di decidere che questo particolare clima è il migliore per tutti gli altri esseri umani. Penso che sia una posizione piuttosto arrogante.

Michael Griffin, direttore della NASA ed ex capo del Dipartimento spaziale al Laboratorio di Fisica Applicata della Johns Hopkins University

A seconda del periodo geologico terrestre che uno sceglie, il clima sarà in fase di riscaldamento o di raffreddamento. Scegliere se la terra si sta riscaldando o raffreddando è semplicemente una questione di decidere quale intervallo si prende in considerazione

Lee C. Gerhard, ex IPCC, direttore della Kansas, Geological Society, docente emerito della University of Kansas

Mi sono dimesso dalla posizione di climatologo dello stato della Virginia perché mi è stato detto che non potevo parlare in pubblico di questioni relative alla mia area di competenza, il riscaldamento globale, in qualità di climatologo di stato…Era impossibile conservare la mia libertà accademica con questo tipo di restrizioni della libertà d’espressione

Patrick J. Michaels, climatologo alla University of Virginia

Siamo già entrati in una fase di raffreddamento che credo continuerà almeno per i prossimi 15 anni. Non vi è alcun dubbio che il riscaldamento degli anni 1980 e 1990 si è arrestato.

Anastasios Tsonis, climatologo, University of Wisconsin, settembre 2013

Come molti altri, ero personalmente certo che la CO2 fosse responsabile del riscaldamento globale. Ma dopo aver esaminato attentamente le prove, mi sono reso conto che le cose sono molto più complicate della storia che ci hanno rifilato molti climatologi o di quelle rigurgitate dai media… L’attività solare può spiegare gran parte del riscaldamento globale del ventesimo secolo

Nir Shaviv, astrofisico e climatologo, Hebrew University of Jerusalem, 2007

Si dovrebbe spostare l’attenzione della ricerca sul clima dall’anidride carbonica alla natura e alle variazioni naturali, legate all’attività solare e ad altre cause naturali. È più probabile che sia lì che troveremo la causa principale per il presente (e futuro) cambiamento climatico.

Ole Humlum, geoscienziato, University of Oslo, 2012

Dopo una disperata ricerca bibliografica durata quattro anni e che ha coinvolto ben 30 laureati in ingegneria e scienze, dobbiamo ancora incontrare un articolo scientifico che dimostri un nesso causale quantitativo tra l’aumento di anidride carbonica e quello della temperatura globale.

Michael J. Economides, chimico e ingegnere biomolecolare, University of Houston, 2009

Il caldo dei nostri giorni non è significativamente maggiore rispetto al periodo caldo medievale o a quello romano. Perciò com’è che pensiamo di sapere che il caldo di oggi è causato dall’uomo, mentre quello degli ultimi due periodi caldi non poteva essere stato causato dai nostri antenati?

Roy W. Spencer, ex climatologo della NASA e responsabile del Global Hydrology and Climate Center of the National Space Science and Technology Center ad Huntsville, Alabama Luglio 2013

Speriamo che il riscaldamento globale prodotto dall’uomo verrà riconosciuto per la bufala che è

Dirck T. Hartmann, fisico, NASA Apollo Space Program

Il Sole sembra essere il principale fattore nel cambiamento climatico globale

Eigil Friis-Christensen, fisico, direttore del Danish National Space Centre, affiliato alla NASA e all’Agenzia Spaziale Europea

L’anidride carbonica non è responsabile del riscaldamento del clima globale negli ultimi 150 anni. Per oltre il 90 per cento il mutamento dipende da cambiamenti nel rapporto Terra-Sole collegate alle fluttuazioni climatiche. Esaminando la storia del clima del nostro pianeta, è chiaro – e piuttosto rassicurante per quanto riguarda le possibili conseguenze del riscaldamento globale previste dall’IPCC – che ora (più precisamente negli ultimi due, tre milioni di anni) ci troviamo in un periodo di clima molto freddo. Qualsiasi riscaldamento ci darebbe solo il miglior clima a lungo termine degli ultimi 560 milioni anni…Vari studi indicano che le fasi più calde sono generalmente migliori

Klaus P. Heiss, matematico, Princeton University, NASA

Una delle affermazioni più spaventose sul riscaldamento globale che si sente dire in giro, nelle stanze dei bottoni, è che “la scienza ha parlato”. Beh, forse alcuni scienziati lo hanno fatto, ma la presunzione di infallibilità divina è un po’ ardua da digerire

Garth W. Paltridge, scienziato atmosferico e docente emerito all’University of Tasmania

Una cosa è imporre misure drastiche e dure sanzioni economiche quando un problema ambientale è netto e drammatico, ma è sciocco farlo quando il problema è in gran parte ipotetico e non suffragato da osservazioni. Al momento non abbiamo alcuna prova convincente o osservazioni di cambiamenti climatici significativi che chiami in causa qualcosa di diverso da fattori naturali

Frederick Seitz, fisico ed ex presidente della National Academy of Sciences

È molto più facile per uno scienziato sedersi in un edificio climatizzato ed eseguire modelli al computer che indossare abiti invernali e misurare cosa stia realmente accadendo là fuori, nelle paludi e tra le nuvole. Ecco perché gli esperti dei modelli climatici finiscono per credere ai propri modelli

Freeman Dyson, professore emerito di Fisica alla Princeton University

Il vento solare diventa più intenso quando il Sole è attivo. E spazza via dal sistema solare i raggi cosmici come una scopa, con un impatto decisivo sulla formazione di nubi, che raffreddano sia l’atmosfera sia l’intero pianeta

Lev Zeleny, direttore dell’Istituto di Ricerca Spaziale presso l’Accademia Russa delle Scienze

Purtroppo, la scienza climatica è diventata una scienza politica.

Robert Austin, fisico a Princeton

Non c’è più nessun riscaldamento globale

Vincent Courtillot, geofisico, direttore dell’Institut de physique du globe di Paris, luglio 2013

L’uomo è responsabile di una parte del riscaldamento globale, ma la maggior parte è naturale.

L’unica cosa di cui preoccuparsi riguardo al riscaldamento globale è il danno causato dalle preoccupazioni stesse. Perché alcuni scienziati si preoccupano? Forse perché sentono che smettere di preoccuparsi può significare smettere di essere pagati. La Terra ha vissuto un ciclo continuo di ere glaciali per milioni di anni. Il freddo, con periodi glaciali che interessano i poli e le medie latitudini, persiste per circa 100.000 anni, fasi scandite da più brevi periodi più caldi, chiamati interglaciali. Tutte le glaciazioni iniziano con un periodo di riscaldamento globale. [questi riscaldamenti] sono i precursori di nuove ere glaciali. In realtà il riscaldamento è una cosa buona. Le glaciazioni sono mortali e possono anche uccidere milioni di persone. L’umanità non può bloccarle. Proprio come l’umanità non può influire sul clima a lungo termine del pianeta, non può impedire che una glaciazione abbia luogo. Il clima è governato principalmente dal Sole.

Le attività umane possono avere un certo impatto sulla transizione verso condizioni glaciali, aumentando il flusso d’acqua polare e accelerando l’avvento di una glaciazione. Quello che sta accadendo è molto simile al precedente di 115 mila anni fa, quando si è innescata l’ultima glaciazione. È difficile da capire, ma è davvero così: l’ultima glaciazione è stata accompagnata dalla crescita della temperatura media globale, ossia dal riscaldamento globale.

Quel che accadde fu che il Sole riscaldò più i tropici e raffreddò l’Artico e l’Antartico. Poiché i tropici sono molto più grandi dei poli, la temperatura media globale aumentava. Ma in aumento era anche la differenza di temperatura tra oceani e poli, cioè la condizione fondamentale di espansione dei ghiacci polari. Che ci crediate o no, l’ultima glaciazione è cominciata con un riscaldamento globale!

Man mano che più vapore acqueo arriva ai poli l’Antartide produce iceberg e si addensa, mentre centro del polo nord si libera dai ghiacci e le latitudini più basse subiscono nevicate pesanti che a poco a poco iniziano a migrare verso sud.

