Finché saremo governati dalla paura di morire e dall’istinto di sopravvivenza a qualunque costo, non saremo mai liberi, uguali e fratelli e non saremo compatibili con la vita su questo pianeta.
La paura è il nostro carceriere
6 giugno 2013 a 08:21 (Resistenza e Rivoluzione, Sfatare i miti, Sorprendimi!, Umorismo, Verso un Mondo Nuovo)
Cose strane dello strano mondo umano
25 febbraio 2013 a 08:15 (Sorprendimi!, Umorismo)
Tags: Chicago, feudalesimo e libertà, il potere ci temono, master, Oscar Giannino, Siamo la gente
Antonio “Pancho Villa” Ingroia, guida noi peones alla riscossa! ¡Viva la Revolución!
24 febbraio 2013 a 17:02 (Resistenza e Rivoluzione, Umorismo)
Tags: Antonio Ingroia, Che Guevara, elezioni, Emiliano Zapata, esito, finanza, Ingroia, Italia, Messico, oligopolisti, Pancho Villa, risultati, rivoluzione, Rivoluzione Civile, rivoluzione messicana, Rockefeller, Standard Oil, Viva Zapata, voti, voto, Wall Street, Zapata
Se si potesse cominciare a costruire anche mentre si sta bruciando. Se si potesse coltivare mentre si distrugge…La nostra causa era la terra, non un’idea; la terra coltivata per sfamare le nostre famiglie; libertà e non parole; un uomo sereno seduto al tramonto sulla soglia di casa; pace, non sogni; tempo di quiete e di bontà. Una domanda mi tormenta: nasce una cosa buona da una cattiva azione? Può nascere la pace da tanti delitti? Può infine tanta violenza generare della bontà? Può un uomo con idee sorte nell’ira e nell’odio, può costui condurre alla pace? Può governare in pace? Io non lo so…
Pablo Torres Burgos – “Viva Zapata!”
Questa terra è nostra, ma voi dovete proteggerla, non sarà vostra a lungo se non la difendete, se necessario con la vostra vita e con la vita dei vostri figli. Non sottovalutate i vostri nemici, essi torneranno. E se la vostra casa è bruciata, ricostruitela; se il vostro grano è distrutto, seminate di nuovo; se i figli muoiono, crescetene altri; se vi cacciano dalla valle, andate a vivere sulla montagna, ma vivete.
Siete sempre in cerca di capi: uomini forti, senza colpe, non ne esistono: esistono soltanto uomini come voi. Loro cambiano, disertano, muoiono. Non c’è nessun capo tranne voi e un popolo forte è la sola forza che duri…Un uomo forte fa un popolo debole. A un popolo forte non serve un uomo forte.
Emiliano Zapata – “Viva Zapata!”
Al tempo di Zapata (inizio del secolo scorso) il Messico era governato da tecnocrati, banchieri, finanzieri, economisti e ufficiali dell’esercito, chiamati “cientificos” (tecnici), che credevano nel capitalismo liberista e nel positivismo, nel pareggio di bilancio, nella stabilità monetaria ed erano filo-americani, privatizzavano le terre comuni, sottraevano risorse alle comunità indie per darle in usufrutto a società straniere [giuro, non mi sto inventando niente, la storia si ripete e non è troppo farsesca: andate a controllare]. Quasi la metà del Messico era nelle mani di tremila famiglie e un quinto del paese (una superficie pari a quella del Giappone) apparteneva a 17 persone. Gli USA possedevano i tre quarti dei giacimenti minerari e più della metà dei campi petroliferi. La Standard Oil di Rockefeller e Doheny ricavava 50mila barili di petrolio al giorno, esentasse, tranne una imposta di bollo insignificante. Inflazione, compressione dei salari, disoccupazione, crisi finanziaria a Wall Street nel 1907, poi una carestia. Così scoppiò la rivoluzione.
Tempo di ¡Revolución civil y sin violencia!
Adelante Comandante!!!
No, non hai capito, aspetta che te la rispiego: allora, la nonviolenza…
Un voto utile è un voto contro Montgomery Burns (contro la superbia delle pecore)
28 gennaio 2013 a 08:28 (Diritti umani e bioetica, Programma Politico, Umorismo, Verso un Mondo Nuovo)
Tags: A trenta secondi dalla fine, anime, antimafia, Ayala, Bersani, Brüning, Burns, Caliendo, Carofiglio, Carrara, cartoni animati, Casson, Centaro, centrodestra, Chiesa, Cirami, Contrada, Dell'Utri, Della Monica, F-35, Ferranti, Financial Times, Finocchiaro, fumetti, giudici, Gorgone, Grillo, Gustavo Zagrebelsky, Heinrich Brüning, Hitler, Ingroia, Inzerillo, Lo Moro, M5s, mafia, magistrati, Mantovano, Marco Travaglio, Maritati, Marvel, Matteo Pucciarelli, Minzolini, Montgomery Burns, Monti, Nichi Vendola, Nitto Palma, papa, personaggi, politica, Porcellum, presidenza della repubblica, riformismo, Rivoluzione Civile, Scalfaro, Scilipoti, Simpson, sinistra, sinistra sinistra, superbia delle pecore, Tenaglia, Vaticano, Vendola, Violante, voto utile

Bersani: “Che sinistra è quella che fa vincere la destra?”
