La maschera “green” di un’oligarchia psicopatica – schiattare per il gelo in Europa

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Per garantire il livello di vita dell’élite finanziaria globale, non occorrono le migliaia di miliardi accumulati da questo ceto, basterebbe molto meno. Insomma, il denaro per questa gente non è solo il mezzo per fare quella vita, è molto di più, è davvero fine a se stesso.

Gustavo Zagrebelsky, “La maschera democratica dell’oligarchia”

Numerosi studi dimostrano che i cervelli sociopatici non rispondono emotivamente a parole come “morte”, “stupro” e “cancro”, o almeno non quanto fanno i cervelli normali: diciamo che la nostra risposta emotiva equivale a quella che si ottiene pronunciando la parola “sedia”. Un’ulteriore ricerca ha poi dimostrato che i cervelli dei sociopatici dispongono di un numero inferiore di connessioni tra corteccia prefrontale (che aiuta a regolare le emozioni, interpreta i segnali di pericolo e consente di prendere le decisioni) e l’amigdala (che le emozioni le elabora), il che potrebbe spiegare perché i sociopatici non provano sufficienti emozioni negative nel momento in cui compiono un’azione antisociale.

M.E. Thomas, “Confessioni di una sociopatica”

Avevo avvertito che sarebbe successo (“Il raffreddamento globale è causato dall’uomo” – NO! Non fatevi fregare un’altra volta!” 5 giugno 2013) ed è successo. Alcuni scienziati giapponesi hanno annunciato che il “riscaldamento globale causato dall’uomo” ci garantirà inverni rigidi in Asia ed Europa FINO ALLA FINE DEL SECOLO:

http://www.lifegate.it/persone/news/inverno-brutte-notizie-freddolosi

La prossima fase, che sarà quella finale sarà formulata in questi termini: “il riscaldamento globale causato dall’uomo ha innescato una glaciazione. Se ci aveste ascoltati ora l’emisfero boreale non sarebbe coperto di ghiacci” (cf. “L’alba del giorno dopo”).

Ci aggiorniamo nel 2016-2017 e vedrete che ci avrò beccato.

Intanto c’è chi ci lascerà le penne in massa. Per esempio inglesi e belgi.

. . . . e che cosa occorre fare per evitare la crisi energetica che incombe sulla Gran Bretagna? Con il 40 per cento della nostra capacità di generazione di energia che svanirà nei prossimi anni (con 14 delle nostre principali centrali nucleari e a carbone che saranno chiuse), che misure intende proporre il governo per tenere accese le luci e far funzionare un’economia che dipende dai computer?

Christopher Booker nel 2010, profeta inascoltato.

Le famiglie dovranno abituarsi ad usare l’energia solo quando è disponibile (leggi: non avete alternative all’assideramento? Cazzi vostri!)

Steve Holliday – responsabile della rete energetica britannica, 2011

2 settimane di gennaio senza energia elettrica per il Regno Unito se questo sarà un inverno particolarmente rigido

http://www.thetimes.co.uk/tto/business/industries/utilities/article4250172.ece

Questo a causa delle folli/criminali politiche energetiche del governo neoliberista/neoconservatore (basta carbone, W l’eolico che arricchisce i latifondisti inglesi dal cuore green quanto il loro portafogli! settore energetico tutto in mano ai privati!) > Wind turbines bring in ‘risk-free’ millions for rich landowners, Guardian, 28 febbraio 2012

Significa migliaia di morti, forse decine di migliaia di morti. I neocon sono sempre stati eugenetisti, quindi la cosa non ci deve sorprendere

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/03/18/la-soluzione-finale-alla-questione-dei-disabili-secondo-il-governo-inglese-cazzi-loro/

Ricordatevelo quando elogiate Londra e l’Occidente, o quando vi rifiutate di credere che ci possano essere psicopatici al governo di una nazione (“sarebbero facili da riconoscere!”)

I governi psicopatici li riconosci dal numero di esseri umani che lasciano morire o di cui causano attivamente la morte.

In Belgio sono ancora più lungimiranti. Hanno superato la fase del se e hanno già predisposto delle aree in cui verrà fatta mancare l’elettricità nel corso dell’inverno e che quindi se la devono cavare da sole: “caro cittadino, sono un po’ cazzi tuoi!”.

http://spectrum.ieee.org/…/nuclear-vulnerability-sends…

Meglio il pubblico inefficiente o il privato avido?

Per favorire gli interessi privati i governi neoliberisti di Blair e Cameron hanno messo troppe uova energetiche in un paniere, quello eolico, che esiste solo grazie agli ingenti sussidi pubblici e che dovrebbe arrivare a coprire il 20% del fabbisogno, ma chiaramente non lo può fare quando le alte pressioni estive ed invernali bloccano le condizioni meteo facendo crollare la produzione all’1% di quanto è richiesto. Hanno poi consentito ai privati di smantellare le centrali a carbone che dovevano attivarsi in caso di emergenza, per costruire abitazioni che subiranno il blackout.

http://www.adamsmith.org/wp-content/uploads/2014/10/Assessment7.pdf

Questo è folle e criminale!

È difficile da credere se uno si rifiuta di accettare l’idea che siamo in un’epoca sociopatica, in cui vi è un’altissima incidenza di persone prive di coscienza o sotto ricatto che sono giunte nelle stanze dei bottoni.

Nei prossimi anni la realtà batterà più di un colpo alla porta delle 3 scimmiette.

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L’unica risposta sensata è quella di creare un rinascimento della scienza, economia e politica per essere all’altezza della sfida che rappresenta la prossima glaciazione.

1. La fisica quantistica ha dimostrato che lo spazio e la materia contengono grandi quantità di energia inutilizzata;

2. La legge di conservazione dell’energia non sarebbe violata. Non c’è energia gratuita ma solo conversione da un’altra forma di energia di cui abbiamo ignorato l’esistenza o che credevamo inaccessibile;

3. A causa di 2 #, dobbiamo sviluppare una buona comprensione teorica di qualsiasi tecnologia prima di iniziare la generazione. Abbiamo bisogno di sapere da dove provenga l’energia e quali effetti questo trasferimento di energia potrebbe avere sugli esseri viventi circostanti (e sulla materia).

4. Se e quando queste tecnologie saranno disponibili, dovranno essere presentate contemporaneamente in tutto il mondo in modo open-source per impedire che siano soppresse e/o controllate da pochi oligarchi;

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Putin, Villepin, il nuovo e il vecchio ordine mondiale – quel che i media italiani non riportano

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Putin e Villepin a Sochi

 

AGGIORNAMENTO DEL 1 NOVEMBRE 2014: MIA TRADUZIONE QUASI INTEGRALE DEL DISCORSO DI PUTIN:

http://www.futurables.com/2014/11/01/il-nascente-nuovo-ordine-mondiale-post-coloniale/

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CONTESTO STORICO DELL’INCONTRO DEL CLUB INTERNAZIONALE DI VALDAÏ A SOCHI, TENUTOSI QUALCHE GIORNO FA.

Ribadisco ancora una volta che Putin non è certo un angelo. Ha più di uno scheletro nell’armadio e incarna il tipo di leader messianico che piace a una nazione distrutta dalle mafie finanziarie locali ed internazionali ma non può e non deve rappresentare la politica di questo secolo.

Il futuro non può essere una costante riproposizione di obamamanie, putinmanie, renzismi, ecc. Possiamo trovare delle alternative all’oligarchismo che siano autenticamente democratiche e meno populiste e paternaliste.

Senza peraltro dimenticare che Obama, Renzi e Blair sono dei populisti al servizio delle oligarchie transnazionali e quindi rappresentano il peggio del peggio.

Putin si è trovato ad essere prescelto dalla fazione vittoriosa (eurasiatica) dell’establishment russo per guidare la nazione in direzione opposta a quella prediletta dall’altra fazione (euro-atlantista) che aveva scelto Eltsin e ora punta sull’oligarca ed ex petroliere Khodorkovsky.

Per poter restare in sella Putin ha dovuto trovare il modo di compiacere interessi militari, mafiosi ed affaristici vari, nazionali ed internazionali, senza lasciarci la pelle. Non è un ruolo per anime belle, come hanno potuto constatare i fratelli Kennedy e specialmente il grande JFK, che arrivò al potere grazie alla mafia e a delle elezioni truccate (Was Kennedy Tied to the Mob? National Geographic, 23 ottobre 2013), per poi essere assassinato dalla CIA progressivamente nazificata (letteralmente: Reinhard Gellen, Allen Dulles – cf. In Cold War, U.S. Spy Agencies Used 1,000 Nazis, New York Times, 26 ottobre 2014; JFK and the Unspeakable: Why He Died and Why It Matters).

Un caso analogo è quello di Charles De Gaulle, un altro statista particolarmente amato (un’ammirazione del tutto giustificata, come per JFK) che dovette scendere a compromessi con certi ambienti influenti (Marcel Francisci) per poter portare a termine la sua missione, in circostanze indescrivibilmente pericolose (L’attentato del Petit-Clamart).

Io credo che la storia condannerà Blair, Bush, Cheney, Netanyahu, Obama (Vote all you want. The secret government won’t change, Boston Globe, 19 October 2014), mentre paragonerà Putin a De Gaulle e Villepin ad Hammarskjöld (ucciso da inglesi e belgi, cosa che ovviamente mi auguro non accada a Villepin).

CONTESTO INTERNAZIONALE DELL’INCONTRO DEL CLUB INTERNAZIONALE DI VALDAÏ A SOCHI, TENUTOSI QUALCHE GIORNO FA.

Papa Bergoglio ha ragione: una guerra mondiale è già in corso e la propaganda (la demonizzazione dell’avversario, es. “sottomarino russo in Svezia”) è già ai massimi livelli di intensità.

George Soros – il macellaio delle economie emergenti – ci ha infatti spiegato che dovremmo adottare un’economia di guerra contro la Russia perché Putin non si fermerà all’Ucraina ma minaccia l’esistenza stessa dell’Unione Europea e della NATO. (Wake Up, Europe, The New York Review of Books, 23 ottobre 2014).

Questa guerra si combatte intorno all’egemonia del dollaro e quindi degli Stati Uniti. Ci volle la Seconda Guerra Mondiale per far accettare al Regno Unito la fine dell’egemonia della sterlina e la fine dell’impero. Ora è il turno dell’impero atlantico. L’economia anglo-americana è stata gonfiata a dismisura dai quantitative easing (produzione di denaro da parte delle Banche Centrali), tradottisi in bolle speculative immobiliari e borsistiche (Bolla immobiliare nella ripresa inglese, Sole 24 Ore, 9 ottobre 2013; IMF warns UK government over housing bubble risk, BBC, 6 giugno 2014; This is no recovery, this is a bubble – and it will burst, Guardian, 24 febbraio 2014; Stock market bubble warnings grow louder, CNN, 19 agosto 2014; Donald Trump Tells Americans to Prepare For ‘Financial Ruin’, Money News, 25 ottobre 2014).

Intanto sempre più statunitensi rinunciano alla cittadinanza americana (More Americans Renounce Citizenship, With 2014 on Pace for a Record, Washington Post, 24 Ottobre 2014) e continuano implacabili i suicidi o morti accidentali di banchieri (Another Deutsche Banker And Former SEC Enforcement Attorney Commits Suicide, ZeroHedge, 25 ottobre 2014)

I BRICS (se Rousseff riuscirà a vincere le elezioni in Brasile) stanno seguendo l’adagio cinese – “Siediti lungo la riva del fiume e aspetta, prima o poi vedrai passare il cadavere del tuo nemico” –, conosci del fatto che un conflitto armato globale sarebbe deleterio anche per i vincitori. È una guerra di propaganda: vince chi convince l’opinione pubblica internazionale che l’avversario è il perdente. Per una vittoria dei BRICS è sufficiente che gli Stati Uniti non siano più visti come la superpotenza economica dominante, ma un’economia fondamentale, tra le altre, con una valuta importante, tra le altre. A quel punto Washington non potrebbe più finanziare le sue basi militari all’estero e un nuovo ordine multipolare diventerebbe realtà (in teoria sarebbe il passaggio da un suffragio ristretto al suffragio universale). Il loro calcolo, tratto dai precetti delle arti marziali, è che l’aggressività e la forza dell’avversario possono essere impiegate contro di lui per bloccarlo (senza ucciderlo).

Come ha capito Soros, Mosca attende pazientemente che tutte le contraddizioni del nuovo corso ucraino esplodano durante il prossimo inverno e che l’Europa trovi la forza di rifiutarsi di fare il lacchè della Casa Bianca e cominci a perseguire i propri interessi, invece di quelli americani (La crisi ucraina vista da Mosca, FuturAbles, 2 settembre 2014).

Questo era il quadro necessario a capire gli interventi di Dominique de Villepin (ex primo ministro francese, probabilmente destinato a governare la Francia sotto la presidenza di un Sarkozy che ha imparato la lezione, dal 2017 in poi, o forse anche prima) e di Vladimir Putin.

Questi sono i passaggi chiave del discorso di Villepin (24 ottobre 2014)

Il mondo contemporaneo è lacerato dalla violazione di ogni regola. Un gioco in cui ci sono delle regole che vengono rispettate è migliore di un gioco senza regole: è più prevedibile, stabile e sicuro. Il diritto internazionale è stato inventato per questo motivo. Le regole internazionali danno spazio alle interpretazioni e non c’è più un’interpretazione condivisa del diritto internazionale. Pensiamo per esempio al Kosovo, con un intervento militare occidentale “giustificato” dal principio di autodeterminazione, o alla Libia, con il principio della “responsabilità di proteggere” che è stato interpretato come autorizzazione ad un “cambio di regime”, o infine alla Crimea, di nuovo in nome dell’autodeterminazione.

Non esiste neppure un accordo su chi e come debba far valere le regole del diritto internazionale (Iraq 2003, Siria e Iraq 2014).

Le regole del gioco internazionale non funzionano più principalmente a causa di un senso di umiliazione che è il risultato di due secoli di dominio occidentale che è arrivato al crepuscolo e sta per cedere il testimone a un mondo multipolare.

Un ventennio di unilateralismo ha provocato nuove frustrazioni e senso di emarginazione in Medio Oriente, così come qui in Russia. È l’effetto di un approccio all’insegna dei due pesi e due misure.

Questo sentimento di umiliazione, infine, è il risultato della fragilità degli stati nazionali nella globalizzazione. Gli stati sono stati indeboliti e i dubbi serpeggiano all’interno delle nazioni. Si è creata una spirale di sfiducia che presto degenera in una spirale di forza e violenza. In questo contesto molti credono che la forza possa essere una scorciatoia per risolvere i problemi, ma non lo è. Si indeboliscono ulteriormente le regole comuni, fino ad arrivare al punto di rottura.

I maggiori rischi del presente.

In primo luogo la diffusione del terrorismo barbaro in Medio Oriente (ISIS).

Il terrorismo trova terreno fertile nelle frustrazioni e paure dei popoli del Medio Oriente, soprattutto sunniti e sciiti che si spingono a vicenda verso nuove radicalizzazioni, ma il terrorismo cresce anche per via dei ripensamenti degli Stati nazionali, che sperano di poter risolvere vecchi conflitti in un nuovo clima, a Riyad, a Teheran o ad Ankara. Infine il terrorismo aumenta quando lo si combatte con la forza, perché moltiplica le frustrazioni. Permettetemi di dire senza mezzi termini che questa guerra non può essere vinta con la forza militare, come non si è vinto in Afghanistan, in Iraq, in Libia.

La seconda sfida è la situazione qui in Europa con l’Ucraina, uno stato diviso e debole. Con il problema della Crimea e la situazione di Donbass siamo entrati in un ciclo di sfiducia e sanzioni. Nessuno è in grado di immaginare una via d’uscita, anche se il cessate il fuoco firmato nel mese di settembre sembra alleggerire la tensione. Nessuno ha interesse a vedere l’Ucraina diventare un nuovo conflitto congelato.

La terza sfida è l’Iran e la questione della non-proliferazione nucleare. Un accordo deve essere trovato prima del 24 novembre, ma le condizioni non sembrano ancora essere state soddisfatte, perché la diffidenza si è accumulata sul tavolo delle trattative.

Si dovrebbero anche citare le questioni di Ebola e dei profughi.

C’è un solo modo di risolvere queste crisi: il rispetto reciproco e il rispetto del diritto internazionale. Bisogna tener conto degli interessi di tutte le parti.

La considerazione per la pari dignità di tutte le persone, di tutti gli stati-nazione è la fonte di tutte le regole. Lo dico questo come gollista, per il quale la dignità delle nazioni, la loro memoria, la loro identità è la chiave della storia del genere umano.

1. Il rispetto delle regole, una diplomazia attiva e pragmatica, dotata di una strategia politica.

L’intervento militare deve sempre essere limitato e deciso di comune accordo, giuridicamente solido e sotto l’autorità delle Nazioni Unite. Nel 2003 la Russia del presidente Putin, la Germania e la Francia erano schierate assieme contro l’azione unilaterale in Iraq, a difesa delle prerogative ONU.

Per battere ISIS servono:

un governo iracheno più inclusivo che dia più spazio ai sunniti nell’amministrazione e nell’esercito; un accordo in Siria che porti a un governo di transizione, unisca le forze siriane contro ISIS ed eviti che la crisi siriana debordi in Libano e Giordania; una strategia che disinneschi le tensioni tra sciiti e sunniti, a partire da migliori relazioni tra Arabia Saudita e Iran; una strategia che ricomponga tutte le fratture esistenti in Medio Oriente e questo significa anche il riconoscimento di uno Stato palestinese con il nuovo governo unione di Fatah e Hamas.

2. Un mondo basato sul rispetto vuol dire cooperazione pragmatica.

Il mondo ha bisogno della Russia. Non si possono risolvere le crisi medio-orientali o raggiungere un accordo con l’Iran senza la Russia. La Russia, a sua volta, ha bisogno anche lei del mondo, in particolare per la sua ripresa economica e la diversificazione industriale. L’Europa e la Russia hanno un destino comune e un futuro comune. C’è bisogno di dialogo, di una visione di prosperità e di sicurezza comune e nuovi simboli, scambi e collaborazioni, progetti infrastrutturali comuni che leghino il continente. L’Europa rappresenta la metà delle esportazioni russe. Sarebbe utile una riunione ad alto livello di personalità della società civile, artisti, intellettuali, ex dirigenti, uomini d’affari che riescano a formulare assieme una tale visione di un futuro comune. La NATO dev’essere smantellata perché è obsoleta (In realtà lui dice: “l’architettura della sicurezza europea dev’essere fondamentalmente rivista. Bisogna elaborare nuovi progetti adatti alle realtà del mondo di oggi, se vogliamo essere credibili” = basta NATO).

3. Rispetto significa dialogo tra pari.

Se il dialogo con l’Iran fallisce le fazioni più estremiste ne usciranno rafforzate. La crisi ucraina può essere risolta con un gruppo di contatto che comprenda rappresentanti di Ucraina, Russia, Germania, Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti. Solo così ci sarà il peso politico e finanziario per affrontare i vari aspetti di questa crisi. Bisogna procedere oltre il cessate il fuoco concordato a Minsk. Francia, Germania e Polonia devono costituire un gruppo permanente di contatto e che abbia un’influenza decisiva.

Un mondo in cui prevale l’umiliazione è un mondo in cui alla fine perdono tutti. Il mondo che ci serve è un mondo di confronto nel rispetto delle differenze, della storia, della sovranità ed uguaglianza delle nazioni e dei popoli. Lo spirito che ci serve è quello della visita di De Gaulle a Mosca, uno spirito di pace e dialogo. Francia e Germania si sono scontrate per secoli, ma alla fine si è riusciti a costruire una solida riconciliazione. Questo è possibile farlo in tutto il mondo.

http://www.republiquesolidaire.fr/12338-dominique-de-villepin-%C2%ABil-n%E2%80%99y-a-pas-d%E2%80%99issue-par-les-armes%C2%BB-el-watan-15102014/

DICHIARAZIONI DI PUTIN ALLA RIUNIONE DEL CLUB INTERNAZIONALE “VALDAI”.

“Il benessere degli stessi Stati Uniti in gran parte dipende dalla fiducia degli investitori, dei detentori stranieri del dollaro e dei titoli americani. La credibilità, ovviamente, viene minata. I segni di delusione dei frutti della globalizzazione oggi sono presenti in molti Paesi. A mio parere, i nostri amici americani stanno tagliando il ramo su cui sono seduti. Non si può mescolare la politica e l’economia, ma proprio questo ora sta accadendo”.

“Le sanzioni, naturalmente, ci disturbano. Con queste sanzioni stanno cercando di farci danno, bloccare il nostro sviluppo, spingere all’autoisolamento in politica, economia, cultura, spingerci cioè verso l’arretratezza. Ma il mondo, voglio sottolineare, come ho già detto e ribadisco, il mondo è cambiato radicalmente”.

“Auspico la normalizzazione delle relazioni russo-ucraine ed il loro sviluppo. Mi sembra che sia inevitabile”.

“I fattori di rischio non arrivano solo dalle controversie interstatali, ma anche dall’instabilità interna dei singoli Stati, soprattutto quando si tratta di Paesi situati all’incrocio degli interessi geopolitici dei grandi Stati, o sulle linee di faglia storico-culturali ed economiche. L’Ucraina, di cui certamente si è parlato molto, e ne parleremo ancora, è uno degli esempi di questo tipo di conflitto che ha un impatto sulla distribuzione mondiale delle forze e penso che non sia l’ultima“.

“Per quanto riguarda il mio atteggiamento verso l’Ucraina come Stato sovrano, non ho mai messo in discussione il fatto che l’Ucraina è uno Stato moderno, a pieno titolo, sovrano ed europeo. Un’altra cosa è che la storia della formazione dell’Ucraina nei suoi confini attuali è un processo piuttosto complicato” (= la Crimea e la Novorossia sono regioni aggregate all’Ucraina senza essere ucraine e non si può ignorare questo fatto, negando il diritto all’autonomia – NB Putin fin dal principio ha chiesto un’ampia autonomia per il Donbas in un’Ucraina federale e ha criticato pubblicamente le spinte separatiste russofone – in Crimea è intervenuto per salvare la base di Sebastopoli, che per la Russia è importante quanto Key West lo è stata per gli USA fino agli anni Settanta).

“Noi insistiamo sul proseguimento dei negoziati. Noi siamo non solo a favore dei negoziati, insistiamo sul proseguimento dei negoziati per la riduzione degli arsenali nucleari. Meno ci sono armi nucleari nel mondo, meglio è. E siamo pronti a un confronto molto serio in merito al disarmo nucleare”.

Già oggi è aumentata bruscamente la probabilità di una serie di conflitti violenti, con partecipazione se non diretta, almeno indiretta delle grandi potenze. Intanto il fattore di rischio è diventano non le solite contraddizioni interstatali, ma anche l’instabilità interna dei singoli Stati

I nostri colleghi  stavano cercando di gestire in qualche modo questi processi, usare i conflitti regionali, progettare le rivoluzioni colorate nei propri interessi, ma il genio è uscito dalla bottiglia e ora non sanno bene come gestirlo, neanche gli stessi autori della teoria del caos controllato. Tra di loro ci sono sbandamento e confusione”

Oggi si sentono dichiarazioni in merito al fatto che la Russia si stia ritirando dall’Europa, che è alla ricerca di altri partner, in particolare in Asia. Voglio dire che questo non è assolutamente così. La nostra politica nella regione Asia-Pacifico è attiva non da oggi e non in relazione alle sanzioni, ma ha più di qualche anno. Siamo partiti, come molti altri Paesi, tra cui i Paesi occidentali, dal fatto che l’Oriente occupa un posto sempre più importante nell’economia e nella politica”.

“Non si può non prenderlo in considerazione, voglio sottolineare, tutti lo fanno, e anche noi lo faremo, tanto che abbiamo una gran parte del territorio in Asia. Perché non dobbiamo usare i nostri vantaggi? Sarebbe miope“.

“Da dove provengono le nuove reclute [di ISIS]? In Iraq dopo il rovesciamento di Saddam Hussein sono state distrutte le istituzioni dello Stato, compreso l’esercito. Noi a suo tempo abbiamo detto, state attenti a dove avete cacciato queste persone sulla strada, a cosa faranno, a non dimenticare che loro erano al timone di un Paese abbastanza grande. In che cosa li state trasformando? Qual è il risultato? Decine di migliaia di soldati e ufficiali, ex attivisti del partito Baath buttati sulla strada, oggi si uniscono ai guerriglieri. Forse  è qui che si nascosta la capacità dell’ISIS? Agiscono davvero molto efficacemente dal un punto di vista militare, sono professionisti“.

Cosa ci attenderebbe se preferissimo vivere non secondo le regole, anche se severe e scomode, ma del tutto senza regole? E questo scenario è abbastanza reale, non ci si può escludere, data l’intensità della situazione nel mondo”

“La formazione del cosiddetto mondo policentrico … di per sé non rafforza né determina la stabilità. Al contrario, il compito di raggiungere un equilibrio globale si trasforma in un rompicapo abbastanza complesso, in un’equazione a più incognite”

“Ritenevo e ritengo che le sanzioni politicizzate sono state un errore che causa danni a tutti”

I progetti economici congiunti, gli investimenti reciproci oggettivamente avvicinano i Paesi, aiutano ad ammortizzare i problemi attuali nelle relazioni internazionali. Tuttavia oggi la comunità globale del business è sottoposta a pressioni senza precedenti da parte dei governi occidentali”.

Che business può esserci, quali attività, dove trovare convenienza economica, pragmatismo quando si lancia lo slogan: “La Patria è in pericolo, il mondo libero è in pericolo, la democrazia è in pericolo?”.

“Non importa chi nella propaganda americana prende il posto dell’URSS come principale avversario: l’Iran, come un Paese che aspiri alla tecnologia nucleare, la Cina che è la prima economia del mondo, o la Russia come superpotenza nucleare. Tentativi di tracciare le linee di demarcazione, fare coalizioni sulla base del principio non del “per” ma del “contro”, creare nuovi nemici, come durante la guerra fredda. E tutto ciò per conseguire il diritto di dettare legge, internazionalmente”.

“Tali tentativi non solo deformano fortemente la realtà, ma entrano in contraddizione con la diversità del mondo. Tali passi inevitabilmente provocheranno una resistenza, una risposta e porteranno a un effetto controproducente”.

Il mondo unipolare era scomodo, “insostenibile” e difficile da gestire per lo stesso cosiddetto leader “autonominato”… Da qui nascono i tentativi odierni, ormai già in una nuova fase storica, di ricreare una specie di mondo “quasi bipolare” e il sistema “quasi bipolare” come un modello pratico in cui riprodurre, in questo caso, la leadership americana“.

“A volte sembra che i nostri colleghi e amici lottino costantemente con i risultati della loro politica. Proiettano la propria potenza per eliminare dei rischi che si sono creati loro stessi, pagando per questo un prezzo sempre crescente

Circolano rapporti che indicano che un certo numero di leader mondiali sia apertamente sotto ricatto. Non è senza ragione che il ‘Grande Fratello’ sta spendendo miliardi di dollari per la sorveglianza di tutto il mondo, compresi gli alleati più stretti.

Proviamo a chiederci quanto questa situazione ci possa stare bene, quanto ci sentiamo al sicuro, felici di vivere in questo mondo, e quanto equo e razionale sia diventato. Forse non abbiamo reali motivi per preoccuparci, obiettare e porre domande imbarazzanti? Forse lo status eccezionale degli Stati Uniti e il modo in cui stanno portando avanti la loro leadership in realtà è una benedizione per tutti noi, e la loro ingerenza negli eventi in tutto il mondo sta portando la pace, la prosperità, il progresso, la crescita e la democrazia, e dovremmo magari solo rilassarci e godercela?

Ebbene, lasciatemi dire che non è questo il caso, assolutamente no”.

http://italian.ruvr.ru/2014_10_24/Vladimir-Putin-partecipa-al-forum-di-discussione-Valdai-0801/
http://eng.kremlin.ru/news/23137

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The first human revolution and creative explosion – a prelude to another possible Great Leap Forward?

stefano fait:

Siamo in procinto di subire un’ulteriore mutazione, un balzo evolutivo paragonabile a quello di 40-50mila anni fa?
Chi farà la fine del Neanderthal e chi farà parte dell’avanguardia di un Mondo Nuovo?
Chi sfrutterà psicopaticamente le sue nuove capacità?

Originally posted on WazArs:

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Did your DNA overturn any family folklore?

My results are fairly typical demonstrating northern European descent. I did have some Neanderthal—2.1 percent.

What was your family’s reaction?

I think my wife always suspected.

A Q&A about Our DNA with Geneticist Spencer Wells

The earliest Homo sapiens probably had the cognitive capability to invent Sputnik, but they didn’t yet have the history of invention or a need for those things.

Sally McBrearty, University of Connecticut

The Neanderthals…were complex beings and talented users of the landscape they lived in: a far cry, indeed, from the brutish image with which generations of cartoonists have endowed them. But they left no evidence of the creative, innovative spark that is so conspicuous a characteristic of our own kind. […].Cro-Magnons…there’s no doubt that they were us. Physically they were indistinguishable from living Homo sapiens; and, in its richness and complexity, the surviving material evidence of…

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L’anno senza autunno

H&M a Trento vs. Salewa a Bolzano: moda etica, consumo etico

stefano fait:

C’è un legame occulto, ma vibrante, tra il tuo e il mio, tra me e te: siamo ospiti di questo pianeta. Siamo provvisori, nomadi, votati alla scomparsa. Questo legame ha poco a che vedere con la pietà, ma piuttosto con il rispetto e la devozione per l’ospite, nel quale riconosco l’estraneità che alberga in me stesso. Siamo ospiti su questo pianeta. Avrei potuto essere al posto di qualcun altro, nei campi di lavoro del Terzo Mondo.

Originally posted on WazArs:

1385730197342Adesso è ufficiale: a breve sarà aperta a Trento in via Oss Mazzurana 57, una filiale della catena d’abbigliamento H&M, nota a livello nazionale per il suo “ business concept di moda e qualità al miglior prezzo”, come si può leggere nel comunicato stampa diffuso nella giornata di ieri. Sarà il centoventesimo punto vendita, di una catena presente in cinquantaquattro nazioni, arrivata in Italia nel 2003.

Ora è ufficiale: H&M sbarca a Trento, Il Trentino, 23 settembre 2014

Hennes & Mauritz (H&M) è il secondo colosso mondiale, dietro Zara, della fast fashion. Per battere la concorrenza ha effettuato un riposizionamento d’immagine, dichiarandosi ecosostenibile e rispettosa dei diritti umani dei lavoratori del Terzo Mondo, senza i quali non esisterebbe il prêt-à-porter (Le verità sul mondo della moda, Huffington Post, 25 agosto 2014). Anche se questo fosse vero – e non è da escludere: gli scandali sono disastrosi…

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The human spirit is enslaved, but “creatives” are no abolitionists

stefano fait:

“No one is more of a slave than he who thinks himself free without being so”.
This is why we need new abolitionists, wise as snakes and innocent as doves

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richard_florida

I know now that this was Florida’s true genius: He took our anx­i­ety about place and turned it into a prod­uct. He found a way to cap­i­tal­ize on our nag­ging sense that there is always some­where out there more cre­ative, more fun, more diverse, more gay, and just plain bet­ter than the one where we hap­pen to be. But I’ve been down that road, and I know where it goes. I know that it leads both every­where and nowhere. I know you could go down it for­ever and never quite arrive. And I know now that it may be wiser to try to cre­ate the place you want to live, rather than to keep try­ing to find it.

Frank Bures

Haskell Moore: There is a natural order to this world, and those who try to upend it do not fare well. This [abolitionist] movement will never survive; if you join…

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Ho visto un sottomarino russo nell’Adige!

Zbigniew Brzezinski e Carl Bildt

Zbigniew Brzezinski (valvassore) e Carl Bildt (valvassino)

 

1982 nuovo governo svedese ostile alla NATO, terzomondista filo-sandinista, favorevole al dialogo est-ovest, al disarmo e alla denuclearizzazione dell’Europa (est e ovest), critico delle politiche israeliane in Medio Oriente

> incidente dei sottomarini sovietici

> coinvolgimento del neocon svedese Carl Bildt e della NATO in questa montatura (guerra psicologica ai danni degli svedesi, per paranoizzarli e farli allineare con la Casa Bianca, senza se e senza ma – strategia della tensione in stile Gladio, come in Italia, Turchia, Belgio)

http://www.amazon.com/The-Secret-War-Against-Sweden/dp/0714682756

Olof Palme, il JFK svedese, fu poi assassinato un mese prima del suo previsto viaggio a Mosca, in cui intendeva promuovere una politica distensiva.

Carl Bildt è noto per aver distrutto l’economia svedese, per aver aggravato la crisi bosniaca e per avere rapporti particolari con il governo georgiano responsabile della crisi del 2008, prove generai della crisi ucraina

http://www.humanrights.ge/index.php?a=main&pid=15687&lang=eng

http://www.nnn.se/n-model/foreign/warrior.htm

 

Agosto 2014

Il Ministro della Difesa della Finlandia Carl Haglund recentemente ha annunciato che la Finlandia e la Svezia hanno deciso di lasciare entrare le truppe della NATO sul proprio territorio. Tutti i documenti necessari saranno firmati all’inizio di settembre.

http://italian.ruvr.ru/news/2014_08_28/Finlandia-e-Svezia-schiereranno-le-truppe-della-NATO-1682/

Settembre 2014

Sinistra vince le elezioni e va al governo

http://www.huffingtonpost.it/2014/09/14/elezioni-svezia_n_5818898.html

Il nuovo governo svedese è ostile alla NATO, terzomondista, favorevole al dialogo con Mosca, disposto a riconoscere lo stato palestinese facendo infuriare Israele

> incidente del sottomarino russo: le forze armate svedesi lanciano l’allarme sulla base di una “fonte affidabile” (NATO?), il governo svedese e quello russo negano che ci sia alcunché di sospetto – finora non è stata prodotta (fabbricata?) alcuna prova documentaria della presenza del sottomarino (analogamente alla divisione corazzata russa che avrebbe invaso l’Ucraina alcune settimane fa)

http://rt.com/news/197264-sweden-submarine-search-russia/

Potrebbe essere un sottomarino olandese (Bruinvis)

http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/svezia-fonti-russe-olandese-sottomarino-a-largo-stoccolma/news-dettaglio/4551293

> Carl Bildt è ancora lì a denunciare l’imperialismo russo e la santa crociata NATO contro Putin, recandosi a Kiev, in Georgia e in Moldavia

http://amanpour.blogs.cnn.com/2014/03/20/crimea-is-just-putins-opening-game-says-swedish-foreign-minister-carl-bildt/

la NATO è arrivata al confine russo e il figlio di Zbigniew Brzezinski, Mark Brzezinski, è l’ambasciatore americano a Stoccolma (gli affari della famiglia Brzezinski).

forze armate svedesi ammettono di avere ingannato  l’opinione pubblica riguardo al presunto avvistamento di un sottomarino “russo”
http://www.independent.co.uk/news/world/europe/baltic-nations-tense-as-search-for-russian-submarine-continues-9807686.html

Corsi e ricorsi storici di un impero decadente e disperatamente a corto di immaginazione che continua a contare sulla lealtà di dirigenze europee che, essendo facilmente corruttibili e ricattabili, volterebbero le spalle a Washington da un giorno all’altro, se fosse conveniente.

From a sociopathic civilisation to a socio-therapeutic civilisation

stefano fait:

il fatalismo ha mai giovato a qualcuno?
Fa solo il gioco degli psicopatici. Chi vuole continuare a giocare secondo le regole degli psicopatici, faccia pure.
“Io a questo gioco al massacro non ci sto”.

Originally posted on WazArs:

Cataste e Canzei, Mezzano, Trentino

Cataste e Canzei, Mezzano, Trentino

World wealth has reached a record $263 trillion but is concentrated in fewer hands. The richest 1 percent have accumulated more wealth, and own almost 50 percent of it, which could trigger recession, according to a new report by Credit Suisse.

Richest 1% own 50 percent of world wealth – Credit Suisse report, RT, 14 October 2014

Nine of the top nations on the 2012 Happy Planet Index, undertaken by the New Economics Foundation (NEF) which rates human well being, were countries which had high levels of poverty. Countries such as Bangladesh, Thailand, Mexico, Sri Lanka and Pakistan where poverty is also widespread all finished higher than the United States, Australia and United Kingdom. All three failed to finish in the top forty. […]. Australian author Peter Jensen in his recent book, Lessons in Happiness from the Third World, emphasises that…

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L’artigiano e il parassita – I due gemelli creatori nella tradizione irochese

stefano fait:

“Non tornerò mai più, ma siccome è possibile che vi dimentichiare dell’amore e della pace, vi manderò qualcuno che vi assisterà. Ma verrà solo due volte. Se ve ne dimenticherete una terza volta, ne subirete le conseguenze: la vita si isterilirà, la terra si scuoterà e mostri del sottosuolo verranno in superficie, perché questa è la volontà di mio fratello e sarà in grado di sedurre tutte le menti degli esseri umani, rovinando la mia creazione. Sta a voi fare la cosa giusta”.

Originally posted on WazArs:

Map of Iroquois past and present

Il dio creatore Hahgwehdiyu ha un gemello “cattivo” chiamato Hahgwehdaetgan.

Il gemello buono si chiama “Colui Che Afferra Il Cielo Con Entrambe Le Mani”, a significare il fatto che si ricorda da dove viene, che sa che la terra, la materia, non è il suo luogo natale.

Il gemello cattivo, chiamato Ghiaccio di Cristallo, inteso come dio dell’inverno, è diverso e ama la sfera terrena così tanto da ignorare quella celeste e spirituale. Non è interessato al vero sé, ma solo ad ego.

Ghiaccio di Cristallo vuole imitare il potere creativo di Colui che Afferra il Cielo, ma lo fa con scarso successo, come spesso accade nelle mitologie di tutto il mondo (cf. Baldur e Loki, Osiride e Set, Enki ed Enlil, Apollo e Dioniso, i simboli zodiacali dei pesci e dei gemelli).

Per ripicca, invidia ed egoismo rinchiude in una caverna gli animali creati dal fratello. Colui che…

View original 817 altre parole

Quando la Corrente del Golfo entrerà in sciopero…

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La lotta di classe non è soltanto il conflitto tra classi proprietarie e lavoro dipendente. È anche «sfruttamento di una nazione da parte di un’altra», come denunciava Marx Il punto di vista del pensiero meridiano è il punto di vista dei Sud del mondo, dall'America Latina al nostro Mezzogiorno, quella parte della società schiava di squilibri ancor prima di classe che territoriali.

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