Minimo di Eddy > glaciazione di Landscheidt > grossi casini

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La nostra ipotesi di un avvio verso un periodo freddo trova conferma da altri enti di ricerca europei e nonSupponendo che tale intensa attività solare abbia raggiunto il culmine, potremmo ipotizzare allora una prima fase in cui anche la temperatura del Pianeta permarrebbe anch’essa quasi stazionaria per il medesimo tempo. Seguirebbe poi una seconda fase nella quale, diminuendo il numero delle macchie solari, anche la temperatura scenderebbe, dando così il via ad una inversione di tendenza con conseguente avvio verso una piccola era glaciale
colonnello Paolo Ernani, aeronautica militare
http://www.meteoweb.eu/2013/09/clima-il-col-ernani-ribadisce-la-terra-si-sta-raffreddando-in-italia-il-2013-e-lanno-piu-freddo-degli-ultimi-17/228210/

“…nell’attesissimo report di quest’anno, però, l’Ipcc dedica ai 17 anni di temperatura piatta una semplice nota. A loro non sembra interessare: potrebbe mettere in discussione le teorie che hanno sostenuto per anni. Preferiscono tenere i toni dell’allarmismo elevati, presentare come una grande novità il fatto che la probabilità che i cambiamenti climatici siano prodotti dall’attività umana sia passata dal 90 al 95%. Diamine. E preferiscono fare dichiarazioni roboanti sulle catastrofi possibili mentre essi stessi ridimensionano le previsioni allarmistiche che avevano fatto. Ora, l’Ipcc prevede che la temperatura della Terra aumenterà “probabilmente” più di 1,5 gradi centigradi entro il secolo. Nel 2007 sosteneva che sarebbe cresciuta “probabilmente” più di due gradi: e due gradi è il limite sopra il quale potrebbero esserci catastrofi. Su questa, che è la novità del rapporto, buona parte del pigro sistema dei media globali ha sorvolato. L’Ipcc inoltre ammette che è difficile legare l’attività dell’uomo alle maggiori siccità e al numero più elevato di uragani [in realtà il numero di uragani è in forte calo, nel 2013, NdR]

SUSSIDI E MAFIE. La questione non è irrilevante. Nessuno nega che un problema di effetto serra esista. È che se lo si esagera e si prevedono catastrofi si finisce con il mettere in campo politiche di altissimo costo e inutili: ad esempio i sussidi a pioggia a fonti di energia pulita inefficienti, sussidi spesso accaparrati dalle mafie. E si continua a sollevare il mostro, a dire che esiste una lobby del petrolio che vuole negare il climate change: quando in realtà la lobby vincente è quella e si nutre – denaro, carriere e Nobel – dell’allarmismo di Al Gore“.
Danilo Taino, ‘Sette’,

http://www.corriere.it/sette/editoriali/taino-danilo/2013-41-effetto-serra_37532134-30f6-11e3-a950-4142d5c00dc6.shtml

1375014_327687954040621_675642700_nil 19 ottobre del 2011, 2012, 2013

s_stddev_timeseriesL’Antartico si è dimenticato che giù da lui è primavera e dovrebbe sciogliersi: oltre il 7% di superficie in più della media degli ultimi 30 anni

Sunspot-cycle-comparisons-erdling11Confronto tra ciclo 24, ciclo 5 (1798-1810, quello del Minimo di Dalton) e media dei cicli

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Il governo dovrebbe cominciare a considerare la possibilità che siamo agli inizi di una piccola era glaciale dovuta al calo di attività solare…evento che avrà grandi implicazioni per l’agricoltura, il turismo, i trasporti, la gestione del traffico aereo e l’economia nel suo complesso

Boris Johnson, sindaco di Londra

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/01/31/fuochino-fuoco-ghiaccio-cause-e-conseguenze-di-una-glaciazione/

La bassa intensità dell’attività della nostra stella potrebbe essere il segnale dell’inizio di una fase «tranquilla» e alcuni addetti ai lavori si spingono a sostenere che potremmo essere agli inizi di un nuovo «minimo di Maunder», la drastica diminuzione dell’attività solare che si verificò tra il 1645 e il 1715, quando le macchie quasi scomparvero: questa fase si manifestò in pochi anni, senza fenomeni precursori, mentre durante la fase finale, tra 1700 e 1715, l’attività riprese solo gradualmente. Il «minimo» coincise con la parte centrale e più fredda della cosiddetta «Piccola Era Glaciale».

Durante questa fase nell’emisfero boreale, e forse anche nel resto del mondo, si verificarono inverni molto rigidi. Osservando le macchie, si è notato che nel Settecento si ebbe una graduale risalita, interrotta da una fase di attività molto bassa tra il 1790 e il 1830 (il «minimo di Dalton»), quando si registrarono gli anni più rigidi dalla fine della Piccola Era Glaciale. Poi ci fu una ripresa e, dopo una temporanea diminuzione tra Ottocento e Novecento, nel secolo scorso fu registrato il massimo numero di macchie del periodo.

Tornando al presente, l’ultimo massimo si è verificato tra 2000 e 2001 e, quindi, quello successivo era atteso per l’anno scorso, con un inizio del nuovo ciclo che avrebbe dovuto manifestarsi nel 2007. E invece niente. Il Sole è rimasto quieto. Il minimo ha avuto un periodo di assenza di macchie di quasi 800 giorni, compreso tra 2008 e 2010, mentre la durata di un minimo tipico si attesta su una media di 300. Solo alla fine del 2009 sono riapparsi gruppi di macchie. Ma quando sarà il prossimo massimo? Probabilmente verso la fine del 2013 o nel 2014 o non ci sarà affatto. E quale sarà la sua intensità? Non è facile prevederlo. L’attuale ciclo ha fatto registrare un numero massimo di macchie solari inferiore a 70 e si conferma come uno dei più deboli degli ultimi secoli. 

http://www.lastampa.it/2013/04/17/scienza/tuttoscienze/il-sole-sta-perdendo-colpi-e-ora-il-clima-si-raffreddera-PeQpoK5fiRuJI7i2sEHKtI/pagina.html

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Una ricerca dell’Osservatorio Nazionale Solare di Tucson, Arizona, prevede che nel 2015 spariranno del tutto le macchie solari, indipendentemente dai ben noti cicli della nostra stella. Questo fatto potrebbe avere un’importante ripercussione sulla temperatura del globo.

http://www.palazzosomeda.it/Osservatorio/Macchiesolariaddio.htm

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Riassumendo i concetti espressi da questi ricercatori possiamo dire che:

  • i minimi solari influenzando fortissimamente il clima nel senso di un forte raffreddamento globale planetario fino ad una Piccola Era Glaciale, anche se una vera e propria Era Glaciale non può avere solo questa origine;
  • il Sole è fortemente influenzato nella sua attività espulsiva dalla posizione nello spazio dei pianeti maggiori del Sistema Solare
  • mediante il calcolo delle sigizie (allineamenti) planetarie si può disporre di una certa predittività dell’andamento solare ed in base a quanto calcolato l’attuale ciclo solare (il 24) ci sta portando a una nuova Piccola Era Glaciale.

Guardando fuori dalle nostre finestre sembra avverarsi quanto sostenuto da Landscheidt a dispetto di un tanto reclamizzato Riscaldamento Globale in pieno sviluppo e da noi percepito negli scorsi anni molto chiaramente. Un Riscaldamento Globale non dovuto all’aumento della CO2, ma semplicemente corrispondente a cicli solari passati (il 22 e il 23) particolarmente intensi.

http://www.palazzosomeda.it/Osservatorio/Ilraffreddamentoclimaticochestaarrivando.htm

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Pochi sanno che è esistito un minimo solare secondario, a cavallo tra il XVIII ed il XIX Secolo, chiamato, appunto, Minimo di Dalton, e che ha attraversato alcuni dei decenni più rigidi della Piccola Età Glaciale.

Osservando la curva che mostra il numero di macchie solari dall’inizio delle osservazioni fino ad oggi, notiamo la piattezza della curva nel Seicento, una risalita graduale nel corso del ‘700, interrotta proprio da una fase di attività solare molto bassa nel periodo compreso tra il 1790 ed il 1830.

Successivamente, l’attività solare riprende, e, dopo una temporanea diminuzione tra la fine dell’800 ed i primi del Novecento, ecco che nel XX Secolo arrivò il massimo numero di macchie solari di tutto il periodo di studio.

[…]

Il minimo di Dalton può essere bene correlato con la presenza di un cinquantennio tra i più rigidi della Piccola Età Glaciale, e che ha presentato due massimi di espansione dei Ghiacciai Alpini (attorno al 1820 ed al 1850), che sono stati i più estesi, in molti casi, di tutta l’Età moderna.

In questo cinquantennio, inoltre, abbiamo avuto l’Inverno più rigido (il 1829-30), ed anche l’Estate più fresca (1816), da quando vengono effettuate misurazioni termiche regolari in Europa.

D’altro canto, è stata misurata la concentrazione dell’isotopo radioattivo Berillio -10 nel ghiaccio della Groenlandia e dell’Antartide.

Quando il Sole attraversa una fase di massimo, esso respinge i raggi cosmici galattici, che sono i responsabili della produzione di questo isotopo del Berillio.

