Fuochino…fuoco…GHIACCIO! (cause e conseguenze di una glaciazione)

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IL SINDACO DI LONDRA: ”il governo dovrebbe cominciare a considerare la possibilità che siamo agli inizi di una piccola era glaciale dovuta al calo di attività solare…evento che avrà grandi implicazioni per l’agricoltura, il turismo, i trasporti, la gestione del traffico aereo e l’economia nel suo complesso“.


http://www.telegraph.co.uk/comment/columnists/borisjohnson/9814618/Its-snowing-and-it-really-feels-like-the-start-of-a-mini-ice-age.html

VostokTemp0-420000 BP

evento stratosferico sta portando aria artica fino agli Stati Uniti con temperature tra i -10 e i -40 C. L’articolo lo descrive come un fenomeno sempre più frequente negli ultimi anni, legato allo scioglimento dei ghiacci artici

http://www.climatecentral.org/news/stratospheric-phenomenon-is-bringing-frigid-cold-to-us-15479

qui il relativo studio sull’accresciuta frequenza e natura del fenomeno, che precisa come si tratti dell’opposto di quel che i “tropicalisti”/”serristi” si attendevano (cf. inverni sempre più miti – invece la seconda parte dell’inverno è sempre più rigida e nevosa in Eurasia e Nord America):

http://web.mit.edu/jlcohen/www/papers/Cohenetal2009.pdf

NODC NorthAtlanticHeatContent0-700mSince1979 With37monthRunningAverage

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Record assoluto di formazione di ghiaccio nell’Artico. Quando arriverà l’estate e si scioglierà a velocità ed in quantità senza precedenti (come nel 2012) ci saranno conseguenze nefaste.

Questo scioglimento [dei ghiacci artici] fa sì che una enorme mole d’acqua fredda e dolce si riversi nel nord Atlantico, andando a disturbare il flusso della corrente del Golfo. Infatti una modifica significativa della salinità dell’acqua e della temperatura potrebbe far saltare il meccanismo della corrente raffreddandola molto prima che raggiunga le coste europee e costringendola a fare ritorno in dietro addirittura a disperderla e annullarla. In tutti e due i casi l’Europa si troverebbe alle prese con un terribile e repentino cambiamento climatico. Un ritorno dei ghiacci interesserebbe tutta la Scandinavia, l’Islanda e parte della Gran Bretagna, l’Oceano sopra il 60° parallelo si trasformerebbe in una immensa distesa si ghiaccio. In conseguenza di ciò aumenterebbe tantissimo l’albedo totale e il fronte polare si abbasserebbe notevolmente, generando un raffreddamento sensibilissimo su tutta l’Europa, Italia inclusa. E’ lecito ricordare che questa teoria, inizialmente snobbata dalla comunità scientifica, sta negli ultimi mesi acquistando sempre più seguito. Ne sono prova gli ormai innumerevoli articoli che si trovano sull’argomento sia su giornali che su internet per gli interventi preoccupati di eminenti studiosi e climatologi di fama mondiale.


http://www.sqtradiometeo.it/images/La%20corrente%20del%20golfo/La%20corrente%20del%20golfo.htm

DifferenceAnomalies HadCRUT4-UAH MSU GlobalMonthlySince1979 With37monthRunningAverage

HadCRUT4 30yearTrendAnalysis

HadCRUT4 10yearTrendAnalysis

Quello del 2012 è stato il dicembre più freddo dell’emisfero settentrionale dal dicembre del 2000


http://data.giss.nasa.gov/gistemp/tabledata_v3/NH.Ts+dSST.txt

Ecco cosa diceva riguardo all’Europa uno scenario di un rapporto commissionato dal Pentagono in cui diversi climatologi immaginavano cosa sarebbe potuto succedere in conseguenza del cambiamento climatico: sarà “la più pesantemente colpita dal cambiamento climatico, le temperature medie annuali scenderanno di 6 gradi Fahrenheit (un po’ più di 3 gradi centigradi) in meno di un decennio, con trasformazioni più drammatiche lungo la costa nord-occidentale. Il clima dell’Europea nord-occidentale sarà più freddo, secco e ventoso rendendola molto simile alla Siberia. L’Europa meridionale subirà un cambiamento minore ma verrà colpita ancora da violenti e intermittenti raffreddamenti e da rapidi sbalzi di temperatura. ridotte precipitazioni provocheranno la perdita di terreni coltivabili, il che diventerà un problema per tutta l’Europa contribuendo alla mancanza di scorte di cibo. L’Europa combatterà per arginare l’emigrazione dalle nazioni scandinave e dall’Europea settentrionale di popoli in cerca di temperature più miti, così come l’emigrazione dai paesi duramente colpiti in Africa e altrove”.


http://www.gbn.com/articles/pdfs/Abrupt%20Climate%20Change%20February%202004.pdf


http://fanuessays.blogspot.it/2011/10/le-attivita-umane-hanno-solo-accentuato.html

Questa è la ricostruzione di quel che potrebbe accadere a causa dello scioglimento troppo rapido dei ghiacci artici (in questi anni, nell’Artico, nevica sempre di più, ma la neve si scioglie sempre più in fretta):

Il ghiaccio si scioglie, inonda gli oceani del nord con acqua fresca. Ciò causa un aumento più rapido della temperatura dell’acqua in estate. La differenza di temperatura tra l’Artico e gli oceani meridionali diventa troppo ridotta. Le correnti si bloccano e improvvisamente abbiamo un rimbalzo glaciale:


http://it.wikipedia.org/wiki/The_Day_After_Tomorrow_-_L%27alba_del_giorno_dopo


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/10/25/corrente-del-golfo-ormai-incapace-di-attraversare-latlantico/

Art Bell e Whitley Streiber, gli autori del libro “The coming global superstorm”, da cui è tratto il film sopracitato, descrivono quel che dovrebbe accadere perché si possa dire che lo scenario di una glaciazione improvvisa si sta effettivamente verificando:

“Diciamo che vivete a Dallas, o Madrid, o Roma. Il primo indizio che la supertempesta sta prendendo forma potrebbe essere delle previsioni del tempo secondo cui una serie di fronti freddi si muovono verso sud dal Mar Artico, uno dopo l’altro. Questo potrebbe accadere in qualsiasi momento dell’anno.

Potrebbe capitare di sentire che luoghi più settentrionali – Toronto, Stoccolma, Pechino – sono stati colpiti da condizioni meteo estremamente dure – piovosità straordinaria in estate, bufere di neve senza precedenti in inverno. Fenomeni che si protraggono per una settimana o più, intensificandosi.

Attraverso le pianure del nord del mondo – le pianure nordamericane, le steppe dell’Asia centrale – si comincerebbero a registrare raffiche di vento che possono superare le 100 miglia all’ora (c. 160 km/h).

Luoghi come Edmonton e Semipalatinsk, poi Minneapolis e Mosca, cesserebbero di comunicare con il mondo esterno. Alaska e Siberia settentrionale sarebbero mute già da molto prima.

Dall’Europa, all’Asia, all’America, intere popolazioni cercherebbero disperatamente di spostarsi verso sud.

Poiché le stesse alterazioni che modificano le correnti del Nord Atlantico influirebbero anche sul movimento delle correnti nel sud del mondo, l’Australia e la Nuova Zelanda sarebbero anch’esse colpite. Lì, l’estate si convertirebbe in inverno, o un inverno normale diventerebbe estremamente freddo. Maremoti devasterebbero le coste meridionali del continente. Tifoni improvvisi investirebbero le Filippine, il Giappone e le isole del Pacifico.

[Se tutto ciò si verificasse], quanto più a nord ci si trova, tanto più estreme saranno le condizioni.

Giorno dopo giorno, le tempeste continueranno, diventando più complesse ed organizzate, più grandi, assumendo forme mai osservate prima.

In tutto l’emisfero settentrionale avranno luogo spostamenti massicci di popolazione. Il caos regnerà e molte, molte persone periranno a causa della supertempesta.

Quando la supertempesta si sarà esaurita, diventerà subito evidente che è stata una catastrofe di proporzioni mozzafiato.

Si salveranno solo Portogallo, Italia meridionale e il sud della Spagna. L’intero Midwest americano si troverà sotto una lastra di ghiaccio che si estende attraverso la Siberia e il nord Europa. Questo ghiaccio rifletterà una grande quantità di luce solare e calore verso lo spazio.

Se la tempesta – come pare possa essere accaduto l’ultima volta – colpirà in estate, il ghiaccio probabilmente si scioglierà.

È possibile che questo sia proprio quel che è successo l’ultima volta e, come vedremo, è stato registrato nei miti di tutto il mondo.

Se la tempesta avrà luogo in autunno o in inverno, allora il ghiaccio potrebbe teoricamente compattarsi così tanto nei mesi successivi e riflettere così tanto calore e luce che l’estate successiva semplicemente non sarà abbastanza calda da farlo sciogliere. L’inverno che seguirà sarà il più freddo della storia.

L’effetto finale e ironico del riscaldamento globale diventerebbe subito chiaro ai superstiti: l’inizio di una nuova era glaciale”.


http://www.bibliotecapleyades.net/ciencia/esp_ciencia_tsunami17a.htm

Stiamo forse già assistendo ad un’anticipazione di tutto questo?


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/12/09/la-fine-del-riscaldamento-globale-per-chi-ha-occhi-per-vedere/


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/08/25/il-rimbalzo-glaciale/


http://www.meteogiornale.it/notizia/25348-1-record-copertura-nevosa-eurasia


http://www.meteogiornale.it/notizia/26149-1-super-tempesta-portogallo-1-metro-di-neve-in-montagna


http://www.meteogiornale.it/notizia/26145-1-europa-centrale-paralizzata-da-gelo-e-neve


http://www.meteogiornale.it/notizia/26139-1-neve-in-regno-unito-e-india-caldo-record-a-sydney


http://www.guardian.co.uk/world/2013/jan/20/snow-britain-big-freeze


http://www.meteogiornale.it/notizia/26152-1-parigi-forte-nevicata


http://www.meteogiornale.it/notizia/26030-1-neve-gerusalemme-maggiore-ultimo-ventennio


http://www.meteogiornale.it/notizia/26029-1-libano-sconvolto-dal-maltempo-neve-a-ridosso-della-costa


http://www.meteogiornale.it/notizia/26017-1-neve-a-damasco-e-gerusalemme-gran-freddo-tra-india-nepal


http://www.meteogiornale.it/notizia/26000-1-maltempo-freddo-neve-da-grecia-a-giordania-australia-brucia


http://www.meteogiornale.it/notizia/25994-1-nord-india-grande-freddo-quasi-200-vittime