Un deterioramento globale del clima, di un ordine di grandezza maggiore di qualunque finora sperimentato dall’umanità civilizzata, è una possibilità molto reale e in effetti può avvenire in tempi rapidi, anche in una dozzina d’anni.

Man mano che il ghiaccio inizia a procedere verso sud dal Mare Artico la produzione di cibo si ridurrà notevolmente ci saranno abbondanti anomalie climatiche alle latitudini settentrionali ma anche meridionali. Potrebbero verificarsi tempeste globali. In alcune regioni potrebbero verificarsi ondate di freddo anomalo, mentre altre arrostirebbero con picchi di temperature mai viste prima dalla nostra civiltà.

Ed è esattamente ciò che sta accadendo ora.

George Kukla, luminare della paleoclimatologia, ex Columbia University, ricercatore presso il Lamont-Doherty Earth Observatory, 2007-2011

Forget warming—beware the new Ice Age,” Canada.com

Temperature globali – gennaio 2014

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

Web Caffè Bookique [Facebook]

clip_image00201-gissNASA Goddard Institute for Space Studies (GISS)

02-ncdcNOAA’s National Climatic Data Center (NCDC)

03-hadcrut4Met Office Hadley Centre

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MSU RSS GlobalMonthlyTempSince1979 With37monthRunningAverage

RSS (Remote Sensing Systems)

1004945_659777110752162_135471093_nUAH (University of Alabama in Huntsville)

 

17 anni / 204 mesi che il riscaldamento globale se n’è andato sbattendo la porta (nostalgia canaglia)

 

a cura di Stefano Fait

 

MSU RSS GlobalMonthlyTempSince1979 With37monthRunningAverageMSU RSS TropicsAndExtratropicsMonthlyTempSince1979 With37monthRunningAveragetrendtlt_update_bar102013Warmer_in_the_pastHolHadicecover_current_newarctic.seaice.color.000post-7389-0-79250700-1383694132

MSU RSS ArcticAndAntarctic MonthlyTempSince1979 With37monthRunningAveragefiveyearoldseaice1ghiaccio artico più vecchio di 5 anni alla 39esima settimana dell’anno

Dovremo abituarci a vivere con meno
James Cameron, regista di Avatar, proprietario di 3 ville a Malibù con 3 piscine riscaldate, un ranch di 100 acri, un elicottero privato, 3 Harley-Davidson, una Corvette, una Ducati, uno yacht, un Humvee, una Ford GT, una flotta di sottomarini (ne ha donato uno da 10 milioni di dollari alla Woods Hole Oceanographic Institution)

Intendeva dire: “dovrete abituarvi a vivere con meno“.

Il rapporto numero 5 dell’IPCC, dichiara, al capitolo 2, che inondazioni, siccità, cicloni tropicali/extratropicali ed uragani NON si sono intensificati negli ultimi 100 anni. La crescita del livello degli oceani NON ha subito alcuna accelerazione (sono saliti di saliti di 11,1 millimetri tra il 1992 e il 2012).

http://www.climatechange2013.org/images/uploads/WGIAR5_WGI-12Doc2b_FinalDraft_Chapter02.pdf

“No best estimate for equilibrium climate sensitivity can now be given because of a lack of agreement on values across assessed lines of evidence and studies” (IPCC AR5);

“Generally low confidence that there have been discernible changes over the observed record on lack of trends in extremes, exceptions are trends seen in temperature extremes and regional precipitation (but not floods)” (IPCC AR5);

“Unlike in AR4, it is assessed here…there is low confidence of regional changes in the intensity of extreme extratropical cyclones” (IPCC AR5);

“Low confidence that any reported long term increases in tropical cyclone activity are robust” (IPCC AR5);

“Current datasets indicate no significant observed trends in global tropical cyclone frequency” (IPCC AR5);

“The current assessment does not support the AR4 conclusions regarding global increasing trends in droughts” (IPCC AR5);

“Low confidence regarding the sign of trend in the magnitude and/or frequency of floods on a global scale” – “there is currently no clear and widespread evidence for observed changes in flooding” (IPCC AR5);

“No long-term acceleration of sea level has been identified using 20th-century data alone” (IPCC 2007);

“It is likely that GMSL (Global Mean Sea Level) rose between 1920 and 1950 at a rate comparable to that observed between 1993 and 2010” (IPCC AR5);

“Il report dell’IPCC appena pubblicato ha in effetti messo la parola fine al collegamento tra gli eventi estremi e i cambiamenti climatici

http://www.climatemonitor.it/?p=33854#more-33854

Anzi, il riscaldamento globale FAREBBE bene all’umanità ed al pianeta almeno fino al 2080

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/11/03/riscaldamento-globale-bene-raffreddamento-globale-male/

Peccato che sia terminato, o sia comunque in letargo

“…nell’attesissimo report di quest’anno, però, l’Ipcc dedica ai 17 anni di temperatura piatta una semplice nota. A loro non sembra interessare: potrebbe mettere in discussione le teorie che hanno sostenuto per anni. Preferiscono tenere i toni dell’allarmismo elevati, presentare come una grande novità il fatto che la probabilità che i cambiamenti climatici siano prodotti dall’attività umana sia passata dal 90 al 95%. Diamine. E preferiscono fare dichiarazioni roboanti sulle catastrofi possibili mentre essi stessi ridimensionano le previsioni allarmistiche che avevano fatto. Ora, l’Ipcc prevede che la temperatura della Terra aumenterà “probabilmente” più di 1,5 gradi centigradi entro il secolo. Nel 2007 sosteneva che sarebbe cresciuta “probabilmente” più di due gradi: e due gradi è il limite sopra il quale potrebbero esserci catastrofi. Su questa, che è la novità del rapporto, buona parte del pigro sistema dei media globali ha sorvolato.

Danilo Taino, ‘Sette’, Corriere della Sera

http://www.corriere.it/sette/editoriali/taino-danilo/2013-41-effetto-serra_37532134-30f6-11e3-a950-4142d5c00dc6.shtml

Com’è stato possibile che per molti anni una maggioranza di persone abbia continuato a credere a questa sciocchezza del catastrofico riscaldamento globale prodotto dall’uomo?

Si chiama propaganda e funziona così:

semplificazione e nemico unico: è necessario adottare una sola idea, un unico simbolo. E, soprattutto, identificare l’ avversario in un nemico, nell’ unico responsabile di tutti i mali.

contagio: riunire diversi avversari in una sola categoria o in un solo individuo.

trasposizione: caricare sull’ avversario i propri errori e difetti, rispondendo all’ attacco con l’ attacco. Se non puoi negare le cattive notizie, inventane di nuove per distrarre.

esagerazione e travisamento: trasformare qualunque aneddoto, per piccolo che sia, in minaccia grave.

volgarizzazione: tutta la propaganda deve essere popolare, adattando il suo livello al meno intelligente degli individui ai quali va diretta. Quanto più è grande la massa da convincere, più piccolo deve essere lo sforzo mentale da realizzare. La capacità ricettiva delle masse è limitata e la loro comprensione media scarsa, così come la loro memoria.

orchestrazione: la propaganda deve limitarsi a un piccolo numero di idee e ripeterle instancabilmente, presentarle sempre sotto diverse prospettive, ma convergendo sempre sullo stesso concetto. Senza dubbi o incertezze. Da qui proviene anche la frase: “Una menzogna ripetuta all’infinito diventa la verità”.

continuo rinnovamento: occorre emettere costantemente informazioni e argomenti nuovi (anche non strettamente pertinenti) a un tale ritmo che, quando l’avversario risponda, il pubblico sia già interessato ad altre cose. Le risposte dell’ avversario non devono mai avere la possibilità di fermare il livello crescente delle accuse.

verosimiglianza: costruire argomenti fittizi a partire da fonti diverse, attraverso i cosiddetti palloni sonda, o attraverso informazioni frammentarie.

silenziamento: passare sotto silenzio le domande sulle quali non ci sono argomenti e dissimulare le notizie che favoriscono l’ avversario.

trasfusione: come regola generale, la propaganda opera sempre a partire da un substrato precedente, si tratti di una mitologia nazionale o un complesso di odi e pregiudizi tradizionali. Si tratta di diffondere argomenti che possano mettere le radici in atteggiamenti primitivi.

unanimità: portare la gente a credere che le opinioni espresse siano condivise da tutti, creando una falsa impressione di unanimità.

Il cambiamento climatico spiegato ai fan di Bob Geldof (che ci dà per spacciati entro il 2030)

Twitter [non in italiano]

Facebook [in italiano]

 

screenhunter_10-oct-06-00-32http://www.dailystar.co.uk/news/latest-news/342876/Sir-Bob-Geldof-All-humans-will-die-before-2030-

Bob, non mi sei mai stato particolarmente simpatico, specialmente da quando scondinzoli dietro a Bush, Blair, Gore & co. Adesso ti sei reinventato/riciclato nel ramo propaganda, con indubbio successo. Vorrei però spiegare ai tuoi fan che o non hai capito una mazza, oppure sei un ruffiano (eufemismo).

Quel che sta succedendo al clima è che la causa determinante del clima terrestre è il Sole, tramite le sue emissioni (non le nostre emissioni di anidride carbonica, che sono invece particolarmente benefiche per la flora e quindi per il sostentamento di tutti gli esseri viventi di questo pianeta) che colpiscono la nostra atmosfera (strati più esterni):

http://www.nmdb.eu/?q=node/419

Tante macchie solari > molti raggi ultravioletti > correnti a getto zonali (est-ovest) > calore resta sulla Terra

Poche macchie solari > molti raggi infrarossi > correnti a getto meridiane (sud-nord) > la Terra disperde calore attraverso i poli

Le correnti a getto “sono venti zonali che fluiscono da ovest verso est sia nell’emisfero boreale che australe; questo è dovuto alla forza di Coriolis causata dalla rotazione della Terra. I percorsi dei flussi d’aria mostrano delle tipiche forme a meandro, e queste forme stesse si propagano verso est, a velocità minore dell’effettivo vento al loro interno”.

http://it.wikipedia.org/wiki/Corrente_a_getto

Ora hanno alterato la direzione di flusso e sono diventate meridiane (nord-sud). Questo spiega perché ci becchiamo botte di gelo artico nella stagione fredda e perché l’Artico (e noi d’estate) si becca un mucchio di caldo.

“Nelle configurazioni di flusso, infatti, si alternano stadi di indice alto, in cui le correnti a getto sono zonali, ovvero seguono quasi i paralleli e stadi di indice basso, in cui le correnti diventano meridiane e prevalgono saccature e promontori di grande estensione, che permettono il trasporto verso nord di momento occidentale”

http://www.meteorologia.it/…/circolazione%20generale.htm

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Da sempre la comunità scientifica ha riconosciuto nel Sole l’elemento che fornisce la quasi totalità dell’energia che muove le dinamiche climatiche terrestri (venti, piogge, correnti oceaniche, movimenti delle nuvole e delle masse d’aria…)…Approfonditi studi portati a termine nel 2009 da scienziati statunitensi e tedeschi del National Center for Atmospheric Research (NCAR) a Boulder, Colorado, avvalendosi di più di un secolo di osservazioni meteorologiche e delle tecnologie più avanzate attualmente disponibili, sono riusciti a dimostrare come avviene tale legame tra attività solare e fluttuazione del clima terrestre, spiegando in dettaglio la complessa interazione tra la radiazione solare, l’atmosfera e l’oceano.

I risultati degli studi, pubblicati sul Journal of Climate e su Science, dimostrano come anche un piccolo aumento di attività solare influenza in maniera determinante l’area tropicale e le precipitazioni di tutto il globo terrestre. In particolare gli effetti di una maggiore attività solare si fanno sentire in maniera forte nel riscaldamento della troposfera tropicale (dove aumenta la quantità di ozono prodotta dai raggi ultravioletti), nell’aumento della forza dei venti alisei, nell’aumento dell’evaporazione nella zona equatoriale e nell’aumento dell’annuvolamento e delle precipitazioni. Lo studio rileva come ci sia una indubbia associazione fra il periodico picco dell’attività solare e lo schema delle precipitazioni e della temperatura superficiale delle acque del Pacifico. Il modello messo a punto dai ricercatori mostra anche le influenze che i picchi solari hanno con due importanti fenomeni collegati al clima: La Niña e El Niño che sono originati da eventi associati ai cambiamenti nella temperatura delle acque superficiali del Pacifico orientale. In particolare l’attività solare risulta influire su La Niña e El Niño, rafforzandoli o contrastandoli[1].

Molti climatologi ritengono che, al fine di comprendere meglio i meccanismi legati ai cambiamenti climatici e per rendere più affidabili gli scenari climatici futuri, tali studi sono importanti per capire la base naturale della variabilità climatica e per comprendere come la variabilità climatica naturale, in tempi diversi, sia significativamente influenzata dal sole[2]….

…le nubi basse hanno la proprietà di raffreddare la Terra. Quindi quando l’attività solare è più intensa l’atmosfera ha meno copertura nuvolosa perché i raggi cosmici saranno maggiormente deviati dal vento solare così che maggiore energia giunge fino alla superficie terrestre (contribuendo così al riscaldamento climatico). Invece quando l’attività solare è più debole sarà maggiore la copertura nuvolosa dell’atmosfera terrestre per cui diminuisce l’energia che arriva sino alla superficie, energia che viene respinta dalle nuvole. In quest’ultimo caso diminuisce il riscaldamento climatico [leggi: c’è raffreddamento globale]…

Analizzando la situazione attuale vediamo come l’attività solare sia aumentata nel corso degli ultimi 300 anni e in particolare negli ultimi 50 anni. Negli ultimi 30 anni l’aumento dell’attività solare ha tenuto lontano dalla Terra gran parte dei raggi cosmici e quindi vi è stata una minore formazione di nubi in prossimità del suolo e questo spiegherebbe, insieme ad altri fattori, il forte riscaldamento della Terra degli ultimi decenni. Ma nell’ultimo decennio l’attività solare sembra aver subito un lento declino.

http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_undecennale_dell%27attivit%C3%A0_solare

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Dal 1998 ad oggi, l’uomo ha rilasciato circa un terzo di tutte le emissioni di anidride carbonica di origine antropica dall’inizio della rivoluzione industriale. Tuttavia, proprio durante questo periodo, le temperature globali si sono stabilizzate.

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Ci hanno detto che questo è accaduto perché gli oceani hanno assorbito il calore in eccesso, senza spiegare perché all’improvviso sono diventati degli aspirapolvere di calore (calore risucchiato verso il basso?) mentre prima non era mai successo, perché la cosa va avanti da così tanto tempo e perché dovrebbe finire.
Non spiegano neppure come quest’eventualità sia significativa, tenuto conto del fatto che il tasso di riscaldamento oceanico si è dimezzato negli ultimi 50 anni ["the magnitude of the temperature change since the 1870s is twice that observed over the past 50 years", Dean Roemmich, oceanografo, UC San Diego]. Dunque il riscaldamento oceanico RALLENTA a misura che AUMENTANO le emissioni umane. Straordinario. E poi non dovremmo credere che AGW sia la truffa del secolo?
Tanto più che anche il riscaldamento degli oceani si è stabilizzato

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Ciò nonostante il rapporto numero 5 dell’IPCC insiste che le temperature torneranno ad aumentare per forza di cose. Di quanto? Nel 2007 fornivano una forchetta di aumento delle temperature comprese tra 2 e 4,5° C, adesso la forchetta si è allargata a 1,5 < x < 4,5°. Non è chiaro come una maggior incertezza (forchetta più grande) possa giustificare l’affermazione dell’IPCC che essa dimostra una migliore comprensione del fenomeno.

QUALI CATASTROFI CI ATTENDONO SECONDO L’ULTIMO RAPPORTO DELL’IPCC? NESSUNA (!)

Il rapporto dell’IPCC, a dispetto dei toni allarmistici dei media, dichiara, al capitolo 2, che inondazioni, siccità, cicloni tropicali ed extratropicali ed uragani NON si sono intensificati negli ultimi 100 anni.

http://www.climatechange2013.org/images/uploads/WGIAR5_WGI-12Doc2b_FinalDraft_Chapter02.pdf

in italiano: “il report dell’IPCC appena pubblicato ha in effetti messo la parola fine sul collegamento tra gli eventi estremi e i cambiamenti climatici
http://www.climatemonitor.it/?p=33854#more-33854

L’ultima trovata è la progressiva acidificazione degli oceani. Ma gli oceani sono alcalini, quindi semmai – se quest’ipotesi fosse mai dimostrata  – si tratterebbe di un’infinitesimale de-alcalinizzazione, come ce ne sono state tante in passato.

Dunque l’unico eventuale serio problema rimarrebbe l’innalzamento degli oceani che, ci viene detto, sono saliti di 11,1 millimetri (!) tra il 1992 e il 2012.

Una crescita insignificante. Talmente insignificante che sembra una presa in giro, non scienza. L’IPCC si dichiara “quasi totalmente certo” che c’è stata un’accelerazione nell’innalzamento oceanico. Al di là del fatto che questa quasi totale certezza è messa in discussione da un gran numero di studi che chiamano in causa anche le alterazioni dei fondali oceanici

http://journals.ametsoc.org/doi/abs/10.1175/JCLI-D-12-00319.1

http://www.clivar.org/sites/default/files/WGOMD/activities/sealevel/talks/gregory_hobart.pdf

Le variazioni sono nell’ordine di pochi millimetri e le imprecisioni delle strumentazioni di rilevazione possono raggiungere l’ordine dei centimetri (satelliti) e delle decine di centimetri. L’imprecisione è molto più grande della misurazione, perché la stima dei livelli oceanici è di una complessità inaudita. Anche in questo caso sarebbe richiesta della prudenza, ma il terrorismo psicologico sembra essere l’unico reale obiettivo dell’IPCC.

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Tra l’altro, se i governi fossero realmente allarmati come dichiarano di essere, perché commissionerebbero ingenti interventi edilizi lungo delle coste che dovrebbero essere sommerse? Forse sanno benissimo che anche la previsione dell’innalzamento degli oceani sarà smentita?

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IL CASO STOCKER

Che l’IPCC sia un’istituzione parodistica della scienza è dimostrata dal fatto che è presieduta da un ingegnere-economista – e non da un fisico o climatologo – e dal fatto che il vicepresidente del working group 1, il più importante di tutti, è Thomas F. Stocker

http://www.climate.unibe.ch/~stocker/

Stocker fa parte di un team di scienziati dell’università di Berna che ha dimostrato che l’attività solare è stata decisiva per l’innesco della piccola era glaciale, smentendo l’IPCC

http://www.oeschger.unibe.ch/about/news/news_en.html

Lehner, Flavio, Andreas Born, Christoph C. Raible, Thomas F. Stocker, 2013: Amplified Inception of European Little Ice Age by Sea Ice–Ocean–Atmosphere Feedbacks.  J. Climate26, 7586–7602.

doi: http://dx.doi.org/10.1175/JCLI-D-12-00690.1

“Secondo i ricercatori Flavio Lehner, Christoph Raible e Thomas Stocker la piccola era glaciale si sarebbe originata in seguito a forti eruzioni vulcaniche, combinate con una bassa attività solare: il tutto avrebbe rapidamente favorito un incremento delle formazioni di ghiaccio indipendentemente dalla circolazione atmosferica che si era andata instaurando in quel periodo. Si tratta di una delle tante voci fuori dal coro, che dissentono da posizioni che vorrebbero essere nette ed inattaccabili e che invece, proprio perché si pongono come assolutiste, in una disciplina che assolutista non sarà mai, vengono sempre più bersagliate da ipotesi opposte”.

http://meteolive.leonardo.it/news/In-primo-piano/2/Team-scienziati-svizzeri–il-sole-debole-ha-determinato-la-piccola-era-glaciale-/43302/

Quindi il suddetto Stocker nel 2013 pubblica uno studio che smentisce le conclusioni del rapporto dell’IPCC del 2013 da lui presieduto, conclusioni da lui stesso sintetizzate alla conferenza stampa ufficiale.

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ghiacci antartici da record assoluto (da quando si fanno le misurazioni, 1978)

ARRIVA IL GELO

Dal 2000 in poi l’attività solare ha cominciato il suo ciclico declino (ibernazione). Durerà come minimo fino al 2030. il clima è un sistema inerziale, quindi reagisce con una certa lentezza alle variazioni di attività solare (specialmente per via della presenza di masse oceaniche). Il presente ciclo solare è il più debole dal 1906, quando si parlava di glaciazione in arrivo:
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/03/03/i-media-globali-e-il-terrorismo-climatico-1895-2013/

Sunspot-cycle-comparisons-erdling11confronto tra ciclo 24, ciclo 5 (1798-1810, quello del Minimo di Dalton) e media dei cicli

La differenza, ora, è che il ciclo 25 sarà probabilmente quasi privo di macchie solari ed è per questo che si parla di piccola era glaciale
http://www.universetoday.com/103803/solar-cycle-24-on-track-to-be-the-weakest-in-100-years/
http://www.spacedaily.com/reports/Looming_weak_solar_max_may_herald_frosty_times_999.html
http://news.nationalgeographic.com/news/2011/06/110614-sun-hibernation-solar-cycle-sunspots-space-science/
in italiano
http://www.meteoportaleitalia.it/monitoraggio-a-analisi-modelli/monitoraggio-a-analisi-modelli/monitoraggio-solare/11033-ciclo-solare-24-piu-debole-in-quasi-200-anni-mostra-i-segni-di-un-ancora-piu-debole-prossimo-ciclo-25.html

http://www.climatemonitor.it/?p=33737

http://daltonsminima.altervista.org/?p=26909#more-26909

Durante i minimi solari il mondo si raffredda e i ghiacci si espandono. Se sarà un minimo prolungato innescherà una glaciazione (le estati non saranno abbastanza lunghe da sciogliere le nevi accumulate durante inverni più estesi, rigidi e nevosi della norma).

Il minimo di attività solare di Maunder (1645-1715) portò inverni estremamente freddi in Europa e Nord America (e con tutta probabilità anche nel resto del mondo) nonché un aumento dell’attività vulcanica

 http://www.wired.co.uk/news/archive/2011-06/15/sun-heading-for-hibernation

è quindi di notevole interesse che il rapporto 5 dell’IPCC dia la colpa della stabilizzazione delle temperature globali degli ultimi 15 anni all’attività vulcanica e all’attività solare in calo (zampino di Stocker?).

Il ciclo 19 (massimo nel 1958) è stato il più potente mai registrato,
Da un articolo del 2008: “l’attività solare non è mai stata così elevata, nell’ultimo Millennio, come negli ultimi 60 anni, il che sarebbe compatibile con il sensibile incremento delle temperature terrestri misurato negli ultimi decenni…
In questo momento, stiamo attraversando una fase si minimo solare molto lunga, la più lunga almeno dal 1954, con scarsi segni di ripresa verso il massimo previsto per il 2012, che, a questo punto, potrebbe anche slittare in avanti di alcuni anni. Alcuni studiosi stanno supponendo la probabilità che si possa verificare una nuova fase solare simile al ciclo del minimo di Dalton [1790-1830], con un probabile calo delle temperature globali. Esse potrebbero calare fino a provocare l’arrivo di una nuova “Piccola Età Glaciale” nei prossimi decenni“.
http://www.meteogiornale.it/notizia/13795-1-il-minimo-di-dalton-e-le-sue-pesanti-conseguenze-climatiche-ci-stiamo-avviando-ad-un-ciclo-simile
A distanza di 5 anni sappiamo che Marco Rossi, l’autore dell’articolo di meteogiornale, aveva visto giusto.
Il ciclo attuale (24) è debole quanto il 5 di fine Settecento, chiamato Minimo di Dalton e associato a temperature in forte calo e ghiacciai alpini in massima espansione. Il 25 potrebbe non verificarsi neppure.
Lo sostengono, indipendentemente, lo US National Solar Observatory e l’Air Force Research Laboratory