Ingroia: “La tua”
scambio su twitter – 21 gennaio 2013
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Chissà poi dov’erano le alte e basse toghe che ora si stracciano le vesti per la candidatura di Ingroia quando entrarono in politica Violante, Ayala, Casson, Maritati, Mantovano, Nitto Palma, Cirami, Carrara, Finocchiaro, Carofiglio, Della Monica, Tenaglia, Ferranti, Caliendo, Centaro, Papa, Lo Moro, su su fino a Scalfaro. E dove spariscono quando si tratta di dedicare a Grasso le critiche riservate a Ingroia. Se poi Ingroia deve espiare la colpa di aver indagato su mafia e politica, di aver fatto condannare Contrada, Dell’Utri, Inzerillo, Gorgone e di aver mandato alla sbarra chi trattò con i boss che avevano appena assassinato Falcone e Borsellino, lo dicano. Così almeno è tutto più chiaro.
Marco Travaglio
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Ingroia non è il mio leader ideale – vorrei un politico di razza con una certa preparazione sociologica ed economica -, il manifesto di Rivoluzione Civile non è come l’avrei voluto, l’uso di fumetti e di slogan è troppo grillino per i miei gusti, la composizione delle liste ha risentito fin troppo degli accordi pregressi e molto poco dell’esigenza di cambiamento (resto però dell’idea che la “società civile” debba partecipare ed influenzare le decisioni politiche, non certo governare).
Voterò comunque per RC, perché Ingroia vorrebbe candidare alla presidenza della Repubblica uno dei miei miti, Gustavo Zagrebelsky, perché in due mesi non si possono fare miracoli, perché da qualche parte bisogna pur cominciare, perché in futuro le forze del cambiamento (e quindi anti-liberiste) di Sel e M5S (e forse del PD?) convergeranno con RC e nascerà qualcosa di nuovo ed importante, sulle ceneri di RC (che non credo abbia un futuro, nella forma attuale). Il mio voto è un seme.
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Monti mente sull’Italia salva – un editoriale del Financial Times di questi giorni è arrivato a paragonarlo al cancelliere incapace (o criminale?) che ha spianato la strada a Hitler (!) –, Bersani mente sugli F-35 (e su mille altre cose), il 45% di chi si recherà alle urne li voterà nell’assoluta convinzione che siano dei galantuomini che stanno sistemando le cose.
Quant’è straziante quest’ineluttabile disastro?
Mi ricorda un film in cui c’era un treno lanciato a tutta velocità su un binario morto, d’inverno, in Alaska, con gli antagonisti (direttore del carcere ed evaso) consci della loro morte imminente.
Perché devo finire nell’abisso anch’io con la mia famiglia, assieme a milioni di ebeti?
Quando si sveglieranno le pecore dalla loro ovina superbia?
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Matteo Pucciarelli, “Al di là del nostro pregevole ombelico”, l’Espresso
“C’è uno sport che va di moda, ma parecchio di moda, in questi ultimi giorni. Spalare merda su Rivoluzione Civile. Da destra, da sinistra, dal centro, da sopra e da sotto. È uno spasso. «C’è il fascista al Senato in Sicilia», «c’è la guardia!», c’è quello che voleva il Tav, c’è uno che è andato al funerale del brigatista (non si ricordano proteste particolari per i partecipanti ai funerali di Pino Rauti), c’è l’altro che nell’88 non portò la busta della spesa alla vecchietta del piano di sotto. Tra qualche giorno ci racconteranno che Ingroia porta due calzini per piede, e che quindi probabilmente in un’altra vita era un dittatore sanguinario.
Fra le altre cose alcune critiche sono pure condivisibili, non a caso molto umilmente ne avevo scritto qualcosa su questo spazio. Ma da qui ad additare Ingroia e gli altri come pericolosi mitomani nemici della nostra civiltà ce ne passa. Forse occorre spostare l’occhio dal nostro pregevole e delicato ombelico, volare un po’ più in alto e osservare la realtà che ci circonda. Che è questa:
- C’è un centrodestra che ricandida i Razzi e gli Scilipoti, e tra un Cosentino amico dei casalesi e un deputato eletto con l’Idv che passa dall’altra parte perché comprato ci saranno pure differenze di ordine penale, ma non morale. Sono due diversi tipi di indegnità. Ma di indegnità si tratta. E non perdetevi le performance dei Minzolini – candidato al secondo posto in Liguria -, gente capace di farsi le vacanze pagate coi soldi di tutti e poi fare la morale sulla meritocrazia marchionnista agli operai di Mirafiori o Pomigliano. Senza scordare le cricche, gli affaristi, gli abusi di potere, le P3 e P4, lo sfregio più totale del convivere civilmente, del buonsenso e della ricerca della verità;
- C’è un centro perfetto portatore del classismo un po’ cialtrone all’italiana. I padroni del vapore che magnavano a destra prima e che magnano al centro adesso, quei bigotti che si scandalizzano al solo pensiero di una coppia di fatto e che però se la Chiesa non paga le tasse cosa c’è di male?, i capitani coraggiosi coi soldi degli altri, i sacerdoti moderni del neoliberismo che davanti a previsioni sbagliate e spacciate per bibbia non sanno cosa rispondere, se non con gli stessi slogan: “competitività”, “è colpa dell’articolo 18″, “sinistra conservatrice”, “continuare su questa strada”. Parole senza alcun senso, senza nessuna attinenza con la realtà. Cosa vogliono dire davvero? Non lo spiegano mai;
- C’è un centrosinistra che ha già detto che comunque vada governerà con il centro. Per fare cosa? Giorni fa ospite a Ballarò c’era un socialdemocratico olandese che spiegava: «In Italia voterei Bersani, porterà avanti le riforme», e ossessivamente ripeteva quella parola: “riforme”. Ma “riforme” cosa significa? Come quella delle pensioni? Come quella dell’articolo 18? Come quella lasciata a metà delle province? Qualcosa lo sa? Qualcuno lo ha capito? E se un giorno Vendola si azzarda a toccare la parola equità, il giorno dopo Bersani si sente costretto a tranquillizzare che nessuna patrimoniale verrà fatta. È vita questa? No dico, in futuro ci dovremo di nuovo prendere in giro sulla guerra, sul lavoro, sui diritti civili e sociali? Un film già visto, e rivisto, ricordi poco edificanti e una lezione che viene di volta in volta dimenticata: quando la sinistra non fa la sinistra non scalda i cuori, perde identità e consensi;
- C’è un «né destra né sinistra ma in alto» che sputa rabbia e a ragione, ma nel farlo butta tutti dentro un calderone e solidarizza con i fascisti e poi ci spiega che i sindacati non servono, e insomma non si capisce come sia possibile generalizzare, o tutti buoni o tutti cattivi. Strizza l’occhio alla generale indignazione ma senza illustrare le ragioni e i perché dello sfacelo attuale, e non ci dice una parola sulle disuguaglianze crescenti, sui danni prodotti da un modello di pensiero e pure economico (l’individualismo), e poi comunque “vaffanculo” è semplice e arriva dritto al punto ma dopo che ti sei sfogato tutto resta com’è;
- Il quadro è questo. Le liste di Rivoluzione Civile erano perfettibili, ma se il Porcellum esiste ancora non è certo grazie a Ingroia, né a Ferrero, Di Pietro, Diliberto e Bonelli (su cinque, quattro di loro negli scorsi cinque anni sono stati fuori dal Parlamento). I partiti sono perfettibili, ma ricordo che agli scioperi generali indetti dalla Cgil e dalla Fiom le loro bandiere le ho viste e i loro pullman pure. Il programma invece parla chiaro, ed è il motivo per cui, magari, da domani si può cominciare a pensare che dopotutto c’era davvero bisogno di qualcuno che parlasse fuori dal coro”.
Matteo Pucciarelli
(22-01-2013)
A stragrande richiesta – le magiche ricerche google che conducono al mio blog
20 gennaio 2013 a 08:46 (Umorismo)
Tags: blog, conoscenza, curiosità, domande, Graal, informazioni, internet, Monty Python, ricerche google, Sacro Graal, Verso un Mondo Nuovo

Non seguite nessuno. Il Graal non è su internet, è dentro di voi.
Meglio che io spieghi cos’è questa cosa, per i non addetti ai lavori.
Queste sono parole o frasi cercate su google che hanno portato degli internauti ad imbattersi nel mio blog.
Come ciò sia possibile è un quesito sul quale preferisco sorvolare ;o)
Naturalmente il 99% delle ricerche è normale e talvolta brillante – ho inserito un paio di esempi di lucidità: oggi è sbucato fuori un “cometa baia hudson” che consiglio di esplorare – ma quell’1% può essere molto godibile e quindi ho pensato di condividerlo coi lettori (aggiornamento dell’ultimo minuto: “dentatura del cervo” e “gli slittini più assurdi del mondo”).
come si diventa futurologi [eheheheh – segreto professionale ;oD]
ki e quello ke a ucciso piu persone di hitler [ki ha massacrato più ortografia?]
che cosa è il grande beltazor [tempo di domandarselo!]
il 15 02 2013 cosa succederà [mah?]
com’è andare a vivere in hameln [la cittadina del pifferaio]
i pinguini sono antropofagi [cave pinguinum]
pitone antropofago [noto un certo timore]
Brambilla autoreggenti
come faccio a mettermi in contatto con piero sansonetti? [e lo chiedi a me?]
enlil potere distruttivo
enki dio dell’acqua potere distruttivo quando
il distruttore dei 100 [Enlil?]
gli ebrei sono indubbiamente una razza ma non sono umani [Hitler is back]
club dove si tenevano orge
jacopo mazzeo è un vampiro [era tempo che qualcuno trovasse il coraggio di gridarlo al mondo!]
profezie climatiche di nostradamus sul clima in gran bretagna
che palle il buonismo
sicurarsi che tutte le parole siano state digitate correttamente [sicurarsi, mi raccomando!].
enfatizzare lsd [più che giusto, fratello!]
colgate sta per colossesi galati e [tessalonicesi?]
d.r.henry tardi. ducson
razze dei pinguini [i pinguini, dopo il sesso, spopolano su internet]
megan fox nuda [ecco, appunto]
amuleti nazisti
devo fare un teme sulla guerra in siria mi potresti idicare come fare 3 media [la vedo dura]
piramidoterapia delle suore di trento misure dimensioni
importatori di pomelo dal vietnam o thaiti per l’itali mail
come si scrive in giapponese yukiteru?
economia mestre nel 1980
preveggenza su chi vincerà le politiche italiane 2013
chi di spada ferisce di spada ferisce significato
gardossi alessandro trieste
panta durr [Hans-Peter Dürr, fisico delle particelle - ma "pantadurr" fa abbastanza ridere]
un pensiero di beaucher: per capire cosa pensano …….
gli ebrei vogliono la fine della razza bianca? [non poteva mancare]
il post fornero che fare? [già, non sarà facile ma stringeremo i denti e tireremo avanti in qualche modo ;o)]
profezie su l’ologramma
film mondo cane e iniziazione fallica
“oscar giannino” omosessuali
uno primo genom
calendario manhunt 2012 il ragazzo di nome felix
neocatecumenali addis abeba
pulizia murui esterni+pussy [prima il dovere, poi il piacere]
il piano schlieffen non fu altro che la mossa kansas city [!!!]
culialvento [basta la parola]
descrizione di filemone e buchi prima e dopo [non sta parlando di mitologia greca]
ragnatela dei gesuiti [i soliti gesuiti]
istat lunghezza pene italia
chi è la famiglia drago held trust soekarno [what?]
omero analogie enuma elish [questa persona è grandissima!]
agazze 12 anni depravate foto
paracelso duomo milano [alchimia!]
feudalesimo e libertà destra o sinistra [fel rules!]
trasferimento con schiavettoni
calendario max 1999 [che annata, quella!]
cruciani alla conquista degli stati uniti [ma anche no]
u padre nostro san giuliano
meteorite che spaccano tutto il mondo [meteorite rocks!]
trento conformazioni rocciose strane
armi distruttive, pro e contro [pro:...mmmmh.....fatemi pensare......]
sono psicopatico [la presa di coscienza è il primo passo]
stalin era ebreo [i soliti ebrei]
alessandro gardossi seguace di satana [a ciascuno il suo]
finiti i 6000 anni di autogoverno dell’uomo [chi? come? quando? Nessuno mi ha avvertito]
ex marito narcista mi perseguita
l’italia verso un nuovo nazismo? [solo l'Italia? Il solito narcisismo tribale]
un prodotto che sta avendo successo in america e che potrebbe dare ottime chance a chi è disposto ad importarlo in italia [sarei qui a tenere un blog se lo sapessi?]
l’invidia dell’america verso l’italia [che stiamo andando verso un nuovo nazismo]
pupazzo 3 in 1 cappuccetto rosso lupo nonna
porno feudale [fel rules!]
orge in galera
tank interrati dal 2014
new eu policies towards animal welfare: the relative importance of pig castration [poracci]
gru kranich geroglifico
abitazione di leo messi [più grande della mia, devo presumere]
le chiese trappola mortale nell’epidemia di peste [trappola mortale non solo in tempi di pestilenze]
gli alieni aiuteranno gli uomini ed evitare la terza guerra mondiale [credeghe!]
frigo a semi conduttore foto
posti di lavoro e della dignità ittiti [certamente messi meglio di noi pure loro]
nostradamus e il blocco navale nell’atlantico [risiko!]
specchiere dalle forme strane
satira di un intellettuale fasullo [piano con le insinuazioni]
lady carla powell palombara sabina [what?]
norberto felici commercialista porto san giorgio [buon per lui]
fiume di saratov [chiedo l'aiuto del pubblico e la telefonata a casa]
chi di sansone ferisce [di spada ferisce]
grillo casaleggio gengis khan [ke a ucciso + di itler]
andreas hofer e cesare beccaria [diavolo e acqua santa]
cartucce zanoletti calibro 410 [Obama is watching you!]
litigio tra adamo ed eva sul aplotipo [il vero pomo della discordia]
suchia il cazzo a un cimpanze video [...davvero non so che dire...]
codice a barre porno [pure quello?]
vestito falegname tirolese [mai più senza]
le orge piu pazze al mondo [mai più senza]
mital piedino p101 [mai più senza...what?]
christine la guer direttore banca mondo [perfetta corruzione del nome di Christine Lagarde, che effettivamente è in guerra con le masse]
io non sono in guerra con il mali [esattamente e non lo sono neanch'io: Bersani vai a lavorare i campi con Guccini!]
Comunisti per Oscar Giannino, Agenda Sauron, Feudalesimo e Libertà, Marxisti per Tabacci
6 gennaio 2013 a 08:10 (Umorismo)
Tags: agenda Monti, Agenda Sauron, Comunisti per Oscar Giannino, Djannino Unchained, Donna Feudale, feudalesimo e libertà, italianità, Mario Monti, Marxisti per Tabacci, Monti, orgoglio patriottico, patriottismo, Scelta Civica
turismo solidale (vacanze umanitarie)
Il Compagno Bruno indica a Bersani la strada verso il socialismo reale. Si può fare!
Tra Marxisti per Tabacci, Feudalesimo e Libertà, Agenda Sauron e tutto quel che seguirà, non si può che apprezzare la stoica mordacità degli italiani nell’affrontare caste, lobby finanziarie e parassiti vari. Pur essendo un fiero critico di ogni patriottismo, non posso negare un certo orgoglio ;o)
Il governo Monti sta cristianamente dalla parte degli ultimi, sempre
14 novembre 2012 a 07:53 (Umorismo, Verità scomode)
Tags: Chiesa, IMU, Monti, Vaticano, Vauro
Matteo Renzi, Nunzio dell’Apocalisse (una canzonatura in 4 passaggi illogici)
11 novembre 2012 a 09:33 (Umorismo)
Tags: Antichi, Bulwer-Lytton, camper, Cola di Rienzo, Dana, dittatore, Edward Bulwer-Lytton, Hitler, horror, La razza ventura, l’ultimo dei tribuni, Marty, Matteo Renzi, Mussolini, orrore, Quella Casa nel Bosco, Renzi, Rienzi, The Cabin in the Woods, Tremonti, tribuno, Wagner, zombi, zombie, zombie apocalypse
Anche Mussolini e Hitler erano giovani.
Giulio Tremonti, ottobre 2012
È noto che Hitler aveva una personale, sterminata ammirazione per Wagner. Alcuni biografi di Hitler sostengono che egli usasse dire che “tutto era cominciato” (vale a dire l’inizio della sua attività politica), durante una rappresentazione di Rienzi a Linz. Hitler avrebbe tanto apprezzato la figura del protagonista, ispirata alla storia di Cola di Rienzo, da vedere in esso un modello per il riscatto del proprio popolo, ovviamente con se medesimo come dittatore.
Rienzi, der Letzte der Tribunen (Rienzi, l’ultimo dei tribuni) e il titolo completo del primo successo teatrale di Wagner. L’opera, scritta a Parigi schivando abilmente creditori e gendarmi, fu rappresentata per la prima volta il 20 ottobre 1842 nel nuovo teatro di corte di Dresda, appena costruito dall’architetto Gottfried Semper. L’opera reca con se anche la fama sinistra di essere stata tra le favorite di Adolf Hitler, che si fece regalare il manoscritto in occasione del suo cinquantesimo compleanno e lo porto con se nel bunker di Berlino. L’autografo non e più tornato alla luce e rimane uno dei tanti misteri che circondano la fine del Fuhrer. Wagner aveva tratto spunto per il libretto da un romanzo dello scrittore Edward Bulwer-Lytton, un nobile inglese autore di lavori a sfondo storico come Gli ultimi giorni di Pompei o Richelieu. Il soggetto ruota attorno alla figura di Cola di Rienzo, un plebeo romano del Trecento che riuscì per breve tempo a strappare il potere dalle mani della nobiltà, prima di venire rovesciato a sua volta da una rivolta popolare sobillata dalle grandi famiglie e dalla Curia.
http://www.teatrocomunalemodena.it/upload/doctesti/Pagine%20da%20ORCH%20RAI%204.pdf
“Credono che un giorno torneranno a vedere il sole, per sterminare la specie umana che ha sporcato il mondo” (cf. “La razza ventura” di Edward Bulwer-Lytton).
http://www.lankelot.eu/letteratura/bulwer-lytton-edward-george-la-razza-ventura.html
“Se gli Antichi si risveglieranno, distruggeranno il mondo intero. Per questo motivo la Direttrice invita Dana ad uccidere Marty prima dell’alba per completare il rituale e salvare tutta l’umanità… Marty si siede e conforta Dana, ferita mortalmente, facendole notare che potrebbe essere migliore un’altra umanità. La ragazza è d’accordo e, mentre i due fumano una canna, una gigantesca mano esce da terra, annunciando quindi il ritorno degli antichi dèi”.
La troika genera albe dorate
24 ottobre 2012 a 13:27 (Economia e Società, Umorismo, Verità scomode)
Tags: Alba Dorata, Bush, Hitler, John Loftus, magnati, nazisti, Terzo Reich, Thyssen, troika
http://fanuessays.blogspot.it/2011/10/la-famiglia-bush-e-il-terzo-reich.html
I choosy e i gobj – “Se non hanno polenta, che mangino brioches!”
24 ottobre 2012 a 09:05 (Economia e Società, Mondo Vecchio e Complotti, Resistenza e Rivoluzione, Umorismo, Verità scomode)
Tags: altezzosità, bambagia, brioches, democrazia, disoccupati, disprezzo, Elsa Fornero, Fornero, fuga dei cervelli, giovani, insurrezione, Maria Antonietta, ministri tecnici, pane, polenta, precariato, precarietà, rivolta, rivoluzione, schizzinosi, simulacro, stage, stay choosy, stay hungry, superbia, supplenze, tecnocrazia, tempo determinato, welfare
Ogni mattina in Italia, quando sorge il sole, un giovane si sveglia e sa che dovrà essere meno choosy o verrà rampognato dalla maestra.
Stay hungry, stay choosy.
La brillante carriera della figlia di Elsa Fornero. Due posti fissi nell’università di famiglia
Insegna nell’ateneo dei genitori e guida una fondazione finanziata dalla Sanpaolo, di cui la madre era vicepresidente.
“Elsa Fornero, nostra Maria Antonietta” di Salvatore Cannavò
È facile, ormai, ironizzare sulle presunte gaffes del ministro Fornero. Piena di sé e della propria missione “civilizzatrice”, la responsabile del Welfare non perde occasione per esibire un atteggiamento professorale che sta logorando la sua immagine, oltre che il nostro futuro. Le sue esternazioni sfociano ormai nello psicodramma e diventano occasione di una reazione popolare fatta di rabbia e disorientamento. Ma nel caso dell’ultima, in ordine cronologico, brutta figura, quel “choosy” rivolto ai giovani che cercano lavoro, colpisce non tanto il disprezzo e l’altezzosità quanto la buona fede del ministro.
Perché a Fornero quelle espressioni vengono naturali e rappresentano l’effetto genuino della sua estraneità dalla vita reale. Quali giovani frequenta, infatti, il ministro per parlare così? Dove sono questi giovani così schizzinosi? Tra coloro che, nonostante siano laureati e con un dottorato alle spalle, si “accontentano” di fare i camerieri, di lavorare in un call center, di fare le supplenze nelle scuole private senza contratto? Oppure tra quelli che accettano contratti a tempo determinato che non si determinano mai e aprono partite Iva per svolgere un lavoro dipendente? Nelle aziende in cui si ripetono all’infinito gli stage di formazione che sono prestazioni lavorative a tutti gli effetti? O tra i giovani che fuggono dall’Italia e cercano di farsi una vita all’estero?
I ministri tecnici, in realtà, sembrano guardare alla vita vera dall’alto di un Olimpo immaginario, con la lente dei grafici finanziari oppure con il ricordo delle stanze ovattate in cui hanno passato la propria, agiata, vita. Quella di qualche fondazione bancaria o di polverosi palazzi del centro di Roma, al riparo dalle intemperie, accucciati su un ricco conto corrente o accovacciati su una pensione d’oro. Tante nuove Maria Antonietta in cerca di moderne brioches da lanciare alla malcapitata folla di “schizzinosi”, esodati, precari e lavoratori a sbafo.
La classe dirigente italiana, quella della finanza, dell’alta burocrazia, della tekné, vive una propria vita parallela ma decide beatamente sulle vite degli altri, nascondendosi dietro a un simulacro di democrazia.
[…].
La democrazia che non c’è è il vero nervo scoperto del nostro tempo e la rivoluzione democratica quello che ci manca. In fondo, bisogna dire grazie a frasi come quelle di Elsa Fornero, perché ci aiutano a vedere le cose come stanno. E magari a indignarci davvero.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/23/elsa-fornero-nostra-maria-antonietta/390535/
*****
Maria Antonietta non ha mai detto una frase del genere, però il senso di un certo modo di atteggiarsi nei confronti del mondo era quello. E siamo tornati a quel punto. Ed è per questo che considero inevitabile lo scoppio di una rivoluzione. Se non è ancora successo è solo perché il simulacro di democrazia in cui viviamo ci trattiene: non vogliamo gettare la spugna, crediamo che sia ancora riformabile, che con le persone giuste al posto giusto si può tornare almeno nell’ambito della decenza.
Purtroppo temo che i predoni siano qui per restare, costi quel che costi.
La cosa buona è che sono congenitamente irrazionali: la loro avidità ed estraneità alla vita reale è un handicap insormontabile. Di esternazione insulsa in esternazione esasperante si stanno scavando la fossa da soli ed ogni volta che parlano di democrazia e meritocrazia mettono in risalto la loro appartenenza ad un universo differente ed incompatibile con questo.
Essere o non essere (lei non sa chi sono o non sono io!)
14 ottobre 2012 a 08:14 (Mondo Vecchio e Complotti, Sorprendimi!, Umorismo)
“La Russia non è la Grecia”. (Vladimir Putin, primo ministro russo, marzo 2010).
“La Francia non è la Grecia”. (Christine Lagarde, direttrice del Fondo monetario internazionale, maggio 2010).
“Il Portogallo non è la Grecia, la Spagna non è la Grecia”. (Jean-Claude Trichet, presidente della Banca centrale europea, maggio 2010).
“La Spagna non è la Grecia. Ma se la Grecia è arrivata dov’è arrivata è a causa di una politica analoga a quella condotta da Zapatero in Spagna”. (Mariano Rajoy, capofila dell’opposizione spagnola, maggio 2010).
“L’Ungheria non è nella stessa situazione della Grecia”. (Olli Rehn, commissario europeo agli affari economici e monetari, giugno 2010).
“L’Ungheria non è affatto come la Grecia”. (György Matolcsy, ministro ungherese dell’economia, giugno 2010).
“La Spagna non è l’Irlanda, e nemmeno il Portogallo”. (Elena Salgado, ministro delle finanze spagnolo, novembre 2010).
“Né la Spagna né il Portogallo sono l’Irlanda”. (Angel Gurria, segretario generale dell’Ocse, novembre 2010.
“L’Irlanda non è la Grecia”. (Angela Merkel, cancelliera della Germania federale, novembre 2010).
“La Grecia non è l’Irlanda”. (Giorgios Papakonstantinou, ministro delle finanze greco, novembre 2010).
“L’Irlanda non fa parte del territorio greco”. (Michael Noonan, ministro delle finanze irlandese, giugno 2011)
“La Francia non è la Grecia e non è più l’Italia”. (Barry Eichengreen, professore di economia americano, agosto 2011)
“L’Italia non è la Grecia”. (Rainer Brüderle, presidente del gruppo Fdp al Bundestag, agosto 2011)
“L’Italia non è la Grecia”. (Silvio Berlusconi, presidente del consiglio italiano, ottobre 2011)
“L’Austria non è la Grecia”. (Karlheinz Kopf, presidente del guppo parlamentare del Partito popolare austriaco, novembre 2011)
“L’Italia non è la Grecia”. (Christian Lindner, segretario generale del Fdp, novembre 2011)
“Il Portogallo non è e non sarà la Grecia”. (Antonio Saraiva, presidente della confederazione industriale portoghese, febbraio 2012)
“La Spagna non è la Grecia”. (Richard Youngs, presidente del think tank madrileno Fride, maggio 2012)
“Il Portogallo non è la Grecia”. (Pedro Passos Coelho, primo ministro portoghese, giugno 2012)
“La Grecia non è l’Argentina”. (Yiannis Stournaras, ministro delle finanze greco, luglio 2012)
“La Germania non è lo Zimbabwe”. (Paul Casson, fund manager di Henderson Global Investors, giugno 2012)
“La Spagna non è l’Uganda”. (Mariano Rajoy, primo ministro spagnolo, giugno 2012)
“L’Uganda non ha alcuna voglia di essere la Spagna”. (Asuman Kiyingi, ministro degli esteri ugandese, giugno 2012)
http://www.presseurop.eu/it/content/article/2417021-quello-che-dev-essere-detto
L’invasione aliena è cominciata ;o)
11 ottobre 2012 a 10:44 (Umorismo)
Tags: alieni, Austerions, austerità, extraterrestri, invasione, Iron Sky, UFO
Fanatismo religioso (per intensità) – cenni di antropologia critica del consumismo e del marketing
29 settembre 2012 a 11:43 (Antropologia, Umorismo, Verità scomode)
Tags: analisi, analisi di mercato, analisti, analisti di mercato, Apple, brand, categorie, categorizzazione, commercializzazione, commercializzazione dell'identità, consumatori, consumismo, cultismo, di marca, esotico, esotismo, etnicità, etnogenesi, fanatismo, griffato, griffe, identificazioni, identità, incasellamento, iPhone 5, Mac, marca, marketing, politica dell'identità, prodotti, pubblicità, ricerca di mercato, ricerche di mercato, separazione, sette, shopping, status, Steve Jobs, tribalismo, tribù, vendibilità
La cultura influenza ciò che le persone vedono, ricordano ed il modo in cui elaborano le informazioni. Essa influisce sulla costruzione soggettiva della realtà, degli insiemi di valori, atteggiamenti e reazioni standardizzati e convenzionali, norme e principi, suggerendo un certo indirizzo d’azione o una certa linea di interpretazione. Quando i valori sono socio-culturalmente strutturati, allora queste linee guida e priorità forniscono motivazioni per l’agire dei gruppi sociali e, cumulativamente, in certe circostanze storiche, di interi popoli.
Anche l’acquisto ed il consumo di un prodotto sono frutto di una scelta fatta sulla base di considerazioni di ordine sociale, culturale ed economico che s’intersecano con le più vaste dinamiche dei mutamenti culturali, dei rapporti di potere, e dei processi di costruzione di un’identità personale e collettiva. Comprare un determinato prodotto equivale a fare una dichiarazione pubblica sulla propria identità, sul proprio status e sui propri gusti. Un consumatore può teoricamente identificarsi con numerose categorie sociali e quindi con vari stili e modalità di consumo, ma non tutte queste variabili sono in grado di attivare i suoi criteri selettivi, perché la loro influenza sulla sua identità sociale e sulla sua rappresentazione del tipo di persona che aspira a diventare può variare sensibilmente.
In altre parole, i suoi bisogni cambiano al variare delle sue identificazioni (religiose, di genere, etniche, di ruolo sociale, ecc.), cioè al variare del messaggio che il consumatore intende trasmettere a chi gli sta intorno e che spesso definisce la sua affiliazione ad un gruppo (es. donna araba di ceto medio-alto che sceglie di esibire la sua etnicità).
Si tratta di capire quali valori e preferenze prevalgono in un certo contesto socio-culturale ad un dato momento.
E’ nell’interesse dei pubblicitari che operano in mercati “esotici” sottolineare ed accentuare differenze, peculiarità, specificità, idiosincrasie ed incongruenze di culture e società che vengono descritte come non pienamente confrontabili e traducibili. Solo così possono valorizzare la loro professionalità (lo stesso discorso vale anche per numerosi antropologi, ovviamente). Ma è anche così che nascono interpretazioni fantasiose sulla concezione di natura umana che prevale nella tal cultura, sulle prerogative del tal gruppo sociale e sulle inclinazioni della tal categoria di consumatori.
L’indirizzo meramente quantitativo delle ricerche di mercato può comportare conseguenze sommamente spiacevoli:
- l’esclusione di tutto ciò che non si concilia con parametri prefissati e obiettivi specifici del cliente;
- la mortificazione dei consumatori, trasformati in dati statistici più o meno corrispondenti alla realtà;
- l’accumulo di studi che presentano conclusioni discrepanti e dati disomogenei. Ci si dovrebbe chiedere: indicano differenze interculturali reali o sono il risultato di misurazioni imprecise?
- l’impossibilità di stabilire se le differenze nel comportamento dei consumatori siano significative;
- l’impossibilità di verificare se le risposte ai questionari completati dai consumatori siano veritiere e se i consumatori agiscano coerentemente rispetto ai propri propositi (discrasia tra intenzioni dichiarate e comportamento reale);
- l’impossibilità di verificare che i parametri non siano datati o che siano efficaci nella “lettura” della realtà, che le generalizzazioni siano giustificate, che i dati culturali siano trasferibili in altri contesti, che le correlazioni siano dirette e non coinvolgano altri fattori che si è scelto di non considerare;
Per “etnogenesi” s’intende la creazione di un’etnicità (di un gruppo etnico) attraverso la reificazione (fabbricazione) di determinati attributi. Un caso emblematico di etnogenesi è quello dei Latini e degli Ispanici negli Stati Uniti, generati a tavolino per classificare chiunque provenga da sud e parli una lingua iberica, a prescindere dall’ampiezza delle differenze tra un portoricano ed un cileno, o tra un Maya ed un cittadino della capitale del Messico.
Questa irragionevole semplificazione, che serve agli analisti del servizio censimenti ed all’amministrazione pubblica per meglio gestire la complessità di una società multietnica e multiculturale, si interseca con la logica propria dell’analista di mercato il quale, prendendo per buono il criterio classificatorio ufficiale, tende a cercare di dimostrare che esistono differenze ragguardevoli tra i gruppi sociali ed etnici, tali da giustificare il ricorso a specialisti. Questa operazione amplifica le differenze tra gruppi (es. Italo-Americani ed Ispanici) e riduce quella all’interno di un gruppo (es. Cubani e Boliviani).
Questa vera e propria invenzione di marcatori di differenze spesso inconsistenti finisce per inglobare l’intera cultura, essenzializzandola: se alcune di queste peculiarità si rivelano incerte, allora se ne creano di nuove.
Così le dinamiche interne alla segmentazione del mercato su base etnica producono differenze che possono essere irrilevanti, ininfluenti, o persino inesistenti, ma che sono rese salienti ed influenti a fini commerciali. Al contrario, quelle differenze reali che non sembrano utili alla commercializzazione del prodotto o che complicano il quadro generale vengono dissimulate e rimosse.
Ogni discorso alternativo e “deviante” che nasca all’interno di una comunità viene soffocato da certi dogmi del marketing, che preferisce linee divisorie nette e precise e nessun mutamento sostanziale. Altrimenti come si spiega il fatto che l’unico metodico esame comparativo delle strategie pubblicitarie svedesi e statunitensi abbia mostrato che il contenuto valoriale degli spot commerciali è rimasto pressoché invariato nel corso di 20 anni?
Jobs vs Monti
30 giugno 2012 a 14:29 (Umorismo)
Tags: austerità, contro i miti tecnici, crisi, Jobs, Mario Monti, miseria, Monti, siate affamati, siate folli, Steve Jobs, tecnici, tecnocrazia
































































































