Abbiamo esaurito le scorte di papi?

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Solo il Signore può licenziare da Papa.
Ratzinger a Porta a Porta

È come se Benedetto XVI avesse cercato di emancipare il papato e la Chiesa cattolica dall’ipoteca di una specie di Seconda Repubblica vaticana; e ne fosse rimasto, invece, vittima…. si parla del contenuto «sconvolgente» del rapporto segreto che tre cardinali anziani hanno consegnato nei mesi scorsi a proposito di Vatileaks … Si fa notare che da oltre otto mesi lo Ior, l’Istituto per le opere di religione considerato «la banca del Papa», è senza presidente dopo la sfiducia a Ettore Gotti Tedeschi… E continuano a spuntare «buchi» di bilancio a carico di istituti cattolici, dopo la presunta truffa milionaria a danno dei Salesiani: un episodio imbarazzante per il quale il segretario di Stato, Tarcisio Bertone, ha inutilmente cercato la solidarietà e la comprensione della magistratura italiana….Bertone ha chiesto di incontrare per una decina di minuti il capo dello Stato Giorgio Napolitano prima della festa in ambasciata di oggi pomeriggio.

Massimo Franco, Corriere della Sera, 12 febbraio 2013

http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarticolo.asp?currentArticle=1S5CDG

A indicare la data fatidica del 2012 è stato il gesuita René Thibautg nel libro “La misterieuse prophétie des Papes”, del 1951. Thibautg cita un professore di Oxford, Sanders, che già nel 1571 aveva fissato al 2012 la distruzione di Romae il giudizio finale. Sanders a sua volta fa riferimento all’ ultima delle 112 profezie del monaco irlandese Malachia relativa all’ ultimo papa, che sarà eletto dopo Benedetto XVI come Pietro II. Stavolta però i conti non tornano: non solo perché Ratzinger gode ottima salute, ma anche perché la profezia di Malachia dovrebbe avverarsi nel 2026, l’ anno indicato pure da Michel Nostradamus per l’ avvento dell’ Anticristo e la distruzione di Roma. È quindi probabile che certi profeti da quia tre anni saranno smentiti; accanto alle loro, però, hanno preso consistenza altre profezie. La Vergine a La Salette nel 1846 annuncia ai pastorelli Massimino e Melaina: «Roma sparirà e il fuoco cadrà dal cielo». Nel 1886, il sensitivo Blanchard racconta la distruzione di San Pietro; don Bosco nel 1870 profetizza a Pio IX quattro sventure di Roma: «Nella prima saranno percosse le terre e gli abitanti (forse la caduta di Roma papale). Nella seconda la strage e lo sterminio sarà sulle tue mura (forse la Seconda guerra mondiale). La terza volta al comando del Santo Padre subentrerà il regno del terrore, dello spavento, della desolazione. La quarta volta il tuo sangue e quello dei tuoi figli laveranno le macchie che tu fai alla legge di Dio». E anche suor Imelda nel 1872 vede in un futuro imprecisato Roma «coperta di macerie».

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/11/22/nostradamus-malachia-tanti-profeti-della-distruzione-di.html

L’elezione unanime da parte del Sacro Collegio di un semplice monaco eremita, completamente privo di esperienza di governo e totalmente estraneo alle problematiche della Santa Sede, può forse essere spiegato dal proposito attendista di tacitare l’opinione pubblica e le monarchie più potenti d’Europa, vista l’impossibilità di eleggere un porporato su cui tutti fossero d’accordo…il monaco, forse anche intimorito dalla potenza della carica, inizialmente oppose un netto rifiuto che, successivamente, si trasformò in un’accettazione alquanto riluttante, avanzata certamente soltanto per dovere d’obbedienzaIl 28 aprile 2009 Benedetto XVI, visitando la basilica duramente colpita dal terremoto di qualche giorno prima, pose sull’urna (una teca di cristallo) di Celestino V il suo pallio pontificio in ricordo della visita.

http://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Celestino_V

Un papa che non informa neppure le persone a lui più vicine delle sue intenzioni e si dimette nella più banale e perciò imprevedibile delle occasioni, che cosa ci dice sulla situazione in Vaticano?

Come bisogna leggere questa notizia se non come un’evasione?

Non voleva essere papa e sa benissimo cosa sta per succedere. Lo scandalo finanziario che sta per colpire il Vaticano (e che coinvolgerà anche molti risparmiatori) sarà epico e darà la stura a molti altri scandali. Il prossimo papa regnerà sulle rovine metaforiche del potere pontificio. Ci saranno omicidi e suicidi eccellenti, la lotta di potere esploderà ancora più virulenta.
Non c’è nulla di originale o sconvolgente in questa tesi. In pochi minuti di ricerche in rete lo arriva a capire chiunque. Il processo è inevitabile e si tratta solo di aspettare.

È arrivato il momento in cui il Vaticano imploderà sotto il peso di tre scandali:

1. riciclaggio del denaro sporco e mafierie varie;

2. omicidi/suicidi eccellenti;

3. pedofilia.

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Cadono 2 fulmini (!!!) sulla cupola di San Pietro proprio il giorno delle dimissioni. Un presagio?

RICICLAGGIO E REATI FINANZIARI ASSORTITI

“Prima la fuga di documenti di monsignor Caiola che consentirono a Nuzzi di scrivere il suo libro e che ha rivelato la prosecuzione dello Ior parallelo, che si credeva finito già anni prima. Poi a raffica gli scandali Fiorani, Anemone, Roveraro e riciclaggi vari. Poi l’inchiesta della Procura romana sui movimenti dello Ior presso la Jp Morgan e le pressioni della finanza mondiale perché lo Ior regolarizzasse la sua posizione giuridica (formalmente esso non è una banca e non è soggetto ai controlli internazionali del sistema bancario).

Conseguentemente, Benedetto XVI, dopo aver imposto Gotti Tedeschi (uomo dell’Opus Dei) a capo dello Ior (sino a quel punto più vicino all’ala massonica del “sacro collegio”), decise,  a fine 2010, di aderire alla convenzione monetaria Ue, accettando l’applicazione delle norme antiriciclaggio. Quel che non servì ad evitare nuovi scandali su sospetti movimenti di capitali. A proposito: nella stranissima vicenda dei falsi titoli di Stato americani, che girano dal 2009, il nome dello Ior spunta in 6 casi su 11. Forse solo un caso.

Poi continuò implacabile la fuga di documenti per tutto il 2011-12 dietro la quale non era difficile intravedere lo scontro fra gli uomini dell’Opus e quelli della “Loggia” vaticana. Al punto che, nel maggio dell’anno scorso, Gotti Tedeschi rassegnava le dimissioni, dando il via ad un aperto scontro in seno alla commissione cardinalizia presieduta dal cardinal Bertone, segretario di Stato. Da allora lo Ior non ha un presidente effettivo.

Il prossimo 23 febbraio occorrerà riformare la commissione cardinalizia, con l’uscita dei cardinali Attilio Nicora e Laois Tauran (grande amico di Gotti Tedeschi) entrambi assai polemici con Bertone. In queste stesse settimane il nome dello Ior è tornato all’onore (si fa per dire: onore!) delle cronache per l’acquisizione di Anton Veneta da parte del Monte dei Paschi di Siena e tutto fa pensare che altro verrà fuori, nonostante la scontata smentita vaticana”.

http://www.aldogiannuli.it/2013/02/dimissioni-papa/

“La Consob americana e tedesca alle costole, per speculazioni con mutui, tassi d’interesse e derivati. La Bundespolizei negli uffici, per sospetto di frodi fiscali e riciclaggio. Infine, un buco gigante di quasi 3 miliardi di dollari (2,2 miliardi di euro) in perdite appurate, solo nell’ultimo trimestre del 2012.

Se le rivelazioni alla Sec (l’autorità di controllo sulle società del governo americano) di tre dipendenti silurati si dimostrassero vere, potrebbe essere la punta dell’iceberg di un rosso abissale mascherato negli anni, pari a oltre 12 miliardi di dollari.

La Deutsche Bank, il maggiore gruppo bancario dell’Unione europea, resta un monolite della finanza in Germania. Ma è sempre meno difendibile e intoccabile, anche dagli inquirenti di Berlino. E non solo per il maxi-derivato Santorini da 1,5 miliardi di euro, disegnato su misura nel 2008 per il Monte dei Paschi di Siena, così da coprire – speculandoci sopra – i bond in pancia all’istituto toscano.

[…]

A Roma, Bankitalia vigila anche su un sospetto flusso di riciclaggio in Vaticano, attraverso pagamenti elettronici su bancomat e conti del gruppo tedesco. In Germania, incalzato da Bruxelles e dall’Eba (l’Autorità bancaria di vigilanza), il governo studia come risanare il sistema bancario. Spesso infarcito – come la storia di Deutsche Bank dimostra – di titoli tossici e conti truccati, attraverso una mole di «operazioni collaterali».

Citando tutte le inchieste, lo Spiegel ha chiamato questo castello di carta (e di miliardi volatilizzati) «il lato oscuro della Deutsche Bank». Che la misura, anche per la prima banca d’Europa, sia colma?”

http://www.lettera43.it/economia/finanza/la-voragine-nei-conti-di-deutsche-bank_4367582062.htm

Mussolini paga il Vaticano per il riconoscimento ufficiale del regime da parte della Chiesa (1929), la Chiesa investe bene quei soldi, anche offshore, e ora il capitale iniziale si è moltiplicato fino a raggiungere la soglia del mezzo miliardo di sterline ed un notevole impero immobiliare paneuropeo
http://www.guardian.co.uk/world/2013/jan/21/vatican-secret-property-empire-mussolini

OMICIDI/SUICIDI ECCELLENTI

“…Il “fumo di Satana” di cui parlava Paolo VI sembra diventato invadente. Anche quando ci fu lo scandalo dei preti pedofili una diplomazia nota per la sua esperienza si lasciò andare a dichiarazioni discordanti e scomposte. Altrettanto sconcertanti i documenti che escono oggi. Lettere anonime contro il primo ministro Bertone, il trasferimento-allontanamento di un prelato che aveva denunciato scandali e ruberie, la diceria di un attentato al Papa. Padre Lombardi, portavoce, si ostina a dire che quest’ultima è solo una sciocchezza. Credo anch’io che lo sia. Il punto però non è nella credibilità della voce ma nel fatto in sé che la voce circoli, e che esca dalle “sacre mura”. Lì è il segno dello sconquasso. Una volta non era così. Quando si seppellì in una veneranda basilica il gangster De Pedis nessuno seppe, e ancora oggi nessuno sa, perché. Quando si consumò (4 maggio 1998) il triplice omicidio del comandante delle guardie svizzere, di sua moglie e del povero caporale Cédric Tornay, la versione data a caldo, chiaramente falsa, non ebbe smentita tanto che ancora oggi è la sola versione ufficiale di un crimine rimasto irrisolto e impunito. Quando si hanno precedenti di tale gravità non ci si può stupire se, degradandosi ulteriormente il tono generale, succeda quello che sta accadendo in questi giorni”.

Corrado Augias, la Repubblica, 17 febbraio 2012

Occhi puntati su gesuiti ed Opus Dei e Cl.

PEDOFILIA

Charles J. Scicluna era il funzionario della Santa Sede che perseguiva i preti pedofili. E lo ha fatto – a differenza di altri – con determinazione, denunciando anche la cultura del silenzio italiana. Ieri è stato rimosso, senza spiegazioni, e spedito a Malta come funzionario di basso rango. Una mossa che sconcerta.

http://www.linkiesta.it/preti-pedofili#ixzz2KbCWTNhj

http://www.linkiesta.it/blogs/papale-papale/come-ti-normalizzo-un-pontificato

http://www.lettera43.it/cronaca/pedofilia-in-vaticano-404-nuove-denunce_4367562684.htm

http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Cronache_e_politica/Pedofilia-Vaticano-600-denunce-anno/05-02-2013/1-A_004749341.shtml

“Nel 1990, Savile ricevette un Ordine Cavalleresco dell’Impero Britannico (OBE) dalla regina Elisabetta II in persona, anche se già correva voce che avesse abusato della sua posizione di star in due programmi popolari della BBC, “Top of the pops” e “La vita secondo Jim”, per aver molestato sessualmente delle ragazzine minorenni. Il suo impegno in opere di carità per gli orfani e gli adolescenti mentalmente disturbati lo ha portato ad una relazione stretta con il principe Carlo, non estraneo a sua volta a scandali sessuali. Lo stesso anno del premio dell’Ordine Cavalleresco Savile ricevette anche un Ordine papale, l’Ordine Pontificio Equestre di san Gregorio il Grande, da papa Giovanni Paolo II. Furono messi sotto pressione sia Buckingham Palace che il Vaticano affinché i premi fossero postumamente tolti, ma entrambe le istituzioni rifiutarono di farlo e continuano a mantenere comunque i premi, scaduti con la morte di Savile”.

Wayne Madsen

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/11/20/barbablu-vive/

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12.02.13: Steve Bell on the Pope's resignation

Questi scandali saranno seguiti da rivelazioni sulla reale natura del “cristianesimo” predicato dal Vaticano (un culto anticristiano di natura mitraica)

http://it.wikipedia.org/wiki/Cristianesimo_e_Mitraismo

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/06/27/gesu-il-grande-inquisitore-economia-esoterica/

Succederà tutto entro due anni al massimo, con una rapidità che prenderà tutti di sorpresa, anche quelli che già sospettavano.

Vatileaks era solo un piccolo assaggio.

Si dimette il 28 febbraio, anniversario dell’abolizione della democrazia in Germania, con la Verordnung des Reichspräsidenten zum Schutz von Volk und Staat (1933)

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Quello che possono tecnicamente fare, se li lasciamo fare

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Ecco, tutti costoro sono niente; nulla sono le opere loro, vento e vuoto i loro idoli.

Isaia 41, 29

“Alvin Toeffler ne ha parlato in riferimento a certi scienziati che nei loro laboratori cercano di creare alcuni tipi di agenti patogeni che colpirebbero solo certi gruppi etnici in modo da poter eliminare determinate etnie e razze; e altri che stanno progettando una sorta di ingegneria, un tipo di insetti capaci di distruggere selettivamente certe colture. Altri sono impegnati anche nel ramo dell’ecoterrorismo e possono alterare il clima, provocare terremoti ed eruzioni vulcaniche a distanza attraverso l’uso di onde elettromagnetiche”.

William S. Cohen, Segretario della Difesa, conferenza sul terrorismo e sulle armi di distruzione di massa, Georgia Center, Mahler Auditorium, University of Georgia, 28 aprile 1997

http://www.defense.gov/transcripts/transcript.aspx?transcriptid=674

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Tra molte generazioni, le nostre macchine saranno guidate da un’energia ricavabile in qualsiasi punto dell’universo. Questa idea non è una novità…la troviamo nel piacevole mito di Anteo, che ricava energia dalla terra; la troviamo nelle speculazioni di uno dei nostri favolosi matematici… l’energia si trova in tutto lo spazio… Questa energia è statica o cinetica? se è statica, le nostre sono vane speranze; se è cinetica – e sappiamo per certo che è così – allora si tratta solo di sapere quando l’uomo riuscirà ad attaccare le proprie macchine agli ingranaggi della natura.

Nikola Tesla, discorso all’Istituto Americano degli Ingegneri Elettrici, 1891

[cf. John Ratzlaff, “Tesla Said”, 1984].

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http://toscanincina.blogautore.repubblica.it/2013/01/25/dragone-e-serpente/

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In un mondo in via di rapida globalizzazione, il riferimento ad un’Autorità mondiale diviene l’unico orizzonte compatibile con le nuove realtà del nostro tempo e con i bisogni della specie umana. Non va, però, dimenticato che questo passaggio, data la natura ferita degli uomini, non avviene senza angosce e senza sofferenze [Il Vaticano: «Liberismo causa della crisi, serve un governo mondiale»]

http://www.corriere.it/economia/11_ottobre_24/vaticano-documento-crisi-liberismo_ddda6984-fe28-11e0-bb8b-fd7e32debc75.shtml

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Proposta 3, abolizione del contante, suggerita dall'”elettore” Antonio Cibotti.
Chi è Antonio Cibotti?

30 anni, sposato, ingegnere gestionale, ha vissuto in Inghilterra e lavorato per rinomate società nel campo del business advisory e dell’ investment e private banking. Attualmente lavora nel marketing di un’importante gruppo industriale faentino ed è segretario di Italia Futura Romagna

http://www.italiafutura.it/gw/producer/producer.aspx?t=/documenti/author.htm&auth=684

“Anche se Montezemolo continua a sostenere che la classe dirigente va creata con il merito e l’etica, Bucci nella sua sfida con Italia Futura ha deciso di coinvolgere anche la famiglia, portando con sè anche il fratello Stefano e il cognato Antonio Cibotti. Quest’ultimo è il segretario di Italia Futura Romagna, mentre Stefano Bucci è il vicepresidente”.
http://www.linkiesta.it/italia-futura-bologna-coop-massoneria

Sulle implicazioni dell’abolizione del contante e di altre proposte:
http://fanuessays.blogspot.it/2011/12/labolizione-del-contante.html

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/04/20/milena-gabanelli-chiede-labolizione-del-contante/

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/06/23/arriva-anche-il-codice-a-barre-umano-perche-non-ce-limite-allindecenza/

* il denaro digitale è una finzione.

* il denaro non ancorato al sistema aureo è una finzione.

* il valore dell’oro è una pura convenzione.

Sono atti di fede. Si parla infatti di “moneta fiduciaria”. Ora, è realistico attendersi che la gente, ormai ampiamente sfiduciata, accetti di buon grado l’abolizione del contante?

Il contante è una finzione consolidata, la sua soppressione in una fase storica di giustificata paranoia nei confronti di chi lo vorrebbe abolire difficilmente porterà pace e prosperità, io penso.

Un paradiso costruito all’inferno – come i cataclismi tirano fuori il meglio di noi

Mi ricordo molto chiaramente il terremoto del 1989 a san Francisco. Nei giorni seguenti era come se l’area della Baia di san Francisco si fosse improvvisamente ricordata della sua umanità – come se quasi tutti avessero preso coscienza del loro Sé, della loro anima. La gente si comportava e parlava con straordinaria calma e gentilezza; le persone si aiutavano a vicenda, si ascoltavano. Non c’erano automobilisti infuriati, c’erano pochi insulti e frasi aggressive nell’aria. E il tempo era ricomparso nelle nostre vite, un tempo che aveva un significato, un tempo umano. Le lancette dell’orologio non correvano più, le ore non svanivano, i secondi e i minuti non contavano più. Ciò che contava era che eravamo vivi, che esistevamo. Le nostre case erano solo case: nulla di più, nulla di meno. I nostri progetti erano progetti: nulla di più, nulla di meno. Ma noi c’eravamo. Io esistevo e gli altri esistevano. La gente era riapparsa nel mondo. E quando la gente fa la sua ricomparsa nelle nostre vite, vi fa ritorno anche il tempo. Così molti di noi poterono dire “Io” senza mentire.

Jacob Needleman, docente di filosofia alla San Francisco State University

I mercenari della Blackwater, molti dei quali addestrati nei più orribili stati polizieschi dell’America Latina, hanno operato in Iraq al di fuori di ogni controllo da parte della legge irachena, americana e militare, assassinando un numero imprecisato di iracheni innocenti con totale impunità. In patria, il contratto con la Blackwater ha fornito centinaia di guardie armate della sicurezza sull’onda dell’uragano Katrina a New Orleans, e ci sono prove che essi hanno sparato sui civili. Il piano di affari della Blackwater prevede nel futuro, con il sostegno dei più grossi gruppi di pressione, l’impiego in disastri ed emergenze in tutti gli Stati Uniti.

Michelle Roberts, “Nearly 800 Contractors Killed in Iraq,” Associated Press, 23 February 2007.

Confortiamoci insieme: non ricusiamo di portare quella parte che il destino ci ha stabilito, dei mali della nostra specie. Sì bene attendiamo a tenerci compagnia l’un l’altro; e andiamoci incoraggiando, e dando mano e soccorso scambievolmente; per compiere nel miglior modo questa fatica della vita

Plotino, parole di commiato rivolte a Porfirio nella XXII Operetta Morale

“Catastrofe” viene dal greco kata streiphen, con il significato di sovversione delle consuetudini. Krisis è il culmine, la separazione, il cambiamento imminente. Ogni crisi è anche un’opportunità, per chi è animato da buone intenzioni ed anche per chi intende approfittare della situazione.

Sembra incredibile, ma Primo Levi considerava i suoi anni di deportazione, prigionia e ritorno da Auschwitz come l’unico periodo in technicolor in un’esistenza non particolarmente sgargiante.

In questi giorni si susseguono gli interventi radiofonici e televisivi di soccorritori degli ultimi decenni di terremoti e tutti convergono nel dire che, durante i cataclismi, è il meglio dell’umanità che prevale di gran lunga sul peggio, come se improvvisamente l’utopia anarchica di una comunità auto-organizzata e solidale di soggetti liberi, responsabili e fratelli/sorelle diventasse realtà.

L’uragano Katrina è stata anche l’occasione in cui migliaia di volontari provenienti da tutti gli Stati Uniti hanno preso le loro barche e sono andati a  soccorrere gli abitanti di New Orleans, molti dei quali stavano morendo sui tetti delle case e sulle sopraelevate, mentre vigilantes, mercenari e poliziotti impedivano loro di abbandonare la città, ritenendoli troppo pericolosi per l’ordine pubblico.

Questa è una delle grandi lezioni di una disciplina accademica molto peculiare, lo studio dei disastri e delle reazioni umane ai disastri. Il comportamento durante una catastrofe dipende da come uno percepisce la realtà che lo circonda. Sarai spietato se penserai che i sopravvissuti siano una minaccia peggiore della catastrofe e che le loro vite valgono meno dei beni materiali. Mentre nella vita normale l’atteggiamento dominante è quello del farsi gli affari propri, le catastrofi tirano fuori il peggio in una minoranza e il meglio in una maggioranza di persone. È successo dopo il recente tsunami giapponese, è successo a Christchurch, città neozelandese duramente colpita da un terremoto e prima ancora a Città del Messico ed in mille altri luoghi di ogni tempo e ad ogni latitudine. Accade regolarmente. [Haiti è invece stata quasi immediatamente occupata militarmente].

Un numero sorprendente di sopravvissuti si ricorda quei momenti come i più pieni e belli della loro vita. Perfino in mezzo ai ruderi, ai cadaveri, alla distruzione, queste persone scoprono un aspetto della natura umana che avevano solo intravisto a sprazzi. Mentre molti si aspetterebbero che la legge della giungla prenda il sopravvento, questa credenza è contraddetta dalle testimonianze che descrivono una realtà che per molti è quella di una redenzione in mezzo alla distruzione, di gregariato e fratellanza umana, di autonomia, auto-organizzazione, con persone che si improvvisano vigili per regolare il traffico, che organizzano alla bell’e meglio cucine da campo nei parchi, riparano le cose in officine d’emergenza. I testimoni parlano di un senso di fusione interpersonale che non è rovinato dalla dispersione dell’individualità che c’è nella folla. Parlano di comunità umana al suo meglio, non di folle in preda a traumi e psicosi, parlano di arricchimento, non di impoverimento emotivo. L’inessenziale svanisce e ciò che davvero conta viene a galla.

Emerge il desiderio di partecipare alla vita pubblica, di costruire una società civile davvero civile, di diffondere l’inclusione, di trovare finalmente un senso alla propria esistenza, degli obiettivi significativi, di spendersi al servizio del prossimo senza sfruttarlo per gratificare il proprio ego o per un tornaconto personale di qualche altro genere, ma per autentica benevolenza, spontaneamente. Scaturisce l’amore. L’amore che coopera consapevolmente, si pone al servizio del prossimo volontariamente, non si sottomette mai ciecamente ad un potere superiore. Ne “Il Paradiso Perduto” miltoniano, l’arcangelo Raffaele spiega: “serviamo liberamente, perché amiamo liberamente” (5.538-9). L’amore cerca la comprensione, anzi amore è comprensione che rende superflua l’obbedienza ed il comando.

Le catastrofi non sono ovviamente mai benvenute, precisa Rebecca Solnit, ma le loro conseguenze non devono essere unicamente mostruose. Possono essere uno spiraglio che si apre su un Mondo Nuovo in cui le persone sprigionano energie, talenti, virtù, capacità e sentimenti che nella vita di ogni giorno rimangono in sordina o, addirittura, vengono soppressi dal sistema, troppo impegnato a gestire gli ingranaggi per ricordarsi che sono esseri umani, troppo mistificante per essere trasparente, troppo gerarchico per essere equanime, troppo congenitamente violento, aggressivo, competitivo, prevaricatore per tollerare la pace, l’empatia e la cooperazione altruistica.

I disastri dimostrano che gli esseri umani non sono demoni; sono esseri umani, con aspetti demonici ed aspetti angelici e che, quando l’establishment collassa, le persone sono capaci di auto-organizzarsi autonomamente e comportarsi in modo diverso rispetto a quel che sono soliti fare, diventando cittadini mediamente migliori. Dimostrano anche che, troppo spesso, i potenti temono le conseguenze di questo collasso, in parte perché non si sentono a posto con la coscienza, in parte perché proiettano sugli altri la loro avidità, scarsa empatia ed aggressività, credendo che tutti, in fondo, siano come loro; in parte per la paura di perdere status e privilegi; in parte per un istintivo pregiudizio avverso allo spirito di comunità ed ai beni comuni e favorevole alla privatizzazione della dimensione pubblica ed all’interesse individuale. Si manifesta in loro un sacro terrore: se non sono loro ad avere il controllo della situazione, la situazione sarà fuori controllo. Solo loro, ai loro occhi, hanno le capacità di gestire le emergenze, quasi fossero una specie separata, un ramo evolutivo distinto.

Le emergenze possono far emergere le persone, elevarle, oppure possono sommergerle. Dipende dalla loro forma mentis. Nella maggior parte dei casi, però, sorgono società fondate sul baratto e sulla circolazione dei doni, dove le persone si soccorrono a vicenda, fanno comunità, dove gli estranei diventano compagni di sventura ma anche di viaggio, dove il potere è ridistribuito più equamente, dove le differenze di censo, somatiche, religiose, di genere vengono meno o sono comunque molto attenuate, dove le persone si sentono utili, importanti, significative, ecc. Sono solo parentesi e certamente nessuno vorrebbe vivere costantemente in uno stato emergenziale. Eppure è un bagliore fortissimo nell’oscurità, una supernova dell’umano, l’evidenza della possibilità di un Mondo Nuovo, di un’umanità possibile, una rivoluzione che, pur non ottenendo gli obiettivi che si prefigge, realizza comunque qualcosa, avvicina agli  ideali di libertà, giustizia, speranza e serenità.

Viktor Frankl, Primo Levi e molti altri superstiti ci insegnano che, persino nelle situazioni più estreme come Auschwitz, aveva più chance di sopravvivere chi si prendeva cura del prossimo, mentre chi pensava solo alla sua sopravvivenza era tra i primi a lasciarci la pelle. Non per una qualche manifestazione di giustizia divina, ma perché i primi “facevano comunità” e trovavano una ragione per continuare a lottare, i secondi restavano soli, circondati dalla sfiducia, dal sospetto o dall’indifferenza.

Lo psicologo statunitense Charles E. Fritz (1961) ha osservato che gli abitanti delle aree metropolitane tedesche più pesantemente bombardate erano i più solidali, vigorosi, ottimisti ed erano sorprendentemente resistenti ai traumi. Fritz è giunto alla conclusione, paradossale, che la vita quotidiana è disastrosa e i disastri ci liberano da questa condizione di degrado, proiettando i marginali ed emarginati al centro della comunità e svelando a tutti che esistono dei principi universali che quasi tutti danno per scontati, quando si esce dalla sfera delle astrazioni e si arriva al dunque. Nelle catastrofi i minuti problemi di ogni giorno svaniscono, perché ci sono esigenze e finalità di un ordine molto superiore che prendono il sopravvento. Depressione, stress, ansie, anomia, nichilismo, istinti autodistruttivi, patologie psichiche, rancori, risentimenti, pregiudizi, preconcetti, egoismi, possessività: tutto passa in secondo piano.

La maggior parte non sente l’altruismo come un sacrificio, ma come un’attività che li fa stare meglio, che li valorizza, che dà significato alla loro esperienza terrena. Aiutando gli altri aiutano se stessi. Al contrario degli egoisti che pensano che aiutando se stesso alla fine l’intera società ne trarrà giovamento.

SENZA PERO’ DIMENTICARE CHE:
http://fanuessays.blogspot.it/2011/12/perche-la-gente-non-si-mette-in-salvo.html

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Durante un incendio nella foresta, mentre tutti gli animali fuggivano, un colibrì volava in senso contrario, con una goccia d’acqua nel becco. “Cosa credi di fare?” gli chiese il leone. “Vado a spegnere l’incendio!” rispose il colibrì. “Con una goccia d’acqua?” disse il leone, con un sogghigno ironico. E il colibrì, proseguendo il volo, rispose: “Io faccio la mia parte”. (Favola africana)

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La lotta di classe non è soltanto il conflitto tra classi proprietarie e lavoro dipendente. È anche «sfruttamento di una nazione da parte di un’altra», come denunciava Marx Il punto di vista del pensiero meridiano è il punto di vista dei Sud del mondo, dall'America Latina al nostro Mezzogiorno, quella parte della società schiava di squilibri ancor prima di classe che territoriali.

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