http://www.wired.co.uk/news/archive/2011-06/15/sun-heading-for-hibernation

Ma già ora i ghiacci antartici hanno raggiunto estensioni e spessori da record

http://nsidc.org/data/seaice_index/images/daily_images/S_stddev_timeseries.png

e quelli artici stanno recuperando il terreno perduto

http://ocean.dmi.dk/arctic/old_icecover.uk.php

Gli inverni prolungati hanno già creato problemi in Scandinavia e nel Regno Unito, dove le temperature invernali sono scese, in media, di quasi 1,5 gradi C (notare che il riscaldamento globale ammonta, stando ai valori riportati dall’IPCC, a 0,85 gradi C tra il 1880 e il 2012)

http://www.metoffice.gov.uk/hadobs/hadcet/

http://www.norwaypost.no/index.php/news/latest-news/29011-poorest-grain-harvest-in-37-years

http://www.bbc.co.uk/news/uk-22719709

e anche quest’autunno-inverno si preannuncia molto precoce e tosto

http://www.meteoweb.eu/2013/10/prime-gelate-notturne-sulle-pianure-di-ungheria-e-romania-budapest-e-bucarest-scendono-a-1c/229768/

http://www.meteoweb.eu/2013/10/prime-significative-gelate-fra-russia-finlandia-e-nord-della-svezia-fino-a-7c-a-bassa-quota/229496/

http://www.meteoweb.eu/2013/09/piombano-i-primi-freddi-fra-russia-scandinavia-ed-ucraina-nevica-sulle-aree-a-nord-di-mosca/228824/

http://www.meteogiornale.it/notizia/29476-1-ancora-super-gelo-in-est-europa-prima-neve-in-ucraina

http://www.meteogiornale.it/notizia/29474-1-stati-uniti-gran-tempesta-di-neve-nel-mid-west

http://www.meteogiornale.it/notizia/29473-1-siberia-il-gran-gelo-avanza

L’EROICA BBC

La BBC ha dedicato spazio agli scienziati che contestano la versione ufficiale dell’IPCC e alle loro tesi

http://www.bbc.co.uk/news/science-environment-24233643

Il Guardian, forse il quotidiano più schierato con i serristi, si è permesso di invocare la censura preventiva e di condannare la BBC per faziosità, irresponsabilità e tradimento dei suoi valori – nel 2013 ascoltare il parere di accademici che hanno pubblicato articoli in riviste scientifiche peer-reviewed è diventato un tradimento della deontologia giornalistica!

Il maccartismo non avrebbe saputo fare di meglio

http://www.theguardian.com/commentisfree/2013/oct/01/bbc-betrayed-values-carter-scorn-ipcc

Da notare che la BBC è finita sotto accusa anche nel corso della serie di scandali sulla pedofilia nelle alte sfere britanniche

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/11/12/la-bbc-investiga-il-piu-grande-scandalo-pedofilo-del-dopoguerra-i-politici-la-ristrutturano/

Non posso che applaudire la BBC (o almeno una sua parte) per la sua spina dorsale e la sua perseveranza. Che sia di esempio ai giornalisti di tutto il mondo.

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PIU’ CO2 PER TUTTI!

L’unico vero problema delle emissioni di CO2 è che è insufficiente. Le piante (= cibo) crescono  più rigogliose quando c’è più anidride carbonica nell’atmosfera. Ma in caso di glaciazione i livelli di CO2 precipitano e una grossa porzione della flora si estingue, com’è già successo varie volte in passato:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15642948

Sotto le 200 parti per milione (ora è a 400ppm) di CO2 le piante non possono più crescere perché non riescono a completare la fotosintesi. Sopra le 2000 ppm la concentrazione diventa tossica (il livello ottimale sarebbe tra le 1200ppm e le 1400ppm: il ciclo di crescita sarebbe raddoppiato). Di qui l’utilità delle serre.

http://www.hydrofarm.com/resources/articles/co2_enrichment.php

Nel corso dell’ultima glaciazione si è scesi a 170-180 ppm.

Sotto le 150 ppm tutta la flora sopra il livello del mare si estingue e con essa la fauna che se ne nutre, e quindi anche noi.

 

Verso la glaciazione di Landscheidt

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le tre scimmiette serriste

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Theodor Landscheidt: uno che aveva la vista lunga e gridava “il re è nudo” quando era il momento di farlo

http://www.landscheidt.info/?q=node/302

Questa stagione calda mi ha impartito un’importante lezione e mi ha reso più temperato nei miei giudizi e previsioni

Confessioni di uno che credeva alla versione ufficiale del cambiamento climatico, al crepuscolo dell’estate, dopo che i ghiacci artici hanno imprevedibilmente tenuto botta

http://neven1.typepad.com/blog/

La buona notizia è che a detta dei climatologi il riscaldamento del nostro pianeta sembra che si sia fermato.

Giovanni Sartori, Corriere della Sera, 15 agosto 2013

Non solo, dal 2001 siamo entrati in una fase di leggerissimo raffreddamento globale

http://www.woodfortrees.org/plot/hadcrut4gl/from:1987/to:2014/plot/hadcrut4gl/from:2002/to:2014/trend/plot/hadcrut3gl/from:1987/to:2014/plot/hadcrut3gl/from:2002/to:2014/trend/plot/rss/from:1987/to:2013/plot/rss/from:2002/to:2013/trend/plot/hadsst2gl/from:1987/to:2014/plot/hadsst2gl/from:2002/to:2014/trend/plot/hadcrut4gl/from:1987/to:2002/trend/plot/hadcrut3gl/from:1987/to:2002/trend/plot/hadsst2gl/from:1987/to:2002/trend/plot/rss/from:1987/to:2002/trend

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Nei prossimi anni diventerà chiaro che l’aumento della concentrazione di anidride carbonica e dei gas serra è l’effetto del cambiamento climatico, non la sua causa e che non appena il pur gracile massimo solare di questo ciclo sarà superato (questione di pochi mesi), le temperature declineranno inesorabilmente.

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I precedenti sono il Minimo di Maunder (1645-1700)  e il Minimo di Dalton (1790-1830), ma qui la faccenda sembra profilarsi come più estrema e potrebbe ricalcare l’evento glaciale di 8200 anni fa:

1) Dobbiamo sviluppare e incoraggiare l’agricoltura a latitudini più basse, in Africa come in Sud America. Queste sono le aree dove sarà più caldo e umido nella fase fredda (come minimo diversi decenni);

2) Occorre dire agli agricoltori che vivono alle latitudini più elevate (> 40 – da Napoli in su) e che hanno già subito i primi impatti del raffreddamento globale e/o della siccità che le cose andranno di male in peggio nei prossimi decenni. Quel che si coltiva in Scandinavia sarà quel che potrà crescere nell’area alpina;

3) Servono migliori difese contro l’eccesso di precipitazioni a latitudini più basse;

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Il riscaldamento tra 1850 e 2000 (post-Minimo di Dalton) è insignificante se raffrontato ai cicli degli ultimi 10-20mila anni – dal 2005 in poi il Sole è tornato ciclicamente a sonnecchiare e dalla fine di quest’anno non avrà più sussulti – sta entrando in ibernazione:

“Tale grande asimmetria tra gli emisferi, potrebbe essere un segno di grandi cambiamenti in un prossimo futuro, dice Steven Tobias, un matematico presso l’Università di Leeds, nel Regno Unito, Secondo i suoi modelli, una situazione del genere precede una lunga e prolungata fase tranquilla, “UN GRANDE MINIMO SOLARE”.

http://umbertogaetani.blogspot.it/2013/06/sole-perche-il-ciclo-24-risulta-del-50.html

Avremo: irraggiamento solare più debole – vento solare più debole – aumento dei raggi cosmici – aumento dell’attività vulcanica – raffreddamento degli oceani – più Ninas e meno Ninos

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Linea viola sono le temperature effettivamente registrate. Linea rossa, blu e verde sono le temperature previste dai serristi se avessimo continuato con l’attuale tasso di emissione di CO2 (come è effettivamente avvenuto); linea arancione le temperature previste se avessimo tagliato la CO2 come chiedevano loro (accordi falliti, le emissioni sono stabilmente aumentate). Come si vede il pallino blu si trova sotto il pallino giallo [in realtà è ancora più in basso - a luglio le temperature medie globali sono diminuite ulteriormente e l'Artico si sta ricongelando con due settimane d'anticipo - v. sotto]. Il pianeta è più freddo di quello che sarebbe stato il loro mondo ideale anti-CO2 che non si è mai manifestato. Ergo: l’AGW è la più grande truffa/abbaglio della storia della “scienza”.

Come diceva Santayana, “il fanatismo consiste nel raddoppiare i tuoi sforzi quando hai dimenticato lo scopo ultimo del tuo impegno“. Ed è questa la perfetta definizione per i serristi: l’ultimo rapporto dell’IPCC (2013-2014) dà la colpa all’uomo per il 95%. Era al 50% nel 1995, 66% nel 2001, 90% nel 2007. Stessa cosa per gli oceani: anche se il loro innalzamento si è ridotto di anno in anno, almeno a partire dal 2008, l’IPCC ora prevede un innalzamento ancora più marcato – tra 29 e 82cm invece di 18-59 cm – entro la fine del secolo, Cifre sparate a caso, per fare sensazione e allarme, e che delegittimano progressivamente un’agenzia che dovrebbe essere oggetto di condanna universale per la sua totale mancanza di rigore scientifico.
Più la realtà confuta i modelli matematici, più ci si accanisce a difendere premesse evidentemente errate, come farebbero gli adepti di un culto
http://www.gmanetwork.com/news/story/322398/scitech/science/experts-surer-of-manmade-global-warming-but-local-predictions-elusive

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Qualsiasi ragionevole analisi scientifica deve concludere che le premesse teoretiche [di AGW - riscaldamento globale causato dall'uomo] sono errate

Leonard Weinstein, scienziato della NASA (Langley Research Center)

Ci sono divergenze di opinione circa la cause del cambiamento climatico. Assistiamo alle fluttuazioni, in genere paragonabili agli eventi del passato, ma non abbiamo idea del perché esse avvengano. Se pensiamo, nell’arco di un secolo, alla variazione di mezzo grado centigrado di temperatura è difficile sostenere che un simile fenomeno abbia bisogno forzatamente di una causa. Un grattacielo di 100 piani trema con il vento e si sposta anche di mezzo metro. Questo ci turba, ma se l’edificio non oscillasse cadrebbe. I sistemi stabili hanno bisogno di queste oscillazioni.

Richard S. Lindzen, Program in Atmospheres, Oceans and Climate, MIT

Il panico del riscaldamento globale è del tutto ingiustificato…non vi è alcuna seria minaccia per il clima. Siamo ipoteticamente più minacciati dal freddo che dal riscaldamento globale.

Yuri Izrael, vice presidente russo del IPCC fino al 2008

Il riscaldamento globale, come pensiamo di doverlo intendere, non esiste. E non sono l’unico a cercare di far aprire gli occhi alla gente e consentirle di vedere la verità.

Tim Ball, primo dottorato canadese in climatologia ed ex professore di climatologia alla università di Winnipeg

Si prega di mantenere la calma: la Terra guarisce se stessa – Non possiamo controllare il clima… la Terra non si preoccupa dei governi e delle loro leggi. Non è possibile trovare del riscaldamento globale nelle odierne osservazioni meteorologiche. Il cambiamento climatico riguarda le ere geologiche, qualcosa che la terra fa per consuetudine, per conto suo, senza chiedere il permesso a nessuno e senza dover render conto a nessuno

Robert B. Laughlin, Stanford, Nobel per la fisica, 1998

L’energia generata dall’umanità è così piccola rispetto al bilancio energetico complessivo del pianeta che, semplicemente, non può influenzare il clima…i cicli durano milioni di anni e noi abbiamo cominciato a studiarli solo di recente. Noi siamo figli del Sole, è solo che non abbiamo sufficienti dati per trarre le conclusioni corrette

Anatoly Levitin, Accademia delle Scienze russa

Il carattere disfunzionale delle scienze climatiche è a dir poco scandaloso. La scienza è troppo importante per la nostra società per essere sottoposta a questo tipo di abusi. L’establishment del riscaldamento globale antropogenico (AGW) ha attivamente soppresso risultati di ricerche che non rispettavano il dogma dell’IPCC [L'Intergovernmental Panel on Climate Change - Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico]

Hans Jelbring, paleogeofisico all’Università di Stoccolma

Sosteniamo che non vi è alcun motivo di preoccuparsi del cambiamento climatico antropica, perché non vi è alcuna prova che una tale cosa si stia verificando

Antonis Christofides e Nikos Mamassis, geoscienziati all’Università di Atene

L’intera idea del riscaldamento globale causato dall’uomo è completamente priva di fondamento scientifico. È una truffa.

Hilton Ratcliffe, astrofisico sudafricano

Theodor Landscheidt (1927 – 2004) è stato il climatologo che ha saputo predire meglio di chiunque altro quel che sarebbe accaduto tra il 2001 e il 2012. Concordo con chi vuole battezzare la prossima glaciazione con il suo nome, a tributo della sua lucidità e lungimiranza.

screenhunter_26-aug-21-18-56Nel frattempo:

- Estate più fredda da record al Polo Nord (DATI DMI)
- Massima estensione di ghiaccio artico nel mese di agosto dal 2006 (DATI DMI)
- Massimo rilevamento assoluto di ghiaccio antartico nel mese di agosto (DATI NSIDC)
- Nessun riscaldamento globale da 17 anni (a seconda del set di dati)
- Quattro dei cinque inverni più nevosi dell’emisfero settentrionale si sono verificati dal 2008 in poi (DATI RUTGERS NEVE LAB)
https://www.facebook.com/pages/Attivit%C3%A0-solare-Solar-Activity-/100364603439625?fref=ts

Inverno scorso straordinario e in completa controtendenza rispetto a previsioni serristi, sotto ogni aspetto:

http://icecap.us/images/uploads/ET_story_May_2013_No_sign_of_global_warming_this_past_winter_%283%29.pdf

estensione delle nevi nell’emisfero nord

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Temperature sotto zero con largo anticipo nell’Artico

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Il tutto corrobora l’ipotesi che le glaciazioni siano innescate da un significativo indebolimento / spegnimento delle dinamiche di “pompaggio” globali (correnti oceaniche ed atmosferiche che non fanno più il loro dovere). Ne risulta un raffreddamento rapido e drammatico ai poli a causa del mancato afflusso di calore dai tropici, mentre ai tropici il calore in eccesso provoca un sovraccarico atmosferico di copertura nuvolosa che riflette la luce solare verso lo spazio e quindi raffredda gli oceani e il pianeta.

Le transizioni sono rapidissime: I dati indicano che, di norma, il cambiamento climatico più a lungo termine si verifica per balzi improvvisi, piuttosto che per cambiamenti incrementali.

http://www.esd.ornl.gov/projects/qen/transit.html

L’attuale ciclo solare è sempre più deludente, perfettamente in linea con previsioni di cicli 25 e 26 flebilissimi o “comatosi”.

Il che significa – come credo sarà dimostrato dagli eventi futuri – che, tenuto conto dell’inerzia termica (cf. oceani), dopo un inverno 2013-2014 preoccupante e un inverno 2014-2015 ancora più ringhioso, si arriverà alla coppia inverno 2016-2017 e 2017-2018 che sarà devastante per tutto il Nord Europa, con inverni che si aggraveranno in maniera marcatissima fino almeno al 2030 e milioni di profughi climatici.

Poi tutto dipenderà dal Sole e da altre variabili.

Quello che stiamo esperendo in questo momento è la fase iniziale del periodo di raffreddamento globale che ha avuto inizio a ottobre del 2005, si è consolidato nel 2012 e accelererà notevolmente nei prossimi anni, specialmente tra il 2017 e il 2030 o giù di lì. Per il momento, tra il 2001 e il 2012, abbiamo perso un decimo di grado nella media delle temperature globali [ossia il mondo è rimasto molto caldo, per gli standard che ci erano familiari].

In precedenza, la fine dei periodi interglaciali aveva visto una caduta delle temperature di 4-8 gradi C nel giro di 50-150 anni e un susseguente, graduale declino, dovuto probabilmente all’effetto albedo.

Chi vive in montagna dovrà spostarsi a valle o prendere esempio dai groenlandesi.

Canada, Russia e Nord Europa dovranno essere abbandonati. Il Nord Africa diventerà molto ospitale.

Sarà interessante vedere come saranno accolti i barconi che partiranno dall’Europa per approdare sulle coste africane

Se c’è una cosa terribile per l’umanità è una glaciazione. Il riscaldamento globale è una benedizione per la flora, la glaciazione è mortale per la vita.
Ci troviamo nella bizzarra situazione di tifare perché i ghiacci si espandano, in modo da dimostrare che i serristi sono cognitivamente substandard e scientificamente analfabeti (a livello di fisica elementare e di geologia) e che AGW è stata la più gigantesca truffa della storia moderna. Ma il nostro successo significherà la morte per decine/centinaia di migliaia di persone. Non è tragico e assurdo?

Il lato positivo delle glaciazioni

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Purtroppo, alcuni scienziati si comportano come predicatori e fanno sermoni alle persone…Sicuramente il più grande errore dei ricercatori del clima è stato di dare l’impressione che si stesse annunciando la verità definitiva. Non è grave fare errori se poi si correggono, ma si è agito come se fossimo infallibili. In questo modo, abbiamo perso la risorsa più importante che abbiamo come scienziati: la fiducia del pubblico. Siamo passati attraverso qualcosa di simile con la deforestazione.

Hans Von Storch, Istituto Meteorologico dell’Università di Amburgo, giugno 2013

Il governo dovrebbe cominciare a considerare la possibilità che siamo agli inizi di una piccola era glaciale dovuta al calo di attività solare…evento che avrà grandi implicazioni per l’agricoltura, il turismo, i trasporti, la gestione del traffico aereo e l’economia nel suo complesso.

Boris Johnson, sindaco di Londra, gennaio 2013

UAH_LT_1979_thru_July_2013_v5.6A luglio si è registrata una temperatura media globale inferiore a quella del 1996 (e 1988) – sebbene le emissioni di CO2 siano in costante crescita

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Mentre noi soffochiamo di caldo, i ghiacci artici scoppiano di salute: il ghiaccio dell’oceano artico quest’anno ha conservato una superficie di circa 5,2 milioni di kmq. L’anno scorso era sceso a circa 3,5 milioni di kmq. Un aumento di quasi il 50%.

E per fortuna che nel 2007 ci avevano avvertito che l’Artico sarebbe stato libero dai ghiacci entro il 2013:
http://news.bbc.co.uk/2/hi/7139797.stm
Adesso hanno cambiato idea e deciso che ci vorranno altri due anni perché ciò avvenga:
http://www.theguardian.com/environment/earth-insight/2013/jul/24/arctic-ice-free-methane-economy-catastrophe

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sempre meno scienza, sempre più terrorismo psicologico completamente infondato.

Guardatevi dai falsi profeti del glacialismo i quali vengono a voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi rapaci. Voi li riconoscerete dai loro frutti (Matteo 7,15-16).

Ecco i loro frutti: “Possiamo ormai dire che l’Artico ha vissuto la sua estate più breve degli ultimi decenni. Normalmente, infatti, l’Artico conta almeno 90 giorni con temperature superiori agli 0°C. Quest’anno ce ne sono stati meno della metàL’estensione del ghiaccio artico sta mostrando una straordinaria ripresa rispetto al grande tracollo del 2012 e confrontate con quelle degli anni precedenti, le temperature medie estive di questa stagione così particolare sono simili a quelle del 2004. Solitamente tra 24 e 31 luglio nell’Artico scompare un’area di ghiaccio grande quanto il Texas. Le ultime immagini e analisi dimostrano che quest’anno una simile perdita non c’è stata”.

http://www.meteoweb.eu/2013/08/lartico-sta-vivendo-lestate-piu-breve-degli-ultimi-decenni-freddo-senza-precedenti-e-ghiaccio-intatto/218540/

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Intanto, nell’Antartico

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https://twitter.com/stefanofait

Ma lo Spirito dice espressamente che nei tempi a venire alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demonî come il glacialismo.
1 Timoteo 4: 1

Mantenete salda la fede nel serrismo o i demoni carpiranno la vostra anima dannata e neanche Al Gore potrà farci nulla!

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Perché verrà il tempo che non sopporteranno la sana dottrina serrista; ma per prurito d’udire si accumuleranno dottori secondo le loro proprie voglie e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole glacialiste.

2 Timoteo 4: 3-4

Sentite il lancinante fuoco del riscaldamento globale causato da voi stessi! E’ dentro di voi! E’ il fuoco della colpa e del peccato! Pentitevi e inchinatevi al Verbo.

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La condizione standard della Terra negli ultimi 2 milioni e mezzo di anni è stata glaciale per l’85% del tempo. Il periodo interglaciale in cui viviamo è l’eccezione e non la regola. Il futuro è verosimilmente un ritorno allo stato glaciale e il magro contributo dell’uomo all’effetto serra (che è una benedizione per la vita su questo pianeta) non cambierà nulla. In questo campo, siamo delle pulci che si credono giganti, perché continuiamo ad ignorare le lezioni della storia, a sottovalutare la potenza della natura e a sopravvalutare la nostra tecnologia.
Come si può pensare di rispettare la terra e la vita se prevale questo paradigma antropocentrico?

Il rapporto “An Abrupt Climate Change Scenario and Its Implications for United States National Security”, curato da Peter Schwartz e Doug Randall, risultato di una serie di interviste di scienziati, di analisi e di nuovi riscontri e pubblicato dal Pentagono nell’ottobre del 2003, prendeva in esame l’eventualità che il futuro ci riservasse una glaciazione di medio-grave intensità, come quella verificatasi 8200 anni fa, che fu preceduta da un forte riscaldamento globale e durò circa un secolo.

L’analisi partiva dalla premessa che il riscaldamento globale avrebbe causato il rallentamento della Corrente del Golfo, il rafforzamento della ventosità, climi più secchi laddove ora sono più umidi e vice versa, con pesanti effetti sulla produzione agricola, la stabilità sociale e la pace.

La dinamica sarebbe la seguente: il ghiaccio si scioglie, inonda gli oceani settentrionali con acqua fresca. Ciò causa un aumento più rapido della temperatura dell’acqua in estate. La differenza di temperatura tra l’Artico e gli oceani meridionali diventa troppo ridotta. Le correnti si bloccano e improvvisamente abbiamo un rimbalzo glaciale.

Lo scenario prediceva il raggiungimento del picco di scioglimento dei ghiacci estivi intorno al 2010 (è avvenuto nel 2012), con la Corrente del Golfo che non ha più la forza di trasportare acqua calda e salata verso l’Europa settentrionale. Poi, nel corso di un decennio, tra il 2010 ed il 2020, le temperature sarebbero scese di diversi gradi in Europa e leggermente meno nel Nord America e nell’Asia settentrionale, la neve si sarebbe accumulata e la circolazione atmosferica ne sarebbe risulta drammaticamente alterata (cf. correnti a getto. Dopo il 2015 il freddo si sarebbe fatto sentire anche nell’Europa meridionale e nel Messico, danneggiando l’agricoltura.

Intorno al 2020 il clima nord-europeo rassomiglia quello siberiano. L’Europa meridionale ha subito un cambiamento minore ma sarà comunque colpita da violenti e intermittenti raffreddamenti e da rapidi sbalzi di temperatura. L’Europa dovrà affrontare l’emigrazione dalle nazioni scandinave e dall’Europea settentrionale di popoli in cerca di temperature più miti. Entro il 2030 circa il 10% della popolazione europea si sarà trasferito in un paese diverso da quello di residenza, per ragioni climatiche.

Gli Stati Uniti e la Cina vedranno un deterioramento della produzioni agricola.

In sintesi: a partire dal prossimo inverno sempre più climatologi e scienziati nordici contesteranno l’interpretazione ufficiale del cambiamento climatico. Dal 2015-2016 in poi sarà dura vivere in Scandinavia.

