Beppe Grillo, Gesù e Tolstoj – i rischi del mestiere (e della decrescita)

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I principali media trovano sconveniente il successo elettorale di Grillo.

In questa intervista con una giornalista televisiva svedese ognuno può constatare di persona i pregi:

  • buona volontà (nel senso nobile, non spregiativo);
  • buoni sentimenti (è un farmaco ambulante contro il cinismo, che è la malattia terminale della nostra civiltà);
  • volontà di cambiare nel senso della sostenibilità, della trasparenza, della giustizia sociale (es. reddito di cittadinanza), della democrazia partecipata (che lui chiama diretta, anche se sono due cose complementari ma diverse);
  • europeismo ed internazionalismo;

e i difetti di Beppe Grillo e del suo movimento:

  • pressapochismo ed informazioni errate non verificate ma che diventano dogmi (es. reddito di cittadinanza non è assente solo in Italia e Grecia);
  • decrescita: idea suicida per milioni di persone nell’Occidente e nel resto del mondo che non avrebbero alcuna speranza di arrivare a fine mese. Chi si ostina a distinguere tra recessione e decrescita non sa quello che dice, si bea di astrazioni, non ha fatto due conti della serva, ha un reddito garantito – o pensa di averlo. La vita è crescita, la decrescita è atrofia e morte. Serge Latouche (parole sue), profeta della decrescita, auspica l’avvento di una dittatura che bandisca o spinga alla bancarotta multinazionali, grande distribuzione, industrie automobilistiche, compagnie aeree, agenzie turistiche, industria alberghiera, allevamento intensivo, agricoltura intensiva, trasporti merci, gran parte delle banche, borse, industria del lusso e della moda, le agenzie pubblicitarie, presumibilmente anche l’internet. Nonostante i tappeti africani nella sua seconda casa nei Pirenei, la sua venerazione della vita paleolitica (ma non della paleodieta) e la sua ritrosia (eufemismo) nel citare letteratura scientifica e specialistica, è diventato contemporaneamente un guru di CasaPound e di una certa sinistra amante delle idee più che della realtà quotidiana. Maurizio Pallante, intellettuale di riferimento del M5S per la decrescita, desidera che tutti divengano contadini, in quanto “quella contadina è l’unica civiltà“, un classico topos della destra reazionaria e filo-nazista (es. Jean Giono) – fortunatamente per l’umanità, questi personaggi, in tanti anni di attivismo, non hanno fatto deragliare l’impegno di chi si occupa di sviluppo sostenibile;
  • partitofobia e svilimento della vocazione politica che invece è, almeno in teoria, la più alta forma di servizio alla comunità che una persona possa rendere;
  • MoVimento-centrismo: tutti gli altri non hanno ancora capito, noi siamo l’avanguardia e il resto d’Italia ci deve seguire (nota bene: siamo umani, non si finisce mai di imparare dagli altri, anche e specialmente dai propri avversari);
  • Paternalismo sfrenato nei confronti dei politici del M5S (non se la sanno cavare in TV, dicono cose sbagliate, si fanno fregare, ecc.) – forse i buoni sentimenti lo fregano? egocentrismo? (ci cascherei anch’io);
  • istrionismo;
  • messianismo;
  • tendenza a semplificare questioni complesse per renderle comprensibili, oscurandone la reale, ineludibile complicatezza, un po’ come fa Latouche (è vero che il potere si perpetua kafkianamente, però la realtà non è per nulla semplice ed è sbagliato cercare scorciatoie per rassicurare la gente);
  • puritanesimo: fare pulizia, depurare, aprire come una vetrina, fare piazza pulita (virtuosi vs. empi);

Al di là delle validissime rimostranze del movimentismo di sinistra sul fatto che due milionari sessantenni guidino un movimento anti-sistema, trovo terribile che tantissimi giovani e adulti pendano letteralmente dalle labbra di una persona (fallibile come tutti noi) che chiede di verificare le cose che dice e le decisioni che si prendono all’interno del MoVimento (salvo poi punire i dissidenti e lasciare che essi divengano il bersaglio di una caccia alle streghe che rafforza il sospetto di cultismo).

Gesù non voleva nessuna Chiesa (voleva una comunità), non voleva essere divinizzato, non voleva essere idolatrato, non voleva che si facesse un feticcio della vita terrena e alla fine è diventato un corpiciattolo insanguinato e plastificato oggetto di venerazione da parte di chi è contrario agli aborti ed al suicidio assistito.

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Ma il parallelo più confacente è con Tolstoj e il micidiale Čertkov; quest’ultimo, una figura estremamente oscura, un fanatico, manipolatore straordinario, persuaso di essere strumento indispensabile della glorificazione di Tolstoj e della globalizzazione del suo messaggio salvifico (decrescista pure lui), un vero e proprio parassita corruttore che circondò il “maestro” di altri figuri della sua risma:

http://www.cittanuova.it/contenuto.php?pageNum_rs=9&totalRows_rs=426&MM_ricerca=ricerca&Argomento_idArgomento=7&TipoContenuto=articolo&idContenuto=28417&origine=ricerca&name=12

http://www.thefrontpage.it/2010/11/06/tolstoj-genio-si-ma-mascalzone-al-quadrato/

Il trailer di questo ottimo film è maliziosamente ostile a quella gran donna che fu Sofia Tolstoj, moglie fin troppo devota, premurosa, paziente e tollerante. Senza il suo aiuto e la sua abnegazione ci sarebbe stato Tolstoj, ma non ci sarebbe stato “il grande Tolstoj”

http://it.wikipedia.org/wiki/The_Last_Station

Chi crede nel M5S dovrebbe tenere a bada i vari Čertkov e i vari neogiacobini, che non mancano mai quando arriva il successo, e dovrebbe pretendere democrazia dentro e fuori il movimento:

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/02/27/i-sanculotti-grillini-hanno-preso-la-bastiglia-istruzioni-per-luso-del-m5s/

Il medico non vi ha prescritto di fare acquisti in certi negozi piuttosto che in altri

born to buy

Si racconta che Solone abbia accolto amichevolmente Anacarsi, e che l’abbia ospitato a casa propria per qualche tempo, quando già aveva intrapreso la sua attività pubblica e andava compilando le sue leggi. Quando Anacarsi lo venne a sapere, derise l’impegno di Solone: egli credeva di trattenere le ingiustizie e le violenze dei suoi concittadini tramite degli scritti che non differivano in nulla dalle ragnatele; come le ragnatele, essi avrebbero trattenuto, fra chi vi incappava, i deboli e gli umili, mentre i potenti e i ricchi le avrebbero spezzate. Ma Solone – si racconta – gli rispose che gli uomini rispettano quei patti che a nessuno dei contraenti conviene trasgredire, e che egli rendeva le sue leggi adeguate ai concittadini, in modo da mostrare a tutti che agire rettamente era meglio che andare contro la legge. Tuttavia, i fatti si svolsero come Anacarsi aveva immaginato, più che come aveva sperato Solone.

Plutarco, “Vita di Solone”, 5, 3-6

Non c’è nulla di inevitabile in tutto questo. Il mondo di Solone non è il nostro. Assieme, oggi, le persone possono fare la differenza, se il fatalismo ed il cinismo degli Anacarsi contemporanei non hanno la meglio.

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Commesse, commessi e negozianti sono in rivolta in tutta Italia contro le liberalizzazioni montiane degli orari di apertura dei negozi (articolo 31 della “Salva Italia”), che servono unicamente a favorire la grande distribuzione, danneggiando le aziende commerciali a conduzione familiare e le vite dei dipendenti:

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/01/31/commesse-e-commessi-di-tuttitalia-unitevi/

Piemonte, Veneto, Lombardia, Lazio, Toscana, Sicilia, Sardegna e Friuli Venezia Giulia hanno chiesto alla Corte Costituzionale di porre un freno alle ingerenze statali negli affari di competenza regionale. La Corte ha però stabilito che il provvedimento del governo non riguarda il commercio (!!!) ma la tutela della concorrenza, che non è competenza degli enti locali.

Il comune di Trento dichiara di avere le mani legate: “Si parla di milioni di risarcimento, se dovessero vincere i ricorrenti (PAM, Oviesse, Upim), calcolando il mancato introito delle domeniche in cui avrebbero potuto aprire”.

http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/cronaca/2012/06/25/news/domeniche-aperte-niente-da-fare-oggi-la-giunta-dice-no-1.5319478

Soldi pubblici ed esistenze sacrificate sull’altare dell’egoismo e dell’avidità di chi può imporre la sua volontà solo perché reputa che il danno di immagine sia limitato, temporaneo e comunque non paragonabile ai vantaggi.

Meditate gente, meditate!

Stefano Fait,

nella pienezza dei suoi diritti costituzionalmente riconosciuti [cf. sentenza n. 84 del 17 aprile 1969]

P.S. Ma quali mancati introiti domenicali? La gente non può più spendere!

Perché boccio Vendola e ripudio le primarie del PD

Marco Revelli (co-fondatore di Alba) scrive: “Certo, Nichi Vendola mi è più simpatico di Pierluigi Bersani, e naturalmente di Renzi. Ma non vorrei “impegnarmi” a votare poi per il PD di Renzi o di Bersani – di Monti in filigrana – quando uno dei due avrà vinto la gara e presenterà il conto. Sono uno che prende sul serio gli impegni sottoscritti – confessione per confessione, sono un “gobettiano” -, e forse non tutti sanno che andando oggi ai seggi si sottoscrive un impegno formale “a sostenere il centrosinistra e il candidato scelto dalle primarie alle prossime elezioni politiche”. In tanti faranno spallucce pensando che poi, passata la festa gabbato lo santo e chi li vedrà poi nel segreto dell’urna? Ma è una forma gesuitica di “riserva mentale” – o una forma residuale di tatticismo cinico – da cui deriva tanto del degrado e del discredito della nostra politica. Meglio cominciare da subito a segnarne un distacco ben riconoscibile”.
http://www.soggettopoliticonuovo.it/2012/11/25/perche-non-voto-alla-primarie-marco-revelli-pubblico/

Il vendolismo è un’ideologia e, come tutte le ideologie, impedisce di percepire obiettivamente la realtà. La realtà è che Vendola, con il 6% di Sel e il 15% (se va bene) alle primarie, non conterà nulla, né è probabile che milioni di Italiani si convertiranno al vendolismo, se non l’hanno fatto negli ultimi 8 anni. Quindi, pensare che possa riportare il PD a sinistra è tanto efficace quanto credere che concentrandosi con tutte le proprie forze si potrà fermare una guerra o che il Torino vincerà lo scudetto perché è una squadra simpatica e se lo merita. D’altra parte cercare di dissipare queste illusioni avrà un unico effetto: quello di essere accusati di essere oltranzisti, aventiniani, menagrami, disfattisti, moralisti, ecc. L’unico risultato sarà che gli interlocutori termineranno il dibattito convinti che l’altro sia un fanatico, un illuso, un ingenuo, un intransigente o un sempliciotto, o tutte queste cose insieme. Il che è davvero triste. Un inutile, sterile duello tra ego.

NICHI VENDOLA ha sottoscritto questa carta d’intenti (PATTO DEI DEMOCRATICI E DEI PROGRESSISTI), definendola “alternativa ai pensieri conservatori di Casini”

http://www.partitodemocratico.it/Allegati/carta-intenti-web.pdf

Esaminiamola.

* L’austerità ed il pareggio di bilancio sono definiti necessari.

Nichi Vendola, il 20 luglio 2012, ha categoricamente (e saviamente) rifiutato questo tipo di politica recessiva (depressiva, direi)

http://www.sinistraecologialiberta.it/comunicati-stampa/vendola-fiscal-compact/

* Il Fiscal Compact non può essere messo in discussione. Infatti l’impegno vincolante è quello di “assicurare il pieno sostegno, fino alla loro eventuale rinegoziazione, degli impegni internazionali già assunti dal nostro Paese o che dovranno esserlo in un prossimo futuro” e “appoggiare l’esecutivo in tutte le misure di ordine economico e istituzionale che nei prossimi anni si renderanno necessarie per difendere la moneta unica e procedere verso un governo politico-economico federale dell’eurozona”.

Il Fiscal Compact è stato giudicato una politica suicida da 8 premi Nobel per l’Economia

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/04/15/il-pareggio-di-bilancio-tafazzi-e-la-sorte-dei-proci-fermatevi-prima-che-sia-troppo-tardi/

Dagli stessi analisi del FMI (!!!)

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/06/10/il-fmi-sapeva-fin-dal-2010-che-lausterita-avrebbe-distrutto-leconomia-e-la-societa-europea/

Da Luciano Gallino su Repubblica:

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/07/31/una-generazione-di-italiani-condannati-alla-miseria-con-lavallo-dei-progressisti-articolo-della-repubblica/

* La Grande Coalizione è ineludibile: “I democratici e i progressisti s’impegnano altresì a promuovere un “patto di legislatura” con forze liberali, moderate e di Centro, d’ispirazione costituzionale ed europeista, sulla base di una responsabilità comune di fronte al passaggio storico, unico ed eccezionale, che l’Italia e l’Europa dovranno affrontare nei prossimi anni”.

La G.C. piace ad alcuni

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/04/29/la-famigerata-commissione-trilaterale-esce-allo-scoperto-sulla-grande-coalizione/

Ma non certo a chi ha a cuore le autonomie locali:

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/03/06/il-10-marzo-si-fa-la-storia-a-piccoli-passi/

Questa è l’idea di Bene Comune del PD!

Vendola ha sottoscritto un testo per nulla generico, con impegni vincolanti, che prosegue in quella direzione che ci guadagnerà la nomea di barbari da parte dei posteri:

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/10/18/breve-lista-dei-crimini-commessi-contro-il-popolo-greco-dai-premi-nobel-per-la-pace/

Sottoscrivere questa carta vuol dire avallarla e vuol dire assumersi un preciso dovere nei confronti degli elettori. Perché l’ha fatto? Sta prendendo in giro i suoi elettori oppure quelli che non avrebbero mai votato SEL? Siete disposti a votare per un politico che dice una cosa e sottoscrive l’opposto? È questo il tipo di politico che dovrebbe arrestare la marea dei grillini? Oppure sono proprio quelli come lui che alimentano l’antipolitica?

È questo che vogliamo? Realpolitik a manetta? Cinismo sfrontato? Manipolazione dell’elettorato di sinistra per una “nobile causa”? La “trasparenza” e la “correttezza” di un retrovirus che si insinua in un corpo per mutarlo dall’interno?

Alexis Tsipras, che è una persona seria, non si sarebbe mai sognato di fare un’OPA sul PASOK, per poi trovarsi contro la nomenklatura del partito, complice del disastro greco, ed adeguarsi alla linea del partito o andarsene. Ma Tsipras, appunto, è una persona seria, che non prende in giro l’elettorato. Vendola è un opportunista ben disposto a svendere la coscienza in tutti i patti faustiani necessari a “salvare la sinistra”, “salvare il paese”, “salvare il Bene Comune”. Forse non se n’è ancora reso conto. Gli elettori italiani, che da anni si astengono dal votarlo (percentuali degne di Casini), evidentemente l’hanno capito.

Bersani e Renzi, per quanto spregevoli (Antonveneta, Monte dei Paschi, Cayman, Michael Ledeen), almeno non hanno mai nascosto da che parte stavano:

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/11/13/bersani-o-renzi-ma-anche-no/

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/10/10/entra-renzi-esce-berlusconi-il-cambio-della-guardia-e-la-minaccia-autoritaria/

Ci devono essere delle linee che un politico non oltrepassa, che al solo avvicinarsi sente tremare i polsi e si ferma a riflettere e capisce che, se varca quella linea, nulla sarà più come prima, altri passi saranno possibili, legittimati da quel passo cruciale. Ci sono cose che non possono essere sottoscritte. Un programma che autorizza l’abominio della tortura socio-economica ai Greci ed agli altri PIIGS è una tale aberrazione morale che solo persone particolarmente confuse ed ottenebrate dall’utilitarismo più spinto, quello iniettato nella società dai darwinisti sociali che oggi chiamiamo neoliberisti, potrebbero sottoscrivere in vista di una “finalità più nobile”.

Obama, almeno, alla consegna del Nobel per la Pace, aveva ammesso che la guerra è necessaria. Vendola – come Hyde e Jekyll – si è sdoppiato: c’è un Vendola che condanna senza mezzi termini quel che l’altro Vendola sottoscrive “per il Bene Comune”.

Forse è lo stesso Vendola che da governatore della Puglia siglava accordi con Israele? Penso sia quello lì:

“Ti scriviamo perché le dichiarazioni che hai rilasciato sullo stato di Israele ci lasciano senza parole e perché ci preoccupa la tua intenzione di stringere relazioni economiche sempre più forti con uno stato che viola sistematicamente i diritti umani. Ci permettiamo di porti alcune domande, nella speranza che tu ci risponda, che tu ti ravveda delle dichiarazioni che hai fatto, e che tu decida di rivedere le scelte economiche che stai per mettere in campo…Non mettere anche tu gli interessi economici e geopolitici davanti alla faticosa costruzione della pace e della giustizia”.

http://centropacecorrie.wordpress.com/2011/05/26/le-relazioni-di-nichi-vendola-con-israele/

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PER QUEL CHE RIGUARDA LE PRIMARIE

Rifletteteci bene: chi vorrebbe votare per Renzi se non un elettore di centro-destra? Ma cosa ci fanno così tanti elettori del PD con idee e personalità di centro-destra? È semplice: si vergognano di ammettere di essere di destra. Non hanno il coraggio di dire al mondo e a se stessi: ebbene sì, sono di destra, dell’uguaglianza, della fratellanza e delle libertà altrui me ne importa davvero poco. Almeno in America si può essere orgogliosamente di destra. In Europa è imbarazzante.
Anzi, oggi pare si debba provare imbarazzo ad essere di sinistra (sinistra vera) e di destra. Il Grande Centro magmatico ha trionfato: la Grande Coalizione indistinta è dietro l’angolo. Il pensiero unico è già qui.

Massimo Gramellini, “Di’ qualcosa di sinistra”

“Alla domanda del conduttore di Sky su quale fosse la loro figura storica di riferimento, i candidati alle primarie del centrosinistra hanno risposto: De Gasperi, Papa Giovanni, Tina Anselmi, Carlo Maria Martini e Nelson Mandela. Tutti democristiani tranne forse Mandela, indicato da Renzi che, essendo già democristiano di suo, non ha sentito il bisogno di associarne uno in spirito.

Scelte nobili e ineccepibili, intendiamoci, come lo sarebbero state quelle di altri cattolici democratici, da Aldo Moro a don Milani, evidentemente passati di moda. Ma ciò che davvero stupisce è che a nessuno dei pretendenti al trono rosé sia venuto in mente di inserire nel campionario un poster di sinistra. Berlinguer, Kennedy, Bobbio, Foa. Mica dei pericolosi estremisti, ma i depositari riconosciuti di quella che dovrebbe essere la formula originaria del Pd: diritti civili, questione morale, uguaglianza nella libertà. Almeno Puppato, pencolando verso l’estremismo più duro, ha annunciato come seconda «nomination» Nilde Iotti. Dalle altre bocche non è uscito neppure uno straccio di socialdemocratico scandinavo alla Olof Palme.

Forse i candidati di sinistra hanno ignorato le icone della sinistra perché temevano di spaventare gli elettori potenziali. Così però hanno spaventato gli elettori reali. Quelli che non possono sentirsi rappresentati da chi volta le spalle alla parte della propria storia di cui dovrebbe andare più orgoglioso”.

Da La Stampa del 14/11/2012.

OPPURE TABACCI

https://www.facebook.com/MarxistiPerTabacci

Lionel “Leo” Messi, Maradona e la brutalità del mondo in cui viviamo

 

di Stefano Fait

 

 

 

Ad un certo punto infierire dà pure fastidio, lo spettacolo del calcio va al di là del risultato.
Un tifoso

La parola greca hybris esprime meglio di qualunque altra la natura di questo atteggiamnto. Per i greci indicava l’arroganza dell’eccesso, l’orgogliosa tracotanza, la sconfinata presunzione dell’uomo che cerca di acquistare gli attributi di Dio. Certamente gli Stati Uniti vivono sempre più in un regime di hybris e in pochi si rendono conto che con questo atteggiamento si stanno guadagnando un’ostilità crescente da parte del resto del mondo e in particolare da parte delle vittime della loro arroganza. […] raggiungeremo un senso del limite quando riusciremo a percepire questa ricerca dell’eccesso, della crescita illimitata, del dominio sulle alterità come un tentativo di rimozione della propria mortalità.

Marco Deriu, “Dizionario critico delle nuove guerre”, p. 256

Un enorme buco nero che, nella sua foga di incrementare la propria potenza, inghiotte tutto ciò che gli sta intorno, senza esserne mai sazio. Inghiotte soprattutto, per rimanere sul piano filosofico, le anime degli uomini, le loro risonanze emotive ed affettive, i loro slanci ideali.

Luca Grecchi, “La filosofia politica di Eschilo: l’eterna attualità del pensiero filosofico”, p. 81.

Eichmann era stato complice di un crimine contro la creazione stessa. Lui e i suoi colleghi avvano cercato di prendere il posto del creatore nel mondo e guidare la natura secondo le proprie regole: quella dello sterminio e della superiorità volte a creare un mondo entor la sfera della crudeltà e del male e del trionfo belligerante. La cultura umana si è in fondo – e spero lo sia ancora – racchiusa nell’idea di sottrarre l’uomo alle leggi animali e a un comportamento darwinista, secondo cui a dominare è il più forte. Per tutta la mia vita ho lottato in questo senso, mettendo all’apice dei valori da difendere i principi della responsabilità morale, della sensibilità e gli strumenti del discorso, il pensiero, la possibilità di agire. All’opposto c’è il nazismo, cioè l’universo di Eichmann, fautore di un ritorno ad un’umanità di natura, un’umanità monolitica, quasi divina, che tratta il diverso come un ratto appestatore.

Avraham Burg, “Sconfiggere Hitler”, p. 204

Devi imparare, ragazzo, che ciò che sarebbe sbagliato per te o per una qualunque persona comune non è sbagliato per una grande regina come me. Il peso del mondo si regge sulle nostre spalle e dobbiamo essere liberi da ogni regola.

C.S. Lewis, “Le Cronache di Narnia”

Beppe di Corrado, sul Foglio, ha pubblicato la sua difesa del comportamento dei calciatori del Barcellona che hanno imperversato contro il Bayer Leverkusen quando questa squadra si era già arresa, per manifesta inferiorità. È finita 7 a 1.

Per di Corrado, “I cinque gioielli di Leo [Lionel Messi] sono una lezione contro il calcio buonista”.

Continua, poi: “La parabola della perfezione pallonara, della squadra bella e vincente, del campione più forte della storia inserito nella formazione più forte della storia, non può prescindere dalla cattiveria. Al Barcellona in pochi rinfacceranno di aver umiliato eccessivamente i tedeschi…Sette, otto, nove, dieci: si fanno tutti i gol possibili fregandosene delle critiche e anche degli avversari. Messi che irride, col settimo gol e il suo quinto personale, un’intera squadra è il trionfo della potenza barcelonista nel mondo. Il trionfo della più grande qualità che ha questa squadra e questo campione: è quella risposta. Perché sono i più forti di sempre? Perché Leo è il più grande della storia? Cinismo. Sono più bravi e più cattivi. Sono quelli che non ti perdonano mai…Pensavano, i poveri tedeschi, di dare il messaggio che solitamente arriva in questi casi: ci arrendiamo, basta che non ci fate troppo male… Il Barcellona e Messi hanno risposto a questo segnale schiacciandoli. Cinque gol di Lionel lo portano nella storia due volte: perché nessuno in Champions aveva fatto una quintipletta e perché ha svelato al mondo quello che molti non volevano vedere. E cioè che dietro i sorrisi, dietro l’allegria, dietro la benedetta poesia sua e del Barcellona c’è una cattiveria mai vista. La differenza tra Maradona e lui è che Diego a un certo punto avrebbe detto a se stesso: basta. Limite, questo. Messi sembra buono, ma non si ferma. Cattivo, egoista, assetato di vittoria. Avido, sì avido. Quindi il migliore. Perché mai dovrebbe dire basta? Non è un problema suo o dei suoi compagni. C’è una dignità anche nella sconfitta e quelli che si arrendono sanno a che cosa vanno incontro. Il buonismo è la sconfitta dello sport non il contrario…Il Barcellona e Messi avrebbero potuto anche farne di più: lo schiaffo all’avversario l’hanno dato facendogli fare il gol della bandiera. Quello è umiliante, non il resto”.

http://www.ilfoglio.it/singole/139

Questo è il pensiero del Foglio, che notoriamente non è un faro di cultura e di coscienza.

Me ne potrei infischiare, ma è pur sempre un segno dei tempi e quindi va analizzato.

Se, come dicono loro, Maradona non avrebbe infierito, allora io dico “viva Maradona!”, che si dimostrerebbe il più grande calciatore della storia.

Il rispetto per il prossimo dovrebbe venire sempre prima della gratificazione del proprio ego. Bisogna saper vincere, non solo saper perdere.

Quel che di Corrado chiama buonismo, per me è rispetto ed umanità, quel che chiama moralismo, per me è senso dell’onore e fair play. Quella che lui definisce la squadra più grande della storia, per me, IN QUELL’OCCASIONE, si è comportata come un’accozzaglia di bulletti in preda al loro ego.

La loro celebrazione dell’avidità, della spietatezza (cattiveria mai vista), dell’egoismo, della tracotanza non è dissimile da quella di quel simbolico 1% che imperversa sul 99% degli altri esseri umani.

La lezione di fondo di questo articolo e di tanti altri che celebrano il darwinismo sociale è che l’egoismo è buono, l’altruismo è cattivo, l’empatia e la compassione sono irrazionali, nocive ed autodistruttive. Chi è povero, debole e vulnerabile se lo merita – è uno scarto del sistema, scorie del mondo, un parassita che zavorra i vincenti (povere vittime, questi plutocrati!) –, chi è ricco e potente non deve contenersi, non è tenuto a trattenere l’espressione del suo potere.

Questa è l’essenza della filosofia sottostante al capitalismo monopolitistico, il neoliberismo della deregulation ed alla filosofia editoriale del Foglio. Una filosofia fatta di crudeltà, meschinità, cinismo, misantropia, avidità, degna del peggior Nietzsche:

http://www.informarexresistere.fr/2012/01/24/morbido-e-bello-perche-amo-il-femminino-e-detesto-nietzsche-pur-ammirandolo/#axzz1od3sL7a5

La legge della giungla è l’unica morale che può essere approvata, perché “realistica” (N.B. in natura la cooperazione è tanto diffusa quanto la competizione: un dettaglio sconveniente che viene trascurato).

Tanto perniciosa è questa visione del mondo, responsabile di aver riclassificato i peggiori vizi umani come le più nobili virtù, che sta distruggendo e corrompendo l’umanità e la vita su questo pianeta.

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/02/24/pertini-berlinguer-e-don-milani-si-rivoltano-nella-tomba-il-pd-non-ancora/

È vitale (sic!) combatterla a livello intellettuale (blog) e politico (indignati).

Non ci potrà mai essere un Mondo Nuovo, più gentile, più compassionevole, più sereno, più pacifico, più prospero, più equo, se perderemo questa battaglia.

È facile dimostrarlo; la letteratura scientifica ci fornisce tutta l’evidenza empirica che occorre:

1. Più elevato è lo status sociale di una persona, più tendenzialmente immorale sarà il suo comportamento;

2. più modesto è lo status sociale di una persona, più tendenzialmente compassionevole sarà la reazione rispetto alla sofferenza altrui;

3. i potenti sono più abili ad ignorare le sofferenze altrui;

http://campaignstops.blogs.nytimes.com/2012/03/04/other-peoples-suffering/

http://www.pnas.org/content/early/2012/02/21/1118373109.abstract?sid=373ec9de-6417-48ab-acdd-27d0c685b98a

http://www.apa.org/pubs/journals/releases/EMO-class-and-compassion.pdf

http://socrates.berkeley.edu/~keltner/publications/vankleef.2008.pdf

In pratica, all’interno di una gamma psicologica e morale che va dal santo allo psicopatico, i poveri sono più vicini al santo e i ricchi sono più vicini allo psicopatico. Questo per una semplice ragione: la nostra società è ordinata in modo tale da favorire la scalata al potere degli psicopatici:

http://www.informarexresistere.fr/2012/01/16/golpe-psicopatico/#axzz1od3sL7a5

http://www.informarexresistere.fr/2011/11/18/psicopatici-in-giacca-e-cravatta/

http://www.informarexresistere.fr/2011/12/19/300-milioni-di-psicopatici-se-ne-fregano-della-nonviolenza-e-dei-diritti-ci-si-difende-informandosi/#axzz1jQ55HOzR

Viviamo in un mondo dominato dall’idea che è bene ciò che è utile e cattivo ciò che è inutile e che prendersi cura dei meno fortunati sia encomiabile, ma non un vero lavoro. Un vero lavoro è quello di chi gabba i piccoli investitori. Una vita vera è quella in cui certi scrupoli e rimorsi non ci toccano:

http://fanuessays.blogspot.com/2011/10/eterno-nazismo.html

Viviamo in un mondo in cui una minoranza di esseri umani psichicamente e moralmente pervertiti impone ad una maggioranza di persone egoiste ed avide entro dei limiti tollerabili una visione del mondo narcisistica, solipsistica e terribilmente infantile: “l’uomo che non deve chiedere mai”, “il lusso è un diritto”, “perché io valgo”, “tutto intorno a te”, “i moralisti sono solo degli invidiosi”, “il Barcellona ha fatto quel che avrebbero desiderato fare tutti”, ecc.

Si chiama hybris ed è l’indisponibilità a riconoscere che abbiamo dei limiti e che questi limiti non sono ostacoli che dobbiamo cercare freneticamene ed ossessivamente di superare, ma rappresentano i diritti di cui sono titolari gli altri esseri viventi che popolano questo pianeta, che non sono nostre appendici, estensioni di noi stessi, non sono terre di conquista su cui allungare le mani, non sono alterità da cancellare perché scomode, sconvenienti, irritanti:

Il narcisismo endemico della nostra società ci rende più crudeli, perché siamo particolarmente preoccupati che s’infranga la nostra immagine riflessa nello specchio del mondo:

http://www.informarexresistere.fr/2011/12/21/la-sindrome-dellanticristo/#axzz1od3sL7a5

Lo riconosciamo nei “padroni dell’universo” dell’alta finanza così bravi a mentire alla gente, spiegando che le regole intralciano la crescita economica e rimandano l’avvento della prosperità, da persuadere se stessi che è vero e che il loro interesse egoistico equivale al bene comune. Va ricercata qui la radice della condizione disastrosa in cui versano le economie e società “occidentali”. Come gli Stati Uniti, dove il principale sfidante di Obama, Mitt Romney, durante le ferie trasportava per ore il cane di famiglia in una gabbia sul tetto dell’auto, traumatizzandolo, e che durante la campagna elettorale ha dichiarato che le persone ridotte in miseria non sono un suo problema [“I’m not concerned about the very poor”] e che licenziare per lui è un piacere [“I like being able to fire people who provide services to me”], esibendo i suoi privilegi in una fase storica disastrosa per decine di milioni di Americani: “mia moglie guida un paio di Cadillac”.

http://www.informarexresistere.fr/2012/01/18/la-sindrome-del-feto-egoista-come-vivono-e-cosa-pensano-gli-angeli-caduti/

Gli squali in forma umana che tanto piacciono alla redazione del Foglio sono afflitti da un handicap cognitivo: sono sicuri che il mondo è intrinsecamente giusto, che le regole umane sono ingiuste in quanto violano quest’ordine cosmico ideale che stabilisce meritevoli ed immeritevoli e che quindi le loro vittime si meritano, appunto, tutto quel che accade loro. Se possiedono una coscienza, non morde.

Il problema, con queste persone, è che con loro è sempre una lotta senza quartiere. Si deve mirare alla giugulare (rivoluzione), altrimenti sono in grado di distruggerci (sterminarci) e sono determinati a farlo.

http://www.informarexresistere.fr/2012/01/26/la-pedagogia-nera-del-nuovo-ordine-mondiale/

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/02/20/prontuario-per-difendersi-e-difendere-gli-altri-dal-bullismo-in-rete/

La buona notizia è che il “male”, il titanismo, è destinato a sconfiggere se stesso, suo malgrado, a causa della sua hybris, della sua sconfinata cupidigia, della sua assenza di misura, della sua propensione ad arrecare un danno o un’umiliazione ad un altro per puro piacere personale. Arroganti, tracotanti, violenti, prepotenti, smodati, privi di contegno e limiti, sono così centripeti, così ossessionati da se stessi e dalla loro esigenza di strumentalizzare tutto e tutti, da perdere di vista le cose come sono e confondere dogmaticamente i propri desideri per la realtà. È questo vizio insanabile che li rovina. Possono vincere delle battaglie, ma le loro guerre sono sempre perse in partenza, come quelle dei nazisti.

 

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Durante un incendio nella foresta, mentre tutti gli animali fuggivano, un colibrì volava in senso contrario, con una goccia d’acqua nel becco. “Cosa credi di fare?” gli chiese il leone. “Vado a spegnere l’incendio!” rispose il colibrì. “Con una goccia d’acqua?” disse il leone, con un sogghigno ironico. E il colibrì, proseguendo il volo, rispose: “Io faccio la mia parte”. (Favola africana)

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