Le 3+1 cause della nuova crisi irachena

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

 

Mosul

La premiata ditta Isis, che ufficialmente si compone di militanti islamisti, si occupa di:
narcotraffico;
traffico d’armi;
schiavismo (!);
contrabbando;
rapimenti;
riscossione del pizzo;
distruzione di moschee;
uccisione in massa di musulmani;
stupri di massa di musulmane;

Il Profeta ha detto:
“Dio non ha pietà per coloro che non hanno pietà per gli altri”.
“Nessuno di voi è un vero credente finché non desideri per i suoi fratelli ciò che desidera per sé”.
“Colui che mangia a sazietà mentre il suo vicino è senza cibo non è un credente”.
“L’uomo di affari onesto e affidabile è paragonabile ai profeti, ai santi, ai martiri”.
“Potente non è colui che getta a terra l’avversario, bensì è potente colui che controlla se stesso in un attacco di ira”.
“Dio non giudica basandosi sulle vostre apparenze o sul vostro fisico, ma scandaglia il vostro cuore e osserva il vostro operato”.
“Un uomo che percorreva un sentiero fu assalito dalla sete. Raggiunto un pozzo vi si calò dentro, bevve a sazietà e ne uscì. Poi vide un cane con la lingua penzolante, che cercava nel fango qualche goccia per placare la sua sete. L’uomo, accortosi che il cane era assetato come lo era stato lui poco prima, discese di nuovo nel pozzo, riempì la sua scarpa d’acqua e fece bere il cane. Dio perdonò i suoi peccati per questa azione”.
Fu chiesto al Profeta: “Messaggero di Dio, siamo ricompensati per la gentilezza verso gli animali?” Egli disse: “C’è una ricompensa per la gentilezza verso ogni essere vivente.”

SONO PIU’ MUSULMANO IO DI LORO.
Chi li ha creati? Chi li finanzia? Chi li organizza? A quale scopo? Come può pensare di poterli controllare?

E’ l’ennesima operazione occidentale camuffata da “fondamentalismo islamico”

Sono poche migliaia di militanti circondati da 6 milioni di musulmani e cristiani che li considerano blasfemi o comunque nemici: quanto potrebbero resistere, senza assistenza?

Più importante ancora:

  • Chi li ha addestrati a usare e fare la manutenzione di armi sofisticate lasciate molto opportunamente dagli americani nei depositi che hanno assalito?
  • Chi ha preparato i loro espertissimi comandanti, che sembrano così versati nelle strategie e tecniche di combattimento di quarta generazione?
  • Quali sono le loro linee di rifornimento e perché dovrebbe essere così arduo reciderle?
  • Da dove partono?
  • Chi compra il petrolio da loro e perché lo fa?
  • Quali sono gli oleodotti che trasportano il petrolio venduto e perché non si possono sigillare?
  • Chi eroga servizi finanziari a questa gente e chi ha educato alcuni di loro a muoversi su un terreno così delicato e complicato come quello dei mercati internazionali? (la stessa domanda vale per i guerriglieri libici di Bengasi, diventati improvvisamente degli specialisti della finanza in grado di inaugurare dopo poche settimane dall’inizio della rivolta una loro propria banca centrale e una borsa del petrolio).

Stato Islamico dell’Iraq e della Siria (SIIS – ISIS in inglese): Organizzazione islamista sunnita che al momento infesta un’area che si estende da Aleppo fino al Kurdistan iracheno.

Generosamente finanziata da sauditi e kuwaitiani

http://www.independent.co.uk/voices/iraq-crisis-sunni-caliphate-has-been-bankrolled-by-saudi-arabia-9533396.html

Non dai qatarioti, che sono in rotta con le altre petromonarchie del Golfo e rischiano di essere invasi dai sauditi

http://www.futurables.com/2014/03/17/mauro-ottobre-gli-imprenditori-trentini-e-lo-scontro-tra-le-petromonarchie-del-golfo/

In lotta contro governo siriano, governo iracheno e gli sciiti (Iran e Hezbollah).

CHI SPONSORIZZA QUESTA PARTICOLARE OFFENSIVA DI ISIS?

Si dà per scontato che i sauditi siano gli sponsor di questo attacco all’Iraq (che è un attacco all’Iran)

http://www.foreignpolicy.com/articles/2014/06/12/iraq_mosul_isis_sunni_shiite_divide_iran_saudi_arabia_syria

Anche se ISIS sembra operare anche contro il regime saudita

http://www.al-monitor.com/pulse/originals/2014/05/isis-saudi-arabia-qaeda-terrorism-syria.html

L’Iran accusa invece Israele e Stati Uniti

http://www.jpost.com/Iranian-Threat/News/Iran-intelligence-minister-blames-Israel-US-for-Iraq-crisis-359296

In effetti sappiamo dalla documentazione ufficiale che la spartizione dell’Iraq (e la balcanizzazione del Medio Oriente in nazioni deboli e instabili) è un tassello fondamentale della politica estera israeliana:

“La dissoluzione della Siria e dell’Iraq in aree distinte su base etnica o religiosa, come già avviene in Libano, è l’obiettivo primario di Israele sul fronte orientale. L’Iraq, ricco di petrolio da una parte, e dall’altra lacerato internamente, è certamente  candidato ad essere preso di mira da Israele. La sua dissoluzione è per noi addirittura più importante di quella della Siria. L’Iraq è più forte della Siria. A breve termine, è proprio la potenza irachena che rappresenta la più grande minaccia per Israele. Una guerra tra Iran e Iraq frazionerà l’Iraq e causerà la caduta del suo regime interno. Addirittura prima che esso sia in grado di organizzare una lotta su un ampio fronte contro di noi. Ogni tipo di scontro inter-arabo sarà a nostro favore nel breve periodo e accelererà il nostro scopo più importante che è quello di frantumare l’Iraq in vari staterelli come in Siria e in Libano. In Iraq è possibile realizzare una divisione in province su base etnica o religiosa come avveniva in Siria durante l’impero ottomano. Così tre (o più stati) si formeranno intorno alle tre principali città: Bassora, Baghdad e Mosul, e così le regioni sciite del sud si staccheranno dal nord sunnita e curdo.”

Oded Yinon, funzionario del ministero israeliano degli Affari Esteri

http://www.tlaxcala.es/imp.asp?lg=it&reference=227

http://www.amazon.com/Zionist-Plan-Middle-Special-Document/product-reviews/0937694568/ref=dpx_acr_txt?showViewpoints=1

https://archive.org/details/TheZionistPlanForTheMiddleEast

In questo documento ["A clean break"] potremmo trovare le ragioni di fondo del singolare sviluppo della politica statunitense in Iraq, il cui fallimento nel pacificare il paese è parso a tutti incredibile: se la logica è quella di giocare le une contro le altre le fazioni islamiche (sunnisti e shiiti) e shiiti irakeni, legati alla monarchia Ashemita, con shiiti iraniani – allora l’incomprensibilità del quadro trova una spiegazione, così come la suddivisione di fatto dell’Irak in tre aree geografiche, di cui, non a caso dunque, gli Stati Uniti cercano di controllare quella centrale pro Israele….Solo comprendendo il profondo lavoro compiuto da questi gruppi dirigenti misti israelo-statunitensi, si comprende allora anche il fatto che gli USA abbiano assunto in Medio Oriente posizioni sempre meno comprensibili, rispetto ad una normale logica di puro interesse statunitense.

http://www.clarissa.it/editoriale_int.php?id=173&tema=Divulgazione

http://en.wikipedia.org/wiki/A_Clean_Break:_A_New_Strategy_for_Securing_the_Realm

Neocon americani sulla stessa linea, dai tempi dell’invasione in poi:

http://www.nytimes.com/2003/11/25/opinion/the-three-state-solution.html

Al Maliki (Iraq) aveva chiesto agli USA di aiutarli contro ISIS, prima che la cosa degenerasse. Non è arrivato nessun soccorso

http://www.nytimes.com/2014/06/12/world/middleeast/iraq-asked-us-for-airstrikes-on-militants-officials-say.html?_r=1

In cambio ISIS ha razziato le armi americane in depositi dove giacevano inutilizzate (perché?)

http://www.ilgiornale.it/news/esteri/rapida-avanzata-delle-milizie-islamiche-costringe-casa-1027311.html

È falso che la Casa Bianca non sapesse che ISIS stava tornando ad est, dopo aver gettato nel caos il nord della Siria e, prima ancora, il nord dell’Iraq. Era una notizia già apparsa sulla stampa libanese

http://www.dailystar.com.lb/News/Middle-East/2014/Mar-14/250272-al-qaeda-splinter-group-in-syria-leaves-two-provinces-activists.ashx#axzz34Pm6wbRZ

In alternativa significa che Obama è stato tenuto all’oscuro di tutto dalla CIA e dal Pentagono e questa nuova invasione dell’Iraq è un’operazione targata neocon e destra sionista (altamente probabile).

McCain è già passato all’offensiva, accusando Obama di inettitudine

http://www.politico.com/story/2014/06/john-mccain-iraq-obama-us-heavy-price-107825.html

Obama è anche accusato di aver liberato il leader di ISIS

http://www.dailymail.co.uk/news/article-2657231/Revealed-Obama-RELEASED-warlord-head-ISIS-extremist-army-five-years-ago.html

La crisi irachena sta rinviando la morte del petrodollaro (la detronizzazione del dollaro)

http://uk.reuters.com/article/2014/06/13/uk-markets-global-idUKKBN0EO0S120140613

The Project for the New Middle East

IL FATTORE CURDO

I miliziani di ISIS hanno occupato l’Iraq del nord, lasciando in pace i kurdi che hanno anzi colto l’occasione per impadronirsi di una città irachena, Kirkuk, che considerano la futura capitale di uno stato indipendente curdo che ancora non esiste.

Uno stato curdo alimenterebbe il separatismo curdo in Iran, in Siria e in Turchia.

Israele è schierato coi curdi dal 1964

http://www.meforum.org/3838/israel-kurds

e, ancora più strettamente, dai tempi della guerra in Iraq

http://www.newyorker.com/archive/2004/06/28/040628fa_fact

http://www.timesofisrael.com/is-a-free-kurdistan-and-a-new-israeli-ally-upon-us/

Gli Stati Uniti (amministrazione Obama) sono l’unico ostacolo all’indipendenza del Kurdistan, auspicata invece da Israele, che la considera imminente, dopo il completamento di una conduttura petrolifera che consente al Kurdistan iracheno di esportare il suo greggio in maniera del tutto indipendente, aggirando Bagdad: Tel Aviv potrebbe essere la prima capitale a riconoscere l’indipendenza del Kurdistan, come già fece con il Sudan del Sud

http://www.jpost.com/Middle-East/Iraqi-Kurds-close-to-declaring-independence-355717

Ora i curdi si sono ripresi Kirkuk praticamente senza dover sparare un colpo, grazie al collasso dell’esercito iracheno (generali corrotti?): il loro sogno si è avverato con una facilità che ha dell’incredibile e hanno risolto in un colpo solo le dispute territoriali: ogni area “arabizzata” ora tornerà sotto la sovranità kurda

http://www.haaretz.com/news/middle-east/1.598650

Potrebbe essere una pericolosa illusione. Se la minoranza sunnita in un eventuale Kurdistan indipendente chiedesse aiuto a ISIS, quest’organizzazione non potrebbe rifiutarsi di combattere anche i kurdi, oltre agli sciiti.

Sarebbe il caos assicurato per tutte le nazioni con forti minoranze curde: Turchia, Iran, Siria, Iraq. Forse è proprio questo l’obiettivo.

Ci sono comunque forze e interessi curdi, visibili anche sui principali media mondiali, contrari alla balcanizzazione di quell’area del Medio Oriente, in quanto perfettamente consapevoli del fatto che i curdi sarebbero le principali vittime dell’anarchia

http://www.theguardian.com/commentisfree/2014/jun/13/iraq-separate-sunni-shia-regions-kurds-autonomy

Questi interessi preferirebbero sfruttare le proprie risorse petrolifere senza scatenare il caos separatista.

Uno scenario (sponsor saudita) non esclude l’altro (sponsor destra sionista), dato che sauditi e israeliani sono in buoni rapporti (per ora)

http://www.richardsilverstein.com/2014/03/08/saudi-arabia-finances-most-of-israels-weapons-build-up-against-iran/

IRAN

Le azioni di ISIS rendono più probabile la virtuale annessione dell’Iraq sciita all’Iran (già ora Baghdad è completamente allineata alla politica estera iraniana)

http://www.huffingtonpost.com/raghida-dergham/isis-achievements-in-iraq_b_5490381.html?utm_hp_ref=world&ir=WorldPost

Il collasso dell’esercito iracheno può essere spiegato con la corruzione dei generali e la salvezza dell’Iraq potrà venire solo dagli sciiti, dai pasdaran iraniani, dai miliziani di Hezbollah e dall’assistenza siriana, ora che Assad sta riprendendo il controllo della nazione.

BRICS

La Russia è stata premiata dal governo siriano per la sua lealtà: giga-contratto petrolifero

http://rt.com/op-edge/syria-russia-war-oil-528/

“Nonostante una serie di attacchi a grandi impianti e terminal petroliferi, a marzo la produzione di oro nero è arrivata a oltre 3 milioni e mezzo di barili al giorno (tornando ai livelli del 1989). A marzo, la russa Lukoil ha cominciato a pompare petrolio dal mega giacimento West Qurna-2 (uno dei più grandi del mondo, con riserve stimate in 14 miliardi di barili), nella zona di Bassora. Il governo di Baghdad spera che entro la fine dell’anno la produzione possa raggiungere i quattro milioni di barili al giorno.  “Sarebbe un traguardo straordinario, perché permetterebbe al governo di aumentare le entrate e attuare il suo programma di sviluppo”, ha detto il ministro del Petrolio, Abdul Kareem Luaybi. Nonostante queste buone notizie il nuovo Parlamento iracheno dovrà tentare di risolvere una delle questioni più importanti per il futuro del Paese: il rapporto con la regione del Kurdistan. I curdi hanno avviato lo sfruttamento e l’esportazione di petrolio verso la Turchia aggirando il controllo di Baghdad così da non versare denaro nella casse statali”.

http://www.formiche.net/2014/04/28/elezioni-iraq-il-futuro-passa-dal-petrolio/

L’Iraq guarda(va) a est (Iran, Russia, Cina, India)

http://www.al-monitor.com/pulse/originals/2014/02/baghdad-gradual-return-east-china-russia-iran.html

http://www.ndtv.com/article/india/iraq-s-prime-minister-nouri-al-maliki-to-begin-four-day-visit-to-india-today-408755

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POSTA IN GIOCO

A mio avviso ci sono 4 obiettivi principali.

1. Il petrolio curdo;

2. L’egemonia israeliana e saudita sul Medio Oriente (finché Israele non deciderà di averne abbastanza dei sauditi);

3. Il controllo iraniano del petrolio medio – orientale (Golfo Persico);

4. La difesa del dollaro e quindi dell’egemonia americana sul pianeta;

http://www.futurables.com/2014/06/22/the-isis-crisis-a-regime-change-too-far/

http://www.futurables.com/2014/05/29/festival-delleconomia-2014-elefanti-ignorati-scheletri-occultati-tabu-intatti/ 

Se ISIS dovesse essere sconfitta rapidamente, prima che gli indipendentisti curdi prendano il sopravvento sugli autonomisti, l’Iran si ritroverebbe con uno stato vassallo e i piani di balcanizzazione del Medio Oriente fallirebbero, con grave smacco per gli ultranazionalisti israeliani e neocon.

La quenelle, Dieudonné e l’insurrezione globale

A cura di Stefano Fait

Paradiso Riconquistato [blog per architetti di mondi nuovi - poliglotta]

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“Quenellizzazione” sta a significare il processo che ha portato un gesto comune, rivisto e politicizzato nell’ambito di esibizioni teatrali di un comico-umorista francese, a diventare un simbolo globale di protesta contro un establishment che è globalmente percepito come ostile alle persone comuni.
In questo risiede la sua potenza: è stato recepito senza alcuna traduzione o storpiatura in tutto il mondo anche non francofono come antitesi al braccio teso fascista e usato per comunicare l’idea che l’establishment si finge democratico ma è fascista (come ogni oligarchia autoritaria sociopatizzata).
Il fatto poi che i rappresentanti politici di questo stesso establishment lo associno al fascismo testimonia il carattere orwelliano della contemporaneità.

Dieudonné M’bala M’bala, pur avendo calcato le scene per anni in coppia con un comico ebreo, ha indubbiamente espresso opinioni antisemite negli ultimi anni: una presa di posizione quantomai idiota, tenuto conto della sua conclamata avversione ai tribalismi. Questo peculiare personaggio non è però il titolare di questo gesto di protesta anti-sistema: trasformarlo in un martire servirà solo a convincere sempre più persone che è arrivato il momento di dire basta alla “crisi”, che tale non è, essendo il risultato di politiche pianificate e deliberate.
Presto il governo francese si troverà ad affrontare centinaia di migliaia di cittadini, di ogni fede, orientamento politico e sessuale ed estrazione sociale, che faranno il gesto della quenelle mentre cantano la Marsigliese. Cosa succederà? Diventerà un reato? E in Italia? E se saranno degli ebrei a farlo, com’è già accaduto? E se sarà una celebrità? E se il gesto si diffonderà in tutto il mondo come segno di solidarietà tra oppressi che vogliono cambiare il sistema per il bene delle generazioni a venire, in nome della libertà, dell’uguaglianza e della fratellanza umana? Pensano davvero di poter arrestare la quenellizzazione della protesta globale nonviolenta censurando un comico nero, antifascista, buddhista, che predica la nonviolenza, militante dei diritti dell’uomo, universalista, pro-diritti degli omosessuali, che chiede giustizia sociale, lavoro e dignità per tutta l’umanità, per di più chiudendo il suo teatro?
Se è una trappola è molto ben congegnata. Ribadisco che questo scontro servirà solo a sospingere gli ebrei verso un nuovo abisso, un nuovo ruolo di capri espiatori: sempre più persone si domanderanno se certi tabù siano la prova che il complotto giudaico-sionista è reale – è un’idiozia, ma un’idiozia che in tempi confusi può prendere piede. Quei potenti che usano il sionismo a fini mimetici e controrivoluzionari sono scaltri e sanno quello che fanno: due piccioni con una fava. Ebrei e arabi nel sacco (pronti per l’Armageddon genocida, il secondo olocausto semita), masse dirottate, status quo rinsaldato.

http://stefanofait.tumblr.com/post/72189607899/la-quenelle-gesto-di-ribellione-al-sistema

Con Renzi verso il cacerolazo. Votate Renzi, mi raccomando!!

A cura di Stefano Fait

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Dimostreremo che non è vero che l’Italia e l’Europa sono state distrutte dal liberismo, ma che al contrario il liberismo è un concetto di sinistra, e che le idee degli Zingales, degli Ichino e dei Blair non possono essere dei tratti marginali dell’identità del nostro partito, ma ne devono essere il cuore

Matteo Renzi, 8 giugno 2012

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/07/19/60-domande-per-matteo-renzi/

 1470421_518351378272139_426513588_ncacerolazo: termine colloquiale della lingua spagnola con il quale si indica una forma di manifestazione pacifica e rumorosa, in spazi privati o pubblici, in cui l’espressione pubblica di protesta, o dissenso, si realizza attraverso il rumore ottenuto percuotendo coralmente degli oggetti adatti allo scopo, come casseruole (da cui il nome), tegami, pentole, coperchi, mestoli, e altri utensili simili.
http://it.wikipedia.org/wiki/Cacerolazo

1463737_10201543678287510_2040608930_nTravolto da una valanga di accuse di opportunismo e sciacallaggio, Matteo Renzi ha preferito rimuovere dal profilo Facebook la foto del suo incontro con Nelson Mandela postata per ricordare il grande leader sudafricano scomparso.

mandela_arafatrenzi-e-shalom-400x267ops!
27114605_itzhak-yoram-gutgeld-economista-israeliano-che-diventato-consigliere-guru-del-premier-in-pectore--0ri-ops! mmmmmh

Mandela-African-Communist-1990Mandela-FidelCommunist+scumTHATCHER-MANDELA-770x481DERIV-315_36-4-670x442LIBYAN LEADER MUAMMAR GADDAFI VISITS NELSON MANDELA AS LAST OFFICIAL GUEST.Libia: Gheddafi, per quarant'anni sulla scena internazionale / specialeimages

Nique la Police, “L’ascaro. La sottomissione di Matteo Renzi ad Angela Merkel”, Senza Soste, 25 settermbre 2013

L’incontro tra Matteo Renzi e Angela Merkel, avvenuto in forma privata ma reso noto alle agenzie di stampa l’11 luglio scorso, aveva bisogno di tempo per essere interpretato…La Merkel è europeista perché il reiterarsi della supremazia economica, finanziaria e tecnologica della Germania sul resto dell’Europa permette a quel paese una politica neo-coloniale. Specie su paesi come il nostro. Chi pensa ad improbabili scatti di solidarietà tedesca nei nostri confronti, a impensabili “tavoli di trattativa” con la Germania perché ha vinto la Merkel si ricreda fin da subito…L’europeismo della Merkel chiede quindi agli altri paesi di naturalizzare la loro posizione subordinata nella gerarchia economico-finanziaria del continente. Non solo: fissando rigidamente i parametri per la “crescita” europea (riduzione del debito, bassi salari, mercato interno ridotto, concorrenza) pone le condizioni per un primato duraturo della Germania sugli altri “partner”…Il più Europa di Merkel e Boston Consulting prevede la concentrazione di ricchezza, tecnologia e decisioni nei paesi “core” per far fronte alla crisi permanente del capitale.

[…].

I tempi in cui, per imporre una riforma liberista delle pensioni (che impoverisce la popolazione e tutela i capitali), ci volevano i carri armati di Pinochet sono finiti. Oggi sono sufficienti gli “impegni con l’Europa” assieme a qualche ascaro a casa che ci dice, a reti unificate, come “crescere” eliminando “gli sprechi”. Già perché al netto del folklore dell’occupazione militare, della caserma nel deserto, il colonialismo è sostanzialmente tre cose: riduzione a concessione alle esigenze di spettacolo di qualche capo locale della politica; amministrazione, moneta ed economia rigidamente regolate dall’esterno; trasferimento secco di risorse economiche e finanziarie dal paese colonizzato a quello colonizzatore.

[…].

Uno dei candidati ad ascaro per i prossimi dieci anni è Matteo Renzi…La renzinomics, ovvero le teorie economiche dell’area renziana…niente eurobond, esclusi di nuovo dalla Merkel in campagna elettorale, danneggerebbero il “babbo natale del nord” (testuale) nessuna uscita dall’euro…”disciplina di bilancio europea” (controllo preventivo di Bruxelles sulla legge di stabilità, ovvero sulle politiche pubbliche di spesa). Proprio ciò di cui, anche se per l’opinione pubblica tedesca è sempre insufficiente, ha bisogno il modello neo-mercantilista berlinese in materia di trasferimento di risorse dai paesi del sud a quelli “core”. È evidente poi, specie per chi come Renzi ha finanziatori delle primarie che hanno aziende alle Cayman, che con la delocalizzazione fiscale, dalle PMI in su, chi sta sui territori deve essere fortemente tassato. Altrimenti niente reperimento risorse.

Lo slogan “favorire il venture capital” tiene poi insieme sia le esigenze di chi ha la sede alle Cayman che quelle di chi sta a Berlino, modello Boston Consulting, insomma. Si tratta quindi di favorire l’immissione in Italia di capitali di rischio, che possono essere richiamati velocemente dal luogo di partenza in caso di mancata redditività o lasciare sul luogo macerie esaurita la redditività di partenza. Ottimo per Cayman e fondi pensione tedeschi. I quali, dopo esser stati minacciati dal crack Lehman, trovano nei Renzi di tutta Europa un’occasione di redditività nelle dismissioni e nelle privatizzazioni.

Non a caso quindi con le renzinomics scompaiono Enel, Eni come proprietà e indirizzo pubblico, le poste, le ferrovie nonché le municipalizzate e il patrimonio edilizio pubblico (basta consultare le slide). Vecchi progetti ultraliberisti, riproposti da Draghi e Trichet due anni fa tra l’altro. Il bello è che questo modello economico-finanziario, gemello di quello di Domingo Cavallo e Carlos Menem, pronto per favorire l’estrema estrazione di risorse dal sud al nord Europa nelle renzinomics viene chiamato “di sinistra”. Orwellianamente infatti gli estensori delle renzinomics, dopo aver delineato un programma di privatizzazioni tale da gareggiare con quello di Elstin (che gettò mezza Russia nel medioevo e l’altra in una recessione durata almeno un decennio per favorire la concentrazione di grandi capitali), affermano “noi ci immaginiamo una sinistra che con orgoglio rivendica lo stato sociale”.

…metà paese è destinato ad un livello di servizi sociali di qualità precedente al secondo conflitto mondiale. E in una società globalizzata.

[…].

Quello che impressiona, oltre al solito liberismo alla Blair riproposto 20 anni dopo e senza una riflessione critica sul suo fallimento, è l’assenza, nelle renzinomics, di una qualsiasi proposta di riforma della governance europea amministrativa, finanziaria e bancaria. […] Ah, sempre se qualcuno si facesse illusioni, il modello renzinomics, che guarda testualmente alla Germania, non produrrà un posto di lavoro. In Germania, con la riforma Schroeder e le politiche Merkel (entrambe lodate nelle renzinomics) si è prodotto solo lo 0,3 per cento dei posti di lavoro in più. I nuovi occupati sono infatti ricavati dalla precarizzazione, e dalla cannibalizzazione, dei vecchi posti di lavoro. Rendendo flessibile ciò che era stabile. E non a caso la parola flessibilità abbonda nel lessico delle renzinomics.

Matteo Renzi è un servo felice. Si vede da come si muove in televisione.

http://www.senzasoste.it/nazionale/l-ascaro-la-sottomissione-di-matteo-renzi-ad-angela-merkel

Odifreddi, il negazionismo e i due olocausti

Twitter [non in italiano]

Facebook [in italiano]

La nostra sola giustificazione, se ne abbiamo una, è di parlare in nome di tutti coloro che non possono farlo.

Albert Camus, da “L’artista e il suo tempo”

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Sottoscrivo ogni singolo punto toccato dal commentatore Metul:

In sintesi, la questione è semplice: è lecito il dubbio in una indagine storica?

A cosa si ridurrebbe la Storia senza il dubbio e la volontà di ricerca?

Il problema non è l’esistenza delle camere a gas, ma imporre per Legge che un fatto sia “certezza storica”.

Lo studio della Shoah è un tema delicato.

La stessa “unicità di questo orrore” che lo rende diverso da tutti gli altri stermini è oggetto di discussione tra gli storici.

Introduce surrettiziamente una classifica delle stragi.

Chi scrive condivide in toto l’opinione – prego notare il sostantivo – di Primo Levi. La Shoah rimane – per ora – un unicum.

La Shoah – e questo dimostra che 70 anni da questo orrore sono un istante – è una ferita che non si rimarginerà più. Ed è stata ferita – attraverso il dolore indicibile degli ebrei – l’umanità intera.

E’ un dato di fatto, però, che chiunque tenti un approccio storiografico non conforme all’ortodossia – che non significa negazionismo – viene immediatamente infangato.