[…]

Alcuni studiosi stanno supponendo la probabilità che si possa verificare una nuova fase solare simile al ciclo del minimo di Dalton, con un probabile calo delle temperature globali.

Esse potrebbero calare fino a provocare l’arrivo di una nuova “Piccola Età Glaciale” nei prossimi decenni.

http://www.meteogiornale.it/notizia/13795-1-il-minimo-di-dalton-e-le-sue-pesanti-conseguenze-climatiche-ci-stiamo-avviando-ad-un-ciclo-simile

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Tanto per avere un’idea del raffreddamento climatico che si ebbe in questo periodo, basti pensare che la stazione meteorologica di Oberlach, in Germania, vide diminuire la sua temperatura media annuale di 2 °C in 20 anni.

http://www.meteogiuliacci.it/attivita-solare-in-difficolta-verso-un-nuovo-minimo-di-dalton_sn_1826.html

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un altro periodo di minimo solare, denominato Minimo di Dalton, in onore del fisico inglese John Dalton, posto tra il 1790 e il 1830. Si trattò fortunatamente solo di un minimo che investì in realtà solo due cicli solari , ma il tempo dalla caduta alla piena ripresa dell’attività solare richiese quasi 40 anni. Una testimonianza storica nota a tutti di questo periodo è il Grande Inverno Russo che cancellò l’esercito di Napoleone che aveva cercato la fortuna fino a Mosca nel 1812 ed ebbe la sfortuna di incontrarlo: uccise più uomini che il nemico. A fine campagna le truppe napoleoniche erano ridotte a meno del 2% del numero iniziale.

Dopo il 1850 con la ripresa dell’attività solare si ebbe un periodo decisamente gradevole che culminò con il Massimo Moderno che a questo punto sembra giunto al termine.

http://www.palazzosomeda.it/Osservatorio/IlSoleeilMinimodiMaunderDaltonedEddy.htm

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La causa del crollo delle temperature fu principalmente l’attività solare, ma secondariamente contribuì a peggiorare la situazione l’intenso vulcanismo su scala globale i cui solfati immessi nell’atmosfera contribuirono a riflettere e a rallentare ulteriormente l’attività solare.

“Recenti lavori hanno suggerito che un aumento in vulcanismo era in gran parte responsabile del trend di raffreddamento”

In realtà l’aumento del vulcanismo è stato innescato dal basso numero di macchie solari.

Con questo dovremmo aspettarci in vista di questo nuovo Minimo Solare un’ulteriore accrescersi dell’attività vulcanica che unite all’attività solare influenzeranno a sua volta il clima.

Il periodo del Minimo di Dalton fu contrassegnato da importanti fenomeni eruttivi che posero il loro marchio sul clima già di per sè freddo della Piccola Era Glaciale.

L’eruzione del Tambora non fu l’unica, in quel periodo: nel 1812 esplose con violenza il vulcano Soufrière, nei Caraibi, mentre l’anno prima fu il vulcano Mayon, nelle Filippine, ad entrare in attività. Tutte queste eruzioni vomitarono enormi quantitativi di cenere e polvere nell’atmosfera, producendo un denso “velo” di polvere vulcanica nella stratosfera. Questo velo schermò una discreta parte dei raggi solari negli anni successivi, provocando uno dei periodi dal clima più freddo della (già di per sé fredda) piccola era glaciale.

La polvere restò per molti anni nell’atmosfera diminuendo la quantità di radiazione solare che abitualmente colpisce il suolo della terra. Il pianeta conobbe un’epoca di estati mancate ed inverni freddissimi, che ebbero come conseguenza scarsissimi raccolti e un impoverimento importante di vaste aree del pianeta. Il 1816, l’anno successivo all’eruzione, fu poi ricordato come l’anno senza estate.

Le inusuali aberrazioni climatiche del 1816 ebbero l’effetto peggiore nell’America del nordest, nelle province canadesi del Maritimes e di Terranova e nel nord dell’Europa. Tipicamente la tarda primavera e l’estate in quelle regioni americane sono sì relativamente instabili, ma mai fredde, con minime che raramente scendono sotto i 5 °C (praticamente mai in Europa).

La neve d’estate su quelle zone del Nord America è estremamente rara sebbene a maggio talvolta sia presente del nevischio.
Nel maggio 1816, invece, il ghiaccio distrusse la maggior parte dei raccolti, e a giugno due grandi tempeste di neve nel Canada orientale e nel New England provocarono molti morti. Quasi trenta centimetri di neve ricoprirono Québec all’inizio di giugno. A luglio ed agosto i laghi e i fiumi ghiacciarono in Pennsylvania e altre tre gelate colpirono il New England che distrussero tutti gli ortaggi tranne quelli poco sensibili al freddo.

Rapide e improvvise variazioni di temperatura erano comuni, così come fu comune l’incremento dei prezzi dei cereali.

Molti storici citano l’anno senza estate come il principale motivo per la “conquista” nell’Ovest americano e il rapido crescere di stanziamenti umani nel Midwest. In generale le popolazioni furono colpite da una grande miseria, i coltivatori furono ridotti in grande difficoltà e molti capi di bestiame morirono. L’eruzione del Tambora fu anche la causa, in Ungheria, della caduta di neve sporca. Qualcosa di simile accadde anche in Italia, che per un anno circa vide cadere della neve rossa, si crede a causa delle ceneri nell’atmosfera.

L’Europa, che stava ancora riprendendosi dalle guerre napoleoniche, soffrì per la mancanza di cibo. Ci furono rivolte per il cibo in Gran Bretagna e in Francia e i magazzini di grano vennero saccheggiati. La violenza fu peggiore in uno stato senza sbocchi sul mare come la Svizzera, il cui governo fu costretto a dichiarare un’emergenza nazionale. Grandi tempeste, piogge anomale e inondazioni dei maggiori fiumi europei (incluso il Reno) sono attribuite all’eruzione, così come la presenza di ghiaccio nell’agosto del 1816.

http://fetonte.blogspot.it/2012/10/lanno-senza-estate-durante-il-minimo-di.html

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Se le previsioni NASA corrispondono al vero, ossia che dovremo aspettarci anche un ciclo più lungo del normale, cioè della durata di quasi 13 anni, è da domandarci se questo comporterà solamente il determinarsi di un raffreddamento globale in stile Minimo di Dalton, oppure possiamo aspettarci anche qualcosa di peggio.

Nel minimo di Dalton si ebbero due cicli solari deboli prima di poter osservare la ripresa solare. Di conseguenza prima di vedere una ripresa dell’attività solare, nel caso più felice, sarebbe necessario aspettare almeno fino al 2030-2035, dopo un ciclo 25 ancora debole.

Se però si manifesta l’ipotesi peggiore, paventata da Livingston e Penn, di un collasso del magnetismo solare prolungato tale da determinare l’instaurarsi un Minimo di Eddy (la denominazione che si intende dare a questo attuale minimo solare) in stile Minimo di Maunder, allora non credo che nessuno di coloro che stanno leggendo questo articolo, che si presume abbia raggiunto l’età della ragione, avrà il piacere di rivivere le calde estate degli anni passati a queste latitudini.

Ma sorge a questo punto una domanda: dovremo solo ripararci meglio dal freddo che diventerà via via una consuetudine, oppure possiamo aspettarci qualcosa di ancora peggio? Quanto il ridotto magnetismo solare è in grado di influenzare la Terra nel suo pulsare di vita propria?

[…].

Cerchiamo di ritornare sul tema dell’effetto del magnetismo solare sulla dinamica terrestre, in particolare sul vulcanismo, e per questo motivo citerò proprio un lavoro scientifico del 1989 di un ricercatore statunitense dell’Institute for Space Studies della  NASA che si trova a New York al Goddard Space Flight Center.

Il suo nome è Richard B. Stothers ed ha preso in considerazione i dati storici delle grandi eruzioni vulcaniche tra il 1500 e il 1980.

Con un’accurata analisi retrospettiva, molto dettagliata, di dati storici ha scoperto due periodicità statisticamente significative nell’andamento delle eruzioni vulcaniche correlabili rispettivamente sia al ciclo solare di 11 anni, sia al più lungo ciclo solare di 80 anni, detto di Wolf-Gleissberg.

In queste periodicità di particolare attività vulcanica ha osservato che vi era una notevole corrispondenza tra aumento dell’attività vulcanica e minimi solari, mentre vi era una cospicua riduzione dell’attività vulcanica durante i massimi solari.

[…]

A parere dell’autore di questo studio (ma eravamo nel 1989) i flares solari presenti nei massimi solari possono cambiare i modelli di circolazione atmosferica, influenzando anche i movimenti di rotazione terrestre. Questa scossa nella dinamica dei movimenti della crosta terrestre, secondo lui, è in grado di provocare dei micro terremoti che limitano il vulcanismo perché diminuiscono la pressione sulle faglie.

[…]

innesterei anche le ricerche di Caspar M. Ammann sull’ulteriore ruolo nei cambiamenti climatici determinatisi durante il Minimo di Maunder,  in conseguenza dell’aumento del vulcanismo esplosivo.

