Note per il Web Caffè su Ucraina e comete (e peste e cambiamento climatico)

A cura di Stefano Fait

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Pomerania

Lago della Pomerania polacca

Mi dispiace di non poter riportare qui le considerazioni di Irina, che ha un figlio militante dell’opposizione e che, ieri, alla serata dibattito, ha esposto molto efficacemente le ragioni degli ucraini filo-europeisti e anti-putiniani, senza minimamente negare la complessità della questione ed essendo interessata a capire le ragioni dei filo-governativi.
Va a suo onore il fatto che riesca a mantenere viva la sua curiosità, la sua voglia di capire i punti di vista altrui, pur essendo parte in causa e madre di un giovane attivista.

Qui di seguito potete visionare le note che mi ero fatto per cercare di presentare la posizione filo-governativa, che in pratica è stata cancellata dal dibattito mediatico italiano.

Viviamo in un mondo orwelliano: il ruolo dei giornalisti oggi è diventato quello di informare la popolazione che la loro nazione è schierata dalla parte del Bene, del Vero, del Giusto e che gli altri sono l’Asse del Male.

Non ci sono più analisi obiettive della situazione, ma montagne di mezze verità, distorsioni semantiche (es. ogni accordo proposto da Putin è “estorto” o è un “patto faustiano”, mentre ogni accordo europeo è la più grande chance dai tempi della manna biblica – il governo ucraino democraticamente eletto e riconosciuto legittimo da tutti gli stati del mondo diventa un “regime”), fantasie, illusioni e relativismo morale: questo è il quadro clinico di una persona affetta da schizofrenia o psicopatia.

NUOVA GUERRA FREDDA

Tra il 2005 e il 2010 l’Ucraina dovrà essere pronta per un confronto serio con la NATO. Dopo il 2010, il principale nucleo della sicurezza in Europa consisterà in Francia, Germania, Polonia e Ucraina.

Zbigniew Brzezinski (geostratega di riferimento del Pentagono e della Casa Bianca), “La Grande Scacchiera”, 1998

Questa non è altro che una rivisitazione dei piani strategici degli Alti Comandi tedeschi della Prima e della Seconda Guerra Mondiale. È un’Operazione Barbarossa senza l’uso di armi.

L’arma impiegata è l’accordo economico che rientrerà nel Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP).

La possibile entrata dell’Ucraina nella NATO equivale a un’esplosione nucleare tra Mosca e i paesi occidentali. I tentativi di tirare Kiev dentro l’Alleanza Atlantica porteranno a una crisi di enormi proporzioni in Europa, in campo sia militare sia politico. E la stessa Ucraina assisterà a una profonda crisi interna visti i diversi orientamenti culturali della sua popolazione. L’Occidente sottovaluta l’importanza della questione ucraina per la Russia e non percepisce a dovere come Kiev possa rappresentare un grave fattore di destabilizzazione nelle sue relazioni con Mosca. Credere che la Russia sarà prima o poi costretta a mandar già l’entrata dell’Ucraina nell’Alleanza Atlantica è pratica pericolosa che può portare a un’evoluzione catastrofica degli eventi. Del resto molti in Occidente non credevano, fino ad agosto 2008, che la Russia osasse condurre un intervento militare in Georgia. 

Ruslan Pukhov, consulente del ministero della Difesa russa, Limes, dicembre, 2013, pp. 87-88

Quasi la metà degli ucraini è di madrelingua russa o è piuttosto legata alla lingua e cultura russa.

In caso di collasso dell’Ucraina la Russia si annetterebbe sicuramente la Crimea, perché ha bisogno della base navale di Sebastopoli.

L’Occidente sembra intenzionato ad andare fino in fondo:

  1. il National Endowment for Democracy, emanazione del Congresso, ha creato e sponsorizza generosamente ben 52 organizzazioni non-governative in Ucraina;
  2. 5 ministri degli esteri di paesi NATO sono andati a Kiev ad arringare la folla – Victoria Nuland ha distribuito biscotti e merendine. Se lo facesse un ministro russo o cinese in Occidente che cosa succederebbe? Perché non hanno minacciato sanzioni contro la repressione di Erdogan?
  3. Poi è arrivato anche John McCain, forse il massimo responsabile del disastro georgiano nell’Ossezia del Sud;
  4. George Clooney, tra un caffè e l’altro, si è schierato contro il governo ucraino;
  5. Angela Merkel sembra voler appoggiare ufficialmente la candidatura alla presidenza di Vitali Klitschko, sponsorizzato dall’istituto Konrad Adenauer;
  6. L’altro movimento di opposizione è quello di Yulia Timoshenko (detenuta per abuso d’ufficio) – anche lei targata CDU/CSU di Angela Merkel – che ha fatto i soldi con il gas, come tanti oligarchi post-sovietici. Pavlo Ivanovych Lazarenko, ex primo ministro suo partner d’affari, condannato a 9 anni di prigione in California per riciclaggio del denaro sporco, frode ed estorsione (secondo l’ONU ha sottratto 200 milioni di dollari all’Ucraina post-comunista): lo aspettano circa 50 capi di accusa se dovesse tornare in Ucraina. Assieme all’ex presidente Victor Yushenko è anche responsabile della riabilitazione di Stejpan Bandera (al quale è stata dedicata una statua e molti nomi di piazze o vie) e di altri collaborazionisti con il nazismo o addirittura ufficiali delle SS, come Roman Shukhevych, proclamato “eroe ucraino”;
  7. Poi c’è Svoboda, un partito ultranazionalista che si considera erede del movimento partigiano filo-nazista colpevole di pulizia etnica antirussa, antipolacca e antisemita e parla di “rivoluzione della dignità” (uno slogan coniato da Zbigniew Brzezinski);
  8. Kateryna Kruk, già addetta alle pubbliche relazioni per Svoboda, ha trovato spazio sul Guardian;

QUESTIONE ECONOMICA

La Russia di Putin ha sempre cercato un’integrazione progressiva con l’Unione Europea, attraverso Berlino e Parigi. Questo perché le due economie sono complementari.
[Irina pensa che sia solo per poter controllare l’Europa – va detto però che: (a) la prosperità della Russia dipende dai nostri consumi energetici; (b) il suo peso, in termini di voti, sarebbe probabilmente inferiore a quello di Germania e Francia messe assieme; (c) i climatologi e astrofisici russi sembrano propendere più per l’ipotesi glacialista che per quella serrista e, se hanno ragione loro, Putin sa che la Russia europea è spacciata (quella asiatica potrebbe invece riscaldarsi)  – come il Canada, la Scandinavia, la Nuova Zelanda e le isole britanniche a nord di Bristol; mentre chi se la passerà meglio sarà il Brasile, la superpotenza del futuro. L’Europa deve prepararsi a una diaspora russa]

Con l’arrivo al potere di Sarkozy e Merkel la porta si è chiusa, la Francia è entrata nella NATO e la NATO ha cominciato a piazzare missili in Polonia e Romania.

I partner commerciali dell’Ucraina:

importazioni > RUSSIA 19.4%, Cina 10.2%, Germania 9.6%, Bielorussia 7.8%; esportazioni > RUSSIA 23.7%, Turchia 6%, Cina 4.1%.

Tolte le tariffe doganali che proteggono l’industria nazionale, i consumatori ucraini potranno comprare auto, vestiti e calzature dell’Europa occidentale, di qualità molto migliore, a prezzi ridotti di almeno il 25%.

Una parte del risparmio sarà mangiata dal rialzo dei prezzi su tutti i beni importati dai paesi eurasiatici (in primis il gas russo: +40%), che saranno costretti e introdurre barriere protezionistiche per salvarsi dalla concorrenza europea e soprattutto ucraina (con le industrie ucraine costrette a svendere i loro prodotti ai russi e bielorussi per poter restare in vita).

Poi arriverà l’austerità alla greca (uno dei vincoli dell’accordo), che è il colpo di grazia di ogni economia.

È un accordo suicida, a mio avviso.

L’economia ucraina non può competere con quella europea. Se la Polonia è così vivace è sia perché le è richiesto dal suo essere prima linea della NATO, sia perché sa che i suoi prodotti spazzeranno via quelli ucraini.

Contemporaneamente le merci ucraine non saranno più competitive sul mercato russo.

Un’economia già alla frutta riceverà il colpo di grazia.

Gli europei subiranno un contraccolpo. Le imprese occidentali si trasferiranno in Ucraina, per via del basso costo del lavoro e questo deprimerà ulteriormente i salari occidentali.

I diritti dei lavoratori saranno un ricordo.

Chi se la passa bene se la passerà meglio, in Ucraina come nell’Europa occidentale. Chi non se la passa bene se la passerà peggio.

Per questo gli accordi di questo tipo vanno bene tra economie equiparabili (es. Giappone e Corea del Sud, Canada e Stati Uniti), altrimenti si fa la fine della Grecia, o del Messico. La stessa Polonia, nonostante la massiccia emigrazione e la forte crescita, si trova con un tasso di disoccupazione superiore al 13%. È messa peggio dell’Italia. 

Ogni governo ha il dovere di proteggere le sue industrie finché non sono forti abbastanza da competere sul mercato globale.

CHE FARE?

La cosa migliore che può fare Yanukhovych è guadagnare tempo, aspettare che le proteste si plachino spontaneamente ed evitare che le forze dell’ordine usino la violenza, per non fare il gioco delle potenze occidentali e delle loro organizzazioni non-governative.

Yanukovych si è rifiutato di firmare l’accordo perché, in pratica, non prevedeva nessun cuscinetto (finanziamenti, know-how per modernizzare l’industria, riduzione del debito, ecc.) per attutire l’impatto dell’integrazione commerciale e pretendeva anzi che fosse fatta una scelta secca tra EU e Russia.

Putin ha evitato il default ucraino coprendo i debiti ucraini con le riserve russe.

Ecco, queste, secondo me, sono le argomentazioni più solide e convincenti che possono mettere in campo i critici di un accordo ucraino-europeo.

*****
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“Un pezzo della famosa cometa di Halley probabilmente entrò in collisione con la Terra nel 536 d.C., sollevando una tale quantità di pulviscolo nell’atmosfera che il pianeta si raffreddò notevolmente. Questo drammatico cambiamento climatico sarebbe legato alla siccità e carestia globale [di quel periodo] che può aver reso l’umanità più vulnerabile alla “Peste di Giustiniano” del 541-542 d.C. – la prima apparizione della peste nera in Europa”.

http://www.livescience.com/42048-halleys-comet-linked-to-ancient-famine.html

Ucraina, Jugoslavia, comete di Natale e stelle cadenti di Capodanno – COMBO BOOKIQUE

A cura di Stefano Fait

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maxresdefaultIl “boss” in uno dei suoi momenti più lucidi (uhuhuhuh)

http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/cronaca/2013/07/28/news/ho-inventato-la-bookique-in-un-angolo-dimenticato-1.7496051

Tornando ai temi della serata di mercoledì 18, alle 20:45

LOCALIZZAZIONE: Bookique, via Torre d’Augusto 29, 38122 Trento

http://www.openstreetmap.org/node/1367888812#map=19/46.073017716407776/11.126221418380737

Parleremo di Ucraina e di comete, di come entrambi gli eventi sfiorando la nostra realtà possano influenzare le nostre vite.
1. L’Ucraina come potenziale pericolo di una riedizione della guerra fredda;
2. La cometa ISON, ormai morta, i cui frammenti, cadendo sulla Terra, potrebbero, nello scenario più estremo, generare rischi per la nostra salute o, nello scenario ideale, offrirci uno spettacolo “pirotecnico”;
3. La Cometa di Natale, dal nome benaugurante di Lovejoy.

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Interverranno: Irina, testimone diretta delle proteste a Kiev (in questi giorni è tornata ancora una volta in Ucraina) e Christian Lavarian, astrofilo e divulgatore del MUSE, con proiezioni di filmati, animazioni java, video da internet, ecc.
http://it.euronews.com/2013/12/10/nato-il-futuro-dell-ucraina-e-nell-ue/
Christian Lavarian
www.muse.it
http://www.muse.it/it/il-muse/Chi-Siamo/Staff/Pages/Christian-Lavarian.aspx

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UCRAINA, CAMPO DI BATTAGLIA DELLA NUOVA GUERRA FREDDA

La difficoltà di avere una certa equidistanza necessaria per commentare senza partito preso la situazione è legata anche al fatto che “noi”, inteso come pubblico europeo, siamo una parte in gioco. Mi sembra che rimanga forte la convinzione europea di essere in un certo senso inevitabilmente “i più belli” e che tutti debbano essere attratti da noi. Se qualcuno mostra perplessità, certi della nostra inevitabile attrattiva, cerchiamo e siamo disposti ad accettare solo forza e ricatto da parte dell’Altro (inevitabilmente più brutto) come spiegazione.

Se la premessa è “noi siamo belli, loro sono brutti” rimane difficile comprendere la politica ucraina degli ultimi dieci anni (se non altro perché la riduce a un contrasto tra noi e loro).

Peraltro, può anche essere curioso pensare al narcisismo forse implicito in certa attenzione dedicata alle proteste. È evidente che le proteste meritano attenzione, ma certo vedere centinaia di migliaia di persone che scendono in piazza per dire a noi europei “siete i più belli”… insomma, un po’ di narcisismo forse lo solletica.

Scusa per l’estrema semplificazione (a partire dalla personalizzazione del “noi”), era solo per condividere qualche pensiero. Il mio è uno spunto di riflessione, non l’espressione di un pensiero compiuto (Per intenderci, è evidente che questa gente è in piazza per tanti motivi e non solo per dirci quanto siamo belli, ecc., mille sono le precisazioni e gli appunti possibili)

In bocca al lupo per la serata del 18 e buon proseguimento con le serate alla Bookique!

Giorgio Comai

http://www.dcu.ie/iicrr/Giorgio_Comai.shtml

Ho voluto usare questa comunicazione personale di Comai come “prefazione”, perché la mia presentazione della serata non sarà per nulla equidistante. Sarà la nostra testimone ucraina, che è stata tra i manifestanti, a controbilanciare la mia analisi estremamente critica. Tanto più che i media nostrani, come quasi sempre accade, stanno ascoltando una sola campana – cf. “Noi occidentali, con tutti i nostri difetti, rappresentiamo comunque la maggior approssimazione al Bene, con tutto quel che ne consegue (by default)” – e quindi è essenziale documentare l’altra versione dei fatti.

Il senatore Usa McCain in missione a Kiev per sostenere le proteste. Il repubblicano, ex candidato alla corsa per la Casa Bianca e famoso per le posizioni anti russe, ha incontrato il leader dell’opposizione Klichko.

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Ucraina-il-senatore-Usa-McCain-in-missione-a-Kiev-per-sostenere-le-proteste_32994836617.html

“La can­cel­liera tede­sca ha in mente di schie­rare un nuovo gio­ca­tore in que­sta par­tita, Vitali Kli­tschko. Il cam­pione del mondo dei pesi mas­simi si alle­nerà per diven­tare l’avversario filoeu­ro­peo del filo­russo Janu­ko­vyc, spe­rando che sia lui a fir­mare un accordo di asso­cia­zione con l’Ue», scrive «Der Spie­gel». Secondo il gior­nale Angela Mer­kel e il Ppe avreb­bero scelto Klicko, lea­der dell’Alleanza demo­cra­tica ucraina per le riforme (Udar), come il can­di­dato da soste­nere alle pre­si­den­ziali del 2015 con­tro Janukovyc.

http://ilmanifesto.it/merkel-punta-su-vitali-klitschko/

Tra il 2005 e il 2010 l’Ucraina dovrà essere pronta per un confronto serio con la NATO. Dopo il 2010, il principale nucleo della sicurezza in Europa consisterà in Francia, Germania, Polonia e Ucraina.

Zbigniew Brzezinski (geostratega di riferimento del Pentagono e della Casa Bianca), “La Grande Scacchiera”, 1998

Il futuro dell’Ucraina è in Europa.

Generale Alexander Vershbow, numero due della NATO, al termine dell’incontro annuale della Commissione bilaterale Nato-Ucraina, 10 dicembre 2013

http://it.euronews.com/2013/12/10/nato-il-futuro-dell-ucraina-e-nell-ue/

La possibile entrata dell’Ucraina nella NATO equivale a un’esplosione nucleare tra Mosca e i paesi occidentali. I tentativi di tirare Kiev dentro l’Alleanza Atlantica porteranno a una crisi di enormi proporzioni in Europa, in campo sia militare sia politico. E la stessa Ucraina assisterà a una profonda crisi interna visti i diversi orientamenti culturali della sua popolazione. L’Occidente sottovaluta l’importanza della questione ucraina per la Russia e non percepisce a dovere come Kiev possa rappresentare un grave fattore di destabilizzazione nelle sue relazioni con Mosca. Credere che la Russia sarà prima o poi costretta a mandar già l’entrata dell’Ucraina nell’Alleanza Atlantica è pratica pericolosa che può portare a un’evoluzione catastrofica degli eventi. Del resto molti in Occidente non credevano, fino ad agosto 2008, che la Russia osasse condurre un intervento militare in Georgia. 

Ruslan Pukhov, consulente del ministero della Difesa russa, Limes, dicembre, 2013, pp. 87-88

5 ministri degli esteri di paesi NATO (Germania, Polonia, Svezia, Stati Uniti, Canada) che aizzano la folla contro il governo. Se fosse un ministro cinese o russo a farlo a Londra come reagirebbe la Casa Bianca?

Tra i politici occidentali che si sono subito recati in Piazza dell’Indipendenza a Kiev per promettere il pieno sostegno del proprio paese ai manifestanti figura anche il vicesegretario di Stato Usa, Victoria Nuland – moglie di Robert Kagan, un neoconservatore cofondatore del “Progetto per un nuovo secolo americano” un think tank che aveva scelto come ragione sociale nientemeno che la supremazia americana planetaria.

Un altro ministro degli esteri coinvolto in quest’opera di aizzamento della folla è il neoconservatore svedese Carl Bildt, responsabile di aver condotto la Svezia in una profonda crisi economica e colossale indebitamento (per gli standard svedesi) e noto per la sua ossessione per i sottomarini russi pronti ad invadere la Svezia, nonché uno degli ultimi europei a negare che il golpe contro Allende sia stato orchestrato con l’aiuto della CIA.

Mark Brzezinski, figlio del geostratega polacco-americano Zbigniew Brzezinski, è ambasciatore di Washington in Svezia. È un caso?

Klitschko, ex pugile campione del mondo dei pesi massimi, e probabile sfidante di Janukovyc, ha goduto del sostegno di Rudy Giuliani (già sindaco repubblicano di New York e candidato alla presidenza degli Stati Uniti) per la candidatura a sindaco di Kiev. È amico personale di Angela Merkel.

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“L’EST È L’EST, L’OVEST È L’OVEST E MAI SI INCONTRERANNO”

LA NUOVA JUGOSLAVIA?

Quasi la metà degli ucraini è di madrelingua russa o è comunque molto legata alla lingua e cultura russa.

Il nuovo meme sui media occidentali recita che l’Ucraina occidentale parla ucraino ed è cattolica, mentre quella orientale parla russo ed è ortodossa e quindi: “L’est è l’est, l’ovest è l’ovest e mai si incontreranno” (Kipling).

Sta agli ucraini dimostrare se le loro differenze sono davvero insormontabili o se il mondo ha imparato qualcosa dalla tragedia jugoslava:

Quei popoli si rincontreranno di nuovo

quando la smetteranno di contemplare

il proprio ombelico

Stojan Cerović

Nella crisi jugoslava Alpe Adria ebbe effetti negativi, più che costruttivi: la componente austriaca e quella italiana (capitanata dalla DC friulana) incoraggiarono in diversi modi la Slovenia a staccarsi dalla Jugoslavia, dietro la promessa di nuovi rapporti e vantaggi politici ed economici in Europa…L’Austria, il Vaticano e soprattutto la Germania avevano già deciso di riconoscere le repubbliche separatiste, anche a costo di rompere il fronte europeo. Agli altri paesi sarebbe toccata la responsabilità di decidere se adeguarsi e mantenere in vita il processo di integrazione europea o andare alla rottura con la Germania e l’Austria.

Giulio Marcon, “Dopo il Kosovo”

Nella sua essenza questa era la medesima rappresentazione fabbricata dai regimi di Croazia e Serbia per convincere l’Occidente ad assecondare la spartizione della Bosnia: la guerra doveva risultare uno scontro ‘spontaneo’ tra popolazioni portatrici di ‘civiltà’ inconciliabili. […] È la fabbrica d’una vulgata in cui “civiltà” ha la spiacevole tendenza a funzionare come un’altra pseudocategoria, “razza“, cioè a spalmarsi in ogni individuo, quale che siano le sue idee, come si trattasse d’un patrimonio genetico.

Guido Rampoldi, “L’Occidente allora trovò la sua missione”, Repubblica, 11 luglio 2005

Spiegare la guerra con l’odio tribale è come spiegare un incendio doloso col grado di infiammabilità del legno da costruzione, e non col fiammifero…La teoria dell’odio tribale per spiegare la guerra dei Balcani…è la più astuta delle bugie costruite dai massacratori per nascondere le loro responsabilità e raggiungere i loro obiettivi. Essa ci porta alla follia geopolitica di credere che smembrare un tessuto sociale in parti etnicamente pure sia indispensabile alla sua pacificazione. Solo a scomposizione avvenuta scopriamo che ciascuna delle parti non solo riproduce ma accentua al suo interno le tensioni di prima: c’è più banditismo, più corruzione, più sradicamento, più squilibri sociali, più armi, primitivismo, repressione, censura, fondamentalismo, povertà, odioAnche in Occidente – dalla Catalogna alla Scozia, dal Belgio alla Grecia – l’Europa è piena di ringhiose identità avvitate su se stesse, di anticentralismi frustrati, insofferenze etniche, rabbie metropolitane, vittimismi regionali e provinciali, nazionalismi popolari e microprotezionismi assolutamente identici fra loro eppure sicuri di essere unici nelle loro diversità. Tutti pronti a farsi collettori di tensioni sociali e a farsi cavalcare con ebete arrendevolezza dal primo capopopolo e da vecchie volpi trasformiste munite di giornali e TV. E tutti, ovviamente, certi del proprio incrollabile europeismo e della propria estraneità planetaria ai Balcani.

Paolo Rumiz, “Maschere per un massacro”

NOTA BENE: L’Irlanda del Nord sembrava una causa persa, ora è in pace. Le squadre di basket della ex Jugoslavia sono tornate a giocare nella stessa lega dal 2001.

http://it.wikipedia.org/wiki/ABA_Liga

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EIN REICH, EIN VOLK, EIN MARKT!

IL TTIP COME CAVALLO DI TROIA DELLA NATO?

L’accordo commerciale tra Ucraina e Unione Europea prevede una progressiva “convergenza in politica estera e sulla sicurezza”.

L’accordo di libero scambio transatlantico (Transatlantic Trade and Investiment Partnership – TTIP), includerà anche l’Ucraina, creando un unico mercato standardizzato e controllato dalle multinazionali che si estenderà dalla California al Don.

Ecco lo scatto che compie la storia: una crisi generata dall’asservimento della politica a poteri finanziari senza legge viene ri-raccontata come crisi di democrazie appesantite dai diritti sociali e civili. Senza pudore, JPMorgan sale sul pulpito e riscrive le biografie, compresa la propria, consigliando alle democrazie di darsi come bussola non più Magne Carte, ma statuti bancari e duci forti. Le patologie europee sono così elencate: “Esecutivi deboli; Stati centrali deboli verso le regioni; tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori; tecniche di costruzione del consenso sfocianti in clientelismo; diritto di protestare se vengono proposte sgradite modifiche dello status quo”. Di qui i successi solo parziali, in Sud Europa, nell’attuare l’austerità: “Abbiamo visto esecutivi limitati nella loro azione dalle Costituzioni (Portogallo), dalle autorità locali (Spagna), dalla crescita di partiti populisti (Italia e Grecia)”.

Barbara Spinelli, Il giudizio universale di JPMorgan

http://www.repubblica.it/politica/2013/06/26/news/il_giudizio_universale_di_jpmorgan-61862080/

Il nuovo strumento giuridico che consentirà alle grandi compagnie multinazionali di influire sulle scelte sociali e politiche dei singoli Stati europei, allo scopo di affrontare da posizioni rafforzate la competizione globale per l’egemonia sull’economia-mondo del XXI secolo…eliminando quanto più possibile strumenti a garanzia del consumatore come possono essere, ad esempio, controlli, etichettature e certificazioni, ritenuti tutti “barriere indirette” al libero scambio. Il tutto in una gamma di business che va dalla chimica-farmaceutica alla sanità, dalle auto all’istruzione, dall’agricoltura ai cosiddetti commons (i beni comuni come l’acqua), agli strumenti bancari e finanziari. L’esempio più semplice è quello degli organismi geneticamente modificati…le grandi imprese economiche compiono un passo decisivo nella storia del loro rapporto con il potere regolatorio degli Stati: acquisiscono cioè la capacità di intervenire direttamente sul piano legale contro leggi e regolamenti che esse ritengono non conformi ai propri interessi di profitto.

G. Colonna, Clarissa

http://www.clarissa.it/stampa_n.php?id=1900&lan=

L’Ucraina si è detta disposta a siglare un accordo che non la costringa a rescindere precedenti, analoghi accordi con la Russia, la cui economia è molto integrata con la sua. L’Unione Europea ha finora rifiutato. Ma Russia, Bielorussia e Kazakhstan saranno costrette ad alzare le tariffe doganali con l’Ucraina (per evitare di essere invase da merci europee a basso costo), quando quest’ultima abbasserà quelle con l’UE. Questo significa che i maggiori mercati per le merci ucraine saranno persi e non è detto che siano concorrenziali sui mercati europei. Bulgaria, Romania, Moldavia e la stessa Ungheria (in stagnazione dopo due recessioni) non se la stanno cavando benissimo. In cambio le imprese ucraine potrebbero essere spazzate via dalla concorrenza europea. L’UE si è rifiutata di finanziare l’ammodernamento del settore manifatturiero ucraino e ha chiesto di scegliere: o l’Unione o la Russia.

I giovani manifestanti sanno che l’Unione Europea non ha mai promesso di semplificare le procedure per ottenere i visti, figuriamoci la cittadinanza europea?

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DOMANDE

Nel 1998 Zbigniew Brzezinski, architetto della politica euro-asiatica degli Stati Uniti, di origine polacca, pubblicava “La Grande Scacchiera”, in cui scriveva: “Tra il 2005 e il 2010 l’Ucraina dovrà essere pronta per un confronto serio con la NATO. Dopo il 2010, il principale nucleo della sicurezza in Europa sarà costituito da Francia, Germania, Polonia e Ucraina”.

DOMANDA 1: Cosa ne pensano, in genere, gli ucraini, della NATO? Accetterebbero di di diventare la “prima linea” della NATO nell’Est Europa?

L’impressione – dall’esterno – è che Viktor Janukovych non possa permettersi di perdere le elezioni del 2015 perché, come i suoi rivali (es. Tymoshenko), ha molti scheletri nell’armadio e, se vincessero gli altri, probabilmente finirebbe in prigione.

DOMANDA 2: È davvero così? Esistono dei politici ucraini che possono governare il paese in modo onesto, senza svendere l’Ucraina all’Occidente o alla Russia?

Circola da tempo l’idea di separare l’Ucraina in due tronconi, uno pro-NATO (il nord-ovest più povero) e uno pro-Russia (il sud e l’est più ricchi).

DOMANDA 3: gli ucraini dell’est e dell’ovest si sentono davvero così diversi, oppure alla fine preferirebbero stare assieme? C’è un rischio jugoslavo?

Si dice che l’accordo con l’Europa (e con il FMI) significherà austerità, aumento del prezzo del gas del 40%, tagli al welfare, congelamento dei salari. Questo in un’economia già in sofferenza.

DOMANDA 4: Cosa pensano i manifestanti di tutto questo?

Due dei tre partiti dell’opposizione non hanno mai nascosto i loro legami con la Germania.

Il Partito della Patria di Julia Tymoshenko è vicino alla CDU/CSU di Angela Merkel e alla galassia delle sue fondazioni e think tank.

L’Alleanza per la Riforma Democratica dell’Ucraina del campione mondiale di pugilato Vitali Klitschko (che ha terminato la sua carriera in Germania e ricevuto un’onorificenza per aver migliorato le relazioni tra Ucraina e Germania) è anch’essa sponsorizzata dall’istituto Konrad Adenauer.

DOMANDA 5: cosa pensano gli Ucraini dell’influenza tedesca? Ci sono ancora nostalgici della “liberazione” nazista dal comunismo? Pensano che la Germania porterà benessere, oppure che sfrutterà l’Ucraina?

Svoboda (Libertà) è un partito guidato da Oleh Tyahnybok, che dice di voler lottare “contro la mafia ebreo-moscovita che governa l’Ucraina”. Ha legami con l’ultradestra europea.

DOMANDA 6: Quanta influenza esercita Svoboda tra i manifestanti?

Le Femen hanno urinato su una foto di Yanukovych a Parigi, davanti all’ambasciata ucraina.

DOMANDA 7: cosa pensano le donne ucraine dei loro metodi e stile?

Radek Sikorski è uno dei politici polacchi che sembrano quasi voler guidare la protesta anti-governativa ucraina. È molto vicino agli ambienti neoconservatori americani e forse sarà nominato segretario generale della NATO.

DOMANDA 8: cosa pensano i manifestanti di questo “protagonismo polacco”? È sincero e solidale o c’è qualcos’altro dietro?

Personalmente la mia paura è che l’Ucraina possa diventare il Messico d’Europa, ossia un serbatoio di risorse e manodopera a basso costo che resterà comunque sempre escluso dall’Unione Europea.

DOMANDE 9, 10 e 11: cosa pensano gli ucraini dell’Unione Europea? Non sarebbe meglio non dipendere esclusivamente dall’UE e non considerare la NATO come il suo ticket per la UE? L’Ucraina non potrebbe essere il perfetto intermediario tra Russia e UE, evitando alla Russia la sindrome dell’accerchiamento (es. Ucraina e Georgia nella NATO)?

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LA COMETA DI NATALE E LE STELLE CADENTI DI CAPODANNO – NON CI FACCIAMO MANCARE NULLA!

La cometa Ison è stata scoperta da degli astronomi dilettanti in Russia e Bielorussia nel settembre 2012

Comet C/2012 S1 (ISON), LA EX COMETA DEL SECOLO

Nata 4.5 miliardi di anni fa, disgregatasi il 28 novembre 2013, a 4,5 miliardi di anni di età. [ma sarà davvero così?]

Matthew Knight e io ci stiamo strappando i capelli in questo momento, perché sappiamo che così tante persone tra il pubblico, i media e tra i ricercatori vogliono sapere cosa è successo. Ci piacerebbe saperlo anche noi! [...] Abbiamo una nuova serie di incognite, e questo ridicolo, pazzo, dinamico e imprevedibile oggetto continua a stupirci, confonderci e meravigliarci oltre ogni limite

Karl Battams, astrofisico della NASA incaricato di seguire ISON (dal suo blog)

Il risultato [dell’incontro tra la Terra e i detriti di Ison] sarà una, due, o una manciata di stelle cadenti in più nel cielo sopra di noi per un paio di notti, all’inizio del prossimo anno.

Karl Battams, National Geographic

È naturale restare delusi perché non potremo vedere una cometa spettacolare a occhio nudo, ma per certi versi credo che ISON sia stata un enorme successo. Il modo in cui il mondo si è connesso con ISON attraverso i social media è stato fenomenale. Il nostro sito a tema si è conquistato oltre un milione di visualizzazioni e ho avuto problemi a scaricare le immagini vicino al perielio perché i server della NASA erano enormemente sotto pressione. Quindi forse ISON è stata davvero “la Cometa del Nuovo Secolo.

Matthew Knight

http://phys.org/news/2013-12-comet-ison.html#jCp

lovejoy

LOVEJOY, LA COMETA DI NATALE

Anche se la cometa ISON è stata ufficialmente dichiarata morta, a Natale 2013 ci sarà comunque una stella cometa a illuminare il cielo. Parliamo di Lovejoy, che farà il passaggio radente attorno al Sole il 22 dicembre prossimo. Non rischia di fare la fine di ISON perché la sua orbita non la porterà così vicina al Sole da rischiare di scioglierla.

http://www.tomshw.it/cont/news/lovejoy-le-foto-esclusive-della-cometa-di-natale/51828/1.html#.Uq2ssyc6wXQ

È assolutamente incredibile. Non pensavo che il nucleo ghiacciato della cometa fosse abbastanza grande da sopravvivere tuffandosi attraverso la corona solare a vari milioni di gradi per quasi un’ora. Eppure la cometa Lovejoy è ancora con noi.

Karl Battams, Naval Research Lab di Washington DC e NASA, dicembre 2011

http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2011/16dec_cometlovejoy/

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COMETE ZOMBIE

Abbiamo trovato un cimitero di comete”, spiega Ignacio Ferrin, astronomo colombiano. “Immaginate tutti questi asteroidi che orbitano attorno al Sole per eoni (unità geocronologica usata in geologia, nda), senza alcun segno di attività. Abbiamo scoperto che alcuni di essi non sono rocce morte, dopotutto, ma sono comete dormienti che potrebbero ritornare in vita, se solo l’energia che ricevono da Sole incrementasse di poco”. Questo non è poi così improbabile: Giove influenza con la sua gravità l’orbita di molti oggetti della fascia degli asteroidi, facendo sì che essi si avvicinino o allontanino dal Sole, quindi aumentando o diminuendo l’energia da esso ricevuta

http://www.galileonet.it/articles/5201f4d3a5717a682b0000df

http://www.ras.org.uk/component/content/article/224-news-2013/2325-a-cometary-graveyard

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Hartley 2 e Tempel 1

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COMETE O ASTEROIDI?

Si era pensato che ISON fosse enorme, dato che splendeva immensamente quando era ancora all’altezza dell’orbita di Giove, a 600 milioni di chilometri circa dal Sole e, stando ai dati raccolti da Hubble, la sua chioma misurava la bellezza di 5.000 chilometri. Che le è successo?

Perché un disfacimento del genere mentre altre comete, come ci spiegano gli astrofisici, “like it hot” e danno il meglio di sé quando si “incendiano” passando vicino al Sole per poi pavoneggiarsi nel cielo? Cosa determina questa differenza di “comportamento”?

Perché negli ultimi giorni si è accesa e spenta a intermittenza, mentre nei mesi precedenti la sua luminosità era assolutamente stabile?

Perché le comete producono una chioma e una coda anche quando la temperatura è sotto zero o vicina allo zero?

Perché molte comete continuano ciclicamente a passare vicino al Sole, anche migliaia di volte (es. Halley 2300 volte), senza sciogliersi e svanire, mentre la povera ISON, che si presumeva fosse enorme (era stata soprannominata la “Cometa del Secolo”), ha fatto flop?

Le immagini dei nuclei delle uniche cinque comete osservate da vicino con delle missioni spaziali (Halley, Hartley 2, Tempel 1, Borrelly, Wild 2) mostrano corpi rocciosi con impatti di crateri. Che differenza c’è rispetto agli asteroidi? Cosa distingue un asteroide da una cometa? Perché il modello prevalente pressupone che le comete siano palle di ghiaccio sporco?

Panspermia

COMETE FONTI DI VITA (E DI MORTE)?

È comunque interessante sapere, a questo punto, che intorno al 12 di gennaio 2014 la Terra attraverserà una scia di piccolissimi detriti lasciati dalla ISON sulla sua orbita mentre si avvicinava al Sole. Non sarà, pare, una pioggia di meteore. I detriti misurano qualche millesimo di millimetro, e scenderanno al suolo come una rada e finissime nevicata. Solo qualche sporadico frammento un po’ più grande potrà ardere nel cielo.

http://www.lastampa.it/2013/12/02/scienza/il-cielo/cometa-ison-in-gennaio-respireremo-la-sua-polvere-FMVejfzGqfqfURxYDcyqMN/pagina.html

“Quando l’astrofisico inglese Fred Hoyle parlò per la prima volta dell’ipotesi della panspermia, pochi lo presero in considerazione. L’idea che i mattoni della vita fossero giunti sulla Terra dal cosmo, magari “a bordo” delle comete, suonava davvero eterodossa, per non dire fantascientifica. D’altronde, Hoyle si divertiva anche a scrivere romanzi di fantascienza (il più famoso dei quali resta La nuvola nera, recentemente riproposto in Italia), per cui… Ma negli ultimi anni, le prove a favore della teoria della panspermia si stanno accumulando al punto che ben pochi scienziati sarebbero oggi disposti a bollarla come pura fantasia. Una nuova conferma questa volta “visiva” giunge dal sistema stellare di Eta Corvi, a sessanta anni luce dalla Terra. Qui, il telescopio spaziale della NASA, Spitzer, che scruta lo spazio nella gamma dell’infrarosso, ha notato una nuvola di polvere che sarebbe il prodotto della collisione tra una gigantesca cometa e un corpo delle dimensioni di un pianeta come la Terra…In un articolo pubblicato sulla rivista Nature, due ricercatori dell’Università di Hong Kong hanno addotto prove a sostegno del fatto che le stelle produrrebbero composti chimici organici di elevata complessità….In pratica, le stelle sarebbero le grandi fabbriche della vita. Al termine della loro esistenza, espellerebbero insieme a numerosi elementi chimici inorganici anche le basi della vita, capaci di resistere al vuoto cosmico per anni o millenni. Queste molecole complesse, poi, viaggerebbero nell’universo a bordo delle comete e degli asteroidi“.

http://scienze.fanpage.it/a-60-anni-luce-dalla-terra-le-comete-stanno-seminando-la-vita/

Batteri, virus e archei (archeobatteri) operano come messaggeri genetici intergalattici, acquisendo geni in un luogo e trasferendoli su altri pianeti

Rudolf Schild, Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics e Rhawn Joseph, Brain Research Laboratory.

http://www.dailygalaxy.com/my_weblog/2011/02/radical-theory-says-life-had-multiple-origins-in-the-universe.html

Renzi il mutazionista – Vulgus vult decipi, ergo decipiatur

A cura di Stefano Fait

Web Caffè Bookique [Facebook]

Dimostreremo che non è vero che l’Italia e l’Europa sono state distrutte dal liberismo, ma che al contrario il liberismo è un concetto di sinistra, e che le idee degli Zingales, degli Ichino e dei Blair non possono essere dei tratti marginali dell’identità del nostro partito, ma ne devono essere il cuore.
Matteo Renzi, intervista al Foglio, 8 giugno 2012
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/12/08/con-renzi-verso-il-cacerolazo-votate-renzi/

Il sindaco di Firenze si sente un liberista e non ha paura a dirlo: «le idee degli Zingales, degli Ichino e dei Blair non possono essere dei tratti marginali dell’identità del nostro partito, ma ne devono essere il cuore», ha detto alcuni mesi fa. E ha più volte dichiarato che «il liberismo è di sinistra». Parole che risultano gradite a quegli elettori del centro-destra che sarebbero disponibili a cambiare barricata nel caso Renzi diventasse leader del Pd…«Per rilanciare l’economia Renzi ricalca le ricette montiane e della Bce, che sono basate sulla maggiore flessibilità del mercato del lavoro e su interventi quali la semplificazione fiscale e burocratica

http://espresso.repubblica.it/palazzo/2013/04/15/news/economia-renzi-e-liberista-br-1.53177

Vivo in un paese popolato da alcuni milioni di allocchi narcisisti, ciascuno dei quali è convinto che Renzi farà quel che lui/lei si aspetta da lui, indipendentemente da quel che il nuovo leader del PD ha dichiarato di voler fare nei suoi programmi. E’ neoliberista, ma siccome a loro questa cosa non piace, allora farà per forza politiche anti-liberiste. Sindrome di Peter Pan.

