ISIS e la terza guerra mondiale

10414472_10204286635146854_3477503086553123103_n

PRIMA PARTE

Per quanto riguarda il discorso del Presidente degli Stati Uniti, a noi è stato assegnato il secondo posto come minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale. Al primo posto vi è il virus Ebola, al secondo “l’aggressione russa in Europa”, e al terzo “Lo Stato islamico” e altri terroristi”.

Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov

 

ISIS è un movimento che spaventa seriamente l’establishment, un Frankenstein che è sfuggito al loro controllo (un po’ come Hitler). Verrà usato dalle oligarchie arabe per cancellare ogni velleità di cambiamento e giustizia sociale, associandola all’estremismo del Califfato, in modo da unificare l’Islam sunnita contro di lui. L’Islam sciita si difenderà ma non muoverà un dito per difendere le petromonarchie sunnite. Anzi, al di là dei proclami di maniera, se potrà l’Iran cercherà di dirottare la furia dei militanti contro di loro, per vendetta e per affermare la sua egemonia sul Golfo Persico.

Le decapitazioni sono un veicolo di reclutamento di giovani musulmani senza futuro provenienti da tutto il mondo. L’establishment arabo odia e teme il Califfato, perché è spietato e perché vuole depurare il mondo arabo dalla loro presenza. Questo livore e questa paura alimentano il mito di ISIS tra tutti gli arabi che disprezzano le élite arabe e non capiscono perché loro devono essere poveri mentre una minoranza si permette di comprare intere squadre di calcio europee o di farsi costruire palazzi faraonici. L’Arabia Saudita è il principale bersaglio di ISIS ma anche di centinaia di migliaia di diseredati (Saudi Arabia to build fence on border with Iraq, RT, 8 settembre 2014).

È possibile che ci siano sauditi che privatamente finanziano ISIS, per abbattere il regime.

Intanto il New York Times diffonde il meme: gli iracheni sono convinti che ISIS sia uno strumento della CIA (NYT, 20 settembre 2014).

La strategia è quella di salvaguardare l’estremismo wahabita saudita, che puntella lo status quo, dalla minaccia di questi giacobini islamisti aspiranti ghigliottinatori di aristocratici petrolieri.

La minaccia è reale, perché ISIS non avrebbe scampo se non fosse sostenuta da larghe fasce della popolazione sunnita iraqo-siriana.

I musulmani moderati che prendono le distanze da ISIS fanno la cosa giusta, ma vengono strumentalizzati. ISIS promuove la Umma islamica, un ritorno alla purezza delle origini, contro la falsa Sharia dell’establishment islamico. È un islamismo populista che può convertire le masse e rappresentarle. I musulmani moderati dovrebbero condannare ISIS e CONTEMPORANEAMENTE i tiranni che hanno reso possibile la nascita di ISIS (impoverendo la gente comune e manovrandola per usarla come carne da cannone). Ci sono due abomini da condannare. Senza una condanna simultanea ci si macchia di iniquità.

Se anche l’Occidente riuscisse a schiacciare ISIS, il seme è ormai nel terreno e c’è poco da fare. Come le teste di un’idra, nuovi movimenti messianico-puritanico-rivoluzionari rispunteranno per combattere la guerra santa contro la corruzione dell’Islam, del capitalismo, della politica e finanza locale e internazionale. Saranno demonizzati, anche per scongiurare un contagio tra i non-islamici, ma ormai il vaso di Pandora è scoperchiato.

Hanno capito come si fa (impossessarsi di banche, pozzi petroliferi, depositi di armi, oleodotti, ecc., usare i media per fare propaganda anti-sistemica) e hanno capito che una buona fetta della popolazione è con loro o potrebbero spalleggiarli clandestinamente. Sono straconvinti che Allah sia dalla loro parte e sono disposti a morire per la causa. È già successo innumerevoli volte nella storia (guerra dei contadini) e avrà maggior “successo” quanto più sarà percepita come una lotta di classe e di riforma:

Le eloquenti dichiarazioni degli articoli circa le lamentele sociali, politiche ed economiche, nel sempre più popolare ambito protestante, unificarono la popolazione nella massiccia sollevazione che scoppiò inizialmente nella Bassa Svevia nel 1524. La rivolta si diffuse rapidamente in altre aree della Germania.

In alcune zone la rivolta mantenne i caratteri violenti della rapina, del saccheggio e dell’incendio a castelli, conventi e monasteri. In altre zone la rivolta si sviluppò con caratteri più organizzati, fino ad arrivare alla costituzione di gruppi organizzati militarmente, come nel caso del “Battaglione Nero” (Schwarzer Haufen) del comandante lanzichenecco Florian Geyer.

L’Impero, l’alta nobiltà e l’alta borghesia organizzarono la Lega Sveva comandata dal duca Giorgio di Waldburg. Il dissidente religioso Martin Lutero, già condannato come eretico con l’Editto di Worms del 1521, e accusato all’epoca di aver fomentato la lotta, rigettò le richieste degli insorti[2] e sostenne il diritto dei governanti tedeschi di sopprimere le rivolte, ma il suo ex seguace Thomas Müntzer, si fece notare come agitatore radicale in Turingia…In origine rivolta contro l’oppressione feudale, essa divenne, sotto la guida di Müntzer, una guerra contro tutte le autorità costituite, e un tentativo di stabilire con la forza il suo ideale di comunità cristiana, con l’uguaglianza assoluta e la comunione dei beni.

Da wikipedia

Per fermare questo contagio populista e difendere il loro potere le élite sunnite saranno pronte a tutto. E intendo tutto. Meglio non escludere qualche catastrofico attacco anti-musulmano in un luogo sacro all’Islam, da attribuire ad ISIS, per convogliare le masse in una “santa” contro-rivoluzione (primo piccione).

Libia, aerei rubati. Paura per un nuovo 11 Settembre.

4 PICCIONI CON 1 FAVA

- Violate banche Usa, l’Fbi sospetta attacchi hacker dalla Russia.

Non possiamo distruggere ISIS senza aver prima distrutto Assad.

In  questo momento la maggioranza dei cittadini israeliani sta pensando sia corretto difendersi con la bomba atomica (Silvio Berlusconi).

La NATO è d’accordo. Deve difendere a qualunque costo il petrodollaro (Attacco all’euro. Spontaneo o “pilotato”? la Stampa, 16 settembre 2011) e il sistema finanziario fondato su di esso. Un giga-attacco terroristico mobiliterebbe l’opinione pubblica internazionale e spianerebbe la strada alla necessaria risoluzione ONU, aggirando possibili interferenze sino-russe (es. Libia e Siria) e qualunque obiezione di Assad all’invasione “umanitaria” della Siria (Altro che primavera araba, la guerra in Siria è per il gas, Linkiesta, 26 settembre 2014), dopo il fallimento dell’operazione sarin (Attacco chimico in Siria, il MIT di Boston smentisce Obama: “Non fu Assad ma i ribelli”, RaiNews, 24 gennaio 2014) e il cambio di regime in Iraq (Russia sends 5 fighter jets to Iraq; al-Maliki criticizes U.S., CNN, 5 luglio 2014; Iraq’s Maliki discusses oil project in Russia, FoxNews, 1 luglio 2013; China’s Iraq Oil Problem, Fortune, 30 giugno 2014).

Questa Guerra al Terrore però non procederà come quella precedente. Innanzitutto perché una nuova crociata anti-Al Qaeda di turno non ha più l’appeal che aveva, specialmente tra le opinioni pubbliche arabe, già estremamente scettiche la prima volta. In secondo luogo perché stavolta Russia e Cina non parteciperanno (Isis: Russia accusa Usa, destabilizzano la situazione, la Repubblica; Operazione Isis, obiettivo Cina, il Manifesto).

Al contrario, un nuovo 11 settembre, ancora più devastatore, potrebbe dare l’avvio a un effetto domino capace di provocare un conflitto mondiale tra potenze combattuto in Armenia e Caucaso, Siria e Golfo Persico, Ucraina (senza UE) e Pacifico.

In sintesi: gas arabo-israeliano deve passare per la Siria (Assad dev’essere rimosso); gas libico deve passare per la Sicilia (occupazione militare della Sicilia, rimozione di Gheddafi); gas azero deve aggirare l’Armenia (conflitto); gas russo deve passare per l’Ucraina (sanzioni-embargo); petrolio curdo in mano a Genel Energy (Nathan Rothschild) = ISIS è in mezzo ai maroni. Poteva essere utile finché faceva terra bruciata mentre l’Impero anglo-americano cercava di ritirare le sue legioni senza perdere il controllo dell’energia: adesso è solo un problema.

For a New World Order to live well

ISIS e la rivoluzione globale

volantino-pro-isis

SECONDA PARTE

AGGIORNAMENTO: come previsto, sta avendo luogo una riunificazione del radicalismo islamico anti-saudita (Isis reconciles with al-Qaida group, 28 settembre). Seguiranno abboccamenti con i fratelli musulmani costretti alla clandestinità dalla giunta golpista egiziana. Queste tre entità sono state dichiarate “organizzazioni terroristiche” dall’Arabia Saudita (Saudi Arabia designates Brotherhood, Nusra Front, ISIS terrorist groups, 8 marzo 2014).

*****

Il tempo della rivoluzione mondiale si avvicina. Qatar, Arabia Saudita, gli Emirati si fanno chiamare stati islamici, ma poi improvvisamente salta fuori uno stato fondamentalista islamico che ce l’ha principalmente con loro. ISIS conta circa 10.000 sauditi tra le sue file – sono fondamentalisti jihadisti provenienti dall’Arabia Saudita. Hanno già detto che il loro obiettivo principale è quello di rovesciare il regime marcio e corrotto dell’Arabia Saudita.

In definitiva, stiamo entrando in un periodo molto interessante. Non saranno i toni geopolitici ed economici a prevalere. Questo è un periodo ideologico. Ancora una volta stiamo entrando in un’epoca di guerre ideologiche. Le guerre religiose sono una delle forme più acute di guerra ideologica e le guerre ideologiche durano sempre fino alla fine.

Shamil Sultanov, ISIS starts new era in the history of mankind, Pravda, 23 settembre 2014

Chiunque abbia studiato la Siria da lontano, per non parlare di quelli che vi si recano, sanno che la finzione dell’”opposizione moderata” – presunti disertori dell’esercito governativo siriano – non esiste. Danneggiati, disillusi, assassinati o semplicemente reclutati da ISIS o qualche altra veste di al-Qaeda, la vecchia “Free Syrian Army” è ormai un mito altrettanto ridicolo e potente per i Kerry di questo mondo quanto la vanteria di Mussolini che l’esercito italiano avrebbe sconfitto gli inglesi in Nord Africa. Ogni soldato siriano vi dirà che è felice di combattere la FSA perché questi guerrieri dell’”opposizione moderata” se la battono sempre. Sono i “terroristi” di al-Qaeda-Nusra-Isis che combattono fino alla morte.

Robert Fisk, John Kerry’s rhetoric on Isis insults our intelligence and conceals the reality of the situation in Syria, the Independent, 21 settembre 2014

Evitiamo di aggiungere un altro fallimento ad una già lunga e smettiamola di giocare all’apprendista stregone…Non si va in guerra per sradicare un nemico, ma per guadagnarsi dei punti d’appoggio per la pace. Che cosa accadrà con questa importante operazione? Si faranno amalgamare per riflesso di solidarietà identitaria delle popolazioni sunnite che sarebbero ambivalenti nei confronti dello stato islamico. Idee semplici alimenteranno la vittimologia sunnita: “Tutti i nostri nemici si sono coalizzati: sciiti, curdi e occidentali! Siamo rimasti gli unici a difendere la popolazione sunnita!

Dominique de Villepin, En Irak, les «Somnambules» sont de retour, Libération, 17 settembre 2014

Il solito copione. Si crea il babau, che simboleggia tutto ciò facciamo finta di non essere, il male incarnato contro cui lottiamo, con tutti i crismi della legittimità. Così possiamo andare alla guerra senza necessitare di una risoluzione ONU che ci potrebbe legare le mani e avvantaggiare i nostri avversari (le potenze emergenti, ossia tutto il resto del mondo, anche noto come comunità internazionale, che fingiamo sia dalla nostra parte, per tenere buona la nostra opinione pubblica).