http://www.meteogiornale.it/notizia/25990-1-grecia-investita-da-ondata-di-gelo-neve-su-atene


http://www.meteogiornale.it/notizia/25415-1-tempesta-inaudita-candelaria-brasile-video-evento


http://www.meteogiornale.it/notizia/25275-1-nord-della-cina-paralizzata-da-improvvise-bufere-di-neve


http://www.meteogiornale.it/notizia/25893-1-neve-in-iran-gelo-intenso-in-asia-centrale-e-tra-cina-e-corea


http://www.meteogiornale.it/notizia/25882-1-cina-causa-gelo-anticipa-apertura-il-festival-del-ghiaccio-di-harbin


http://www.meteogiornale.it/notizia/25862-1-neve-negli-usa-e-in-afghanistan-gelo-record-in-groenlandia-caldo-in-brasile-e-namibia


http://www.meteogiornale.it/notizia/26186-1-gelo-intenso-dal-canada-verso-il-nord-est-stati-uniti


http://www.meteogiornale.it/notizia/26170-1-mosca-stagione-di-neve-eccezionale-arriva-il-gelo

Luca Mercalli apri gli occhi per Giove!


http://www.natice.noaa.gov/new_look/products/ice_extent_graphs/antarctic_daily_ice_extent.html

È scientificamente provato che alla fine di questo secolo resterà circa un 10% dell’area glaciale presente oggi.

Luca Mercalli, 28 settembre 2012

In quegli stessi giorni l’estensione dei ghiacci antartici ha stabilito il nuovo record assoluto
ftp://sidads.colorado.edu/DATASETS/NOAA/G02135/south/daily/data/

E sta succedendo proprio alle maggiori distanze dal continente (quindi non è l’effetto dello scioglimento della calotta)


http://nsidc.org/data/seaice_index/images/daily_images/S_bm_extent_hires.png

Nuovo record di temperatura minima assoluta al Polo Sud, infrange quello del 1966


http://amrc.ssec.wisc.edu/news/index.php?id=41

Qui un raffronto tra serie di temperature artiche ed antartiche

http://www.climate4you.com/Polar%20temperatures.htm

Anche la massa dei ghiacci che formano la calotta antartica sta aumentando e proprio per le ragioni addotte (riscaldamento globale = evaporazione = maggiori precipitazioni nevose):


http://ntrs.nasa.gov/archive/nasa/casi.ntrs.nasa.gov/20120013495_2012013235.pdf

Vanno bene gli esperti della NASA?

L’Antartide possiede oltre il 90% dei ghiacci mondiali, perciò il bilancio totale globale è destinato ad essere positivo. Altro che 10% residuo!

L’Artico si sta ricongelando ad una velocità mai registrata in precedenza:

http://wattsupwiththat.com/2012/10/18/sea-ice-news-volume-3-number-15-arctic-refreeze-fastest-ever/#more-72596

Ghiacciai si espandono nel Karakorum e in Alaska

http://www.torontosun.com/2012/04/17/glaciers-growing-in-some-parts-of-the-world-expert-says


http://www.meteoportaleitalia.it/clima/clima-agw-dissenzienti/gli-scenziati-qdissidenti-q-dicono/2585-himalaya-ghiacciai-in-ripresa-i-dati-e-la-spiegazione-nei-dettagli-dello-studio-condotto-da-una-glaciologa.html#.UGbf9K5vHGg

in Nuova Zelanda

http://www.science20.com/news_articles/contrarian_new_zealand_glaciers_grow_age_global_warming

In Scandinavia crescevano negli anni Novanta

http://articles.latimes.com/1990-10-28/news/mn-4597_1_glacier-norway-grows

e hanno continuato a farlo

http://www.dailytech.com/Glaciers+in+Norway+Growing+Again/article13540.htm

Come succede un po’ in tutto il mondo

http://news.nationalgeographic.com/news/2009/06/090622-glaciers-growing.html

Le guide “alpine”, sul Kilimanjaro, affermano che i ghiacciai si scioglievano fino al 2010. Ma in seguito hanno cominciato a crescere nuovamente:

http://www.wenatcheeworld.com/news/2012/jan/24/glaciers-are-growing-back-on-kilimanjaro-guide/

Questo però Luca Mercalli non ve lo dirà nel corso delle sue attività di divulgazione e sensibilizzazione perché, comprensibilmente, a nessuno piace ammettere di aver puntato sul cavallo perdente.

La verità che sfugge a Mercalli & co. è che il riscaldamento globale causa, ciclicamente, le glaciazioni e le attività umane hanno un impatto minimo su questo fenomeno (lo accentuano e lo accelerano, ma accadrebbe ugualmente)

Post Scriptum: Perché così tanti “esperti” continuano a confondere modelli e realtà? La mappa non è il territorio, lo sanno anche i bambini.

QUI CI SONO TUTTI I DATI, NUDI E CRUDI, CHE VI OCCORRONO PER FORMARVI UN’OPINIONE LIBERA DA DOGMI

http://www.climate4you.com/

Il rimbalzo glaciale

Mentre la gente si preoccupa dei ghiacciai alpini minacciati dagli anticicloni sahariani, il Nord Europa non ha visto l’estate, quest’anno, e Sudafrica ed Australia sono stati innevati come non succedeva da decenni.
Qui trovate tutti i dati climatici ufficiali e i relativi grafici, come quello di Hadcrut:

L’anno scorso, Stoccolma ha avuto 28 giorni di clima estivo, giorni con una temperatura minima di 25 gradi. Quest’anno, solo sei giorni hanno soddisfatto il requisito – 4 giorni nel mese di luglio e due nel mese di agosto. Alla luce di analoghe condizioni nelle isole britanniche, che hanno esperito la peggior primavera e peggiore estate da decenni, è lecito ipotizzare che si sia raggiunto il punto di non ritorno, per le dinamiche esposte qui (evaporazione = maggiore piovosità, che in inverno si trasforma in maggiore nevosità. L’effetto albedo fa il resto).
In altre parole il riscaldamento globale ha già cominciato ad innescare un “rimbalzo glaciale” E NON C’E’ NULLA CHE POSSIAMO FARE
. O meglio, qualcuno ha già preso provvedimenti, ma senza fare troppa pubblicità alla cosa.
Lo stesso Al Gore lo andava dicendo qualche hanno fa, quando spacciava copie del film “L’alba del giorno dopo” durante le sue presentazioni.
La CO2 prodotta dall’uomo c’entra poco o nulla con queste trasformazioni epocali (fine dell’interglaciale). E’ tempo di finirla con il nostro antropocentrismo, la principale causa delle nostre sventure (non siamo il centro dell’universo, non siamo protagonisti di tutto, nel bene e nel male):


Progressivamente, il nord eurasiatico scivolerà verso la glaciazione, come sta già succededendo in Antartide (93% del ghiaccio mondiale: 867000 mila kmq sopra la media, stessa estensione del 2010, seconda maggiore estensione di sempre dopo il 2007). Lo scioglimento record dei ghiacci artici di quest’estate e della prossima estate darà il colpo di grazia alla Corrente del Golfo. L’evaporazione si trasformerà in neve durante i prossimi inverni.
La mia previsione, fatta a fine 2011, era che il processo in corso sarebbe stato evidente a tutti nell’inverno 2013-2014.
Ma già l’inverno 2012-2013 sarà verosimilmente più terribile di quello scorso, con correnti artiche che imperversano fino al Sud Italia ed alla Grecia ed altissimi tassi di mortalità.
A quel punto la retorica del rigore fiscale e l’ethos neopuritano e neoliberista imposto dalla troika perderanno qualunque credibilità.

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Vulcani sottomarini e riscaldamento globale

 

Una spedizione scientifica, diretta dal dott. Robert A. Reves-Sohn della Woods Hole Oceanographic Institution e finanziata dalla NASA, ha realizzato delle scoperte che potrebbero rimettere seriamente in discussione il ruolo delle azioni umane nello scioglimento della calotta polare.

Telecamere robotizzate, inviate a 4000 metri sotto gli eterni ghiacci dell’Artico, hanno infatti rilevato una vivacissima attività vulcanica: sarebbero presenti così in profondità decine di vulcani che rigurgitano magma, alla velocità di 500 m/sec, in quelle gelide acque. Non è quindi escluso che la diminuzione della banchisa possa dipendere, almeno parzialmente, dall’attività di questi vulcani sottomarini e proprio quest’energia geotermica potrebbe essere la causa della notevole variabilità areale dei ghiacciai artici.


http://www.meteogiornale.it/notizia/22818-1-fusione-ghiacci-artici-colpa-vulcani-sottomarini

Le correnti oceaniche calde che attaccano la parte inferiore della calotta glaciale sono la principale causa dello scioglimento dei ghiacci antartici. Questa animazione mostra la circolazione delle correnti oceaniche intorno alle piattaforme di ghiaccio dell’Antartide occidentale. Le piattaforme sono indicati dal colore arcobaleno: rosso è più spesso (oltre 550 metri), mentre il blu è più sottile (meno di 200 metri).



L’equipe di ricerca della British Antarctic Survey ha individuato nelle vicinanze delle South Sandwich Islands un catena di 12 vulcani sottomarini, molti dei quali superano un’altezza di 3000 metri.

Il vulcanologo della British Antarctic Survey Philip Leat commenta così la sensazionale scoperta: “Sono dei vulcani molti grandi, se fossero stati sulla terra ferma sarebbero stati davvero notevoli”

[…]

La presenza di un attività vulcanica inoltre ha causato il riscaldamento delle acque circostanti, generando un ecosistema autonomo e singolare


http://www.discienza.org/dal-mondo/15-terra-e-ambiente/118-antartide-vulcani-sottomarini.html

Uno studio del NOAA del 2000 afferma che metà del riscaldamento degli oceani avviene tra i 300 e i 3000 metri di profondità, come si può affermare che riscaldiamo l’acqua così in profondità??

[…]

Nel 1993 un gruppo di geofisici marini a bordo del Melville scoprì 1.133 vulcani mai rilevati a quasi 1000 km dall’isola di Pasqua , che si trova a 3.600 km a est del Cile.

Detti vulcani erano particolarmente grandi e alcuni di essi arrivavano ad un altezza di 2500 metri sul fondale marino.

Per gli scienziati quella scoperta fu uno shock per il fatto che anzichè trovarne solo una decina, come si aspettavano, ne trovarno ben più di 1000.
In poche parole era una delle più grandi concentrazioni di vulcani attivi al mondo.

I nuovi vulcani erano stati scoperti in un area di intensa attività vulcanica nella quale il basalto sgorga in enormi quantità sulla superficie marina con pennacchi d’acqua che superano i 400 C°.

Questa immissione di roccia fusa nell’oceano alza sufficientemente le temperature marine da influenzare le correnti oceaniche e generare El Nino, questa è la conclusione del geofisico Daniel A. Walker dell’Università delle Hawaii.

Nel 1995 le nuove ricerche in parte sponsorizzate dal NOAA hanno rilevato che il vulcanismo sottomarino è una delle forze più potenti e meno conosciute al mondo,che causano un aumento della temperatura dei mari pari a 3000 grandi reattori nucleari.


http://daltonsminima.altervista.org/?m=20111215

Se un unico vulcano è in grado di riscaldare un lago di alta montagna a 108 gradi in Nuova Zelanda, immaginate cosa una catena di lunghezza 11-100 miglia di vulcani sottomarini potrebbe fare per l’Oceano Artico.

Non occorre molta fantasia per capire che se aumenta l’attività sismica e vulcanica terrestre aumenta anche quella sottomarina; ecco perché l’Artico stenta a riprendersi con i ghiacci polari.

L’attuale accelerazione del movimento magnetico del polo nord verso la Russia sembra essere la causa di una maggiore attività vulcanica sotto l’Oceano Artico il che consegue una variazione maggiore di qualche grado dell’acqua marina che riscaldandosi causa un maggiore ritiro della calotta polare marina.
La sottovalutazione di tale fenomeno da parte di alcuni ambientalisti e sostenitori del Riscaldamento Globale [causato dalle attività umane, NdR] ha fatto ipotizzare erroneamente che la causa fosse quella dell’anidride carbonica immessa nell’atmosfera che riscalda maggiormente l’Artico, fortunatamente ancora una volta la colpa non è nostra.

Nessuno ricorda mai che l’area artica è zona ad alta sismicità con notevoli conseguenze sulla massa oceanica e conseguenti spaccature nella banchisa.

È già accaduto ed accadrà ancora.


http://daltonsminima.altervista.org/?p=17750

Il clima si rifiuta ostinatamente di cooperare con gli allarmisti del riscaldamento globale causato dall’uomo

Nonostante l’incapacità di molti di prendere atto della realtà, Larry Hills constata che “il clima si rifiuta ostinatamente di cooperare con gli allarmisti del riscaldamento globale” (Forbes, 27 marzo 2012).
Ma non c’è fretta. Nel vecchio blog ho previsto un’inizio di glaciazione per l’inverno del 2013-2014. Specialisti molto più competenti di me sono dell’idea che il periodo chiave è stato quello tra il 1998 ed il 2008 (quando il Pacifico ha cominciato a raffreddarsi). In questo periodo si sono avuti i più recenti picchi di riscaldamento e si sono manifestati i primi segnali dell’inversione climatica, in direzione del raffreddamento/glaciazione. Di conseguenza, la tesi del riscaldamento globale causato dall’uomo è diventata sempre più cagionevole e gli scettici rappresentano ormai la maggioranza negli Stati Uniti e nel Regno Unito, con una massiccia crescita percentuale negli ultimi anni:
http://www.human-health-and-animal-ethics.com/environment/climate-change/climate-change-skeptics.php

Non conosco i dati per l’Italia, ma sospetto che qui da noi, come spesso succede, l’opinione pubblica sia in ritardo sulle grandi questioni, ostacolata dalla scarsa conoscenza delle lingue straniere e dalla carenza di giornalismo d’eccellenza. Vale dunque la pena di continuare la battaglia, pur sapendo di avere quasi certamente la vittoria in tasca (il che rende la cosa molto meno stimolante, ma tant’è…).

Passiamo alle considerazioni di Larry Hills.

“Siete preoccupati per il riscaldamento globale in quest’inverno insolitamente mite? [l’inverno è stato molto più rigido in Europa ed Asia che nel Nord America, fatto salvo per l'Alaska, NdT] Caspita, chi si sarebbe aspettato di vedere 75ºF di temperatura marzo a Chicago? O i fiori di ciliegio fuori stagione a Washington, DC, che non succedeva dal 1946 (quando le concentrazioni di CO2 erano 310 ppm contro i 385 ppm di oggi)? Persino alcune regioni del Sud del mondo hanno avuto un anno privo di temperature invernali.

Allora, dopo tutto, aveva proprio ragione Al Gore?
Forse ne avete sentito parlare. Se n’è andato nell’Antartide a guardare il ghiaccio che si fonde assieme all’altro allarmista climatico della NASA James Hansen, Kevin Trenberth, implicato nel Climategate, il miliardario Richard Branson e circa 100 altri “impanicatori”. Il loro tempismo è perfetto, perché avranno molto da osservare. L’estensione del ghiaccio marino della Penisola Antartica è oggi infatti quasi del 200% maggiore rispetto alla norma.

Per quelli tra voi che avrebbero preferito delle più tipiche temperature sotto zero e delle furiose bufere di neve, ho comunque delle buone notizie. Mentre queste condizioni hanno scavalcato gli Stati Uniti continentali, preferendo altri lidi, non liberatevi ancora di quei mutandoni di flanella. Tutti i segnali indicano che  ne avrete un gran bisogno per molti anni a venire.