Per quanto riguarda la tesi che le nostre conoscenze storiche siano mediate da film e letteratura, ricordo che in Italia sino al 1979 – anno in cui venne trasmesse la mini serie Tv Olocausto – la maggior parte della popolazione ignorava l’esistenza del dramma o ne aveva una idea vaga. La miniserie ebbe il merito di allargare la platea, prima ristretta all’ambito storiografico. Il risultato è che l’indagine storica sulla Shoah deve per forza essere anche emotiva (comprensibile per i milioni di persone che ne vennero travolte) bandendo il dubbio.

Credo che la Shoah sia ancora magma della nostra cronaca recente che ancora deve cristallizzarsi in Storia.

Spiace che persone come Riotta oppure Augias abbiano frainteso. E mi si permetta: uno con un tweet, l’altro con un sms. Dimostrando con lo strumento usato quanto tempo abbiano deciso di dedicare a un tema enorme.

Se fraintendono loro, non c’è speranza per gli altri.

Da ieri, il Prof. Odifreddi è un negazionista. Punto. Lo abbiamo classificato senza appello con un tweet. Nessun dubbio.

In questo il Dott. Augias ha torto: non ci dovrebbe essere un limite alla decenza, ma all’indecenza.

http://odifreddi.blogautore.repubblica.it/2013/10/17/che-cose-la-verita/comment-page-1/#comments

Questo è un tema che mi sta particolarmente a cuore, perché ho iniziato a bloggare essenzialmente per due ragioni, alle quali ho dedicato due categorie specifiche, fin dal principio. Una era “cambiamento climatico”, l’altra era “secondo olocausto”. Sono i miei due marchi di fabbrica. Me le sono trascinate dietro dal vecchio al nuovo blog, perché le ritenevo essenziali.
http://fanuessays.blogspot.it/2011/10/verso-un-secondo-olocausto.html
http://fanuessays.blogspot.it/2011/10/michael-seifert-e-adolf-eichmann-il.html

La prima categoria serviva per avvertire che in caso di ibernazione solare saremmo andati incontro ad una probabile glaciazione. L’ibernazione si sta verificando e tra pochi anni ne affronteremo le conseguenze (essendo completamente impreparati).

La seconda per avvertire che i tabù che circondavano le politiche di Israele e l’Olocausto (in particolare la Giornata della Memoria) stavano facendo montare una tale ondata di livore contro i sionisti che la corda rischiava di spezzarsi.
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/06/02/israele-la-destabilizzazione-del-medio-oriente-ed-il-neonazismo/

La questione siriana ha dimostrato che gli Stati Uniti non seguiranno Israele nelle sue “avventure” mediorientali e prima di qualche anno Israele e gli ebrei nel mondo ne affronteranno le conseguenze (essendo completamente impreparati).

I suddetti tabù stanno spingendo Israele sull’orlo del baratro. È un semplice meccanismo psicologico collettivo. La dissonanza cognitiva tra realtà e rappresentazione della realtà produce uno stress emotivo che prima o poi deve trovare uno sfogo e un capro espiatorio.

Io non voglio che gli ebrei (e con loro i palestinesi) accettino passivamente il loro ruolo di capri espiatori, come se fosse un destino biblico ineluttabile, ma è quello che sta succedendo. Non sarò complice di questa mostruosità, neppure indirettamente. Se le città israeliane saranno un giorno vetrificate, io soffrirò moltissimo, ma non voglio essere tra quelli che sono stati zitti per paura dei giudizi e malignità altrui.

Non lo faccio in nome dei miei antenati marrani, lo faccio in nome della mia coscienza.

A differenza di moltissime altre persone, ho cercato di vagliare il dibattito sull’olocausto ( = giudeocidio rituale), tra i negazionisti, i revisionisti e i loro critici.

Quest’analisi ha messo in discussione alcune delle mie più granitiche convinzioni. [Lo stesso è accaduto sulla faccenda del cambiamento climatico: ero un serrista]

Ora ritengo di avere solide ragioni per affermare che:

- ad Auschwitz e negli altri campi sono morti più gentili che ebrei;

- 6 milioni è una cifra inventata di sana pianta (oltre 4 milioni è più verosimile);

- è probabile che la maggior parte dei morti sia stata causata dagli stenti, dalle malattie, dalla consunzione, dalle sperimentazioni di massa, dalle marce della morte e dalle esecuzioni sommarie in giro per l’Europa (Einsatzgruppen).

- sulle camere a gas non mi sono mai espresso perché esistono delle incongruenze relative a questa questione che non so spiegare. Non posso dare ragione ai negazionisti, perché il caso non è chiuso, anche se loro sono convinti che lo sia. Ma al tempo stesso non posso, in tutta onestà, dire che il problema non esiste. Sull’uso del gas nell'”eutanasia” (es. Hartheim) accetto la posizione ufficiale, perché la ritengo assodata. Su altri aspetti della questione sono costretto a sospendere il giudizio, pur provando ribrezzo per le motivazioni retrostanti a certi revisionismi storici (ma non per quelle di ebrei, comunisti ed antifascisti che esprimono dubbi su certi elementi chiave della faccenda). Ad ogni buon conto, se anche un giorno si scoprisse che le incongruenze sono reali e siamo stati tutti vittime di un gigantesco abbaglio, come è già successo in passato (o nel presente: si pensi a tutte le persone straconvinte che sia sempre più caldo, anche se le temperature globali sono stabili da 15-17 anni a seconda delle misurazioni, e pronte ad attaccare chiunque faccia loro notare che si sbagliano), sarebbe ridicolo accusare gli ebrei anche di questo. Non è mai esistito un complotto ebraico di alcun genere. Se di mistificazione si deve parlare, allora questa è nata già negli ambienti nazisti e polacchi non ebraici e tendenzialmente antisemiti intorno al 1942, ed è stata poi sfruttata da certi ambienti sionisti e sovietici (per minimizzare gli orrori di Katyn), ai danni degli ebrei.

Se, e ribadisco SE, il revisionismo dovesse un giorno trionfare, gli ebrei non dovranno diventare nuovamente un capro espiatorio. Loro, come tutti, sono stati manipolati da ingegni psicopatici intenti a perseguire il proprio interesse ad ogni costo, senza alcuno scrupolo.

sherlock_cover“Eleva marcatamente il livello qualitativo delle tesi negazioniste” (Robert Jan van Pelt, accademico di riferimento tra i critici dei revisionismi/negazionismi dell’Olocausto)

Prefazione e intervista a Simon Crowell, accademico, strenuamente anti-nazista e anti-razzista, revisionista:

http://www.ninebandedbooks.com/pdf/sherlock_presskit.pdf

L’ossessione per il gas è comunque morbosa e inquietante e riaffiora nella disputa sull’uso del sarin in Siria, da parte del regime o dei ribelli, come una maledizione, come se fosse il discrimine finale in una guerra civile tra 4 o 5 fazioni che si massacrano a vicenda.

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La potenza simbolico-evocativa del gas, in una società in cui i bambini vengono allevati nella paura dell’annientamento e in uno stato di assedio permanente

Il culto dell’Olocausto e la fissazione per le camere a gas – degli uni e degli altri – è un culto di morte e può solo condannare a morte chi lo officia ritualmente, senza discernimento.
All’umanità serve il culto dei giusti tra le nazioni, il culto della vita e di chi la preserva:
http://fanuessays.blogspot.it/2011/10/i-giusti-tra-le-nazioni-salvare.html

A me comunque basta difendere il diritto di Odifreddi di prendere quella posizione scomoda, nella speranza che i dibattiti possano non essere censurati in partenza.
Non è in ogni caso ammissibile che queste affermazioni possano configurarsi come un reato!
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/12/04/ciascuno-di-noi-non-ha-forse-il-sacrosanto-diritto-di-negare-i-crimini-israeliani-e-della-nato/

Ai miei occhi, non c’è che differenza tra ammazzare la gente nelle camere a gas o farla morire di stenti. Che siano 3-4-6-9 milioni gli ebrei ammazzati, non dovrebbe fare alcuna differenza sul giudizio di condanna assoluta. La Shoah/Olocausto è stata un evento unico nella storia.

A differenza della storiografia mainstream, io sono persuaso che il progetto occulto del nazismo fosse quello di sterminare tutti gli ebrei e la guerra dovesse servire appunto a quello (oltre che a satollare le oligarchie mondiali).
http://fanuessays.blogspot.it/2011/10/la-famiglia-bush-e-il-terzo-reich.html
Non è detto che questo progetto fosse realmente noto all’infuori di certi circoli “esclusivi”
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/10/19/sulluso-del-termine-olocausto-e-sulluniversalita-del-nazismo-odifreddi-ecc-parte-ii/

Se i nazisti avessero vinto la guerra l’Olocausto sarebbe stato completato. Il fatto che intendessero sopprimere anche 20-30 milioni di slavi non ebrei a guerra conclusa non toglie nulla alla validità del criterio di genocidio applicato all’Olocausto e all’unicità dell’evento.

C’è ancora molto da capire di quell’evento, ma per qualche ragione si vuole occultare invece di disvelare, si accusa di negazionismo chiunque cerchi di andare più a fondo. Qualcuno [non solo sionista] preferisce che la verità resti celata.
Perciò trovo intollerabile che si voglia introdurre un reato che può solo far nascere sospetti che si stia cercando di nascondere qualcosa e che questo qualcuno che censura sia l’Eterno Ebreo, animatore ultimo della congiura plutocratica giudaico-massonica.

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Netanyahu, le sue manie demografico-razziali e il suo profilo psicologico
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/11/22/cosa-spinge-netanyahu-a-fare-quello-che-fa-il-rapporto-con-un-padre-molto-particolare/
causeranno verosimilmente un olocausto di ebrei, arabi, persiani (ecc.)
e non riesco a darmi pace di questo: è come vedere un tuo amico (non certo Netanyahu) che si sta autodistruggendo e non sai come fermarlo, lo avvisi, litighi e alla fine ti senti impotente e sai che comunque proverai un forte senso di colpa, anche se le hai tentate tutte.

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Un fenomeno analogo sta accadendo in Germania, dove Angela Merkel sta usando la Shoah/Olocausto per ammaestrare/addomesticare milioni di tedeschi che non possono essere ritenuti colpevoli per le infamie commesse da altri tedeschi diverse generazioni fa (la teutonofobia non è un razzismo più ammissibile degli altri)
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/02/05/no-angela-hai-torto-come-sempre/

*****

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P.S. Mi rivolgo a chi può aver sospettato che “non ho le palle di dire quel che penso riguardo alle camere a gas” (è successo).

Se fosse così non avrei sollevato la questione. Non esprimo un giudizio “definitivo” sulla questione perché sono incerto e sono incerto perché ho studiato questa questione abbastanza da dover concludere che sono ignorante in materia (so di non sapere), ma non a sufficienza da poter dire “hanno ragione questi”, oppure “hanno ragione quelli”.

Davvero non lo so e proprio per questo vorrei che certi nodi venissero affrontati.

Ripeto, non per pignoleria e non per sminuire la gravità dell’evento, ma perché il nostro futuro (non solo quello di Israele, della Palestina e degli ebrei nel loro complesso) dipende dalla nostra corretta comprensione del passato e dal nostro coraggio di affrontarne lo studio senza porre dei tabù.

Islanda, Grecia, Egitto, Italia: cavie “sovrane”

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Sebbene i manifestanti sciamino per le strade di Atene, opponendosi alle misure draconiane imposte dall’Unione europea e dal Fondo monetario internazionale, i leader greci si piegano, accettano i “salvataggi”. È evidente che i salvataggi nella nostra crisi americana hanno beneficiato solo la corporaziocrazia, con gli amministratori delegati che si conferiscono bonus veramente scandalosi. Questo metodo di indebitamento contrario all’interesse dei cittadini non fa altro che aumentare il potere delle banche centrali, del FMI, degli amministratori delegati aziendali. Nei miei libri scrivo di come economia e politica mondiale oggi siano controllati da poche persone: la Corporaziocrazia. Ciò è chiaramente dimostrato dal fatto che ogni volta che ci si accorda per una “ristrutturazione del debito” o per un “condono del debito”, i termini dell’accordo includono  sono colpiti privatizzazioni di parti dell’economia che in precedenza erano considerate pubbliche. Servizi significativi, persino del settore militare, sono venduti alle multinazionali. Coloro che chiedono governi più piccoli sono, consapevolmente o no, complici di un nuovo genere di imperialismo aziendale… Quello a cui assistiamo è il fallimento dell’economia globale. Non credo che la depressione o recessione siano temporanei. Riflettono un problema strutturale che abbiamo in tutto il mondo con l’attuale forma di capitalismo, il capitalismo predatorio. Penso che sia una forma virale e mutante di capitalismo che ha realmente prese piede nel 1970 e che, come espresso dal famoso economista Milton Friedman, si basa su un unico presupposto, un unico obiettivo, quello di massimizzare i profitti, senza tener conto dei costi sociali e ambientali. Le grandi aziende di tutto il mondo, le multinazionali, assumono lobbisti ben pagati per assicurarsi che le leggi siano scritte in modo tale da sostenere l’obiettivo di massimizzare i profitti indipendentemente dai costi sociali e ambientali. Sono stati in grado di controllare i politici e le leggi che promulgano, legalmente, e hanno raggiunto questo obiettivo attraverso il finanziamento delle campagne elettorali. Le persone che gestiscono le società che io chiamo corporaziocrazia controllano i media. Hanno usato il loro enorme potere per creare un sistema economico globale che è instabile, ingiusto e folle. Si tratta di un sistema del tutto inefficiente in quanto non funziona per nessuno tranne che per i molto ricchi, nel qual caso il sistema funziona perfettamente. Anche in tempi di recessione, a causa del potere che essi esercitano, tutte i membri della corporaziocrazia sono in grado di salvarsi dai loro passi falsi.… la nuova forma di imperialismo è il debito, ed è realizzato attraverso la finanza. La forza militare è il piano B, una soluzione di ripiego, ma lo strumento più utilizzato è l’imperialismo economico l’economia….Questa è forse la rivoluzione più importante nella storia dell’umanità. Siamo in un momento che è paragonabile o più importante della rivoluzione agricola e la rivoluzione industriale e la rivoluzione tecnologica. Questa è una rivoluzione nella coscienza globale, non solo un cambiamento che è necessario per il sistema economico. La gente di tutto il mondo, così come la natura, si trova ad affrontare le stesse crisi. Stiamo cominciando a vedere come ci relazioniamo con tutto il resto e che ruolo importante noi umani giochiamo nel proteggere questo pianeta. Quindi si tratta di destarsi. Ci stiamo tutti rendendo conto dell’incredibile potenziale che hanno gli esseri umani.

John Perkins

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/08/21/la-tragedia-egiziana-quella-europea-quella-globale-confessioni-di-un-sicario-della-democrazia-e-delleconomia/

Chi non ha ancora capito, dopo 30-40 anni, che il neoliberismo/anarcocapitalismo è il fascismo delle élite francamente è meglio che si occupi di costruzione di dighe di sassi nei torrenti o di raccolta dei mozziconi di sigarette nelle strade perché non è davvero di particolare utilità al resto dell’umanità, in questi frangenti, tantomeno a se stesso (la gente che vota contro il suo stesso interesse…che dire?).

ISLANDA

L’Islanda ne è uscita rimboccandosi le maniche e pagando, dopo aver avuto cali del PIL e inflazione entrambi che viaggiavano a due cifre [dal 2008 al 2011, nel complesso], aiutata da prestiti onerosi del FMI, erogati a seguito di un robusto piano di austerità. Questo bisogna raccontare, non le favole per i bambini.

Ander Elessedil

https://www.facebook.com/permalink.php?id=272216959508181&story_fbid=335833743195732

L’Islanda è un paese NATO dal 1949. Non è perciò un paese sovrano.

Nel 2008 l’Islanda, governata una cricca neoliberista pronta a vendere alle multinazionali anche il DNA islandese (!!!), precipitò nel baratro finanziario-economico. Per anni le politiche neoliberiste della deregulation e della venerazione dei mercati (la “mano invisibile del Mercato” diventata la “volontà della Provvidenza”) avevano imperversato, colpendo la maggiore industria del paese, quella ittica, finita nelle mani di poche famiglie (le quote di pesca sono state privatizzate e poi hanno alimentato la speculazione finanziaria); colpendo le leggi a tutela dell’ambiente, revocate o emendate; approvando gigantesche opere idroelettriche che hanno compromesso la seconda più vasta area di natura incontaminata del mondo e i cui costi hanno contribuito a gonfiare la bolla che ha fatto implodere l’economia islandese (debito bancario pari a 11 volte il PIL islandese)

http://icelandweatherreport.com/icelands-minister-for-the-environment-to-trash-nature-protection-legislation/

Nel 2005 il presidente Olafur Grimsson spiegava in un intervento alla City di Londra che “gli islandesi, eredi dei vichinghi, sono intraprendenti, audaci, amanti del rischio e aggressivi [leggi: psicopatici, NdT]. Forse perché sanno che se non ce la fanno possono sempre tornare in Islanda dove tutti possono godere di un buon tenore di vita, in una società aperta e sicura…La trama della nostra società fornisce una rete di sicurezza che permette ai nostri imprenditori di assumere più rischi degli altri”

http://www.theguardian.com/world/2009/feb/09/iceland-economy-credit-crisis

Miti etnici impiegati per razzializzare e perciò naturalizzare la dottrina neoliberista – antitetica al cooperativismo delle socialdemocrazie nordiche –, con progetti di ricerca dell’Università di Reykjavik, finanziati da quel settore bancario che finì gambe all’aria, focalizzati sull’indagine delle “peculiari caratteristiche degli imprenditori vichinghi” e del “kaupthinking” (il “comprapensiero”, ossia il pensare che spinge a comprare, oppure l’acquisto che indirizza il pensiero), forse ispirato dallo spauracchio fiabesco dello Jólakötturinn, la gatta nera gigante di Natale che mangia i bambini che non ricevono un vestito come regalo natalizio.

Gli economisti islandesi, come i loro colleghi del resto del mondo, pubblicarono articoli che rassicuravano politici ed elettori: “tutto va a meraviglia, nessuna nube all’orizzonte”.

GLI ISLANDESI HANNO IMPARATO LA LEZIONE?

No. Hanno rieletto lo stesso governo di destra che aveva promesso la cuccagna per poi farli affondare, punendo chi li aveva salvati, con enormi sacrifici. Come sempre, la gente vuole il più possibile, pagando il meno possibile:

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/09/27/cercando-di-prendere-il-piu-possibile-e-dare-il-meno-possibile-che-fine-abbiamo-fatto/

E così adesso si beccano: detassazione per i “baroni ittici”, per l’industria turistica, per i consumi energetici dell’industria; tagli dei sussidi; tagli dei finanziamenti all’università e aumento del 25% delle tasse universitarie; tagli alla cultura; più fondi per le forze di polizia.

Olafur Grimsson è stato rieletto presidente, per la quinta volta consecutiva, nel 2012, e frequenta giovialmente tutti i ritiri più esclusivi del racket neoliberista, facendosi passare per il salvatore dell’Islanda. 

EGITTO

Con il suo consueto cinismo, ieri l’ex ministro della Difesa e premier israeliano Ehud Barak, parlando con Fareed Zakaria sugli schermi della Cnn, ha invitato “il mondo libero” a sostenere l’esercito egiziano e il suo generale, Fattah al Sisi. “A chi altro dovremmo rivolgerci?”, ha detto Barak, che ha definito Sisi “liberale”. Mohammed Morsi, il deposto presidente egiziano, secondo Barak stava trasformando il paese in “un regime totalitario di sharia”. Non è la prima volta che un alto ufficiale israeliano tesse elogi pubblici del generale golpista del Cairo. Secondo indiscrezioni di stampa, l’ambasciatore di Israele al Cairo, Yaakov Amitai, aveva definito Sisi “un eroe”.

[…].

Il generale ha ottimi rapporti con i due inviati del premier israeliano Benjamin Netanyahu per l’Egitto, Amos Gilad e Yitzhak Molcho, con il vice capo di stato maggiore israeliano generale Nimrod Sheffer, inoltre conosce bene l’ex primo ministro Barak e ha collaborato anche al negoziato per liberare il caporale Gilad Shalit, detenuto a Gaza da Hamas. Senza pur portare delle prove, l’analista militare Roni Daniel sul secondo canale televisivo israeliano ha dichiarato che il generale al Sisi avrebbe informato Israele con tre giorni di anticipo dei suoi piani di rimuovere Morsi.  “Tenete d’occhio Hamas”, la richiesta di al Sisi.

http://www.ilfoglio.it/soloqui/19455

Sisi è stato addestrato a Washington e in Arabia Saudita

http://www.bbc.co.uk/news/world-middle-east-19256730

Tony Blair, Zbigniew Brzezinski, Israele, i neocon, il Tea Party, l’Arabia Saudita (12 milioni di dollari a fondo perduto), i salafiti (destra islamista: 28% dell’elettorato egiziano che considera i fratelli musulmani moderati), i leghisti e le destre radicali occidentali stanno con i golpisti

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/08/26/la-crisi-egiziana-in-23-cinguettii-il-vaso-di-pandora-e-scoperchiato/

Brzezinski prevede una guerra civile prolungata: “dovremo appoggiare chi garantisce stabilità e ordine, ossia l’esercito

http://www.nbcnews.com/id/3036789/ns/msnbc-morning_joe/vp/52771425

Questa gente vuole solo una cosa: il caos. Una guerra civile in Egitto causerebbe una catastrofe economica mondiale (Suez, prezzo del greggio) e coinvolgerebbe Israele, la Libia e buona parte del mondo arabo. Forse anche l’Iran.

http://www.zerohedge.com/news/2013-08-03/egypt-verge-engineered-civil-war

GRECIA

Seguendo le direttive di Francoforte (e Berlino-Monaco di Baviera) e Bruxelles, il governo greco ha deciso che, costi quel che costi, i lavoratori greci dovranno poter competere con quelli asiatici – che non hanno un salario minimo, non hanno diritti, lavorano per imprese che se ne infischiano dell’impatto ambientale, della previdenza, della rappresentanza sindacale.

Hanno trasformato la Grecia in un inferno dickensiano, il Terzo Mondo d’Europa

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/10/18/breve-lista-dei-crimini-commessi-contro-il-popolo-greco-dai-premi-nobel-per-la-pace/

Così le multinazionali tedesche trovano più conveniente trasferire la produzione dalla Cina alla Grecia

http://www.spiegel.de/international/business/outsourcing-gone-wrong-german-toymaker-steiff-pulls-out-of-china-a-670481.html

In cambio la Ford ha chiuso il suo stabilimento in Belgio, mandando a casa 15mila lavoratori, per trasferire la produzione in Spagna. Così i lavoratori belgi imparano a pretendere di poter vivere dignitosamente! D’altronde quello stesso stabilimento era prima in Irlanda (6mila posti di lavoro persi).

Profitto, profitto, profitto. Competizione, competizione, competizione. Corruzione, corruzione, corruzione.

Il futuro della Grecia sarà quello del ritorno alla servitù per debiti permanente, a meno che non emerga un nuovo Solone (Tsipras?).

Il modello di “sviluppo” imposto ai greci e all’intero pianeta è quello del debito-interesse che produce dipendenza, non quello della sostenibilità e dell’autogoverno. La crescita non è quella di un cittadino libero in una società libera che vogliono migliorarsi, ma la “crescita” resa necessaria dalle minacce dei creditori, ossia una crescita compulsiva a base di bolle che serve unicamente a concentrare maggiori ricchezze nelle mani di pochi, a costringere le masse a vivere per lavorare, invece di lavorare per vivere e a preparare la successiva crisi che giustificherà la richiesta di altri sacrifici.

http://www.mckinsey.com/locations/athens/GreeceExecutiveSummary_new/pdfs/Executive_summary_English.pdf

Cavare sangue dalle pietre, si dice da noi.

Un notabile giapponese del periodo feudale (diciottesimo secolo) diceva invece questo dei contadini giapponesi: “i contadini e i semi di sesamo sono un po’ la stessa cosa. Quanto più li spremi, tanto più puoi estrarne

Alba Dorata sarà schiacciata

Non è più utile ed è stata sacrificata per rafforzare il governo e per dimostrare alla popolazione che le oligarchie internazionali sono il male minore, il male necessario e responsabile (non irresponsabile come quei neocomunisti di Syriza).

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/09/25/alba-dorata-gandhi-e-la-linea-rossa-della-dignita-umana/

Così, come in Islanda, sono tornati al potere gli stessi responsabili della catastrofe. Le stesse facce, la stessa feccia corrotta, sociopatoide e neofascista, ma in giacca a cravatta. È tornato il regime dei colonnelli (caduto nel luglio del 1974), ma senza le uniformi e i tank, per ora.

Sono i complici di una congrega di delinquenti di alto bordo (conquistadores) che ha preso possesso delle istituzioni europee e le sta usando per “legittimare” la più gigantesca espropriazione di ricchezze dai tempi coloniali.

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/10/06/bartolome-de-las-casas-avvocato-dellumanita-il-mio-primo-ebook/

L’estrema destra, in tutto l’Occidente, viene usata per distogliere l’attenzione della popolazione dai veri problemi, rifocalizzandola sugli immigrati, sull’Islam e sulla minaccia estremista (o sui gay).

Altrimenti come si spiega che quando Alba Dorata massacrava immigrati non ci sono giunte le vibrate proteste del governo greco e dei governi europei?

Alba Dorata non farà parte del prossimo Parlamento. O perché non raggiungerà il quorum, o perché sarà bandita. I fascisti in doppiopetto non sanno più cosa farsene della manovalanza piccolo-fascista nazi-parodistica.

L’unico vero nemico del governo greco e degli europoidi che si spacciano per eurofili è Syriza, che ha la reale possibilità di arrivare al potere e cambiare le cose. Per il momento non può essere bandito come si è fatto in Egitto con i fratelli musulmani, non può essere accusato di islamismo, e anche lo stigma del comunismo non sembra più sufficiente, dopo le infamie del finanzcapitalismo.

Così, al momento giusto, arriveranno i classicissimi black bloc a bruciare qualche banca e picchiare qualche agente. Ci scapperà anche qualche morto, altrimenti la strategia della tensione non può funzionare.

Al resto ci penserà l’esercito, come in Egitto – un bel governo di transizione, l’esclusione di Syriza alle successive elezioni, e il gioco è fatto:

http://www.huffingtonpost.it/teodoro-andreadis-synghellakis/in-grecia-mancava-solo-il-golpe-20-degli-ufficiali_b_3995310.html

Se no perché la Grecia avrebbe speso, in proporzione, più degli Stati Uniti in armamenti?

http://carnegieeurope.eu/strategiceurope/?fa=49185

I PIIGS sono solo dei guinea pigs, ossia delle cavie da laboratorio, terreni di coltura della dottrina neoliberista. Si somministrano degli stimoli, si attendono le risposte, si studiano le reazioni.

ITALIA

E poi c’è la disgraziata Italia, la seconda nazione europea più militarizzata da parte delle forze americane. Al primo posto c’è la Germania. Siamo al quinto posto del mondo dopo Germania (179 siti militari US), Giappone (103), Afghanistan (100), Corea del Sud (89). Ne abbiamo 59.

Qualunque guerra in Medio Oriente o in Africa ci coinvolgerà direttamente: Napoli (sede europea della marina americana), Aviano, la Sicilia, Pisa e Vicenza.

Gli effettivi americani di stanza in Italia sono TRIPLICATI dal 1991.

Vicenza è da tre mesi la base americana più importante del Sud Europa, con ben 6 installazioni.

