L’anno senza autunno

Con qualche annetto di ritardo la BBC si accorge che il nostro futuro sarà glaciale

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

Web Caffè Bookique [Facebook]

 

Ice+age+ending

Secondo il professor Lockwood l’ultima parte del 20° secolo è stata un periodo in cui il sole è rimasto insolitamente attivo e un cosiddetto ‘grande massimo’ si è verificato intorno al 1985. Da allora, il sole è diventato sempre più tranquillo…Il professor Lockwood ritiene che l’attività solare stia diminuendo più rapidamente che in una qualunque delle 24 precedenti occasioni, negli ultimi 10.000 anni, in cui si è trovato nelle stesse condizioni. Sulla base delle sue scoperte ha elevato il rischio di un nuovo minimo di Maunder da meno del 10% di solo pochi anni fa, al 25-30%. E una ripetizione del minimo solare di Dalton, che si è verificato nei primi anni del 1800, è ora probabile. A suo parere stiamo già cominciando a vedere un cambiamento nel nostro clima – gli inverni freddi ed estati miserevoli degli ultimi anni – e che nei prossimi decenni ci potrebbe essere una discesa in un nuovo minimo di Maunder. Vale la pena sottolineare che non è che ogni inverno sarebbe rigido, né ogni estate da dimenticare. Ma inverni rigidi ed estati instabili diventerebbero più frequenti
Paul Hudson, BBC, 28 ottobre 2013

“I carotaggi indicano che il calo di attività solare è il più rapido degli ultimi 10.000 anni” [leggi: “siamo alla fine dell’interglaciale, ci aspetta un’era glaciale” (18 gennaio 2014)

http://www.bbc.co.uk/news/science-environment-25743806

“Il passato insegna che fasi di inusuale “quiete solare” coincidono con inverni gelidi”.

http://www.bbc.co.uk/news/science-environment-25771510

“Perché il riscaldamento globale si è fermato?”

http://www.bbc.co.uk/news/science-environment-23409404

Tutte cose che i lettori dei miei blog sanno almeno dal 2011.

Riscaldamento globale > maggiori precipitazioni alle alte latitudini (e in montagna) per via delle temperature più miti > accumulo di neve in primavera > maggior effetto albedo > rafforzamento di questo meccanismo a causa dell’ibernazione solare (atrofizzazione di uno o più cicli di attività solare) e della maggior concentrazione di pulviscolo atmosferico (meteoriti e vulcanismo, che si accentua nelle fase di raffreddamento, neutralizzando l’eventuale ripresa dell’attività solare) e di raggi cosmici (che creano nubi e sono schermati quando il Sole è ai massimi della sua attività).
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2014/01/04/riscaldamento-globale-glaciazione/

image005BBC, meglio tardi che mai.

image002

 P.S. No, non c’è assolutamente niente che possiamo fare se non introdurre al più  presto impianti di “fusione fredda” a costi accessibili. In bocca al lupo a tutti.

image003

Bignamino del mutamento climatico

A cura di Stefano Fait

Web Caffè Bookique [Facebook]

Il succo del discorso, senza tanti grafici, immagini, citazioni e orpelli vari, può essere scaricato e letto più comodamente su ISSUU

1454747_554895331252041_1436649716_nSaint-Étienne (Lione), 21 novembre 2013 – 550 m s.l.m.

1570p1000px-Five_Myr_Climate_Change.svg

C’è poco da fare: si va verso il freddo. E guardate che oscillazioni pazzesche man mano che ci si avvicina al presente! Geomagnetismo?

Ci possono essere inverni molto innevati, come quello di tre anni fa, ma sono eccezioni.

Luca Mercalli, 2011

È scientificamente provato che alla fine di questo secolo resterà circa un 10% dell’area glaciale presente oggi.

Luca Mercalli, 2012

Secondo alcune simulazioni, le Alpi, sotto i 3.800 metri, potrebbero essere prive di ghiacciai in una quarantina d’anni. Il problema non è meno grave di quello che si pensava, lo è di più, e chi sostiene il contrario lo fa sulla base di informazioni prive di fondamento scientifico pilotate ad arte, magari da società operative nel petrolio o nel carbone.

Luca Mercalli, 2013

Le precipitazioni sulle Alpi saranno in forma di pioggia per via delle temperatura più elevate e quindi la copertura nevosa sarà minore. L’industria del turismo invernale non è condannata, ma se fossi in quel ramo mi preoccuperei di alzare la quota a cui si costruiscono nuovi impianti, perché il riscaldamento globale avrà conseguenze anche per l’innevamento artificiale.

Filippo Giorgi, IPCC, 2008 (mia intervista sul Trentino)

Potete verificare da voi stessi com’è andata, invece, dal 2011 in poi
http://www.meteotrentino.it/neve-ghiacci/neve/calendario.aspx?id=216

E la salute dei ghiacciai:

http://www.meteotrentino.it/neve-ghiacci/ghiacciai/Tabellina%20rilievi%20primaverili%202011.pdf
http://www.meteotrentino.it/neve-ghiacci/ghiacciai/Tabellina%20rilievi%20primaverili%202012.pdf
http://www.meteotrentino.it/neve-ghiacci/ghiacciai/Tabellina%20rilievi%20primaverili%202013.pdf

expectedMessi alle strette, i serristi ora dichiarano che erano ben consci del fatto che ci sarebbe stata una “pausa” nell’innalzamento delle temperature. Vediamo cosa s’inventeranno se/quando le temperature caleranno (es. “La coda della cometa ISON ha temporaneamente raffreddato la Terra!”)

Energy_change_in_ocean_versus_Come l’IPCC ripartisce il riscaldamento rilevato: oltre il 90% del calore “in eccesso” riscalda gli oceani. Non sa spiegare come mai le emissioni umane (4-5% di tutta la CO2 prodotta dal pianeta) abbiano un effetto così insignificante in superficie (temperature stabilizzate/in pausa da 17 anni) e così catastrofico in profondità (il buon senso suggerirebbe che il vulcanismo sottomarino – 80% del totale – scalda gli oceani, visto che il calore sale e non scende)

Newsweek-1975http://www.climatemonitor.it/?p=34262#more-34262

the-big-freezeLa differenza rispetto agli allarmismi glacialisti degli anni Settanta è che ora il sole si sta ibernando: “Direi che [questo ciclo solare] è il più debole degli ultimi 200 anni“, spiega David Hathaway, direttore del gruppo di ricerca di fisica solare del NASA Marshall Space Flight Center di Huntsville, Alabama.

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/03/03/i-media-globali-e-il-terrorismo-climatico-1895-2013/

Winter_N_Hemisphere_Snow_Extent_1967-2013global_freezing_by_anthony_gImage2younger_dryas_to_present_time_lineRiscaldamento globale = bene – raffreddamento globale =male (per le piante ma anche per noi che ce ne cibiamo).
http://wattsupwiththat.files.wordpress.com/2013/11/younger_dryas_to_present_time_line.pdf

L’uscita dal Dryas recente ha registrato, nel giro di 55 anni, un aumento di ben 7 gradi (rispetto a meno di un grado di riscaldamento globale negli ultimi 163 anni) e un aumento del livello degli oceani di 120 metri (rispetto agli 11,1 millimetri dei nostri giorni e gli ulteriori 32 cm previsti in futuro dall’IPCC, nello scenario peggiore).

Il riscaldamento globale provocato dall’uomo passerà alla storia come il più gigantesco abbaglio scientifico della storia, attribuibile a:
– eccessi di certi ecologismi guidati unicamente da pulsioni emotive ed anti-empiriche;
– stadio infantile della climatologia, una disciplina ancora in fasce che riceverà un salutare scrollone;
– interessi di certe lobby fintamente ravvedute e improvvisamente “ecologiste” interessate soprattutto a imporre artificiose penurie per generare utili colossali  (BP, Shell, Exxon, Chevron e Total non hanno mai generato profitti così ingenti);
– pigrizia mentale, mancanza di coraggio morale e intellettuale e tendenza umana al conformismo:

Quello che io vedo bianco, lo credo nero se lo stabilisce la Chiesa gerarchica.

Ignazio di Loyola, “Esercizi spirituali”

La parola chiave, per codesta facoltà, è nerobianco. Come molte altre in neolingua, anche questa ha due significati contrari. Riferita a un oppositore, definisce, appunto, l’abito di pretendere impunemente che il nero sia bianco o viceversa, in aperta contraddizione con i fatti. Riferita invece a un membro del Partito, sta ad esprimere la volenterosa lealtà di dire che il bianco è in realtà nero tutte le volte che lo richieda la disciplina di Partito. Ma esprime anche la particolare abilità che consiste nel credere che il nero sia bianco o meglio addirittura di sapere che il nero è bianco, e di dimenticare d’aver mai creduto il contrario. Ciò richiede una continua trasformazione e alterazione del passato, resa possibile mediante il sistema filosofico che in realtà comprende tutti gli altri, e che è conosciute in neolingua come bispensiero.

Gorge Orwell, 1984, Parte II, Capitolo IX – “La teoria e la pratica del collettivismo oligarchico” di Emmanuel Goldstein

52percent_ams-vs-97percent_sksipcc_version_confidence
più le temperature si stabilizzano (v. sotto), più aumenta la certezza che l’uomo sia la causa del cambiamento climatico = ideologia

ncdchadcrut4gisscomparison-since-2001comparison-since-1998comparison-since-1979comparison-since-1998197-month-trends154-month-trends

Rosenthal et al con il loro lavoro percorrono la via maestra indicataci anni orsono da Roger Pielke Sr (2003) e  da Nir Shaviv (2008) e cioè quella di utilizzare il contenuto energetico dell’oceano e non la temperatura di superficie del pianeta come indicatore dello stato energetico e dunque come tracciante del riscaldamento globale. Elemento centrale del loro lavoro è costituito dal fatto che, dopo il  Grande Optimum Postglaciale, il pianeta è andato incontro ad un progressivo raffreddamento, interrottosi solo temporaneamente in occasione degli optimum secondari (miceneo, romano, medioevale) nonché in occasione delle fase di “riscaldamento” attuale.

Luigi Mariani

http://www.climatemonitor.it/?p=34191#more-34191

NOAA CPC EquatorialAverageSeaTempUpper300m 160E-80W Since1979 With37monthRunningAverage

NOAA CPC EquatorialAverageSeaTempUpper300m 180W-100W Since1979 With37monthRunningAverageNODC NorthAtlanticOceanicHeatContent0-700mSince1955 With37monthRunningAverage

“No best estimate for equilibrium climate sensitivity can now be given because of a lack of agreement on values across assessed lines of evidence and studies” (IPCC AR5);

“Generally low confidence that there have been discernable changes over the observed record on lack of trends in extremes, exceptions are trends seen in temperature extremes and regional precipitation (but not floods)” (IPCC AR5);

“Unlike in AR4, it is assessed here…there is low confidence of regional changes in the intensity of extreme extratropical cyclones” (IPCC AR5);

“low confidence that any reported long term increases in tropical cyclone activity are robust” (IPCC AR5);

“current datasets indicate no significant observed trends in global tropical cyclone frequency” (IPCC AR5);

“The current assessment does not support the AR4 conclusions regarding global increasing trends in droughts” (IPCC AR5);

“low confidence regarding the sign of trend in the magnitude and/or frequency of floods on a global scale” – “there is currently no clear and widespread evidence for observed changes in flooding” (IPCC AR5);

“no long-term acceleration of sea level has been identified using 20th-century data alone” (IPCC 2007);

“It is likely that GMSL (Global Mean Sea Level) rose between 1920 and 1950 at a rate comparable to that observed between 1993 and 2010” (IPCC AR5);

“Climate change has done more good than harm so far and is likely to continue doing so for most of this century. This is not some barmy, right-wing fantasy; it is the consensus of expert opinion. Yet almost nobody seems to know this” (The Spectator, 19 October 2013);

“A repeat of the Dalton solar minimum which occurred in the early 1800s, which also had its fair share of cold winters and poor summers, is, according to him, ‘more likely than not’ to happen” (“Real risk of a Maunder minimum ‘Little Ice Age’ says leading scientist”, BBC, 28 October 2013)

CLIMATEGATE

Climategate1

“Le osservazioni non mostrano alcun aumento delle temperature in tutta la troposfera tropicale a meno che non si accetti un singolo studio e si ignorino tutti gli altri. Questo è davvero pericoloso”

“Penso anch’io che la scienza sia manipolata a fini politici, il che potrebbe rivelarsi non particolarmente astuto nel lungo termine”

“sembra che poche persone impongano il loro punto di vista e, indipendentemente dai risultati del dibattito, prendano le grandi decisioni, all’ultimo momento, a nome di tutti”.

“Ci sono state diverse presentazioni ingannevoli dei risultati dei modelli da parte di certi autori e dell’IPCC”

“Il trucco potrebbe essere quello di stabilire quale sia il messaggio centrale e poi usarlo per decidere cosa includere e cosa escludere”

“Bisogna convincere i lettori che c’è stato un effettivo incremento della conoscenza, maggiore evidenza empirica. Qual è?”

“È vitale che nell’IPCC si introducano solo persone che conosciamo e di cui ci fidiamo”

“Ho notato che la questione del raffreddamento globale è diventata un problema di relazioni pubbliche con i media”

“Sono d’accordo che sia meglio usare l’espressione cambiamento climatico rispetto a riscaldamento globale”

“E se vien fuori che il cambiamento climatico è principalmente una fluttuazione naturale su base multi-decennale? Probabilmente ci uccideranno”

“Mi pare che se diamo maggior peso all’irradiazione solare nei modelli, allora gran parte del riscaldamento del diciannovesimo e ventesimo secolo sarebbe spiegato unicamente dal sole”.

“C’è un piccolo problema con il regresso dei ghiacciai tropicali. Sono diminuiti di molti negli ultimi 20 anni, eppure i dati indicano che le temperature non sono cresciute a questi livelli”.

“All’Università dell’East Anglia [importante centro di ricerca climatica legato all’IPCC] non ci dovrebbe essere qualcuno con un diverso punto di vista [sul tema: “le recenti estreme condizioni meteo sono dovute al riscaldamento globale”] – o per lo meno non un climatologo”.

“Non sono persuaso che valga la pena di cercare la verità se ciò danneggia le relazioni personali”.

“Phil, grazie per il tuo contributo – ti garantisco che non laveremo i panni sporchi in pubblico”.

“penso che il riscaldamento dovuto all’urbanizzazione dovrebbe essere più ridotto, ma non riesco a trovare un modo convincente di dirlo”.

“Abbiamo scoperto che l’effetto dell’urbanizzazione è piuttosto considerevole nelle aree che abbiamo analizzato…sfortunatamente i nostri commenti in materia sono stati rifiutati dall’IPCC”.

“Ci sono dei coglioni puntigliosi che hanno criticato i dati di Jones et al.: non li vogliamo qui in giro”.

“Il coglione a cui ti riferisci si chiama Gooderich e ha scoperto il riscaldamento urbano in tutte le aree californiane”.

“Abbiamo fatto ogni possibile sforzo statistico per usare dati che non tengano conto dell’effetto di urbanizzazione”

“Quel che Zwiers ha fatto porta ad una conclusione diversa rispetto a Caspar e Gene! Possiamo salvarci stando attenti alle parole che usiamo”

“Sono sicuro che anche tu sei d’accordo che l’articolo Mann/Jones era veramente patetico e non sarebbe mai dovuto essere pubblicato. Non voglio essere associato con quella “ricostruzione” di 2000 anni”

“Perché come si può criticare Crowley per aver espunto 40 anni di dati nel mezzo della sua calibrazione, quando noi stessi abbiamo tolto tutti i dati post-1960…”

“Non prendiamo abbastanza seriamente la responsabilità divina di prenderci cura della Terra…Si stima che 500 milioni di persone vedranno “L’Alba del giorno dopo”. Dobbiamo pregare che colgano il messaggio”.

“Il mio lavoro di direttore del centro nazionale di ricerca sul cambiamento climatico, un lavoro che mi richiede di tradurre in termini di ricerca ed azione la mia fede cristiana a proposito della cura (stewardship) del pianeta di Dio”.

“È inconcepibile che i politici siano disposti a prendere decisioni che costeranno miliardi e miliardi per potersi adattare ai cambiamenti climatici regionali sulla base di modelli che non sanno neppure descrivere e simulare i processi che strutturano la variabilità climatica”.

“Ho gettato la spugna con Judith Curry già da un po’. Non so cosa stia pensando di fare, ma non sta aiutando la causa”.

“Una maniera per tutelarvi potrebbe essere quella di cancellare tutte le email ala fine del processo”.

“Ogni lavoro che abbiamo fatto nel passato grazie alle borse di ricerca che otteniamo dev’essere tenuto nascosto. Ne ho discusso in passato con il principale finanziatore (il dipartimento per l’energia degli Stati Uniti) e sono ben lieti di non pubblicare i dati originali della stazione di rilevamento”.
*****
Altre traduzioni:

<1939> Thorne/MetO: Le osservazioni non mostrano alcun aumento delle temperature lungo la troposfera tropicale [il problema dell’hot spot troposferico], a meno che non si prendano in considerazione un singolo studio e un singolo approccio, trascurandone un mucchio di altri. Questo è davvero pericoloso. Dobbiamo comunicare l’incertezza ed essere onesti. Phil [Jones?], magari potremmo trovare il tempo di discuterne ulteriormente se necessario […]

<3066> Thorne: Penso anche che la scienza sia stata manipolata a fini politici, cosa che potrebbe rivelarsi non troppo intelligente a lungo andare.

Wils: Che si fa se il climate change si rivela essere essenzialmente una oscillazione multidecadale? Probabilmente ci uccideranno […]

<1485> Mann: La cosa importante è essere sicuri che stiano perdendo la battaglia delle pubbliche relazioni. Questo è lo scopo del sito [Real Climate].

<5111> Pollack: Ma sarà molto difficile far scomparire il Periodo Caldo Medioevale dalla Groenlandia.

<1790> Lorenzoni: Concordo con l’importanza degli eventi estremi come focus per l’opinione pubblica e governativa […] ‘il climate change’ deve essere presente nella vita di tutti i giorni della gente. Deve essere loro ricordato che è un fenomeno che accade e si evolve in continuazione.

<2428> Ashton/co2.org: Avendone stabilito l’urgenza, la sfida politica è ora di trasfromarla da un argomento che riguarda i costi dei tagli alle emissioni – cattiva politica – a uno concernente il valore di un clima stabile – politica molto migliore […] la cosa migliore da fare è raccontare la storia delle brusche variazioni in modo più vivido possibile.

<2267> Wilson: Sebbene sia d’accordo che i gas serra siano stati importanti nel 19° e 20° secolo (specialmente dal 1970), se ilpeso del forcing solare fosse stato maggiore nei modelli, certamente avrebbe diminuito la significatività dei gas serra. […] Mi sembra che assegnando un peso maggiore alla radiazione solare nei modelli, la maggior parte del riscaldamento del 19° e 20° secolo può essere spiegato dal Sole.

Originali in inglese

<3066> Thorne: I also think the science is being manipulated to put a political spin on it which for all our sakes might not be too clever in the long run.

<2884> Wigley: Mike, The Figure you sent is very deceptive […] there have been a number of dishonest presentations of model results by individual authors and by IPCC […]

<2009> Briffa: I find myself in the strange position of being very skeptical of the quality of all present reconstructions, yet sounding like a pro greenhouse zealot here!

<2775> Jones: I too don’t see why the schemes should be symmetrical. The temperature ones certainly will not as we’re choosing the periods to show warming.

<1485> Mann: the important thing is to make sure they’re loosing the PR battle. That’s what the site [Real Climate] is about.

<5111> Pollack: But it will be very difficult to make the MWP go away in Greenland.

<1788> Jones: There shouldn’t be someone else at UEA with different views [from “recent extreme weather is due to global warming”] – at least not a climatologist.

<4693> Crowley: I am not convinced that the “truth” is always worth reaching if it is at the cost of damaged personal relationships

<0953> Jones: This will reduce the 1940-1970 cooling in NH temps. Explaining the cooling with sulphates won’t be quite as necessary.