In realtà il resto del mondo è combattuto tra invidia, odio, paura e disprezzo nei nostri confronti. La stima, il rispetto e l’ammirazione si sono esaurite con la morte di Kennedy e con un Nobel per la Pace che bombarda sette nazioni musulmane in sei anni.

Distruggiamo nazioni (es. Libia, Iraq, Afghanistan, Pakistan, ecc.), usiamo il fondamentalismo per i nostri scopi (Afghanistan, Somalia, Iraq, Siria, i salafiti sponsorizzati dalle petromonarchie del Golfo Persico, nazionalismo israeliano, ecc.), massacriamo centinaia di migliaia di innocenti.

Tra 1977 e 1979 gli americani hanno applicato la dottrina Brzezinski (fomenta l’islamismo in funzione anti-sovietica) in Pakistan, Iran e Afghanistan. In tutti e tre i casi, con il passare del tempo, le pedine si sono ribellate ai padroni. In Iran sono andati al potere gli islamisti sbagliati, in Afghanistan i talebani sono una mafia che rivaleggia con la CIA per il controllo dell’oppio e il Pakistan è una potenza nucleare tendenzialmente ostile.
Isis è nata allo stesso modo, in funzione anti-Assad. Ma poi cos’è successo? A loro di Assad o di Israele non gliene può fregar di meno (es. manco un comunicato su Israele e Gaza).

Sono più interessati ai soldi e alla purezza della loro missione. Si sono fatti il califfato, si sono presi le armi, il petrolio, i soldi e ora non sono più controllabili, perché puoi affittare un uomo ma non lo puoi comprare.

Ora i sauditi sono preoccupati che ISIS prenda il controllo dei wahabiti (integralisti sunniti), strappandolo a loro e abbattendo la loro teocrazia.

L’Iran gode perché, grazie a ISIS, tiene sotto scacco i sauditi e rafforza la sua egemonia sull’Iraq. Questa è la ragione per cui non hanno schiacciato il califfato e si sono limitati ad evitare che arrivasse a Baghdad.

La malcelata Schadenfreude che manifestano nei confronti della guerra occidentale ad ISIS è la prova più chiara del fatto che il califfato ha acquistato una sua dinamica interna, si è emancipato dai servizi segreti occidentali e ha cercato in tutti i modi lo scontro con l’Occidente per potersi conquistare le simpatie di quelle decine di migliaia di giovani arabi ed euro-musulmani disoccupati e alienati, vittime di una modernizzazione iniqua, che si fanno ipnotizzare da prediche messianiche e culti dei leader e dal sogno di riuscire a dare un senso a un’esistenza che finora ne ha avuto molto poco ed è priva di prospettive (è successo qualcosa di analogo nel periodo tra le due guerra mondiali, in Europa e in Giappone).

Sono le conseguenze impreviste delle alchimie geopolitiche: chi semina vento raccoglie tempesta.

ISIS aveva lo scopo di formare uno stato cuscinetto sunnita tra Iraq e Siria, tagliando fuori Hezbollah dal ponte sciita che congiunge l’Iran al Libano. Piaceva agli israeliani, piaceva ai turchi (anti-kurdi), piaceva alle petromonarchie sunnite che volevano indebolire l’Iran distruggendo Assad. Andava bene anche agli americani, che possono puntellare la loro fragile egemonia solo attraverso il caos in un’area energeticamente strategica (Medio Oriente, Ucraina, Mar Rosso, Nigeria, Venezuela, Afghanistan, ecc.).

Ma poiché i rispettivi obiettivi erano distinti e spesso contrastanti, i manovratori si trovano ora ai ferri corti. Il Qatar sta per perdere i mondiali di calcio a causa dell’ostilità di tutte le altre petromonarchie (non certo per ragioni umanitarie!), la Turchia ha usato ISIS contro i curdi, che però sono una pedina israeliana, il golpe egiziano ha certamente fatto confluire molti fratelli islamici seriamente infuriati e disillusi dalla “democrazia” tra le file di ISIS.

Il califfato è stato poi probabilmente infiltrato dall’intelligence siriana e irachena, tanto più che moltissimi ufficiali e soldati iracheni che hanno combattuto per Saddam Hussein, dopo la sconfitta, hanno abbandonato la laicità e si sono votati a tutt’altra causa, unendosi a queste formazioni islamiste contro il governo fantoccio di al-Maliki. Ora possono prendersi la rivincita contro gli anglo-americani e i wahabiti (pedina di Arabia Saudita e Bahrein).

Perciò ora la Casa Bianca si ritrova a dover bombardare (senza alcuna chance di avere successo, come in Afghanistan) delle truppe estremamente ben addestrate, pronte a tutto e con ampie disponibilità finanziarie.

Ogni attacco aereo ed ogni mese di resistenza allo strapotere militare occidentale esalteranno ISIS agli occhi di migliaia di musulmani stufi di essere trattati come delle pezze per i piedi e desiderosi di riprendere il controllo delle proprie vite e delle proprie terre.

È una questione di riscatto, vendetta, orgoglio. Le bombe non potranno nulla. Servirebbero soldati, ma ci sarebbero centinaia/migliaia di morti, e quindi disordini nelle capitali occidentali. Per questo Obama si è dissociato dal Pentagono sull’uso delle truppe di terra in Iraq. Questo è uno dei pochi elementi che lo distinguono da George W. Bush, ormai. Obama vede le elezioni di metà mandato (Congresso + un terzo dei governatori) che si avvicinano, e non può mostrarsi troppo debole, perché perdendo il controllo del Congresso diventerebbe un’anatra zoppa. Tuttavia chi lo manovra gli sta fornendo indicazioni e direttive volutamente contraddittorie, per metterlo in cattiva luce (si prende sempre una pausa golfistica, nei momenti più sbagliati, ammette di non sapere che fare, usa toni e termini che lo fanno sembrare ridicolo, ecc.). Qualcosa bolle in pentola, a Washington.

Se il dopo-Obama fosse all’insegna di un nazionalismo esasperato, anti-russo e anti-arabo, sul modello di Mitt Romney e John McCain, il conflitto globale che sembra particolarmente agognato dai neocon diventerebbe inevitabile. Non credo che sia ciò che desidera Israele, che sta facendo ogni sforzo possibile per conservare rapporti di collaborazione con la Russia. Mi pare anzi che sia l’avverarsi del grande incubo di un secondo olocausto.

Assad (con Netanyahu) è l’unico leader laico rimasto in Medio Oriente. ISIS è l’antitesi della laicità e non sarebbe così forte se non godesse del consenso di centinaia di migliaia di sunniti. Potranno essere sconfitti sul terreno, ma sarà una disfatta solo temporanea, perché incarnano uno spirito messianico che era atteso da secoli, una volontà di risorgimento che anima milioni di musulmani disgustati dall’ipocrisia occidentale e frustrati dalla miseria.

L’ISIS come causa pan-islamica che trova nel califfato (esteso per un terzo del territorio siriano ed iracheno) un simbolo concreto, funzionante, vincente, duraturo di un’alternativa realistica agli automatismi consumistici ed infantili dell’Occidente colonialista potrebbe, involontariamente, rappresentare i prodromi di quella rivoluzione sociale abortita che è stata la primavera araba, o quantomeno il suo innesco.

ISIS è una sorta di fascismo islamista o rivoluzione puritana interna all’Islam, che se ne infischia della Sharia (e quindi dell’autorità religiosa saudita, che considerano – giustamente – irrimediabilmente corrotta ed anti-islamica) e privilegia la Umma. Come il fascismo emerso in Occidente e in Giappone a causa degli squilibri collegati alla nostra fase di transizione verso la modernità, questo fascismo islamista, in combinazione con una postura sempre più aggressiva da parte della NATO, ha tutte le carte in regola per scatenare un inferno che si tramuterà in una rivoluzione globale.

Ankara, Riad, Doha, Manama, Amman, Kuwait City, il Cairo e forse anche Tel Aviv saranno il teatro di una delle più grandi sommosse della storia umana: annienterà l’establishment locale e lo stesso califfato integralista. Sarà solo l’inizio della Grande Trasformazione.

For a New World Order to live well

Il senatore irlandese David Norris contro la destra israeliana – la politica al suo culmine

Nel governo Renzi ho potuto riscontrare un approccio molto positivo, amichevole nei confronti di Israele… Se vogliamo parlare di primo “test” per il governo Renzi, direi che il risultato da parte nostra è assolutamente positivo.
Naor Gilon, ambasciatore israeliano a Roma

20140801_times

Israele è ormai chiaramente controllato da psicopatici e non vedo come possa uscirne vivo. E’ spaventoso vedere una nazione completamente alla deriva morale, incapace di scorgere l’abisso, là in fondo. Non si può salvare chi non vuole essere salvato.
Qui la chiusa dell’articolo poi rimosso:
“I will conclude with a question for all the humanitarians out there. Prime Minister Benjamin Netanyahu clearly stated at the outset of this incursion that his objective is to restore a sustainable quiet for the citizens of Israel. We have already established that it is the responsibility of every government to ensure the safety and security of its people. If political leaders and military experts determine that the only way to achieve its goal of sustaining quiet is through genocide is it then permissible to achieve those responsible goals?
https://archive.today/RPf3M

Ecco invece la trascrizione ufficiale dell’intervento di David Norris, un anti-psicopatico:

I would like to express my gratitude to the Cathaoirleach of Seanad Éireann, to the Minister who, as a Laois man, I congratulate on his appointment, and to Senator Averil Power for marshalling the forces on this side to respond to my request for a recall of Seanad Éireann.

  People ask: “What for? What can Seanad Éireann do?” The answer in the international context is “Nothing”, because nobody will pay that much attention to what Ireland does. I remember being in Palestine some years ago in an area that was heavily controlled by the Israelis, and I said to my Palestinian hosts, “You know there is nothing I can do, I will have no effect”, and they said, “But at least you will be a witness, you will be a record to our suffering, and we will not go unnoticed“. It is for that reason I called for the recall of the Seanad.

  I am very sad. I am not anti-Israeli; I am not anti-Semitic. I supported the State of Israel. However, in the 40 years that I have known the State of Israel and sometimes had a home there, I have seen it completely change. It changed from a left wing, socially directed country to an extreme right-wing regime that is behaving in the most criminal fashion, defying the world and unscrupulously using the Holocaust to justify what they are doing. It is time that rag was torn away from them.

  Israel is afraid of Palestinian unity. That is what all of this is about. It has nothing to do with the appalling murder of those three Israeli kids. The Israeli police knew that Hamas had nothing to do with it before this war started. Israel created Hamas in order to split Fatah, so it is responsible for Hamas. I had this confirmed at the highest level in the foreign ministry in Jerusalem some years ago. It is astonishing to me that those in the West prate about democracy, yet every time an Islamic government crops up around the Mediterranean, they refuse to deal with it, they subvert it and they destroy it. Where is the democracy in that? We may not like it. They may be antagonistic. My Jewish friends and Israeli friends sometimes say to me, “How would you fare, as a gay man, in any of these?” I know exactly how I would fare, but it does not mean it is correct to deny people the right to choose their own government. What self-respecting or sane people would allow their enemies to choose their government for them? Can anyone imagine it happening in this country? I certainly cannot.

  America has a shameful role to play in this. Israel could not get away with these disgraceful acts of international piracy and brigandage if it was not for the protecting shadow of the United States of America. I condemn President Obama for his utter inaction. I have to say I was a bit taken aback when I saw Ukraine had been added to the statements as it is irrelevant. It is a bit of “whataboutery”. What about Syria? What about the Congo? What about Iraq? What about everything? However, the one thing it does is to show the extraordinary discrepancy here. At the instructions of the Americans we are prepared to boycott, go after the Russian banks and do this, that and the other. What do we do about Israel? We do not even mark a protest note with our vote at the United Nations Human Rights Commission.

That is shameful – absolutely shameful. I would have interjected that it had been better to be one country in the right than be with all the rest of them in the wrong.

  There are no words to describe what happened yesterday in Jebalyia where there were six attacks on schools. They are deliberate, I have no doubt, because 3,300 people were sheltered there. They had been directed there by Israel. The co-ordinates were given 17 times. How could anybody claim that they did not know what they were doing? Israel’s policy is shoot first and weep afterwards saying, “Oh, did we hit children? What a terrible tragedy”. Nobody believes Israel anymore. It is doing this to exert pressure on Hamas. It will not resolve this problem until, as we did in this country, it involves both of the participants.

