Cosa si può fare con i guadagni di 1 anno dei 100 uomini più ricchi del mondo?

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Nel 2010 le Forbes Global 2000, assieme, avevano un fatturato di 32mila miliardi di dollari (il PIL mondiale era di 60mila miliardi di dollari).

“Il costo della disuguaglianza: come l’estrema polarizzazione di ricchezze e redditi ci danneggia tutti”, rapporto Oxfam, 18 gennaio 2013

“Negli ultimi 30 anni la disuguaglianza è cresciuta drammaticamente in molti paesi. Negli Stati Uniti la quota di reddito nazionale che va al 1% più ricco è raddoppiata, dal 1980, dal 10 al 20%. Per lo 0,01% è addirittura quadruplicata, a livelli mai visti prima. A livello globale, per l’1% (60 milioni di persone), e in particolare per l’ancora più ristretto 0,01% (600.000 persone – ci sono circa 1200 miliardari in tutto il mondo), gli ultimi trenta anni sono stati un periodo di incredibile abbuffate. Un fenomeno che non si limita agli Stati Uniti, o anche ai paesi ricchi. Nel Regno Unito la disuguaglianza sta rapidamente tornando a livelli che non si vedevano dai tempi di Charles Dickens. In Cina il 10% ora porta a casa quasi il 60% del reddito complessivo. I livelli di disuguaglianza cinesi sono ormai simili a quelli del Sud Africa, che è il paese più iniquo sulla terra, molto più rispetto alla fine dell’apartheid. Anche in molti dei paesi più poveri la disuguaglianza si è rapidamente accresciuta.

Globalmente i redditi dell’1% più ricco sono aumentati del 60% in 20 anni. La crescita del reddito per lo 0,01% è stata ancora più consistente.

A seguito della crisi finanziaria, il processo si è accelerato, con l’1% che ha incrementato ulteriormente la sua quota di reddito. Il mercato dei beni di lusso ha registrato una crescita a due cifre ogni anno, dopo l’inizio della crisi. Che si tratti di una vettura sportiva o un super-yacht, caviale o champagne, non vi è mai stata una tale richiesta dei beni di lusso più costosi.

Il FMI ha dichiarato che la disuguaglianza è pericolosa, produce divisioni e potrebbe portare a rivolte sociali. I sondaggi mostrano che l’opinione pubblica è sempre più sensibile alla crescente disuguaglianza in molti paesi, e ciò riguarda tutti i cittadini, indipendentemente dall’orientamento politico.

[…]

I 100 miliardari più ricchi del mondo hanno aggiunto 240 miliardi di dollari alle loro ricchezze nel 2012 – un quarto di quella cifra sarebbe sufficiente a porre fine alla povertà estrema nel mondo. La crescita nei paesi più egalitari è molto più efficace nel ridurre la povertà. Le ricerche effettuate da Oxfam hanno dimostrato che, per via delle sue gravi disparità, in Sud Africa, anche con una sostenuta crescita economica, un milione di persone in più saranno spinte verso una condizione di miseria entro il 2020, se non si prenderanno delle contromisure.

Le parole del vecchio adagio ‘soldi uguale potere’ indicano che nelle società più disuguali la democrazia è più a rischio. Questo potere può essere esercitato legalmente, con centinaia di milioni spesi ogni anno, in molti paesi, per fare lobbismo politico (corruzione legale), o illegittimamente per corrompere il processo politico e comprarsi il processo decisionale democratico.

[…]

I membri dell’élite hanno più probabilità di ricoprire posizioni politiche prominenti o altri alti uffici, rafforzando le disuguaglianze. I loro figli hanno più possibilità di essere almeno ricchi quanto lo sono i loro genitori, il che significa che le disparità intergenerazionali aumentano. La disuguaglianza è stata ricollegata ad una pluralità di problemi sociali, quali la violenza, la malattia mentale, la criminalità e l’obesità.

Fondamentalmente la disuguaglianza ha dimostrato di essere non solo un male per i poveri nelle società disuguali, ma anche per i ricchi. Le persone più ricche sono più felici e più sane se vivono in società più uguali.

http://www.oxfam.org/sites/www.oxfam.org/files/cost-of-inequality-oxfam-mb180113.pdf

Qualcosa di sinistra – note per un redattore di discorsi politici di sinistra

Ovvero tutte le cose che il PD trentino e quello italiano hanno rinunciato a dire.

NEOLIBERISMO

Stiamo subendo le conseguenze del collasso del sistema finanziario globale, causato da decenni di politiche neoliberiste all’insegna dello slogan “stato piccolo – mercato grande”. Slogan fenomenalmente stupido ed ipocrita.

