Quando la Corrente del Golfo entrerà in sciopero…

Come il gatto col topo – la battaglia climatologica è sempre meno…yawn

A cura di Stefano Fait

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HadCETn_graph_ylybars_uptodateinglesi, fuggite finché siete in tempo!

annualcfs_nradNella prima decade di questo secolo, il sistema è stato in deficit di energia, cioè è uscito più calore di quanto ne sia entrato

Nota preliminare: il famoso dato (Cook & Nuccitelli 2011) del 97% di consenso sul riscaldamento globale provocato dall’uomo (AGW) è stato estrapolato da una ricerca effettuata unicamente in inglese, da uno studente che non aveva alcuna nozione di climatologia, usando parole chiave (“global warming”, “global climate change”), alll’interno di un intervallo compreso tra il 1991 e il 2011, in Web Of Science, una banca dati che comprende anche articoli di sociologi, antropologi, psicologi, politologi, economisti, architetti, giornalisti, etologi, zoologi, scienziati dell’alimentazione, botanisti, genetisti, biologi, geografi, chimici, ingegneri, critici d’arte, bibliotecari, ecc.  ossia gente che, in generale, tende a fidarsi del consenso mediatico se dedica un articolo al cambiamento climatico e alle sue implicazioni per il proprio dominio di conoscenza (se dissentisse non proporrebbe alcun articolo in questo ambito: autoselezione).
Qui la lista degli articoli individuati:
http://iopscience.iop.org/1748-9326/8/2/024024/media/erl460291datafile.txt
In ogni caso, solo 64 articoli su 11944 esplicitano la loro adesione all’AGW e quantificano l’impatto umano. Complessivamente, ben 7930 (66,4%) non prendono posizione e non sono stati considerati.
In quel 97% sono inclusi anche moltissimi celebri “negazionisti”, come quelli sottoelencati, o come il sottoscritto. Infatti solo un imbecille negherebbe che le attività umane abbiano un impatto sul clima. Il punto è: il contributo umano è significativo rispetto alle cause naturali o è inferiore al 5-10%?

Ed è lì che nascono i problemi per i serristi ed è per questo che la frase: “la scienza ha parlato” è priva di senso.

Degli ultimi 68 anni, solo 22 sono stati caratterizzati dal famigerato riscaldamento globale (1975-1998). Tra 1945 e 1975 c’è stata una fase di raffreddamento globale e abbiamo visto che le temperature si sono stabilizzate in questo secolo. Perché quei 22 anni dovrebbero essere così pesanti da meritare maggior considerazione degli altri?

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Ed è perciò che non deve sorprendere che, tra i meteorologi americani che hanno scelto di rispondere a un sondaggio dell’American Meteorological Society che ha selezionato quelli che avevano pubblicato articoli sul cambiamento climatico negli ultimi 5 anni, il “consenso” sia completamente diverso: 52% pro-AGW, 22% anti-AGW e 26% non schierati (tra chi ha risposto).
L’indagine rileva per di più una marcata tendenza al conformismo tra questi esperti. In altre parole, se la percezione del consenso cambiasse, è plausibile che molti di loro si schiererebbero con la nuova maggioranza, indipendentemente dalle loro personali osservazioni (terribile!!!!!)

ams_survey_mail1“Nel gennaio 2012, l’American Meteorological Society ha intervistato i suoi membri tramite e-mail, e ha rilevato che il 52% ritiene che il riscaldamento globale è principalmente causato dall’uomo, mentre il 48% non è della stessa idea. L’indagine ha inoltre rilevato che gli scienziati che professano idee politiche liberali (liberal = “centrosinistra”) sono molto più propensi a credere che il riscaldamento globale è causato dall’uomo che da altri fattori.
Gli Autori dello studio raccomandano che l’AMS dovrebbe: “Riconoscere ed esplorare il fatto scomodo che l’ideologia politica influenza le opinioni sul cambiamento climatico dei professionisti della meteorologia; confutare l’idea che coloro che hanno opinioni non maggioritarie hanno bisogno di essere “educati” sul cambiamento climatico, e continuare a trattare il conflitto tra i membri della comunità della meteorologia”.

[…]. Da un sondaggio informale risulta che su 25 membri dell’AMS noti per essere scettici, solo 2 ha ricevuto e risposto al sondaggio. Il numero effettivo potrebbe essere ancora più vicino al 50 e 50, ben al di sotto della spesso rivendicato “97 %” dei consensi ad un clima al cambiamento indotto dall’Uomo”.
FONTE

global_sea_ice_extent_zoomed_2013_day_336_1981-2010ghiacci marini ampiamente sopra la media

UAH_LT_1979_thru_November_2013_v5.6temperature globali trascurabilmente sopra la media, con riscaldamento globale desaparecido da ben 205 mesi

icecover_current_newquelli artici se la stanno cavando più che egregiamente, quelli antartici sono da record

Le persone più informate e con un maggior livello di istruzione scientifica sono scettiche rispetto alla tesi del riscaldamento globale causato dall’uomo e non è difficile capire perché (pensano con la loro testa sulla base dei dati disponibili)
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/06/05/piu-sei-istruito-piu-sarai-scettico-in-merito-alla-versione-ufficiale-del-cambiamento-climatico/

6a010536b58035970c019aff9a57fb970d-500wiIl celebre ecologista canadese David Suzuki invece si permette di andare in TV a perorare la causa dell’AGW senza neppure sapere cosa significhino gli acronimi UAH, RSS, HadCRUT, GISS [CRU Climatic Research Unit, GISS Goddard Institute for Space Studies, RSS Remote Sensing Systems, Inc., UAH University of Alabama Huntsville], che designano le quattro fonti principali che documentano l’evoluzione delle temperature medie globali (un po’ come un pontefice che non sapesse i nomi degli evangelisti)
http://www.sunnewsnetwork.ca/sunnews/straighttalk/archives/2013/09/20130929-074617.html

è quasi imbarazzante dover duellare con questa gente…

TwoGraphs

Non è riscontrabile un rapporto tra i cambiamenti climatici e le emissioni di CO2. La situazione nuova è che nonostante le emissioni continuino, dal 2000 si è registrata una diminuzione della temperatura

Carlo Rubbia, Nobel per la fisica, giugno 2012

Lungi dall’essere responsabile del danneggiamento del clima della terra, la nostra civiltà potrebbe non essere in grado di prevenire uno qualunque di questi terribili cambiamenti una volta che la Terra decidesse di attuarli. Se la Terra stabilisse di voler congelare di nuovo il Canada, per esempio, è difficile immaginare di poter fare alcunché di diverso dal vendere gli immobili che uno ha Canada. Se decidesse di sciogliere la Groenlandia, potrebbe essere meglio fare lo stesso in Bangladesh. I dati geologici suggeriscono che non ha molto senso preoccuparci troppo del nostro futuro energetico, non perché non sia importante, ma perché è al di là delle nostre capacità di controllarlo.

Robert B. Laughlin, Nobel per la fisica – The American Scholar, estate 2010

Per sette ottavi della storia del nostro pianeta, non sappiamo praticamente niente di niente relativamente al clima. Lungo un arco di quasi 5 miliardi di anni, abbiamo ottenuto misurazioni strumentali del clima per 150 anni o giù di lì e dati storici per circa 1.000 anni. Il resto sono dati indiretti, dagli anelli degli alberi ai carotaggi artici, ecc. L’anidride carbonica prodotta dall’attività umana copre un lasso di tempo così breve e gioca un ruolo così minuscolo nel clima della Terra da essere quasi trascurabile.

Charles Wax, già presidente dell’American Association of State Climatologists, 2010

Il clima ha una sua variabilità intrinseca che è dovuta a molti fattori come le eruzioni vulcaniche, l’attività solare, ecc. Il vero punto fondamentale da tenere a mente è che senza un modello che tenga conto di tutte le cause possibili il risultato sarà sempre vago e aleatorio. La ragione è che noi non abbiamo a disposizione un sistema chiuso. Anche se il contributo del Sole fosse ben prefissato, anche se la sua radiazione fosse assolutamente costante, anche se non ci fosse alcuna variazione nei gas capaci di assorbirla, gli oceani continuerebbero a comunicare con l’esterno in modo erratico, influendo pesantemente sulla temperatura esterna.

Richard Lindzen, fisico e climatologo, MIT, 1990

Le temperature medie sono aumentate solo di circa 0,6 gradi dall’inizio dell’era industriale e il cambiamento non è stato uniforme – il riscaldamento si è verificato principalmente nel corso dei periodi 1919-1940 e 1976-1998, con un raffreddamento intermedio. I ricercatori non sono stati in grado di spiegare questa discrepanza.

Richard Lindzen, fisico e climatologo, MIT, 2009

Da scienziata, resto scettica. Ho deciso di non pronunciarmi finché non avrò un contributo positivo da dare.

Joanne Simpson (1923-2010), scienziata dell’atmosfera, prima donna a ricevere un dottorato in meteorologia, ricercatrice della NASA, definita “tra i più preminenti gli scienziati degli ultimi 100 anni”

Siamo ipoteticamente più minacciati dal freddo che dal riscaldamento globale.

Yuri Izrael, vice presidente russo del IPCC fino al 2008

Senza dubbio, sono necessari molti più progressi per quanto riguarda la nostra attuale comprensione del clima e le nostre capacità di creare di modellizzarlo…E solo allora dovremmo fare affidamento su quei modelli per informare le politiche. Fino a quel momento, la variabilità del clima rimane controversa e incerta

Oliver W. Frauenfeld, climatologo (University of Texas) co-autore del rapporto IPCC del 2007

Si tratta di una menzogna sfacciata propinata dai media l’idea che ci sia solo una frangia di scienziati che non si beve il riscaldamento globale antropogenico

Stanley B. Goldenberg, scienziato atmosferico, NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration)

In qualche modo sono stato bollato come una persona orribile sbucata fuori da qualche girone dell’inferno. Non c’è proprio alcuna tolleranza in questo momento.

Robert Balling, climatologo all’Arizona State University, ex IPCC

Per la maggior parte della vita negli oceani, riscaldamento significa crescita più rapida, fabbisogno energetico ridotto per conservare la temperatura, mortalità invernali inferiori e più ampie gamme di distribuzione. Nessuno sa se la Terra continuerà a riscaldarsi oppure, dopo aver raggiunto un picco nel 1998, sia all’inizio di un ciclo di raffreddamento che durerà diversi decenni o più

John T. Everett, ex IPCC, ex NOAA, consulente del Congresso americano per gli oceani e la vita marina

Rassegno le dimissioni perché ho constatato che quella parte dell’IPCC che fa riferimento alle mie competenze si è politicizzata

Christopher W. Landsea, ex IPCC, scienziato atmosferico, NOAA

Quando la gente verrà a sapere la verità, si sentirà ingannata dalla scienza e dagli scienziati

Kiminori Itoh, ex IPCC, fisico e chimico alla Yokohama National University

Diffidate dei sensitivi del riscaldamento globale che ci avvertono di cambiamenti di clima senza precedenti. Nella maggior parte dei casi, sono senza precedenti solo a causa della scarsa longevità della maggior parte degli scienziati.

Robert E. Davis, ex IPCC, climatologo all’Università della Virginia, già presidente della Association of American Geographers

Presumere che il [riscaldamento globale] sia un problema significa dare per scontato che lo stato odierno del clima della Terra sia quello ottimale, il clima migliore che potremmo avere o abbiamo mai avuto e che dobbiamo adottare misure per assicurarci che non cambi. Vorrei domandare a chi deve essere accordato il privilegio di decidere che questo particolare clima è il migliore per tutti gli altri esseri umani. Penso che sia una posizione piuttosto arrogante.

Michael Griffin, direttore della NASA ed ex capo del Dipartimento spaziale al Laboratorio di Fisica Applicata della Johns Hopkins University

A seconda del periodo geologico terrestre che uno sceglie, il clima sarà in fase di riscaldamento o di raffreddamento. Scegliere se la terra si sta riscaldando o raffreddando è semplicemente una questione di decidere quale intervallo si prende in considerazione

Lee C. Gerhard, ex IPCC, direttore della Kansas, Geological Society, docente emerito della University of Kansas

Mi sono dimesso dalla posizione di climatologo dello stato della Virginia perché mi è stato detto che non potevo parlare in pubblico di questioni relative alla mia area di competenza, il riscaldamento globale, in qualità di climatologo di stato…Era impossibile conservare la mia libertà accademica con questo tipo di restrizioni della libertà d’espressione

Patrick J. Michaels, climatologo alla University of Virginia

Siamo già entrati in una fase di raffreddamento che credo continuerà almeno per i prossimi 15 anni. Non vi è alcun dubbio che il riscaldamento degli anni 1980 e 1990 si è arrestato.

Anastasios Tsonis, climatologo, University of Wisconsin, settembre 2013

Come molti altri, ero personalmente certo che la CO2 fosse responsabile del riscaldamento globale. Ma dopo aver esaminato attentamente le prove, mi sono reso conto che le cose sono molto più complicate della storia che ci hanno rifilato molti climatologi o di quelle rigurgitate dai media… L’attività solare può spiegare gran parte del riscaldamento globale del ventesimo secolo

Nir Shaviv, astrofisico e climatologo, Hebrew University of Jerusalem, 2007

Si dovrebbe spostare l’attenzione della ricerca sul clima dall’anidride carbonica alla natura e alle variazioni naturali, legate all’attività solare e ad altre cause naturali. È più probabile che sia lì che troveremo la causa principale per il presente (e futuro) cambiamento climatico.

Ole Humlum, geoscienziato, University of Oslo, 2012

Dopo una disperata ricerca bibliografica durata quattro anni e che ha coinvolto ben 30 laureati in ingegneria e scienze, dobbiamo ancora incontrare un articolo scientifico che dimostri un nesso causale quantitativo tra l’aumento di anidride carbonica e quello della temperatura globale.

Michael J. Economides, chimico e ingegnere biomolecolare, University of Houston, 2009

Il caldo dei nostri giorni non è significativamente maggiore rispetto al periodo caldo medievale o a quello romano. Perciò com’è che pensiamo di sapere che il caldo di oggi è causato dall’uomo, mentre quello degli ultimi due periodi caldi non poteva essere stato causato dai nostri antenati?

Roy W. Spencer, ex climatologo della NASA e responsabile del Global Hydrology and Climate Center of the National Space Science and Technology Center ad Huntsville, Alabama Luglio 2013

Speriamo che il riscaldamento globale prodotto dall’uomo verrà riconosciuto per la bufala che è

Dirck T. Hartmann, fisico, NASA Apollo Space Program

Il Sole sembra essere il principale fattore nel cambiamento climatico globale

Eigil Friis-Christensen, fisico, direttore del Danish National Space Centre, affiliato alla NASA e all’Agenzia Spaziale Europea

L’anidride carbonica non è responsabile del riscaldamento del clima globale negli ultimi 150 anni. Per oltre il 90 per cento il mutamento dipende da cambiamenti nel rapporto Terra-Sole collegate alle fluttuazioni climatiche. Esaminando la storia del clima del nostro pianeta, è chiaro – e piuttosto rassicurante per quanto riguarda le possibili conseguenze del riscaldamento globale previste dall’IPCC – che ora (più precisamente negli ultimi due, tre milioni di anni) ci troviamo in un periodo di clima molto freddo. Qualsiasi riscaldamento ci darebbe solo il miglior clima a lungo termine degli ultimi 560 milioni anni…Vari studi indicano che le fasi più calde sono generalmente migliori

Klaus P. Heiss, matematico, Princeton University, NASA

Una delle affermazioni più spaventose sul riscaldamento globale che si sente dire in giro, nelle stanze dei bottoni, è che “la scienza ha parlato”. Beh, forse alcuni scienziati lo hanno fatto, ma la presunzione di infallibilità divina è un po’ ardua da digerire

Garth W. Paltridge, scienziato atmosferico e docente emerito all’University of Tasmania

Una cosa è imporre misure drastiche e dure sanzioni economiche quando un problema ambientale è netto e drammatico, ma è sciocco farlo quando il problema è in gran parte ipotetico e non suffragato da osservazioni. Al momento non abbiamo alcuna prova convincente o osservazioni di cambiamenti climatici significativi che chiami in causa qualcosa di diverso da fattori naturali

Frederick Seitz, fisico ed ex presidente della National Academy of Sciences

È molto più facile per uno scienziato sedersi in un edificio climatizzato ed eseguire modelli al computer che indossare abiti invernali e misurare cosa stia realmente accadendo là fuori, nelle paludi e tra le nuvole. Ecco perché gli esperti dei modelli climatici finiscono per credere ai propri modelli

Freeman Dyson, professore emerito di Fisica alla Princeton University

Il vento solare diventa più intenso quando il Sole è attivo. E spazza via dal sistema solare i raggi cosmici come una scopa, con un impatto decisivo sulla formazione di nubi, che raffreddano sia l’atmosfera sia l’intero pianeta

Lev Zeleny, direttore dell’Istituto di Ricerca Spaziale presso l’Accademia Russa delle Scienze

Purtroppo, la scienza climatica è diventata una scienza politica.

Robert Austin, fisico a Princeton

Non c’è più nessun riscaldamento globale

Vincent Courtillot, geofisico, direttore dell’Institut de physique du globe di Paris, luglio 2013

L’uomo è responsabile di una parte del riscaldamento globale, ma la maggior parte è naturale.

L’unica cosa di cui preoccuparsi riguardo al riscaldamento globale è il danno causato dalle preoccupazioni stesse. Perché alcuni scienziati si preoccupano? Forse perché sentono che smettere di preoccuparsi può significare smettere di essere pagati. La Terra ha vissuto un ciclo continuo di ere glaciali per milioni di anni. Il freddo, con periodi glaciali che interessano i poli e le medie latitudini, persiste per circa 100.000 anni, fasi scandite da più brevi periodi più caldi, chiamati interglaciali. Tutte le glaciazioni iniziano con un periodo di riscaldamento globale. [questi riscaldamenti] sono i precursori di nuove ere glaciali. In realtà il riscaldamento è una cosa buona. Le glaciazioni sono mortali e possono anche uccidere milioni di persone. L’umanità non può bloccarle. Proprio come l’umanità non può influire sul clima a lungo termine del pianeta, non può impedire che una glaciazione abbia luogo. Il clima è governato principalmente dal Sole.

Le attività umane possono avere un certo impatto sulla transizione verso condizioni glaciali, aumentando il flusso d’acqua polare e accelerando l’avvento di una glaciazione. Quello che sta accadendo è molto simile al precedente di 115 mila anni fa, quando si è innescata l’ultima glaciazione. È difficile da capire, ma è davvero così: l’ultima glaciazione è stata accompagnata dalla crescita della temperatura media globale, ossia dal riscaldamento globale.

Quel che accadde fu che il Sole riscaldò più i tropici e raffreddò l’Artico e l’Antartico. Poiché i tropici sono molto più grandi dei poli, la temperatura media globale aumentava. Ma in aumento era anche la differenza di temperatura tra oceani e poli, cioè la condizione fondamentale di espansione dei ghiacci polari. Che ci crediate o no, l’ultima glaciazione è cominciata con un riscaldamento globale!

Man mano che più vapore acqueo arriva ai poli l’Antartide produce iceberg e si addensa, mentre centro del polo nord si libera dai ghiacci e le latitudini più basse subiscono nevicate pesanti che a poco a poco iniziano a migrare verso sud.

Un deterioramento globale del clima, di un ordine di grandezza maggiore di qualunque finora sperimentato dall’umanità civilizzata, è una possibilità molto reale e in effetti può avvenire in tempi rapidi, anche in una dozzina d’anni.

Man mano che il ghiaccio inizia a procedere verso sud dal Mare Artico la produzione di cibo si ridurrà notevolmente ci saranno abbondanti anomalie climatiche alle latitudini settentrionali ma anche meridionali. Potrebbero verificarsi tempeste globali. In alcune regioni potrebbero verificarsi ondate di freddo anomalo, mentre altre arrostirebbero con picchi di temperature mai viste prima dalla nostra civiltà.

Ed è esattamente ciò che sta accadendo ora.

George Kukla, luminare della paleoclimatologia, ex Columbia University, ricercatore presso il Lamont-Doherty Earth Observatory, 2007-2011

Forget warming—beware the new Ice Age,” Canada.com

An Unrepentant Prognosticator—Climatologist George Kukla still believes an ice age is likely,” Gelf Magazine

http://www.sciences360.com/index.php/prepare-for-new-ice-age-now-says-top-paleoclimatologist-5899/

Un’ulteriore lista
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/12/06/esperti-di-climatologia-che-contestano-la-versione-ufficiale-del-riscaldamento-globale/

Non sarà il fuoco, ma il ghiaccio (Fimbulvetr), il nostro principale problema nel ventunesimo secolo (e oltre)
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/11/21/bignamino-del-mutamento-climatico/

17 anni / 204 mesi che il riscaldamento globale se n’è andato sbattendo la porta (nostalgia canaglia)

 

a cura di Stefano Fait

 

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MSU RSS ArcticAndAntarctic MonthlyTempSince1979 With37monthRunningAveragefiveyearoldseaice1ghiaccio artico più vecchio di 5 anni alla 39esima settimana dell’anno

Dovremo abituarci a vivere con meno
James Cameron, regista di Avatar, proprietario di 3 ville a Malibù con 3 piscine riscaldate, un ranch di 100 acri, un elicottero privato, 3 Harley-Davidson, una Corvette, una Ducati, uno yacht, un Humvee, una Ford GT, una flotta di sottomarini (ne ha donato uno da 10 milioni di dollari alla Woods Hole Oceanographic Institution)

Intendeva dire: “dovrete abituarvi a vivere con meno“.

Il rapporto numero 5 dell’IPCC, dichiara, al capitolo 2, che inondazioni, siccità, cicloni tropicali/extratropicali ed uragani NON si sono intensificati negli ultimi 100 anni. La crescita del livello degli oceani NON ha subito alcuna accelerazione (sono saliti di saliti di 11,1 millimetri tra il 1992 e il 2012).

http://www.climatechange2013.org/images/uploads/WGIAR5_WGI-12Doc2b_FinalDraft_Chapter02.pdf

“No best estimate for equilibrium climate sensitivity can now be given because of a lack of agreement on values across assessed lines of evidence and studies” (IPCC AR5);

“Generally low confidence that there have been discernible changes over the observed record on lack of trends in extremes, exceptions are trends seen in temperature extremes and regional precipitation (but not floods)” (IPCC AR5);

“Unlike in AR4, it is assessed here…there is low confidence of regional changes in the intensity of extreme extratropical cyclones” (IPCC AR5);

“Low confidence that any reported long term increases in tropical cyclone activity are robust” (IPCC AR5);

“Current datasets indicate no significant observed trends in global tropical cyclone frequency” (IPCC AR5);

“The current assessment does not support the AR4 conclusions regarding global increasing trends in droughts” (IPCC AR5);

“Low confidence regarding the sign of trend in the magnitude and/or frequency of floods on a global scale” – “there is currently no clear and widespread evidence for observed changes in flooding” (IPCC AR5);

“No long-term acceleration of sea level has been identified using 20th-century data alone” (IPCC 2007);

“It is likely that GMSL (Global Mean Sea Level) rose between 1920 and 1950 at a rate comparable to that observed between 1993 and 2010” (IPCC AR5);

“Il report dell’IPCC appena pubblicato ha in effetti messo la parola fine al collegamento tra gli eventi estremi e i cambiamenti climatici

http://www.climatemonitor.it/?p=33854#more-33854

Anzi, il riscaldamento globale FAREBBE bene all’umanità ed al pianeta almeno fino al 2080

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/11/03/riscaldamento-globale-bene-raffreddamento-globale-male/

Peccato che sia terminato, o sia comunque in letargo

“…nell’attesissimo report di quest’anno, però, l’Ipcc dedica ai 17 anni di temperatura piatta una semplice nota. A loro non sembra interessare: potrebbe mettere in discussione le teorie che hanno sostenuto per anni. Preferiscono tenere i toni dell’allarmismo elevati, presentare come una grande novità il fatto che la probabilità che i cambiamenti climatici siano prodotti dall’attività umana sia passata dal 90 al 95%. Diamine. E preferiscono fare dichiarazioni roboanti sulle catastrofi possibili mentre essi stessi ridimensionano le previsioni allarmistiche che avevano fatto. Ora, l’Ipcc prevede che la temperatura della Terra aumenterà “probabilmente” più di 1,5 gradi centigradi entro il secolo. Nel 2007 sosteneva che sarebbe cresciuta “probabilmente” più di due gradi: e due gradi è il limite sopra il quale potrebbero esserci catastrofi. Su questa, che è la novità del rapporto, buona parte del pigro sistema dei media globali ha sorvolato.

Danilo Taino, ‘Sette’, Corriere della Sera

http://www.corriere.it/sette/editoriali/taino-danilo/2013-41-effetto-serra_37532134-30f6-11e3-a950-4142d5c00dc6.shtml

Com’è stato possibile che per molti anni una maggioranza di persone abbia continuato a credere a questa sciocchezza del catastrofico riscaldamento globale prodotto dall’uomo?

Si chiama propaganda e funziona così:

semplificazione e nemico unico: è necessario adottare una sola idea, un unico simbolo. E, soprattutto, identificare l’ avversario in un nemico, nell’ unico responsabile di tutti i mali.

contagio: riunire diversi avversari in una sola categoria o in un solo individuo.

trasposizione: caricare sull’ avversario i propri errori e difetti, rispondendo all’ attacco con l’ attacco. Se non puoi negare le cattive notizie, inventane di nuove per distrarre.

esagerazione e travisamento: trasformare qualunque aneddoto, per piccolo che sia, in minaccia grave.

volgarizzazione: tutta la propaganda deve essere popolare, adattando il suo livello al meno intelligente degli individui ai quali va diretta. Quanto più è grande la massa da convincere, più piccolo deve essere lo sforzo mentale da realizzare. La capacità ricettiva delle masse è limitata e la loro comprensione media scarsa, così come la loro memoria.

orchestrazione: la propaganda deve limitarsi a un piccolo numero di idee e ripeterle instancabilmente, presentarle sempre sotto diverse prospettive, ma convergendo sempre sullo stesso concetto. Senza dubbi o incertezze. Da qui proviene anche la frase: “Una menzogna ripetuta all’infinito diventa la verità”.

continuo rinnovamento: occorre emettere costantemente informazioni e argomenti nuovi (anche non strettamente pertinenti) a un tale ritmo che, quando l’avversario risponda, il pubblico sia già interessato ad altre cose. Le risposte dell’ avversario non devono mai avere la possibilità di fermare il livello crescente delle accuse.

verosimiglianza: costruire argomenti fittizi a partire da fonti diverse, attraverso i cosiddetti palloni sonda, o attraverso informazioni frammentarie.

silenziamento: passare sotto silenzio le domande sulle quali non ci sono argomenti e dissimulare le notizie che favoriscono l’ avversario.

trasfusione: come regola generale, la propaganda opera sempre a partire da un substrato precedente, si tratti di una mitologia nazionale o un complesso di odi e pregiudizi tradizionali. Si tratta di diffondere argomenti che possano mettere le radici in atteggiamenti primitivi.

unanimità: portare la gente a credere che le opinioni espresse siano condivise da tutti, creando una falsa impressione di unanimità.

Minimo di Eddy > glaciazione di Landscheidt > grossi casini

Twitter [non in italiano]

Facebook [in italiano]

La nostra ipotesi di un avvio verso un periodo freddo trova conferma da altri enti di ricerca europei e nonSupponendo che tale intensa attività solare abbia raggiunto il culmine, potremmo ipotizzare allora una prima fase in cui anche la temperatura del Pianeta permarrebbe anch’essa quasi stazionaria per il medesimo tempo. Seguirebbe poi una seconda fase nella quale, diminuendo il numero delle macchie solari, anche la temperatura scenderebbe, dando così il via ad una inversione di tendenza con conseguente avvio verso una piccola era glaciale
colonnello Paolo Ernani, aeronautica militare
http://www.meteoweb.eu/2013/09/clima-il-col-ernani-ribadisce-la-terra-si-sta-raffreddando-in-italia-il-2013-e-lanno-piu-freddo-degli-ultimi-17/228210/

“…nell’attesissimo report di quest’anno, però, l’Ipcc dedica ai 17 anni di temperatura piatta una semplice nota. A loro non sembra interessare: potrebbe mettere in discussione le teorie che hanno sostenuto per anni. Preferiscono tenere i toni dell’allarmismo elevati, presentare come una grande novità il fatto che la probabilità che i cambiamenti climatici siano prodotti dall’attività umana sia passata dal 90 al 95%. Diamine. E preferiscono fare dichiarazioni roboanti sulle catastrofi possibili mentre essi stessi ridimensionano le previsioni allarmistiche che avevano fatto. Ora, l’Ipcc prevede che la temperatura della Terra aumenterà “probabilmente” più di 1,5 gradi centigradi entro il secolo. Nel 2007 sosteneva che sarebbe cresciuta “probabilmente” più di due gradi: e due gradi è il limite sopra il quale potrebbero esserci catastrofi. Su questa, che è la novità del rapporto, buona parte del pigro sistema dei media globali ha sorvolato. L’Ipcc inoltre ammette che è difficile legare l’attività dell’uomo alle maggiori siccità e al numero più elevato di uragani [in realtà il numero di uragani è in forte calo, nel 2013, NdR]

SUSSIDI E MAFIE. La questione non è irrilevante. Nessuno nega che un problema di effetto serra esista. È che se lo si esagera e si prevedono catastrofi si finisce con il mettere in campo politiche di altissimo costo e inutili: ad esempio i sussidi a pioggia a fonti di energia pulita inefficienti, sussidi spesso accaparrati dalle mafie. E si continua a sollevare il mostro, a dire che esiste una lobby del petrolio che vuole negare il climate change: quando in realtà la lobby vincente è quella e si nutre – denaro, carriere e Nobel – dell’allarmismo di Al Gore“.
Danilo Taino, ‘Sette’,

http://www.corriere.it/sette/editoriali/taino-danilo/2013-41-effetto-serra_37532134-30f6-11e3-a950-4142d5c00dc6.shtml

1375014_327687954040621_675642700_nil 19 ottobre del 2011, 2012, 2013

s_stddev_timeseriesL’Antartico si è dimenticato che giù da lui è primavera e dovrebbe sciogliersi: oltre il 7% di superficie in più della media degli ultimi 30 anni

Sunspot-cycle-comparisons-erdling11Confronto tra ciclo 24, ciclo 5 (1798-1810, quello del Minimo di Dalton) e media dei cicli

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Il governo dovrebbe cominciare a considerare la possibilità che siamo agli inizi di una piccola era glaciale dovuta al calo di attività solare…evento che avrà grandi implicazioni per l’agricoltura, il turismo, i trasporti, la gestione del traffico aereo e l’economia nel suo complesso

Boris Johnson, sindaco di Londra

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/01/31/fuochino-fuoco-ghiaccio-cause-e-conseguenze-di-una-glaciazione/

La bassa intensità dell’attività della nostra stella potrebbe essere il segnale dell’inizio di una fase «tranquilla» e alcuni addetti ai lavori si spingono a sostenere che potremmo essere agli inizi di un nuovo «minimo di Maunder», la drastica diminuzione dell’attività solare che si verificò tra il 1645 e il 1715, quando le macchie quasi scomparvero: questa fase si manifestò in pochi anni, senza fenomeni precursori, mentre durante la fase finale, tra 1700 e 1715, l’attività riprese solo gradualmente. Il «minimo» coincise con la parte centrale e più fredda della cosiddetta «Piccola Era Glaciale».

Durante questa fase nell’emisfero boreale, e forse anche nel resto del mondo, si verificarono inverni molto rigidi. Osservando le macchie, si è notato che nel Settecento si ebbe una graduale risalita, interrotta da una fase di attività molto bassa tra il 1790 e il 1830 (il «minimo di Dalton»), quando si registrarono gli anni più rigidi dalla fine della Piccola Era Glaciale. Poi ci fu una ripresa e, dopo una temporanea diminuzione tra Ottocento e Novecento, nel secolo scorso fu registrato il massimo numero di macchie del periodo.

Tornando al presente, l’ultimo massimo si è verificato tra 2000 e 2001 e, quindi, quello successivo era atteso per l’anno scorso, con un inizio del nuovo ciclo che avrebbe dovuto manifestarsi nel 2007. E invece niente. Il Sole è rimasto quieto. Il minimo ha avuto un periodo di assenza di macchie di quasi 800 giorni, compreso tra 2008 e 2010, mentre la durata di un minimo tipico si attesta su una media di 300. Solo alla fine del 2009 sono riapparsi gruppi di macchie. Ma quando sarà il prossimo massimo? Probabilmente verso la fine del 2013 o nel 2014 o non ci sarà affatto. E quale sarà la sua intensità? Non è facile prevederlo. L’attuale ciclo ha fatto registrare un numero massimo di macchie solari inferiore a 70 e si conferma come uno dei più deboli degli ultimi secoli. 

http://www.lastampa.it/2013/04/17/scienza/tuttoscienze/il-sole-sta-perdendo-colpi-e-ora-il-clima-si-raffreddera-PeQpoK5fiRuJI7i2sEHKtI/pagina.html

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Una ricerca dell’Osservatorio Nazionale Solare di Tucson, Arizona, prevede che nel 2015 spariranno del tutto le macchie solari, indipendentemente dai ben noti cicli della nostra stella. Questo fatto potrebbe avere un’importante ripercussione sulla temperatura del globo.

http://www.palazzosomeda.it/Osservatorio/Macchiesolariaddio.htm

 London Bridge frost 1814

Riassumendo i concetti espressi da questi ricercatori possiamo dire che:

  • i minimi solari influenzando fortissimamente il clima nel senso di un forte raffreddamento globale planetario fino ad una Piccola Era Glaciale, anche se una vera e propria Era Glaciale non può avere solo questa origine;
  • il Sole è fortemente influenzato nella sua attività espulsiva dalla posizione nello spazio dei pianeti maggiori del Sistema Solare
  • mediante il calcolo delle sigizie (allineamenti) planetarie si può disporre di una certa predittività dell’andamento solare ed in base a quanto calcolato l’attuale ciclo solare (il 24) ci sta portando a una nuova Piccola Era Glaciale.

Guardando fuori dalle nostre finestre sembra avverarsi quanto sostenuto da Landscheidt a dispetto di un tanto reclamizzato Riscaldamento Globale in pieno sviluppo e da noi percepito negli scorsi anni molto chiaramente. Un Riscaldamento Globale non dovuto all’aumento della CO2, ma semplicemente corrispondente a cicli solari passati (il 22 e il 23) particolarmente intensi.

http://www.palazzosomeda.it/Osservatorio/Ilraffreddamentoclimaticochestaarrivando.htm

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Pochi sanno che è esistito un minimo solare secondario, a cavallo tra il XVIII ed il XIX Secolo, chiamato, appunto, Minimo di Dalton, e che ha attraversato alcuni dei decenni più rigidi della Piccola Età Glaciale.

Osservando la curva che mostra il numero di macchie solari dall’inizio delle osservazioni fino ad oggi, notiamo la piattezza della curva nel Seicento, una risalita graduale nel corso del ‘700, interrotta proprio da una fase di attività solare molto bassa nel periodo compreso tra il 1790 ed il 1830.

Successivamente, l’attività solare riprende, e, dopo una temporanea diminuzione tra la fine dell’800 ed i primi del Novecento, ecco che nel XX Secolo arrivò il massimo numero di macchie solari di tutto il periodo di studio.

[…]

Il minimo di Dalton può essere bene correlato con la presenza di un cinquantennio tra i più rigidi della Piccola Età Glaciale, e che ha presentato due massimi di espansione dei Ghiacciai Alpini (attorno al 1820 ed al 1850), che sono stati i più estesi, in molti casi, di tutta l’Età moderna.

In questo cinquantennio, inoltre, abbiamo avuto l’Inverno più rigido (il 1829-30), ed anche l’Estate più fresca (1816), da quando vengono effettuate misurazioni termiche regolari in Europa.

D’altro canto, è stata misurata la concentrazione dell’isotopo radioattivo Berillio -10 nel ghiaccio della Groenlandia e dell’Antartide.

Quando il Sole attraversa una fase di massimo, esso respinge i raggi cosmici galattici, che sono i responsabili della produzione di questo isotopo del Berillio.

[…]

Alcuni studiosi stanno supponendo la probabilità che si possa verificare una nuova fase solare simile al ciclo del minimo di Dalton, con un probabile calo delle temperature globali.

Esse potrebbero calare fino a provocare l’arrivo di una nuova “Piccola Età Glaciale” nei prossimi decenni.

http://www.meteogiornale.it/notizia/13795-1-il-minimo-di-dalton-e-le-sue-pesanti-conseguenze-climatiche-ci-stiamo-avviando-ad-un-ciclo-simile

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Tanto per avere un’idea del raffreddamento climatico che si ebbe in questo periodo, basti pensare che la stazione meteorologica di Oberlach, in Germania, vide diminuire la sua temperatura media annuale di 2 °C in 20 anni.

http://www.meteogiuliacci.it/attivita-solare-in-difficolta-verso-un-nuovo-minimo-di-dalton_sn_1826.html

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un altro periodo di minimo solare, denominato Minimo di Dalton, in onore del fisico inglese John Dalton, posto tra il 1790 e il 1830. Si trattò fortunatamente solo di un minimo che investì in realtà solo due cicli solari , ma il tempo dalla caduta alla piena ripresa dell’attività solare richiese quasi 40 anni. Una testimonianza storica nota a tutti di questo periodo è il Grande Inverno Russo che cancellò l’esercito di Napoleone che aveva cercato la fortuna fino a Mosca nel 1812 ed ebbe la sfortuna di incontrarlo: uccise più uomini che il nemico. A fine campagna le truppe napoleoniche erano ridotte a meno del 2% del numero iniziale.

Dopo il 1850 con la ripresa dell’attività solare si ebbe un periodo decisamente gradevole che culminò con il Massimo Moderno che a questo punto sembra giunto al termine.

http://www.palazzosomeda.it/Osservatorio/IlSoleeilMinimodiMaunderDaltonedEddy.htm

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La causa del crollo delle temperature fu principalmente l’attività solare, ma secondariamente contribuì a peggiorare la situazione l’intenso vulcanismo su scala globale i cui solfati immessi nell’atmosfera contribuirono a riflettere e a rallentare ulteriormente l’attività solare.

“Recenti lavori hanno suggerito che un aumento in vulcanismo era in gran parte responsabile del trend di raffreddamento”

In realtà l’aumento del vulcanismo è stato innescato dal basso numero di macchie solari.

Con questo dovremmo aspettarci in vista di questo nuovo Minimo Solare un’ulteriore accrescersi dell’attività vulcanica che unite all’attività solare influenzeranno a sua volta il clima.

Il periodo del Minimo di Dalton fu contrassegnato da importanti fenomeni eruttivi che posero il loro marchio sul clima già di per sè freddo della Piccola Era Glaciale.

L’eruzione del Tambora non fu l’unica, in quel periodo: nel 1812 esplose con violenza il vulcano Soufrière, nei Caraibi, mentre l’anno prima fu il vulcano Mayon, nelle Filippine, ad entrare in attività. Tutte queste eruzioni vomitarono enormi quantitativi di cenere e polvere nell’atmosfera, producendo un denso “velo” di polvere vulcanica nella stratosfera. Questo velo schermò una discreta parte dei raggi solari negli anni successivi, provocando uno dei periodi dal clima più freddo della (già di per sé fredda) piccola era glaciale.

La polvere restò per molti anni nell’atmosfera diminuendo la quantità di radiazione solare che abitualmente colpisce il suolo della terra. Il pianeta conobbe un’epoca di estati mancate ed inverni freddissimi, che ebbero come conseguenza scarsissimi raccolti e un impoverimento importante di vaste aree del pianeta. Il 1816, l’anno successivo all’eruzione, fu poi ricordato come l’anno senza estate.

Le inusuali aberrazioni climatiche del 1816 ebbero l’effetto peggiore nell’America del nordest, nelle province canadesi del Maritimes e di Terranova e nel nord dell’Europa. Tipicamente la tarda primavera e l’estate in quelle regioni americane sono sì relativamente instabili, ma mai fredde, con minime che raramente scendono sotto i 5 °C (praticamente mai in Europa).

La neve d’estate su quelle zone del Nord America è estremamente rara sebbene a maggio talvolta sia presente del nevischio.
Nel maggio 1816, invece, il ghiaccio distrusse la maggior parte dei raccolti, e a giugno due grandi tempeste di neve nel Canada orientale e nel New England provocarono molti morti. Quasi trenta centimetri di neve ricoprirono Québec all’inizio di giugno. A luglio ed agosto i laghi e i fiumi ghiacciarono in Pennsylvania e altre tre gelate colpirono il New England che distrussero tutti gli ortaggi tranne quelli poco sensibili al freddo.

Rapide e improvvise variazioni di temperatura erano comuni, così come fu comune l’incremento dei prezzi dei cereali.

Molti storici citano l’anno senza estate come il principale motivo per la “conquista” nell’Ovest americano e il rapido crescere di stanziamenti umani nel Midwest. In generale le popolazioni furono colpite da una grande miseria, i coltivatori furono ridotti in grande difficoltà e molti capi di bestiame morirono. L’eruzione del Tambora fu anche la causa, in Ungheria, della caduta di neve sporca. Qualcosa di simile accadde anche in Italia, che per un anno circa vide cadere della neve rossa, si crede a causa delle ceneri nell’atmosfera.

L’Europa, che stava ancora riprendendosi dalle guerre napoleoniche, soffrì per la mancanza di cibo. Ci furono rivolte per il cibo in Gran Bretagna e in Francia e i magazzini di grano vennero saccheggiati. La violenza fu peggiore in uno stato senza sbocchi sul mare come la Svizzera, il cui governo fu costretto a dichiarare un’emergenza nazionale. Grandi tempeste, piogge anomale e inondazioni dei maggiori fiumi europei (incluso il Reno) sono attribuite all’eruzione, così come la presenza di ghiaccio nell’agosto del 1816.

http://fetonte.blogspot.it/2012/10/lanno-senza-estate-durante-il-minimo-di.html

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Se le previsioni NASA corrispondono al vero, ossia che dovremo aspettarci anche un ciclo più lungo del normale, cioè della durata di quasi 13 anni, è da domandarci se questo comporterà solamente il determinarsi di un raffreddamento globale in stile Minimo di Dalton, oppure possiamo aspettarci anche qualcosa di peggio.

Nel minimo di Dalton si ebbero due cicli solari deboli prima di poter osservare la ripresa solare. Di conseguenza prima di vedere una ripresa dell’attività solare, nel caso più felice, sarebbe necessario aspettare almeno fino al 2030-2035, dopo un ciclo 25 ancora debole.

Se però si manifesta l’ipotesi peggiore, paventata da Livingston e Penn, di un collasso del magnetismo solare prolungato tale da determinare l’instaurarsi un Minimo di Eddy (la denominazione che si intende dare a questo attuale minimo solare) in stile Minimo di Maunder, allora non credo che nessuno di coloro che stanno leggendo questo articolo, che si presume abbia raggiunto l’età della ragione, avrà il piacere di rivivere le calde estate degli anni passati a queste latitudini.

Ma sorge a questo punto una domanda: dovremo solo ripararci meglio dal freddo che diventerà via via una consuetudine, oppure possiamo aspettarci qualcosa di ancora peggio? Quanto il ridotto magnetismo solare è in grado di influenzare la Terra nel suo pulsare di vita propria?

[…].

Cerchiamo di ritornare sul tema dell’effetto del magnetismo solare sulla dinamica terrestre, in particolare sul vulcanismo, e per questo motivo citerò proprio un lavoro scientifico del 1989 di un ricercatore statunitense dell’Institute for Space Studies della  NASA che si trova a New York al Goddard Space Flight Center.

Il suo nome è Richard B. Stothers ed ha preso in considerazione i dati storici delle grandi eruzioni vulcaniche tra il 1500 e il 1980.

Con un’accurata analisi retrospettiva, molto dettagliata, di dati storici ha scoperto due periodicità statisticamente significative nell’andamento delle eruzioni vulcaniche correlabili rispettivamente sia al ciclo solare di 11 anni, sia al più lungo ciclo solare di 80 anni, detto di Wolf-Gleissberg.

In queste periodicità di particolare attività vulcanica ha osservato che vi era una notevole corrispondenza tra aumento dell’attività vulcanica e minimi solari, mentre vi era una cospicua riduzione dell’attività vulcanica durante i massimi solari.

[…]

A parere dell’autore di questo studio (ma eravamo nel 1989) i flares solari presenti nei massimi solari possono cambiare i modelli di circolazione atmosferica, influenzando anche i movimenti di rotazione terrestre. Questa scossa nella dinamica dei movimenti della crosta terrestre, secondo lui, è in grado di provocare dei micro terremoti che limitano il vulcanismo perché diminuiscono la pressione sulle faglie.

[…]

innesterei anche le ricerche di Caspar M. Ammann sull’ulteriore ruolo nei cambiamenti climatici determinatisi durante il Minimo di Maunder,  in conseguenza dell’aumento del vulcanismo esplosivo.

Nel suo studio egli ricombina i risultati ottenuti dai carotaggi nei ghiacci con i dati dell’irraggiamento solare dell’epoca e propone una nuova rilettura dei dati noti.

Secondo questo autore l’abbassamento della temperatura durante il Minimo di Maunder non sarebbe stato determinato solamente dalla ridotta attività solare e lo stesso sottolinea che la maggior parte degli autori avrebbero ignorato nei loro studi gli altri importanti fattori che possono aver drammatizzato la variazione climatica.

Tra questi fattori Amman pone la responsabilità dell’aumentato vulcanismo nel determinare, nel perdurante periodo di freddo, dei picchi di ulteriore raffreddamento climatico, in particolare nell’ultimo periodo del Minimo di Maunder.

L’emissione di aerosol nell’atmosfera avrebbe infatti oscurato la già scarsa irradiazione solare, provocando un andamento altalenante del raffreddamento climatico nell’Emisfero Nord in senso peggiorativo e quindi determinando di conseguenza ulteriori repentini raffreddamenti climatici.

In conclusione, andando a ragionare su queste ricerche, appare evidente il rapporto esistente tra minimo solare ed aumento delle eruzioni vulcaniche, ma la ragione di questo non ci è ancora nota.

http://www.palazzosomeda.it/Osservatorio/Rapportotraminimosolareederuzionivulcaniche.htm

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I precedenti sono il Minimo di Maunder (1645-1700) e il Minimo di Dalton (1790-1830), ma qui la faccenda sembra profilarsi come più estrema e potrebbe ricalcare l’evento glaciale di 8200 anni fa

1) Dobbiamo sviluppare e incoraggiare l’agricoltura a latitudini più basse, in Africa come in Sud America. Queste sono le aree dove sarà più caldo e umido nella fase fredda (come minimo diversi decenni);

2) Occorre dire agli agricoltori che vivono alle latitudini più elevate (> 40 – da Napoli in su) e che hanno già subito i primi impatti del raffreddamento globale e/o della siccità che le cose andranno di male in peggio nei prossimi decenni. Quel che si coltiva in Scandinavia sarà quel che potrà crescere nell’area alpina;

3) Servono migliori difese contro l’eccesso di precipitazioni a latitudini più basse;

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/08/18/verso-la-glaciazione-di-landscheidt/

PER AGGIORNAMENTI E APPROFONDIMENTI TECNICI, VI RIMANDO A QUESTO ECCELLENTE FORUM
https://www.facebook.com/pages/Attivit%C3%A0-solare-Solar-Activity-/100364603439625

Il bluff dell’IPCC, il mago di Oz, l’Uomo di Piltdown e quel dilettante di Hitler

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9901388494_2c3cce91d3_bBBC 10 O’Clock News, 23 Settembre 2013

La politica climatica ha bisogno dell’elemento della paura. In caso contrario, nessun politico avrebbe preso sul serio questo argomento.

Hermann Ott, Verdi tedeschi, Spiegel Online, 23 settembre 2013

Mi preoccuperei seriamente se la temperatura continuasse a non crescere per altri 5 anni. Dovremmo davvero mettere in discussione i nostri modelli climatici. Ma non mi aspetto un raffreddamento globale

[Ich würde nervös, wenn diese Phase noch länger als fünf Jahre andauern würde. Dann müssten wir wirklich unsere Modelle in Frage stellen. Eine Abkühlung erwarte ich aber auch nicht].

Hans von Storch, 19 settembre 2013

http://www.spektrum.de/alias/klimaforschung/nur-die-temperaturen-pausieren/1207873

Abbiamo solo dieci anni per salvare la terra. Se non si arresta la crescita delle temperature si rischia la sesta estinzione di massa sul pianeta.
http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-feb4cc6a-39b7-47cd-90bd-78c961ab4abd.html

Quanta disperazione in questo appello. L’escalation retorica di chi è disperato. Servirà solo a renderli sempre meno credibili. Di contro, noi scettici adesso potremo essere bollati non come semplici genocidi o democidi, ma addirittura come specicidi seriali, se non pianeticidi. Hitler vai a nasconderti!
Io penso invece che la sesta estinzione riguarderà solo i serristi.

Quest’anno è stato disastroso per i serristi:

  1. i ghiacci di entrambi i poli sono in espansione, con l’Antartide che ha battuto ogni record;
  2. le temperature globali non salgono da oltre 15 anni (dopo il 2017 sarà statisticamente decisivo);
  3. dal 2002 in poi si è verificato un raffreddamento globale (se questo trend si aggrava, non servirà attendere il 2017);
  4. il numero di orsi polari è stabile o in aumento;
  5. gli incendi sono stati decisamente sotto media;
  6. l’aumento del livello degli oceani è minimo e costante, quando invece doveva subire una netta accelerazione;
  7. non si sono mai visti così pochi tornado e uragani;

Fallimento su tutta la linea e oramai il massimo solare è superato.
Cosa potranno inventarsi? Se la vedranno brutta, molto brutta.

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Sarebbe bastato moderare i toni, ammettere che i modelli erano sbagliati, che c’era stata una ingiustificata drammatizzazione, che la variabilità naturale è comunque una componente importante, ecc.
Invece no, hanno puntato tutto su carte davvero molto deboli, stanno bluffando e il prossimo anno andremo a vedere cos’hanno in mano. Sarà un bagno di sangue quasi imbarazzante.

È bene che l’IPCC resti fedele alla linea: la sua caduta sarà ancor più fragorosa e si tramuterà in una salutare sberla per l’opinione pubblica internazionale e soprattutto per il mondo scientifico, che potrà tornare a fare scienza come si deve. Chi ama la scienza deve dunque compiacersi dell’autolesionistica e del tutto immotivata rigidità dimostrata da questo comitato presieduto da un economista.

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L’AGW sarà il nuovo Piltdown:
La beffa dell’Uomo di Piltdown è conosciuta come la più grande truffa archeologica della storia, e ha particolare rilievo per due motivi: la focalizzazione dell’attenzione sugli studi dell’evoluzione umana e il fatto che siano passati ben quarantun anni dalla presentazione della scoperta al definitivo riconoscimento della sua natura di falso.
http://it.wikipedia.org/wiki/Uomo_di_Piltdown
http://www.nhm.ac.uk/nature-online/science-of-natural-history/the-scientific-process/piltdown-man-hoax/index.html

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Un ceffone salutare è l’unica maniera per convincere i politici a prendere delle contromisure prima che la produzione agricola del Canada e della Russia sia compromessa e il mondo debba fronteggiare una carestia. Bisogna convertire al più presto i campi di biocombustibili in campi che sfamino milioni di persone. Serve una riconversione produttiva globale.

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Il “povero, infragilito, frantumato” artico se la cava molto bene anche nella risalita e ha già acciuffato il 2005!!

Rapporto IPCC del 1990 – “L’aumento di temperature osservato in questo secolo potrebbe essere dovuto in gran parte … alla variabilità naturale”

Rapporto del 1996 – “l’evidenza suggerisce che vi sia un’influenza umana sul cambiamento climatico”

NOTA BENE: dal 1998 in poi la CO2 aumenta speditamente, mentre le temperature smettono di aumentare

Rapporto del 2001 – “Ci sono nuove e solide prove che dimostrano che la maggior parte del riscaldamento osservato negli ultimi 50 anni è attribuibile alle attività umane”

Rapporto del 2007 – “La maggior parte dell’aumento osservato nella temperatura media globale dalla metà del XX secolo è al 90% dovuta all’aumento osservato delle concentrazioni di gas serra di origine antropica”.

Rapporto del 2013 – “La responsabilità dei cambiamenti climatici è al 95% dell’uomo”.

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Un terzo dei tedeschi non si sente di considerare plausibili le previsioni sul riscaldamento globale. Il 60% non teme più le conseguenze del riscaldamento globale

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“Matthew Penn dal National Solar Observatory sostiene che il ciclo delle macchie solari potrebbe scomparire del tutto nei prossimi 10 anni. Che cosa significherebbe per i prossimi inverni? Studi condotti da diversi scienziati mostrano che la bassa attività solare può effettivamente essere collegata a inverni rigidi negli Stati Uniti e nell’Europa settentrionale“.
http://www.abc2news.com/dpp/weather/weather_blogs/historic-low-sun-activity-to-impact-winter-temperatures

null_zps4cefc7bc-7 gradi di raffreddamento in Germania se sarà un Minimo di Maunder (= 2-3 gradi C in meno a livello globale, ossia molto vicino all’innesco di una glaciazione); -5 nel Nord Italia (es. Helsinki); -3 nel Sud Italia (che non è minimamente preparato a quel tipo di clima: gli Italiani del Sud dovrebbero cominciare ad isolare le loro abitazioni. Sono ancora in tempo. Statisticamente, dovremmo già essere nella fase finale dell’interglaciale.

IPCC mette le mani avanti: il clima britannico potrebbe raffreddarsi nei prossimi decenni a causa del rallentamento della Corrente del Golfo [= ogni successivo inverno sarà sempre più traumatizzante per gli anglo-irlandesi e non possono più nasconderlo]
http://www.telegraph.co.uk/earth/environment/climatechange/10337064/IPCC-report-Britain-could-cool-if-Gulf-Stream-slows.html

Lo sapevamo già: “In Gran Bretagna sembra che il clima si stia trasformando con una velocità impressionante: non si hanno elementi ancora sufficienti per sostenere una tesi così importante, ma di certo negli ultimi 4 anni c’è stata una sterzata improvvisa dell’andamento degli inverni rispetto ai decenni precedenti. L’inverno 2009-2010 nel Regno Unito è stato il terzo più freddo da oltre 50 anni, più di quello del 1985, mentre si è rivelato essere in assoluto il più nevoso degli ultimi 30 anni. Poi è venuto dicembre 2010, che è stato il più freddo del secolo, anche se il resto di quella stagione invernale è andato in controtendenza. Periodi invernali importanti non sono certo mancati nemmeno nel 2011/2012 e tanto meno in quest’inverno, che nelle ultime settimane ha visto fasi fredde e nevose di durata piuttosto insolita rispetto al normale clima britannico. Per ritrovare inverni più gelidi di quello 2009-2010, bisogna tornare indietro all’inverno 1978-1979
http://www.meteogiornale.it/notizia/26242-1-inverni-sempre-piu-rigidi-e-nevosi-regno-unito

Potrebbe essere il Nord America, quest’anno, a subire il peggio, oppure potrebbe andare come nell’inverno del 1978-1979, che fu devastante su entrambe le sponde dell’Atlantico
http://wildweather.your-talk.com/t32-inverno-1978-1979-germania-del-nord-in-ginocchio

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Il nascente ghiacciaio del Pollino e la stalinizzazione della climatologia da parte dei governi NATO

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Grazie ai mesi di maggio e giugno particolarmente freddi e ancora nevosi in quota, quest’estate il ritiro dei ghiacciai valdostani si è arrestato e si registra ancora oggi un buon innevamento. Lo segnala Fondazione Montagna Sicura portando l’esempio del ghiacciaio del Toula (Monte Bianco), oggetto di monitoraggio, che il 25 luglio 2013 era innevato a circa 2.500 metri di altitudine (spessore tre metri) mentre lo stesso giorno del 2012 la neve si trovava sopra 2.900 metri (spessore due metri).

http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/valledaosta/2013/09/02/Estate-fresca-bene-ghiacciai-Vda_9233374.html

HolHadsconvenienti verità che in un mondo di cittadini informati farebbero crollare il baraccone serrista nel giro di un minuto

GISP2_50kyasconvenienti verità che in un mondo di cittadini informati farebbero crollare il baraccone serrista nel giro di un minuto

Arctic-climate IPCCCome l’artico doveva/dovrebbe essere tra il 2013 e il 2020, secondo i serristi

MSU RSS ArcticAndAntarctic MonthlyTempSince1979 With37monthRunningAverageI serristi fanno bene a preoccuparsi – i testimoni di Geova devono continuare a posticipare il Giorno del Giudizio e chi li prende sul serio?

NSIDC_Minimums_since_2006la più grande estensione di ghiacci artici dal 2006

post-558-0-18942400-1379794344più esteso, più spesso: righiacciamento più rapido

Documenti trapelati e visionati dalla Associated Press hanno rivelato le profonde preoccupazioni tra i politici per l’assenza di riscaldamento globale nel corso degli ultimi anni. La Germania [NATO] ha chiesto che i riferimenti al rallentamento della fase di riscaldamento siano cancellati, sostenendo che un arco di tempo di soli 10 o 15 anni è ‘ingannevole’ e ​​ci si dovrebbe concentrare su decenni o secoli [In questo caso, per coerenza, non si potrebbe neppure ancora parlare di riscaldamento globale – due pesi, due misure].

L’Ungheria [NATO] è preoccupata che la relazione del Gruppo intergovernativo di esperti delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico potrebbe fornire munizioni per i negazionisti del cambiamento climatico di origine antropica [Ci puoi contare, e il governo ungherese ha la credibilità di una vongola ubriaca].

Il Belgio [NATO] contesta l’uso del 1998 come anno di partenza per le statistiche, dato che è stato eccezionalmente caldo e suggerisce di utilizzare 1999 o il 2000, per ottenere una curva più rivolta verso l’alto [Non va bene il picco di caldo, ma va bene il picco di freddo immediatamente successivo, se serve a far impennare le curve – è scienza, questa? Oppure è una frode?]

La delegazione degli Stati Uniti [NATO] ha sollecitato gli autori del rapporto a dar conto della mancanza di riscaldamento utilizzando l’ipotesi principale, quella secondo cui il riscaldamento è in calo perché più calore viene assorbito dagli oceani, che si sono riscaldati [Perché solo ora? Perché il caldo, che per natura tende verso l’alto, se ne resta in basso per 15-17 anni? Perché solo a certe profondità? Perché l’oceano antartico continua a raffreddarsi? Perché il calore “rapito” dovrebbe rispuntar fuori in futuro?]

http://www.dailymail.co.uk/news/article-2425775/Climate-scientists-told-cover-fact-Earths-temperature-risen-15-years.html

Ognuno è libero di sparare le fesserie che crede, ma se lo fa argomentando o, peggio, vaneggiando di meteorologia, glaciologia e climatologia e sventola al contempo il suo dottorato (pure in corso d’opera), i suoi vaneggiamenti diventano una carta d’identità. Prevedere lo scioglimento completo del ghiaccio marino artico a marzo e ritrovarsi con un 60% in più dell’anno prima in settembre non mi sembra dia grosse garanzie di affidabilità, né tecnica, né deontologica. In pratica si dichiara apertamente di non sapere di cosa si parla nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore invece lo si sa, e, straparlando, si prende apertamente per i fondelli chi legge. E le anime belle del Sierra club si spellano le mani a furia di applausi, smettendo solo ogni tanto per stracciarsi le vesti per il disastro che ci attende. Questi sono gli scienziati del clima del futuro. Questo, infine, è il livello di conoscenza scientifica dell’argomento di quanti, secondo chi da le patenti di climatologo, sarebbero titolati a parlare. Auguri.

Guido Guidi sull’assurda previsione che l’artico sarebbe restato privo di ghiaccio nel 2013

http://www.climatemonitor.it/?p=33699

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POLLINO ALLA RIBALTA – Abbiamo già avuto modo d’evidenziare la notizia del nevaio ad inizio settembre, che ha certamente destato non poco scalpore, dato che stiamo parlando del cuore dell’Appennino Meridionale, fra la Lucania e la Calabria: questo residuo di neve continua ancora a resistere nonostante vada avanti l’inevitabile fusione. Le due nuove immagini che seguono mostrano quella che era la situazione di qualche giorno fa, per l’esattezza il 14 settembre 2013. Il nevaio sembra avere ancora una buona riserva per rimanere vivo a lungo, anche se molto dipenderà dalle condizioni meteorologiche dei prossimi giorni e settimane. Al momento è ancora troppo prematuro stabilire se il nevaio riuscirà addirittura a resistere fino a quelle che saranno le prime nevicate stagionali, attese nella seconda parte dell’autunno.

EVENTO STORICO – Mai era accaduto in tempi recenti che questo nevaio, monitorato da diversi anni, superasse praticamente indenne tutta la stagione estiva: a contribuire a questo straordinario evento sono state certamente le nevicate molto abbondanti in quota nel periodo fra gli scorsi inverno e primavera, tanto da accumulare un ingentissimo quantitativo di neve all’interno di questa dolina posta sul versante sud del massiccio montuoso a 2200 metri di quota: il tutto si trova incastonato su un terreno dalla particolare conformazione topografica favorevole al mantenimento del nevaio, nonostante l’esposizione a sud. All’inizio dell’estate infatti il nevaio aveva addirittura ben 10 metri di spessore, che gli hanno consentito di resistere per tutta la stagione estiva senza fondersi del tutto. Attualmente lo spessore del nevaio è di circa 1 metro o poco meno.

http://www.meteogiornale.it/notizia/29244-1-nevaio-record-pollino-nuove-spettacolari-immagini

image63ghiaccio antartico in stabile espansione

 (in contrasto con modelli serristi)

13-southerntemperature oceano antartico: in verde le previsioni dei modelli serristi. In rosso la realtà

 29195_1_1http://www.meteogiornale.it/notizia/29195-1-piccola-crisi-global-warming-in-diminuzione

Meteorologi di tutto il mondo prevedono un altro inverno molto freddo in Europa, sarebbe il 6° di fila!

http://www.meteoweb.eu/2013/09/meteorologi-di-tutto-il-mondo-prevedono-un-altro-inverno-molto-freddo-in-europa-sarebbe-il-6-di-fila/226256/ 

Clima: il global warming è molto più lento del previsto, calcoli dell’IPCC completamente sballati

http://www.meteoweb.eu/2013/09/clima-il-global-warming-e-molto-piu-lento-del-previsto-calcoli-dellipcc-completamente-sballati/227032/

Vanno a studiare gli effetti del global warming, rimangono bloccati per gelo e ghiaccio da record!

http://www.meteoweb.eu/2013/09/vanno-a-studiare-gli-effetti-del-global-warming-rimangono-bloccati-per-gelo-e-ghiaccio-da-record/225288/

icecover_current_newChi vi dice che l’exploit dell’artico di quest’anno è di importanza relativa è un fesso o cerca di ingannarvi: ha battuto tutti gli anni dal 2006 in poi, non solo il miserrimo 2012

“Ultimamente si è molto sentito parlare di estremi termici, e di raffreddamento globale. I dati delle temperature globali, come HadCrut 4, mostrano che il riscaldamento è svanito di colpo.

Analizzando i dati dell’ultima decade, una cosa è chiara: le temperature globali hanno mostrato numerosi segnali di raffreddamento più che riscaldamento.

Ne stiamo già percependo gli effetti. I dati HadCrut mostrano che il raffreddamento sta guadagnando terreno, mentre il riscaldamento è ormai iscritto nei libri di storia, deceduto ormai circa 15 anni fa.

Ci sono moltissimi segni che il pianeta si sta raffreddando:

- L’Artico ha guadagnato terreno: 60% in più di estensione dei ghiacciai, il valore più alto dal 2006;

- L’Europa Centrale ha vissuto ben cinque inverni più freddi rispetto alla norma, un record, e le previsioni per l’inverno alle porte lo qualificano già come il sesto di fila;

-  I dati dell’Express britannico riportano che la Terra si sta raffreddando e lo rimarca il Daily Mail, in un articolo dettagliato ed avvalorato da fonti autorevoli;

- Il Telegraph britannico ha riportato recentemente un trend di raffreddamento, citando lo scienziato climatico prof. Anastasios Tsonis della University of Wisconsin: “Stiamo già vivendo un trend freddo, che credo continuerà almeno per i prossimi 15 anni. Non c’è dubbio che il riscaldamento degli anni ’80 e ’90 si sia fermato.”

- Infine, i dati CET (Central England Temperature) del Met Office britannico: Le temperature annuali complessive mostrano una diminuzione di quasi un grado Celsius negli ultimi 13 anni.”

http://www.meteoweb.eu/2013/09/cambiamenti-climatici-gli-ultimi-dati-sono-inequivocabili-il-pianeta-si-sta-raffreddando/226261/

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Luca Mercalli (LM) contro un glacialista (Attività Solare – AS)

Domanda: E’ vero che il clima italiano si sta tropicalizzando?

Risposta L.M.: “Tropicalizzare è un termine poco adatto, fa schiamazzo mediatico ma non è adeguato scientificamente. Il clima terreste si sta riscaldando, moderatamente ai tropici, molto velocemente soprattutto sul Mar Glaciale Artico. Questo comporta che in media tutte le stagioni diventano ovunque
più calde (in Italia il CNR-ISAC di Bologna ha valutato in circa 1,5 C l’aumento termico nel corso degli ultimi due secoli), e che le ondate di calore anomale si fanno più frequenti e prolungate (come nel caso eccezionale del 2003). I ghiacciai alpini, che arretrano in modo accelerato negli ultimi trent’anni e le acque del Mediterraneo che si riscaldano ospitando specie ittiche aliene, sono due indicatori italici di una tendenza globale. Tuttavia esistono fluttuazioni locali, il fenomeno non si giudica su una sola stagione un po’ più fresca o più calda del solito o in un solo luogo, ma va osservato sul lungo periodo e a livello planetario. Non per niente si chiama ‘riscaldamento globale’!”.

Risposta A.S.: “Assolutamente no. Il mar Mediterraneo è un mare chiuso, con un limitatissimo scambio di acqua con gli oceani. Il risultato è una nota tendenza al riscaldamento all’aumento della salinità. L’eccessivo sfruttamento dovuto alla pesca perpetrato sia dalle nazioni che vi si affacciano, ma anche da altre nazioni europee e di varie parti del mondo, ha portato ad una riduzione del pesce autoctono favorendo l’arrivo e la proliferazione di pesce e molluschi che prima non trovavano il loro spazio vitale (vedi meduse). L’Italia è comunque una nazione per 3/4 immersa in questo mare, pertanto risente fortemente degli influssi “caldi” che vi si generano. Il clima terrestre si sta raffreddando già dal 1998 e in futuro diventerà inevitabilmente sempre più freddo. Ovunque, anche in Italia. Di esempi ne abbiamo tanti… come il Polo Nord, nel quale quest’anno c’è stata una chiara inversione di tendenza con un recupero dei ghiacci marini da record. Oppure il Sud America, dove ci sono state abbondanti nevicate. Oppure ancora gli stati del Sud degli USA, dove vi è una TOTALE assenza di Uragani… fatto dovuto alla limitata quantità di calore disponibile nel Golfo del Messico“.

Domanda: Quali riflessi ha sulla natura e su di noi?

Risposta L.M.: “La temperatura terrestre è attualmente la più calda che si conosca da circa 5000 anni, dato ottenuto dalla ricostruzione dei paleoclimi attraverso resti fossili e dati geochimici e glaciologici. Secondo gli scenari dei modelli matematici di simulazione dell’atmosfera, verso la fine di questo secolo si attende un ulteriore aumento tra 3 e 5 gradi, a seconda dei provvedimenti più o meno efficaci che la società globale vorrà assumersi. Quindi le conseguenze saranno comunque importanti, sia per l’ecosistema (migrazione/estinzione di specie vegetali e animali, maggior rischio di incendi forestali), sia per l’uomo (influenza sulla produzione alimentare, sulla salute per diffusione di malattie da insetti vettori da clima caldo, stress termico su popolazione anziana, danni da fenomeni estremi come tornado, uragani e piogge alluvionali, aumento del livello dei mari per la fusione dei ghiacci e pericolo per le città costiere)”.

Risposta A.S.: “La temperatura del pianeta segue un andamento ciclico ben preciso… dettato in primo luogo dall’attività solare e in secondo luogo dalla geometria dell’orbita terrestre intorno al Sole. Attualmente il trend è discendente. Dal 1998 al 2006 circa la temperatura si è mantenuta più o meno costante. Poi è iniziata la discesa. Prima lenta… poi via via più veloce. Rispetto al 1888 la temperatura risulta di 1°C circa più alto, ma rispetto al 1998 siamo scesi di 0.2°C circa… per lo più negli ultimi 3 anni. Gli studi paleoclimatici dimostrano che la temperatura media del pianeta non è mai salita oltre un “record” precedente. Da alcuni milioni di anni fa in poi, quando la temperatura media era superiore ai 30°C, la temperatura è scesa. E lo fa con cicli ben preci. Quelli caldi durano mediamente 12500 anni circa, quelli freddi circa 120.000. Tra un ciclo e l’altro c’è un periodo di transizione durante i quali le temperature oscillano violentemente e durante i quali si verificano anche molte delle estinzioni di massa. Tali periodi durano comunque 10.000 anni.
Le variazioni di temperatura media comportano comunque ripercussioni importanti sulla società umana.

Una diminuzione della temperatura comporta un aumento del consumo di energia, sia elettrica che termica (Petrolio e gas naturale). Ma anche e soprattutto una forte riduzione della capacità produttiva agricola. Gli ultimi 2 anni sono stati segnati da evidenti problemi al comparto agricolo…. prima per le abbondanti nevicate (2012) e poi per la ridotta durata della stagione “calda” (2013) che ha ritardato numerosi raccolti e impedito la maturazione di altri“.

Domanda: E’ vero che c’è un tappo di C02 che non permette il passaggio dell’aria e a cosa sarebbe dovuto?

Risposta L.M.: “Non si tratta di passaggio di aria né di tappi! L’anidride carbonica (CO2) è un gas presente in atmosfera in piccola quantità che ha tuttavia la caratteristica di assorbire e trattenere una parte del calore terrestre ricevuto da sole. E’ dunque un regolatore della temperatura del pianeta, più che un tappo immaginiamola come una invisibile coperta chimica. Se ce n’è poca fa freddo e subentrano le glaciazioni, se ce n’è molta fa via via più caldo. Due secoli fa, all’inizio della rivoluzione industriale, avevamo in atmosfera 280 parti per milione di CO2, oggi, per via della combustione di carbone, petrolio e gas, siamo a 400 ppm, il valore più elevato da ben 3 milioni di anni. In quelle condizioni remote tanto simili a oggi le analisi sedimentologiche ci rivelano che la Terra era più calda di almeno 3 gradi e il livello oceanico di almeno 20 metri più elevato, a causa della parziale fusione delle calotte glaciali polari. Ma allora Homo sapiens non c’era ancora, quindi andiamo incontro a condizioni del tutto inedite per la nostra specie!”.

Risposta A.S.: “Nessun tappo. La CO2 è uno dei gas serra presenti in atmosfera e rappresenta lo 0.05% di essi (1% dell’atmosfera). La capacità di produrre l’effetto serra non è mai stato scientificamente dimostrato. Tuttavia, il 99% dei gas serra è costituito dal Vapore Acqueo, che ha un potere di effetto serra molto maggiore rispetto a quello attribuito alla CO2. E bisogna sottolineare il fatto che di quello 0.05%, solo una piccola parte è di origine antropogenica. Purtroppo però il mondo è dominato dal Dio Denaro… e non potendo tassare il Vapore Acqueo, è stato “deciso” di tassare la CO2 e far credere che l’essere umano è talmente bravo e potente da modificare con poche molecole per tonnellata d’aria, la temperatura di un intero pianeta. Ovviamente non è così. Dietro la pagliacciata del Riscaldamento Globale Antropogenico c’è solo un grandissimo business… che sta provocando una riduzione della CULTURA e delle CAPACITÀ INTELLETTUALI allucinante.

Ad ogni modo, la scienza ha dimostrato ampiamente che l’andamento della percentuale di CO2 presente in atmosfera SEGUE, con un certo ritardo, quello della Temperatura media del pianeta. Questo meccanismo è regolato in modo preciso dalla temperatura degli oceani. Temperatura che sta diminuendo (questa però va vista alle diverse profondità, avendo il calore la tendenza a salire verso la superficie)”.

Domanda: Nel 2014 si prevede una glaciazione: cosa significa?

Risposta L.M.: “Nel 2014 non ci sono evidenze scientifiche di alcuna glaciazione, anzi, il trend di riscaldamento, sia pure con fluttuazioni interannuali, è destinato a continuare e a intensificarsi nei decenni futuri. La teoria della glaciazione imminente a causa di una presunta diminuzione dell’attività solare, è stata avanzata da un astrofisico russo ma non è stata riconosciuta dalle migliaia di scienziati che si occupano della ricostruzione del clima passato e della simulazione di quello futuro. Le fluttuazioni dell’attività solare ormai pesano poco rispetto al preponderante contributo dell’aumento della concentrazione di CO2. Sono tuttavia notizie che piacciono, perché ‘rassicurano’ un po’ come quando tra due medici che affermano l’uno che il fumo fa venire il cancro, l’altro che vi mantiene giovani e gagliardi, ovviamente la maggioranza è incline a credere al secondo e a etichettare il primo come Cassandra. Ma se si vogliono risolvere i problemi è bene invece non crearsi falsi alibi, e affrontarli una volta per tutte. Gli studi sul riscaldamento globale vanno ormai avanti da oltre un secolo e sono stati ampiamente confermati dai fatti, quindi basta perdere tempo, è ora di agire”.

Risposta A.S.: “Se sarà o meno una Glaciazione o una Piccola Era Glaciale, solo i posteri potranno dirlo. La tendenza è certamente al raffreddamento… Un raffreddamento iniziato dal 1998 circa e che continuerà sicuramente per alcuni decenni. Molto dipenderà dal ciclo solare 25. Se riuscirà ad essere FORTE (simile ai cicli 19, 21, 22 o 23), allora le temperature ricominceranno a salire tra una decina di anni circa. Se sarà debole come l’attuale 24, la tendenza sarà ad un lento raffreddamento per almeno altri 22-25 anni. Se il ciclo solare 25 dovesse risultare (come si evince da alcuni modelli matematici) ancora più debole rispetto all’attuale 24, allora bisognerà attendere 3 o 4 decenni almeno per sapere quale sarà l’andamento della temperatura. Ad ogni modo, nel 2014 si inizieranno a percepire gli effetti sul clima causati dal debole ciclo 24. Effetti che stiamo già iniziando ad intravedere“.
https://www.facebook.com/pages/Attivit%C3%A0-solare-Solar-Activity-/100364603439625?fref=ts

N.B. è più probabile che il ciclo 25 sarà insignificante, come hanno previsto gli stessi astrofisici che avevano previsto un ciclo 24 decisamente molto sotto tono. E allora ciao ciao Gore e ciao ciao Mercalli. Credibiltà azzerata.

Verso la glaciazione di Landscheidt

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le tre scimmiette serriste

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Theodor Landscheidt: uno che aveva la vista lunga e gridava “il re è nudo” quando era il momento di farlo

http://www.landscheidt.info/?q=node/302

Questa stagione calda mi ha impartito un’importante lezione e mi ha reso più temperato nei miei giudizi e previsioni

Confessioni di uno che credeva alla versione ufficiale del cambiamento climatico, al crepuscolo dell’estate, dopo che i ghiacci artici hanno imprevedibilmente tenuto botta

http://neven1.typepad.com/blog/

La buona notizia è che a detta dei climatologi il riscaldamento del nostro pianeta sembra che si sia fermato.

Giovanni Sartori, Corriere della Sera, 15 agosto 2013

Non solo, dal 2001 siamo entrati in una fase di leggerissimo raffreddamento globale

http://www.woodfortrees.org/plot/hadcrut4gl/from:1987/to:2014/plot/hadcrut4gl/from:2002/to:2014/trend/plot/hadcrut3gl/from:1987/to:2014/plot/hadcrut3gl/from:2002/to:2014/trend/plot/rss/from:1987/to:2013/plot/rss/from:2002/to:2013/trend/plot/hadsst2gl/from:1987/to:2014/plot/hadsst2gl/from:2002/to:2014/trend/plot/hadcrut4gl/from:1987/to:2002/trend/plot/hadcrut3gl/from:1987/to:2002/trend/plot/hadsst2gl/from:1987/to:2002/trend/plot/rss/from:1987/to:2002/trend

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Nei prossimi anni diventerà chiaro che l’aumento della concentrazione di anidride carbonica e dei gas serra è l’effetto del cambiamento climatico, non la sua causa e che non appena il pur gracile massimo solare di questo ciclo sarà superato (questione di pochi mesi), le temperature declineranno inesorabilmente.

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I precedenti sono il Minimo di Maunder (1645-1700)  e il Minimo di Dalton (1790-1830), ma qui la faccenda sembra profilarsi come più estrema e potrebbe ricalcare l’evento glaciale di 8200 anni fa:

1) Dobbiamo sviluppare e incoraggiare l’agricoltura a latitudini più basse, in Africa come in Sud America. Queste sono le aree dove sarà più caldo e umido nella fase fredda (come minimo diversi decenni);

2) Occorre dire agli agricoltori che vivono alle latitudini più elevate (> 40 – da Napoli in su) e che hanno già subito i primi impatti del raffreddamento globale e/o della siccità che le cose andranno di male in peggio nei prossimi decenni. Quel che si coltiva in Scandinavia sarà quel che potrà crescere nell’area alpina;

3) Servono migliori difese contro l’eccesso di precipitazioni a latitudini più basse;

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Il riscaldamento tra 1850 e 2000 (post-Minimo di Dalton) è insignificante se raffrontato ai cicli degli ultimi 10-20mila anni – dal 2005 in poi il Sole è tornato ciclicamente a sonnecchiare e dalla fine di quest’anno non avrà più sussulti – sta entrando in ibernazione:

“Tale grande asimmetria tra gli emisferi, potrebbe essere un segno di grandi cambiamenti in un prossimo futuro, dice Steven Tobias, un matematico presso l’Università di Leeds, nel Regno Unito, Secondo i suoi modelli, una situazione del genere precede una lunga e prolungata fase tranquilla, “UN GRANDE MINIMO SOLARE”.

http://umbertogaetani.blogspot.it/2013/06/sole-perche-il-ciclo-24-risulta-del-50.html

Avremo: irraggiamento solare più debole – vento solare più debole – aumento dei raggi cosmici – aumento dell’attività vulcanica – raffreddamento degli oceani – più Ninas e meno Ninos

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Linea viola sono le temperature effettivamente registrate. Linea rossa, blu e verde sono le temperature previste dai serristi se avessimo continuato con l’attuale tasso di emissione di CO2 (come è effettivamente avvenuto); linea arancione le temperature previste se avessimo tagliato la CO2 come chiedevano loro (accordi falliti, le emissioni sono stabilmente aumentate). Come si vede il pallino blu si trova sotto il pallino giallo [in realtà è ancora più in basso – a luglio le temperature medie globali sono diminuite ulteriormente e l’Artico si sta ricongelando con due settimane d’anticipo – v. sotto]. Il pianeta è più freddo di quello che sarebbe stato il loro mondo ideale anti-CO2 che non si è mai manifestato. Ergo: l’AGW è la più grande truffa/abbaglio della storia della “scienza”.

Come diceva Santayana, “il fanatismo consiste nel raddoppiare i tuoi sforzi quando hai dimenticato lo scopo ultimo del tuo impegno“. Ed è questa la perfetta definizione per i serristi: l’ultimo rapporto dell’IPCC (2013-2014) dà la colpa all’uomo per il 95%. Era al 50% nel 1995, 66% nel 2001, 90% nel 2007. Stessa cosa per gli oceani: anche se il loro innalzamento si è ridotto di anno in anno, almeno a partire dal 2008, l’IPCC ora prevede un innalzamento ancora più marcato – tra 29 e 82cm invece di 18-59 cm – entro la fine del secolo, Cifre sparate a caso, per fare sensazione e allarme, e che delegittimano progressivamente un’agenzia che dovrebbe essere oggetto di condanna universale per la sua totale mancanza di rigore scientifico.
Più la realtà confuta i modelli matematici, più ci si accanisce a difendere premesse evidentemente errate, come farebbero gli adepti di un culto
http://www.gmanetwork.com/news/story/322398/scitech/science/experts-surer-of-manmade-global-warming-but-local-predictions-elusive

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Qualsiasi ragionevole analisi scientifica deve concludere che le premesse teoretiche [di AGW – riscaldamento globale causato dall’uomo] sono errate

Leonard Weinstein, scienziato della NASA (Langley Research Center)

Ci sono divergenze di opinione circa la cause del cambiamento climatico. Assistiamo alle fluttuazioni, in genere paragonabili agli eventi del passato, ma non abbiamo idea del perché esse avvengano. Se pensiamo, nell’arco di un secolo, alla variazione di mezzo grado centigrado di temperatura è difficile sostenere che un simile fenomeno abbia bisogno forzatamente di una causa. Un grattacielo di 100 piani trema con il vento e si sposta anche di mezzo metro. Questo ci turba, ma se l’edificio non oscillasse cadrebbe. I sistemi stabili hanno bisogno di queste oscillazioni.

Richard S. Lindzen, Program in Atmospheres, Oceans and Climate, MIT

Il panico del riscaldamento globale è del tutto ingiustificato…non vi è alcuna seria minaccia per il clima. Siamo ipoteticamente più minacciati dal freddo che dal riscaldamento globale.

Yuri Izrael, vice presidente russo del IPCC fino al 2008

Il riscaldamento globale, come pensiamo di doverlo intendere, non esiste. E non sono l’unico a cercare di far aprire gli occhi alla gente e consentirle di vedere la verità.

Tim Ball, primo dottorato canadese in climatologia ed ex professore di climatologia alla università di Winnipeg

Si prega di mantenere la calma: la Terra guarisce se stessa – Non possiamo controllare il clima… la Terra non si preoccupa dei governi e delle loro leggi. Non è possibile trovare del riscaldamento globale nelle odierne osservazioni meteorologiche. Il cambiamento climatico riguarda le ere geologiche, qualcosa che la terra fa per consuetudine, per conto suo, senza chiedere il permesso a nessuno e senza dover render conto a nessuno

Robert B. Laughlin, Stanford, Nobel per la fisica, 1998

L’energia generata dall’umanità è così piccola rispetto al bilancio energetico complessivo del pianeta che, semplicemente, non può influenzare il clima…i cicli durano milioni di anni e noi abbiamo cominciato a studiarli solo di recente. Noi siamo figli del Sole, è solo che non abbiamo sufficienti dati per trarre le conclusioni corrette

Anatoly Levitin, Accademia delle Scienze russa

Il carattere disfunzionale delle scienze climatiche è a dir poco scandaloso. La scienza è troppo importante per la nostra società per essere sottoposta a questo tipo di abusi. L’establishment del riscaldamento globale antropogenico (AGW) ha attivamente soppresso risultati di ricerche che non rispettavano il dogma dell’IPCC [L’Intergovernmental Panel on Climate Change – Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico]

Hans Jelbring, paleogeofisico all’Università di Stoccolma

Sosteniamo che non vi è alcun motivo di preoccuparsi del cambiamento climatico antropica, perché non vi è alcuna prova che una tale cosa si stia verificando

Antonis Christofides e Nikos Mamassis, geoscienziati all’Università di Atene

L’intera idea del riscaldamento globale causato dall’uomo è completamente priva di fondamento scientifico. È una truffa.

Hilton Ratcliffe, astrofisico sudafricano

Theodor Landscheidt (1927 – 2004) è stato il climatologo che ha saputo predire meglio di chiunque altro quel che sarebbe accaduto tra il 2001 e il 2012. Concordo con chi vuole battezzare la prossima glaciazione con il suo nome, a tributo della sua lucidità e lungimiranza.

screenhunter_26-aug-21-18-56Nel frattempo:

- Estate più fredda da record al Polo Nord (DATI DMI)
– Massima estensione di ghiaccio artico nel mese di agosto dal 2006 (DATI DMI)
– Massimo rilevamento assoluto di ghiaccio antartico nel mese di agosto (DATI NSIDC)
– Nessun riscaldamento globale da 17 anni (a seconda del set di dati)
– Quattro dei cinque inverni più nevosi dell’emisfero settentrionale si sono verificati dal 2008 in poi (DATI RUTGERS NEVE LAB)
https://www.facebook.com/pages/Attivit%C3%A0-solare-Solar-Activity-/100364603439625?fref=ts

Inverno scorso straordinario e in completa controtendenza rispetto a previsioni serristi, sotto ogni aspetto:

http://icecap.us/images/uploads/ET_story_May_2013_No_sign_of_global_warming_this_past_winter_%283%29.pdf

estensione delle nevi nell’emisfero nord

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Temperature sotto zero con largo anticipo nell’Artico

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Il tutto corrobora l’ipotesi che le glaciazioni siano innescate da un significativo indebolimento / spegnimento delle dinamiche di “pompaggio” globali (correnti oceaniche ed atmosferiche che non fanno più il loro dovere). Ne risulta un raffreddamento rapido e drammatico ai poli a causa del mancato afflusso di calore dai tropici, mentre ai tropici il calore in eccesso provoca un sovraccarico atmosferico di copertura nuvolosa che riflette la luce solare verso lo spazio e quindi raffredda gli oceani e il pianeta.

Le transizioni sono rapidissime: I dati indicano che, di norma, il cambiamento climatico più a lungo termine si verifica per balzi improvvisi, piuttosto che per cambiamenti incrementali.

http://www.esd.ornl.gov/projects/qen/transit.html

L’attuale ciclo solare è sempre più deludente, perfettamente in linea con previsioni di cicli 25 e 26 flebilissimi o “comatosi”.

Il che significa – come credo sarà dimostrato dagli eventi futuri – che, tenuto conto dell’inerzia termica (cf. oceani), dopo un inverno 2013-2014 preoccupante e un inverno 2014-2015 ancora più ringhioso, si arriverà alla coppia inverno 2016-2017 e 2017-2018 che sarà devastante per tutto il Nord Europa, con inverni che si aggraveranno in maniera marcatissima fino almeno al 2030 e milioni di profughi climatici.

Poi tutto dipenderà dal Sole e da altre variabili.

Quello che stiamo esperendo in questo momento è la fase iniziale del periodo di raffreddamento globale che ha avuto inizio a ottobre del 2005, si è consolidato nel 2012 e accelererà notevolmente nei prossimi anni, specialmente tra il 2017 e il 2030 o giù di lì. Per il momento, tra il 2001 e il 2012, abbiamo perso un decimo di grado nella media delle temperature globali [ossia il mondo è rimasto molto caldo, per gli standard che ci erano familiari].

In precedenza, la fine dei periodi interglaciali aveva visto una caduta delle temperature di 4-8 gradi C nel giro di 50-150 anni e un susseguente, graduale declino, dovuto probabilmente all’effetto albedo.

Chi vive in montagna dovrà spostarsi a valle o prendere esempio dai groenlandesi.

Canada, Russia e Nord Europa dovranno essere abbandonati. Il Nord Africa diventerà molto ospitale.

Sarà interessante vedere come saranno accolti i barconi che partiranno dall’Europa per approdare sulle coste africane

Se c’è una cosa terribile per l’umanità è una glaciazione. Il riscaldamento globale è una benedizione per la flora, la glaciazione è mortale per la vita.
Ci troviamo nella bizzarra situazione di tifare perché i ghiacci si espandano, in modo da dimostrare che i serristi sono cognitivamente substandard e scientificamente analfabeti (a livello di fisica elementare e di geologia) e che AGW è stata la più gigantesca truffa della storia moderna. Ma il nostro successo significherà la morte per decine/centinaia di migliaia di persone. Non è tragico e assurdo?

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“Dal 1998 circa il trend si è invertito, facendo segnare in questi ultimi 15 anni un calo di circa 0,1°C”.
http://www.meteogiornale.it/notizia/27938-1-lieve-calo-del-global-warming-a-maggio

2006: NASA informa che il ciclo solare 24 sarà un po’ più robusto del precedente, mentre il 25 sarà debolissimo.

Poiché ora sappiamo che già il 24 è stato ed è davvero gracile…

http://science1.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2006/10may_longrange/

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SPACE AND SCIENZE RESEARCH CORPORATION

Status Global Climate Report 2013

Il GCSR (Global Climate Status Report) per l’anno 2013 fornisce una valutazione dello stato del clima e di previsione per il futuro della Terra. È destinata ai politici che decideranno il prossimo futuro, uomini d’affari, educatori e al pubblico che ha bisogno di una breve panoramica sul clima della Terra, per comprenderne rapidamente gli aspetti più importanti del cambiamento climatico in corso.

Data di pubblicazione: 18 febbraio 2013.

Paragrafo 1. La valutazione generale.

A) Metodologia:

Per sviluppare il GCSR, il SSRC (Space and Scienze Research Corporation), utilizza una serie standardizzata di monitoraggio dei parametri di misurazione del clima, ottenuti dai dati forniti da più agenzie scientifiche governative internazionali degli Stati Uniti e dalla gran parte dei dati, prodotta da satelliti in orbita, che dalla metà degli anni 70 hanno fornito misurazioni estremamente accurate, delle caratteristiche della climatologia, basati su dati critici usati per la valutazione del clima sulla Terra. Da questi dati ed analisi dei trend, viene eseguita con dati di riepilogo, grafici, diagrammi e report, che vengono poi sviluppati dalla SSRC, con l’assistenza di propri ricercatori di supporto.

Il GCSR affronta cinque grandi categorie del clima:

(1)       Temperature atmosferiche globali.

(2)       Le temperature oceaniche globali.

(3)       Le temperature polari, glaciali e il punto di ghiaccio marino.

(4)       Livello dei mari e velocità del cambiamento.

(5)       Stato di attività solare.

Sintesi.

La Terra ha terminato l’era del riscaldamento globale, causato principalmente dal Sole, ed è entrata in un processo di rapida transizione, verso un nuovo periodo dal clima freddo. Questo prossimo cambiamento climatico, potrebbe durare per almeno i prossimi 40 anni. L’estensione e la profondità del freddo prodotto in questa nuova era climatica è stimata essere la peggiore da oltre 200 anni a questa parte. Come tale, sarà probabilmente un periodo storico ed altamente distruttivo a livello globale, sia in termini di danni alle colture, sia in termini di sofferenza umana.

Sulla base dei precedenti periodi del clima freddo di questo tipo, il risultato più probabile per questo prossimo cambiamento climatico, saranno sconvolgimenti sociali, politici ed economici in tutto il mondo, con sostanziale perdita di vite umane.

“L’ibernazione solare o punto di minimo più basso” delle macchie solari è prevista per il 2031. Ciò corrisponde all’anno nel quale si prevede che la temperatura, sia la più bassa durante questo periodo freddo.

Il clima sulla Terra è attualmente in un periodo di inversione dinamica tra passato (iniziato circa 200 anni fa, con tendenza al riscaldamento globale, che ha avuto inizio nel 1840) ed il nuovo trend del clima freddo. In questo periodo di transizione, si prevede avvengano significativi cambiamenti anche repentini tra caldo e freddo!

Quando il clima freddo avrà preso il sopravvento nella maggior parte delle regioni, si preannuncerà un rapido calo delle temperature globali. Questo avverrà nei prossimi 10/15 anni, con apice del freddo tra il 2020 ed il 2030.

Oltre agli effetti negativi causati dalle temperature globali, molto al di sotto delle attuali, questa quiescenza solare sarà importante, perché coinciderà con alcune delle eruzioni vulcaniche più catastrofiche ed i maggiori terremoti distruttivi mai registrati. Le eruzioni vulcaniche possono far notevolmente diminuire le temperature globali, molto più rapidamente di quanto si pensi, andando ad accentuare la già consistente riduzione della produzione di energia solare.
Non si prevede una prossima fase di riscaldamento almeno fino al 2045, con successivo inizio del riscaldamento globale stimato nel corso degli anni 2070-2090. Tuttavia, sarà un riscaldamento moderato, rispetto all’apice del riscaldamento del recente passato durante tutto l’intervallo compreso tra il 1990 e il 2010.

La lunga storia geologica del pianeta Terra, tornando indietro di milioni di anni, ci dimostra come esso sia normalmente un pianeta dal clima freddo, dove lo spessore del ghiaccio glaciale ha uno strato superiore al km e che ricopre gran parte dell’emisfero nord, con le regioni del sud emisfero temperate per decine di migliaia di anni.

Tra le ben note lunghe glaciazioni, della durata di circa 120.000 anni, il clima sperimenta di solito periodi più caldi, della durata di poche migliaia di anni. Ora si prevede, per i prossimi 100/1000 anni, che la Terra continuerà la discesa della temperatura già avviata, portandosi fuori dall’attuale periodo interglaciale di 11.000 anni, dove il vecchio Olocene, periodo caldo, verrà sostituito con l’inizio di una prossima era glaciale.

L’analisi dei dati raccolti dal carotaggio dell’Antartide e della Groenlandia hanno dimostrato che l’arrivo della prossima era glaciale, può avvenire molto velocemente, sostituendo il periodo dell’Olocene caldo interglaciale. L’arrivo di questa glaciazione potrebbe arrivare entro un solo secolo. Questo perché sono stati trovati notevoli differenze di temperatura globale nell’arco di pochi decenni.

Inoltre da studi approfonditi, i naturali cambiamenti climatici, quando si verificano, possono avvenire molto rapidamente.

http://www.spaceandscience.net/

traduzione a cura di Enzo:

https://www.facebook.com/pages/Attivit%C3%A0-solare-Solar-Activity-/100364603439625

Le opinioni di critici e di sostenitori di questa scuola di pensiero (dibattito svoltosi a partire dal 2008)
Qui (in inglese)
Qui (in italiano)
citato qui (2011)
http://www.meteogiornale.it/notizia/20851-1-dal-riscaldamento-globale-ad-ipotesi-di-glaciazione
articolo scientifico (inglese) conferma nel 2011 e i successivi due inverni sono andati esattamente come avevano previsto gli autori dell’articolo:
http://phys.org/news/2011-07-ten-chance-colder-uk-winters.html

https://twitter.com/stefanofait

Il rapporto del Pentagono – l’umanità è in grado di gestire una glaciazione

421_3

Record di emissioni di C02 – eppure anche i climatologi “serristi” devono ammettere che c’è una pausa nel riscaldamento globale

http://m.theaustralian.com.au/news/features/twenty-year-hiatus-in-rising-temperatures-has-climate-scientists-puzzled/story-e6frg6z6-1226609140980

Gli esperti del servizio meteorologico nazionale britannico prevedono che il grande gelo che attanaglia il Regno Unito potrebbe durare fin quasi alla fine di aprile. Le temperature difficilmente recupereranno le medie del periodo prima della seconda metà del mese.
http://www.guardian.co.uk/uk/2013/mar/27/uk-freeze-april-forecasters

Ho illustrato gli indicatori di un’incombente glaciazione

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/01/31/fuochino-fuoco-ghiaccio-cause-e-conseguenze-di-una-glaciazione/

Ma quali sarebbero le sue più probabili conseguenze? Ce lo spiega un rapporto – “An Abrupt Climate Change Scenario and Its Implications for United States National Security” – curato da Peter Schwartz e Doug Randall e pubblicato dal Pentagono nell’ottobre del 2003, che prende in esame l’eventualità di una glaciazione meno grave di quella del Dryas Recente (gli iceberg arrivavano in Portogallo)

http://it.wikipedia.org/wiki/Dryas_recente

e più seria della Piccola Era Glaciale

http://it.wikipedia.org/wiki/Piccola_era_glaciale

ossia un evento del tipo verificatosi 8200 anni fa, che fu preceduto da un forte riscaldamento globale e durò circa un secolo.

Il rapporto è il risultato di una serie di interviste di scienziati, di analisi e di nuovi riscontri.
In sintesi. Il riscaldamento globale causa il rallentamento della Corrente del Golfo, il rafforzamento della ventosità, climi più secchi laddove erano più umidi e vice versa, con pesanti effetti sulla produzione agricola, la stabilità sociale e la pace.

Nello scenario considerato il riscaldamento globale raggiunge il suo picco (fortissimo scioglimento dei ghiacci artici nel periodo estivo) intorno al 2010 (è successo nel 2012 e succederà nel 2013). L’effetto più grave è che la Corrente del Golfo non riesce più a portare acqua calda e salata verso l’Europa settentrionale mentre le accentuate precipitazioni nel Nord Atlantico aggiungono altra acqua fredda e dolce.

L’impatto è rapido ma si sviluppa nel corso di un decennio, tra il 2010 ed il 2020.

Le temperature precipitano di diversi gradi in Europe e leggermente meno nel Nord America e nell’Asia settentrionale. Siccità in Europa e Nord America. Tempeste di neve diventano più frequenti. Venti più forti.

Siccità prolungata in Cina ed Europa. Altre aree secche diventano umide.

Il raffreddamento dell’area del Nord Atlantico diventa sempre più intenso ed imprevedibile. La neve si accumula e quindi il fresco si prolunga anche in estate. La circolazione atmosferica ne risulta alterata. Dopo il 2015 (per noi sarebbe il 2017, tenuto conto della discrepanza tra scenario e realtà) il freddo comincia a farsi sentire nell’Europa meridionale ed in Nord America. Correnti fredde soffiano attraverso il continente europeo danneggiando l’agricoltura. La siccità ed il vento producono tempeste di sabbia/polvere.

Intorno al 2020 il clima europeo rassomiglia quello siberiano.

L’Europa sarà la più pesantemente colpita dal cambiamento climatico.

Il clima dell’Europea nord-occidentale sarà più freddo, secco e ventoso rendendola molto simile alla Siberia. L’Europa meridionale subirà un cambiamento minore ma verrà colpita da violenti e intermittenti raffreddamenti e da rapidi sbalzi di temperatura. L’Europa combatterà per arginare l’emigrazione dalle nazioni scandinave e dall’Europea settentrionale di popoli in cerca di caldo, così come l’emigrazione dai paesi duramente colpiti in Africa e altrove. Entro il 2030 circa il 10% della popolazione europea si sarà trasferito in un paese diverso da quello di residenza, per ragioni climatiche.

Gli Stati Uniti e la Cina vedranno un deterioramento della produzioni agricola.

Fuochino…fuoco…GHIACCIO! (cause e conseguenze di una glaciazione)

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a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

Web Caffè Bookique [Facebook]

IL SINDACO DI LONDRA: “il governo dovrebbe cominciare a considerare la possibilità che siamo agli inizi di una piccola era glaciale dovuta al calo di attività solare…evento che avrà grandi implicazioni per l’agricoltura, il turismo, i trasporti, la gestione del traffico aereo e l’economia nel suo complesso“.

http://www.telegraph.co.uk/comment/columnists/borisjohnson/9814618/Its-snowing-and-it-really-feels-like-the-start-of-a-mini-ice-age.html

VostokTemp0-420000 BP

evento stratosferico sta portando aria artica fino agli Stati Uniti con temperature tra i -10 e i -40 C. L’articolo lo descrive come un fenomeno sempre più frequente negli ultimi anni, legato allo scioglimento dei ghiacci artici
http://www.climatecentral.org/news/stratospheric-phenomenon-is-bringing-frigid-cold-to-us-15479

qui il relativo studio sull’accresciuta frequenza e natura del fenomeno, che precisa come si tratti dell’opposto di quel che i “tropicalisti”/”serristi” si attendevano (cf. inverni sempre più miti – invece la seconda parte dell’inverno è sempre più rigida e nevosa in Eurasia e Nord America):
http://web.mit.edu/jlcohen/www/papers/Cohenetal2009.pdf

NODC NorthAtlanticHeatContent0-700mSince1979 With37monthRunningAverage

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Record assoluto di formazione di ghiaccio nell’Artico. Quando arriverà l’estate e si scioglierà a velocità ed in quantità senza precedenti (come nel 2012) ci saranno conseguenze nefaste.

Questo scioglimento [dei ghiacci artici] fa sì che una enorme mole d’acqua fredda e dolce si riversi nel nord Atlantico, andando a disturbare il flusso della corrente del Golfo. Infatti una modifica significativa della salinità dell’acqua e della temperatura potrebbe far saltare il meccanismo della corrente raffreddandola molto prima che raggiunga le coste europee e costringendola a fare ritorno in dietro addirittura a disperderla e annullarla. In tutti e due i casi l’Europa si troverebbe alle prese con un terribile e repentino cambiamento climatico. Un ritorno dei ghiacci interesserebbe tutta la Scandinavia, l’Islanda e parte della Gran Bretagna, l’Oceano sopra il 60° parallelo si trasformerebbe in una immensa distesa si ghiaccio. In conseguenza di ciò aumenterebbe tantissimo l’albedo totale e il fronte polare si abbasserebbe notevolmente, generando un raffreddamento sensibilissimo su tutta l’Europa, Italia inclusa. E’ lecito ricordare che questa teoria, inizialmente snobbata dalla comunità scientifica, sta negli ultimi mesi acquistando sempre più seguito. Ne sono prova gli ormai innumerevoli articoli che si trovano sull’argomento sia su giornali che su internet per gli interventi preoccupati di eminenti studiosi e climatologi di fama mondiale.

http://www.sqtradiometeo.it/images/La%20corrente%20del%20golfo/La%20corrente%20del%20golfo.htm

DifferenceAnomalies HadCRUT4-UAH MSU GlobalMonthlySince1979 With37monthRunningAverage

HadCRUT4 30yearTrendAnalysis

HadCRUT4 10yearTrendAnalysis

Quello del 2012 è stato il dicembre più freddo dell’emisfero settentrionale dal dicembre del 2000

http://data.giss.nasa.gov/gistemp/tabledata_v3/NH.Ts+dSST.txt

Ecco cosa diceva riguardo all’Europa uno scenario di un rapporto commissionato dal Pentagono in cui diversi climatologi immaginavano cosa sarebbe potuto succedere in conseguenza del cambiamento climatico: sarà “la più pesantemente colpita dal cambiamento climatico, le temperature medie annuali scenderanno di 6 gradi Fahrenheit (un po’ più di 3 gradi centigradi) in meno di un decennio, con trasformazioni più drammatiche lungo la costa nord-occidentale. Il clima dell’Europea nord-occidentale sarà più freddo, secco e ventoso rendendola molto simile alla Siberia. L’Europa meridionale subirà un cambiamento minore ma verrà colpita ancora da violenti e intermittenti raffreddamenti e da rapidi sbalzi di temperatura. ridotte precipitazioni provocheranno la perdita di terreni coltivabili, il che diventerà un problema per tutta l’Europa contribuendo alla mancanza di scorte di cibo. L’Europa combatterà per arginare l’emigrazione dalle nazioni scandinave e dall’Europea settentrionale di popoli in cerca di temperature più miti, così come l’emigrazione dai paesi duramente colpiti in Africa e altrove”.

http://www.gbn.com/articles/pdfs/Abrupt%20Climate%20Change%20February%202004.pdf

http://fanuessays.blogspot.it/2011/10/le-attivita-umane-hanno-solo-accentuato.html

Questa è la ricostruzione di quel che potrebbe accadere a causa dello scioglimento troppo rapido dei ghiacci artici (in questi anni, nell’Artico, nevica sempre di più, ma la neve si scioglie sempre più in fretta):

Il ghiaccio si scioglie, inonda gli oceani del nord con acqua fresca. Ciò causa un aumento più rapido della temperatura dell’acqua in estate. La differenza di temperatura tra l’Artico e gli oceani meridionali diventa troppo ridotta. Le correnti si bloccano e improvvisamente abbiamo un rimbalzo glaciale:

http://it.wikipedia.org/wiki/The_Day_After_Tomorrow_-_L%27alba_del_giorno_dopo

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/10/25/corrente-del-golfo-ormai-incapace-di-attraversare-latlantico/

Art Bell e Whitley Streiber, gli autori del libro “The coming global superstorm”, da cui è tratto il film sopracitato, descrivono quel che dovrebbe accadere perché si possa dire che lo scenario di una glaciazione improvvisa si sta effettivamente verificando:

“Diciamo che vivete a Dallas, o Madrid, o Roma. Il primo indizio che la supertempesta sta prendendo forma potrebbe essere delle previsioni del tempo secondo cui una serie di fronti freddi si muovono verso sud dal Mar Artico, uno dopo l’altro. Questo potrebbe accadere in qualsiasi momento dell’anno.

Potrebbe capitare di sentire che luoghi più settentrionali – Toronto, Stoccolma, Pechino – sono stati colpiti da condizioni meteo estremamente dure – piovosità straordinaria in estate, bufere di neve senza precedenti in inverno. Fenomeni che si protraggono per una settimana o più, intensificandosi.

Attraverso le pianure del nord del mondo – le pianure nordamericane, le steppe dell’Asia centrale – si comincerebbero a registrare raffiche di vento che possono superare le 100 miglia all’ora (c. 160 km/h).

Luoghi come Edmonton e Semipalatinsk, poi Minneapolis e Mosca, cesserebbero di comunicare con il mondo esterno. Alaska e Siberia settentrionale sarebbero mute già da molto prima.

Dall’Europa, all’Asia, all’America, intere popolazioni cercherebbero disperatamente di spostarsi verso sud.

Poiché le stesse alterazioni che modificano le correnti del Nord Atlantico influirebbero anche sul movimento delle correnti nel sud del mondo, l’Australia e la Nuova Zelanda sarebbero anch’esse colpite. Lì, l’estate si convertirebbe in inverno, o un inverno normale diventerebbe estremamente freddo. Maremoti devasterebbero le coste meridionali del continente. Tifoni improvvisi investirebbero le Filippine, il Giappone e le isole del Pacifico.

[Se tutto ciò si verificasse], quanto più a nord ci si trova, tanto più estreme saranno le condizioni.

Giorno dopo giorno, le tempeste continueranno, diventando più complesse ed organizzate, più grandi, assumendo forme mai osservate prima.

In tutto l’emisfero settentrionale avranno luogo spostamenti massicci di popolazione. Il caos regnerà e molte, molte persone periranno a causa della supertempesta.

Quando la supertempesta si sarà esaurita, diventerà subito evidente che è stata una catastrofe di proporzioni mozzafiato.

Si salveranno solo Portogallo, Italia meridionale e il sud della Spagna. L’intero Midwest americano si troverà sotto una lastra di ghiaccio che si estende attraverso la Siberia e il nord Europa. Questo ghiaccio rifletterà una grande quantità di luce solare e calore verso lo spazio.

Se la tempesta – come pare possa essere accaduto l’ultima volta – colpirà in estate, il ghiaccio probabilmente si scioglierà.

È possibile che questo sia proprio quel che è successo l’ultima volta e, come vedremo, è stato registrato nei miti di tutto il mondo.

Se la tempesta avrà luogo in autunno o in inverno, allora il ghiaccio potrebbe teoricamente compattarsi così tanto nei mesi successivi e riflettere così tanto calore e luce che l’estate successiva semplicemente non sarà abbastanza calda da farlo sciogliere. L’inverno che seguirà sarà il più freddo della storia.

L’effetto finale e ironico del riscaldamento globale diventerebbe subito chiaro ai superstiti: l’inizio di una nuova era glaciale”.

http://www.bibliotecapleyades.net/ciencia/esp_ciencia_tsunami17a.htm

Stiamo forse già assistendo ad un’anticipazione di tutto questo?

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/12/09/la-fine-del-riscaldamento-globale-per-chi-ha-occhi-per-vedere/

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/08/25/il-rimbalzo-glaciale/

http://www.meteogiornale.it/notizia/25348-1-record-copertura-nevosa-eurasia

http://www.meteogiornale.it/notizia/26149-1-super-tempesta-portogallo-1-metro-di-neve-in-montagna

http://www.meteogiornale.it/notizia/26145-1-europa-centrale-paralizzata-da-gelo-e-neve

http://www.meteogiornale.it/notizia/26139-1-neve-in-regno-unito-e-india-caldo-record-a-sydney

http://www.guardian.co.uk/world/2013/jan/20/snow-britain-big-freeze

http://www.meteogiornale.it/notizia/26152-1-parigi-forte-nevicata

http://www.meteogiornale.it/notizia/26030-1-neve-gerusalemme-maggiore-ultimo-ventennio

http://www.meteogiornale.it/notizia/26029-1-libano-sconvolto-dal-maltempo-neve-a-ridosso-della-costa

http://www.meteogiornale.it/notizia/26017-1-neve-a-damasco-e-gerusalemme-gran-freddo-tra-india-nepal

http://www.meteogiornale.it/notizia/26000-1-maltempo-freddo-neve-da-grecia-a-giordania-australia-brucia

http://www.meteogiornale.it/notizia/25994-1-nord-india-grande-freddo-quasi-200-vittime

http://www.meteogiornale.it/notizia/25990-1-grecia-investita-da-ondata-di-gelo-neve-su-atene

http://www.meteogiornale.it/notizia/25415-1-tempesta-inaudita-candelaria-brasile-video-evento

http://www.meteogiornale.it/notizia/25275-1-nord-della-cina-paralizzata-da-improvvise-bufere-di-neve

http://www.meteogiornale.it/notizia/25893-1-neve-in-iran-gelo-intenso-in-asia-centrale-e-tra-cina-e-corea

http://www.meteogiornale.it/notizia/25882-1-cina-causa-gelo-anticipa-apertura-il-festival-del-ghiaccio-di-harbin

http://www.meteogiornale.it/notizia/25862-1-neve-negli-usa-e-in-afghanistan-gelo-record-in-groenlandia-caldo-in-brasile-e-namibia

http://www.meteogiornale.it/notizia/26186-1-gelo-intenso-dal-canada-verso-il-nord-est-stati-uniti

http://www.meteogiornale.it/notizia/26170-1-mosca-stagione-di-neve-eccezionale-arriva-il-gelo

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