Temperature globali (satellitari), ghiacci e innevamento a marzo 2014

17 anni / 204 mesi che il riscaldamento globale se n’è andato sbattendo la porta (nostalgia canaglia)

 

a cura di Stefano Fait

 

MSU RSS GlobalMonthlyTempSince1979 With37monthRunningAverageMSU RSS TropicsAndExtratropicsMonthlyTempSince1979 With37monthRunningAveragetrendtlt_update_bar102013Warmer_in_the_pastHolHadicecover_current_newarctic.seaice.color.000post-7389-0-79250700-1383694132

MSU RSS ArcticAndAntarctic MonthlyTempSince1979 With37monthRunningAveragefiveyearoldseaice1ghiaccio artico più vecchio di 5 anni alla 39esima settimana dell’anno

Dovremo abituarci a vivere con meno
James Cameron, regista di Avatar, proprietario di 3 ville a Malibù con 3 piscine riscaldate, un ranch di 100 acri, un elicottero privato, 3 Harley-Davidson, una Corvette, una Ducati, uno yacht, un Humvee, una Ford GT, una flotta di sottomarini (ne ha donato uno da 10 milioni di dollari alla Woods Hole Oceanographic Institution)

Intendeva dire: “dovrete abituarvi a vivere con meno“.

Il rapporto numero 5 dell’IPCC, dichiara, al capitolo 2, che inondazioni, siccità, cicloni tropicali/extratropicali ed uragani NON si sono intensificati negli ultimi 100 anni. La crescita del livello degli oceani NON ha subito alcuna accelerazione (sono saliti di saliti di 11,1 millimetri tra il 1992 e il 2012).

http://www.climatechange2013.org/images/uploads/WGIAR5_WGI-12Doc2b_FinalDraft_Chapter02.pdf

“No best estimate for equilibrium climate sensitivity can now be given because of a lack of agreement on values across assessed lines of evidence and studies” (IPCC AR5);

“Generally low confidence that there have been discernible changes over the observed record on lack of trends in extremes, exceptions are trends seen in temperature extremes and regional precipitation (but not floods)” (IPCC AR5);

“Unlike in AR4, it is assessed here…there is low confidence of regional changes in the intensity of extreme extratropical cyclones” (IPCC AR5);

“Low confidence that any reported long term increases in tropical cyclone activity are robust” (IPCC AR5);

“Current datasets indicate no significant observed trends in global tropical cyclone frequency” (IPCC AR5);

“The current assessment does not support the AR4 conclusions regarding global increasing trends in droughts” (IPCC AR5);

“Low confidence regarding the sign of trend in the magnitude and/or frequency of floods on a global scale” – “there is currently no clear and widespread evidence for observed changes in flooding” (IPCC AR5);

“No long-term acceleration of sea level has been identified using 20th-century data alone” (IPCC 2007);

“It is likely that GMSL (Global Mean Sea Level) rose between 1920 and 1950 at a rate comparable to that observed between 1993 and 2010” (IPCC AR5);

“Il report dell’IPCC appena pubblicato ha in effetti messo la parola fine al collegamento tra gli eventi estremi e i cambiamenti climatici

http://www.climatemonitor.it/?p=33854#more-33854

Anzi, il riscaldamento globale FAREBBE bene all’umanità ed al pianeta almeno fino al 2080

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/11/03/riscaldamento-globale-bene-raffreddamento-globale-male/

Peccato che sia terminato, o sia comunque in letargo

“…nell’attesissimo report di quest’anno, però, l’Ipcc dedica ai 17 anni di temperatura piatta una semplice nota. A loro non sembra interessare: potrebbe mettere in discussione le teorie che hanno sostenuto per anni. Preferiscono tenere i toni dell’allarmismo elevati, presentare come una grande novità il fatto che la probabilità che i cambiamenti climatici siano prodotti dall’attività umana sia passata dal 90 al 95%. Diamine. E preferiscono fare dichiarazioni roboanti sulle catastrofi possibili mentre essi stessi ridimensionano le previsioni allarmistiche che avevano fatto. Ora, l’Ipcc prevede che la temperatura della Terra aumenterà “probabilmente” più di 1,5 gradi centigradi entro il secolo. Nel 2007 sosteneva che sarebbe cresciuta “probabilmente” più di due gradi: e due gradi è il limite sopra il quale potrebbero esserci catastrofi. Su questa, che è la novità del rapporto, buona parte del pigro sistema dei media globali ha sorvolato.

Danilo Taino, ‘Sette’, Corriere della Sera

http://www.corriere.it/sette/editoriali/taino-danilo/2013-41-effetto-serra_37532134-30f6-11e3-a950-4142d5c00dc6.shtml

Com’è stato possibile che per molti anni una maggioranza di persone abbia continuato a credere a questa sciocchezza del catastrofico riscaldamento globale prodotto dall’uomo?

Si chiama propaganda e funziona così:

semplificazione e nemico unico: è necessario adottare una sola idea, un unico simbolo. E, soprattutto, identificare l’ avversario in un nemico, nell’ unico responsabile di tutti i mali.

contagio: riunire diversi avversari in una sola categoria o in un solo individuo.

trasposizione: caricare sull’ avversario i propri errori e difetti, rispondendo all’ attacco con l’ attacco. Se non puoi negare le cattive notizie, inventane di nuove per distrarre.

esagerazione e travisamento: trasformare qualunque aneddoto, per piccolo che sia, in minaccia grave.

volgarizzazione: tutta la propaganda deve essere popolare, adattando il suo livello al meno intelligente degli individui ai quali va diretta. Quanto più è grande la massa da convincere, più piccolo deve essere lo sforzo mentale da realizzare. La capacità ricettiva delle masse è limitata e la loro comprensione media scarsa, così come la loro memoria.

orchestrazione: la propaganda deve limitarsi a un piccolo numero di idee e ripeterle instancabilmente, presentarle sempre sotto diverse prospettive, ma convergendo sempre sullo stesso concetto. Senza dubbi o incertezze. Da qui proviene anche la frase: “Una menzogna ripetuta all’infinito diventa la verità”.

continuo rinnovamento: occorre emettere costantemente informazioni e argomenti nuovi (anche non strettamente pertinenti) a un tale ritmo che, quando l’avversario risponda, il pubblico sia già interessato ad altre cose. Le risposte dell’ avversario non devono mai avere la possibilità di fermare il livello crescente delle accuse.

verosimiglianza: costruire argomenti fittizi a partire da fonti diverse, attraverso i cosiddetti palloni sonda, o attraverso informazioni frammentarie.

silenziamento: passare sotto silenzio le domande sulle quali non ci sono argomenti e dissimulare le notizie che favoriscono l’ avversario.

trasfusione: come regola generale, la propaganda opera sempre a partire da un substrato precedente, si tratti di una mitologia nazionale o un complesso di odi e pregiudizi tradizionali. Si tratta di diffondere argomenti che possano mettere le radici in atteggiamenti primitivi.

unanimità: portare la gente a credere che le opinioni espresse siano condivise da tutti, creando una falsa impressione di unanimità.

Minimo di Eddy > glaciazione di Landscheidt > grossi casini

Twitter [non in italiano]

Facebook [in italiano]

La nostra ipotesi di un avvio verso un periodo freddo trova conferma da altri enti di ricerca europei e nonSupponendo che tale intensa attività solare abbia raggiunto il culmine, potremmo ipotizzare allora una prima fase in cui anche la temperatura del Pianeta permarrebbe anch’essa quasi stazionaria per il medesimo tempo. Seguirebbe poi una seconda fase nella quale, diminuendo il numero delle macchie solari, anche la temperatura scenderebbe, dando così il via ad una inversione di tendenza con conseguente avvio verso una piccola era glaciale
colonnello Paolo Ernani, aeronautica militare
http://www.meteoweb.eu/2013/09/clima-il-col-ernani-ribadisce-la-terra-si-sta-raffreddando-in-italia-il-2013-e-lanno-piu-freddo-degli-ultimi-17/228210/

“…nell’attesissimo report di quest’anno, però, l’Ipcc dedica ai 17 anni di temperatura piatta una semplice nota. A loro non sembra interessare: potrebbe mettere in discussione le teorie che hanno sostenuto per anni. Preferiscono tenere i toni dell’allarmismo elevati, presentare come una grande novità il fatto che la probabilità che i cambiamenti climatici siano prodotti dall’attività umana sia passata dal 90 al 95%. Diamine. E preferiscono fare dichiarazioni roboanti sulle catastrofi possibili mentre essi stessi ridimensionano le previsioni allarmistiche che avevano fatto. Ora, l’Ipcc prevede che la temperatura della Terra aumenterà “probabilmente” più di 1,5 gradi centigradi entro il secolo. Nel 2007 sosteneva che sarebbe cresciuta “probabilmente” più di due gradi: e due gradi è il limite sopra il quale potrebbero esserci catastrofi. Su questa, che è la novità del rapporto, buona parte del pigro sistema dei media globali ha sorvolato. L’Ipcc inoltre ammette che è difficile legare l’attività dell’uomo alle maggiori siccità e al numero più elevato di uragani [in realtà il numero di uragani è in forte calo, nel 2013, NdR]

SUSSIDI E MAFIE. La questione non è irrilevante. Nessuno nega che un problema di effetto serra esista. È che se lo si esagera e si prevedono catastrofi si finisce con il mettere in campo politiche di altissimo costo e inutili: ad esempio i sussidi a pioggia a fonti di energia pulita inefficienti, sussidi spesso accaparrati dalle mafie. E si continua a sollevare il mostro, a dire che esiste una lobby del petrolio che vuole negare il climate change: quando in realtà la lobby vincente è quella e si nutre – denaro, carriere e Nobel – dell’allarmismo di Al Gore“.
Danilo Taino, ‘Sette’,

http://www.corriere.it/sette/editoriali/taino-danilo/2013-41-effetto-serra_37532134-30f6-11e3-a950-4142d5c00dc6.shtml

1375014_327687954040621_675642700_nil 19 ottobre del 2011, 2012, 2013

s_stddev_timeseriesL’Antartico si è dimenticato che giù da lui è primavera e dovrebbe sciogliersi: oltre il 7% di superficie in più della media degli ultimi 30 anni

Sunspot-cycle-comparisons-erdling11Confronto tra ciclo 24, ciclo 5 (1798-1810, quello del Minimo di Dalton) e media dei cicli

cmip5-90-models-global-tsfc-vs-obs1modelli vs. realtà

screenhunter_1648-oct-19-04-43screenhunter_1649-oct-19-04-47

RecentAMSR-E SeaIceExtentIRAC JAXA ArcticSeaIceExtentSince20020601

Il governo dovrebbe cominciare a considerare la possibilità che siamo agli inizi di una piccola era glaciale dovuta al calo di attività solare…evento che avrà grandi implicazioni per l’agricoltura, il turismo, i trasporti, la gestione del traffico aereo e l’economia nel suo complesso

Boris Johnson, sindaco di Londra

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/01/31/fuochino-fuoco-ghiaccio-cause-e-conseguenze-di-una-glaciazione/

La bassa intensità dell’attività della nostra stella potrebbe essere il segnale dell’inizio di una fase «tranquilla» e alcuni addetti ai lavori si spingono a sostenere che potremmo essere agli inizi di un nuovo «minimo di Maunder», la drastica diminuzione dell’attività solare che si verificò tra il 1645 e il 1715, quando le macchie quasi scomparvero: questa fase si manifestò in pochi anni, senza fenomeni precursori, mentre durante la fase finale, tra 1700 e 1715, l’attività riprese solo gradualmente. Il «minimo» coincise con la parte centrale e più fredda della cosiddetta «Piccola Era Glaciale».

Durante questa fase nell’emisfero boreale, e forse anche nel resto del mondo, si verificarono inverni molto rigidi. Osservando le macchie, si è notato che nel Settecento si ebbe una graduale risalita, interrotta da una fase di attività molto bassa tra il 1790 e il 1830 (il «minimo di Dalton»), quando si registrarono gli anni più rigidi dalla fine della Piccola Era Glaciale. Poi ci fu una ripresa e, dopo una temporanea diminuzione tra Ottocento e Novecento, nel secolo scorso fu registrato il massimo numero di macchie del periodo.

Tornando al presente, l’ultimo massimo si è verificato tra 2000 e 2001 e, quindi, quello successivo era atteso per l’anno scorso, con un inizio del nuovo ciclo che avrebbe dovuto manifestarsi nel 2007. E invece niente. Il Sole è rimasto quieto. Il minimo ha avuto un periodo di assenza di macchie di quasi 800 giorni, compreso tra 2008 e 2010, mentre la durata di un minimo tipico si attesta su una media di 300. Solo alla fine del 2009 sono riapparsi gruppi di macchie. Ma quando sarà il prossimo massimo? Probabilmente verso la fine del 2013 o nel 2014 o non ci sarà affatto. E quale sarà la sua intensità? Non è facile prevederlo. L’attuale ciclo ha fatto registrare un numero massimo di macchie solari inferiore a 70 e si conferma come uno dei più deboli degli ultimi secoli. 

http://www.lastampa.it/2013/04/17/scienza/tuttoscienze/il-sole-sta-perdendo-colpi-e-ora-il-clima-si-raffreddera-PeQpoK5fiRuJI7i2sEHKtI/pagina.html

 global-cooling-dalton-thames-1814-2023

Una ricerca dell’Osservatorio Nazionale Solare di Tucson, Arizona, prevede che nel 2015 spariranno del tutto le macchie solari, indipendentemente dai ben noti cicli della nostra stella. Questo fatto potrebbe avere un’importante ripercussione sulla temperatura del globo.

http://www.palazzosomeda.it/Osservatorio/Macchiesolariaddio.htm

 London Bridge frost 1814

Riassumendo i concetti espressi da questi ricercatori possiamo dire che:

  • i minimi solari influenzando fortissimamente il clima nel senso di un forte raffreddamento globale planetario fino ad una Piccola Era Glaciale, anche se una vera e propria Era Glaciale non può avere solo questa origine;
  • il Sole è fortemente influenzato nella sua attività espulsiva dalla posizione nello spazio dei pianeti maggiori del Sistema Solare
  • mediante il calcolo delle sigizie (allineamenti) planetarie si può disporre di una certa predittività dell’andamento solare ed in base a quanto calcolato l’attuale ciclo solare (il 24) ci sta portando a una nuova Piccola Era Glaciale.

Guardando fuori dalle nostre finestre sembra avverarsi quanto sostenuto da Landscheidt a dispetto di un tanto reclamizzato Riscaldamento Globale in pieno sviluppo e da noi percepito negli scorsi anni molto chiaramente. Un Riscaldamento Globale non dovuto all’aumento della CO2, ma semplicemente corrispondente a cicli solari passati (il 22 e il 23) particolarmente intensi.

http://www.palazzosomeda.it/Osservatorio/Ilraffreddamentoclimaticochestaarrivando.htm

 p0whG

Pochi sanno che è esistito un minimo solare secondario, a cavallo tra il XVIII ed il XIX Secolo, chiamato, appunto, Minimo di Dalton, e che ha attraversato alcuni dei decenni più rigidi della Piccola Età Glaciale.

Osservando la curva che mostra il numero di macchie solari dall’inizio delle osservazioni fino ad oggi, notiamo la piattezza della curva nel Seicento, una risalita graduale nel corso del ’700, interrotta proprio da una fase di attività solare molto bassa nel periodo compreso tra il 1790 ed il 1830.

Successivamente, l’attività solare riprende, e, dopo una temporanea diminuzione tra la fine dell’800 ed i primi del Novecento, ecco che nel XX Secolo arrivò il massimo numero di macchie solari di tutto il periodo di studio.

[…]

Il minimo di Dalton può essere bene correlato con la presenza di un cinquantennio tra i più rigidi della Piccola Età Glaciale, e che ha presentato due massimi di espansione dei Ghiacciai Alpini (attorno al 1820 ed al 1850), che sono stati i più estesi, in molti casi, di tutta l’Età moderna.

In questo cinquantennio, inoltre, abbiamo avuto l’Inverno più rigido (il 1829-30), ed anche l’Estate più fresca (1816), da quando vengono effettuate misurazioni termiche regolari in Europa.

D’altro canto, è stata misurata la concentrazione dell’isotopo radioattivo Berillio -10 nel ghiaccio della Groenlandia e dell’Antartide.

Quando il Sole attraversa una fase di massimo, esso respinge i raggi cosmici galattici, che sono i responsabili della produzione di questo isotopo del Berillio.

[…]

Alcuni studiosi stanno supponendo la probabilità che si possa verificare una nuova fase solare simile al ciclo del minimo di Dalton, con un probabile calo delle temperature globali.

Esse potrebbero calare fino a provocare l’arrivo di una nuova “Piccola Età Glaciale” nei prossimi decenni.

http://www.meteogiornale.it/notizia/13795-1-il-minimo-di-dalton-e-le-sue-pesanti-conseguenze-climatiche-ci-stiamo-avviando-ad-un-ciclo-simile

 Cartoon-14

Tanto per avere un’idea del raffreddamento climatico che si ebbe in questo periodo, basti pensare che la stazione meteorologica di Oberlach, in Germania, vide diminuire la sua temperatura media annuale di 2 °C in 20 anni.

http://www.meteogiuliacci.it/attivita-solare-in-difficolta-verso-un-nuovo-minimo-di-dalton_sn_1826.html

 article-2093264-1180A549000005DC-715_468x290

un altro periodo di minimo solare, denominato Minimo di Dalton, in onore del fisico inglese John Dalton, posto tra il 1790 e il 1830. Si trattò fortunatamente solo di un minimo che investì in realtà solo due cicli solari , ma il tempo dalla caduta alla piena ripresa dell’attività solare richiese quasi 40 anni. Una testimonianza storica nota a tutti di questo periodo è il Grande Inverno Russo che cancellò l’esercito di Napoleone che aveva cercato la fortuna fino a Mosca nel 1812 ed ebbe la sfortuna di incontrarlo: uccise più uomini che il nemico. A fine campagna le truppe napoleoniche erano ridotte a meno del 2% del numero iniziale.

Dopo il 1850 con la ripresa dell’attività solare si ebbe un periodo decisamente gradevole che culminò con il Massimo Moderno che a questo punto sembra giunto al termine.

http://www.palazzosomeda.it/Osservatorio/IlSoleeilMinimodiMaunderDaltonedEddy.htm

 168_4

La causa del crollo delle temperature fu principalmente l’attività solare, ma secondariamente contribuì a peggiorare la situazione l’intenso vulcanismo su scala globale i cui solfati immessi nell’atmosfera contribuirono a riflettere e a rallentare ulteriormente l’attività solare.

“Recenti lavori hanno suggerito che un aumento in vulcanismo era in gran parte responsabile del trend di raffreddamento”

In realtà l’aumento del vulcanismo è stato innescato dal basso numero di macchie solari.

Con questo dovremmo aspettarci in vista di questo nuovo Minimo Solare un’ulteriore accrescersi dell’attività vulcanica che unite all’attività solare influenzeranno a sua volta il clima.

Il periodo del Minimo di Dalton fu contrassegnato da importanti fenomeni eruttivi che posero il loro marchio sul clima già di per sè freddo della Piccola Era Glaciale.

L’eruzione del Tambora non fu l’unica, in quel periodo: nel 1812 esplose con violenza il vulcano Soufrière, nei Caraibi, mentre l’anno prima fu il vulcano Mayon, nelle Filippine, ad entrare in attività. Tutte queste eruzioni vomitarono enormi quantitativi di cenere e polvere nell’atmosfera, producendo un denso “velo” di polvere vulcanica nella stratosfera. Questo velo schermò una discreta parte dei raggi solari negli anni successivi, provocando uno dei periodi dal clima più freddo della (già di per sé fredda) piccola era glaciale.

La polvere restò per molti anni nell’atmosfera diminuendo la quantità di radiazione solare che abitualmente colpisce il suolo della terra. Il pianeta conobbe un’epoca di estati mancate ed inverni freddissimi, che ebbero come conseguenza scarsissimi raccolti e un impoverimento importante di vaste aree del pianeta. Il 1816, l’anno successivo all’eruzione, fu poi ricordato come l’anno senza estate.

Le inusuali aberrazioni climatiche del 1816 ebbero l’effetto peggiore nell’America del nordest, nelle province canadesi del Maritimes e di Terranova e nel nord dell’Europa. Tipicamente la tarda primavera e l’estate in quelle regioni americane sono sì relativamente instabili, ma mai fredde, con minime che raramente scendono sotto i 5 °C (praticamente mai in Europa).

La neve d’estate su quelle zone del Nord America è estremamente rara sebbene a maggio talvolta sia presente del nevischio.
Nel maggio 1816, invece, il ghiaccio distrusse la maggior parte dei raccolti, e a giugno due grandi tempeste di neve nel Canada orientale e nel New England provocarono molti morti. Quasi trenta centimetri di neve ricoprirono Québec all’inizio di giugno. A luglio ed agosto i laghi e i fiumi ghiacciarono in Pennsylvania e altre tre gelate colpirono il New England che distrussero tutti gli ortaggi tranne quelli poco sensibili al freddo.

Rapide e improvvise variazioni di temperatura erano comuni, così come fu comune l’incremento dei prezzi dei cereali.

Molti storici citano l’anno senza estate come il principale motivo per la “conquista” nell’Ovest americano e il rapido crescere di stanziamenti umani nel Midwest. In generale le popolazioni furono colpite da una grande miseria, i coltivatori furono ridotti in grande difficoltà e molti capi di bestiame morirono. L’eruzione del Tambora fu anche la causa, in Ungheria, della caduta di neve sporca. Qualcosa di simile accadde anche in Italia, che per un anno circa vide cadere della neve rossa, si crede a causa delle ceneri nell’atmosfera.

L’Europa, che stava ancora riprendendosi dalle guerre napoleoniche, soffrì per la mancanza di cibo. Ci furono rivolte per il cibo in Gran Bretagna e in Francia e i magazzini di grano vennero saccheggiati. La violenza fu peggiore in uno stato senza sbocchi sul mare come la Svizzera, il cui governo fu costretto a dichiarare un’emergenza nazionale. Grandi tempeste, piogge anomale e inondazioni dei maggiori fiumi europei (incluso il Reno) sono attribuite all’eruzione, così come la presenza di ghiaccio nell’agosto del 1816.

http://fetonte.blogspot.it/2012/10/lanno-senza-estate-durante-il-minimo-di.html

 image009

Se le previsioni NASA corrispondono al vero, ossia che dovremo aspettarci anche un ciclo più lungo del normale, cioè della durata di quasi 13 anni, è da domandarci se questo comporterà solamente il determinarsi di un raffreddamento globale in stile Minimo di Dalton, oppure possiamo aspettarci anche qualcosa di peggio.

Nel minimo di Dalton si ebbero due cicli solari deboli prima di poter osservare la ripresa solare. Di conseguenza prima di vedere una ripresa dell’attività solare, nel caso più felice, sarebbe necessario aspettare almeno fino al 2030-2035, dopo un ciclo 25 ancora debole.

Se però si manifesta l’ipotesi peggiore, paventata da Livingston e Penn, di un collasso del magnetismo solare prolungato tale da determinare l’instaurarsi un Minimo di Eddy (la denominazione che si intende dare a questo attuale minimo solare) in stile Minimo di Maunder, allora non credo che nessuno di coloro che stanno leggendo questo articolo, che si presume abbia raggiunto l’età della ragione, avrà il piacere di rivivere le calde estate degli anni passati a queste latitudini.

Ma sorge a questo punto una domanda: dovremo solo ripararci meglio dal freddo che diventerà via via una consuetudine, oppure possiamo aspettarci qualcosa di ancora peggio? Quanto il ridotto magnetismo solare è in grado di influenzare la Terra nel suo pulsare di vita propria?

[…].

Cerchiamo di ritornare sul tema dell’effetto del magnetismo solare sulla dinamica terrestre, in particolare sul vulcanismo, e per questo motivo citerò proprio un lavoro scientifico del 1989 di un ricercatore statunitense dell’Institute for Space Studies della  NASA che si trova a New York al Goddard Space Flight Center.

Il suo nome è Richard B. Stothers ed ha preso in considerazione i dati storici delle grandi eruzioni vulcaniche tra il 1500 e il 1980.

Con un’accurata analisi retrospettiva, molto dettagliata, di dati storici ha scoperto due periodicità statisticamente significative nell’andamento delle eruzioni vulcaniche correlabili rispettivamente sia al ciclo solare di 11 anni, sia al più lungo ciclo solare di 80 anni, detto di Wolf-Gleissberg.

In queste periodicità di particolare attività vulcanica ha osservato che vi era una notevole corrispondenza tra aumento dell’attività vulcanica e minimi solari, mentre vi era una cospicua riduzione dell’attività vulcanica durante i massimi solari.

[…]

A parere dell’autore di questo studio (ma eravamo nel 1989) i flares solari presenti nei massimi solari possono cambiare i modelli di circolazione atmosferica, influenzando anche i movimenti di rotazione terrestre. Questa scossa nella dinamica dei movimenti della crosta terrestre, secondo lui, è in grado di provocare dei micro terremoti che limitano il vulcanismo perché diminuiscono la pressione sulle faglie.

[…]

innesterei anche le ricerche di Caspar M. Ammann sull’ulteriore ruolo nei cambiamenti climatici determinatisi durante il Minimo di Maunder,  in conseguenza dell’aumento del vulcanismo esplosivo.

Nel suo studio egli ricombina i risultati ottenuti dai carotaggi nei ghiacci con i dati dell’irraggiamento solare dell’epoca e propone una nuova rilettura dei dati noti.

Secondo questo autore l’abbassamento della temperatura durante il Minimo di Maunder non sarebbe stato determinato solamente dalla ridotta attività solare e lo stesso sottolinea che la maggior parte degli autori avrebbero ignorato nei loro studi gli altri importanti fattori che possono aver drammatizzato la variazione climatica.

Tra questi fattori Amman pone la responsabilità dell’aumentato vulcanismo nel determinare, nel perdurante periodo di freddo, dei picchi di ulteriore raffreddamento climatico, in particolare nell’ultimo periodo del Minimo di Maunder.

L’emissione di aerosol nell’atmosfera avrebbe infatti oscurato la già scarsa irradiazione solare, provocando un andamento altalenante del raffreddamento climatico nell’Emisfero Nord in senso peggiorativo e quindi determinando di conseguenza ulteriori repentini raffreddamenti climatici.

In conclusione, andando a ragionare su queste ricerche, appare evidente il rapporto esistente tra minimo solare ed aumento delle eruzioni vulcaniche, ma la ragione di questo non ci è ancora nota.

http://www.palazzosomeda.it/Osservatorio/Rapportotraminimosolareederuzionivulcaniche.htm

 maunder2

I precedenti sono il Minimo di Maunder (1645-1700) e il Minimo di Dalton (1790-1830), ma qui la faccenda sembra profilarsi come più estrema e potrebbe ricalcare l’evento glaciale di 8200 anni fa

1) Dobbiamo sviluppare e incoraggiare l’agricoltura a latitudini più basse, in Africa come in Sud America. Queste sono le aree dove sarà più caldo e umido nella fase fredda (come minimo diversi decenni);

2) Occorre dire agli agricoltori che vivono alle latitudini più elevate (> 40 – da Napoli in su) e che hanno già subito i primi impatti del raffreddamento globale e/o della siccità che le cose andranno di male in peggio nei prossimi decenni. Quel che si coltiva in Scandinavia sarà quel che potrà crescere nell’area alpina;

3) Servono migliori difese contro l’eccesso di precipitazioni a latitudini più basse;

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/08/18/verso-la-glaciazione-di-landscheidt/

PER AGGIORNAMENTI E APPROFONDIMENTI TECNICI, VI RIMANDO A QUESTO ECCELLENTE FORUM
https://www.facebook.com/pages/Attivit%C3%A0-solare-Solar-Activity-/100364603439625

Il nascente ghiacciaio del Pollino e la stalinizzazione della climatologia da parte dei governi NATO

Twitter

Facebook

 

Grazie ai mesi di maggio e giugno particolarmente freddi e ancora nevosi in quota, quest’estate il ritiro dei ghiacciai valdostani si è arrestato e si registra ancora oggi un buon innevamento. Lo segnala Fondazione Montagna Sicura portando l’esempio del ghiacciaio del Toula (Monte Bianco), oggetto di monitoraggio, che il 25 luglio 2013 era innevato a circa 2.500 metri di altitudine (spessore tre metri) mentre lo stesso giorno del 2012 la neve si trovava sopra 2.900 metri (spessore due metri).

http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/valledaosta/2013/09/02/Estate-fresca-bene-ghiacciai-Vda_9233374.html

HolHadsconvenienti verità che in un mondo di cittadini informati farebbero crollare il baraccone serrista nel giro di un minuto

GISP2_50kyasconvenienti verità che in un mondo di cittadini informati farebbero crollare il baraccone serrista nel giro di un minuto

Arctic-climate IPCCCome l’artico doveva/dovrebbe essere tra il 2013 e il 2020, secondo i serristi

MSU RSS ArcticAndAntarctic MonthlyTempSince1979 With37monthRunningAverageI serristi fanno bene a preoccuparsi – i testimoni di Geova devono continuare a posticipare il Giorno del Giudizio e chi li prende sul serio?

NSIDC_Minimums_since_2006la più grande estensione di ghiacci artici dal 2006

post-558-0-18942400-1379794344più esteso, più spesso: righiacciamento più rapido

Documenti trapelati e visionati dalla Associated Press hanno rivelato le profonde preoccupazioni tra i politici per l’assenza di riscaldamento globale nel corso degli ultimi anni. La Germania [NATO] ha chiesto che i riferimenti al rallentamento della fase di riscaldamento siano cancellati, sostenendo che un arco di tempo di soli 10 o 15 anni è ‘ingannevole’ e ​​ci si dovrebbe concentrare su decenni o secoli [In questo caso, per coerenza, non si potrebbe neppure ancora parlare di riscaldamento globale – due pesi, due misure].

L’Ungheria [NATO] è preoccupata che la relazione del Gruppo intergovernativo di esperti delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico potrebbe fornire munizioni per i negazionisti del cambiamento climatico di origine antropica [Ci puoi contare, e il governo ungherese ha la credibilità di una vongola ubriaca].

Il Belgio [NATO] contesta l’uso del 1998 come anno di partenza per le statistiche, dato che è stato eccezionalmente caldo e suggerisce di utilizzare 1999 o il 2000, per ottenere una curva più rivolta verso l’alto [Non va bene il picco di caldo, ma va bene il picco di freddo immediatamente successivo, se serve a far impennare le curve – è scienza, questa? Oppure è una frode?]

La delegazione degli Stati Uniti [NATO] ha sollecitato gli autori del rapporto a dar conto della mancanza di riscaldamento utilizzando l’ipotesi principale, quella secondo cui il riscaldamento è in calo perché più calore viene assorbito dagli oceani, che si sono riscaldati [Perché solo ora? Perché il caldo, che per natura tende verso l’alto, se ne resta in basso per 15-17 anni? Perché solo a certe profondità? Perché l'oceano antartico continua a raffreddarsi? Perché il calore "rapito" dovrebbe rispuntar fuori in futuro?]

http://www.dailymail.co.uk/news/article-2425775/Climate-scientists-told-cover-fact-Earths-temperature-risen-15-years.html

Ognuno è libero di sparare le fesserie che crede, ma se lo fa argomentando o, peggio, vaneggiando di meteorologia, glaciologia e climatologia e sventola al contempo il suo dottorato (pure in corso d’opera), i suoi vaneggiamenti diventano una carta d’identità. Prevedere lo scioglimento completo del ghiaccio marino artico a marzo e ritrovarsi con un 60% in più dell’anno prima in settembre non mi sembra dia grosse garanzie di affidabilità, né tecnica, né deontologica. In pratica si dichiara apertamente di non sapere di cosa si parla nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore invece lo si sa, e, straparlando, si prende apertamente per i fondelli chi legge. E le anime belle del Sierra club si spellano le mani a furia di applausi, smettendo solo ogni tanto per stracciarsi le vesti per il disastro che ci attende. Questi sono gli scienziati del clima del futuro. Questo, infine, è il livello di conoscenza scientifica dell’argomento di quanti, secondo chi da le patenti di climatologo, sarebbero titolati a parlare. Auguri.

Guido Guidi sull’assurda previsione che l’artico sarebbe restato privo di ghiaccio nel 2013

http://www.climatemonitor.it/?p=33699

29244_1_2

POLLINO ALLA RIBALTA – Abbiamo già avuto modo d’evidenziare la notizia del nevaio ad inizio settembre, che ha certamente destato non poco scalpore, dato che stiamo parlando del cuore dell’Appennino Meridionale, fra la Lucania e la Calabria: questo residuo di neve continua ancora a resistere nonostante vada avanti l’inevitabile fusione. Le due nuove immagini che seguono mostrano quella che era la situazione di qualche giorno fa, per l’esattezza il 14 settembre 2013. Il nevaio sembra avere ancora una buona riserva per rimanere vivo a lungo, anche se molto dipenderà dalle condizioni meteorologiche dei prossimi giorni e settimane. Al momento è ancora troppo prematuro stabilire se il nevaio riuscirà addirittura a resistere fino a quelle che saranno le prime nevicate stagionali, attese nella seconda parte dell’autunno.

EVENTO STORICO – Mai era accaduto in tempi recenti che questo nevaio, monitorato da diversi anni, superasse praticamente indenne tutta la stagione estiva: a contribuire a questo straordinario evento sono state certamente le nevicate molto abbondanti in quota nel periodo fra gli scorsi inverno e primavera, tanto da accumulare un ingentissimo quantitativo di neve all’interno di questa dolina posta sul versante sud del massiccio montuoso a 2200 metri di quota: il tutto si trova incastonato su un terreno dalla particolare conformazione topografica favorevole al mantenimento del nevaio, nonostante l’esposizione a sud. All’inizio dell’estate infatti il nevaio aveva addirittura ben 10 metri di spessore, che gli hanno consentito di resistere per tutta la stagione estiva senza fondersi del tutto. Attualmente lo spessore del nevaio è di circa 1 metro o poco meno.

http://www.meteogiornale.it/notizia/29244-1-nevaio-record-pollino-nuove-spettacolari-immagini

image63ghiaccio antartico in stabile espansione

 (in contrasto con modelli serristi)

13-southerntemperature oceano antartico: in verde le previsioni dei modelli serristi. In rosso la realtà

 29195_1_1http://www.meteogiornale.it/notizia/29195-1-piccola-crisi-global-warming-in-diminuzione

Meteorologi di tutto il mondo prevedono un altro inverno molto freddo in Europa, sarebbe il 6° di fila!

http://www.meteoweb.eu/2013/09/meteorologi-di-tutto-il-mondo-prevedono-un-altro-inverno-molto-freddo-in-europa-sarebbe-il-6-di-fila/226256/ 

Clima: il global warming è molto più lento del previsto, calcoli dell’IPCC completamente sballati

http://www.meteoweb.eu/2013/09/clima-il-global-warming-e-molto-piu-lento-del-previsto-calcoli-dellipcc-completamente-sballati/227032/

Vanno a studiare gli effetti del global warming, rimangono bloccati per gelo e ghiaccio da record!

http://www.meteoweb.eu/2013/09/vanno-a-studiare-gli-effetti-del-global-warming-rimangono-bloccati-per-gelo-e-ghiaccio-da-record/225288/

icecover_current_newChi vi dice che l’exploit dell’artico di quest’anno è di importanza relativa è un fesso o cerca di ingannarvi: ha battuto tutti gli anni dal 2006 in poi, non solo il miserrimo 2012

“Ultimamente si è molto sentito parlare di estremi termici, e di raffreddamento globale. I dati delle temperature globali, come HadCrut 4, mostrano che il riscaldamento è svanito di colpo.

Analizzando i dati dell’ultima decade, una cosa è chiara: le temperature globali hanno mostrato numerosi segnali di raffreddamento più che riscaldamento.

Ne stiamo già percependo gli effetti. I dati HadCrut mostrano che il raffreddamento sta guadagnando terreno, mentre il riscaldamento è ormai iscritto nei libri di storia, deceduto ormai circa 15 anni fa.

Ci sono moltissimi segni che il pianeta si sta raffreddando:

- L’Artico ha guadagnato terreno: 60% in più di estensione dei ghiacciai, il valore più alto dal 2006;

- L’Europa Centrale ha vissuto ben cinque inverni più freddi rispetto alla norma, un record, e le previsioni per l’inverno alle porte lo qualificano già come il sesto di fila;

-  I dati dell’Express britannico riportano che la Terra si sta raffreddando e lo rimarca il Daily Mail, in un articolo dettagliato ed avvalorato da fonti autorevoli;

- Il Telegraph britannico ha riportato recentemente un trend di raffreddamento, citando lo scienziato climatico prof. Anastasios Tsonis della University of Wisconsin: “Stiamo già vivendo un trend freddo, che credo continuerà almeno per i prossimi 15 anni. Non c’è dubbio che il riscaldamento degli anni ’80 e ’90 si sia fermato.”

- Infine, i dati CET (Central England Temperature) del Met Office britannico: Le temperature annuali complessive mostrano una diminuzione di quasi un grado Celsius negli ultimi 13 anni.”

http://www.meteoweb.eu/2013/09/cambiamenti-climatici-gli-ultimi-dati-sono-inequivocabili-il-pianeta-si-sta-raffreddando/226261/

ssmi1_ice_area

Luca Mercalli (LM) contro un glacialista (Attività Solare – AS)

Domanda: E’ vero che il clima italiano si sta tropicalizzando?

Risposta L.M.: “Tropicalizzare è un termine poco adatto, fa schiamazzo mediatico ma non è adeguato scientificamente. Il clima terreste si sta riscaldando, moderatamente ai tropici, molto velocemente soprattutto sul Mar Glaciale Artico. Questo comporta che in media tutte le stagioni diventano ovunque
più calde (in Italia il CNR-ISAC di Bologna ha valutato in circa 1,5 C l’aumento termico nel corso degli ultimi due secoli), e che le ondate di calore anomale si fanno più frequenti e prolungate (come nel caso eccezionale del 2003). I ghiacciai alpini, che arretrano in modo accelerato negli ultimi trent’anni e le acque del Mediterraneo che si riscaldano ospitando specie ittiche aliene, sono due indicatori italici di una tendenza globale. Tuttavia esistono fluttuazioni locali, il fenomeno non si giudica su una sola stagione un po’ più fresca o più calda del solito o in un solo luogo, ma va osservato sul lungo periodo e a livello planetario. Non per niente si chiama ‘riscaldamento globale’!”.

Risposta A.S.: “Assolutamente no. Il mar Mediterraneo è un mare chiuso, con un limitatissimo scambio di acqua con gli oceani. Il risultato è una nota tendenza al riscaldamento all’aumento della salinità. L’eccessivo sfruttamento dovuto alla pesca perpetrato sia dalle nazioni che vi si affacciano, ma anche da altre nazioni europee e di varie parti del mondo, ha portato ad una riduzione del pesce autoctono favorendo l’arrivo e la proliferazione di pesce e molluschi che prima non trovavano il loro spazio vitale (vedi meduse). L’Italia è comunque una nazione per 3/4 immersa in questo mare, pertanto risente fortemente degli influssi “caldi” che vi si generano. Il clima terrestre si sta raffreddando già dal 1998 e in futuro diventerà inevitabilmente sempre più freddo. Ovunque, anche in Italia. Di esempi ne abbiamo tanti… come il Polo Nord, nel quale quest’anno c’è stata una chiara inversione di tendenza con un recupero dei ghiacci marini da record. Oppure il Sud America, dove ci sono state abbondanti nevicate. Oppure ancora gli stati del Sud degli USA, dove vi è una TOTALE assenza di Uragani… fatto dovuto alla limitata quantità di calore disponibile nel Golfo del Messico“.

Domanda: Quali riflessi ha sulla natura e su di noi?

Risposta L.M.: “La temperatura terrestre è attualmente la più calda che si conosca da circa 5000 anni, dato ottenuto dalla ricostruzione dei paleoclimi attraverso resti fossili e dati geochimici e glaciologici. Secondo gli scenari dei modelli matematici di simulazione dell’atmosfera, verso la fine di questo secolo si attende un ulteriore aumento tra 3 e 5 gradi, a seconda dei provvedimenti più o meno efficaci che la società globale vorrà assumersi. Quindi le conseguenze saranno comunque importanti, sia per l’ecosistema (migrazione/estinzione di specie vegetali e animali, maggior rischio di incendi forestali), sia per l’uomo (influenza sulla produzione alimentare, sulla salute per diffusione di malattie da insetti vettori da clima caldo, stress termico su popolazione anziana, danni da fenomeni estremi come tornado, uragani e piogge alluvionali, aumento del livello dei mari per la fusione dei ghiacci e pericolo per le città costiere)”.

Risposta A.S.: “La temperatura del pianeta segue un andamento ciclico ben preciso… dettato in primo luogo dall’attività solare e in secondo luogo dalla geometria dell’orbita terrestre intorno al Sole. Attualmente il trend è discendente. Dal 1998 al 2006 circa la temperatura si è mantenuta più o meno costante. Poi è iniziata la discesa. Prima lenta… poi via via più veloce. Rispetto al 1888 la temperatura risulta di 1°C circa più alto, ma rispetto al 1998 siamo scesi di 0.2°C circa… per lo più negli ultimi 3 anni. Gli studi paleoclimatici dimostrano che la temperatura media del pianeta non è mai salita oltre un “record” precedente. Da alcuni milioni di anni fa in poi, quando la temperatura media era superiore ai 30°C, la temperatura è scesa. E lo fa con cicli ben preci. Quelli caldi durano mediamente 12500 anni circa, quelli freddi circa 120.000. Tra un ciclo e l’altro c’è un periodo di transizione durante i quali le temperature oscillano violentemente e durante i quali si verificano anche molte delle estinzioni di massa. Tali periodi durano comunque 10.000 anni.
Le variazioni di temperatura media comportano comunque ripercussioni importanti sulla società umana.

Una diminuzione della temperatura comporta un aumento del consumo di energia, sia elettrica che termica (Petrolio e gas naturale). Ma anche e soprattutto una forte riduzione della capacità produttiva agricola. Gli ultimi 2 anni sono stati segnati da evidenti problemi al comparto agricolo…. prima per le abbondanti nevicate (2012) e poi per la ridotta durata della stagione “calda” (2013) che ha ritardato numerosi raccolti e impedito la maturazione di altri“.

Domanda: E’ vero che c’è un tappo di C02 che non permette il passaggio dell’aria e a cosa sarebbe dovuto?

Risposta L.M.: “Non si tratta di passaggio di aria né di tappi! L’anidride carbonica (CO2) è un gas presente in atmosfera in piccola quantità che ha tuttavia la caratteristica di assorbire e trattenere una parte del calore terrestre ricevuto da sole. E’ dunque un regolatore della temperatura del pianeta, più che un tappo immaginiamola come una invisibile coperta chimica. Se ce n’è poca fa freddo e subentrano le glaciazioni, se ce n’è molta fa via via più caldo. Due secoli fa, all’inizio della rivoluzione industriale, avevamo in atmosfera 280 parti per milione di CO2, oggi, per via della combustione di carbone, petrolio e gas, siamo a 400 ppm, il valore più elevato da ben 3 milioni di anni. In quelle condizioni remote tanto simili a oggi le analisi sedimentologiche ci rivelano che la Terra era più calda di almeno 3 gradi e il livello oceanico di almeno 20 metri più elevato, a causa della parziale fusione delle calotte glaciali polari. Ma allora Homo sapiens non c’era ancora, quindi andiamo incontro a condizioni del tutto inedite per la nostra specie!”.

Risposta A.S.: “Nessun tappo. La CO2 è uno dei gas serra presenti in atmosfera e rappresenta lo 0.05% di essi (1% dell’atmosfera). La capacità di produrre l’effetto serra non è mai stato scientificamente dimostrato. Tuttavia, il 99% dei gas serra è costituito dal Vapore Acqueo, che ha un potere di effetto serra molto maggiore rispetto a quello attribuito alla CO2. E bisogna sottolineare il fatto che di quello 0.05%, solo una piccola parte è di origine antropogenica. Purtroppo però il mondo è dominato dal Dio Denaro… e non potendo tassare il Vapore Acqueo, è stato “deciso” di tassare la CO2 e far credere che l’essere umano è talmente bravo e potente da modificare con poche molecole per tonnellata d’aria, la temperatura di un intero pianeta. Ovviamente non è così. Dietro la pagliacciata del Riscaldamento Globale Antropogenico c’è solo un grandissimo business… che sta provocando una riduzione della CULTURA e delle CAPACITÀ INTELLETTUALI allucinante.

Ad ogni modo, la scienza ha dimostrato ampiamente che l’andamento della percentuale di CO2 presente in atmosfera SEGUE, con un certo ritardo, quello della Temperatura media del pianeta. Questo meccanismo è regolato in modo preciso dalla temperatura degli oceani. Temperatura che sta diminuendo (questa però va vista alle diverse profondità, avendo il calore la tendenza a salire verso la superficie)”.

Domanda: Nel 2014 si prevede una glaciazione: cosa significa?

Risposta L.M.: “Nel 2014 non ci sono evidenze scientifiche di alcuna glaciazione, anzi, il trend di riscaldamento, sia pure con fluttuazioni interannuali, è destinato a continuare e a intensificarsi nei decenni futuri. La teoria della glaciazione imminente a causa di una presunta diminuzione dell’attività solare, è stata avanzata da un astrofisico russo ma non è stata riconosciuta dalle migliaia di scienziati che si occupano della ricostruzione del clima passato e della simulazione di quello futuro. Le fluttuazioni dell’attività solare ormai pesano poco rispetto al preponderante contributo dell’aumento della concentrazione di CO2. Sono tuttavia notizie che piacciono, perché ‘rassicurano’ un po’ come quando tra due medici che affermano l’uno che il fumo fa venire il cancro, l’altro che vi mantiene giovani e gagliardi, ovviamente la maggioranza è incline a credere al secondo e a etichettare il primo come Cassandra. Ma se si vogliono risolvere i problemi è bene invece non crearsi falsi alibi, e affrontarli una volta per tutte. Gli studi sul riscaldamento globale vanno ormai avanti da oltre un secolo e sono stati ampiamente confermati dai fatti, quindi basta perdere tempo, è ora di agire”.

Risposta A.S.: “Se sarà o meno una Glaciazione o una Piccola Era Glaciale, solo i posteri potranno dirlo. La tendenza è certamente al raffreddamento… Un raffreddamento iniziato dal 1998 circa e che continuerà sicuramente per alcuni decenni. Molto dipenderà dal ciclo solare 25. Se riuscirà ad essere FORTE (simile ai cicli 19, 21, 22 o 23), allora le temperature ricominceranno a salire tra una decina di anni circa. Se sarà debole come l’attuale 24, la tendenza sarà ad un lento raffreddamento per almeno altri 22-25 anni. Se il ciclo solare 25 dovesse risultare (come si evince da alcuni modelli matematici) ancora più debole rispetto all’attuale 24, allora bisognerà attendere 3 o 4 decenni almeno per sapere quale sarà l’andamento della temperatura. Ad ogni modo, nel 2014 si inizieranno a percepire gli effetti sul clima causati dal debole ciclo 24. Effetti che stiamo già iniziando ad intravedere“.
https://www.facebook.com/pages/Attivit%C3%A0-solare-Solar-Activity-/100364603439625?fref=ts

N.B. è più probabile che il ciclo 25 sarà insignificante, come hanno previsto gli stessi astrofisici che avevano previsto un ciclo 24 decisamente molto sotto tono. E allora ciao ciao Gore e ciao ciao Mercalli. Credibiltà azzerata.

Verso la glaciazione di Landscheidt

Twitter

Facebook

1157633_411306728980909_1694759989_n

le tre scimmiette serriste

berlin1992

Theodor Landscheidt: uno che aveva la vista lunga e gridava “il re è nudo” quando era il momento di farlo

http://www.landscheidt.info/?q=node/302

Questa stagione calda mi ha impartito un’importante lezione e mi ha reso più temperato nei miei giudizi e previsioni

Confessioni di uno che credeva alla versione ufficiale del cambiamento climatico, al crepuscolo dell’estate, dopo che i ghiacci artici hanno imprevedibilmente tenuto botta

http://neven1.typepad.com/blog/

La buona notizia è che a detta dei climatologi il riscaldamento del nostro pianeta sembra che si sia fermato.

Giovanni Sartori, Corriere della Sera, 15 agosto 2013

Non solo, dal 2001 siamo entrati in una fase di leggerissimo raffreddamento globale

http://www.woodfortrees.org/plot/hadcrut4gl/from:1987/to:2014/plot/hadcrut4gl/from:2002/to:2014/trend/plot/hadcrut3gl/from:1987/to:2014/plot/hadcrut3gl/from:2002/to:2014/trend/plot/rss/from:1987/to:2013/plot/rss/from:2002/to:2013/trend/plot/hadsst2gl/from:1987/to:2014/plot/hadsst2gl/from:2002/to:2014/trend/plot/hadcrut4gl/from:1987/to:2002/trend/plot/hadcrut3gl/from:1987/to:2002/trend/plot/hadsst2gl/from:1987/to:2002/trend/plot/rss/from:1987/to:2002/trend

GISS GlobalMonthlyTempSince1958 AndCO2

Nei prossimi anni diventerà chiaro che l’aumento della concentrazione di anidride carbonica e dei gas serra è l’effetto del cambiamento climatico, non la sua causa e che non appena il pur gracile massimo solare di questo ciclo sarà superato (questione di pochi mesi), le temperature declineranno inesorabilmente.

model-climat-erreur

I precedenti sono il Minimo di Maunder (1645-1700)  e il Minimo di Dalton (1790-1830), ma qui la faccenda sembra profilarsi come più estrema e potrebbe ricalcare l’evento glaciale di 8200 anni fa:

1) Dobbiamo sviluppare e incoraggiare l’agricoltura a latitudini più basse, in Africa come in Sud America. Queste sono le aree dove sarà più caldo e umido nella fase fredda (come minimo diversi decenni);

2) Occorre dire agli agricoltori che vivono alle latitudini più elevate (> 40 – da Napoli in su) e che hanno già subito i primi impatti del raffreddamento globale e/o della siccità che le cose andranno di male in peggio nei prossimi decenni. Quel che si coltiva in Scandinavia sarà quel che potrà crescere nell’area alpina;

3) Servono migliori difese contro l’eccesso di precipitazioni a latitudini più basse;

holoceneoptimumtemperature

Il riscaldamento tra 1850 e 2000 (post-Minimo di Dalton) è insignificante se raffrontato ai cicli degli ultimi 10-20mila anni – dal 2005 in poi il Sole è tornato ciclicamente a sonnecchiare e dalla fine di quest’anno non avrà più sussulti – sta entrando in ibernazione:

“Tale grande asimmetria tra gli emisferi, potrebbe essere un segno di grandi cambiamenti in un prossimo futuro, dice Steven Tobias, un matematico presso l’Università di Leeds, nel Regno Unito, Secondo i suoi modelli, una situazione del genere precede una lunga e prolungata fase tranquilla, “UN GRANDE MINIMO SOLARE”.

http://umbertogaetani.blogspot.it/2013/06/sole-perche-il-ciclo-24-risulta-del-50.html

Avremo: irraggiamento solare più debole – vento solare più debole – aumento dei raggi cosmici – aumento dell’attività vulcanica – raffreddamento degli oceani – più Ninas e meno Ninos

ipcc-ar5draft-fig-1-4post-558-0-85895200-1376596599

Linea viola sono le temperature effettivamente registrate. Linea rossa, blu e verde sono le temperature previste dai serristi se avessimo continuato con l’attuale tasso di emissione di CO2 (come è effettivamente avvenuto); linea arancione le temperature previste se avessimo tagliato la CO2 come chiedevano loro (accordi falliti, le emissioni sono stabilmente aumentate). Come si vede il pallino blu si trova sotto il pallino giallo [in realtà è ancora più in basso - a luglio le temperature medie globali sono diminuite ulteriormente e l'Artico si sta ricongelando con due settimane d'anticipo - v. sotto]. Il pianeta è più freddo di quello che sarebbe stato il loro mondo ideale anti-CO2 che non si è mai manifestato. Ergo: l’AGW è la più grande truffa/abbaglio della storia della “scienza”.

Come diceva Santayana, “il fanatismo consiste nel raddoppiare i tuoi sforzi quando hai dimenticato lo scopo ultimo del tuo impegno“. Ed è questa la perfetta definizione per i serristi: l’ultimo rapporto dell’IPCC (2013-2014) dà la colpa all’uomo per il 95%. Era al 50% nel 1995, 66% nel 2001, 90% nel 2007. Stessa cosa per gli oceani: anche se il loro innalzamento si è ridotto di anno in anno, almeno a partire dal 2008, l’IPCC ora prevede un innalzamento ancora più marcato – tra 29 e 82cm invece di 18-59 cm – entro la fine del secolo, Cifre sparate a caso, per fare sensazione e allarme, e che delegittimano progressivamente un’agenzia che dovrebbe essere oggetto di condanna universale per la sua totale mancanza di rigore scientifico.
Più la realtà confuta i modelli matematici, più ci si accanisce a difendere premesse evidentemente errate, come farebbero gli adepti di un culto
http://www.gmanetwork.com/news/story/322398/scitech/science/experts-surer-of-manmade-global-warming-but-local-predictions-elusive

clip_image008_thumb2

Qualsiasi ragionevole analisi scientifica deve concludere che le premesse teoretiche [di AGW - riscaldamento globale causato dall'uomo] sono errate

Leonard Weinstein, scienziato della NASA (Langley Research Center)

Ci sono divergenze di opinione circa la cause del cambiamento climatico. Assistiamo alle fluttuazioni, in genere paragonabili agli eventi del passato, ma non abbiamo idea del perché esse avvengano. Se pensiamo, nell’arco di un secolo, alla variazione di mezzo grado centigrado di temperatura è difficile sostenere che un simile fenomeno abbia bisogno forzatamente di una causa. Un grattacielo di 100 piani trema con il vento e si sposta anche di mezzo metro. Questo ci turba, ma se l’edificio non oscillasse cadrebbe. I sistemi stabili hanno bisogno di queste oscillazioni.

Richard S. Lindzen, Program in Atmospheres, Oceans and Climate, MIT

Il panico del riscaldamento globale è del tutto ingiustificato…non vi è alcuna seria minaccia per il clima. Siamo ipoteticamente più minacciati dal freddo che dal riscaldamento globale.

Yuri Izrael, vice presidente russo del IPCC fino al 2008

Il riscaldamento globale, come pensiamo di doverlo intendere, non esiste. E non sono l’unico a cercare di far aprire gli occhi alla gente e consentirle di vedere la verità.

Tim Ball, primo dottorato canadese in climatologia ed ex professore di climatologia alla università di Winnipeg

Si prega di mantenere la calma: la Terra guarisce se stessa – Non possiamo controllare il clima… la Terra non si preoccupa dei governi e delle loro leggi. Non è possibile trovare del riscaldamento globale nelle odierne osservazioni meteorologiche. Il cambiamento climatico riguarda le ere geologiche, qualcosa che la terra fa per consuetudine, per conto suo, senza chiedere il permesso a nessuno e senza dover render conto a nessuno

Robert B. Laughlin, Stanford, Nobel per la fisica, 1998

L’energia generata dall’umanità è così piccola rispetto al bilancio energetico complessivo del pianeta che, semplicemente, non può influenzare il clima…i cicli durano milioni di anni e noi abbiamo cominciato a studiarli solo di recente. Noi siamo figli del Sole, è solo che non abbiamo sufficienti dati per trarre le conclusioni corrette

Anatoly Levitin, Accademia delle Scienze russa

Il carattere disfunzionale delle scienze climatiche è a dir poco scandaloso. La scienza è troppo importante per la nostra società per essere sottoposta a questo tipo di abusi. L’establishment del riscaldamento globale antropogenico (AGW) ha attivamente soppresso risultati di ricerche che non rispettavano il dogma dell’IPCC [L'Intergovernmental Panel on Climate Change - Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico]

Hans Jelbring, paleogeofisico all’Università di Stoccolma

Sosteniamo che non vi è alcun motivo di preoccuparsi del cambiamento climatico antropica, perché non vi è alcuna prova che una tale cosa si stia verificando

Antonis Christofides e Nikos Mamassis, geoscienziati all’Università di Atene

L’intera idea del riscaldamento globale causato dall’uomo è completamente priva di fondamento scientifico. È una truffa.

Hilton Ratcliffe, astrofisico sudafricano

Theodor Landscheidt (1927 – 2004) è stato il climatologo che ha saputo predire meglio di chiunque altro quel che sarebbe accaduto tra il 2001 e il 2012. Concordo con chi vuole battezzare la prossima glaciazione con il suo nome, a tributo della sua lucidità e lungimiranza.

screenhunter_26-aug-21-18-56Nel frattempo:

- Estate più fredda da record al Polo Nord (DATI DMI)
- Massima estensione di ghiaccio artico nel mese di agosto dal 2006 (DATI DMI)
- Massimo rilevamento assoluto di ghiaccio antartico nel mese di agosto (DATI NSIDC)
- Nessun riscaldamento globale da 17 anni (a seconda del set di dati)
- Quattro dei cinque inverni più nevosi dell’emisfero settentrionale si sono verificati dal 2008 in poi (DATI RUTGERS NEVE LAB)
https://www.facebook.com/pages/Attivit%C3%A0-solare-Solar-Activity-/100364603439625?fref=ts

Inverno scorso straordinario e in completa controtendenza rispetto a previsioni serristi, sotto ogni aspetto:

http://icecap.us/images/uploads/ET_story_May_2013_No_sign_of_global_warming_this_past_winter_%283%29.pdf

estensione delle nevi nell’emisfero nord

Screen_shot_2013-05-30_at_9.42.56_AM

Temperature sotto zero con largo anticipo nell’Artico

BR7Kv_2CcAAvedB

Il tutto corrobora l’ipotesi che le glaciazioni siano innescate da un significativo indebolimento / spegnimento delle dinamiche di “pompaggio” globali (correnti oceaniche ed atmosferiche che non fanno più il loro dovere). Ne risulta un raffreddamento rapido e drammatico ai poli a causa del mancato afflusso di calore dai tropici, mentre ai tropici il calore in eccesso provoca un sovraccarico atmosferico di copertura nuvolosa che riflette la luce solare verso lo spazio e quindi raffredda gli oceani e il pianeta.

Le transizioni sono rapidissime: I dati indicano che, di norma, il cambiamento climatico più a lungo termine si verifica per balzi improvvisi, piuttosto che per cambiamenti incrementali.

http://www.esd.ornl.gov/projects/qen/transit.html

L’attuale ciclo solare è sempre più deludente, perfettamente in linea con previsioni di cicli 25 e 26 flebilissimi o “comatosi”.

Il che significa – come credo sarà dimostrato dagli eventi futuri – che, tenuto conto dell’inerzia termica (cf. oceani), dopo un inverno 2013-2014 preoccupante e un inverno 2014-2015 ancora più ringhioso, si arriverà alla coppia inverno 2016-2017 e 2017-2018 che sarà devastante per tutto il Nord Europa, con inverni che si aggraveranno in maniera marcatissima fino almeno al 2030 e milioni di profughi climatici.

Poi tutto dipenderà dal Sole e da altre variabili.

Quello che stiamo esperendo in questo momento è la fase iniziale del periodo di raffreddamento globale che ha avuto inizio a ottobre del 2005, si è consolidato nel 2012 e accelererà notevolmente nei prossimi anni, specialmente tra il 2017 e il 2030 o giù di lì. Per il momento, tra il 2001 e il 2012, abbiamo perso un decimo di grado nella media delle temperature globali [ossia il mondo è rimasto molto caldo, per gli standard che ci erano familiari].

In precedenza, la fine dei periodi interglaciali aveva visto una caduta delle temperature di 4-8 gradi C nel giro di 50-150 anni e un susseguente, graduale declino, dovuto probabilmente all’effetto albedo.

Chi vive in montagna dovrà spostarsi a valle o prendere esempio dai groenlandesi.

Canada, Russia e Nord Europa dovranno essere abbandonati. Il Nord Africa diventerà molto ospitale.

Sarà interessante vedere come saranno accolti i barconi che partiranno dall’Europa per approdare sulle coste africane

Se c’è una cosa terribile per l’umanità è una glaciazione. Il riscaldamento globale è una benedizione per la flora, la glaciazione è mortale per la vita.
Ci troviamo nella bizzarra situazione di tifare perché i ghiacci si espandano, in modo da dimostrare che i serristi sono cognitivamente substandard e scientificamente analfabeti (a livello di fisica elementare e di geologia) e che AGW è stata la più gigantesca truffa della storia moderna. Ma il nostro successo significherà la morte per decine/centinaia di migliaia di persone. Non è tragico e assurdo?

Fuochino…fuoco…GHIACCIO! (cause e conseguenze di una glaciazione)

converted HIPS image

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

Web Caffè Bookique [Facebook]

IL SINDACO DI LONDRA: “il governo dovrebbe cominciare a considerare la possibilità che siamo agli inizi di una piccola era glaciale dovuta al calo di attività solare…evento che avrà grandi implicazioni per l’agricoltura, il turismo, i trasporti, la gestione del traffico aereo e l’economia nel suo complesso“.

http://www.telegraph.co.uk/comment/columnists/borisjohnson/9814618/Its-snowing-and-it-really-feels-like-the-start-of-a-mini-ice-age.html

VostokTemp0-420000 BP

evento stratosferico sta portando aria artica fino agli Stati Uniti con temperature tra i -10 e i -40 C. L’articolo lo descrive come un fenomeno sempre più frequente negli ultimi anni, legato allo scioglimento dei ghiacci artici
http://www.climatecentral.org/news/stratospheric-phenomenon-is-bringing-frigid-cold-to-us-15479

qui il relativo studio sull’accresciuta frequenza e natura del fenomeno, che precisa come si tratti dell’opposto di quel che i “tropicalisti”/”serristi” si attendevano (cf. inverni sempre più miti – invece la seconda parte dell’inverno è sempre più rigida e nevosa in Eurasia e Nord America):
http://web.mit.edu/jlcohen/www/papers/Cohenetal2009.pdf

NODC NorthAtlanticHeatContent0-700mSince1979 With37monthRunningAverage

screenhunter_93-jan-29-22-16

Record assoluto di formazione di ghiaccio nell’Artico. Quando arriverà l’estate e si scioglierà a velocità ed in quantità senza precedenti (come nel 2012) ci saranno conseguenze nefaste.

Questo scioglimento [dei ghiacci artici] fa sì che una enorme mole d’acqua fredda e dolce si riversi nel nord Atlantico, andando a disturbare il flusso della corrente del Golfo. Infatti una modifica significativa della salinità dell’acqua e della temperatura potrebbe far saltare il meccanismo della corrente raffreddandola molto prima che raggiunga le coste europee e costringendola a fare ritorno in dietro addirittura a disperderla e annullarla. In tutti e due i casi l’Europa si troverebbe alle prese con un terribile e repentino cambiamento climatico. Un ritorno dei ghiacci interesserebbe tutta la Scandinavia, l’Islanda e parte della Gran Bretagna, l’Oceano sopra il 60° parallelo si trasformerebbe in una immensa distesa si ghiaccio. In conseguenza di ciò aumenterebbe tantissimo l’albedo totale e il fronte polare si abbasserebbe notevolmente, generando un raffreddamento sensibilissimo su tutta l’Europa, Italia inclusa. E’ lecito ricordare che questa teoria, inizialmente snobbata dalla comunità scientifica, sta negli ultimi mesi acquistando sempre più seguito. Ne sono prova gli ormai innumerevoli articoli che si trovano sull’argomento sia su giornali che su internet per gli interventi preoccupati di eminenti studiosi e climatologi di fama mondiale.

http://www.sqtradiometeo.it/images/La%20corrente%20del%20golfo/La%20corrente%20del%20golfo.htm

DifferenceAnomalies HadCRUT4-UAH MSU GlobalMonthlySince1979 With37monthRunningAverage

HadCRUT4 30yearTrendAnalysis

HadCRUT4 10yearTrendAnalysis

Quello del 2012 è stato il dicembre più freddo dell’emisfero settentrionale dal dicembre del 2000

http://data.giss.nasa.gov/gistemp/tabledata_v3/NH.Ts+dSST.txt

Ecco cosa diceva riguardo all’Europa uno scenario di un rapporto commissionato dal Pentagono in cui diversi climatologi immaginavano cosa sarebbe potuto succedere in conseguenza del cambiamento climatico: sarà “la più pesantemente colpita dal cambiamento climatico, le temperature medie annuali scenderanno di 6 gradi Fahrenheit (un po’ più di 3 gradi centigradi) in meno di un decennio, con trasformazioni più drammatiche lungo la costa nord-occidentale. Il clima dell’Europea nord-occidentale sarà più freddo, secco e ventoso rendendola molto simile alla Siberia. L’Europa meridionale subirà un cambiamento minore ma verrà colpita ancora da violenti e intermittenti raffreddamenti e da rapidi sbalzi di temperatura. ridotte precipitazioni provocheranno la perdita di terreni coltivabili, il che diventerà un problema per tutta l’Europa contribuendo alla mancanza di scorte di cibo. L’Europa combatterà per arginare l’emigrazione dalle nazioni scandinave e dall’Europea settentrionale di popoli in cerca di temperature più miti, così come l’emigrazione dai paesi duramente colpiti in Africa e altrove”.

http://www.gbn.com/articles/pdfs/Abrupt%20Climate%20Change%20February%202004.pdf

http://fanuessays.blogspot.it/2011/10/le-attivita-umane-hanno-solo-accentuato.html

Questa è la ricostruzione di quel che potrebbe accadere a causa dello scioglimento troppo rapido dei ghiacci artici (in questi anni, nell’Artico, nevica sempre di più, ma la neve si scioglie sempre più in fretta):

Il ghiaccio si scioglie, inonda gli oceani del nord con acqua fresca. Ciò causa un aumento più rapido della temperatura dell’acqua in estate. La differenza di temperatura tra l’Artico e gli oceani meridionali diventa troppo ridotta. Le correnti si bloccano e improvvisamente abbiamo un rimbalzo glaciale:

http://it.wikipedia.org/wiki/The_Day_After_Tomorrow_-_L%27alba_del_giorno_dopo

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/10/25/corrente-del-golfo-ormai-incapace-di-attraversare-latlantico/

Art Bell e Whitley Streiber, gli autori del libro “The coming global superstorm”, da cui è tratto il film sopracitato, descrivono quel che dovrebbe accadere perché si possa dire che lo scenario di una glaciazione improvvisa si sta effettivamente verificando:

“Diciamo che vivete a Dallas, o Madrid, o Roma. Il primo indizio che la supertempesta sta prendendo forma potrebbe essere delle previsioni del tempo secondo cui una serie di fronti freddi si muovono verso sud dal Mar Artico, uno dopo l’altro. Questo potrebbe accadere in qualsiasi momento dell’anno.

Potrebbe capitare di sentire che luoghi più settentrionali – Toronto, Stoccolma, Pechino – sono stati colpiti da condizioni meteo estremamente dure – piovosità straordinaria in estate, bufere di neve senza precedenti in inverno. Fenomeni che si protraggono per una settimana o più, intensificandosi.

Attraverso le pianure del nord del mondo – le pianure nordamericane, le steppe dell’Asia centrale – si comincerebbero a registrare raffiche di vento che possono superare le 100 miglia all’ora (c. 160 km/h).

Luoghi come Edmonton e Semipalatinsk, poi Minneapolis e Mosca, cesserebbero di comunicare con il mondo esterno. Alaska e Siberia settentrionale sarebbero mute già da molto prima.

Dall’Europa, all’Asia, all’America, intere popolazioni cercherebbero disperatamente di spostarsi verso sud.

Poiché le stesse alterazioni che modificano le correnti del Nord Atlantico influirebbero anche sul movimento delle correnti nel sud del mondo, l’Australia e la Nuova Zelanda sarebbero anch’esse colpite. Lì, l’estate si convertirebbe in inverno, o un inverno normale diventerebbe estremamente freddo. Maremoti devasterebbero le coste meridionali del continente. Tifoni improvvisi investirebbero le Filippine, il Giappone e le isole del Pacifico.

[Se tutto ciò si verificasse], quanto più a nord ci si trova, tanto più estreme saranno le condizioni.

Giorno dopo giorno, le tempeste continueranno, diventando più complesse ed organizzate, più grandi, assumendo forme mai osservate prima.

In tutto l’emisfero settentrionale avranno luogo spostamenti massicci di popolazione. Il caos regnerà e molte, molte persone periranno a causa della supertempesta.

Quando la supertempesta si sarà esaurita, diventerà subito evidente che è stata una catastrofe di proporzioni mozzafiato.

Si salveranno solo Portogallo, Italia meridionale e il sud della Spagna. L’intero Midwest americano si troverà sotto una lastra di ghiaccio che si estende attraverso la Siberia e il nord Europa. Questo ghiaccio rifletterà una grande quantità di luce solare e calore verso lo spazio.

Se la tempesta – come pare possa essere accaduto l’ultima volta – colpirà in estate, il ghiaccio probabilmente si scioglierà.

È possibile che questo sia proprio quel che è successo l’ultima volta e, come vedremo, è stato registrato nei miti di tutto il mondo.

Se la tempesta avrà luogo in autunno o in inverno, allora il ghiaccio potrebbe teoricamente compattarsi così tanto nei mesi successivi e riflettere così tanto calore e luce che l’estate successiva semplicemente non sarà abbastanza calda da farlo sciogliere. L’inverno che seguirà sarà il più freddo della storia.

L’effetto finale e ironico del riscaldamento globale diventerebbe subito chiaro ai superstiti: l’inizio di una nuova era glaciale”.

http://www.bibliotecapleyades.net/ciencia/esp_ciencia_tsunami17a.htm

Stiamo forse già assistendo ad un’anticipazione di tutto questo?

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/12/09/la-fine-del-riscaldamento-globale-per-chi-ha-occhi-per-vedere/

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/08/25/il-rimbalzo-glaciale/

http://www.meteogiornale.it/notizia/25348-1-record-copertura-nevosa-eurasia

http://www.meteogiornale.it/notizia/26149-1-super-tempesta-portogallo-1-metro-di-neve-in-montagna

http://www.meteogiornale.it/notizia/26145-1-europa-centrale-paralizzata-da-gelo-e-neve

http://www.meteogiornale.it/notizia/26139-1-neve-in-regno-unito-e-india-caldo-record-a-sydney

http://www.guardian.co.uk/world/2013/jan/20/snow-britain-big-freeze

http://www.meteogiornale.it/notizia/26152-1-parigi-forte-nevicata

http://www.meteogiornale.it/notizia/26030-1-neve-gerusalemme-maggiore-ultimo-ventennio

http://www.meteogiornale.it/notizia/26029-1-libano-sconvolto-dal-maltempo-neve-a-ridosso-della-costa

http://www.meteogiornale.it/notizia/26017-1-neve-a-damasco-e-gerusalemme-gran-freddo-tra-india-nepal

http://www.meteogiornale.it/notizia/26000-1-maltempo-freddo-neve-da-grecia-a-giordania-australia-brucia

http://www.meteogiornale.it/notizia/25994-1-nord-india-grande-freddo-quasi-200-vittime

http://www.meteogiornale.it/notizia/25990-1-grecia-investita-da-ondata-di-gelo-neve-su-atene

http://www.meteogiornale.it/notizia/25415-1-tempesta-inaudita-candelaria-brasile-video-evento

http://www.meteogiornale.it/notizia/25275-1-nord-della-cina-paralizzata-da-improvvise-bufere-di-neve

http://www.meteogiornale.it/notizia/25893-1-neve-in-iran-gelo-intenso-in-asia-centrale-e-tra-cina-e-corea

http://www.meteogiornale.it/notizia/25882-1-cina-causa-gelo-anticipa-apertura-il-festival-del-ghiaccio-di-harbin

http://www.meteogiornale.it/notizia/25862-1-neve-negli-usa-e-in-afghanistan-gelo-record-in-groenlandia-caldo-in-brasile-e-namibia

http://www.meteogiornale.it/notizia/26186-1-gelo-intenso-dal-canada-verso-il-nord-est-stati-uniti

http://www.meteogiornale.it/notizia/26170-1-mosca-stagione-di-neve-eccezionale-arriva-il-gelo

Luca Mercalli apri gli occhi per Giove!

http://www.natice.noaa.gov/new_look/products/ice_extent_graphs/antarctic_daily_ice_extent.html

È scientificamente provato che alla fine di questo secolo resterà circa un 10% dell’area glaciale presente oggi.

Luca Mercalli, 28 settembre 2012

In quegli stessi giorni l’estensione dei ghiacci antartici ha stabilito il nuovo record assoluto
ftp://sidads.colorado.edu/DATASETS/NOAA/G02135/south/daily/data/

E sta succedendo proprio alle maggiori distanze dal continente (quindi non è l’effetto dello scioglimento della calotta)

http://nsidc.org/data/seaice_index/images/daily_images/S_bm_extent_hires.png

Nuovo record di temperatura minima assoluta al Polo Sud, infrange quello del 1966

http://amrc.ssec.wisc.edu/news/index.php?id=41

Qui un raffronto tra serie di temperature artiche ed antartiche
http://www.climate4you.com/Polar%20temperatures.htm

Anche la massa dei ghiacci che formano la calotta antartica sta aumentando e proprio per le ragioni addotte (riscaldamento globale = evaporazione = maggiori precipitazioni nevose):

http://ntrs.nasa.gov/archive/nasa/casi.ntrs.nasa.gov/20120013495_2012013235.pdf

Vanno bene gli esperti della NASA?

L’Antartide possiede oltre il 90% dei ghiacci mondiali, perciò il bilancio totale globale è destinato ad essere positivo. Altro che 10% residuo!

L’Artico si sta ricongelando ad una velocità mai registrata in precedenza:
http://wattsupwiththat.com/2012/10/18/sea-ice-news-volume-3-number-15-arctic-refreeze-fastest-ever/#more-72596

Ghiacciai si espandono nel Karakorum e in Alaska
http://www.torontosun.com/2012/04/17/glaciers-growing-in-some-parts-of-the-world-expert-says
http://www.meteoportaleitalia.it/clima/clima-agw-dissenzienti/gli-scenziati-qdissidenti-q-dicono/2585-himalaya-ghiacciai-in-ripresa-i-dati-e-la-spiegazione-nei-dettagli-dello-studio-condotto-da-una-glaciologa.html#.UGbf9K5vHGg

in Nuova Zelanda
http://www.science20.com/news_articles/contrarian_new_zealand_glaciers_grow_age_global_warming

In Scandinavia crescevano negli anni Novanta
http://articles.latimes.com/1990-10-28/news/mn-4597_1_glacier-norway-grows
e hanno continuato a farlo
http://www.dailytech.com/Glaciers+in+Norway+Growing+Again/article13540.htm

Come succede un po’ in tutto il mondo
http://news.nationalgeographic.com/news/2009/06/090622-glaciers-growing.html

Le guide “alpine”, sul Kilimanjaro, affermano che i ghiacciai si scioglievano fino al 2010. Ma in seguito hanno cominciato a crescere nuovamente:
http://www.wenatcheeworld.com/news/2012/jan/24/glaciers-are-growing-back-on-kilimanjaro-guide/

Questo però Luca Mercalli non ve lo dirà nel corso delle sue attività di divulgazione e sensibilizzazione perché, comprensibilmente, a nessuno piace ammettere di aver puntato sul cavallo perdente.

La verità che sfugge a Mercalli & co. è che il riscaldamento globale causa, ciclicamente, le glaciazioni e le attività umane hanno un impatto minimo su questo fenomeno (lo accentuano e lo accelerano, ma accadrebbe ugualmente)

Post Scriptum: Perché così tanti “esperti” continuano a confondere modelli e realtà? La mappa non è il territorio, lo sanno anche i bambini.

QUI CI SONO TUTTI I DATI, NUDI E CRUDI, CHE VI OCCORRONO PER FORMARVI UN’OPINIONE LIBERA DA DOGMI
http://www.climate4you.com/

Il rimbalzo glaciale

Mentre la gente si preoccupa dei ghiacciai alpini minacciati dagli anticicloni sahariani, il Nord Europa non ha visto l’estate, quest’anno, e Sudafrica ed Australia sono stati innevati come non succedeva da decenni.
Qui trovate tutti i dati climatici ufficiali e i relativi grafici, come quello di Hadcrut:

L’anno scorso, Stoccolma ha avuto 28 giorni di clima estivo, giorni con una temperatura minima di 25 gradi. Quest’anno, solo sei giorni hanno soddisfatto il requisito – 4 giorni nel mese di luglio e due nel mese di agosto. Alla luce di analoghe condizioni nelle isole britanniche, che hanno esperito la peggior primavera e peggiore estate da decenni, è lecito ipotizzare che si sia raggiunto il punto di non ritorno, per le dinamiche esposte qui (evaporazione = maggiore piovosità, che in inverno si trasforma in maggiore nevosità. L’effetto albedo fa il resto).
In altre parole il riscaldamento globale ha già cominciato ad innescare un “rimbalzo glaciale” E NON C’E’ NULLA CHE POSSIAMO FARE
. O meglio, qualcuno ha già preso provvedimenti, ma senza fare troppa pubblicità alla cosa.
Lo stesso Al Gore lo andava dicendo qualche hanno fa, quando spacciava copie del film “L’alba del giorno dopo” durante le sue presentazioni.
La CO2 prodotta dall’uomo c’entra poco o nulla con queste trasformazioni epocali (fine dell’interglaciale). E’ tempo di finirla con il nostro antropocentrismo, la principale causa delle nostre sventure (non siamo il centro dell’universo, non siamo protagonisti di tutto, nel bene e nel male):


Progressivamente, il nord eurasiatico scivolerà verso la glaciazione, come sta già succededendo in Antartide (93% del ghiaccio mondiale: 867000 mila kmq sopra la media, stessa estensione del 2010, seconda maggiore estensione di sempre dopo il 2007). Lo scioglimento record dei ghiacci artici di quest’estate e della prossima estate darà il colpo di grazia alla Corrente del Golfo. L’evaporazione si trasformerà in neve durante i prossimi inverni.
La mia previsione, fatta a fine 2011, era che il processo in corso sarebbe stato evidente a tutti nell’inverno 2013-2014.
Ma già l’inverno 2012-2013 sarà verosimilmente più terribile di quello scorso, con correnti artiche che imperversano fino al Sud Italia ed alla Grecia ed altissimi tassi di mortalità.
A quel punto la retorica del rigore fiscale e l’ethos neopuritano e neoliberista imposto dalla troika perderanno qualunque credibilità.

IL DIBATTITO PROSEGUE SU FACEBOOK, IN QUESTO GRUPPO

Vulcani sottomarini e riscaldamento globale

 

Una spedizione scientifica, diretta dal dott. Robert A. Reves-Sohn della Woods Hole Oceanographic Institution e finanziata dalla NASA, ha realizzato delle scoperte che potrebbero rimettere seriamente in discussione il ruolo delle azioni umane nello scioglimento della calotta polare.

Telecamere robotizzate, inviate a 4000 metri sotto gli eterni ghiacci dell’Artico, hanno infatti rilevato una vivacissima attività vulcanica: sarebbero presenti così in profondità decine di vulcani che rigurgitano magma, alla velocità di 500 m/sec, in quelle gelide acque. Non è quindi escluso che la diminuzione della banchisa possa dipendere, almeno parzialmente, dall’attività di questi vulcani sottomarini e proprio quest’energia geotermica potrebbe essere la causa della notevole variabilità areale dei ghiacciai artici.

http://www.meteogiornale.it/notizia/22818-1-fusione-ghiacci-artici-colpa-vulcani-sottomarini

Le correnti oceaniche calde che attaccano la parte inferiore della calotta glaciale sono la principale causa dello scioglimento dei ghiacci antartici. Questa animazione mostra la circolazione delle correnti oceaniche intorno alle piattaforme di ghiaccio dell’Antartide occidentale. Le piattaforme sono indicati dal colore arcobaleno: rosso è più spesso (oltre 550 metri), mentre il blu è più sottile (meno di 200 metri).

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=08sDlxhNEHQ

L’equipe di ricerca della British Antarctic Survey ha individuato nelle vicinanze delle South Sandwich Islands un catena di 12 vulcani sottomarini, molti dei quali superano un’altezza di 3000 metri.

Il vulcanologo della British Antarctic Survey Philip Leat commenta così la sensazionale scoperta: “Sono dei vulcani molti grandi, se fossero stati sulla terra ferma sarebbero stati davvero notevoli”

[…]

La presenza di un attività vulcanica inoltre ha causato il riscaldamento delle acque circostanti, generando un ecosistema autonomo e singolare

http://www.discienza.org/dal-mondo/15-terra-e-ambiente/118-antartide-vulcani-sottomarini.html

Uno studio del NOAA del 2000 afferma che metà del riscaldamento degli oceani avviene tra i 300 e i 3000 metri di profondità, come si può affermare che riscaldiamo l’acqua così in profondità??

[…]

Nel 1993 un gruppo di geofisici marini a bordo del Melville scoprì 1.133 vulcani mai rilevati a quasi 1000 km dall’isola di Pasqua , che si trova a 3.600 km a est del Cile.

Detti vulcani erano particolarmente grandi e alcuni di essi arrivavano ad un altezza di 2500 metri sul fondale marino.

Per gli scienziati quella scoperta fu uno shock per il fatto che anzichè trovarne solo una decina, come si aspettavano, ne trovarno ben più di 1000.
In poche parole era una delle più grandi concentrazioni di vulcani attivi al mondo.

I nuovi vulcani erano stati scoperti in un area di intensa attività vulcanica nella quale il basalto sgorga in enormi quantità sulla superficie marina con pennacchi d’acqua che superano i 400 C°.

Questa immissione di roccia fusa nell’oceano alza sufficientemente le temperature marine da influenzare le correnti oceaniche e generare El Nino, questa è la conclusione del geofisico Daniel A. Walker dell’Università delle Hawaii.

Nel 1995 le nuove ricerche in parte sponsorizzate dal NOAA hanno rilevato che il vulcanismo sottomarino è una delle forze più potenti e meno conosciute al mondo,che causano un aumento della temperatura dei mari pari a 3000 grandi reattori nucleari.

http://daltonsminima.altervista.org/?m=20111215

Se un unico vulcano è in grado di riscaldare un lago di alta montagna a 108 gradi in Nuova Zelanda, immaginate cosa una catena di lunghezza 11-100 miglia di vulcani sottomarini potrebbe fare per l’Oceano Artico.

Non occorre molta fantasia per capire che se aumenta l’attività sismica e vulcanica terrestre aumenta anche quella sottomarina; ecco perché l’Artico stenta a riprendersi con i ghiacci polari.

L’attuale accelerazione del movimento magnetico del polo nord verso la Russia sembra essere la causa di una maggiore attività vulcanica sotto l’Oceano Artico il che consegue una variazione maggiore di qualche grado dell’acqua marina che riscaldandosi causa un maggiore ritiro della calotta polare marina.
La sottovalutazione di tale fenomeno da parte di alcuni ambientalisti e sostenitori del Riscaldamento Globale [causato dalle attività umane, NdR] ha fatto ipotizzare erroneamente che la causa fosse quella dell’anidride carbonica immessa nell’atmosfera che riscalda maggiormente l’Artico, fortunatamente ancora una volta la colpa non è nostra.

Nessuno ricorda mai che l’area artica è zona ad alta sismicità con notevoli conseguenze sulla massa oceanica e conseguenti spaccature nella banchisa.

È già accaduto ed accadrà ancora.

http://daltonsminima.altervista.org/?p=17750

Il clima si rifiuta ostinatamente di cooperare con gli allarmisti del riscaldamento globale causato dall’uomo

Nonostante l’incapacità di molti di prendere atto della realtà, Larry Hills constata che “il clima si rifiuta ostinatamente di cooperare con gli allarmisti del riscaldamento globale” (Forbes, 27 marzo 2012).
Ma non c’è fretta. Nel vecchio blog ho previsto un’inizio di glaciazione per l’inverno del 2013-2014. Specialisti molto più competenti di me sono dell’idea che il periodo chiave è stato quello tra il 1998 ed il 2008 (quando il Pacifico ha cominciato a raffreddarsi). In questo periodo si sono avuti i più recenti picchi di riscaldamento e si sono manifestati i primi segnali dell’inversione climatica, in direzione del raffreddamento/glaciazione. Di conseguenza, la tesi del riscaldamento globale causato dall’uomo è diventata sempre più cagionevole e gli scettici rappresentano ormai la maggioranza negli Stati Uniti e nel Regno Unito, con una massiccia crescita percentuale negli ultimi anni:

http://www.human-health-and-animal-ethics.com/environment/climate-change/climate-change-skeptics.php

Non conosco i dati per l’Italia, ma sospetto che qui da noi, come spesso succede, l’opinione pubblica sia in ritardo sulle grandi questioni, ostacolata dalla scarsa conoscenza delle lingue straniere e dalla carenza di giornalismo d’eccellenza. Vale dunque la pena di continuare la battaglia, pur sapendo di avere quasi certamente la vittoria in tasca (il che rende la cosa molto meno stimolante, ma tant’è…).

Passiamo alle considerazioni di Larry Hills.

“Siete preoccupati per il riscaldamento globale in quest’inverno insolitamente mite? [l’inverno è stato molto più rigido in Europa ed Asia che nel Nord America, fatto salvo per l'Alaska, NdT] Caspita, chi si sarebbe aspettato di vedere 75ºF di temperatura marzo a Chicago? O i fiori di ciliegio fuori stagione a Washington, DC, che non succedeva dal 1946 (quando le concentrazioni di CO2 erano 310 ppm contro i 385 ppm di oggi)? Persino alcune regioni del Sud del mondo hanno avuto un anno privo di temperature invernali.

Allora, dopo tutto, aveva proprio ragione Al Gore?
Forse ne avete sentito parlare. Se n’è andato nell’Antartide a guardare il ghiaccio che si fonde assieme all’altro allarmista climatico della NASA James Hansen, Kevin Trenberth, implicato nel Climategate, il miliardario Richard Branson e circa 100 altri “impanicatori”. Il loro tempismo è perfetto, perché avranno molto da osservare. L’estensione del ghiaccio marino della Penisola Antartica è oggi infatti quasi del 200% maggiore rispetto alla norma.

Per quelli tra voi che avrebbero preferito delle più tipiche temperature sotto zero e delle furiose bufere di neve, ho comunque delle buone notizie. Mentre queste condizioni hanno scavalcato gli Stati Uniti continentali, preferendo altri lidi, non liberatevi ancora di quei mutandoni di flanella. Tutti i segnali indicano che  ne avrete un gran bisogno per molti anni a venire.

In primo luogo, giusto per avere un po’ di prospettiva, cerchiamo di capire che il cambiamento climatico è assolutamente reale, ed è andato avanti per molto tempo … da sempre. In realtà si verificava anche prima dell’avvento dei dinosauri flatulenti, delle ciminiere industriali e dei SUV. E anche se le temperature sono state generalmente miti negli ultimi 150 anni (dalla fine dell’ultima “piccola era glaciale”…non una vera era glaciale), dobbiamo tenere a mente che delle fluttuazioni significative sono normali. Nel solo secolo scorso si sono registrati due distinti periodi di riscaldamento.

Il primo periodo di riscaldamento si è verificato tra il 1900 e il 1945. Dal momento che i livelli di CO2 erano relativamente bassi rispetto ad oggi, e non sono cambiati molto, non avrebbero potuto esserne la causa prima del 1950. Il secondo, a seguito di un lieve raffreddamento, iniziò nel 1975 e crebbe ad una velocità costante fino al 1998, un anno caratterizzato da un forte El Nino nell’Oceano Pacifico. Eppure l’Hadley Center (UK) e gli strumenti di analisi del NOAA degli Stati Uniti non sono riusciti a raccogliere una qualunque prova di un’influenza umana legata alle emissioni di CO2 nella troposfera superiore, al di sopra l’equatore, come era previsto nei modelli del comitato intergovernativo dell’ONU per il cambiamento climatico (IPCC).

Le temperature sono restate sostanzialmente piatte dal 1998, con l’eccezione di un altro breve picco di El Nino nel 2010, immediatamente seguito da un drammatico declino causato dalla Nina nel 2011. Circa la metà di tutto il riscaldamento stimato a partire dal 1900 si è verificato prima della metà degli anni 1940, nonostante la successiva, continua crescita dei livelli di CO2.

Il nostro caldo inverno americano del 2011/2012 sarebbe stata un’opzione molto gradita da quello che gran parte del mondo ha esperito. L’irruzione del gelo in Europa ha fatto oltre 500 vittime. Quasi tutti i fiumi dei Balcani si sono gelati, incluso il Danubio. Più vicino a noi, Fairbanks, in Alaska, ha registrato le temperature più fredde dal 1971.

Le più recenti misurazioni prese da 30mila centri di monitoraggio, sono state pubblicate quasi alla chetichella dall’Ufficio Meteorologico del Regno Unito e dall’Università dell’East Anglia e mostrano che le temperature globali non sono aumentate negli ultimi 15 anni. Né è probabile che lo faranno per un altro bel po’. Molti studi scientifici indicano che il clima globale entrerà presto in una fase di sostanziale raffreddamento attribuibile a un nuovo debole ciclo solare ed all’influenza dei raggi cosmici durante i periodi di ridotta attività delle macchie solari. Un maggior numero di nubi tende a raffreddare le condizioni climatiche, mentre quando sono meno, spesso causano il riscaldamento.

Attualmente ci stiamo avvicinando al picco del “Ciclo-24″, eppure il numero di macchie solari è inferiore alla metà di quelli osservati durante gli altri picchi del 20° secolo. Un documento rilasciato dal Met Office indica una probabilità del 92% che sia il Ciclo-25, sia quelli dei decenni successivi saranno altrettanto deboli, o più deboli, del “minimo di Dalton” registrato tra il 1790 ed il 1830, quando la temperatura media europea calò di 2 gradi Celsius.

Nicola Scafetta, un climatologo presso la Duke University e l’Active Cavity Radiometer Solar Irradiance Monitor Lab (ACRIM)…prevede che ci sarà un raffreddamento costante, ma moderato, approssimativamente nel corso dei prossimi 20 o 30 anni, sulla base di una ricostruzione dei dati solari a partire dal 10mila a.C.

[…].
Per quel che concerne l’interruzione del riscaldamento globale, Judith Curry, nota climatologa presso il Georgia Institute of Technology…ha detto che molti scienziati “non sono affatto sorpresi”. Curry rileva inoltre che gli importanti contributi sui dati dei cicli di temperature per archi di 60 anni riguardanti il Pacifico e Atlantico non sono stati “sufficientemente apprezzati in riferimento al clima globale”. Quando entrambi gli oceani erano freddi in passato, come tra il 1940 ed il 1970, il clima si è raffreddato. Il Pacifico è passato dal caldo al freddo nel 2008, ed è ipotizzabile che nei prossimi anni lo farà anche l’Atlantico.

Habibullo Abdussamatov, uno scienziato presso l’Osservatorio di Pulkovo dell’Accademia Russa delle Scienze di San Pietroburgo, prevede che il nostro pianeta stia entrando in una prolungata fase di clima molto freddo. Egli ritiene che “dopo il massimo del ciclo solare-24, a partire da circa il 2014, ci si può aspettare l’inizio del prossimo ciclo bicentenario di forte raffreddamento, con una piccola era glaciale all’incirca nel 2055”.

http://www.forbes.com/sites/larrybell/2012/03/27/climate-obstinately-refuses-to-cooperate-with-global-warming-alarmists/

« Voci più vecchie

FuturAbles

Non subire il futuro, ma crealo, immaginandolo

tsiprastn

appuntamenti, notizie e opinioni dalla piazza virtuale dei comitati Trentini a supporto della lista "l'Altra Europa con Tsipras" per le elezioni europee di maggio 2014

PICCOLA ERA GLACIALE

PiccolaeraglacialeWordPress.com

contro analisi

il blog di Francesco Erspamer

Notes from North Britain

Confessions of a Justified Unionist

Civiltà Scomparse

Tra realtà e immaginazione

Trentino 33

GRUPPO DI RIFLESSIONE PER TRENTINO “2013-2033”

PoetaMatusèl's Poetry Pages

* POESIA LIRICA, D'AMORE E DELLA NATURA * LOVE, LYRIC AND NATURE POETRY *

Donata Borgonovo Re

Durante un incendio nella foresta, mentre tutti gli animali fuggivano, un colibrì volava in senso contrario, con una goccia d’acqua nel becco. “Cosa credi di fare?” gli chiese il leone. “Vado a spegnere l’incendio!” rispose il colibrì. “Con una goccia d’acqua?” disse il leone, con un sogghigno ironico. E il colibrì, proseguendo il volo, rispose: “Io faccio la mia parte”. (Favola africana)

pensiero meridiano

La lotta di classe non è soltanto il conflitto tra classi proprietarie e lavoro dipendente. È anche «sfruttamento di una nazione da parte di un’altra», come denunciava Marx Il punto di vista del pensiero meridiano è il punto di vista dei Sud del mondo, dall'America Latina al nostro Mezzogiorno, quella parte della società schiava di squilibri ancor prima di classe che territoriali.

giapponeapiedi

idea di viaggio prevalentemente a piedi nel Giappone tradizionale

Dionidream

Sei sveglio?

The Next Grand Minimum

To examine the social and economic impacts of the next Grand Solar Minimum - See About

Imbuteria's Blog

Just another site

quel che resta del mondo

psiche, 'nuda vita' e questione migrante

SupremeBoundlessWay

For the Sake of All Beings

~ gabriella giudici

blog trasferito su gabriellagiudici.it

Notecellulari

Il Blog di Maria Serena Peterlin

10sigarette

Carpe Diem

Cineddoche 2.0

Il cinema è la vita, con le parti noiose tagliate (A.Hitchcock)

Club UNESCO di Trento

2013 Anno Internazionale della Quinoa - Anno Internazionale della Cooperazione Idrica

The Passionate Attachment

America's unrequited love for Israel

GilGuySparks

The guy was nothing but a pain in the ass

Insorgenze

Non lasciare che la scintilla venga del tutto spenta dalle legge - Paul Klee -

L'impero cadente

come crolla l'impero degli angli, dei sassoni e dei loro lacchè con rovina e strepito

"Because every dark cloud has a silver IODIDE lining..."

Sentieri Interrotti / Holzwege

Il blog di Gabriele Di Luca

Mauro Poggi

Fotografie e quant'altro

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 129 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: