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“Dal 1998 circa il trend si è invertito, facendo segnare in questi ultimi 15 anni un calo di circa 0,1°C”.
http://www.meteogiornale.it/notizia/27938-1-lieve-calo-del-global-warming-a-maggio

2006: NASA informa che il ciclo solare 24 sarà un po’ più robusto del precedente, mentre il 25 sarà debolissimo.

Poiché ora sappiamo che già il 24 è stato ed è davvero gracile…

http://science1.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2006/10may_longrange/

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SPACE AND SCIENZE RESEARCH CORPORATION

Status Global Climate Report 2013

Il GCSR (Global Climate Status Report) per l’anno 2013 fornisce una valutazione dello stato del clima e di previsione per il futuro della Terra. È destinata ai politici che decideranno il prossimo futuro, uomini d’affari, educatori e al pubblico che ha bisogno di una breve panoramica sul clima della Terra, per comprenderne rapidamente gli aspetti più importanti del cambiamento climatico in corso.

Data di pubblicazione: 18 febbraio 2013.

Paragrafo 1. La valutazione generale.

A) Metodologia:

Per sviluppare il GCSR, il SSRC (Space and Scienze Research Corporation), utilizza una serie standardizzata di monitoraggio dei parametri di misurazione del clima, ottenuti dai dati forniti da più agenzie scientifiche governative internazionali degli Stati Uniti e dalla gran parte dei dati, prodotta da satelliti in orbita, che dalla metà degli anni 70 hanno fornito misurazioni estremamente accurate, delle caratteristiche della climatologia, basati su dati critici usati per la valutazione del clima sulla Terra. Da questi dati ed analisi dei trend, viene eseguita con dati di riepilogo, grafici, diagrammi e report, che vengono poi sviluppati dalla SSRC, con l’assistenza di propri ricercatori di supporto.

Il GCSR affronta cinque grandi categorie del clima:

(1)       Temperature atmosferiche globali.

(2)       Le temperature oceaniche globali.

(3)       Le temperature polari, glaciali e il punto di ghiaccio marino.

(4)       Livello dei mari e velocità del cambiamento.

(5)       Stato di attività solare.

Sintesi.

La Terra ha terminato l’era del riscaldamento globale, causato principalmente dal Sole, ed è entrata in un processo di rapida transizione, verso un nuovo periodo dal clima freddo. Questo prossimo cambiamento climatico, potrebbe durare per almeno i prossimi 40 anni. L’estensione e la profondità del freddo prodotto in questa nuova era climatica è stimata essere la peggiore da oltre 200 anni a questa parte. Come tale, sarà probabilmente un periodo storico ed altamente distruttivo a livello globale, sia in termini di danni alle colture, sia in termini di sofferenza umana.

Sulla base dei precedenti periodi del clima freddo di questo tipo, il risultato più probabile per questo prossimo cambiamento climatico, saranno sconvolgimenti sociali, politici ed economici in tutto il mondo, con sostanziale perdita di vite umane.

“L’ibernazione solare o punto di minimo più basso” delle macchie solari è prevista per il 2031. Ciò corrisponde all’anno nel quale si prevede che la temperatura, sia la più bassa durante questo periodo freddo.

Il clima sulla Terra è attualmente in un periodo di inversione dinamica tra passato (iniziato circa 200 anni fa, con tendenza al riscaldamento globale, che ha avuto inizio nel 1840) ed il nuovo trend del clima freddo. In questo periodo di transizione, si prevede avvengano significativi cambiamenti anche repentini tra caldo e freddo!

Quando il clima freddo avrà preso il sopravvento nella maggior parte delle regioni, si preannuncerà un rapido calo delle temperature globali. Questo avverrà nei prossimi 10/15 anni, con apice del freddo tra il 2020 ed il 2030.

Oltre agli effetti negativi causati dalle temperature globali, molto al di sotto delle attuali, questa quiescenza solare sarà importante, perché coinciderà con alcune delle eruzioni vulcaniche più catastrofiche ed i maggiori terremoti distruttivi mai registrati. Le eruzioni vulcaniche possono far notevolmente diminuire le temperature globali, molto più rapidamente di quanto si pensi, andando ad accentuare la già consistente riduzione della produzione di energia solare.
Non si prevede una prossima fase di riscaldamento almeno fino al 2045, con successivo inizio del riscaldamento globale stimato nel corso degli anni 2070-2090. Tuttavia, sarà un riscaldamento moderato, rispetto all’apice del riscaldamento del recente passato durante tutto l’intervallo compreso tra il 1990 e il 2010.

La lunga storia geologica del pianeta Terra, tornando indietro di milioni di anni, ci dimostra come esso sia normalmente un pianeta dal clima freddo, dove lo spessore del ghiaccio glaciale ha uno strato superiore al km e che ricopre gran parte dell’emisfero nord, con le regioni del sud emisfero temperate per decine di migliaia di anni.

Tra le ben note lunghe glaciazioni, della durata di circa 120.000 anni, il clima sperimenta di solito periodi più caldi, della durata di poche migliaia di anni. Ora si prevede, per i prossimi 100/1000 anni, che la Terra continuerà la discesa della temperatura già avviata, portandosi fuori dall’attuale periodo interglaciale di 11.000 anni, dove il vecchio Olocene, periodo caldo, verrà sostituito con l’inizio di una prossima era glaciale.

L’analisi dei dati raccolti dal carotaggio dell’Antartide e della Groenlandia hanno dimostrato che l’arrivo della prossima era glaciale, può avvenire molto velocemente, sostituendo il periodo dell’Olocene caldo interglaciale. L’arrivo di questa glaciazione potrebbe arrivare entro un solo secolo. Questo perché sono stati trovati notevoli differenze di temperatura globale nell’arco di pochi decenni.

Inoltre da studi approfonditi, i naturali cambiamenti climatici, quando si verificano, possono avvenire molto rapidamente.

http://www.spaceandscience.net/

traduzione a cura di Enzo:

https://www.facebook.com/pages/Attivit%C3%A0-solare-Solar-Activity-/100364603439625

Le opinioni di critici e di sostenitori di questa scuola di pensiero (dibattito svoltosi a partire dal 2008)
Qui (in inglese)
Qui (in italiano)
citato qui (2011)
http://www.meteogiornale.it/notizia/20851-1-dal-riscaldamento-globale-ad-ipotesi-di-glaciazione
articolo scientifico (inglese) conferma nel 2011 e i successivi due inverni sono andati esattamente come avevano previsto gli autori dell’articolo:
http://phys.org/news/2011-07-ten-chance-colder-uk-winters.html

https://twitter.com/stefanofait

“Il raffreddamento globale è causato dall’uomo” – non fatevi fregare un’altra volta!

gavin_models_bscaptureGavin Schmidt, climatologo NASA

Diamo il benvenuto alle prove a sostegno della nostra teoria preferita e ignoriamo o manifestiamo dubbi sulle prove che la contraddicono. Tutti noi ci comportiamo continuamente così. Non è, come spesso assumiamo, un problema che affligge solo i nostri avversari. Io lo faccio, noi lo facciamo, ci vuole uno sforzo sovrumano per non farlo.
Matt Ridley

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L’aumento dell’anidride carbonica è conseguenza, non causa, del riscaldamento globale e l’anidride carbonica continua ad aumentare anche quando le temperature rimangono stabili (ergo: uomo c’entra davvero poco)

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Per la serie: fatti, non pugnette modellistiche TOTALMENTE fuori bersaglio – “Il 2013 sarà uno degli anni piu’ freddi“: è quanto avverte il meteorologo col. Paolo Ernani, spiegando che “è in atto un’inversione di tendenza della temperatura mondiale e questo sarà probabilmente un anno relativamente freddo anche per noi. Recenti nostri studi – riferisce – fanno pensare che qualcosa di rilevante si stia già manifestando. Per esempio, nel calcolare sulla penisola italiana la temperatura media annua fra il 1997 e il 2012 e la sua relativa linea di tendenza abbiamo notato che quest’ultima tende a scendere“. La temperatura media sull’Italia “ha smesso di salire dalla fine del secolo scorso e da allora, anno dopo anno e in maniera quasi impercettibile, sta scendendo. E’ in atto un’inversione di tendenza che sarà palpabile anche nello scorrere di questo anno. Con il passar del tempo, farà sempre più freddo“.
Perché? “Gli ultimi tre cicli solari, con lunghezza temporale media di 11 anni, si stanno affievolendo: il sole sta perdendo potenza e di conseguenza anche la temperatura della Terra tornerebbe di nuovo a scendere“. Si darebbe così “il via all’inversione di tendenza cui seguirebbe una instabilità planetaria associata non solo a fenomeni iniziali estremi quali forti piogge alternate a periodi poco piovosi, freddo intenso seguito da periodi di caldo, tempeste violente; ma porterebbe la temperatura verso valori via via sempre più bassi, fino a generare decennio dopo decennio un’altra piccola era glaciale, tra il 2035 e il 2045“. Se tutto ciò si avverasse, “si potrebbero ripetere su gran parte dell’Europa temperature abbastanza fredde ed espansione dei ghiacciai di diversi gradi di latitudine più a sud, nell’emisfero nord, rispetto alle posizioni attuali”.
http://www.meteoweb.eu/2013/06/meteo-esperto-shock-fara-sempre-piu-freddo-stiamo-andando-verso-una-nuova-era-glaciale/207695/

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Circa 14 mila anni fa le temperature sono salite bruscamente ed è cominciato il periodo caldo di Allerød… Il tasso di riscaldamento è stato molto intenso (~ 4,5°C) e si è verificato in meno di un secolo. Negli ultimi 150 anni le temperature sono cresciute di 0,8°C. Senza contare che brusche variazioni di temperatura sono avvenute anche in assenza di aumento della CO2.

Però ci preoccupiamo del nostro impatto???????
Dobbiamo diventare più disciplinati e rispettosi della natura per ragioni più serie, non per questa scemenza del riscaldamento globale causato dalle attività umane.

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FONTE DEI GRAFICI

http://wattsupwiththat.com/2013/06/02/multiple-intense-abrupt-late-pleisitocene-warming-and-cooling-implications-for-understanding-the-cause-of-global-climate-change/#more-87448

Nel 2017 saranno 20 anni che le temperature planetarie sono rimaste stabili. E’ anzi assai verosimile che, avvicinandosi l’inizio del minimo solare (2018-2020), saremo in pieno raffreddamento globale, se non repentina glaciazione.

Dalla Royal Society, che ospita sempre più di frequente scienziati scettici (forse perché sono loro a moltiplicarsi?), alla NASA a svariati militanti serristi, anche prestigiosi, sono molti quelli che hanno avuto il coraggio e la lucidità di cambiare la loro posizione ed accettare che nulla di quello che era stato previsto si è verificato (dall’innalzamento degli oceani, al livello delle precipitazioni, all’andamento delle temperature globali, all’estensione dei ghiacci/ghiacciai, ecc.) e che ci devono essere cause naturali non ancora chiare che spiegano come mai i modelli hanno fallito così catastroficamente, pur essendo, di norma, matematicamente corretti.

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Il ghiaccio artico si è riformato rapidamente ed abbondantemente lo scorso inverno, ma è “giovane” e quindi quest’estate subirà un altro massacro, forse battendo il record del 2012. Tuttavia la tendenza degli ultimi due inverni è nettamente ed incrementalmente espansiva e verosimilmente continuerà (“inesplicabilmente”) anche il prossimo inverno.

Ora la cosa più importante da fare è non credere alla nuova scemenza che è sicuramente in arrivo: il raffreddamento globale è causato dall’uomo.
Ci hanno già provato negli anni Settanta e ci riproveranno:

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/03/03/i-media-globali-e-il-terrorismo-climatico-1895-2013/

Ci riproveranno perché alcuni climatologi o presunti esperti sono fanatici e/o misantropi e/o corrotti e perché certi paradigmi sono duri a morire:
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/05/02/cosa-motiva-i-fanatici-del-cambiamento-climatico-globale-causato-dalluomo/

Ma il fatto è che gli scienziati non sono autorizzati a dire che i loro modelli spiegano tutto e il contrario di tutto a seconda di come gli gira – sono i loro modelli che si devono adattare alla realtà, non la realtà ai modelli.
Se i conti non tornano erano le premesse ad essere sbagliate. La scienza non si fa leggendo la realtà in modo tale da confermare le premesse, ignorando i dati che le contraddicono. Una teoria non può essere così flessibile da metamorfizzarsi per spiegare a posteriori qualsiasi risultato. Sarebbe pseudoscienza, come quella denunciata dal twitter di Gavin Schmidt.

NON FATEVI FREGARE DAL PROSSIMO MANTRA: “il raffreddamento globale è causato dall’uomo”

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COSE DA TENERE A MENTE:
1. Dal 1997 le temperature mondiali sono stabili;
2. Le emissioni umane sono in costante aumento;
3. In passato (anche negli ultimi duemila anni) ci sono stati sbalzi di temperatura a livello globale molto più bruschi di quelli degli ultimi 100-150 anni;
4. La climatologia è una disciplina immatura: è meglio fidarsi di climatologi con un background in geologia, fisica o ingegneria;
5. Se un climatologo della NASA diventa uno scettico e usa pubblicamente il termine bullshit (puttanate), è un fatto degno di nota;

Murry Salby, climatologo alla Macquarie University (Sydney) vi spiega in 12 punti quel che è essenziale capire:

http://hockeyschtick.blogspot.it/2013/06/climate-scientist-dr-murry-salby.html

*****

Non fatevi infinocchiare. Siamo in un’epoca decadente e tutte le fasi di declino sono caratterizzate dalla mistificazione (austerità, guerre umanitarie, riscaldamento globale causato dall’uomo, privatizzazioni nell’interesse pubblico, ecc.).

Se credete fermamente in una menzogna, non è solo la vostra integrità morale a degradarsi, ma anche quella psicocognitiva: la realtà stessa nella quale siete immersi si corrompe.
La sfida del nostro tempo
è quella di individuare della migliori approssimazioni al vero.

https://twitter.com/stefanofait

Neve marzolina, glaciazione s’avvicina

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correlazioni tra attività solare e cambiamento climatico

Bloccati per ben 13 ore in Ungheria dal maltempo, precisamente da una tempesta di neve. E’accaduto a 150 turisti italiani, a bordo di tre pullman partiti da Castelnuovo Garfagnana e dalla Lucchesia per una gita tra Slovenia ed Ungheria.

http://www.julienews.it/notizia/cronaca/tempesta-di-neve-150-turisti-italiani-bloccati-in-ungheria/297484_cronaca_3.html

Sebbene alcuni esperti ci rassicurino sul fatto che la prossima glaciazione è stata rinviata sine die (a data da destinarsi), a causa del riscaldamento globale, quest’inverno e la primavera in corso (la primavera meteorologica comincia il 1 marzo) stanno mostrando abbondanti sintomi di un incombente raffreddamento globale. Sono ormai numerosissimi i climatologi che contestano la versione ufficiale del cambiamento climatico e molti di loro si aspettano che il riscaldamento inneschi un forte raffreddamento globale:

Circa un anno fa avevamo dato spazio alla teorie di un astrofisico di nazionalità russa, Habibullo Ismailovich Abdussamatov, che ha sostenuto il possibile inizio di una nuova piccola era glaciale a partire dal 2014 (leggere qui l’approfondimento). Sulla stessa lunghezza d’onda anche altri due ricercatori russi, Vladimir Bashkin e Rauf Galiulin: anche per loro starebbe per iniziare una fase più fredda per il nostro Pianeta, correlata con i diversi cicli di attività solare, prevista sempre più bassa.

Viene così aspramente contestata la tesi prevalente della Comunità Scientifica per la quale i cambiamenti climatici degli ultimi 150 anni siano imputabili principalmente all’azione dell’uomo, con conseguente riscaldamento antropico sotto forma di alterazione dell’effetto serra. Secondo la tesi dei due scienziati, la diminuzione termica globale sarebbe imminente ma piuttosto lenta in una prima fase, ben più attiva dopo qualche decennio”.

http://www.meteogiornale.it/notizia/26453-1-piccola-era-glaciale-in-arrivo-secondo-ricercatori-russi

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Guardate il ciclo 24 di attività solare (il nostro): dovrebbe essere al massimo. Quando entrerà nel suo minimo ciclico (verosimilmente a partire dal 2019) non sarà l’effetto serra a doverci preoccupare. Già adesso l’emissione di raggi UV è molto più bassa, quasi dimezzata, di quel che ci si dovrebbe attendere in una fase come quella corrente. Gli strati superiori dell’atmosfera sono diventati più freddi e le correnti a getto imprevedibili (perciò si passa dal gran caldo al gran freddo nel giro di magari una settimana). Dal prossimo inverno è prevedibile che il raffreddamento comincerà a farsi marcato, anche se ci potranno essere estati torride e siccità, in Europa, come in altre parti del mondo.
Poi, se il minimo sarà molto profondo, gli inverni (meteorologici) potrebbero durare dall’inizio di novembre fino a fine marzo e la neve a certe latitudini ed altezze non arriverà a sciogliersi, si accumulerà e produrrà un effetto albedo.

Bisognerebbe occuparsi seriamente della resa agricola e delle riserve di cibo, ma non pare sia la priorità dei nostri governanti, al momento. Pare invece che il programma atomico iraniano ed il feticismo austerista debbano continuare a dominare i prossimi mesi.

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In rosso più ghiaccio del normale, in blu meno ghiaccio della media

SPAGNA

42 le province spagnole in stato di allerta a causa di neve e pioggia. Nelle Asturie, 13 strade sono tuttora chiuse, così come hanno abbassato le saracinesche esercizi pubblici e commerciali. La strada A-67 della Cantabria, tra Madrid e Santander, è rimasta bloccata per diverse ore a causa dell’improvvisa bufera di neve. Panico tra decina di automobilisti, ma per fortuna senza alcuna conseguenza.

http://www.meteogiornale.it/notizia/26883-1-spagna-tra-bufere-di-neve-e-alluvioni

FRANCIA

L’emergenza maltempo sta assediando senza tregua da ormai oltre 24 ore il nord della Francia. Oltre 68.000 case in Bretagna e Bassa Normandia…sono rimaste prive d’energia elettrica. A causa della neve inoltre migliaia di persone sono rimaste bloccate tra la notte e la mattinata all’interno delle loro auto. In Bassa Normandia sono caduti in media tra i 50 e i 60 cm di neve, accompagnati da venti sostenuti. Un traghetto con oltre 500 persone bordo si è dovuto fermare a Cherbourg. Nessuna autostrada risulta per ora percorribile su tutta la parte nord-occidentale della Francia. A Lille, la circolazione dei treni ad alta velocità in arrivo e partenza è stata bloccata per ragioni di sicurezza, per consentire la pulizia dei binari. Bloccata anche la circolazione fra la Francia e il Belgio, dove i treni Tgv Thalys sulla percorrenza Parigi-Bruxelles sono fermi a causa delle forti perturbazioni. Sono peraltro bloccati anche i treni Tgv in partenza o in arrivo a Lille. Voli limitati negli aeroporti parigini di Roissy e Orly Ma permane ancora lo stato di allerta arancione in 26 dipartimenti nel nord e nordovest del Paese.

http://www.meteogiornale.it/notizia/26856-1-francia-eccezionali-bufere-di-neve-caos-e-paralisi

GERMANIA

Nel Land del Schleswig-Holstein, il più settentrionale della Germania, numerose scuole sono ancora chiuse. Ora il peggioramento si sta propagando verso la parte centrale del paese, dove tra oggi e domani sono attese fortissime nevicate, localmente in forma di blizzard.

http://www.meteogiornale.it/notizia/26848-1-germania-paralisi-da-neve-nel-settore-nord-video

REGNO UNITO

La possente ondata di gelo proveniente dalla Russia ha raggiunto il Regno Unito causando, oltre al tracollo termico, dei veri e propri blizzard. I disagi maggiori sono stati registrati nel sud dell’Inghilterra: lungo la strada A23 che collega le città di Crawley e Brighton, nel Sussex, a causa del manto stradale gelato si sono verificati alcuni incidenti con conseguente interruzione della normale circolazione.

In poco tempo si è formata una coda di 24 km e alcune decine di persone sono state costrette a trascorrere la notte all’interno delle proprie automobili. Fortunatamente non si sono verificate situazioni d’emergenza e stamane la situazione è tornata alla normalità.

http://www.meteogiornale.it/notizia/26845-1-bufere-di-neve-causano-disagi-nel-regno-unito-video

BELGIO

Un attacco invernale possente, che sta paralizzando mezza Europa…anche il Belgio è stato spazzato da gelidi venti, furiosi, accompagnati da tempeste di neve…si sono formati ingorghi per una lunghezza totale di 1670 km, demolendo il precedente record dello scorso 3 febbraio quando furono bloccati dalla neve un totale di 1285 km. Per la sicurezza dei passeggeri sono state sospese le corse dei treni veloci che collegano Bruxelles con Londra e Parigi. Sospesi anche i collegamenti per Amsterdam e Colonia. Secondo i meteorologi belgi sono caduti mediamente 20 cm di neve e per la prima volta dal 1925 – nel mese di marzo – la temperatura media del paese non ha superato lo zero nell’arco dell’intera giornata.

http://www.meteogiornale.it/notizia/26857-1-europa-nel-caos-a-causa-di-neve-e-gelo

NORD EUROPA

Temperature ancora in picchiata sulla gran parte dell’Europa Centro-Settentrionale, con picchi ancora sotto i 30 gradi sottozero nelle regioni interne norvegesi…Bufere di neve stanno interessando anche l’estremo sud dell’Inghilterra fin sulle coste del Canale della Manica: brevi apparizioni di neve con fiocchi hanno interessato nuovamente Londra, dove la temperatura è scesa fino a 2 gradi sottozero. A proposito di temperature, grande gelo in Scozia con temperature fino a -12°C anche a bassa quota.

http://www.meteogiornale.it/notizia/26833-1-gelo-nord-europa-blizzard-tra-inghilterra-e-francia

Si confermano i -35°C nelle zone interne centrali norvegesi, ma questa mattina spiccano anche i valori rigidi a latitudini più basse, nelle maggiori capitali. Ad Helsinki il termometro è sceso fino a -20°C, mentre su Oslo la colonnina di mercurio si è fermata a -17°C. Nella mappa sotto le temperature minime odierne su tutta l’Europa, con picchi sotto i -20°C anche sulle nazioni baltiche.

http://www.meteogiornale.it/notizia/26822-1-inverno-nord-europa-gelo-tra-scandinavia-e-paesi-baltici

EST EUROPA

Violenti blizzard hanno letteralmente paralizzato il settore ovest dell’Ucraina. Nella città di Leopoli, in poco meno di 48 ore, è caduta una quantità di neve che supera addirittura la media mensile. Neve e gelo che hanno causato il caos: fermi i mezzi pubblici e chiuso l’aeroporto. Nell’intera regione sono state danneggiate numerose linee elettriche e 60 centri abitati risultano ancora isolati.

Le intense bufere di neve hanno bloccato alcuni tratti dell’autostrada che collega Kiev al confine occidentale. Le situazioni più gravi sono state registrate nelle zone di confine con la Polonia, la Bielorussia, l’Ungheria e la Slovacchia. Lungo le strade si sono formate code per centinaia di chilometri. I soccorritori del Servizio Nazionale sono accorsi per aiutare gli automobilisti intrappolati nelle loro auto, organizzando dei punti di ristoro dove venivano servite pasti e bevande calde.

http://www.meteogiornale.it/notizia/26917-1-bufere-di-neve-paralizzano-ucraina-immagini-incredibili

Camaleontismo Climatico (riscaldamento sì, riscaldamento no, riscaldamento boh?)

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Nevicate record nel New England, Canada, Medio Oriente e a Mosca

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/01/31/fuochino-fuoco-ghiaccio-cause-e-conseguenze-di-una-glaciazione/

Gli esseri umani hanno alterato in una misura tale la composizione dell’atmosfera che la prossima glaciazione è stata rinviata a tempo indeterminato.

Comitato consultivo federale statunitense sul cambiamento climatico, 8 febbraio 2013

I climatologi tropicalisti/serristi si affannano a cercare di spiegare gli inverni più freddi e nevosi degli ultimi anni dando la colpa al costante riscaldamento globale, invece di ammettere che le temperature si sono oramai stabilizzate e che, se l’attuale massimo solare è così debole, figuriamoci cosa succederà al clima terrestre con il minimo solare che, verosimilmente, sarà davvero minimo.

Quel che non possono spiegare è:

1. perché gli inverni erano freddi e nevosi, o anche più freddi e più nevosi, negli anni Sessanta e Settanta, quando gli esperti prevedevano una glaciazione e i ghiacci artici si espandevano;

2. perché gli inverni sono diventati più miti negli anni novanta ed all’inizio del secolo, con temperature globali in crescita e ghiacci artici in contrazione;

3. perché i precedenti modelli che prevedevano inverni più miti si sono dimostrati sbagliati;

In sintesi: le estati calde confermano il riscaldamento globale, gli inverni freddi confermano il riscaldamento globale, il clima piovoso conferma il riscaldamento globale, il clima secco conferma il riscaldamento globale, l’assenza di riscaldamento globale conferma il riscaldamento globale. Ogni anomalia di qualunque tipo non può che confermare il riscaldamento globale, in un modo o nell’altro. Non esiste un evento meteorologico che non sia prova del fatto che il riscaldamento continua ed è colpa dell’uomo. Perciò, stando ai modelli serristi, possiamo dire con una ragionevole certezza che le prossime estati ed i prossimi inverni saranno più caldi, più freddi o identiche alle passate estati ed inverni.

Attendiamo l’immancabile incriminazione delle attività umane per il raffreddamento globale, per una svariata serie di ragioni tutte rigorosamente scientificissime.

Perché il comitato consultivo federale abbia ragione occorre che si verifichino due condizioni:
1. costante aumento dell’anidride carbonica

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2. costante aumento delle temperature:

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Come si vede:

Per RSS il riscaldamento globale non è stato significativo per più di 23 anni.

Per UAH non è stato significativo per oltre 19 anni.

Per Hadcrut3 non è stato significativo per oltre 19 anni.

Per Hadcrut4 non è stato significativo per oltre 18 anni.

Per GISS non è stato significativo per più di 17 anni.

Video molto “stimolante” o “inquietante”

Nostradamus Revolution (previsioni per il 2013 e 2014)

Matrix - Il cucchiaio non esiste

Questo è l’ultimo capitolo del ciclo di “profezie”, iniziato nel novembre 2011:

http://fanuessays.blogspot.it/2011/11/le-mie-previsioni-per-il-2012-2013-2014.html

e proseguito a metà 2012:

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/07/10/nostradamus-reloaded/

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È possibile che il problema non fosse il calendario maya ma la maledizione (azteca) di Montezumolo.

Monti, Marchionne e Montezemolo a Melfi: 4M per un futuro governo di M.

Io comunque la seconda repubblica non l’ho vista (non mi è sembrata troppo diversa dalla prima) e la “terza” mette addosso una certa inquietudine.

MontIzumolo come Romolo Augustolo, ultimo sovrano dell’impero di cui andiamo così fieri, quello in cui ci si massacrava negli stadi, dove si sfruttavano gli schiavi (stranieri), si civilizzavano i popoli primitivi inviando legioni dall’altra parte del mondo, il cristianesimo serviva da collante sociale, si erigevano muri per tener fuori i barbari, gli oligarchi corrompevano i senatori, le tasse erano alle stelle, i separatismi fiorivano, la resa agricola diminuiva, la crisi economica pauperizzava la popolazione, ecc.
Insomma quel vecchio mondo lì, così TOTALMENTE diverso dal nostro.

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Quella che è la fine del mondo per alcuni, è un mondo nuovo per quelli che lo realizzano.
Massimo Gramellini (Stampa, 16 dicembre 2012): “Mi piace pensare che i Maya non avessero del tutto torto. Che il 21.12.12 non finirà il mondo, ma un altro comincerà a prendere forma. Anch’io avrò la possibilità di farne parte, se smetterò di fidarmi ciecamente dei sensi, che intercettano solo una piccola fetta di realtà, e imparerò a rinvigorire il muscolo rattrappito dell’intuizione: «La voce degli dei» come la chiamava Jung, l’unica parte immutabile e immortale di me stesso. Per chi non ha, o non ha più, un lavoro o un affetto, la fine del mondo è già arrivata e questi sembreranno discorsi astratti, brodini caldi per anime intirizzite. Ma non è così. La crisi psicologica e poi – solo poi – economica in cui versiamo è anzitutto una crisi del modello materialista che ha dominato il Novecento. Se non torniamo a chiederci chi siamo, e non solo cosa abbiamo, finiremo per non avere più nulla. Qualunque profezia non va presa alla lettera: è l’indicatore di un cambiamento spirituale. Da qualche settimana ho coinvolto i lettori domenicali di «Cuori allo Specchio» nei preparativi del viaggio. Ho chiesto di regalarmi i ricordi più belli della loro vita e in cambio ho offerto parole da mettere in valigia, tratte dai libri che mi hanno temprato il cuore. Per ultimo ho tenuto il più importante: il Simposio di Platone. Buon viaggio”.

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/12/20/un-mondo-nuovo-sta-prendendo-forma-canti-da-mat-chants-for-a-nut/

E’ infantile, autolesionistico e vano attendere che qualche evento/intervento esterno sistemi le cose al posto nostro. Gli adulti prendono l’iniziativa ed agiscono (l’essere umano o è riformatore, o non è). La sommatoria delle loro riforme interiori ed esterne è il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo, in quanto il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di padroneggiare nio stessi, non certo sperare che arrivi qualcuno a guidarci. Dovrebbe essere anche quello di discernere le alternative reali e realistiche che possono veramente costituire un ponte verso il futuro, separandole dalle fantasie seducenti ma irrealizzabili.

Tutti formuliamo delle credenze basate sulle esperienze passate. Il problema è che, quando le scambiamo per fatti, non ci servono più come propellente per spingerci avanti, per farci evolvere, ma diventano ostacoli che ci impediscono di diventare qualcosa di più grande di quel che possiamo immaginare oggi. Questa è la principale ragione per cui il mito della rivoluzione cosmica collegata al calendario maya è, a tutti gli effetti, un mito contro-rivoluzionario, reazionario, iperconservatore, disumano:

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/10/21/mondi-nuovi-mentalita-vecchie-la-profezia-maya-come-specchio-di-unepoca/

Chi l’ha diffuso e sostenuto ha tradito la causa dell’emancipazione umana (molto spesso inconsapevolmente).

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Non c’è ancora stata una rivoluzione, ma c’è stato il primo sciopero paneuropeo.

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/11/15/yes-we-can-primavera-europea-dalla-b-alla-v-zuclo-non-pervenuto/

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/11/15/yes-we-can-primavera-mediterranea-e-non-solo/

Altri seguiranno finché il dogma dell’austerità neoliberista e dell’economia centrata sulle esportazioni continuerà a prevalere.

I neoliberisti [una fazione extra-politica, dei veri e propri corsari, nemici comuni di destra e sinistra, dei moderati come dei radicali], così ostili al gigantismo statale, sono quasi sempre riusciti a far crescere lo stato nei seguenti settori:
- difesa;
- forze dell’ordine;
- apparato tecno-burocratico.
Guarda caso proprio quei settori che servono ai pochi per difendere i propri immeritati privilegi dai molti.
Ma stavolta hanno fatto il passo più lungo della gamba e i loro modelli matematici non ossono garantire il loro successo. Le variabili sono incalcolabili.
Grillo, rivelando il suo disprezzo per il profilo morale ed intellettuale del suo elettorato, sostiene di aver scongiurato l’avvento di un eventuale nuovo Duce. Quel che ha più verosimilmente ottenuto – come Syriza in Grecia – è il differimento della rivolta sociale. Anche una buona prova elettorale del Quarto Polo dovrebbe allontanare la prospettiva di una rivoluzione in Italia. È una buona cosa: come continuo a ripetere, la rivoluzione (come la violenza in generale) dovrebbe essere l’extrema ratio di un popolo disperato ed oppresso, senza alcuna prospettiva di riscatto. È un male minore, ma pur sempre un male. Meglio la politica come dev’essere fatta (es. Roosevelt, i Kennedy, De Gaulle, Kreisky, Tsipras)

http://www.soggettopoliticonuovo.it/

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Ciò detto, nel 2013, il mondo (ed in particolare gli Stati Uniti),  dovrà affrontare una crisi di proporzioni colossali dovuta a due fattori principali (ai quali si aggiunge l’eventuale Terza Guerra Mondiale, con epicentro in Siria e nei Territori Occupati).

La prima questione è quella del controllo delle armi negli USA, le cui implicazioni sembrano essere state colte solo da una minoranza di persone:

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/12/23/ora-sono-diventato-la-morte-il-distruttore-dei-mondi/

Il secondo fattore è dovuto agli effetti del cambiamento climatico. Il meteo è completamente instabile ed imprevedibile. Le riserve mondiali di grano hanno raggiunto una soglia critica. L’inevitabile aumento dei prezzi dei generi alimentari potrà causare catastrofi e disordini (fonte: analisti delle Nazioni Unite)

http://www.guardian.co.uk/global-development/2012/oct/14/un-global-food-crisis-warning

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/07/28/come-se-non-ci-fossero-abbastanza-problemi-arrivano-le-carestie-globali/

La scarsità alimentare è una bomba ad orologeria che potrebbe mettere una nazione contro l’altra. Mentre le Nazioni Unite e Oxfam mettono in guardia contro i pericoli a venire, l’analista Lester Brown afferma che il tempo per risolvere il problema si sta esaurendo.

http://www.guardian.co.uk/global-development/2012/oct/14/food-climate-change-population-water

http://www.unimondo.org/Notizie/Lester-Brown-prepariamoci-alla-guerra-del-cibo-138216

La trasmissione dei cambiamenti di prezzo lungo la filiera alimentare, dalla produzione primaria alla vendita al dettaglio, richiede parecchi mesi e la maggior parte degli effetti della siccità [statunitense] dovrebbe farsi sentire nel 2013.

http://www.ers.usda.gov/data-products/food-price-outlook/summary-findings.aspx

Se non saranno l’austerità o la guerra a causare le rivolte, ci penserà la fame. E’ quel che succede quando si eleggono politici succubi dei poteri finanziari globalisti e quando l’informazione non è più libera.

AGGIORNAMENTO – previsione confermata:

CINAhttp://www.businessinsider.com/historic-cold-snap-in-china-is-causing-dizzying-inflation-in-the-price-of-vegetables-2013-1

CANADA: http://www.vancouversun.com/ready+higher+food+prices+2013/7773063/story.html

REGNO UNITO: http://www.dailymail.co.uk/news/article-2257387/Warning-huge-food-price-rise-Awful-weather-hammer-family-budgets-says-Waitrose-boss-Mark-Price.html

http://www.telegraph.co.uk/foodanddrink/foodanddrinknews/9776144/Cost-of-food-not-going-to-stop-rising-warns-UK-chief-scientist.html

STATI UNITI: http://www.rantfinance.com/2012/12/30/5-discomforting-food-price-hikes-in-2013/

GERMANIA: http://www.theglobeandmail.com/report-on-business/international-business/european-business/food-prices-push-german-inflation-above-ecb-ceiling/article6842205/

ITALIA: http://news.supermoney.eu/economia/2012/11/spesa-prezzi-alimentari-in-aumento-005842.html

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Gli accordi sul libero mercato hanno indebolito gli stati e le rispettive popolazioni mentre hanno rafforzato massicciamente le multinazionali dell’industria e della finanza. Questa crisi non è temporanea: la disoccupazione non scenderà più, perché il lavoro è stato esportato (delocalizzazione), così come i capitali. Continuare a restringere i diritti civili per placare il dio Mammona non farà tornare i posti di lavoro e gli investimenti. Finché non avremo ristabilito delle regole serie e sminuzzato i potentati economico-finanziari (BlackRock gestisce un patrimonio pari al PIL tedesco!) non avremo un futuro.

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L’attività solare, che dovrebbe essere al suo massimo ciclico, è invece miserabile.

http://daltonsminima.altervista.org/?p=23976

È assai probabile che il picco solare sia stato raggiunto circa un anno fa. Da qui in poi non c’è modo di sapere quanto “flebile” (sempre in senso relativo) diventerà la nostra stella. Un’anomalia che non è difficile associare all’insorgere di fasi glaciali. Gli effetti si possono constatare in prima persona:

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/12/09/la-fine-del-riscaldamento-globale-per-chi-ha-occhi-per-vedere/

È facile immaginare che i picchi di mortalità dell’inverno scorso saranno ampiamente superati

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/08/15/dovremo-far-fronte-a-questo-tasso-di-mortalita-nei-prossimi-inverni/

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Bill Gates ed altre persone malate di hybris pensano di controllare il clima artificialmente (geoingegneria).

http://www.focus.it/ambiente/uno-spray-per-controllare-il-clima_230712_22112_C12.aspx

Gli unici risultati che potrebbero ottenere sarebbero a livello locale. L’effetto globale è completamente imprevedibile. I modelli matematici disponibili hanno dimostrato di essere largamente fallaci (es. riscaldamento dell’atmosfera, demografia, crescita economica, ecc.). Non si può controllare quel che si è compreso solo parzialmente. Tutto ciò che otterranno sarà rendere il meteo ancora più variabile e acuire gli estremi climatici, che sono già abbastanza irruenti. Sconvolgeranno i cicli del clima globale, che è una forza irresistibile che si fa un baffo delle nostre megalomanie antropocentriche. Insomma, lo faranno incazzare e ci morderà. Tra parentesi, se dovessimo creare dei danni irreparabili, chi li pagherà e chi vi porrà rimedio e come? Bill Gates e Al Gore?

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Se l’Occidente vuole far leva sulla crisi finanziaria per imporre un nuovo ordine monetario alle sue condizioni, con i BRICS in posizione subordinata, ha bisogno di una guerra.

L’escalation in Medio Oriente prosegue, a piccoli passi, perché l’opinione pubblica internazionale è contraria ad un coinvolgimento militare della NATO in Siria:

http://www.rasmussenreports.com/public_content/politics/general_politics/june_2012/voter_support_for_u_s_involvement_in_syria_remains_low

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/07/02/lopinione-pubblica-occidentale-rifiuta-di-farsi-coinvolgere-nella-questione-siriana/

http://www.lettera43.it/cronaca/turchia-siria-ankara-non-vogliamo-guerra_4367566771.htm

gli stessi Siriani sono in maggioranza dalla parte di Assad:

http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2012/jan/17/syrians-support-assad-western-propaganda

e, se così non fosse, non servirebbe il costante afflusso di mercenari pagati dalle petromonarchie

http://article.wn.com/view/2012/08/16/British_mercenaries_fighting_in_Syria/

e di forze speciali NATO

http://uk.reuters.com/article/2012/06/27/uk-syria-escalation-idUKBRE85Q11C20120627

Intanto adesso abbiamo il fondamentalismo islamico a due passi da casa

http://www.tempi.it/al-qaeda-sta-stringendo-i-rapporti-con-le-armate-libiche-parola-della-cia#.UNMfxKyynV0

Hanno continuato a manipolare e sacrificare le proprie pedine, incluse le proprie popolazioni: la strategia globalista occidentale non ha più alcuna chance di prevalere. Saranno altre potenze a dettare le condizioni.

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Israele: non c’è molto da dire. Non accetterà mai la creazione di uno stato palestinese. Subirà le conseguenze delle decisioni del suo governo.

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/11/22/cosa-spinge-netanyahu-a-fare-quello-che-fa-il-rapporto-con-un-padre-molto-particolare/

L’amministrazione Obama ha probabilmente già cominciato a liquidare gradualmente la lobby filo-israeliana e a sostituire le figure chiave con uomini e donne leali alla linea Brzezinski (la guerra è un’intrapresa demente; corruzione, destabilizzazione e diplomazia sono molto più efficaci):
http://www.voltairenet.org/article176737.html
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/11/25/altre-notti-dei-lunghi-coltelli-negli-usa-grecia-e-turchia/

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Le anomalie cosmiche e terrestri si intensificano:

Russia, meteoriti in pieno giorno. Danni a 3mila abitazioni e oltre 1000 feriti nella Russia centrale:
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/02/16/per-toutatis-il-cielo-ci-cade-in-testa-che-si-fa-alcune-opzioni/

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/10/20/giove-le-sta-prendendo-di-santa-ragione-glenn-orton-scienziato-nasa/

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/09/28/scende-la-pioggia-di-meteore-ma-che-fa-crolla-il-mondo-addosso-a-me/

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/09/30/sono-rimasto-a-bocca-aperta-thorne-lay-geoscienziato-uc-santa-cruz/

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/07/29/2012-lanno-delle-bizzarrie-naturali-una-sintesi/

La fine del riscaldamento globale – per chi ha occhi per vedere

AverageSurfaceTempVersusAverageSattelliteTemp GlobalMonthlyTempSince1979 With37monthRunningAverage

Sea_Ice_Extent

GISP2 TemperatureSince10700 BP with CO2 from EPICA DomeC

UAH_LT_1979_thru_June_2012

NHSeaIceMonthlyLastThreeYears

RecentSnowCoverNHhemisphere

SHSeaIceMonthlyLastThreeYears

SummitAndCulture

http://www.climate4you.com/

annual

annual_bar

annual_s21

http://www.metoffice.gov.uk/hadobs/hadcrut3/diagnostics/global/nh+sh/

dotmetpredict-blog480previsione nel 2011

dotmetoffice12-blog480previsione nel 2012

http://dotearth.blogs.nytimes.com/2013/01/09/shift-in-british-climate-analysis-blunts-governments-short-term-warming-forecast/

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The sun could be on the threshold of a mini-Maunder event right now” = potremmo essere sull’orlo di una mini era glaciale.

http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2013/08jan_sunclimate/

Perché è il Sole il fattore determinante, non certo le attività umane, che contano davvero poco, come spiega molto chiaramente quest’utilissima e semplice sintesi (in inglese):
http://wattsupwiththat.com/2013/01/18/a-climate-of-scepticism/#more-77781

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Svezia bloccata da nevicate record:
http://www.thelocal.se/44898/20121206/#.UMGrR6yynV1
nevicate record nelle Alpi costringono a chiudere gli impianti che erano stati aperti in anticipo:
http://www.planetski.eu/news/4456
nevicate record nel Manitoba:
http://www.winnipegsun.com/2012/12/04/norway-houses-3-feet-of-snow-likely-smashes-record
La Baia di Hudson si sta gelando a velocità che definire record sarebbe ingiusto, essendo completamente fuori scala:
ftp://sidads.colorado.edu/DATASETS/NOAA/G02186/plots/r10_Hudson_Bay_ts.png
ghiacciai himalayani stanno recuperando tutto il volume perduto:
http://articles.timesofindia.indiatimes.com/2012-12-03/india/35569707_1_bara-shigri-glaciers-snowfall

L’ufficio meteorologico britannico ha appena annunciate che il Regno Unito ha registrato il suo più freddo autunno degli ultimi diciannove anni. Se le cose non cambiano il 2012 sarà il secondo anno più freddo dal 1996.

http://notalotofpeopleknowthat.wordpress.com/2012/12/06/coldest-autumn-in-uk-since-1993/

2012_15_MeanTemp_Anomaly_1981-2010

è degno di nota il fatto che un noto “tropicalista” (David Viner) annunciava tra il 2000 ed il 2006 che gli inglesi non sarebbero più dovuti andare nel Mediterraneo per fare le ferie perché il Mediterraneo sarebbe arrivato da loro. Avvertiva anche che “le nevicate sono ormai un ricordo del passato“.

Ecco cos’è invece successo negli anni successivi:

http://notalotofpeopleknowthat.wordpress.com/2012/12/03/costa-brava-has-moved-to-blackpool-says-david-viner/

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 ttmk_121206

La prima settimana di dicembre in Svezia

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“Dopo le abbondanti precipitazioni e le alluvioni che hanno colpito il nostro paese e dopo l’arrivo delle gelate che hanno accompagnato le ultime due  notti,  questa mattina le temperature si sono rialzate un pochino, per effetto del cambio dei venti e dell’aumento della copertura nuvolosa. Precipitazioni sparse sono già attive al nord e tra Toscana e Umbria. In giornata un po’ tutta la penisola verrà coinvolta comprese le isole, seguita da forti venti e da un nuovo sensibile calo termico. La Dama bianca sarà protagonista dei prossimi giorni in particolar modo sull’Appennino dove cadrà a quote basse e dall’inizio della settimana prossima le regioni adriatiche la vedranno fin sulle coste. L’inverno meteorologico è cominciato davvero nel migliore dei modi sia in Italia che nei paesi europei, dove la morsa del freddo e della neve hanno fatto rimanere basiti anche i più accaniti sostenitori del global cooling, mentre i sostenitori del “GW” latitano nel silenzio.

Una cosa è certa, il freddo proseguirà ad attanagliare l’Europa e il nostro paese per almeno un paio di settimane a causa di un vortice polare davvero inconsistente  e spompato; si è scompattato in due lobi e il ramo euro-asiatico sta facendo il suo lavoro.

L’innevamento formidabile nel compartimento Siberiano ha permesso il consolidamento del grande anticiclone termico (Orso) e una situazione siffatta non può far altro che inibire il mite flusso atlantico. L’espansione dell’”ORSO”, in anticipo sul calendario, fa presupporre un inverno davvero eccezionale sul compartimento europeo, mentre sul  nostro paese dovremo come sempre visionare di volta in volta l’evoluzione meteo-climatica. In ogni caso ottime le premesse e l’innevamento delle nostre montagne ormai fungerà da base per le prossime nevicate. Stiano tranquilli gli operatori montani  e tutti coloro che amano gli sport invernali.

Tornando a parlare della configurazione barica nel compartimento europeo, vorrei rendervi partecipi del continuo tentativo dell’anticiclone delle Azzorre a risalire verso nord e non potrebbe fare altrimenti vista l’inibizione del flusso atlantico e il rinvigorimento del vortice canadese. Insomma tutti punti a favore per vedere il nostro paese alle prese con più ondate di freddo artico accompagnato da veloci perturbazioni.

Durante la settimana saranno ben tre gli impulsi artici in arrivo sul nostro paese e tra domenica e lunedì aria ancora più fredda giungerà sul nostro paese trasportata da venti continentali e, probabilmente, le adriatiche riusciranno a vedere la neve fin sulla costa”.

http://www.newsclima.it/2012/12/04/freddo-in-europa-e-sul-nostro-paese-tre-impulsi-artici-in-arrivo-poi-aria-continentale-la-dama-bianca-protagonista/#more-2803

Mi piacerebbe che la gente se le ricordasse queste cose ed apprezzasse la tenacia con la quale i “glacialisti” hanno continuato a tener botta nonostante le contumelie, le irrisioni e le pressioni a conformarsi al “consenso”. Mi piacerebbe anche che quelli che saltano sul carro dei vincitori venissero trattati come meritano. 

Oceani molto freddi, Corrente del Golfo indebolita

Non c’è solo il mitico Habibullo I. Abdussamatov.

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/02/23/diminuzione-della-totale-irradiazione-solare-che-conduce-ad-uno-sbilanciato-termico-della-terra-e-alla-piccola-era-glaciale/

“I primi astrofisici che portarono una prova tangibile della possibilità di un prossimo raffreddamento climatico planetario furono Livingston e Penn intorno al 2005 con il loro famoso lavoro “Sunspots may vanish by 2015”.

In esso si notava che le macchie solari osservate in uno studio esteso dal 1990 al 2005 stavano diventando sempre più “calde”, tendendo totalmente a sparire seguendo una funzione lineare a pendenza discendente.

Un fenomeno di scomparsa delle macchie solari ben noto durante il Minimo di Maunder, che provocò tra le più gravi carestie in Europa, per la mancata maturazione delle coltivazioni.

Lo studio molto coraggioso nel pieno del Riscaldamento Globale sollevò enormi polemiche nel mondo scientifico, ma negli anni successivi trovò sempre più conferme ed ora rappresenta un punto di riferimento della fisica solare.

Ma negli anni successivi al 2005, furono molti gli scienziati che, da discipline diverse dalla fisica solare, puntarono il dito sulla possibilità di una nuova Piccola Era Glaciale incombente.

Tra questi va ricordato Víctor Manuel Velasco Herrera che è un ricercatore accademico molto conosciuto dell’Istituto di Geofisica dell’Università Autonoma Nazionale del Messico (UNAM).

Egli già alla fine del 2007 dopo aver effettuato profondi studi sul Perito Moreno, uno tra i più stabili ghiacciai del mondo e dalle cospicue dimensione (200 chilometri quadrati), posto sulle Ande tra Argentina e Cile, suggerì, in base ai dati di avanzamento e crescita del ghiacciaio, la fine del periodo di Riscaldamento Globale.

Disse, inoltre, che il mondo stava vivendo una fase di transizione in cui l’attività solare stava diminuendo notevolmente, tale da avviare entro pochi anni una nuova Piccola Era Glaciale della durata di 60-80 anni, come durante il Minimo di Maunder (1635-1715), ma che poteva subentrare anche in 30-40 anni in base ai dati statistici desunti dal ghiacciaio.

Successivamente Herrera corresse il tiro, in base al manifesto minimo solare ed ai nuovi dati elaborati nel suo studio, fissò nel 2010 l’inizio della nuova era glaciale.

Velasco Herrera ha da sempre studiato i periodi glaciali ed interglaciali che la Terra ha sperimentato in relazione alla variabilità solare, formulando la sua teoria, che quantifica in circa cinque anni il verificarsi del danno climatico conseguente alla diminuzione dell’attività solare. Infatti, a causa della ridotta attività solare, la temperatura media globale scenderà, secondo i suoi studi, da 0.2 gradi fino ad 1,0 gradi centigradi in 5 anni e questo causerà una notevole mutazione delle condizioni climatiche in tutto il mondo. In particolare ha sottolineato il conseguente violento impatto sull’agricoltura del nostro pianeta, sottoposta a seconda della localizzazione geografica, sia a fenomeni di siccità che a fenomeni di eccessiva piovosità, mettendo in crisi l’attuale equilibrio produttivo globale.

Per il Messico, il suo paese, l’eventualità sarebbe stata di varie inondazioni, come è sempre successo storicamente in quelle regioni durante le varie piccole ere glaciali che hanno congelato l’Europa.

Molto interessante la sua teoria, per nulla campata in aria, del verificarsi di gravi pandemie nella popolazione mondiale durante i minimi solari.
In realtà direi che non è azzardata l’ipotesi di una correlazione tra pandemie, ossia epidemie di malattie contagiose che interessino contemporaneamente più aree geografiche, e minimo solare.

Il minimo solare causa un abbassamento generale delle temperature, ma anche aumento delle precipitazioni e del clima umido, favorendo la maggior esposizione delle persone a perfrigerazioni e malattie respiratorie. Ricordo che, dopo i tumori e le malattie circolatorie, la terza causa di morte nei paesi occidentali sono le malattie respiratorie.

Il clima gioca un ruolo fondamentale nello svilupparsi di alcune virosi respiratorie perché riescono a sopravvivere nell’uomo solo con un clima freddo e non resistono al clima caldo e secco.

Di recente si sono cominciate a sentire anche delle voci dall’Europa su questo tema che appaiono altrettanto inquietanti.

Tra questa la voce del celebre fisico accademico croato Vladimir Paar.

Il prof. Paar rappresenta un’istituzione nell’Accademia Croata delle Scienze e delle Arti di Zagabria. Ha un attivo di circa 600 pubblicazioni scientifiche e dispone di una vasta equipe di scienziati alle sue spalle, che lui dirige.

Paar avvisa anche lui che la prossima Era Glaciale potrebbe iniziare entro cinque anni, ma ne traccia un quadro ancora più drammatico. Egli descrive un’Europa nella morsa dei ghiacci in cui “il blocco sarà così completo che la gente sarà in grado di andare a piedi dall’Inghilterra all’Irlanda o nel Mare del Nord dalla Scozia al Nord Europa”.

Vladimir Paar ha impiegato decenni analizzando le ere glaciali precedenti in Europa e che cosa le ha determinate ed esprime l’opinione che “La maggior parte dell’Europa finirà sotto il ghiaccio, tra cui Germania, Polonia, Francia, Austria, Slovacchia e una parte della Slovenia”.

La domanda che i viene subito in mente è: cosa accadrà alla gente dei paesi dell’Europa Centrale che si ritroverà sotto questo ghiaccio?

Il professore croato ha una risposta pronta “Possono migrare a sud o restare, ma con un enorme incremento dei consumi energetici”, ha avvertito.
“Questo potrebbe succedere in 5, 10, 50 o 100 anni, o anche più tardi. Non possiamo prevederlo con esattezza, ma arriverà” ed ha aggiunto “Quello che voglio dire è che il riscaldamento globale è un fenomeno naturale. Circa 130.000 anni fa, la temperatura della terra è stata la stessa di ora, il livello di CO2 era quasi la stessa e il livello del mare era quattro metri più alto”.

Fonti principali:

http://www.oem.com.mx/laprensa/notas/n1010422.htm

http://impreso.milenio.com/node/8091916

http://www.hazu.hr/~paar/

http://www.croatiantimes.com/news/General_News/2010-02-10/8836/Croat_scientist_warns_ice_age_could_start_in_five_years

FONTE: http://daltonsminima.altervista.org/?p=9182

Il Sole al minimo raffreddò l’Europa 2.800 anni fa – Le prove nei sedimenti dei laghi

 

stavo cercando un’immagine di un ghiacciaio e ho trovato questa norvegese: poco male! ;op
[un caro saluto a mia moglie! ;oD]

Una forte riduzione delle radiazioni solari causò un improvviso raffreddamento del clima in Europa circa 2.800 anni fa. Accadde in coincidenza con la fase minima dell’attività del Sole e quando forti venti abbassarono le temperature dell’intero continente.
A sostenerlo è lo studio pubblicato sulla rivista Nature Geoscience e coordinato da Celia Martin-Puertas del Centro Helmholtz di Potsdam, in Germania. La scoperta rivela che sbalzi intensi nell’attività solare possono influenzare il clima nel lungo, così come nel breve periodo.
I ricercatori hanno analizzato i sedimenti provenienti dal Lago Meerfelder Maar, in Renania –Palatinato (Germania) e quelli di altri laghi europei (come il Lago Grande di Monticchio, in Basilicata) individuando le variazioni annuali della ventosità e dell’attività solare ultravioletta nel periodo compreso tra 3.300 e 2.000 anni fa.
In particolare sono stati osservati due indicatori ambientali ovvero la struttura e lo spessore del sedimento, indicatore della circolazione stagionale delle acque del lago e la variabilità del titanio, come indicatore dell’afflusso dei sedimenti dal bacino basaltico utili per determinare l’attività solare dell’epoca. In coerenza con i modelli climatici utilizzati e in base ai dati raccolti, gli studiosi concludono che 2.800 anni fa la circolazione atmosferica reagì bruscamente, in coincidenza con il minimo dell’attività solare, causando importanti cambiamenti del clima ed l’abbassamento della temperatura in Europa.
Una conferma dello studio tedesco, almeno riguardo alle temperature più basse, viene dalla lettura di diversi storici dell’antica Roma. Si legge di nevicate abbondanti (anche oltre i 2 metri), del Tevere più volte ghiacciato, e del limite della crescita dell’uva a latitudini poco più a nord di Roma. Solo verso la fine dell’epoca fredda, Roma divenne grande e l’impero si espanse.
http://www.ansa.it/scienza/notizie/rubriche/terrapoli/2012/05/07/Sole-minimo-raffreddo-Europa-2-800-anni-fa_6827010.html

Ci troviamo nel periodo caldo di un’era glaciale…se paragoniamo lo stato attuale dei ghiaciai con le loro dimensioni durante la Piccola Era Glaciale (Peg) ovviamente diciamo: “che disastro!”…ma se gli stessi ghiacciai attuali li pragonassimo con i ghiacciai dell’Optimum climatico medievale o con quello romano…beh ecco ci sembrerebbe di essere in una nuova Peg…così come se paragoniamo i ghiacciai della Peg con i ghiacciai di 5000 anni fa..ecco il confronto risulterebbe disastroso ai danni della Piccola età glaciale…

André R., operatore del Comitato glaciologico italiano per il Monte bianco
http://daltonsminima.altervista.org/?p=20465&cpage=2#comments

Il clima si rifiuta ostinatamente di cooperare con gli allarmisti del riscaldamento globale causato dall’uomo

Nonostante l’incapacità di molti di prendere atto della realtà, Larry Hills constata che “il clima si rifiuta ostinatamente di cooperare con gli allarmisti del riscaldamento globale” (Forbes, 27 marzo 2012).
Ma non c’è fretta. Nel vecchio blog ho previsto un’inizio di glaciazione per l’inverno del 2013-2014. Specialisti molto più competenti di me sono dell’idea che il periodo chiave è stato quello tra il 1998 ed il 2008 (quando il Pacifico ha cominciato a raffreddarsi). In questo periodo si sono avuti i più recenti picchi di riscaldamento e si sono manifestati i primi segnali dell’inversione climatica, in direzione del raffreddamento/glaciazione. Di conseguenza, la tesi del riscaldamento globale causato dall’uomo è diventata sempre più cagionevole e gli scettici rappresentano ormai la maggioranza negli Stati Uniti e nel Regno Unito, con una massiccia crescita percentuale negli ultimi anni:

http://www.human-health-and-animal-ethics.com/environment/climate-change/climate-change-skeptics.php

Non conosco i dati per l’Italia, ma sospetto che qui da noi, come spesso succede, l’opinione pubblica sia in ritardo sulle grandi questioni, ostacolata dalla scarsa conoscenza delle lingue straniere e dalla carenza di giornalismo d’eccellenza. Vale dunque la pena di continuare la battaglia, pur sapendo di avere quasi certamente la vittoria in tasca (il che rende la cosa molto meno stimolante, ma tant’è…).

Passiamo alle considerazioni di Larry Hills.

“Siete preoccupati per il riscaldamento globale in quest’inverno insolitamente mite? [l’inverno è stato molto più rigido in Europa ed Asia che nel Nord America, fatto salvo per l'Alaska, NdT] Caspita, chi si sarebbe aspettato di vedere 75ºF di temperatura marzo a Chicago? O i fiori di ciliegio fuori stagione a Washington, DC, che non succedeva dal 1946 (quando le concentrazioni di CO2 erano 310 ppm contro i 385 ppm di oggi)? Persino alcune regioni del Sud del mondo hanno avuto un anno privo di temperature invernali.

Allora, dopo tutto, aveva proprio ragione Al Gore?
Forse ne avete sentito parlare. Se n’è andato nell’Antartide a guardare il ghiaccio che si fonde assieme all’altro allarmista climatico della NASA James Hansen, Kevin Trenberth, implicato nel Climategate, il miliardario Richard Branson e circa 100 altri “impanicatori”. Il loro tempismo è perfetto, perché avranno molto da osservare. L’estensione del ghiaccio marino della Penisola Antartica è oggi infatti quasi del 200% maggiore rispetto alla norma.

Per quelli tra voi che avrebbero preferito delle più tipiche temperature sotto zero e delle furiose bufere di neve, ho comunque delle buone notizie. Mentre queste condizioni hanno scavalcato gli Stati Uniti continentali, preferendo altri lidi, non liberatevi ancora di quei mutandoni di flanella. Tutti i segnali indicano che  ne avrete un gran bisogno per molti anni a venire.

In primo luogo, giusto per avere un po’ di prospettiva, cerchiamo di capire che il cambiamento climatico è assolutamente reale, ed è andato avanti per molto tempo … da sempre. In realtà si verificava anche prima dell’avvento dei dinosauri flatulenti, delle ciminiere industriali e dei SUV. E anche se le temperature sono state generalmente miti negli ultimi 150 anni (dalla fine dell’ultima “piccola era glaciale”…non una vera era glaciale), dobbiamo tenere a mente che delle fluttuazioni significative sono normali. Nel solo secolo scorso si sono registrati due distinti periodi di riscaldamento.

Il primo periodo di riscaldamento si è verificato tra il 1900 e il 1945. Dal momento che i livelli di CO2 erano relativamente bassi rispetto ad oggi, e non sono cambiati molto, non avrebbero potuto esserne la causa prima del 1950. Il secondo, a seguito di un lieve raffreddamento, iniziò nel 1975 e crebbe ad una velocità costante fino al 1998, un anno caratterizzato da un forte El Nino nell’Oceano Pacifico. Eppure l’Hadley Center (UK) e gli strumenti di analisi del NOAA degli Stati Uniti non sono riusciti a raccogliere una qualunque prova di un’influenza umana legata alle emissioni di CO2 nella troposfera superiore, al di sopra l’equatore, come era previsto nei modelli del comitato intergovernativo dell’ONU per il cambiamento climatico (IPCC).

Le temperature sono restate sostanzialmente piatte dal 1998, con l’eccezione di un altro breve picco di El Nino nel 2010, immediatamente seguito da un drammatico declino causato dalla Nina nel 2011. Circa la metà di tutto il riscaldamento stimato a partire dal 1900 si è verificato prima della metà degli anni 1940, nonostante la successiva, continua crescita dei livelli di CO2.

Il nostro caldo inverno americano del 2011/2012 sarebbe stata un’opzione molto gradita da quello che gran parte del mondo ha esperito. L’irruzione del gelo in Europa ha fatto oltre 500 vittime. Quasi tutti i fiumi dei Balcani si sono gelati, incluso il Danubio. Più vicino a noi, Fairbanks, in Alaska, ha registrato le temperature più fredde dal 1971.

Le più recenti misurazioni prese da 30mila centri di monitoraggio, sono state pubblicate quasi alla chetichella dall’Ufficio Meteorologico del Regno Unito e dall’Università dell’East Anglia e mostrano che le temperature globali non sono aumentate negli ultimi 15 anni. Né è probabile che lo faranno per un altro bel po’. Molti studi scientifici indicano che il clima globale entrerà presto in una fase di sostanziale raffreddamento attribuibile a un nuovo debole ciclo solare ed all’influenza dei raggi cosmici durante i periodi di ridotta attività delle macchie solari. Un maggior numero di nubi tende a raffreddare le condizioni climatiche, mentre quando sono meno, spesso causano il riscaldamento.

Attualmente ci stiamo avvicinando al picco del “Ciclo-24″, eppure il numero di macchie solari è inferiore alla metà di quelli osservati durante gli altri picchi del 20° secolo. Un documento rilasciato dal Met Office indica una probabilità del 92% che sia il Ciclo-25, sia quelli dei decenni successivi saranno altrettanto deboli, o più deboli, del “minimo di Dalton” registrato tra il 1790 ed il 1830, quando la temperatura media europea calò di 2 gradi Celsius.

Nicola Scafetta, un climatologo presso la Duke University e l’Active Cavity Radiometer Solar Irradiance Monitor Lab (ACRIM)…prevede che ci sarà un raffreddamento costante, ma moderato, approssimativamente nel corso dei prossimi 20 o 30 anni, sulla base di una ricostruzione dei dati solari a partire dal 10mila a.C.

[…].
Per quel che concerne l’interruzione del riscaldamento globale, Judith Curry, nota climatologa presso il Georgia Institute of Technology…ha detto che molti scienziati “non sono affatto sorpresi”. Curry rileva inoltre che gli importanti contributi sui dati dei cicli di temperature per archi di 60 anni riguardanti il Pacifico e Atlantico non sono stati “sufficientemente apprezzati in riferimento al clima globale”. Quando entrambi gli oceani erano freddi in passato, come tra il 1940 ed il 1970, il clima si è raffreddato. Il Pacifico è passato dal caldo al freddo nel 2008, ed è ipotizzabile che nei prossimi anni lo farà anche l’Atlantico.

Habibullo Abdussamatov, uno scienziato presso l’Osservatorio di Pulkovo dell’Accademia Russa delle Scienze di San Pietroburgo, prevede che il nostro pianeta stia entrando in una prolungata fase di clima molto freddo. Egli ritiene che “dopo il massimo del ciclo solare-24, a partire da circa il 2014, ci si può aspettare l’inizio del prossimo ciclo bicentenario di forte raffreddamento, con una piccola era glaciale all’incirca nel 2055”.

http://www.forbes.com/sites/larrybell/2012/03/27/climate-obstinately-refuses-to-cooperate-with-global-warming-alarmists/

Siamo fatti come nuvole, che nel cielo si confondono…e iniziano a perder quota in tutto il mondo

 

a cura di Stefano Fait

 

 

“Una teoria tra le più controverse ma anche tra le più verosimili che lega l’attività solare ai cambiamenti climatici a breve scadenza è quella dei raggi cosmici. Si tratta di particelle ionizzate che, unitamente alla presenza di pluviscolo, forniscono la materia prima per la formazione delle nubi basse.

Una minore attività solare pare legata ad una maggior concentrazione di raggi cosmici e quindi ad una maggiore copertura nuvolosa di tipo medio-basso. Questo causerebbe una minor superficie terrestre interessata dalla radiazione diretta dei raggi solari e quindi un lieve abbassamento delle temperature.

Il grafico allegato, elaborato dal Moscow Neutron Monitor, mostra l’andamento dei raggi cosmici in percentuale negli ultimi 10 anni (i dati graficizzati si fermano al 2010). Si nota un graduale incremento dei raggi cosmici, confermato anche per l’anno 2011. Ci dobbiamo dunque attendere un reale rientro del global warming?”

http://meteolive.leonardo.it/news/Brevissime/23/Sole-e-raggi-cosmici-ecco-uno-dei-tasselli-dei-cambiamenti-climatici/36284/

Gli scienziati dell’Università di Auckland in Nuova Zelanda, grazie alla Multi Angle Imaging Spectroradiometer (MISR) della NASA, hanno analizzato 10 anni di misurazioni globali (dal marzo 2000 al febbraio 2010) dell’altezza delle nubi, rilevando un’altezza inferiore (1%) rispetto al passato. Lo studio, pubblicato di recente sulla rivista  Geophysical Research Letters, ha rilevato una tendenza alla diminuzione della quota delle nubi, risultando più bassa di circa 40 metri. La maggior parte della riduzione è dovuta al minor numero di nubi che si verificano a quote molto elevate. Il ricercatore Roger Davies afferma che il record preso in esame è troppo piccolo per poter ottenere una soluzione definitiva, ma che lo stesso studio fornisce un indizio per qualcosa di molto importante che sembrerebbe essere in corso. Un monitoraggio a lungo termine sarà necessario per determinare il significato dell’osservazione per le temperature globali. Una consistente riduzione dell’altezza delle nubi permetterebbe alla Terra di raffreddare lo spazio in modo più efficiente, riducendo la temperatura della superficie del pianeta e rallentare potenzialmente gli effetti del riscaldamento globale. Questo può rappresentare un meccanisco di “feedback negativo” – un cambiamento causato dal riscaldamento globale che lavora per contrastarla. “Non sappiamo esattamente che cosa possa causa questa tendenza“, dice Davies. “Ma deve essere dovuto ad un cambiamento nei modelli di circolazione che danno luogo a formazioni di nubi ad alta quota“. Gli scienziati naturalmente continueranno a monitorare attentamente i dati MISR per valutare se questa tendenza possa risultare definitiva.

http://www.meteoweb.eu/2012/02/la-quota-media-delle-nubi-terrestri-e-in-diminuzione/120852/

Notizia apparsa anche sul Corriere della Sera:

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/12_febbraio_23/nuvole-piu-basse_0df21782-5e16-11e1-ab06-25238cfc8ce3.shtml

e su Focus:

http://blog.focus.it/effetto-terra/2012/02/22/si-restringono-le-nubi-della-terra/

In sintesi, come vado dicendo da molto tempo, ormai, è assai probabile che il riscaldamento globale, indipendentemente dalle sue cause, inneschi le ere glaciali o interrompa i periodi interglaciali, come quello in cui viviamo. Il meccanismo può essere riassunto come segue: maggiori temperature oceaniche e al suolo causano una maggiore evaporazione, più vapore acqueo e quindi maggiori precipitazioni, anche ai poli, dove i ghiacci tornano ad espandersi. Nuvole più basse riflettono meglio i raggi solari, attenuando l’insolazione e rafforzando il meccanismo di raffreddamento, ossia il feedback negativo del grande termostato naturale che regola il clima terrestre, in un meraviglioso equilibrio dinamico.

Diminuzione dell’irradiazione solare totale che conduce ad uno sbilanciato termico della Terra e alla piccola era glaciale

a cura di Stefano Fait

Le ciclicità rilevate in uno studio dendrocronologico cinese sull’altopiano tibetano indicano che le temperaturae globali potrebbero scendere fino ad un minimo intorno al 2068, per poi risalire, fino al 2088. In un diverso studio, sempre cinese, il minimo lo si raggiungerebbe già nel 2035. Entrambe le ricerche condividono la premessa che sia già in corso un raffreddamento globale.

Liu Y, Cai Q F, Song H M, et al. Amplitudes, rates, periodicities and causes of temperature variations in the past 2485 years and future trends over the central-eastern Tibetan Plateau. Chinese Sci Bull, 2011, 56: 2986-2994

http://agbjarn.blog.is/users/fa/agbjarn/files/tibet-2485_years.pdf

Gli scienziati cinesi non sono gli unici a pensarla a questo modo e le loro datazioni si avvicinano a quelle di Habibullo I. Abdussamatov.

I soliti benefattori di NIA:

http://daltonsminima.altervista.org/?p=19263

hanno tradotto un articolo di Habibullo I. Abdussamatov, capo della sezione ricerche spaziali presso l’Osservatorio Astronomico Pulkovo di San Pietroburgo.

Habibullo I. Abdussamatov
Pulkovo Observatory della RAS
Pulkovskoye shosse 65, San Pietroburgo, 196140, Russia
Email: abduss@gao.spb.ru

 Abstract

I cambiamenti temporali nella potenza/energia della radiazione ad onde lunghe del sistema Terra – Atmosfera emessa verso lo spazio, sono sempre in ritardo rispetto ai cambiamenti nell’energia della radiazione solare assorbita, dovuti al lento cambiamento della sua entalpia. Questo è il motivo per cui le parti in debito e credito del bilancio energetico medio annuo del globo terrestre, con l’aria e le acque, sono praticamente sempre in uno stato che non è in equilibrio. Il bilancio medio annuale del sistema termico Terra – Atmosfera, nel lungo periodo di tempo, determina, in modo affidabile sia il corso, che il valore dell’eccesso di energia accumulata dalla Terra oppure il deficit energetico nel bilancio termico che, in considerazione dei dati della TSI, può definire e prevedere con largo anticipo la direzione e l’ampiezza dei cambiamenti climatici futuri. Dai primi anni ’90 si osservata un bicentenario decremento sia della TSI che della parte dell’energia assorbita dalla Terra. La Terra come pianeta d’ora in poi avrà un saldo negativo nel bilancio energetico, che comporta la diminuzione della temperatura circa dal 2014. A causa del aumento dell’effetto albedo e la diminuzione della concentrazione atmosferica dei gas serra la parte dell’energia solare assorbita e l’influenza dell’effetto serra diminuirà. L’influenza della catena consecutiva di effetti di retroazione può portare ad ulteriore caduta di temperatura che supererà l’influenza della diminuzione della TSI. L’inizio del profondo minimo bicentenario della TSI è previsto per il 2042 ± 11, che è la diciannovesima piccola era glaciale  negli ultimi 7500 anni – circa 2055 ± 11.

 Parole chiave: Diminuzione TSI, Piccola Era Glaciale

1. Introduzione

 William Herschel (1801) fu il primo a segnalare la correlazione fra il livello dell’attività delle macchie solari e il clima, dopo la sua scoperta della correlazione inversa tra il prezzo del grano e il livello delle variazioni cicliche dell’attività solare prima e durante minimo Dalton. Quando la superficie del Sole era coperta di macchie solari, i prezzi del grano andavano giù. Quando il numero di macchie solari cadeva i prezzi salivano. Egli suppose che le variazioni dei prezzi del grano sono la conseguenza dei cambiamenti climatici corrispondenti. Tuttavia, egli non poteva spiegare la natura fisica di questo fenomeno. Più tardi Eddy (1976) scoprì l’interconnessione tra i periodi, ben individuati, fra le variazioni significative del livello di attività delle macchie solari durante l’ultimo millennio e i corrispondenti profondi cambiamenti climatici sia in fase che ampiezza. Durante ciascuno dei diciotto profondi minimi dell’attività solare (tipo il Maunder), con un ciclo bicentenario trovato nei precedente 7,5 millenni, un profondo raffreddamento è stato osservato, mentre durante i periodi d’alta attività solare si osserva un riscaldamento globale (Borisenkov, 1988). Recenti studi (Bal, et al 2011;.. McPhaden, et al 2011) confermano i nostri risultati (Abdussamatov, 2009a, b) relativi ad un’azione comune delle variazioni cicliche di undici anni e la bicentenaria irradiazione solare totale (TSI) (con qualche intervallo) sul cambiamento di stato della superficie e gli strati del sottosuolo (con la profondità di decine e centinaia di metri) nella parte tropicale dell’Oceano Pacifico, accompagnato da comparsa di acqua calda o fredda (i cicli della Niña e del  Nino), che interessa il cambiamento climatico. Caratteristiche osservate nel El Niño nel corso degli ultimi 31 anni, sono state cambiate in direzione opposta per quanto riguarda le previsioni dei modelli climatici, assumendo l’influenza preponderante dei gas serra.

2. Variazione della TSI ed effetti secondari di retroazione

Le variazioni cicliche undecennali della TSI e l’attività solare sono sincronizzate e inter-correlate sia in fase che ampiezza (Figura n°1) (Abdussamatov, 2004, 2005, 2007a, b).

Figura n°1Figura n°1

Questo permette di utilizzare e di estrapolare una relativamente breve (dal 1978) serie di misure precise della TSI (Fröhlich, 2011)), confrontandole con l’attuale lunga serie dei dati dell’attività solare (Shapiro et al., 2011). Quindi, tutti i significativi periodi di cambiamenti climatici rinvenuti nel corso degli ultimi 7.500 anni sono stati causati dalle quasi periodiche, bi-centenarie variazioni della TSI. Tuttavia, l’influenza diretta della fluttuazione bicentenaria della TSI è relativamente piccola (secondo recenti dati ricostruiti (Shapiro et al, 2011). Dell’ordine dello 0,5% ≈ 6,8 W/m2mè insufficiente a spiegare le corrispondenti bicentenarie cicliche variazioni della temperatura sulla Terra, dal riscaldamento globale alle Piccole ere glaciali. Abbiamo bisogno di una sorta di amplificatore di influenza sulle dirette variazioni della TSI sui cambiamenti climatici osservati. Il ruolo di amplificatore che può svolgere la TSI e quello d’influenza secondaria supplementare, in una forma di effetti di retroazione: il cambiamento naturale della Terra,il globale albedo, il legame dell’albedo, e la concentrazione atmosferica di gas a effetto serra (primo fra tutti, il vapore acqueo e l’anidride carbonica oppure il metano altri gas). Il legame dell’albedo è determinato da tre parametri globali ottici del globo nelle fasce di aria e acqua, lungo la linea verticale dell’intera superficie – atmosfera: dai valori sia dell’albedo atmosferico che l’albedo della superficie terrestre, nonché il valore della trasmissione atmosferica nello spettro solare. Così, l’albedo è uno dei principali parametri fisici nel bilancio energetico della Terra come pianeta. I cambiamenti significativi del albedo potrebbero essere potenziali forti variazioni climatiche del motore. Il valore di albedo della terra sta aumentando ad un elevato livello massimo, durante un raffreddamento profondo e scende ad un livello minimo nel processo di riscaldamento globale, mentre variazioni della concentrazione dei gas serra atmosferica avvengono in una direzione opposta dalla loro abbondanza e questo è principalmente determinato dalla temperatura degli oceani. Variazioni delle caratteristiche, sia della superficie della Terra che della sua atmosfera, causate da variazioni bicentenarie della TSI possono dare vita ad una successiva catena di ulteriori cambiamenti di temperatura aggiuntivi, causati dalla ripetizione multipla di questo causa-effetto ciclo di effetti di retroazione secondari, anche se la TSI rimane costante per un certo periodo di tempo. L’influenza della consecutiva catena di tali modifiche, causate dalla retroazione degli effetti secondari, può provocare un’ulteriore amplificazione dei cambiamenti climatici, in una misura che può supera l’influenza delle variazioni bicentenario TSI. Un quadro simile è stato osservato alla fine del XX secolo.

3. Bilancio energetico del sistema Terra – atmosfera

Cambiamenti temporali del potere della lunghezza d’onda della radiazione del sistema Terra – Atmosfera emessa verso lo spazio sono sempre in ritardo rispetto l’energia della radiazione solare assorbita, dovuta al rallentamento del cambiamento della sua entalpia. La termodinamica temperatura planetaria determina l’equilibrio termico integrale dei cambiamenti del pianeta in un significativo lasso di tempo per quanto riguarda il processo di cambiamenti nella potenza assorbita dalle radiazioni solari secondo l’inerzia termica del sistema Terra-atmosfera. Ciò equivale ad un eccesso o deficit del bilancio di potenza assorbita ed emessa. Qualsiasi variazione nel lungo termine dell’energia solare assorbita dalla Terra a causa della variazione bicentenaria della TSI, motivo delle variazioni lente nel entalpia del sistema Terra-atmosfera nel corso di un periodo di tempo determinato dalla inerzia termica rimangono non compensate con l’emissione della intrinseca radiazione ad onda lunga nello spazio. Questo processo viene descritto con l’incremento della temperatura termodinamica planetaria che cambia lentamente con il tempo. Questo è il motivo per cui un saldo medio annuo del bilancio energetico della Terra come pianeta è praticamente sempre in uno stato squilibrato e oscilla intorno ad un stato di equilibrio assorbendo ed emettendo diverse quantità di energia a causa della variazione bicentenario della TSI. Di conseguenza, il pianeta otterrà un riscaldamento o un raffreddamento verso il basso. La differenza fra la media annuale, tra l’energia della radiazione solare entrante negli strati esterni dell’atmosfera terrestre entrambi una frazione di questa energia riflessa allo spazio e l’energia della della lunghezza d’onda della radiazione, determina il bilanciamento del bilancio termico del sistema Terra – Atmosfera. Potenza specifica della variazione di entalpia per il sistema Terra – Atmosfera – E una differenza tra la radiazione in ingresso e in uscita ed è descritto dall’equazione:

dove So è la TSI,  ΔSo  - l’incremento della TSI, А – albedo globale della Terra (Bond albedo), DA – Bond albedo incremento, ε – emissività del sistema Terra-atmosfera, s – Costante di Stefan-Boltzmann;

Тр – temperatura termodinamica del pianeta, Е – potenza specifica della variazione di entalpia per lo strato attivo dell’atmosfera e dell’oceano (W/m2 ), С - specifica capacità termica superficiale dello strato attivo, l’atmosfera e l’oceano, per quanto riguarda la superficie totale del pianeta (J/м2К),t – Tempo. 1/4 nella parte destra dell’equazione riflette il fatto che il flusso di radiazione solare è proiettata (sul cerchio) e riflessa dal cerchio, mentre la terra emette dalla superficie totale della sfera (che è quattro volte più grande) .

Potenza specifica della variazione di entalpia della Terra, E, indica il deficit o eccesso di energia termica che può essere considerata come l’equilibrio energetico del budget annuo medio del debito e di credito della potenza termica del pianeta.

Al tempo stesso l’incremento della temperatura effettiva della Terra determinando l’equilibrio radiativo avviene immediatamente con il cambiamento della potenza assorbita in contrasto con la temperatura termodinamica planetaria, determinando l’equilibrio termico. Relative influenze delle variazioni del albedo e la TSI sulla variazione della temperatura reale della Terra possono essere determinate sulla base del bilancio radiativo della Terra come pianeta:

dove, Тe – è la temperatura effettiva della Terra. Cerchiamo di introdurre un efficace incremento della temperatura terrestre ΔТe = Тe – Тeо, dove Тe è il valore corrente della temperatura effettiva, Тeо – il suo valore iniziale.  Riteniamo che questo incremento sia causato dagli incrementi di TSI, ΔSo, e albedo, D A. In questo caso:

Da (3) si può ottenere un’espressione per l’incremento della temperatura della Terra efficace causato dagli incrementi della TSI e albedo:

Per un costante TSI = 0 otteniamo dalla (4):

Tenuto conto dei valori noti della temperatura della Terra efficace il cui valore corrente è Тe = 254,8 К e TSI – So = 1.366 W/m2, e mettendo ΔSo = 0 possiamo ricavare da (5):

Per legame costante albedo ΔА = 0 otteniamo dalla (4):

Usando un valore noto di albedo globale della Terra che, secondo dati recenti è А = 0,30 (Trenberth et al, 2009.) e ΔА = 0 si ottiene dalla (7):

La valutazione del contributo relativo degli incrementi ΔSo  e ΔА al incremento ΔТe può essere fatto prendendo

Dalla (9) si può ottenere il rapporto del contributo degli incrementi ΔSo e ΔA del incremento ΔТe

o

l’aumento della albedo ΔA = 0,003 (1,0%) comporterà una riduzione della temperatura effettiva ΔТ ≈ – 0,27 К, che è praticamente equivalente al bicentenario decremento della TSI  = -5,88 W/m2 (0,435%).Pertanto, il cambiamento nel lungo termine del albedo è una forza potente per le variazioni del clima terrestre. La diminuzione della TSI dello 0,5% D S ¤ = – 6,83 W/m2 con un albedo costante, D А = 0, porta secondo (8) ad una diminuzione della temperatura effettiva di tutta la terra in aria e acqua di ΔТe = – 0,32 К ( la differenza tra i cambiamenti della temperatura dell’aria della superficie terrestre con il tempo e le radiazioni è insignificante). La diminuzione della temperatura effettiva della Terra ΔТe = – 0,32 К, secondo la (6), può causare l’aumento globale del albedo della Terra di D А = 0,0035 ossia 1,16%. Con tale aumento di albedo (+1,16%) la temperatura effettiva della Terra sarà inoltre minore di 0,3 ~ К, che si traduce in una catena di questi cicli. Tuttavia, l’effettiva temperatura (radiativa) del sistema Terra – Atmosfera descrive la libera inerzia senza processo di scambio di calore radiante in regime di equilibrio termico. Dovuto a questo istantaneo bilancio equilibrio radiativo realizzato con relativo avanzamento al totale bilancio energetico (o calore) del pianeta – formula (1) che tiene conto delle variazioni lente dell’entalpia del sistema Terra – Atmosfera.

La temperatura reale è una temperatura radiativa del pianeta e non riflette le variazioni temporali della temperatura planetaria, ma indica la tendenza, la direzione del cambiamento climatico del pianeta. Pertanto, la variazione del valore dell’albedo influenza significativamente i cambiamenti dell’effettiva (radiativa) temperatura della Terra essendo uno dei fattori più importanti che determinano i prossimi cambiamenti climatici. Tuttavia, i cambiamenti della temperatura termodinamica della Terra a causa delle variazioni dell’ albedo e della TSI non si verificano immediatamente, ma con un significativo lasso di tempo, determinato dall’inerzia termica del pianeta (Abdussamatov et al., 2010).

dove l – è la profondità dello strato attivo dell’Oceano. Se la profondità del suo strato attivo è di circa 200-500 м, l’inerzia termica è:

A causa della capacità termica molto grande dell’Oceano, la temperatura termodinamica del pianeta cambia piuttosto lentamente. Quindi le parti in debito e credito del bilancio energetico medio annuo del globo terrestre con la sua aria e l’acqua sono praticamente sempre in uno stato sbilanciato (Е ≠ 0), con saldo positivo o negativo. Tale squilibrio di bilancio medio termico annuo è uno stato di base del sistema climatico della Terra-atmosfera. Durante il declino nel lungo termine della TSI, la variazione media annua dell’entalpia nel sistema Terra-atmosfera risulta essere negativo (E <0), mentre nel lungo termine un aumento del TSI risulta positivo (E> 0). Allo stesso tempo, le variazioni della TSI e l’albedo giocano il ruolo più importante nel cambiamento sia del bilancio energetico del sistema Terra-atmosfera che la sua temperatura termodinamica. Il bilancio medio annuale termico del sistema Terra-atmosfera, nel lungo periodo di tempo, ci permette in modo affidabile di determinare il corso e il valore sia l’eccesso di energia accumulata dalla Terra sia il deficit energetico nel bilancio termico e, in considerazione per i dati della previsione della TSI, è possibile definire con certezza e prevedere con largo anticipo, la direzione (ΔЕ> 0 porta a riscaldamento, ΔЕ <0 – per il raffreddamento) e l’ampiezza delle variazioni future nel clima globale.

4. La diminuzione bicentenaria della TSI conduce alla Piccola era Glaciale

Dagli anni 90’, entrambi i valori dei componenti del ciclo undecennale e le componenti bicentenarie delle variazioni della TSI stanno attualmente diminuendo più rapidamente (vedi Figura n° 2), quindi una frazione della TSI assorbita dalla Terra è in calo praticamente alla stessa velocità (vedi ad esempio, Fröhlich, 2011; Abdussamatov, 2007b, 2009a, b). Il valore medio della TSI nel ciclo di 23 era di 0,17 W/m2 in meno rispetto al ciclo 22. Il valore della TSI lisciato nel minimo fra i cicli 23/24 (1365,24 ± 0,02 W/m2) è stato di 0,26 W/m2 e dello 0,33 W/m2 in meno rispetto al minimo tra i cicli 22/23 e 21/22, rispettivamente. Tuttavia, il deficit della TSI che si è formato nel lungo termine, dai primi anni 1990 (vedi Figura n°2) non è stata compensato dalla diminuzione della emissione dell’energia termica intrinseca della Terra nello spazio, ma rimane praticamente allo stesso livello alto per 14 ± 6 anni, a causa della termica inerzia degli oceani del mondo.

Figura n°2Figura n°2

Poiché il Sole sta ora entrando in una lungo fase bicentenaria di bassa luminosità (ad esempio, Abdussamatov, 2004, 2005, 2007b, Livingston e Penn, 2010; American-astronomico-society, 2011) tale squilibrio energetico del sistema (E < 0 ) continuerà ulteriormente per alcuni dei prossimi cicli solari di 11 anni. Come risultato, la Terra d’ora in poi avrà un saldo negativo (E <0) nel bilancio energetico. Questo consumo graduale di energia solare accumulata dagli oceani del mondo nel corso di tutto il XX secolo comporterà una riduzione della temperatura globale dopo i 14 ± 6 anni, a causa di un saldo negativo nel bilancio energetico della Terra. Ciò, a sua volta, porterà alla nascita dell’albedo sulla Terra, il calo della concentrazione atmosferica dei gas serra più importanti – il vapore acqueo, nonché di biossido di carbonio e altri gas. Notiamo che il vapore acqueo assorbe ~ 68% della potenza intrinseca integrale della lunga onda di emissione della Terra, mentre l’anidride carbonica – solo ~ 12%. Di conseguenza, una porzione della radiazione solare assorbita dalla Terra gradualmente scenderà insieme con le manifestazioni dell’effetto serra causati dagli effetti di retroazione secondari. L’influenza della consecutiva catena crescente di tali modifiche causerà un ulteriore diminuzione della temperatura globale che supererà l’effetto di una diminuzione bicentenaria della TSI. Poiché il Sole si sta ora avvicinando alla fase di una diminuzione di luminosità bicentenaria, sulla base della accelerazione alla diminuzione osservata in entrambe le componenti di 11 anni e bicentenari della TSI dai primi anni ’90, siamo in grado di prevedere il suo ulteriore calo simile ad un minimo di Maunder cosiddetto fino a 1363,4 ± 0,8 W/m2, 1361,0 ± 1,6 W/m2 e fino ad un livello profondo minimo 1359,5 ± 2,4 W/m2 nei minimi tra i cicli di 24/25, 25/26 e 26/27, rispettivamente (vedi Figura n°3) .

Figura n°3Figura n°3

Ipotizzando un aumento previsto della durata dei cicli di undici anni durante la fase di declino di un ciclo bicentenario (Abdussamatov, 2006, 2009a, b), ci si può aspettare il momento approssimativo di minima fra i cicli 24/25, 25/26 e 26/27 ± 0,6 2020,3, 2031,6 e 2042,9 ± 1,2 ± 1,8, rispettivamente. In queste circostanze per dei cicli di 13 mesi, il livello medio del massimo del numero di macchie solari nei cicli 24, 25 e 26 potrà raggiungere 65 ± 15, 45 e 30 ± 20 ± 20, rispettivamente (Abdussamatov, 2007b, 2009a, b). Quindi, possiamo aspettarci l’inizio

di un profondo minimo bicentenario della TSI in circa 2042 ± 11 e 19° minimo profondo della temperatura globale negli ultimi 7500 anni – nel 2055 ± 11 (vedi Figura n°4).

Figura n°4Figura n°4

Nel prossimo futuro si osserverà un periodo di transizione (tra riscaldamento globale e il raffreddamento globale), di cambiamenti climatici instabili con la temperatura globale fluttuante attorno al suo valore massimo raggiunto nel periodo 1998-2005. Dopo il massimo del ciclo solare 24, da circa il 2014 ci si può aspettare l’inizio del prossimo ciclo bicentenario di raffreddamento profondo con una piccola era glaciale nel 2055 ± 11. Così, nel lungo termine le variazioni della TSI (con una stima per la loro diretta e secondaria influenza, basata su effetti di retroazione) sono la principale causa fondamentale dei cambiamenti climatici in quanto la variazione del clima terrestre è determinata principalmente da un lungo periodo di squilibrio tra l’energia della radiazione solare che entra negli strati superiori dell’atmosfera terrestre e l’energia totale emessa dalla Terra verso lo spazio.

Fonte : http://icecap.us/images/uploads/abduss_APR.pdf

Riferimenti :

About the long-term coordinated variations of the activity, radius, total irradiance of the Sun and the Earth’s climate. Proceedings of IAU Symposium, No. 223, Cambridge university press, 541–542. Abdussamatov H. I. (2006).

The time of the end of the current solar cycle and the relationship between duration of 11-year cycles and secular cycle phase. Kinematics and Physics of Celestial Bodies, 22, 141–143. Abdussamatov H. I. (2007a).

On decreasing a total irradiance and downturn of the global temperature of the Earth up to a global cooling in the middle XXI centuries. Bulletin of the Crimean Astrophysical Observatory, 103, No. 4, 292-298.  Abdussamatov H. I. (2007b).

Optimal prediction of the peak of the next 11-year activity cycle and of the peaks of several succeeding cycles on the basis of long-term variations in the solar radius or solar constant. Kinematics and Physics of Celestial Bodies, 23, 97-100. Abdussamatov H. I. (2009a).

The Sun defines the climate. Russian journal “Nauka i Zhizn” (“Science and Life”), No 1, pp. 34-42 http://www.gao.spb.ru/english/astrometr/abduss_nkj_2009.pdf Abdussamatov H. I. (2009b).

The Sun dictates the climate, St Petersburg, 197 p. In Russian by Logos publishers. Abdussamatov H. I. (2005).

Long-term variations of the integral radiation flux and possible temperature changes in the solar core. Kinematics and Physics of Celestial Bodies, 21, 328–332. Abdussamatov H. I., A. I. Bogoyavlenskii, S. I. Khankov, & Y. V. Lapovok. (2010).

Modeling of the Earth’s planetary heat balance with electrical circuit analogy. J. Electromagnetic Analysis & Applications, 2, 133-138. American-astronomical-societ (2011). http://www.myweathertech.com/2011/06/14/american-astronomical-society-joins-the-dark-side/ http://cbdakota.wordpress.com/2011/06/24/%E2%80%9Ccheshire-cat-sunspots%E2%80%9D-livingston-and-penn/ Bal S. et al. (2011).

On the robustness of the solar cycle signal in the Pacific region. Geophysical research letters, 38, Ll4809,–5 pp.  Borisenkov E. P. (1988).

Climate variations during the last millennium. Leningrad, (in Russian). Eddy J. A. (1976).

The Maunder Minimum. Science, 192, 1189–1202. Fröhlich C. (2011).

Solar Constant http://www.pmodwrc.ch/pmod.php?topic=tsi/composite/SolarConstant  Herschel W. (1801). Observations tending to investigate the nature of the Sun, in order to find the causes or symptoms of its variable of light and heat; with remarks on the use that may possibly be drawn from solar observations. Phil. Trans. Roy. Soc, London, 91, 265-318. McPhaden M. J. et al. (2011).

El Nino and its relationship to changing background conditions in the tropical Pacific Ocean. Geophysical research letters, 38, l15709, 4 pp.  Penn M., & W. Livingston. (2010).

Long-Term Evolution of Sunspot Magnetic Fields. [Online] Available: arXiv:1009.0784v1 [astro-ph.SR]; Link to raw data Shapiro A. I. et al. (2011).

A new approach to the long-term reconstruction of the solar irradiance leads to large historical solar forcing. Astronomy and Astrophysics, 529, A67.  SIDC – Solar Influences Data Analysis Center. (2011).

http://sidc.oma.be/sunspot-data/  Trenberth K.E., J.T. Fasullo, & J. Kiehl. (2009).

Earth’s global energy budget. Bull. Amer. Meteor. Soc., 90, No. 3, 311-324.

Un commentatore aggiunge:

Gli scienziati dell’Università di Auckland in Nuova Zelanda, grazie alla Multi Angle Imaging Spectroradiometer (MISR) della NASA, hanno analizzato 10 anni di misurazioni globali (dal marzo 2000 al febbraio 2010) dell’altezza delle nubi, rilevando un’altezza inferiore (1%) rispetto al passato. Lo studio, pubblicato di recente sulla rivista Geophysical Research Letters, ha rilevato una tendenza alla diminuzione della quota delle nubi, risultando più bassa di circa 40 metri. La maggior parte della riduzione è dovuta al minor numero di nubi che si verificano a quote molto elevate. Il ricercatore Roger Davies afferma che il record preso in esame è troppo piccolo per poter ottenere una soluzione definitiva, ma che lo stesso studio fornisce un indizio per qualcosa di molto importante che sembrerebbe essere in corso. Un monitoraggio a lungo termine sarà necessario per determinare il significato dell’osservazione per le temperature globali. Una consistente riduzione dell’altezza delle nubi permetterebbe alla Terra di raffreddare lo spazio in modo più efficiente, riducendo la temperatura della superficie del pianeta e rallentare potenzialmente gli effetti del riscaldamento globale. Questo può rappresentare un meccanisco di “feedback negativo” – un cambiamento causato dal riscaldamento globale che lavora per contrastarla. “Non sappiamo esattamente che cosa possa causa questa tendenza“, dice Davies. “Ma deve essere dovuto ad un cambiamento nei modelli di circolazione che danno luogo a formazioni di nubi ad alta quota“. Gli scienziati naturalmente continueranno a monitorare attentamente i dati MISR per valutare se questa tendenza possa risultare definitiva.

http://www.meteoweb.eu/2012/02/la-quota-media-delle-nubi-terrestri-e-in-diminuzione/120852/


Cosa sta succedendo al Sistema Solare?

 

 

a cura di Stefano Fait

 

Il Sole dovrebbe essere al suo massimo o prossimo al suo massimo, dovrebbe essere iperattivo e sventagliare intorno a sé raffiche di brillamenti di intensità anche migliaia di volte superiori a quel che sta facendo, invece è debolissimo: “In definitiva, abbiamo un ciclo solare dato potenzialmente per esplosivo che però in realtà balbetta e sembra essere in una condizione di stallo a livello magnetico”:

http://daltonsminima.altervista.org/?p=19136

Il riscaldamento globale non è un fenomeno unicamente terrestre e si è verificato simultaneamente su altri pianeti del sistema solare (non colonizzati dall’umanità)

http://web.mit.edu/newsoffice/2002/pluto.html

“PLUTONE is undergoing global warming, researchers find”

http://web.mit.edu/newsoffice/1998/triton.html

“MIT researcher finds evidence of global warming on Neptune’s largest moon [TRITONE]“

http://news.nationalgeographic.com/news/2007/02/070228-mars-warming.html

“MARTE Melt Hints at Solar, Not Human, Cause for Warming, Scientist Says”

http://mars.jpl.nasa.gov/odyssey/newsroom/pressreleases/20031208a.html

“Odyssey Studies Changing Weather And Climate On MARTE”

http://www.nature.com/nature/journal/v428/n6985/abs/nature02470.html

“Prediction of a global climate change on GIOVE”

“Di recente è stato osservato che tutti i pianeti del sistema solare starebbero subendo un aumento della temperatura[56]. I telescopi spaziali attraverso i sensori termici constatano un aumento della temperatura per il pianeta Giove di 10 °C come temperatura media. Su Marte l’aumento della temperatura è indicato anche dalla forte diminuzione delle calotte polari (che sono molto più fredde di quelle terrestri, contengono anidride carbonica ghiacciata, il famoso ‘ghiaccio secco’ usato per creare l’effetto nebbia negli spettacoli, oltre all’acqua ghiacciata).[57]. Anche nei pianeti più lontani come Urano, Nettuno e Plutone si constatano aumenti di temperatura. Fattori estranei alla Terra sembrerebbero quindi influenzare l’aumento della temperatura nel sistema solare, ma è ancora poco chiaro se si tratti dell’influenza del Sole (che come detto ha variato poco la sua attività -vedi grafico- ed è molto lontano dai pianeti coinvolti), delle variazioni di quantità della polvere interstellare (che filtra i raggi solari) o siano dovute ad altri fattori ancora sconosciuti[58]“

http://it.wikipedia.org/wiki/Riscaldamento_globale
Ora le cose stanno cambiando:

“Sulla base della lettura di oltre 30.000 stazioni meteorologiche, infatti, a fine gennaio il Met Office e l’University of East Anglia hanno pubblicato nuove analisi che stravolgono quelle che per alcuni erano “certezze” ma che, almeno qui su MeteoWeb, abbiamo sempre divulgato con estrema cautela.

Dai dati diffusi dai prestigiosi centri di ricerca inglesi emerge che il riscaldamento globale s’è bloccato nel 1997 e che da quel momento la temperatura del nostro pianeta non solo è stabile, ma addirittura in lieve calo.

Contemporaneamente gli stessi esperti hanno voluto focalizzare la loro attenzione sul sole e sulle sue emissioni di energia, “insolitamente elevate nel corso del ventesimo secolo ma adesso verso un nuovo grande minimo che minaccia estati fredde e inverni rigidi”.
A questo punto, quando si parla del sole, gli esperti britannici si appellano alla Nasa a all’University of Arizona che avrebbero rilevato alcune misure del campo magnetico 120 mila miglia sotto la superficie del sole e da ciò è emerso che il prossimo ciclo solare, il 25°, sarà contraddistinto da una straordinaria debolezza della stella e avrà un picco nel 2022.
Secondo un documento pubblicato la scorsa settimana dal Met Office, c’è un 92% di possibilità che il ciclo 25 del sole sarà più debole del “minimo di Dalton” del periodo 1790-1830, quando le temperature medie sono diminuite, almeno in Europa, di circa 2°C. Ma non viene escluso (è il rimanente 8%) che la debolezza solare del prossimo ciclo sia pari a quella del “minimo di Maunder” che tra 1645 e 1715 determinò la fase più fredda della piccola era glaciale, quando anche il Tamigi ogni anno si congelava per molti mesi”.

http://www.meteoweb.eu/2012/02/met-office-shock-dimentichiamo-il-global-warming-adesso-ci-preoccupa-il-ciclo-25-del-sole/119896/#chiudi_adv

 

Non è solo questo il problema.

La velocità di rotazione di Saturno

http://www.newscientist.com/article/dn9100-saturns-rotation-puts-astronomers-in-a-spin.html

e di Venere

http://www.universetoday.com/93494/is-venus-rotation-slowing-down/

ha cominciato a ridursi e gli astrofisici non hanno saputo/voluto spiegare perché.

È aumentato il numero di comete:

http://www.universetoday.com/81994/soho-finds-its-2000th-comet/

http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2011/12jan_cometstorm/

Abbiamo dunque diverse anomalie che si stanno verificando in questi ultimi anni nel Sistema Solare, come se qualche forza operasse dall’esterno influenzandolo nel suo complesso.
Io credo che si tratti della stella compagna del Sole (una nana bruna/marrone):

http://www.segnidalcielo.it/nemesis_stella_oscura.html

http://www.astrobio.net/exclusive/3427/getting-wise-about-nemesis

http://fanuessays.blogspot.com/2011/10/ipotesi-nemesis.html

Come ipotizzato già da diversi astrofisici tra i più rinomati:

http://www.ucs.louisiana.edu/~dpw9254/MS7292.pdf
http://www.tifr.res.in/~vahia/neme.pdf

 

Verso una nuova era glaciale – il quadro d’insieme

a cura di Stefano Fait

Nell’antichità, quando ancora l’ambiente era incontaminato, ci sono stati diversi cataclismi, glaciazioni, inondazioni, disastri climatici per i quali veniva implorata o l’ra di Giove o la punizione divina. Oggi si preferisce dare la colpa all’uomo. A mio avviso serve un pò di equilibrio, avere memoria del passato e considerare seriamente la natura nei suoi cicli dinamici non come un immobile o un soprammobile da usare e abusare secondo i propri capricci…
Mimma Suraci

Sul riscaldamento globale si sono dette un mucchio di fesserie. In particolare, ho provato a demolire 10 miti che lo riconducono esclusivamente alle attività umane:
http://www.informarexresistere.fr/2011/12/19/10-miti-da-sfatare-sul-riscaldamento-globale-limminente-glaciazione/#axzz1mLNsw14z

Le cause sono molto più probabilmente di origine cosmica, con un contributo umano non insignificante, ma complessivamente secondario (il che non ci autorizza a continuare a vivere come degli infanti irresponsabili, incuranti dell’inestimabile valore dell’ecosistema globale).

Il Sole dovrebbe essere al suo massimo, invece è debolissimo: “In definitiva, abbiamo un ciclo solare dato potenzialmente per esplosivo che però in realtà balbetta e sembra essere in una condizione di stallo a livello magnetico”

http://daltonsminima.altervista.org/?p=19136

Lentamente, inesorabilmente, la Terra perde più calore di quello che riceve.

Clima e attività solare, l’astrofisico russo Habibullo Abdussamatof non ha dubbi: “dal 2014 inizierà una lunga glaciazione

Habibullo Abdussamatof è un docente universitario annoverato tra i più importanti astrofisici russi soprattutto per i suoi studi sul comportamento del sole e le conseguenze sul clima del pianeta. Abdussamatof, infatti, guida il progetto “Astrometria” presso il rinomato osservatorio della Accademia delle Scienze Russa di Pulkovo, a San Pietroburgo, analizzando le misurazioni relative al comportamento del sole. I cicli solari vengono associati da Abdussamatof a variazioni del diametro del Sole. Da essi dipende l’irradiazione Solare Totale (TSI) che, secondo l’esperto russo, determina in modo diretto le temperature sul nostro pianeta e il loro andamento. La periodicità di queste variazioni permette di dar conto delle glaciazioni passate e di prevedere il futuro. Ebbene, secondo il prof. Abdussamatof siamo all’inizio di una glaciazione che raggiungerà un massimo attorno al 2055. Lo scienziato ha spiegato le sue teorie in un articolo intitolato “Bicentennial Decrease of the Total Solar Irradiance Leads to Unbalanced Thermal Budget of the Earth and the Little Ice Age” e pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Applied Physics Research. In questa pagina si può trovare una dettagliata descrizione del progetto.

Per la raccolta dei dati, i suoi studi si avvalgono del Service Module del segmento Russo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) che permette misure non distorte dall’atmosfera e dall’instabilità della terra. Lo studio ha un obiettivo più ampio: comprendere grazie al Sole, il comportamento delle stelle, e quali siano le variazioni della intensità di radiazione ed del diametro. Un aspetto importante sono le connessioni con la geofisica, la meteorologia, la biologia, la medicina. Infatti tutte le sorgenti di energia tradizionali o rinnovabili, usate dall’umanità sono collegate al sole. La vita sulla terra dipende quasi esclusivamente dalla Irradiazione Solare Totale (TSI). Ogni cambiamento di questo fattore si ripercuote sulla terra e nello spazio ad essa circostante. Il flusso energetico del sole definisce dinamicamente il clima della terra e degli altri pianeti; esso a sua volta è definito dall’area della superficie solare o, in altre parole, dal diametro del sole. Una valutazione esatta delle variazioni del diametro solare è strettamente correlabile alle variazioni nel tempo della TSI ed alle macchie solari.
Il professore ha spiegato che “il bilancio termico annuale nel lungo periodo determinerà in modo affidabile il corso ed i valori sia dell’eccesso di energia accumulata dalla terra che del deficit energetico del budget termico rispetto all’irradiazione solare (TSI), e questo permetterà di predire con largo anticipo l’ampiezza dei prossimi cambiamenti climatici. Dall’inizio degli anni 90 noi osserviamo una diminuzione bicentennale della TSI e della relativa energia assorbita dalla Terra che avrà da ora in poi un bilancio termico negativo che porterà come conseguenza ad una caduta della temperatura fino ad un minimo attorno al 2055.

Abdussamatof ha anche esaminato il fenomeno del Niño e della Niña, trovando una correlazione coerente con il suo sistema. “I nostri risultati - ha spiegato - indicano che esiste una comune azione del ciclo di 11 anni, e del ciclo bicentennale della TSI sul cambiamento dello stato superficiale e sub-superficiale della parte tropicale dell’Oceano Pacifico. Questa è accompagnata dalla comparsa di correnti calde o fredde (cicli del Niño o della Niña), che influenzano pure il cambiamento climatico. Le caratteristiche da noi 0sservate sul Niño durante gli ultimi 31 anni hanno mostrato cambiamenti in direzione opposta rispetto alle previsioni dei modelli climatici che assumono una importanza predominante dei gas serra.

Secondo queste previsioni, quindi, il nostro pianeta potrebbe sprofondare in una nuova “piccola era glaciale”. Sarebbe la quinta dell’ultimo millennio, dopo quelle di Wolf nel secolo XIII, di Sporer nel XV, di Maunder nel XVII e di Dalton nel XIX, ad intervalli quasi bicentennali, che confermerebbero la teoria di Abdussamatof. L’aggettivo “piccola” però non ci deve portare a sottovalutare: le conseguenze sarebbero gravissime, come le mostrano esperienze precedenti, segnate da terribili carestie, epidemie, e mortalità diffusa che decimarono molte popolazioni, e costrinsero ad esodi in massa.

http://www.meteoweb.eu/2012/02/clima-e-attivita-solare-lastrofisico-russo-habibullo-abdussamatof-non-ha-dubbi-dal-2014-iniziera-una-lunga-glaciazione/119597/#chiudi_adv

L’allarmismo sul livello degli oceani che doveva salire fino ad inondare le città costiere si è rivelato per quel che era: terrorismo psicologico motivato da fanatismo o da interessi che non hanno nulla a che vedere con la scienza e molto con la revoca della democrazia.

Nell’ultimo decennio il livello degli oceani è aumentato di 1,6 mm all’anno. A questa velocità, il terribile metro di aumento di livello si verificherebbe nel 2643, tra 631 anni. Anche se fosse stato confermata la proiezione di una crescita di 3,1 mm all’anno ci sarebbero voluti 300 anni, non gli 88 anni paventati.

Per di più, dal 2011, la tendenza alla crescita si è invertita ed il livello è tornato al dato del 2008!!!

FONTE: http://theinconvenientskeptic.com/2012/02/2011-global-sea-level-dropped-back-to-2008-levels/

E tutto questo mentre la concentrazione di CO2 continua a crescere. Il fatto è che l’anidride carbonica continua ad aumentare per conto suo, indipendentemente dall’espansività o contrazione delle attività umane e dalle oscillazioni delle temperature globali:

http://fanuessays.blogspot.com/2011/12/dal-riscaldamento-globale-al.html

http://fanuessays.blogspot.com/2012/01/temperature-globali-in-calo-partire-dal.html

Le attività umane hanno solo accentuato un processo già in atto e che si verifica ciclicamente. Qui il rapporto commissionato dal Pentagono e che prevede una glaciazione (gli autori lo considerano uno scenario estremo, ma plausibile): http://www.antersass.it/frontedellacultura/Pentagon_Report.pdf.

Il raffreddamento, in queste previsioni, doveva cominciare nel 2010 e la vera e propria glaciazione irrompere al massimo entro il 2020.

In effetti l’inverno del 2009-2010 è stato “insolitamente freddo”:

http://en.wikipedia.org/wiki/Winter_of_2009%E2%80%932010_in_Europe

Come lo è stato l’inverno 2010-2011:

http://en.wikipedia.org/wiki/Winter_of_2010%E2%80%932011_in_Europe

“Vi è il sospetto che Febbraio 2012, visto il perdurare del maltempo, possa poi rientrare tra i mesi più rigidi e nevosi in assoluto dopo la Piccola Era Glaciale”:

http://www.3bmeteo.com/giornale-meteo/febbraio-2012–il-piu–freddo-in-assoluto-dopo-la-peg–56161

Tornando al rapporto per il Pentagono, ecco cosa dice riguardo all’Europa: sarà “la più pesantemente colpita dal cambiamento climatico, le temperature medie annuali scenderanno di 6 gradi Fahrenheit in meno di un decennio, con trasformazioni più drammatiche lungo la costa nord-occidentale. Il clima dell’Europea nord-occidentale sarà più freddo, secco e ventoso rendendola molto simile alla Siberia. L’Europa meridionale subirà un cambiamento minore ma verrà colpita ancora da violenti e intermittenti raffreddamenti e da rapidi sbalzi di temperatura. ridotte precipitazioni provocheranno la perdita di territori (leggi: suolo coltivabile), il che diventerà un problema per tutta l’Europa contribuendo alla mancanza di scorte di cibo. L’Europa combatterà per arginare l’emigrazione dalle nazioni scandinave e dall’Europea settentrionale di popoli in cerca di caldo, così come l’emigrazione dai paesi duramente colpiti in Africa e altrove“.

Qui l’originale in inglese:

http://www.gbn.com/articles/pdfs/Abrupt%20Climate%20Change%20February%202004.pdf.

Ora lo U.S. National Solar Observatory e lo U.S. Air Force Research Laboratory sono tornati a dire che la scarsa attività solare assomiglia a quella che precedette la piccola era glaciale di qualche secolo fa.

http://www.meteogiornale.it/notizia/20743-1-il-sole-va-in-letargo.

http://www.thegwpf.org/the-climate-record/4062-europe-may-be-facing-return-of-little-ice-age.html.

Qui la più completa e rigorosa disamina in italiano della questione delle glaciazioni in genere e di quella prossima ventura in particolare:

http://daltonsminima.altervista.org/?s=glaciazione

Al Gore & co. (premio Nobel!) hanno mentito e le attività umane hanno inciso molto poco sul clima globale.

Non possiamo controllare le dinamiche della terra e dovremo accettare la nostra impotenza.

Que sera, sera, whatever will be, will be”.

Uno sguardo d’insieme sul cambiamento climatico

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