Sigonella è la seconda più importante base aeronavale americana d’Europa: i suoi droni possono colpire fino a 10mila miglia (ossia la Russia e la Cina).

Nessuna di questa installazioni è difensiva. Servono per proiezioni offensive globali.

Abbiamo accettato tutto questo per l’indotto, per ottenere contratti militari (es. Finmeccanica) e perché siamo una colonia che ha sempre partecipato a tutte le guerre americane.

http://www.tomdispatch.com/blog/175755/

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/10/01/litalia-non-cada-nella-trappola-mediorientale-g-cucchi-generale-e-consigliere-della-difesa/

“Modello Germania” per l’Europa?

È in questo contesto che va giudicato l’operato dell’establishment tedesco negli ultimi anni. Il giudizio in merito deve essere severo. Ma deve, prima ancora, muovere da una constatazione: il modello adottato oggi in Europa non è dissimile da quello adottato 20 anni fa nei confronti della Germania Est. Se nel 1990 Kohl e Schäuble chiedevano alla Germania Est la cessione unilaterale della sovranità politica e il conferimento del patrimonio pubblico alla Treuhandanstalt come pegno per il “dono” del marco, oggi Merkel e Schäuble chiedono ai paesi europei in crisi la stessa cosa. In primo luogo, pretendono la cessione di diritti sempre più stringenti di controllo sui bilanci pubblici, ma non appena si parla di affidare alla BCE la supervisione sulle banche – cosa che consentirebbe alle autorità europee di mettere il naso nella situazione dell’opacissimo settore bancario tedesco – è Schäuble in prima persona a intervenire (con successo) per limitare il numero delle banche sorvegliate a livello europeo e per rallentare l’intero processo. In secondo luogo, come abbiamo visto, pretendono addirittura il conferimento del patrimonio pubblico dei paesi in crisi a istanze terze, sottratte al controllo dei parlamenti come nel caso del Treuhandanstalt (l’istituzione che privatizzò l’intera economia della Germania Est) e dotate del potere di privatizzare le proprietà pubbliche come pegno per i prestiti ricevuti.

Il gioco è sempre lo stesso. E anche lo stile: “la tendenza alla totalità” in cui un Honecker in carcere ravvisava la caratteristica costante degli esponenti del capitale tedesco, o se si preferisce dell’establishment di quel paese, l’abbiamo ahimé vista davvero all’opera più volte, in questi mesi. L’utilizzo al limite del cinismo di rapporti di forza favorevoli, il rifiuto di compromessi accettabili, la convinzione integralistica dell’assoluta superiorità del proprio punto di vista, e soprattutto la difesa accanita degli interessi delle proprie banche e delle proprie grandi imprese. È l’atteggiamento tipico di chi può vincere molte battaglie ma finirà per perdere la guerra. Perché stravincere è molto più difficile che vincere“.

Vladimiro Giacché

http://temi.repubblica.it/micromega-online/il-sud-europa-fara-la-fine-della-ddr/#.UlQd4gosi9s.facebook

Finché la stampa non comincerà a fare il suo dovere, potremo solo aspettare che gli oligarchi sbaglino qualche calcolo e facciano il passo più lungo della gamba, smascherandosi; oppure che si mordano tra loro, come sta verosimilmente accadendo tra la fazione psicopatica-transumanista che ci considera bestiame (o scimmie) e che è probabilmente dominante, e quella conservatrice neo-feudale, che non ha intenzioni omicide perché non disprezza l’umanità e si accontenterebbe di spassarsela a spese di tutti.

La prima è potente e disposta a tutto, la seconda è più accorta ma è sulla difensiva.

Nessuna delle due vuole il nostro bene.

I poteri del capitalismo finanziario avevano un obiettivo più ampio, niente meno che la creazione di un sistema globale di controllo finanziario in mani private in grado di dominare il sistema politico di ciascuna nazione e l’economia mondiale nel suo complesso. Questo sistema andava controllato in stile feudale dalle banche centrali di tutto il mondo, agendo di concerto, per mezzo di accordi segreti raggiunti in frequenti incontri privati e conferenze. Al culmine della piramide ci doveva essere l’elvetica Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI) di Basilea, una banca privata posseduta e controllata dalle banche centrali mondiali che a loro volta erano imprese private…non bisogna immaginare che questi dirigenti della principali banche centrali del mondo fossero loro stessi dei ragguardevoli potenti nel mondo della finanza. Non lo erano. Erano piuttosto dei tecnici e gli agenti dei massimi banchieri commerciali delle loro rispettive nazioni, che li avevano allevati ed erano perfettamente capaci di liberarsene…e che rimanevano in gran parte dietro le quinte…Questi costituivano un sistema di cooperazione internazionale e di egemonia nazionale più privato, più potente e più segreto di quello dei loro agenti nelle banche centrali. Il dominio dei banchieri commerciali era fondato sul controllo dei flussi di credito e dei fondi di investimento nelle loro nazioni e nel mondo….potevano dominare i governi attraverso il controllo dei debiti nazionali e dei cambi. Quasi tutto questo potere era esercitato dall’influenza personale e dal prestigio di uomini che in passato avevano dimostrato la capacità di portare a compimento con successo dei golpe finanziari, di mantenere la parola data, di mantenere la mente fredda nelle crisi e di condividere le loro opportunità più vantaggiose con i loro associati.

Carroll Quigley, docente di storia, scienze politiche e geopolitica a Princeton, Harvard e Georgetown e mentore del giovane Bill Clinton, da “Tragedy and Hope: A History of the World in Our Time” (New York: Macmillan, 1966).
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/05/21/per-una-sociologia-del-complotto/

Israele e Stati Uniti sono davvero pronti a scatenare la terza guerra mondiale?

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L’Italia invia due navi: l’Andrea Doria (cacciatorpediniere lanciamissili) e la Maestrale (Fregata missilistica) di fronte alle coste del libano per “proteggere le truppe Italiane in Libano”. Non sono navi da evacuazione: li stiamo abbandonando alla loro sorte? Avremo il tempo di andarli a prendere in caso di guerra regionale?

McCainPoker-638x425Mentre in commissione si decide quale bozza pro-intervento presentare al Congresso, il neocon McCain gioca tranquillo a poker, sicuro che andrà tutto in porto. Vedremo al momento del voto se la sua nonchalance era giustificata o se sarà uno di quelli che farà una brutta fine (gli americani non hanno preso troppo bene la foto).

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2009: Kerry incontra Assad 6 volte. Qui le due coppie di coniugi amichevolmente a cena. Ora afferma di volerlo eliminare (NB S. Hussain, Gheddafi, Bin Laden, terroristi vari, ecc. meglio farli tacere)

untitled_1_siPrima era: “attacchi chirurgici”. Poi è diventato: “punizione del regime”. Poi è diventato: “deciso appoggio ai ribelli e cambio di regime”. Cosa ne pensano di questi segnali contrastanti quelli che dovrebbero combattere l’eventuale guerra?

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I servizi segreti francesi parlano di 286 morti nell’attacco al sarin. Il governo statunitense ne ha contati 1.426 morti (inclusi oltre 400 bambini). L’osservatorio siriano butta lì un 502, gli inglesi sono per un “oltre 350″

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Israele e USA stanno facendo sul serio o è un bluff? Sono pronti a diventare dei paria internazionali o queste schermaglie servono solo a rendere più malleabile Putin in vista di Ginevra II? Se gli Stati Uniti attaccano la Siria Israele sarà riuscito nel giochetto di farli entrare in guerra con l’Iran: Obama e la sua intera amministrazione sono davvero così stupidi? Mi rifiuto di crederlo e spero che stiano contando su un no del Congresso per dare un segnale chiaro e definitivo a Israele, che aveva già intenzione di colpire l’Iran in piena campagna presidenziale, a settembre-ottobre 2012, ma fu bloccato da Obama

http://www.timesofisrael.com/us-pressure-nixed-israeli-strike-on-iran-in-2012/

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La non autenticità del video è testimoniata dal fatto che Osama Bin Laden in esso ‘confessa’ che Al Qaeda sarebbe stato l’autore dell’attentato dell’11 settembre alle due torri in New York, mentre tutti gli ambienti democratici d’America e d’Europa, con in prima linea quelli del centrosinistra italiano, sanno ormai bene che il disastroso attentato è stato pianificato e realizzato dalla Cia americana e dal Mossad con l’aiuto del mondo sionista per mettere sotto accusa i Paesi arabi e per indurre le potenze occidentali ad intervenire sia in Iraq sia in Afghanistan.

Francesco Cossiga, intervista al Corriere della Sera, 30 novembre 2007
http://www.corriere.it/politica/07_novembre_30/osama_berlusconi_cossiga_27f4ccee-9f55-11dc-8807-0003ba99c53b.shtml

Penso che il numero di morti sia secondario. Voglio dire, può sembrare una cosa strana da dire, ma tutti i grandi studiosi che hanno analizzato il carattere americano sono giunti alla conclusione che siamo un popolo guerriero e che amiamo la guerra. … Ciò che detestiamo non sono i caduti ma la sconfitta. Se la guerra va bene e il pubblico americano è convinto che stia andando bene, che i leader agiscono come ci si attende da loro, che la nostra gente si batte bene e che stiamo vincendo, io non credo che il numero di morti sarà un problema.

Michael Ledeen, 27 marzo 2003

È molto negativo per Israele che l’americano medio si metta in testa che i suoi figli vengono mandati in guerra per Israele. Devono essere inviati in guerra per l’America

Itamar Rabinovich, ex ambasciatore israeliano negli USA negli anni Novanta

New York Times, 1 settembre 2013

http://nyti.ms/15xAxUO

Assad se ne deva andare, in un modo o nell’altro

Shimon Peres, presidente di Israele

http://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/171596#.UicE5D_fH84

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Kerry trova “incredibile” che qualcuno non riesca a credere che ci sia il governo siriano dietro l’attacco chimico. Io lo trovo entusiasmante, incoraggiante, elettrizzante: l’opinione pubblica internazionale si pone delle domande, cerca le risposte.

Putin pronto a risoluzione ONU anti-Assad se prove americane superano vaglio internazionale. Sa che è impossibile. Scacco a Obama e Israele.

QUANDO la lobby sionista perderà il voto al Congresso, ci sarà un numero sorprendente di suicidi e di “suicidi” nelle alte sfere degli States. Aspettate e vedrete. Obama ha già effettuato delle purghe dopo la sua rielezione

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/11/25/altre-notti-dei-lunghi-coltelli-negli-usa-grecia-e-turchia/

Se invece mi sbaglio e i sionisti controllano l’amministrazione Obama e il Congresso, allora gli Stati Uniti, per la prima volta dal Vietnam (e per questo faccio fatica a crederlo – ma se c’è un crack finanziario in vista, allora…), attaccheranno un paese che può difendersi e sarà guerra, guerra totale. I missili sparati da Israele (o dagli USA?) servivano per attivare i sistemi radar anti-aerei siriani, determinare la loro posizione e poi colpirli coi missili quando Obama darà il via libera. Se i radar sono fissi, l’espediente funzionerà, altrimenti servirà solo a sprecare un po’ di missili senza conquistare il controllo dei cieli e seguirà una bella lezione di umiltà per USrael.

Israele sarà lasciato da solo a fronteggiare la guerra che ha voluto? Non sarebbe il modo migliore di liberarsi di una pedina incontrollabile? Di solito i capi delle bande criminali sanno trovare vari modi per liberarsi dei loro tirapiedi quando alzano troppo la cresta.

Un attacco della durata di 90 giorni NON è una guerra – chiunque può bombardare gli USA per 3 mesi: non sarà in guerra con Washington

Kerry nega che un attacco alla Siria sia un atto di guerra: guerra è pace, libertà è schiavitù, ignoranza è forza

“Gaffe” (?) di Kerry: prima dice che potrebbe inviare truppe americane in Siria se paese implode, poi si corregge

http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/middleeast/syria/10284990/Syria-John-Kerry-stumbles-on-use-of-US-ground-troops.html

3 giorni fa Obama Nobel per la Pace negava l’obiettivo di un cambio di regime tramite attacco americano, ora “l’attacco va visto nel quadro dell’auspicato cambio di regime” (violazione del diritto internazionale)

una guerra con il 90% di americani contrari è un suicidio politico, è una rivoluzione incombente

Dal 1963 in poi gli Stati Uniti sono stati coinvolti in un conflitto, in media una volta ogni 40 mesi. Chi è lo stato canaglia?

http://www.motherjones.com/kevin-drum/2013/08/how-rest-world-views-american-militaryamerican-military

Repubblica stitola: “Senato approva intervento militare in Siria”. In realtà erano i leader (repubblicano e democratico) di una commissione senatoriale per gli affari esteri in precedenza presieduta dallo stesso Kerry che hanno approvato una bozza che doveva ancora essere sottoposta al voto della commissione prima e del Congresso poi

Repubblica stitola: “Assad minaccia guerra regionale”. Cos’ha veramente detto Assad?

http://www.huffingtonpost.it/2013/09/02/bashar-el-assad-le-figaro-medio-oriente-polveriera_n_3856713.html?utm_hp_ref=italy

Quanti civili uccisi da droni, fosforo bianco, uranio impoverito, embarghi illegali? Chi dovrebbe essere sotto processo?

Quando Saddam Hussein usava il gas contro l’Iran con l’approvazione di USA e UK andava tutto bene?

India, Brasile, Cina, Sudafrica, Russia, Indonesia, Argentina, quasi tutta l’Unione Europea, il 90% dei musulmani…gran parte del mondo è contro un attacco alla Siria senza una risoluzione ONU. Nessuna risoluzione ONU finché le prove di Kerry e Hollande non sono state vagliate. Nessun’altra guerra sulla fiducia.

Gli Stati Uniti sono stati sconfitti in Vietnam, Iraq, Afghanistan, Georgia (Bush e Israele erano i grandi sponsor di Saakashvili – la Libia è in mano ai signori della guerra – i jihadisti si sono spostati dalla Libia, al Mali, al Niger, alla Nigeria. Di guerra in guerra, sempre più caos.