La precedente piccola glaciazione – 1560 e il 1680 – provocò guerre, rivolte popolari, inflazione, malnutrizione e carestie, calo demografico e sensibile diminuzione della statura media (circa 2 cm), e inferse il colpo di grazia al feudalesimo, spianando la strada al capitalismo. Esercitò un drammatico impatto in tutto il mondo, inclusa l’Africa sub-sahariana e il Giappone.

Ora siamo molto meglio organizzati, ma siamo anche molto più numerosi e la rete della nostra interdipendenza è vulnerabile.

Una delle più pesanti conseguenze di questi eventi sarà la diaspora climatica. Intere popolazioni cercheranno disperatamente di spostarsi verso sud e dovranno essere accolte.

Con il passare del tempo il Sahara si potrebbe rinverdire. A quel punto sarà l’Africa a ricevere ondate di immigrati. Speriamo che siano più tolleranti con i profughi climatici di quanto lo siamo stati noi con le vittime del capitalismo finanziario globalizzato.

Penso che l’umanità reagirà costruttivamente alla minaccia comune. Il cambiamento climatico e le conseguenti diaspore costringeranno la popolazione umana a fondersi, mescolarsi, unirsi, capirsi e sostenersi a vicenda. Ci sarà violenza e prevaricazione, ma comprensione e solidarietà saranno prevalenti.

“Catastrofe” viene dal greco kata streiphen, la sovversione delle consuetudini. Krisis è il culmine, la separazione, il cambiamento imminente. Ogni crisi è anche un’opportunità, per chi è animato da buone intenzioni ed anche per chi intende approfittare della situazione.

Sembra incredibile ma Primo Levi considerava i suoi anni di deportazione, prigionia e ritorno da Auschwitz come l’unico periodo in technicolor in un’esistenza non particolarmente sgargiante. Abbiamo appreso in questi anni da studi accademici, dai commenti sui social network e dalle interviste dei soccorritori che, durante i cataclismi, è il meglio dell’umanità che prevale di gran lunga sul peggio.

L’uragano Katrina è stata anche l’occasione in cui migliaia di volontari provenienti da tutti gli Stati Uniti hanno preso le loro barche e sono andati a  soccorrere gli abitanti di New Orleans, molti dei quali stavano morendo sui tetti delle case e sulle sopraelevate, mentre vigilantes, mercenari e poliziotti impedivano loro di abbandonare la città, ritenendoli troppo pericolosi per l’ordine pubblico.

Il comportamento durante una catastrofe dipende da come uno percepisce la realtà che lo circonda. Sarai spietato se penserai che i sopravvissuti siano una minaccia peggiore della catastrofe e che le loro vite valgono meno dei beni materiali. Mentre nella vita normale l’atteggiamento dominante è quello del farsi gli affari propri, le catastrofi tirano fuori il peggio in una minoranza e il meglio in una maggioranza di persone. È successo dopo lo tsunami giapponese, è successo in occasione dei sismi neozelandesi e prima ancora a Città del Messico ed in mille altri luoghi di ogni tempo e ad ogni latitudine. Accade regolarmente, con l’eccezione di Haiti, che invece è stata quasi immediatamente occupata militarmente.

Un numero sorprendente di sopravvissuti si ricorda quei momenti come i più pieni e belli della sua vita. Perfino in mezzo ai ruderi, ai cadaveri, alla distruzione, queste persone scoprono un aspetto della natura umana che avevano solo intravisto a sprazzi. Mentre molti si aspetterebbero che la legge della giungla prenda il sopravvento, questa credenza è contraddetta dalle testimonianze che descrivono una realtà che per molti è quella di una redenzione in mezzo alla distruzione, di gregariato e fratellanza umana, di autonomia, auto-organizzazione, con persone che si improvvisano vigili per regolare il traffico, che organizzano alla bell’e meglio cucine da campo nei parchi, riparano le cose in officine d’emergenza. I testimoni parlano di un senso di fusione interpersonale che non è rovinato dalla dispersione dell’individualità che c’è nella folla. Parlano di comunità umana al suo meglio, non di folle in preda a traumi e psicosi, parlano di arricchimento, non di impoverimento emotivo. L’inessenziale svanisce e ciò che davvero conta viene a galla.

Emerge il desiderio di partecipare alla vita pubblica, di costruire una società civile davvero civile, di diffondere l’inclusione, di trovare finalmente un senso alla propria esistenza, degli obiettivi significativi, di spendersi al servizio del prossimo senza sfruttarlo per gratificare il proprio ego o per un tornaconto personale di qualche altro genere, ma per autentica benevolenza, spontaneamente. Scaturisce l’amore. L’amore che coopera consapevolmente, si pone al servizio del prossimo volontariamente, non si sottomette mai ciecamente ad un potere superiore. Ne “Il Paradiso Perduto” miltoniano, l’arcangelo Raffaele spiega: “serviamo liberamente, perché amiamo liberamente”. L’amore cerca la comprensione, anzi amore è comprensione che rende superflua l’obbedienza e il comando.

Le catastrofi non sono ovviamente mai benvenute, ma le loro conseguenze non devono essere unicamente mostruose. Le persone sprigionano energie, talenti, virtù, capacità e sentimenti che nella vita di ogni giorno rimangono in sordina o, addirittura, vengono soppressi dal sistema, troppo impegnato a gestire gli ingranaggi per ricordarsi che sono esseri umani, troppo mistificante per essere trasparente, troppo gerarchico per essere equanime, troppo congenitamente violento, aggressivo, competitivo, prevaricatore per tollerare la pace, l’empatia e la cooperazione altruistica.

Le emergenze possono far emergere le persone, elevarle, oppure possono sommergerle. Dipende dalla loro forma mentis. Nella maggior parte dei casi, però, sorgono società fondate sul baratto e sulla circolazione dei doni, dove le persone si soccorrono a vicenda, fanno comunità, dove gli estranei diventano compagni di sventura ma anche di viaggio, dove il potere è ridistribuito più equamente, dove le differenze di censo, somatiche, religiose, di genere vengono meno o sono comunque molto attenuate, dove le persone si sentono utili, importanti, significative, ecc. Sono solo parentesi e certamente nessuno vorrebbe vivere costantemente in uno stato emergenziale. Eppure è un bagliore fortissimo nell’oscurità, una supernova dell’umano, l’evidenza della possibilità di un Mondo Nuovo, di un’umanità possibile, una rivoluzione che, pur non ottenendo gli obiettivi che si prefigge, realizza comunque qualcosa, avvicina agli  ideali di libertà, giustizia, speranza e serenità.

Viktor Frankl, Primo Levi e molti altri superstiti ci insegnano che, persino nelle situazioni più estreme come Auschwitz, aveva più chance di sopravvivere chi si prendeva cura del prossimo, mentre chi pensava solo alla sua sopravvivenza era tra i primi a lasciarci la pelle. Non per una qualche manifestazione di giustizia divina, ma perché i primi “facevano comunità” e trovavano una ragione per continuare a lottare, i secondi restavano soli, circondati dalla sfiducia, dal sospetto o dall’indifferenza.

Lo psicologo statunitense Charles E. Fritz (1961) ha osservato che gli abitanti delle aree metropolitane tedesche più pesantemente bombardate erano i più solidali, vigorosi, ottimisti ed erano sorprendentemente resistenti ai traumi. Fritz è giunto alla conclusione, paradossale, che la vita quotidiana è disastrosa e i disastri ci liberano da questa condizione di degrado, proiettando i marginali ed emarginati al centro della comunità e svelando a tutti che, quando si esce dalla sfera delle astrazioni e si arriva al dunque, esistono dei principi universali che quasi tutti danno per scontati.

Nelle catastrofi i minuti problemi di ogni giorno svaniscono, perché ci sono esigenze e finalità di ordine molto superiore che prendono il sopravvento. Depressione, stress, ansie, anomia, nichilismo, istinti autodistruttivi, patologie psichiche, rancori, risentimenti, pregiudizi, preconcetti, egoismi, possessività: tutto passa in secondo piano.

Perciò, anche in caso di glaciazione, io credo che le popolazioni locali non ostracizzeranno o attaccheranno i profughi, perché avranno capito che le trasformazioni sono globali e che siamo tutti sulla stessa barca.

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