<4944> Haimberger:It is interesting to see the lower tropospheric warming minimum in the tropics in all three plots, which I cannot explain. I believe it is spurious but it is remarkably robust against my adjustment efforts.

BYxZSTsCUAAlzGQ

Il nesso tra geomagnetismo, attività solare e mutamento climatico nel Sistema Solare (in inglese)

BZVsit0CQAAOC20

CAUSE

Non è riscontrabile un rapporto tra i cambiamenti climatici e le emissioni di CO2. La situazione nuova è che nonostante le emissioni continuino, dal 2000 si è registrata una diminuzione della temperatura

Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica, giugno 2012

Lungi dall’essere responsabile del danneggiamento del clima della terra, la nostra civiltà potrebbe non essere in grado di prevenire uno qualunque di questi terribili cambiamenti una volta che la Terra decidesse di attuarli. Se la Terra stabilisse di voler congelare di nuovo il Canada, per esempio, è difficile immaginare di poter fare alcunché di diverso dal vendere gli immobili che uno ha Canada. Se decidesse di sciogliere la Groenlandia, potrebbe essere meglio fare lo stesso in Bangladesh. I dati geologici suggeriscono che non ha molto senso preoccuparci troppo del nostro futuro energetico, non perché non sia importante, ma perché è al di là delle nostre capacità di controllarlo.

Robert B. Laughlin, fisico a Stanford, premio Nobel 1998 –The American Scholar, estate 2010

La maggior parte delle persone cerca prove a sostegno delle proprie credenze, quando sarebbe più saggio formarsi delle convinzioni dopo aver esaminato gli elementi di prova.

Il riscaldamento planetario è stato osservato anche su Marte, Giove, Plutone e sulla più grande luna di Nettuno, Tritone, per decenni, dopo il picco del “Grande Massimo Solare” e là non ci sono esseri umani. Per di più Plutone si sta allontanando dal Sole, lungo la sua orbita, e quindi si sarebbe dovuto raffreddare, ma invece si sta riscaldando.

Questo è uno degli eventi indizi che ci dovrebbero far capire che il cambiamento climatico sulla Terra è dovuto principalmente alle variazioni dell’attività solare e al contesto interstellare (oltre che alla temporanea “uscita” dalla Piccola Era Glaciale).

Ora il Sole sta passando dal suo Grande Massimo al suo Grande Minimo. La Terra continua a riscaldarsi anche dopo la fine di un Grande Massimo, per via dell’inerzia degli oceani. Le oscillazioni sono quindi ritardate, non c’è una risposta immediata, dopo un picco.

All’orizzonte si intravede già il ciclico raffreddamento globale.

Il riscaldamento globale ha fatto in modo che una quantità maggiore di CO2 fosse rilasciata dagli oceani. Ora gli oceani sono in via di raffreddamento e quindi anche l’aumento di anidride carbonica, dopo quello delle temperature, raggiungerà il suo plateau, per poi declinare.

L’unica cosa buona di tutto questo è che, a parte i miliardi buttati via in finte soluzioni, l’umanità ha cominciato a ri-orientarsi in senso ecologista (es. quando ha bandito i CFCil buco nell’ozono si sta restringendo -, non certo quando ha demonizzato la povera anidride carbonica che è una benedizione per la vita sul pianeta).
Non è cosa da poco e ci tornerà molto utile nel corso di questo secolo.

http://digilander.libero.it/MeteomondoForli/pagine/pagine_secondarie/meteo_mondo/11.htm

IBERNAZIONE SOLARE

La pressione media del vento solare è scesa di oltre il 20% dalla metà degli anni 1990. Questo è il valore più basso da quando abbiamo iniziato a monitorare il vento solare quasi 50 anni fa

Dave McComas del Southwest Research Institute di San Antonio, Texas 2008

Il comunicato stampa della NASA del 23 settembre 2008 prosegue: “Il vento solare è del 13% più freddo e del 20% meno denso”.

“Quello che stiamo vedendo è una tendenza a lungo termine, una diminuzione costante della pressione che ha avuto inizio verso la metà degli anni 1990”, spiega Arik Posner, scienziato dell’Ulysses Program della NASA.

“Il vento solare non gonfia più l’eliosfera come una volta”, spiega McComas. “Ciò significa meno schermatura contro i raggi cosmici”. Oltre all’indebolimento del vento solare, “Ulisse ha scoperto anche che il campo magnetico del sole si è indebolito di oltre il 30% a partire dalla metà degli anni 1990″, afferma Posner. “Questo riduce ulteriormente la schermatura naturale”…”Ci sono studi ancora dibattuti che collegano i flussi di raggi cosmici alla nuvolosità e ai cambiamenti climatici sulla Terra. Tale nesso potrà essere dimostrato negli anni a venire”.

http://science1.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2008/23sep_solarwind/

Dal 2000 in poi l’attività solare ha cominciato il suo ciclico declino (ibernazione). Salvo sorprese dovrebbe durare almeno fino al 2030 (con il 2031 come minimo più basso).

Una ricerca dell’Osservatorio Nazionale Solare di Tucson, Arizona, prevede che nel 2015 spariranno del tutto le macchie solari, indipendentemente dai ben noti cicli della nostra stella. Questo fatto potrebbe avere un’importante ripercussione sulla temperatura del globo.

http://www.palazzosomeda.it/Osservatorio/Macchiesolariaddio.htm

La fase di debole o nulla attività solare potrebbe comunque durare anche fino al 2100.

http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/jgra.50210/abstract

Nel 2006 l’astrofisico NASA (scienziato solare al Marshall Institute della NASA) David Hathaway: il Ciclo Solare 25, che avrà il suo picco intorno al 2022, potrebbe essere uno dei più deboli degli ultimi secoli”.

http://science1.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2006/10may_longrange/

http://www.astronomynow.com/news/n1106/15solar/

“Matthew Penn, del National Solar Observatory, sostiene che il ciclo delle macchie solari potrebbe scomparire del tutto nei prossimi 10 anni. Che cosa significherebbe per i prossimi inverni? Studi condotti da diversi scienziati mostrano che la bassa attività solare può effettivamente essere collegata a inverni rigidi negli Stati Uniti e nell’Europa settentrionale”.

http://www.abc2news.com/dpp/weather/weather_blogs/historic-low-sun-activity-to-impact-winter-temperatures

Durante i minimi solari il mondo si raffredda e i ghiacci si espandono. Se sarà un minimo prolungato potrebbe innesare una glaciazione (le estati non saranno abbastanza lunghe da sciogliere le nevi accumulate durante inverni più estesi, rigidi e nevosi della norma).

Se invece il ciclo solare 25 sarà in robusta ripresa (improbabile, secondo una maggioranza di astrofisici), allora le temperature potrebbero ricominciare a salire dopo una decina di anni circa (inerzia termica).

Con un altro ciclo come quello attuale (numero 24), la tendenza sarà quella di un lento raffreddamento per almeno una generazione.

Con un ciclo più debole di quello attuale, con numero di macchie solari prossimo allo zero, il raffreddamento sarà intenso e più rapido, con possibilità di glaciazione.

VULCANISMO

I periodi di profondo minimo solare sono associati all’intensificazione delle attività vulcaniche, che contribuiscono a schermare il Sole.

Cerchiamo di ritornare sul tema dell’effetto del magnetismo solare sulla dinamica terrestre, in particolare sul vulcanismo, e per questo motivo citerò proprio un lavoro scientifico del 1989 di un ricercatore statunitense dell’Institute for Space Studies della  NASA che si trova a New York al Goddard Space Flight Center.

Il suo nome è Richard B. Stothers ed ha preso in considerazione i dati storici delle grandi eruzioni vulcaniche tra il 1500 e il 1980.

Con un’accurata analisi retrospettiva, molto dettagliata, di dati storici ha scoperto due periodicità statisticamente significative nell’andamento delle eruzioni vulcaniche correlabili rispettivamente sia al ciclo solare di 11 anni, sia al più lungo ciclo solare di 80 anni, detto di Wolf-Gleissberg.

In queste periodicità di particolare attività vulcanica ha osservato che vi era una notevole corrispondenza tra aumento dell’attività vulcanica e minimi solari, mentre vi era una cospicua riduzione dell’attività vulcanica durante i massimi solari.

[…]

A parere dell’autore di questo studio (ma eravamo nel 1989) i flares solari presenti nei massimi solari possono cambiare i modelli di circolazione atmosferica, influenzando anche i movimenti di rotazione terrestre. Questa scossa nella dinamica dei movimenti della crosta terrestre, secondo lui, è in grado di provocare dei micro terremoti che limitano il vulcanismo perché diminuiscono la pressione sulle faglie.

[…]

innesterei anche le ricerche di Caspar M. Ammann sull’ulteriore ruolo nei cambiamenti climatici determinatisi durante il Minimo di Maunder,  in conseguenza dell’aumento del vulcanismo esplosivo.

Nel suo studio egli ricombina i risultati ottenuti dai carotaggi nei ghiacci con i dati dell’irraggiamento solare dell’epoca e propone una nuova rilettura dei dati noti.

Secondo questo autore l’abbassamento della temperatura durante il Minimo di Maunder non sarebbe stato determinato solamente dalla ridotta attività solare e lo stesso sottolinea che la maggior parte degli autori avrebbero ignorato nei loro studi gli altri importanti fattori che possono aver drammatizzato la variazione climatica.

Tra questi fattori Amman pone la responsabilità dell’aumentato vulcanismo nel determinare, nel perdurante periodo di freddo, dei picchi di ulteriore raffreddamento climatico, in particolare nell’ultimo periodo del Minimo di Maunder.

L’emissione di aerosol nell’atmosfera avrebbe infatti oscurato la già scarsa irradiazione solare, provocando un andamento altalenante del raffreddamento climatico nell’Emisfero Nord in senso peggiorativo e quindi determinando di conseguenza ulteriori repentini raffreddamenti climatici.

In conclusione, andando a ragionare su queste ricerche, appare evidente il rapporto esistente tra minimo solare ed aumento delle eruzioni vulcaniche, ma la ragione di questo non ci è ancora nota.

http://www.palazzosomeda.it/Osservatorio/Rapportotraminimosolareederuzionivulcaniche.htm

La causa del crollo delle temperature fu principalmente l’attività solare, ma secondariamente contribuì a peggiorare la situazione l’intenso vulcanismo su scala globale i cui solfati immessi nell’atmosfera contribuirono a riflettere e a rallentare ulteriormente l’attività solare.

“Recenti lavori hanno suggerito che un aumento in vulcanismo era in gran parte responsabile del trend di raffreddamento”

In realtà l’aumento del vulcanismo è stato innescato dal basso numero di macchie solari.

Con questo dovremmo aspettarci in vista di questo nuovo Minimo Solare un’ulteriore accrescersi dell’attività vulcanica che unite all’attività solare influenzeranno a sua volta il clima.

Il periodo del Minimo di Dalton fu contrassegnato da importanti fenomeni eruttivi che posero il loro marchio sul clima già di per sè freddo della Piccola Era Glaciale.

L’eruzione del Tambora non fu l’unica, in quel periodo: nel 1812 esplose con violenza il vulcano Soufrière, nei Caraibi, mentre l’anno prima fu il vulcano Mayon, nelle Filippine, ad entrare in attività. Tutte queste eruzioni vomitarono enormi quantitativi di cenere e polvere nell’atmosfera, producendo un denso “velo” di polvere vulcanica nella stratosfera. Questo velo schermò una discreta parte dei raggi solari negli anni successivi, provocando uno dei periodi dal clima più freddo della (già di per sé fredda) piccola era glaciale.

La polvere restò per molti anni nell’atmosfera diminuendo la quantità di radiazione solare che abitualmente colpisce il suolo della terra. Il pianeta conobbe un’epoca di estati mancate ed inverni freddissimi, che ebbero come conseguenza scarsissimi raccolti e un impoverimento importante di vaste aree del pianeta. Il 1816, l’anno successivo all’eruzione, fu poi ricordato come l’anno senza estate.

Le inusuali aberrazioni climatiche del 1816 ebbero l’effetto peggiore nell’America del nordest, nelle province canadesi del Maritimes e di Terranova e nel nord dell’Europa. Tipicamente la tarda primavera e l’estate in quelle regioni americane sono sì relativamente instabili, ma mai fredde, con minime che raramente scendono sotto i 5 °C (praticamente mai in Europa).

La neve d’estate su quelle zone del Nord America è estremamente rara sebbene a maggio talvolta sia presente del nevischio.

Nel maggio 1816, invece, il ghiaccio distrusse la maggior parte dei raccolti, e a giugno due grandi tempeste di neve nel Canada orientale e nel New England provocarono molti morti. Quasi trenta centimetri di neve ricoprirono Québec all’inizio di giugno. A luglio ed agosto i laghi e i fiumi ghiacciarono in Pennsylvania e altre tre gelate colpirono il New England che distrussero tutti gli ortaggi tranne quelli poco sensibili al freddo.

Rapide e improvvise variazioni di temperatura erano comuni, così come fu comune l’incremento dei prezzi dei cereali.

Molti storici citano l’anno senza estate come il principale motivo per la “conquista” nell’Ovest americano e il rapido crescere di stanziamenti umani nel Midwest. In generale le popolazioni furono colpite da una grande miseria, i coltivatori furono ridotti in grande difficoltà e molti capi di bestiame morirono. L’eruzione del Tambora fu anche la causa, in Ungheria, della caduta di neve sporca. Qualcosa di simile accadde anche in Italia, che per un anno circa vide cadere della neve rossa, si crede a causa delle ceneri nell’atmosfera.

L’Europa, che stava ancora riprendendosi dalle guerre napoleoniche, soffrì per la mancanza di cibo. Ci furono rivolte per il cibo in Gran Bretagna e in Francia e i magazzini di grano vennero saccheggiati. La violenza fu peggiore in uno stato senza sbocchi sul mare come la Svizzera, il cui governo fu costretto a dichiarare un’emergenza nazionale. Grandi tempeste, piogge anomale e inondazioni dei maggiori fiumi europei (incluso il Reno) sono attribuite all’eruzione, così come la presenza di ghiaccio nell’agosto del 1816.

http://fetonte.blogspot.it/2012/10/lanno-senza-estate-durante-il-minimo-di.html

INERZIA TERMICA (FEEDBACK)

Lentamente, inesorabilmente, la Terra perde più calore di quello che riceve.

Maggiori temperature oceaniche e al suolo causano una maggiore evaporazione, più vapore acqueo e quindi maggiori precipitazioni, anche ai poli, dove i ghiacci tornano ad espandersi. Nuvole più basse riflettono meglio i raggi solari, attenuando l’insolazione e rafforzando il meccanismo di raffreddamento, ossia il feedback negativo del grande termostato naturale che regola il clima terrestre, in un meraviglioso equilibrio dinamico.

Il clima è un sistema inerziale, quindi reagisce con una certa lentezza alle variazioni di attività solare (specialmente per via della presenza di masse oceaniche).

Abdussamatov non ha tenuto conto dell’inerzia termica causata dagli oceani, che ritarda l’impatto dei cambiamenti climatici. Per questo è improbabile che si arrivi a un vero e proprio collasso delle temperature globali prima del 2017.

Per la stessa ragione, se il minimo più basso si verificasse nel 2031, non ci sarebbe alcuna risalita delle temperature fino al 2045.

MINIMO DI DALTON, MINIMO DI MAUNDER, ERA GLACIALE

Ci sono già stati 4 periodi di forte raffreddamento nell’ultimo millennio, distanziati di circa 200 anni: Wolf (XIII secolo), Sporer (XV), Maunder (XVII), Dalton (XIX).

Ma potrebbe anche profilarsi come più estrema, ricalcando l’evento glaciale di 8200 anni fa (con temperature medie che potrebbero diminuire fino a 18-20 gradi rispetto al presente)

http://freeforumzone.leonardo.it/lofi/Effetto-serra-Europa-a-rischio-glaciazione/D6022703.html

“Gli esperti del National Astronomical Observatory del Giappone e della Riken Research Foundation, hanno dichiarato che l’attività delle macchie solari sembra somigliare ad un periodo del XVII secolo noto come Minimo di Maunder, durante il quale le temperature globali erano inferiori di 2.5°C – 3°C rispetto ai valori della seconda metà del XX secolo. In quegli anni gelò sei volte il Tamigi, tanto che sul fiume cominciò la tradizione della ‘fiera del ghiaccio’, con spettacoli, divertimenti e commerci sul fiume gelato. Gli inverni particolarmente rigidi del Belgio furono descritti dai pittori fiamminghi, e da tutto il mondo giunsero testimonianze di anni particolarmente difficili. Il minimo di Maunder rappresenta un periodo di 70 anni caratterizzato da assenza di qualsiasi attività sulla superficie del Sole, ed è ricordato come la parte centrale e più fredda della piccola era glaciale. Lo studio giapponese ha scoperto che l’andamento della corrente dell’attività delle macchie solari è simile ai record di quel periodo”.

http://www.tecnologiaericerca.com/2012/04/23/asimmetria-nei-poli-magnetici-del-sole-minimo-di-maunder-in-arrivo/

Il minimo di attività solare di Maunder (1645-1715) portò inverni estremamente freddi in Europa e Nord America (e con tutta probabilità anche nel resto del mondo) nonché un aumento dell’attività vulcanica.

-7 gradi di raffreddamento in Germania se sarà un Minimo di Maunder (= 2-3 gradi C in meno a livello globale, ossia molto vicino all’innesco di una glaciazione);

-5 nel Nord Italia (es. Helsinki di oggi);

-3 nel Sud Italia (che non è minimamente preparato a quel tipo di clima).

 images_together

GLACIAZIONE DI LANDSCHEIDT – INTERGLACIALE AL TERMINE

Statisticamente, dovremmo già essere nella fase finale dell’interglaciale.

Theodor Landscheidt (1927 – 2004) è stato il climatologo che ha saputo predire meglio di chiunque altro quel che sarebbe accaduto tra il 2001 e il 2012. Concordo con chi vuole battezzare la prossima glaciazione con il suo nome.

Le ciclicità rilevate in uno studio dendrocronologico cinese sull’altopiano tibetano indicano che le temperaturae globali potrebbero scendere fino ad un minimo intorno al 2068, per poi risalire, fino al 2088. In un diverso studio, sempre cinese, il minimo lo si raggiungerebbe già nel 2035. Entrambe le ricerche condividono la premessa che sia già in corso un raffreddamento globale.

[Fonte : Liu Y, Cai Q F, Song H M, et al. Amplitudes, rates, periodicities and causes of temperature variations in the past 2485 years and future trends over the central-eastern Tibetan Plateau. Chinese Sci Bull, 2011, 56: 2986-2994

http://agbjarn.blog.is/users/fa/agbjarn/files/tibet-2485_years.pdf ]

Il problema è che più si allungano i tempi della risalita, più diventa probabile la prossima fine dell’interglaciale (il periodo caldo in cui viviamo).

Ora siamo in un interglaciale e, statisticamente, la sua fine dovrebbe arrivare tra qualche secolo. Ma chi può dirlo con certezza? Su intervalli di tempo di migliaia di anni, le nostre datazioni hanno margini di errore considerevole.

12000 anni di durata di un periodo interglaciale è solo una media. Non significa che abbiamo ancora 500 anni di margine (oltre al fatto che non è certo che le nostre datazioni siano corrette

http://it.wikipedia.org/wiki/Dryas_recente

Non è da escludere che noi ci si trovi nel punto in cui l’Olocene (caldo), lascerà il posto alla prossima era glaciale.

TRANSIZIONE DA RISCALDAMENTO A RAFFREDDAMENTO

Le transizioni sono rapidissime. Di norma, il cambiamento climatico più a lungo termine si verifica per balzi improvvisi, piuttosto che per cambiamenti incrementali.

http://www.esd.ornl.gov/projects/qen/transit.html

Patterson e il suo gruppo di collaboratori si sono recati in Irlanda ed hanno estratto una carota di fango dal fondale del lago Lough Monreagh….I ricercatori si sono soffermati su un periodo risalente a circa 12800 anni fa, momento in cui l’Emisfero Nord del nostro pianeta affrontava uno sconvolgimento climatico davvero affascinante: lo Younger Dryas (Y-D). Lo Y-D è stato caratterizzato da temperature molto rigide, una vera e propria era glaciale, singolarmente durata circa 1300 anni.

La produttività  biologica del lago esaminato in Irlanda si è azzerata nel giro di pochi mesi, forse un anno. Tale calo nella produttività  è inequivocabilmente legato ad una caduta verticale della temperatura dell’aria.

Altri studiosi, interrogati sui risultati di questa ricerca, si dicono convinti che i dati possano rivelarsi coerenti e corretti. Infatti, gli ultimi carotaggi effettuati in Groenlandia indicavano una transizione tra 1 e 3 anni. Quindi apparentemente vi è coerenza con i dati irlandesi.

A partire dal termine dello Y-D, la produttività  di Lough Monreagh ha impiegato ulteriori due secoli per tornare ai livelli iniziali.

Questo ultimo studio ci parla di mutazioni climatiche sconvolgenti nel giro di pochi mesi”.

http://www.climatemonitor.it/?p=5249

In precedenza, la fine dei periodi interglaciali aveva registrato una caduta delle temperature di 4-8 gradi C nel giro di 50-150 anni e un susseguente graduale declino, dovuto probabilmente all’effetto albedo.

“Tanto per avere un’idea del raffreddamento climatico che si ebbe durante il Minimo di Dalton, basti pensare che la stazione meteorologica di Oberlach, in Germania, vide diminuire la sua temperatura media annuale di 2°C in 20 anni”.

http://www.meteogiuliacci.it/attivita-solare-in-difficolta-verso-un-nuovo-minimo-di-dalton_sn_1826.html

Dopo un inverno 2013-2014 preoccupante (specialmente a nord delle Alpi – nel bacino del Mediterraneo l’afflusso d’aria africana potrebbe essere considerevole) e un inverno 2014-2015 ancora più ringhioso, si arriverà alla coppia inverno 2016-2017 e 2017-2018 che sarà devastante per tutto il Nord Europa, con inverni che si aggraveranno in maniera marcatissima fino almeno al 2030 e milioni di profughi climatici.

Poi tutto dipenderà dal Sole e da altre variabili.

Quello che stiamo esperendo in questo momento è la fase iniziale del periodo di raffreddamento globale che ha avuto inizio a ottobre del 2005, si è consolidato nel 2012 e accelererà notevolmente nei prossimi anni, specialmente dopo il 2017. Il lungo inverno del ciclo glaciale potrebbe cominciare con il 2018-2019.

IMPATTO AMBIENTALE

CORRENTE DEL GOLFO

Questo scioglimento [dei ghiacci artici] fa sì che una enorme mole d’acqua fredda e dolce si riversi nel nord Atlantico, andando a disturbare il flusso della corrente del Golfo. Infatti una modifica significativa della salinità dell’acqua e della temperatura potrebbe far saltare il meccanismo della corrente raffreddandola molto prima che raggiunga le coste europee e costringendola a fare ritorno in dietro addirittura a disperderla e annullarla. In tutti e due i casi l’Europa si troverebbe alle prese con un terribile e repentino cambiamento climatico. Un ritorno dei ghiacci interesserebbe tutta la Scandinavia, l’Islanda e parte della Gran Bretagna, l’Oceano sopra il 60° parallelo si trasformerebbe in una immensa distesa si ghiaccio. In conseguenza di ciò aumenterebbe tantissimo l’albedo totale e il fronte polare si abbasserebbe notevolmente, generando un raffreddamento sensibilissimo su tutta l’Europa, Italia inclusa.

http://www.sqtradiometeo.it/images/La%20corrente%20del%20golfo/La%20corrente%20del%20golfo.htm

Questa è la ricostruzione di quel che potrebbe accadere a causa dello scioglimento troppo rapido di ghiacci artici sempre più abbondanti (nevicate generose in inverno > estensione estiva in netta crescita nonostante il potente scioglimento):

Il ghiaccio si scioglie, inonda gli oceani del nord con acqua fresca. Ciò causa un aumento più rapido della temperatura dell’acqua in estate. La differenza di temperatura tra l’Artico e gli oceani meridionali diventa troppo ridotta. Le correnti si bloccano e improvvisamente abbiamo un rimbalzo glaciale:

http://www.livescience.com/7981-big-freeze-earth-plunge-sudden-ice-age.html

http://it.wikipedia.org/wiki/The_Day_After_Tomorrow_-_L%27alba_del_giorno_dopo

Art Bell e Whitley Streiber, gli autori del libro “The coming global superstorm”, da cui è tratto il film sopracitato, descrivono quel che dovrebbe accadere perché si possa dire che lo scenario di una glaciazione improvvisa (abrupt climate change) si sta effettivamente verificando:

“Diciamo che vivete a Dallas, o Madrid, o Roma. Il primo indizio che la supertempesta sta prendendo forma potrebbe essere delle previsioni del tempo secondo cui una serie di fronti freddi si muovono verso sud dal Mar Artico, uno dopo l’altro. Questo potrebbe accadere in qualsiasi momento dell’anno.

Potrebbe capitare di sentire che luoghi più settentrionali – Toronto, Stoccolma, Pechino – sono stati colpiti da condizioni meteo estremamente dure – piovosità straordinaria in estate, bufere di neve senza precedenti in inverno. Fenomeni che si protraggono per una settimana o più, intensificandosi.

Attraverso le pianure del nord del mondo – le pianure nordamericane, le steppe dell’Asia centrale – si comincerebbero a registrare raffiche di vento che possono superare le 100 miglia all’ora (c. 160 km/h).

Luoghi come Edmonton e Semipalatinsk, poi Minneapolis e Mosca, cesserebbero di comunicare con il mondo esterno. Alaska e Siberia settentrionale sarebbero mute già da molto prima.

Dall’Europa, all’Asia, all’America, intere popolazioni cercherebbero disperatamente di spostarsi verso sud.

Poiché le stesse alterazioni che modificano le correnti del Nord Atlantico influirebbero anche sul movimento delle correnti nel sud del mondo, l’Australia e la Nuova Zelanda sarebbero anch’esse colpite. Lì, l’estate si convertirebbe in inverno, o un inverno normale diventerebbe estremamente freddo. Maremoti devasterebbero le coste meridionali del continente. Tifoni improvvisi investirebbero le Filippine, il Giappone e le isole del Pacifico.

[Se tutto ciò si verificasse], quanto più a nord ci si trova, tanto più estreme saranno le condizioni.

Giorno dopo giorno, le tempeste continueranno, diventando più complesse ed organizzate, più grandi, assumendo forme mai osservate prima.

In tutto l’emisfero settentrionale avranno luogo spostamenti massicci di popolazione. Il caos regnerà e molte, molte persone periranno a causa della supertempesta.

Quando la supertempesta si sarà esaurita, diventerà subito evidente che è stata una catastrofe di proporzioni mozzafiato.

Si salveranno solo Portogallo, Italia meridionale e il sud della Spagna. L’intero Midwest americano si troverà sotto una lastra di ghiaccio che si estende attraverso la Siberia e il nord Europa. Questo ghiaccio rifletterà una grande quantità di luce solare e calore verso lo spazio.

Se la tempesta – come pare possa essere accaduto l’ultima volta – colpirà in estate, il ghiaccio probabilmente si scioglierà.

È possibile che questo sia proprio quel che è successo l’ultima volta e, come vedremo, è stato registrato nei miti di tutto il mondo.

Se la tempesta avrà luogo in autunno o in inverno, allora il ghiaccio potrebbe teoricamente compattarsi così tanto nei mesi successivi e riflettere così tanto calore e luce che l’estate successiva semplicemente non sarà abbastanza calda da farlo sciogliere. L’inverno che seguirà sarà il più freddo della storia.

L’effetto finale e ironico del riscaldamento globale diventerebbe subito chiaro ai superstiti: l’inizio di una nuova era glaciale”.

http://www.bibliotecapleyades.net/ciencia/esp_ciencia_tsunami17a.htm

RAFFREDDAMENTO NEL NORD EUROPA ED EURASIA

Il governo dovrebbe cominciare a considerare la possibilità che siamo agli inizi di una piccola era glaciale dovuta al calo di attività solare…evento che avrà grandi implicazioni per l’agricoltura, il turismo, i trasporti, la gestione del traffico aereo e l’economia nel suo complesso.

Boris Johnson, sindaco di Londra, gennaio 2013

http://www.telegraph.co.uk/comment/columnists/borisjohnson/9814618/Its-snowing-and-it-really-feels-like-the-start-of-a-mini-ice-age.html

Per quanto riguarda l’Europa, ogni raffreddamento continentale è stato preceduto da un raffreddamento delle isole britanniche, con un decennio di anticipo circa.

HadCET

Nel Regno Unito le temperature invernali sono scese, in media, di quasi 1,5 gradi C (notare che il riscaldamento globale ammonta, stando ai valori riportati dall’IPCC, a 0,85 gradi C tra il 1880 e il 2012)

Sull’intero corso dell’anno i dati CET (Central England Temperature) del Met Office britannico: Le temperature annuali complessive mostrano una diminuzione di quasi un grado Celsius negli ultimi 13 anni.”

http://www.meteoweb.eu/2013/09/cambiamenti-climatici-gli-ultimi-dati-sono-inequivocabili-il-pianeta-si-sta-raffreddando/226261/

l’IPCC mette le mani avanti: il clima britannico potrebbe raffreddarsi nei prossimi decenni a causa del rallentamento della Corrente del Golfo [= ogni successivo inverno sarà sempre più traumatizzante per gli anglo-irlandesi e non possono più nasconderlo]
http://www.telegraph.co.uk/earth/environment/climatechange/10337064/IPCC-report-Britain-could-cool-if-Gulf-Stream-slows.html

In Gran Bretagna sembra che il clima si stia trasformando con una velocità impressionante…L’inverno 2009-2010 nel Regno Unito è stato il terzo più freddo da oltre 50 anni, più di quello del 1985, mentre si è rivelato essere in assoluto il più nevoso degli ultimi 30 anni. Poi è venuto dicembre 2010, che è stato il più freddo del secolo, anche se il resto di quella stagione invernale è andato in controtendenza. Periodi invernali importanti non sono certo mancati nemmeno nel 2011/2012 e tanto meno in quest’inverno, che nelle ultime settimane ha visto fasi fredde e nevose di durata piuttosto insolita rispetto al normale clima britannico. Per ritrovare inverni più gelidi di quello 2009-2010, bisogna tornare indietro all’inverno 1978-1979”

http://www.meteogiornale.it/notizia/26242-1-inverni-sempre-piu-rigidi-e-nevosi-regno-unito

I prossimi inverni saranno estremi soprattutto localmente: Nord Europa, Siberia, Cina e Giappone settentrionali, Nord America, versante settentrionale delle Alpi.

L’Europa Centrale ha vissuto ben cinque inverni più freddi rispetto alla norma, un record, e le previsioni per l’inverno alle porte lo qualificano già come il sesto di fila.

In caso di minimo solare prolungato come quello previsto dalla NASA e da altri centri di ricerca è verosimile che avremo un calo di 1,5 C verso i 60 gradi di latitudine (Oslo, Helsinki, Stoccolma, San Pietroburgo, Anchorage), che diventeranno 2,5 C entro al massimo una ventina di anni.

Nel corso dell’ultima glaciazione la Groenlandia era 15 gradi più fredda di adesso. Il Regno Unito 5 gradi più freddo (con ghiacciai nelle aree montuose).

RAFFREDDAMENTO IN ITALIA

È in atto un’inversione di tendenza della temperatura mondiale e questo sarà probabilmente un anno relativamente freddo anche per noi. Recenti nostri fanno pensare che qualcosa di rilevante si stia già manifestando. Per esempio, nel calcolare sulla penisola italiana la temperatura media annua fra il 1997 e il 2012 e la sua relativa linea di tendenza abbiamo notato che quest’ultima tende a scendere”. La temperatura media sull’Italia “ha smesso di salire dalla fine del secolo scorso e da allora, anno dopo anno e in maniera quasi impercettibile, sta scendendo. È in atto un’inversione di tendenza che sarà palpabile anche nello scorrere di questo anno. Con il passar del tempo, farà sempre più freddo”. Perché? “Gli ultimi tre cicli solari, con lunghezza temporale media di 11 anni, si stanno affievolendo: il sole sta perdendo potenza e di conseguenza anche la temperatura della Terra tornerebbe di nuovo a scendere”. Si darebbe così “il via all’inversione di tendenza cui seguirebbe una instabilità planetaria associata non solo a fenomeni iniziali estremi quali forti piogge alternate a periodi poco piovosi, freddo intenso seguito da periodi di caldo, tempeste violente; ma porterebbe la temperatura verso valori via via sempre più bassi, fino a generare decennio dopo decennio un’altra piccola era glaciale, tra il 2035 e il 2045”. Se tutto ciò si avverasse, “si potrebbero ripetere su gran parte dell’Europa temperature abbastanza fredde ed espansione dei ghiacciai di diversi gradi di latitudine più a sud, nell’emisfero nord, rispetto alle posizioni attuali”.

il meteorologo dell’Aeronautica Militare col. Paolo Ernani

http://www.meteoweb.eu/2013/06/meteo-esperto-shock-fara-sempre-piu-freddo-stiamo-andando-verso-una-nuova-era-glaciale/207695/

Una forte riduzione delle radiazioni solari causò un improvviso raffreddamento del clima in Europa circa 2.800 anni fa. Accadde in coincidenza con la fase minima dell’attività del Sole e quando forti venti abbassarono le temperature dell’intero continente.

A sostenerlo è lo studio pubblicato sulla rivista Nature Geoscience e coordinato da Celia Martin-Puertas del Centro Helmholtz di Potsdam, in Germania.

Una conferma dello studio tedesco, almeno riguardo alle temperature più basse, viene dalla lettura di diversi storici dell’antica Roma. Si legge di nevicate abbondanti (anche oltre i 2 metri), del Tevere più volte ghiacciato, e del limite della crescita dell’uva a latitudini poco più a nord di Roma. Solo verso la fine dell’epoca fredda, Roma divenne grande e l’impero si espanse.

http://www.ansa.it/scienza/notizie/rubriche/terrapoli/2012/05/07/Sole-minimo-raffreddo-Europa-2-800-anni-fa_6827010.html

GHIACCIAI ALPINI

Ghiacciai svizzeri: rallentamento della contrazione o addirittura espansione

http://www.sonntagonline.ch/ressort/aktuell/3241/

Ci troviamo nel periodo caldo di un’era glaciale…se paragoniamo lo stato attuale dei ghiacciai con le loro dimensioni durante la Piccola Era Glaciale (Peg) ovviamente diciamo: “che disastro!”…ma se gli stessi ghiacciai attuali li paragonassimo con i ghiacciai dell’Optimum climatico medievale o con quello romano…beh ecco ci sembrerebbe di essere in una nuova Peg…così come se paragoniamo i ghiacciai della Peg con i ghiacciai di 5000 anni fa..ecco il confronto risulterebbe disastroso ai danni della Piccola età glaciale…

André Roveyaz, Comitato glaciologico italiano per il Monte bianco
http://daltonsminima.altervista.org/?p=20465&cpage=2#comments

OCEANI E COSTE

Nell’ultimo decennio il livello degli oceani è aumentato di 1,6 mm l’anno. A questa velocità, il terribile metro di aumento di livello si verificherebbe nel 2643, tra 631 anni. Anche se fosse stato confermata la proiezione di una crescita di 3,1 mm all’anno ci sarebbero voluti 300 anni, non gli 88 anni paventati.

In caso di espansione dei ghiacci, il livello comincerebbe a scendere. I terreni agricoli persi per il raffreddamento potrebbero essere riguadagnati lungo le coste, specialmente quelle adriatiche.

MIGRAZIONI ANIMALI

Per migliaia di anni i nostri avi hanno osservato il comportamento degli animali e delle piante, consapevoli del fatto che erano molto più sensibili e reattivi di loro. Adesso ci fidiamo di più delle nostre tecnologie; e sbagliamo, perché ogni macchina è lo specchio della forma mentis di chi l’ha costruita ed è usata con certe aspettative in testa. I modelli climatici si sono dimostrati spettacolarmente errati.

Meglio studiare anatre, scoiattoli, cicogne, rondoni, api…o le capre.

L’anno scorso i sentieri di un parco nazionale nei pressi di Seattle sono stati chiusi per precauzione dopo che diversi gruppi di escursionisti avevano incontrato delle capre bianche di montagna molto aggressive. Queste capre sono state introdotte dall’Alaska a scopi venatorio e ora, a causa dell’eccessivo innevamento delle montagne, si spingono più in basso del consueto.

Nel 2010 c’è scappato il morto:

http://www.csmonitor.com/USA/Latest-News-Wires/2010/1018/Mountain-goat-attack-in-Washington-kills-hiker

2011: lupi ritornano in Moldavia dopo 40 anni di assenza

http://en.ria.ru/Environment/20110119/162204540.html

2011: branco di 400 lupi attaccano cavalli in Russia: costretti a farlo perché le loro prede consuete sono diminuite di numero a causa della scarsità di cibo (inverno troppo rigido e lungo)

2012: stesso problema in Carelia, dove hanno attaccato un uomo

http://rt.com/news/siberian-wolf-pack-400/

Dal 2001 i lupi se la spassano in Germania – la popolazione cresce

http://www.thelocal.de/society/20111028-38505.html

esperti avvertono che prima o poi ci sarà un incidente ed è inutile negarlo: la popolazione va preparata psicologicamente per evitare rappresaglie sui lupi

http://www.thelocal.de/sci-tech/20130301-48267.html

un branco vive a 25 chilometri da Berlino

http://www.thelocal.de/sci-tech/20121119-46255.html

raggiunto il Reno nel 2010, dopo 120 anni di assenza

http://www.thelocal.de/national/20120423-42117.html

governo francese intende educare i lupi (i primi sono stati reintrodotti nel 1992, dall’Italia: ora sono oltre 250) per contenere il numero di attacchi alle pecore, che sono saliti da 2680 (2008) a 5848 (2012) – lo si è fatto con successo anche negli Stati Uniti

http://www.thelocal.fr/20130207/france-plans-to-teach-wolves-a-hard-lesson

“È solo una questione di tempo prima che i lupi si diffondano in tutta la Germania nel loro spostamento verso ovest” spiega il biologo Josef Reichholf dell’Università di Monaco di Baviera. L’accademico tedesco prevede che la ricomparsa di volpi, lupi e alci europee nell’Europa centrale e occidentale sia solo l’inizio di un ritorno della fauna selvatica come non si era vista dal Medio Evo: “aiuteranno a ridurre l’eccessivo numero di ratti, topi e conigli selvatici”; “i lupi sono timidi e non attaccano l’uomo se non sono messi alle strette”

http://www.thehindu.com/sci-tech/energy-and-environment/wolves-on-the-prowl-again-in-western-europe/article267529.ece

2008: minatori russi assaliti e assediati da almeno 30 orsi

http://www.foxnews.com/story/2008/07/24/russian-miners-too-terrified-to-work-after-bears-eat-2-colleagues/

gli orsi delle caverne non si sono estinti per colpa dei cacciatori ma a causa della glaciazione: erano vegetariani e il freddo ha spazzato via le loro fonti di sostentamento

http://www.reuters.com/article/2008/11/26/us-bears-idUSTRE4AP06K20081126

la popolazione mondiale di orsi polari è in consistente aumento

http://www.nationalpost.com/news/story.html?id=1ea8233f-14da-4a44-b839-b71a9e5df868

http://polarbearscience.com/2013/07/15/global-population-of-polar-bears-has-increased-by-2650-5700-since-2001/

http://online.wsj.com/article/SB10001424127887323452204578288343627282034.html

https://www.cfact.org/2013/07/12/canadas-polar-bear-population-booming/

Nello stretto di Davis, tra la Groenlandia e l’Isola di Baffin, la popolazione di orsi polari è cresciuta da 900 esemplari alla fine del 1970 a circa 2.100 oggi. Nel Foxe Basin – una porzione della Baia di Hudson – una popolazione che è stata stimata in 2.300 esemplari nei primi anni 2000 è attualmente pari a 2.570. E in specifiche aree della Baia di Hudson occidentale, la più studiata, il più fotografato gruppo di orsi della Terra sembra essere stato in lento ma costante aumento dal 1970.

http://www.canadiangeographic.ca/magazine/dec12/polar_bears.asp

http://www.ibtimes.com/polar-bear-population-higher-20th-century-something-fishy-about-extinction-fears-821075

Anche nell’emisfero australe le balene sono migrate con un mese d’anticipo, alla ricerca di acque più calde

http://video.milanofinanza.it/classmeteo/focus/Australia–migrazione-balene-anticipata/

Problematiche migrazioni per i volatili

http://www.ilcacciatore.com/2013/05/03/un-passo-primaverile-a-tappe/

mentre tra 2005 e 2011 le migrazioni erano rimandate o complicate per via del caldo

http://www.ilcacciatore.com/2011/11/22/natura-che-cambia-uccelli-rimandano-le-migrazioni/

http://www.komonews.com/news/national/7485507.html

già nel 2012 annunciavano un inverno anticipato e nevoso

http://blog.sfgate.com/ski/2012/09/13/bird-migration-forecasts-early-winter/

http://www.bbc.co.uk/news/uk-wales-south-west-wales-18779775

http://www.belfasttelegraph.co.uk/news/environment/we-werent-expecting-you-5000-geese-arrive-in-northern-ireland-early-28789599.html

e nel 2013 l’inverno prolungato ha creato dei problemi

http://www.rcinet.ca/en/2013/06/05/migratory-birds-affected-by-climate-change/

http://10000birds.com/spring-has-sprung-where-are-the-migrants.htm

http://www.earthweek.com/2013/ew130419/ew130419c.html

specie che hanno l’habitat in climi artici si sono spostate verso sud, fino al New Jersey e alla Scozia

http://www.floridatoday.com/article/20121226/NEWS01/121226011/Biologists-baffled-by-discovery-penguin-like-bird-Brevard?gcheck=1

http://www.bbc.co.uk/news/uk-scotland-highlands-islands-21589828

IMPATTO SOCIALE

L’OCCIDENTE NEL RAPPORTO DEL PENTAGONO SULL’ABRUPT CLIMATE CHANGE

Il rapporto “An Abrupt Climate Change Scenario and Its Implications for United States National Security”, curato da Peter Schwartz e Doug Randall, risultato di una serie di interviste di scienziati, di analisi e di nuovi riscontri e pubblicato dal Pentagono nell’ottobre del 2003, prendeva in esame l’eventualità che il futuro ci riservasse una glaciazione di medio-grave intensità, come quella verificatasi 8200 anni fa, che fu preceduta da un forte riscaldamento globale e durò circa un secolo.

L’analisi partiva dalla premessa che il riscaldamento globale avrebbe causato il rallentamento della Corrente del Golfo, il rafforzamento della ventosità, climi più secchi laddove ora sono più umidi e vice versa, con pesanti effetti sulla produzione agricola, la stabilità sociale e la pace.

La dinamica sarebbe la seguente: il ghiaccio si scioglie, inonda gli oceani settentrionali con acqua fresca. Ciò causa un aumento più rapido della temperatura dell’acqua in estate. La differenza di temperatura tra l’Artico e gli oceani meridionali diventa troppo ridotta. Le correnti si bloccano e improvvisamente abbiamo un rimbalzo glaciale.

Lo scenario prediceva il raggiungimento del picco di scioglimento dei ghiacci estivi intorno al 2010 (è avvenuto nel 2012), con la Corrente del Golfo che non ha più la forza di trasportare acqua calda e salata verso l’Europa settentrionale. Poi, nel corso di un decennio, tra il 2010 ed il 2020, le temperature sarebbero scese di diversi gradi in Europa e leggermente meno nel Nord America e nell’Asia settentrionale, la neve si sarebbe accumulata e la circolazione atmosferica ne sarebbe risulta drammaticamente alterata (cf. correnti a getto. Dopo il 2015 il freddo si sarebbe fatto sentire anche nell’Europa meridionale e nel Messico, danneggiando l’agricoltura.

Intorno al 2020 il clima nord-europeo rassomiglia quello siberiano. L’Europa meridionale ha subito un cambiamento minore ma sarà comunque colpita da violenti e intermittenti raffreddamenti e da rapidi sbalzi di temperatura. L’Europa dovrà affrontare l’emigrazione dalle nazioni scandinave e dall’Europea settentrionale di popoli in cerca di temperature più miti. Entro il 2030 circa il 10% della popolazione europea si sarà trasferito in un paese diverso da quello di residenza, per ragioni climatiche.

Gli Stati Uniti e la Cina vedranno un deterioramento della produzioni agricola.

In sintesi: a partire dal prossimo inverno sempre più climatologi e scienziati nordici contesteranno l’interpretazione ufficiale del cambiamento climatico. Dal 2015-2016 in poi sarà dura vivere in Scandinavia.

La precedente piccola glaciazione – 1560 e il 1680 – provocò guerre, rivolte popolari, inflazione, malnutrizione e carestie, calo demografico e sensibile diminuzione della statura media (circa 2 cm), e inferse il colpo di grazia al feudalesimo, spianando la strada al capitalismo. Esercitò un drammatico impatto in tutto il mondo, inclusa l’Africa sub-sahariana e il Giappone.

Ora siamo molto meglio organizzati, ma siamo anche molto più numerosi e la rete della nostra interdipendenza è vulnerabile.

MORTALITÀ

“L’Istituto provinciale di statistica ASTAT informa che al 31.03.2012 risiedevano in provincia di Bolzano 512.446 persone, 696 in più rispetto al trimestre precedente. A fronte di un saldo migratorio positivo di 589 unità si registra un saldo naturale tendenzialmente in diminuzione. Il numero dei decessi, rispetto al 1° trimestre dell’anno precedente, è aumentato del 20,0%. Il tasso di natalità si attesta su 10,4 nati vivi per 1.000 abitanti, il tasso di mortalità sull’9,6‰”.

http://www.provinz.bz.it/astat/it/popolazione/458.asp?News_action=4&News_article_id=395478

Come si evince dai dati inseriti nel documento, la curva è rimasta pressoché stabile tra il 2006 ed il 2011, per poi subire un’impennata clamorosa (+20% di mortalità è, normalmente, associabile ad una catastrofe naturale).

Alla richiesta di delucidazioni, l’ASTAT ha risposto come segue:

“In Provincia di Bolzano nel 1. trimestre 2012 (gennaio-marzo) sono stati registrati 1.216 decessi, ca. 200 (+20%) in più in confronto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo fatto può avere cause multiple. Una è da ricercarsi sicuramente nell’invecchiamento costante della nostra società. Attualmente circa il 5% della popolazione (26.500 persone) ha 80 anni o più. Numerosi decessi, soprattutto quelli che si registrano durante i mesi invernali, riguardano proprio questa fascia di età”.

L’Istat ha osservato un elevato numero di decessi nei primi mesi del 2012, per la forte ondata di gelo che ha colpito tutto il Paese, in particolare il Centro e il Nord, dove infatti si è riscontrato il maggior incremento della mortalità.

DIASPORA CLIMATICA

Chi vive in montagna dovrà spostarsi a valle o prendere esempio dai groenlandesi.

Canada, Russia e Nord Europa dovranno essere abbandonati. Il Nord Africa diventerà molto ospitale.

Sarà interessante vedere come saranno accolti i barconi che partiranno dall’Europa per approdare sulle coste africane.

Penso che l’umanità reagirà costruttivamente alla minaccia comune. Il cambiamento climatico e le conseguenti diaspore costringeranno la popolazione umana a fondersi, mescolarsi, unirsi, capirsi e sostenersi a vicenda. Ci sarà violenza e prevaricazione, ma comprensione e solidarietà saranno prevalenti.

“Catastrofe” viene dal greco kata streiphen, la sovversione delle consuetudini. Krisis è il culmine, la separazione, il cambiamento imminente. Ogni crisi è anche un’opportunità, per chi è animato da buone intenzioni ed anche per chi intende approfittare della situazione.

Sembra incredibile ma Primo Levi considerava i suoi anni di deportazione, prigionia e ritorno da Auschwitz come l’unico periodo in technicolor in un’esistenza non particolarmente sgargiante. Abbiamo appreso in questi anni da studi accademici, dai commenti sui social network e dalle interviste dei soccorritori che, durante i cataclismi, è il meglio dell’umanità che prevale di gran lunga sul peggio.

L’uragano Katrina è stata anche l’occasione in cui migliaia di volontari provenienti da tutti gli Stati Uniti hanno preso le loro barche e sono andati a  soccorrere gli abitanti di New Orleans, molti dei quali stavano morendo sui tetti delle case e sulle sopraelevate, mentre vigilantes, mercenari e poliziotti impedivano loro di abbandonare la città, ritenendoli troppo pericolosi per l’ordine pubblico.

Il comportamento durante una catastrofe dipende da come uno percepisce la realtà che lo circonda. Sarai spietato se penserai che i sopravvissuti siano una minaccia peggiore della catastrofe e che le loro vite valgono meno dei beni materiali. Mentre nella vita normale l’atteggiamento dominante è quello del farsi gli affari propri, le catastrofi tirano fuori il peggio in una minoranza e il meglio in una maggioranza di persone. È successo dopo lo tsunami giapponese, è successo in occasione dei sismi neozelandesi e prima ancora a Città del Messico ed in mille altri luoghi di ogni tempo e ad ogni latitudine. Accade regolarmente, con l’eccezione di Haiti, che invece è stata quasi immediatamente occupata militarmente.

Un numero sorprendente di sopravvissuti si ricorda quei momenti come i più pieni e belli della sua vita. Perfino in mezzo ai ruderi, ai cadaveri, alla distruzione, queste persone scoprono un aspetto della natura umana che avevano solo intravisto a sprazzi. Mentre molti si aspetterebbero che la legge della giungla prenda il sopravvento, questa credenza è contraddetta dalle testimonianze che descrivono una realtà che per molti è quella di una redenzione in mezzo alla distruzione, di gregariato e fratellanza umana, di autonomia, auto-organizzazione, con persone che si improvvisano vigili per regolare il traffico, che organizzano alla bell’e meglio cucine da campo nei parchi, riparano le cose in officine d’emergenza. I testimoni parlano di un senso di fusione interpersonale che non è rovinato dalla dispersione dell’individualità che c’è nella folla. Parlano di comunità umana al suo meglio, non di folle in preda a traumi e psicosi, parlano di arricchimento, non di impoverimento emotivo. L’inessenziale svanisce e ciò che davvero conta viene a galla.

Emerge il desiderio di partecipare alla vita pubblica, di costruire una società civile davvero civile, di diffondere l’inclusione, di trovare finalmente un senso alla propria esistenza, degli obiettivi significativi, di spendersi al servizio del prossimo senza sfruttarlo per gratificare il proprio ego o per un tornaconto personale di qualche altro genere, ma per autentica benevolenza, spontaneamente. Scaturisce l’amore. L’amore che coopera consapevolmente, si pone al servizio del prossimo volontariamente, non si sottomette mai ciecamente ad un potere superiore. Ne “Il Paradiso Perduto” miltoniano, l’arcangelo Raffaele spiega: “serviamo liberamente, perché amiamo liberamente”. L’amore cerca la comprensione, anzi amore è comprensione che rende superflua l’obbedienza e il comando.

Le catastrofi non sono ovviamente mai benvenute, ma le loro conseguenze non devono essere unicamente mostruose. Le persone sprigionano energie, talenti, virtù, capacità e sentimenti che nella vita di ogni giorno rimangono in sordina o, addirittura, vengono soppressi dal sistema, troppo impegnato a gestire gli ingranaggi per ricordarsi che sono esseri umani, troppo mistificante per essere trasparente, troppo gerarchico per essere equanime, troppo congenitamente violento, aggressivo, competitivo, prevaricatore per tollerare la pace, l’empatia e la cooperazione altruistica.

Le emergenze possono far emergere le persone, elevarle, oppure possono sommergerle. Dipende dalla loro forma mentis. Nella maggior parte dei casi, però, sorgono società fondate sul baratto e sulla circolazione dei doni, dove le persone si soccorrono a vicenda, fanno comunità, dove gli estranei diventano compagni di sventura ma anche di viaggio, dove il potere è ridistribuito più equamente, dove le differenze di censo, somatiche, religiose, di genere vengono meno o sono comunque molto attenuate, dove le persone si sentono utili, importanti, significative, ecc. Sono solo parentesi e certamente nessuno vorrebbe vivere costantemente in uno stato emergenziale. Eppure è un bagliore fortissimo nell’oscurità, una supernova dell’umano, l’evidenza della possibilità di un Mondo Nuovo, di un’umanità possibile, una rivoluzione che, pur non ottenendo gli obiettivi che si prefigge, realizza comunque qualcosa, avvicina agli  ideali di libertà, giustizia, speranza e serenità.

Viktor Frankl, Primo Levi e molti altri superstiti ci insegnano che, persino nelle situazioni più estreme come Auschwitz, aveva più chance di sopravvivere chi si prendeva cura del prossimo, mentre chi pensava solo alla sua sopravvivenza era tra i primi a lasciarci la pelle. Non per una qualche manifestazione di giustizia divina, ma perché i primi “facevano comunità” e trovavano una ragione per continuare a lottare, i secondi restavano soli, circondati dalla sfiducia, dal sospetto o dall’indifferenza.

Lo psicologo statunitense Charles E. Fritz (1961) ha osservato che gli abitanti delle aree metropolitane tedesche più pesantemente bombardate erano i più solidali, vigorosi, ottimisti ed erano sorprendentemente resistenti ai traumi. Fritz è giunto alla conclusione, paradossale, che la vita quotidiana è disastrosa e i disastri ci liberano da questa condizione di degrado, proiettando i marginali ed emarginati al centro della comunità e svelando a tutti che, quando si esce dalla sfera delle astrazioni e si arriva al dunque, esistono dei principi universali che quasi tutti danno per scontati.

Nelle catastrofi i minuti problemi di ogni giorno svaniscono, perché ci sono esigenze e finalità di ordine molto superiore che prendono il sopravvento. Depressione, stress, ansie, anomia, nichilismo, istinti autodistruttivi, patologie psichiche, rancori, risentimenti, pregiudizi, preconcetti, egoismi, possessività: tutto passa in secondo piano.

Perciò, anche in caso di glaciazione, io credo che le popolazioni locali non ostracizzeranno o attaccheranno i profughi, perché avranno capito che le trasformazioni sono globali e che siamo tutti sulla stessa barca.

SOSTENIBILITÀ AGRICOLA-ALIMENTARE

Se c’è una cosa terribile per l’umanità è una glaciazione. Il riscaldamento globale è una benedizione per la flora, la glaciazione è mortale per la vita.

Le piante (= cibo) crescono  più rigogliose quando c’è più anidride carbonica nell’atmosfera. Ma in caso di glaciazione i livelli di CO2 precipitano e una grossa porzione della flora si estingue, com’è già successo varie volte in passato:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15642948

Sotto le 200 parti per milione (ora è a 400ppm) di CO2 le piante non possono più crescere perché non riescono a completare la fotosintesi. Sopra le 2000 ppm la concentrazione diventa tossica (il livello ottimale sarebbe tra le 1200ppm e le 1400ppm: il ciclo di crescita sarebbe raddoppiato). Di qui l’utilità delle serre.

http://www.hydrofarm.com/resources/articles/co2_enrichment.php

Nel corso dell’ultima glaciazione si è scesi a 170-180 ppm.

Sotto le 150 ppm tutta la flora sopra il livello del mare si estingue e con essa la fauna che se ne nutre, e quindi anche noi.

In caso di raffreddamento sostenuto la produzione agricola del Canada e della Russia sarà compromessa e il mondo potrebbe fronteggiare una carestia.

A metà del secolo scorso eravamo circa 3 miliardi, mentre nei prossimi anni arriveremo a 7,5 miliardi di bocche da sfamare, senza i raccolti cerealicoli canadesi, che saranno annullati nel giro di 7-10 anni (-80% in 5 anni? -20% per gli USA), e senza una parte dei raccolti russi e ucraini.

Occorrerà una istantanea conversione delle colture di biocombustibili in cereali per consumo animale/umano: una riconversione produttiva globale.

1) Dobbiamo sviluppare e incoraggiare l’agricoltura a latitudini più basse, in Africa come in Sud America. Queste sono le aree dove sarà più caldo e umido nella fase fredda (come minimo diversi decenni);

2) Occorre dire agli agricoltori che vivono alle latitudini più elevate (> 40 – da Napoli in su) e che hanno già subito i primi impatti del raffreddamento globale e/o della siccità che le cose andranno di male in peggio nei prossimi decenni. Quel che si coltiva in Scandinavia sarà quel che potrà crescere nell’area alpina;

3) Servono migliori difese contro l’eccesso di precipitazioni a latitudini più basse;

Fortunatamente il Sahara tornerà a rinverdirsi.

POLITICHE ENERGETICHE

Nel Regno Unito il costo dell’energia è aumentato del triplo rispetto al tasso di inflazione.

Il consumatore tedesco ha già oggi le tariffe di elettricità più care d’Europa…Ogni anno più di 300mila famiglie sono private dell’elettricità a causa di bollette non pagate. La Caritas e altre associazioni hanno inventato un termine per definire questo fenomeno, la “precarietà energetica”.

l’anno scorso i produttori tedeschi di energia hanno immesso nell’atmosfera più anidride carbonica dell’anno precedente…oggi i più grandi inquinatori – le vecchie e obsolete centrali a lignite – sono diventate le più redditizie…

http://www.presseurop.eu/it/content/article/4141161-la-bolletta-pesa-sulle-elezioni

Servono centrali al torio e soprattutto serve la cosiddetta “fusione fredda“, entro una generazione, altrimenti molti non se la caveranno.

LGM
Doggerland_MapV11_final

Riscaldamento globale = bene, raffreddamento globale = male

Twitter [non in italiano]

Verso un mondo nuovo su Facebook [in italiano]

Web Caffè Bookique [in italiano]

global-cooling-global-warmingBYG4fefCMAAJZdSNiente male, cara NASA: previsioni ragionevolmente a bersaglio. Da qui in poi si scende e chissà quando il Sole tornerà a farci l’occhiolino

oxford-average-november-sunspot-number-and-march-minimum-temperature-1865-2012Macchie solari contate all’Osservatorio di Greenwich Observatory. Temperature registrate ad Oxford

BYNP-s-CEAE9_C8

Il cambiamento climatico ha fatto più bene che male, finora, ed è probabile che continuerà così per la maggior parte di questo secolo. Questo è il consenso degli esperti. Eppure quasi nessuno sembra saperlo. […]. Ci sono molti probabili effetti del cambiamento climatico: positivi e negativi, economici ed ecologici, umanitari e finanziari. E, se sommati, l’effetto complessivo è positivo e rischia di rimanere tale fino a circa il 2080.

Questa è la conclusione del professor Richard Tol della Sussex University, che ha messo a confronto 14 diversi studi sugli effetti delle future tendenze climatiche.

Per la precisione, il professor Tol ha calcolato che il cambiamento climatico è benefico fino a 2,2˚C di temperatura in più di oggi. Ciò significa circa 3˚C in più rispetto ai livelli pre-industriali, dato che, approssimativamente, si è registrato un aumento dello 0,8˚ C di riscaldamento negli ultimi 150 anni. Le ultime stime di sensibilità climatica suggeriscono che tali temperature non possono essere raggiunte prima della fine del secolo – se ciò mai accadrà. Anche stando alle stime più allarmistiche del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC), i cui rapporti determinano quale sia il consenso scientifico, si ricaverebbero vantaggi netti fino a circa il 2080. In entrambi i casi, si parla di un futuro remoto.

[…]

Potete decidere di non credere agli studi analizzati da Tol. Oppure contestare che il vantaggio è limitato (il che è vero), o che ricade specialmente sui paesi più ricchi (idem), oppure potreste sottolineare che dopo il 2080 il cambiamento climatico cagionerebbe probabilmente un danno netto al mondo (il che può anche essere vero). Si può anche diffidare dei modelli in questione (anche se si sono dimostrati più affidabili rispetto ai modelli di previsione delle temperature).

Ma ciò che non si può fare è negare che questo sia l’attuale consenso. Se si desidera accettare il consenso sui modelli relativi alle temperature globali, allora si dovrebbe accettare il consenso sul beneficio economico.

Nel complesso, il prof Tol stima che il cambiamento climatico nel secolo scorso abbia migliorato le condizioni del genere umano. Di quanto? Si calcola del 1,4 per cento della produzione economica globale, che salgono all’1,5 per cento entro il 2025. Per alcune persone equivale alla differenza tra la sopravvivenza e la fame.

Il bilancio resterà ancora positivo dell’1,2 per cento fino al 2050 e non passerà in area negativa fino a circa il 2080. In breve, i miei figli saranno molto vecchi prima del riscaldamento globale smetta di beneficiare il mondo. Si noti che se il mondo continua a crescere al 3 per cento l’anno…nel 2080 Bangladesh dovrebbe potersi permettere di difendersi dalle inondazioni, come fanno gli olandesi.

I principali vantaggi del riscaldamento globale sono: minor numero di decessi invernali, costi energetici più bassi, migliore resa agricola; una probabile riduzione della siccità (maggiore umidità > maggiori precipitazioni); biodiversità probabilmente accresciuta. È un fatto poco noto che i decessi invernali superano le morti estive non solo in paesi come la Gran Bretagna, ma anche in quelli con estati molto calde, come la Grecia.

Gran Bretagna e Grecia hanno tassi di mortalità che aumentano del 18 per cento ogni inverno. Inverni particolarmente freddi causano un aumento delle insufficienze cardiache di gran lunga superiore rispetto alla crescita dei decessi durante le ondate di calore.

Il freddo, non il caldo, è il più grande assassino. Negli ultimi dieci anni gli inglesi hanno registrato un tasso medio di 29.000 morti in eccesso ogni inverno. La canicola di dieci anni fa ha causato 15.000 morti in Francia e appena 2.000 in Gran Bretagna. Nei dieci anni successivi non vi è stato alcun picco di decessi estivi. Il surplus di decessi invernali colpisce i poveri più dei ricchi per l’ovvia ragione che i primi non possono permettersi il riscaldamento…Il riscaldamento globale ha finora tagliato le bollette del riscaldamento più di quanto abbia fatto salire quelle per il raffreddamento.

Se le temperature riprendessero a salire dopo l’attuale pausa di 17 anni e se l’efficienza energetica delle nostre abitazioni migliorasse, a un certo punto il costo del raffreddamento probabilmente eccederebbe quello del riscaldamento, intorno al 2035.

Il più grande vantaggio dal cambiamento climatico non deriva però dal cambiamento di temperatura, ma dall’anidride carbonica. Il biossido di carbonio non è un inquinante ma la materia prima a partire dalla quale le piante producono carboidrati e, susseguentemente, proteine ​​e grassi . Poiché si tratta di un gas estremamente raro nell’atmosfera – meno dello 0,04 per cento, in media – le piante devono lottare per assorbirne abbastanza. In una giornata assolata e senza vento un campo di mais può succhiare la metà del biossido di carbonio dall’aria. Per questo si pompa anidride carbonica nelle serre per aumentare i tassi di crescita delle piante.

L’aumento dei livelli medi di biossido di carbonio nel secolo scorso, dallo 0,03 per cento allo 0,04 per cento, ha avuto un impatto misurabile sui tassi di crescita delle piante. È responsabile di un cambiamento sorprendente nella quantità di vegetazione sul pianeta. Come ha documentato il dottor Ranga Myneni della Boston University sulla base di tre decenni di dati satellitari, il 31 per cento della superficie vegetazionale globale del pianeta è diventato più verde e solo il 3 per cento è diventato meno verde. Questo si traduce in un 14 per cento di aumento della produttività degli ecosistemi e riguarda tutti i tipi di vegetazione.

Anche il dottor Randall Donohue e i suoi colleghi del dipartimento idrogeologico del Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation australiano hanno analizzato i dati dei satelliti e scoperto che il rinverdimento può essere chiaramente attribuibile in parte all’effetto fertilizzante dell’anidride carbonica. Esso è particolarmente pronunciato in zone aride come la regione africana del Sahel, dove i satelliti mostrano un notevole aumento nel verde a partire dal 1970.

Si sostiene spesso che il riscaldamento globale danneggerà i più poveri del mondo. Ciò che si sente dire raramente è che il declino delle carestie nel Sahel degli ultimi anni è in parte dovuto all’aumento delle precipitazioni causate dal moderato riscaldamento e in parte alla crescita dell’anidride carbonica: più verde c’è, più le capre possono mangiare senza affamare le gazzelle, cosicché interi ecosistemi ci hanno guadagnato.

Anche gli orsi polari se la stanno cavando molto bene, anche se questo è soprattutto a causa della cessazione della caccia. Tuttavia vale la pena notare che i tre anni con il più basso numero di cuccioli sopravvissuti nella Baia di Hudson occidentale (1974, 1984 e 1992) sono stati anni in cui il ghiaccio del mare era troppo spesso perché le foche potessero apparire in buon numero in primavera. Gli orsi hanno bisogno di ghiaccio rotto per potersi cibare.

Va bene, ma allora che dire di tutte le calamità atmosferiche causate dal cambiamento climatico? Fantomatiche, finora. L’ultimo rapporto IPCC è ammirevole per la franchezza con cui lo ammette…[si veda in fondo, NdT]

La questione è che saremo in grado di trarre benefici e anche di mitigare i danni, grazie all’adattamento. Per esempio gli esperti oggi concordano sul fatto che la malaria continuerà il suo rapido declino in tutto il mondo qualunque sia il clima degli anni a venire.

[…].

Ma perché la cosa dovrebbe essere importante se tra 70 anni le cose prenderanno comunque una brutta piega [se le temperature dovessero riprendere a salire dopo lo iato di 17 anni, NdT]?

La ragione è semplice: perché le politiche climatiche sono già molto nocive.

Costruire turbine eoliche, far crescere biocarburanti e bruciare legna al posto del carbone nelle centrali elettriche – tutte politiche volte esplicitamente alla lotta al cambiamento climatico – hanno avuto effetti trascurabili sulle emissioni di anidride carbonica. Ma hanno avuto un impatto sulle tasche di milioni di cittadini, hanno reso meno competitive le industrie, fatto salire i prezzi degli alimentari, accelerato la distruzione delle foreste, ucciso rari rapaci e diviso le comunità, per citare solo alcuni degli effetti.

Goklany stima che globalmente circa 200.000 persone muoiono ogni anno perché stiamo convertendo il 5 per cento del raccolto mondiale di grano in carburante invece di sfamare la gente. Nel Regno Unito 65 persone al giorno muoiono perché non possono permettersi di riscaldare le loro case adeguatamente, secondo Christine Liddell, dell’Università di Ulster, ma il governo sta progettando di raddoppiare il costo dell’energia elettrica per i consumatori entro il 2030.

Come ha fatto notare Bjorn Lomborg, l’Unione Europea dovrà pagare ogni anno 200 miliardi di euro per le sue politiche climatiche dei prossimi 87 anni. La Gran Bretagna dovrà sborsare 2125 miliardi di euro nel corso di questo secolo. E tutto questo nella speranza di arrivare ad abbassare la temperatura dell’aria di circa 0,005˚C.

Quindi stiamo causando danni reali nel presente per impedire un cambiamento che produrrà benefici netti per altri 70 anni. È come farsi una radioterapia perché ci si sente troppo bene.

Io non condivido la certezza di tanti ambientalisti che il gioco valga la candela. Forse sì, ma forse anche no.

http://www.spectator.co.uk/features/9057151/carry-on-warming/

article-2485612-1927936900000578-580_634x534

16AA1D7E4CB9885AE710254D12685_h316_w628_m5_cedgqUlJr

Il rapporto numero 5 dell’IPCC, dichiara, al capitolo 2, che inondazioni, siccità, cicloni tropicali ed extratropicali ed uragani NON si sono intensificati negli ultimi 100 anni. La crescita del livello degli oceani NON ha subito alcuna accelerazione (11,1 millimetri tra il 1992 e il 2012).

http://www.climatechange2013.org/images/uploads/WGIAR5_WGI-12Doc2b_FinalDraft_Chapter02.pdf

“No best estimate for equilibrium climate sensitivity can now be given because of a lack of agreement on values across assessed lines of evidence and studies” (IPCC AR5);

“Generally low confidence that there have been discernible changes over the observed record on lack of trends in extremes, exceptions are trends seen in temperature extremes and regional precipitation (but not floods)” (IPCC AR5);

“Unlike in AR4, it is assessed here…there is low confidence of regional changes in the intensity of extreme extratropical cyclones” (IPCC AR5);

“Low confidence that any reported long term increases in tropical cyclone activity are robust” (IPCC AR5);

“Current datasets indicate no significant observed trends in global tropical cyclone frequency” (IPCC AR5);

“The current assessment does not support the AR4 conclusions regarding global increasing trends in droughts” (IPCC AR5);

“Low confidence regarding the sign of trend in the magnitude and/or frequency of floods on a global scale” – “there is currently no clear and widespread evidence for observed changes in flooding” (IPCC AR5);

“No long-term acceleration of sea level has been identified using 20th-century data alone” (IPCC 2007);

“It is likely that GMSL (Global Mean Sea Level) rose between 1920 and 1950 at a rate comparable to that observed between 1993 and 2010” (IPCC AR5);

 “il report dell’IPCC appena pubblicato ha in effetti messo la parola fine al collegamento tra gli eventi estremi e i cambiamenti climatici

http://www.climatemonitor.it/?p=33854#more-33854

Le politiche energetiche della Merkel uccideranno meno tedeschi di Hitler

Twitter [non in italiano]

Facebook [in italiano]

gw_frankenstein

Sea_Ice_Extent_prev_LNODC NorthAtlanticOceanicHeatContent0-700mSince1955 With37monthRunningAverageNODC NorthAtlanticOceanicHeatContent0-700mSince1979 With37monthRunningAverageL’Atlantico settentrionale si sta raffreddando, come nel film “L’Alba del giorno dopo”
e l’Istituto Max Planck per la Meteorologia prevede un calo di 0,5°C entro il 2016

http://www.fona.de/mediathek/pdf/Perspektive_Erde_2013_09_low.pdf

La nostra ipotesi di un avvio verso un periodo freddo trova conferma da altri enti di ricerca europei e nonSupponendo che tale intensa attività solare abbia raggiunto il culmine, potremmo ipotizzare allora una prima fase in cui anche la temperatura del Pianeta permarrebbe anch’essa quasi stazionaria per il medesimo tempo. Seguirebbe poi una seconda fase nella quale, diminuendo il numero delle macchie solari, anche la temperatura scenderebbe, dando così il via ad una inversione di tendenza con conseguente avvio verso una piccola era glaciale
Colonnello Paolo Ernani, aeronautica militare
http://www.meteoweb.eu/2013/09/clima-il-col-ernani-ribadisce-la-terra-si-sta-raffreddando-in-italia-il-2013-e-lanno-piu-freddo-degli-ultimi-17/228210/

Svegliarsi con la neve a metà ottobre. Anticipo d’inverno in Alto Adige con neve fino a 800 metri. Nevica al Brennero, dove il traffico per il momento è comunque scorrevole. Sono invece chiusi per motivi di sicurezza i passi Giovo, Pennes, Rombo e Stelvio, come anche la val Senales. È attualmente anche bloccata la statale del Brennero (SS12) a Salorno per caduta sassi. Si segnalano disagi sulle strade ma anche sulle linea ferroviarie nel Tirolo austriaco. La Val Senales in Alto Adige è completamente isolata. La neve caduta la scorsa notte ha costretto la chiusura per motivi di sicurezza di tutta la strada provinciale 3. Non funzionano i telefoni fissi e i cellulari. Ecco alcune foto dei nostri lettori
http://altoadige.gelocal.it/foto-e-video/2013/10/11/fotogalleria/svegliarsi-con-la-neve-a-meta-ottobre-alto-adige-le-foto-dei-lettori-1.7904103?p=1

I meteorologi tedeschi confermano: fenomeno assolutamente inconsueto. Parlano di “inverno precoce“: Winter schlägt ungewöhnlich früh und heftig zu “Gestern Abend gegen 18 Uhr begann es dann sogar in der bayerischen Landeshauptstadt München zu schneien. Viele Meteorologen-Kollegen hatten das im Vorfeld noch als unwahrscheinlich erachtet”, sagte Wetterexperte Dominik Jung und führte aus: “Dieses Jahr hat der Winter ungewöhnlich früh und ungewöhnlich heftig zugeschlagen. Südlich von München konnte sich teilweise eine über 20 Zentimeter hohe Schneedecke bilden.”
http://www.welt.de/vermischtes/article120819411/Wintereinbruch-stuerzt-Teile-Deutschlands-ins-Chaos.html

erdling3temperature globali GISS

erdling4E’ tutta colpa dell’Eurasia: siamo noi che stiamo abbassando le medie

Germany-temperature-trend-Josef-Kowatsch

RTEmagicC_Abbildung_11_txdam7180_8c7654.jpg

Le temperature europee declinano, il settore energetico è nel caos – in Gran Bretagna il costo dell’energia aumenterà del triplo rispetto al tasso di inflazione (!) – la disoccupazione aumenta, il tasso di mortalità nei prossimi inverni sarà presumibilmente allarmante

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/08/15/dovremo-far-fronte-a-questo-tasso-di-mortalita-nei-prossimi-inverni/

Il consumatore tedesco ha già oggi le tariffe di elettricità più care d’EuropaOgni anno più di 300mila famiglie sono private dell’elettricità a causa di bollette non pagate. La Caritas e altre associazioni hanno inventato un termine per definire questo fenomeno, la “precarietà energetica”.

Per la società tedesca i costi hanno da tempo raggiunto dei livelli incredibili, paragonabili solo a quelli associati al salvataggio dell’euro. …in caso di assenza di vento o di oscurità, la produzione elettrica è troppo bassa. In questo caso bisogna rimettere in funzione le vecchie centrali a gasolio e a carbone per rimediare alla mancanza di corrente. Il risultato è che l’anno scorso i produttori tedeschi di energia hanno immesso nell’atmosfera più anidride carbonica dell’anno precedente…oggi i più grandi inquinatori – le vecchie e obsolete centrali a lignite – sono diventate le più redditizie… Inoltre lo stato libera questi imprenditori da qualunque rischio in materia di responsabilità giuridica. Se un progetto non dovesse funzionare saranno i consumatori a pagarne le conseguenze.

http://www.presseurop.eu/it/content/article/4141161-la-bolletta-pesa-sulle-elezioni

LA SVOLTA ENERGETICA TEDESCA È FALLITA

”Energiewende”, la svolta energetica, che però non sta andando come previsto, bensì prelude a un fallimento di notevole portata. La Frankfurter Allgemeine Zeitung spiega perché…Per sostituire del tutto l’energia nucleare lo Stato tedesco ha deciso che la quota di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili deve corrispondere al 35% del consumo lordo entro il 2020 e dell’80% entro il 2050 e questo è il minimo che i Land tedeschi hanno in programma di fare…l’esperienza della Renania-Palatinato negli anni scorsi: nonostante il Land avesse potenziato gli impianti per l’energia eolica del 14% l’immissione di energia è diminuita, per il semplice motivo che il vento ha soffiato molto meno rispetto agli anni precedentitutti i Länder fanno i conti basandosi su un consumo energetico decrescente, che si è sì verificato negli ultimi anni, ma perché? Semplice: per via della crisi economica. Come il consumo dovrebbe diminuire del 10% entro il 2020 (e poi di nuovo del 25% entro il 2050), a quanto prevede il governo, è ancora oscuro e di ciò è sintomatico il continuo passaggio della ”patata bollente” della ristrutturazione degli impianti tra Stato e Ländern che va avanti da mesi…Già adesso si è formato un collo di bottiglia nella svolta energetica tedesca, che obbliga il paese a fare affidamento sulle reti polacche e ceche [che si affidano al nucleare, NdR] per far arrivare la corrente a sud…Il colpo più duro per la svolta energetica è arrivato all’inizio dell’anno da parte dell’azienda pubblica olandese Tennet che gestisce la rete dell’energia elettrica, azienda senza la quale non funzionerebbe niente sulle coste tedesche, che ha fatto sapere che non ha abbastanza soldi per l’allaccio del parco eolico offshore (da 15 miliardi di euro) nel mare del Nord.

http://www.giornalettismo.com/archives/214071/svolta-energetica-tedesca-e-fallita/

La crisi del settore delle energie rinnovabili miete un’altra vittima in Germania. Il gruppo attivo nelle componenti per il fotovoltaico Conergy ha presentato istanza di fallimento, mettendo a rischio circa 800 posti di lavoro. Un tempo numero uno del fotovoltaico in Europa, Conergy ha impiegato gli ultimi mesi nel tentativo di rinegoziare il debito e trovare nuovi capitali. Ma il tentativo è fallito e due controllate sono risultate insolventi.

http://it.reuters.com/article/idITL5N0FB28N20130705

Chi ha ottenuto risultati tanto mediocri con così tanti soldi spesi nella risoluzione del “problema” CO2 dovrà vedersela con crescenti resistenze, dal momento che il finanziamento di altri settori vitali della società ne sarà negativamente influenzato. E c’è una forza naturale che i serristi apocalittici sembrano non aver considerato: la reazione esplosiva delle masse che sentono di essere state abbandonate dai loro leader. Per comprendere questa lezione, basta pensare alla Bastiglia in Francia o ai molti palazzi vuoti in Austria, Russia, Italia, Grecia e così via.

Mentre l’IPCC e alcune figure politiche chiave come la Merkel e Obama stanno saldamente proseguendo per la loro strada, gli investitori più accorti hanno già iniziato a reagire e stanno abbandonando la nave. Il gigantesco progetto Desertec per la produzione di energia solare per l’Europa nel deserto del Sahara è virtualmente sepolto nella sabbia. La Spagna sta drasticamente tagliando i sussidi alle rinnovabili. Il settore tedesco dell’energia solare è in caduta libera, con nomi importanti come la Siemens e la Bosh che chiudono baracca e burattini. L’energia eolica sembra più solida, ma anche il leader del mercato, la danese Vestas, sta affrontando forti venti contrari. Infine, ma non meno importante, alcuni governi come quello ceco e quello australiano stanno gettando la spugna. Non appena questo trend avrà acquistato una sufficiente inerzia, si assisterà all’emersione di una nuova generazione di scienziati, con i loro bei grafici colorati e computerizzati che dimostrano oltre ogni ragionevole dubbio che la CO2 fa bene alla crescita delle piante e quindi serve per nutrire la popolazione.

http://wattsupwiththat.com/2013/10/05/crash-boom-bang/

Il bluff dell’IPCC, il mago di Oz, l’Uomo di Piltdown e quel dilettante di Hitler

Twitter [non in italiano]

Facebook [in italiano]

9901388494_2c3cce91d3_bBBC 10 O’Clock News, 23 Settembre 2013

La politica climatica ha bisogno dell’elemento della paura. In caso contrario, nessun politico avrebbe preso sul serio questo argomento.

Hermann Ott, Verdi tedeschi, Spiegel Online, 23 settembre 2013

Mi preoccuperei seriamente se la temperatura continuasse a non crescere per altri 5 anni. Dovremmo davvero mettere in discussione i nostri modelli climatici. Ma non mi aspetto un raffreddamento globale

[Ich würde nervös, wenn diese Phase noch länger als fünf Jahre andauern würde. Dann müssten wir wirklich unsere Modelle in Frage stellen. Eine Abkühlung erwarte ich aber auch nicht].

Hans von Storch, 19 settembre 2013

http://www.spektrum.de/alias/klimaforschung/nur-die-temperaturen-pausieren/1207873

Abbiamo solo dieci anni per salvare la terra. Se non si arresta la crescita delle temperature si rischia la sesta estinzione di massa sul pianeta.
http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-feb4cc6a-39b7-47cd-90bd-78c961ab4abd.html

Quanta disperazione in questo appello. L’escalation retorica di chi è disperato. Servirà solo a renderli sempre meno credibili. Di contro, noi scettici adesso potremo essere bollati non come semplici genocidi o democidi, ma addirittura come specicidi seriali, se non pianeticidi. Hitler vai a nasconderti!
Io penso invece che la sesta estinzione riguarderà solo i serristi.

Quest’anno è stato disastroso per i serristi:

  1. i ghiacci di entrambi i poli sono in espansione, con l’Antartide che ha battuto ogni record;
  2. le temperature globali non salgono da oltre 15 anni (dopo il 2017 sarà statisticamente decisivo);
  3. dal 2002 in poi si è verificato un raffreddamento globale (se questo trend si aggrava, non servirà attendere il 2017);
  4. il numero di orsi polari è stabile o in aumento;
  5. gli incendi sono stati decisamente sotto media;
  6. l’aumento del livello degli oceani è minimo e costante, quando invece doveva subire una netta accelerazione;
  7. non si sono mai visti così pochi tornado e uragani;

Fallimento su tutta la linea e oramai il massimo solare è superato.
Cosa potranno inventarsi? Se la vedranno brutta, molto brutta.

Cartoon_Global_Warming_Murder
Sarebbe bastato moderare i toni, ammettere che i modelli erano sbagliati, che c’era stata una ingiustificata drammatizzazione, che la variabilità naturale è comunque una componente importante, ecc.
Invece no, hanno puntato tutto su carte davvero molto deboli, stanno bluffando e il prossimo anno andremo a vedere cos’hanno in mano. Sarà un bagno di sangue quasi imbarazzante.

È bene che l’IPCC resti fedele alla linea: la sua caduta sarà ancor più fragorosa e si tramuterà in una salutare sberla per l’opinione pubblica internazionale e soprattutto per il mondo scientifico, che potrà tornare a fare scienza come si deve. Chi ama la scienza deve dunque compiacersi dell’autolesionistica e del tutto immotivata rigidità dimostrata da questo comitato presieduto da un economista.

6-caricature-bufala-300
L’AGW sarà il nuovo Piltdown:
La beffa dell’Uomo di Piltdown è conosciuta come la più grande truffa archeologica della storia, e ha particolare rilievo per due motivi: la focalizzazione dell’attenzione sugli studi dell’evoluzione umana e il fatto che siano passati ben quarantun anni dalla presentazione della scoperta al definitivo riconoscimento della sua natura di falso.
http://it.wikipedia.org/wiki/Uomo_di_Piltdown
http://www.nhm.ac.uk/nature-online/science-of-natural-history/the-scientific-process/piltdown-man-hoax/index.html

vignetta-300x214

Un ceffone salutare è l’unica maniera per convincere i politici a prendere delle contromisure prima che la produzione agricola del Canada e della Russia sia compromessa e il mondo debba fronteggiare una carestia. Bisogna convertire al più presto i campi di biocombustibili in campi che sfamino milioni di persone. Serve una riconversione produttiva globale.

MSU UAH ArcticAndAntarctic MonthlyTempSince1979 With37monthRunningAverage

screenhunter_852_sep_23_13_46icecover_current_newSea_Ice_Extent_prev_L

Il “povero, infragilito, frantumato” artico se la cava molto bene anche nella risalita e ha già acciuffato il 2005!!

Rapporto IPCC del 1990 – “L’aumento di temperature osservato in questo secolo potrebbe essere dovuto in gran parte … alla variabilità naturale”

Rapporto del 1996 – “l’evidenza suggerisce che vi sia un’influenza umana sul cambiamento climatico”

NOTA BENE: dal 1998 in poi la CO2 aumenta speditamente, mentre le temperature smettono di aumentare

Rapporto del 2001 – “Ci sono nuove e solide prove che dimostrano che la maggior parte del riscaldamento osservato negli ultimi 50 anni è attribuibile alle attività umane”

Rapporto del 2007 – “La maggior parte dell’aumento osservato nella temperatura media globale dalla metà del XX secolo è al 90% dovuta all’aumento osservato delle concentrazioni di gas serra di origine antropica”.

Rapporto del 2013 – “La responsabilità dei cambiamenti climatici è al 95% dell’uomo”.

image-548145-galleryV9-vzff

image-548139-galleryV9-cuui

Un terzo dei tedeschi non si sente di considerare plausibili le previsioni sul riscaldamento globale. Il 60% non teme più le conseguenze del riscaldamento globale

screen-shot-2013-09-23-at-10-41-45-am

“Matthew Penn dal National Solar Observatory sostiene che il ciclo delle macchie solari potrebbe scomparire del tutto nei prossimi 10 anni. Che cosa significherebbe per i prossimi inverni? Studi condotti da diversi scienziati mostrano che la bassa attività solare può effettivamente essere collegata a inverni rigidi negli Stati Uniti e nell’Europa settentrionale“.
http://www.abc2news.com/dpp/weather/weather_blogs/historic-low-sun-activity-to-impact-winter-temperatures

null_zps4cefc7bc-7 gradi di raffreddamento in Germania se sarà un Minimo di Maunder (= 2-3 gradi C in meno a livello globale, ossia molto vicino all’innesco di una glaciazione); -5 nel Nord Italia (es. Helsinki); -3 nel Sud Italia (che non è minimamente preparato a quel tipo di clima: gli Italiani del Sud dovrebbero cominciare ad isolare le loro abitazioni. Sono ancora in tempo. Statisticamente, dovremmo già essere nella fase finale dell’interglaciale.

IPCC mette le mani avanti: il clima britannico potrebbe raffreddarsi nei prossimi decenni a causa del rallentamento della Corrente del Golfo [= ogni successivo inverno sarà sempre più traumatizzante per gli anglo-irlandesi e non possono più nasconderlo]
http://www.telegraph.co.uk/earth/environment/climatechange/10337064/IPCC-report-Britain-could-cool-if-Gulf-Stream-slows.html

Lo sapevamo già: “In Gran Bretagna sembra che il clima si stia trasformando con una velocità impressionante: non si hanno elementi ancora sufficienti per sostenere una tesi così importante, ma di certo negli ultimi 4 anni c’è stata una sterzata improvvisa dell’andamento degli inverni rispetto ai decenni precedenti. L’inverno 2009-2010 nel Regno Unito è stato il terzo più freddo da oltre 50 anni, più di quello del 1985, mentre si è rivelato essere in assoluto il più nevoso degli ultimi 30 anni. Poi è venuto dicembre 2010, che è stato il più freddo del secolo, anche se il resto di quella stagione invernale è andato in controtendenza. Periodi invernali importanti non sono certo mancati nemmeno nel 2011/2012 e tanto meno in quest’inverno, che nelle ultime settimane ha visto fasi fredde e nevose di durata piuttosto insolita rispetto al normale clima britannico. Per ritrovare inverni più gelidi di quello 2009-2010, bisogna tornare indietro all’inverno 1978-1979
http://www.meteogiornale.it/notizia/26242-1-inverni-sempre-piu-rigidi-e-nevosi-regno-unito

Potrebbe essere il Nord America, quest’anno, a subire il peggio, oppure potrebbe andare come nell’inverno del 1978-1979, che fu devastante su entrambe le sponde dell’Atlantico
http://wildweather.your-talk.com/t32-inverno-1978-1979-germania-del-nord-in-ginocchio

comparison-2001-start

Il nascente ghiacciaio del Pollino e la stalinizzazione della climatologia da parte dei governi NATO

Twitter

Facebook

 

Grazie ai mesi di maggio e giugno particolarmente freddi e ancora nevosi in quota, quest’estate il ritiro dei ghiacciai valdostani si è arrestato e si registra ancora oggi un buon innevamento. Lo segnala Fondazione Montagna Sicura portando l’esempio del ghiacciaio del Toula (Monte Bianco), oggetto di monitoraggio, che il 25 luglio 2013 era innevato a circa 2.500 metri di altitudine (spessore tre metri) mentre lo stesso giorno del 2012 la neve si trovava sopra 2.900 metri (spessore due metri).

http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/valledaosta/2013/09/02/Estate-fresca-bene-ghiacciai-Vda_9233374.html

HolHadsconvenienti verità che in un mondo di cittadini informati farebbero crollare il baraccone serrista nel giro di un minuto

GISP2_50kyasconvenienti verità che in un mondo di cittadini informati farebbero crollare il baraccone serrista nel giro di un minuto

Arctic-climate IPCCCome l’artico doveva/dovrebbe essere tra il 2013 e il 2020, secondo i serristi

MSU RSS ArcticAndAntarctic MonthlyTempSince1979 With37monthRunningAverageI serristi fanno bene a preoccuparsi – i testimoni di Geova devono continuare a posticipare il Giorno del Giudizio e chi li prende sul serio?

NSIDC_Minimums_since_2006la più grande estensione di ghiacci artici dal 2006

post-558-0-18942400-1379794344più esteso, più spesso: righiacciamento più rapido

Documenti trapelati e visionati dalla Associated Press hanno rivelato le profonde preoccupazioni tra i politici per l’assenza di riscaldamento globale nel corso degli ultimi anni. La Germania [NATO] ha chiesto che i riferimenti al rallentamento della fase di riscaldamento siano cancellati, sostenendo che un arco di tempo di soli 10 o 15 anni è ‘ingannevole’ e ​​ci si dovrebbe concentrare su decenni o secoli [In questo caso, per coerenza, non si potrebbe neppure ancora parlare di riscaldamento globale – due pesi, due misure].

L’Ungheria [NATO] è preoccupata che la relazione del Gruppo intergovernativo di esperti delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico potrebbe fornire munizioni per i negazionisti del cambiamento climatico di origine antropica [Ci puoi contare, e il governo ungherese ha la credibilità di una vongola ubriaca].

Il Belgio [NATO] contesta l’uso del 1998 come anno di partenza per le statistiche, dato che è stato eccezionalmente caldo e suggerisce di utilizzare 1999 o il 2000, per ottenere una curva più rivolta verso l’alto [Non va bene il picco di caldo, ma va bene il picco di freddo immediatamente successivo, se serve a far impennare le curve – è scienza, questa? Oppure è una frode?]

La delegazione degli Stati Uniti [NATO] ha sollecitato gli autori del rapporto a dar conto della mancanza di riscaldamento utilizzando l’ipotesi principale, quella secondo cui il riscaldamento è in calo perché più calore viene assorbito dagli oceani, che si sono riscaldati [Perché solo ora? Perché il caldo, che per natura tende verso l’alto, se ne resta in basso per 15-17 anni? Perché solo a certe profondità? Perché l’oceano antartico continua a raffreddarsi? Perché il calore “rapito” dovrebbe rispuntar fuori in futuro?]

http://www.dailymail.co.uk/news/article-2425775/Climate-scientists-told-cover-fact-Earths-temperature-risen-15-years.html

Ognuno è libero di sparare le fesserie che crede, ma se lo fa argomentando o, peggio, vaneggiando di meteorologia, glaciologia e climatologia e sventola al contempo il suo dottorato (pure in corso d’opera), i suoi vaneggiamenti diventano una carta d’identità. Prevedere lo scioglimento completo del ghiaccio marino artico a marzo e ritrovarsi con un 60% in più dell’anno prima in settembre non mi sembra dia grosse garanzie di affidabilità, né tecnica, né deontologica. In pratica si dichiara apertamente di non sapere di cosa si parla nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore invece lo si sa, e, straparlando, si prende apertamente per i fondelli chi legge. E le anime belle del Sierra club si spellano le mani a furia di applausi, smettendo solo ogni tanto per stracciarsi le vesti per il disastro che ci attende. Questi sono gli scienziati del clima del futuro. Questo, infine, è il livello di conoscenza scientifica dell’argomento di quanti, secondo chi da le patenti di climatologo, sarebbero titolati a parlare. Auguri.

Guido Guidi sull’assurda previsione che l’artico sarebbe restato privo di ghiaccio nel 2013

http://www.climatemonitor.it/?p=33699

29244_1_2

POLLINO ALLA RIBALTA – Abbiamo già avuto modo d’evidenziare la notizia del nevaio ad inizio settembre, che ha certamente destato non poco scalpore, dato che stiamo parlando del cuore dell’Appennino Meridionale, fra la Lucania e la Calabria: questo residuo di neve continua ancora a resistere nonostante vada avanti l’inevitabile fusione. Le due nuove immagini che seguono mostrano quella che era la situazione di qualche giorno fa, per l’esattezza il 14 settembre 2013. Il nevaio sembra avere ancora una buona riserva per rimanere vivo a lungo, anche se molto dipenderà dalle condizioni meteorologiche dei prossimi giorni e settimane. Al momento è ancora troppo prematuro stabilire se il nevaio riuscirà addirittura a resistere fino a quelle che saranno le prime nevicate stagionali, attese nella seconda parte dell’autunno.

EVENTO STORICO – Mai era accaduto in tempi recenti che questo nevaio, monitorato da diversi anni, superasse praticamente indenne tutta la stagione estiva: a contribuire a questo straordinario evento sono state certamente le nevicate molto abbondanti in quota nel periodo fra gli scorsi inverno e primavera, tanto da accumulare un ingentissimo quantitativo di neve all’interno di questa dolina posta sul versante sud del massiccio montuoso a 2200 metri di quota: il tutto si trova incastonato su un terreno dalla particolare conformazione topografica favorevole al mantenimento del nevaio, nonostante l’esposizione a sud. All’inizio dell’estate infatti il nevaio aveva addirittura ben 10 metri di spessore, che gli hanno consentito di resistere per tutta la stagione estiva senza fondersi del tutto. Attualmente lo spessore del nevaio è di circa 1 metro o poco meno.

http://www.meteogiornale.it/notizia/29244-1-nevaio-record-pollino-nuove-spettacolari-immagini

image63ghiaccio antartico in stabile espansione

 (in contrasto con modelli serristi)

13-southerntemperature oceano antartico: in verde le previsioni dei modelli serristi. In rosso la realtà

 29195_1_1http://www.meteogiornale.it/notizia/29195-1-piccola-crisi-global-warming-in-diminuzione

Meteorologi di tutto il mondo prevedono un altro inverno molto freddo in Europa, sarebbe il 6° di fila!

http://www.meteoweb.eu/2013/09/meteorologi-di-tutto-il-mondo-prevedono-un-altro-inverno-molto-freddo-in-europa-sarebbe-il-6-di-fila/226256/ 

Clima: il global warming è molto più lento del previsto, calcoli dell’IPCC completamente sballati

http://www.meteoweb.eu/2013/09/clima-il-global-warming-e-molto-piu-lento-del-previsto-calcoli-dellipcc-completamente-sballati/227032/

Vanno a studiare gli effetti del global warming, rimangono bloccati per gelo e ghiaccio da record!

http://www.meteoweb.eu/2013/09/vanno-a-studiare-gli-effetti-del-global-warming-rimangono-bloccati-per-gelo-e-ghiaccio-da-record/225288/

icecover_current_newChi vi dice che l’exploit dell’artico di quest’anno è di importanza relativa è un fesso o cerca di ingannarvi: ha battuto tutti gli anni dal 2006 in poi, non solo il miserrimo 2012

“Ultimamente si è molto sentito parlare di estremi termici, e di raffreddamento globale. I dati delle temperature globali, come HadCrut 4, mostrano che il riscaldamento è svanito di colpo.

Analizzando i dati dell’ultima decade, una cosa è chiara: le temperature globali hanno mostrato numerosi segnali di raffreddamento più che riscaldamento.

Ne stiamo già percependo gli effetti. I dati HadCrut mostrano che il raffreddamento sta guadagnando terreno, mentre il riscaldamento è ormai iscritto nei libri di storia, deceduto ormai circa 15 anni fa.

Ci sono moltissimi segni che il pianeta si sta raffreddando:

- L’Artico ha guadagnato terreno: 60% in più di estensione dei ghiacciai, il valore più alto dal 2006;

- L’Europa Centrale ha vissuto ben cinque inverni più freddi rispetto alla norma, un record, e le previsioni per l’inverno alle porte lo qualificano già come il sesto di fila;

-  I dati dell’Express britannico riportano che la Terra si sta raffreddando e lo rimarca il Daily Mail, in un articolo dettagliato ed avvalorato da fonti autorevoli;

- Il Telegraph britannico ha riportato recentemente un trend di raffreddamento, citando lo scienziato climatico prof. Anastasios Tsonis della University of Wisconsin: “Stiamo già vivendo un trend freddo, che credo continuerà almeno per i prossimi 15 anni. Non c’è dubbio che il riscaldamento degli anni ’80 e ’90 si sia fermato.”

- Infine, i dati CET (Central England Temperature) del Met Office britannico: Le temperature annuali complessive mostrano una diminuzione di quasi un grado Celsius negli ultimi 13 anni.”

http://www.meteoweb.eu/2013/09/cambiamenti-climatici-gli-ultimi-dati-sono-inequivocabili-il-pianeta-si-sta-raffreddando/226261/

ssmi1_ice_area

Luca Mercalli (LM) contro un glacialista (Attività Solare – AS)

Domanda: E’ vero che il clima italiano si sta tropicalizzando?

Risposta L.M.: “Tropicalizzare è un termine poco adatto, fa schiamazzo mediatico ma non è adeguato scientificamente. Il clima terreste si sta riscaldando, moderatamente ai tropici, molto velocemente soprattutto sul Mar Glaciale Artico. Questo comporta che in media tutte le stagioni diventano ovunque
più calde (in Italia il CNR-ISAC di Bologna ha valutato in circa 1,5 C l’aumento termico nel corso degli ultimi due secoli), e che le ondate di calore anomale si fanno più frequenti e prolungate (come nel caso eccezionale del 2003). I ghiacciai alpini, che arretrano in modo accelerato negli ultimi trent’anni e le acque del Mediterraneo che si riscaldano ospitando specie ittiche aliene, sono due indicatori italici di una tendenza globale. Tuttavia esistono fluttuazioni locali, il fenomeno non si giudica su una sola stagione un po’ più fresca o più calda del solito o in un solo luogo, ma va osservato sul lungo periodo e a livello planetario. Non per niente si chiama ‘riscaldamento globale’!”.

Risposta A.S.: “Assolutamente no. Il mar Mediterraneo è un mare chiuso, con un limitatissimo scambio di acqua con gli oceani. Il risultato è una nota tendenza al riscaldamento all’aumento della salinità. L’eccessivo sfruttamento dovuto alla pesca perpetrato sia dalle nazioni che vi si affacciano, ma anche da altre nazioni europee e di varie parti del mondo, ha portato ad una riduzione del pesce autoctono favorendo l’arrivo e la proliferazione di pesce e molluschi che prima non trovavano il loro spazio vitale (vedi meduse). L’Italia è comunque una nazione per 3/4 immersa in questo mare, pertanto risente fortemente degli influssi “caldi” che vi si generano. Il clima terrestre si sta raffreddando già dal 1998 e in futuro diventerà inevitabilmente sempre più freddo. Ovunque, anche in Italia. Di esempi ne abbiamo tanti… come il Polo Nord, nel quale quest’anno c’è stata una chiara inversione di tendenza con un recupero dei ghiacci marini da record. Oppure il Sud America, dove ci sono state abbondanti nevicate. Oppure ancora gli stati del Sud degli USA, dove vi è una TOTALE assenza di Uragani… fatto dovuto alla limitata quantità di calore disponibile nel Golfo del Messico“.

Domanda: Quali riflessi ha sulla natura e su di noi?

Risposta L.M.: “La temperatura terrestre è attualmente la più calda che si conosca da circa 5000 anni, dato ottenuto dalla ricostruzione dei paleoclimi attraverso resti fossili e dati geochimici e glaciologici. Secondo gli scenari dei modelli matematici di simulazione dell’atmosfera, verso la fine di questo secolo si attende un ulteriore aumento tra 3 e 5 gradi, a seconda dei provvedimenti più o meno efficaci che la società globale vorrà assumersi. Quindi le conseguenze saranno comunque importanti, sia per l’ecosistema (migrazione/estinzione di specie vegetali e animali, maggior rischio di incendi forestali), sia per l’uomo (influenza sulla produzione alimentare, sulla salute per diffusione di malattie da insetti vettori da clima caldo, stress termico su popolazione anziana, danni da fenomeni estremi come tornado, uragani e piogge alluvionali, aumento del livello dei mari per la fusione dei ghiacci e pericolo per le città costiere)”.

Risposta A.S.: “La temperatura del pianeta segue un andamento ciclico ben preciso… dettato in primo luogo dall’attività solare e in secondo luogo dalla geometria dell’orbita terrestre intorno al Sole. Attualmente il trend è discendente. Dal 1998 al 2006 circa la temperatura si è mantenuta più o meno costante. Poi è iniziata la discesa. Prima lenta… poi via via più veloce. Rispetto al 1888 la temperatura risulta di 1°C circa più alto, ma rispetto al 1998 siamo scesi di 0.2°C circa… per lo più negli ultimi 3 anni. Gli studi paleoclimatici dimostrano che la temperatura media del pianeta non è mai salita oltre un “record” precedente. Da alcuni milioni di anni fa in poi, quando la temperatura media era superiore ai 30°C, la temperatura è scesa. E lo fa con cicli ben preci. Quelli caldi durano mediamente 12500 anni circa, quelli freddi circa 120.000. Tra un ciclo e l’altro c’è un periodo di transizione durante i quali le temperature oscillano violentemente e durante i quali si verificano anche molte delle estinzioni di massa. Tali periodi durano comunque 10.000 anni.
Le variazioni di temperatura media comportano comunque ripercussioni importanti sulla società umana.

Una diminuzione della temperatura comporta un aumento del consumo di energia, sia elettrica che termica (Petrolio e gas naturale). Ma anche e soprattutto una forte riduzione della capacità produttiva agricola. Gli ultimi 2 anni sono stati segnati da evidenti problemi al comparto agricolo…. prima per le abbondanti nevicate (2012) e poi per la ridotta durata della stagione “calda” (2013) che ha ritardato numerosi raccolti e impedito la maturazione di altri“.

Domanda: E’ vero che c’è un tappo di C02 che non permette il passaggio dell’aria e a cosa sarebbe dovuto?

Risposta L.M.: “Non si tratta di passaggio di aria né di tappi! L’anidride carbonica (CO2) è un gas presente in atmosfera in piccola quantità che ha tuttavia la caratteristica di assorbire e trattenere una parte del calore terrestre ricevuto da sole. E’ dunque un regolatore della temperatura del pianeta, più che un tappo immaginiamola come una invisibile coperta chimica. Se ce n’è poca fa freddo e subentrano le glaciazioni, se ce n’è molta fa via via più caldo. Due secoli fa, all’inizio della rivoluzione industriale, avevamo in atmosfera 280 parti per milione di CO2, oggi, per via della combustione di carbone, petrolio e gas, siamo a 400 ppm, il valore più elevato da ben 3 milioni di anni. In quelle condizioni remote tanto simili a oggi le analisi sedimentologiche ci rivelano che la Terra era più calda di almeno 3 gradi e il livello oceanico di almeno 20 metri più elevato, a causa della parziale fusione delle calotte glaciali polari. Ma allora Homo sapiens non c’era ancora, quindi andiamo incontro a condizioni del tutto inedite per la nostra specie!”.

Risposta A.S.: “Nessun tappo. La CO2 è uno dei gas serra presenti in atmosfera e rappresenta lo 0.05% di essi (1% dell’atmosfera). La capacità di produrre l’effetto serra non è mai stato scientificamente dimostrato. Tuttavia, il 99% dei gas serra è costituito dal Vapore Acqueo, che ha un potere di effetto serra molto maggiore rispetto a quello attribuito alla CO2. E bisogna sottolineare il fatto che di quello 0.05%, solo una piccola parte è di origine antropogenica. Purtroppo però il mondo è dominato dal Dio Denaro… e non potendo tassare il Vapore Acqueo, è stato “deciso” di tassare la CO2 e far credere che l’essere umano è talmente bravo e potente da modificare con poche molecole per tonnellata d’aria, la temperatura di un intero pianeta. Ovviamente non è così. Dietro la pagliacciata del Riscaldamento Globale Antropogenico c’è solo un grandissimo business… che sta provocando una riduzione della CULTURA e delle CAPACITÀ INTELLETTUALI allucinante.

Ad ogni modo, la scienza ha dimostrato ampiamente che l’andamento della percentuale di CO2 presente in atmosfera SEGUE, con un certo ritardo, quello della Temperatura media del pianeta. Questo meccanismo è regolato in modo preciso dalla temperatura degli oceani. Temperatura che sta diminuendo (questa però va vista alle diverse profondità, avendo il calore la tendenza a salire verso la superficie)”.

Domanda: Nel 2014 si prevede una glaciazione: cosa significa?

Risposta L.M.: “Nel 2014 non ci sono evidenze scientifiche di alcuna glaciazione, anzi, il trend di riscaldamento, sia pure con fluttuazioni interannuali, è destinato a continuare e a intensificarsi nei decenni futuri. La teoria della glaciazione imminente a causa di una presunta diminuzione dell’attività solare, è stata avanzata da un astrofisico russo ma non è stata riconosciuta dalle migliaia di scienziati che si occupano della ricostruzione del clima passato e della simulazione di quello futuro. Le fluttuazioni dell’attività solare ormai pesano poco rispetto al preponderante contributo dell’aumento della concentrazione di CO2. Sono tuttavia notizie che piacciono, perché ‘rassicurano’ un po’ come quando tra due medici che affermano l’uno che il fumo fa venire il cancro, l’altro che vi mantiene giovani e gagliardi, ovviamente la maggioranza è incline a credere al secondo e a etichettare il primo come Cassandra. Ma se si vogliono risolvere i problemi è bene invece non crearsi falsi alibi, e affrontarli una volta per tutte. Gli studi sul riscaldamento globale vanno ormai avanti da oltre un secolo e sono stati ampiamente confermati dai fatti, quindi basta perdere tempo, è ora di agire”.

Risposta A.S.: “Se sarà o meno una Glaciazione o una Piccola Era Glaciale, solo i posteri potranno dirlo. La tendenza è certamente al raffreddamento… Un raffreddamento iniziato dal 1998 circa e che continuerà sicuramente per alcuni decenni. Molto dipenderà dal ciclo solare 25. Se riuscirà ad essere FORTE (simile ai cicli 19, 21, 22 o 23), allora le temperature ricominceranno a salire tra una decina di anni circa. Se sarà debole come l’attuale 24, la tendenza sarà ad un lento raffreddamento per almeno altri 22-25 anni. Se il ciclo solare 25 dovesse risultare (come si evince da alcuni modelli matematici) ancora più debole rispetto all’attuale 24, allora bisognerà attendere 3 o 4 decenni almeno per sapere quale sarà l’andamento della temperatura. Ad ogni modo, nel 2014 si inizieranno a percepire gli effetti sul clima causati dal debole ciclo 24. Effetti che stiamo già iniziando ad intravedere“.
https://www.facebook.com/pages/Attivit%C3%A0-solare-Solar-Activity-/100364603439625?fref=ts

N.B. è più probabile che il ciclo 25 sarà insignificante, come hanno previsto gli stessi astrofisici che avevano previsto un ciclo 24 decisamente molto sotto tono. E allora ciao ciao Gore e ciao ciao Mercalli. Credibiltà azzerata.

Sotto la banchisa la capra (islandese) crepa – e le scommesse che avrei potuto vincere

https://twitter.com/stefanofait

JP_1

Il Jyllands-Posten, uno dei principali quotidiani danesi, titola: Solens opførsel kan udløse en ny ”lille istid” [L’attività solare potrebbe innescare una nuova piccola era glaciale]. Prosegue: “Contro ogni previsione, il mondo potrebbe essere sull’orlo di una nuova piccola era glaciale con inverni decisamente freddi, affermano diversi ricercatori. La spiegazione, secondo i ricercatori, è nel comportamento bizzarro del Sole, con un netto calo dell’attività“.

In un post precedente avevo previsto che già a partire da quest’inverno i nordici avrebbero cominciato a contestare vigorosamente la “versione ufficiale” del riscaldamento globale e dei suoi esiti – sta già accadendo.

Sarà un’estate amputata da un autunno freddino e poi, a gennaio…a gennaio finiranno le frottole, come quella del lago formatosi nell’Artico, notizia che ha fatto il giro del mondo e che ora è stata smentita, con la Associated Press che si è scusata
http://rare.us/story/associated-press-retracts-bogus-north-pole-lake-photo/

Peccato che io non sia uno scommettitore: nei prossimi anni sarei diventato ricco…

I could have been a contender
I could’ve been a someone
Caught up in the rat race
And feeling like a no-one
Would have put me in the papers
With the money and the girls
I could have been The Heavyweight Champion of the World

comparison_recent_cycles

“Un documento pubblicato dal Danish Meteorological Institute trova una notevole correlazione tra le osservazioni del ghiaccio marino artico nel corso degli ultimi 500 anni e “la lunghezza del ciclo solare, che è una misura di attività solare. Una stretta correlazione (R = 0,67) di alta rilevanza (0,5% di probabilità di un evento casuale) si trova tra i due modelli, suggerendo un collegamento tra l’attività solare ed il clima dell’Oceano Artico.” Il documento si aggiunge a molti altri che dimostrano che l’estensione del ghiaccio artico del mare e il clima è controllata da variazioni naturali dell’attività solare e oceanica, da oscillazioni atmosferiche, venti e tempeste, non dalla CO2 prodotta dall’uomo”.
http://daltonsminima.altervista.org/?p=26449

AMSR-E SeaIceComparisonConcentrazione dei ghiacci artici: 2012 vs 2013 Fonte:  http://www.jaxa.jp/index_e.html

NHSeaIceMonthlyLastThreeYearsJULY

andateglielo a spiegare a Luca Mercalli

RecentAMSR-E SeaIceExtent

S_stddev_timeseries

meanT_2013

Artico sotto zero con due settimane d’anticipo
1150278_294412907368126_1892150856_n

MSU RSS ArcticAndAntarctic MonthlyTempSince1979 With37monthRunningAverage

MSU RSS GlobalMonthlyTempSince1979 With37monthRunningAverage

Canada.com – 16 novembre 2007

Secondo questi modelli, non ci sarà ghiaccio marino estivo nel Mar Glaciale Artico tra il 2010 e il 2015. Ed è probabile che succeda anche prima

Professor Louis Fortier – Université Laval, Director ArcticNet

__________________

National Geographic – 12 dicembre 2007

Di questo passo, l’Oceano Artico potrebbe essere quasi privo di ghiaccio a fine estate 2012, molto più velocemente rispetto alle previsioni precedenti

Jay Zwally, climatologo NASA

__________________

BBC – 12 dicembre  2007

La nostra proiezione del 2013 per la scomparsa del ghiaccio estivo non tiene conto degli ultimi due minimi, nel 2005 e nel 2007…alla luce dei quali si può sostenere che la nostra proiezione del 2013 è già troppo modesta

Professor Wieslaw Maslowski

__________________

Independent – 27 giugno  2008

È molto probabile che il Polo Nord sarà libero da ghiacci quest’estate [2008]- non è mai successo prima

Professor Peter Wadhams, Università di Cambridge

__________________

Guardian – 17 Settembre  2012

Questo collasso [dei ghiacci artici], ho predetto che si sarebbe verificato nel 2015-16 e in quel momento l’estate artica (agosto-settembre) sarebbe diventata libera dai ghiacci. Sta accadendo ora e probabilmente il processo sarà completo in quelle date

Professor Peter Wadhams – Cambridge University [lo stesso che lo annunciava per il 2008 – vedi sopra]

__________________

Sierra Club – 23 Marzo 2013

Per la cronaca, non credo che il ghiaccio artico marino sopravvivrà quest’estate [2013]. Un evento senza precedenti nella storia umana si profila, in questo stesso momento, nell’Oceano Artico

Paul Beckwith – dottorato di paleoclimatologia e professore part-time di climatologia]

__________________

Financial Times Magazine – 2 Agosto 2013

Potrebbe anche succedere quest’anno o l’anno prossimo, ma non oltre il 2015: non ci sarà alcun ghiaccio nell’Artico in estate

Sapete chi l’ha detto? Esattamente! L’anti-Cassandra: il professor Peter Wadhams della Cambridge University – un gran bell’applauso anche per lui

L’artico sarà privo di ghiacci estivi entro il 2054

Jiping Liu del Dipartimento di Scienze dell’Atmosfera e Ambientali (DAE) dell’Università di Albany, prende atto che tutti modelli hanno scazzato

http://www.hngn.com/articles/9729/20130809/scientists-predict-ice-free-arctic-2054-caused-global-warming.htm

Oppure entro il 2035?
http://www.3bmeteo.com/giornale-meteo/l–artico-diventera-un-mare-senza-ghiacci-entro-il-2035–59515

Adesso, per emulare il nostro grande Wadhams farò la mia previsione.

Grazie al “riscaldamento globale causato dall’uomo” dell’anno scorso contadini e allevatori islandesi hanno subito perdite ingenti
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/09/20/lislanda-si-e-salvata-dai-banchieri-non-si-salvera-dalla-glaciazione-povere-pecore/

http://icelandreview.com/icelandreview/daily_news/North_and_East_Iceland_Farmers_Brace_for_Cold_Spring_0_399876.news.aspx?cat_id=16567&ew_8_r_f=1&ew_8_r_t=15&news_category_id

Succederà di nuovo, ancora più violentemente, tra settembre e ottobre, e forse questa volta colpirà perfino la Scozia e l’Irlanda settentrionale.

Intanto una spedizione artica è bloccata dal ghiaccio: “Many are talking about it being a “bad ice year“.
http://northwestpassage2013.blogspot.it/2013/08/dodos-delight-worst-ice-in-89-years.html

Per aggiornamenti e approfondimenti:

gruppo FB “Attività Solare”
https://www.facebook.com/pages/Attivit%C3%A0-solare-Solar-Activity-/100364603439625?fref=ts

Il lato positivo delle glaciazioni

now-is-the-winter-of-our-discontent

Purtroppo, alcuni scienziati si comportano come predicatori e fanno sermoni alle persone…Sicuramente il più grande errore dei ricercatori del clima è stato di dare l’impressione che si stesse annunciando la verità definitiva. Non è grave fare errori se poi si correggono, ma si è agito come se fossimo infallibili. In questo modo, abbiamo perso la risorsa più importante che abbiamo come scienziati: la fiducia del pubblico. Siamo passati attraverso qualcosa di simile con la deforestazione.

Hans Von Storch, Istituto Meteorologico dell’Università di Amburgo, giugno 2013

Il governo dovrebbe cominciare a considerare la possibilità che siamo agli inizi di una piccola era glaciale dovuta al calo di attività solare…evento che avrà grandi implicazioni per l’agricoltura, il turismo, i trasporti, la gestione del traffico aereo e l’economia nel suo complesso.

Boris Johnson, sindaco di Londra, gennaio 2013

UAH_LT_1979_thru_July_2013_v5.6A luglio si è registrata una temperatura media globale inferiore a quella del 1996 (e 1988) – sebbene le emissioni di CO2 siano in costante crescita

Global-Temp-and-NOAA-claims

1150278_294412907368126_1892150856_n

icecover_current_new

Mentre noi soffochiamo di caldo, i ghiacci artici scoppiano di salute: il ghiaccio dell’oceano artico quest’anno ha conservato una superficie di circa 5,2 milioni di kmq. L’anno scorso era sceso a circa 3,5 milioni di kmq. Un aumento di quasi il 50%.

E per fortuna che nel 2007 ci avevano avvertito che l’Artico sarebbe stato libero dai ghiacci entro il 2013:
http://news.bbc.co.uk/2/hi/7139797.stm
Adesso hanno cambiato idea e deciso che ci vorranno altri due anni perché ciò avvenga:
http://www.theguardian.com/environment/earth-insight/2013/jul/24/arctic-ice-free-methane-economy-catastrophe

31feb_ORIG-UnbelievableBullshitAirplaneIIAnimated
sempre meno scienza, sempre più terrorismo psicologico completamente infondato.

Guardatevi dai falsi profeti del glacialismo i quali vengono a voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi rapaci. Voi li riconoscerete dai loro frutti (Matteo 7,15-16).

Ecco i loro frutti: “Possiamo ormai dire che l’Artico ha vissuto la sua estate più breve degli ultimi decenni. Normalmente, infatti, l’Artico conta almeno 90 giorni con temperature superiori agli 0°C. Quest’anno ce ne sono stati meno della metàL’estensione del ghiaccio artico sta mostrando una straordinaria ripresa rispetto al grande tracollo del 2012 e confrontate con quelle degli anni precedenti, le temperature medie estive di questa stagione così particolare sono simili a quelle del 2004. Solitamente tra 24 e 31 luglio nell’Artico scompare un’area di ghiaccio grande quanto il Texas. Le ultime immagini e analisi dimostrano che quest’anno una simile perdita non c’è stata”.

http://www.meteoweb.eu/2013/08/lartico-sta-vivendo-lestate-piu-breve-degli-ultimi-decenni-freddo-senza-precedenti-e-ghiaccio-intatto/218540/

1085082_640603865951747_888455350_o


Intanto, nell’Antartico

antarctic-cea-ice-aug-4-2013

Beetlejuice-beetlejuice-the-movie-30941852-2560-1728

https://twitter.com/stefanofait

Ma lo Spirito dice espressamente che nei tempi a venire alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demonî come il glacialismo.
1 Timoteo 4: 1

Mantenete salda la fede nel serrismo o i demoni carpiranno la vostra anima dannata e neanche Al Gore potrà farci nulla!

fal

Perché verrà il tempo che non sopporteranno la sana dottrina serrista; ma per prurito d’udire si accumuleranno dottori secondo le loro proprie voglie e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole glacialiste.

2 Timoteo 4: 3-4

Sentite il lancinante fuoco del riscaldamento globale causato da voi stessi! E’ dentro di voi! E’ il fuoco della colpa e del peccato! Pentitevi e inchinatevi al Verbo.

ice_ages2

La condizione standard della Terra negli ultimi 2 milioni e mezzo di anni è stata glaciale per l’85% del tempo. Il periodo interglaciale in cui viviamo è l’eccezione e non la regola. Il futuro è verosimilmente un ritorno allo stato glaciale e il magro contributo dell’uomo all’effetto serra (che è una benedizione per la vita su questo pianeta) non cambierà nulla. In questo campo, siamo delle pulci che si credono giganti, perché continuiamo ad ignorare le lezioni della storia, a sottovalutare la potenza della natura e a sopravvalutare la nostra tecnologia.
Come si può pensare di rispettare la terra e la vita se prevale questo paradigma antropocentrico?

Il rapporto “An Abrupt Climate Change Scenario and Its Implications for United States National Security”, curato da Peter Schwartz e Doug Randall, risultato di una serie di interviste di scienziati, di analisi e di nuovi riscontri e pubblicato dal Pentagono nell’ottobre del 2003, prendeva in esame l’eventualità che il futuro ci riservasse una glaciazione di medio-grave intensità, come quella verificatasi 8200 anni fa, che fu preceduta da un forte riscaldamento globale e durò circa un secolo.

L’analisi partiva dalla premessa che il riscaldamento globale avrebbe causato il rallentamento della Corrente del Golfo, il rafforzamento della ventosità, climi più secchi laddove ora sono più umidi e vice versa, con pesanti effetti sulla produzione agricola, la stabilità sociale e la pace.

La dinamica sarebbe la seguente: il ghiaccio si scioglie, inonda gli oceani settentrionali con acqua fresca. Ciò causa un aumento più rapido della temperatura dell’acqua in estate. La differenza di temperatura tra l’Artico e gli oceani meridionali diventa troppo ridotta. Le correnti si bloccano e improvvisamente abbiamo un rimbalzo glaciale.

Lo scenario prediceva il raggiungimento del picco di scioglimento dei ghiacci estivi intorno al 2010 (è avvenuto nel 2012), con la Corrente del Golfo che non ha più la forza di trasportare acqua calda e salata verso l’Europa settentrionale. Poi, nel corso di un decennio, tra il 2010 ed il 2020, le temperature sarebbero scese di diversi gradi in Europa e leggermente meno nel Nord America e nell’Asia settentrionale, la neve si sarebbe accumulata e la circolazione atmosferica ne sarebbe risulta drammaticamente alterata (cf. correnti a getto. Dopo il 2015 il freddo si sarebbe fatto sentire anche nell’Europa meridionale e nel Messico, danneggiando l’agricoltura.

Intorno al 2020 il clima nord-europeo rassomiglia quello siberiano. L’Europa meridionale ha subito un cambiamento minore ma sarà comunque colpita da violenti e intermittenti raffreddamenti e da rapidi sbalzi di temperatura. L’Europa dovrà affrontare l’emigrazione dalle nazioni scandinave e dall’Europea settentrionale di popoli in cerca di temperature più miti. Entro il 2030 circa il 10% della popolazione europea si sarà trasferito in un paese diverso da quello di residenza, per ragioni climatiche.

Gli Stati Uniti e la Cina vedranno un deterioramento della produzioni agricola.

In sintesi: a partire dal prossimo inverno sempre più climatologi e scienziati nordici contesteranno l’interpretazione ufficiale del cambiamento climatico. Dal 2015-2016 in poi sarà dura vivere in Scandinavia.

La precedente piccola glaciazione – 1560 e il 1680 – provocò guerre, rivolte popolari, inflazione, malnutrizione e carestie, calo demografico e sensibile diminuzione della statura media (circa 2 cm), e inferse il colpo di grazia al feudalesimo, spianando la strada al capitalismo. Esercitò un drammatico impatto in tutto il mondo, inclusa l’Africa sub-sahariana e il Giappone.

Ora siamo molto meglio organizzati, ma siamo anche molto più numerosi e la rete della nostra interdipendenza è vulnerabile.

Una delle più pesanti conseguenze di questi eventi sarà la diaspora climatica. Intere popolazioni cercheranno disperatamente di spostarsi verso sud e dovranno essere accolte.

Con il passare del tempo il Sahara si potrebbe rinverdire. A quel punto sarà l’Africa a ricevere ondate di immigrati. Speriamo che siano più tolleranti con i profughi climatici di quanto lo siamo stati noi con le vittime del capitalismo finanziario globalizzato.

Penso che l’umanità reagirà costruttivamente alla minaccia comune. Il cambiamento climatico e le conseguenti diaspore costringeranno la popolazione umana a fondersi, mescolarsi, unirsi, capirsi e sostenersi a vicenda. Ci sarà violenza e prevaricazione, ma comprensione e solidarietà saranno prevalenti.

“Catastrofe” viene dal greco kata streiphen, la sovversione delle consuetudini. Krisis è il culmine, la separazione, il cambiamento imminente. Ogni crisi è anche un’opportunità, per chi è animato da buone intenzioni ed anche per chi intende approfittare della situazione.

Sembra incredibile ma Primo Levi considerava i suoi anni di deportazione, prigionia e ritorno da Auschwitz come l’unico periodo in technicolor in un’esistenza non particolarmente sgargiante. Abbiamo appreso in questi anni da studi accademici, dai commenti sui social network e dalle interviste dei soccorritori che, durante i cataclismi, è il meglio dell’umanità che prevale di gran lunga sul peggio.

L’uragano Katrina è stata anche l’occasione in cui migliaia di volontari provenienti da tutti gli Stati Uniti hanno preso le loro barche e sono andati a  soccorrere gli abitanti di New Orleans, molti dei quali stavano morendo sui tetti delle case e sulle sopraelevate, mentre vigilantes, mercenari e poliziotti impedivano loro di abbandonare la città, ritenendoli troppo pericolosi per l’ordine pubblico.

Il comportamento durante una catastrofe dipende da come uno percepisce la realtà che lo circonda. Sarai spietato se penserai che i sopravvissuti siano una minaccia peggiore della catastrofe e che le loro vite valgono meno dei beni materiali. Mentre nella vita normale l’atteggiamento dominante è quello del farsi gli affari propri, le catastrofi tirano fuori il peggio in una minoranza e il meglio in una maggioranza di persone. È successo dopo lo tsunami giapponese, è successo in occasione dei sismi neozelandesi e prima ancora a Città del Messico ed in mille altri luoghi di ogni tempo e ad ogni latitudine. Accade regolarmente, con l’eccezione di Haiti, che invece è stata quasi immediatamente occupata militarmente.

Un numero sorprendente di sopravvissuti si ricorda quei momenti come i più pieni e belli della sua vita. Perfino in mezzo ai ruderi, ai cadaveri, alla distruzione, queste persone scoprono un aspetto della natura umana che avevano solo intravisto a sprazzi. Mentre molti si aspetterebbero che la legge della giungla prenda il sopravvento, questa credenza è contraddetta dalle testimonianze che descrivono una realtà che per molti è quella di una redenzione in mezzo alla distruzione, di gregariato e fratellanza umana, di autonomia, auto-organizzazione, con persone che si improvvisano vigili per regolare il traffico, che organizzano alla bell’e meglio cucine da campo nei parchi, riparano le cose in officine d’emergenza. I testimoni parlano di un senso di fusione interpersonale che non è rovinato dalla dispersione dell’individualità che c’è nella folla. Parlano di comunità umana al suo meglio, non di folle in preda a traumi e psicosi, parlano di arricchimento, non di impoverimento emotivo. L’inessenziale svanisce e ciò che davvero conta viene a galla.

Emerge il desiderio di partecipare alla vita pubblica, di costruire una società civile davvero civile, di diffondere l’inclusione, di trovare finalmente un senso alla propria esistenza, degli obiettivi significativi, di spendersi al servizio del prossimo senza sfruttarlo per gratificare il proprio ego o per un tornaconto personale di qualche altro genere, ma per autentica benevolenza, spontaneamente. Scaturisce l’amore. L’amore che coopera consapevolmente, si pone al servizio del prossimo volontariamente, non si sottomette mai ciecamente ad un potere superiore. Ne “Il Paradiso Perduto” miltoniano, l’arcangelo Raffaele spiega: “serviamo liberamente, perché amiamo liberamente”. L’amore cerca la comprensione, anzi amore è comprensione che rende superflua l’obbedienza e il comando.

Le catastrofi non sono ovviamente mai benvenute, ma le loro conseguenze non devono essere unicamente mostruose. Le persone sprigionano energie, talenti, virtù, capacità e sentimenti che nella vita di ogni giorno rimangono in sordina o, addirittura, vengono soppressi dal sistema, troppo impegnato a gestire gli ingranaggi per ricordarsi che sono esseri umani, troppo mistificante per essere trasparente, troppo gerarchico per essere equanime, troppo congenitamente violento, aggressivo, competitivo, prevaricatore per tollerare la pace, l’empatia e la cooperazione altruistica.

Le emergenze possono far emergere le persone, elevarle, oppure possono sommergerle. Dipende dalla loro forma mentis. Nella maggior parte dei casi, però, sorgono società fondate sul baratto e sulla circolazione dei doni, dove le persone si soccorrono a vicenda, fanno comunità, dove gli estranei diventano compagni di sventura ma anche di viaggio, dove il potere è ridistribuito più equamente, dove le differenze di censo, somatiche, religiose, di genere vengono meno o sono comunque molto attenuate, dove le persone si sentono utili, importanti, significative, ecc. Sono solo parentesi e certamente nessuno vorrebbe vivere costantemente in uno stato emergenziale. Eppure è un bagliore fortissimo nell’oscurità, una supernova dell’umano, l’evidenza della possibilità di un Mondo Nuovo, di un’umanità possibile, una rivoluzione che, pur non ottenendo gli obiettivi che si prefigge, realizza comunque qualcosa, avvicina agli  ideali di libertà, giustizia, speranza e serenità.

Viktor Frankl, Primo Levi e molti altri superstiti ci insegnano che, persino nelle situazioni più estreme come Auschwitz, aveva più chance di sopravvivere chi si prendeva cura del prossimo, mentre chi pensava solo alla sua sopravvivenza era tra i primi a lasciarci la pelle. Non per una qualche manifestazione di giustizia divina, ma perché i primi “facevano comunità” e trovavano una ragione per continuare a lottare, i secondi restavano soli, circondati dalla sfiducia, dal sospetto o dall’indifferenza.

Lo psicologo statunitense Charles E. Fritz (1961) ha osservato che gli abitanti delle aree metropolitane tedesche più pesantemente bombardate erano i più solidali, vigorosi, ottimisti ed erano sorprendentemente resistenti ai traumi. Fritz è giunto alla conclusione, paradossale, che la vita quotidiana è disastrosa e i disastri ci liberano da questa condizione di degrado, proiettando i marginali ed emarginati al centro della comunità e svelando a tutti che, quando si esce dalla sfera delle astrazioni e si arriva al dunque, esistono dei principi universali che quasi tutti danno per scontati.

Nelle catastrofi i minuti problemi di ogni giorno svaniscono, perché ci sono esigenze e finalità di ordine molto superiore che prendono il sopravvento. Depressione, stress, ansie, anomia, nichilismo, istinti autodistruttivi, patologie psichiche, rancori, risentimenti, pregiudizi, preconcetti, egoismi, possessività: tutto passa in secondo piano.

Perciò, anche in caso di glaciazione, io credo che le popolazioni locali non ostracizzeranno o attaccheranno i profughi, perché avranno capito che le trasformazioni sono globali e che siamo tutti sulla stessa barca.

Inverno 2014 e inverno 2022 – i due marcatori temporali della svolta climatica

15279748FIFA-president-Joseph-Blatter-opens-the-envelope-to-reveal-that-Qatar-will-host-the-2022-Wo-1789930

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

Web Caffè Bookique [Facebook]

I mondiali si faranno nel Qatar, un angolo di mondo che non subirà conseguenze particolari

clip_image0021

http://www.greenworldtrust.org.uk/Science/Images/ice-HS/noaa_gisp2_icecore_anim_adj.gif

http://www.climatemonitor.it/?p=33194#more-33194

1098307_292806584195425_157671117_n

399198_10201028864797187_1093242328_nghiacci artici in netta ripresa

https://twitter.com/stefanofait

Ci sono due “nastri traportatori” che fanno circolare il plasma nella cromosfera e nella fotosfera del Sole e che, secondo gli esperti, sono i principali responsabili della durata e intensità dei cicli solari.

conveyorbelt

Nel 2006 l’astrofisico NASA (scienziato solare al Marshall Institute della NASA) David Hathaway avvertiva che questa circolazione di plasma aveva subito un marcato rallentamento, fino alle velocità più ridotte mai registrate (da 1 metro al secondo a 0,75 m/s nell’anello nord e 0,35 m/s in quello sud: “Stando alla teoria ed all’osservazione, la velocità del nastro predice l’intensità delle macchie solari dei successivi 20 anni circa. Un flusso lento significa bassa attività solare, uno veloce significa attività più forte. Il rallentamento che vediamo ora significa che il Ciclo Solare 25, che avrà il suo picco intorno al 2022, potrebbe essere uno dei più deboli degli ultimi secoli”.

http://science1.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2006/10may_longrange/

http://www.astronomynow.com/news/n1106/15solar/

“Gli esperti del National Astronomical Observatory del Giappone e della Riken Research Foundation, hanno dichiarato che l’attività delle macchie solari sembra somigliare ad un periodo del XVII secolo noto come Minimo di Maunder, durante il quale le temperature globali erano inferiori di 2.5°C – 3°C rispetto ai valori della seconda metà del XX secolo. In quegli anni gelò sei volte il Tamigi, tanto che sul fiume cominciò la tradizione della ‘fiera del ghiaccio’, con spettacoli, divertimenti e commerci sul fiume gelato. Gli inverni particolarmente rigidi del Belgio furono descritti dai pittori fiamminghi, e da tutto il mondo giunsero testimonianze di anni particolarmente difficili. Il minimo di Maunder rappresenta un periodo di 70 anni caratterizzato da assenza di qualsiasi attività sulla superficie del Sole, ed è ricordato come la parte centrale e più fredda della piccola era glaciale. Lo studio giapponese ha scoperto che l’andamento della corrente dell’attività delle macchie solari è simile ai record di quel periodo”.

http://www.tecnologiaericerca.com/2012/04/23/asimmetria-nei-poli-magnetici-del-sole-minimo-di-maunder-in-arrivo/

 earth-2100

La fase di debole o nulla attività solare potrebbe durare fino al 2100

http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/jgra.50210/abstract

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/06/10/sic-transit-warming-mundi-20142090/

 arecords-global-warming-hoax-obama-political-poster-1261354885

intanto, la pausa di 15-17 anni nell’aumento delle temperature è diventata il “nuovo consenso” – nessuno studioso serio lo mette in dubbio (97%?): si cercano le cause

http://www.metoffice.gov.uk/media/pdf/q/0/Paper2_recent_pause_in_global_warming.PDF

http://www.economist.com/blogs/democracyinamerica/2013/06/climate-change

http://www.lefigaro.fr/mon-figaro/2013/06/25/10001-20130625ARTFIG00544-une-pause-inexpliquee-dans-le-rechauffement-climatique.php

http://www.slate.fr/life/74349/rechauffement-climatique-le-doute-fait-son-comeback

www.theaustralian.com.au/news/nothing-off-limits-in-climate-debate/story-e6frg6n6-1226583112134

http://www.nytimes.com/2013/06/11/science/earth/what-to-make-of-a-climate-change-plateau.html?_r=0

http://www.ecoblog.it/post/100797/clima-hans-von-storch-il-riscaldamento-globale-e-in-pausa

http://www.repubblica.it/2006/a/sezioni/ambiente/clima/pausa-riscaldamento-2020/pausa-riscaldamento-2020.html

http://www.climatemonitor.it/?tag=temperature-riscaldamento-globale

http://www.meteogiornale.it/notizia/24935-1-riscaldamento-globale-bloccato-met-office

http://www.astronomia.com/2012/10/16/il-riscaldamento-globale-e-fermo-da-16-anni-parola-del-met-office-inglese/

http://www.lapresse.ca/debats/le-cercle-la-presse/actualites/201210/26/48-1441-une-pause-dans-le-rechauffement-climatique.php

I primi articoli mainstream ad accennarne risalgono al 2008 e negli ultimi mesi si sono moltiplicati.

Ora ci sono climatologi (accademici) che ipotizzano che la pausa si protrarrà per 10-20 anni o che si verificherà un raffreddamento globale (qui una sintesi dei punti di vista):

http://energie.lexpansion.com/climat/rechauffement-climatique-une-pause-qui-derange-_a-35-3974.html

Per gran parte dell’Europa gli inverni a partire dal 2009 sono stati più freddi e nevosi della media, contrariamente a quanto previsto dai modelli serristi, e nel 2014 avremo superato il massimo solare, pur debole (“il più debole mai visto nell’era spaziale”, secondo il già citato Hathaway). Da lì in poi sarà tutto in discesa. Una discesa inesorabile verso il ciclo successivo, che sarà quasi certamente insignificante:

http://news.nationalgeographic.com/news/2011/06/110614-sun-hibernation-solar-cycle-sunspots-space-science/

http://www.mnn.com/earth-matters/space/stories/suns-solar-weather-cycle-at-its-peak-but-its-still-weak

Mario-and-Sonic-at-the-Olympic-Winter-Games-Sochi-2014-595x337

CHE COSA ATTENDERSI PER IL 2014?

Un inverno un po’ peggiore di quello 2012-2013. Quindi abbastanza tardivo, ma molto lungo, con un periodo gennaio-febbraio-inizio marzo veramente incattivito, specialmente nel Nord Europa e in Russia. L’autunno del 2013 sarà fresco, al di sotto delle medie stagionali, ma non invernale, tranne che forse a novembre (di solito, se novembre è freddo, dicembre sarà più mite, almeno fino a Natale).

Qui trovate una bella analisi (in francese) dell’inverno 2013-2014 che tiene conto di tutte le variabili:

http://www.laterredufutur.com/accueil/index.php/climat/502-lhiver-2013-2014.html

« Older entries

WazArs

mestieri d'arte, manualità creativa, diplomazia culturale ed economica

Speedbird

Clean living under difficult circumstances

Darwin on the rocks and around the world

Photography and travel blog

Real Science

"Science is the belief in the ignorance of the experts" - Richard Feynman

The Great Sea

Truth is relative to personal bias

The Worst Backpacker

I don't like dorms and I certainly don't camp - but surely I'm not the only one? Here lies a fractured guide into my world of attempted travel, people, places and faces. But most of all, it's about getting happy and staying happy.

FuturAbles

social forecasting

sunshine hours

Climatologists Are No Einsteins (PS It's the Sun!!!)

philosophyofmetrics

A measure of cultural performance and production.

il diritto c'è, ma non si vede

il blog di informazione e approfondimento giuridico sul Giappone - a cura di Andrea Ortolani

Scritture Nomadi

Il cammino della narrazione

tsiprastn

appuntamenti, notizie e opinioni dalla piazza virtuale dei comitati Trentini a supporto della lista "l'Altra Europa con Tsipras" per le elezioni europee di maggio 2014

PICCOLA ERA GLACIALE

PiccolaeraglacialeWordPress.com

contro analisi

il blog di Francesco Erspamer

Notes from North Britain

Confessions of a Justified Unionist

Civiltà Scomparse

Tra realtà e immaginazione

Trentino 33

GRUPPO DI RIFLESSIONE PER TRENTINO “2013-2033”

PoetaMatusèl's Poetry Pages

* POESIA LIRICA, D'AMORE E DELLA NATURA * LOVE, LYRIC AND NATURE POETRY *

Donata Borgonovo Re

Durante un incendio nella foresta, mentre tutti gli animali fuggivano, un colibrì volava in senso contrario, con una goccia d’acqua nel becco. “Cosa credi di fare?” gli chiese il leone. “Vado a spegnere l’incendio!” rispose il colibrì. “Con una goccia d’acqua?” disse il leone, con un sogghigno ironico. E il colibrì, proseguendo il volo, rispose: “Io faccio la mia parte”. (Favola africana)

pensiero meridiano

La lotta di classe non è soltanto il conflitto tra classi proprietarie e lavoro dipendente. È anche «sfruttamento di una nazione da parte di un’altra», come denunciava Marx Il punto di vista del pensiero meridiano è il punto di vista dei Sud del mondo, dall'America Latina al nostro Mezzogiorno, quella parte della società schiava di squilibri ancor prima di classe che territoriali.

giapponeapiedi

idea di viaggio prevalentemente a piedi nel Giappone tradizionale

Dionidream

Sei sveglio?

The Next Grand Minimum

To examine the social and economic impacts of the next Grand Solar Minimum - See About

Imbuteria's Blog

Just another site

quel che resta del mondo

psiche, 'nuda vita' e questione migrante

SupremeBoundlessWay

For the Sake of All Beings

~ gabriella giudici

blog trasferito su gabriellagiudici.it

Notecellulari

Il Blog di Maria Serena Peterlin

10sigarette

Carpe Diem

Cineddoche 2.0

Il cinema è la vita, con le parti noiose tagliate (A.Hitchcock)

Club UNESCO di Trento

2014: L'Anno Internazionale dei Piccoli Stati Insulari in via di Sviluppo

The Passionate Attachment

America's unrequited love for Israel

GilGuySparks

The guy was nothing but a pain in the ass

Insorgenze

Non lasciare che la scintilla venga del tutto spenta dalle legge - Paul Klee -

L'impero cadente

come crolla l'impero degli angli, dei sassoni e dei loro lacchè con rovina e strepito

"Because every dark cloud has a silver IODIDE lining..."

Sentieri Interrotti / Holzwege

Il blog di Gabriele Di Luca

Mauro Poggi

Fotografie e quant'altro

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 144 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: