Il sesto inverno

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Il vortice dell’uragano sta risucchiando aria estremamente fredda dalla troposfera esterna…

“Ma l’aria non dovrebbe riscaldarsi prima di raggiungere il suolo?”

“Dovrebbe. Ma non è così. L’aria sta scendendo troppo rapidamente”.

“Si tratta di un episodio isolato?”

“Temo di no”.

“Abbiamo individuato due supercelle in aggiunta a quello sopra Scozia”.

“Una nel nord del Canada ….. ed un’altra sulla Siberia”.

“E sappiamo i loro percorsi previsti?”

“Sì. Le nostre stime precedenti di sei a otto settimane non ci sono andate neppure vicino. Questa tempesta sta per cambiare il volto del nostro pianeta”.

“L’aria sarà così fredda, che ti può far assiderare in pochi secondi”

“Quando sarà finita, ghiaccio e neve copriranno l’intero emisfero settentrionale. Il ghiaccio e la neve riflettono la luce del sole. L’atmosfera della Terra si riassesterà ad una temperatura media vicina a quella dell’ultima era glaciale.

“Ebbene, cosa possiamo fare?”

“Spostarsi quanto più a sud sia possibile”.

copione de “L’Alba del giorno dopo

http://www.script-o-rama.com/movie_scripts/d/day-after-tomorrow-script-transcript.html

La produttività biologica del lago esaminato in Irlanda si è azzerata nel giro di pochi mesi, forse un anno. Tale calo nella produttività  è inequivocabilmente legato ad una caduta verticale della temperatura dell’aria. Altri studiosi, interrogati sui risultati di questa ricerca, si dicono convinti che i dati possano rivelarsi coerenti e corretti. Infatti, gli ultimi carotaggi effettuati in Groenlandia indicavano una transizione tra 1 e 3 anni. Quindi apparentemente vi è coerenza con i dati irlandesi.

Claudio Gravina, Climatemonitor

Quando l’atmosfera si raffredda, la corrente a getto diventa più irregolare, oscilla a zig-zag, prima a nord poi a sud, e diventa molto debole e sensibili ai disturbi causati dalla temperatura del mare e dalla presenza di neve e ghiaccio sulla terra e sul mare le recenti avverse condizioni meteorologiche nel Nord America e altrove sono una conseguenza di questo andamento debole e più irregolare delle correnti atmosferiche… Un flusso dominante da nord-ovest a sud-est si stabilisce su tutto il territorio degli Stati Uniti ad est delle Montagne Rocciose, favorendo il flusso verso sud della corrente a getto e il raffreddamento di un vasto tratto di oceano a sud di Terranova.

John Gribbin e Douglas Orgill, “The Sixth Winter”, 1979

L’uomo è responsabile di una parte del riscaldamento globale, ma la maggior parte è naturale.

L’unica cosa di cui preoccuparsi riguardo al riscaldamento globale è il danno causato dalle preoccupazioni stesse. Perché alcuni scienziati si preoccupano? Forse perché sentono che smettere di preoccuparsi può significare smettere di essere pagati. La Terra ha vissuto un ciclo continuo di ere glaciali per milioni di anni. Il freddo, con periodi glaciali che interessano i poli e le medie latitudini, persiste per circa 100.000 anni, fasi scandite da più brevi periodi più caldi, chiamati interglaciali. Tutte le glaciazioni iniziano con un periodo di riscaldamento globale. [Questi riscaldamenti] sono i precursori di nuove ere glaciali. In realtà il riscaldamento è una cosa buona. Le glaciazioni sono mortali e possono anche uccidere milioni di persone. L’umanità non può bloccarle. Proprio come l’umanità non può influire sul clima a lungo termine del pianeta, non può impedire che una glaciazione abbia luogo. Il clima è governato principalmente dal Sole.

Le attività umane possono avere un certo impatto sulla transizione verso condizioni glaciali, aumentando il flusso d’acqua polare e accelerando l’avvento di una glaciazione. Quello che sta accadendo è molto simile al precedente di 115 mila anni fa, quando si è innescata l’ultima glaciazione. È difficile da capire, ma è davvero così: l’ultima glaciazione è stata accompagnata dalla crescita della temperatura media globale, ossia dal riscaldamento globale.

Quel che accadde fu che il Sole riscaldò più i tropici e raffreddò l’Artico e l’Antartico. Poiché i tropici sono molto più grandi dei poli, la temperatura media globale aumentava. Ma in aumento era anche la differenza di temperatura tra oceani e poli, cioè la condizione fondamentale di espansione dei ghiacci polari. Che ci crediate o no, l’ultima glaciazione è cominciata con un riscaldamento globale!

Man mano che più vapore acqueo arriva ai poli l’Antartide produce iceberg e si addensa, mentre il centro del polo nord si libera dai ghiacci e le latitudini più basse subiscono nevicate pesanti che a poco a poco iniziano a migrare verso sud.

Un deterioramento globale del clima, di un ordine di grandezza maggiore di qualunque finora sperimentato dall’umanità civilizzata, è una possibilità molto reale e in effetti può avvenire in tempi rapidi, anche in una dozzina d’anni.

Man mano che il ghiaccio inizia a procedere verso sud dal Mare Artico la produzione di cibo si ridurrà notevolmente ci saranno abbondanti anomalie climatiche alle latitudini settentrionali ma anche meridionali. Potrebbero verificarsi tempeste globali. In alcune regioni potrebbero verificarsi ondate di freddo anomalo, mentre altre arrostirebbero con picchi di temperature mai viste prima dalla nostra civiltà.

Ed è esattamente ciò che sta accadendo ora.

George Kukla, luminare della paleoclimatologia, ex Columbia University, ricercatore presso il Lamont-Doherty Earth Observatory, 2007-2011

Nel 1974 il Dr. George Kukla del Lamont-Doherty Geological Observatory misurò un raddoppio della copertura nevosa artica durante gli anni 1968-1972. Notò che la copertura media della neve era aumentata di quattro milioni di chilometri quadrati durante l’inverno del 1971. Stimò che sette inverni consecutivi di analoga severità sarebbero bastati per far raggiungere ai ghiacci artici l’estensione dell’ultima era glaciale (con analogo effetto albedo)

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Sappiamo che un rimbalzo glaciale si manifesta nel giro di pochi mesi – forse settimane – una volta che saltano certi meccanismi di riequilibrio e il sistema raggiunge un punto di non ritorno, oltrepassato il quale deve trovare un diverso assetto in un contesto caotico.

Lo comprova lo studio forse più meticoloso mai eseguito in questo campo, effettuato sui depositi di fanghiglia del lago irlandese Lough Monreagh. Spiega il geologo William Patterson: “Il tutto sarebbe accaduto repentinamente per chi si fosse trovato a vivere in quell’epoca. E’ l’equivalente di prendere la Gran Bretagna e spostarla nell’Artico nel giro di pochi mesi

thedayafterÈ il ben noto scenario descritto nel film catastrofista “L’Alba del giorno dopo” (2004), a sua volta tratto dal romanzo “The Coming Global Superstorm” di Art Bell and Whitley Strieber (1999). Va detto che il film – molto amato da Al Gore che lo distribuiva gratuitamente ai suoi eventi – e il libro sono di scuola serrista, ossia incolpano l’uomo del cambiamento climatico che innesca la glaciazione.

421_3Prima dell’uscita del suddetto film un rapporto commissionato dal Pentagono illustrava scenari analoghi (sempre di matrice serrista).

Nello scenario considerato il riscaldamento globale raggiunge il suo picco (fortissimo scioglimento dei ghiacci artici nel periodo estivo) intorno al 2010 (è successo nel 2012). L’effetto più grave è che la Corrente del Golfo non riesce più a portare acqua calda e salata verso l’Europa settentrionale mentre le accentuate precipitazioni nel Nord Atlantico aggiungono altra acqua fredda e dolce.

L’impatto è rapido ma si sviluppa nel corso di un decennio, tra il 2010 ed il 2020.

Le temperature precipitano di diversi gradi in Europa e leggermente meno nel Nord America e nell’Asia settentrionale. Siccità in Europa e Nord America. Tempeste di neve diventano più frequenti. Venti più forti.

Siccità prolungata in Cina ed Europa. Altre aree secche diventano umide.

Il raffreddamento dell’area del Nord Atlantico diventa sempre più intenso ed imprevedibile. La neve si accumula e quindi il fresco si prolunga anche in estate. La circolazione atmosferica ne risulta alterata. Dopo il 2015 (per noi sarebbe il 2017, tenuto conto della discrepanza tra scenario e realtà) il freddo comincia a farsi sentire nell’Europa meridionale ed in Nord America. Correnti fredde soffiano attraverso il continente europeo danneggiando l’agricoltura. La siccità ed il vento producono tempeste di sabbia/polvere.

Intorno al 2020 il clima europeo rassomiglia quello siberiano.

L’Europa sarà la più pesantemente colpita dal cambiamento climatico.

Il clima dell’Europea nord-occidentale sarà più freddo, secco e ventoso rendendola molto simile alla Siberia. L’Europa meridionale subirà un cambiamento minore ma verrà colpita da violenti e intermittenti raffreddamenti e da rapidi sbalzi di temperatura. L’Europa meridionale dovrà arginare l’emigrazione dalle nazioni scandinave e dall’Europea settentrionale di popoli in cerca di tepore, così come l’emigrazione dai paesi duramente colpiti in Africa e altrove. Entro il 2030 circa il 10% della popolazione europea si sarà trasferito in un paese diverso da quello di residenza, per ragioni climatiche.

Gli Stati Uniti e la Cina vedranno un deterioramento della produzioni agricola.1910113_755613024501903_9165003354908083397_n

 

Qualche anno prima, nel 1979, quando ormai era in ascesa la propaganda del catastrofismo serrista, uno scienziato e divulgatore dalle credenziali impeccabili, John Gribbin (dottorato in astrofisica a Cambridge, affiliato al dipartimento di astronomia dell’Università del Sussex, pluripremiato divulgatore scientifico per Nature e New Scientist, e per numerose testate giornalistiche, tra cui The Times e The Indipendent), pubblicava “The Sixth Winter” (Il sesto inverno), un romanzo-saggio glacialista estremamente istruttivo, che ricapitolava quelle che erano state le argomentazioni di moltissimi climatologi dell’epoca, i quali ammonivano che la fine dell’interglaciale era prossima.

A distanza di 35 anni il testo ha acquistato un sinistro carattere ammonitorio.

Sembra descrivere quel che sta accadendo in questi mesi.

A pagina 21 e 22 vengono riproposte le tesi del suo articolo “The Climatic Threat”, pubblicato da Analog Annual nel marzo del 1976: Temperature in moderato calo, ghiacci polari che avanzano, ma soprattutto condizioni meteorologiche estreme che perdurano per mesi nell’emisfero settentrionale a causa del raffreddamento del Nord Atlantico e correnti a getto che hanno perso forza e zigzagano. Questo fenomeno causa forti innevamenti che non arrivano a sciogliersi completamente nelle successive estati. Nel romanzo si annuncia che al 6 anno consecutivo di ripetizione di questo evento si arriverebbe al PUNTO DI NON RITORNO (in corsivo nel testo, per enfatizzarlo), con la fine dell’interglaciale e l’incedere di una nuova era glaciale:

Should such a pattern of jet stream zigzag and “blocking high” conditions recur over five or six reasonably closely-spaced winters, with summer sunshine insufficient to melt all the snow from each preceding winter, this may quite rapidly build snow cover over the north-eastern part of North America beyond THE POINT OF NO RETURN. Snow cover may similarly build over northern USSR possibly triggering an Ice Age.

John Gribbin, “The Sixth Winter”, 1979, p. 23

 Alcuni dei passaggi chiave del libro che potrebbero aiutarci ad affrontare ciò che ci attende:

  • 20000 anni fa la linea dei ghiacci passava da Seattle a Baltimora, poco a nord di Washington. Linea Bristol-Londra-Berlino-Varsavia;
  • La cartina all’inizio del libro però mostra una diversa linea: arriverebbe a lambire Vancouver, Philadelphia, Londra, Colonia, Breslavia, Kiev. Tutto ciò che sta a nord di questa linea sarebbe perso per sempre, sminuzzato e smaltito dai ghiacciai, mentre la Russia asiatica sarebbe libera dai ghiacci, come pure gran parte dell’Alaska;
  • Un decennio per sprofondare in una glaciazione (effetto albedo) e poi qualche secolo per arrivare al miglio di spessore di ghiaccio (125 anni per un’era glaciale a pieno titolo);
  • Impossibile sfamare tutti senza una rivoluzione tecnologica;
  • Le nuove condizioni climatiche risvegliano nei lupi una memoria ancestrale: si riorganizzano in grossi branchi di centinaia di esemplari (normalmente sono meno di una decina e non più di 20 quando è molto freddo). Sono aggressivi, disposti a mangiare carcasse e avanzi (AGGIORNAMENTO: sta già succedendo – un superbranco da 400 esemplari in Russia);
  • Quando il clima si raffredda le correnti a getto (jet stream) diventano instabili, le correnti atmosferiche cominciano a oscillare verso sud e verso nord cambiando il clima. A un certo punto queste stesse correnti non cambiano solo direzione orizzontalmente. Possono anche scendere a terra improvvisamente.
  • Compaiono dei tornado di ghiaccio che causano decine di migliaia di morti e fanno precipitare le temperature a -75 gradi C ai loro margini, a ottobre. Sono magneticamente attirati dall’acqua, dai fiumi. Il tornado scava un cratere al momento dell’atterraggio ma poi, quando si stabilizza e inizia a muoversi, lo fa in superficie. Si muove alla ricerca di calore, di meno freddo. Per questo mammuth congelati istantaneamente. Per questo l’acqua e le città sono più a rischio.
  • Il vortice polare non si ritira in primavera ed estate e il clima che sarebbe normale in Alaska diventa normale in Canada e negli USA;
  • Siccità nel Sahara ma anche in India, carestie in India per assenza di piogge monsoniche. Sempre in India, temperature come a Manchester;
  • Centinaia di migliaia di sfollati senza casa. Baite in legno meglio delle tende. Fiumi cambiano il loro corso e inondano le aree circostanti;
  • Un mese in meno di estate;
  • Oleodotti e gasdotti bloccati;
  • Più iceberg (tabulari) nel Mare del Nord, come se fosse l’Antartico; speronano e abbattono le piattaforme petrolifere;
  • Tonnellate di neve in Alaska, non si sa dove mettere quella rimossa con gli spartineve. Anchorage da evacuare;
  • Porti nordici bloccati dal ghiaccio. Impensabile far arrivare il petrolio del Mare del Nord a nord di Harwich: troppo ghiaccio. Meglio Bristol e le coste occidentali, più protette;
  • Sempre procedere con due mezzi in condizioni invernali, casomai un veicolo si rompesse;
  • Il Sahara comincia a rinverdirsi da nord, mentre a sud si espande;
  • Neve cade per due settimane senza posa attraverso tutto l’emisfero settentrionale;
  • Carri armati usati come trattori per estrarre i veicoli dalla neve;
  • Newcastle tagliata fuori dal resto del paese per 5 giorni (2000 morti);
  • grandi opportunità per chi è interdisciplinare e poliglotta, perché i politici hanno bisogno di prendere delle decisioni e non sanno di chi fidarsi (ehehehe);
  • Nessuno si immaginava che gli eventi potessero raggiungere un punto di non ritorno nel giro di poche settimane. Ci si aspettava che ci mettessero almeno 2-3 anni. Ma la morte in massa dei mammuth lungo la costa settentrionale della Siberia 40mila anni fa era un monito;
  • Animali reagiscono istintivamente alle trasformazioni. Hanno avvertito il cambiamento ma gli esperti che li monitoravano non hanno capito la ragione del loro comportamento. Occasioni sprecate.
  • Probabile uno scenario Wurm/Wisconsin (80mila anni fa), quello della glaciazione terminata 12000 anni fa.
  • Il sud della Francia (ergo:  Toscana e Liguria) avrà un clima scozzese o scandinavo.
  • Africa mantiene il suo equilibrio ecologico e demografico perché deserto si espande a sud ma contrae a nord;
  • Ci si aiuta perché non siamo ratti, lupi o formiche, ma esseri umani. Sorprendente reazione: più cooperazione che legge della giungla (anche perché chi viene ostracizzato muore).
  • La democrazia non è condannata e non serve farsi prendere dal panico. Serve sviluppo tecnologico e cooperazione planetaria. La glaciazione non se ne andrà velocemente per via dell’effetto albedo. Non cambierà nulla per almeno 3mila anni, nella più ottimistica delle ipotesi. Solo una combinazione di allineamenti planetari, irraggiamento solare e attività solare crea gli interglaciali. Durerà più probabilmente per 40mila anni;
  • Interruzione del chinook/föhn che permette al grano di crescere nelle pianure dell’Alberta e del Saskatchewan e si fa sentire fino in Colorado (problemi anche nelle Alpi);
  • Chicago evacuata ma è stato un errore: 200mila morti per colpa dei blizzard (meglio restare chiusi in casa se si hanno risorse). Ad Amburgo 18mila morti per la stessa ragione.
  • Si impara dagli errori. New York non viene evacuata in un colpo solo, nonostante 5 settimane di neve quasi ininterrotta. A Glasgow e Oslo si impara dagli errori altrui: ma 3mila morti a settimana per la fame e il freddo. Profughi dell’Oregon e dello stato del Washington vanno verso Vancouver, profughi canadesi vanno verso gli USA: caos. A Winnipeg si decide di far restare la gente fino a primavera.
  • Non tutto un unico blocco di ghiaccio, per anni e forse secoli ci saranno enclavi prive di ghiaccio (es. Stoccolma);
  • Gli animali migrano stagionalmente: unica chance è nomadismo per almeno una parte della popolazione per diversi anni, finché il ghiaccio non si consolida. Nordici vengono a sud e poi tornano a nord per l’estate. In questo modo più produzione agricola e meno bocche da sfamare;
  • Australia inaridita;
  • Bering torna ad essere un ponte di terra perché il livello degli oceani si abbassa rapidamente, nel giro di un anno (acqua intrappolata nei ghiacci non raggiunge il mare);
  • L’Europa abolisce le frontiere. In tutto il mondo si parla di cooperazione. Profughi climatici in Baviera (inzuppata ma non ghiacciata), in Provenza e nel Sud Italia. Anche Nuovo Messico umido.
  • Grave errore aver ciarlato senza costrutto dopo il primo inverno selvaggio. Il secondo ha trovato il mondo impreparato e il terzo è stato anche peggio (albedo);
  • Intensa attività vulcanica: peso del ghiaccio sulla crosta terrestre fa aumentare attività vulcanica, più polveri nell’aria, meno irraggiamento;
  • Dopo il secondo inverno finiscono i tornado di ghiaccio: fenomeno transitorio, legato al passaggio all’era glaciale;
  • Danimarca e Birmingham al confine dei ghiacci, come British Columbia e Australia (Nuova Zelanda persa);
  • Continuo declino dell’attività solare. Anche se attività solare tornasse a salire, la glaciazione resterà. La condizione naturale del pianeta è quella glaciale. Altri 100mila anni prima che parametri orbitali permettano di uscire dalla glaciazione: facile piombare in una glaciazione, difficile uscirne (anche se l’uscita è comunque rapida);
  • Russi capaci di far funzionare industrie in Siberia, sui ghiacci;
  • Brasile paese perfetto: non cambia praticamente nulla. Civiltà umana diventa tropicale. Africa sub-sahariana nuovo fulcro. Da civiltà interglaciale a civiltà glaciale;
  • Scienziati devono diventare politici e vice versa;
  • Senza l’epoca interglaciale l’evoluzione umana sarebbe stata diversa. Si sarebbero probabilmente sviluppate facoltà telepatiche/extra-sensoriali necessarie alla sopravvivenza, magari anche capacità di comunicare con gli animali. L’Umanità deve adattarsi e diventare Homo sapiens hibernus.

 

“Non può piovere per sempre…o forse sì” – scienza del Diluvio

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Abbiamo tutti sentito parlare delle narrazioni bibliche del Diluvio, quelle sumeriche, quelle indiane, cinesi e dei nativi americani.

Esiste un corpus di tradizioni diffuso globalmente che ha registrato la memoria di un Diluvio.

Cosa può essere accaduto, da un punto di vista scientifico?

Ecco un’ipotesi.

MUTAMENTI DELL’ATTIVITÀ SOLARE

Quando il Sole ha molte macchie vuol dire che il campo magnetico è forte nell’eliosfera e ne favorisce l’estensione, favorendone l’azione di schermatura e di conseguenza l’intensità dei raggi cosmici galattici che raggiungono la Terra sarà ridotta. Quando non ci sono macchie, la schermatura dell’eliosfera è debole e molti raggi cosmici raggiungono la Terra.

http://www.palazzosomeda.it/Osservatorio/Raggicosmicieattivitsolare.htm

Il ciclo solare 24 sta per iniziare la sua fase di declino, dopo un inatteso secondo picco di attività più grande del primo.

I ricercatori Matt Penn e William Livingston del National Solar Observatory prevedono che il ciclo solare 25 sarà caratterizzato da un’assenza totale di macchie solari. E il ciclo 26 potrebbe non essere da meno.

IL CAMPO MAGNETICO TERRESTRE SI STA INDEBOLENDO

La magnetosfera terrestre (il nostro scudo magnetico che ci protegge dai raggi cosmici, dal vento solare) si sta indebolendo dal diciassettesimo secolo. Ha perso un 10% della sua intensità dal diciannovesimo secolo ma ora c’è stata un’ulteriore perdita del 5% nel giro di soli 10 anni. Il fenomeno è quindi in fortissima accelerazione.

PIÙ ACQUA CHE PIOVE DAL CIELO?

In questi ultimi anni di ridotta attività solare l’aumento dei raggi cosmici che giungono a terra ha sempre provocato l’aumento della condensazione delle nubi in seguito alla ionizzazione del pulviscolo atmosferico. Infatti, la ionizzazione del pulviscolo atmosferico è accentuata dai raggi cosmici perché favoriscono l’accumulo di particelle umide attorno al pulviscolo stesso. Questo porta ad una maggior formazione di nubi, soprattutto nella bassa atmosfera. Questo fenomeno ha sempre contribuito alla diminuzione delle temperature medie, in quanto la condensazione nuvolosa limita la penetrazione dei raggi solari al suolo. Attualmente questo comportamento del clima ha fatto sì che i fenomeni meteorologici  si sono localizzati in zone più limitate e soprattutto hanno assunto un’intensità rara a vedersi normalmente.

http://www.palazzosomeda.it/Osservatorio/Raggicosmicieattivitsolare.htm

Se il problema fosse solo questo…

Malauguratamente è possibile che vi sia un ulteriore effetto, molto più massiccio.

I raggi cosmici sono composti di idrogeno, deuterio, elio, litio, ecc. Quando lo scudo si indebolisce, più idrogeno arriva nella ionosfera terrestre: “Quella fascia dell’atmosfera nella quale le radiazioni del Sole, e in misura molto minore i raggi cosmici provenienti dallo spazio, provocano la ionizzazione dei gas componenti” (wikipedia).

La NASA (missione Themis) ha scoperto che la Terra si “difende” dalle esuberanze solari anche con una seconda strategia, ammassando materiale preso dalla plasmasfera (la parte di magnetosfera più prossima alla Terra) e creando una specie di muro di contenimento (l’immagine è quella degli inquilini di una casa che spostano un mobile dietro una porta per impedire l’ingresso a dei malintenzionati).

Ecco cosa succede: “Durante le tempeste geomagnetiche, le particelle cariche bombardano la Terra alle alte latitudini. Le correnti elettriche che ne risultano riscaldano l’alta atmosfera, pompando quantità crescenti di protoni e ioni ossigeno nella magnetosfera

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0012821X14001629

Cosa succede nella ionosfera, un ambiente particolarmente adatto ai processi di combinazione elettrochimica?

L’ossigeno pompato dal basso si combina con l’idrogeno in arrivo generando vapore acqueo e i raggi cosmici stessi si incaricano di farla condensare in nubi (raffreddando nel contempo il clima terrestre con l’effetto albedo) e precipitare al suolo.

RICAPITOLANDO: minore attività solare > più raggi cosmici arrivano sulla Terra > più acqua/più nubi (nubi nottilucenti da minimo solare) > maggiori precipitazioni > anche nevose a certe altitudini e latitudini per via del potere riflettente delle nubi > cresce l’albedo terrestre (potere riflettente dei raggi solari) per l’espansione delle superfici che restano innevate ghiacciate con l’arrivo della bella stagione (es. poderose nevicate alpine degli ultimi inverni, record di crescita dei ghiacci antartici e ripresa di quelli artici).

NOTA BENE

Una prima differenza rispetto all’ultimo Grande Minimo Solare è che allora la magnetosfera era decisamente più solida.

Una seconda differenza è legata al comportamento del Polo Nord magnetico.

IL POLO NORD MAGNETICO HA PRESO VELOCITÀ

Anche il polo nord magnetico ha subito un’accelerazione nei suoi spostamenti.

È stato annunciato dalla NASA nel 2003.

“Attualmente il polo nord magnetico sembra viaggiare con sempre più speditezza dal nord del Canada, dove a lungo è rimasto, verso oriente, ossia verso la Siberia, alla velocità di circa 40-60 km all’anno”.

http://www.palazzosomeda.it/Osservatorio/Raggicosmicieattivitsolare.htm

come se si preparasse ad un’inversione del campo magnetico del nostro pianeta, che può avvenire anche nel giro di soli 5 anni.

IL DILUVIO?

Una ricerca di alcuni tra i massimi geoscienziati e astrofisici cinesi in collaborazione con i loro colleghi tedeschi dell’Istituto Max Plank per la ricerca solare mostra che durante inversioni magnetiche la magnetosfera della Terra si indebolisce drasticamente e le particelle solari attirano sempre più ossigeno al di fuori della nostra atmosfera, con un ipotetico rischio di estinzioni di massa

La faccenda dell’estinzione di massa è abbastanza improbabile. Anche se la frequenza delle inversioni passasse da 750mila anni a 200mila anni, come si ipotizza sia accaduto in passato, non cambierebbe poi molto. L’umanità riesce a vivere e lavorare anche a 3000 metri di altezza, con un terzo di ossigeno in meno.

Il punto importante è un altro.

Se le inversioni magnetiche amplificano a dismisura i processi sopra descritti, allora quel famoso passaggio biblico (Genesi 7:11-12) diventa più plausibile:

Nell’anno seicentesimo della vita di Noè nel secondo mese, nel diciassettesimo giorno del mese, in quel giorno, tutte le Fonti del grande abisso scoppiarono e le cateratte del cielo si aprirono. E piovve sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti.

È forse questo uno dei fattori che, interagendo con altri, interrompe i periodi interglaciali e ricaccia il pianeta in uno stadio pienamente glaciale in modo così repentino?

FONTI:

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Website: http://scitech.au.dk/en/current-affairs/news/show/artikel/scientists-at-aarhus-university-au-and-the-national-space-institute-dtu-space-show-that-particle/

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Website: http://news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/3359555.stm

Choudhuri, Arnab Rai. ‘The irregularities of the sunspot cycle and their theoretical modelling.’ arXiv.org: Solar and Stellar Astrophysics – 12 December 2013. http://arxiv.org/abs/1312.3408

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Website.

Fox, Karen. ‘NASA’s Themis Discovers New Process that Protects Earth from Space Weather.’ NASA Goddard – 06 March 2014.

Website: http://www.nasa.gov/content/goddard/themis-discovers-new-process-that-protects-earth-from-space-weather/#.Ux7VC-ddVHt

Harrison, R. Giles & Stephenson, David B. ‘Empirical evidence for a nonlinear effect of galactic cosmic rays on clouds.’ Proceedings of the Royal Society A – 29 November 2005. Website:

http://earthshine.dmi.dk/tellux/HarrisonStephensonGCRClouds.pdf

Klotz, Irene. ‘Compass Direction, True North Parting Ways.’ Discovery News – 04 March 2011.

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Website: http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2003/29dec_magneticfield/

Palazzo Someda (osservatorio astronomico), “Raggi cosmici e attività solare”

Website: http://www.palazzosomeda.it/Osservatorio/Raggicosmicieattivitsolare.htm

Phillips, Tony. ‘Giant Breach in Earth’s Magnetic Field Discovered.’ NASA Science News – 16 December 2008.

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Website: http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2013/08jan_sunclimate/

Roach, John. ‘Earth’s Magnetic Field Is Fading.’ National Geographic News – 09 September 2004.

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Roach, John. ‘Magnetic Field Weakening in Stages, Old Ships’ Logs Suggest.’ National Geographic News – 11 May 2006.

http://news.nationalgeographic.com/news/2006/05/magnetic-field-1.html

ScienceDaily. ‘Cosmic Ray Decreases Affect Atmospheric Aerosols and Clouds.’ Source: Technical University of Denmark (DTU) – 06 October 2009.

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Snow-Kropla, E.J. et al. ‘Cosmic rays, aerosol formation and cloud-condensation nuclei: sensitivities to model uncertainties.’ Atmospheric Chemistry and Physics Discussions - 24 January 2011. Website: http://www.atmos-chem-phys-discuss.net/11/2697/2011/acpd-11-2697-2011.pdf

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Wei, Yong et al. ‘Oxygen escape from the Earth during geomagnetic reversals: Implications to mass extinctions.’ Elsevier: Earth and Planetary Science Letters – Vol. 394; 15 May 2014. ScienceDirect

Website: http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0012821X14001629

Temperature globali – gennaio 2014

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

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clip_image00201-gissNASA Goddard Institute for Space Studies (GISS)

02-ncdcNOAA’s National Climatic Data Center (NCDC)

03-hadcrut4Met Office Hadley Centre

 08-comparison-starting-in-2001

MSU RSS GlobalMonthlyTempSince1979 With37monthRunningAverage

RSS (Remote Sensing Systems)

1004945_659777110752162_135471093_nUAH (University of Alabama in Huntsville)

 

Con qualche annetto di ritardo la BBC si accorge che il nostro futuro sarà glaciale

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

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Ice+age+ending

Secondo il professor Lockwood l’ultima parte del 20° secolo è stata un periodo in cui il sole è rimasto insolitamente attivo e un cosiddetto ‘grande massimo’ si è verificato intorno al 1985. Da allora, il sole è diventato sempre più tranquillo…Il professor Lockwood ritiene che l’attività solare stia diminuendo più rapidamente che in una qualunque delle 24 precedenti occasioni, negli ultimi 10.000 anni, in cui si è trovato nelle stesse condizioni. Sulla base delle sue scoperte ha elevato il rischio di un nuovo minimo di Maunder da meno del 10% di solo pochi anni fa, al 25-30%. E una ripetizione del minimo solare di Dalton, che si è verificato nei primi anni del 1800, è ora probabile. A suo parere stiamo già cominciando a vedere un cambiamento nel nostro clima – gli inverni freddi ed estati miserevoli degli ultimi anni – e che nei prossimi decenni ci potrebbe essere una discesa in un nuovo minimo di Maunder. Vale la pena sottolineare che non è che ogni inverno sarebbe rigido, né ogni estate da dimenticare. Ma inverni rigidi ed estati instabili diventerebbero più frequenti
Paul Hudson, BBC, 28 ottobre 2013

“I carotaggi indicano che il calo di attività solare è il più rapido degli ultimi 10.000 anni” [leggi: “siamo alla fine dell’interglaciale, ci aspetta un’era glaciale” (18 gennaio 2014)

http://www.bbc.co.uk/news/science-environment-25743806

“Il passato insegna che fasi di inusuale “quiete solare” coincidono con inverni gelidi”.

http://www.bbc.co.uk/news/science-environment-25771510

“Perché il riscaldamento globale si è fermato?”

http://www.bbc.co.uk/news/science-environment-23409404

Tutte cose che i lettori dei miei blog sanno almeno dal 2011.

Riscaldamento globale > maggiori precipitazioni alle alte latitudini (e in montagna) per via delle temperature più miti > accumulo di neve in primavera > maggior effetto albedo > rafforzamento di questo meccanismo a causa dell’ibernazione solare (atrofizzazione di uno o più cicli di attività solare) e della maggior concentrazione di pulviscolo atmosferico (meteoriti e vulcanismo, che si accentua nelle fase di raffreddamento, neutralizzando l’eventuale ripresa dell’attività solare) e di raggi cosmici (che creano nubi e sono schermati quando il Sole è ai massimi della sua attività).
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2014/01/04/riscaldamento-globale-glaciazione/

image005BBC, meglio tardi che mai.

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 P.S. No, non c’è assolutamente niente che possiamo fare se non introdurre al più  presto impianti di “fusione fredda” a costi accessibili. In bocca al lupo a tutti.

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Sotto la banchisa la capra (islandese) crepa – e le scommesse che avrei potuto vincere

https://twitter.com/stefanofait

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Il Jyllands-Posten, uno dei principali quotidiani danesi, titola: Solens opførsel kan udløse en ny ”lille istid” [L'attività solare potrebbe innescare una nuova piccola era glaciale]. Prosegue: “Contro ogni previsione, il mondo potrebbe essere sull’orlo di una nuova piccola era glaciale con inverni decisamente freddi, affermano diversi ricercatori. La spiegazione, secondo i ricercatori, è nel comportamento bizzarro del Sole, con un netto calo dell’attività“.

In un post precedente avevo previsto che già a partire da quest’inverno i nordici avrebbero cominciato a contestare vigorosamente la “versione ufficiale” del riscaldamento globale e dei suoi esiti – sta già accadendo.

Sarà un’estate amputata da un autunno freddino e poi, a gennaio…a gennaio finiranno le frottole, come quella del lago formatosi nell’Artico, notizia che ha fatto il giro del mondo e che ora è stata smentita, con la Associated Press che si è scusata
http://rare.us/story/associated-press-retracts-bogus-north-pole-lake-photo/

Peccato che io non sia uno scommettitore: nei prossimi anni sarei diventato ricco…

I could have been a contender
I could’ve been a someone
Caught up in the rat race
And feeling like a no-one
Would have put me in the papers
With the money and the girls
I could have been The Heavyweight Champion of the World

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“Un documento pubblicato dal Danish Meteorological Institute trova una notevole correlazione tra le osservazioni del ghiaccio marino artico nel corso degli ultimi 500 anni e “la lunghezza del ciclo solare, che è una misura di attività solare. Una stretta correlazione (R = 0,67) di alta rilevanza (0,5% di probabilità di un evento casuale) si trova tra i due modelli, suggerendo un collegamento tra l’attività solare ed il clima dell’Oceano Artico.” Il documento si aggiunge a molti altri che dimostrano che l’estensione del ghiaccio artico del mare e il clima è controllata da variazioni naturali dell’attività solare e oceanica, da oscillazioni atmosferiche, venti e tempeste, non dalla CO2 prodotta dall’uomo”.
http://daltonsminima.altervista.org/?p=26449

AMSR-E SeaIceComparisonConcentrazione dei ghiacci artici: 2012 vs 2013 Fonte:  http://www.jaxa.jp/index_e.html

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andateglielo a spiegare a Luca Mercalli

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Artico sotto zero con due settimane d’anticipo
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MSU RSS ArcticAndAntarctic MonthlyTempSince1979 With37monthRunningAverage

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Canada.com – 16 novembre 2007

Secondo questi modelli, non ci sarà ghiaccio marino estivo nel Mar Glaciale Artico tra il 2010 e il 2015. Ed è probabile che succeda anche prima

Professor Louis Fortier – Université Laval, Director ArcticNet

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National Geographic – 12 dicembre 2007

Di questo passo, l’Oceano Artico potrebbe essere quasi privo di ghiaccio a fine estate 2012, molto più velocemente rispetto alle previsioni precedenti

Jay Zwally, climatologo NASA

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BBC – 12 dicembre  2007

La nostra proiezione del 2013 per la scomparsa del ghiaccio estivo non tiene conto degli ultimi due minimi, nel 2005 e nel 2007…alla luce dei quali si può sostenere che la nostra proiezione del 2013 è già troppo modesta

Professor Wieslaw Maslowski

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Independent – 27 giugno  2008

È molto probabile che il Polo Nord sarà libero da ghiacci quest’estate [2008]- non è mai successo prima

Professor Peter Wadhams, Università di Cambridge

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Guardian – 17 Settembre  2012

Questo collasso [dei ghiacci artici], ho predetto che si sarebbe verificato nel 2015-16 e in quel momento l’estate artica (agosto-settembre) sarebbe diventata libera dai ghiacci. Sta accadendo ora e probabilmente il processo sarà completo in quelle date

Professor Peter Wadhams – Cambridge University [lo stesso che lo annunciava per il 2008 – vedi sopra]

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Sierra Club – 23 Marzo 2013

Per la cronaca, non credo che il ghiaccio artico marino sopravvivrà quest’estate [2013]. Un evento senza precedenti nella storia umana si profila, in questo stesso momento, nell’Oceano Artico

Paul Beckwith – dottorato di paleoclimatologia e professore part-time di climatologia]

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Financial Times Magazine – 2 Agosto 2013

Potrebbe anche succedere quest’anno o l’anno prossimo, ma non oltre il 2015: non ci sarà alcun ghiaccio nell’Artico in estate

Sapete chi l’ha detto? Esattamente! L’anti-Cassandra: il professor Peter Wadhams della Cambridge University – un gran bell’applauso anche per lui

L’artico sarà privo di ghiacci estivi entro il 2054

Jiping Liu del Dipartimento di Scienze dell’Atmosfera e Ambientali (DAE) dell’Università di Albany, prende atto che tutti modelli hanno scazzato

http://www.hngn.com/articles/9729/20130809/scientists-predict-ice-free-arctic-2054-caused-global-warming.htm

Oppure entro il 2035?
http://www.3bmeteo.com/giornale-meteo/l–artico-diventera-un-mare-senza-ghiacci-entro-il-2035–59515

Adesso, per emulare il nostro grande Wadhams farò la mia previsione.

Grazie al “riscaldamento globale causato dall’uomo” dell’anno scorso contadini e allevatori islandesi hanno subito perdite ingenti
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/09/20/lislanda-si-e-salvata-dai-banchieri-non-si-salvera-dalla-glaciazione-povere-pecore/

http://icelandreview.com/icelandreview/daily_news/North_and_East_Iceland_Farmers_Brace_for_Cold_Spring_0_399876.news.aspx?cat_id=16567&ew_8_r_f=1&ew_8_r_t=15&news_category_id

Succederà di nuovo, ancora più violentemente, tra settembre e ottobre, e forse questa volta colpirà perfino la Scozia e l’Irlanda settentrionale.

Intanto una spedizione artica è bloccata dal ghiaccio: “Many are talking about it being a “bad ice year“.
http://northwestpassage2013.blogspot.it/2013/08/dodos-delight-worst-ice-in-89-years.html

Per aggiornamenti e approfondimenti:

gruppo FB “Attività Solare”
https://www.facebook.com/pages/Attivit%C3%A0-solare-Solar-Activity-/100364603439625?fref=ts

Winter is coming – giugno 2013

alpe di siusi 24 giugno24 giugno: Alpe di Siusi, 2140 m

Buffaure24 giugno: Buffaure

santa cristina in val gardena24 giugno: Santa Cristina in Val Gardena, 1450 m s.l.m

7944_10200867346157315_249396831_n28 giugno malga Sass, m. 1950

5862_10152012918894202_582179276_n28 giugno, altra nevicata sull’Alpe di Siusi

https://twitter.com/stefanofait

Guido Guidi (climatemonitor):
PIU’ MORTI CHE NASCITE – Il 31 dicembre 2012 risiedevano in Italia 59.685.227 persone, di cui più di 4 milioni e 300mila (7,4%) di cittadinanza straniera. Nel 2012 sono stati registrati più di 12 mila nati in meno rispetto all’anno precedente e circa 19 mila morti in più: precisamente 534.186 nati e 612.883 decessi. Quindi, il “saldo naturale”, dato dalla differenza tra nati e morti, è risultato negativo per 79 mila unità. Un picco negativo ancora più elevato di quello raggiunto nel 2003 quanto la mortalità fece registrare valori particolarmente elevati nei mesi giugno-agosto a causa di una eccezionale ondata di calore. Analogamente, l’Istat ha osservato un elevato numero di decessi nei primi mesi del 2012, per la forte ondata di gelo che ha colpito tutto il Paese, in particolare il Centro e il Nord, dove infatti si è riscontrato il maggior incremento della mortalità.

E così, con grande sorpresa, apprendiamo che ne ammazza più il freddo che il caldo. Chi l’avrebbe mai detto? Ora mi chiedo e vi chiedo: quanti gruppi di lavoro, comitati di studio, stanziamenti di fondi et similia sono stati messi in piedi per “salvarci” dal freddo e quanti dal caldo?

http://www.climatemonitor.it/?p=32830

Più a lungo si fugge dalla realtà, più spiacevole e doloroso sarà l’impatto quando ci andremo a sbattere contro

CMIP5-73-models-vs-obs-20N-20S-MT-5-yr-means1modellistica serrista vs. rilevamenti (osservazioni empiriche)

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La NASA, nel gennaio 2013, aveva introdotto nel dibattito il fattore solare, legandolo ad eventuali glaciazioni prossime venture e a quelle del passato, ma la cosa sembra sia stata deliberatamente ignorata dai serristi:

http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2013/08jan_sunclimate/

AllCompared GlobalMonthlyTempSince1979GISS GlobalMonthlyTempSince1979 With37monthRunningAverageMSU RSS GlobalMonthlyTempSince1979 With37monthRunningAverageNCDC GlobalMonthlyTempSince1979 With37monthRunningAverageNegativeTrendsEndingIn20121009898_277490715727012_985719422_nscreenhunter_314-jun-25-14-53Artico più freddo del normale

Guido Guidi: “Ai lettori più attenti non sarà sfuggito che si sente parlare sempre più spesso della “pausa” del riscaldamento globale e, ancora sempre più spesso, a parlarne sono media una volta insospettabili di scetticismo che intervistano ora questo ora quell’altro rappresentante del mainstream scientifico. E c’è un argomento sul quale, finalmente, è stato raggiunto il consenso: la temperatura media del Pianeta ha smesso di aumentare e non sappiamo perché. Inevitabilmente, questo postula anche il fatto che, forse, non sappiamo neanche tanto bene perché sia aumentata prima.

Hans Von Storch commenta l’imprevista “pausa” nel riscaldamento globale:

Possiamo immaginare due spiegazioni – e nessuna di queste è per noi molto piacevole. La prima possibilità è che ci sia meno riscaldamento globale di quanto ne sia atteso perché i gas serra, specialmente la CO2, hanno un effetto minore di quello che abbiamo assunto. Questo non vorrebbe dire che non c’è effetto serra causato dall’uomo, ma semplicemente che il nostro effetto sul clima non è così grande come abbiamo creduto. L’altra possibilità è che, nelle nostre simulazioni, abbiamo sottostimato quanto possa oscillare il clima per effetto di cause naturali.

[…]

Sicuramente l’errore più grande dei ricercatori climatici è stato quello di dare l’impressione di rivelare la verità definitva. Il risultato finale è la stupidità tra le righe di brochure sulla protezione del clima di recente pubblicazione da parte dell’Agenzia per la Protezione Ambientale della Germania Federale dal titolo “Il Pianeta si sta scaldando”. Libretti come quello non convinceranno alcuno scettico. Non è grave commettere errori ed essere poi costretti a correggerli. l’unica cosa sbagliata è stato agire come se fossimo infallibili. Nel farlo, ci siamo giocati la cosa più importante che abbiamo come scienziati: la fiducia del pubblico. Ci è capitato qualcosa di simile con la deforestazione – e dopo non abbiamo più sentito parlare dell’argomento per parecchio tempo.

Guigo Guidi: “Von Storch dice anche di essere certo che i famosi 2°C di riscaldamento rispetto al periodo pre-industriale arriveranno, perché così gli dice il suo istinto. Strano, pensavo lo dovessero dire i numeri…”

http://www.climatemonitor.it/?p=32801#more-32801

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Hans von Storch è uno dei massimi climatologi del mondo ed è solo uno dei tanti che stanno modificando il loro punto di vista di fronte alla realtà dei fatti.
Sulle foreste dice una scomoda verità: la superficie boschiva italiana si espande al ritmo di 100mila ettari l’anno. Lo stesso avviene in tutta Europa, Nord America e in Cina, dove la superficie boschiva, grazie agli interventi del governo, è cresciuta dal 12 al 16%. India e Brasile sono impegnati da decenni in vasti programmi di riforestazione. Quando si diceva che ogni anno una Svizzera di foresta amazzonica scompariva e invece è ancora lì, dopo 20-30 anni, non si è forse causato un enorme danno all’ecologismo e alla natura?

Storch dice un’altra grande verità: se anche la scienza perde la sua credibilità ed autorevolezza, su quali basi solide si potranno convincere le persone a modificare i propri comportamenti ?

Siccome siamo ecologicamente irresponsabili è meglio credere alle menzogne o agli errori perché il fine giustifica i mezzi, anche se il risultato potrebbe essere il discredito del mondo scientifico ed ambientalista?

Qui rischiamo di ripiombare in secoli di oscurantismo ed anti-intellettualismo precisamente a causa del fanatismo inquisitoriale di alcuni e questo è intollerabile. E’ una battaglia di civiltà che va combattuta.

*****

Su questo la pensa come Luca Romaldini, che scrive:

“I dati satellitari confermano l’attuale stabilizzazione termica del pianeta con inizio di graduale discesa media dal 2004.

Siamo di fatto rientrati nei canoni climatici old style (2012) e presto il raffreddamento, già in atto, provocherà uno scenario del tutto diverso da quello profilato da media e dagli scienziati di parte, rimettendo in forte discussione le politiche agrarie ed economiche dell’intero pianeta.

Altre conferme derivano dalla correlazione che con il rallentamento del vento solare, la radiazione cosmica nel sistema solare è in crescita, con conseguente aumento della copertura nuvolosa sul nostro pianeta, dimostrato da ricerche isotopiche e sedimentarie.

Dunque si continuano, ostinatamente, a confermare le gravi conseguenze ambientali derivate dalle attività umane, quando si dovrebbe guardare ad un processo ciclico climatico accelerato dall’uomo.

Ciò non vuol dire che non bisogna fare nulla per ridurre o annullare l’inquinamento dei metalli pesanti o delle radiazioni nucleari, vere piaghe per la vita sul nostro pianeta, ma non dare colpe alla CO2 dei problemi climatici. Anzi l’anidride carbonica andrebbe benedetta visto che è il nutrimento della vegetazione sul nostro pianeta, essenziale per la fotosintesi clorofilliana e di rilascio di ossigeno.

Vi ricordate che necessitate di ossigeno???”
http://evoluzioneclima.com/2013/06/14/ciclo-24-del-sole-verso-una-stabilizzazione-ma-e-gia-minimo-di-eddy-calo-termico-planetario-in-atto/

Cosa motiva i fanatici del cambiamento climatico globale causato dall’uomo?

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G. Schmidt – NASA Goddard Institute for Space Studies (GISS)

The person who stands up and says, “This is stupid”, either is asked to behave, or worse, is greeted with a cheerful “Yes, we know! Isn’t it terrific!?”

Frank Zappa

Lo scopo della vita non è quello di stare dalla parte della maggioranza, ma di fuggire nel trovarsi tra le file dei pazzi.
Aforisma attribuito a Marco Aurelio

L’Unione Europea ha speso oltre 200 miliardi di euro per ridurre le emissioni di CO2. Nel frattempo le emissioni sono cresciute e il riscaldamento globale si è comunque interrotto. Soldi sprecati che avrebbero potuto aiutare milioni di europei in questi tempi drammatici o almeno servire a sostituire i veri inquinanti.

Premessa: prego chi legge e specialmente chi blogga di prendersi la briga di consultare anche i post precedenti archiviati nella categoria “cambiamento climatico”, per evitare di pubblicare critiche superficiali ed emotive (puerili?) che si ritorceranno contro di loro negli anni a venire (i miei post resteranno qui, i loro saranno forse convenientemente e tempestivamente cancellati?).
Preciso che la mia posizione, almeno dal 2010-2011,  pressoché coincide con quella di molti esperti (molti dei quali sono accademici), come ad esempio quel 29% di meterologi americani che, a fine 2011, ritenevano che l’attribuzione del cambiamento climatico alle attività umane non fosse scientifica
http://www.ametsoc.org/boardpges/cwce/docs/BEC/CICCC/2012-02-AMS-Member-Survey-Preliminary-Findings.pdf

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Cook survey included 10 of my 122 eligible papers. 5/10 were rated incorrectly. 4/5 were rated as endorse rather than neutral.
Richard Tol, University of Sussex

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/12/06/esperti-di-climatologia-che-contestano-la-versione-ufficiale-del-riscaldamento-globale/
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/04/13/nasa-contro-nasa-la-fronda-contro-i-dogmi-climatologici-si-estende/
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/05/06/1000-anni-fa-il-pianeta-si-riscaldo-senza-che-lumanita-emettesse-co2/
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/07/15/tendenza-al-raffreddamento-globale-dal-tempo-dei-romani-universita-di-mainz/
il numero degli scettici aumenta proprio tra le persone scientificamente più istruite:
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/06/05/piu-sei-istruito-piu-sarai-scettico-in-merito-alla-versione-ufficiale-del-cambiamento-climatico/
ed include Roberto Vacca
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/06/22/perche-i-media-ostracizzano-roberto-vacca/
e James Lovelock
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/07/03/james-lovelock-pugnala-alla-schiena-al-gore-si-scusa-con-tutti-e-si-schiera-con-gli-scettici/

Da segnalare che, fino a trent’anni fa, alcuni degli stessi scienziati che oggi annunciano un’apocalisse di fuoco prevedevano un’apocalisse di ghiaccio:
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/03/03/i-media-globali-e-il-terrorismo-climatico-1895-2013/

come peraltro un rapporto commissionato dal Pentagono 10 anni fa:
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/03/31/il-rapporto-del-pentagono-lumanita-e-in-grado-di-gestire-una-glaciazione/

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Entro qualche anno il consenso scientifico accoglierà la tesi che: il riscaldamento globale è un fatto ma le attività umane incidono marginalmente e questa non è la strada giusta per realizzare uno sviluppo sostenibile – la causa principale è l’interazione tra Terra (vulcanismo sottomarino e non solo) e Sole (minimi e massimi solari, RAGGI COSMICI) – è fisicamente impossibile che le profondità oceaniche al di sotto dei 700 metri si riscaldino di più di quelle tra i 300 e i 700 metri, se i colpevoli siamo noi. Il calore non scende e non sprofonda. Semmai sale:
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/04/28/vulcani-sottomarini-e-riscaldamento-globale/

Henrik Svensmark, meteorologo e fisico al Danish National Space Center di Copenhagen – sue ipotesi su raggi cosmici e cambiamento climatico confermate da CERN
http://www.nature.com/news/2011/110824/full/news.2011.504.html

Il fattore di gran lunga decisivo è l’attività solare:
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/02/23/diminuzione-della-totale-irradiazione-solare-che-conduce-ad-uno-sbilanciato-termico-della-terra-e-alla-piccola-era-glaciale/
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/05/09/il-sole-al-minimo-raffreddo-leuropa-2-800-anni-fa-le-prove-nei-sedimenti-dei-laghi/
Per maggiori approfondimenti tecnici nello specifico (in inglese), vi rimando qui e, per una trattazione più generale (sempre in inglese e sempre molto tecnica), potete andare qui e qui.

Per fortuna ci sono i geologi che, per professione, danno valore alla storia del mondo e ad una prospettiva più ampia, ciclica, naturale e SCIENTIFICA

stelviolive_12Stelvio, 24 maggio 2013

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Il Pacifico si sta raffreddando, non riscaldando, con buona pace di Al Gore. L’Atlantico, a breve (2-3 anni al massimo), seguirà l’esempio del fratello maggiore.

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Dort, wo man Bücher verbrennt, verbrennt man am Ende auch Menschen

“Dove si bruciano libri, prima o poi si bruciano anche persone”
Heinrich Heine, 1820

fanatismo = violenza
Climatologi al San Jose State University Meteorology Department bruciano un testo “eretico” (e pubblicano la foto sulla homepage del dipartimento!!! Intolleranti e idioti)
Non sono gli unici:
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/04/05/ce-chi-mici-paragona-agli-schiavisti-ed-ai-segregazionisti/

1 – Per i ricercatori, una volta che un paradigma diventa popolare e dominante, opporvisi è suicida per le proprie prospettiva di carriera.

2 – Se il clima è presentato come un qualcosa che può essere influenzato, affluiranno generosi finanziamenti pubblici per la ricerca e l’attivismo. In caso contrario, non c’è trippa per gatti. La scienza contemporanea è fatta anche di pubbliche relazioni e marketing: lo scienziato deve vendere bene la sua merce e il peer reviewing è troppo spesso mediocre, forse volutamente sciatto.

3 – È bello sapere che il tuo lavoro contribuisce a salvare il mondo.

4 – Gli ambientalisti vedono il controllo delle emissioni di anidride carbonica come una via per arrivare a controllare altri inquinanti.

5 – I neo-luddisti vedono il controllo delle emissioni di anidride carbonica come una via per smantellare le economie industriali e realizzare la loro beneamata e letale “decrescita felice”.

6 – Banche d’affari come Goldman Sachs o JP Morgan Chase vedono nel mercato delle emissioni di CO2 l’opportunità di generare una nuova bolla finanziaria di un bene inesistente (crediti di anidride carbonica), con la quale giustificare enormi profitti e giga-bonus per i loro dirigenti.

http://www.repubblica.it/economia/2013/05/03/news/scandalo_jp_morgan_energia-57946990/?ref=HREC2-4

7 – Ci sono persone che hanno bisogno di una fede e l’hanno trovata nel salvazionismo climatico.

8 – La climatologia, non diversamente dalla sociologia, opera sulla base di statistiche, modelli ed ipotesi non falsificabili, se non a distanza di decenni.

9 – Ego: è difficile ammettere con se stessi, con gli altri e con i propri avversari dialettici che per anni abbiamo difeso una tesi errata. Meglio aderire ad una visione selettiva della realtà. Intanto è arrivata l’ammissione che “il riscaldamento globale si è preso una pausa” e non è cosa da poco. Vedremo negli anni a venire se ci saranno altre gentili concessioni agli avversari.

10 – Corruzione: ci sono persone che sono disposte a tutto per denaro e questa truffa è una miniera d’oro

http://fanuessays.blogspot.it/2011/11/climategate-la-farsa-e-finita-il-re-e.html

Il rapporto del Pentagono – l’umanità è in grado di gestire una glaciazione

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Record di emissioni di C02 – eppure anche i climatologi “serristi” devono ammettere che c’è una pausa nel riscaldamento globale

http://m.theaustralian.com.au/news/features/twenty-year-hiatus-in-rising-temperatures-has-climate-scientists-puzzled/story-e6frg6z6-1226609140980

Gli esperti del servizio meteorologico nazionale britannico prevedono che il grande gelo che attanaglia il Regno Unito potrebbe durare fin quasi alla fine di aprile. Le temperature difficilmente recupereranno le medie del periodo prima della seconda metà del mese.
http://www.guardian.co.uk/uk/2013/mar/27/uk-freeze-april-forecasters

Ho illustrato gli indicatori di un’incombente glaciazione

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/01/31/fuochino-fuoco-ghiaccio-cause-e-conseguenze-di-una-glaciazione/

Ma quali sarebbero le sue più probabili conseguenze? Ce lo spiega un rapporto – “An Abrupt Climate Change Scenario and Its Implications for United States National Security” – curato da Peter Schwartz e Doug Randall e pubblicato dal Pentagono nell’ottobre del 2003, che prende in esame l’eventualità di una glaciazione meno grave di quella del Dryas Recente (gli iceberg arrivavano in Portogallo)

http://it.wikipedia.org/wiki/Dryas_recente

e più seria della Piccola Era Glaciale

http://it.wikipedia.org/wiki/Piccola_era_glaciale

ossia un evento del tipo verificatosi 8200 anni fa, che fu preceduto da un forte riscaldamento globale e durò circa un secolo.

Il rapporto è il risultato di una serie di interviste di scienziati, di analisi e di nuovi riscontri.
In sintesi. Il riscaldamento globale causa il rallentamento della Corrente del Golfo, il rafforzamento della ventosità, climi più secchi laddove erano più umidi e vice versa, con pesanti effetti sulla produzione agricola, la stabilità sociale e la pace.

Nello scenario considerato il riscaldamento globale raggiunge il suo picco (fortissimo scioglimento dei ghiacci artici nel periodo estivo) intorno al 2010 (è successo nel 2012 e succederà nel 2013). L’effetto più grave è che la Corrente del Golfo non riesce più a portare acqua calda e salata verso l’Europa settentrionale mentre le accentuate precipitazioni nel Nord Atlantico aggiungono altra acqua fredda e dolce.

L’impatto è rapido ma si sviluppa nel corso di un decennio, tra il 2010 ed il 2020.

Le temperature precipitano di diversi gradi in Europe e leggermente meno nel Nord America e nell’Asia settentrionale. Siccità in Europa e Nord America. Tempeste di neve diventano più frequenti. Venti più forti.

Siccità prolungata in Cina ed Europa. Altre aree secche diventano umide.

Il raffreddamento dell’area del Nord Atlantico diventa sempre più intenso ed imprevedibile. La neve si accumula e quindi il fresco si prolunga anche in estate. La circolazione atmosferica ne risulta alterata. Dopo il 2015 (per noi sarebbe il 2017, tenuto conto della discrepanza tra scenario e realtà) il freddo comincia a farsi sentire nell’Europa meridionale ed in Nord America. Correnti fredde soffiano attraverso il continente europeo danneggiando l’agricoltura. La siccità ed il vento producono tempeste di sabbia/polvere.

Intorno al 2020 il clima europeo rassomiglia quello siberiano.

L’Europa sarà la più pesantemente colpita dal cambiamento climatico.

Il clima dell’Europea nord-occidentale sarà più freddo, secco e ventoso rendendola molto simile alla Siberia. L’Europa meridionale subirà un cambiamento minore ma verrà colpita da violenti e intermittenti raffreddamenti e da rapidi sbalzi di temperatura. L’Europa combatterà per arginare l’emigrazione dalle nazioni scandinave e dall’Europea settentrionale di popoli in cerca di caldo, così come l’emigrazione dai paesi duramente colpiti in Africa e altrove. Entro il 2030 circa il 10% della popolazione europea si sarà trasferito in un paese diverso da quello di residenza, per ragioni climatiche.

Gli Stati Uniti e la Cina vedranno un deterioramento della produzioni agricola.

Neve marzolina, glaciazione s’avvicina

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correlazioni tra attività solare e cambiamento climatico

Bloccati per ben 13 ore in Ungheria dal maltempo, precisamente da una tempesta di neve. E’accaduto a 150 turisti italiani, a bordo di tre pullman partiti da Castelnuovo Garfagnana e dalla Lucchesia per una gita tra Slovenia ed Ungheria.

http://www.julienews.it/notizia/cronaca/tempesta-di-neve-150-turisti-italiani-bloccati-in-ungheria/297484_cronaca_3.html

Sebbene alcuni esperti ci rassicurino sul fatto che la prossima glaciazione è stata rinviata sine die (a data da destinarsi), a causa del riscaldamento globale, quest’inverno e la primavera in corso (la primavera meteorologica comincia il 1 marzo) stanno mostrando abbondanti sintomi di un incombente raffreddamento globale. Sono ormai numerosissimi i climatologi che contestano la versione ufficiale del cambiamento climatico e molti di loro si aspettano che il riscaldamento inneschi un forte raffreddamento globale:

Circa un anno fa avevamo dato spazio alla teorie di un astrofisico di nazionalità russa, Habibullo Ismailovich Abdussamatov, che ha sostenuto il possibile inizio di una nuova piccola era glaciale a partire dal 2014 (leggere qui l’approfondimento). Sulla stessa lunghezza d’onda anche altri due ricercatori russi, Vladimir Bashkin e Rauf Galiulin: anche per loro starebbe per iniziare una fase più fredda per il nostro Pianeta, correlata con i diversi cicli di attività solare, prevista sempre più bassa.

Viene così aspramente contestata la tesi prevalente della Comunità Scientifica per la quale i cambiamenti climatici degli ultimi 150 anni siano imputabili principalmente all’azione dell’uomo, con conseguente riscaldamento antropico sotto forma di alterazione dell’effetto serra. Secondo la tesi dei due scienziati, la diminuzione termica globale sarebbe imminente ma piuttosto lenta in una prima fase, ben più attiva dopo qualche decennio”.

http://www.meteogiornale.it/notizia/26453-1-piccola-era-glaciale-in-arrivo-secondo-ricercatori-russi

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Guardate il ciclo 24 di attività solare (il nostro): dovrebbe essere al massimo. Quando entrerà nel suo minimo ciclico (verosimilmente a partire dal 2019) non sarà l’effetto serra a doverci preoccupare. Già adesso l’emissione di raggi UV è molto più bassa, quasi dimezzata, di quel che ci si dovrebbe attendere in una fase come quella corrente. Gli strati superiori dell’atmosfera sono diventati più freddi e le correnti a getto imprevedibili (perciò si passa dal gran caldo al gran freddo nel giro di magari una settimana). Dal prossimo inverno è prevedibile che il raffreddamento comincerà a farsi marcato, anche se ci potranno essere estati torride e siccità, in Europa, come in altre parti del mondo.
Poi, se il minimo sarà molto profondo, gli inverni (meteorologici) potrebbero durare dall’inizio di novembre fino a fine marzo e la neve a certe latitudini ed altezze non arriverà a sciogliersi, si accumulerà e produrrà un effetto albedo.

Bisognerebbe occuparsi seriamente della resa agricola e delle riserve di cibo, ma non pare sia la priorità dei nostri governanti, al momento. Pare invece che il programma atomico iraniano ed il feticismo austerista debbano continuare a dominare i prossimi mesi.

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In rosso più ghiaccio del normale, in blu meno ghiaccio della media

SPAGNA

42 le province spagnole in stato di allerta a causa di neve e pioggia. Nelle Asturie, 13 strade sono tuttora chiuse, così come hanno abbassato le saracinesche esercizi pubblici e commerciali. La strada A-67 della Cantabria, tra Madrid e Santander, è rimasta bloccata per diverse ore a causa dell’improvvisa bufera di neve. Panico tra decina di automobilisti, ma per fortuna senza alcuna conseguenza.

http://www.meteogiornale.it/notizia/26883-1-spagna-tra-bufere-di-neve-e-alluvioni

FRANCIA

L’emergenza maltempo sta assediando senza tregua da ormai oltre 24 ore il nord della Francia. Oltre 68.000 case in Bretagna e Bassa Normandia…sono rimaste prive d’energia elettrica. A causa della neve inoltre migliaia di persone sono rimaste bloccate tra la notte e la mattinata all’interno delle loro auto. In Bassa Normandia sono caduti in media tra i 50 e i 60 cm di neve, accompagnati da venti sostenuti. Un traghetto con oltre 500 persone bordo si è dovuto fermare a Cherbourg. Nessuna autostrada risulta per ora percorribile su tutta la parte nord-occidentale della Francia. A Lille, la circolazione dei treni ad alta velocità in arrivo e partenza è stata bloccata per ragioni di sicurezza, per consentire la pulizia dei binari. Bloccata anche la circolazione fra la Francia e il Belgio, dove i treni Tgv Thalys sulla percorrenza Parigi-Bruxelles sono fermi a causa delle forti perturbazioni. Sono peraltro bloccati anche i treni Tgv in partenza o in arrivo a Lille. Voli limitati negli aeroporti parigini di Roissy e Orly Ma permane ancora lo stato di allerta arancione in 26 dipartimenti nel nord e nordovest del Paese.

http://www.meteogiornale.it/notizia/26856-1-francia-eccezionali-bufere-di-neve-caos-e-paralisi

GERMANIA

Nel Land del Schleswig-Holstein, il più settentrionale della Germania, numerose scuole sono ancora chiuse. Ora il peggioramento si sta propagando verso la parte centrale del paese, dove tra oggi e domani sono attese fortissime nevicate, localmente in forma di blizzard.

http://www.meteogiornale.it/notizia/26848-1-germania-paralisi-da-neve-nel-settore-nord-video

REGNO UNITO

La possente ondata di gelo proveniente dalla Russia ha raggiunto il Regno Unito causando, oltre al tracollo termico, dei veri e propri blizzard. I disagi maggiori sono stati registrati nel sud dell’Inghilterra: lungo la strada A23 che collega le città di Crawley e Brighton, nel Sussex, a causa del manto stradale gelato si sono verificati alcuni incidenti con conseguente interruzione della normale circolazione.

In poco tempo si è formata una coda di 24 km e alcune decine di persone sono state costrette a trascorrere la notte all’interno delle proprie automobili. Fortunatamente non si sono verificate situazioni d’emergenza e stamane la situazione è tornata alla normalità.

http://www.meteogiornale.it/notizia/26845-1-bufere-di-neve-causano-disagi-nel-regno-unito-video

BELGIO

Un attacco invernale possente, che sta paralizzando mezza Europa…anche il Belgio è stato spazzato da gelidi venti, furiosi, accompagnati da tempeste di neve…si sono formati ingorghi per una lunghezza totale di 1670 km, demolendo il precedente record dello scorso 3 febbraio quando furono bloccati dalla neve un totale di 1285 km. Per la sicurezza dei passeggeri sono state sospese le corse dei treni veloci che collegano Bruxelles con Londra e Parigi. Sospesi anche i collegamenti per Amsterdam e Colonia. Secondo i meteorologi belgi sono caduti mediamente 20 cm di neve e per la prima volta dal 1925 – nel mese di marzo – la temperatura media del paese non ha superato lo zero nell’arco dell’intera giornata.

http://www.meteogiornale.it/notizia/26857-1-europa-nel-caos-a-causa-di-neve-e-gelo

NORD EUROPA

Temperature ancora in picchiata sulla gran parte dell’Europa Centro-Settentrionale, con picchi ancora sotto i 30 gradi sottozero nelle regioni interne norvegesi…Bufere di neve stanno interessando anche l’estremo sud dell’Inghilterra fin sulle coste del Canale della Manica: brevi apparizioni di neve con fiocchi hanno interessato nuovamente Londra, dove la temperatura è scesa fino a 2 gradi sottozero. A proposito di temperature, grande gelo in Scozia con temperature fino a -12°C anche a bassa quota.

http://www.meteogiornale.it/notizia/26833-1-gelo-nord-europa-blizzard-tra-inghilterra-e-francia

Si confermano i -35°C nelle zone interne centrali norvegesi, ma questa mattina spiccano anche i valori rigidi a latitudini più basse, nelle maggiori capitali. Ad Helsinki il termometro è sceso fino a -20°C, mentre su Oslo la colonnina di mercurio si è fermata a -17°C. Nella mappa sotto le temperature minime odierne su tutta l’Europa, con picchi sotto i -20°C anche sulle nazioni baltiche.

http://www.meteogiornale.it/notizia/26822-1-inverno-nord-europa-gelo-tra-scandinavia-e-paesi-baltici

EST EUROPA

Violenti blizzard hanno letteralmente paralizzato il settore ovest dell’Ucraina. Nella città di Leopoli, in poco meno di 48 ore, è caduta una quantità di neve che supera addirittura la media mensile. Neve e gelo che hanno causato il caos: fermi i mezzi pubblici e chiuso l’aeroporto. Nell’intera regione sono state danneggiate numerose linee elettriche e 60 centri abitati risultano ancora isolati.

Le intense bufere di neve hanno bloccato alcuni tratti dell’autostrada che collega Kiev al confine occidentale. Le situazioni più gravi sono state registrate nelle zone di confine con la Polonia, la Bielorussia, l’Ungheria e la Slovacchia. Lungo le strade si sono formate code per centinaia di chilometri. I soccorritori del Servizio Nazionale sono accorsi per aiutare gli automobilisti intrappolati nelle loro auto, organizzando dei punti di ristoro dove venivano servite pasti e bevande calde.

http://www.meteogiornale.it/notizia/26917-1-bufere-di-neve-paralizzano-ucraina-immagini-incredibili

I media globali e il terrorismo climatico 1895-2013

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Maggio 1978: Leonard Nimoy (Spock) avverte che molti climatologi ritengono che il mondo si stia avviando verso una glaciazione.

Uno dei climatologi consultati era Stephen Schneider, poi divenuto consulente di Al Gore. Gli domandarono cosa si poteva fare per scongiurare la glaciazione e lui rispose che sarebbe stato sconsiderato usare l’energia atomica per rendere meno compatte le calotte polari: “Possiamo fare queste cose? Sì. Ma faranno migliorare le cose? Non ne sono sicuro. Non possiamo prevedere con certezza cosa sta succedendo al nostro futuro climatico. Come possiamo intervenire se siamo così ignoranti? Si potrebbero sciogliere le calotte polari e cosa succederebbe alle città costiere? La cura potrebbe essere peggiore del male. Sarebbe meglio o peggio del rischio di un’era glaciale?”

Col passare degli anni pare abbia perso questo suo equilibrio e rigore, per diventare un iper-interventista, allo scopo inverso (bloccare il riscaldamento globale).

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Feb. 24, 1895, “Geologists Think the World May Be Frozen Up Again.” -
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1895-1932: glaciazione in arrivo
1929-1969: riscaldamento globale
1954-1977: glaciazione in arrivo
1981-2013: riscaldamento globale
http://www.mrc.org/node/30586
150 anni di sensazionalismo sul riscaldamento globale e raffreddamento globale al New York Times (dal 5 gennaio 1855) http://newsbusters.org/node/11640
**********
DAGLI ARCHIVI DELLA STAMPA
Grazie a Maurizio Morabito
22 giugno 1976 (n.145, p.14): “Entro cento anni avremo una era glaciale”
19 ottobre 1976 (n.229, p.21): “Fra pochi anni inverni freddissimi – In Siberia spariranno i cereali?”
14 febbraio 1977 (n.29, p.3): “E’ giunta l’era glaciale”
3 gennaio 1978 (n.1, p.3): “Si torna all’era glaciale?”
14 aprile 1978 – (n.85, p.15): “Aiuto, arriva l’era glaciale”
27 aprile 1978 (n.95, p.9): “Siamo alla soglia dell’era glaciale?”
4 gennaio 1979 (n.3, p.4): “Sta per cominciare un’era glaciale – secondo meteorologi giapponesi”
19 febbraio 1979 (n.48, p.3): “Cambia il nostro clima – Il mondo va verso una nuova era glaciale?”
21 aprile 1982 (n.25, p. 3): “Questo freddo di aprile farà scendere i ghiacciai?”
30 gennaio 1985 (n.155, p. 2): “Dietro l’angolo c’è un’era glaciale?”

40 anni fa i media diffondevano l’idea che, per colpa dell’inquinamento, stavamo per entrare in una glaciazione. La soluzione, ieri come oggi, era una sola: DECRESCITA+TECNOCRAZIA.

L’ammonimento del solito Paul Ehrlich: la sovrappopolazione ci spedirà dritti in un’era glaciale (1971): bisogna decrescere!

1970 – Colder Winters Held Dawn of New Ice Age – Scientists See Ice Age In the Future (The Washington Post, January 11, 1970)
1970 – Is Mankind Manufacturing a New Ice Age for Itself? (L.A. Times, January 15, 1970)
1970 – New Ice Age May Descend On Man (Sumter Daily Item, January 26, 1970)
1970 – Pollution Prospect A Chilling One (Owosso Argus-Press, January 26, 1970)
1970 – Pollution’s 2-way ‘Freeze’ On Society (Middlesboro Daily News, January 28, 1970)
1970 – Cold Facts About Pollution (The Southeast Missourian, January 29, 1970)
1970 – Pollution Could Cause Ice Age, Agency Reports (St. Petersburg Times, March 4, 1970)
1970 – Pollution Called Ice Age Threat (St. Petersburg Times, June 26, 1970)
1970 – Dirt Will .Bring New Ice Age (The Sydney Morning Herald, October 19, 1970)
1971 – Ice Age Refugee Dies Underground (The Montreal Gazette, Febuary 17, 1971)
1971 – U.S. Scientist Sees New Ice Age Coming (The Washington Post, July 9, 1971)
1971 – Ice Age Around the Corner (Chicago Tribune, July 10, 1971)
1971 – New Ice Age Coming – It’s Already Getting Colder (L.A. Times, October 24, 1971)
1971 – Another Ice Age? Pollution Blocking Sunlight (The Day, November 1, 1971)
1971 – Air Pollution Could Bring An Ice Age (Harlan Daily Enterprise, November 4, 1971)
1972 – Air pollution may cause ice age (Free-Lance Star, February 3, 1972)
1972 – Scientist Says New ice Age Coming (The Ledger, February 13, 1972)
1972 – Scientist predicts new ice age (Free-Lance Star, September 11, 1972)
1972 – British expert on Climate Change says Says New Ice Age Creeping Over Northern Hemisphere (Lewiston Evening Journal, September 11, 1972)
1972 – Climate Seen Cooling For Return Of Ice Age (Portsmouth Times, September 11, 1972)
1972 – New Ice Age Slipping Over North (Press-Courier, September 11, 1972)
1972 – Ice Age Begins A New Assault In North (The Age, September 12, 1972)
1972 – Weather To Get Colder (Montreal Gazette, September 12, 1972)
1972 – British climate expert predicts new Ice Age (The Christian Science Monitor, September 23, 1972)
1972 – Scientist Sees Chilling Signs of New Ice Age (L.A. Times, September 24, 1972)
1972 – Science: Another Ice Age? (Time Magazine, November 13, 1972)
1973 – The Ice Age Cometh (The Saturday Review, March 24, 1973)
1973 – Weather-watchers think another ice age may be on the way (The Christian Science Monitor, December 11, 1973)

1974 – New evidence indicates ice age here (Eugene Register-Guard, May 29, 1974)
1974 – Another Ice Age? (Time Magazine, June 24, 1974)
1974 – 2 Scientists Think ‘Little’ Ice Age Near (The Hartford Courant, August 11, 1974)
1974 – Ice Age, worse food crisis seen (The Chicago Tribune, October 30, 1974)
1974 – Believes Pollution Could Bring On Ice Age (Ludington Daily News, December 4, 1974)
1974 – Pollution Could Spur Ice Age, Nasa Says (Beaver Country Times, December 4, 1974)
1974 – Air Pollution May Trigger Ice Age, Scientists Feel (The Telegraph, December 5, 1974)
1974 – More Air Pollution Could Trigger Ice Age Disaster (Daily Sentinel – December 5, 1974)
1974 – Scientists Fear Smog Could Cause Ice Age (Milwaukee Journal, December 5, 1974)
1975 – Climate Changes Called Ominous (The New York Times, January 19, 1975)
1975 – Climate Change: Chilling Possibilities (Science News, March 1, 1975)
1975 – B-r-r-r-r: New Ice Age on way soon? (The Chicago Tribune, March 2, 1975)
1975 – Cooling Trends Arouse Fear That New Ice Age Coming (Eugene Register-Guard, March 2, 1975)
1975 – Is Another Ice Age Due? Arctic Ice Expands In Last Decade (Youngstown Vindicator – March 2, 1975)
1975 – Is Earth Headed For Another Ice Age? (Reading Eagle, March 2, 1975)
1975 – New Ice Age Dawning? Significant Shift In Climate Seen (Times Daily, March 2, 1975)
1975 – There’s Troublesome Weather Ahead (Tri City Herald, March 2, 1975)
1975 – Is Earth Doomed To Live Through Another Ice Age? (The Robesonian, March 3, 1975)
1975 – The Ice Age cometh: the system that controls our climate (The Chicago Tribune, April 13, 1975)
1975 – The Cooling World (Newsweek, April 28, 1975)
1975 – Scientists Ask Why World Climate Is Changing; Major Cooling May Be Ahead (PDF) (The New York Times, May 21, 1975)
1975 – In the Grip of a New Ice Age? (International Wildlife, July-August, 1975)
1975 – Oil Spill Could Cause New Ice Age (Milwaukee Journal, December 11, 1975)
1976 – The Cooling: Has the Next Ice Age Already Begun? [Book] (Lowell Ponte, 1976)
1977 – Blizzard – What Happens if it Doesn’t Stop? [Book] (George Stone, 1977)
1977 – The Weather Conspiracy: The Coming of the New Ice Age [Book] (The Impact Team, 1977)
1976 – Worrisome CIA Report; Even U.S. Farms May be Hit by Cooling Trend (U.S. News & World Report, May 31, 1976)
1977 – The Big Freeze (Time Magazine, January 31, 1977)
1977 – We Will Freeze in the Dark (Capital Cities Communications Documentary, Host: Nancy Dickerson, April 12, 1977)
1978 – The New Ice Age [Book] (Henry Gilfond, 1978)
1978 – Little Ice Age: Severe winters and cool summers ahead (Calgary Herald, January 10, 1978)
1978 – Winters Will Get Colder, ‘we’re Entering Little Ice Age’ (Ellensburg Daily Record, January 10, 1978)
1978 – Geologist Says Winters Getting Colder (Middlesboro Daily News, January 16, 1978)
1978 – It’s Going To Get Colder (Boca Raton News, January 17, 1978)
1978 – Believe new ice age is coming (The Bryan Times, March 31, 1978)
1978 – The Coming Ice Age (In Search Of TV Show, Season 2, Episode 23, Host: Leonard Nimoy, May 1978)
1978 – An Ice Age Is Coming Weather Expert Fears (Milwaukee Sentinel, November 17, 1978)
1979 – A Choice of Catastrophes – The Disasters That Threaten Our World [Book] (Isaac Asimov, 1979)
1979 – Get Ready to Freeze (Spokane Daily Chronicle, October 12, 1979)
1979 – New ice age almost upon us? (The Christian Science Monitor, November 14, 1979)

CIA 1974 National Security Threat: Global Cooling/Excess Arctic Ice Causing Extreme Weather (climatedepot.com)
1974 Shock News: Global Cooling To Kill One Billion People (junkscience.com)
NCAR 1974 : Global Cooling And Extreme Weather Is The New Normal (stevengoddard.wordpress.com)

IceAgeEnding

Giornali e riviste, ma anche articoli scientifici e monografie:

http://www.masterresource.org/2009/09/the-global-cooling-scare-revisited/

Scienziati che invece stanno facendo il loro dovere e contestano il presunto “consenso” dei nostri giorni:

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/12/06/esperti-di-climatologia-che-contestano-la-versione-ufficiale-del-riscaldamento-globale/

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