Gli insorti le stanno prendendo e fanno capolino le consuete “Armi di Distruzione di Massa”

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Qualora il governo di Israele fosse costretto ad intraprendere un’azione militare di legittima auto-difesa contro il programma di armamento nucleare iraniano, il governo degli Stati Uniti affiancherà Israele, fornendo, nel rispetto della legge americana e delle responsabilità costituzionali del Congresso ad autorizzare l’uso della forza militare, supporto diplomatico militare ed economico al governo di Israele nella difesa del suo territorio, del suo popolo e della sua esistenza.
Risoluzione 65 del Senato americano

Il 23 aprile il segretario di stato americano Kerry aveva avvertito la NATO che l’esercito siriano avrebbe potuto cominciare ad usare armi chimiche

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Siria-Kerry-su-armi-chimiche-non-ho-elementi-a-conferma_32121313153.html

ma il 25 aprile Hagel lo contraddice sostenendo che ci sono prove di un loro uso

http://www.agi.it/ultime/notizie/articoli/201304251740-est-rom0068-siria_hagel_usate_piccole_quantita_di_armi_chimiche

Finora Qatar, Regno Unito, Francia, Arabia Saudita e Israele – vassalli degli Stati Uniti – erano stati i paesi più interventisti, con gli Stati Uniti a recitare la parte della potenza misurata e responsabile (pragmatica).

Ora un po’ tutti sostengono di avere prove inequivocabili che Assad ha usato queste famigerate armi di distruzione di massa:
http://amanpour.blogs.cnn.com/2013/04/24/free-syrian-army-general-clear-proof-chemical-weapons-used/

http://www.guardian.co.uk/world/middle-east-live/2013/apr/25/syria-rebels-claim-proof-of-chemical-weapons-live

http://www.guardian.co.uk/world/middle-east-live/2013/apr/26/syria-chemical-weapons-red-line-live#start-of-comments

La spiegazione è semplice: l’esercito regolare del governo siriano ha cominciato a fare progressi sostanziali già da alcuni mesi, senza aver alcun bisogno di usare sarin e l’Occidente teme l’ennesima sconfitta (dopo Afghanistan, Iraq, Somalia e, sembra di capire, Libia – in Mali si combatte ancora).
La redazione della Repubblica, come sempre, funge da grancassa della propaganda NATO e ha ripudiato ogni principio deontologico (trasparenza, analisi critica, ricerca dell’obiettività, approfondimento, rispetto per l’intelligenza dei lettori). Parla già di prove inequivocabili dell’uso del sarin da parte del regime di Assad.
Mi permetto di suggerire un elenco di domande che un giornalista serio avrebbe dovuto porsi e porre alle sue fonti:

1. perché dovremmo fidarci di analisi compiute dalle stesse nazioni che premono per un intervento in Siria?
2. Perché dovremmo credere alla valutazione di un medico inglese che assiste i ribelli quando sostiene che la schiuma alla bocca sia un sintomo dell’avvelenamento da sarin, sebbene sia dimostrabilmente falso, come testimoniano anche le immagini degli attentati alla metropolitana di Tokyo?
3. Perché dovremmo pensare che il gas al cloro debba provenire dagli arsenali di Assad quando Al-Qaeda ne ha fatto largo uso in Iraq e gli alqaedisti stanno combattendo contro Assad?
4. La lezione delle inesistenti armi di distruzione di massa in Iraq è già stata dimenticata?
5. Perché Assad, sapendo che le armi chimiche provocherebbero l’attacco americano, le dovrebbe usare con il contagocce (una sola famiglia colpita, il vicinato incolume) e non in un attacco decisivo?
6. Perché dovrebbe farlo proprio ora che l’esercito regolare fa progressi?
7. Gli insorti siriani non erano riusciti a conquistare un magazzino militare dell’esercito che conteneva armi chimiche, mostrandole in TV?
8. Già una volta una fabbrica farmaceutica sudanese fu bombardata dagli americani (1998), convinti che fosse un impianto per la produzione di armi chimiche. E’ rilevante?
9. Armi chimiche sono state usate CONTRO le truppe siriane e gli Occidentali sostengono che sia stato un episodio di “fuoco amico”. Quanto credibile è questa valutazione?
10. Non sarebbe indispensabile un’inchiesta INDIPENDENTE delle Nazioni Unite prima di parlare di intervento, specialmente alla luce dell’infame comportamento di Tony Blair e George W. Bush, che dovrebbero essere processati per crimini di guerra in Iraq?
11. Perché Israele e gli Stati Uniti possono usare il fosforo bianco sui civili (cf. rapporto di Amnesty International) senza che la stampa occidentale strepiti in una misura anche solo lontanamente paragonabile?
12. Chi è Obama per stabilire dove vada tracciata la linea rossa attraversata la quale sarà giustificabile un intervento armato della NATO e di Israele? Il diritto internazionale è opzionale anche per lui come per il suo predecessore?
13. Andava bene quando erano tedeschi, americani ed inglesi (Thatcher) a fornire armi chimiche a Saddam Hussein, loro alleato, per attaccare l’Iran?
14. Il fatto che i soldati siriani dichiarino di combattere per la Siria (contro Israele, Qatar, Arabia Saudita e i salafiti/alqaedisti) e non necessariamente per Assad, cambia qualcosa?

In conclusione: è una montatura-casus belli che serve ad aggirare il veto di Cina e Russia.

*****

QUANTO AI SUCCESSI DELL’ESERCITO REGOLARE:

Un rapporto di intelligence consegnato al Dipartimento di Stato da fonti siriane che lavorano con l’esercito siriano libero (FSA) descrive la situazione nei territori liberati a tinte fosche: combattenti disorganizzati, avidi trafficanti di armi e signori della guerra intenti a fare affari.

http://articles.washingtonpost.com/2013-01-11/opinions/36312167_1_al-nusra-aleppo-idlib

Il Washington post parla di “progressiva erosione della popolarità i ribelli”: A Homs, i ribelli sono circondati ed immobilizzati in alcuni quartieri sparsi che stanno diventando sempre più difficili da rifornire. L’offensiva lanciata in pompa magna il mese scorso nella provincia di Hama è svanita”. Musab al-Hamawi, un attivista dell’opposizione in provincia di Hama dichiarava: “Assad è fiducioso perché sa che stiamo perdendo terreno in termini di popolarità tra la gente…L’esercito siriano libero ha dimostrato di non essere in grado di proteggere i civili e liberare il paese senza provocare morte e distruzione”.

http://www.washingtonpost.com/world/assad-still-confident-that-he-control-syria/2013/01/12/2e24a62e-5d01-11e2-b8b2-0d18a64c8dfa_story_1.html

Malik al Abdeh, un giornalista siriano con sede a Londra: “I ribelli…non hanno dimostrato la capacità di fare progressi verso Damasco, la chiave per controllare il paese”.

http://articles.washingtonpost.com/2013-01-12/world/36312287_1_syrian-president-bashar-al-assad-syrian-army-rebels

In questi ultimi giorni l’avanzata delle forze regolari ha portato alla ripresa di una città strategica nei pressi della capitale, interrompendo la principale linea di rifornimento degli armamenti per i ribelli.
http://www.foxnews.com/world/2013/04/25/syrian-government-troops-capture-strategic-town-near-damascus-cut-arms-route/

Le brigate di insorti non collaborano, essendo divise da ragioni ideologiche e dalla competizione per l’influenza e gli armamenti forniti dai paesi del Golfo e dall’Occidente. Tutto lascia pensare che siano uniti unicamente dalla volontà di detronizzare Assad ma, una volta sconfittolo, i signori della guerra comincerebbero a combattersi, come avviene in Libia, o in Somalia, dopo gli interventi occidentali

http://www.reuters.com/article/2013/04/24/us-syria-crisis-mortars-idUSBRE93N0RB20130424

http://www.linkiesta.it/libia-attentato-ambasciata-francese-terrorismo

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2013/04/14/Somalia-due-attentati-almeno-20-morti_8551543.html

Qusayr, una cittadina controllata dai ribelli fin dall’inizio dell’insurrezione, è ora circondata

http://english.al-akhbar.com/content/syria-national-defense-forces-forefront-qusayr-fighting

La verità è che quel 70% della popolazione di credo sunnita che dovrebbe essere ostile ad Assad deve aver deciso che salafiti e alqaedisti sono il male peggiore, si è turato il naso e non appoggia più attivamente la rivolta. Gli alawiti e le varie denominazioni cristiane hanno già scelto da tempo di schierarsi con Assad, un leader laico, temendo le rappresaglie dei fondamentalisti in caso di loro vittoria.

Mubarak aveva un esercito molto più forte di quello di Assad, eppure nulla ha potuto contro una rivolta che pure non aveva conquistato le masse contadine ed era confinata alle grandi metropoli. Se la NATO (e Israele) avessero voluto rimuovere Mubarak avrebbero immediatamente inviato agenti provocatori per creare violenza, come hanno fatto in Libia e Siria.

In pratica – e come dar loro torto? – i siriani hanno concluso che non vogliono fare la fine dell’Afghanistan o della Libia. L’insignificante tasso di diserzioni nell’esercito siriano (che è in gran parte sunnita) ne è un’importante conferma. Solo un pilota ha disertato, anche se la maggioranza dei piloti è sunnita e potrebbe facilmente varcare i confini.

Il ministro degli esteri russo Lavrov ha rilevato che persino i governi occidentali ammettono che Assad gode della simpatia di almeno un terzo dei siriani

http://rt.com/politics/syria-russia-human-rights-lavrov-024/

E così andremo in guerra, con il benestare di Enrico Letta, più filoamericano di Veltroni.

Fuochino…fuoco…GHIACCIO! (cause e conseguenze di una glaciazione)

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IL SINDACO DI LONDRA: ”il governo dovrebbe cominciare a considerare la possibilità che siamo agli inizi di una piccola era glaciale dovuta al calo di attività solare…evento che avrà grandi implicazioni per l’agricoltura, il turismo, i trasporti, la gestione del traffico aereo e l’economia nel suo complesso“.

http://www.telegraph.co.uk/comment/columnists/borisjohnson/9814618/Its-snowing-and-it-really-feels-like-the-start-of-a-mini-ice-age.html

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evento stratosferico sta portando aria artica fino agli Stati Uniti con temperature tra i -10 e i -40 C. L’articolo lo descrive come un fenomeno sempre più frequente negli ultimi anni, legato allo scioglimento dei ghiacci artici
http://www.climatecentral.org/news/stratospheric-phenomenon-is-bringing-frigid-cold-to-us-15479

qui il relativo studio sull’accresciuta frequenza e natura del fenomeno, che precisa come si tratti dell’opposto di quel che i “tropicalisti”/”serristi” si attendevano (cf. inverni sempre più miti – invece la seconda parte dell’inverno è sempre più rigida e nevosa in Eurasia e Nord America):
http://web.mit.edu/jlcohen/www/papers/Cohenetal2009.pdf

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Record assoluto di formazione di ghiaccio nell’Artico. Quando arriverà l’estate e si scioglierà a velocità ed in quantità senza precedenti (come nel 2012) ci saranno conseguenze nefaste.

Questo scioglimento [dei ghiacci artici] fa sì che una enorme mole d’acqua fredda e dolce si riversi nel nord Atlantico, andando a disturbare il flusso della corrente del Golfo. Infatti una modifica significativa della salinità dell’acqua e della temperatura potrebbe far saltare il meccanismo della corrente raffreddandola molto prima che raggiunga le coste europee e costringendola a fare ritorno in dietro addirittura a disperderla e annullarla. In tutti e due i casi l’Europa si troverebbe alle prese con un terribile e repentino cambiamento climatico. Un ritorno dei ghiacci interesserebbe tutta la Scandinavia, l’Islanda e parte della Gran Bretagna, l’Oceano sopra il 60° parallelo si trasformerebbe in una immensa distesa si ghiaccio. In conseguenza di ciò aumenterebbe tantissimo l’albedo totale e il fronte polare si abbasserebbe notevolmente, generando un raffreddamento sensibilissimo su tutta l’Europa, Italia inclusa. E’ lecito ricordare che questa teoria, inizialmente snobbata dalla comunità scientifica, sta negli ultimi mesi acquistando sempre più seguito. Ne sono prova gli ormai innumerevoli articoli che si trovano sull’argomento sia su giornali che su internet per gli interventi preoccupati di eminenti studiosi e climatologi di fama mondiale.

http://www.sqtradiometeo.it/images/La%20corrente%20del%20golfo/La%20corrente%20del%20golfo.htm

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HadCRUT4 30yearTrendAnalysis

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Quello del 2012 è stato il dicembre più freddo dell’emisfero settentrionale dal dicembre del 2000

http://data.giss.nasa.gov/gistemp/tabledata_v3/NH.Ts+dSST.txt

Ecco cosa diceva riguardo all’Europa uno scenario di un rapporto commissionato dal Pentagono in cui diversi climatologi immaginavano cosa sarebbe potuto succedere in conseguenza del cambiamento climatico: sarà “la più pesantemente colpita dal cambiamento climatico, le temperature medie annuali scenderanno di 6 gradi Fahrenheit (un po’ più di 3 gradi centigradi) in meno di un decennio, con trasformazioni più drammatiche lungo la costa nord-occidentale. Il clima dell’Europea nord-occidentale sarà più freddo, secco e ventoso rendendola molto simile alla Siberia. L’Europa meridionale subirà un cambiamento minore ma verrà colpita ancora da violenti e intermittenti raffreddamenti e da rapidi sbalzi di temperatura. ridotte precipitazioni provocheranno la perdita di terreni coltivabili, il che diventerà un problema per tutta l’Europa contribuendo alla mancanza di scorte di cibo. L’Europa combatterà per arginare l’emigrazione dalle nazioni scandinave e dall’Europea settentrionale di popoli in cerca di temperature più miti, così come l’emigrazione dai paesi duramente colpiti in Africa e altrove”.

http://www.gbn.com/articles/pdfs/Abrupt%20Climate%20Change%20February%202004.pdf

http://fanuessays.blogspot.it/2011/10/le-attivita-umane-hanno-solo-accentuato.html

Questa è la ricostruzione di quel che potrebbe accadere a causa dello scioglimento troppo rapido dei ghiacci artici (in questi anni, nell’Artico, nevica sempre di più, ma la neve si scioglie sempre più in fretta):

Il ghiaccio si scioglie, inonda gli oceani del nord con acqua fresca. Ciò causa un aumento più rapido della temperatura dell’acqua in estate. La differenza di temperatura tra l’Artico e gli oceani meridionali diventa troppo ridotta. Le correnti si bloccano e improvvisamente abbiamo un rimbalzo glaciale:

http://it.wikipedia.org/wiki/The_Day_After_Tomorrow_-_L%27alba_del_giorno_dopo

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/10/25/corrente-del-golfo-ormai-incapace-di-attraversare-latlantico/

Art Bell e Whitley Streiber, gli autori del libro “The coming global superstorm”, da cui è tratto il film sopracitato, descrivono quel che dovrebbe accadere perché si possa dire che lo scenario di una glaciazione improvvisa si sta effettivamente verificando:

“Diciamo che vivete a Dallas, o Madrid, o Roma. Il primo indizio che la supertempesta sta prendendo forma potrebbe essere delle previsioni del tempo secondo cui una serie di fronti freddi si muovono verso sud dal Mar Artico, uno dopo l’altro. Questo potrebbe accadere in qualsiasi momento dell’anno.

Potrebbe capitare di sentire che luoghi più settentrionali – Toronto, Stoccolma, Pechino – sono stati colpiti da condizioni meteo estremamente dure – piovosità straordinaria in estate, bufere di neve senza precedenti in inverno. Fenomeni che si protraggono per una settimana o più, intensificandosi.

Attraverso le pianure del nord del mondo – le pianure nordamericane, le steppe dell’Asia centrale – si comincerebbero a registrare raffiche di vento che possono superare le 100 miglia all’ora (c. 160 km/h).

Luoghi come Edmonton e Semipalatinsk, poi Minneapolis e Mosca, cesserebbero di comunicare con il mondo esterno. Alaska e Siberia settentrionale sarebbero mute già da molto prima.

Dall’Europa, all’Asia, all’America, intere popolazioni cercherebbero disperatamente di spostarsi verso sud.

Poiché le stesse alterazioni che modificano le correnti del Nord Atlantico influirebbero anche sul movimento delle correnti nel sud del mondo, l’Australia e la Nuova Zelanda sarebbero anch’esse colpite. Lì, l’estate si convertirebbe in inverno, o un inverno normale diventerebbe estremamente freddo. Maremoti devasterebbero le coste meridionali del continente. Tifoni improvvisi investirebbero le Filippine, il Giappone e le isole del Pacifico.

[Se tutto ciò si verificasse], quanto più a nord ci si trova, tanto più estreme saranno le condizioni.

Giorno dopo giorno, le tempeste continueranno, diventando più complesse ed organizzate, più grandi, assumendo forme mai osservate prima.

In tutto l’emisfero settentrionale avranno luogo spostamenti massicci di popolazione. Il caos regnerà e molte, molte persone periranno a causa della supertempesta.

Quando la supertempesta si sarà esaurita, diventerà subito evidente che è stata una catastrofe di proporzioni mozzafiato.

Si salveranno solo Portogallo, Italia meridionale e il sud della Spagna. L’intero Midwest americano si troverà sotto una lastra di ghiaccio che si estende attraverso la Siberia e il nord Europa. Questo ghiaccio rifletterà una grande quantità di luce solare e calore verso lo spazio.

Se la tempesta – come pare possa essere accaduto l’ultima volta – colpirà in estate, il ghiaccio probabilmente si scioglierà.

È possibile che questo sia proprio quel che è successo l’ultima volta e, come vedremo, è stato registrato nei miti di tutto il mondo.

Se la tempesta avrà luogo in autunno o in inverno, allora il ghiaccio potrebbe teoricamente compattarsi così tanto nei mesi successivi e riflettere così tanto calore e luce che l’estate successiva semplicemente non sarà abbastanza calda da farlo sciogliere. L’inverno che seguirà sarà il più freddo della storia.

L’effetto finale e ironico del riscaldamento globale diventerebbe subito chiaro ai superstiti: l’inizio di una nuova era glaciale”.

http://www.bibliotecapleyades.net/ciencia/esp_ciencia_tsunami17a.htm

Stiamo forse già assistendo ad un’anticipazione di tutto questo?

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/12/09/la-fine-del-riscaldamento-globale-per-chi-ha-occhi-per-vedere/

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/08/25/il-rimbalzo-glaciale/

http://www.meteogiornale.it/notizia/25348-1-record-copertura-nevosa-eurasia

http://www.meteogiornale.it/notizia/26149-1-super-tempesta-portogallo-1-metro-di-neve-in-montagna

http://www.meteogiornale.it/notizia/26145-1-europa-centrale-paralizzata-da-gelo-e-neve

http://www.meteogiornale.it/notizia/26139-1-neve-in-regno-unito-e-india-caldo-record-a-sydney

http://www.guardian.co.uk/world/2013/jan/20/snow-britain-big-freeze

http://www.meteogiornale.it/notizia/26152-1-parigi-forte-nevicata

http://www.meteogiornale.it/notizia/26030-1-neve-gerusalemme-maggiore-ultimo-ventennio

http://www.meteogiornale.it/notizia/26029-1-libano-sconvolto-dal-maltempo-neve-a-ridosso-della-costa

http://www.meteogiornale.it/notizia/26017-1-neve-a-damasco-e-gerusalemme-gran-freddo-tra-india-nepal

http://www.meteogiornale.it/notizia/26000-1-maltempo-freddo-neve-da-grecia-a-giordania-australia-brucia

http://www.meteogiornale.it/notizia/25994-1-nord-india-grande-freddo-quasi-200-vittime

http://www.meteogiornale.it/notizia/25990-1-grecia-investita-da-ondata-di-gelo-neve-su-atene

http://www.meteogiornale.it/notizia/25415-1-tempesta-inaudita-candelaria-brasile-video-evento

http://www.meteogiornale.it/notizia/25275-1-nord-della-cina-paralizzata-da-improvvise-bufere-di-neve

http://www.meteogiornale.it/notizia/25893-1-neve-in-iran-gelo-intenso-in-asia-centrale-e-tra-cina-e-corea

http://www.meteogiornale.it/notizia/25882-1-cina-causa-gelo-anticipa-apertura-il-festival-del-ghiaccio-di-harbin

http://www.meteogiornale.it/notizia/25862-1-neve-negli-usa-e-in-afghanistan-gelo-record-in-groenlandia-caldo-in-brasile-e-namibia

http://www.meteogiornale.it/notizia/26186-1-gelo-intenso-dal-canada-verso-il-nord-est-stati-uniti

http://www.meteogiornale.it/notizia/26170-1-mosca-stagione-di-neve-eccezionale-arriva-il-gelo

Corrente del Golfo ormai incapace di attraversare l’Atlantico

Nell’ottobre del 2011 la Corrente del Golfo ha deviato verso nord rispetto al suo normale percorso, generando temperature oceaniche maggiori del normale lungo le coste del New England: è quanto risulta da uno studio del Woods Hole Oceanographic Institution.

http://lastampa.it/2012/10/15/scienza/ambiente/clima-corrente-del-golfo-ha-cambiato-rotta-nel-IHtDOAJDiaAFH3sUhTHSNM/pagina.html

Gli scienziati non hanno ancora saputo (voluto?) dare una spiegazione ma hanno dichiarato che è un evento epocale con conseguenze estremamente significative:

http://www.sciencedaily.com/releases/2012/10/121012122648.htm

http://www.whoi.edu/main/news-releases?tid=3622&cid=152829

Una possibile spiegazione è che la crescente potenza della corrente del Labrador abbia deviato la corrente del Golfo e questo potrebbe produrre effetti anche catastrofici nel Nord Europa, già da quest’inverno.

Riporto l’interpretazione di Bernardo Mattiucci:

“La Corrente del Golfo sta rallentando da parecchi anni e dal 2010 circa è praticamente ferma. Nel senso che la sua “forza” non le consente di attraversare l’Atlantico in diagonale come faceva fino a qualche anno fa… (direzione Nord-Est) e così ripiega “naturalmente” verso Nord.

Per capire meglio… bisogna considerare il fatto che la CDG non viene “spinta” verso l’artico dal calore presente nella zona equatoriale… ma viene “attratta” dal freddo delle acque artiche del polo nord… zona a nord dell’Europa dove fino ad una decina di anni fa si contavano 5 “camini”, ovvero delle zone entro le quali l’acqua salata della Corrente del Golfo si inabissava. Nel 2006 circa se ne contava uno solo…

Tornando al periodo attuale… la deviazione verso Nord-Ovest (canale del Labrador) della CDG provoca il riscaldamento del Canada (dove si è avuta pochissima neve nello scorso anno) e della Groenlandia (dove a luglio in 2 settimane si e’ sciolto il 95% della neve precipitata durante l’inverno), ma al contempo provoca il raffreddamento dell’Europa (dove si hanno inverni sempre più freddi dal 2007 in poi).

Nel medio-lungo termine il raffreddamento continuerà… ma sarebbe più logico parlare di meridianizzazione delle correnti… ovvero salite di aria calda durante le estati (sempre più brevi) e discese artiche durante l’inverno (sempre più lunghi).

http://daltonsminima.altervista.org/?p=23207#comments

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NEL FRATTEMPO: Incremento dell’estensione del 43,8% dei ghiacci artici, rispetto al minimo. 31 giorni dopo il minimo, questo è il più veloce ricongelamento dal 1979.

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Un amico FB si domanda: “Che la Groenlandia torni ad essere un territorio dalla temperatura mite e dal suolo verde?”

Mia considerazione: è vero che questo processo favorisce lo scioglimento dei ghiacci artici (infatti quest’estate c’è stato il minimo, anche se le temperature artiche erano stazionarie, un dettaglio che i giornali non comunicano), però non credo che sarà sufficiente. Una parte di quel calore, se ho inteso bene, si trasformerà verosimilmente in correnti a getto (jet stream) dirette a sud, che porteranno un mucchio di neve sull’Europa. È questo, sostanzialmente, il meccanismo che potrebbe provocare – secondo alcuni l’ha già fatto quest’anno – la crescita dei ghiacciai in Scandinavia e, in un secondo momento, nelle Alpi.

E quindi più probabile che sia il Sahara a rinverdirsi, nel corso di diversi secoli o millenni. A quel punto sarà l’Africa a ricevere ondate di immigrati. Speriamo che siano più tolleranti con i profughi climatici di quanto lo siamo stati noi con le vittime del capitalismo finanziario globalizzato.

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