È già successo con Craxi, con Berlusconi, con Monti.

Diceva Montanelli: “L’unico modo per liberarci di Berlusconi è lasciarlo governare. Tutto finirà male, malissimo, nella vergogna e nella corruzione. E sarà stato inutile avere ragione”.

Per Renzi il discorso è leggermente diverso. Uomo della Merkel, di Blair, di JPMorgan Chase e Blackstone

http://www.lanazione.it/firenze/cronaca/2012/06/01/722410-renzi-blair-cena-pranzo.shtml

http://www.corriere.it/politica/13_luglio_19/merkel-renzi-invito_981c6246-f078-11e2-ac13-57f4c2398ffd.shtml

se diventerà capo del governo, seguirà fedelmente le istruzioni ricevute dall’alto – usare lo Stato a sostegno delle oligarchie e farne un capro espiatorio – e, a un certo punto, QUANDO le cose si metteranno male, verrà sacrificato.

La storia mostrerà che Berlusconi era molto più volpe di lui.

Gli italiani, invece, restano in buona parte fessi almeno quanto gli altri popoli che continuano a votare per i loro carnefici scambiandoli per figure messianiche. Raccoglieranno quel che hanno seminato col voto e ben gli starà.

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curranposter41blog_renzi-giannino_01renzi-santo-subito-196283Renzi santo subito, ora…adesso!

A me basta la faccenda dell’orologio trecentesco della Torre d’Arnolfo di Palazzo Vecchio, per il quale Renzi non trova pace, perché ha un quadrante indicante le 24 ore ed è a lancetta unica che, a suo parere, inganna i turisti sull’ora esatta o, peggio, potrebbe dar da credere che l’amministrazione guidata da cotanto sindaco non lo regoli a puntino (e speriamo non s’accorga che il David di Michelangelo ha le gambe un po’ più corte di quanto ci aspetterebbe considerando la lunghezza delle braccia sulle curve auxologiche).

Non che sia mancato chi gli abbia fatto presente che quel tipo di orologio è caratteristico del XVI in cui fu creato dalle mani di Niccolò di Bernardo, e che ad aggiungere una lancetta si dovrebbe sostituire il quadrante, che è di Paolo Uccello, o la meccanica, che è di Giorgio Lederle, un geniale artigiano del XVII secolo. Macché, «troveremo uno sponsor, la gente deve vedere bene l’ora, mica deve essere un orologio filosofico». Non avrà le idee chiare neanche su cosa sia la filosofia, ma come biasimarlo? Lo fa per la «gente». E a chi gli obietta che sarebbe uno stupro a storia e cultura della sua città risponde piccato: «Mica voglio metterci un orologio al quarzo, è che così ’un funziona». Lasciando perdere il resto, l’aggiunta del pisello che Berlusconi decise per la statua di Marte che è a Palazzo Chigi, al confronto, è niente”.

http://malvinodue.blogspot.it/2013/12/mica-deve-essere-un-orologio-filosofico.html

Con Renzi verso il cacerolazo. Votate Renzi, mi raccomando!!

A cura di Stefano Fait

Web Caffè Bookique [Facebook]

Dimostreremo che non è vero che l’Italia e l’Europa sono state distrutte dal liberismo, ma che al contrario il liberismo è un concetto di sinistra, e che le idee degli Zingales, degli Ichino e dei Blair non possono essere dei tratti marginali dell’identità del nostro partito, ma ne devono essere il cuore

Matteo Renzi, 8 giugno 2012

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/07/19/60-domande-per-matteo-renzi/

 1470421_518351378272139_426513588_ncacerolazo: termine colloquiale della lingua spagnola con il quale si indica una forma di manifestazione pacifica e rumorosa, in spazi privati o pubblici, in cui l’espressione pubblica di protesta, o dissenso, si realizza attraverso il rumore ottenuto percuotendo coralmente degli oggetti adatti allo scopo, come casseruole (da cui il nome), tegami, pentole, coperchi, mestoli, e altri utensili simili.
http://it.wikipedia.org/wiki/Cacerolazo

1463737_10201543678287510_2040608930_nTravolto da una valanga di accuse di opportunismo e sciacallaggio, Matteo Renzi ha preferito rimuovere dal profilo Facebook la foto del suo incontro con Nelson Mandela postata per ricordare il grande leader sudafricano scomparso.

mandela_arafatrenzi-e-shalom-400x267ops!
27114605_itzhak-yoram-gutgeld-economista-israeliano-che-diventato-consigliere-guru-del-premier-in-pectore--0ri-ops! mmmmmh

Mandela-African-Communist-1990Mandela-FidelCommunist+scumTHATCHER-MANDELA-770x481DERIV-315_36-4-670x442LIBYAN LEADER MUAMMAR GADDAFI VISITS NELSON MANDELA AS LAST OFFICIAL GUEST.Libia: Gheddafi, per quarant'anni sulla scena internazionale / specialeimages

Nique la Police, “L’ascaro. La sottomissione di Matteo Renzi ad Angela Merkel”, Senza Soste, 25 settermbre 2013

L’incontro tra Matteo Renzi e Angela Merkel, avvenuto in forma privata ma reso noto alle agenzie di stampa l’11 luglio scorso, aveva bisogno di tempo per essere interpretato…La Merkel è europeista perché il reiterarsi della supremazia economica, finanziaria e tecnologica della Germania sul resto dell’Europa permette a quel paese una politica neo-coloniale. Specie su paesi come il nostro. Chi pensa ad improbabili scatti di solidarietà tedesca nei nostri confronti, a impensabili “tavoli di trattativa” con la Germania perché ha vinto la Merkel si ricreda fin da subito…L’europeismo della Merkel chiede quindi agli altri paesi di naturalizzare la loro posizione subordinata nella gerarchia economico-finanziaria del continente. Non solo: fissando rigidamente i parametri per la “crescita” europea (riduzione del debito, bassi salari, mercato interno ridotto, concorrenza) pone le condizioni per un primato duraturo della Germania sugli altri “partner”…Il più Europa di Merkel e Boston Consulting prevede la concentrazione di ricchezza, tecnologia e decisioni nei paesi “core” per far fronte alla crisi permanente del capitale.

[…].

I tempi in cui, per imporre una riforma liberista delle pensioni (che impoverisce la popolazione e tutela i capitali), ci volevano i carri armati di Pinochet sono finiti. Oggi sono sufficienti gli “impegni con l’Europa” assieme a qualche ascaro a casa che ci dice, a reti unificate, come “crescere” eliminando “gli sprechi”. Già perché al netto del folklore dell’occupazione militare, della caserma nel deserto, il colonialismo è sostanzialmente tre cose: riduzione a concessione alle esigenze di spettacolo di qualche capo locale della politica; amministrazione, moneta ed economia rigidamente regolate dall’esterno; trasferimento secco di risorse economiche e finanziarie dal paese colonizzato a quello colonizzatore.

[…].

Uno dei candidati ad ascaro per i prossimi dieci anni è Matteo Renzi…La renzinomics, ovvero le teorie economiche dell’area renziana…niente eurobond, esclusi di nuovo dalla Merkel in campagna elettorale, danneggerebbero il “babbo natale del nord” (testuale) nessuna uscita dall’euro…”disciplina di bilancio europea” (controllo preventivo di Bruxelles sulla legge di stabilità, ovvero sulle politiche pubbliche di spesa). Proprio ciò di cui, anche se per l’opinione pubblica tedesca è sempre insufficiente, ha bisogno il modello neo-mercantilista berlinese in materia di trasferimento di risorse dai paesi del sud a quelli “core”. È evidente poi, specie per chi come Renzi ha finanziatori delle primarie che hanno aziende alle Cayman, che con la delocalizzazione fiscale, dalle PMI in su, chi sta sui territori deve essere fortemente tassato. Altrimenti niente reperimento risorse.

Lo slogan “favorire il venture capital” tiene poi insieme sia le esigenze di chi ha la sede alle Cayman che quelle di chi sta a Berlino, modello Boston Consulting, insomma. Si tratta quindi di favorire l’immissione in Italia di capitali di rischio, che possono essere richiamati velocemente dal luogo di partenza in caso di mancata redditività o lasciare sul luogo macerie esaurita la redditività di partenza. Ottimo per Cayman e fondi pensione tedeschi. I quali, dopo esser stati minacciati dal crack Lehman, trovano nei Renzi di tutta Europa un’occasione di redditività nelle dismissioni e nelle privatizzazioni.

Non a caso quindi con le renzinomics scompaiono Enel, Eni come proprietà e indirizzo pubblico, le poste, le ferrovie nonché le municipalizzate e il patrimonio edilizio pubblico (basta consultare le slide). Vecchi progetti ultraliberisti, riproposti da Draghi e Trichet due anni fa tra l’altro. Il bello è che questo modello economico-finanziario, gemello di quello di Domingo Cavallo e Carlos Menem, pronto per favorire l’estrema estrazione di risorse dal sud al nord Europa nelle renzinomics viene chiamato “di sinistra”. Orwellianamente infatti gli estensori delle renzinomics, dopo aver delineato un programma di privatizzazioni tale da gareggiare con quello di Elstin (che gettò mezza Russia nel medioevo e l’altra in una recessione durata almeno un decennio per favorire la concentrazione di grandi capitali), affermano “noi ci immaginiamo una sinistra che con orgoglio rivendica lo stato sociale”.

…metà paese è destinato ad un livello di servizi sociali di qualità precedente al secondo conflitto mondiale. E in una società globalizzata.

[…].

Quello che impressiona, oltre al solito liberismo alla Blair riproposto 20 anni dopo e senza una riflessione critica sul suo fallimento, è l’assenza, nelle renzinomics, di una qualsiasi proposta di riforma della governance europea amministrativa, finanziaria e bancaria. […] Ah, sempre se qualcuno si facesse illusioni, il modello renzinomics, che guarda testualmente alla Germania, non produrrà un posto di lavoro. In Germania, con la riforma Schroeder e le politiche Merkel (entrambe lodate nelle renzinomics) si è prodotto solo lo 0,3 per cento dei posti di lavoro in più. I nuovi occupati sono infatti ricavati dalla precarizzazione, e dalla cannibalizzazione, dei vecchi posti di lavoro. Rendendo flessibile ciò che era stabile. E non a caso la parola flessibilità abbonda nel lessico delle renzinomics.

Matteo Renzi è un servo felice. Si vede da come si muove in televisione.

http://www.senzasoste.it/nazionale/l-ascaro-la-sottomissione-di-matteo-renzi-ad-angela-merkel

Ucraina – agitare un popolo prima di (as)servirlo

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

 
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Si comincia in Serbia nell’ottobre del 2000. è ormai documentato dagli storici che alcune ONG statunitensi, in particolare Open Society [Soros], Freedom House e il NED, abbiano sostenuto “Otpor!” e le grandi manifestazioni di piazza a ridosso delle elezioni presidenziali, senza attendere il risultato definitivo delle urne, che vedeva i due candidati andare verso un probabile ballottaggio…Dopo l’assalto della folla alla sede del Parlamento e alla tv di Stato, Slobodan Milosevic è costretto a lasciare il potere. In seguito sarà arrestato e consegnato al Tribunale Penale Internazionale dell’Aja, dove morirà prima di essere giudicato. Sotto il nuovo governo le truppe americane realizzano la gigantesca base militare di Bondsteel, in Kosovo, e rendono l’ex provincia serba uno stato indipendente nel 2008, in un tripudio di bandiere a stelle e strisce.

In Georgia, nel 2003, si ripete lo stesso schema. L’opposizione guidata dal movimento “Kmara!” denuncia brogli elettorali nelle elezioni legislative. A migliaia scendono in piazza sostenendo che i risultati del voto sono quelli indicati dal ISFED, una società di sondaggi e monitoraggio elettorale vicina a Open Society Georgian Foundation, NED, IRI e NDI. È la cosiddetta “rivoluzione delle rose”, con la quale i manifestanti costringono il presidente Edward Shevarnadze a dimettersi. Il suo successore, Mikhail Saakashvili, apre il paese agli interessi economici americani e si muove in direzione dell’entrata della Georgia nella NATO e nell’UE, mentre raffredda i rapporti con il vicino russo. Cinque anni più tardi, nell’agosto del 2008, Sakashvili bombarda la popolazione dell’Ossezia del Sud. Mosca risponde all’offensiva militare georgiana con l’invio delle forze speciali, arrivando a un passo da un possibile conflitto diretto con Washington.

Nel 2004 è la volta dell’Ucraina e della rinomata “rivoluzione arancione”. I due sfidanti alle elezioni presidenziali sono Viktor Yanoukovitch (filorusso) e Viktor Iouchenko (con il sostegno degli Stati Uniti e della comunità internazionale). Alla chiusura dei seggi e ai primi risultati sfavorevoli, migliaia di giovani, guidati dal movimento “Pora!”, si raggruppano nella piazza centrale di Kiev indossando indumenti color arancione, per sostenere Viktor Iouchenko. Dopo due settimane di manifestazioni, sotto una forte pressione mediatica e internazionale esercitata da OCSE, NATO, Consiglio d’Europa e Parlamento europeo, il risultato delle elezioni viene annullato e si torna alle urne. Nella nuova votazione vince Iouchenko..Una volta alla guida del paese, il nuovo leader stringe forti rapporti con la Georgia e stipula accordi sulle forniture di gas favorevoli agli Stati Uniti. Nel 2010 viene però clamorosamente eliminato al primo turno delle elezioni da Viktor Yanoukovitch che si prende la rivincita.

Alfredo Macchi, “Rivoluzioni S.p.A.: chi c’è dietro la Primavera Araba”, Alpine studio, 2012 pp. 78-80.

Alfredo Macchi, pluripremiato inviato di Mediaset

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/05/11/rivoluzioni-colorate-e-primavere-arabe-preludio-alla-terza-guerra-mondiale/

Tutto suffragato da Ian Traynor, “US campaign behind the turmoil in Kiev”, the Guardian, 26 novembre 2004

http://www.theguardian.com/world/2004/nov/26/ukraine.usa

brzezinski21010Zbig in Afghanistan

http://www.youtube.com/watch?v=jnXaFMFU3v4

GEOPOLITICA

Gli Stati che meritano il più forte sostegno geopolitico americano sono l’Azerbaijan, l’Uzbekistan e l’Ucraina, in quanto tutti e tre sono pilastri geopolitici. Anzi è l’Ucraina lo stato essenziale, in quanto influirà sull’evoluzione futura della Russia. […]. Tra il 2005 e il 2010 l’Ucraina dovrà essere pronta per un confronto serio con la NATO. Dopo il 2010, il principale nucleo della sicurezza in Europa consisterà in Francia, Germania, Polonia e Ucraina.

Zbigniew Brzezinski, “La Grande Scacchiera”

L’obiettivo principale della politica europea brzezinskiana – e quindi obamiana, se i neocon non lo fanno deragliare di nuovo come sulla Siria – è unificare il continente, ma sotto l’egida americana (un’Unione Europea a sovranità limitata, appendice della NATO), sfruttando le rivalità tra le varie potenze europee e i lobbismi a Bruxelles (es. accordo di libero scambio transatlantico).

I principali avversari sono la Francia (per la sua pretesa di voler continuare a essere una nazione guida a livello globale) e la Russia (potenza egemone dell’Eurasia). Queste due nazioni non devono perciò allearsi. Peggio ancora se si forma un asse Parigi-Berlino-Mosca. Germania e Italia sono comunque sotto occupazione militare. L’Italia è la seconda nazione europea per numero di installazioni militari delle forze americane. Siamo al quinto posto del mondo dopo Germania (179 siti militari US), Giappone (103), Afghanistan (100), Corea del Sud (89). Ne abbiamo 59.

Il profilo internazionale della Russia è ormai secondo solo a quello americano, anche grazie agli exploit con Siria e Iran, dove Putin si è guadagnato il rispetto di Romano Prodi, tra gli altri. È parte dei BRICS, la sua economia è solida, è militarmente temibile. Ha una base navale di importanza fondamentale in Crimea (Ucraina), con la quale può dire la sua nel Mediterraneo.

 

POLITICA UCRAINA

Yanukovych non può permettersi di perdere le prossime elezioni, nel febbraio del 2015. Ha senza dubbio tanti scheletri nell’armadio quanti ne aveva e ne ha la Tymoshenko, che ora è giustamente in cella. Sono entrambi dei delinquenti e chi è al potere cercherà di incarcerare l’altro. L’alternativa sono gli ultranazionalisti con simpatie neonazifasciste. Si vocifera da tempo della possibilità di separare l’Ucraina in due tronconi, uno per la NATO (L’viv, vicino a Polonia e Slovacchia) e uno per la Russia (Kiev)

Insomma, gli ucraini sono messi peggio di noi.

Yanukovych sa che l’accordo con l’Europa (e il famigerato FMI) significa austerità – aumento del prezzo del gas del 40%, tagli al welfare, congelamento dei salari – per un’economia già in sofferenza e la fine dei sussidi russi per il gas, che avrebbe un notevole impatto sulla popolazione. Vuol dire perdere le prossime elezioni; vuol dire, in pratica, l’esilio. Il rifiuto delle avances europee e americane significa invece un’altra “rivoluzione colorata” e maggiori interferenze russe nelle questioni interne ucraine.

Ha scelto di non scegliere o, per meglio dire, di prorogare la decisione a data da destinarsi, per poter mungere entrambe le mucche finché gli è possibile farlo. Non c’è nulla di tirannico in questo, anzi, in un certo senso sta servendo gli interessi del suo paese. Non è però detto che le mucche saranno consenzienti a lungo.

Le proteste sono un segnale: qualcuno ha pagato i trasporti fino alla capitale dei manifestanti ed è intuibile come mai così tanti tra gli intervistati dalle TV straniere parlino americano e non ucraino, pur trovandosi di fronte un intervistatore che parla la loro madrelingua.

Intanto si sprecano i paralleli con Hitler (l’Occidente hitlerizza tutti i suoi avversari)

Viktor Yanukovych protests

IL NEONAZISMO

Io li odio i nazisti dell’Illinois.

Jake Blues

Stupratore ed assassino di donne incinte, torturatore, sadico seviziatore. Un vero e proprio mostro che trovò nel nazismo il suo habitat naturale. La difesa della democrazia da ogni arbitrio totalitario è un baluardo contro questi mostri, è un dovere morale ma anche una forma di autodifesa. L’alternativa alla democrazia è una giungla di mostri in libertà, assoldati per fare il lavoro sporco, in virtù di un loro terribile handicap – l’assenza di empatia – che si dimostra particolarmente utile in un sistema che vede nella naturale empatia della maggior parte degli esseri umani un ostacolo e non la promessa di un futuro migliore. Questo è quel che succede quando la democrazia si estingue.

Alfredo Poggi (Giorgio Mezzalira e Carlo Romeo, 2002, p. 65).

Ho trascorso un anno della mia vita a Vancouver e in almeno un paio di occasioni mi sono recato nel quartiere dove risiedeva Michael “Mischa” Seifert, il boia del lager di Bolzano, senza esserne consapevole. A dire il vero, a quel tempo ero convinto che quasi tutti i nazisti in fuga si fossero rifugiati in Sudamerica e negli Stati Uniti. Che uno di loro (forse più di uno?) potesse risiedere anche a Vancouver, a circa sei chilometri da casa mia, non mi aveva mai attraversato l’anticamera del cervello. Seifert è morto nel carcere militare casertano di Santa Maria Capua Vetere, nel 2010, mentre scontava una condanna all’ergastolo per l’uccisione di 11 internati nel campo di transito di Bolzano (Polizeilisches Durchgangslager Bozen), tra il dicembre del 1944 e l’aprile del 1945 quando lui, ucraino, serviva il Reich con la divisa delle SS, prima di rifugiarsi in Canada, dopo la sconfitta.

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è che ste cose gli piacciono

I tre partiti dell’opposizione (neoliberisti e nazionalisti) hanno tutti legami con la Germania. Il Partito della Patria di Julia Tymoshenko è vicino alla CDU/CSU di Angela Merkel e alla galassia delle sue fondazioni e think tank. L’Alleanza per la Riforma Democratica dell’Ucraina del campione mondiale di pugilato Vitali Klitschko (che ha terminato la sua carriera in Germania e ricevuto un’onorificenza per aver migliorato le relazioni tra Ucraina e Germania) è anch’essa sponsorizzata dall’istituto Konrad Adenauer ed è esplicitamente pro-NATO.

http://www.theguardian.com/world/shortcuts/2013/dec/02/vitali-klitschko-next-president-ukraine-boxer

http://www.german-foreign-policy.com/en/fulltext/58302/print?PHPSESSID=urcvm6aogdfn53hkg0bc4g27i3

Svoboda (Libertà) è il partito “social-nazionale” (sic!) degli ultranazionalisti antisemiti e russofobi, guidati da Oleh Tyahnybok (“lottiamo contro la mafia ebreo-moscovita che governa l’Ucraina”), affiliati all’estrema destra europea e con nostalgie naziste (tra gli Ucraini occidentali molti simpatizzavano per gli occupanti tedeschi). A L’viv hanno preso il 38% dei voti nelle politiche del 2012 e sono arrivati secondi a Kiev: i 37 parlamentari eletti si sono subito distinti per la loro inciviltà, violenza, volgarità.

http://www.bbc.co.uk/news/magazine-20824693

Si sono viste moltissime bandiere del partito alle dimostrazioni. Sarebbe interessante capire quanta influenza abbiano sul movimento di protesta.

http://www.youtube.com/watch?v=yEjuE6HeG_g

LE FEMEN

Hanno urinato su una foto di Yanukovych a Parigi, davanti all’ambasciata ucraina

http://www.tmnews.it/web/sezioni/video/parigi-femen-scatenate-urinano-sulle-foto-di-yanukovich-20131201_video_13534276.shtml

Sofisticate intelligenti, persuasive e dignitose come sempre.

 287274_240216956001651_100000400452160_800832_5332071_o-bigil giovane Sikorski tra i mujaheddin anti-sovietici in Afghanistan

LA POLONIA

I politici polacchi (Brzezinski è polacco-americano) sono in prima linea negli attacchi al governo ucraino.

Vale la pena di notare il background del ministro degli esteri polacco Radek Sikorski: “Studiò filosofia, politica ed economia presso il Pembroke College dell’Università di Oxford, entrando poi nel Bullingdon Club, l’associazione goliardica degli studenti universitari oxoniense nella quale fece conoscenza con molti futuri esponenti della vita politica britannica, tra cui l’attuale capo del partito conservatore e allora studente universitario David Cameron”.

[L’attuale governo ultraliberista britannico è espressione dell’esclusivo Bullingdon Club].

Nel 1990, dopo la caduta del Muro di Berlino, divenne consigliere di Rupert Murdoch per i suoi investimenti in Polonia.

Dal 2002 al 2005 fu membro del American Enterprise Institute a Washington e direttore della New Atlantic Initiative, un’organizzazione creata per rafforzare i legami fra americani ed europei dopo la fine della Guerra fredda. [rafforzare i legami: consolidare i pilastri dell’impero]

http://en.wikipedia.org/wiki/Rados%C5%82aw_Sikorski

“Un altro polacco, il ministro degli esteri Radek Sikorski, potrebbe invece ritentare l’assalto al vertice della Nato, già fallito nel 2009”.

http://radioeuropaunita.wordpress.com/2012/11/15/tusk-e-sikorski-la-polonia-prova-a-prendersi-bruxelles/

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Il Messico d’Europa

UNIONE EUROPEA

I cittadini europei avranno finalmente la possibilità di votare direttamente per il presidente della Commissione Europea (es. Tsipras, se non fa la fine di JFK). Devono pretendere anche di poter votare su ogni espansione, in qualunque direzione. Finora l’allargamento dell’UE l’ha resa sempre meno democratica e sempre più tecnocratica e sottoposta alle pressioni lobbistiche. Le vergognose vicende dell’eurozona e dell’accordo sul libero scambio transatlantico sono solo alcuni esempi tra i mille possibili.

Washington e Berlino non vogliono un’Ucraina nell’UE, ma un Messico europeo. Gli ucraini e i cittadini dei 28 paesi membri dell’Unione dovrebbero poter votare per decidere se questa cosa abbia senso e sia nell’interesse dei popoli di questo continente.

Ukraine on the brink – another Yugoslavia?

A cura di Stefano Fait

Web Caffè Bookique [Facebook]

nato-expansion

Prior to her political career, Yulia Tymoshenko was a successful but controversial businesswoman in the gas industry, becoming by some estimates one of the richest people in the country.

http://en.wikipedia.org/wiki/Yulia_Tymoshenko#2011_trial_and_imprisonment

Yanukovych won a November 2004 runoff election. He defeated Viktor Yushchenko. Washington backed him. He’s a former Ukraine central bank governor. His wife held US citizenship. She’s a former Reagan and GHW Bush official. Yushchenko favored NATO and EU membership. His campaign prominently featured the color orange. Western media promoted his Orange Revolution.

Stephen Lendman

Viktor Klitschko’s UDAR is sponsored by the Konrad Adenauer Stiftung and Yulia Tymoshenko’s Fatherland Party has ties with Angela Merkel’s Christian Democratic Union. Svoboda which enjoys strong support in the Lviv administrative region in western Ukraine with 38% electoral support has ties with the BNP in the UK and Jobbik in Hungary. Svoboda would have even stronger ties with these and other right-wing parties in the EU were Ukraine to become a, uh, full-fledged EU member. Is it possible that politically conservative and far-right forces in Germany and other countries need Ukraine in the EU over and above consideration for any economic benefits and other impacts that Ukraine’s integration into the EU might have?

Rozina

When Polish politician Jacek Protasiewicz (Poland is a NATO country), vice-president of the European parliament, agitates the Ukrainian crowds by telling them: “You are part of Europe” – Russians are also Europeans, by the way –, the inquiring mind wonders how many Ukrainians are in a position to make any informed judgements.

There is no “European Future” for Ukrainians looking westward. Ukraine, like Mexico, will never be an equal partner.

For as long as the Washington Consensus (i.e. privatisation of the public sector at bargain prices, dismantling of the welfare state, debt bondage, hedge fund hyenas and zombie banks) dominates European policies, Ukrainians, like all other Europeans, are bound to be exploited: wealth and prosperity for all is not the goal of the current European leadership.

The Orange Revolution was sponsored by the IMF (Washington), the National Endowment for Democracy (Washington), Freedom House (Washington) and Soros’ Open Society Foundations (New York): “Do you know why there is no revolution in Washington? Because there is no US embassy in Washington DC”.

http://www.theguardian.com/world/2004/nov/26/ukraine.usa

http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/3588115.stm

http://www.forbes.com/sites/richardminiter/2011/09/09/should-george-soros-be-allowed-to-buy-u-s-foreign-policy/4/

The ultimate goal is the balkanization of Ukraine, the break-up of Ukraine, for the western portion is to become part of the NATO alliance (cf. Brzezinski and “full spectrum dominance”)

Ian Brzezinski is the son of foreign-policy expert Zbigniew Brzezinski

1990s
http://www.independent.co.uk/voices/ukraines-eastwest-divide-an-election-has-belatedly-alerted-the-west-to-a-dangerous-split-argues-tony-barber-1413352.html

http://articles.washingtonpost.com/2008-04-01/world/36895034_1_ukraine-and-georgia-bush-and-nato-nato-standards

2000s

http://www.theguardian.com/world/2004/nov/28/ukraine.theobserver

2010s

http://www.euronews.com/2013/11/29/ukraine-tension-in-kyiv-as-pro-and-anti-government-protesters-hold-rallies/

2013

http://rt.com/op-edge/ukraine-eu-entry-russia-438/

http://www.economist.com/news/europe/21590585-success-eastern-partnership-depends-ukraine-playing-east-against-west

Driving tractors and a bulldozer at the riot police is not what I would call “demonstrating peacefully”.

http://edition.cnn.com/2013/12/01/us/ukraine-eu-protest-sunday/

Western leaders’ hypocrisy on the suppression of peaceful demonstrations

http://www.theguardian.com/world/blog/2011/sep/25/occupywallstreet-occupy-wall-street-protests

http://www.theguardian.com/commentisfree/cifamerica/2011/nov/25/shocking-truth-about-crackdown-occupy

http://www.theguardian.com/uk/2010/nov/26/police-student-protests-horses-charge

http://www.globalissues.org/article/45/public-protests-around-the-world#PoliceBrutalityandOtherCivilRightsViolationsIgnored

https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_cases_of_police_brutality_in_the_United_Kingdom

The same leaders who authorize monitoring internet activities and phone conversations of all citizens, CCTV mass surveillance, the arrest of whistleblowers, drone wars, “humanitarian wars”, toxic austerity, the crushing of protests in Bahrain and Palestine, etc.

The best option, for Ukraine, would be to remain neutral and on friendly terms with both Russia and EU. The European Union should do the same with Russia and the United States. This continent deserves better than being a US protectorate.

The agreement proposed by the European Union would destroy Ukraine’s economy, which could not compete with Western European producers after the lifting of protective tariffs. Even the agricultural sector would be in trouble. For EU countries, Ukraine is but another market to conquer.

We must not also forget that Ukraine depends on subsidised gas from Russia while, in Europe, major banks are insolvent, unemployment is on the rise and basic social and civil rights are no longer guaranteed.

Ultimately, sacrificing Ukraine’s economic sovereignty is suicidal, a gift to foreign speculators.

Think Ukrainians, think!

Le politiche energetiche della Merkel uccideranno meno tedeschi di Hitler

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Sea_Ice_Extent_prev_LNODC NorthAtlanticOceanicHeatContent0-700mSince1955 With37monthRunningAverageNODC NorthAtlanticOceanicHeatContent0-700mSince1979 With37monthRunningAverageL’Atlantico settentrionale si sta raffreddando, come nel film “L’Alba del giorno dopo”
e l’Istituto Max Planck per la Meteorologia prevede un calo di 0,5°C entro il 2016

http://www.fona.de/mediathek/pdf/Perspektive_Erde_2013_09_low.pdf

La nostra ipotesi di un avvio verso un periodo freddo trova conferma da altri enti di ricerca europei e nonSupponendo che tale intensa attività solare abbia raggiunto il culmine, potremmo ipotizzare allora una prima fase in cui anche la temperatura del Pianeta permarrebbe anch’essa quasi stazionaria per il medesimo tempo. Seguirebbe poi una seconda fase nella quale, diminuendo il numero delle macchie solari, anche la temperatura scenderebbe, dando così il via ad una inversione di tendenza con conseguente avvio verso una piccola era glaciale
Colonnello Paolo Ernani, aeronautica militare
http://www.meteoweb.eu/2013/09/clima-il-col-ernani-ribadisce-la-terra-si-sta-raffreddando-in-italia-il-2013-e-lanno-piu-freddo-degli-ultimi-17/228210/

Svegliarsi con la neve a metà ottobre. Anticipo d’inverno in Alto Adige con neve fino a 800 metri. Nevica al Brennero, dove il traffico per il momento è comunque scorrevole. Sono invece chiusi per motivi di sicurezza i passi Giovo, Pennes, Rombo e Stelvio, come anche la val Senales. È attualmente anche bloccata la statale del Brennero (SS12) a Salorno per caduta sassi. Si segnalano disagi sulle strade ma anche sulle linea ferroviarie nel Tirolo austriaco. La Val Senales in Alto Adige è completamente isolata. La neve caduta la scorsa notte ha costretto la chiusura per motivi di sicurezza di tutta la strada provinciale 3. Non funzionano i telefoni fissi e i cellulari. Ecco alcune foto dei nostri lettori
http://altoadige.gelocal.it/foto-e-video/2013/10/11/fotogalleria/svegliarsi-con-la-neve-a-meta-ottobre-alto-adige-le-foto-dei-lettori-1.7904103?p=1

I meteorologi tedeschi confermano: fenomeno assolutamente inconsueto. Parlano di “inverno precoce“: Winter schlägt ungewöhnlich früh und heftig zu “Gestern Abend gegen 18 Uhr begann es dann sogar in der bayerischen Landeshauptstadt München zu schneien. Viele Meteorologen-Kollegen hatten das im Vorfeld noch als unwahrscheinlich erachtet”, sagte Wetterexperte Dominik Jung und führte aus: “Dieses Jahr hat der Winter ungewöhnlich früh und ungewöhnlich heftig zugeschlagen. Südlich von München konnte sich teilweise eine über 20 Zentimeter hohe Schneedecke bilden.”
http://www.welt.de/vermischtes/article120819411/Wintereinbruch-stuerzt-Teile-Deutschlands-ins-Chaos.html

erdling3temperature globali GISS

erdling4E’ tutta colpa dell’Eurasia: siamo noi che stiamo abbassando le medie

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Le temperature europee declinano, il settore energetico è nel caos – in Gran Bretagna il costo dell’energia aumenterà del triplo rispetto al tasso di inflazione (!) – la disoccupazione aumenta, il tasso di mortalità nei prossimi inverni sarà presumibilmente allarmante

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/08/15/dovremo-far-fronte-a-questo-tasso-di-mortalita-nei-prossimi-inverni/

Il consumatore tedesco ha già oggi le tariffe di elettricità più care d’EuropaOgni anno più di 300mila famiglie sono private dell’elettricità a causa di bollette non pagate. La Caritas e altre associazioni hanno inventato un termine per definire questo fenomeno, la “precarietà energetica”.

Per la società tedesca i costi hanno da tempo raggiunto dei livelli incredibili, paragonabili solo a quelli associati al salvataggio dell’euro. …in caso di assenza di vento o di oscurità, la produzione elettrica è troppo bassa. In questo caso bisogna rimettere in funzione le vecchie centrali a gasolio e a carbone per rimediare alla mancanza di corrente. Il risultato è che l’anno scorso i produttori tedeschi di energia hanno immesso nell’atmosfera più anidride carbonica dell’anno precedente…oggi i più grandi inquinatori – le vecchie e obsolete centrali a lignite – sono diventate le più redditizie… Inoltre lo stato libera questi imprenditori da qualunque rischio in materia di responsabilità giuridica. Se un progetto non dovesse funzionare saranno i consumatori a pagarne le conseguenze.

http://www.presseurop.eu/it/content/article/4141161-la-bolletta-pesa-sulle-elezioni

LA SVOLTA ENERGETICA TEDESCA È FALLITA

”Energiewende”, la svolta energetica, che però non sta andando come previsto, bensì prelude a un fallimento di notevole portata. La Frankfurter Allgemeine Zeitung spiega perché…Per sostituire del tutto l’energia nucleare lo Stato tedesco ha deciso che la quota di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili deve corrispondere al 35% del consumo lordo entro il 2020 e dell’80% entro il 2050 e questo è il minimo che i Land tedeschi hanno in programma di fare…l’esperienza della Renania-Palatinato negli anni scorsi: nonostante il Land avesse potenziato gli impianti per l’energia eolica del 14% l’immissione di energia è diminuita, per il semplice motivo che il vento ha soffiato molto meno rispetto agli anni precedentitutti i Länder fanno i conti basandosi su un consumo energetico decrescente, che si è sì verificato negli ultimi anni, ma perché? Semplice: per via della crisi economica. Come il consumo dovrebbe diminuire del 10% entro il 2020 (e poi di nuovo del 25% entro il 2050), a quanto prevede il governo, è ancora oscuro e di ciò è sintomatico il continuo passaggio della ”patata bollente” della ristrutturazione degli impianti tra Stato e Ländern che va avanti da mesi…Già adesso si è formato un collo di bottiglia nella svolta energetica tedesca, che obbliga il paese a fare affidamento sulle reti polacche e ceche [che si affidano al nucleare, NdR] per far arrivare la corrente a sud…Il colpo più duro per la svolta energetica è arrivato all’inizio dell’anno da parte dell’azienda pubblica olandese Tennet che gestisce la rete dell’energia elettrica, azienda senza la quale non funzionerebbe niente sulle coste tedesche, che ha fatto sapere che non ha abbastanza soldi per l’allaccio del parco eolico offshore (da 15 miliardi di euro) nel mare del Nord.

http://www.giornalettismo.com/archives/214071/svolta-energetica-tedesca-e-fallita/

La crisi del settore delle energie rinnovabili miete un’altra vittima in Germania. Il gruppo attivo nelle componenti per il fotovoltaico Conergy ha presentato istanza di fallimento, mettendo a rischio circa 800 posti di lavoro. Un tempo numero uno del fotovoltaico in Europa, Conergy ha impiegato gli ultimi mesi nel tentativo di rinegoziare il debito e trovare nuovi capitali. Ma il tentativo è fallito e due controllate sono risultate insolventi.

http://it.reuters.com/article/idITL5N0FB28N20130705

Chi ha ottenuto risultati tanto mediocri con così tanti soldi spesi nella risoluzione del “problema” CO2 dovrà vedersela con crescenti resistenze, dal momento che il finanziamento di altri settori vitali della società ne sarà negativamente influenzato. E c’è una forza naturale che i serristi apocalittici sembrano non aver considerato: la reazione esplosiva delle masse che sentono di essere state abbandonate dai loro leader. Per comprendere questa lezione, basta pensare alla Bastiglia in Francia o ai molti palazzi vuoti in Austria, Russia, Italia, Grecia e così via.

Mentre l’IPCC e alcune figure politiche chiave come la Merkel e Obama stanno saldamente proseguendo per la loro strada, gli investitori più accorti hanno già iniziato a reagire e stanno abbandonando la nave. Il gigantesco progetto Desertec per la produzione di energia solare per l’Europa nel deserto del Sahara è virtualmente sepolto nella sabbia. La Spagna sta drasticamente tagliando i sussidi alle rinnovabili. Il settore tedesco dell’energia solare è in caduta libera, con nomi importanti come la Siemens e la Bosh che chiudono baracca e burattini. L’energia eolica sembra più solida, ma anche il leader del mercato, la danese Vestas, sta affrontando forti venti contrari. Infine, ma non meno importante, alcuni governi come quello ceco e quello australiano stanno gettando la spugna. Non appena questo trend avrà acquistato una sufficiente inerzia, si assisterà all’emersione di una nuova generazione di scienziati, con i loro bei grafici colorati e computerizzati che dimostrano oltre ogni ragionevole dubbio che la CO2 fa bene alla crescita delle piante e quindi serve per nutrire la popolazione.

http://wattsupwiththat.com/2013/10/05/crash-boom-bang/

Maschilismo, patriarcato, femminicidio

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I nostri governi continuano a considerare la violenza contro le donne una questione di ordine pubblico o causa di “allarme sociale” invece che un problema culturale.

Nadia Somma, Fatto Quotidiano

Egli propone una soluzione finale del problema, la divisione dell’umanità in due parti diseguali. Una decima parte riceverebbe la libertà della personalità e un diritto illuminato sugli altri nove decimi. Questi dovrebbero perdere la personalità, trasformarsi come in una specie di gregge e per mezzo di una illuminata obbedienza raggiungere, attraverso una serie di rigenerazioni, l’innocenza primordiale, qualcosa come il paradiso primordiale, dove, tuttavia, dovrebbero lavorare.

Dostoevskij, “I demoni”

Cinque millenni di leadership patriarcale, in particolare per quello che attiene alla guerra, indicano che la psiche maschile resiste tragicamente ai processi di maturazione psicologica. Purtroppo i danni non sono limitati al genere maschile adulto, ma all’intera umanità ed all’ecosistema. Poteva forse essere utile nelle ere glaciali, quando la competizione era brutale, ma la tecnologia contemporanea rende superflua la competizione e agevola la collaborazione, se la buona volontà e l’interesse generale prevalgono.

Il patriarcato è, odiernamente, una patologia anacronistica, perché l’umanità si è evoluta al punto in cui abbiamo tutte le risorse a nostra disposizione e c’è solo bisogno di maturità psicologica, conoscenze scientifiche e tecniche, collaborazione, creatività, compassione e la sincera volontà di sviluppare una strategia di più equa ridistribuzione delle abbondantissime risorse.

La stragrande maggioranza delle persone affette da disturbo narcisistico di personalità e da socio/psicopatia è di sesso maschile. Maschi (o di donne dai tratti di personalità affini a quelli maschili) sono anche gli autori di quasi tutti gli stupri, atti di pedofilia, violenza domestica e omicidi. L’archetipo mascolino immaturo glorifica la guerra e l’aggressione, la prevaricazione, il “sesso forte” e preferirebbe l’estinzione alla prospettiva di non poter controllare e dominare. Perciò alimenta divisioni e contrapposizioni che favoriscono solo le personalità più sociopatiche, ossia completamente prive di scrupoli e compassione. Non è esagerato definirlo un cancro globale, dato che i suoi effetti sono devastanti (guerre, autoritarismi, terrorismo, tirannia dei mercati, austerismo, ecc.) e possono essere fatali in una civiltà munita di armi di distruzione di massa.

Il patriarcato è una patologia narcisistica e quindi è ossessionato dal controllo, dalla potenza, dalla purezza e dalla perfezione. Si alimenta di un desiderio irrefrenabile di controllare e dominare, soprattutto, ma non esclusivamente, le persone percepite come più deboli e vulnerabili. Auschwitz è la sua apoteosi, come anche i campi di lavoro sovietici e maoisti. Il senso di onnipotenza, grandiosità e rivendicazione nel narcisista impediscono alla coscienza di chi ne è affetto di cambiare, intossicato com’è da una fantasia di superiorità e dalla ferma convinzione che le sue opinioni siano indiscutibilmente corrette.

L’attribuzione di tratti caratteriali indesiderabile ad un’altra persona, l’idealizzazione di sé e di quelli che riteniamo rispecchino le nostre caratteristiche, la negazione delle imperfezioni, il rifiuto di essere e sentirsi vulnerabile, il desiderio di non dipendere dall’aiuto di nessuno, l’impulsività e l’ansia quando ci si sente minacciati, la proiezione sugli altri delle proprie responsabilità e colpe e l’incapacità di tollerare l’idea che si possa essere in disaccordo senza dover convertire l’altro al proprio punto di vista, per amor del quieto vivere e del pluralismo. Ogni volta che il suo controllo e visione di sé grandiosa e illusoria, costantemente e dolorosamente minacciata dalla realtà, sono messi a repentaglio, il narcisista reagisce categoricamente, con una rigidità manichea: “io sono buono, perfetto e giusto e chi non è d’accordo con me è cattivo, sbagliato e malvagio”. Le critiche causano ulteriori irrigidimenti. Il compromesso è insostenibile perché minaccia la sua onnipotenza.

È facile immaginare quanto ciò sia nocivo e tossico per il vivere democratico in una società con forti propensioni patriarcali. Nei casi estremi si manifesta una mentalità servo/padrone che si esprime attraverso le quattro classiche modalità: religione, sesso, razza/etnia e ceto.

Guai a noi se non saremo in grado di imparare a dissentire pacificamente e condividere le nostre risorse equamente. Se la coscienza maschile immatura, che può contagiare anche le donne (es. Thatcher, Merkel), continua a essere oscenamente avida e divisiva e non riesce a operare nel migliore interesse di ogni essere umano su questo pianeta, senza distinzione di religione, razza, etnia, educazione o status socio-economico, andremo incontro ad una brutta fine.

L’umanità, la nostra civiltà, se vuole sopravvivere, necessita di società eque, dove le risorse, le energie, la dignità siano assegnate e riconosciute equamente a uomini e donne. Più di tutto, dobbiamo costruire società in cui la violenza – psicologica e fisica e non solo verso le donne – sia tenuta sotto controllo, società in cui l’aggressività maschile possa trovare sbocchi costruttivi e creativi (come succede nell’arte, nell’esplorazione o nella ricerca tecnologica e scientifica, se non è pensata per applicazioni belliche), in ogni ambito della vita.

L’attuale società è troppo squilibrata in favore del mascolino e perciò non può che essere disfunzionale.

Israele e Stati Uniti sono davvero pronti a scatenare la terza guerra mondiale?

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L’Italia invia due navi: l’Andrea Doria (cacciatorpediniere lanciamissili) e la Maestrale (Fregata missilistica) di fronte alle coste del libano per “proteggere le truppe Italiane in Libano”. Non sono navi da evacuazione: li stiamo abbandonando alla loro sorte? Avremo il tempo di andarli a prendere in caso di guerra regionale?

McCainPoker-638x425Mentre in commissione si decide quale bozza pro-intervento presentare al Congresso, il neocon McCain gioca tranquillo a poker, sicuro che andrà tutto in porto. Vedremo al momento del voto se la sua nonchalance era giustificata o se sarà uno di quelli che farà una brutta fine (gli americani non hanno preso troppo bene la foto).

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2009: Kerry incontra Assad 6 volte. Qui le due coppie di coniugi amichevolmente a cena. Ora afferma di volerlo eliminare (NB S. Hussain, Gheddafi, Bin Laden, terroristi vari, ecc. meglio farli tacere)

untitled_1_siPrima era: “attacchi chirurgici”. Poi è diventato: “punizione del regime”. Poi è diventato: “deciso appoggio ai ribelli e cambio di regime”. Cosa ne pensano di questi segnali contrastanti quelli che dovrebbero combattere l’eventuale guerra?

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I servizi segreti francesi parlano di 286 morti nell’attacco al sarin. Il governo statunitense ne ha contati 1.426 morti (inclusi oltre 400 bambini). L’osservatorio siriano butta lì un 502, gli inglesi sono per un “oltre 350″

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Israele e USA stanno facendo sul serio o è un bluff? Sono pronti a diventare dei paria internazionali o queste schermaglie servono solo a rendere più malleabile Putin in vista di Ginevra II? Se gli Stati Uniti attaccano la Siria Israele sarà riuscito nel giochetto di farli entrare in guerra con l’Iran: Obama e la sua intera amministrazione sono davvero così stupidi? Mi rifiuto di crederlo e spero che stiano contando su un no del Congresso per dare un segnale chiaro e definitivo a Israele, che aveva già intenzione di colpire l’Iran in piena campagna presidenziale, a settembre-ottobre 2012, ma fu bloccato da Obama

http://www.timesofisrael.com/us-pressure-nixed-israeli-strike-on-iran-in-2012/

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La non autenticità del video è testimoniata dal fatto che Osama Bin Laden in esso ‘confessa’ che Al Qaeda sarebbe stato l’autore dell’attentato dell’11 settembre alle due torri in New York, mentre tutti gli ambienti democratici d’America e d’Europa, con in prima linea quelli del centrosinistra italiano, sanno ormai bene che il disastroso attentato è stato pianificato e realizzato dalla Cia americana e dal Mossad con l’aiuto del mondo sionista per mettere sotto accusa i Paesi arabi e per indurre le potenze occidentali ad intervenire sia in Iraq sia in Afghanistan.

Francesco Cossiga, intervista al Corriere della Sera, 30 novembre 2007
http://www.corriere.it/politica/07_novembre_30/osama_berlusconi_cossiga_27f4ccee-9f55-11dc-8807-0003ba99c53b.shtml

Penso che il numero di morti sia secondario. Voglio dire, può sembrare una cosa strana da dire, ma tutti i grandi studiosi che hanno analizzato il carattere americano sono giunti alla conclusione che siamo un popolo guerriero e che amiamo la guerra. … Ciò che detestiamo non sono i caduti ma la sconfitta. Se la guerra va bene e il pubblico americano è convinto che stia andando bene, che i leader agiscono come ci si attende da loro, che la nostra gente si batte bene e che stiamo vincendo, io non credo che il numero di morti sarà un problema.

Michael Ledeen, 27 marzo 2003

È molto negativo per Israele che l’americano medio si metta in testa che i suoi figli vengono mandati in guerra per Israele. Devono essere inviati in guerra per l’America

Itamar Rabinovich, ex ambasciatore israeliano negli USA negli anni Novanta

New York Times, 1 settembre 2013

http://nyti.ms/15xAxUO

Assad se ne deva andare, in un modo o nell’altro

Shimon Peres, presidente di Israele

http://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/171596#.UicE5D_fH84

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Kerry trova “incredibile” che qualcuno non riesca a credere che ci sia il governo siriano dietro l’attacco chimico. Io lo trovo entusiasmante, incoraggiante, elettrizzante: l’opinione pubblica internazionale si pone delle domande, cerca le risposte.

Putin pronto a risoluzione ONU anti-Assad se prove americane superano vaglio internazionale. Sa che è impossibile. Scacco a Obama e Israele.

QUANDO la lobby sionista perderà il voto al Congresso, ci sarà un numero sorprendente di suicidi e di “suicidi” nelle alte sfere degli States. Aspettate e vedrete. Obama ha già effettuato delle purghe dopo la sua rielezione

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/11/25/altre-notti-dei-lunghi-coltelli-negli-usa-grecia-e-turchia/

Se invece mi sbaglio e i sionisti controllano l’amministrazione Obama e il Congresso, allora gli Stati Uniti, per la prima volta dal Vietnam (e per questo faccio fatica a crederlo – ma se c’è un crack finanziario in vista, allora…), attaccheranno un paese che può difendersi e sarà guerra, guerra totale. I missili sparati da Israele (o dagli USA?) servivano per attivare i sistemi radar anti-aerei siriani, determinare la loro posizione e poi colpirli coi missili quando Obama darà il via libera. Se i radar sono fissi, l’espediente funzionerà, altrimenti servirà solo a sprecare un po’ di missili senza conquistare il controllo dei cieli e seguirà una bella lezione di umiltà per USrael.

Israele sarà lasciato da solo a fronteggiare la guerra che ha voluto? Non sarebbe il modo migliore di liberarsi di una pedina incontrollabile? Di solito i capi delle bande criminali sanno trovare vari modi per liberarsi dei loro tirapiedi quando alzano troppo la cresta.

Un attacco della durata di 90 giorni NON è una guerra – chiunque può bombardare gli USA per 3 mesi: non sarà in guerra con Washington

Kerry nega che un attacco alla Siria sia un atto di guerra: guerra è pace, libertà è schiavitù, ignoranza è forza

“Gaffe” (?) di Kerry: prima dice che potrebbe inviare truppe americane in Siria se paese implode, poi si corregge

http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/middleeast/syria/10284990/Syria-John-Kerry-stumbles-on-use-of-US-ground-troops.html

3 giorni fa Obama Nobel per la Pace negava l’obiettivo di un cambio di regime tramite attacco americano, ora “l’attacco va visto nel quadro dell’auspicato cambio di regime” (violazione del diritto internazionale)

una guerra con il 90% di americani contrari è un suicidio politico, è una rivoluzione incombente

Dal 1963 in poi gli Stati Uniti sono stati coinvolti in un conflitto, in media una volta ogni 40 mesi. Chi è lo stato canaglia?

http://www.motherjones.com/kevin-drum/2013/08/how-rest-world-views-american-militaryamerican-military

Repubblica stitola: “Senato approva intervento militare in Siria”. In realtà erano i leader (repubblicano e democratico) di una commissione senatoriale per gli affari esteri in precedenza presieduta dallo stesso Kerry che hanno approvato una bozza che doveva ancora essere sottoposta al voto della commissione prima e del Congresso poi

Repubblica stitola: “Assad minaccia guerra regionale”. Cos’ha veramente detto Assad?

http://www.huffingtonpost.it/2013/09/02/bashar-el-assad-le-figaro-medio-oriente-polveriera_n_3856713.html?utm_hp_ref=italy

Quanti civili uccisi da droni, fosforo bianco, uranio impoverito, embarghi illegali? Chi dovrebbe essere sotto processo?

Quando Saddam Hussein usava il gas contro l’Iran con l’approvazione di USA e UK andava tutto bene?

India, Brasile, Cina, Sudafrica, Russia, Indonesia, Argentina, quasi tutta l’Unione Europea, il 90% dei musulmani…gran parte del mondo è contro un attacco alla Siria senza una risoluzione ONU. Nessuna risoluzione ONU finché le prove di Kerry e Hollande non sono state vagliate. Nessun’altra guerra sulla fiducia.

Gli Stati Uniti sono stati sconfitti in Vietnam, Iraq, Afghanistan, Georgia (Bush e Israele erano i grandi sponsor di Saakashvili – la Libia è in mano ai signori della guerra – i jihadisti si sono spostati dalla Libia, al Mali, al Niger, alla Nigeria. Di guerra in guerra, sempre più caos.

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Obama è un codardo privo di spina dorsale? La sua famiglia è stata minacciata? Oppure sta cercando di fregare i sionisti (le ultime due, credo)

La Russia non si farà mai scacciare dal Mediterraneo (Cipro e soprattutto Tartus)

Il portavoce dei kurdi siriani non crede che Assad abbia usato armi chimiche. Cosa faranno i kurdi turchi se la Turchia invaderà la Siria?

Perché gli americani – così sicuri che Assad ha fatto quello di cui lo accusano – hanno messo sotto pressione gli ispettori ONU costringendoli a cercare rifugio in Libano prima di riuscire a fare un’analisi approfondita su chi possa aver usato le armi chimiche?

La Germania non parteciperà alla guerra, ma la Merkel spera che qualcuno lo faccia al posto suo (dopo tutto sta armando Israele)

http://www.internazionale.it/news/siria/2013/09/03/merkel-al-g20-occorre-ogni-sforzo-per-una-posizione-comune/

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Test missilistici israeliani in zona di guerra. Cosa sarebbe successo se i test fossero stati russi o iraniani? Come avrebbero reagito i media occidentali? Chi è una minaccia per la pace?

Forse gli Israeliani sono così disperati che speravano che la Siria avrebbe reagito ad un “attacco americano”?

Forse sono così disperati che tenteranno un false flag ancora più spettacolare, drammatico e implausibile, che svelerà chi c’è dietro tutto questo? Tipo un sottomarino Dolphin (comprato dai tedeschi) che affonda una nave americana

http://it.wikipedia.org/wiki/USS_Liberty

Oppure un attacco terroristico in occidente, perché sono troppo codardi per combattere le loro guerre da soli, si devono sempre nascondere dietro i golem della NATO, sollazzando chi si arricchisce con le guerre, di chi è “turbato” dal sovrappopolamento (masse riottose antiplutocratiche), degli islamofobi, di chi ha bisogno di una guerra per salvarsi dalla bolla dei derivati?

Io dico che la premiata ditta neoconsionsaudita ci proverà e fallirà, perché manca l’effetto sorpresa.

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/04/22/perche-una-maggioranza-di-persone-nel-mondo-non-crede-alla-versione-ufficiale-dell11-settembre/

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/05/21/lfbi-organizza-e-sventa-la-maggior-parte-degli-attentati-terroristici-islamici-sul-suolo-americano-ricerca-della-ucla/

Ma ci proverà.

Il governo/regime siriano ha subito messo le mani avanti, ben sapendo che si beccherà comunque la colpa, assieme all’Iran: “i ribelli useranno le armi chimiche in Europa

http://www.reuters.com/article/2013/08/28/us-syria-crisis-europe-idUSBRE97R0N220130828

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Parigi?  Chicago? Londra? Sochi?
http://www.ilsecoloxix.it/p/sport/2013/07/03/APAq56sF-giochi_ombra_terrorismo.shtml

C’è l’imbarazzo della scelta per la prossima tappa della Guerra del Terrore al Terrore.

Se fossi in Netanyahu sarei fortemente incazzato con Cameron. Questi, infatti, ha escluso un nuovo voto in Parlamento anche se gli ispettori ONU potessero dimostrare che Assad ha usato armi chimiche. Una posizione incredibilmente contraddittoria, alla luce delle affermazioni precedenti. Non è l’atteggiamento di uno che vuole la guerra in Siria. Lui, come Obama e Hollande, sta facendo di tutto per evitarla, cercando di non darlo a vedere

http://www.theguardian.com/…

Gli israeliani non sono però così stupidi da non capirlo e saranno quindi, appunto, fortemente incazzati e vendicativi.

Il loro obiettivo è sempre lo stesso, l’occupazione della Palestina e “La dissoluzione totale del Libano in cinque province serve come precedente per tutto il mondo arabo, inclusi l’Egitto, la Siria, l’Iraq e la penisola arabica e sta già percorrendo quella strada. La successiva dissoluzione della Siria e dell’Iraq in aree etnicamente o religiosamente distinte, come in Libano, è l’obiettivo primario di Israele sul fronte orientale nel lungo periodo, mentre la dissoluzione del potere militare di questi stati costituisce l’obiettivo primario a breve termine. La Siria si disgregherà in diversi staterelli, in conformità con la sua struttura etnica e religiosa, come succede nell’attuale Libano”.

Oded Yinon, consulente del ministero degli esteri israeliano, “A Strategy for Israel in the Nineteen Eighties”, 1982

Quanto all’Arabia Saudita, per chi non ricorda bene tutta la storia, ecco i dettagli pubblicati pochi giorni fa …

http://www.lastampa.it/2013/08/27/esteri/bandar-il-principe-saudita-che-tesse-la-tela-antiassad-rj3gNacKRuxyzCJUG9LEcP/pagina.html

Tradotto da ComeDonChisciotte:

“Quali sono le incredibili verità che stiamo scoprendo sui sauditi ?

Per prima cosa: Bandar ha detto a Putin, “Ci sono molti valori e obiettivi che abbiamo in comune e che ci uniscono , in particolare la lotta contro il terrorismo e contro l’estremismo in tutto il mondo. La Russia, gli Stati Uniti, l’Unione europea e i sauditi sono d’accordo sulla promozione e il consolidamento della pace e della sicurezza internazionale. La minaccia terroristica sta aumentando anche per effetto dei fenomeni generati dalla primavera araba. È caduto qualche regime ma in cambio si sono allargate molte esperienze di terrorismo, come dimostra l’esperienza dei Fratelli Musulmani in Egitto e dei gruppi estremisti in Libia. … Per fare un esempio, io posso garantire protezione sulle Olimpiadi invernali di Sochi del prossimo anno sul Mar Nero. I gruppi ceceni che minacciano la sicurezza dei giochi sono sotto il nostro controllo e non si muoveranno verso la Siria senza coordinarsi prima con noi . Questi gruppi non ci spaventano . Li stiamo usando contro il regime siriano, ma non avranno nessun ruolo e nessuna influenza nel futuro politico della Siria”.

http://www.telegraph.co.uk/finance/newsbysector/energy/oilandgas/10266957/Saudis-offer-Russia-secret-oil-deal-if-it-drops-Syria.html

http://www.zerohedge.com/news/2013-08-30/dont-show-obama-report-about-who-really-behind-syrian-chemical-attacks
30.08.2013

Io, di regola, non mi fido assolutamente di Ambrose Evans-Pritchard (figlio di un antropologo al servizio dell’impero britannico). Ma credo che in questo caso stia svelando un retroscena fondamentale, assecondando la volontà dell’establishment britannico che, in questo momento, è in sintonia con Putin sulla necessità di far abbassare la cresta a sionisti, sauditi e neocon e che vuole neutralizzare preventivamente certe opzioni dei loro avversari.

L’articolo in questione è stato condiviso decine di migliaia di volte, perciò mi sento di dire che Sochi sarà uno dei posti più tranquilli al mondo, quest’inverno.

D’altra parte gli Stati Uniti, dalla morte di Kennedy (1963) in poi, hanno compiuto un’incursione militare o sono entrati in guerra in media una volta ogni 40 mesi, quindi nulla va escluso a priori:
http://www.motherjones.com/kevin-drum/2013/08/how-rest-world-views-american-military

Dreyfus 2013, ovvero Dzhokhar Tsarnaev, il miracolato

https://twitter.com/stefanofait

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Mentre la rivista Rolling Stones si premura di trasformare Tsarnaev in una celebrità di culto ed un oggetto di emulazione, una foto fatta circolare incautamente da un sergente che si era indignato per la suddetta copertina e che è già stato sospeso dal servizio, rivela che il famoso squarcio alla gola era l’ennesima menzogna delle forze dell’ordine

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“Ferito alla gola, il giovane comunica con gli inquirenti per iscritto” (Repubblica)

“Il giovane ha riportato ferite di arma da fuoco alla gola e a una gamba e ha perso molto sangue prima di essere catturato dagli agenti” (Adnkronos)

“Una ferita alla gola, che si era procurato forse nel tentativo di suicidarsi” (Il Post).

“Rimasto gravemente ferito, non può parlare a causa di una ferita da arma da fuoco alla gola(Adnkronos)

“Tsarnaev è grave ma stabile” (governatore del Massachusetts, Deval Patrick)

Constatiamo che l’ENORME ferita al collo di Dzhokhar non c’era al momento dell’arresto, quindi è stata inflitta successivamente mentre era in custodia. L’imputato, che in teoria era in fin di vita, è uscito dalla barca sulle sue gambe e senza essere coperto di sangue, per poi consegnarsi alla polizia.

Stando alla versione ufficiale, il più giovane dei Tsarnaev ha confessato di essere responsabile dell’attentato usando una penna trovata nella barca scrivendo mentre crivellavano di colpi la suddetta barca in una sparatoria (con una mano spara, con l’altra scrive?).
Il commissario di polizia di Boston aveva prima parlato di sparatoria, poi aveva informato i media che il fuggitivo era disarmato, DOPO che un’audioregistrazione di un vicino dimostrava che solo la polizia aveva sparato!).

Dopo di che un componente degli SWAT aveva riferito che quello alla gola sembrava “più un taglio che una ferita da arma da fuoco”.

Pinocchio e Goebbels erano dei dilettanti!

L’americano di origini cecene era in condizioni critiche, tanto che all’inizio circolava la voce che non sarebbe più riuscito a parlare perché le sue corde vocali erano state compromesse.

Aveva però lasciato un biglietto all’interno della barca “confessando tutto”, come aveva precedentemente fatto con un ostaggio che però si è volatilizzato dopo essere stato lasciato libero e incolume dai due “terroristi”, ma non prima di aver riferito a qualcuno della confessione (un’auto-incriminazione totalmente immotivata e senza senso da parte dei due fuggitivi).

Poi al processo Dzhokhar si è proclamato innocente. In genere gli jihadisti sono più che orgogliosi di prendersi la responsabilità per un “lavoro ben fatto”. Ma il nostro, che nel frattempo ha acquistato un accento russo che i suoi amici e compagni di scuola negano che avesse prima del giorno dell’attentato

http://it.notizie.yahoo.com/maratona-boston-imputato-dzhokhar-tsarnaev-aula-non-sono-201647907.html

è l’unico superstite dell’operazione terroristica, dopo che un altro sospettato, che aveva cominciato a scrivere una confessione, è morto sotto i colpi degli agenti in Florida

http://www.guardian.co.uk/world/2013/may/22/fbi-man-shot-florida-tsarnaev-brothers#comment-23804874

l’altro fratello, Tamerlan, teoricamente schiacciato e ucciso dal fratellino in fuga su un SUV dopo che si era arreso (!) è stato convenientemente ricollegato a un triplo omicidio di ebrei avvenuto, tra tutte le date possibili, l’11 settembre del 2011

http://rt.com/usa/tsarnaev-suspected-2011-murder-978/

Questa processo farà sembrare l’affare Dreyfus una cerimonia di consegna del premio Nobel.

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Questi eventi, come quelli che circondano il nodo “Snowden+scandalo LIBOR+imperialismo americano” (sintesi di Max Keiser qui), vanno letti alla luce della probabile crisi internazionale legata all’inabilità di controllare le transazioni finanziarie (sp. derivati) sia da un punto di vista legale
http://www.valori.it/finanza/finanza-fuori-controllo-fino-75-transazioni-4218.html
sia da un punto di vista tecnico (istantaneità per aumentare profitti è ingestibile: i computer operano autonomamente, una specie di skynet finanziaria):
http://www.wired.com/business/2012/08/ff_wallstreet_trading/all/

e della reale situazione degli Stati Uniti d’America, la più grande economia mondiale:

http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_bank_failures_in_the_United_States_%282008%E2%80%93present%29

http://www.wallstreetitalia.com/article/1505883/alert/bomba-derivati-banche-americane-grandi-piu-dell-intero-pil-usa.aspx

Il debito nazionale americano è ora più grande del PIL annuo. L’unico modo che hanno gli USA per cavarsela è…non rimborsarlo. Un attacco terroristico + guerra [Oceania/NATO, Eurasia/Russia ed Estasia/Cina – cf. Orwell]

http://it.wikipedia.org/wiki/1984_%28romanzo%29

e un po’ di caos interno “controllato” sarebbero la situazione ideale per farlo.

Farebbe comodo anche alla Germania, la cui maggior banca non è meno “morta vivente” delle sue consorelle americane:

http://www.rischiocalcolato.it/2013/04/zh-deutsche-bank-prima-banca-al-mondo-per-esposizone-in-derivati-55-605-miliardi-di-euro.html

http://www.wallstreetitalia.com/article/1556990/finanza/ecco-a-voi-la-banca-esposta-ai-derivati-per-73-trilioni.aspx

http://www.repubblica.it/economia/finanza/2013/07/11/news/nubi_scure_sulla_contabilit_di_deutsche_bank_miliardi_di_prestiti_opachi_da_mps_al_brasile-62786625/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/07/01/derivati-antitrust-ue-contro-13-banche-dinvestimento-tra-cui-goldman-e-duetsche/642594/

http://www.ilgiornale.it/news/economia/deutsche-bank-nella-tempestaa-bundesbank-avvia-unindagine-902680.html

Quando le maggiori banche anglo-tedesco-americane termineranno i loro giorni – ed è solo una questione di tempo, ma non prima della vittoria elettorale di Angela Merkel – tutto il castello di carte che hanno eretto per prenderci per i fondelli dagli anni Settanta in poi crollerà.

E nel contempo faremo la fame (cambiamento climatico = crisi alimentare/inflazionistica)
http://www.guardian.co.uk/business/2013/jul/21/tesco-boss-cheap-food-over

il che significa rivolte in tutto il mondo, come avevo “profetizzato” qui:
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/12/24/nostradamus-revolution-previsioni-per-il-2013-e-2014/

Gli americani se la passeranno peggio di tutti, perché si sono lasciati trasformare in pupazzetti inebetiti dai media e dall’industria alimentare:

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/04/20/informazioni-sui-presunti-bombaroli-di-boston-che-non-troverete-sul-corriere-della-sera/

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/04/22/stati-uniti-di-polizia-la-fase-finale-della-guerra-al-terrore-e-cominciata/

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/04/25/boston-toronto-solo-un-aperitivo/

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/05/01/sei-un-terrorista-si-tu/

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/04/23/reichstag-o-golfo-del-tonchino-tutti-e-due-un-ripassino-sul-futuro-delloccidente/

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