Il rapporto del Pentagono – l’umanità è in grado di gestire una glaciazione

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Record di emissioni di C02 – eppure anche i climatologi “serristi” devono ammettere che c’è una pausa nel riscaldamento globale

http://m.theaustralian.com.au/news/features/twenty-year-hiatus-in-rising-temperatures-has-climate-scientists-puzzled/story-e6frg6z6-1226609140980

Gli esperti del servizio meteorologico nazionale britannico prevedono che il grande gelo che attanaglia il Regno Unito potrebbe durare fin quasi alla fine di aprile. Le temperature difficilmente recupereranno le medie del periodo prima della seconda metà del mese.
http://www.guardian.co.uk/uk/2013/mar/27/uk-freeze-april-forecasters

Ho illustrato gli indicatori di un’incombente glaciazione

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/01/31/fuochino-fuoco-ghiaccio-cause-e-conseguenze-di-una-glaciazione/

Ma quali sarebbero le sue più probabili conseguenze? Ce lo spiega un rapporto – “An Abrupt Climate Change Scenario and Its Implications for United States National Security” – curato da Peter Schwartz e Doug Randall e pubblicato dal Pentagono nell’ottobre del 2003, che prende in esame l’eventualità di una glaciazione meno grave di quella del Dryas Recente (gli iceberg arrivavano in Portogallo)

http://it.wikipedia.org/wiki/Dryas_recente

e più seria della Piccola Era Glaciale

http://it.wikipedia.org/wiki/Piccola_era_glaciale

ossia un evento del tipo verificatosi 8200 anni fa, che fu preceduto da un forte riscaldamento globale e durò circa un secolo.

Il rapporto è il risultato di una serie di interviste di scienziati, di analisi e di nuovi riscontri.
In sintesi. Il riscaldamento globale causa il rallentamento della Corrente del Golfo, il rafforzamento della ventosità, climi più secchi laddove erano più umidi e vice versa, con pesanti effetti sulla produzione agricola, la stabilità sociale e la pace.

Nello scenario considerato il riscaldamento globale raggiunge il suo picco (fortissimo scioglimento dei ghiacci artici nel periodo estivo) intorno al 2010 (è successo nel 2012 e succederà nel 2013). L’effetto più grave è che la Corrente del Golfo non riesce più a portare acqua calda e salata verso l’Europa settentrionale mentre le accentuate precipitazioni nel Nord Atlantico aggiungono altra acqua fredda e dolce.

L’impatto è rapido ma si sviluppa nel corso di un decennio, tra il 2010 ed il 2020.

Le temperature precipitano di diversi gradi in Europe e leggermente meno nel Nord America e nell’Asia settentrionale. Siccità in Europa e Nord America. Tempeste di neve diventano più frequenti. Venti più forti.

Siccità prolungata in Cina ed Europa. Altre aree secche diventano umide.

Il raffreddamento dell’area del Nord Atlantico diventa sempre più intenso ed imprevedibile. La neve si accumula e quindi il fresco si prolunga anche in estate. La circolazione atmosferica ne risulta alterata. Dopo il 2015 (per noi sarebbe il 2017, tenuto conto della discrepanza tra scenario e realtà) il freddo comincia a farsi sentire nell’Europa meridionale ed in Nord America. Correnti fredde soffiano attraverso il continente europeo danneggiando l’agricoltura. La siccità ed il vento producono tempeste di sabbia/polvere.

Intorno al 2020 il clima europeo rassomiglia quello siberiano.

L’Europa sarà la più pesantemente colpita dal cambiamento climatico.

Il clima dell’Europea nord-occidentale sarà più freddo, secco e ventoso rendendola molto simile alla Siberia. L’Europa meridionale subirà un cambiamento minore ma verrà colpita da violenti e intermittenti raffreddamenti e da rapidi sbalzi di temperatura. L’Europa combatterà per arginare l’emigrazione dalle nazioni scandinave e dall’Europea settentrionale di popoli in cerca di caldo, così come l’emigrazione dai paesi duramente colpiti in Africa e altrove. Entro il 2030 circa il 10% della popolazione europea si sarà trasferito in un paese diverso da quello di residenza, per ragioni climatiche.

Gli Stati Uniti e la Cina vedranno un deterioramento della produzioni agricola.

Camaleontismo Climatico (riscaldamento sì, riscaldamento no, riscaldamento boh?)

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Nevicate record nel New England, Canada, Medio Oriente e a Mosca

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/01/31/fuochino-fuoco-ghiaccio-cause-e-conseguenze-di-una-glaciazione/

Gli esseri umani hanno alterato in una misura tale la composizione dell’atmosfera che la prossima glaciazione è stata rinviata a tempo indeterminato.

Comitato consultivo federale statunitense sul cambiamento climatico, 8 febbraio 2013

I climatologi tropicalisti/serristi si affannano a cercare di spiegare gli inverni più freddi e nevosi degli ultimi anni dando la colpa al costante riscaldamento globale, invece di ammettere che le temperature si sono oramai stabilizzate e che, se l’attuale massimo solare è così debole, figuriamoci cosa succederà al clima terrestre con il minimo solare che, verosimilmente, sarà davvero minimo.

Quel che non possono spiegare è:

1. perché gli inverni erano freddi e nevosi, o anche più freddi e più nevosi, negli anni Sessanta e Settanta, quando gli esperti prevedevano una glaciazione e i ghiacci artici si espandevano;

2. perché gli inverni sono diventati più miti negli anni novanta ed all’inizio del secolo, con temperature globali in crescita e ghiacci artici in contrazione;

3. perché i precedenti modelli che prevedevano inverni più miti si sono dimostrati sbagliati;

In sintesi: le estati calde confermano il riscaldamento globale, gli inverni freddi confermano il riscaldamento globale, il clima piovoso conferma il riscaldamento globale, il clima secco conferma il riscaldamento globale, l’assenza di riscaldamento globale conferma il riscaldamento globale. Ogni anomalia di qualunque tipo non può che confermare il riscaldamento globale, in un modo o nell’altro. Non esiste un evento meteorologico che non sia prova del fatto che il riscaldamento continua ed è colpa dell’uomo. Perciò, stando ai modelli serristi, possiamo dire con una ragionevole certezza che le prossime estati ed i prossimi inverni saranno più caldi, più freddi o identiche alle passate estati ed inverni.

Attendiamo l’immancabile incriminazione delle attività umane per il raffreddamento globale, per una svariata serie di ragioni tutte rigorosamente scientificissime.

Perché il comitato consultivo federale abbia ragione occorre che si verifichino due condizioni:
1. costante aumento dell’anidride carbonica

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2. costante aumento delle temperature:

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Come si vede:

Per RSS il riscaldamento globale non è stato significativo per più di 23 anni.

Per UAH non è stato significativo per oltre 19 anni.

Per Hadcrut3 non è stato significativo per oltre 19 anni.

Per Hadcrut4 non è stato significativo per oltre 18 anni.

Per GISS non è stato significativo per più di 17 anni.

Video molto “stimolante” o “inquietante”

Abbiamo esaurito le scorte di papi?

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Solo il Signore può licenziare da Papa.
Ratzinger a Porta a Porta

È come se Benedetto XVI avesse cercato di emancipare il papato e la Chiesa cattolica dall’ipoteca di una specie di Seconda Repubblica vaticana; e ne fosse rimasto, invece, vittima…. si parla del contenuto «sconvolgente» del rapporto segreto che tre cardinali anziani hanno consegnato nei mesi scorsi a proposito di Vatileaks … Si fa notare che da oltre otto mesi lo Ior, l’Istituto per le opere di religione considerato «la banca del Papa», è senza presidente dopo la sfiducia a Ettore Gotti Tedeschi… E continuano a spuntare «buchi» di bilancio a carico di istituti cattolici, dopo la presunta truffa milionaria a danno dei Salesiani: un episodio imbarazzante per il quale il segretario di Stato, Tarcisio Bertone, ha inutilmente cercato la solidarietà e la comprensione della magistratura italiana….Bertone ha chiesto di incontrare per una decina di minuti il capo dello Stato Giorgio Napolitano prima della festa in ambasciata di oggi pomeriggio.

Massimo Franco, Corriere della Sera, 12 febbraio 2013

http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarticolo.asp?currentArticle=1S5CDG

A indicare la data fatidica del 2012 è stato il gesuita René Thibautg nel libro “La misterieuse prophétie des Papes”, del 1951. Thibautg cita un professore di Oxford, Sanders, che già nel 1571 aveva fissato al 2012 la distruzione di Romae il giudizio finale. Sanders a sua volta fa riferimento all’ ultima delle 112 profezie del monaco irlandese Malachia relativa all’ ultimo papa, che sarà eletto dopo Benedetto XVI come Pietro II. Stavolta però i conti non tornano: non solo perché Ratzinger gode ottima salute, ma anche perché la profezia di Malachia dovrebbe avverarsi nel 2026, l’ anno indicato pure da Michel Nostradamus per l’ avvento dell’ Anticristo e la distruzione di Roma. È quindi probabile che certi profeti da quia tre anni saranno smentiti; accanto alle loro, però, hanno preso consistenza altre profezie. La Vergine a La Salette nel 1846 annuncia ai pastorelli Massimino e Melaina: «Roma sparirà e il fuoco cadrà dal cielo». Nel 1886, il sensitivo Blanchard racconta la distruzione di San Pietro; don Bosco nel 1870 profetizza a Pio IX quattro sventure di Roma: «Nella prima saranno percosse le terre e gli abitanti (forse la caduta di Roma papale). Nella seconda la strage e lo sterminio sarà sulle tue mura (forse la Seconda guerra mondiale). La terza volta al comando del Santo Padre subentrerà il regno del terrore, dello spavento, della desolazione. La quarta volta il tuo sangue e quello dei tuoi figli laveranno le macchie che tu fai alla legge di Dio». E anche suor Imelda nel 1872 vede in un futuro imprecisato Roma «coperta di macerie».

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/11/22/nostradamus-malachia-tanti-profeti-della-distruzione-di.html

L’elezione unanime da parte del Sacro Collegio di un semplice monaco eremita, completamente privo di esperienza di governo e totalmente estraneo alle problematiche della Santa Sede, può forse essere spiegato dal proposito attendista di tacitare l’opinione pubblica e le monarchie più potenti d’Europa, vista l’impossibilità di eleggere un porporato su cui tutti fossero d’accordo…il monaco, forse anche intimorito dalla potenza della carica, inizialmente oppose un netto rifiuto che, successivamente, si trasformò in un’accettazione alquanto riluttante, avanzata certamente soltanto per dovere d’obbedienzaIl 28 aprile 2009 Benedetto XVI, visitando la basilica duramente colpita dal terremoto di qualche giorno prima, pose sull’urna (una teca di cristallo) di Celestino V il suo pallio pontificio in ricordo della visita.

http://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Celestino_V

Un papa che non informa neppure le persone a lui più vicine delle sue intenzioni e si dimette nella più banale e perciò imprevedibile delle occasioni, che cosa ci dice sulla situazione in Vaticano?

Come bisogna leggere questa notizia se non come un’evasione?

Non voleva essere papa e sa benissimo cosa sta per succedere. Lo scandalo finanziario che sta per colpire il Vaticano (e che coinvolgerà anche molti risparmiatori) sarà epico e darà la stura a molti altri scandali. Il prossimo papa regnerà sulle rovine metaforiche del potere pontificio. Ci saranno omicidi e suicidi eccellenti, la lotta di potere esploderà ancora più virulenta.
Non c’è nulla di originale o sconvolgente in questa tesi. In pochi minuti di ricerche in rete lo arriva a capire chiunque. Il processo è inevitabile e si tratta solo di aspettare.

È arrivato il momento in cui il Vaticano imploderà sotto il peso di tre scandali:

1. riciclaggio del denaro sporco e mafierie varie;

2. omicidi/suicidi eccellenti;

3. pedofilia.

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Cadono 2 fulmini (!!!) sulla cupola di San Pietro proprio il giorno delle dimissioni. Un presagio?

RICICLAGGIO E REATI FINANZIARI ASSORTITI

“Prima la fuga di documenti di monsignor Caiola che consentirono a Nuzzi di scrivere il suo libro e che ha rivelato la prosecuzione dello Ior parallelo, che si credeva finito già anni prima. Poi a raffica gli scandali Fiorani, Anemone, Roveraro e riciclaggi vari. Poi l’inchiesta della Procura romana sui movimenti dello Ior presso la Jp Morgan e le pressioni della finanza mondiale perché lo Ior regolarizzasse la sua posizione giuridica (formalmente esso non è una banca e non è soggetto ai controlli internazionali del sistema bancario).

Conseguentemente, Benedetto XVI, dopo aver imposto Gotti Tedeschi (uomo dell’Opus Dei) a capo dello Ior (sino a quel punto più vicino all’ala massonica del “sacro collegio”), decise,  a fine 2010, di aderire alla convenzione monetaria Ue, accettando l’applicazione delle norme antiriciclaggio. Quel che non servì ad evitare nuovi scandali su sospetti movimenti di capitali. A proposito: nella stranissima vicenda dei falsi titoli di Stato americani, che girano dal 2009, il nome dello Ior spunta in 6 casi su 11. Forse solo un caso.

Poi continuò implacabile la fuga di documenti per tutto il 2011-12 dietro la quale non era difficile intravedere lo scontro fra gli uomini dell’Opus e quelli della “Loggia” vaticana. Al punto che, nel maggio dell’anno scorso, Gotti Tedeschi rassegnava le dimissioni, dando il via ad un aperto scontro in seno alla commissione cardinalizia presieduta dal cardinal Bertone, segretario di Stato. Da allora lo Ior non ha un presidente effettivo.

Il prossimo 23 febbraio occorrerà riformare la commissione cardinalizia, con l’uscita dei cardinali Attilio Nicora e Laois Tauran (grande amico di Gotti Tedeschi) entrambi assai polemici con Bertone. In queste stesse settimane il nome dello Ior è tornato all’onore (si fa per dire: onore!) delle cronache per l’acquisizione di Anton Veneta da parte del Monte dei Paschi di Siena e tutto fa pensare che altro verrà fuori, nonostante la scontata smentita vaticana”.

http://www.aldogiannuli.it/2013/02/dimissioni-papa/

“La Consob americana e tedesca alle costole, per speculazioni con mutui, tassi d’interesse e derivati. La Bundespolizei negli uffici, per sospetto di frodi fiscali e riciclaggio. Infine, un buco gigante di quasi 3 miliardi di dollari (2,2 miliardi di euro) in perdite appurate, solo nell’ultimo trimestre del 2012.

Se le rivelazioni alla Sec (l’autorità di controllo sulle società del governo americano) di tre dipendenti silurati si dimostrassero vere, potrebbe essere la punta dell’iceberg di un rosso abissale mascherato negli anni, pari a oltre 12 miliardi di dollari.

La Deutsche Bank, il maggiore gruppo bancario dell’Unione europea, resta un monolite della finanza in Germania. Ma è sempre meno difendibile e intoccabile, anche dagli inquirenti di Berlino. E non solo per il maxi-derivato Santorini da 1,5 miliardi di euro, disegnato su misura nel 2008 per il Monte dei Paschi di Siena, così da coprire – speculandoci sopra – i bond in pancia all’istituto toscano.

[…]

A Roma, Bankitalia vigila anche su un sospetto flusso di riciclaggio in Vaticano, attraverso pagamenti elettronici su bancomat e conti del gruppo tedesco. In Germania, incalzato da Bruxelles e dall’Eba (l’Autorità bancaria di vigilanza), il governo studia come risanare il sistema bancario. Spesso infarcito – come la storia di Deutsche Bank dimostra – di titoli tossici e conti truccati, attraverso una mole di «operazioni collaterali».

Citando tutte le inchieste, lo Spiegel ha chiamato questo castello di carta (e di miliardi volatilizzati) «il lato oscuro della Deutsche Bank». Che la misura, anche per la prima banca d’Europa, sia colma?”

http://www.lettera43.it/economia/finanza/la-voragine-nei-conti-di-deutsche-bank_4367582062.htm

Mussolini paga il Vaticano per il riconoscimento ufficiale del regime da parte della Chiesa (1929), la Chiesa investe bene quei soldi, anche offshore, e ora il capitale iniziale si è moltiplicato fino a raggiungere la soglia del mezzo miliardo di sterline ed un notevole impero immobiliare paneuropeo
http://www.guardian.co.uk/world/2013/jan/21/vatican-secret-property-empire-mussolini

OMICIDI/SUICIDI ECCELLENTI

“…Il “fumo di Satana” di cui parlava Paolo VI sembra diventato invadente. Anche quando ci fu lo scandalo dei preti pedofili una diplomazia nota per la sua esperienza si lasciò andare a dichiarazioni discordanti e scomposte. Altrettanto sconcertanti i documenti che escono oggi. Lettere anonime contro il primo ministro Bertone, il trasferimento-allontanamento di un prelato che aveva denunciato scandali e ruberie, la diceria di un attentato al Papa. Padre Lombardi, portavoce, si ostina a dire che quest’ultima è solo una sciocchezza. Credo anch’io che lo sia. Il punto però non è nella credibilità della voce ma nel fatto in sé che la voce circoli, e che esca dalle “sacre mura”. Lì è il segno dello sconquasso. Una volta non era così. Quando si seppellì in una veneranda basilica il gangster De Pedis nessuno seppe, e ancora oggi nessuno sa, perché. Quando si consumò (4 maggio 1998) il triplice omicidio del comandante delle guardie svizzere, di sua moglie e del povero caporale Cédric Tornay, la versione data a caldo, chiaramente falsa, non ebbe smentita tanto che ancora oggi è la sola versione ufficiale di un crimine rimasto irrisolto e impunito. Quando si hanno precedenti di tale gravità non ci si può stupire se, degradandosi ulteriormente il tono generale, succeda quello che sta accadendo in questi giorni”.

Corrado Augias, la Repubblica, 17 febbraio 2012

Occhi puntati su gesuiti ed Opus Dei e Cl.

PEDOFILIA

Charles J. Scicluna era il funzionario della Santa Sede che perseguiva i preti pedofili. E lo ha fatto – a differenza di altri – con determinazione, denunciando anche la cultura del silenzio italiana. Ieri è stato rimosso, senza spiegazioni, e spedito a Malta come funzionario di basso rango. Una mossa che sconcerta.

http://www.linkiesta.it/preti-pedofili#ixzz2KbCWTNhj

http://www.linkiesta.it/blogs/papale-papale/come-ti-normalizzo-un-pontificato

http://www.lettera43.it/cronaca/pedofilia-in-vaticano-404-nuove-denunce_4367562684.htm

http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Cronache_e_politica/Pedofilia-Vaticano-600-denunce-anno/05-02-2013/1-A_004749341.shtml

“Nel 1990, Savile ricevette un Ordine Cavalleresco dell’Impero Britannico (OBE) dalla regina Elisabetta II in persona, anche se già correva voce che avesse abusato della sua posizione di star in due programmi popolari della BBC, “Top of the pops” e “La vita secondo Jim”, per aver molestato sessualmente delle ragazzine minorenni. Il suo impegno in opere di carità per gli orfani e gli adolescenti mentalmente disturbati lo ha portato ad una relazione stretta con il principe Carlo, non estraneo a sua volta a scandali sessuali. Lo stesso anno del premio dell’Ordine Cavalleresco Savile ricevette anche un Ordine papale, l’Ordine Pontificio Equestre di san Gregorio il Grande, da papa Giovanni Paolo II. Furono messi sotto pressione sia Buckingham Palace che il Vaticano affinché i premi fossero postumamente tolti, ma entrambe le istituzioni rifiutarono di farlo e continuano a mantenere comunque i premi, scaduti con la morte di Savile”.

Wayne Madsen

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/11/20/barbablu-vive/

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12.02.13: Steve Bell on the Pope's resignation

Questi scandali saranno seguiti da rivelazioni sulla reale natura del “cristianesimo” predicato dal Vaticano (un culto anticristiano di natura mitraica)

http://it.wikipedia.org/wiki/Cristianesimo_e_Mitraismo

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/06/27/gesu-il-grande-inquisitore-economia-esoterica/

Succederà tutto entro due anni al massimo, con una rapidità che prenderà tutti di sorpresa, anche quelli che già sospettavano.

Vatileaks era solo un piccolo assaggio.

Si dimette il 28 febbraio, anniversario dell’abolizione della democrazia in Germania, con la Verordnung des Reichspräsidenten zum Schutz von Volk und Staat (1933)

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Fuochino…fuoco…GHIACCIO! (cause e conseguenze di una glaciazione)

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IL SINDACO DI LONDRA: ”il governo dovrebbe cominciare a considerare la possibilità che siamo agli inizi di una piccola era glaciale dovuta al calo di attività solare…evento che avrà grandi implicazioni per l’agricoltura, il turismo, i trasporti, la gestione del traffico aereo e l’economia nel suo complesso“.

http://www.telegraph.co.uk/comment/columnists/borisjohnson/9814618/Its-snowing-and-it-really-feels-like-the-start-of-a-mini-ice-age.html

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evento stratosferico sta portando aria artica fino agli Stati Uniti con temperature tra i -10 e i -40 C. L’articolo lo descrive come un fenomeno sempre più frequente negli ultimi anni, legato allo scioglimento dei ghiacci artici
http://www.climatecentral.org/news/stratospheric-phenomenon-is-bringing-frigid-cold-to-us-15479

qui il relativo studio sull’accresciuta frequenza e natura del fenomeno, che precisa come si tratti dell’opposto di quel che i “tropicalisti”/”serristi” si attendevano (cf. inverni sempre più miti – invece la seconda parte dell’inverno è sempre più rigida e nevosa in Eurasia e Nord America):
http://web.mit.edu/jlcohen/www/papers/Cohenetal2009.pdf

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Record assoluto di formazione di ghiaccio nell’Artico. Quando arriverà l’estate e si scioglierà a velocità ed in quantità senza precedenti (come nel 2012) ci saranno conseguenze nefaste.

Questo scioglimento [dei ghiacci artici] fa sì che una enorme mole d’acqua fredda e dolce si riversi nel nord Atlantico, andando a disturbare il flusso della corrente del Golfo. Infatti una modifica significativa della salinità dell’acqua e della temperatura potrebbe far saltare il meccanismo della corrente raffreddandola molto prima che raggiunga le coste europee e costringendola a fare ritorno in dietro addirittura a disperderla e annullarla. In tutti e due i casi l’Europa si troverebbe alle prese con un terribile e repentino cambiamento climatico. Un ritorno dei ghiacci interesserebbe tutta la Scandinavia, l’Islanda e parte della Gran Bretagna, l’Oceano sopra il 60° parallelo si trasformerebbe in una immensa distesa si ghiaccio. In conseguenza di ciò aumenterebbe tantissimo l’albedo totale e il fronte polare si abbasserebbe notevolmente, generando un raffreddamento sensibilissimo su tutta l’Europa, Italia inclusa. E’ lecito ricordare che questa teoria, inizialmente snobbata dalla comunità scientifica, sta negli ultimi mesi acquistando sempre più seguito. Ne sono prova gli ormai innumerevoli articoli che si trovano sull’argomento sia su giornali che su internet per gli interventi preoccupati di eminenti studiosi e climatologi di fama mondiale.

http://www.sqtradiometeo.it/images/La%20corrente%20del%20golfo/La%20corrente%20del%20golfo.htm

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Quello del 2012 è stato il dicembre più freddo dell’emisfero settentrionale dal dicembre del 2000

http://data.giss.nasa.gov/gistemp/tabledata_v3/NH.Ts+dSST.txt

Ecco cosa diceva riguardo all’Europa uno scenario di un rapporto commissionato dal Pentagono in cui diversi climatologi immaginavano cosa sarebbe potuto succedere in conseguenza del cambiamento climatico: sarà “la più pesantemente colpita dal cambiamento climatico, le temperature medie annuali scenderanno di 6 gradi Fahrenheit (un po’ più di 3 gradi centigradi) in meno di un decennio, con trasformazioni più drammatiche lungo la costa nord-occidentale. Il clima dell’Europea nord-occidentale sarà più freddo, secco e ventoso rendendola molto simile alla Siberia. L’Europa meridionale subirà un cambiamento minore ma verrà colpita ancora da violenti e intermittenti raffreddamenti e da rapidi sbalzi di temperatura. ridotte precipitazioni provocheranno la perdita di terreni coltivabili, il che diventerà un problema per tutta l’Europa contribuendo alla mancanza di scorte di cibo. L’Europa combatterà per arginare l’emigrazione dalle nazioni scandinave e dall’Europea settentrionale di popoli in cerca di temperature più miti, così come l’emigrazione dai paesi duramente colpiti in Africa e altrove”.

http://www.gbn.com/articles/pdfs/Abrupt%20Climate%20Change%20February%202004.pdf

http://fanuessays.blogspot.it/2011/10/le-attivita-umane-hanno-solo-accentuato.html

Questa è la ricostruzione di quel che potrebbe accadere a causa dello scioglimento troppo rapido dei ghiacci artici (in questi anni, nell’Artico, nevica sempre di più, ma la neve si scioglie sempre più in fretta):

Il ghiaccio si scioglie, inonda gli oceani del nord con acqua fresca. Ciò causa un aumento più rapido della temperatura dell’acqua in estate. La differenza di temperatura tra l’Artico e gli oceani meridionali diventa troppo ridotta. Le correnti si bloccano e improvvisamente abbiamo un rimbalzo glaciale:

http://it.wikipedia.org/wiki/The_Day_After_Tomorrow_-_L%27alba_del_giorno_dopo

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/10/25/corrente-del-golfo-ormai-incapace-di-attraversare-latlantico/

Art Bell e Whitley Streiber, gli autori del libro “The coming global superstorm”, da cui è tratto il film sopracitato, descrivono quel che dovrebbe accadere perché si possa dire che lo scenario di una glaciazione improvvisa si sta effettivamente verificando:

“Diciamo che vivete a Dallas, o Madrid, o Roma. Il primo indizio che la supertempesta sta prendendo forma potrebbe essere delle previsioni del tempo secondo cui una serie di fronti freddi si muovono verso sud dal Mar Artico, uno dopo l’altro. Questo potrebbe accadere in qualsiasi momento dell’anno.

Potrebbe capitare di sentire che luoghi più settentrionali – Toronto, Stoccolma, Pechino – sono stati colpiti da condizioni meteo estremamente dure – piovosità straordinaria in estate, bufere di neve senza precedenti in inverno. Fenomeni che si protraggono per una settimana o più, intensificandosi.

Attraverso le pianure del nord del mondo – le pianure nordamericane, le steppe dell’Asia centrale – si comincerebbero a registrare raffiche di vento che possono superare le 100 miglia all’ora (c. 160 km/h).

Luoghi come Edmonton e Semipalatinsk, poi Minneapolis e Mosca, cesserebbero di comunicare con il mondo esterno. Alaska e Siberia settentrionale sarebbero mute già da molto prima.

Dall’Europa, all’Asia, all’America, intere popolazioni cercherebbero disperatamente di spostarsi verso sud.

Poiché le stesse alterazioni che modificano le correnti del Nord Atlantico influirebbero anche sul movimento delle correnti nel sud del mondo, l’Australia e la Nuova Zelanda sarebbero anch’esse colpite. Lì, l’estate si convertirebbe in inverno, o un inverno normale diventerebbe estremamente freddo. Maremoti devasterebbero le coste meridionali del continente. Tifoni improvvisi investirebbero le Filippine, il Giappone e le isole del Pacifico.

[Se tutto ciò si verificasse], quanto più a nord ci si trova, tanto più estreme saranno le condizioni.

Giorno dopo giorno, le tempeste continueranno, diventando più complesse ed organizzate, più grandi, assumendo forme mai osservate prima.

In tutto l’emisfero settentrionale avranno luogo spostamenti massicci di popolazione. Il caos regnerà e molte, molte persone periranno a causa della supertempesta.

Quando la supertempesta si sarà esaurita, diventerà subito evidente che è stata una catastrofe di proporzioni mozzafiato.

Si salveranno solo Portogallo, Italia meridionale e il sud della Spagna. L’intero Midwest americano si troverà sotto una lastra di ghiaccio che si estende attraverso la Siberia e il nord Europa. Questo ghiaccio rifletterà una grande quantità di luce solare e calore verso lo spazio.

Se la tempesta – come pare possa essere accaduto l’ultima volta – colpirà in estate, il ghiaccio probabilmente si scioglierà.

È possibile che questo sia proprio quel che è successo l’ultima volta e, come vedremo, è stato registrato nei miti di tutto il mondo.

Se la tempesta avrà luogo in autunno o in inverno, allora il ghiaccio potrebbe teoricamente compattarsi così tanto nei mesi successivi e riflettere così tanto calore e luce che l’estate successiva semplicemente non sarà abbastanza calda da farlo sciogliere. L’inverno che seguirà sarà il più freddo della storia.

L’effetto finale e ironico del riscaldamento globale diventerebbe subito chiaro ai superstiti: l’inizio di una nuova era glaciale”.

http://www.bibliotecapleyades.net/ciencia/esp_ciencia_tsunami17a.htm

Stiamo forse già assistendo ad un’anticipazione di tutto questo?

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/12/09/la-fine-del-riscaldamento-globale-per-chi-ha-occhi-per-vedere/

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/08/25/il-rimbalzo-glaciale/

http://www.meteogiornale.it/notizia/25348-1-record-copertura-nevosa-eurasia

http://www.meteogiornale.it/notizia/26149-1-super-tempesta-portogallo-1-metro-di-neve-in-montagna

http://www.meteogiornale.it/notizia/26145-1-europa-centrale-paralizzata-da-gelo-e-neve

http://www.meteogiornale.it/notizia/26139-1-neve-in-regno-unito-e-india-caldo-record-a-sydney

http://www.guardian.co.uk/world/2013/jan/20/snow-britain-big-freeze

http://www.meteogiornale.it/notizia/26152-1-parigi-forte-nevicata

http://www.meteogiornale.it/notizia/26030-1-neve-gerusalemme-maggiore-ultimo-ventennio

http://www.meteogiornale.it/notizia/26029-1-libano-sconvolto-dal-maltempo-neve-a-ridosso-della-costa

http://www.meteogiornale.it/notizia/26017-1-neve-a-damasco-e-gerusalemme-gran-freddo-tra-india-nepal

http://www.meteogiornale.it/notizia/26000-1-maltempo-freddo-neve-da-grecia-a-giordania-australia-brucia

http://www.meteogiornale.it/notizia/25994-1-nord-india-grande-freddo-quasi-200-vittime

http://www.meteogiornale.it/notizia/25990-1-grecia-investita-da-ondata-di-gelo-neve-su-atene

http://www.meteogiornale.it/notizia/25415-1-tempesta-inaudita-candelaria-brasile-video-evento

http://www.meteogiornale.it/notizia/25275-1-nord-della-cina-paralizzata-da-improvvise-bufere-di-neve

http://www.meteogiornale.it/notizia/25893-1-neve-in-iran-gelo-intenso-in-asia-centrale-e-tra-cina-e-corea

http://www.meteogiornale.it/notizia/25882-1-cina-causa-gelo-anticipa-apertura-il-festival-del-ghiaccio-di-harbin

http://www.meteogiornale.it/notizia/25862-1-neve-negli-usa-e-in-afghanistan-gelo-record-in-groenlandia-caldo-in-brasile-e-namibia

http://www.meteogiornale.it/notizia/26186-1-gelo-intenso-dal-canada-verso-il-nord-est-stati-uniti

http://www.meteogiornale.it/notizia/26170-1-mosca-stagione-di-neve-eccezionale-arriva-il-gelo

Nostradamus Revolution (previsioni per il 2013 e 2014)

Matrix - Il cucchiaio non esiste

Questo è l’ultimo capitolo del ciclo di “profezie”, iniziato nel novembre 2011:

http://fanuessays.blogspot.it/2011/11/le-mie-previsioni-per-il-2012-2013-2014.html

e proseguito a metà 2012:

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/07/10/nostradamus-reloaded/

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È possibile che il problema non fosse il calendario maya ma la maledizione (azteca) di Montezumolo.

Monti, Marchionne e Montezemolo a Melfi: 4M per un futuro governo di M.

Io comunque la seconda repubblica non l’ho vista (non mi è sembrata troppo diversa dalla prima) e la “terza” mette addosso una certa inquietudine.

MontIzumolo come Romolo Augustolo, ultimo sovrano dell’impero di cui andiamo così fieri, quello in cui ci si massacrava negli stadi, dove si sfruttavano gli schiavi (stranieri), si civilizzavano i popoli primitivi inviando legioni dall’altra parte del mondo, il cristianesimo serviva da collante sociale, si erigevano muri per tener fuori i barbari, gli oligarchi corrompevano i senatori, le tasse erano alle stelle, i separatismi fiorivano, la resa agricola diminuiva, la crisi economica pauperizzava la popolazione, ecc.
Insomma quel vecchio mondo lì, così TOTALMENTE diverso dal nostro.

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Quella che è la fine del mondo per alcuni, è un mondo nuovo per quelli che lo realizzano.
Massimo Gramellini (Stampa, 16 dicembre 2012): “Mi piace pensare che i Maya non avessero del tutto torto. Che il 21.12.12 non finirà il mondo, ma un altro comincerà a prendere forma. Anch’io avrò la possibilità di farne parte, se smetterò di fidarmi ciecamente dei sensi, che intercettano solo una piccola fetta di realtà, e imparerò a rinvigorire il muscolo rattrappito dell’intuizione: «La voce degli dei» come la chiamava Jung, l’unica parte immutabile e immortale di me stesso. Per chi non ha, o non ha più, un lavoro o un affetto, la fine del mondo è già arrivata e questi sembreranno discorsi astratti, brodini caldi per anime intirizzite. Ma non è così. La crisi psicologica e poi – solo poi – economica in cui versiamo è anzitutto una crisi del modello materialista che ha dominato il Novecento. Se non torniamo a chiederci chi siamo, e non solo cosa abbiamo, finiremo per non avere più nulla. Qualunque profezia non va presa alla lettera: è l’indicatore di un cambiamento spirituale. Da qualche settimana ho coinvolto i lettori domenicali di «Cuori allo Specchio» nei preparativi del viaggio. Ho chiesto di regalarmi i ricordi più belli della loro vita e in cambio ho offerto parole da mettere in valigia, tratte dai libri che mi hanno temprato il cuore. Per ultimo ho tenuto il più importante: il Simposio di Platone. Buon viaggio”.

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/12/20/un-mondo-nuovo-sta-prendendo-forma-canti-da-mat-chants-for-a-nut/

E’ infantile, autolesionistico e vano attendere che qualche evento/intervento esterno sistemi le cose al posto nostro. Gli adulti prendono l’iniziativa ed agiscono (l’essere umano o è riformatore, o non è). La sommatoria delle loro riforme interiori ed esterne è il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo, in quanto il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di padroneggiare nio stessi, non certo sperare che arrivi qualcuno a guidarci. Dovrebbe essere anche quello di discernere le alternative reali e realistiche che possono veramente costituire un ponte verso il futuro, separandole dalle fantasie seducenti ma irrealizzabili.