Stupido perché nessuno vorrebbe vivere in una società in cui concentrazioni inaudite di poteri privati non trovano ostacoli e i servizi essenziali sono nelle mani di persone che aderiscono unicamente al criterio del profitto.

Ipocrita perché non appena il mercato ha cominciato a divorare se stesso e le banche d’affari hanno rischiato di capottare, sono subito ricorse agli aiuti di stato, ossia hanno chiesto soldi a quegli stessi cittadini che avevano rovinato con la loro irresponsabilità ed avidità. I finanzieri, che hanno fruito del maggior programma di assistenza sociale della storia (come minimo 550 miliardi di euro, secondo la Banca d’Inghilterra, una cifra in costante crescita), ora danno la colpa ai cittadini e li definiscono “parassiti del welfare” ed allo stato, che accusano di non essersi sufficientemente ristretto. Quando chiedono che lo Stato si astenga dall’intervenire, intendono dire che non deve azzardarsi a ridistribuire il benessere dai ricchi ai poveri. Giustizia sociale, per loro, è quando i ricchi diventano sempre più ricchi (salvo ricevere aiuti pubblici quando sono nei guai) ed i poveri sempre più poveri. I ricchi non sono mai parassiti, i poveri lo sono sempre. Sozialschmarotzer (parassiti sociali) li chiamano nei paesi di lingua tedesca, un termine il cui radicamento nelle persecuzioni anti-giudaiche dei nazisti non sembra aver interferito con la sua diffusione.

È come se un piromane riuscisse a convincere le persone che i veri responsabili degli incendi sono i pompieri perché, guarda caso, ogni volta che c’è un incendio loro sono nei paraggi e gli stessi cittadini, perché si ostinano a voler cucinare e riscaldarsi. Il colpo da maestro è però quello del piromane che convince la gente di essere la persona giusta per difendere i boschi.

Per sopramercato, i banchieri hanno fatto in modo che i termini della restituzione dei crediti fossero così feroci, da rendere pressoché sicuro il fallimento dei paesi debitori, senza che le banche dovessero pagare dazio per aver sbagliato i loro investimenti, come succederebbe a una qualunque impresa privata, nello spietato universo morale da squali che loro stessi encomiano (come se avessero una qualche speciale immunità che garantisce solo vantaggi ed esenta da ogni svantaggio).

Il fiscal compact inserito nella costituzione ha di fatto reso illegali le politiche social-democratiche imponendo il pensiero unico neoliberista. Che siano stati solo gli economisti e non i politici di sinistra a notarlo testimonia dello sconsolante stato della sinistra europea (con l’importante eccezione della Francia).

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/06/25/il-criptofascismo-dei-liberalizzatori-e-dei-privatizzatori/

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/08/21/prima-e-toccato-ai-neri-poi-agli-altri-colorati-presto-tocchera-a-molti-bianchi-e-il-neoliberismo-bellezza/

SARRAZIN

Intanto un’élite di circa 100 milioni di privilegiati (Giannuli 2012) sta prendendo le distanze dal resto dell’umanità, alla deriva in un oceano di miseria, disoccupazione, caos, estremismo ideologico e fanatismo religioso. Non contenti, seminano zizzania. Come l’ex banchiere della Bundesbank, Thilo Sarrazin, ideologo di riferimento dei Freiheitlichen sudtirolesi, autore di un manifesto del nuovo razzismo che pare sia il saggio più venduto in Germania dai tempi del Mein Kampf. Le sue tesi sono a dir poco aberranti ma in linea con ipotesi “scientifiche” in voga il secolo scorso, quando genetica ed antropologia erano discipline agli albori e quindi maggiormente soggette a strumentalizzazioni razziste: gli ebrei sono una razza separata dalle altre, con dei geni distinti che li rendono speciali; turchi e musulmani in generale sono mediamente meno intelligenti dei tedeschi ed il loro corredo genetico diluisce ed impoverisce quello dei tedeschi”, “sono anche in larga misura incompatibili con la civiltà germanica” e “hanno troppi figli rispetto ai tedeschi, che dovrebbero sentire il dovere patriottico di riprodursi per tener testa a questo assalto”. I nazisti, un tempo, rivolgevano agli ebrei le stesse accuse che Sarrazin riserva a turchi e musulmani. Al di là di qualche generica protesta da parte di Angela Merkel e pochi altri – che peraltro non hanno fatto mancare la rituale condanna del multiculturalismo –, è mancato quel soprassalto delle coscienze che ci sarebbe stato in altri paesi, ma soprattutto in una società in cui, in teoria, si sarebbe dovuta sviluppare una particolare sensibilità ed immunizzazione nei confronti di certi toni ed argomentazioni, dati i precedenti. Addirittura, secondo vari sondaggi, una porzione che oscilla tra il 10 ed il 20% degli elettori tedeschi sarebbe disposta a votarlo se si presentasse alle prossime elezioni. È desolante che la libertà d’espressione sia impiegata dai populisti per rendere accettabile e persino rispettabile l’odio ed il disprezzo per il prossimo, senza che una nazione senta il bisogno di fare un esame di coscienza, intossicata com’è dall’eccitazione per la transitoria crescita in controtendenza.

Sarrazin, che è ancora membro del partito socialdemocratico tedesco, ossia un esponente del centrosinistra (!), ha poi rincarato la dose con un secondo saggio in cui, sorvolando sulle responsabilità (irresponsabilità e manipolazioni) delle banche tedesche (è stato un banchiere, in fondo) e delle politiche economiche tedesche ostili a tutti gli altri paesi europei (è un economista tedesco, in fondo), assegna tutta la colpa della crisi a Irlandesi e Mediterranei (gli stessi popoli che, guarda caso, erano considerati razzialmente inferiori quando raggiungevano le coste degli Stati Uniti) ed auspica che siano lasciati fuori da un futuro progetto di integrazione in senso federale (ossia abbandonati alla mercé degli avvoltoi finanziari). Anche questo secondo saggio, com’era facile prevedere, ha incontrato i favori dei separatisti sudtirolesi che, come i loro colleghi bavaresi, sono sempre lieti di poter alludere ad una qualche superiorità congenita del proprio Volk, pur non potendo adoperare pubblicamente il vocabolo “razza”.

L’ISLAMOFOBIA È L’ANTISEMITISMO DEL VENTUNESIMO SECOLO: Thilo Sarrazin ne è l’epitome: i musulmani sono dei parassiti, vivono in Germania ma sono un corpo estraneo, non creano o producono alcunché di valore ma solo degenerazione, non sono leali alla Germania ma a forze esterne ed ostili che vogliono controllare la nazione e l’Europa. Qualche decennio fa questi stessi discorsi si potevano ascoltare nelle birrerie bavaresi ed austriache, con gli ebrei al posto dei musulmani

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/09/17/la-democrazia-diretta-non-ha-mai-ucciso-nessuno-finora/

INTEGRALISMO CRISTIANO

È più facile che una gomena passi per la cruna dell’ago che un ricco entri nel regno di Dio.

Marco 10, 25

L’integralismo cristiano rappresenta l’esatta antitesi del messaggio di Gesù il Cristo. Ogni singolo principio trova la sua negazione: assenza di compassione, comprensione, altruismo e tolleranza (Giovanni 11, 33-3; Giovanni 4:5-30; Luca 15:21-32; Giovanni 8:3-11; Matteo 5:42; Giovanni 13, 34), venerazione del potere e della ricchezza (Matteo 4, 4; Luca 9: 24-25), razzismo, xenofobia e particolarismo (Luca 10, 29-37), ritualismo (Luca 14, 5), superbia (Matteo 6:2-4), venalitàm egoismo ed avidità (Marco 11, 15-19), disprezzo per i poveri e gli umili (Marco 10: 45), falsificazione della realtà (Tommaso, 5; Luca 4, 1-13), feticismo della vita biologica a scapito di quella spirituale (Giovanni 18, 36; Matteo 10, 28; Matteo 20: 25-28), ecc. I fondamentalisti hanno sviluppato una teologia politica che rende legittimamente cristiano tutto ciò che Gesù aveva rigettato resistendo alle tentazioni di Satana. Gesù rifiuta perché sa che le varie profferte sono fuorvianti e corrompenti, dietro un’apparenza di stuzzicante appetibilità. Compiere qualunque azione sollecitata da Satana equivale a rendersi suo complice e servo. Le opzioni proposte sono inevitabili solo perché Satana vuol far credere e vuol credere lui stesso che lo siano. Non è certo Satana a dover stabilire quali siano le opzioni disponibili.

Satana è un controrivoluzionario: gli piacciono le gerarchie feudali, ma vuole essere lui il capo. Gesù predica l’uguaglianza, ossia l’abolizione di tutte le gerarchie. Satana parla di libertà, ma le sue azioni sono all’insegna della dominazione, della gloria, della fama personale. Non riconosce gli altri come suoi pari. Non è neppure più un mentitore patologico, è una menzogna ambulante, così innamorato di sé stesso da aver rinunciato ad interessarsi a Dio, da desiderare di esistere per conto suo, da credere di non essere mai stato creato. L’orgoglio, l’invidia, il risentimento, l’odio, la furia, la gelosia sono le sbarre della sua prigione infernale. Si sente vittima pur essendo la causa dei suoi mali e questo vittimismo perpetuo lo imprigiona e lo corrompe progressivamente. Non è davvero possibile avere un dialogo con lui, perché il suo intelletto è gravemente compromesso, è virtualmente reso autistico dalla sua assoluta preferenza per se stesso. Satana non è strutturalmente in grado di capire le argomentazioni di Gesù e quest’ultimo non è minimamente interessato alle profferte di Satana, che considera ben poca cosa rispetto a ciò che già possiede.

Questi sono indubbiamente anche gli attributi del fondamentalismo cristiano. Il singolare destino di Gesù è stato quello di dedicare la sua esistenza alla lotta contro l’idolatria, la guerra e la tirannia per poi essere trasformato in un idolo, in un pretesto per combattere guerre sante ed in un oggetto di culto teocratico.

Si è mai vista una tale perversa inversione di valori nella storia umana? Si proclamano cristiani pur affermando che il Discorso della Montagna va inteso in senso contrario: beati gli arroganti, i materialisti, i ricchi, i potenti, gli aggressori, i violenti, gli iniqui, gli spietati, i perversi, i guerrafondai, i persecutori, i mentitori. Tutto questo è possibile, nelle loro teste perché, pur essendo privilegiati, si sentono vittime e il risentimento controlla i loro pensieri ed azioni (come accadeva a Nietzsche, che proiettava la sua ombra interiore sugli altri). Sono paranoidi e si sentono circondati da nemici (poveri, immigrati, musulmani, ecc.) che vogliono la loro “roba”, costantemente sotto pressione – demografica, economica, sociale, culturale, razziale, ecc. Così, ai loro occhi, essere cristiano è sinonimo di essere bianco, prospero (o che si percepisce come tale), in lotta con il mondo inferiore e degradato. Se incontrassero Gesù o Martin Luther King li denigrerebbero, perché sono estremamente puntigliosi nel fare l’esatto contrario di quel che sta scritto nei vangeli. Della Bibba, è l’Antico Testamento che li trova in sintonia: la distruzione dei nemici, la punizione degli abomini, la proibizione di certi comportamenti umani, ecc. Sulle parole di Gesù diventano relativisti: condivisione, identificazione con i meno abbienti e i marginali, accettazione della diversità altrui, non fare agli altri quel che non vorresti che fosse fatto a te, e così via, sono precetti che li lasciano perplessi, che preferiscono contestualizzare. Sono loro a selezionare ciò su cui vogliono essere integralisti.

Ha spiegato la potenza del suo braccio,ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuoreha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi (Luca 1, 51-53)

Nessun accenno a messe in proprio onore, alla concentrazione di potere e di ricchezza, all’uso dei media e dei partiti per il proprio tornaconto, all’assidua frequentazione degli ottimati, a progetti di instaurazione di istituzioni post-democratiche nella Mitteleuropa. Nulla di tutto questo. Al contrario, Paolo chiarisce che è proprio la brama di denaro e potere ad essere la radice di ogni sorta di male. Quanto credibile può essere, domando retoricamente, una persona che si dice cristiana, sebbene contraddica quotidianamente e senza remore l’insegnamento di Gesù proprio sui principi che per lui erano essenziali?

Per un utile confronto, consiglio l’ottimo “Il santo Reich: le concezioni naziste del cristianesimo” di Richard Steigmann-Gall (Milano: Boroli, 2005).

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/09/13/lo-scontro-di-civilta-ce-lavete-nel-cervello-e-sono-le-teste-che-vanno-cambiate-prima-di-tutto/

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/11/03/se-romney-vince-siamo-tutti-nel-guano/

FREIHEITLICHEN (separatisti sudtirolesi) e LEGHISTI: è incomprensibile come qualcosa non possa essere considerato troppo pericoloso od estremo solo perché non può essere paragonato al nazismo. Si può disseminare odio, violenza verbale e psicologica, indottrinare i ragazzini, minacciare il prossimo, minare alle fondamenta la democrazia, ma sarebbe politicamente scorretto e passibile di denuncia definirli razzisti, bigotti, fanatici, estremisti, meschini, ecc.