Nel suo studio egli ricombina i risultati ottenuti dai carotaggi nei ghiacci con i dati dell’irraggiamento solare dell’epoca e propone una nuova rilettura dei dati noti.

Secondo questo autore l’abbassamento della temperatura durante il Minimo di Maunder non sarebbe stato determinato solamente dalla ridotta attività solare e lo stesso sottolinea che la maggior parte degli autori avrebbero ignorato nei loro studi gli altri importanti fattori che possono aver drammatizzato la variazione climatica.

Tra questi fattori Amman pone la responsabilità dell’aumentato vulcanismo nel determinare, nel perdurante periodo di freddo, dei picchi di ulteriore raffreddamento climatico, in particolare nell’ultimo periodo del Minimo di Maunder.

L’emissione di aerosol nell’atmosfera avrebbe infatti oscurato la già scarsa irradiazione solare, provocando un andamento altalenante del raffreddamento climatico nell’Emisfero Nord in senso peggiorativo e quindi determinando di conseguenza ulteriori repentini raffreddamenti climatici.

In conclusione, andando a ragionare su queste ricerche, appare evidente il rapporto esistente tra minimo solare ed aumento delle eruzioni vulcaniche, ma la ragione di questo non ci è ancora nota.

http://www.palazzosomeda.it/Osservatorio/Rapportotraminimosolareederuzionivulcaniche.htm

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I precedenti sono il Minimo di Maunder (1645-1700) e il Minimo di Dalton (1790-1830), ma qui la faccenda sembra profilarsi come più estrema e potrebbe ricalcare l’evento glaciale di 8200 anni fa

1) Dobbiamo sviluppare e incoraggiare l’agricoltura a latitudini più basse, in Africa come in Sud America. Queste sono le aree dove sarà più caldo e umido nella fase fredda (come minimo diversi decenni);

2) Occorre dire agli agricoltori che vivono alle latitudini più elevate (> 40 – da Napoli in su) e che hanno già subito i primi impatti del raffreddamento globale e/o della siccità che le cose andranno di male in peggio nei prossimi decenni. Quel che si coltiva in Scandinavia sarà quel che potrà crescere nell’area alpina;

3) Servono migliori difese contro l’eccesso di precipitazioni a latitudini più basse;

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/08/18/verso-la-glaciazione-di-landscheidt/

PER AGGIORNAMENTI E APPROFONDIMENTI TECNICI, VI RIMANDO A QUESTO ECCELLENTE FORUM
https://www.facebook.com/pages/Attivit%C3%A0-solare-Solar-Activity-/100364603439625

Il cambiamento climatico spiegato ai fan di Bob Geldof (che ci dà per spacciati entro il 2030)

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screenhunter_10-oct-06-00-32http://www.dailystar.co.uk/news/latest-news/342876/Sir-Bob-Geldof-All-humans-will-die-before-2030-

Bob, non mi sei mai stato particolarmente simpatico, specialmente da quando scondinzoli dietro a Bush, Blair, Gore & co. Adesso ti sei reinventato/riciclato nel ramo propaganda, con indubbio successo. Vorrei però spiegare ai tuoi fan che o non hai capito una mazza, oppure sei un ruffiano (eufemismo).

Quel che sta succedendo al clima è che la causa determinante del clima terrestre è il Sole, tramite le sue emissioni (non le nostre emissioni di anidride carbonica, che sono invece particolarmente benefiche per la flora e quindi per il sostentamento di tutti gli esseri viventi di questo pianeta) che colpiscono la nostra atmosfera (strati più esterni):

http://www.nmdb.eu/?q=node/419

Tante macchie solari > molti raggi ultravioletti > correnti a getto zonali (est-ovest) > calore resta sulla Terra

Poche macchie solari > molti raggi infrarossi > correnti a getto meridiane (sud-nord) > la Terra disperde calore attraverso i poli

Le correnti a getto “sono venti zonali che fluiscono da ovest verso est sia nell’emisfero boreale che australe; questo è dovuto alla forza di Coriolis causata dalla rotazione della Terra. I percorsi dei flussi d’aria mostrano delle tipiche forme a meandro, e queste forme stesse si propagano verso est, a velocità minore dell’effettivo vento al loro interno”.

http://it.wikipedia.org/wiki/Corrente_a_getto

Ora hanno alterato la direzione di flusso e sono diventate meridiane (nord-sud). Questo spiega perché ci becchiamo botte di gelo artico nella stagione fredda e perché l’Artico (e noi d’estate) si becca un mucchio di caldo.

“Nelle configurazioni di flusso, infatti, si alternano stadi di indice alto, in cui le correnti a getto sono zonali, ovvero seguono quasi i paralleli e stadi di indice basso, in cui le correnti diventano meridiane e prevalgono saccature e promontori di grande estensione, che permettono il trasporto verso nord di momento occidentale”

http://www.meteorologia.it/…/circolazione%20generale.htm

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Da sempre la comunità scientifica ha riconosciuto nel Sole l’elemento che fornisce la quasi totalità dell’energia che muove le dinamiche climatiche terrestri (venti, piogge, correnti oceaniche, movimenti delle nuvole e delle masse d’aria…)…Approfonditi studi portati a termine nel 2009 da scienziati statunitensi e tedeschi del National Center for Atmospheric Research (NCAR) a Boulder, Colorado, avvalendosi di più di un secolo di osservazioni meteorologiche e delle tecnologie più avanzate attualmente disponibili, sono riusciti a dimostrare come avviene tale legame tra attività solare e fluttuazione del clima terrestre, spiegando in dettaglio la complessa interazione tra la radiazione solare, l’atmosfera e l’oceano.

I risultati degli studi, pubblicati sul Journal of Climate e su Science, dimostrano come anche un piccolo aumento di attività solare influenza in maniera determinante l’area tropicale e le precipitazioni di tutto il globo terrestre. In particolare gli effetti di una maggiore attività solare si fanno sentire in maniera forte nel riscaldamento della troposfera tropicale (dove aumenta la quantità di ozono prodotta dai raggi ultravioletti), nell’aumento della forza dei venti alisei, nell’aumento dell’evaporazione nella zona equatoriale e nell’aumento dell’annuvolamento e delle precipitazioni. Lo studio rileva come ci sia una indubbia associazione fra il periodico picco dell’attività solare e lo schema delle precipitazioni e della temperatura superficiale delle acque del Pacifico. Il modello messo a punto dai ricercatori mostra anche le influenze che i picchi solari hanno con due importanti fenomeni collegati al clima: La Niña e El Niño che sono originati da eventi associati ai cambiamenti nella temperatura delle acque superficiali del Pacifico orientale. In particolare l’attività solare risulta influire su La Niña e El Niño, rafforzandoli o contrastandoli[1].

Molti climatologi ritengono che, al fine di comprendere meglio i meccanismi legati ai cambiamenti climatici e per rendere più affidabili gli scenari climatici futuri, tali studi sono importanti per capire la base naturale della variabilità climatica e per comprendere come la variabilità climatica naturale, in tempi diversi, sia significativamente influenzata dal sole[2]….

…le nubi basse hanno la proprietà di raffreddare la Terra. Quindi quando l’attività solare è più intensa l’atmosfera ha meno copertura nuvolosa perché i raggi cosmici saranno maggiormente deviati dal vento solare così che maggiore energia giunge fino alla superficie terrestre (contribuendo così al riscaldamento climatico). Invece quando l’attività solare è più debole sarà maggiore la copertura nuvolosa dell’atmosfera terrestre per cui diminuisce l’energia che arriva sino alla superficie, energia che viene respinta dalle nuvole. In quest’ultimo caso diminuisce il riscaldamento climatico [leggi: c’è raffreddamento globale]…

Analizzando la situazione attuale vediamo come l’attività solare sia aumentata nel corso degli ultimi 300 anni e in particolare negli ultimi 50 anni. Negli ultimi 30 anni l’aumento dell’attività solare ha tenuto lontano dalla Terra gran parte dei raggi cosmici e quindi vi è stata una minore formazione di nubi in prossimità del suolo e questo spiegherebbe, insieme ad altri fattori, il forte riscaldamento della Terra degli ultimi decenni. Ma nell’ultimo decennio l’attività solare sembra aver subito un lento declino.

http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_undecennale_dell%27attivit%C3%A0_solare

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Dal 1998 ad oggi, l’uomo ha rilasciato circa un terzo di tutte le emissioni di anidride carbonica di origine antropica dall’inizio della rivoluzione industriale. Tuttavia, proprio durante questo periodo, le temperature globali si sono stabilizzate.

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Ci hanno detto che questo è accaduto perché gli oceani hanno assorbito il calore in eccesso, senza spiegare perché all’improvviso sono diventati degli aspirapolvere di calore (calore risucchiato verso il basso?) mentre prima non era mai successo, perché la cosa va avanti da così tanto tempo e perché dovrebbe finire.
Non spiegano neppure come quest’eventualità sia significativa, tenuto conto del fatto che il tasso di riscaldamento oceanico si è dimezzato negli ultimi 50 anni ["the magnitude of the temperature change since the 1870s is twice that observed over the past 50 years", Dean Roemmich, oceanografo, UC San Diego]. Dunque il riscaldamento oceanico RALLENTA a misura che AUMENTANO le emissioni umane. Straordinario. E poi non dovremmo credere che AGW sia la truffa del secolo?
Tanto più che anche il riscaldamento degli oceani si è stabilizzato

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Ciò nonostante il rapporto numero 5 dell’IPCC insiste che le temperature torneranno ad aumentare per forza di cose. Di quanto? Nel 2007 fornivano una forchetta di aumento delle temperature comprese tra 2 e 4,5° C, adesso la forchetta si è allargata a 1,5 < x < 4,5°. Non è chiaro come una maggior incertezza (forchetta più grande) possa giustificare l’affermazione dell’IPCC che essa dimostra una migliore comprensione del fenomeno.

QUALI CATASTROFI CI ATTENDONO SECONDO L’ULTIMO RAPPORTO DELL’IPCC? NESSUNA (!)

Il rapporto dell’IPCC, a dispetto dei toni allarmistici dei media, dichiara, al capitolo 2, che inondazioni, siccità, cicloni tropicali ed extratropicali ed uragani NON si sono intensificati negli ultimi 100 anni.

http://www.climatechange2013.org/images/uploads/WGIAR5_WGI-12Doc2b_FinalDraft_Chapter02.pdf

in italiano: “il report dell’IPCC appena pubblicato ha in effetti messo la parola fine sul collegamento tra gli eventi estremi e i cambiamenti climatici
http://www.climatemonitor.it/?p=33854#more-33854

L’ultima trovata è la progressiva acidificazione degli oceani. Ma gli oceani sono alcalini, quindi semmai – se quest’ipotesi fosse mai dimostrata  – si tratterebbe di un’infinitesimale de-alcalinizzazione, come ce ne sono state tante in passato.

Dunque l’unico eventuale serio problema rimarrebbe l’innalzamento degli oceani che, ci viene detto, sono saliti di 11,1 millimetri (!) tra il 1992 e il 2012.

Una crescita insignificante. Talmente insignificante che sembra una presa in giro, non scienza. L’IPCC si dichiara “quasi totalmente certo” che c’è stata un’accelerazione nell’innalzamento oceanico. Al di là del fatto che questa quasi totale certezza è messa in discussione da un gran numero di studi che chiamano in causa anche le alterazioni dei fondali oceanici

http://journals.ametsoc.org/doi/abs/10.1175/JCLI-D-12-00319.1

http://www.clivar.org/sites/default/files/WGOMD/activities/sealevel/talks/gregory_hobart.pdf

Le variazioni sono nell’ordine di pochi millimetri e le imprecisioni delle strumentazioni di rilevazione possono raggiungere l’ordine dei centimetri (satelliti) e delle decine di centimetri. L’imprecisione è molto più grande della misurazione, perché la stima dei livelli oceanici è di una complessità inaudita. Anche in questo caso sarebbe richiesta della prudenza, ma il terrorismo psicologico sembra essere l’unico reale obiettivo dell’IPCC.

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Tra l’altro, se i governi fossero realmente allarmati come dichiarano di essere, perché commissionerebbero ingenti interventi edilizi lungo delle coste che dovrebbero essere sommerse? Forse sanno benissimo che anche la previsione dell’innalzamento degli oceani sarà smentita?

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IL CASO STOCKER

Che l’IPCC sia un’istituzione parodistica della scienza è dimostrata dal fatto che è presieduta da un ingegnere-economista – e non da un fisico o climatologo – e dal fatto che il vicepresidente del working group 1, il più importante di tutti, è Thomas F. Stocker

http://www.climate.unibe.ch/~stocker/

Stocker fa parte di un team di scienziati dell’università di Berna che ha dimostrato che l’attività solare è stata decisiva per l’innesco della piccola era glaciale, smentendo l’IPCC

http://www.oeschger.unibe.ch/about/news/news_en.html

Lehner, Flavio, Andreas Born, Christoph C. Raible, Thomas F. Stocker, 2013: Amplified Inception of European Little Ice Age by Sea Ice–Ocean–Atmosphere Feedbacks.  J. Climate26, 7586–7602.

doi: http://dx.doi.org/10.1175/JCLI-D-12-00690.1

“Secondo i ricercatori Flavio Lehner, Christoph Raible e Thomas Stocker la piccola era glaciale si sarebbe originata in seguito a forti eruzioni vulcaniche, combinate con una bassa attività solare: il tutto avrebbe rapidamente favorito un incremento delle formazioni di ghiaccio indipendentemente dalla circolazione atmosferica che si era andata instaurando in quel periodo. Si tratta di una delle tante voci fuori dal coro, che dissentono da posizioni che vorrebbero essere nette ed inattaccabili e che invece, proprio perché si pongono come assolutiste, in una disciplina che assolutista non sarà mai, vengono sempre più bersagliate da ipotesi opposte”.

http://meteolive.leonardo.it/news/In-primo-piano/2/Team-scienziati-svizzeri–il-sole-debole-ha-determinato-la-piccola-era-glaciale-/43302/

Quindi il suddetto Stocker nel 2013 pubblica uno studio che smentisce le conclusioni del rapporto dell’IPCC del 2013 da lui presieduto, conclusioni da lui stesso sintetizzate alla conferenza stampa ufficiale.

SHSeaIceMonthlyLastThreeYearsAUGUST
ghiacci antartici da record assoluto (da quando si fanno le misurazioni, 1978)

ARRIVA IL GELO

Dal 2000 in poi l’attività solare ha cominciato il suo ciclico declino (ibernazione). Durerà come minimo fino al 2030. il clima è un sistema inerziale, quindi reagisce con una certa lentezza alle variazioni di attività solare (specialmente per via della presenza di masse oceaniche). Il presente ciclo solare è il più debole dal 1906, quando si parlava di glaciazione in arrivo:
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/03/03/i-media-globali-e-il-terrorismo-climatico-1895-2013/

Sunspot-cycle-comparisons-erdling11confronto tra ciclo 24, ciclo 5 (1798-1810, quello del Minimo di Dalton) e media dei cicli

La differenza, ora, è che il ciclo 25 sarà probabilmente quasi privo di macchie solari ed è per questo che si parla di piccola era glaciale
http://www.universetoday.com/103803/solar-cycle-24-on-track-to-be-the-weakest-in-100-years/
http://www.spacedaily.com/reports/Looming_weak_solar_max_may_herald_frosty_times_999.html
http://news.nationalgeographic.com/news/2011/06/110614-sun-hibernation-solar-cycle-sunspots-space-science/
in italiano
http://www.meteoportaleitalia.it/monitoraggio-a-analisi-modelli/monitoraggio-a-analisi-modelli/monitoraggio-solare/11033-ciclo-solare-24-piu-debole-in-quasi-200-anni-mostra-i-segni-di-un-ancora-piu-debole-prossimo-ciclo-25.html

http://www.climatemonitor.it/?p=33737

http://daltonsminima.altervista.org/?p=26909#more-26909

Durante i minimi solari il mondo si raffredda e i ghiacci si espandono. Se sarà un minimo prolungato innescherà una glaciazione (le estati non saranno abbastanza lunghe da sciogliere le nevi accumulate durante inverni più estesi, rigidi e nevosi della norma).

Il minimo di attività solare di Maunder (1645-1715) portò inverni estremamente freddi in Europa e Nord America (e con tutta probabilità anche nel resto del mondo) nonché un aumento dell’attività vulcanica

 http://www.wired.co.uk/news/archive/2011-06/15/sun-heading-for-hibernation

è quindi di notevole interesse che il rapporto 5 dell’IPCC dia la colpa della stabilizzazione delle temperature globali degli ultimi 15 anni all’attività vulcanica e all’attività solare in calo (zampino di Stocker?).

Il ciclo 19 (massimo nel 1958) è stato il più potente mai registrato,
Da un articolo del 2008: “l’attività solare non è mai stata così elevata, nell’ultimo Millennio, come negli ultimi 60 anni, il che sarebbe compatibile con il sensibile incremento delle temperature terrestri misurato negli ultimi decenni…
In questo momento, stiamo attraversando una fase si minimo solare molto lunga, la più lunga almeno dal 1954, con scarsi segni di ripresa verso il massimo previsto per il 2012, che, a questo punto, potrebbe anche slittare in avanti di alcuni anni. Alcuni studiosi stanno supponendo la probabilità che si possa verificare una nuova fase solare simile al ciclo del minimo di Dalton [1790-1830], con un probabile calo delle temperature globali. Esse potrebbero calare fino a provocare l’arrivo di una nuova “Piccola Età Glaciale” nei prossimi decenni“.
http://www.meteogiornale.it/notizia/13795-1-il-minimo-di-dalton-e-le-sue-pesanti-conseguenze-climatiche-ci-stiamo-avviando-ad-un-ciclo-simile
A distanza di 5 anni sappiamo che Marco Rossi, l’autore dell’articolo di meteogiornale, aveva visto giusto.
Il ciclo attuale (24) è debole quanto il 5 di fine Settecento, chiamato Minimo di Dalton e associato a temperature in forte calo e ghiacciai alpini in massima espansione. Il 25 potrebbe non verificarsi neppure.
Lo sostengono, indipendentemente, lo US National Solar Observatory e l’Air Force Research Laboratory

http://www.wired.co.uk/news/archive/2011-06/15/sun-heading-for-hibernation

Ma già ora i ghiacci antartici hanno raggiunto estensioni e spessori da record

http://nsidc.org/data/seaice_index/images/daily_images/S_stddev_timeseries.png

e quelli artici stanno recuperando il terreno perduto

http://ocean.dmi.dk/arctic/old_icecover.uk.php

Gli inverni prolungati hanno già creato problemi in Scandinavia e nel Regno Unito, dove le temperature invernali sono scese, in media, di quasi 1,5 gradi C (notare che il riscaldamento globale ammonta, stando ai valori riportati dall’IPCC, a 0,85 gradi C tra il 1880 e il 2012)

http://www.metoffice.gov.uk/hadobs/hadcet/

http://www.norwaypost.no/index.php/news/latest-news/29011-poorest-grain-harvest-in-37-years

http://www.bbc.co.uk/news/uk-22719709

e anche quest’autunno-inverno si preannuncia molto precoce e tosto

http://www.meteoweb.eu/2013/10/prime-gelate-notturne-sulle-pianure-di-ungheria-e-romania-budapest-e-bucarest-scendono-a-1c/229768/

http://www.meteoweb.eu/2013/10/prime-significative-gelate-fra-russia-finlandia-e-nord-della-svezia-fino-a-7c-a-bassa-quota/229496/

http://www.meteoweb.eu/2013/09/piombano-i-primi-freddi-fra-russia-scandinavia-ed-ucraina-nevica-sulle-aree-a-nord-di-mosca/228824/

http://www.meteogiornale.it/notizia/29476-1-ancora-super-gelo-in-est-europa-prima-neve-in-ucraina

http://www.meteogiornale.it/notizia/29474-1-stati-uniti-gran-tempesta-di-neve-nel-mid-west

http://www.meteogiornale.it/notizia/29473-1-siberia-il-gran-gelo-avanza

L’EROICA BBC

La BBC ha dedicato spazio agli scienziati che contestano la versione ufficiale dell’IPCC e alle loro tesi

http://www.bbc.co.uk/news/science-environment-24233643

Il Guardian, forse il quotidiano più schierato con i serristi, si è permesso di invocare la censura preventiva e di condannare la BBC per faziosità, irresponsabilità e tradimento dei suoi valori – nel 2013 ascoltare il parere di accademici che hanno pubblicato articoli in riviste scientifiche peer-reviewed è diventato un tradimento della deontologia giornalistica!

Il maccartismo non avrebbe saputo fare di meglio

http://www.theguardian.com/commentisfree/2013/oct/01/bbc-betrayed-values-carter-scorn-ipcc

Da notare che la BBC è finita sotto accusa anche nel corso della serie di scandali sulla pedofilia nelle alte sfere britanniche

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/11/12/la-bbc-investiga-il-piu-grande-scandalo-pedofilo-del-dopoguerra-i-politici-la-ristrutturano/

Non posso che applaudire la BBC (o almeno una sua parte) per la sua spina dorsale e la sua perseveranza. Che sia di esempio ai giornalisti di tutto il mondo.

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PIU’ CO2 PER TUTTI!

L’unico vero problema delle emissioni di CO2 è che è insufficiente. Le piante (= cibo) crescono  più rigogliose quando c’è più anidride carbonica nell’atmosfera. Ma in caso di glaciazione i livelli di CO2 precipitano e una grossa porzione della flora si estingue, com’è già successo varie volte in passato:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15642948

Sotto le 200 parti per milione (ora è a 400ppm) di CO2 le piante non possono più crescere perché non riescono a completare la fotosintesi. Sopra le 2000 ppm la concentrazione diventa tossica (il livello ottimale sarebbe tra le 1200ppm e le 1400ppm: il ciclo di crescita sarebbe raddoppiato). Di qui l’utilità delle serre.

http://www.hydrofarm.com/resources/articles/co2_enrichment.php

Nel corso dell’ultima glaciazione si è scesi a 170-180 ppm.

Sotto le 150 ppm tutta la flora sopra il livello del mare si estingue e con essa la fauna che se ne nutre, e quindi anche noi.

 

Altri scienziati si schierano con noi glacialisti

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202 mesi senza alcun riscaldamento globale

clip_image004_thumb2153 mesi (con agosto) anche escludendo El Niño del 1997-1998

lomborg_models_too_hot29195_1_1http://www.meteogiornale.it/notizia/29195-1-piccola-crisi-global-warming-in-diminuzione

La wikipedia.it che non ti aspetti, svela l’arcano!

Il numero di macchie che appaiono sulla superficie del Sole è stato misurato a partire dal 1700, e stimato all’indietro fino al 1500. La tendenza è quella di un numero in aumento, e i valori più grandi sono stati registrati negli ultimi 50 anni. [1]

Il numero di macchie solari è correlato con l’intensità della radiazione solare. Tra il 1645 e il 1715, durante il cosiddetto minimo di Maunder, esse quasi scomparirono, e la Terra nello stesso periodo si raffreddò in modo consistente. La correlazione tra i due eventi è oggetto di discussioni nella comunità scientifica (vedi riscaldamento globale).

http://it.wikipedia.org/wiki/Macchia_solare

60% di ghiaccio artico in più rispetto all’anno scorso. Sempre più scienziati predicono una glaciazione – se avessi un centesimo per tutti gli attacchi che ho subito in questi due anni…ciucciatevi il calzino, fanatici!

Un rapporto trapelato dal gruppo intergovernativo di esperti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (IPCC) ha indotto alcuni scienziati a sostenere che il mondo si sta dirigendo verso un periodo di raffreddamento che non terminerà fino alla metà di questo secolo. Quest’ipotesi contraddice i modelli che predicono un imminente, catastrofico riscaldamento globale. La notizia arriva diversi anni dopo che la BBC aveva previsto che l’Artico sarebbe stato privo di ghiacci entro il 2013.
http://www.telegraph.co.uk/earth/environment/climatechange/10294082/Global-warming-No-actually-were-cooling-claim-scientists.html

http://www.dailymail.co.uk/news/article-2415191/Global-cooling-Arctic-ice-caps-grows-60-global-warming-predictions.html

2000-2013_climate_coverageCome si può notare, i principali media statunitensi hanno gettato la spugna sul riscaldamento globale: non interessa più a nessuno

null_zpsaf6bacb1Se il Sole non si stesse ibernando, si potrebbe ipotizzare un’evoluzione del clima simile a quella della prima metà del secolo scorso.

Un esperimento danese porta altre prove a sostegno della tesi che sole più debole (minimo solare) > minor schermatura da raggi cosmici > raggi cosmici più intensi > più nuvole > raffreddamento globale. Con il massimo solare succede l’opposto. Perciò se stiamo entrando in un Grande Minimo è quasi certo che avremo un raffreddamento globale, indipendentemente dalla attività umane
http://www.dtu.dk/english/News/Nyhed?id={ABB2F1B4-F5F7-4452-BB39-9818EA7CB8F9}

Spedizione di climatologi che dovevano studiare il riscaldamento globale respinta dall’eccessiva quantità di ghiaccio (“come non si vedeva dal 2000, quando abbiamo cominciato il monitoraggio”)
http://www.powerlineblog.com/archives/2013/08/global-warming-expedition-foiled-by-ice.php

Ho già suggerito a chi vive nelle città di pianura di chiedere come stia evolvendo il cambiamento climatico a chi vive in montagna, a chi osserva la natura per passione o per professione e agli agricoltori. Loro hanno un miglior polso della situazione. Altre fonti affidabili sono i geologi e paleoclimatologi. Delle domande da porre potrebbero essere, ad esempio: “Ma le temperature erano davvero sensibilmente diverse da quelle attuali, se ci si trovava lontano dai ghiacci, al tempo dell’ultima glaciazione?”.

Oppure: “L’Antartide era più caldo al tempo dell’ultima glaciazione? E, se sì, perché?

I poli sono luoghi molto sensibili che possono anticipare certe tendenze globali

Sept2_2013vs2010

Settembre 2013 (sin): più ghiaccio e più spesso rispetto al 2010 (dx)

screenhunter_478-sep-12-08-46in rosso il ghiaccio che c’era l’anno scorso e non c’è più quest’anno, in verde il ghiaccio che non c’era e quest’anno c’è

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Con buona pace dei serristi che minimizzano la performance di quest’estate, il 2013 ha battuto tutti gli anni successivi al 2006

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MSU UAH ArcticAndAntarctic MonthlyTempSince1979 With37monthRunningAverage

SHSeaIceMonthlyLastThreeYearsJULYAMSR-E SeaIceComparison

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HadCRUT4 GlobalMonthlyTempSince1979 With37monthRunningAverage

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Rispetto a 12 anni fa le temperature sono scese. Non stanno rispettando la volontà dei serristi: modelli 0 – realtà 1. Potete constatare da voi stessi il diluvio di scetticismo che sta colpendo gli articoli serristi del Guardian: la diga sta cedendo, il velo è lacerato, l’incantesimo…”puf”

Il calo dal 2001 in poi è leggero ma evidente. L’astrofisico russo Habibullo Abdussamatov ha ipotizzato diversi anni fa che la glaciazione prenderà l’avvio tra qualche mese, ma non ha mai suggerito che quest’anno non ci sarebbe stata un’estate (non che io sappia). Le estati continueranno ad esserci e potrebbero anche essere torride (dipende dai jet stream). Sono le mezze stagioni che, “finalmente”, terranno fede all’adagio popolare e diventeranno striminzite:
http://www.meteoweb.eu/2013/05/freddo-e-maltempo-limminente-era-glaciale-di-abdussamatov-e-la-bufala-dellanno-senza-estate/206205/

Il buon Abdussamatov non ha tenuto conto dell’inerzia termica causata dagli oceani, che ritarda l’impatto dei cambiamenti climatici. Per questo è improbabile che si arrivi a un vero e proprio collasso delle temperature globali prima del 2017. I prossimi inverni saranno estremi soprattutto localmente: Nord Europa, Siberia, Cina e Giappone settentrionali, Nord America, Alpi. Magari a Roma si potranno fare video come questo:

http://www.youtube.com/watch?v=5n8ePdYM46Y

I serristi possono dunque stare tranquilli ancora un altro po’. Per un altro paio di anni potranno difendere (non credibilmente) le loro strampalate idee sul “calore scomparso” (missing heat) divorato dagli oceani – ma solo sotto i 700 metri di profondità – che non lo restituiscono per 201 mesi consecutivi (quei malandrini degli oceani…se li becco!) – naturalmente, se fosse vero, la logica prescrive che sarebbe dovuto succedere anche prima e, se l’obiezione è che le condizioni attuali sono cambiate e rendono possibile quel che prima era impossibile, allora non c’è alcuna ragione di ritenere che lo debbano per forza restituire, finché le “nuove condizioni” che consentono al calore di violare le leggi della fisica saranno preservate.

Dovranno però spiegare il senso del loro terrorismo psicologico se dal 1998 in poi la CO2 è aumentata del 10% (che non è bazzecole) mentre le temperature globali sono aumentate di – udite udite! – 0,06*C
Non trattenete il fiato, non arriverà alcuna spiegazione che non sia una farneticazione priva di un qualche fondamento scientifico.

L’emisfero australe non sarà comunque immune:
http://www.meteoweb.eu/2013/08/nevicate-storiche-in-brasile-seriamente-danneggiato-il-raccolto-di-canna-da-zucchero/218560/

http://www.meteoweb.eu/2013/07/il-sud-america-nella-morsa-del-freddo-storiche-nevicate-fin-sulle-coste-foto/216868/

http://www.meteoweb.eu/2013/07/freddo-eccezionale-nellemisfero-sud-nevicate-nei-luoghi-piu-impensabili-di-argentina-e-australia/216336/

http://www.noticiasbolivianas.com/bolivia/la-paz/el-diario/el-diario-portada/101774-metro-y-medio-de-nieve-causa-problemas-a-centros-mineros

http://iceagenow.info/2013/09/peru-snow-state-emergency-expanded/

nel Nord Europa ha nevicato a luglio
http://www.meteoweb.eu/2013/07/incredibile-nel-nord-europa-eccezionali-nevicate-fuori-stagione-in-norvegia/212838/

e l’autunno si sta facendo sotto in anticipo
http://www.markvoganweather.com/2013/08/26/iceland-storm-snow-potential-uks-first-taste-autumn/

Ora vorrei riportare la testimonianza di un lettore altoatesino:

“Le riporto un fatto, statisticamente irrilevante, sulla riconquista dei ghiacciai dell’Ortler dal lato nord e ovest. Ce l’ho dietro casa. In breve, nel 2011, la situazione, a vedersi, sia dell’Ortler (ghiacciai a est del Maddatsch) che del Weisse Kuegel era veramente drammatica. Ghiacciai completamente “spelati”, grigi e in regressione. Mentre questa estate il bianco candido ammanta i ghiacciai e i pendii rocciosi fin dove giunge la vista. Ha nevicato anche la scorsa notte in quota.

E’ un’annotazione banale la mia riportata, ma alla luce su quanto ho letto sul suo blog veramente collimerà tutto se quest’inverno si ripeterà qualcosa di simile al 2011-2012. Ero in Langtaufers (Wies, prima di Melag). 2 metri di neve la prima settimana di gennaio 2012 (con tre giorni di chiusura delle strade e una slavina che quasi raggiunse Pazin). Era 10 anni che non si vedevano stando a quanto raccontatomi. A Nauders in un mese eravamo a 3 metri di caduta. A febbraio -30 a 2000m dove ero, per una settimana. Ricordo solo nei primi anni ’80 (-42 gradi a Ra Valles 2400m sopra Cortina, -17 termometro al sole alle 11 di mattina nel campeggio Olympia 1300m vicino aeroporto) e nel 1992 durante il Ponte dei Morti (-30 2000m in Val Travenanes, la notte prima -10. Il giorno dopo -14 a Passo Falzarego alle due di pomeriggio). Veramente anomalo quel periodo gelato a inizio novembre anche per il mio amico, la guida Manuel del Rifugio Kostner al Vallon sul Sella. Dal 1976 frequento il Sudtirolo, ora ci vivo da sette, posso dire di conoscere abbastanza bene il clima“.

Inverno 2014 e inverno 2022 – i due marcatori temporali della svolta climatica

15279748FIFA-president-Joseph-Blatter-opens-the-envelope-to-reveal-that-Qatar-will-host-the-2022-Wo-1789930

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

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I mondiali si faranno nel Qatar, un angolo di mondo che non subirà conseguenze particolari

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http://www.greenworldtrust.org.uk/Science/Images/ice-HS/noaa_gisp2_icecore_anim_adj.gif

http://www.climatemonitor.it/?p=33194#more-33194

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399198_10201028864797187_1093242328_nghiacci artici in netta ripresa

https://twitter.com/stefanofait

Ci sono due “nastri traportatori” che fanno circolare il plasma nella cromosfera e nella fotosfera del Sole e che, secondo gli esperti, sono i principali responsabili della durata e intensità dei cicli solari.

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Nel 2006 l’astrofisico NASA (scienziato solare al Marshall Institute della NASA) David Hathaway avvertiva che questa circolazione di plasma aveva subito un marcato rallentamento, fino alle velocità più ridotte mai registrate (da 1 metro al secondo a 0,75 m/s nell’anello nord e 0,35 m/s in quello sud: “Stando alla teoria ed all’osservazione, la velocità del nastro predice l’intensità delle macchie solari dei successivi 20 anni circa. Un flusso lento significa bassa attività solare, uno veloce significa attività più forte. Il rallentamento che vediamo ora significa che il Ciclo Solare 25, che avrà il suo picco intorno al 2022, potrebbe essere uno dei più deboli degli ultimi secoli”.

http://science1.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2006/10may_longrange/

http://www.astronomynow.com/news/n1106/15solar/

“Gli esperti del National Astronomical Observatory del Giappone e della Riken Research Foundation, hanno dichiarato che l’attività delle macchie solari sembra somigliare ad un periodo del XVII secolo noto come Minimo di Maunder, durante il quale le temperature globali erano inferiori di 2.5°C – 3°C rispetto ai valori della seconda metà del XX secolo. In quegli anni gelò sei volte il Tamigi, tanto che sul fiume cominciò la tradizione della ‘fiera del ghiaccio’, con spettacoli, divertimenti e commerci sul fiume gelato. Gli inverni particolarmente rigidi del Belgio furono descritti dai pittori fiamminghi, e da tutto il mondo giunsero testimonianze di anni particolarmente difficili. Il minimo di Maunder rappresenta un periodo di 70 anni caratterizzato da assenza di qualsiasi attività sulla superficie del Sole, ed è ricordato come la parte centrale e più fredda della piccola era glaciale. Lo studio giapponese ha scoperto che l’andamento della corrente dell’attività delle macchie solari è simile ai record di quel periodo”.

http://www.tecnologiaericerca.com/2012/04/23/asimmetria-nei-poli-magnetici-del-sole-minimo-di-maunder-in-arrivo/

 earth-2100

La fase di debole o nulla attività solare potrebbe durare fino al 2100

http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/jgra.50210/abstract

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/06/10/sic-transit-warming-mundi-20142090/

 arecords-global-warming-hoax-obama-political-poster-1261354885

intanto, la pausa di 15-17 anni nell’aumento delle temperature è diventata il “nuovo consenso” – nessuno studioso serio lo mette in dubbio (97%?): si cercano le cause

http://www.metoffice.gov.uk/media/pdf/q/0/Paper2_recent_pause_in_global_warming.PDF

http://www.economist.com/blogs/democracyinamerica/2013/06/climate-change

http://www.lefigaro.fr/mon-figaro/2013/06/25/10001-20130625ARTFIG00544-une-pause-inexpliquee-dans-le-rechauffement-climatique.php

http://www.slate.fr/life/74349/rechauffement-climatique-le-doute-fait-son-comeback

www.theaustralian.com.au/news/nothing-off-limits-in-climate-debate/story-e6frg6n6-1226583112134

http://www.nytimes.com/2013/06/11/science/earth/what-to-make-of-a-climate-change-plateau.html?_r=0

http://www.ecoblog.it/post/100797/clima-hans-von-storch-il-riscaldamento-globale-e-in-pausa

http://www.repubblica.it/2006/a/sezioni/ambiente/clima/pausa-riscaldamento-2020/pausa-riscaldamento-2020.html

http://www.climatemonitor.it/?tag=temperature-riscaldamento-globale

http://www.meteogiornale.it/notizia/24935-1-riscaldamento-globale-bloccato-met-office

http://www.astronomia.com/2012/10/16/il-riscaldamento-globale-e-fermo-da-16-anni-parola-del-met-office-inglese/

http://www.lapresse.ca/debats/le-cercle-la-presse/actualites/201210/26/48-1441-une-pause-dans-le-rechauffement-climatique.php

I primi articoli mainstream ad accennarne risalgono al 2008 e negli ultimi mesi si sono moltiplicati.

Ora ci sono climatologi (accademici) che ipotizzano che la pausa si protrarrà per 10-20 anni o che si verificherà un raffreddamento globale (qui una sintesi dei punti di vista):

http://energie.lexpansion.com/climat/rechauffement-climatique-une-pause-qui-derange-_a-35-3974.html

Per gran parte dell’Europa gli inverni a partire dal 2009 sono stati più freddi e nevosi della media, contrariamente a quanto previsto dai modelli serristi, e nel 2014 avremo superato il massimo solare, pur debole (“il più debole mai visto nell’era spaziale”, secondo il già citato Hathaway). Da lì in poi sarà tutto in discesa. Una discesa inesorabile verso il ciclo successivo, che sarà quasi certamente insignificante:

http://news.nationalgeographic.com/news/2011/06/110614-sun-hibernation-solar-cycle-sunspots-space-science/

http://www.mnn.com/earth-matters/space/stories/suns-solar-weather-cycle-at-its-peak-but-its-still-weak

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CHE COSA ATTENDERSI PER IL 2014?

Un inverno un po’ peggiore di quello 2012-2013. Quindi abbastanza tardivo, ma molto lungo, con un periodo gennaio-febbraio-inizio marzo veramente incattivito, specialmente nel Nord Europa e in Russia. L’autunno del 2013 sarà fresco, al di sotto delle medie stagionali, ma non invernale, tranne che forse a novembre (di solito, se novembre è freddo, dicembre sarà più mite, almeno fino a Natale).

Qui trovate una bella analisi (in francese) dell’inverno 2013-2014 che tiene conto di tutte le variabili:

http://www.laterredufutur.com/accueil/index.php/climat/502-lhiver-2013-2014.html

Fuochino…fuoco…GHIACCIO! (cause e conseguenze di una glaciazione)

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a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

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IL SINDACO DI LONDRA: “il governo dovrebbe cominciare a considerare la possibilità che siamo agli inizi di una piccola era glaciale dovuta al calo di attività solare…evento che avrà grandi implicazioni per l’agricoltura, il turismo, i trasporti, la gestione del traffico aereo e l’economia nel suo complesso“.

http://www.telegraph.co.uk/comment/columnists/borisjohnson/9814618/Its-snowing-and-it-really-feels-like-the-start-of-a-mini-ice-age.html

VostokTemp0-420000 BP

evento stratosferico sta portando aria artica fino agli Stati Uniti con temperature tra i -10 e i -40 C. L’articolo lo descrive come un fenomeno sempre più frequente negli ultimi anni, legato allo scioglimento dei ghiacci artici
http://www.climatecentral.org/news/stratospheric-phenomenon-is-bringing-frigid-cold-to-us-15479

qui il relativo studio sull’accresciuta frequenza e natura del fenomeno, che precisa come si tratti dell’opposto di quel che i “tropicalisti”/”serristi” si attendevano (cf. inverni sempre più miti – invece la seconda parte dell’inverno è sempre più rigida e nevosa in Eurasia e Nord America):
http://web.mit.edu/jlcohen/www/papers/Cohenetal2009.pdf

NODC NorthAtlanticHeatContent0-700mSince1979 With37monthRunningAverage

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Record assoluto di formazione di ghiaccio nell’Artico. Quando arriverà l’estate e si scioglierà a velocità ed in quantità senza precedenti (come nel 2012) ci saranno conseguenze nefaste.

Questo scioglimento [dei ghiacci artici] fa sì che una enorme mole d’acqua fredda e dolce si riversi nel nord Atlantico, andando a disturbare il flusso della corrente del Golfo. Infatti una modifica significativa della salinità dell’acqua e della temperatura potrebbe far saltare il meccanismo della corrente raffreddandola molto prima che raggiunga le coste europee e costringendola a fare ritorno in dietro addirittura a disperderla e annullarla. In tutti e due i casi l’Europa si troverebbe alle prese con un terribile e repentino cambiamento climatico. Un ritorno dei ghiacci interesserebbe tutta la Scandinavia, l’Islanda e parte della Gran Bretagna, l’Oceano sopra il 60° parallelo si trasformerebbe in una immensa distesa si ghiaccio. In conseguenza di ciò aumenterebbe tantissimo l’albedo totale e il fronte polare si abbasserebbe notevolmente, generando un raffreddamento sensibilissimo su tutta l’Europa, Italia inclusa. E’ lecito ricordare che questa teoria, inizialmente snobbata dalla comunità scientifica, sta negli ultimi mesi acquistando sempre più seguito. Ne sono prova gli ormai innumerevoli articoli che si trovano sull’argomento sia su giornali che su internet per gli interventi preoccupati di eminenti studiosi e climatologi di fama mondiale.

http://www.sqtradiometeo.it/images/La%20corrente%20del%20golfo/La%20corrente%20del%20golfo.htm

DifferenceAnomalies HadCRUT4-UAH MSU GlobalMonthlySince1979 With37monthRunningAverage

HadCRUT4 30yearTrendAnalysis

HadCRUT4 10yearTrendAnalysis

Quello del 2012 è stato il dicembre più freddo dell’emisfero settentrionale dal dicembre del 2000

http://data.giss.nasa.gov/gistemp/tabledata_v3/NH.Ts+dSST.txt

Ecco cosa diceva riguardo all’Europa uno scenario di un rapporto commissionato dal Pentagono in cui diversi climatologi immaginavano cosa sarebbe potuto succedere in conseguenza del cambiamento climatico: sarà “la più pesantemente colpita dal cambiamento climatico, le temperature medie annuali scenderanno di 6 gradi Fahrenheit (un po’ più di 3 gradi centigradi) in meno di un decennio, con trasformazioni più drammatiche lungo la costa nord-occidentale. Il clima dell’Europea nord-occidentale sarà più freddo, secco e ventoso rendendola molto simile alla Siberia. L’Europa meridionale subirà un cambiamento minore ma verrà colpita ancora da violenti e intermittenti raffreddamenti e da rapidi sbalzi di temperatura. ridotte precipitazioni provocheranno la perdita di terreni coltivabili, il che diventerà un problema per tutta l’Europa contribuendo alla mancanza di scorte di cibo. L’Europa combatterà per arginare l’emigrazione dalle nazioni scandinave e dall’Europea settentrionale di popoli in cerca di temperature più miti, così come l’emigrazione dai paesi duramente colpiti in Africa e altrove”.

http://www.gbn.com/articles/pdfs/Abrupt%20Climate%20Change%20February%202004.pdf

http://fanuessays.blogspot.it/2011/10/le-attivita-umane-hanno-solo-accentuato.html

Questa è la ricostruzione di quel che potrebbe accadere a causa dello scioglimento troppo rapido dei ghiacci artici (in questi anni, nell’Artico, nevica sempre di più, ma la neve si scioglie sempre più in fretta):

Il ghiaccio si scioglie, inonda gli oceani del nord con acqua fresca. Ciò causa un aumento più rapido della temperatura dell’acqua in estate. La differenza di temperatura tra l’Artico e gli oceani meridionali diventa troppo ridotta. Le correnti si bloccano e improvvisamente abbiamo un rimbalzo glaciale:

http://it.wikipedia.org/wiki/The_Day_After_Tomorrow_-_L%27alba_del_giorno_dopo

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/10/25/corrente-del-golfo-ormai-incapace-di-attraversare-latlantico/

Art Bell e Whitley Streiber, gli autori del libro “The coming global superstorm”, da cui è tratto il film sopracitato, descrivono quel che dovrebbe accadere perché si possa dire che lo scenario di una glaciazione improvvisa si sta effettivamente verificando:

“Diciamo che vivete a Dallas, o Madrid, o Roma. Il primo indizio che la supertempesta sta prendendo forma potrebbe essere delle previsioni del tempo secondo cui una serie di fronti freddi si muovono verso sud dal Mar Artico, uno dopo l’altro. Questo potrebbe accadere in qualsiasi momento dell’anno.

Potrebbe capitare di sentire che luoghi più settentrionali – Toronto, Stoccolma, Pechino – sono stati colpiti da condizioni meteo estremamente dure – piovosità straordinaria in estate, bufere di neve senza precedenti in inverno. Fenomeni che si protraggono per una settimana o più, intensificandosi.

Attraverso le pianure del nord del mondo – le pianure nordamericane, le steppe dell’Asia centrale – si comincerebbero a registrare raffiche di vento che possono superare le 100 miglia all’ora (c. 160 km/h).

Luoghi come Edmonton e Semipalatinsk, poi Minneapolis e Mosca, cesserebbero di comunicare con il mondo esterno. Alaska e Siberia settentrionale sarebbero mute già da molto prima.

Dall’Europa, all’Asia, all’America, intere popolazioni cercherebbero disperatamente di spostarsi verso sud.

Poiché le stesse alterazioni che modificano le correnti del Nord Atlantico influirebbero anche sul movimento delle correnti nel sud del mondo, l’Australia e la Nuova Zelanda sarebbero anch’esse colpite. Lì, l’estate si convertirebbe in inverno, o un inverno normale diventerebbe estremamente freddo. Maremoti devasterebbero le coste meridionali del continente. Tifoni improvvisi investirebbero le Filippine, il Giappone e le isole del Pacifico.

[Se tutto ciò si verificasse], quanto più a nord ci si trova, tanto più estreme saranno le condizioni.

Giorno dopo giorno, le tempeste continueranno, diventando più complesse ed organizzate, più grandi, assumendo forme mai osservate prima.

In tutto l’emisfero settentrionale avranno luogo spostamenti massicci di popolazione. Il caos regnerà e molte, molte persone periranno a causa della supertempesta.

Quando la supertempesta si sarà esaurita, diventerà subito evidente che è stata una catastrofe di proporzioni mozzafiato.

Si salveranno solo Portogallo, Italia meridionale e il sud della Spagna. L’intero Midwest americano si troverà sotto una lastra di ghiaccio che si estende attraverso la Siberia e il nord Europa. Questo ghiaccio rifletterà una grande quantità di luce solare e calore verso lo spazio.

Se la tempesta – come pare possa essere accaduto l’ultima volta – colpirà in estate, il ghiaccio probabilmente si scioglierà.

È possibile che questo sia proprio quel che è successo l’ultima volta e, come vedremo, è stato registrato nei miti di tutto il mondo.

Se la tempesta avrà luogo in autunno o in inverno, allora il ghiaccio potrebbe teoricamente compattarsi così tanto nei mesi successivi e riflettere così tanto calore e luce che l’estate successiva semplicemente non sarà abbastanza calda da farlo sciogliere. L’inverno che seguirà sarà il più freddo della storia.

L’effetto finale e ironico del riscaldamento globale diventerebbe subito chiaro ai superstiti: l’inizio di una nuova era glaciale”.

http://www.bibliotecapleyades.net/ciencia/esp_ciencia_tsunami17a.htm

Stiamo forse già assistendo ad un’anticipazione di tutto questo?

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/12/09/la-fine-del-riscaldamento-globale-per-chi-ha-occhi-per-vedere/

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/08/25/il-rimbalzo-glaciale/

http://www.meteogiornale.it/notizia/25348-1-record-copertura-nevosa-eurasia

http://www.meteogiornale.it/notizia/26149-1-super-tempesta-portogallo-1-metro-di-neve-in-montagna

http://www.meteogiornale.it/notizia/26145-1-europa-centrale-paralizzata-da-gelo-e-neve

http://www.meteogiornale.it/notizia/26139-1-neve-in-regno-unito-e-india-caldo-record-a-sydney

http://www.guardian.co.uk/world/2013/jan/20/snow-britain-big-freeze

http://www.meteogiornale.it/notizia/26152-1-parigi-forte-nevicata

http://www.meteogiornale.it/notizia/26030-1-neve-gerusalemme-maggiore-ultimo-ventennio

http://www.meteogiornale.it/notizia/26029-1-libano-sconvolto-dal-maltempo-neve-a-ridosso-della-costa

http://www.meteogiornale.it/notizia/26017-1-neve-a-damasco-e-gerusalemme-gran-freddo-tra-india-nepal

http://www.meteogiornale.it/notizia/26000-1-maltempo-freddo-neve-da-grecia-a-giordania-australia-brucia

http://www.meteogiornale.it/notizia/25994-1-nord-india-grande-freddo-quasi-200-vittime

http://www.meteogiornale.it/notizia/25990-1-grecia-investita-da-ondata-di-gelo-neve-su-atene

http://www.meteogiornale.it/notizia/25415-1-tempesta-inaudita-candelaria-brasile-video-evento

http://www.meteogiornale.it/notizia/25275-1-nord-della-cina-paralizzata-da-improvvise-bufere-di-neve

http://www.meteogiornale.it/notizia/25893-1-neve-in-iran-gelo-intenso-in-asia-centrale-e-tra-cina-e-corea

http://www.meteogiornale.it/notizia/25882-1-cina-causa-gelo-anticipa-apertura-il-festival-del-ghiaccio-di-harbin

http://www.meteogiornale.it/notizia/25862-1-neve-negli-usa-e-in-afghanistan-gelo-record-in-groenlandia-caldo-in-brasile-e-namibia

http://www.meteogiornale.it/notizia/26186-1-gelo-intenso-dal-canada-verso-il-nord-est-stati-uniti

http://www.meteogiornale.it/notizia/26170-1-mosca-stagione-di-neve-eccezionale-arriva-il-gelo

Corrente del Golfo ormai incapace di attraversare l’Atlantico

Nell’ottobre del 2011 la Corrente del Golfo ha deviato verso nord rispetto al suo normale percorso, generando temperature oceaniche maggiori del normale lungo le coste del New England: è quanto risulta da uno studio del Woods Hole Oceanographic Institution.

http://lastampa.it/2012/10/15/scienza/ambiente/clima-corrente-del-golfo-ha-cambiato-rotta-nel-IHtDOAJDiaAFH3sUhTHSNM/pagina.html

Gli scienziati non hanno ancora saputo (voluto?) dare una spiegazione ma hanno dichiarato che è un evento epocale con conseguenze estremamente significative:

http://www.sciencedaily.com/releases/2012/10/121012122648.htm

http://www.whoi.edu/main/news-releases?tid=3622&cid=152829

Una possibile spiegazione è che la crescente potenza della corrente del Labrador abbia deviato la corrente del Golfo e questo potrebbe produrre effetti anche catastrofici nel Nord Europa, già da quest’inverno.

Riporto l’interpretazione di Bernardo Mattiucci:

“La Corrente del Golfo sta rallentando da parecchi anni e dal 2010 circa è praticamente ferma. Nel senso che la sua “forza” non le consente di attraversare l’Atlantico in diagonale come faceva fino a qualche anno fa… (direzione Nord-Est) e così ripiega “naturalmente” verso Nord.

Per capire meglio… bisogna considerare il fatto che la CDG non viene “spinta” verso l’artico dal calore presente nella zona equatoriale… ma viene “attratta” dal freddo delle acque artiche del polo nord… zona a nord dell’Europa dove fino ad una decina di anni fa si contavano 5 “camini”, ovvero delle zone entro le quali l’acqua salata della Corrente del Golfo si inabissava. Nel 2006 circa se ne contava uno solo…

Tornando al periodo attuale… la deviazione verso Nord-Ovest (canale del Labrador) della CDG provoca il riscaldamento del Canada (dove si è avuta pochissima neve nello scorso anno) e della Groenlandia (dove a luglio in 2 settimane si e’ sciolto il 95% della neve precipitata durante l’inverno), ma al contempo provoca il raffreddamento dell’Europa (dove si hanno inverni sempre più freddi dal 2007 in poi).

Nel medio-lungo termine il raffreddamento continuerà… ma sarebbe più logico parlare di meridianizzazione delle correnti… ovvero salite di aria calda durante le estati (sempre più brevi) e discese artiche durante l’inverno (sempre più lunghi).

http://daltonsminima.altervista.org/?p=23207#comments

**********

NEL FRATTEMPO: Incremento dell’estensione del 43,8% dei ghiacci artici, rispetto al minimo. 31 giorni dopo il minimo, questo è il più veloce ricongelamento dal 1979.

**********

Un amico FB si domanda: “Che la Groenlandia torni ad essere un territorio dalla temperatura mite e dal suolo verde?”

Mia considerazione: è vero che questo processo favorisce lo scioglimento dei ghiacci artici (infatti quest’estate c’è stato il minimo, anche se le temperature artiche erano stazionarie, un dettaglio che i giornali non comunicano), però non credo che sarà sufficiente. Una parte di quel calore, se ho inteso bene, si trasformerà verosimilmente in correnti a getto (jet stream) dirette a sud, che porteranno un mucchio di neve sull’Europa. È questo, sostanzialmente, il meccanismo che potrebbe provocare – secondo alcuni l’ha già fatto quest’anno – la crescita dei ghiacciai in Scandinavia e, in un secondo momento, nelle Alpi.

E quindi più probabile che sia il Sahara a rinverdirsi, nel corso di diversi secoli o millenni. A quel punto sarà l’Africa a ricevere ondate di immigrati. Speriamo che siano più tolleranti con i profughi climatici di quanto lo siamo stati noi con le vittime del capitalismo finanziario globalizzato.

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