In primo luogo, giusto per avere un po’ di prospettiva, cerchiamo di capire che il cambiamento climatico è assolutamente reale, ed è andato avanti per molto tempo … da sempre. In realtà si verificava anche prima dell’avvento dei dinosauri flatulenti, delle ciminiere industriali e dei SUV. E anche se le temperature sono state generalmente miti negli ultimi 150 anni (dalla fine dell’ultima “piccola era glaciale”…non una vera era glaciale), dobbiamo tenere a mente che delle fluttuazioni significative sono normali. Nel solo secolo scorso si sono registrati due distinti periodi di riscaldamento.

Il primo periodo di riscaldamento si è verificato tra il 1900 e il 1945. Dal momento che i livelli di CO2 erano relativamente bassi rispetto ad oggi, e non sono cambiati molto, non avrebbero potuto esserne la causa prima del 1950. Il secondo, a seguito di un lieve raffreddamento, iniziò nel 1975 e crebbe ad una velocità costante fino al 1998, un anno caratterizzato da un forte El Nino nell’Oceano Pacifico. Eppure l’Hadley Center (UK) e gli strumenti di analisi del NOAA degli Stati Uniti non sono riusciti a raccogliere una qualunque prova di un’influenza umana legata alle emissioni di CO2 nella troposfera superiore, al di sopra l’equatore, come era previsto nei modelli del comitato intergovernativo dell’ONU per il cambiamento climatico (IPCC).

Le temperature sono restate sostanzialmente piatte dal 1998, con l’eccezione di un altro breve picco di El Nino nel 2010, immediatamente seguito da un drammatico declino causato dalla Nina nel 2011. Circa la metà di tutto il riscaldamento stimato a partire dal 1900 si è verificato prima della metà degli anni 1940, nonostante la successiva, continua crescita dei livelli di CO2.

Il nostro caldo inverno americano del 2011/2012 sarebbe stata un’opzione molto gradita da quello che gran parte del mondo ha esperito. L’irruzione del gelo in Europa ha fatto oltre 500 vittime. Quasi tutti i fiumi dei Balcani si sono gelati, incluso il Danubio. Più vicino a noi, Fairbanks, in Alaska, ha registrato le temperature più fredde dal 1971.

Le più recenti misurazioni prese da 30mila centri di monitoraggio, sono state pubblicate quasi alla chetichella dall’Ufficio Meteorologico del Regno Unito e dall’Università dell’East Anglia e mostrano che le temperature globali non sono aumentate negli ultimi 15 anni. Né è probabile che lo faranno per un altro bel po’. Molti studi scientifici indicano che il clima globale entrerà presto in una fase di sostanziale raffreddamento attribuibile a un nuovo debole ciclo solare ed all’influenza dei raggi cosmici durante i periodi di ridotta attività delle macchie solari. Un maggior numero di nubi tende a raffreddare le condizioni climatiche, mentre quando sono meno, spesso causano il riscaldamento.

Attualmente ci stiamo avvicinando al picco del “Ciclo-24″, eppure il numero di macchie solari è inferiore alla metà di quelli osservati durante gli altri picchi del 20° secolo. Un documento rilasciato dal Met Office indica una probabilità del 92% che sia il Ciclo-25, sia quelli dei decenni successivi saranno altrettanto deboli, o più deboli, del “minimo di Dalton” registrato tra il 1790 ed il 1830, quando la temperatura media europea calò di 2 gradi Celsius.

Nicola Scafetta, un climatologo presso la Duke University e l’Active Cavity Radiometer Solar Irradiance Monitor Lab (ACRIM)…prevede che ci sarà un raffreddamento costante, ma moderato, approssimativamente nel corso dei prossimi 20 o 30 anni, sulla base di una ricostruzione dei dati solari a partire dal 10mila a.C.

[…].
Per quel che concerne l’interruzione del riscaldamento globale, Judith Curry, nota climatologa presso il Georgia Institute of Technology…ha detto che molti scienziati “non sono affatto sorpresi”. Curry rileva inoltre che gli importanti contributi sui dati dei cicli di temperature per archi di 60 anni riguardanti il Pacifico e Atlantico non sono stati “sufficientemente apprezzati in riferimento al clima globale”. Quando entrambi gli oceani erano freddi in passato, come tra il 1940 ed il 1970, il clima si è raffreddato. Il Pacifico è passato dal caldo al freddo nel 2008, ed è ipotizzabile che nei prossimi anni lo farà anche l’Atlantico.

Habibullo Abdussamatov, uno scienziato presso l’Osservatorio di Pulkovo dell’Accademia Russa delle Scienze di San Pietroburgo, prevede che il nostro pianeta stia entrando in una prolungata fase di clima molto freddo. Egli ritiene che “dopo il massimo del ciclo solare-24, a partire da circa il 2014, ci si può aspettare l’inizio del prossimo ciclo bicentenario di forte raffreddamento, con una piccola era glaciale all’incirca nel 2055”.


http://www.forbes.com/sites/larrybell/2012/03/27/climate-obstinately-refuses-to-cooperate-with-global-warming-alarmists/

Ghiacci artici in espansione rispetto agli ultimi 5-7 anni (dati danesi e norvegesi)

L’estensione dei ghiacci artici secondo l’Istituto Meteorologico Danese. Come si nota, siamo ai massimi dal 2005, mentre in teoria dovrebbe continuare il declino.

Il che conferma la mia ed altrui impressione che abbiamo raggiunto il punto di inversione e il riscaldamento globale ha innescato l’inizio della prossima glaciazione, che potrebbe svilupparsi molto ma molto più rapidamente di quel che si potrebbe immaginare.

Confermato dai dati dei loro colleghi norvegesi:

Vostok, l’Antartide, la smania aliena e i media

a cura di Stefano Fait

 

 

I misteri del lago Vostok sono uno degli esempi della recente smania della stampa egemone euro-americana per tutto quel che riguarda gli UFO (e l’Antartide, la nuova frontiera) a cui accennavo in un precedente post:


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/02/27/history-channel-gli-alieni-larcheologia-misteriosa-e-lattenzione-dei-media-intorno-ad-un-argomento-scomodo/

 Il seguente articolo di Repubblica-Scienze è stato condiviso da 12.172 utenti Facebook e twittato 453 volte:

“UN MISTERO lungo venti milioni di anni, sepolto sotto i ghiacci del Polo Sud 2. E’ quello racchiuso nel lago Vostok, subglaciale e grande come l’Ontario, lungo quasi 250 chilometri e largo 50, profondo 1000 metri, il più grande delle centinaia di bacini sotto il Polo sud. Forse gli strati che ricoprono il lago sono più recenti, nell’ordine delle decine di migliaia di anni. Ma tradotti in misure, equivalgono comunque a tre chilometri e oltre di spessore glaciale, che le trivelle russe impegnate nella spedizione hanno finito di perforare oggi, dopo trent’anni di lavori. La zona di Vostok è ammantata di mistero oltre che di ghiaccio, da sempre. Non ultima la sparizione del team di scienziati impegnati nei lavori in questi giorni, di cui hanno dato notizia network importanti come la Fox, poi  riapparsi improvvisamente dopo una settimana di comunicazioni interrotte. E  la vera avventura comincia adesso, perché fare luce sui misteri del lago, l’ambiente che lo circonda e le sue anomalie potrebbero rappresentare per la scienza un episodio non distante per importanza dalla conquista della Luna negli anni 60.

Misteri e anomalie. L’enorme bacino subglaciale, scoperto negli anni 70, nasconde un tesoro tutto da stimare per quantità e qualità. Di sicuro c’è che l’acqua che contiene è purissima, incontaminata dall’ambiente terrestre, e così è rimasta per venti milioni di anni. L’ecosistema è quindi quello di quell’epoca, con tutto ciò che può comportare per forme di vita vegetali, animali, microbiali. Ma c’è molto di più. Il lago è sovrastato da una cava di ghiaccio, che contiene ossigeno e esercita pressione. A questo si aggiunge la temperatura dell’acqua, che verso la superficie è più fredda, ma che in alcune zone arriva intorno ai 30 gradi. Un posto piacevole per nuotare, se non fosse tremila metri sotto l’Antartide. Il fenomeno viene spiegato con un’ipotesi suggestiva: il bacino che ospita il lago sarebbe in una zona in cui la crosta terrestre è più sottile, da qui l’acqua temperata. E a questo punto si aprono gli scenari più incredibili. Quali forme di vita contiene il lago, che tipo di ambiente è? E comunque la si metta, si tratta di forme di vita da noi oggi considerabili completamente aliene, al mondo di oggi e al nostro ambiente. Tanto che la scienza considera Vostok come un campo di allenamento per comprendere Europa, satellite di Giove dalla composizione ambientale molto simile a questo tesoro chiuso nello scrigno dell’Antartide.

I pericoli del mondo perduto. Il bacino del lago Vostok potrebbe essere un vero e proprio endopianeta, un mondo sconosciuto e autonomo all’interno del pianeta Terra, rimasto a venti milioni di anni fa. Secondo ipotesi non prive di fascino, il ciclo dell’acqua potrebbe essere completo, la conca della caverna ospitare fenomeni meteo, piogge e temporali e spostamenti d’aria. E forse forme di vita complesse. Sicuramente, ci sono i batteri. Un aspetto che crea più di un problema, perché il nostro mondo e quello dimenticato del lago Vostok potrebbero essere incompatibili. Un agente proveniente dalla Terra potrebbe contaminare e sterminare la biologia del lago in pochi minuti. Così come un agente proveniente dal lago, sconosciuto per il nostro ambiente e potenzialmente pericoloso potrebbe provocare problemi imprevedibili per tutto il pianeta. Per questo nell’opera di scavo, il team russo ha prestato attenzione totale al pericolo di contaminazione biunivoca. L’acqua da analizzare proveniente dal lago sarà prelevata creando un foro attraverso cui la pressione spingerà il liquido in alto. Si attenderà quindi il ricongelamento e poi verranno presi i campioni. Naturalmente il momento del taglio del ghiaccio per praticare il foro è quello più delicato, quello in cui il nostro mondo e i nostri batteri entrano in contatto con un universo misterioso intrappolato da milioni di anni.

Attività magnetica inspiegabile. Ma i misteri di Vostok non sono finiti. Ce n’è un altro, ugualmente importante ma dai contorni ancora meno definibili. Nella zona sud-occidentale del lago, i team di ricerca hanno individuato e verificato per anni la presenza di una fortissima anomalia magnetica, ritenuta di origine inspiegabile, che si estende 105 km per 75. Alcuni ricercatori pensano che anche questo fenomeno sia da attribuirsi all’assottigliamento della crosta terrestre in quel punto. Ma alcuni rilievi effettuati da rilevatori sismici hanno individuato la presenza di un elemento metallico di forma circolare o forse cilindrica che appare  dal diametro molto esteso, alla base del lago. L’ipotesi è che possa essere questa non specificata struttura a generare l’alterazione di 1000 nanotesla nel campo magnetico di una zona così estesa. Un elemento che ha aperto scenari da X-Files, che vedono già i sostenitori della presenza di un gigantesco Ufo seppellito di ghiacci, contro chi parla di un elemento meteorico.

Di certo c’è che la forma dell’oggetto misterioso appare particolarmente regolare. Voci non confermate riportano che l’agenzia nazionale per la sicurezza degli Usa (NSA) abbia perimetrato la zona, secretato le comunicazioni sull’area e impedisca l’accesso per chiunque, per “evitare contaminazioni“.
Cosa nasconde il lago e in che modi e tempi la scoperta inciderà sul pianeta Terra è tutto da vedere. Vostok è stato appena raggiunto, e i misteri che contiene prima o poi arriveranno in superficie.

(06 febbraio 2012)


http://www.repubblica.it/scienze/2012/02/06/news/antartide_i_misteri_del_lago_vostok_raggiunto_dopo_trent_anni_di_scavi-29442183/

Un altro articolo sul medesimo argomento è apparso su Mistero Bufo, il blog del Corriere della Sera dedicato all’ufologia ed al mistero:

È davvero molto interessante la notizia che si è finalmente raggiunto il Lago Vostok, l’enorme bacino subglaciale che si trova sotto l’Antartide. Al di là degli scenari da fiato sospeso – il team di scienziati è sparito ed è riapparso dopo una settimana -, dei misteri e delle anomalie (c’è un’attività magnetica forte e apparentememente inspiegabile), della presenza di un oggetto metallico discoidale o cilindrico che ha già fatto gridare all’Ufo, questa bella storia di ricerca e scienza si presta a una serie di riflessioni. Innanzitutto, noi stessi – nel senso della Terra e di chi la abita – siamo potenzialmente portatori di diversità che hanno tutte le caratteristiche del fenomeno alieno. Alieno nel senso di estraneo a un certo schema; alieno come diverso (ma senza una sfumatura necessariamente negativa; diverso e basta). Quindi, si propone un tema che è poi lo stesso che sorge quando si entra in un ambito più classico e si ragiona di come ci si comporterebbe con un eventuale essere proveniente da un altro mondo. Anche il lago Vostok è un altro mondo e il venire in contatto con la sua realtà potrebbe essere devastante sia per il suo ecosistema ma anche per il nostro. Pertanto: se davvero avremo un incontro con esseri che non appartengono alla realtà alla quale siamo abituati, riusciremo a stabilire un ponte in grado di resistere e di non crollare? Oppure è vero/sarà vero, che l’unica opzione che rimane/rimarrà è la lotta per la sopravvivenza? O noi, o loro, insomma. Come in un classico schema della fantascienza, in questo caso con la variante che l’alieno l’abbiamo già in casa e non viene dal cosmo. Ma la stessa problematica potrebbe riproporsi anche il giorno, vicino o lontano non importa, nel quale si riuscirà a inquadrare la realtà di Europa: la comprensione del lago Vostok, infatti, pare sia utilizzata come palestra di allenamento per essere pronti con l’altra missione. Intanto l’agenzia nazionale per la sicurezza degli Usa avrebbe perimetrato la zona e secretato le comunicazioni relative al lago. Pare di essere in un episodio di X-Files o in quegli scenari investigativi nei quali la zona del ”crimine” viene recintata. Qualcosa di particolare ci deve insomma essere. Mi piace pensare che nelle esigenze della scienza si stia annidando la sensazione che si è trovato, o che si sta per trovare, qualcosa di veramente decisivo:


http://misterobufo.corriere.it/2012/02/09/le-lezioni-aliene-del-lago-vostok/

*****

Questi articoli hanno riscosso un notevole successo perché intorno all’Antartide circolano le voci più incontrollate. Alcune precisazioni:

È vero che la Germania nazista inviò una missione per conquistarsi una colonia antartica, costruendovi una base:


http://it.wikipedia.org/wiki/Nuova_Svevia

Non esiste invece alcuna prova che la base sia stata alla fine costruita e ancor meno che i nazisti si siano uniti in una base già esistente a certi fratelli cosmici (di Antares) che avevano ispirato il progetto “Terzo Reich”:


http://it.wikipedia.org/wiki/Base_211

È vero che degli u-boot nazisti vuoti sono stati individuati al largo della Patagonia:


http://www.corriere.it/esteri/09_ottobre_07/olimpio-uboot-argentina_07b247b4-b32f-11de-b362-00144f02aabc.shtml

ma è possibile/probabile che siano serviti a sbarcare alti papaveri nazisti in fuga.

È vero che la marina americana sì interessò molto a quell’area, anche perché il contrammiraglio Richard E. Byrd, già conoscitore della zona, era stato invitato dai nazisti a prender parte alla loro spedizione (e aveva rifiutato):


http://it.wikipedia.org/wiki/Operazione_Highjump

L’anomalia magnetica è stata paragonata alla Amt-1 (anomalia magnetica di Tycho n°1) il monolite nero lunare alieno di “2001: Odissea nello spazio”. È effettivamente un mistero. È stato ipotizzato che sia dovuto al fatto che là sotto la crosta terrestre sia meno spessa (però è molto più forte di quelle associate ai vulcani):


http://antarcticsun.usap.gov/pastIssues/2000-2001/2001_02_04.pdf

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