Tutti formuliamo delle credenze basate sulle esperienze passate. Il problema è che, quando le scambiamo per fatti, non ci servono più come propellente per spingerci avanti, per farci evolvere, ma diventano ostacoli che ci impediscono di diventare qualcosa di più grande di quel che possiamo immaginare oggi. Questa è la principale ragione per cui il mito della rivoluzione cosmica collegata al calendario maya è, a tutti gli effetti, un mito contro-rivoluzionario, reazionario, iperconservatore, disumano:

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/10/21/mondi-nuovi-mentalita-vecchie-la-profezia-maya-come-specchio-di-unepoca/

Chi l’ha diffuso e sostenuto ha tradito la causa dell’emancipazione umana (molto spesso inconsapevolmente).

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Non c’è ancora stata una rivoluzione, ma c’è stato il primo sciopero paneuropeo.

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/11/15/yes-we-can-primavera-europea-dalla-b-alla-v-zuclo-non-pervenuto/

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/11/15/yes-we-can-primavera-mediterranea-e-non-solo/

Altri seguiranno finché il dogma dell’austerità neoliberista e dell’economia centrata sulle esportazioni continuerà a prevalere.

I neoliberisti [una fazione extra-politica, dei veri e propri corsari, nemici comuni di destra e sinistra, dei moderati come dei radicali], così ostili al gigantismo statale, sono quasi sempre riusciti a far crescere lo stato nei seguenti settori:
- difesa;
- forze dell’ordine;
- apparato tecno-burocratico.
Guarda caso proprio quei settori che servono ai pochi per difendere i propri immeritati privilegi dai molti.
Ma stavolta hanno fatto il passo più lungo della gamba e i loro modelli matematici non ossono garantire il loro successo. Le variabili sono incalcolabili.
Grillo, rivelando il suo disprezzo per il profilo morale ed intellettuale del suo elettorato, sostiene di aver scongiurato l’avvento di un eventuale nuovo Duce. Quel che ha più verosimilmente ottenuto – come Syriza in Grecia – è il differimento della rivolta sociale. Anche una buona prova elettorale del Quarto Polo dovrebbe allontanare la prospettiva di una rivoluzione in Italia. È una buona cosa: come continuo a ripetere, la rivoluzione (come la violenza in generale) dovrebbe essere l’extrema ratio di un popolo disperato ed oppresso, senza alcuna prospettiva di riscatto. È un male minore, ma pur sempre un male. Meglio la politica come dev’essere fatta (es. Roosevelt, i Kennedy, De Gaulle, Kreisky, Tsipras)

http://www.soggettopoliticonuovo.it/

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Ciò detto, nel 2013, il mondo (ed in particolare gli Stati Uniti),  dovrà affrontare una crisi di proporzioni colossali dovuta a due fattori principali (ai quali si aggiunge l’eventuale Terza Guerra Mondiale, con epicentro in Siria e nei Territori Occupati).

La prima questione è quella del controllo delle armi negli USA, le cui implicazioni sembrano essere state colte solo da una minoranza di persone:

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/12/23/ora-sono-diventato-la-morte-il-distruttore-dei-mondi/

Il secondo fattore è dovuto agli effetti del cambiamento climatico. Il meteo è completamente instabile ed imprevedibile. Le riserve mondiali di grano hanno raggiunto una soglia critica. L’inevitabile aumento dei prezzi dei generi alimentari potrà causare catastrofi e disordini (fonte: analisti delle Nazioni Unite)

http://www.guardian.co.uk/global-development/2012/oct/14/un-global-food-crisis-warning

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/07/28/come-se-non-ci-fossero-abbastanza-problemi-arrivano-le-carestie-globali/

La scarsità alimentare è una bomba ad orologeria che potrebbe mettere una nazione contro l’altra. Mentre le Nazioni Unite e Oxfam mettono in guardia contro i pericoli a venire, l’analista Lester Brown afferma che il tempo per risolvere il problema si sta esaurendo.

http://www.guardian.co.uk/global-development/2012/oct/14/food-climate-change-population-water

http://www.unimondo.org/Notizie/Lester-Brown-prepariamoci-alla-guerra-del-cibo-138216

La trasmissione dei cambiamenti di prezzo lungo la filiera alimentare, dalla produzione primaria alla vendita al dettaglio, richiede parecchi mesi e la maggior parte degli effetti della siccità [statunitense] dovrebbe farsi sentire nel 2013.

http://www.ers.usda.gov/data-products/food-price-outlook/summary-findings.aspx

Se non saranno l’austerità o la guerra a causare le rivolte, ci penserà la fame. E’ quel che succede quando si eleggono politici succubi dei poteri finanziari globalisti e quando l’informazione non è più libera.

AGGIORNAMENTO – previsione confermata:

CINAhttp://www.businessinsider.com/historic-cold-snap-in-china-is-causing-dizzying-inflation-in-the-price-of-vegetables-2013-1

CANADA: http://www.vancouversun.com/ready+higher+food+prices+2013/7773063/story.html

REGNO UNITO: http://www.dailymail.co.uk/news/article-2257387/Warning-huge-food-price-rise-Awful-weather-hammer-family-budgets-says-Waitrose-boss-Mark-Price.html

http://www.telegraph.co.uk/foodanddrink/foodanddrinknews/9776144/Cost-of-food-not-going-to-stop-rising-warns-UK-chief-scientist.html

STATI UNITI: http://www.rantfinance.com/2012/12/30/5-discomforting-food-price-hikes-in-2013/

GERMANIA: http://www.theglobeandmail.com/report-on-business/international-business/european-business/food-prices-push-german-inflation-above-ecb-ceiling/article6842205/

ITALIA: http://news.supermoney.eu/economia/2012/11/spesa-prezzi-alimentari-in-aumento-005842.html

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Gli accordi sul libero mercato hanno indebolito gli stati e le rispettive popolazioni mentre hanno rafforzato massicciamente le multinazionali dell’industria e della finanza. Questa crisi non è temporanea: la disoccupazione non scenderà più, perché il lavoro è stato esportato (delocalizzazione), così come i capitali. Continuare a restringere i diritti civili per placare il dio Mammona non farà tornare i posti di lavoro e gli investimenti. Finché non avremo ristabilito delle regole serie e sminuzzato i potentati economico-finanziari (BlackRock gestisce un patrimonio pari al PIL tedesco!) non avremo un futuro.

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L’attività solare, che dovrebbe essere al suo massimo ciclico, è invece miserabile.

http://daltonsminima.altervista.org/?p=23976

È assai probabile che il picco solare sia stato raggiunto circa un anno fa. Da qui in poi non c’è modo di sapere quanto “flebile” (sempre in senso relativo) diventerà la nostra stella. Un’anomalia che non è difficile associare all’insorgere di fasi glaciali. Gli effetti si possono constatare in prima persona:

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/12/09/la-fine-del-riscaldamento-globale-per-chi-ha-occhi-per-vedere/

È facile immaginare che i picchi di mortalità dell’inverno scorso saranno ampiamente superati

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/08/15/dovremo-far-fronte-a-questo-tasso-di-mortalita-nei-prossimi-inverni/

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Bill Gates ed altre persone malate di hybris pensano di controllare il clima artificialmente (geoingegneria).

http://www.focus.it/ambiente/uno-spray-per-controllare-il-clima_230712_22112_C12.aspx

Gli unici risultati che potrebbero ottenere sarebbero a livello locale. L’effetto globale è completamente imprevedibile. I modelli matematici disponibili hanno dimostrato di essere largamente fallaci (es. riscaldamento dell’atmosfera, demografia, crescita economica, ecc.). Non si può controllare quel che si è compreso solo parzialmente. Tutto ciò che otterranno sarà rendere il meteo ancora più variabile e acuire gli estremi climatici, che sono già abbastanza irruenti. Sconvolgeranno i cicli del clima globale, che è una forza irresistibile che si fa un baffo delle nostre megalomanie antropocentriche. Insomma, lo faranno incazzare e ci morderà. Tra parentesi, se dovessimo creare dei danni irreparabili, chi li pagherà e chi vi porrà rimedio e come? Bill Gates e Al Gore?

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Se l’Occidente vuole far leva sulla crisi finanziaria per imporre un nuovo ordine monetario alle sue condizioni, con i BRICS in posizione subordinata, ha bisogno di una guerra.

L’escalation in Medio Oriente prosegue, a piccoli passi, perché l’opinione pubblica internazionale è contraria ad un coinvolgimento militare della NATO in Siria:

http://www.rasmussenreports.com/public_content/politics/general_politics/june_2012/voter_support_for_u_s_involvement_in_syria_remains_low

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/07/02/lopinione-pubblica-occidentale-rifiuta-di-farsi-coinvolgere-nella-questione-siriana/

http://www.lettera43.it/cronaca/turchia-siria-ankara-non-vogliamo-guerra_4367566771.htm

gli stessi Siriani sono in maggioranza dalla parte di Assad:

http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2012/jan/17/syrians-support-assad-western-propaganda

e, se così non fosse, non servirebbe il costante afflusso di mercenari pagati dalle petromonarchie

http://article.wn.com/view/2012/08/16/British_mercenaries_fighting_in_Syria/

e di forze speciali NATO

http://uk.reuters.com/article/2012/06/27/uk-syria-escalation-idUKBRE85Q11C20120627

Intanto adesso abbiamo il fondamentalismo islamico a due passi da casa

http://www.tempi.it/al-qaeda-sta-stringendo-i-rapporti-con-le-armate-libiche-parola-della-cia#.UNMfxKyynV0

Hanno continuato a manipolare e sacrificare le proprie pedine, incluse le proprie popolazioni: la strategia globalista occidentale non ha più alcuna chance di prevalere. Saranno altre potenze a dettare le condizioni.

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Israele: non c’è molto da dire. Non accetterà mai la creazione di uno stato palestinese. Subirà le conseguenze delle decisioni del suo governo.

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/11/22/cosa-spinge-netanyahu-a-fare-quello-che-fa-il-rapporto-con-un-padre-molto-particolare/

L’amministrazione Obama ha probabilmente già cominciato a liquidare gradualmente la lobby filo-israeliana e a sostituire le figure chiave con uomini e donne leali alla linea Brzezinski (la guerra è un’intrapresa demente; corruzione, destabilizzazione e diplomazia sono molto più efficaci):
http://www.voltairenet.org/article176737.html
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/11/25/altre-notti-dei-lunghi-coltelli-negli-usa-grecia-e-turchia/

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Le anomalie cosmiche e terrestri si intensificano:

Russia, meteoriti in pieno giorno. Danni a 3mila abitazioni e oltre 1000 feriti nella Russia centrale:
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/02/16/per-toutatis-il-cielo-ci-cade-in-testa-che-si-fa-alcune-opzioni/

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/10/20/giove-le-sta-prendendo-di-santa-ragione-glenn-orton-scienziato-nasa/

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/09/28/scende-la-pioggia-di-meteore-ma-che-fa-crolla-il-mondo-addosso-a-me/

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/09/30/sono-rimasto-a-bocca-aperta-thorne-lay-geoscienziato-uc-santa-cruz/

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/07/29/2012-lanno-delle-bizzarrie-naturali-una-sintesi/

La fine del riscaldamento globale – per chi ha occhi per vedere

AverageSurfaceTempVersusAverageSattelliteTemp GlobalMonthlyTempSince1979 With37monthRunningAverage

Sea_Ice_Extent

GISP2 TemperatureSince10700 BP with CO2 from EPICA DomeC

UAH_LT_1979_thru_June_2012

NHSeaIceMonthlyLastThreeYears

RecentSnowCoverNHhemisphere

SHSeaIceMonthlyLastThreeYears

SummitAndCulture

http://www.climate4you.com/

annual

annual_bar

annual_s21

http://www.metoffice.gov.uk/hadobs/hadcrut3/diagnostics/global/nh+sh/

dotmetpredict-blog480previsione nel 2011

dotmetoffice12-blog480previsione nel 2012

http://dotearth.blogs.nytimes.com/2013/01/09/shift-in-british-climate-analysis-blunts-governments-short-term-warming-forecast/

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The sun could be on the threshold of a mini-Maunder event right now” = potremmo essere sull’orlo di una mini era glaciale.

http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2013/08jan_sunclimate/

Perché è il Sole il fattore determinante, non certo le attività umane, che contano davvero poco, come spiega molto chiaramente quest’utilissima e semplice sintesi (in inglese):
http://wattsupwiththat.com/2013/01/18/a-climate-of-scepticism/#more-77781

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Svezia bloccata da nevicate record:
http://www.thelocal.se/44898/20121206/#.UMGrR6yynV1
nevicate record nelle Alpi costringono a chiudere gli impianti che erano stati aperti in anticipo:
http://www.planetski.eu/news/4456
nevicate record nel Manitoba:
http://www.winnipegsun.com/2012/12/04/norway-houses-3-feet-of-snow-likely-smashes-record
La Baia di Hudson si sta gelando a velocità che definire record sarebbe ingiusto, essendo completamente fuori scala:
ftp://sidads.colorado.edu/DATASETS/NOAA/G02186/plots/r10_Hudson_Bay_ts.png
ghiacciai himalayani stanno recuperando tutto il volume perduto:
http://articles.timesofindia.indiatimes.com/2012-12-03/india/35569707_1_bara-shigri-glaciers-snowfall

L’ufficio meteorologico britannico ha appena annunciate che il Regno Unito ha registrato il suo più freddo autunno degli ultimi diciannove anni. Se le cose non cambiano il 2012 sarà il secondo anno più freddo dal 1996.

http://notalotofpeopleknowthat.wordpress.com/2012/12/06/coldest-autumn-in-uk-since-1993/

2012_15_MeanTemp_Anomaly_1981-2010

è degno di nota il fatto che un noto “tropicalista” (David Viner) annunciava tra il 2000 ed il 2006 che gli inglesi non sarebbero più dovuti andare nel Mediterraneo per fare le ferie perché il Mediterraneo sarebbe arrivato da loro. Avvertiva anche che “le nevicate sono ormai un ricordo del passato“.

Ecco cos’è invece successo negli anni successivi:

http://notalotofpeopleknowthat.wordpress.com/2012/12/03/costa-brava-has-moved-to-blackpool-says-david-viner/

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 ttmk_121206

La prima settimana di dicembre in Svezia

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“Dopo le abbondanti precipitazioni e le alluvioni che hanno colpito il nostro paese e dopo l’arrivo delle gelate che hanno accompagnato le ultime due  notti,  questa mattina le temperature si sono rialzate un pochino, per effetto del cambio dei venti e dell’aumento della copertura nuvolosa. Precipitazioni sparse sono già attive al nord e tra Toscana e Umbria. In giornata un po’ tutta la penisola verrà coinvolta comprese le isole, seguita da forti venti e da un nuovo sensibile calo termico. La Dama bianca sarà protagonista dei prossimi giorni in particolar modo sull’Appennino dove cadrà a quote basse e dall’inizio della settimana prossima le regioni adriatiche la vedranno fin sulle coste. L’inverno meteorologico è cominciato davvero nel migliore dei modi sia in Italia che nei paesi europei, dove la morsa del freddo e della neve hanno fatto rimanere basiti anche i più accaniti sostenitori del global cooling, mentre i sostenitori del “GW” latitano nel silenzio.

Una cosa è certa, il freddo proseguirà ad attanagliare l’Europa e il nostro paese per almeno un paio di settimane a causa di un vortice polare davvero inconsistente  e spompato; si è scompattato in due lobi e il ramo euro-asiatico sta facendo il suo lavoro.

L’innevamento formidabile nel compartimento Siberiano ha permesso il consolidamento del grande anticiclone termico (Orso) e una situazione siffatta non può far altro che inibire il mite flusso atlantico. L’espansione dell’”ORSO”, in anticipo sul calendario, fa presupporre un inverno davvero eccezionale sul compartimento europeo, mentre sul  nostro paese dovremo come sempre visionare di volta in volta l’evoluzione meteo-climatica. In ogni caso ottime le premesse e l’innevamento delle nostre montagne ormai fungerà da base per le prossime nevicate. Stiano tranquilli gli operatori montani  e tutti coloro che amano gli sport invernali.

Tornando a parlare della configurazione barica nel compartimento europeo, vorrei rendervi partecipi del continuo tentativo dell’anticiclone delle Azzorre a risalire verso nord e non potrebbe fare altrimenti vista l’inibizione del flusso atlantico e il rinvigorimento del vortice canadese. Insomma tutti punti a favore per vedere il nostro paese alle prese con più ondate di freddo artico accompagnato da veloci perturbazioni.

Durante la settimana saranno ben tre gli impulsi artici in arrivo sul nostro paese e tra domenica e lunedì aria ancora più fredda giungerà sul nostro paese trasportata da venti continentali e, probabilmente, le adriatiche riusciranno a vedere la neve fin sulla costa”.

http://www.newsclima.it/2012/12/04/freddo-in-europa-e-sul-nostro-paese-tre-impulsi-artici-in-arrivo-poi-aria-continentale-la-dama-bianca-protagonista/#more-2803

Mi piacerebbe che la gente se le ricordasse queste cose ed apprezzasse la tenacia con la quale i “glacialisti” hanno continuato a tener botta nonostante le contumelie, le irrisioni e le pressioni a conformarsi al “consenso”. Mi piacerebbe anche che quelli che saltano sul carro dei vincitori venissero trattati come meritano. 

Esperti di climatologia che contestano la versione ufficiale del riscaldamento globale

20110801_3
Svezia bloccata da nevicate record:
http://www.thelocal.se/44898/20121206/#.UMGrR6yynV1
nevicate record nelle Alpi costringono a chiudere gli impianti che erano stati aperti in anticipo:
http://www.planetski.eu/news/4456
nevicate record nel Manitoba:
http://www.winnipegsun.com/2012/12/04/norway-houses-3-feet-of-snow-likely-smashes-record
La Baia di Hudson si sta gelando a velocità che definire record sarebbe ingiusto, essendo completamente fuori scala:
ftp://sidads.colorado.edu/DATASETS/NOAA/G02186/plots/r10_Hudson_Bay_ts.png
ghiacciai himalayani stanno recuperando tutto il volume perduto:
http://articles.timesofindia.indiatimes.com/2012-12-03/india/35569707_1_bara-shigri-glaciers-snowfall

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Sondaggio condotto tra i membri dell’Associazione Meteorologica Americana, 22 febbraio 2012 – George Mason University e Yale University

Ritieni che il riscaldamento globale che si è verificato nel corso degli ultimi 150 anni sia stato causato:

In gran parte dalle attività umane: 59%

In misura sostanzialmente uguale da attività umane ed eventi naturali: 11%

In gran parte da eventi naturali: 6%

Non credo che noi (scienziati) abbiamo già accumulato una quantità sufficiente di dati per determinare la misura della causazione umana o naturale, anche solo nelle generiche categorie sopra-elencate: 23%

Non so: 1%

Il 41% dei meteorologi americani professionisti dissente dal dogma centrale della climatologia contemporanea.

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Open Letter to the Secretary-General of the United Nations
 
H.E. Ban Ki-Moon, Secretary-General, United Nations
First Avenue and East 44th Street, New York, New York, U.S.A.
November 29, 2012

Mr. Secretary-General:

[...]
La relazione sullo “Stato del Clima nel 2008″ del NOAA ha affermato che 15 anni o più senza un riscaldamento statisticamente significativo indicherebbero una discrepanza tra osservazione e previsione. Sedici anni senza riscaldamento hanno quindi ormai dimostrato che i modelli sono sbagliati, sulla base dei criteri adottati dai loro stessi creatori.
[...]

http://opinion.financialpost.com/2012/11/29/open-climate-letter-to-un-secretary-general-current-scientific-knowledge-does-not-substantiate-ban-ki-moon-assertions-on-weather-and-climate-say-125-scientists/

Signed by:

  1. Habibullo I. Abdussamatov, Dr. Sci., mathematician and astrophysicist, Head of the Selenometria project on the Russian segment of the ISS, Head of Space Research of the Sun Sector at the Pulkovo Observatory of the Russian Academy of Sciences, St. Petersburg, Russia
  2. Syun-Ichi Akasofu, PhD, Professor of Physics, Emeritus and Founding Director, International Arctic Research Center of the University of Alaska, Fairbanks, Alaska, U.S.A.
  3. Bjarne Andresen, Dr. Scient., physicist, published and presents on the impossibility of a “global temperature”, Professor, Niels Bohr Institute (physics (thermodynamics) and chemistry), University of Copenhagen, Copenhagen, Denmark
  4. J. Scott Armstrong, PhD, Professor of Marketing, The Wharton School, University of Pennsylvania, Founder of the International Journal of Forecasting, focus on analyzing climate forecasts, Philadelphia, Pennsylvania, U.S.A.
  5. Timothy F. Ball, PhD, environmental consultant and former climatology professor, University of Winnipeg, Winnipeg, Manitoba, Canada
  6. James R. Barrante, Ph.D. (chemistry, Harvard University), Emeritus Professor of Physical Chemistry, Southern Connecticut State University, focus on studying the greenhouse gas behavior of CO2, Cheshire, Connecticut, U.S.A.
  7. Colin Barton, B.Sc., PhD (Earth Science, Birmingham, U.K.), FInstEng Aus Principal research scientist (ret.), Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation (CSIRO), Melbourne, Victoria, Australia
  8. Joe Bastardi, BSc, (Meteorology, Pennsylvania State), meteorologist, State College, Pennsylvania, U.S.A.
  9. Franco Battaglia, PhD (Chemical Physics), Professor of Physics and Environmental Chemistry, University of Modena, Italy
  10. Richard Becherer, BS (Physics, Boston College), MS (Physics, University of Illinois), PhD (Optics, University of Rochester), former Member of the Technical Staff – MIT Lincoln Laboratory, former Adjunct Professor – University of Connecticut, Areas of Specialization: optical radiation physics, coauthor – standard reference book Optical Radiation Measurements: Radiometry, Millis, MA, U.S.A.
  11. Edwin X. Berry, PhD (Atmospheric Physics, Nevada), MA (Physics, Dartmouth), BS (Engineering, Caltech), Certified Consulting Meteorologist, President, Climate Physics LLC, Bigfork, MT, U.S.A.
  12. Ian Bock, BSc, PhD, DSc, Biological sciences (retired), Ringkobing, Denmark
  13. Ahmed Boucenna, PhD, Professor of Physics (strong climate focus), Physics Department, Faculty of Science, Ferhat Abbas University, Setif, Algéria
  14. Antonio Brambati, PhD, Emeritus Professor (sedimentology), Department of Geological, Environmental and Marine Sciences (DiSGAM), University of Trieste (specialization: climate change as determined by Antarctic marine sediments), Trieste, Italy
  15. Stephen C. Brown, PhD (Environmental Science, State University of New York), District Agriculture Agent, Assistant Professor, University of Alaska Fairbanks, Ground Penetrating Radar Glacier research, Palmer, Alaska, U.S.A.
  16. Mark Lawrence Campbell, PhD (chemical physics; gas-phase kinetic research involving greenhouse gases (nitrous oxide, carbon dioxide)), Professor, United States Naval Academy, Annapolis, Maryland, U.S.A.
  17. Rudy Candler, PhD (Soil Chemistry, University of Alaska Fairbanks (UAF)), former agricultural laboratory manager, School of Agriculture and Land Resources Management, UAF, co-authored papers regarding humic substances and potential CO2 production in the Arctic due to decomposition, Union, Oregon, U.S.A.
  18. Alan Carlin, B.S. (California Institute of Technology), PhD (economics, Massachusetts Institute of Technology), retired senior analyst and manager, U.S. Environmental Protection Agency, Washington, DC, former Chairman of the Angeles Chapter of the Sierra Club (recipient of the Chapter’s Weldon Heald award for conservation work), U.S.A.
  19. Dan Carruthers, M.Sc., Arctic Animal Behavioural Ecologist, wildlife biology consultant specializing in animal ecology in Arctic and Subarctic regions, Turner Valley, Alberta, Canada
  20. Robert M. Carter, PhD, Professor, Marine Geophysical Laboratory, James Cook University, Townsville, Australia
  21. Uberto Crescenti, PhD, Full Professor of Applied Geology, Università G. d’Annunzio, Past President Società Geologica taliana, Chieti, Italy
  22. Arthur Chadwick, PhD (Molecular Biology), Research Professor of Geology, Department of Biology and Geology, Southwestern Adventist University, Climate Specialties: dendrochronology (determination of past climate states by tree ring analysis), palynology (same but using pollen as a climate proxy), paleobotany and botany; Keene, Texas, U.S.A.
  23. George V. Chilingar, PhD, Professor, Department of Civil and Environmental Engineering of Engineering (CO2/temp. focused research), University of Southern California, Los Angeles, California, U.S.A.
  24. Ian D. Clark, PhD, Professor (isotope hydrogeology and paleoclimatology), Dept. of Earth Sciences, University of Ottawa, Ottawa, Ontario, Canada
  25. Cornelia Codreanova, Diploma in Geography, Researcher (Areas of Specialization: formation of glacial lakes) at Liberec University, Czech Republic, Zwenkau, Germany
  26. Michael Coffman, PhD (Ecosystems Analysis and Climate Influences, University of Idaho), CEO of Sovereignty International, President of Environmental Perspectives, Inc., Bangor, Maine, U.S.A.
  27. Piers Corbyn, ARCS, MSc (Physics, Imperial College London)), FRAS, FRMetS, astrophysicist (Queen Mary College, London), consultant, founder WeatherAction long range weather and climate forecasters, American Thinker Climate Forecaster of The Year 2010, London, United Kingdom
  28. Richard S. Courtney, PhD, energy and environmental consultant, IPCC expert reviewer, Falmouth, Cornwall, United Kingdom
  29. Roger W. Cohen, B.S., M.S., PhD Physics, MIT and Rutgers University, Fellow, American Physical Society, initiated and managed for more than twenty years the only industrial basic research program in climate, Washington Crossing, Pennsylvania, U.S.A.
  30. Susan Crockford, PhD (Zoology/Evolutionary Biology/Archaeozoology), Adjunct Professor (Anthropology/Faculty of Graduate Studies), University of Victoria, Victoria, British Colombia, Canada
  31. Walter Cunningham, B.S., M.S. (Physics – Institute of Geophysics And Planetary Sciences,  UCLA), AMP – Harvard Graduate School of Business, Colonel (retired) U.S. Marine Corps, Apollo 7 Astronaut., Fellow – AAS, AIAA; Member AGU, Houston, Texas, U.S.A.
  32. Joseph D’Aleo, BS, MS (Meteorology, University of Wisconsin),  Doctoral Studies (NYU), CMM, AMS Fellow, Executive Director – ICECAP (International Climate and Environmental Change Assessment Project), College Professor Climatology/Meteorology, First Director of Meteorology The Weather Channel, Hudson, New Hampshire, U.S.A.
  33. David Deming, PhD (Geophysics), Professor of Arts and Sciences, University of Oklahoma, Norman, Oklahoma, U.S.A.
  34. James E. Dent; B.Sc., FCIWEM, C.Met, FRMetS, C.Env., Independent Consultant (hydrology & meteorology), Member of WMO OPACHE Group on Flood Warning, Hadleigh, Suffolk, England, United Kingdom
  35. Willem de Lange, MSc (Hons), DPhil (Computer and Earth Sciences), Senior Lecturer in Earth and Ocean Sciences, The University of Waikato, Hamilton, New Zealand
  36. Silvia Duhau, Ph.D. (physics), Solar Terrestrial Physics, Buenos Aires University, Buenos Aires, Argentina
  37. Geoff Duffy, DEng (Dr of Engineering), PhD (Chemical Engineering), BSc, ASTCDip. (first chemical engineer to be a Fellow of the Royal Society in NZ), FIChemE, wide experience in radiant heat transfer and drying, chemical equilibria, etc. Has reviewed, analysed, and written brief reports and papers on climate change, Auckland, New Zealand
  38. Don J. Easterbrook, PhD, Emeritus Professor of Geology, Western Washington, University, Bellingham, Washington, U.S.A.
  39. Ole Henrik Ellestad, former Research Director, applied chemistry SINTEF, Professor in physical chemistry, University of Oslo, Managing director Norsk Regnesentral and Director for Science and Technology, Norwegian Research Council, widely published in infrared spectroscopy, Oslo, Norway
  40. Per Engene, MSc, Biologist, Co-author – The Climate, Science and Politics (2009), Bø i Telemark, Norway
  41. Gordon Fulks, B.S., M.S., PhD (Physics, University of Chicago), cosmic radiation, solar wind, electromagnetic and geophysical phenomena, Portland, Oregon, U.S.A.
  42. Katya Georgieva, MSc (meteorology), PhD (solar-terrestrial climate physics), Professor, Space Research and Technologies Institute, Bulgarian Academy of Sciences, Sofia, Bulgaria
  43. Lee C. Gerhard, PhD, Senior Scientist Emeritus, University of Kansas, past director and state geologist, Kansas Geological Survey, U.S.A.
  44. Ivar Giaever PhD, Nobel Laureate in Physics 1973, professor emeritus at the Rensselaer Polytechnic Institute, a professor-at-large at the University of Oslo, Applied BioPhysics, Troy, New York, U.S.A.
  45. Albrecht Glatzle, PhD, ScAgr, Agro-Biologist and Gerente ejecutivo, Tropical pasture research and land use management, Director científico de INTTAS, Loma Plata, Paraguay
  46. Fred Goldberg, PhD, Adj Professor, Royal Institute of Technology (Mech, Eng.), Secretary General KTH International Climate Seminar 2006 and Climate analyst (NIPCC), Lidingö, Sweden
  47. Laurence I. Gould, PhD, Professor of Physics, University of Hartford, Past Chair (2004), New England Section of the American Physical Society, West Hartford, Connecticut, U.S.A.
  48. Vincent Gray, PhD, New Zealand Climate Coalition, expert reviewer for the IPCC, author of The Greenhouse Delusion: A Critique of Climate Change 2001, Wellington, New Zealand
  49. William M. Gray, PhD, Professor Emeritus, Dept. of Atmospheric Science, Colorado State University, Head of the Tropical Meteorology Project, Fort Collins, Colorado, U.S.A.
  50. Charles B. Hammons, PhD (Applied Mathematics), climate-related specialties: applied mathematics, modeling & simulation, software & systems engineering, Associate Professor, Graduate School of Management, University of Dallas; Assistant Professor, North Texas State University (Dr. Hammons found many serious flaws during a detailed study of the software, associated control files plus related email traffic of the Climate Research Unit temperature and other records and “adjustments” carried out in support of IPCC conclusions), Coyle, OK, U.S.A.
  51. William Happer, PhD, Professor, Department of Physics, Princeton University, Princeton, NJ, U.S.A.
  52. Hermann Harde, PhD, Professur f. Lasertechnik & Werkstoffkunde (specialized in molecular spectroscopy, development of gas sensors and CO2-climate sensitivity), Helmut-Schmidt-Universität, Universität der Bundeswehr Fakultät für Elektrotechnik, Hamburg, Germany
  53. Howard Hayden, PhD, Emeritus Professor (Physics), University of Connecticut, The Energy Advocate, Pueblo West, Colorado, U.S.A.
  54. Ross Hays, Meteorologist, atmospheric scientist, NASA Columbia Scientific Balloon Facility (currently working at McMurdo Station, Antarctica), Palestine, Texas, U.S.A.
  55. Martin Hovland, M.Sc. (meteorology, University of Bergen), PhD (Dr Philos, University of Tromsø), FGS, Emeritus Professor, Geophysics, Centre for Geobiology, University of Bergen, member of the expert panel: Environmental Protection and Safety Panel (EPSP) for the Ocean Drilling Program (ODP) and the Integrated ODP, Stavanger, Norway
  56. Ole Humlum, PhD, Professor of Physical Geography, Department of Physical Geography, Institute of Geosciences, University of Oslo, Oslo, Norway
  57. Craig D. Idso, PhD, Chairman of the Board of Directors of the Center for the Study of Carbon Dioxide and Global Change, Tempe, Arizona, U.S.A.
  58. Sherwood B. Idso, PhD, President, Center for the Study of Carbon Dioxide and Global Change, Tempe, Arizona, U.S.A.
  59. Larry Irons, BS (Geology), MS (Geology), Sr. Geophysicist at Fairfield Nodal (specialization: paleoclimate), Lakewood, Colorado, U.S.A.
  60. Terri Jackson, MSc (plasma physics), MPhil (energy economics), Director, Independent Climate Research Group, Northern Ireland and London (Founder of the energy/climate group at the Institute of Physics, London), United Kingdom
  61. Albert F. Jacobs, Geol.Drs., P. Geol., Calgary, Alberta, Canada
  62. Hans Jelbring, PhD Climatology, Stockholm University, MSc Electronic engineering, Royal Institute of Technology, BSc  Meteorology, Stockholm University, Sweden
  63. Bill Kappel, B.S. (Physical Science-Geology), B.S. (Meteorology), Storm Analysis, Climatology, Operation Forecasting, Vice President/Senior Meteorologist, Applied Weather Associates, LLC, University of Colorado, Colorado Springs, U.S.A.
  64. Olavi Kärner, Ph.D., Extraordinary Research Associate; Dept. of Atmospheric Physics, Tartu Observatory, Toravere, Estonia
  65. Leonid F. Khilyuk, PhD, Science Secretary, Russian Academy of Natural Sciences, Professor of Engineering (CO2/temp. focused research), University of Southern California, Los Angeles, California, U.S.A.
  66. William Kininmonth MSc, MAdmin, former head of Australia’s National Climate Centre and a consultant to the World Meteorological organization’s Commission for Climatology, Kew, Victoria, Australia
  67. Gerhard Kramm, Dr. rer. nat. (Theoretical Meteorology), Research Associate Professor, Geophysical Institute, Associate Faculty, College of Natural Science and Mathematics, University of Alaska Fairbanks, (climate specialties: Atmospheric energetics, physics of the atmospheric boundary layer, physical climatology – see interesting paper by Kramm et al), Fairbanks, Alaska, U.S.A.
  68. Leif Kullman, PhD (Physical geography, plant ecology, landscape ecology), Professor, Physical geography, Department of Ecology and Environmental science, Umeå University, Areas of Specialization: Paleoclimate (Holocene to the present), glaciology, vegetation history, impact of modern climate on the living landscape, Umeå, Sweden
  69. Hans H.J. Labohm, PhD, Independent economist, author specialised in climate issues, IPCC expert reviewer, author of Man-Made Global Warming: Unravelling a Dogma and climate science-related Blog, The Netherlands
  70. Rune Berg-Edland Larsen, PhD (Geology, Geochemistry), Professor, Dep. Geology and Geoengineering, Norwegian University of Science and Technology (NTNU), Trondheim, Norway
  71. C. (Kees) le Pair, PhD (Physics Leiden, Low Temperature Physics), former director of the Netherlands Research Organization FOM (fundamental physics) and subsequently founder and director of The Netherlands Technology Foundation STW.  Served the Dutch Government many years as member of its General Energy Council and of the National Defense Research Council. Royal Academy of Arts and Sciences Honorary Medal and honorary doctorate in all technical sciences of the Delft University of technology, Nieuwegein, The Netherlands
  72. Douglas Leahey, PhD, meteorologist and air-quality consultant, past President – Friends of Science, Calgary, Alberta, Canada
  73. Jay Lehr, B.Eng. (Princeton), PhD (environmental science and ground water hydrology), Science Director, The Heartland Institute, Chicago, Illinois, U.S.A.
  74. Bryan Leyland, M.Sc., FIEE, FIMechE, FIPENZ, MRSNZ, consulting engineer (power), Energy Issues Advisor – International Climate Science Coalition, Auckland, New Zealand
  75. Edward Liebsch, B.A. (Earth Science, St. Cloud State University); M.S. (Meteorology, The Pennsylvania State University), former Associate Scientist, Oak Ridge National Laboratory; former Adjunct Professor of Meteorology, St. Cloud State University, Environmental Consultant/Air Quality Scientist (Areas of Specialization: micrometeorology, greenhouse gas emissions), Maple Grove, Minnesota, U.S.A.
  76. William Lindqvist, PhD (Applied Geology), Independent Geologic Consultant, Areas of Specialization: Climate Variation in the recent geologic past, Tiburon, California, U.S.A.
  77. Horst-Joachim Lüdecke, Prof. Dr. , PhD (Physics), retired from university of appl. sciences HTW, Saarbrücken (Germany), atmospheric temperature research, speaker of the European Institute for Climate and Energy (EIKE), Heidelberg, Germany
  78. Anthony R. Lupo, Ph.D., Professor of Atmospheric Science, Department of Soil, Environmental, and Atmospheric Science, University of Missouri, Columbia, Missouri, U.S.A.
  79. Oliver Manuel, BS, MS, PhD, Post-Doc (Space Physics), Associate - Climate & Solar Science Institute, Emeritus Professor, College of Arts & Sciences University of Missouri-Rolla, previously Research Scientist (US Geological Survey) and NASA Principal Investigator for Apollo, Cape Girardeau, Missouri, U.S.A.
  80. Francis Massen, professeur-docteur en physique (PhD equivalent, Universities of Nancy (France) and Liège (Belgium), Manager of the Meteorological Station of the Lycée Classique de Diekirch, specialising in the measurement of solar radiation and atmospheric gases. Collaborator to the WOUDC (World Ozone and UV Radiation Data Center), Diekirch, Luxembourg
  81. Henri Masson, Prof. dr. ir., Emeritus Professor University of Antwerp (Energy & Environment Technology Management), Visiting professor Maastricht School of Management, specialist in dynamical (chaotic) complex system analysis, Antwerp, Belgium.
  82. Ferenc Mark Miskolczi, PhD, atmospheric physicist, formerly of NASA’s Langley Research Center, Hampton, Virginia, U.S.A.
  83. Viscount Monckton of Brenchley, Expert reviewer, IPCC Fifth Assessment Report, Quantification of Climate Sensitivity, Carie, Rannoch, Scotland
  84. Nils-Axel Mörner, PhD (Sea Level Changes and Climate), Emeritus Professor of Paleogeophysics & Geodynamics, Stockholm University, Stockholm, Sweden
  85. John Nicol, PhD (Physics, James Cook University), Chairman – Australian climate Science Coalition, Brisbane, Australia
  86. Ingemar Nordin, PhD, professor in philosophy of science (including a focus on “Climate research, philosophical and sociological aspects of a politicised research area”), Linköpings University, Sweden.
  87. David Nowell, M.Sc., Fellow of the Royal Meteorological Society, former chairman of the NATO Meteorological Group, Ottawa, Ontario, Canada
  88. Cliff Ollier, D.Sc., Professor Emeritus (School of Earth and Environment – see his Copenhagen Climate Challenge sea level article here), Research Fellow, University of Western Australia, Nedlands, W.A., Australia
  89. Oleg M. Pokrovsky, BS, MS, PhD (mathematics and atmospheric physics – St. Petersburg State University, 1970), Dr. in Phys. and Math Sciences (1985), Professor in Geophysics (1995), principal scientist, Main Geophysical Observatory (RosHydroMet), Note: Dr. Pokrovsky analyzed long climates and concludes that anthropogenic CO2 impact is not the main contributor in climate change,St. Petersburg, Russia.
  90. Daniel Joseph Pounder, BS (Meteorology, University of Oklahoma), MS (Atmospheric Sciences, University of Illinois, Urbana-Champaign); Meteorological/Oceanographic Data Analyst for the National Data Buoy Center, formerly Meteorologist, WILL AM/FM/TV, Urbana, U.S.A.
  91. Brian Pratt, PhD, Professor of Geology (Sedimentology), University of Saskatchewan (see Professor Pratt’s article for a summary of his views), Saskatoon, Saskatchewan, Canada
  92. Harry N.A. Priem, PhD, Professore-emeritus isotope-geophysics and planetary geology, Utrecht University, past director ZWO/NOW Institute of Isotope Geophysical Research, Past-President Royal Netherlands Society of Geology and Mining, Amsterdam, The Netherlands
  93. Oleg Raspopov, Doctor of Science and Honored Scientist of the Russian Federation, Professor – Geophysics, Senior Scientist, St. Petersburg Filial (Branch) of N.V.Pushkov Institute of Terrestrial Magnetism, Ionosphere and Radiowaves Propagation of RAS (climate specialty: climate in the past, particularly the influence of solar variability), Editor-in-Chief of journal “Geomagnetism and Aeronomy” (published by Russian Academy of Sciences), St. Petersburg, Russia
  94. Curt G. Rose, BA, MA (University of Western Ontario), MA, PhD (Clark University), Professor Emeritus, Department of Environmental Studies and Geography, Bishop’s University, Sherbrooke, Quebec, Canada
  95. S. Jeevananda Reddy, M.Sc. (Geophysics), Post Graduate Diploma (Applied Statistics, Andhra University), PhD (Agricultural Meteorology, Australian University, Canberra), Formerly Chief Technical Advisor—United Nations World Meteorological Organization (WMO) & Expert-Food and Agriculture Organization (UN), Convener - Forum for a Sustainable Environment, author of 500 scientific articles and several books – here is one: “Climate Change – Myths & Realities“, Hyderabad, India
  96. Arthur Rorsch, PhD, Emeritus Professor, Molecular Genetics, Leiden University, former member of the board of management of the Netherlands Organization Applied Research TNO, Leiden, The Netherlands
  97. Rob Scagel, MSc (forest microclimate specialist), Principal Consultant – Pacific Phytometric Consultants, Surrey, British Columbia, Canada
  98. Chris Schoneveld, MSc (Structural Geology), PhD (Geology), retired exploration geologist and geophysicist, Australia and France
  99. Tom V. Segalstad, PhD (Geology/Geochemistry), Associate Professor of Resource and Environmental Geology, University of Oslo, former IPCC expert reviewer, former Head of the Geological Museum, and former head of the Natural History Museum and Botanical Garden (UO), Oslo, Norway
  100. John Shade, BS (Physics), MS (Atmospheric Physics), MS (Applied Statistics), Industrial Statistics Consultant, GDP, Dunfermline, Scotland, United Kingdom
  101. Thomas P. Sheahen, B.S., PhD (Physics, Massachusetts Institute of Technology), specialist in renewable energy, research and publication (applied optics) in modeling and measurement of absorption of infrared radiation by atmospheric CO2,  National Renewable Energy Laboratory (2005-2009); Argonne National Laboratory (1988-1992); Bell Telephone labs (1966-73), National Bureau of Standards (1975-83), Oakland, Maryland, U.S.A.
  102. S. Fred Singer, PhD, Professor Emeritus (Environmental Sciences), University of Virginia, former director, U.S. Weather Satellite Service, Science and Environmental Policy Project, Charlottesville, Virginia, U.S.A.
  103. Frans W. Sluijter, Prof. dr ir, Emeritus Professor of theoretical physics, Technical University Eindhoven, Chairman—Skepsis Foundation, former vice-president of the International Union of Pure and Applied Physics, former President of the Division on Plasma Physics of the European Physical Society and former bureau member of the Scientific Committee on Sun-Terrestrial Physics, Euvelwegen, the Netherlands
  104. Jan-Erik Solheim, MSc (Astrophysics), Professor, Institute of Physics, University of Tromsø, Norway (1971-2002), Professor (emeritus), Institute of Theoretical Astrophysics, University of Oslo, Norway (1965-1970, 2002- present), climate specialties: sun and periodic climate variations, scientific paper by Professor Solheim “Solen varsler et kaldere tiår“, Baerum, Norway
  105. H. Leighton Steward, Master of Science (Geology), Areas of Specialization: paleoclimates and empirical evidence that indicates CO2 is not a significant driver of climate change, Chairman, PlantsNeedCO2.org and CO2IsGreen.org, Chairman of the Institute for the Study of Earth and Man (geology, archeology & anthropology) at SMU in Dallas, Texas, Boerne, TX, U.S.A.
  106. Arlin B. Super, PhD (Meteorology – University of Wisconsin at Madison), former Professor of Meteorology at Montana State University, retired Research Meteorologist, U.S. Bureau of Reclamation, Saint Cloud, Minnesota, U.S.A.
  107. Edward (Ted) R. Swart, D.Sc. (physical chemistry, University of Pretoria), M.Sc. and Ph.D. (math/computer science, University of Witwatersrand). Formerly Director of the Gulbenkian Centre, Dean of the Faculty of Science, Professor and Head of the Department of Computer Science, University of Rhodesia and past President of the Rhodesia Scientific Association. Set up the first radiocarbon dating laboratory in Africa. Most recently, Professor in the Department of Combinatorics and Optimization at the University of Waterloo and Chair of Computing and Information Science and Acting Dean at the University of Guelph, Ontario, Canada, now retired in Kelowna British Columbia, Canada
  108. George H. Taylor, B.A. (Mathematics, U.C. Santa Barbara), M.S. (Meteorology, University of Utah), Certified Consulting Meteorologist, Applied Climate Services, LLC, Former State Climatologist (Oregon), President, American Association of State Climatologists (1998-2000), Corvallis, Oregon, U.S.A.
  109. J. E. Tilsley, P.Eng., BA Geol, Acadia University, 53 years of climate and paleoclimate studies related to development of economic mineral deposits, Aurora, Ontario, Canada
  110. Göran Tullberg, Civilingenjör i Kemi (equivalent to Masters of Chemical Engineering), Co-author – The Climate, Science and Politics (2009) (see here for a review), formerly instructor of Organic Chemistry (specialization in “Climate chemistry”), Environmental Control and Environmental Protection Engineering at University in Växjö; Falsterbo, Sweden
  111. Brian Gregory Valentine, PhD, Adjunct professor of engineering (aero and fluid dynamics specialization) at the University of Maryland, Technical manager at US Department of Energy, for large-scale modeling of atmospheric pollution, Technical referee for the US Department of Energy’s Office of Science programs in climate and atmospheric modeling conducted at American Universities and National Labs, Washington, DC, U.S.A.
  112. Bas van Geel, PhD, paleo-climatologist, Institute for Biodiversity and Ecosystem Dynamics, Research Group Paleoecology and Landscape Ecology, Faculty of Science, Universiteit van Amsterdam, Amsterdam, The Netherlands
  113. Gerrit J. van der Lingen, PhD (Utrecht University), geologist and paleoclimatologist, climate change consultant, Geoscience Research and Investigations, Nelson, New Zealand
  114. A.J. (Tom) van Loon, PhD, Professor of Geology (Quaternary Geologyspecialism: Glacial Geology), Adam Mickiewicz University, former President of the European Association of Science Editors Poznan, Poland
  115. Fritz Vahrenholt, B.S. (chemistry), PhD (chemistry), Prof. Dr., Professor of Chemistry, University of Hamburg, Former Senator for environmental affairs of the State of Hamburg, former CEO of REpower Systems AG (wind turbines), Author of the book Die kalte Sonne: warum die Klimakatastrophe nicht stattfindet (The Cold Sun: Why the Climate Crisis Isn’t Happening”, Hamburg, Germany
  116. Michael G. Vershovsky, Ph.D. in meteorology (macrometeorology, long-term forecasts, climatology), Senior Researcher, Russian State Hydrometeorological University, works with, as he writes, “Atmospheric Centers of Action (cyclones and anticyclones, such as Icelandic depression, the South Pacific subtropical anticyclone, etc.). Changes in key parameters of these centers strongly indicate that the global temperature is influenced by these natural factors (not exclusively but nevertheless)”, St. Petersburg, Russia
  117. Gösta Walin, PhD and Docent (theoretical Physics, University of Stockholm), Professor Emeritus in oceanografi, Earth Science Center, Göteborg University, Göteborg,  Sweden
  118. Anthony Watts, ItWorks/IntelliWeather, Founder, surfacestations.org, Watts Up With That, Chico, California, U.S.A.
  119. Carl Otto Weiss, Direktor und Professor at Physikalisch-Technische Bundesanstalt,  Visiting Professor at University of Copenhagen, Tokyo Institute of Technology, Coauthor of ”Multiperiodic Climate Dynamics: Spectral Analysis of…“, Braunschweig, Germany
  120. Forese-Carlo Wezel, PhD, Emeritus Professor of Stratigraphy (global and Mediterranean geology, mass biotic extinctions and paleoclimatology), University of Urbino, Urbino, Italy
  121. Boris Winterhalter, PhD, senior marine researcher (retired), Geological Survey of Finland, former professor in marine geology, University of Helsinki, Helsinki, Finland
  122. David E. Wojick, PhD,  PE, energy and environmental consultant, Technical Advisory Board member – Climate Science Coalition of America, Star Tannery, Virginia, U.S.A.
  123. George T. Wolff, Ph.D., Principal Atmospheric Scientist, Air Improvement Resource, Inc., Novi, Michigan, U.S.A.
  124. Thomas (Tom) Wysmuller –NASA (Ret) ARC, GSFC, Hdq. - Meteorologist, Ogunquit, ME, U.S.A.
  125. Bob Zybach, PhD (Environmental Sciences, Oregon State University), climate-related carbon sequestration research, MAIS, B.S., Director, Environmental Sciences Institute Peer review Institute, Cottage Grove, Oregon, U.S.A.
  126. Milap Chand Sharma, PhD, Associate Professor of Glacial Geomorphology, Centre fort the Study of Regional Development, Jawaharlal Nehru University, New Delhi, India
  127. Valentin A. Dergachev, PhD, Professor and Head of the Cosmic Ray Laboratory at Ioffe Physical-Technical Institute of Russian Academy of Sciences, St. Petersburg, Russia
  128. Vijay Kumar Raina, Ex-Deputy Director General, Geological Survey of India, Ex-Chairman Project Advisory and Monitoring Committee on Himalayan glacier, DST, Govt. of India and currently Member Expert Committee on Climate Change Programme, Dept. of Science & Technology, Govt. of India, author of 2010 MoEF Discussion Paper, “Himalayan Glaciers – State-of-Art Review of Glacial Studies, Glacial Retreat and Climate Change”, the first comprehensive study on the region.  Winner of the Indian Antarctica Award, Chandigarh, India
  129. Scott Chesner, B.S. (Meteorology, Penn State University), KETK Chief Meteorologist, KETK TV, previously Meteorologist with Accu Weather, Tyler, Texas, U.S.A
  130. Richard A. Keen, PhD (climatology, University of Colorado), Emeritus Instructor of Atmospheric Science, University of Colorado; former President, Boulder-Denver branch of the American Meteorological Society; Expert Reviewer, IPCC AR5; author of reports and books on the regional weather and climate of Alaska, the Arctic, and North America; NWS co-op observer, Coal Creek Canyon, Golden, Colorado, U.S.A.

I ribelli della NASA passano al contrattacco

Avevo già dato notizia della fronda all’interno della NASA riguardante l’interpretazione dei dati climatici

I “ribelli” si sono organizzati ed hanno creato un sito in cui pubblicano i rapporti che mettono a confronto tesi e dati degli uni e degli altri nell’interesse di un’opinione pubblica che, molto giustamente, vorrebbe capire se le ingenti spese incorse nel tentativo di invertire il processo di riscaldamento sono sensate oppure no.

Questa è la loro dichiarazione di intenti:

“Ci sono differenti punti di vista sulle cause dei cambiamenti climatici nel nostro ambiente attuale. Un gruppo è giunto alla conclusione che le attività umane collegate al consumo di combustibili fossili hanno aumentato la quantità di CO2 nell’atmosfera causando un’accelerazione di una tendenza al riscaldamento globale che perdura da 300 anni. Questo punto di vista è di solito chiamato “Riscaldamento Globale Antropogenico (artificiale)” (RGA/AGW.) Il più diffuso punto di vista alternativo è che le variazioni naturali danno conto della maggior parte, se non tutti, i cambiamenti del clima.

La disputa professionale tra i sostenitori di queste due ipotesi si riduce generalmente ad un dibattito tra i sostenitori del RGA che tentano di prevedere i futuri cambiamenti climatici attraverso modelli di computer che non possono essere testati empiricamente e gli scettici che si affidano ai dati osservati ed effetti dell’anidride carbonica (CO2) sulle variazioni di temperatura presenti e passate. Inoltre, vi è spesso disaccordo su come i dati climatici esistenti vadano interpretati e sulle conclusioni che possono essere tratte da queste interpretazioni.

Stiamo raccogliendo un gruppo di scienziati ed ingegneri altamente qualificati provenienti da varie discipline per accettare la sfida di vagliare i racconti di entrambi i sostenitori dell’RGA e gli scettici.  Ci sforzeremo di capire e conciliare nel modo più obiettivo possibile le divergenze dibattendo sugli elementi conflittuali nelle diverse narrazioni. Stiamo riuscendo ad includere membri di entrambi i gruppi…

Poiché gli Stati Uniti ed altre nazioni hanno prematuramente accettato il punto di vista e le conclusioni dei sostenitori di RGA come quelle corrette, si stanno investendo enormi risorse per mitigare l’asserito aumento della temperatura globale. E, anche per l’impatto colossale sulle economie nazionali che è richiesto per ottenere un cambiamento climatico significativo (se ciò è possibile), riteniamo che sia fondamentale avere delle certezze riguardo alle conclusioni raggiunte su questo argomento. Nel corso dello studio, forniremo dei rapporti da sottoporre all’analisi degli specialisti ed all’attenzione del pubblico.

[…].
Questo studio è reso molto difficile dalla natura estremamente complessa delle interazioni fisiche e chimiche tra il sole e la terra che influenzano il nostro clima. Tuttavia, troviamo incoraggiante che un certo numero di membri del gruppo di studio abbiano trionfato nella risoluzione metodica delle problematiche inconsuete incontrate nel Progetto Apollo”.

Jim Peacock, Webmaster, ingegnere aerospaziale NASA in pensione, R&S USAF, Apollo, Sky Lab, e Space Shuttle

http://www.therightclimatestuff.com/

Il futuro visto da un think tank della Rockefeller Foundation

Vari scenari esaminati nel Rapporto del Rockefeller Foundation and Global Business Network, 2010

Nel 2012 arriva la famigerata pandemia attesa da anni. A differenza l’H1N1 del 2009, questo ceppo influenzale – che ha origine dalle oche selvatiche (!!) – è estremamente virulento e mortale. Infetta quasi il 20 per cento della popolazione mondiale e uccide 8 milioni di persone in soli sette mesi, la maggior parte dei quali sono giovani adulti in buona salute. La pandemia ha anche effetti mortali sulle economie: turismo, mobilità, commercio, tutto si blocca (p. 18).

Il think tank osserva che la Cina se la cava molto meglio delle democrazie occidentali perché vieta immediatamente ai suoi cittadini di spostarsi, mentre le democrazie sono troppo lassiste (p. 18).

Ma alla fine anche i leader democratici capiscono che non si può andare avanti così: dopo la fine della pandemia, le misure di controllo e sorveglianza più autoritarie che erano state introdotte non solo non vengono tolte, ma vengono irrigidite, per proteggersi dalla diffusione istantanea di problemi globali come le malattie, il terrorismo, la crisi ecologica e la miseria in aumento (p. 19).

All’inizio i cittadini delle nazioni sviluppate approvano la svolta paternalista che ristabilisce l’ordine e rilancia l’economia. È nelle nazioni in via di sviluppo che le cose non vanno lisce, perché sono spesso governate da leader irresponsabili ed autocratici che approfittano della legittimazione globale di questi nuovi poteri.

Fino al 2026, la gente tende ad accettare il nuovo status quo (p. 21).

A dispetto delle attese, la recessione del 2008-2010 si risolve abbastanza presto: ritorna una forte crescita globale (p. 26)

Purtroppo il clima diventa sempre più instabile a causa delle attività umane. L’oceano inonda New York e la gente deve usare barche a motore per spostarsi a Manhattan. Si prendono misure emergenziali per bloccare l’aumento dell’anidride carbonica prodotta dall’uomo. Nel 2022 si cominciano a vedere i primi risultati, con un rallentamento della crescita della CO2 (p. 28) [A quel punto Manhattan è sott’acqua da un lustro: naturalmente tutto questo è assurdo, visto che il riscaldamento globale è causato solo in minima parte dalle attività umane e, per quella data, avrà prodotto una glaciazione e le glaciazioni fanno abbassare i livelli degli oceani di decine se non centinaia di metri: Venezia città prealpina!].

Per fortuna le multinazionali sviluppano vaccini, farmaci e nuove tecnologie verdi e le organizzazioni non-governative li distribuiscono, aiutando il Terzo Mondo a svilupparsi più velocemente e sostenibilmente (giuro! Controllate: pagina 29).

Però la costante crescita dei consumi genera nuovi problemi.

Per non parlare della decade apocalittica 2010-2020, all’insegna del terrorismo (bombe olimpiche del 2012 causano 13mila morti), dei disastri naturali , della carestia cinese causata dal cambiamento climatico, delle guerre regionali per il controllo delle risorse, della bancarotta di diverse nazioni precedentemente benestanti, dell’hackeraggio selvaggio, dell’uso di falsi vaccini da parte delle mafie internazionali che producono isterie tra i genitori che rinunciano a vaccinare i figli causando una forte crescita della mortalità infantile (!!! p. 35).

Ancora una volta, però, l’eroismo (!!! Usano questo vocabolo) delle multinazionali e delle organizzazioni non-governative salva capra e cavoli (p. 37).

Il che non impedisce che il divario nel tenore di vita costringa i ricchi di tutto il mondo a costruire muri intorno ai loro quartieri per difendersi dai poveri (p. 37). Il collasso degli stati nazionali conduce all’anarchia neofeudale. La gente si affida a chiunque garantisca protezione e sicurezza.

Diverso scenario: la crisi economica prosegue per vari anni. Conseguenze: xenofobia, fine dell’egemonia americana ma Cina non può approfittarne, riflusso degli immigrati verso i loro paesi d’origine: li aiutano a progredire (p. 45).

Vediamo chi ci va più vicino ;o)

http://fanuessays.blogspot.it/2011/11/le-mie-previsioni-per-il-2012-2013-2014.html

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