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Obama è un codardo privo di spina dorsale? La sua famiglia è stata minacciata? Oppure sta cercando di fregare i sionisti (le ultime due, credo)

La Russia non si farà mai scacciare dal Mediterraneo (Cipro e soprattutto Tartus)

Il portavoce dei kurdi siriani non crede che Assad abbia usato armi chimiche. Cosa faranno i kurdi turchi se la Turchia invaderà la Siria?

Perché gli americani – così sicuri che Assad ha fatto quello di cui lo accusano – hanno messo sotto pressione gli ispettori ONU costringendoli a cercare rifugio in Libano prima di riuscire a fare un’analisi approfondita su chi possa aver usato le armi chimiche?

La Germania non parteciperà alla guerra, ma la Merkel spera che qualcuno lo faccia al posto suo (dopo tutto sta armando Israele)

http://www.internazionale.it/news/siria/2013/09/03/merkel-al-g20-occorre-ogni-sforzo-per-una-posizione-comune/

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Test missilistici israeliani in zona di guerra. Cosa sarebbe successo se i test fossero stati russi o iraniani? Come avrebbero reagito i media occidentali? Chi è una minaccia per la pace?

Forse gli Israeliani sono così disperati che speravano che la Siria avrebbe reagito ad un “attacco americano”?

Forse sono così disperati che tenteranno un false flag ancora più spettacolare, drammatico e implausibile, che svelerà chi c’è dietro tutto questo? Tipo un sottomarino Dolphin (comprato dai tedeschi) che affonda una nave americana

http://it.wikipedia.org/wiki/USS_Liberty

Oppure un attacco terroristico in occidente, perché sono troppo codardi per combattere le loro guerre da soli, si devono sempre nascondere dietro i golem della NATO, sollazzando chi si arricchisce con le guerre, di chi è “turbato” dal sovrappopolamento (masse riottose antiplutocratiche), degli islamofobi, di chi ha bisogno di una guerra per salvarsi dalla bolla dei derivati?

Io dico che la premiata ditta neoconsionsaudita ci proverà e fallirà, perché manca l’effetto sorpresa.

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/04/22/perche-una-maggioranza-di-persone-nel-mondo-non-crede-alla-versione-ufficiale-dell11-settembre/

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/05/21/lfbi-organizza-e-sventa-la-maggior-parte-degli-attentati-terroristici-islamici-sul-suolo-americano-ricerca-della-ucla/

Ma ci proverà.

Il governo/regime siriano ha subito messo le mani avanti, ben sapendo che si beccherà comunque la colpa, assieme all’Iran: “i ribelli useranno le armi chimiche in Europa

http://www.reuters.com/article/2013/08/28/us-syria-crisis-europe-idUSBRE97R0N220130828

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Parigi?  Chicago? Londra? Sochi?
http://www.ilsecoloxix.it/p/sport/2013/07/03/APAq56sF-giochi_ombra_terrorismo.shtml

C’è l’imbarazzo della scelta per la prossima tappa della Guerra del Terrore al Terrore.

Se fossi in Netanyahu sarei fortemente incazzato con Cameron. Questi, infatti, ha escluso un nuovo voto in Parlamento anche se gli ispettori ONU potessero dimostrare che Assad ha usato armi chimiche. Una posizione incredibilmente contraddittoria, alla luce delle affermazioni precedenti. Non è l’atteggiamento di uno che vuole la guerra in Siria. Lui, come Obama e Hollande, sta facendo di tutto per evitarla, cercando di non darlo a vedere

http://www.theguardian.com/…

Gli israeliani non sono però così stupidi da non capirlo e saranno quindi, appunto, fortemente incazzati e vendicativi.

Il loro obiettivo è sempre lo stesso, l’occupazione della Palestina e “La dissoluzione totale del Libano in cinque province serve come precedente per tutto il mondo arabo, inclusi l’Egitto, la Siria, l’Iraq e la penisola arabica e sta già percorrendo quella strada. La successiva dissoluzione della Siria e dell’Iraq in aree etnicamente o religiosamente distinte, come in Libano, è l’obiettivo primario di Israele sul fronte orientale nel lungo periodo, mentre la dissoluzione del potere militare di questi stati costituisce l’obiettivo primario a breve termine. La Siria si disgregherà in diversi staterelli, in conformità con la sua struttura etnica e religiosa, come succede nell’attuale Libano”.

Oded Yinon, consulente del ministero degli esteri israeliano, “A Strategy for Israel in the Nineteen Eighties”, 1982

Quanto all’Arabia Saudita, per chi non ricorda bene tutta la storia, ecco i dettagli pubblicati pochi giorni fa …

http://www.lastampa.it/2013/08/27/esteri/bandar-il-principe-saudita-che-tesse-la-tela-antiassad-rj3gNacKRuxyzCJUG9LEcP/pagina.html

Tradotto da ComeDonChisciotte:

“Quali sono le incredibili verità che stiamo scoprendo sui sauditi ?

Per prima cosa: Bandar ha detto a Putin, “Ci sono molti valori e obiettivi che abbiamo in comune e che ci uniscono , in particolare la lotta contro il terrorismo e contro l’estremismo in tutto il mondo. La Russia, gli Stati Uniti, l’Unione europea e i sauditi sono d’accordo sulla promozione e il consolidamento della pace e della sicurezza internazionale. La minaccia terroristica sta aumentando anche per effetto dei fenomeni generati dalla primavera araba. È caduto qualche regime ma in cambio si sono allargate molte esperienze di terrorismo, come dimostra l’esperienza dei Fratelli Musulmani in Egitto e dei gruppi estremisti in Libia. … Per fare un esempio, io posso garantire protezione sulle Olimpiadi invernali di Sochi del prossimo anno sul Mar Nero. I gruppi ceceni che minacciano la sicurezza dei giochi sono sotto il nostro controllo e non si muoveranno verso la Siria senza coordinarsi prima con noi . Questi gruppi non ci spaventano . Li stiamo usando contro il regime siriano, ma non avranno nessun ruolo e nessuna influenza nel futuro politico della Siria”.

http://www.telegraph.co.uk/finance/newsbysector/energy/oilandgas/10266957/Saudis-offer-Russia-secret-oil-deal-if-it-drops-Syria.html

http://www.zerohedge.com/news/2013-08-30/dont-show-obama-report-about-who-really-behind-syrian-chemical-attacks
30.08.2013

Io, di regola, non mi fido assolutamente di Ambrose Evans-Pritchard (figlio di un antropologo al servizio dell’impero britannico). Ma credo che in questo caso stia svelando un retroscena fondamentale, assecondando la volontà dell’establishment britannico che, in questo momento, è in sintonia con Putin sulla necessità di far abbassare la cresta a sionisti, sauditi e neocon e che vuole neutralizzare preventivamente certe opzioni dei loro avversari.

L’articolo in questione è stato condiviso decine di migliaia di volte, perciò mi sento di dire che Sochi sarà uno dei posti più tranquilli al mondo, quest’inverno.

D’altra parte gli Stati Uniti, dalla morte di Kennedy (1963) in poi, hanno compiuto un’incursione militare o sono entrati in guerra in media una volta ogni 40 mesi, quindi nulla va escluso a priori:
http://www.motherjones.com/kevin-drum/2013/08/how-rest-world-views-american-military

La Tienanmen egiziana (700 morti – stima Reuters/New York Times) – mai complici del fascismo!

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Sono a Rabaa – scene di caos e un gran numero di morti. Ospedali da campo pieni di corpi e feriti gravi. Cecchini sparano sulla gente. Non è una operazione di rimozione degli occupanti, è un massiccio assalto militare condotto anche con mitragliatori contro civili in gran parte disarmati.

Tom Rayner, corrispondente per Sky News, twitter

Poliziotti e soldati stanno sparando sui reporter.

Erin Cunningham, inviata per il Global Post

… In realtà noi crediamo che l’amministrazione Obama sia complice del colpo di stato militare, come lo è stata in passato sostenendo la dittatura di Mubarak. È forse il compito dell’esercito “ripristinare la democrazia”? Kerry accetterebbe che il Segretario alla Difesa Hagel intervenisse per rimuovere Obama se si volgessero delle massicce proteste negli Stati Uniti? L’esercito degli Stati Uniti congelerebbe la costituzione e smantellerebbe congresso e senato? Potrebbe nominare un presidente di sua scelta? Questa retorica è molto allarmante, gli americani dovrebbero opporsi ad un’amministrazione che corrompe i loro valori appoggiando la tirannia e la dittatura.

Gehad El Haddad, portavoce dei fratelli musulmani

Il mio sostegno al movimento 30 giugno in opposizione a Morsi è cambiato dopo il colpo di stato militare, che si contrappone a tutte le conquiste e valori della rivoluzione del 25 gennaio. La sua natura mi è diventata chiara quando ho visto l’uccisione di manifestanti, la carcerazione, sequestro e sparizione forzata di migliaia di oppositori del colpo di stato e la chiusura di canali televisivi via satellite. Chiaramente i leader del colpo di stato militare hanno qualcosa da nascondere gli occhi attenti del mondo…. Forse uno dei pochi aspetti positivi del colpo di stato è che ha screditato l’asserzione che lo Stato fosse stato occupato dai fratelli musulmani sotto Morsi. I ministri incaricati della difesa, degli affari interni e esteri e molti altri ministri e titolari di alti incarichi di governo, sono tra i sostenitori del colpo di stato. Sono stati nominati dal Morsi, ma sono tutti oppositori del presidente, del suo partito e della sua comunità…. Le ripercussioni del colpo di stato sulle nascenti democrazie nel mondo arabo saranno distruttive. La gente potrebbe presto perdere la fiducia nel processo democratico, spianando la strada alla rinascita di gruppi estremisti. È terribile immaginare le conseguenze a lungo termine della frustrazione nei confronti della democrazia. Al-Qaeda e i suoi simpatizzanti hanno sempre deriso i Fratelli musulmani, dicendo che nessuna soluzione poteva venire dalle urne, ma solo attraverso proiettili. Il colpo di stato serve a rafforzare i radicali, interrompendo il corso del cambiamento pacifico.

Tawakkul Karman, Nobel nel 2011 per la sua “battaglia non violenta a favore della sicurezza delle donne e del loro diritto alla piena partecipazione nell’opera di costruzione della pace”. Uno dei pochi Nobel per la Pace dissidenti

Egyptian security forces clear protest camps loyal to ousted President Mohamed Morsi, Cairo, Egypt - 14 Aug 2013

Ancora oggi ci sono in giro apologeti degli eccidi egiziani, come ce n’erano nel 1989 in Cina.

Siete spregevoli ora, come erano spregevoli i vostri predecessori. Come quelli che si esaltano per la distruzione della Siria, purché vinca la sua parte preferita e magari invocano un intervento armato: distruggere una nazione per poterla salvare!
La NATO in Siria e in Libia, le forze armate alleate della NATO in Egitto.

Con che coraggio condannate Assad e non al-Sisi, generale golpista? Solo perché i media vi hanno insegnato a disprezzare l’uno e ad apprezzare l’altro? E’ questa la vostra maturità cognitiva e morale? Bene vs. Male come nei Marvel Comics?

E voi, marxisti pro-golpe, siete d’accordo con le forze armate che arrestano gli operai delle acciaierie in sciopero?

http://menasolidaritynetwork.com/2013/08/12/egypt-appeal-for-solidarity-after-steel-workers-arrested-by-army/

Martin Rowson 16.08.13

Questo è il fascismo. Le reazioni (virtualmente inesistenti – perché Obama non ha minacciato di interrompere il gigantesco flusso di dollari che arriva annualmente all’esercito egiziano?) dei leader occidentali indicano che quello che sta succedendo in Egitto è un’anteprima di quello che accadrà in Occidente, se le popolazioni si ribelleranno all’austerità e alla dittatura dei mercati.

http://www.flickr.com/photos/mosaaberising/sets/72157635071774090/page2/

E’ quel che succede quando si arresta un presidente democraticamente eletto e lo si sostituisce con il capo delle forze armate. La situazione in Egitto non può essere risolta con eccidi a scadenza mensile (massacro dell’8 luglio, massacro del 27 luglio, massacro del 14 agosto). Il Medio Oriente e il Nord Africa sono in fiamme, l’Europa del sud è in bancarotta. L’Occidente sta militarizzando le sue forze di polizia e smantellando welfare e stato di diritto. Chi dobbiamo ringraziare se non la mafia finanziaria che ha eliminato ogni contrappeso alla competizione più sfrenata dove i forti stabiliscono le regole con cui schiacciare i deboli e i deboli sono troppo divisi per opporsi allo stillicidio? La democrazia sta scomparendo e le guerre si moltiplicano, prevedibilmente. L’unica via di uscita è eliminare le divisioni di classe, etnia, fede, ecc. e unire il genere umano contro questa minaccia esistenziale.

Euronews mostra cecchini mascherati sui tetti che sparano sulla folla, inclusi i reporter e cameraman egiziani e stranieri, uccidendo civili disarmati.

Dei 18 nuovi governatori provinciali nominati in questi giorni, la metà è composta di generali in pensione.

Tutto questo dimostra che Karman ha ragione. La stupefacente facilità e rapidità con cui i generali si sono ripresi l’Egitto mostra non c’era assolutamente alcuna possibilità che i Fratelli Musulmani potessero instaurare una dittatura, come gli oppositori li hanno accusati di voler fare: l’esercito non ha mai perso il controllo del paese. Hanno solo atteso il momento giusto per mettere fuori gioco i loro unici oppositori, i fratelli musulmani.

I quali, tra l’altro non hanno aggiunto alcun articolo islamico alla Costituzione. Le clausole aggiuntive sono state inserite dal Partito Nour degli islamisti radicali, che è schierato coi liberali nella lotta contro i fratelli musulmani (!!!).

Sorprendentemente (o forse no, forse ci vorrebbe più cinismo nei confronti della maggioranza degli occidentali) molti, in Occidente, non si chiedono come mai i nemici di Al-Qaeda siano quasi sempre i nemici di Washington

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/02/14/le-singolari-antipatie-di-al-qaeda/

e come mai i nemici dei salafiti siano quasi sempre i nemici di Israele

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/06/24/leader-della-rivolta-anti-assad-condivide-le-mie-preoccupazioni-sulla-siria/

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Morsi ha un dottorato in scienze dei materiali preso negli Stati Uniti, dove ha anche insegnato per un paio di anni.

Il generale golpista al-Sisi, addestrato negli Stati Uniti e nel Regno Unito, addetto militare egiziano in Arabia Saudita, ha una moglie  che indossa il niqab.

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È da almeno un anno che circolano voci di una sanguinosissima guerra civile/rivoluzione nel futuro dell’Egitto e in effetti questo sembra proprio il preludio. Gli egiziani hanno dimostrato una grandissima maturità nel 2011 e anche ora, scegliendo la strada della protesta nonviolenta. A me pare che abbiano dato una lezione di civiltà al mondo, anche se l’Occidente li tratta come umani di serie B.

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Mick Deane, ucciso dai cecchini, come pure Sohip Saad (fotografo) e Habiba Ahmed (giornalista)

Ma vedo che le cose si mettono sempre peggio.

Il generale golpista al-Sisi ha definito terroristi i suoi oppositori

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Egitto-dai-militari-appello-a-manifestazioni-venerdi-contro-il-terrorismo_32427199797.html

la Corte internazionale per i crimini nella ex-Jugoslavia ha stabilito che nessun generale jugoslavo è processabile se non esiste una prova inconfutabile che abbiano ordinato un massacro (Hitler sarebbe stato scagionato per mancanza di prove riguardo al suo ordine di perpetrare l’Olocausto) – sentenza che stabilità un precedente:

http://www.theguardian.com/law/2013/aug/13/hague-war-crimes-ruling-prosecutions-serb

Una domanda per il cosiddetto “campo laico” in Egitto: riuscirete ad assimilare i principi democratici o avete intenzione di ricorrere ai militari ogni volta che perdete le elezioni?

Altre decine di morti si sommano a quelle precedenti.

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cecchini sul tetto di uno degli edifici dell’intelligence egiziana

L’impressione è che qualcuno voglia istigare una guerra civile in Egitto, dividendo la popolazione lungo una frattura insanabile che va ben al di là della figura di Morsi e che potrebbe essere il preludio all’ennesima balcanizzazione/destabilizzazione semi-permanente di una nazione geostrategicamente fondamentale e scomoda.

Qualcuno vuole un Egitto frantumato, polarizzato, ridotto a un mosaico di settarismi, come la Libia e la Siria (e presto la Tunisia): un paese ingovernabile, diviso, debole, alla mercé dei suoi vicini.

Questo qualcuno ha trovato complicità tra i soliti privilegiati che hanno tutto da perdere da una redistribuzione delle risorse egiziane e da una progressiva opera di trasparenza sul passato regime e sulle sue connivenze.

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Chi potrà mai essere questo qualcuno?

La nomina dell’ambasciatore Robert S. Ford, già assistente di John D. Negroponte a Baghdad nel 2004/2005 e nominato a Damasco pochi mesi prima dello scoppio dell’insurrezione, nel 2011, è di pessimo auspicio: “Negroponte è una figura controversa per il suo coinvolgimento nei finanziamenti occulti ai Contras e l’occultamento degli abusi contro i diritti umani commessi da agenti addestrati dalla CIA in Honduras negli anni ottantahttp://it.wikipedia.org/wiki/John_Negroponte

http://www.nytimes.com/2013/08/05/world/middleeast/kerry-picks-former-syria-envoy-as-ambassador-to-egypt.html

Israele e l’esercito egiziano collaborano nel Sinai

http://www.repubblica.it/esteri/2013/08/10/news/egitto_gruppo_islamico_sinai_colpiti_da_raid-64581076/

e a Gaza

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Egitto-valico-Rafah-con-Gaza-chiuso-da-domani-per-fine-Ramadan_32470408039.html

Israele sta commettendo un errore fatale: destabilizzando ogni singolo paese confinante si ritroverà circondato da un odio inestinguibile. Prima o poi si formerà una coalizione di popoli arabi risoluti a porre fine una volta per tutte alle ingerenze sioniste, sconfiggendo Israele e costringendolo a più miti consigli. Purtroppo Israele non potrà mai accettare una sconfitta e la fine dei suoi sogni egemonici (cf. Grande Israele) e affonderà assieme ai suoi sogni di grandezza.

Intanto il Bahrein si prepara a classificare come terroristi i manifestanti contro il regime, con il sostegno dell’Arabia Saudita, nemica giurata dei fratelli musulmani e dell’Iran

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/12/il-bahrein-si-prepara-al-suo-tamarod-tra-nuovi-decreti-repressivi/680101/

Il precedente algerino si è concluso con 100mila morti – e non c’erano in ballo Suez e la Palestina-Sinai.

I fratelli musulmani non si faranno estromettere dalla vita politica egiziana senza lottare. Sanno che il loro futuro sarebbe la clandestinità, la persecuzione, la tortura, l’imprigionamento, la “sparizione”, come ai tempi di Mubarak e delle sue “forze di sicurezza” addestrate dall’FBI (gli americani pensano davvero che le stesse tecniche impiegate dalla CIA e dall’FBI all’estero non saranno mai impiegate contro di loro?):

http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/wikileaks/8314475/WikiLeaks-Egyptian-torturers-trained-by-FBI.html

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Il golpe in Egitto è da considerarsi come un tentativo di congelare la Primavera araba. La Fratellanza ha perso il suo avamposto più importante. Nello stesso tempo i fondi finanziari a disposizione dell’Arabia Saudita, del Kuwait e degli Emirati superano di gran lunga le disponibilità del Qatar che sostiene i Fratelli. Eppure in tutto questo c’è la possibilità di una spirale nuova. Nel triangolo Iran (sciiti) – Arabia Saudita (salafiti) – Turchia (Fratellanza musulmana) può accadere un cambio di alleati piuttosto interessante. Se prima l’Arabia Saudita si univa in alleanza alla Turchia contro il pericolo sciita, ora la base della coalizione può cambiare. A fronte della «reazione» la Fratellanza e gli sciiti possono avvicinarsi. Inoltre la vittoria della reazione in Egitto non è per niente scontata. A differenza di Nasser il generale al-Sisi non ha una propria ideologia. Quanto ai leader liberali e tecnocrati, la loro autorevolezza non basta per mantenere il potere. L’attuale governo dipende dai troppo numerosi player esterni: i miliardari che desiderano far tornare non solo il capitale investito, ma farsi risarcire le perdite subite nella rivoluzione, i militari, i liberali, le minoranze religiose e i radicali – salafiti. Il governo, semplicemente, non potrà durare con tanti interessi da considerare inderogabili.

http://networkedblogs.com/O6y3B

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Obama NON ha tagliato i finanziamenti all’esercito egiziano, la Danimarca ha interrotto ogni forma di collaborazione con il regime golpista, l’Arabia Saudita lo copre d’oro

UN’INVEROSIMILE INTERPRETAZIONE ALTERNATIVA DEGLI EVENTI
L’esercito egiziano, che è sovvenzionato dal Pentagono-Casa Bianca e collabora con Israele in ogni circostanza, sarebbe intervenuto per bloccare una sovversione dell’Egitto da parte della NATO, che è controllata dal Pentagono-Casa Bianca…

http://aurorasito.wordpress.com/2013/08/15/stato-di-emergenza-in-egitto-per-sventare-la-sovversione-della-nato/

Gli islamofobi devono pur trovare un qualche appiglio per giustificare quasi 700 morti (più i 2-300 precedenti). La ragione implode, il fanatismo abbaglia l’intelletto.

I fatti sono che Al Nour (salafiti egiziani) ha appoggiato il golpe e continua a farlo anche dopo i massacri di musulmani:
http://www.grr.rai.it/dl/grr/notizie/ContentItem-811a63d0-b287-4178-9fa0-840a2b27862c.html
Gli islamisti salafiti (la destra islamica) sono alleati dei militari contro i fratelli musulmani, non ci si può girare intorno – le loro decisioni parlano per loro:

“Fanno parte del fronte di piazza Tahrir con i giovani Tamarrud soltanto per concorrenza islamica con la Fratellanza: pensano sia il modo migliore per conquistare i cuori e le menti dei tanti musulmani egiziani delusi da Morsi. Il richiamo alla purezza dell’Islam dei primordi da parte di un movimento come quello dei Salafiti che conta secoli di Storia non è argomento di poca suggestione per tutti quei credenti che devono confrontarsi con la corruzione e le storture del consumismo. Anche nel “laico” Egitto”.

http://www.geopolitica-rivista.org/22817/i-salafiti-in-ascesa-nellegitto-del-golpe-laico/

I nemici di Assad e di Hezbollah sono anche nemici di Morsi. Uno potrebbe farci qualche riflessione al riguardo…

60 domande per Matteo Renzi

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Ecco chi è Marco Carrai, il Gianni Letta di Matteo Renzi

- la sua famiglia si è riprodotta e si è moltiplicata riuscendo ad amnistiare la memoria del nonno di Marco, il Carrai su cui pesava l’accusa infamante di aver fatto parte della banda Carità, il gruppo fascista che opera in Toscana tra il ’43 e il ’45 a caccia di partigiani, tra esecuzioni sommarie e torture;

- il 19enne Marco al primo voto politico si impegna nei club della nascente Forza Italia di Silvio Berlusconi;

- ha trovato a Firenze un segretario provinciale ragazzino che nel ’94 aveva frequentato le tv berlusconiane da concorrente della “Ruota della fortuna” di Mike Bongiorno: Matteo Renzi.

- eletto con le preferenze assicurate da Comunione e Liberazione e dalla Compagnia delle Opere che in Toscana è presieduta da Paolo Carrai e da Leonardo Carrai, alla guida del Banco alimentare, altra opera ciellina: i cugini di Marco;

- Nel 2006, quando esce il film tratto dal romanzo di Dan Brown, pubblica un agile pamphlet su “Il Codice Da Vinci. Bugie e falsi storici”, con lo storico Franco Cardini e il professor John Paul Wauck, prete dell’Opus Dei, molto felice dell’iniziativa. Nel 2007 si presenta al cimitero degli Allori per deporre un cuscino di fiori in onore di Oriana Fallaci, scomparsa un anno prima;

- in quota Monte Paschi di Siena, membro dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze che è azionista di Banca Intesa;

- il fratello Stefano Carrai è in società con l’ex presidente della Fiat Paolo Fresco nella società Chiantishire che tenta di mettere su un gigantesco piano di appartamenti, resort, beauty farm nella valle di Cintoia, a Greve, bloccato dal Comune;

- Fresco è tra i finanziatori della campagna per le primarie del 2012 di Renzi, con 25 mila euro, insieme al finanziere di Algebris Davide Serra (quello delle Cayman), acclamato anche quest’anno alla stazione Leopolda;

- L’uomo del governo israeliano, per alcuni («Ho da fare a Tel Aviv», ripete spesso), di certo vicino agli americani di ogni colore. Frequenta con assiduità Michael Ledeen, l’animatore dei circoli ultra-conservatori del partito repubblicano, antica presenza nei misteri italiani, dal caso Moro alla P2. È in ottimi rapporti con il nuovo ambasciatore Usa in Italia John Phillips, amante del Belpaese e della Toscana, proprietario di Borgo Finocchietto sulle colline senesi;

- C’è anche Carrai quando Renzi banchetta con Tony Blair o quando va ad accreditarsi con lo staff di Obama alla convention democratica di Charlotte del 2012. E quando tre mesi fa il sindaco vola a sorpresa a Berlino per incontrare la cancelliera Angela Merkel, accanto a lui, ancora una volta, c’è il ragazzo di Greve, Carrai;

- C’è chi ha visto la sua manina dietro la nomina di Antonella Mansi alla presidenza di Mps;

http://espresso.repubblica.it/attualita/2013/11/04/news/ecco-chi-e-marco-carrai-il-gianni-letta-di-matteo-renzi-1.139920