Senator Sean D. Barrett: Information on Sean D. Barrett Zoom on Sean D. Barrett Hear, hear.

Senator David Norris: Information on David P.B. Norris Zoom on David P.B. Norris There is no point in having any kind of an alleged truce when it only has one side. It was laughable the rubbish produced by the Israelis, Americans and the Egyptians. They did not consult Hamas, which is madness. Tony Blair was involved. My God, that man is shameless.

Senator Mary M. White: Information on Mary M. White Zoom on Mary M. White Hear, hear.

Senator David Norris: Information on David P.B. Norris Zoom on David P.B. Norris He should keep his face out of the Middle East after what he and George W. Bush have done to the region.

  On the other side, three moth-balled schools were used to store weapons. That was discovered by the UN and reported by it, not by the Israelis.

  Entire families have been obliterated and in one case, 20 members of the same family were slaughtered. Also, a disproportionate amount of women and children have been killed in this situation, which is a violation of all the spiritual beauty that Judaism stands for – the respect for life and the fact that if one saves one life then one has saved the universe. All of that is blown out of the window and done so, as I saw, by the arrival of 1,200,000 extreme right-wing former citizens of the Soviet Union.

  It is time people told the truth about what is being said in Israel.  For example, the interior Minister, Eli Yishai, stated in 2012 that Israel would send Gaza back to the Middle Ages.  Defence deputy Minister Matan Vilnai stated that it would visit the Holocaust on the Palestinians.  That is Nazi talk.  I am not saying that he is a Nazi but what he is saying makes him sound like a Nazi.

  What should we do?  First, we must remove the embargo.  Then there is the Euro-Med agreement, to which human rights protocols attach.  Time after time on the foreign affairs committee, I have asked for the situation to be monitored.  People will not even monitor the human rights agreements.  What human rights are there when thousands of women and children are being killed and injured?

Senator Mary M. White: Information on Mary M. White Zoom on Mary M. White Hear, hear.

Senator David Norris: Information on David P.B. Norris Zoom on David P.B. Norris Israeli goods, particularly those from the settlements, should be boycotted and there should be an expulsion of the Israeli ambassador.  I delayed in saying this, but he always has his fingers in his ears and just repeats slogans from Jerusalem.

  I have received a considerable volume of correspondence, 90% of it in support of the Israeli side.  I respect all of my correspondents but it is clearly an organised campaign.  They all thank Ireland for voting the way we did at the UN.  That tells the story.  The Israeli spokesmen, all with South African, English or American accents, referring to the land of Palestine, also congratulated us.

  The UN should accept full and permanent responsibility for the welfare of the people of Gaza.  If that means the deployment of an international force, fine.  This country should explore the possibility of using our civilian services, for example, the ESB, to rebuild the only power station in Gaza.  Cutting off electricity to people who are being squeezed into an appalling punishment camp, only to then cut back on food imports and claim – this is where I say “Nazi” – that Israel is placing the people of Palestine on a diet shows contempt for human beings.

We should stand against that contempt and in favour of human rights. I am in favour of human rights, whether one is Israeli, gay, a woman or black. I am not changing my position. I am not anti-Israel or anti-Semitic, but I am pro-human rights for every human being.

http://cut2thetruth.wordpress.com/2014/08/05/senator-david-norris-on-the-genocide-in-palestine-it-is-time-people-told-the-truth-about-what-is-being-said-in-israel-amazing-speech/

http://oireachtasdebates.oireachtas.ie/debates%20authoring/debateswebpack.nsf/takes/seanad2014073100015?opendocument

Violenza, nonviolenza e democrazia nella prossima guerra totale in Medio Oriente

mandela_arafat_2

For a New World Order to live well

Quando Israele sarà al centro del più grande conflitto mediorientale della storia (e succederà, perché è il Likud che lo vuole) la gente prenderà posizione per gli uni e contro gli altri. Io tifo per gli uni e per gli altri o, per meglio dire, per tutti quegli israeliani e palestinesi che guardano oltre i tribalismi, i propri orticelli, le proprie paure e rancori.

I pro-Israele dichiarano: “Israele è l’unica democrazia della regione”.
Però:

1. I media israeliani sono quasi esclusivamente ultranazionalisti e il povero Haaretz è sottoposto a una costante campagna di delegittimazione interna. Può essere realmente democratico un paese neoprussiano in cui non esiste di fatto pluralismo nell’informazione?
2. Hamas ha vinto delle elezioni monitorate e ritenute legittime;
3. Nelson Mandela, nel 1961, divenne il comandante dell’ala armata Umkhonto we Sizwe dell’ANC (“Lancia della nazione”, o MK), della quale fu co-fondatore. Coordinò la campagna di sabotaggio contro l’esercito e gli obiettivi del governo ed elaborò piani di una possibile guerriglia per porre fine all’apartheid. Raccolse anche fondi dall’estero per il MK e dispose addestramenti paramilitari, visitando vari governi africani. Nell’agosto del 1962 fu arrestato dalla polizia sudafricana, in seguito a informazioni fornite dalla CIA (wikipedia);
4. Benché la violenza non sia lecita, quando è opposta per autodifesa, o in difesa degli inermi, è un atto di coraggio assai preferibile alla codarda sottomissione. (Gandhi, Harijan, 27 ottobre 1946)
5.  Il messaggio di “Gandhi” [il film di Richard Attenborough] è che il modo migliore di ottenere la libertà è quello di mettersi in fila, senza armi, e marciare verso gli oppressori, permettendo loro di ridurti inerme al suolo a suon di manganello; se resisti sufficientemente a lungo, li metterai in tale imbarazzo da costringerli ad andar via. Tutto ciò è la peggior sciocchezza mai sentita ed è una sciocchezza pericolosa. La nonviolenza fu una strategia scelta da un popolo specifico nei confronti di un oppressore specifico; generalizzare da tutto ciò costituisce un atto sospetto. Che utilità avrebbe avuto la nonviolenza, ad esempio, contro i nazisti? […]. “Gandhi” ci mostra un santo che vinse un impero, ma non è che frutto di invenzione (Salman Rushdie, 1991).
6. Lasciate anche che essi prendano possesso della vostra bella isola e dei vostri numerosi bei palazzi. Darete loro tutto questo, ma non le vostre anime né i vostri cuori. Se quei gentiluomini decidono di occupare le vostre case, vi trasferirete, e se non vi permetteranno di andarvene liberamente, vi farete massacrare tutti, uomini, donne e bambini, ma rifiuterete di dar loro la vostra lealtà (Messaggio di Gandhi agli inglesi,1940)

A me pare che la questione non sia così scontata
http://www.futurables.com/2014/07/21/israele-un-monito-per-lumanita/

1174680_494707463956086_48605846_n

Io desidero fortemente che Israele e la Palestina sopravvivano a quel che verrà e dimostrino nel corso delle prossime generazioni che l’umanità ha tutto quel che occorre per costruire una civiltà diversa, un mondo migliore.
Ci vorranno moltissimi anni, forse più di un secolo, come nel Sudafrica, che è ben lungi dall’aver risolto i suoi problemi. Ma questi popoli vanno assistiti, una volta che le fazioni guerrafondaie e nazionaliste saranno state scacciate dal potere.
Il loro successo è il nostro successo. Queste persone non devono essere morte invano.

Il disastro aereo ucraino: cosa ci sfugge?

ellina-2
Come sempre, i media di entrambe le parti stanno creando notizie (es. il volo di Putin in quell’area poco prima dell’abbattimento del volo malese: sconfessato dalle autorità moscovite) e fungendo da megafoni per i vari potentati, invece di descrivere quel che accade.

Continua a succedere e ogni volta si rischia (o avviene) un’escalation bellica.

I lettori più frettolosi possono saltare a piè pari tutto quel che segue e atterrare sani e salvi all’ultima sezione, intitolata “voci fuori dal coro”

IL MIT SUL SARIN IN SIRIA

Anche il Mas­sa­chus­setts Insti­tute of Tech­no­logy mette in dubbio la versione dell’amministrazione Obama sull’attacco chimico di Ghouta, in Siria, il 21 agosto scorso…Per i due studiosi infatti la git­tata del mis­sile rudi­men­tale tro­vato dagli ispet­tori Onu non poteva essere supe­riore ai due chilometri e considerando la mappa delle forze in campo sul territorio siriano in possesso di Washington il 30 agosto, il punto da cui era partito il missile si trovava nelle aree controllate dai ribelli jihadisti che stanno combattendo Assad.

Un risultato che conferma, secondo Lloyd e Postol, la possibilità che parte dell’amministrazione americana volesse utilizzare delle informazioni ‘sbagliate’ per convincere il Congresso ad autorizzare un intervento militare contro il governo di Damasco. A settembre infatti si era arrivati ad un passo dai bombardamenti ma poi la proposta russa sulla consegna alla comunità internazionale dell’arsenale chimico di Assad aveva fermato Obama e lasciato spazio alla diplomazia

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Siria-MIT-smentisce-Obama-Ghouta-attacco-chimico-ribelli-db40d6ec-4e2e-4323-bb06-7b4fd2406cc2.html

PAOLO RUMIZ SULLE FOSSE COMUNI LIBICHE E SUL MASSACRO RUMENO

Negli stessi giorni, un «filmato del 22 febbraio» di One World mostra le «fosse comuni»: morti fatti dai governativi inumati su una spiaggia dopo i massacri ordinati da Gheddafi. Il 24 si dimostra che il video era stato girato nell’agosto 2010 nel cimitero Ashat ed era una normale operazione di rinnovamento del suolo e spostamento dei resti, abituale ogni 10-20 anni:

Paolo Rumiz: Anche in Libia la situazione per i media occidentali sembra difficile da interpretare. Un esempio che rischia di ricordare il finto massacro di Timisoara è il video circolato nei giorni scorsi dove si vedono degli uomini scavare delle fosse. I media hanno parlato in un primo momento di fosse comuni. Salvo avanzare qualche dubbio subito dopo

Sì, in Libia potrebbero aver agito come in Romania. E come avviene sempre durante le guerre, che ormai si combattono anche con l’uso dell’informazione. Ovviamente, non possiamo nemmeno escludere che chi ha girato quelle immagini lo abbia fatto in buona fede. Ma che non fossero delle fosse comuni mi sembrava chiaro sin dall’inizio. Dal video si capisce che non c’è un’unica fossa ma tante fosse, una cosa che assomiglia molto di più a un cimitero.

Però i media, almeno all’inizio, hanno parlato di fosse comuni in Libia

E’ l’indiscutibilità della morte che ti frega. Davanti a dei cadaveri uno non può fare a meno che prenderli per tali. Quando c’è una guerra, la confusione, la concitazione e la fretta giocano sempre a favore di chi vuole mettere in giro notizie false. Tutte queste cose chi manipola l’informazione le sa. Durante le guerre, i servizi segreti o chi vuole condizionare l’opinione pubblica usa i cadaveri per raccontare cose non vere. E’ un trucco antico. Non scopriamo niente di nuovo.

http://tg24.sky.it/tg24/mondo/2011/02/27/paolo_rumiz_intervista_morti_libia_romania_1989_ceausescu.html

PIETRO FOLENA SULLE ARMI CHIMICHE DI SADDAM HUSSEIN

E’ chiaro oramai che le armi di distruzione di massa non sono tra queste: in due mesi ogni tentativo di ritrovamento è fallito miseramente. Il presidente Bush ha persino ipotizzato, oltrepassando la soglia del ridicolo, che Saddam abbia fatto distruggere le armi poco prima della guerra, come se sbarazzarsi di testate chimiche e nucleari fosse un lavoro di pochi giorni. Ancora più gravi sono le rivelazioni sulle “prove” prodotte (nel senso proprio di “fabbricate”) da Bush e Blair per giustificare la guerra. Già sapevamo del dossier rivelatosi una tesi di laurea di uno studente di origini irakene risalente a 10 anni fa. Già sapevamo dell’inattendibilità del Rapporto Powell al Consiglio di sicurezza che suscitò le perplessità di Blix e di El-Baradei e l’ilarità di tutti i media indipendenti del mondo. Oggi sappiamo anche che il governo britannico ha letteralmente costretto i servizi segreti a fornire prove false e a ingigantire fatti che altrimenti sarebbero passati inosservati. Sappiamo che la Cia aveva dimostrato l’inesistenza di prove concrete contro il regime di Saddam. Bush e Blair hanno mentito. Hanno detto grossolane e incredibili bugie ai loro parlamenti, all’opinione pubblica dei loro paesi e del mondo intero, ai governi alleati. Hanno ostacolato e ancora ostacolano il lavoro degli ispettori dell’ONU che, come ci ha raccontato El-Baradei in una conferenza organizzata dalla Fondazione Di Vittorio, non possono ancora riprendere appieno il loro lavoro a causa dell’ostilità delle forze occupanti. Hanno cercato di gettare fango su un onesto funzionario qual è Hans Blix….Berlusconi, Aznar e gli altri capi di governo della coalizione dei volenterosi sono anch’essi complici di questa colossale menzogna.

Pietro Folena, l’Unità

http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/90000/89589.xml?key=Pietro+Folena&first=41&orderby=1&f=fir

RW JOHNSON (OXFORD) SULL’ABBATTIMENTO DI UN AEREO COREANO PER MANO DEI SOVIETICI (1983)

RW Johnson era una delle poche persone su entrambe le sponde dell’Atlantico a resistere [alle pressioni a conformarsi alla versione ufficiale sull’abbattimento del volo KAL 007]. I suoi articoli sul Guardian sollecitarono un messaggio da un parlamentare Tory (generosamente lasciato anonimo in questo libro) al capo del Magdalen College di Oxford suggerendo che il signor Johnson era ‘inadatto’ al suo incarico. Johnson difese la sua visione scettica, tuttavia e la arricchì con una ricerca meticolosa. Il risultato non è solo una storia terribile – molto più terrificante di qualsiasi opera di narrativa potrebbe mai essere – ma una denuncia politica di primissimo ordine….Il velivolo era stato dotato delle più sofisticate tecnologie computerizzate di assistenza alla navigazione. Il percorso da Anchorage a Seoul passava così vicino alla Russia che era costellata di punti di segnalazione per la guida alla navigazione, tutti ugualmente ben attrezzati. Se l’apparecchiatura funziona, un aereo di linea non può deviare fuori rotta. Se non funziona, i meccanismi di allarme sull’apparecchio e a terra si incaricano di avvisare il pilota in pochi secondi. Eppure, quasi dal momento in cui lasciò Anchorage, il KAL 007 deviò verso nord allontanandosi dal suo percorso corretto. Era 365 miglia fuori rotta quando fu abbattuto: nessuno altro aereo si era mai allontanato così tanto dalla rotta programmata nella storia dell’aviazione civile. Prima di partire da Anchorage, il capitano del velivolo aveva segnato un percorso molto simile a quella che poi seguì. Aveva caricato carburante in eccesso senza registrarlo. In qualche modo, quando i caccia russi sciamavano attorno a lui sparando proiettili traccianti, cercava di schivarli con cambiamenti di rotta e altitudine, regolarmente notificati al controllo a terra.

London Review of Books

http://www.lrb.co.uk/v08/n13/paul-foot/the-scandal-that-never-was

Il pilota dello 007, considerato il migliore della compagnia (un vero e proprio “robot umano”:

- mentì sulla quantità di carburante che caricava;

- abbandonò ad Anchorage un carico pagato che era tenuto a trasportare;

- aveva pianificato su delle note il percorso che poi avrebbe seguito (365 miglia fuori rotta: che non sono bruscolini);

- fece 3 manovre che non potevano essere compiute inconsciamente;

- riportò falsamente la sua posizione ad ogni waypoint in cui poteva correggere la rotta;

- modificò la velocità ben al di fuori dei parametri previsti;

- usò misteriosamente il codice transponder sbagliato;

- non poteva non sapere che era su territorio sovietico per via delle mappature meteo che aveva a disposizione;

- non si è curato di rispondere alle comunicazioni e poi agli avvertimenti radio sovietici, o ai traccianti di avvertimento che sono stati sparati proprio di fronte a lui;

- quando un caccia sovietico lo ha affrontato, ha falsamente informato il suo controllo a terra che stava effettuando una salita, mentre in realtà stava scendendo rapidamente;

- nei 56 secondi in cui rimase in onda dopo che l’aereo era stato colpito da un missile si astenne dal lanciare l’obbligatorio segnale di richiesta di soccorso.

http://www.lrb.co.uk/v08/n13/paul-foot/the-scandal-that-never-was

L’OPERAZIONE NORTHWOODS

L’operazione Northwoods (Operation Northwoods)[1] fu un piano concepito nel 1962 da alti dirigenti del Ministero della Difesa statunitense, (firmato dal generale Lyman Lemnitzer, capo degli stati maggiori riuniti e futuro responsabile di GLADIO) allo scopo di indurre l’opinione pubblica statunitense a sostenere un eventuale attacco militare contro il regime cubano di Fidel Castro[2]. Il piano, che non fu mai messo in atto, prevedeva l’esecuzione di una serie di azioni organizzate da entità governative USA operanti sotto le mentite spoglie di nazionalisti cubani; il piano prevedeva anche attacchi terroristici contro obiettivi all’interno del territorio nazionale degli Stati Uniti.

http://it.wikipedia.org/wiki/Operazione_Northwoods

http://www2.gwu.edu/~nsarchiv/

esiste un establishment più russofobo di quello britannico?

esiste un establishment più russofobo di quello britannico?

LA SCIAGURA DELL’AEREO MALESE IN UCRAINA

Mi rifiuto di prendere in considerazione i vari tuit/tweet, dell’una e dell’altra parte, perché non ritengo credibile lo scenario in cui gente che si trova sotto attacco o che potrebbe essere un bersaglio, userebbe twitter per comunicare al mondo i suoi stati d’animo, imprese, congetture. Un tweet non è una prova.

Non è chiaro perché, in un conflitto contro ribelli privi di aviazione, l’esercito regolare ucraino abbia deciso di collocare dei sofisticati sistemi antiaerei in un’area in cui potevano essere catturati.

Finora i separatisti non avevano mai usato un sistema di lancio di missili terra-aria Buk in dotazione all’esercito ucraino (e russo) per abbattere gli aerei lealisti (volano a quote molto più basse), ma esclusivamente i MANPAD (un sistema missilistico antiaereo a corto raggio trasportabile a spalla, con una gittata di 4 km)

http://www.newscientist.com/article/dn25917-what-was-the-malaysian-jet-doing-over-a-war-zone.html?utm_source=NSNS&utm_medium=SOC&utm_campaign=facebookgoogletwitter&cmpid=SOC|NSNS|2012-GLOBAL-facebookgoogletwitter#.U8orEkDNwnE

Il sistema Buk è in grado di identificare un aereo civile (radar > transponder sull’aereo: l’eventuale comunicazione dovrebbe essere stata registrata nella scatola nera) perciò è da escludere un incidente (un solo tiro, con 60% di probabilità di colpire un bersaglio mobile se si è perfettamente addestrati al suo uso: come si può parlare di miliziani ubriachi che non si rendono conto di quel che fanno, come nella “versione ufficiale”?).
Se quella è stata l’arma impiegata (il tempo dirà se hanno ragione coloro i quali sospettano che la pista del Buk sia fuorviante e che si sia trattato di un missile aria-aria o di una bomba programmata per attivarsi al cambio di quota imposto da terra al momento dell’ingresso nello spazio aereo ucraino), chi ha sparato sapeva cosa stava facendo e sapeva che a quell’altezza volavano solo aerei civili.

Non esiste alcuna spiegazione razionale del perché i separatisti pro-russi e gli specialisti russi che li avrebbero dovuto assistere, avrebbero deliberatamente effettuato un attacco del genere, che non avrebbe potuto fornir loro alcun beneficio tangibile e, al contrario, poteva solo produrre una massiccia e forse fatale reazione internazionale contro la loro causa.

Perché un aereo che, in genere, vista la sua destinazione, passerebbe sopra il mare di Azov, si è ritrovato 2-300 miglia fuori rotta, in un’area ad alto rischio e ad un’altezza di 33mila piedi, ossia al limite della zona rischio? La Malaysia Airlines contesta ai controllori dello spazio aereo ucraino di aver chiesto al loro pilota di abbassare la quota da 35mila piedi a 33mila piedi

http://www.themalaymailonline.com/malaysia/article/ukraine-traffic-controllers-instructed-mh17-to-fly-lower-mas-says

ma non sapremo mai cosa si sono detti i controllori di volo e l’equipaggio, dato che i servizi di sicurezza ucraini hanno confiscato le registrazioni della suddetta conversazione

http://www.bbc.com/news/world-us-canada-28360784

Chi ha fatto circolare le supposte prove del coinvolgimento russo, una comunicazione tra separatisti e russi in cui si afferma di aver abbattuto l’aereo sbagliato, un video che, in realtà, è stato creato alle 19 e 10 del giorno prima, il 16 luglio 2014? Chi sapeva con largo anticipo che il 17 ci sarebbe stato un incidente aereo addebitato alle ingerenze russe?

http://rghost.net/private/56950510/78d787acfabcaf840cfa213e7221a060

http://www.mmnews.de/index.php/etc/19144-mh17-angebliche-youtube

http://www.zerohedge.com/news/2014-07-17/ukraine-releases-youtube-clip-proving-rebels-shot-down-malaysian-flight-mh-17

LA REAZIONE RUSSA

È abbastanza sorprendente, se si presume che siano in qualche modo responsabili. Non hanno nulla da obiettare all’acquisizione e analisi da parte di Kiev delle scatole nere

http://italian.ruvr.ru/news/2014_07_18/Mosca-non-portera-via-le-scatole-nere-del-Boeing-0147/

È possibile che reputino di avere già sufficiente materiale per screditare qualunque tentativo di false flag?

Un aspetto estremamente gustoso della situazione è che se si dimostrasse che la colpa è dei ribelli filorussi e l’Occidente riuscisse a convincere la “comunità internazionale” che Putin è responsabile per i crimini dei ribelli ucraini ai quali garantisce il suo supporto (peraltro non certo assoluto, come si è già visto in varie occasioni, inclusi i referendum), automaticamente Bush, Blair, Cameron, Sarkozy, Merkel, ecc. sarebbero da considerare responsabili per i crimini commessi dai loro soldati (torture, eccidi di civili con o senza droni) e dalle varie formazioni di insorti che godono del loro sostegno (es. la pulizia etnica dei libici di colore a Tawergha, realizzata grazie alla copertura aerea della NATO, le decine di violazioni di risoluzioni ONU e l’uso del fosforo bianco da parte di Israele; Guantanamo, Abu Ghraib, ecc.)

nazismo

VOCI FUORI DAL CORO

Su vari forum si è fatta avanti una lettura dell’evento che si distingue da quelle dell’una e dell’altra fazione. La ripropongo in sintesi; ciascuno ne faccia ciò che vuole.

Chi ne tra vantaggio? Qual è il vero obiettivo di questo attacco? Al di là della funzione propagandistica, non sembra essere un evento cataclismico e certamente non servirà a scatenare una guerra internazionale. L’opinione pubblica internazionale darà in gran parte la colpa ai separatisti per un incidente disastroso e continuerà a chiedersi chi abbia permesso a dei voli civili di transitare in un’area di guerra. I leader europei non sono intenzionati a cambiare la propria posizione di dialogo diplomatico con Mosca. Obama ha escluso che l’Ucraina possa diventare un campo di battaglia per soldati americani.

Non è abbastanza, ci dev’essere dell’altro. Queste voci fuori dal coro suggeriscono che si tratti di una distrazione che svia l’attenzione da ciò che sta accadendo sul campo, in Ucraina, ma anche nel mondo. Mentre tutti si concentrano su questo evento, perdono di vista sviluppi più importanti. La stessa guerra civile ucraina potrebbe avere questo fine, in un contesto più ampio.

Ipotizziamo che questa interpretazione sia corretta.

Che cosa ci sfugge? L’intervento terrestre israeliano avvenuto in pratica sincronicamente rispetto all’incidente in Ucraina?

Segnalo l’ipotesi delineata dal giornalista giapponese Yoichi Shimatsu, che già aveva individuato una pista israeliana grazie ad un’inchiesta sui retroscena di un precedente incidente aereo collegato all’aeroporto di Amsterdam, dove la sicurezza è gestita da una ditta israeliana (ICTS) fondata da un ex ufficiale dello Shin Bet.

Forse proprio la coincidenza dei tempi è un segnale che esiste un qualche tipo di coordinamento?

Non ci resta che attendere e osservare.

http://www.futurables.com/2014/07/21/israele-un-monito-per-lumanita/

Le 3+1 cause della nuova crisi irachena

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

 

Mosul

La premiata ditta Isis, che ufficialmente si compone di militanti islamisti, si occupa di:
narcotraffico;
traffico d’armi;
schiavismo (!);
contrabbando;
rapimenti;
riscossione del pizzo;
distruzione di moschee;
uccisione in massa di musulmani;
stupri di massa di musulmane;

Il Profeta ha detto:
“Dio non ha pietà per coloro che non hanno pietà per gli altri”.
“Nessuno di voi è un vero credente finché non desideri per i suoi fratelli ciò che desidera per sé”.
“Colui che mangia a sazietà mentre il suo vicino è senza cibo non è un credente”.
“L’uomo di affari onesto e affidabile è paragonabile ai profeti, ai santi, ai martiri”.
“Potente non è colui che getta a terra l’avversario, bensì è potente colui che controlla se stesso in un attacco di ira”.
“Dio non giudica basandosi sulle vostre apparenze o sul vostro fisico, ma scandaglia il vostro cuore e osserva il vostro operato”.
“Un uomo che percorreva un sentiero fu assalito dalla sete. Raggiunto un pozzo vi si calò dentro, bevve a sazietà e ne uscì. Poi vide un cane con la lingua penzolante, che cercava nel fango qualche goccia per placare la sua sete. L’uomo, accortosi che il cane era assetato come lo era stato lui poco prima, discese di nuovo nel pozzo, riempì la sua scarpa d’acqua e fece bere il cane. Dio perdonò i suoi peccati per questa azione”.
Fu chiesto al Profeta: “Messaggero di Dio, siamo ricompensati per la gentilezza verso gli animali?” Egli disse: “C’è una ricompensa per la gentilezza verso ogni essere vivente.”

SONO PIU’ MUSULMANO IO DI LORO.
Chi li ha creati? Chi li finanzia? Chi li organizza? A quale scopo? Come può pensare di poterli controllare?

E’ l’ennesima operazione occidentale camuffata da “fondamentalismo islamico”

Sono poche migliaia di militanti circondati da 6 milioni di musulmani e cristiani che li considerano blasfemi o comunque nemici: quanto potrebbero resistere, senza assistenza?

Più importante ancora:

  • Chi li ha addestrati a usare e fare la manutenzione di armi sofisticate lasciate molto opportunamente dagli americani nei depositi che hanno assalito?
  • Chi ha preparato i loro espertissimi comandanti, che sembrano così versati nelle strategie e tecniche di combattimento di quarta generazione?
  • Quali sono le loro linee di rifornimento e perché dovrebbe essere così arduo reciderle?
  • Da dove partono?
  • Chi compra il petrolio da loro e perché lo fa?
  • Quali sono gli oleodotti che trasportano il petrolio venduto e perché non si possono sigillare?
  • Chi eroga servizi finanziari a questa gente e chi ha educato alcuni di loro a muoversi su un terreno così delicato e complicato come quello dei mercati internazionali? (la stessa domanda vale per i guerriglieri libici di Bengasi, diventati improvvisamente degli specialisti della finanza in grado di inaugurare dopo poche settimane dall’inizio della rivolta una loro propria banca centrale e una borsa del petrolio).

Stato Islamico dell’Iraq e della Siria (SIIS – ISIS in inglese): Organizzazione islamista sunnita che al momento infesta un’area che si estende da Aleppo fino al Kurdistan iracheno.

Generosamente finanziata da sauditi e kuwaitiani

http://www.independent.co.uk/voices/iraq-crisis-sunni-caliphate-has-been-bankrolled-by-saudi-arabia-9533396.html

Non dai qatarioti, che sono in rotta con le altre petromonarchie del Golfo e rischiano di essere invasi dai sauditi

http://www.futurables.com/2014/03/17/mauro-ottobre-gli-imprenditori-trentini-e-lo-scontro-tra-le-petromonarchie-del-golfo/

In lotta contro governo siriano, governo iracheno e gli sciiti (Iran e Hezbollah).

CHI SPONSORIZZA QUESTA PARTICOLARE OFFENSIVA DI ISIS?

Si dà per scontato che i sauditi siano gli sponsor di questo attacco all’Iraq (che è un attacco all’Iran)

http://www.foreignpolicy.com/articles/2014/06/12/iraq_mosul_isis_sunni_shiite_divide_iran_saudi_arabia_syria

Anche se ISIS sembra operare anche contro il regime saudita

http://www.al-monitor.com/pulse/originals/2014/05/isis-saudi-arabia-qaeda-terrorism-syria.html

L’Iran accusa invece Israele e Stati Uniti

http://www.jpost.com/Iranian-Threat/News/Iran-intelligence-minister-blames-Israel-US-for-Iraq-crisis-359296

In effetti sappiamo dalla documentazione ufficiale che la spartizione dell’Iraq (e la balcanizzazione del Medio Oriente in nazioni deboli e instabili) è un tassello fondamentale della politica estera israeliana:

“La dissoluzione della Siria e dell’Iraq in aree distinte su base etnica o religiosa, come già avviene in Libano, è l’obiettivo primario di Israele sul fronte orientale. L’Iraq, ricco di petrolio da una parte, e dall’altra lacerato internamente, è certamente  candidato ad essere preso di mira da Israele. La sua dissoluzione è per noi addirittura più importante di quella della Siria. L’Iraq è più forte della Siria. A breve termine, è proprio la potenza irachena che rappresenta la più grande minaccia per Israele. Una guerra tra Iran e Iraq frazionerà l’Iraq e causerà la caduta del suo regime interno. Addirittura prima che esso sia in grado di organizzare una lotta su un ampio fronte contro di noi. Ogni tipo di scontro inter-arabo sarà a nostro favore nel breve periodo e accelererà il nostro scopo più importante che è quello di frantumare l’Iraq in vari staterelli come in Siria e in Libano. In Iraq è possibile realizzare una divisione in province su base etnica o religiosa come avveniva in Siria durante l’impero ottomano. Così tre (o più stati) si formeranno intorno alle tre principali città: Bassora, Baghdad e Mosul, e così le regioni sciite del sud si staccheranno dal nord sunnita e curdo.”

Oded Yinon, funzionario del ministero israeliano degli Affari Esteri

http://www.tlaxcala.es/imp.asp?lg=it&reference=227

http://www.amazon.com/Zionist-Plan-Middle-Special-Document/product-reviews/0937694568/ref=dpx_acr_txt?showViewpoints=1

https://archive.org/details/TheZionistPlanForTheMiddleEast

In questo documento ["A clean break"] potremmo trovare le ragioni di fondo del singolare sviluppo della politica statunitense in Iraq, il cui fallimento nel pacificare il paese è parso a tutti incredibile: se la logica è quella di giocare le une contro le altre le fazioni islamiche (sunnisti e shiiti) e shiiti irakeni, legati alla monarchia Ashemita, con shiiti iraniani – allora l’incomprensibilità del quadro trova una spiegazione, così come la suddivisione di fatto dell’Irak in tre aree geografiche, di cui, non a caso dunque, gli Stati Uniti cercano di controllare quella centrale pro Israele….Solo comprendendo il profondo lavoro compiuto da questi gruppi dirigenti misti israelo-statunitensi, si comprende allora anche il fatto che gli USA abbiano assunto in Medio Oriente posizioni sempre meno comprensibili, rispetto ad una normale logica di puro interesse statunitense.

http://www.clarissa.it/editoriale_int.php?id=173&tema=Divulgazione

http://en.wikipedia.org/wiki/A_Clean_Break:_A_New_Strategy_for_Securing_the_Realm

Neocon americani sulla stessa linea, dai tempi dell’invasione in poi:

http://www.nytimes.com/2003/11/25/opinion/the-three-state-solution.html

Al Maliki (Iraq) aveva chiesto agli USA di aiutarli contro ISIS, prima che la cosa degenerasse. Non è arrivato nessun soccorso

http://www.nytimes.com/2014/06/12/world/middleeast/iraq-asked-us-for-airstrikes-on-militants-officials-say.html?_r=1

In cambio ISIS ha razziato le armi americane in depositi dove giacevano inutilizzate (perché?)

http://www.ilgiornale.it/news/esteri/rapida-avanzata-delle-milizie-islamiche-costringe-casa-1027311.html

È falso che la Casa Bianca non sapesse che ISIS stava tornando ad est, dopo aver gettato nel caos il nord della Siria e, prima ancora, il nord dell’Iraq. Era una notizia già apparsa sulla stampa libanese

http://www.dailystar.com.lb/News/Middle-East/2014/Mar-14/250272-al-qaeda-splinter-group-in-syria-leaves-two-provinces-activists.ashx#axzz34Pm6wbRZ

In alternativa significa che Obama è stato tenuto all’oscuro di tutto dalla CIA e dal Pentagono e questa nuova invasione dell’Iraq è un’operazione targata neocon e destra sionista (altamente probabile).

McCain è già passato all’offensiva, accusando Obama di inettitudine

http://www.politico.com/story/2014/06/john-mccain-iraq-obama-us-heavy-price-107825.html

Obama è anche accusato di aver liberato il leader di ISIS

http://www.dailymail.co.uk/news/article-2657231/Revealed-Obama-RELEASED-warlord-head-ISIS-extremist-army-five-years-ago.html

La crisi irachena sta rinviando la morte del petrodollaro (la detronizzazione del dollaro)

http://uk.reuters.com/article/2014/06/13/uk-markets-global-idUKKBN0EO0S120140613

The Project for the New Middle East

IL FATTORE CURDO

I miliziani di ISIS hanno occupato l’Iraq del nord, lasciando in pace i kurdi che hanno anzi colto l’occasione per impadronirsi di una città irachena, Kirkuk, che considerano la futura capitale di uno stato indipendente curdo che ancora non esiste.

Uno stato curdo alimenterebbe il separatismo curdo in Iran, in Siria e in Turchia.

Israele è schierato coi curdi dal 1964

http://www.meforum.org/3838/israel-kurds

e, ancora più strettamente, dai tempi della guerra in Iraq

http://www.newyorker.com/archive/2004/06/28/040628fa_fact

http://www.timesofisrael.com/is-a-free-kurdistan-and-a-new-israeli-ally-upon-us/

Gli Stati Uniti (amministrazione Obama) sono l’unico ostacolo all’indipendenza del Kurdistan, auspicata invece da Israele, che la considera imminente, dopo il completamento di una conduttura petrolifera che consente al Kurdistan iracheno di esportare il suo greggio in maniera del tutto indipendente, aggirando Bagdad: Tel Aviv potrebbe essere la prima capitale a riconoscere l’indipendenza del Kurdistan, come già fece con il Sudan del Sud

http://www.jpost.com/Middle-East/Iraqi-Kurds-close-to-declaring-independence-355717

Ora i curdi si sono ripresi Kirkuk praticamente senza dover sparare un colpo, grazie al collasso dell’esercito iracheno (generali corrotti?): il loro sogno si è avverato con una facilità che ha dell’incredibile e hanno risolto in un colpo solo le dispute territoriali: ogni area “arabizzata” ora tornerà sotto la sovranità kurda

http://www.haaretz.com/news/middle-east/1.598650

Potrebbe essere una pericolosa illusione. Se la minoranza sunnita in un eventuale Kurdistan indipendente chiedesse aiuto a ISIS, quest’organizzazione non potrebbe rifiutarsi di combattere anche i kurdi, oltre agli sciiti.

Sarebbe il caos assicurato per tutte le nazioni con forti minoranze curde: Turchia, Iran, Siria, Iraq. Forse è proprio questo l’obiettivo.

Ci sono comunque forze e interessi curdi, visibili anche sui principali media mondiali, contrari alla balcanizzazione di quell’area del Medio Oriente, in quanto perfettamente consapevoli del fatto che i curdi sarebbero le principali vittime dell’anarchia

http://www.theguardian.com/commentisfree/2014/jun/13/iraq-separate-sunni-shia-regions-kurds-autonomy

Questi interessi preferirebbero sfruttare le proprie risorse petrolifere senza scatenare il caos separatista.

Uno scenario (sponsor saudita) non esclude l’altro (sponsor destra sionista), dato che sauditi e israeliani sono in buoni rapporti (per ora)

http://www.richardsilverstein.com/2014/03/08/saudi-arabia-finances-most-of-israels-weapons-build-up-against-iran/

IRAN

Le azioni di ISIS rendono più probabile la virtuale annessione dell’Iraq sciita all’Iran (già ora Baghdad è completamente allineata alla politica estera iraniana)

http://www.huffingtonpost.com/raghida-dergham/isis-achievements-in-iraq_b_5490381.html?utm_hp_ref=world&ir=WorldPost

Il collasso dell’esercito iracheno può essere spiegato con la corruzione dei generali e la salvezza dell’Iraq potrà venire solo dagli sciiti, dai pasdaran iraniani, dai miliziani di Hezbollah e dall’assistenza siriana, ora che Assad sta riprendendo il controllo della nazione.

BRICS

La Russia è stata premiata dal governo siriano per la sua lealtà: giga-contratto petrolifero

http://rt.com/op-edge/syria-russia-war-oil-528/

“Nonostante una serie di attacchi a grandi impianti e terminal petroliferi, a marzo la produzione di oro nero è arrivata a oltre 3 milioni e mezzo di barili al giorno (tornando ai livelli del 1989). A marzo, la russa Lukoil ha cominciato a pompare petrolio dal mega giacimento West Qurna-2 (uno dei più grandi del mondo, con riserve stimate in 14 miliardi di barili), nella zona di Bassora. Il governo di Baghdad spera che entro la fine dell’anno la produzione possa raggiungere i quattro milioni di barili al giorno.  “Sarebbe un traguardo straordinario, perché permetterebbe al governo di aumentare le entrate e attuare il suo programma di sviluppo”, ha detto il ministro del Petrolio, Abdul Kareem Luaybi. Nonostante queste buone notizie il nuovo Parlamento iracheno dovrà tentare di risolvere una delle questioni più importanti per il futuro del Paese: il rapporto con la regione del Kurdistan. I curdi hanno avviato lo sfruttamento e l’esportazione di petrolio verso la Turchia aggirando il controllo di Baghdad così da non versare denaro nella casse statali”.

http://www.formiche.net/2014/04/28/elezioni-iraq-il-futuro-passa-dal-petrolio/

L’Iraq guarda(va) a est (Iran, Russia, Cina, India)

http://www.al-monitor.com/pulse/originals/2014/02/baghdad-gradual-return-east-china-russia-iran.html

http://www.ndtv.com/article/india/iraq-s-prime-minister-nouri-al-maliki-to-begin-four-day-visit-to-india-today-408755

Robin-Wrights-Remapped-Middle-East-1024x722

POSTA IN GIOCO

A mio avviso ci sono 4 obiettivi principali.

1. Il petrolio curdo;

2. L’egemonia israeliana e saudita sul Medio Oriente (finché Israele non deciderà di averne abbastanza dei sauditi);

3. Il controllo iraniano del petrolio medio – orientale (Golfo Persico);

4. La difesa del dollaro e quindi dell’egemonia americana sul pianeta;

http://www.futurables.com/2014/06/22/the-isis-crisis-a-regime-change-too-far/

http://www.futurables.com/2014/05/29/festival-delleconomia-2014-elefanti-ignorati-scheletri-occultati-tabu-intatti/ 

Se ISIS dovesse essere sconfitta rapidamente, prima che gli indipendentisti curdi prendano il sopravvento sugli autonomisti, l’Iran si ritroverebbe con uno stato vassallo e i piani di balcanizzazione del Medio Oriente fallirebbero, con grave smacco per gli ultranazionalisti israeliani e neocon.

Il prossimo Natale il mondo ci sembrerà molto diverso da come lo conosciamo, eppure…

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

auguri-natale-felice-2014

 

Una mia previsione, sulla base di un’attenta lettura delle dichiarazioni e riflessioni di alcuni tra i più influenti decisori europei ed extraeuropei: entro Natale 2014 il mondo sarà molto diverso da come lo percepiamo ora.

- la crisi ucraina sarà risolta con la vittoria della fazione transnazionale (euro-russo-americana) che desidera un’Ucraina federata ed equidistante in un’Europa a cerchi concentrici di integrazione che coinvolgerà anche la Russia (armonizzazione dei rapporti tra Bruxelles e Mosca);

- la NATO e il petrodollaro (dollaro come riserva mondiale) non sopravvivranno a questa crisi e alla sconfitta dei neocon e del loro sogno di un mondo unipolare dominato da un’iperpotenza;

- il FMI sarà democratizzato e multilateralizzato (se il 99% riuscirà a farsi valere, altrimenti diventerà uno strumento di oppressione peggiore di adesso)

- il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sarà riconfigurato, magari attraverso la formula 7-7-7,  che vedrà un maggiore coinvolgimento di Pachistan, Nigeria, Brasile, Sudafrica, Indonesia, Iran, Cile, Messico, Turchia, Giappone e, ci si deve augurare, anche l’Italia, che tanto e meritoriamente si è spesa per dare più voce alle potenze minori con un progetto di riforma analogo

- certe scomode verità (minori) saranno disoccultate per screditare il vecchio ordine e legittimarne uno nuovo.

- il vecchio ordine non se ne andrà prima di aver sparato l’ultima cartuccia.

L’amministrazione Obama sta già preparando la transizione.

Ha di fatto tolto il suo appoggio ai miliziani anti-assad, permettendo ad Assad di vincere la guerra civile.

Ha scaricato i sauditi e gli israeliani.

Quando un segretario di Stato, nel corso di una riunione della Commissione Trilaterale, fa trapelare un parallelo tra Israele e il Sudafrica dell’apartheid, è chiaro che qualcosa di grosso bolle in pentola.

Ci tengo a precisare che questo NON è l’inizio di un Rinascimento per l’umanità.

Una fazione (realista, potenzialmente sensibile, o comunque meno insensibile, alle esigenze della specie umana) vince, un’altra fazione (integralista, socio-psicopatizzata) perde.

Quel che accade in cima alla piramide è solo una versione macroscopica di quel che accade nelle nostre vite, nei nostri rapporti reciproci. Perciò il nuovo ordine non sarà diverso da quello attuale. Sembrerà più umano all’inizio, per qualche anno, perché garantirà una maggiore redistribuzione delle risorse (ci sono già sufficienti ricchezze per tutti: ogni singolo essere umano, neonati inclusi, avrebbe in teoria a disposizione oltre 50mila dollari di beni; 75mila entro il 2020).

Ci sarà crescita e più prosperità, ma per fare cosa?

Finché non attueremo una rivoluzione interiore, nelle nostre teste e nei nostri cuori – un passaggio dall’infantile modalità “sfruttamento egoistico” (parassitismo entropico, crescita bulimica vs. decrescita anoressica) all’adulta modalità “altruismo solidale” (fare comunità, espansione/evoluzione non materialista) –, ogni rivoluzione esteriore (tecnologica, politica, economica, culturale, ecc.) sarà soggetta alle stesse derive degenerative e sociopatiche, con costanti trasferimenti di ricchezze dal basso verso l’alto, fino alla prossima Crisi, più grave delle precedenti e al prossimo Ordine, più subdolo di quello che l’ha preceduto.

Che speranze hanno le persone di buona volontà e retto intendimento che riescono ad arrivare in alto (es. padri fondatori degli Stati Uniti, i girondini, i padri e madri della nostra costituzione, ecc.: i destinatari dei loro messaggi erano il 2-4% delle rispettive popolazioni, a voler essere generosi), se poi si ritrovano tra l’incudine delle masse ignare ed egoiste e il martello di arrivisti senza scrupoli?

Servirebbe una creativa, autocritica, matura assunzione di responsabilità collettiva che ci emancipi da questi paternalistici cicli di asservimento e ci restituisca alla nostra piena dimensione di Individui Sovrani Cooperativi.

Dovremmo essere capaci di vedere il mondo come è, non come crediamo che sia, ed agire di conseguenza, con discernimento e obiettività, senza credere a certi falsi dogmi in voga in quest’epoca decadente.

Qualcosa per fortuna si sta muovendo e le grandi trasformazioni sono verosimilmente anche un sintomo e un motore di questa presa di coscienza planetaria.

Specialmente a livello locale, si potrebbe fare e si farà moltissimo per cavalcare l’onda del cambiamento.

Continua su FuturAbles

La Grande Trasformazione del 2015-2016: due scenari

UN SUCCESSIVO ARTICOLO DI AGGIORNAMENTO, REVISIONE ED APPROFONDIMENTO (19 AGOSTO 2014)

 

page_project_img1

I dogmi di un passato tranquillo sono inadeguati al presente tempestoso. La situazione è irta di difficoltà, e noi dobbiamo essere all’altezza della situazione. Poiché il nostro caso è nuovo, dobbiamo pensare in modo nuovo e agire in modo nuovo. Dobbiamo emanciparci.

Abraham Lincoln

I ministri delle finanze dei paesi membri del G20 hanno deciso di dare un ultimatum agli Stati Uniti perché questi, entro fine 2014, applichino la riforma del Fondo monetario internazionale, minacciandolo, in caso contrario, di continuare senza di lui. Questo progetto di riforme, adottato a fine 2010 dal FMI, mira a dare più peso ai paesi emergenti aumentando le risorse del mondo monetario. Tra i paesi del G20 i più determinanti a proseguire anche senza gli americani sono quelli del Brasile, che gioverebbe della riforma insieme a Russia, India, Cina, Africa del Sud. “Secondo me, la fine dell’anno è l’ultimo limite” ha affermato il ministro brasiliano delle finanze “Quattro anni di attesa sono davvero troppi”.

Ultimatum per gli Usa, applicare la riforma del FMI

Entro un paio di anni il mondo sarà irriconoscibile.

La Cina sta per diventare il maggiore importatore del mondo. Il petrodollaro sta per morire e questo spiega probabilmente lo scontro tra le petromonarchie. Il renminbi/yuan è sbarcato in Europa per restarci e scalzare il dollaro. Russia e Iran aggirano sanzioni e dollaro. Le agenzie di rating americane stanno per perdere il loro monopolio, dopo aver perso la credibilità.

Ormai gli Stati Uniti hanno più bisogno del resto del mondo di quanto il resto del mondo abbia bisogno di loro, ed è per questo che il muro di Wall Street e del cosiddetto Washington Consensus cadrà come quello di Berlino.

Il mondo non terminerà con la detronizzazione del dollaro. Decine di milioni di americani soffriranno terribilmente ma il mondo andrà avanti. Bisogna solo augurarsi che questo ridimensionamento sia accettato come lo fu al tempo di Gorbaciov, cioè senza il ricorso a una guerra mondiale.

Obama saprà completare la sua missione di Gorbaciov “nero”, incaricato di portare a termine con successo un atterraggio di fortuna?

Tutti, tranne forse i neocon, sanno che il mondo del futuro sarà multipolare e che il petrodollaro sarà abbandonato su iniziativa di Cina, India e Russia e di numerose ex colonie occidentali (Pachistan, Nigeria, Brasile, Sudafrica, Venezuela, Vietnam, ecc.).

La parte più miope dell’élite angloamericana, pur di espandere i propri profitti e difendere il valore dei propri beni e investimenti, ha: dissanguato le ricchezze dell’Occidente; distrutto il suo sistema creditizio; svenduto le industrie strategiche britanniche e statunitensi ai paesi emergenti e persino segreti militari americani (per il tramite di Israele) a nazioni rivali tanto che ora la supremazia militare americana è in forse; venduto ai cinesi persino i palazzi di Manhattan che glorificavano la sua supremazia; venduto l’oro delle riserve (sempre ai cinesi).

La strategia dei BRICS è, nel medio e lungo termine, vincente perché è incardinata sul controllo e lo sviluppo delle risorse energetiche ed alimentari e sulla produzione di beni manifatturieri, mentre quelle angloamericane (con qualche importante eccezione) assegnano la priorità alla finanza e al controllo dell’informazione.

Una notizia “fantasma” apparsa incidentalmente sul sito della CNN ha svelato un possibile futuro – l’assalto finale dei BRICS all’egemonia americana.

Ci sono due modi in cui gli Stati Uniti possono uscire da questo cul-de-sac, corrispondenti a due scenari: a) la pacifica ricomposizione del conflitto tra “impero” e “barbari”; la guerra mondiale.

Il modo onorevole (quello di Obama): acconsentire alla riforma del FMI e accettare che il dollaro diventi una valuta come le altre. Ossia rinunciare alla sua egemonia e al folle ed economicamente e militarmente inaffrontabile progetto neocon di un “dominio sull’intero spettro”.

E il modo sbagliato (quello dei neocon, che stanno cercando di abbattere Obama almeno dai tempi dell’attentato di Bengasi e degli scandali sulle intercettazioni): l’economia di guerra e lo stato di polizia.

Sia detto, en passant, che né Obama, né i BRICS rappresentano il bene. I necon e i sionisti di destra sono però decisamente peggio.

Ad ogni modo, la via onorevole è spiegata nel dettaglio da Maurice Obstfeld (economista alla UniBerkeley) e dal giornalista ed analista economico olandese Willem Middelkoop

 

Era quella prediletta da J.M. Keynes e E.F. (“Piccolo è Bello”) Schumacher, ma anche dall’economista neosteineriano Christopher Houghton Budd – economisti con diverse sensibilità, ma non sospettabili di operare in vista di una dittatura globale – una valuta paniere che non sopprima la diversità valutaria globale ma dia forma ad un coro di monete (e quindi di economie e culture).

Questa era la soluzione avanzata da Dominique Strauss-Kahn poche settimane prima dello scandalo che lo costrinse a dare le dimissioni dalla direzione del FMI (per delle accuse poi rivelatesi insussistenti). DSK ora collabora con serbi e russi. Possiamo immaginare a chi attribuisca la responsabilità dell’operazione che l’ha screditato.

Anche l’economista antiglobalista Mark Weisbrot ha appoggiato l’ipotesi di un uso intelligente dei Special Drawing Rights da parte di un FMI democratizzato, per sostenere i paesi in crisi

Come pure il Nobel Joseph E. Stiglitz e la commissione di esperti delle Nazioni Unite da lui presieduta.

L’intero G20 è in favore della sostituzione del dollaro come valuta di riserva mondiale con i Diritti Speciali di Prelievo del FMI, da usare per stabilizzare i mercati e ridistribuire equamente le ricchezze globali

Solo il Congresso americano, dominato dai repubblicani, si è messo di traverso.

Il punto è che le restrittive regole di Basilea 3 vanno attuate entro il 2018 e stravolgeranno il sistema finanziario ed economico globale. Volenti o nolenti, le varie nazioni, inclusi gli Stati Uniti, dovranno rinunciare a una parte della loro sovranità per fare in modo che nessun egemone (singola fazione) sfrutti gli squilibri mondiali per ricavarne un profitto. Chi continuerà ad opporsi ne subirà le conseguenze: una vasta alleanza di paesi emergenti è pronta a fare quel che va fatto per sovvertire lo status quo (anche militarmente, se sarà necessario).

Ci sono navi iraniane che si avvicinano alle acque territoriali americane nell’Atlantico e navi cinesi che sfidano il “blocco” americano del Pacifico occidentale. I russi hanno preso in contropiede le forze NATO. Forze navali indiane, cinesi, pachistane, del Bangladesh, di Singapore, dell’Indonesia, della Malesia e del Brunei hanno effettuato esercitazioni congiunte.

Le ex colonie europee pretendono di sedersi al tavolo degli ex imperi ed essere trattate da pari a pari. Inizialmente questo privilegio sarà concesso solamente a Cina, Russia, India, Brasile e forse al Sudafrica (BRICS). Poi sarà il turno di Messico, Indonesia, Nigeria, Turchia e Iran (MINTI). Ogni continente sarà rappresentato nella stanza dei bottoni e si comincerà a sentire la voce del terzo mondo.

L’istigazione di conflitti e l’escalation di caos finanziario e politico fanno verosimilmente parte della strategia di sabotaggio neoconservatrice euro-americana. Ma l’alternativa, per gli USA, è il default e l’iperinflazione conseguente alla “scaricamento” coordinato del dollaro e al rimpatrio forzoso di decenni di inflazione esportata in tutto il pianeta.

bretton-woods-sign

NUOVA BRETTON WOODS

Si va dunque verso una nuova Bretton Woods e la fine dell’egemonia planetaria statunitense. Questo non perché la Cina e gli altri BRICS stiano complottando contro gli USA (la Cina ha continuato a comprare quel debito americano che ha alimentato la macchina bellica statunitense).

È l’America che si sta economicamente e finanziariamente suicidando e il problema è che le nazioni in via di sviluppo sono troppo dipendenti dal dollaro per qualunque tipo di transazione e ogni volta che l’America ha un raffreddore il resto del mondo si prende l’influenza.

Poiché la prossima volta non sarà un semplice raffreddore, dato che il sistema immunitario statunitense è gravemente compromesso, le altre nazioni hanno preso delle contromisure, per non essere trascinate in fondo. Non c’è nulla di male in questo, è quel che miliardi di cittadini si aspettano dai loro rispettivi governi.

Resta il sospetto che si tratti dell’ennesimo gioco delle parti (poliziotto buono, poliziotto cattivo) per far accettare alle masse delle scelte che sono troppo ignoranti per capire, o che potrebbero non essere nel loro interesse.

Questo nuovo ordine comporterà una ristrutturazione (consolidamento) dell’immane debito “sovrano” globale causato dalla continua immissione di liquidità, specialmente da parte degli USA e degli altri paesi occidentali. La stabilizzazione del sistema sarà garantita da una valuta paniere [dollaro, yen, sterlina, euro e valute dei BRICS] di riserva mondiale per mezzo di titoli obbligazionari (SDR) emessi dal Fondo Monetario Internazionale.

In questo modo non ci sarà più una costante espansione della massa monetaria (M1 – mutui facili, carte di credito per chiunque) e non ci saranno più bolle e inflazione che incrementano l’indebitamento delle famiglie e delle nazioni: infatti più moneta si stampa oltre il valore della ricchezza prodotta dall’economia che la usa, più una valuta si svaluta, più aumenta l’inflazione e quindi si crea debito.

Il consolidamento presuppone un riequilibrio. Il dollaro è sopravvalutato e gli americani, potendolo usare come valuta di riserva mondiale, hanno di fatto esportato all’estero l’inflazione che hanno creato stampando dollari (nel 1913, nel 1971, nel 1973 e negli ultimi anni). Ora l’inflazione tornerà alla sorgente, assieme a una massa di dollari superflui (i nuovi accordi commerciali tra le potenze emergenti bypassano il dollaro in favore del baratto o delle rispettive valute). Tutto questo mentre i metalli preziosi si spostano da Londra all’Estremo Oriente, passando per la Svizzera.

La riforma del FMI prevederà l’ingresso dei BRICS nel nucleo dei primi 10 azionisti.

La Grande Trasformazione sta avvenendo in piena trasparenza. Sul sito del Fondo Monetario Internazionale è possibile informarsi su ogni passaggio previsto, sugli ostacoli incontrati, sugli obiettivi dichiarati. Nessuno potrà dire: hanno fatto tutto di nascosto come sempre.

Il passaggio al nuovo sistema non sarà indolore.

È da presumere che una parte dei conti bancari sarà sottoposta a un trattamento cipriota (10% di prelievo forzoso?) e i fondi di investimento (= pensioni) subiranno un’importante rasoiata.

In cambio di questo ulteriore sacrificio (bastone) saranno offerte delle carote (regolamentazione del sistema bancario, i tanto auspicati processi per frode, ripresa reale con un’effettiva contrazione della disoccupazione, reddito di cittadinanza, giganteschi investimenti in infrastrutture in America ed in Europa grazie all’improvvisa abbondanza resa possibile dalle obbligazioni targate FMI. Una vera e propria età dell’oro.

Le rivolte (Ucraina, Bosnia, ecc.), i default e i minacciati default serviranno solo a spingere il pianeta verso la soluzione offerta (problema > reazione > soluzione).

Non si vede come questo processo possa essere arrestato o invertito, né è chiaro se sia auspicabile farlo.

Il sistema attuale è fondato sul debito (ossia una forma di neoschiavismo), quello che verrà – almeno in linea di principio (!) – sulla produzione e l’interdipendenza (ogni crisi locale di una certa gravità si riflette globalmente e la prosperità degli uni si deve estendere anche agli altri). Dovrebbe insomma essere uno strumento per stabilizzare la mondializzazione e porre fine alla deregulation, che danneggia le economie emergenti.

Dunque bene così, andiamo avanti?

Non proprio. Sarà, per forza di cose, la famigerata Banca dei Regolamenti Internazionali a gestire la transizione.

Il che significa che, come nel dopoguerra, la pacchia potrebbe durare per non più di una generazione, finché i vecchi vizi, le pulsioni psicopatiche e l’avidità compulsiva non torneranno a prendere il sopravvento, più virulentemente che mai.

Cosa dobbiamo pensare di queste decisioni? Sono il frutto di egoismo illuminato? Forse una parte della classe dirigente del pianeta ha capito che la bramosia psicopatica può condurre alla rovina tutti quanti – visto che ogni nuova crisi è più destabilizzante di quelle precedenti (1987, 1994, 1998, 2000, 2007) – e che ci deve essere un limite al livello di sfruttamento delle masse?

Non saprei dire quanto influente sia questa fazione, che certamente esiste. Occorre superare la mentalità del noi contro di loro. La credenza che i piani alti della civiltà umana siano popolati unicamente da psicopatici o corrotti è tanto falsa quanto quella che chi sta in basso è tendenzialmente buono. Sopra e sotto c’è un po’ di tutto e chi, in alto, lavora per il bene comune, va aiutato. La sfida è capire chi sia in buona fede.

final

COSA POSSONO FARE I POPOLI?

Ogni Grande Trasformazione offre delle solide opportunità. L’importante è esserne consapevoli, coglierle ed esercitare la massima influenza possibile per fare in modo di trarre dei vantaggi e assicurare alle generazioni future la possibilità di riconquistare i dirittidoveri persi e conquistarne di nuovi.

L’unica maniera per fare in modo che questa riforma non diventi, nel giro di meno di una generazione, una gabbia ancora più opprimente della pax americana, è che si inauguri un’era di coesione tra i popoli, che devono mettere da parte divisioni di classe, fede, razza, etnia, genere, ecc. e lavorare insieme per prevenire ogni eccesso parassitario e quindi totalitario: l’unione fa la forza e un’umanità unita nelle rivendicazioni (poche, chiare, concrete, determinanti: come libertà, uguaglianza e fratellanza) e capace di mobilitarsi in scioperi solidali planetari, da Lima a Pechino e da Nairobi a Reykjavik, coordinandosi attraverso internet e le altre tecnologie che verranno, sarebbe una potenza inarrestabile, un oggetto inamovibile.

Oltre a libertà, uguaglianza e fratellanza, le nostre nuove parole d’ordine dovranno essere: decentramento/autonomia, delega, federalismo.

La spinta verso l’accentramento è anche una spinta all’omologazione, all’addensamento ed appesantimento delle relazioni umane e delle coscienze e deve essere controbilanciata dalla leggerezza e varietà della creatività umana e da una controspinta verso le autonomie. L’obiettivo dev’essere un costante riequilibrio tra forze centripete e forze centrifughe, alto e basso, macro e micro, egoismo e altruismo.

Tutto questo è già successo e succederà nuovamente, ciclicamente, perché fa parte della natura umana e il ripresentarsi di analoghe circostanze non è farsesco: è il prodotto di un incessante tiro alla fune (spiraliforme) tra consolidamento ed espansione, conservazione e cambiamento, centralizzazione e decentramento. Sono forze la cui contrapposizione nell’animo umano è virtuosa quando è bilanciata ed evita che un estremo si faccia monopolio (entropia). Ciò che noi percepiamo come il mondo esterno è una manifestazione di questa dicotomia interiore.

La pace, la giustizia, la fratellanza non possono essere raggiunte finché il genere umano non ragionerà in termini di famiglia umana e di villaggio globale in cui le sventure degli uni danneggiano tutti quanti e la serenità collettiva garantisce quella dei singoli e dei popoli.

La centralizzazione finanziaria, che certamente piace agli apologeti del controllo elitista, è anche un’opportunità per tutti gli altri perché si inserisce nella naturale progressione ed estensione della coscienza umana al di là dei familismi, tribalismi, nazionalismi e di ogni sorta di egoismo personale e collettivo.

La coscienza dei singoli e della specie si sta espandendo, è un processo inarrestabile e la classe dirigente ne prende atto e adatta il sistema alle esigenze della popolazione, per poter restare in sella e possibilmente rafforzare il suo monopolio decisionale.

Stiamo per assistere ad una trasformazione fondamentale dell’architettura mondiale esistente, verso qualcosa di completamente diverso, che potrebbe essere molto peggiore o molto migliore.

Dipende da noi, da quel che sapremo fare adesso per evitare il peggio e da come sapremo trasformarci nel corso del tempo per impedire che certi equilibri vengano compromessi e ci facciano piombare nell’ennesimo abisso di abominio (torture, prigioni segrete, sorveglianza capillare, leggi emergenziali, campi di internamento, guerre “umanitarie”, destabilizzazioni di nazioni sovrane, aggressioni finanziarie, ecc.).

Link all’articolo originale, successivamente aggiornato


Israele trascinerà con sé nell’abisso gli Stati Uniti?

 

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

The_Samson_Option

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sembra determinato ad aggravare l’isolamento internazionale di Israele continuando a trattare con sprezzo il diritto internazionale, le Nazioni Unite, la Casa Bianca e l’Unione Europea.

La sua autorizzazione alla costruzione di migliaia di nuovi insediamenti in Cisgiordania serve a silurare i colloqui di pace ma, più di tutto, ribadisce l’intransigenza con la quale la leadership israeliana si prepara alla guerra in Medio Oriente per porre fine una volta per tutte alla questione palestinese (pulizia etnica)

http://www.futurables.com/2014/03/22/gli-investimenti-trentini-e-italiani-in-medio-oriente-sono-a-rischio-armageddon/

Una guerra che, inevitabilmente, causerà la distruzione di Israele e Palestina (opzione Sansone).

I neocon all’interno dell’amministrazione Obama stanno intralciando ogni tentativo americano di far capire a Israele quale sarà l’esito più probabile del fallimento dei colloqui di pace: la fine di Israele e un terribile colpo alle ambizioni statunitensi per questo secolo.
Di conseguenza, a dispetto di quel che si può immaginare, il teatro principale della crisi tra Washington e Mosca non è l’Europa. La Germania e quindi gran parte della Mitteleuropa saboterebbero qualunque tentativo di far scoppiare una guerra nel nostro continente

http://www.futurables.com/2014/04/01/la-mitteleuropa-si-avvicina-a-mosca-implicazioni-per-il-trentino-alto-adige-e-litalia/

L’epicentro è, come di consueto, il Medio Oriente e, più precisamente, i Territori Occupati.

Obama (i trilateralisti) si limitano a proseguire nell’esecuzione del progetto di accerchiamento della Russia: Ucraina, Azerbaijan, Corea del Sud, Turchia, Iran sono i paesi che devono restare filo-americani o diventarlo nei prossimi anni  – cf. Brzezinski

http://www.difesa.it/Pubblicistica/info-difesa/Infodifesa140/Documents/Il_grande_gioco_geopolitico_in__64Centrale.pdf

Ai neocon-likudisti questo però non basta: la Palestina sta cercando il riconoscimento internazionale come stato sovrano. Più si avvicina quel momento, più prossima sarà la guerra. Questo è il punto di vista di Israele e non ci saranno compromessi:

http://www.israele.net/90-ragioni-per-diffidare-del-futuro-stato-palestinese

http://www.israele.net/perche-i-palestinesi-rifiutano-caparbiamente-di-riconoscere-israele-come-stato-ebraico

Non vanno sottovalutate neppure le megalomanie saudite

http://blogs.ft.com/nick-butler/2014/04/07/the-risks-of-a-nuclear-saudi-arabia/

In pratica l’Ucraina serve solo a tenere impegnata la Russia.

La cosa potrebbe andar bene ai trilateralisti, se non rendesse più probabile una guerra con ripercussioni che sarebbero spiacevoli per loro (si fidano dei loro scenari computerizzati).

Di qui l’ansia di Brzezinski & co., che hanno perfettamente chiaro che le azioni di Israele porteranno alla rovina gli Stati Uniti, e che esortano Kerry a farsi valere

http://www.politico.com/magazine/story/2014/04/stand-firm-john-kerry-105483_Page2.html#.U0kOiKJHIXQ

 bandiera_della_pace

http://www.futurables.com/2014/04/11/love-has-always-been-the-answer/

Paradiso Riconquistato – nuovo blog

A cura di Stefano Fait

Paradiso Riconquistato [blog per architetti di mondi nuovi - poliglotta]

Web Caffè Bookique [Facebook]

titanic_fed

Gli USA sono una nazione-zombie e le politiche monetarie della FED hanno comprato un rinvio della catastrofe in cambio di un suo sicuro aggravamento. Oggi la FED compie 100 anni e può festeggiare l’uccisione del grande progetto chiamato America – corrotto dall’hybris imperialista – , che speriamo risorga dopo la crocifissione.

Dal 2008 almeno il 95% della crescita della ricchezza negli USA si è concentrata nelle mani dello 0,01% della popolazione, vaste porzioni della medesima popolazione sono ridotte alla condizione di schiavi del debito, depredati dei loro beni.

Il 15% della popolazione degli Stati Uniti dipende dai Food Stamps, ecc. ossia dalla carità dello Stato, mancano all’appello (nelle statistiche) 28 milioni di lavoratori che hanno perso ogni speranza di trovare un lavoro e si sono arresi e quindi non vengono più computati tra i disoccupati. A questi dobbiamo aggiungere decine di milioni di precari.
Una buona parte di queste persone è armata.

I tagli al budget per rallentare l’esplosione del debito pubblico (comunque inferiore a quello privato) impediranno una qualunque, pur minima crescita dell’occupazione (le statistiche sono, come detto, false).

Quando la Federal Reserve interromperà la sua iniezione di liquidità (85 miliardi di dollari al mese) scatterà il panico sui mercati e il dollaro – tenuto in vita solo grazie alla benevolenza di Berlino e Francoforte, che hanno devastato l’eurozona – non reggerà.

Gli americani toccheranno con mano la sorte dei greci, ma dieci volte peggio.

Così molti capiranno perché la Casa Bianca abbia instaurato un sistema di sorveglianza totale, perché Obama abbia controfirmato leggi che saranno interpretate come un’autorizzazione a internare cittadini americani senza processo e perché le autorità statunitensi insistano sulla confisca delle armi. La militarizzazione di Boston dopo l’attentato alla maratona era la prova generale di quel che vedremo in tutto il paese.

Sarà anche interessante capire come se la caverà Israele, una volta che non avrà il fratello maggiore a proteggerlo.

USrael se ne andrà senza tentare un colpo di coda contro gli irrefrenabilmente emergenti BRICS? Dubito.

Il prossimo anno questo blog sarà al servizio del progetto Web Caffè Bookique e dell’occasionale approfondimento di certe questioni rimaste ancora in sospeso, come la farsa del riscaldamento globale causato dalle emissioni umane di anidride carbonica – uno dei più infami insulti all’intelligenza umana dai tempi del Protocolli dei Savi di Sion, che si perpetua solo in virtù dell’ignoranza delle masse, della condizione disperata di decine di ricercatori che non si possono permettere di dire quel che pensano e del conformismo di certe redazioni che si rifiutano di comunicare ai propri lettori i dati concreti e non le chiacchiere, come ad esempio quello che, dal 1979 in poi, non si è mai visto così tanto ghiaccio marino su questo pianeta, tranne che nel 1988 e che, sebbene l’anidride carbonica continui ad aumentare costantemente, le temperature globali sono bloccate da anni:

La curva delle temperature è piatta dal settembre 2001, stando ai dati GIIS (Goddard Institute for Space Studies – NASA);

È piatta dal giugno 1997, per Hadcrut3 (Climatic Research Unit – University of East Anglia);

È piatta dal dicembre del 2000 per Hadcrut 4 e Hadsst3;

È piatta dal gennaio 2005 per UAH (University of Alabama Huntsville);

È piatta dal settembre 1996 per RSS (Remote Sensing Systems, Inc. – rilevazioni satellitari);

Il rapporto IPCC del 2013 (AR5, capitolo 2) non segnala una maggiore frequenza di alluvioni, siccità, cicloni extratropicali e tropicali (uragani e tifoni). L’aumento del livello degli oceani è in linea con la media 1920-1950, non avendo subito alcuna accelerazione, ed è pari a 0,9 mm l’anno. Nel 2013 il numero dei tornado si è ridotto drasticamente.

La cronaca degli altri eventi si trasferisce qui.

0

1461574_10203010442607159_1830078904_n

« Older entries

Speedbird

Clean living under difficult circumstances

Darwin on the rocks and around the world

Photography and travel blog

Real Science

"Science is the belief in the ignorance of the experts" - Richard Feynman

The Great Sea

Truth is relative to personal bias

The Worst Backpacker

I don't like dorms and I certainly don't camp - but surely I'm not the only one? Here lies a fractured guide into my world of attempted travel, people, places and faces. But most of all, it's about getting happy and staying happy.

FuturAbles

Non subire il futuro, ma crealo, immaginandolo

sunshine hours

Climatologists Are No Einsteins (PS It's the Sun!!!)

philosophyofmetrics

A measure of cultural performance and production.

il diritto c'è, ma non si vede

il blog di informazione e approfondimento giuridico sul Giappone - a cura di Andrea Ortolani

Scritture Nomadi

Il cammino della narrazione

tsiprastn

appuntamenti, notizie e opinioni dalla piazza virtuale dei comitati Trentini a supporto della lista "l'Altra Europa con Tsipras" per le elezioni europee di maggio 2014

PICCOLA ERA GLACIALE

PiccolaeraglacialeWordPress.com

contro analisi

il blog di Francesco Erspamer

Notes from North Britain

Confessions of a Justified Unionist

Civiltà Scomparse

Tra realtà e immaginazione

Trentino 33

GRUPPO DI RIFLESSIONE PER TRENTINO “2013-2033”

PoetaMatusèl's Poetry Pages

* POESIA LIRICA, D'AMORE E DELLA NATURA * LOVE, LYRIC AND NATURE POETRY *

Donata Borgonovo Re

Durante un incendio nella foresta, mentre tutti gli animali fuggivano, un colibrì volava in senso contrario, con una goccia d’acqua nel becco. “Cosa credi di fare?” gli chiese il leone. “Vado a spegnere l’incendio!” rispose il colibrì. “Con una goccia d’acqua?” disse il leone, con un sogghigno ironico. E il colibrì, proseguendo il volo, rispose: “Io faccio la mia parte”. (Favola africana)

pensiero meridiano

La lotta di classe non è soltanto il conflitto tra classi proprietarie e lavoro dipendente. È anche «sfruttamento di una nazione da parte di un’altra», come denunciava Marx Il punto di vista del pensiero meridiano è il punto di vista dei Sud del mondo, dall'America Latina al nostro Mezzogiorno, quella parte della società schiava di squilibri ancor prima di classe che territoriali.

giapponeapiedi

idea di viaggio prevalentemente a piedi nel Giappone tradizionale

Dionidream

Sei sveglio?

The Next Grand Minimum

To examine the social and economic impacts of the next Grand Solar Minimum - See About

Imbuteria's Blog

Just another site

quel che resta del mondo

psiche, 'nuda vita' e questione migrante

SupremeBoundlessWay

For the Sake of All Beings

~ gabriella giudici

blog trasferito su gabriellagiudici.it

Notecellulari

Il Blog di Maria Serena Peterlin

10sigarette

Carpe Diem

Cineddoche 2.0

Il cinema è la vita, con le parti noiose tagliate (A.Hitchcock)

Club UNESCO di Trento

2014: L'Anno Internazionale dei Piccoli Stati Insulari in via di Sviluppo

The Passionate Attachment

America's unrequited love for Israel

GilGuySparks

The guy was nothing but a pain in the ass

Insorgenze

Non lasciare che la scintilla venga del tutto spenta dalle legge - Paul Klee -

L'impero cadente

come crolla l'impero degli angli, dei sassoni e dei loro lacchè con rovina e strepito

"Because every dark cloud has a silver IODIDE lining..."

Sentieri Interrotti / Holzwege

Il blog di Gabriele Di Luca

Mauro Poggi

Fotografie e quant'altro

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 141 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: