Israele trascinerà con sé nell’abisso gli Stati Uniti?

 

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

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Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sembra determinato ad aggravare l’isolamento internazionale di Israele continuando a trattare con sprezzo il diritto internazionale, le Nazioni Unite, la Casa Bianca e l’Unione Europea.

La sua autorizzazione alla costruzione di migliaia di nuovi insediamenti in Cisgiordania serve a silurare i colloqui di pace ma, più di tutto, ribadisce l’intransigenza con la quale la leadership israeliana si prepara alla guerra in Medio Oriente per porre fine una volta per tutte alla questione palestinese (pulizia etnica)

http://www.futurables.com/2014/03/22/gli-investimenti-trentini-e-italiani-in-medio-oriente-sono-a-rischio-armageddon/

Una guerra che, inevitabilmente, causerà la distruzione di Israele e Palestina (opzione Sansone).

I neocon all’interno dell’amministrazione Obama stanno intralciando ogni tentativo americano di far capire a Israele quale sarà l’esito più probabile del fallimento dei colloqui di pace: la fine di Israele e un terribile colpo alle ambizioni statunitensi per questo secolo.
Di conseguenza, a dispetto di quel che si può immaginare, il teatro principale della crisi tra Washington e Mosca non è l’Europa. La Germania e quindi gran parte della Mitteleuropa saboterebbero qualunque tentativo di far scoppiare una guerra nel nostro continente

http://www.futurables.com/2014/04/01/la-mitteleuropa-si-avvicina-a-mosca-implicazioni-per-il-trentino-alto-adige-e-litalia/

L’epicentro è, come di consueto, il Medio Oriente e, più precisamente, i Territori Occupati.

Obama (i trilateralisti) si limitano a proseguire nell’esecuzione del progetto di accerchiamento della Russia: Ucraina, Azerbaijan, Corea del Sud, Turchia, Iran sono i paesi che devono restare filo-americani o diventarlo nei prossimi anni  – cf. Brzezinski

http://www.difesa.it/Pubblicistica/info-difesa/Infodifesa140/Documents/Il_grande_gioco_geopolitico_in__64Centrale.pdf

Ai neocon-likudisti questo però non basta: la Palestina sta cercando il riconoscimento internazionale come stato sovrano. Più si avvicina quel momento, più prossima sarà la guerra. Questo è il punto di vista di Israele e non ci saranno compromessi:

http://www.israele.net/90-ragioni-per-diffidare-del-futuro-stato-palestinese

http://www.israele.net/perche-i-palestinesi-rifiutano-caparbiamente-di-riconoscere-israele-come-stato-ebraico

Non vanno sottovalutate neppure le megalomanie saudite

http://blogs.ft.com/nick-butler/2014/04/07/the-risks-of-a-nuclear-saudi-arabia/

In pratica l’Ucraina serve solo a tenere impegnata la Russia.

La cosa potrebbe andar bene ai trilateralisti, se non rendesse più probabile una guerra con ripercussioni che sarebbero spiacevoli per loro (si fidano dei loro scenari computerizzati).

Di qui l’ansia di Brzezinski & co., che hanno perfettamente chiaro che le azioni di Israele porteranno alla rovina gli Stati Uniti, e che esortano Kerry a farsi valere

http://www.politico.com/magazine/story/2014/04/stand-firm-john-kerry-105483_Page2.html#.U0kOiKJHIXQ

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http://www.futurables.com/2014/04/11/love-has-always-been-the-answer/

Quel che ha veramente detto il Capo di Stato Maggiore USA, gen. Martin Dempsey

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

Questo è quel che probabilmente leggeremo sui giornali: “forze armate americane pronte alla guerra contro la Russia per l’Ucraina
http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=6&pg=7202

Non è così. Questa è l’arbitraria interpretazione (con parafrasi ingannevoli) dell’Atlantic Council che, per usare un eufemismo, non ha la pace e la prosperità del mondo al centro delle sue preoccupazioni.
Martin Dempsey ha scelto con accortezza le sue parole e, per come la vedo io (ingenuamente? arbitrariamente?), ha dimostrato di essere la persona giusta, al posto giusto, nel momento giusto (anche perché Obama, ogni volta che è sotto pressione, cede e si chiude in se stesso, stando a quel che si può ricostruire dalle sue azioni e da certi aneddoti riferiti da membri del suo entourage).

Dempsey ha già contribuito a tenerci (noi della NATO) fuori da due conflitti, uno in Iran e uno in Siria, e sta facendo il possibile per tenerci fuori da quello più terribile di tutti: Occidente contro Oriente (“Oceania” contro “Eurasia” – cf. Orwell).

Ho messo in risalto le frasi chiave che aiutano a capire il messaggio che stava lanciando all’opinione pubblica e agli analisti in ascolto. Quel che ho inteso io  – e chiaramente mi auguro di non scambiare i miei desideri per la realtà – è quanto segue:

  1. reassure our allies”: i dispiegamenti americani in Europa e nel Mar Nero servono per placare le ansie dei paesi ex-comunisti;
  2. not to escalate this thing further into Eastern Ukraine and allow the conditions to be set for some kind of resolution in the Crimea”: se i russi si limiteranno a riprendersi la Crimea e non avanzeranno alcuna pretesa nell’Ucraina orientale, tutto andrà bene [il che permetterebbe di arrivare all’ottimo piano informalmente proposto da Kissinger-Brzezinski-Lavrov]
    resolve this diplomatically/ without it being escalatory/avoid escalating this thing”: la questione va risolta assolutamente per vie diplomatiche (come da insistenza cinese). Qualunque altra azione sarebbe un errore (“miscalculation”);
  3. everything that we have done, I tell him, here’s what we’re doing”: sto facendo quel che va fatto per creare un rapporto di reciproca fiducia con la mia controparte russa ed evitare equivoci dalle conseguenze potenzialmente disastrose;
  4. a question that I think deserves to be assessed and reassessed and refreshed”: entrare in guerra con la Russia è decisamente l’ultima cosa che vorrei trovarmi a fare.
  5. we do have treaty obligations with our NATO allies“: Noi interveniamo solo per difendere membri della NATO e l’Ucraina non è nella NATO.

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TRASCRIZIONE DELLLA PARTE “INCRIMINATA”

JUDY WOODRUFF: The United States is sending more military material, forces into Eastern Europe, F-15s into the Baltics, F-16s to Poland, another warship into the Black Sea. What message is the U.S. trying to send to Russia right now?

GEN. MARTIN DEMPSEY: We’re clearly trying to send a message to Russia, almost exclusively through diplomatic channels, so that I do have an open line with my Russian counterpart that I have used twice the last two days.

But we’re trying to tell them not to escalate this thing further into Eastern Ukraine and allow the conditions to be set for some kind of resolution in the Crimea. But the message we are sending militarily is to our NATO allies.

So, one of our responsibilities at times like this is to reassure our allies. And so the deployments you mentioned into the Baltic air policing mission, into the aviation detachment in Poland, the deployment of the ship, are really intended to reassure our allies.

JUDY WOODRUFF: So, the U.S. is saying to the allies, if this were to come to some sort of military conflict, the U.S. would back up NATO?

GEN. MARTIN DEMPSEY: Well, don’t forget, we have — actually, we have NATO treaty obligations under Article 5 for collective defense.

And, so, when they ask us for reassurance or they ask us to — for contingency planning, we respond, and we do have obligations with NATO.

JUDY WOODRUFF: But, if there were to be a misunderstanding of some sort, if there were to be an accident that were to lead to something bigger, has the administration thought through the consequences of what that means, the two countries that are the greatest armed powers on the planet involved?

GEN. MARTIN DEMPSEY: Well, that’s why we’re seeking aggressively to resolve this diplomatically, before we would reach the point where there could be a miscalculation.

It’s probably worth mentioning why this is so unsettling to the Eastern Europeans. You know, we live here in America and sometimes don’t understand the realities of geography and demographics in Eastern Europe.

There are — if Russia is allowed to do this, which is to say move into a sovereign country under the guise of protecting ethnic Russians in Ukraine, it exposes Eastern Europe to some significant risk, because there are ethnic enclaves all over Eastern Europe and the Balkans.

I will give you one example. There are 400,000 ethnic Romanians living in Ukraine. So this is enormously unsettling.

JUDY WOODRUFF: But you know what the Russians are saying is that they have an historic relationship with — with Crimea, and they’re saying the Crimean legislature has voted now to have a referendum, and they’re saying what the government in Kiev did was illegal.

GEN. MARTIN DEMPSEY: Of course they are. And they’re trying to roll back to the February 21 agreement, and we’re trying to suggest that, really, the clock started on February 24.

Those are matters of diplomacy. Our role, as the military, is to seek ways to influence this without it being escalatory. And, by the way, I do have this open line with my Russian counterpart. So, everything that we have done, I tell him, here’s what we’re doing. Here’s why we’re doing it. We disagree fundamentally about your claim of legitimacy, but, as militaries, let’s try to avoid escalating this thing.

JUDY WOODRUFF: But there is a chance it could escalate?

GEN. MARTIN DEMPSEY: Of course there is.

JUDY WOODRUFF: There is a chance of military conflict?

GEN. MARTIN DEMPSEY: Sure. Yes.

JUDY WOODRUFF: And is the U.S. prepared if that happened?

GEN. MARTIN DEMPSEY: Well, that’s a question that I think deserves to be assessed and reassessed and refreshed as this thing evolves.

But, remember, we do have treaty obligations with our NATO allies. And I have assured them that, if that treaty obligation is triggered, we would respond”.

Platone a Maidan (Kiev)

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

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Vi era una grande e meravigliosa dinastia regale che dominava tutta l’isola e molte altre isole e parti del continente: inoltre governavano le regioni della Libia che sono al di qua dello stretto sino all’Egitto, e l’Europa sino alla Tirrenia. Tutta questa potenza, radunatasi insieme, tentò allora di colonizzare con un solo assalto la vostra regione, la nostra, e ogni luogo che si trovasse al di qua dell’imboccatura. Fu in quella occasione, Solone, che la potenza della vostra città si distinse nettamente per virtù e per forza dinanzi a tutti gli uomini: superando tutti per coraggio e per le arti che adoperavano in guerra, ora guidando le truppe dei Greci, ora rimanendo di necessità sola per l’abbandono da parte degli altri, sottoposta a rischi estremi, vinti gli invasori, innalzò il trofeo della vittoria, e impedì a coloro che non erano ancora schiavi di diventarlo, mentre liberò generosamente tutti gli altri, quanti siamo che abitiamo entro i confini delle colonne d’Ercole. Dopo che in seguito, però, avvennero terribili terremoti e diluvi, trascorsi un solo giorno e una sola notte tremendi, tutto il vostro esercito sprofondò insieme nella terra e allo stesso modo l’isola di Atlantide scomparve sprofondando nel mare

Platone, “Timeo”, 24e-25d

Un’Europa che potrebbe rivelarsi uno dei pilastri essenziali di un più ampio sistema euroasiatico di sicurezza e cooperazione sponsorizzato dagli americani. Ma, prima di ogni altra cosa, l’Europa è la testa di ponte essenziale dell’America sul continente euroasiatico. Enorme è la posta geostrategica americana in Europa…l’allargamento dell’Europa si traduce automaticamente in un’espansione della sfera d’influenza diretta degli Stati Uniti. In assenza di stretti legami transatlantici, per contro, il primato dell’America in Eurasia svanirebbe in men che non si dica. E ciò comprometterebbe seriamente la possibilità di estendere più in profondo l’influenza americana in Eurasia…Un impegno americano in nome dell’unità europea potrebbe scongiurare il rischio che il processo di unificazione segni una battuta d’arresto per poi essere addirittura gradualmente stemperato.

Zbigniew Brzezinski, “La grande scacchiera”,  Milano : Longanesi, 1998, pp. 83-85

In Ucraina si gioca LA partita decisiva, perfino più importante di quella in Medio Oriente.
Ci vorrà del tempo prima che l’opinione pubblica internazionale si renda conto delle implicazioni degli eventi ucraini, destinati a cambiare la storia mondiale.
Fidatevi: quando vedete neocon e “liberal” americani ed europei schierati dalla stessa parte, per la prima volta dall’11 settembre, è perché questa è la battaglia che conta.

http://www.futurables.com/2014/02/19/lucraina-e-lumanita-alla-prova-del-fuoco/

Zbigniew Brzezinski on China 1/4/2014

12:11
http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=Ydn0WoTNeHk#t=732

“In my just published book, which deals in part with the American-Chinese relationship, but not exclusively, called Strategic Vision, I argue that in the American-Chinese relationship we have to address three very serious strategic, tangible issues: 1) the scope of our ongoing air and naval controls right up to Chinese territorial waters. We’re conducting this, there are risks involved in this. The Chinese sent out aircraft to monitor our aircraft. They come awfully close to ours. There could be incidents. I don’t think we would be happy if the Chinese were conducting such air patrols and naval patrols next to let’s say, San Diego“.
http://www.usip.org/sites/default/files/TWTCTW/TWTCTW_BRZEZINSKI.pdf

Note per il Web Caffè su Ucraina e comete (e peste e cambiamento climatico)

A cura di Stefano Fait

Paradiso Riconquistato [blog per riformatori - multilingue]

Web Caffè Bookique [Facebook]

Pomerania

Lago della Pomerania polacca

Mi dispiace di non poter riportare qui le considerazioni di Irina, che ha un figlio militante dell’opposizione e che, ieri, alla serata dibattito, ha esposto molto efficacemente le ragioni degli ucraini filo-europeisti e anti-putiniani, senza minimamente negare la complessità della questione ed essendo interessata a capire le ragioni dei filo-governativi.
Va a suo onore il fatto che riesca a mantenere viva la sua curiosità, la sua voglia di capire i punti di vista altrui, pur essendo parte in causa e madre di un giovane attivista.

Qui di seguito potete visionare le note che mi ero fatto per cercare di presentare la posizione filo-governativa, che in pratica è stata cancellata dal dibattito mediatico italiano.

Viviamo in un mondo orwelliano: il ruolo dei giornalisti oggi è diventato quello di informare la popolazione che la loro nazione è schierata dalla parte del Bene, del Vero, del Giusto e che gli altri sono l’Asse del Male.

Non ci sono più analisi obiettive della situazione, ma montagne di mezze verità, distorsioni semantiche (es. ogni accordo proposto da Putin è “estorto” o è un “patto faustiano”, mentre ogni accordo europeo è la più grande chance dai tempi della manna biblica – il governo ucraino democraticamente eletto e riconosciuto legittimo da tutti gli stati del mondo diventa un “regime”), fantasie, illusioni e relativismo morale: questo è il quadro clinico di una persona affetta da schizofrenia o psicopatia.

NUOVA GUERRA FREDDA

Tra il 2005 e il 2010 l’Ucraina dovrà essere pronta per un confronto serio con la NATO. Dopo il 2010, il principale nucleo della sicurezza in Europa consisterà in Francia, Germania, Polonia e Ucraina.

Zbigniew Brzezinski (geostratega di riferimento del Pentagono e della Casa Bianca), “La Grande Scacchiera”, 1998

Questa non è altro che una rivisitazione dei piani strategici degli Alti Comandi tedeschi della Prima e della Seconda Guerra Mondiale. È un’Operazione Barbarossa senza l’uso di armi.

L’arma impiegata è l’accordo economico che rientrerà nel Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP).

La possibile entrata dell’Ucraina nella NATO equivale a un’esplosione nucleare tra Mosca e i paesi occidentali. I tentativi di tirare Kiev dentro l’Alleanza Atlantica porteranno a una crisi di enormi proporzioni in Europa, in campo sia militare sia politico. E la stessa Ucraina assisterà a una profonda crisi interna visti i diversi orientamenti culturali della sua popolazione. L’Occidente sottovaluta l’importanza della questione ucraina per la Russia e non percepisce a dovere come Kiev possa rappresentare un grave fattore di destabilizzazione nelle sue relazioni con Mosca. Credere che la Russia sarà prima o poi costretta a mandar già l’entrata dell’Ucraina nell’Alleanza Atlantica è pratica pericolosa che può portare a un’evoluzione catastrofica degli eventi. Del resto molti in Occidente non credevano, fino ad agosto 2008, che la Russia osasse condurre un intervento militare in Georgia. 

Ruslan Pukhov, consulente del ministero della Difesa russa, Limes, dicembre, 2013, pp. 87-88

Quasi la metà degli ucraini è di madrelingua russa o è piuttosto legata alla lingua e cultura russa.

In caso di collasso dell’Ucraina la Russia si annetterebbe sicuramente la Crimea, perché ha bisogno della base navale di Sebastopoli.

L’Occidente sembra intenzionato ad andare fino in fondo:

  1. il National Endowment for Democracy, emanazione del Congresso, ha creato e sponsorizza generosamente ben 52 organizzazioni non-governative in Ucraina;
  2. 5 ministri degli esteri di paesi NATO sono andati a Kiev ad arringare la folla – Victoria Nuland ha distribuito biscotti e merendine. Se lo facesse un ministro russo o cinese in Occidente che cosa succederebbe? Perché non hanno minacciato sanzioni contro la repressione di Erdogan?
  3. Poi è arrivato anche John McCain, forse il massimo responsabile del disastro georgiano nell’Ossezia del Sud;
  4. George Clooney, tra un caffè e l’altro, si è schierato contro il governo ucraino;
  5. Angela Merkel sembra voler appoggiare ufficialmente la candidatura alla presidenza di Vitali Klitschko, sponsorizzato dall’istituto Konrad Adenauer;
  6. L’altro movimento di opposizione è quello di Yulia Timoshenko (detenuta per abuso d’ufficio) – anche lei targata CDU/CSU di Angela Merkel – che ha fatto i soldi con il gas, come tanti oligarchi post-sovietici. Pavlo Ivanovych Lazarenko, ex primo ministro suo partner d’affari, condannato a 9 anni di prigione in California per riciclaggio del denaro sporco, frode ed estorsione (secondo l’ONU ha sottratto 200 milioni di dollari all’Ucraina post-comunista): lo aspettano circa 50 capi di accusa se dovesse tornare in Ucraina. Assieme all’ex presidente Victor Yushenko è anche responsabile della riabilitazione di Stejpan Bandera (al quale è stata dedicata una statua e molti nomi di piazze o vie) e di altri collaborazionisti con il nazismo o addirittura ufficiali delle SS, come Roman Shukhevych, proclamato “eroe ucraino”;
  7. Poi c’è Svoboda, un partito ultranazionalista che si considera erede del movimento partigiano filo-nazista colpevole di pulizia etnica antirussa, antipolacca e antisemita e parla di “rivoluzione della dignità” (uno slogan coniato da Zbigniew Brzezinski);
  8. Kateryna Kruk, già addetta alle pubbliche relazioni per Svoboda, ha trovato spazio sul Guardian;

QUESTIONE ECONOMICA

La Russia di Putin ha sempre cercato un’integrazione progressiva con l’Unione Europea, attraverso Berlino e Parigi. Questo perché le due economie sono complementari.
[Irina pensa che sia solo per poter controllare l'Europa - va detto però che: (a) la prosperità della Russia dipende dai nostri consumi energetici; (b) il suo peso, in termini di voti, sarebbe probabilmente inferiore a quello di Germania e Francia messe assieme; (c) i climatologi e astrofisici russi sembrano propendere più per l'ipotesi glacialista che per quella serrista e, se hanno ragione loro, Putin sa che la Russia europea è spacciata (quella asiatica potrebbe invece riscaldarsi)  - come il Canada, la Scandinavia, la Nuova Zelanda e le isole britanniche a nord di Bristol; mentre chi se la passerà meglio sarà il Brasile, la superpotenza del futuro. L'Europa deve prepararsi a una diaspora russa]

Con l’arrivo al potere di Sarkozy e Merkel la porta si è chiusa, la Francia è entrata nella NATO e la NATO ha cominciato a piazzare missili in Polonia e Romania.

I partner commerciali dell’Ucraina:

importazioni > RUSSIA 19.4%, Cina 10.2%, Germania 9.6%, Bielorussia 7.8%; esportazioni > RUSSIA 23.7%, Turchia 6%, Cina 4.1%.

Tolte le tariffe doganali che proteggono l’industria nazionale, i consumatori ucraini potranno comprare auto, vestiti e calzature dell’Europa occidentale, di qualità molto migliore, a prezzi ridotti di almeno il 25%.

Una parte del risparmio sarà mangiata dal rialzo dei prezzi su tutti i beni importati dai paesi eurasiatici (in primis il gas russo: +40%), che saranno costretti e introdurre barriere protezionistiche per salvarsi dalla concorrenza europea e soprattutto ucraina (con le industrie ucraine costrette a svendere i loro prodotti ai russi e bielorussi per poter restare in vita).

Poi arriverà l’austerità alla greca (uno dei vincoli dell’accordo), che è il colpo di grazia di ogni economia.

È un accordo suicida, a mio avviso.

L’economia ucraina non può competere con quella europea. Se la Polonia è così vivace è sia perché le è richiesto dal suo essere prima linea della NATO, sia perché sa che i suoi prodotti spazzeranno via quelli ucraini.

Contemporaneamente le merci ucraine non saranno più competitive sul mercato russo.

Un’economia già alla frutta riceverà il colpo di grazia.

Gli europei subiranno un contraccolpo. Le imprese occidentali si trasferiranno in Ucraina, per via del basso costo del lavoro e questo deprimerà ulteriormente i salari occidentali.

I diritti dei lavoratori saranno un ricordo.

Chi se la passa bene se la passerà meglio, in Ucraina come nell’Europa occidentale. Chi non se la passa bene se la passerà peggio.

Per questo gli accordi di questo tipo vanno bene tra economie equiparabili (es. Giappone e Corea del Sud, Canada e Stati Uniti), altrimenti si fa la fine della Grecia, o del Messico. La stessa Polonia, nonostante la massiccia emigrazione e la forte crescita, si trova con un tasso di disoccupazione superiore al 13%. È messa peggio dell’Italia. 

Ogni governo ha il dovere di proteggere le sue industrie finché non sono forti abbastanza da competere sul mercato globale.

CHE FARE?

La cosa migliore che può fare Yanukhovych è guadagnare tempo, aspettare che le proteste si plachino spontaneamente ed evitare che le forze dell’ordine usino la violenza, per non fare il gioco delle potenze occidentali e delle loro organizzazioni non-governative.

Yanukovych si è rifiutato di firmare l’accordo perché, in pratica, non prevedeva nessun cuscinetto (finanziamenti, know-how per modernizzare l’industria, riduzione del debito, ecc.) per attutire l’impatto dell’integrazione commerciale e pretendeva anzi che fosse fatta una scelta secca tra EU e Russia.

Putin ha evitato il default ucraino coprendo i debiti ucraini con le riserve russe.

Ecco, queste, secondo me, sono le argomentazioni più solide e convincenti che possono mettere in campo i critici di un accordo ucraino-europeo.

*****
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“Un pezzo della famosa cometa di Halley probabilmente entrò in collisione con la Terra nel 536 d.C., sollevando una tale quantità di pulviscolo nell’atmosfera che il pianeta si raffreddò notevolmente. Questo drammatico cambiamento climatico sarebbe legato alla siccità e carestia globale [di quel periodo] che può aver reso l’umanità più vulnerabile alla “Peste di Giustiniano” del 541-542 d.C. – la prima apparizione della peste nera in Europa”.

http://www.livescience.com/42048-halleys-comet-linked-to-ancient-famine.html

Ucraina, Jugoslavia, comete di Natale e stelle cadenti di Capodanno – COMBO BOOKIQUE

A cura di Stefano Fait

Paradiso Riconquistato [blog per riformatori - multilingue]

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maxresdefaultIl “boss” in uno dei suoi momenti più lucidi (uhuhuhuh)

http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/cronaca/2013/07/28/news/ho-inventato-la-bookique-in-un-angolo-dimenticato-1.7496051

Tornando ai temi della serata di mercoledì 18, alle 20:45

LOCALIZZAZIONE: Bookique, via Torre d’Augusto 29, 38122 Trento

http://www.openstreetmap.org/node/1367888812#map=19/46.073017716407776/11.126221418380737

Parleremo di Ucraina e di comete, di come entrambi gli eventi sfiorando la nostra realtà possano influenzare le nostre vite.
1. L’Ucraina come potenziale pericolo di una riedizione della guerra fredda;
2. La cometa ISON, ormai morta, i cui frammenti, cadendo sulla Terra, potrebbero, nello scenario più estremo, generare rischi per la nostra salute o, nello scenario ideale, offrirci uno spettacolo “pirotecnico”;
3. La Cometa di Natale, dal nome benaugurante di Lovejoy.

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Interverranno: Irina, testimone diretta delle proteste a Kiev (in questi giorni è tornata ancora una volta in Ucraina) e Christian Lavarian, astrofilo e divulgatore del MUSE, con proiezioni di filmati, animazioni java, video da internet, ecc.
http://it.euronews.com/2013/12/10/nato-il-futuro-dell-ucraina-e-nell-ue/
Christian Lavarian
www.muse.it
http://www.muse.it/it/il-muse/Chi-Siamo/Staff/Pages/Christian-Lavarian.aspx

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UCRAINA, CAMPO DI BATTAGLIA DELLA NUOVA GUERRA FREDDA

La difficoltà di avere una certa equidistanza necessaria per commentare senza partito preso la situazione è legata anche al fatto che “noi”, inteso come pubblico europeo, siamo una parte in gioco. Mi sembra che rimanga forte la convinzione europea di essere in un certo senso inevitabilmente “i più belli” e che tutti debbano essere attratti da noi. Se qualcuno mostra perplessità, certi della nostra inevitabile attrattiva, cerchiamo e siamo disposti ad accettare solo forza e ricatto da parte dell’Altro (inevitabilmente più brutto) come spiegazione.

Se la premessa è “noi siamo belli, loro sono brutti” rimane difficile comprendere la politica ucraina degli ultimi dieci anni (se non altro perché la riduce a un contrasto tra noi e loro).

Peraltro, può anche essere curioso pensare al narcisismo forse implicito in certa attenzione dedicata alle proteste. È evidente che le proteste meritano attenzione, ma certo vedere centinaia di migliaia di persone che scendono in piazza per dire a noi europei “siete i più belli”… insomma, un po’ di narcisismo forse lo solletica.

Scusa per l’estrema semplificazione (a partire dalla personalizzazione del “noi”), era solo per condividere qualche pensiero. Il mio è uno spunto di riflessione, non l’espressione di un pensiero compiuto (Per intenderci, è evidente che questa gente è in piazza per tanti motivi e non solo per dirci quanto siamo belli, ecc., mille sono le precisazioni e gli appunti possibili)

In bocca al lupo per la serata del 18 e buon proseguimento con le serate alla Bookique!

Giorgio Comai

http://www.dcu.ie/iicrr/Giorgio_Comai.shtml

Ho voluto usare questa comunicazione personale di Comai come “prefazione”, perché la mia presentazione della serata non sarà per nulla equidistante. Sarà la nostra testimone ucraina, che è stata tra i manifestanti, a controbilanciare la mia analisi estremamente critica. Tanto più che i media nostrani, come quasi sempre accade, stanno ascoltando una sola campana – cf. “Noi occidentali, con tutti i nostri difetti, rappresentiamo comunque la maggior approssimazione al Bene, con tutto quel che ne consegue (by default)” – e quindi è essenziale documentare l’altra versione dei fatti.

Il senatore Usa McCain in missione a Kiev per sostenere le proteste. Il repubblicano, ex candidato alla corsa per la Casa Bianca e famoso per le posizioni anti russe, ha incontrato il leader dell’opposizione Klichko.

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Ucraina-il-senatore-Usa-McCain-in-missione-a-Kiev-per-sostenere-le-proteste_32994836617.html

“La can­cel­liera tede­sca ha in mente di schie­rare un nuovo gio­ca­tore in que­sta par­tita, Vitali Kli­tschko. Il cam­pione del mondo dei pesi mas­simi si alle­nerà per diven­tare l’avversario filoeu­ro­peo del filo­russo Janu­ko­vyc, spe­rando che sia lui a fir­mare un accordo di asso­cia­zione con l’Ue», scrive «Der Spie­gel». Secondo il gior­nale Angela Mer­kel e il Ppe avreb­bero scelto Klicko, lea­der dell’Alleanza demo­cra­tica ucraina per le riforme (Udar), come il can­di­dato da soste­nere alle pre­si­den­ziali del 2015 con­tro Janukovyc.

http://ilmanifesto.it/merkel-punta-su-vitali-klitschko/

Tra il 2005 e il 2010 l’Ucraina dovrà essere pronta per un confronto serio con la NATO. Dopo il 2010, il principale nucleo della sicurezza in Europa consisterà in Francia, Germania, Polonia e Ucraina.

Zbigniew Brzezinski (geostratega di riferimento del Pentagono e della Casa Bianca), “La Grande Scacchiera”, 1998

Il futuro dell’Ucraina è in Europa.

Generale Alexander Vershbow, numero due della NATO, al termine dell’incontro annuale della Commissione bilaterale Nato-Ucraina, 10 dicembre 2013

http://it.euronews.com/2013/12/10/nato-il-futuro-dell-ucraina-e-nell-ue/

La possibile entrata dell’Ucraina nella NATO equivale a un’esplosione nucleare tra Mosca e i paesi occidentali. I tentativi di tirare Kiev dentro l’Alleanza Atlantica porteranno a una crisi di enormi proporzioni in Europa, in campo sia militare sia politico. E la stessa Ucraina assisterà a una profonda crisi interna visti i diversi orientamenti culturali della sua popolazione. L’Occidente sottovaluta l’importanza della questione ucraina per la Russia e non percepisce a dovere come Kiev possa rappresentare un grave fattore di destabilizzazione nelle sue relazioni con Mosca. Credere che la Russia sarà prima o poi costretta a mandar già l’entrata dell’Ucraina nell’Alleanza Atlantica è pratica pericolosa che può portare a un’evoluzione catastrofica degli eventi. Del resto molti in Occidente non credevano, fino ad agosto 2008, che la Russia osasse condurre un intervento militare in Georgia. 

Ruslan Pukhov, consulente del ministero della Difesa russa, Limes, dicembre, 2013, pp. 87-88

5 ministri degli esteri di paesi NATO (Germania, Polonia, Svezia, Stati Uniti, Canada) che aizzano la folla contro il governo. Se fosse un ministro cinese o russo a farlo a Londra come reagirebbe la Casa Bianca?

Tra i politici occidentali che si sono subito recati in Piazza dell’Indipendenza a Kiev per promettere il pieno sostegno del proprio paese ai manifestanti figura anche il vicesegretario di Stato Usa, Victoria Nuland – moglie di Robert Kagan, un neoconservatore cofondatore del “Progetto per un nuovo secolo americano” un think tank che aveva scelto come ragione sociale nientemeno che la supremazia americana planetaria.

Un altro ministro degli esteri coinvolto in quest’opera di aizzamento della folla è il neoconservatore svedese Carl Bildt, responsabile di aver condotto la Svezia in una profonda crisi economica e colossale indebitamento (per gli standard svedesi) e noto per la sua ossessione per i sottomarini russi pronti ad invadere la Svezia, nonché uno degli ultimi europei a negare che il golpe contro Allende sia stato orchestrato con l’aiuto della CIA.

Mark Brzezinski, figlio del geostratega polacco-americano Zbigniew Brzezinski, è ambasciatore di Washington in Svezia. È un caso?

Klitschko, ex pugile campione del mondo dei pesi massimi, e probabile sfidante di Janukovyc, ha goduto del sostegno di Rudy Giuliani (già sindaco repubblicano di New York e candidato alla presidenza degli Stati Uniti) per la candidatura a sindaco di Kiev. È amico personale di Angela Merkel.

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“L’EST È L’EST, L’OVEST È L’OVEST E MAI SI INCONTRERANNO”

LA NUOVA JUGOSLAVIA?

Quasi la metà degli ucraini è di madrelingua russa o è comunque molto legata alla lingua e cultura russa.

Il nuovo meme sui media occidentali recita che l’Ucraina occidentale parla ucraino ed è cattolica, mentre quella orientale parla russo ed è ortodossa e quindi: “L’est è l’est, l’ovest è l’ovest e mai si incontreranno” (Kipling).

Sta agli ucraini dimostrare se le loro differenze sono davvero insormontabili o se il mondo ha imparato qualcosa dalla tragedia jugoslava:

Quei popoli si rincontreranno di nuovo

quando la smetteranno di contemplare

il proprio ombelico

Stojan Cerović

Nella crisi jugoslava Alpe Adria ebbe effetti negativi, più che costruttivi: la componente austriaca e quella italiana (capitanata dalla DC friulana) incoraggiarono in diversi modi la Slovenia a staccarsi dalla Jugoslavia, dietro la promessa di nuovi rapporti e vantaggi politici ed economici in Europa…L’Austria, il Vaticano e soprattutto la Germania avevano già deciso di riconoscere le repubbliche separatiste, anche a costo di rompere il fronte europeo. Agli altri paesi sarebbe toccata la responsabilità di decidere se adeguarsi e mantenere in vita il processo di integrazione europea o andare alla rottura con la Germania e l’Austria.

Giulio Marcon, “Dopo il Kosovo”

Nella sua essenza questa era la medesima rappresentazione fabbricata dai regimi di Croazia e Serbia per convincere l’Occidente ad assecondare la spartizione della Bosnia: la guerra doveva risultare uno scontro ‘spontaneo’ tra popolazioni portatrici di ‘civiltà’ inconciliabili. […] È la fabbrica d’una vulgata in cui “civiltà” ha la spiacevole tendenza a funzionare come un’altra pseudocategoria, “razza“, cioè a spalmarsi in ogni individuo, quale che siano le sue idee, come si trattasse d’un patrimonio genetico.

Guido Rampoldi, “L’Occidente allora trovò la sua missione”, Repubblica, 11 luglio 2005

Spiegare la guerra con l’odio tribale è come spiegare un incendio doloso col grado di infiammabilità del legno da costruzione, e non col fiammifero…La teoria dell’odio tribale per spiegare la guerra dei Balcani…è la più astuta delle bugie costruite dai massacratori per nascondere le loro responsabilità e raggiungere i loro obiettivi. Essa ci porta alla follia geopolitica di credere che smembrare un tessuto sociale in parti etnicamente pure sia indispensabile alla sua pacificazione. Solo a scomposizione avvenuta scopriamo che ciascuna delle parti non solo riproduce ma accentua al suo interno le tensioni di prima: c’è più banditismo, più corruzione, più sradicamento, più squilibri sociali, più armi, primitivismo, repressione, censura, fondamentalismo, povertà, odioAnche in Occidente – dalla Catalogna alla Scozia, dal Belgio alla Grecia – l’Europa è piena di ringhiose identità avvitate su se stesse, di anticentralismi frustrati, insofferenze etniche, rabbie metropolitane, vittimismi regionali e provinciali, nazionalismi popolari e microprotezionismi assolutamente identici fra loro eppure sicuri di essere unici nelle loro diversità. Tutti pronti a farsi collettori di tensioni sociali e a farsi cavalcare con ebete arrendevolezza dal primo capopopolo e da vecchie volpi trasformiste munite di giornali e TV. E tutti, ovviamente, certi del proprio incrollabile europeismo e della propria estraneità planetaria ai Balcani.

Paolo Rumiz, “Maschere per un massacro”

NOTA BENE: L’Irlanda del Nord sembrava una causa persa, ora è in pace. Le squadre di basket della ex Jugoslavia sono tornate a giocare nella stessa lega dal 2001.

http://it.wikipedia.org/wiki/ABA_Liga

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EIN REICH, EIN VOLK, EIN MARKT!

IL TTIP COME CAVALLO DI TROIA DELLA NATO?

L’accordo commerciale tra Ucraina e Unione Europea prevede una progressiva “convergenza in politica estera e sulla sicurezza”.

L’accordo di libero scambio transatlantico (Transatlantic Trade and Investiment Partnership – TTIP), includerà anche l’Ucraina, creando un unico mercato standardizzato e controllato dalle multinazionali che si estenderà dalla California al Don.

Ecco lo scatto che compie la storia: una crisi generata dall’asservimento della politica a poteri finanziari senza legge viene ri-raccontata come crisi di democrazie appesantite dai diritti sociali e civili. Senza pudore, JPMorgan sale sul pulpito e riscrive le biografie, compresa la propria, consigliando alle democrazie di darsi come bussola non più Magne Carte, ma statuti bancari e duci forti. Le patologie europee sono così elencate: “Esecutivi deboli; Stati centrali deboli verso le regioni; tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori; tecniche di costruzione del consenso sfocianti in clientelismo; diritto di protestare se vengono proposte sgradite modifiche dello status quo”. Di qui i successi solo parziali, in Sud Europa, nell’attuare l’austerità: “Abbiamo visto esecutivi limitati nella loro azione dalle Costituzioni (Portogallo), dalle autorità locali (Spagna), dalla crescita di partiti populisti (Italia e Grecia)”.

Barbara Spinelli, Il giudizio universale di JPMorgan

http://www.repubblica.it/politica/2013/06/26/news/il_giudizio_universale_di_jpmorgan-61862080/

Il nuovo strumento giuridico che consentirà alle grandi compagnie multinazionali di influire sulle scelte sociali e politiche dei singoli Stati europei, allo scopo di affrontare da posizioni rafforzate la competizione globale per l’egemonia sull’economia-mondo del XXI secolo…eliminando quanto più possibile strumenti a garanzia del consumatore come possono essere, ad esempio, controlli, etichettature e certificazioni, ritenuti tutti “barriere indirette” al libero scambio. Il tutto in una gamma di business che va dalla chimica-farmaceutica alla sanità, dalle auto all’istruzione, dall’agricoltura ai cosiddetti commons (i beni comuni come l’acqua), agli strumenti bancari e finanziari. L’esempio più semplice è quello degli organismi geneticamente modificati…le grandi imprese economiche compiono un passo decisivo nella storia del loro rapporto con il potere regolatorio degli Stati: acquisiscono cioè la capacità di intervenire direttamente sul piano legale contro leggi e regolamenti che esse ritengono non conformi ai propri interessi di profitto.

G. Colonna, Clarissa

http://www.clarissa.it/stampa_n.php?id=1900&lan=

L’Ucraina si è detta disposta a siglare un accordo che non la costringa a rescindere precedenti, analoghi accordi con la Russia, la cui economia è molto integrata con la sua. L’Unione Europea ha finora rifiutato. Ma Russia, Bielorussia e Kazakhstan saranno costrette ad alzare le tariffe doganali con l’Ucraina (per evitare di essere invase da merci europee a basso costo), quando quest’ultima abbasserà quelle con l’UE. Questo significa che i maggiori mercati per le merci ucraine saranno persi e non è detto che siano concorrenziali sui mercati europei. Bulgaria, Romania, Moldavia e la stessa Ungheria (in stagnazione dopo due recessioni) non se la stanno cavando benissimo. In cambio le imprese ucraine potrebbero essere spazzate via dalla concorrenza europea. L’UE si è rifiutata di finanziare l’ammodernamento del settore manifatturiero ucraino e ha chiesto di scegliere: o l’Unione o la Russia.

I giovani manifestanti sanno che l’Unione Europea non ha mai promesso di semplificare le procedure per ottenere i visti, figuriamoci la cittadinanza europea?

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DOMANDE

Nel 1998 Zbigniew Brzezinski, architetto della politica euro-asiatica degli Stati Uniti, di origine polacca, pubblicava “La Grande Scacchiera”, in cui scriveva: “Tra il 2005 e il 2010 l’Ucraina dovrà essere pronta per un confronto serio con la NATO. Dopo il 2010, il principale nucleo della sicurezza in Europa sarà costituito da Francia, Germania, Polonia e Ucraina”.

DOMANDA 1: Cosa ne pensano, in genere, gli ucraini, della NATO? Accetterebbero di di diventare la “prima linea” della NATO nell’Est Europa?

L’impressione – dall’esterno – è che Viktor Janukovych non possa permettersi di perdere le elezioni del 2015 perché, come i suoi rivali (es. Tymoshenko), ha molti scheletri nell’armadio e, se vincessero gli altri, probabilmente finirebbe in prigione.

DOMANDA 2: È davvero così? Esistono dei politici ucraini che possono governare il paese in modo onesto, senza svendere l’Ucraina all’Occidente o alla Russia?

Circola da tempo l’idea di separare l’Ucraina in due tronconi, uno pro-NATO (il nord-ovest più povero) e uno pro-Russia (il sud e l’est più ricchi).

DOMANDA 3: gli ucraini dell’est e dell’ovest si sentono davvero così diversi, oppure alla fine preferirebbero stare assieme? C’è un rischio jugoslavo?

Si dice che l’accordo con l’Europa (e con il FMI) significherà austerità, aumento del prezzo del gas del 40%, tagli al welfare, congelamento dei salari. Questo in un’economia già in sofferenza.

DOMANDA 4: Cosa pensano i manifestanti di tutto questo?

Due dei tre partiti dell’opposizione non hanno mai nascosto i loro legami con la Germania.

Il Partito della Patria di Julia Tymoshenko è vicino alla CDU/CSU di Angela Merkel e alla galassia delle sue fondazioni e think tank.

L’Alleanza per la Riforma Democratica dell’Ucraina del campione mondiale di pugilato Vitali Klitschko (che ha terminato la sua carriera in Germania e ricevuto un’onorificenza per aver migliorato le relazioni tra Ucraina e Germania) è anch’essa sponsorizzata dall’istituto Konrad Adenauer.

DOMANDA 5: cosa pensano gli Ucraini dell’influenza tedesca? Ci sono ancora nostalgici della “liberazione” nazista dal comunismo? Pensano che la Germania porterà benessere, oppure che sfrutterà l’Ucraina?

Svoboda (Libertà) è un partito guidato da Oleh Tyahnybok, che dice di voler lottare “contro la mafia ebreo-moscovita che governa l’Ucraina”. Ha legami con l’ultradestra europea.

DOMANDA 6: Quanta influenza esercita Svoboda tra i manifestanti?

Le Femen hanno urinato su una foto di Yanukovych a Parigi, davanti all’ambasciata ucraina.

DOMANDA 7: cosa pensano le donne ucraine dei loro metodi e stile?

Radek Sikorski è uno dei politici polacchi che sembrano quasi voler guidare la protesta anti-governativa ucraina. È molto vicino agli ambienti neoconservatori americani e forse sarà nominato segretario generale della NATO.

DOMANDA 8: cosa pensano i manifestanti di questo “protagonismo polacco”? È sincero e solidale o c’è qualcos’altro dietro?

Personalmente la mia paura è che l’Ucraina possa diventare il Messico d’Europa, ossia un serbatoio di risorse e manodopera a basso costo che resterà comunque sempre escluso dall’Unione Europea.

DOMANDE 9, 10 e 11: cosa pensano gli ucraini dell’Unione Europea? Non sarebbe meglio non dipendere esclusivamente dall’UE e non considerare la NATO come il suo ticket per la UE? L’Ucraina non potrebbe essere il perfetto intermediario tra Russia e UE, evitando alla Russia la sindrome dell’accerchiamento (es. Ucraina e Georgia nella NATO)?

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LA COMETA DI NATALE E LE STELLE CADENTI DI CAPODANNO – NON CI FACCIAMO MANCARE NULLA!

La cometa Ison è stata scoperta da degli astronomi dilettanti in Russia e Bielorussia nel settembre 2012

Comet C/2012 S1 (ISON), LA EX COMETA DEL SECOLO

Nata 4.5 miliardi di anni fa, disgregatasi il 28 novembre 2013, a 4,5 miliardi di anni di età. [ma sarà davvero così?]

Matthew Knight e io ci stiamo strappando i capelli in questo momento, perché sappiamo che così tante persone tra il pubblico, i media e tra i ricercatori vogliono sapere cosa è successo. Ci piacerebbe saperlo anche noi! [...] Abbiamo una nuova serie di incognite, e questo ridicolo, pazzo, dinamico e imprevedibile oggetto continua a stupirci, confonderci e meravigliarci oltre ogni limite

Karl Battams, astrofisico della NASA incaricato di seguire ISON (dal suo blog)

Il risultato [dell’incontro tra la Terra e i detriti di Ison] sarà una, due, o una manciata di stelle cadenti in più nel cielo sopra di noi per un paio di notti, all’inizio del prossimo anno.

Karl Battams, National Geographic

È naturale restare delusi perché non potremo vedere una cometa spettacolare a occhio nudo, ma per certi versi credo che ISON sia stata un enorme successo. Il modo in cui il mondo si è connesso con ISON attraverso i social media è stato fenomenale. Il nostro sito a tema si è conquistato oltre un milione di visualizzazioni e ho avuto problemi a scaricare le immagini vicino al perielio perché i server della NASA erano enormemente sotto pressione. Quindi forse ISON è stata davvero “la Cometa del Nuovo Secolo.

Matthew Knight

http://phys.org/news/2013-12-comet-ison.html#jCp

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LOVEJOY, LA COMETA DI NATALE

Anche se la cometa ISON è stata ufficialmente dichiarata morta, a Natale 2013 ci sarà comunque una stella cometa a illuminare il cielo. Parliamo di Lovejoy, che farà il passaggio radente attorno al Sole il 22 dicembre prossimo. Non rischia di fare la fine di ISON perché la sua orbita non la porterà così vicina al Sole da rischiare di scioglierla.

http://www.tomshw.it/cont/news/lovejoy-le-foto-esclusive-della-cometa-di-natale/51828/1.html#.Uq2ssyc6wXQ

È assolutamente incredibile. Non pensavo che il nucleo ghiacciato della cometa fosse abbastanza grande da sopravvivere tuffandosi attraverso la corona solare a vari milioni di gradi per quasi un’ora. Eppure la cometa Lovejoy è ancora con noi.

Karl Battams, Naval Research Lab di Washington DC e NASA, dicembre 2011

http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2011/16dec_cometlovejoy/

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COMETE ZOMBIE

Abbiamo trovato un cimitero di comete”, spiega Ignacio Ferrin, astronomo colombiano. “Immaginate tutti questi asteroidi che orbitano attorno al Sole per eoni (unità geocronologica usata in geologia, nda), senza alcun segno di attività. Abbiamo scoperto che alcuni di essi non sono rocce morte, dopotutto, ma sono comete dormienti che potrebbero ritornare in vita, se solo l’energia che ricevono da Sole incrementasse di poco”. Questo non è poi così improbabile: Giove influenza con la sua gravità l’orbita di molti oggetti della fascia degli asteroidi, facendo sì che essi si avvicinino o allontanino dal Sole, quindi aumentando o diminuendo l’energia da esso ricevuta

http://www.galileonet.it/articles/5201f4d3a5717a682b0000df

http://www.ras.org.uk/component/content/article/224-news-2013/2325-a-cometary-graveyard

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Hartley 2 e Tempel 1

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COMETE O ASTEROIDI?

Si era pensato che ISON fosse enorme, dato che splendeva immensamente quando era ancora all’altezza dell’orbita di Giove, a 600 milioni di chilometri circa dal Sole e, stando ai dati raccolti da Hubble, la sua chioma misurava la bellezza di 5.000 chilometri. Che le è successo?

Perché un disfacimento del genere mentre altre comete, come ci spiegano gli astrofisici, “like it hot” e danno il meglio di sé quando si “incendiano” passando vicino al Sole per poi pavoneggiarsi nel cielo? Cosa determina questa differenza di “comportamento”?

Perché negli ultimi giorni si è accesa e spenta a intermittenza, mentre nei mesi precedenti la sua luminosità era assolutamente stabile?

Perché le comete producono una chioma e una coda anche quando la temperatura è sotto zero o vicina allo zero?

Perché molte comete continuano ciclicamente a passare vicino al Sole, anche migliaia di volte (es. Halley 2300 volte), senza sciogliersi e svanire, mentre la povera ISON, che si presumeva fosse enorme (era stata soprannominata la “Cometa del Secolo”), ha fatto flop?

Le immagini dei nuclei delle uniche cinque comete osservate da vicino con delle missioni spaziali (Halley, Hartley 2, Tempel 1, Borrelly, Wild 2) mostrano corpi rocciosi con impatti di crateri. Che differenza c’è rispetto agli asteroidi? Cosa distingue un asteroide da una cometa? Perché il modello prevalente pressupone che le comete siano palle di ghiaccio sporco?

Panspermia

COMETE FONTI DI VITA (E DI MORTE)?

È comunque interessante sapere, a questo punto, che intorno al 12 di gennaio 2014 la Terra attraverserà una scia di piccolissimi detriti lasciati dalla ISON sulla sua orbita mentre si avvicinava al Sole. Non sarà, pare, una pioggia di meteore. I detriti misurano qualche millesimo di millimetro, e scenderanno al suolo come una rada e finissime nevicata. Solo qualche sporadico frammento un po’ più grande potrà ardere nel cielo.

http://www.lastampa.it/2013/12/02/scienza/il-cielo/cometa-ison-in-gennaio-respireremo-la-sua-polvere-FMVejfzGqfqfURxYDcyqMN/pagina.html

“Quando l’astrofisico inglese Fred Hoyle parlò per la prima volta dell’ipotesi della panspermia, pochi lo presero in considerazione. L’idea che i mattoni della vita fossero giunti sulla Terra dal cosmo, magari “a bordo” delle comete, suonava davvero eterodossa, per non dire fantascientifica. D’altronde, Hoyle si divertiva anche a scrivere romanzi di fantascienza (il più famoso dei quali resta La nuvola nera, recentemente riproposto in Italia), per cui… Ma negli ultimi anni, le prove a favore della teoria della panspermia si stanno accumulando al punto che ben pochi scienziati sarebbero oggi disposti a bollarla come pura fantasia. Una nuova conferma questa volta “visiva” giunge dal sistema stellare di Eta Corvi, a sessanta anni luce dalla Terra. Qui, il telescopio spaziale della NASA, Spitzer, che scruta lo spazio nella gamma dell’infrarosso, ha notato una nuvola di polvere che sarebbe il prodotto della collisione tra una gigantesca cometa e un corpo delle dimensioni di un pianeta come la Terra…In un articolo pubblicato sulla rivista Nature, due ricercatori dell’Università di Hong Kong hanno addotto prove a sostegno del fatto che le stelle produrrebbero composti chimici organici di elevata complessità….In pratica, le stelle sarebbero le grandi fabbriche della vita. Al termine della loro esistenza, espellerebbero insieme a numerosi elementi chimici inorganici anche le basi della vita, capaci di resistere al vuoto cosmico per anni o millenni. Queste molecole complesse, poi, viaggerebbero nell’universo a bordo delle comete e degli asteroidi“.

http://scienze.fanpage.it/a-60-anni-luce-dalla-terra-le-comete-stanno-seminando-la-vita/

Batteri, virus e archei (archeobatteri) operano come messaggeri genetici intergalattici, acquisendo geni in un luogo e trasferendoli su altri pianeti

Rudolf Schild, Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics e Rhawn Joseph, Brain Research Laboratory.

http://www.dailygalaxy.com/my_weblog/2011/02/radical-theory-says-life-had-multiple-origins-in-the-universe.html

Ucraina – agitare un popolo prima di (as)servirlo

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

 
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Si comincia in Serbia nell’ottobre del 2000. è ormai documentato dagli storici che alcune ONG statunitensi, in particolare Open Society [Soros], Freedom House e il NED, abbiano sostenuto “Otpor!” e le grandi manifestazioni di piazza a ridosso delle elezioni presidenziali, senza attendere il risultato definitivo delle urne, che vedeva i due candidati andare verso un probabile ballottaggio…Dopo l’assalto della folla alla sede del Parlamento e alla tv di Stato, Slobodan Milosevic è costretto a lasciare il potere. In seguito sarà arrestato e consegnato al Tribunale Penale Internazionale dell’Aja, dove morirà prima di essere giudicato. Sotto il nuovo governo le truppe americane realizzano la gigantesca base militare di Bondsteel, in Kosovo, e rendono l’ex provincia serba uno stato indipendente nel 2008, in un tripudio di bandiere a stelle e strisce.

In Georgia, nel 2003, si ripete lo stesso schema. L’opposizione guidata dal movimento “Kmara!” denuncia brogli elettorali nelle elezioni legislative. A migliaia scendono in piazza sostenendo che i risultati del voto sono quelli indicati dal ISFED, una società di sondaggi e monitoraggio elettorale vicina a Open Society Georgian Foundation, NED, IRI e NDI. È la cosiddetta “rivoluzione delle rose”, con la quale i manifestanti costringono il presidente Edward Shevarnadze a dimettersi. Il suo successore, Mikhail Saakashvili, apre il paese agli interessi economici americani e si muove in direzione dell’entrata della Georgia nella NATO e nell’UE, mentre raffredda i rapporti con il vicino russo. Cinque anni più tardi, nell’agosto del 2008, Sakashvili bombarda la popolazione dell’Ossezia del Sud. Mosca risponde all’offensiva militare georgiana con l’invio delle forze speciali, arrivando a un passo da un possibile conflitto diretto con Washington.

Nel 2004 è la volta dell’Ucraina e della rinomata “rivoluzione arancione”. I due sfidanti alle elezioni presidenziali sono Viktor Yanoukovitch (filorusso) e Viktor Iouchenko (con il sostegno degli Stati Uniti e della comunità internazionale). Alla chiusura dei seggi e ai primi risultati sfavorevoli, migliaia di giovani, guidati dal movimento “Pora!”, si raggruppano nella piazza centrale di Kiev indossando indumenti color arancione, per sostenere Viktor Iouchenko. Dopo due settimane di manifestazioni, sotto una forte pressione mediatica e internazionale esercitata da OCSE, NATO, Consiglio d’Europa e Parlamento europeo, il risultato delle elezioni viene annullato e si torna alle urne. Nella nuova votazione vince Iouchenko..Una volta alla guida del paese, il nuovo leader stringe forti rapporti con la Georgia e stipula accordi sulle forniture di gas favorevoli agli Stati Uniti. Nel 2010 viene però clamorosamente eliminato al primo turno delle elezioni da Viktor Yanoukovitch che si prende la rivincita.

Alfredo Macchi, “Rivoluzioni S.p.A.: chi c’è dietro la Primavera Araba”, Alpine studio, 2012 pp. 78-80.

Alfredo Macchi, pluripremiato inviato di Mediaset

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/05/11/rivoluzioni-colorate-e-primavere-arabe-preludio-alla-terza-guerra-mondiale/

Tutto suffragato da Ian Traynor, “US campaign behind the turmoil in Kiev”, the Guardian, 26 novembre 2004

http://www.theguardian.com/world/2004/nov/26/ukraine.usa

brzezinski21010Zbig in Afghanistan

http://www.youtube.com/watch?v=jnXaFMFU3v4

GEOPOLITICA

Gli Stati che meritano il più forte sostegno geopolitico americano sono l’Azerbaijan, l’Uzbekistan e l’Ucraina, in quanto tutti e tre sono pilastri geopolitici. Anzi è l’Ucraina lo stato essenziale, in quanto influirà sull’evoluzione futura della Russia. […]. Tra il 2005 e il 2010 l’Ucraina dovrà essere pronta per un confronto serio con la NATO. Dopo il 2010, il principale nucleo della sicurezza in Europa consisterà in Francia, Germania, Polonia e Ucraina.

Zbigniew Brzezinski, “La Grande Scacchiera”

L’obiettivo principale della politica europea brzezinskiana – e quindi obamiana, se i neocon non lo fanno deragliare di nuovo come sulla Siria – è unificare il continente, ma sotto l’egida americana (un’Unione Europea a sovranità limitata, appendice della NATO), sfruttando le rivalità tra le varie potenze europee e i lobbismi a Bruxelles (es. accordo di libero scambio transatlantico).

I principali avversari sono la Francia (per la sua pretesa di voler continuare a essere una nazione guida a livello globale) e la Russia (potenza egemone dell’Eurasia). Queste due nazioni non devono perciò allearsi. Peggio ancora se si forma un asse Parigi-Berlino-Mosca. Germania e Italia sono comunque sotto occupazione militare. L’Italia è la seconda nazione europea per numero di installazioni militari delle forze americane. Siamo al quinto posto del mondo dopo Germania (179 siti militari US), Giappone (103), Afghanistan (100), Corea del Sud (89). Ne abbiamo 59.

Il profilo internazionale della Russia è ormai secondo solo a quello americano, anche grazie agli exploit con Siria e Iran, dove Putin si è guadagnato il rispetto di Romano Prodi, tra gli altri. È parte dei BRICS, la sua economia è solida, è militarmente temibile. Ha una base navale di importanza fondamentale in Crimea (Ucraina), con la quale può dire la sua nel Mediterraneo.

 

POLITICA UCRAINA

Yanukovych non può permettersi di perdere le prossime elezioni, nel febbraio del 2015. Ha senza dubbio tanti scheletri nell’armadio quanti ne aveva e ne ha la Tymoshenko, che ora è giustamente in cella. Sono entrambi dei delinquenti e chi è al potere cercherà di incarcerare l’altro. L’alternativa sono gli ultranazionalisti con simpatie neonazifasciste. Si vocifera da tempo della possibilità di separare l’Ucraina in due tronconi, uno per la NATO (L’viv, vicino a Polonia e Slovacchia) e uno per la Russia (Kiev)

Insomma, gli ucraini sono messi peggio di noi.

Yanukovych sa che l’accordo con l’Europa (e il famigerato FMI) significa austerità – aumento del prezzo del gas del 40%, tagli al welfare, congelamento dei salari – per un’economia già in sofferenza e la fine dei sussidi russi per il gas, che avrebbe un notevole impatto sulla popolazione. Vuol dire perdere le prossime elezioni; vuol dire, in pratica, l’esilio. Il rifiuto delle avances europee e americane significa invece un’altra “rivoluzione colorata” e maggiori interferenze russe nelle questioni interne ucraine.

Ha scelto di non scegliere o, per meglio dire, di prorogare la decisione a data da destinarsi, per poter mungere entrambe le mucche finché gli è possibile farlo. Non c’è nulla di tirannico in questo, anzi, in un certo senso sta servendo gli interessi del suo paese. Non è però detto che le mucche saranno consenzienti a lungo.

Le proteste sono un segnale: qualcuno ha pagato i trasporti fino alla capitale dei manifestanti ed è intuibile come mai così tanti tra gli intervistati dalle TV straniere parlino americano e non ucraino, pur trovandosi di fronte un intervistatore che parla la loro madrelingua.

Intanto si sprecano i paralleli con Hitler (l’Occidente hitlerizza tutti i suoi avversari)

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IL NEONAZISMO

Io li odio i nazisti dell’Illinois.

Jake Blues

Stupratore ed assassino di donne incinte, torturatore, sadico seviziatore. Un vero e proprio mostro che trovò nel nazismo il suo habitat naturale. La difesa della democrazia da ogni arbitrio totalitario è un baluardo contro questi mostri, è un dovere morale ma anche una forma di autodifesa. L’alternativa alla democrazia è una giungla di mostri in libertà, assoldati per fare il lavoro sporco, in virtù di un loro terribile handicap – l’assenza di empatia – che si dimostra particolarmente utile in un sistema che vede nella naturale empatia della maggior parte degli esseri umani un ostacolo e non la promessa di un futuro migliore. Questo è quel che succede quando la democrazia si estingue.

Alfredo Poggi (Giorgio Mezzalira e Carlo Romeo, 2002, p. 65).

Ho trascorso un anno della mia vita a Vancouver e in almeno un paio di occasioni mi sono recato nel quartiere dove risiedeva Michael “Mischa” Seifert, il boia del lager di Bolzano, senza esserne consapevole. A dire il vero, a quel tempo ero convinto che quasi tutti i nazisti in fuga si fossero rifugiati in Sudamerica e negli Stati Uniti. Che uno di loro (forse più di uno?) potesse risiedere anche a Vancouver, a circa sei chilometri da casa mia, non mi aveva mai attraversato l’anticamera del cervello. Seifert è morto nel carcere militare casertano di Santa Maria Capua Vetere, nel 2010, mentre scontava una condanna all’ergastolo per l’uccisione di 11 internati nel campo di transito di Bolzano (Polizeilisches Durchgangslager Bozen), tra il dicembre del 1944 e l’aprile del 1945 quando lui, ucraino, serviva il Reich con la divisa delle SS, prima di rifugiarsi in Canada, dopo la sconfitta.

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è che ste cose gli piacciono

I tre partiti dell’opposizione (neoliberisti e nazionalisti) hanno tutti legami con la Germania. Il Partito della Patria di Julia Tymoshenko è vicino alla CDU/CSU di Angela Merkel e alla galassia delle sue fondazioni e think tank. L’Alleanza per la Riforma Democratica dell’Ucraina del campione mondiale di pugilato Vitali Klitschko (che ha terminato la sua carriera in Germania e ricevuto un’onorificenza per aver migliorato le relazioni tra Ucraina e Germania) è anch’essa sponsorizzata dall’istituto Konrad Adenauer ed è esplicitamente pro-NATO.

http://www.theguardian.com/world/shortcuts/2013/dec/02/vitali-klitschko-next-president-ukraine-boxer

http://www.german-foreign-policy.com/en/fulltext/58302/print?PHPSESSID=urcvm6aogdfn53hkg0bc4g27i3

Svoboda (Libertà) è il partito “social-nazionale” (sic!) degli ultranazionalisti antisemiti e russofobi, guidati da Oleh Tyahnybok (“lottiamo contro la mafia ebreo-moscovita che governa l’Ucraina”), affiliati all’estrema destra europea e con nostalgie naziste (tra gli Ucraini occidentali molti simpatizzavano per gli occupanti tedeschi). A L’viv hanno preso il 38% dei voti nelle politiche del 2012 e sono arrivati secondi a Kiev: i 37 parlamentari eletti si sono subito distinti per la loro inciviltà, violenza, volgarità.

http://www.bbc.co.uk/news/magazine-20824693

Si sono viste moltissime bandiere del partito alle dimostrazioni. Sarebbe interessante capire quanta influenza abbiano sul movimento di protesta.

http://www.youtube.com/watch?v=yEjuE6HeG_g

LE FEMEN

Hanno urinato su una foto di Yanukovych a Parigi, davanti all’ambasciata ucraina

http://www.tmnews.it/web/sezioni/video/parigi-femen-scatenate-urinano-sulle-foto-di-yanukovich-20131201_video_13534276.shtml

Sofisticate intelligenti, persuasive e dignitose come sempre.

 287274_240216956001651_100000400452160_800832_5332071_o-bigil giovane Sikorski tra i mujaheddin anti-sovietici in Afghanistan

LA POLONIA

I politici polacchi (Brzezinski è polacco-americano) sono in prima linea negli attacchi al governo ucraino.

Vale la pena di notare il background del ministro degli esteri polacco Radek Sikorski: “Studiò filosofia, politica ed economia presso il Pembroke College dell’Università di Oxford, entrando poi nel Bullingdon Club, l’associazione goliardica degli studenti universitari oxoniense nella quale fece conoscenza con molti futuri esponenti della vita politica britannica, tra cui l’attuale capo del partito conservatore e allora studente universitario David Cameron”.

[L’attuale governo ultraliberista britannico è espressione dell’esclusivo Bullingdon Club].

Nel 1990, dopo la caduta del Muro di Berlino, divenne consigliere di Rupert Murdoch per i suoi investimenti in Polonia.

Dal 2002 al 2005 fu membro del American Enterprise Institute a Washington e direttore della New Atlantic Initiative, un’organizzazione creata per rafforzare i legami fra americani ed europei dopo la fine della Guerra fredda. [rafforzare i legami: consolidare i pilastri dell’impero]

http://en.wikipedia.org/wiki/Rados%C5%82aw_Sikorski

“Un altro polacco, il ministro degli esteri Radek Sikorski, potrebbe invece ritentare l’assalto al vertice della Nato, già fallito nel 2009”.

http://radioeuropaunita.wordpress.com/2012/11/15/tusk-e-sikorski-la-polonia-prova-a-prendersi-bruxelles/

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Il Messico d’Europa

UNIONE EUROPEA

I cittadini europei avranno finalmente la possibilità di votare direttamente per il presidente della Commissione Europea (es. Tsipras, se non fa la fine di JFK). Devono pretendere anche di poter votare su ogni espansione, in qualunque direzione. Finora l’allargamento dell’UE l’ha resa sempre meno democratica e sempre più tecnocratica e sottoposta alle pressioni lobbistiche. Le vergognose vicende dell’eurozona e dell’accordo sul libero scambio transatlantico sono solo alcuni esempi tra i mille possibili.

Washington e Berlino non vogliono un’Ucraina nell’UE, ma un Messico europeo. Gli ucraini e i cittadini dei 28 paesi membri dell’Unione dovrebbero poter votare per decidere se questa cosa abbia senso e sia nell’interesse dei popoli di questo continente.

Ukraine on the brink – another Yugoslavia?

A cura di Stefano Fait

Web Caffè Bookique [Facebook]

nato-expansion

Prior to her political career, Yulia Tymoshenko was a successful but controversial businesswoman in the gas industry, becoming by some estimates one of the richest people in the country.

http://en.wikipedia.org/wiki/Yulia_Tymoshenko#2011_trial_and_imprisonment

Yanukovych won a November 2004 runoff election. He defeated Viktor Yushchenko. Washington backed him. He’s a former Ukraine central bank governor. His wife held US citizenship. She’s a former Reagan and GHW Bush official. Yushchenko favored NATO and EU membership. His campaign prominently featured the color orange. Western media promoted his Orange Revolution.

Stephen Lendman

Viktor Klitschko’s UDAR is sponsored by the Konrad Adenauer Stiftung and Yulia Tymoshenko’s Fatherland Party has ties with Angela Merkel’s Christian Democratic Union. Svoboda which enjoys strong support in the Lviv administrative region in western Ukraine with 38% electoral support has ties with the BNP in the UK and Jobbik in Hungary. Svoboda would have even stronger ties with these and other right-wing parties in the EU were Ukraine to become a, uh, full-fledged EU member. Is it possible that politically conservative and far-right forces in Germany and other countries need Ukraine in the EU over and above consideration for any economic benefits and other impacts that Ukraine’s integration into the EU might have?

Rozina

When Polish politician Jacek Protasiewicz (Poland is a NATO country), vice-president of the European parliament, agitates the Ukrainian crowds by telling them: “You are part of Europe” – Russians are also Europeans, by the way –, the inquiring mind wonders how many Ukrainians are in a position to make any informed judgements.

There is no “European Future” for Ukrainians looking westward. Ukraine, like Mexico, will never be an equal partner.

For as long as the Washington Consensus (i.e. privatisation of the public sector at bargain prices, dismantling of the welfare state, debt bondage, hedge fund hyenas and zombie banks) dominates European policies, Ukrainians, like all other Europeans, are bound to be exploited: wealth and prosperity for all is not the goal of the current European leadership.

The Orange Revolution was sponsored by the IMF (Washington), the National Endowment for Democracy (Washington), Freedom House (Washington) and Soros’ Open Society Foundations (New York): “Do you know why there is no revolution in Washington? Because there is no US embassy in Washington DC”.

http://www.theguardian.com/world/2004/nov/26/ukraine.usa

http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/3588115.stm

http://www.forbes.com/sites/richardminiter/2011/09/09/should-george-soros-be-allowed-to-buy-u-s-foreign-policy/4/

The ultimate goal is the balkanization of Ukraine, the break-up of Ukraine, for the western portion is to become part of the NATO alliance (cf. Brzezinski and “full spectrum dominance”)

Ian Brzezinski is the son of foreign-policy expert Zbigniew Brzezinski

1990s
http://www.independent.co.uk/voices/ukraines-eastwest-divide-an-election-has-belatedly-alerted-the-west-to-a-dangerous-split-argues-tony-barber-1413352.html

http://articles.washingtonpost.com/2008-04-01/world/36895034_1_ukraine-and-georgia-bush-and-nato-nato-standards

2000s

http://www.theguardian.com/world/2004/nov/28/ukraine.theobserver

2010s

http://www.euronews.com/2013/11/29/ukraine-tension-in-kyiv-as-pro-and-anti-government-protesters-hold-rallies/

2013

http://rt.com/op-edge/ukraine-eu-entry-russia-438/

http://www.economist.com/news/europe/21590585-success-eastern-partnership-depends-ukraine-playing-east-against-west

Driving tractors and a bulldozer at the riot police is not what I would call “demonstrating peacefully”.

http://edition.cnn.com/2013/12/01/us/ukraine-eu-protest-sunday/

Western leaders’ hypocrisy on the suppression of peaceful demonstrations

http://www.theguardian.com/world/blog/2011/sep/25/occupywallstreet-occupy-wall-street-protests

http://www.theguardian.com/commentisfree/cifamerica/2011/nov/25/shocking-truth-about-crackdown-occupy

http://www.theguardian.com/uk/2010/nov/26/police-student-protests-horses-charge

http://www.globalissues.org/article/45/public-protests-around-the-world#PoliceBrutalityandOtherCivilRightsViolationsIgnored

https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_cases_of_police_brutality_in_the_United_Kingdom

The same leaders who authorize monitoring internet activities and phone conversations of all citizens, CCTV mass surveillance, the arrest of whistleblowers, drone wars, “humanitarian wars”, toxic austerity, the crushing of protests in Bahrain and Palestine, etc.

The best option, for Ukraine, would be to remain neutral and on friendly terms with both Russia and EU. The European Union should do the same with Russia and the United States. This continent deserves better than being a US protectorate.

The agreement proposed by the European Union would destroy Ukraine’s economy, which could not compete with Western European producers after the lifting of protective tariffs. Even the agricultural sector would be in trouble. For EU countries, Ukraine is but another market to conquer.

We must not also forget that Ukraine depends on subsidised gas from Russia while, in Europe, major banks are insolvent, unemployment is on the rise and basic social and civil rights are no longer guaranteed.

Ultimately, sacrificing Ukraine’s economic sovereignty is suicidal, a gift to foreign speculators.

Think Ukrainians, think!

Ucraina, Iran e gli affanni del colonialismo atlantista (neoatlantideo)

A cura di Stefano Fait

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The Eurasian Landmass (M.D. Nazemroaya)

Sappiamo che la Russia ha mantenuto il controllo della Siria e non ha alcuna intenzione di permettere agli americani di piazzare armi ostili ai suoi confini (Polonia e Romania) con la risibile scusa di voler difendere l’Europa dai missili iraniani.

Sappiamo che la strategia americana – quella di Brzezinski – prevede di strappare l’Ucraina e l’Iran alla sfera egemonica russa e che Israele e Arabia Saudita rischiano di mandare tutto in fumo.

L’accordo sul nucleare iraniano non piace a Israele e ai neocon, ma rispecchia questa volontà della Casa Bianca, che ha come unico obiettivo quello di accerchiare la Russia (visceralmente odiata dal polacco Brzezinski), mentre Australia, Corea del Sud, Giappone, Taiwan e il Vietnam (!!!) assistono gli Stati Uniti nell’accerchiamento della Cina (Tibet e Xinjiang tengono alta la tensione all’interno, un ruolo svolto da Cecenia, Dagestan e Georgia nei confronti della Russia).

Forse il fallimento della trattativa con l’Ucraina indica che gli americani hanno pensato di fare un baratto: ti lascio l’Ucraina e la Siria, tiro il guinzaglio a Israele e Arabia Saudita, ma in cambio tu molli l’Iran?

Peggio per l’Europa neocoloniale, e in particolare per la Germania, che molto probabilmente aveva già messo gli occhi sul Messico europeo, l’Ucraina, una terra ideale per piazzarci maquiladoras e per fare man bassa delle risorse locali, inclusa la manodopera, attraverso le classiche politiche austeriste e privatizzatrici del FMI (= togli ai poveri per dare ai ricchi e spiega che lo fai per il bene dei poveri).

Sia come sia, il governo ucraino ha detto “ni” e ora gli statisti europei protestano invocando la comune matrice europea: “l’Ucraina è Europa”. Come se la Russia non fosse Europa e come se invece lo fosse la Turchia. Come se una proposta che dà via libera alle locuste occidentali possa essere seriamente intesa come una dimostrazione di affetto fraterno paneuropeista. Affetto e fratellanza come quelli che hanno potuto toccare con mano i greci e tutti i PIIGS? PIIGS con due “I” perché, a dispetto dei proclami, l’Irlanda è ancora prigioniera del debito e la “sua” crescita è unicamente quella delle multinazionali che si sono trasferite lì per non pagare tasse (parassiti si nasce, grandi parassiti si diventa)

 Chessboard SIno-Soviet Bloc and 3 Strategic Frontshttp://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/06/12/atlantide-contro-eurasia-la-principale-causa-della-terza-guerra-mondiale/

Per non parlare della follia di un’istituzione come l’Unione Europea che, invece di fare tutto il possibile per dare un futuro ai suoi giovani, si lascia adoperare dalla Casa Bianca e dal Pentagono per espandere la NATO nel cortile di Putin (far incazzare una potenza nucleare che ci fornisce l’energia per scaldarci d’inverno è furbo quanto mandare migliaia di soldati in mezzo all’Asia, tra Cina, Russia, Iran e Pachistan).

I partner commerciali dell’Ucraina (che pare sia più sveglia dell’UE): importazioni > RUSSIA 19.4%, Cina 10.2%, Germania 9.6%, Bielorussia 7.8%; esportazioni > RUSSIA 23.7%, Turchia 6%, Cina 4.1%.

Si ribatte: gli ucraini non hanno avuto alcuna possibilità di dire la loro. È vero, ma non sembra che la cosa possa essere così problematica. I sondaggi ci dicono che per metà degli ucraini cambiava poco tra Russia o UE: “Con Franza o Spagna purché se magna

http://www.dw.de/ukrainian-support-for-eu…/a-17189085

 Trieste-Iran7

Quanto alla pasionaria Timoshenko, cerchiamo di capire chi è veramente.

2005: Rivoluzione arancione. Yulia Timoshenko (frequentatrice di grandi corrotti e sfrenata privatizzatrice di ricchezze ucraine dopo la caduta dell’Unione Sovietica – “durante questo periodo, fu soprannominata la “principessa del gas” per le accuse di aver stoccato enormi quantità di metano, facendo aumentare le tasse sulla risorsa”) e Victor Yushenko sono anche responsabili della riabilitazione di Stejpan Bandera, terrorista, collaborazionista nazista, poi espatriato a Monaco di Baviera per restare vicino ai suoi “amiconi” nel dopoguerra: “Durante la presidenza Yushenko, il leader arancione per intenderci, Stepan Bandera fu dichiarato eroe nazionale e lo stesso Yushenko ne esaltò l’operato per la lotta all’indipendenza. Bandera era il leader dell’Upa-Oun, responsabile della pulizia etnica ai danni della popolazione polacca”.

http://eastjournal.net/2010/09/07/dossier-storia-1-la-doppia-e-reciproca-pulizia-etnica-in-galizia-e-volinia/

If Kissinger could win the Nobel Peace Prize, why not Brzezinski? (Iran nuclear deal)

 

A cura di Stefano Fait

Web Caffè Bookique [Facebook]

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I can’t stand him anymore. He’s a liar – You may be sick of him, but I have to deal with him everyday.

Sarkozy and Obama on Netanyahu, November 2011

 

There are some who without too much thinking are listening to foreign advice of the kind that you have displayed like from the prime minister, Netanyahu ["a very bad deal”]. They are not being particularly helpful and I’m not sure what their motives are.

Zbigniew Brzezinski, November 2013

http://newsbusters.org/blogs/mark-finkelstein/2013/11/22/zbigniew-brzezinski-very-accomodating-iranians-wiling-abandon-nucl

 

The agreement under discussion would slow crucial elements of the Iran program, make it more transparent and allow time to reach a more comprehensive agreement in the coming year. Should the United States fail to take this historic opportunity, we risk failing to achieve our non-proliferation goal and losing the support of allies and friends while increasing the probability of war.

Zbigniew Brzezinski, November 2013

http://www.ipsnews.net/2013/11/scowcroft-brzezinski-urge-iran-accord/

 

A limited U.S. strike would have only a temporary effect. Repetitive attacks would be more effective, but civilian fatalities would rise accordingly, and there would be ghastly risks of released radiation. Iranian nationalism would be galvanized into prolonged hatred of the United States, to the political benefit of the ruling regime. Iran, in retaliating, could make life more difficult for U.S. forces in western Afghanistan by activating a new guerrilla front. Tehran could also precipitate explosive violence in Iraq, which in turn could set the entire region on fire, with conflicts spreading through Syria to Lebanon and even Jordan. Although the U.S. Navy should be able to keep the Strait of Hormuz open, escalating insurance costs for the flow of oil would adversely affect the economies of Europe and Asia. The United States would be widely blamed. Given the recently woeful U.S. performance in the United Nations — where the United States and Israel gained the support of only seven states out of 188 in opposing U.N. membership for Palestine — it is also safe to predict that an unsanctioned U.S. attack on Iran would precipitate worldwide outrage. Might the U.N. General Assembly then condemn the United States? The result would be unprecedented international isolation for an America already deeply embroiled in the region’s protracted turmoil. Congress should also take note that our Middle Eastern and European friends who advocate U.S. military action against Iran are usually quite reticent regarding their readiness to shed their own blood in a new Middle East conflict. To make matters worse, the most immediate beneficiary of ill-considered recourse to war would be Vladimir Putin’s Russia, which would be able to charge Europe almost at will for its oil while gaining a free hand to threaten Georgia and Azerbaijan….Could Meir Dagan, the former head of Israel’s Mossad, have been right when he bluntly said that an attack on Iran is “the stupidest thing I have ever heard”? Fortunately, there is a better, even if not a perfect, option.

Zbigniew Brzezinski,January 03, 2013

http://articles.washingtonpost.com/2013-01-03/opinions/36210797_1_military-action-iranian-nationalism-nuclear-non-proliferation-treaty

 

I don’t think there is an implicit obligation for the United States to follow like a stupid mule whatever the Israelis do. If they decide to start a war, simply on the assumption that we’ll automatically be drawn into it, I think it is the obligation of friendship to say, ‘you’re not going to be making national decision for us.’ I think that the United States has the right to have its own national security policy.

Zbigniew Brzezinski, November 2012

http://www.niacouncil.org/site/News2?page=NewsArticle&id=8713

 

A war in the Middle East, in the present context, may last for years. And the economic consequences of it are going to be devastating for the average American. High inflation. Instability. Insecurity. Probably significant isolation for the United States in the world scene. Can you name me any significant country that’s going to be in that war together on our side? That’s something no one can afford to ignore.

Zbigniew Brzezinski, July 2012

http://www.newsmax.com/newsfront/brzezinski-iran-war-oil/2012/07/18/id/445804#ixzz2le23nmD3

[Sanctions] work already to an extent that they weaken Iran. They make domestic stability more difficult for the Iranian leadership to maintain. I don’t think they will work in a kind of decisive fashion if our objective is to deprive the Iranians entirely of a nuclear program.We have to be firm and credible about it and we also have to say a conflict is not in our interest because we know if there’s a conflict, we will be hit by the Iranians. Do you want another war in that part of the world? Do you want the price of oil to go up? Do you want our troops in Iraq and Afghanistan to be threatened? I don’t understand how anyone can seriously argue that this is in the American interest. I don’t want to live with a nuclear Iran. I would like to make it uncomfortable for them to seek it. I would like to promote internal change in Iran — which is more likely if we don’t fuse Iranian nationalism with Iranian fundamentalism.

Zbigniew Brzezinski, February 2012

http://www.cbsnews.com/news/brzezinski-concerned-about-american-ignorance/

We won’t sit idly by…Appeasement hasn’t worked in the past, and I don’t think it will work in the 21st century. That is why the frustration really is toward the main players within the United Nations Security Council, that’s their responsibility. And they will share also the blame, whatever deal comes out, they are responsible for it

Prince Mohammed bin Nawaf bin Abdulaziz, the Saudi ambassador to London

http://www.timesofisrael.com/saudi-prince-to-iran-we-wont-sit-idly-by/

What was achieved last night in Geneva is not an historic agreement, but an historic mistake…Today the world has become a much more dangerous place because the most dangerous regime in the world has taken a significant step toward attaining the most dangerous weapon in the world. Israel will not allow Iran to develop a military nuclear capability.

Benjamin Netanyahu

http://www.independent.ie/incoming/netanyahu-iran-nuclear-deal-is-historic-mistake-29779836.html

 

If a nuclear suitcase blows up in New York or Madrid five years from now, it will be because of the deal that was signed this morning.

Naftali Bennett, Israel’s economic minister

http://www.independent.co.uk/news/world/middle-east/iran-nuclear-deal-israeli-minister-warns-accord-could-end-in-suitcase-bomb-8960856.html

1.) The USA and UK overthrew an elected Government in Iran in 1953.
2.) The Shah was selected to rule over Iran by the West.
3.) The Shah never stood for an election.
4.) The Shah was supplied by the USA with weapons.
5.) The US shot down an Iranian Airliner killing all aboard.
6.) Hostages held by Iran were released. None were killed.
7.) The USA favored Saddam Hussain in the Iraq-Iran War, even though Saddam started it.
8.) The Neo-Cons and the Puppet State of Israel have on numerous occasions threatened to bring a War to Iran.
9.) We have a double standard where Israel is allowed to have Nukes (WMD’s) but Iran must undergo a rigorous process of transparency.
10.) Iran is ringed by US Military bases, and carriers.

 

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