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  1. Sembra avercela con chiunque sia anche solo di pochi anni più vecchio di lei: ha mai pensato di soffrire di gerontofobia?
  2. Cosa ne pensa del governo Monti?
  3. Cosa ne pensa della gestione Marchionne della FIAT?
  4. Cosa ne pensa del semipresidenzialismo? Ambisce a fare il sindaco d’Italia?
  5. Ha dichiarato che il suo modello è Tony Blair e Tony Blair ha sostenuto la sua candidatura a guidare il PD e l’Italia: Tony Blair è vicino ad ambienti sionisti e neoconservatori, lo è anche lei?
  6. Perché un leader tendenzialmente di sinistra dovrebbe frequentarli?
  7. Quale soluzione proporrebbe per sanare il conflitto israelo-palestinese?
  8. L’invasione dell’Iraq è stata la scelta giusta?
  9. Blair è favorevole a un’escalation militare in Siria: lo è anche lei?
  10. Blair ha approvato il golpe militare egiziano che ha rimosso un governo democraticamente eletto: è d’accordo con il suo giudizio?
  11. Il suo modello, Tony Blair, è dal 2011 consulente del dittatore kazako Nazarbayev. Cosa ne pensa alla luce della recente polemica riguardante l’espulsione di Alma Shalabayeva e del figlio?
  12. Perché l’aspirante “sindaco d’ITALIA” ha scelto come consulente economico un israeliano, Yoram Gutgeld (n0n andava bene l’italiano Piga, tanto per fare un nome tra i tanti possibili)?
  13. Un leader del centrosinistra necessita dell’imprimatur di JP Morgan?
  14. “Sono stufo di questo Pd”. “Sono stufo di questo fuoco di sbarramento incomprensibile su ogni cosa che faccio”. “Andare avanti con questo clima di guerriglia permanente è davvero incomprensibile”. Perché restare in un partito in declino, che non la ama, la ostacola, la saboterebbe (com’è successo a Bersani)? Perché cercare di diventarne il leader?
  15. Cosa ne pensa dei rapporti tra Stato italiano e Vaticano?
  16. Liberalizzazioni e tagli al settore pubblico sono la strada per il rilancio dell’economia e la creazione d’impiego?
  17. Cosa ne pensa dell’euro?
  18. Le decisioni del governo Merkel hanno fatto bene o male all’Unione Europea e ai paesi dell’eurozona?
  19. Gli stati dell’eurozona sono pronti per formare uno stato federale?
  20. Quale sarebbe il peso di Berlino negli Stati Uniti d’Europa?
  21. Cosa ne pensa del sistema di sorveglianza globale costruito dagli americani prima e dopo l’11 settembre?
  22. E’ credibile che tutte le componenti dell’establishment americano – quello di Echelon, per intendersi – siano state prese in contropiede dall’11 settembre?
  23. Cosa ne pensa del “Progetto per un nuovo secolo americano”?
  24. Cosa ne pensa di questa considerazione contenuta nel suddetto progetto (p. 50): “ll processo di trasformazione [delle strategie e delle missioni militari americane], anche se porterà un cambiamento rivoluzionario, risulterà molto lungo, se non si dovesse verificare un evento catastrofico e catalizzante, come una nuova Pearl Harbor”?
  25. Che misure intende introdurre per regolare il sistema bancario? Come intende far rispettare le regole?
  26. Intende ridurre progressivamente il gap tra i molto ricchi e il resto del paese? Come intende farlo?
  27. Intende contribuire a ridurre progressivamente il gap tra i paesi molto ricchi e il resto del mondo? Come intende farlo?
  28. Le politiche di contenimento delle emissioni di anidride carbonica sono utili? I loro costi sono giustificati dai risultati?
  29. Si è interessato alle ragioni addotte per spiegare la pausa nella crescita del riscaldamento globale?
  30. Come avrebbe votato sugli F35?
  31. Quale è il suo giudizio sulla NATO?
  32. L’Unione Europea dovrebbe cercare di stringere legami più forti con la Russia?
  33. Quali politiche energetiche per l’Italia?
  34. Quali politiche nell’ambito del Mediterraneo e del mondo arabo?
  35. La creazione di una zona transatlantica di libero mercato non è destinata a favorire gli Stati Uniti?
  36. Qual è la sua posizione sugli OGM?
  37. Lei farebbe costruire una centrale al torio in Italia?
  38. Qual è il suo giudizio sull’amministrazione Obama?
  39. Cosa ne pensa delle autonomie regionali e provinciali?
  40. Sarebbe favorevole a una riforma in senso autenticamente federale dello stato italiano?
  41. Cosa ne pensa del M5S?
  42. Qual è la sua posizione sul testamento biologico, la procreazione assistita, la ricerca sulle staminali?
  43. Qual è la sua posizione sul programma nucleare iraniano?
  44. Perché scegliere come spin doctor Giorgio Gori, legato a Mediaset?
  45. Vendola o Monti?
  46. Come si contrasta la corruzione?
  47. E l’evasione?
  48. Cosa ne pensa dei paradisi fiscali?
  49. Come si difendono le gole profonde/whistleblower?
  50. Presidente della provincia di Firenze a 29 anni: non è una scalata al potere un po’ troppo rapida persino per un enfant prodige?
  51. È stato accusato di avere diversi conflitti di interessi da presidente della provincia e da sindaco: ha in mente qualche progetto di legge sul conflitto di interessi?
  52. La sua posizione sulle coppie di fatto?
  53. E sulle adozioni per coppie omosessuali?
  54. Come si risolve il problema degli esodati?
  55. Chi le ha pagato la campagna per le primarie e chi copre le spese dei suoi tour europei?
  56. Quali sono i suoi rapporti con Comunione e Liberazione e qual è il suo giudizio su Opus Dei?
  57. Le sembra normale fare tour elettorali e di pubbliche relazioni in Italia e in giro per il mondo mentre amministra Firenze? Onora così il suo incarico e le sue indennità?
  58. A che titolo incontra i governanti occidentali? In qualità di sindaco di Firenze?
  59. E’ una democrazia sana quella in cui i media implorano l’avvento di un “salvatore della patria”?
  60. E’ normale che il sindaco di Firenze affitti Ponte Vecchio a privati per una cena di gala?

“Così il giovane putto di Rignano sull’Arno si è autoeletto “a nuovo che avanza” e ce lo ribadisce con un martellamento che non conosce tregua.

Poco male se l’iconicizzazione di quel nuovo è il giubbetto di Fonzie, il meccanico rubacuori star della serie televisiva americana degli anni Settanta “Happy Days”. Infatti quel capo d’abbigliamento stravisto ha un vantaggio importante per la promozione del prodotto: è assolutamente riconoscibile (non a caso la Coca Cola non cambia la grafica del suo logo). E qui da noi siamo ormai imprigionati da decenni nei condizionamenti televisivi di una americanizzazione da poveracci. Che Renzi sfrutta con una certa cinica sapienza.

Per di più il prodotto viene certificato a mezzo strombazzamenti vari per i suoi effetti salvifici immediati, come quegli sciroppi miracolosi venduti dal solito guaritore pataccaro in qualche fiera di paese. Anche questo aspetto funziona alla grande, considerata la diffusa credulonità di una cultura nazionale che rimane ancora in larga misura contadina. Peccato che l’annunciato salvatore della Patria non riesca neppure a risolvere i problemi di buona amministrazione nella città di cui è sindaco.

Ma basta non farlo sapere, che non se ne parli”.

http://temi.repubblica.it/micromega-online/matteo-renzi-come-la-coca-cola/

Il golpe anti-Obama e il secondo olocausto (intervista a Zbigniew Brzezinski)

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ragazzina ebrea americana (Bibbia e Stella di Davide) defunta ritratta nei sinistri murales dell’aeroporto di Denver

https://twitter.com/stefanofait

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Un reporter che ha seriamente danneggiato la fazione neocon che usa generali impegnati nelle guerre coloniali per abbattere l’imperatore – impeachment di Obama > guerra in Siria – è stato verosimilmente ucciso:

http://www.iljournal.it/2013/michael-hastings-e-stato-ucciso/482704

http://www.corriere.it/esteri/13_giugno_25/usa-morte-giornalista-michael-hastings-sospetti-omicidio_27726576-dd37-11e2-98cd-c1e6834d0493.shtml

Mi riferisco ai generali purgati da Obama (per chi si fosse collegato solo ora)
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/11/25/altre-notti-dei-lunghi-coltelli-negli-usa-grecia-e-turchia/

Zbigniew-Brzezinski-MCS
Zbigniew Brzezinski conferma che c’è qualcosa di sospetto e contraddittorio nel comportamento dell’amministrazione Obama sulla questione siriana e fa il nome del generale Petraeus, al tempo capo della CIA, da molti visto come l’anti-Obama dei repubblicani:

Heilbrunn: Cinque anni di amministrazione Obama e lei sostiene che l’Occidente è impegnato in un’attività di massiccia propaganda. Obama si sta facendo risucchiare nel conflitto siriano perché è troppo debole per resistere lo status quo? Che cosa è successo al presidente Obama che ci ha portati a questo punto?
Brzezinski: Non sono nella posizione di fare della psicoanalisi o qualsiasi tipo di revisionismo storico. Obama ha ovviamente una brutta gatta da pelare tra le mani e vi è un aspetto misterioso in tutto questo. Basta considerare la tempistica. Alla fine del 2011 ci sono scontri in Siria causati dalla siccità e fomentati da due notorie autocrazie mediorientali: Qatar e Arabia Saudita. E tutto a un tratto Obama annuncia che Assad se ne deve andare, senza apparentemente aver effettuato alcuna reale preparazione sul da farsi per fare in modo che ciò avvenga. Poi, nella primavera del 2012, l’anno delle elezioni, la CIA del generale Petraeus, secondo il New York Times del 24 marzo di quest’anno (un articolo molto rivelatore), si impegna risolutamente al fianco di Qatar e Arabia Saudita e cerca di coinvolgere in qualche modo anche i turchi in questo sforzo. Era una posizione strategica? Perché abbiamo improvvisamente deciso che la Siria doveva essere destabilizzat e il suo governo rovesciato? È mai stato spiegato questo al popolo americano?
http://nationalinterest.org/print/commentary/brzezinski-the-syria-crisis-8636

Neocon eversori alleati dei sionisti con quale obiettivo?

Brzezinski: Forse il loro punto di vista è condizionato dalla nozione, condivisa da alcuni esponenti della destra israeliana, che le prospettive strategiche di Israele siano meglio servite se tutti i suoi vicini sono destabilizzati. Mi capita di pensare che è questa è una formula che, a lungo termine, porterà Israele al disastro, perché una delle conseguenze sarà l’eliminazione dell’influenza americana nella regione, con Israele che rimarrà solo. Non credo sia una buona cosa per Israele e, dal punto di vista di chi, come me, analizza i problemi dal punto di vista dell’interesse nazionale americano, non è assolutamente una buona cosa per noi.

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E’ esattamente questo il piano:

La dissoluzione totale del Libano in cinque province serve come precedente per tutto il mondo arabo, inclusi l’Egitto, la Siria, l’Iraq e la penisola arabica e sta già percorrendo quella strada. La successiva dissoluzione della Siria e dell’Iraq in aree etnicamente o religiosamente distinte, come in Libano, è l’obiettivo primario di Israele sul fronte orientale nel lungo periodo, mentre la dissoluzione del potere militare di questi stati costituisce l’obiettivo primario a breve termine. La Siria si disgregherà in diversi staterelli, in conformità con la sua struttura etnica e religiosa, come succede nell’attuale Libano.

Oded Yinon, consulente del ministero degli esteri israeliano, “A Strategy for Israel in the Nineteen Eighties”, 1982

http://www.historycommons.org/entity.jsp?entity=oded_yinon

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e se serve sono pronti a nuclearizzare la Corea del Nord
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/06/25/dan-gillerman-la-corea-del-nord-ed-eventualmente-liran-dovrebbero-essere-distrutti/

SOLUZIONE PROPOSTA DA BRZEZINSKI (stessa intervista)

Penso che se affrontiamo la questione solo con i russi, che in ogni caso va fatto perché sono parzialmente coinvolti, e se facciamo affidamento principalmente sulle ex potenze coloniali nella regione – la Francia e la Gran Bretagna, che sono davvero odiate nella regione – le probabilità di successo siao inferiori di quelle che avremmo se dialogassimo con la Cina, l’India e il Giappone, che hanno interesse ad un Medio Oriente più stabile…Insieme, quei paesi possono forse contribuire a costruire un compromesso in cui, almeno di facciata, nessuno sarà un vincitore, ma che potrebbe includere una cosa che sto proponendo da più di un anno, e cioè delle elezioni sponsorizzate a livello internazionale in Siria, in cui chiunque voglia candidarsi lo faccia, che potrebbero salvare la faccia ad Assad e che potrebbero risultare in un accordo, di fatto, in cui completa il suo mandato il prossimo anno e non si ripresenta.

ALTRIMENTI?

Temo che siamo diretti verso un intervento americano inefficace, il che è anche peggio. Ci sono circostanze in cui l’intervento non è l’opzione migliore, ma non è nemmeno quella peggiore. Quello di cui si sta parlando è aumentare il nostro aiuto alla meno efficace delle forze che si oppongono ad Assad. Quindi, nella migliore delle ipotesi, è solo dannoso per la nostra credibilità. Nel peggiore dei casi si accelera la vittoria di gruppi che sono molto più ostili a noi di quanto lo sia mai stato Assad. Io ancora non capisco perché abbiamo concluso, nel 2011 o nel 2012, un anno di elezioni, per inciso, che Assad doveva andarsene.

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SECONDO OLOCAUSTO

Heilbrunn: La sua prima risposta su Israele era molto affascinante. Ritiene che se la regione dovesse entrare in una fase di maggiori sconvolgimenti, con una diminuzione di influenza americana, Israele ci vedrebbe l’opportunità di consolidare le sue conquiste, o addirittura di andare oltre se anche la Giordania piombasse nel caos?

Brzezinski: Sì, so dove vuole arrivare. Penso che nel breve periodo, creerebbe una grande Fortezza Israele, perché non ci sarebbe alcun ostacolo, per così dire. Ma sarebbe, innanzitutto, un bagno di sangue (in misura diversa per persone diverse), con alcune perdite significative anche per Israele. Ma gli esponenti della destra sono convinti che sia necessario per la sopravvivenza di Israele.

Nel lungo termine una regione ostile come quello non può essere controllata, anche da parte di una potenza nucleare. Ad Israele succederà quel che è successo a noi con altre guerre, sebbene su scala minore. Attriti, estenuazione, demoralizzazione, fuga di cervelli, e poi una specie di cataclisma, imprevedibile in questa fase perché non sappiamo chi avrà cosa e quando. Dopo tutto, l’Iran è lì vicino. Potrebbe avere qualche capacità nucleare. Supponiamo che gli israeliani se ne disfino. Pensano di fare lo stesso con il Pakistan e gli altri? L’idea che si possa controllare una regione a partire da un paese molto forte e motivato, ma con soli sei milioni di persone, è semplicemente un sogno delirante.
http://nationalinterest.org/print/commentary/brzezinski-the-syria-crisis-8636

http://fanuessays.blogspot.it/2011/10/verso-un-secondo-olocausto.html

http://fanuessays.blogspot.it/2012/01/auschwitz-in-israele-il-secondo.html

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