La destra radicale etno-nazionalista è necessariamente perdente, essendo eternamente minoritaria. Quando le sue idee vincono i suoi leader muoiono (es. Strasser e Röhm nella Notte dei Lunghi Coltelli), perché sono solo dei burattini usa-e-getta impiegati dall’establishment quando questi sente il bisogno di “rimettere le cose a posto”. Questa sarà la sorte dei Freiheitlichen e della Lega Nord.

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/03/20/ulli-mair-e-le-pecore-nere-dellindipendentismo-sudtirolese/

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/10/23/la-geopolitica-dei-miti-etnici-la-morte-delleurozona-e-lavvento-dellimpero/

UNIONE EUROPEA: L’economista Vladimiro Giacché, in “Titanic-Europa: la crisi che non ci hanno raccontato”, ha riepilogato il quadro desolante di questi mesi, per quanto riguarda il comportamento delle autorità europee (2012, p. 157): Chi avrebbe detto che proprio quell’Europa che pretende di insegnare la democrazia a tutto il mondo, e talvolta di esportarla con i bombardieri, avrebbe impedito a un governo di organizzare un referendum popolare sulle misure di austerity da assumere come è avvenuto in Grecia? Chi avrebbe mai considerato normale che l’esito delle elezioni in Portogallo fosse ritenuto irrilevante, perché comunque il programma da seguire era già stato scritto a Bruxelles e a Francoforte? E che dire dell’Italia, dove si è ritenuto un atto di alta responsabilità nazionale impedire che si andasse alle elezioni anticipate dopo il catastrofico fallimento di un governo, oltretutto ormai privo di maggioranza parlamentare? In questi anni in Europa è successo letteralmente di tutto. La guida di fatto dell’unione Europea assegnata a Francia e Germania senza che questo sia previsto da nessun Trattato. Una Banca Centrale Europea che non può fare il prestatore di ultima istanza perché i Trattati le legano le mani, ma che in compenso manda lettere minatorie a governi di Paesi sovrani, dettando il proprio programma di governo (per giunta sbagliato). Parlamenti ricattati e costretti a votare l’inserimento in Costituzione di norme assurde e controproducenti come il vincolo del pareggio di bilancio. Tutto ciò mentre l’Europa degli accordi intergovernativi si adopera per modificare (in peggio) i Trattati esistenti facendo accuratamente in modo che nessun popolo europeo possa esprimersi con il voto su di essi.

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/10/12/il-nobel-per-la-pace-allue-burla-atroce-o-celebrazione-della-superbia-eurocentrica/

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/10/18/breve-lista-dei-crimini-commessi-contro-il-popolo-greco-dai-premi-nobel-per-la-pace/

LA QUESTIONE TEDESCA: La Germania ha potuto beneficiare di due grandi condoni debitori (anni Venti e 1953) e salvataggi (bail out), a spese degli Americani (Piano Dawes, Piano Young e Piano Marshall), di politiche congegnate in modo da creare un surplus commerciale ai danni degli altri paesi membri dell’Unione, di decisioni della Banca Centrale Europea che immancabilmente recepiscono le sue direttive, come ad esempio il fissare tassi di interesse che favoriscono la sua economia rispetto alle altre, di salvataggi delle sue banche pagati con le tasse di altri paesi colpiti dalle bolle speculative create da quelle stesse banche, di interpretazioni o rivisitazioni delle norme dell’unione che assicurano la sua egemonia continentale. Come reagirebbero i tedeschi se qualcun altro si comportasse allo stesso modo, a loro detrimento? Quale sarà il prezzo che dovranno pagare in termini di danno di immagine quando le prossime generazioni potranno apprendere cosa è realmente successo (e non cosa si è fatto credere alla gente)?

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/10/31/perche-la-cina-prevarra-e-la-germania-crollera-rovinosamente/

ISRAELE: trovo rivoltante il risorgere di motivi antisemiti neppure troppo velati (banchieri ebrei responsabili della crisi, complotti sionisti, ecc.). Ciò non toglie che una lobby sionista a Washington e nei media americani esiste, è influente e purtroppo non fa i migliori interessi di Israele, dato che si astiene scrupolosamente dal criticare le decisioni dei vari governi israeliani. Né si può negare che Israele abbia subito una radicale metamorfosi, dalla Scandinavia giudea delle premesse al Texas giudeo della realtà contemporaneità: una potenza nucleare paranoica, razzista, violenza, integralista, segregazionista ed imperialista che marcia a spasso spedito verso un futuro estremamente cupo, se non addirittura verso la sua distruzione. È stupefacente che non ci si interroghi sulla ragione per cui la destra cristiana antisemita sia la più filo sionista e non se ne traggano le necessarie ed estremamente allarmanti conclusioni.

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/04/10/lantisemitismo-lanti-sionismo-e-la-mentalita-apocalittica/

Christine Lagarde e l’FMI desiderano una rivoluzione?

Già da tempo mi è sorto il sospetto che l’estrema crudeltà dimostrata dalle autorità internazionali, ormai esplicitamente guidate da criteri esclusivamente neoliberisti, nei confronti di Greci prima e Portoghesi, Spagnoli, Irlandesi, ecc. poi, non sia unicamente dettata dalla volontà di sfruttare la crisi, aggravandola, per varare riforme strutturali che annullino buona parte dei diritti che lavoratori e cittadini in genere hanno conquistato nel dopoguerra.

Sono sempre più convinto che il piano sia molto più subdolo e nocivo e vada ben al di là dell’obiettivo di creare gli Stati Uniti d’Europa molto prima del tempo, quando ancora non esiste una società civile europea, un linguaggio comune europeo, media europei, un parlamento europeo sovrano, ecc. (oltre all’élite, l’unica cosa autenticamente paneuropea che c’è è la rete degli indignati).

Ho, insomma, il terribile sospetto che chi detiene il potere non possa desiderare di meglio che il verificarsi di mali estremi che giustifichino estremi rimedi.

Un sospetto che si rafforza leggendo l’intervista di Christine Lagarde al Guardian, che contiene asserzioni a dir poco incendiarie, a poche settimane dal voto greco, quasi che Lagarde tifasse per Syriza e non per i due partiti dell’establishment pro-austerità. Perché la Lagarde dovrebbe voler favorire i suoi oppositori invece di usare toni più accomodanti che invoglierebbero gli elettori greci a tornare nell’ovile neoliberista di conservatori e “socialisti”?

E perché farle su uno dei maggiori quotidiani britannici, ossia rivolgendosi ad un’opinione pubblica già ferocemente ostile al FMI ed al rigore a senso unico (anti-settore pubblico, anti-disabili, anti-pensionati, pro-imprese e ricchi, ecc.) del governo conservatore?

http://www.guardian.co.uk/world/2012/may/25/payback-time-lagarde-greeks?INTCMP=SRCH

Le reazioni inglesi sono state rabbiose quasi quanto quelle greche, come si evince dal numero di “mi piace” assegnato ai commenti più esasperati.

Segnalo il primo commento, che è anche il più apprezzato ed è, a mio avviso, molto condivisibile: “parole degne di una vera e propria sociopatica

[cf. http://www.informarexresistere.fr/2012/01/16/golpe-psicopatico/]

Purtroppo non conosco il greco e quindi posso solo affidarmi alle citazioni altrui per documentare le reazioni greche (più educate):

http://it.euronews.com/2012/05/27/i-greci-arrabbiati-con-lagarde-per-la-frase-sui-bambini-e-sulle-tasse/

Infine, perché mostrare sfacciatamente la sua costosissima borsa griffata come se fosse un sacco per raccogliere le offerte?

A parole, tanta sensibilità nei confronti dei bambini del Niger, ma non abbastanza da condividere un po’ della sua ricchezza coi meno “fortunati”:

“Per vestirsi, per gli accessori, per i gioielli spende certo più di Angela (ho notato che sfoggia 3 diverse borse di Hermes, in particolare una Kelly grigia, una Birkin color cuoio naturale ed una rossa non ben identificata con le proprie iniziali, che costano oggi messe insieme certamente più di 12.000 euro) ma ottiene l’effetto di apparire sempre elegantissima, luminosa e mai sopra le righe…La classe, il dispendio di denaro, le giacche e gli abiti perfetti contestualmente griffati e sobri, ma soprattutto il ciuffo argento la rendono praticamente uguale a Miranda/Meryl Streep de Il diavolo veste Prada. Non sbaglia mai una calzatura, una borsa. Sciorina foulard di Hermes come se non costassero almeno 310 euro l’uno”.

http://www.lundici.it/2012/01/ci-sono-una-tedesca-una-francese-e-un%E2%80%99inglese%E2%80%A6/

Pochi sanno che Lagarde guadagna oltre 380mila euro all’anno e non paga un euro di imposte in quanto funzionaria di un’istituzione internazionale:

http://www.toutsurlesimpots.com/exoneration-d-impots-pour-le-salaire-annuel-de-380-989-euros-de-christine-lagarde-au-fmi.html

Lungi dall’aiutare l’Africa, l’FMI la sta distruggendo:
http://www.africaw.com/how-the-world-bank-and-the-imf-destroy-africa

Christine Lagarde è sotto inchiesta nell’affare Tapie:
http://www.dailymotion.com/video/xkcm27_francia-lagarde-sotto-inchiesta-per-il-caso-tapie_news

Sempre più persone si stanno accorgendo che questi non sono esseri umani come gli altri. Per nascita o per ragioni biografiche – quindi non per loro colpa –, sono privi di empatia, di scrupoli, di coscienza, di ritegno, di rimorsi, di sensibilità, di altruismo. Ce ne sono diverse centinaia di milioni nel mondo. Si chiamano psicopatici (o sociopatici) e, quando non sono disfunzionali e quindi non vengono emarginati nelle patrie galere o uccisi, si integrano molto bene in una società ipercompetitiva e spietata e si specializzano nello scalare la piramide sociale (agognano il potere sugli altri, non possono farne a meno e sono diretti solo da considerazioni utilitaristiche).

In futuro il fatto che i leader non siano mai sottoposti a qualche verifica che ne accerti le qualità umane e morali sembrerà altrettanto grottesco di quanto oggi ci apparirebbe mettere un portatore di difterite a dirigere il reparto lattanti di un ospedale”.

Erich Neumann, “Psicologia del profondo e nuova etica”, p. 82

Sospetto che il nostro tempo non sia semplicemente o principalmente un’età di follia ma un’età di psicopatia. Più precisamente: penso che una nota chiave della nostra epoca sia la manipolazione psicopatica di ansie psicotiche. Si fa leva sull’annichilimento apocalittico e su altri terrori catastrofici, approfittandosene.

Michael Eigen, “Età di psicopatia”, Milano: Angeli, 2007, p. 15.

Non deve dunque meravigliarci il fatto che molti psicopatici occupino delle posizioni di comando; ci meraviglia il fatto che in tali posizioni non ce ne siano in numero ancora maggiore…uno dei grandi problemi di ogni società, di ogni istituzione politica o di altre grandi istituzioni, consiste nell’impedire che, con il tempo, degli psicopatici privi di scrupoli, compensati e socialmente integrati, prendano in mano il potere…sono convinto che una democrazia nella quale i cittadini non siano in grado di smascherare gli psicopatici sia destinata a essere distrutta da demagoghi assetati di potere. In Svizzera, la “resistenza” contro le grandi personalità, la preferenza in politica per le figure mediocri sono connesse alla naturale tendenza a impedire, in ogni caso, che gli psicopatici prendano il potere…Questi “grandi criminali” (Alessandro Magno, Gengis Khan, Napoleone, Guglielmo II, Hitler, Stalin….) distruggono la vita di milioni di persone…Soltanto attraverso il dominio distruttivo e la seduzione dei popoli essi riescono a illudersi di non essere più degli emarginati.

Adolf Guggenbühl-Craig, “Deserti dell’anima: riflessioni sull’eros e sulla psicopatia”, Bergamo: Moretti & Vitali, 2001, pp. 177-179.

L’avidità, non trovo una parola migliore, è valida, l’avidità è giusta, l’avidità funziona, l’avidità chiarifica, penetra e cattura l’essenza dello spirito evolutivo. L’avidità in tutte le sue forme: l’avidità di vita, di amore, di sapere, di denaro, ha improntato lo slancio in avanti di tutta l’umanità Io non creo niente, io posseggo. E noi facciamo le regole: le notizie, le guerre, la pace, le carestie, le sommosse, il prezzo di uno spillo. Tiriamo fuori conigli dal cilindro mentre gli altri, seduti, si domandano come accidenti abbiamo fatto. Non sarai tanto ingenuo da credere che noi viviamo in una democrazia: vero, Buddy? È il libero mercato, e tu ne fai parte: sì, hai quell’istinto del killer…

Gordon Gekko, “Wall Street” (1987)

Io sono un operatore finanziario, non mi preoccupa la crisi, se vedo un’opportunità di fare denaro, la seguo. Noi non ci preoccupiamo di come sistemare l’economia o di come si supererà questa situazione. Il nostro lavoro e fare soldi e io personalmente ho sognato questo momento negli ultimi tre anni. Devo confessarlo, ogni notte vado a dormire sognando un’altra recessione, un altro momento come questo. Perché c’è molta gente che non lo ricorda, però la depressione degli anni 30 non è stata solo il crollo dei mercati. C’era gente preparata a fare soldi con quel crollo.

Alessio Rastani, operatore finanziario indipendente, intervista alla BBC, 2011

Se è la rivoluzione che vogliono, si può resistere senza farla. E’ sufficiente rifiutarsi di cooperare con il proprio asservimento e “puff”, l’incantesimo svanisce, il potere evapora e i “potenti” restano nudi come il re nudo, impotenti come il Mago di Oz:

http://fanuessays.blogspot.it/2011/11/etienne-de-la-boetie-un-uomo.html

1 persona su 7 crede, erroneamente, che la fine del mondo arriverà nel corso della sua vita

Ricerca Ipsos, sponsorizzata da Reuters News. Campione di 16.262 adulti in 21 paesi, pubblicata il 1 maggio 2012.

1 persona su 10 crede che la fine arriverà nel 2012 ma, ciò che conta, in quanto prescinde dalla stronzata del calendario maya (persino Giacobbo l’ha scartata), il 14% (1 su 7) pensa che sarà testimone della fine del mondo.

Liquidiamo subito la cosa del calendario maya. I Maya non hanno saputo prevedere la loro estinzione, perché dovremmo prendere sul serio un computo di cui non conosciamo neppure il significato?
E perché dovremmo credere che il futuro sia predeterminato e che nessuna variabile possa influenzare il corso degli eventi (es. uccisione mancata di un papa o morte accidentale di un genio scientifico)?
L’ipotesi Pianeta X/Nibiru non sta in piedi. Matematicamente, è impossibile che un pianeta vagante arrivi a collidere con la Terra entro la fine del 2012. Non potrebbe mai raggiungere una velocità sufficiente a farlo.
Come ho spiegato qui, è assai probabile che il Sole sia una stella binaria, il che comporta la possibilità di distruzioni cicliche (asteroidi/comete deviati verso il Sole che impattano sulla Terra) ma, anche se dovesse succedere proprio a noi, qui ed ora (N.B. Quanti Ebrei avranno pensato: perché dovrebbe succedere proprio a noi? impossibile!), è molto improbabile che ciò causi la fine della civiltà umana e ancor meno del mondo.
Molti di noi moriranno ed altri sopravvivranno e tutto ricomincerà. La vita continua.
Succede ogni giorno in diversi paesi del Terzo Mondo o nelle nostre guerre umanitarie e la cosa non pare sconvolgerci più di tanto.

“Non vi fate tesori sulla terra, ove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri sconficcano e rubano, ma fatevi tesori in cielo”.
Matteo 6: 6, 19

 

Il 99% contro l’1% non è populismo spicciolo: eccone la prova

Come si può osservare, nel 2010, l’aumento dei redditi complessivo negli Stati Uniti è stato ripartito come segue:
37% allo 0,01% della popolazione (gli straricchi), con un incremento del 21,5% rispetto al 2009;
56% all’1% della popolazione (i ricchi, che guadagnavano già oltre 1 milione di dollari all’anno), con un incremento dell’11,6%;
7% al 99% della popolazione, con un incremento dello 0,2%;

Nel complesso, il 93% dei benefici pecuniari prodotti dal capitalismo finisce nelle mani dell’1% della popolazione americana, come volevasi dimostrare.

Ai tempi di Clinton era il 45%, ai tempi di Bush il 65%. Obama non ha fatto quel che doveva fare, ossia seguire l’esempio di F.D. Roosevelt. Quando il secondo maggior finanziatore della tua campagna elettorale è Goldman Sachs, non sei probabilmente nella posizione di governare un paese con la necessaria decenza e l’indispensabile buon senso. Si è ritagliato il ruolo del Robin Hood all’incontrario.

Dovrebbe perciò essere evidente a chi ha occhi per vedere che la situazione è completamente insostenibile, come lo era nel 1789.

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Durante un incendio nella foresta, mentre tutti gli animali fuggivano, un colibrì volava in senso contrario, con una goccia d’acqua nel becco. “Cosa credi di fare?” gli chiese il leone. “Vado a spegnere l’incendio!” rispose il colibrì. “Con una goccia d’acqua?” disse il leone, con un sogghigno ironico. E il colibrì, proseguendo il volo, rispose: “Io faccio la mia parte”. (Favola africana)

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La lotta di classe non è soltanto il conflitto tra classi proprietarie e lavoro dipendente. È anche «sfruttamento di una nazione da parte di un’altra», come denunciava Marx Il punto di vista del pensiero meridiano è il punto di vista dei Sud del mondo, dall'America Latina al nostro Mezzogiorno, quella parte della società schiava di squilibri ancor prima di classe che territoriali.

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