Non diventate vegetariani solo per stare meglio, è una sciocchezza

 

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

 

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In genere gli studi nutrizionali sono di natura epidemiologica, non clinica (molto più rigorosa, precisa e affidabile).

Un studio CLINICO dell’Università di Graz su 1320 soggetti, che è parte di una più ampia ricerca europea sulla salute e l’alimentazione e che ha tenuto conto delle variabili “fumatore” e “fisicamente attivo”, conclude che i vegetariani si ammalano più spesso e hanno una qualità della vita inferiore rispetto ai carnivori. È più probabile che soffrano di cardiopatie e disturbi psichici e che sviluppino tumori. Di conseguenza rappresentano un onere maggiore per il sistema sanitario.

I soggetti sono stati divisi tra: 1) i vegetariani; 2) mangiatori di carne con molta frutta e verdura; 3) a limitato consumo di carne; 4) grandi consumatori di carne.

RISULTATI: I vegetariani hanno un tasso doppio di allergie rispetto ai grandi mangiatori di carne (30,6% contro 16,7%) e si ammalano di cancro a un tasso più elevato (4,8% contro 1,8%). Inoltre i vegani hanno un più alto tasso di infarti (1,5% contro 0,6%).
In totale gli scienziati hanno esaminato 18 diverse malattie croniche. Rispetto ai forti consumatori di carne i vegetariani sono stati colpiti più duramente da 14 malattie su 18 (78%), che includono: asma, diabete, emicranie e osteoporosi
Questo studio della facoltà di medicina dell’Università di Graz conferma le risultanze di un analogo studio dell’Università di Hildesheim: i vegetariani sono colpiti più frequentemente da disturbi psicologici, con il doppio delle probabilità di soffrire di ansia o depressione rispetto ai forti consumatori di carne (9,4% contro 4,5%). All’Università di Hildesheim hanno riscontrato che i vegetariani soffrono molto più di depressione, ansia, disturbi psicosomatici e disturbi alimentari.
I vegetariani si recano più spesso dal medico mentre i forti mangiatori di carne “hanno una qualità della vita significativamente migliore in tutte le categorie” (salute fisica e psicologica, relazioni sociali e qualità della vita in relazione all’ambiente.

Qui un importante studio (EPIC-Oxford) su vegetariani e carnivori inglesi che mostra come i vegetariani siano leggermente più a rischio di infarto, di certi tipi di cancro e di malattie cardiovascolari (contrariamente a quel che si tende a credere) e che comunque non si vive di più se si smette del tutto di mangiare carne
http://ajcn.nutrition.org/content/early/2009/03/18/ajcn.2009.26736L.full.pdf

il senso di tutto questo, secondo me è: se volete diventare vegetariani o vegani per una scelta etica, fate pure, è una decisione rispettabile (Io stesso sogno di vivere in un mondo in cui non devo predare nessuna forma di vita, neppure vegetale, per poter vivere al meglio). Ma non fatelo per ragioni di salute, o almeno non date per scontato che sia la decisione migliore e che quindi non dovete più fare test/esami perché “tanto tutto andrà per il meglio rispetto a prima”.
Tra l’altro lo conferma anche un esperto di dieta vegetariana/vegana:
http://www.vegsource.com/news/2013/06/dont-go-vegetarian-or-vegan-for-health-benefits.html

Per una disamina degli studi nutrizionali più recenti effettuata da un esperto di biologica molecolare e di scienze cognitive (più interdisciplinari di così!) incredibilmente disponibile, rimando a:

http://wholehealthsource.blogspot.it/

Le ebole, la peste, la Crimea e il gene Ccr5

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

 

msBD4amilanesi indistruttibili nei secoli? ;o)


Scienza è credere all’ignoranza degli esperti…Di tutte le materie, solo la scienza contiene in sé l’insegnamento che è pericoloso credere nell’infallibilità dei più grandi maestri della precedente generazione. Impara dalla scienza che bisogna dubitare degli esperti.
Richard Feynman, Nobel nel 1965

“Nel 1345 si segnalarono i primi casi a Sarai sul Volga meridionale ed in Crimea…Una volta a Caffa – (l’attuale Feodosija o Феодосия, in Crimea), la peste fu introdotta nella vasta rete commerciale dei Genovesi, che si estendeva su tutto il Mediterraneo. A bordo delle navi commerciali che partivano da Caffa nell’autunno del 1347 la peste giunse a Costantinopoli, prima città europea contagiata, e in seguito arrivò a Messina e nel corso dei successivi tre anni contagiò tutta l’Europa fino alla Scandinavia e alla Polonia”.
http://it.wikipedia.org/wiki/Peste_nera

“Si espande oltre i confini della Guinea Conakry l’epidemia di Ebola che ha già fatto decine di morti nel solo Paese dell’Africa Occidentale. Mentre viene confermato che il caso sospetto di febbre emorragica registrato in Canada non è Ebola, a Conakry le autorità sanitarie cercano di informare la popolazione su come limitare il rischio contagio.
“Ci hanno dato alcune indicazioni, per esempio di evitare il contatto con liquidi organici come l’urina, il sudore, eccetera. Ci hanno inviato questa indicazioni via sms” dice un residente della capitale.
“Dobbiamo ripulire la città per combattere il virus. Bisogna lavorare sodo perché tutti qui temono per la propria vita. Dobbiamo assolutamente mantenere l’igiene” spiega un altro residente.
Due casi di Ebola sono stati confermati in Sierra Leone. Stato di massima allerta anche in Liberia. Complessivamente sono 95 i casi di febbre emorragica provocata dal virus ebola riscontrati dall’inizio dell’anno nei 3 Paesi africani: 67 delle persone contagiate sono morte.
I primi casi di Ebola erano comparsi nel Sud della Guinea, al confine con Costa d’Avorio, Liberia e Sierra Leone. Poi il virus si è propagato alla capitale trasformandosi a tutti gli effetti in un’epidemia”.
http://it.euronews.com/2014/03/26/ebola-contagio-anche-in-sierra-leone-e-liberia/

Non c’è nessun nesso, è solo un pretesto per tornare a parlare dell’eziologia della Peste Nera e lo faccio perché mentre i media italiani sono troppo provinciali per curarsi di certe cose, BBC e France24 lo fanno e sta notizia, sentita ieri sera, dell’“Ebola”, che però non è proprio Ebola, ma è una qualche misteriosa febbre emorragica – o una “grave forma malarica” (???????????????) –, mi ha colpito.

Si fa confusione tra batteri e virus:
“Un gruppo di ricerca dell’università canadese MacMaster ha sequenziato il dna del batterio della peste bubbonica responsabile della pandemia del 541. Tra i risultati di questa ricerca – pubblicata sulla rivista scientifica The Lancet – c’è soprattutto la scoperta che il ceppo di tale virus non ha causato le terribili epidemie successive come quella della Peste Nera (1348) che ridusse del 60% la popolazione europea”
http://www.notizienazionali.net/notizie/scienza-e-tecnologia/2575/sequenziato-il-dna-della-peste-bubbonica

Virus, che sono tutti, senza eccezione, delle entità biologiche parassite [v. psicopatici, NdR]… non avendo le caratteristiche della cellula non sono considerati neppure degli esseri viventi, visto che non hanno un metabolismo proprio, non hanno membrana citoplasmatica (assolutamente fondamentale per qualsiasi cellula) si riproducono in maniera diversa…il metabolismo nei virus è assente sin quando non trovano una cellula ospite da infettare, che perderà il ‘controllo’ delle proprie azioni e verrà usata dal virus per replicare altri esemplari del virus stesso…”
https://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20071022042732AAZyX1R

“Rimane quindi un mistero in che modo il batterio – di norma residente nei ratti, che non vengono colpiti dalla malattia – abbia accumulato le mutazioni necessarie per infettare gli esseri umani e provocare la patologia”
http://www.repubblica.it/scienze/2014/01/29/news/batterio_peste_bubbonica-77210815/

Un mistero solo per chi è ancora convinto che si tratti di un’infezione batterica e non, come è più probabile, virale, che si trasmette per via aerea, anche nello spazio.
“Se la teoria della peste come virus del tipo Ebola è corretta, allora il mondo potrebbe essere a rischio pandemico”.
http://www.nature.com/scitable/blog/viruses101/could_the_black_death_actually

“Alcuni studi hanno anche suggerito che la peste di Giustiniano fosse un virus influenzale
http://www.smithsonianmag.com/articles/bubonic-plague-family-tree-sheds-light-on-risk-of-new-outbreaks-180949498/#HdyBoB7WjbC1fHUx.99

“Dopo 10 anni di ricerche in Inghilterra, un archeologo – Barney Sloane – smonta la tesi ufficiale sulla disseminazione della peste attribuita alle pulci ed ai ratti. Anzi, si chiede se fosse davvero peste: “La mortalità continuò a salire per tutto un inverno molto rigido, quando le pulci non avrebbero potuto sopravvivere, e non vi è alcuna prova di un numero sufficiente di ratti” – “nei siti accanto al Tamigi, in cui è stata scaricata la maggior parte dei rifiuti della città i ratti avrebbero dovuto brulicare, e sono luoghi in cui il terreno fradicio conserva eccellentemente i resti organici, invece abbiamo trovato pochi ratti neri” – “Dovremmo poter trovare grandi ammassi di ratti morti, ma non ci sono. E tutte le prove che ho esaminato suggeriscono che la peste si diffuse troppo velocemente rispetto alla spiegazione tradizionale di una trasmissione dai topi e dalle pulci” – “non è affatto certo che tipo di malattia fosse, se era veramente la peste bubbonica
http://www.guardian.co.uk/world/2011/aug/17/black-death-rats-off-hook

L’ipotesi è che abbiano ragione quelli che sostengono che la Morte Nera fosse un virus emorragico (del tipo Ebola, Marburg e delle altre febbri emorragiche) e non un batterio (yersinia pestis), data la tipologia della sua espansione, non legata alla diffusione del Rattus rattus e Rattus norvegicus (assente in Islanda – cf. storico Gunnar Karlson – e raro nella zone rurali inglesi, che furono invece colpite ferocemente), la sua impressionante resistenza al freddo e caldo (le pulci non sopportano le temperature estreme e i climi troppo secchi, come l’inverno scandinavo e l’estate mediterranea, periodi in cui invece la Morte Nera imperversava) il periodo di incubazione molto lungo, la trasmissione rapidissima tra esseri umani e invece lentissima nelle pestilenze moderne imputate con certezza al batterio yersinia pestis (a dispetto dei mezzi di trasporto di massa), la sintomatologia, contagiosità e mortalità (3% contro oltre il 90%) sensibilmente diverse da quelle delle pestilenze moderne (es. Canton) e i risultati delle analisi molecolari compiute su dei campioni raccolti in fosse comuni in Francia, Italia, Inghilterra e Danimarca – dove è assente il batterio della peste, che è invece presente in altre sepolture non associate alla Morte Nera o alla Peste di Giustiniano (inoltre in altre fosse comuni dell’epoca della Morte Nera, in Scozia sono state trovate spore di antrace).
http://www.newscientist.com/article/dn4149-case-reopens-on-black-death-cause.html
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2630035/
http://black-death-revisited.org/

Il profilo genetico della yersinia pestis medievale europea non differisce sostanzialmente da quello orientale moderno, ben poco temibile.
http://www.nature.com/nature/journal/v478/n7370/full/nature10549.html

Per dar conto delle incongruenze i difensori dell’ipotesi yersinia pestis hanno chiamato in causa un’altra malattia che si è sovrapposta e diffusa parallelamente (mi pare una “spiegazione” po’ troppo conveniente, à la Dr. House):
http://books.google.it/books?id=yw3HmjRvVQMC&printsec=frontpage&redir_esc=y

“La peste nera non deriva dai topi, ma da un virus contagioso che potrebbe tornare in ogni momento. Lo sostengono nel libro Biologia delle Pesti due ricercatori dell’ Università di Liverpool, Gran Bretagna. Per secoli si era creduto che la peste bubbonica, capace di uccidere in 5 giorni dalla comparsa dei sintomi e che nel Medio Evo ha decimato la popolazione europea, fosse stata trasmessa da una specie di ratti. I due epidemiologi britannici, Susan Scott e Christopher Duncan, hanno invece scoperto che la peste deriva da un virus, che è lontanamente correlato a quello di Ebola che disintegra gli organi e li riduce in poltiglia”.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/07/21/la-peste-puo-tornare.html

“…due ricercatori dell’ università di Liverpool, Susan Scott e Christopher Duncan, autori del saggio Biology of Plagues pubblicato dalla Cambridge University Press. La loro tesi è che la peste del 1347-48, quella descritta dal Boccaccio nel Decamerone, e le pesti successive, fino a quella del 1630-31 descritta dal Manzoni nei Promessi Sposi, non furono pesti vere, cioè malattie epidemico-contagiose dovute – come fin qui s’è creduto – al bacillo denominato Yersinia pestis in onore del suo scopritore, il medico svizzero Alexandre Yersin che ne dimostrò la presenza nel materiale infetto durante l’epidemia di Hong-Kong del 1894. Le tesi, rivoluzionaria, è fondata su criteri clinici e su rilievi di epidemiologia, biologia molecolare e modellistica informatica. Essa colloca «il quadro delle pesti europee in una nuova cornice». Anzitutto ricordiamo che, com’è noto, la peste arrivò in Europa dall’Asia per la via del mare: entrò da Sud, dalla Sicilia, recata da navi genovesi importanti grano dalle terre bagnate dal Mar Nero, e dall’ Italia dilagò a macchia d’ olio nel continente fino all’ Inghilterra e ai Paesi scandinavi. Fu un’immane moria, che stroncò le vite di 30 milioni di europei (su una popolazione complessiva di 100 milioni). Clinicamente la malattia fu caratterizzata da febbre alta, fetore corporeo, sbocchi di sangue, macchie emorragiche sulla pelle, tumefazioni ghiandolari (bubboni): un quadro, affermano Scott e Duncan, che non è affatto specifico della peste da bacillo di Yersin, ma è proprio di altre malattie, del passato e del presente, che ebbero o hanno caratteristiche analoghe e analogo decorso iperacuto con esordio improvviso. Si tratta di malattie vecchie e nuove come l’ influenza «spagnola» del 1918, l’ Aids prima maniera, la malattia da virus Ebola: malattie, come si vede, non bacillari, ma virali. La peste che esordì in Europa nel basso Medioevo fu dunque dovuta a un virus? Di quella peste il Boccaccio e i testimoni coevi – medici e cronisti – descrivono l’andamento repentino, i decessi fulminei, i contagi immediati (cioè i contatti apparentemente da uomo a uomo). Non si parla né di topi (ospiti di prima scelta del bacillo di Yersin) né di pulci (vettrici del bacillo); si pensò che tale omissione fosse dovuta al fatto che pulci e topi erano una presenza quasi fisiologica in una società, come quella medievale, a corto d’igiene individuale e collettiva. Ma, rilevano i due attenti ricercatori di Liverpool, il topo marrone fece la sua comparsa in Europa mezzo secolo dopo la scomparsa spontanea della peste (che essi datano intorno al 1670). E d’altra parte il rapidissimo propagarsi dell’ epidemia come avrebbe potuto essere compatibile con un contagio murino, mediato da topi certamente ostacolati nei loro percorsi dalle barriere naturali dei fiumi, dei monti, dei mari? Il contagio, si afferma, non poté che essere interumano, trasmesso dall’ uomo all’ uomo attraverso le vie di comunicazione transfluviali, transmarine, transalpine….”
Giorgio Cosmacini
http://archiviostorico.corriere.it/2002/agosto/28/Boccaccio_Manzoni_Non_vera_peste_co_0_0208285619.shtml

“Alcuni biologi dell’Università di Liverpool, nel Regno Unito, hanno pubblicato un nuovo studio dal quale risulta che, se il dieci per cento degli europei è immune al virus dell’Hiv, ciò è dovuto alle epidemie che si diffusero nel continente in epoche passate. Gli scienziati sanno da tempo che queste persone sono portatrici di una mutazione genetica (del gene chiamato Ccr5) che impedisce al virus dell’Hiv di penetrare nel loro sistema immunitario. A sconcertarli è stato il fatto che l’Hiv è comparso solo di recente e quindi non può aver fatto aumentare la frequenza della mutazione fino ai livelli elevati che si riscontrano oggi in alcune parti d’Europa. Tuttavia, un nuovo studio condotto da Christopher Duncan e Susan Scott attribuisce la grande diffusione della mutazione al fatto che essa previene il contagio anche da un’altra malattia virale mortale che ha devastato l’Europa in passato. Secondo il professor Duncan, “Il fatto che la [...] mutazione sia limitata all’Europa sta ad indicare che le epidemie del Medio Evo hanno svolto un ruolo fondamentale nell’aumento della frequenza della mutazione. Anche queste epidemie rimasero confinate all’Europa, si protrassero per oltre 300 anni ed ebbero un tasso di mortalità del 100 per cento”. Mentre alcuni storici hanno cercato di sostenere che le varie epidemie che si diffusero in Europa nelle epoche passate erano focolai di peste bubbonica, che è una malattia batterica, il professor Duncan e la dottoressa Scott hanno dimostrato che in realtà si trattava di epidemie di una febbre emorragica virale e letale che utilizzava il gene Ccr5 per penetrare nel sistema immunitario (v. mutazione CCR5-delta 32). Avvalendosi di modelli computerizzati, i due ricercatori hanno dimostrato come il manifestarsi di questa malattia nel corso della storia abbia fornito la pressione selettiva necessaria – offrendo semplicemente protezione da una morte altrimenti certa – a fare aumentare la frequenza di questa mutazione genetica da 1 caso su 20.000 all’epoca della “morte nera”, nel 1347, ai valori odierni di 1 caso su 10. “L’epidemia emorragica non scomparve dopo la grande peste di Londra del 1665-66, ma continuò a dilagare in Svezia, a Copenaghen, in Russia, in Polonia e in Ungheria fino al 1800″, ha concluso il professor Duncan. “Il perdurare dell’epidemia emorragica ha determinato il protrarsi della pressione selettiva sulla [mutazione genetica] ed è per questo che oggi essa si riscontra con la massima frequenza in Scandinavia e in Russia”.
http://www.marketpress.info/StoNotiziario_det.php?art=19301&pag=3&g=20050314

 

Jacques Vallée: il nostro futuro determina il nostro presente

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

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In front of me I saw the space of all possibilities, that is, all states of affairs that can possibly happen. They were lying in front of me there like objects in physical space…thus, I concluded, there is no contradiction between determinism and free will

Benny Shanon, Antipodes of the Mind: Charting the Phenomenology of the Ayahuasca Experience, Oxford University Press, 2002.

Jacques Vallée (matematico e imprenditore franco-americano, uno dei fondatori dell’Internet civile) ci spiega che il futuro può influenzare il presente (seconda causalità) attraverso il multi-verso (una pluralità di universi paralleli).

“Questa comincia a essere la corrente dominante della fisica. Nel suo ultimo libro, “La via del tempo”, il Dr Guillemant, un fisico al CNRS, sviluppa la tesi che le sincronicità siano dovute a una doppia causalità (cf. Stephen Hawking, “Theory of Double Causality” – cosmologia top down; ma anche Pauli e Jung): le nostre intenzioni provocano effetti nel futuro che diventano le cause future di un effetto nel nostro presente” (retro causalità: si veda anche la seria TV canadese “Continuum”).

http://en.wikipedia.org/wiki/Retrocausality

http://www.sfgate.com/science/article/Science-hopes-to-change-events-that-have-already-2655518.php

http://psychaanalyse.com/pdf/Theorie_de_la_Double_Causalite.pdf

In pratica il nostro destino ha già preso la forma di una linea temporale (uno scenario). Questo futuro possibile non è unico e può essere sostituito da un altro, ossia da un’altra linea temporale. Tutto ciò che non è determinato dal passato sarà determinato dal futuro. La linea “prescelta” è quella reificata (attualizzata) dalla sommatoria di tutte le nostre coscienze. Il libero arbitrio è limitato dalla meccanicità delle nostre menti ed istinti, ma ESISTE.

La nostra intenzionalità è la capacità umana di aumentare istantaneamente la probabilità del verificarsi di un dato destino che viene selezionato a scapito di un altro destino, automaticamente meno probabile. Tutti i futuri potenziali evolvono simultaneamente e probabilisticamente all’interno di un Albero della Vita personale (con le varie radici e ramificazioni).

Questa è la sorgente di déjà vu, sesto senso, coincidenze e sincronicità: l’intenzionalità ci anticipa, permettendoci di co-creare il nostro presente a partire dal futuro, collettivamente, tra infinite opzioni poi scartate.

Tra i requisiti per l’avvento della nuova fisica di qui al 2061, Vallée pone al primo posto il riconoscimento dell’Universo come un sottosistema di una meta-realtà di strutture di informazione. Tutto è una struttura informativa e tutto è simultaneo: “Non sto parlando di un database, non sto parlando della nostra tecnologia del presente ma di qualcosa di evidentemente molto più grande, molto più complesso…Dobbiamo riconoscere che le dimensioni sono un artificio culturale: le creiamo perché abbiamo delle piccole biblioteche (cf. archivi di informazioni) e abbiamo bisogno di x, y, z. Ma non ci servono nella fisica e ne faremo a meno nella fisica del futuro”.

Il presente è sovra-determinato: determinato sia dal passato, sia dal futuro e la coscienza produce il nostro senso della spazio e del tempo; è lo spazio e il tempo. Facciamo esperienza di questa illusione che chiamiamo spazio e tempo attraverso le associazioni che stabiliamo in questo mondo dell’informazione.

“La proposta che vi faccio – conclude Vallée – è quella di lasciare che i fisici continuino ad occuparsi di finisca dell’energia. Lo fanno molto bene, alla fine troveranno un modo per conciliare la relatività e la meccanica quantistica. A noi il compito di occuparci della fisica dell’informazione”.

Se ami la scienza, emancipala dall’ateismo/materialismo

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L’Universo è immateriale – mentale e spirituale. Vivetelo e godetevelo.

Richard Conn Henry, fisico, Johns Hopkins University, NATURE, Vol 436, 7 July 2005

http://henry.pha.jhu.edu/The.mental.universe.pdf

Credo che soddisfino i requisiti standard di validità di un’affermazione ordinaria, ma sono insufficientemente convincenti per un’affermazione straordinaria.

Richard Wiseman, il mastino degli “scettici”, ammette che i fenomeni parapsicologici sono reali ma, arbitrariamente, non li considera scientificamente dimostrati

http://en.wikipedia.org/wiki/Talk%3ARemote_viewing

La Terra non può che essere al centro dell’universo = la mente non può essere altro che il cervello

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Io sono panenteista (non panteista), come Pitagora, Plotino, Whitehead, ecc. (e credo anche Gesù e Origene, uno dei padri della Chiesa ripudiati)

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/08/26/il-mondo-non-starebbe-meglio-senza-gli-umani/

http://www.mb-soft.com/believe/txc/panenthe.htm

http://www.estropico.org/index.php?option=com_content&view=article&id=204:alla-f

Prima di tutto vorrei togliere di mezzo un grosso equivoco. Che io sappia, Richard Dawkins non ha mai detto che alla religione non dovrebbe essere accordato alcun rispetto o che la tolleranza della religione è parte del problema. È un laico e quindi, giustamente, riafferma il diritto di ciascuno di credere in ciò che vuole senza che lo Stato o chi per lui stabilisca se uno ha il dovere di essere ateo/noncredente o credente in qualcosa di specifico.

I credenti dovrebbero essere grati a tutti quelli che si battono per una società laica – incluso Dawkins –, perché una società laica è una società in cui si è liberi di scoprire se stessi e la realtà che ci circonda.

Non tutti gli atei/noncredenti militanti sono così illuminati e tolleranti. Alcuni, quasi sempre maschi, sembrano davvero infuriati, in cerca di capri espiatori e si comportano come i fondamentalisti che combattono, ad esempio descrivendo/concependo la società in senso dicotomico, come se esistessero solo due fazioni: i credenti e i non credenti, con questi ultimi che sono dalla parte del vero e del giusto e i primi che nascondono intenti tirannici.

Sono però in minoranza – o almeno questa è la mia impressione – e comunque nel pieno diritto di prendersela con chi vogliono, finché non violano la libertà altrui di professarsi credente, o semplicemente agnostico.

Non penso che potrebbero avere mai la meglio, se non altro perché l’influenza benefica della religiosità personale su salute mentale, benessere fisico, convalescenza, longevità, riuscita sociale (vita di coppia, relazioni interpersonali, ecc.) è abbondantemente documentata (Kenneth I Pargament [a cura di] APA Handbook of Psychology, Religion, and Spirituality, Washington, D.C. : American Psychological Association, 2013).

Inoltre la concezione degli esseri umani come entità meccaniche prive di libero arbitrio, il cui senso di sé è un’illusione e la cui coscienza è solo un epifenomeno, un effetto collaterale privo di senso, è una visione troppo tragica e fatalistica (se non nichilista) del destino umano. Per miliardi di persone, credo a buon diritto, continuerà a essere intollerabile: creare significati in un universo del tutto privo di un senso alto, è compito ingrato (i non-credenti si sentono eroici e in un certo senso hanno ragione, anche se a me pare sia un eroismo abbastanza futile) e non privo di pericoli.

La storia è davvero fin troppo piena di intellettuali che hanno giustificato ogni mostruosità e fanatismo sulla scorta del diritto alla sopravvivenza e affermazione di sé e del proprio gruppo di riferimento, o specie: si può fare tutto, purché la specie prosperi, anche, per esempio, terraformare/colonizzare altri pianeti [è del tutto plausibile che qualcuno che si considera la massima autorità nell'universo possa agire come se fosse fosse padrone dell'universo]?

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/06/22/la-verita-sulla-nostra-conquista-di-caprica/

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Il mondo di questi primi anni del 21° secolo sta lottando fieramente per liberarsi dal giogo del fondamentalismo, dell’interpretazione letterale delle scritture, e finora ha solo trovato un’alternativa, l’ateismo, che però risulta insoddisfacente e teoreticamente deludente, associato com’è a paradigmi scientifici antiquati (Newton, Maxwell, Darwin)

http://www.thegreatdebate.org.uk/DarwinDarwinitis.html

Retaggi di un’epoca in cui fisica e biologia sembravano molto più facilmente comprensibili e in una certa misura prevedibili. Questo prima dell’avvento di fisica quantistica, epigenetica, bioastronomia e studi della coscienza.

Ateismo e scientismo sembrano d’altronde combattere l’integralismo su un terreno antiquato, quello di un dio dell’età del bronzo (o medievale) che interessa davvero a pochi. Forse per questo le loro dispute sono in genere noiose e poco edificanti.

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Affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie” è un aforisma coniato (pare) da Marcello Truzzi, sociologo alla Eastern Michigan University, fondatore dello CSICOP, il CICAP americano. La cosa interessante è che in seguito Truzzi fu scacciato dallo CSICOP per aver chiesto che al suo interno fossero accolti anche studiosi seri del paranormale, in modo da poter confrontare le posizioni in maniera sistematica ed affinare le tesi.

Da quel momento si definì uno “zetetico” (volto alla ricerca della verità), perché considerava gli “scettici” come degli “pseudo-scettici” privi di velleità scientifiche, che si rifiutavano a priori di verificare le sperimentazioni nell’ambito del paranormale e che erano i principali responsabili dell’involuzione semplicistica del dibattito.

Un esempio tra i più noti è quello del confronto tra Stephan Schwartz, che sostiene di essere un “remote viewer” (una persona capace di vedere a grandi distanze, anche qualcosa che succede all’altro capo del mondo) e l’ateo militante Daniel Dennett che, sfidato a dimostrare che gli articoli sul remote viewing erano effettivamente fraudolenti e anti-scientifici scegliendone uno e discutendolo con lui, ha risposto: “non penserà che io legga roba del genere, vero?”

Queste sono le cose che facevano imbestialire Truzzi. È come se lo pseudo-scettico si auto-mutilasse il cervello pur di non “cadere in tentazione”, un atteggiamento inquisitoriale, non certo agnostico.

Come sostiene un mio caro amico: “l’ateismo è una posizione insostenibile perché parte da un assunto di fede esattamente analogo a quello del credente, per quanto specularmente opposto. L’agnosticismo è l’unica scelta razionale e di buonsenso”.

Truzzi la pensava come lui e morì disilluso nel 2003.

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In altre parole, la scienza è un metodo di indagine e un insieme di modelli di realtà in costante evoluzione. Come tale, è neutrale in relazione al piano metafisico. Non dovrebbe mai essere concepita come legata ad una specifica visione filosofica del mondo (es. materialismo).

Tra l’altro se, nel corso della storia, l’umanità si fosse rifiutata di considerare prove aneddotiche, vivremmo ancora nelle caverne.

Per questo è ragionevole ipotizzare che la scelta del non-credente senza se e senza ma sia di natura psicologica, non scientifica.

Può essere una scelta di ribellione ad un contesto familiare o scolastico soffocante, o all’assenza di una figura paterna importante (cf. Paul Vitz, “The faith of the fatherless”).

Può essere una scelta modaiola: oggi dirsi atei fa fico, fa “uomo di mondo”, fa adulto che non crede più a certe sciocchezze infantili.

Può essere una reazione inconsapevole al timore di una possibile vita dopo la morte, di un giudizio, di una prospettiva reincarnativa incontrollabile.

Può essere una necessità in un ambiente in cui non si è accettati o non si fa carriera se non la si pensa in un certo modo.

Sospetto che molti “atei” siano più intimoriti che rassicurati dall’evidenza empirica. Credono che le loro convinzioni si basino sull’evidenza empirica, ma in realtà si basano unicamente sul caparbio e perciò emotivo/irrazionale rifiuto di vagliarla.

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Sono tempi molto interessanti.

Dawkins è una di quelle figure che un giorno non sarà più ne venerata né odiata o disprezzata, ma apprezzata per i suoi sinceri sforzi di abbattere dogmi obsoleti, agendo, in parte, spinto da un autentico desiderio di rendere il mondo un posto migliore. Il suo contributo sarà riconosciuto in particolare da chi, come me, si augura che questo ariete possa spianare la strada a una teologia scientifica e a un rinascimento spirituale (cosa che lui certamente non auspica: si chiama “eterogenesi dei fini”).

Questa teologia scientifica ha preso forma già da alcuni decenni. Chi cerca sinceramente Dio lo può trovare anche nella scienza. Gli esempi sono innumerevoli: Max Planck, Werner Heisenberg, Erwin Schrödinger, Wolfgang Pauli, Arthur Eddington, Casey Blood, David Bohm, Amit Goswami, Shimon Malin, Eugene Wigner, Fritjof Capra, Richard Henry, Henry Stapp, Hans-Peter Durr, ecc.

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/10/03/fisica-paolina/

In assenza di un impulso teleologico, non pare davvero esserci alcuna ragione per cui, in un universo che tende all’entropia, cioè l’antitesi dell’ordine e della complessità, dalla materia debba emergere la coscienza, una forma superiore di ordine, enormemente complessa.

Se si scoprissero tracce di vita intelligente nel cosmo la cosa diventerebbe ancora più singolare.

Se le restrizioni autoimposte alla scienza in Occidente non cambieranno, la fiaccola della scienza del 21° secolo passerà nelle mani dei BRICS e succederanno molte cose eccitanti.

Certe persone hanno avuto l’opportunità di esperire un fenomeno per il momento inusuale: i normali confini della mente si allontanano e la persona ha una improvvisa, travolgente e ineffabile esperienza panenteistica della vera natura della realtà: tutte le cose sono collegate, l’universo è olografico, benevolo e propositivo, e dietro a tutto questo c’è una grande mente di cui siamo tutti frammenti.

La realtà è verosimilmente molto meno scettica degli “scettici” riguardo a quel che è e quel che può fare. Se ne fa un baffo della nostra nozione di “normale” e “paranormale”.

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In conclusione, il materialismo e il fondamentalismo religioso sono impegnati in una lotta per la sopravvivenza e si sostengono a vicenda combattendosi, per poter restare sotto le luci della ribalta, per restare rilevanti. Purtroppo per loro milioni di persone si sono accorte che queste visioni del mondo hanno superato la data di scadenza e che, pur con tutte le ingenuità, distorsioni, furbizie, manipolazioni, ecc. della New Age, qualcosa di nuovo e importante sta emergendo e non ci è ancora dato di sapere cosa sia.

Materialisti e fondamentalisti se ne staranno lì, ai margini del dibattito, con le loro bandiere, a difendere la teologia dell’età del bronzo e la scienza del diciannovesimo secolo, mentre il mondo procede oltre e li consegna alle curiosità museali.

Dunque non c’è bisogno di combattere gli uni o gli altri, a meno che non intendano dominare la scena: le loro rispettive visioni del mondo cadranno a pezzi nel giro di una generazione. Il tappo sta già saltando, grazie alla fisica/astrofisica, alla biologia, alle scienze cognitive, che stanno inoltrandosi sempre di più in un terreno in cui si realizza una stimolante sintesi di scienza e spiritualità, loro malgrado.

Quello è il futuro, loro sono il passato.

Fisica paolina

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E non vi conformate a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza qual sia la buona, gradita e perfetta volontà di Dio.
Romani 12:2

et volo sopra ’l cielo, et giaccio in terra;
et nulla stringo, et tutto ’l mondo abbraccio.
Petrarca, Canzoniere

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Sono emersi anche punti di vista radicali, come quello del fisico Julian Barbour, che ritiene l’esistenza del tempo un’illusione causata dai nostri filtri percettivi, ma assente in una descrizione oggettiva della natura. E qui potrebbe entrare in gioco ciò che le neuroscienze stanno scoprendo a proposito della relazione tra la nostra mente e il tempo…Ed è possibile, come sottolineato dal fisico Paul Davies, che non solo il tempo, ma persino le stesse leggi della fisica, siano proprietà “emergenti”, piuttosto che caratteristiche fisse e preesistenti della realtà

http://www.ilpost.it/amedeobalbi/2011/10/14/tempo-fuor-di-sesto/

È ridicolo che il 17 dica che l’8 è morto solo perché è venuto prima

Julian Barbour

http://www.lastampa.it/2013/03/11/cultura/l-uomo-che-ha-ammazzato-il-tempo-Lu02G2cHcGzpaQ8JUu4nTP/pagina.html

Nulla esiste finché non è misurato

Niels Bohr, Nobel danese 1922

Un elettrone è una potenzialità immateriale finché non viene osservato

Max Born, Nobel tedesco 1954

Se non sono disturbati dall’osservatore, gli elettroni non sono cose, non esistono nello spazio e nel tempo, la loro esistenza è meramente potenziale. Emergono in una condizione di esistenza reale ma provvisoria nell’atto di misurazione che è quindi un atto creativo – per ciò che riguarda le particelle che costituiscono la materia, non sembra esserci alcuno scopo nel considerarle come composte di qualche materiale. Sono, in un certo senso, pura forma, nient’altro che forma; ciò che si manifesta di volta in volta in osservazioni successive è questa forma, non uno specifico frammento di materia

Erwin Schrödinger, Nobel austriaco 1933

Le più piccole unità di materia non sono, di fatto, oggetti fisici nel senso ordinario della parola; sono forme, strutture o, nell’accezione platonica, Idee, di cui si può parlare in modo non ambiguo solo nel linguaggio della matematica

Werner Heisenberg, Nobel tedesco 1932

La gente pensa sempre che, quando si dice “realtà”, si sta parlando di qualcosa di chiaramente noto a tutti, mentre invece per me il più importante e più arduo compito del nostro tempo è lavorare alla costruzione di una nuova idea di realtà

Wolfgang Pauli, Nobel austriaco 1945, lettera a Markus Fierz, 1948

Gli elementi costitutivi del mondo fisico sono quelli che chiamiamo eventi. Un evento non persiste e non si sposta come un pezzo di materia tradizionale: esiste semplicemente per un suo breve attimo e poi cessa

Bertrand Russell, “L’ABC della relatività”

Se si era inizialmente creduto che nel corso del progresso delle scienze tutto ciò che è “trascendentale” sarebbe stato progressivamente soppresso, perché in ultima analisi si poteva ricondurre tutto ad una spiegazione razionale, si dovette poi ammettere che il mondo materiale che per noi è così tangibile, si dimostra invece sempre più simile ad apparenza e si dissolve in una realtà che non è fatta di cose e di materia, ma di forme che predominano. [...] La fisica quantistica ci ha confermato ancora una volta che la nostra esperienza scientifica, la nostra conoscenza del mondo, non rappresenta la realtà ultima ed intrinseca, qualunque significato si voglia attribuire a queste espressioni.

Hans-Peter Dürr, fisico nucleare e quantistico tedesco, 1986.

Ora sappiamo che l’immagine del mondo offerta dai nostri organi di senso, che pure funziona perfettamente nella vita di ogni giorno, ha poco a che fare con la realtà. Ciò che ci sembra solido e impenetrabile è perlopiù vuoto [...]. Di conseguenza, la nostra definizione intuitiva della materia è completamente distorta dai filtri che i nostri organi di senso interpongono fra un oggetto e noi. Si tratta di una definizione essenzialmente pragmatica, basata sul genere di informazioni che si sono rivelate più utili nella ricerca del cibo, nella lotta contro i predatori e per il successo riproduttivo. Come strumenti di conoscenza, queste informazioni sono quasi prive di valore.

Christian De Duve, biochimico belga, Nobel per la medicina nel 1974 – da De Duve, 2002, “Come evolve la vita”, Milano: Cortina, p. 292-293

Saremo costretti a rivedere in maniera radicale la nostra concezione di spazio e di tempo

David Gross, Nobel per la Fisica, 2004

Cosa vuol dire tutto questo? Significa che l’elettrone esiste solo come campo di potenzialità, potenzialità di diventare una cosa (o per meglio dire un evento), con certe proprietà che possono essere misurate. Solo l’atto di misurazione trasforma il potenziale in effettivo. Protoni e neutroni, che formano l’atomo, assieme agli elettroni, si comportano allo stesso modo. Questi sono gli elementi costitutivi della materia che forma tavoli, sedie, libri ed esseri viventi. Continuiamo a chiamarli particelle anche se non lo sono, per mancanza di un termine migliore. Sono eventi (cf. Whitehead). Ergo, solo la coscienza dell’osservatore rende reale ciò che non lo è (!!!!).

Potreste farvi aiutare da un bambino nel digerire certi concetti. La grande difficoltà, infatti, non sta nella loro complessità, ma nello loro assurdità in termini di logica acquisita dopo molti anni di esistenza in un mondo che segue costantemente certe regole. Più il cervello è libero da preconcetti e da nozioni ormai radicate e meglio è.

Vincenzo Zappalà, astrofisico italiano

Il Congresso del 1927 ci dà una speranza. Ogni tanto le onde dell’intelletto riescono a produrre un’interferenza veramente costruttiva (tanto per rimanere in tema di MQ) e allora i geni nascono come i funghi, quasi fossero legati da una sorta di azione razionale e predisposta. Malgrado la probabilità infinitesima di questa interferenza, essa, ogni tanto, avviene.

Non è difficile vederci forti analogie con le onde di probabilità della MQ. Non fatemi, però, cadere nella filosofia. Fatemi, invece, ricordare un altro di questi momenti quasi impossibili, ma senza dubbio reali. L’inizio del 1400 a Firenze. Artisti insuperati come Brunelleschi, Masaccio, Donatello, Andrea del Castagno, Paolo Uccello, Piero della Francesca, … si scontrarono, vincendo, con geni altrettanto eccezionali, quali Ghiberti, Beato Angelico, Masolino e molti altri, ancora legati alla visione gotica e impersonale della Natura. L’uomo ne usciva vincente, come entità concreta, pensante, reale, poderosa nella sua essenza carnale e intellettuale. La prospettiva aiutava ed esaltava la sua reale posizione nel mondo, dandole spazio e armonia. Nel 1500 si ebbe un altro picco, come una scossa di assestamento dopo un terremoto sconvolgente e portò ai nomi immortali di Michelangelo, Leonardo, Raffaello, ecc., ecc. Considerazioni analoghe potrebbero farsi per altri episodi dell’arte figurativa (anche se non di tale “ampiezza”), per la musica, per la letteratura, ecc.

Forse basta aspettare che le onde interferiscano nel modo giusto. Chissà che un giorno non capiti anche per la fratellanza, la comprensione e il bene comune?

Vincenzo Zappalà, astrofisico italiano

http://www.astronomia.com/2013/09/07/quando-le-onde-della-mente-interferiscono-costruttivamente/

http://fanuessays.blogspot.it/2011/10/fisica-quantistica-e-trascendenza.html

Sunset-550x317http://www.thunderbolts.info/wp/2012/11/19/sciences-looming-tipping-point/

Scene di vita nordcoreana

In difesa del diffusionismo e della scienza fatta come si deve fare

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Giorno verrà, alla fine dei tempi, che l’Oceano scioglierà le catene del mondo, si aprirà la terra, Teti svelerà nuovi mondi e non ci sarà più un’ultima Tule.

Seneca, “Medea”, 375-379

La macchia chiara al centro delle Ande, vicino alla Bolivia e al Perù, indica forse una possibile migrazione inversa a quella descritta da Thor Heyerdahl (1950), cioè l’arrivo di polinesiani nell’America del Sud.

Cavalli-Sforza, Menozzi, Piazza, “Storia e geografia dei geni umani”, 1997

Molta gente non accetta l’idea che la scienza possa procedere nella direzione sbagliata per decenni, perpetuando paradigmi fallaci, razionalizzando pregiudizi, escludendo arbitrariamente revisioni di dati e conclusioni, esercitando fortissime pressioni sui giovani ricercatori per farli allineare al dogma prevalente.

Ma è precisamente così che funziona la scienza in un mondo in cui certi ambienti traggono profitto dall’ignoranza, dall’oscurantismo, dalla falsificazione, dalla censura, dall’inconsapevolezza. Vale per la climatologia come per la fusione fredda, per l’alimentazione come per i contatti transoceanici precolombiani.

Doveva essere quest’ultimo il tema della mia tesi di laurea, ma a Scienze Politiche di Bologna mi fecero subito capire che uno studio sociologico-antropologico-archeologico e politologico del genere non sarebbe mai stata accettato.

A priori, a prescindere.

Il fatto che alcuni tra i maggiori specialisti di queste discipline fossero diffusionisti o comunque non escludessero assolutamente la possibilità di contatti tra civiltà lontane in epoche anteriori a quelle generalmente ammesse, e che un crescente numero di studi genetici indica che i diffusionisti/contattisti avevano ragione, non conta nulla. Certi temi sono tabù. Le Americhe furono popolate attraverso la Beringia, qualche vichingo ci finì lì quasi per caso, forse vi giunse anche qualche pescatore giapponese o polinesiano, ma questi non contribuirono in alcun modo all’evoluzione delle culture locali. La Dottrina Monroe ha valore retroattivo!

E, si badi bene, non si trattava di chiamare in causa Atlantide o Mu, ma semplicemente di suggerire che se gli aborigeni erano arrivati in Australia via mare 60mila anni fa, gli austronesiani (avi dei polinesiani) erano giunti fino al Madagascar almeno 2mila anni fa, popolandolo, e polinesiani e amerindiani colonizzarono l’Isola di Pasqua a partire da 1000-1500 anni fa, stabilire che prima di Colombo l’evoluzione culturale delle Americhe era stata unicamente endogena, accusando gli scettici di imperialismo culturale e razzismo, era ed è sciocco. Un atto di fede, non di scienza.

AVVERTENZA: L’unico articolo scientifico è il primo, che contiene tutte le citazioni necessarie per comprendere la questione e per dare maggiore senso a quelli successivi, che sono dilettanteschi e pieni di contraddizioni, ma offrono alcuni spunti utili. La tesi dell’articolo non è che il contatto sia dimostrabilmente avvenuto, bensì che negare a priori la possibilità del contatto, a dispetto del numero di indicazioni che suggeriscono che sia avvenuto, è anti-scientifico.

Ecco l’articolo sa tener presente. E’ di una nota antropologa (emerita) che ricapitola quel che sappiamo sui possibili contatti transoceanici (in inglese) e fornisce i riferimenti che possono servire per approfondire le varie questioni – ce ne sarebbero molti altri ma questo post non è un saggio e non ho tempo di recuperare il materiale della tesi mancata e riproporlo qui (né m’interessa farlo – ci sono mille questioni più importanti di questa):

http://bellsouthpwp2.net/k/a/kathyjay/images/Transoceanic%20contacts.pdf

sui contatti transatlantici e transpacifici col Nuovo Mondo è stato scritto moltissimo e le mappature genetiche di animali, piante coltivabili e malattie in certi casi paiono dar ragione ai diffusionisti

http://www.independent.co.​uk/news/science/dna-from-c​hicken-bone-shows-polynesi​ans-found-south-america-45​1758.html

http://www.dispatch.com/content/stories/science/2013/05/19/studies-examine-clues-of-transoceanic-contact.html

http://ageofintuition.blogspot.it/2013/03/the-kensington-rune-stone-is-white-whale.html

http://www.academia.edu/867576/Did_Ancient_China_Influence_Olmec_Mexico

http://mysite.verizon.net/dbkelley1/id2.html

http://mysite.verizon.net/dbkelley1/id3.html

http://www.edicolaweb.net/edic164a.htm

http://www.meteoweb.eu/2013/06/dal-dna-nuove-prove-che-i-romani-sbarcarono-in-america-prima-di-colombo/209512/

Sui Vichinghi in America ormai il consenso è ampio

http://en.wikipedia.org/wi​ki/Pre-Columbian_trans-oce​anic_contact.

E forse degli amerindiani (-e) seguirono i vichinghi in Islanda, “scoprendo” l’Europa

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21069749

BIBLIOGRAFIA

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John L. Sorenson, Martin Raish, Pre-Columbian Contact with The Americas Across the Oceans: An Annotated Bibliography, second edition, revised, 2 volumes, 1195 pages, Provo, Utah, Research Press, 1996.

http://www.amazon.com/Pre-Columbian-Contact-Americas-Across-Oceans/dp/0934893217

Storey AA et al. 2007. Radiocarbon and DNA evidence for a pre-columbian introduction of Polynesian chickens to Chile. Proceedings of the National Academy of Sciences Early Edition, June 4, 2007. Free to download

Storey AA et al. 2008. Pre-Columbian chickens, dates, isotopes, and mtDNA. Proceedings of the National Academy of Sciences 105(48):E99. Free to download

Zombie Apocalypse – Il lato oscuro della forza (essere buoni paga)

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Questa creatura delle tenebre la riconosco per mia.

Prospero, “la Tempesta” – Shakespeare

*****

Il lato oscuro della Forza è la via per acquistare molte capacità da alcuni ritenute ingiustamente non naturali.

Palpatine, Guerre Stellari

*****

Sono mostruosi, non hanno più nulla di umano, sono come corrosi dal tempo.

Zombie Horror – Le notti del terrore

*****

Uomo in Nero: Stai ancora cercando di dimostrarmi che ho torto, vero?

Jacob: Tu hai torto

UiN: Ah sì? Arrivano, combattono, distruggono, corrompono. Finisce sempre allo stesso modo.

Jacob: Finisce solo una volta. Tutto quello che accade prima è solo progresso.

darth-sidious-foxPalpatine/Darth Sidious, Imperatore Galattico, 86 anni

AP120123035384-620x563article-2090891-116C7861000005DC-457_468x501vaojkyFGaogdJlPflP1J6WqXCyud-KV193Q-yYdEvNQPfHoFe2bxeOsgh_maoO9Grl5u4VgjaEiNVfGhWKv2Bxo6x6KulpCIh2dODcY2ug=w426-h240-n590f7887ca066f02270f6a7067009541-512x350bill-clinton-aphttp://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/06/13/cosa-sta-succedendo-ai-clinton/

Tony+Blair+-+agingTony Blair 1997 > 2007

Tony+Blair+-+aged2010
1371236313000-Tony-Blair-1306141500_x-large2013 (60 anni)

1037161age-of-ogama_69645790_69645789bushitisGeorge W. Bush (61 anni nella foto)

al-goreAl Gore, Nobel per la Pace 2007 (65 anni)

nipote-di-mubarak26877

TPM-CGYodaQuando 900 anni di età avrai, bello non sembrerai! (Yoda)

NelsonMandela-leaves-hospital_4-7-2013_95670_lNelson Mandela, Nobel per la Pace 1993 (95 anni)

_65543137_dz4ehr9zAung San Suu Kyi, Nobel per la Pace 1991 (68 anni)

Ellen_Johnson-Sirleaf_detail_071024-D-9880W-027Ellen Johnson Sirleaf, Nobel per la Pace 2011 (74 anni) – presidente della Liberia

Wangari-MaathaiWangari Muta Maathai,  Nobel per la Pace 2004 (71 anni)

2008-Archbishop-Desmond-T-035Desmond Tutu, Nobel per la Pace 1984 (82 anni)

La natura non è Disneyland – animali e glaciazione

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Per migliaia di anni i nostri avi hanno osservato il comportamento degli animali e delle piante, consapevoli del fatto che erano molto più sensibili e reattivi di loro. Adesso ci fidiamo di più delle nostre tecnologie; e sbagliamo, perché ogni macchina è lo specchio della forma mentis di chi l’ha costruita ed è usata con certe aspettative in testa. I modelli climatici si sono dimostrati spettacolarmente errati.

Meglio studiare anatre, scoiattoli, cicogne, rondoni, api…o le capre.

L’anno scorso i sentieri di un parco nazionale nei pressi di Seattle sono stati chiusi per precauzione dopo che diversi gruppi di escursionisti avevano incontrato delle capre bianche di montagna molto aggressive. Queste capre sono state introdotte dall’Alaska a scopi venatorio e ora, a causa dell’eccessivo innevamento delle montagne, si spingono più in basso del consueto.
Nel 2010 c’è scappato il morto:
http://www.csmonitor.com/USA/Latest-News-Wires/2010/1018/Mountain-goat-attack-in-Washington-kills-hiker

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2011: lupi ritornano in Moldavia dopo 40 anni di assenza

http://en.ria.ru/Environment/20110119/162204540.html

2011: branco di 400 lupi attaccano cavalli in Russia: costretti a farlo perché le loro prede consuete sono diminuite di numero a causa della scarsità di cibo (inverno troppo rigido e lungo)

2012: stesso problema in Carelia, dove hanno attaccato un uomo

http://rt.com/news/siberian-wolf-pack-400/

Dal 2001 i lupi se la spassano in Germania – la popolazione cresce

http://www.thelocal.de/society/20111028-38505.html

esperti avvertono che prima o poi ci sarà un incidente ed è inutile negarlo: la popolazione va preparata psicologicamente per evitare rappresaglie sui lupi

http://www.thelocal.de/sci-tech/20130301-48267.html

un branco vive a 25 chilometri da Berlino

http://www.thelocal.de/sci-tech/20121119-46255.html

raggiunto il Reno nel 2010, dopo 120 anni di assenza

http://www.thelocal.de/national/20120423-42117.html

governo francese intende educare i lupi (i primi sono stati reintrodotti nel 1992, dall’Italia: ora sono oltre 250) per contenere il numero di attacchi alle pecore, che sono saliti da 2680 (2008) a 5848 (2012) – lo si è fatto con successo anche negli Stati Uniti

http://www.thelocal.fr/20130207/france-plans-to-teach-wolves-a-hard-lesson

“È solo una questione di tempo prima che i lupi si diffondano in tutta la Germania nel loro spostamento verso ovest” spiega il biologo Josef Reichholf dell’Università di Monaco di Baviera. L’accademico tedesco prevede che la ricomparsa di volpi, lupi e alci europee nell’Europa centrale e occidentale sia solo l’inizio di un ritorno della fauna selvatica come non si era vista dal Medio Evo: “aiuteranno a ridurre l’eccessivo numero di ratti, topi e conigli selvatici”; “i lupi sono timidi e non attaccano l’uomo se non sono messi alle strette”

http://www.thehindu.com/sci-tech/energy-and-environment/wolves-on-the-prowl-again-in-western-europe/article267529.ece

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2008: minatori russi assaliti e assediati da almeno 30 orsi

http://www.foxnews.com/story/2008/07/24/russian-miners-too-terrified-to-work-after-bears-eat-2-colleagues/

gli orsi delle caverne non si sono estinti per colpa dei cacciatori ma a causa della glaciazione: erano vegetariani e il freddo ha spazzato via le loro fonti di sostentamento

http://www.reuters.com/article/2008/11/26/us-bears-idUSTRE4AP06K20081126

la popolazione mondiale di orsi polari è in consistente aumento

http://www.nationalpost.com/news/story.html?id=1ea8233f-14da-4a44-b839-b71a9e5df868

http://polarbearscience.com/2013/07/15/global-population-of-polar-bears-has-increased-by-2650-5700-since-2001/

http://online.wsj.com/article/SB10001424127887323452204578288343627282034.html

https://www.cfact.org/2013/07/12/canadas-polar-bear-population-booming/

Nello stretto di Davis, tra la Groenlandia e l’Isola di Baffin, la popolazione di orsi polari è cresciuta da 900 esemplari alla fine del 1970 a circa 2.100 oggi. Nel Foxe Basin – una porzione della Baia di Hudson – una popolazione che è stata stimata in 2.300 esemplari nei primi anni 2000 è attualmente pari a 2.570. E in specifiche aree della Baia di Hudson occidentale, la più studiata, il più fotografato gruppo di orsi della Terra sembra essere stato in lento ma costante aumento dal 1970.

http://www.canadiangeographic.ca/magazine/dec12/polar_bears.asp

http://www.ibtimes.com/polar-bear-population-higher-20th-century-something-fishy-about-extinction-fears-821075

Anche nell’emisfero australe le balene sono migrate con un mese d’anticipo, alla ricerca di acque più calde

http://video.milanofinanza.it/classmeteo/focus/Australia–migrazione-balene-anticipata/

Tempesta_Globale

Problematiche migrazioni per i volatili

http://www.ilcacciatore.com/2013/05/03/un-passo-primaverile-a-tappe/

mentre tra 2005 e 2011 le migrazioni erano rimandate o complicate per via del caldo

http://www.ilcacciatore.com/2011/11/22/natura-che-cambia-uccelli-rimandano-le-migrazioni/

http://www.komonews.com/news/national/7485507.html

già nel 2012 annunciavano un inverno anticipato e nevoso

http://blog.sfgate.com/ski/2012/09/13/bird-migration-forecasts-early-winter/

http://www.bbc.co.uk/news/uk-wales-south-west-wales-18779775

http://www.belfasttelegraph.co.uk/news/environment/we-werent-expecting-you-5000-geese-arrive-in-northern-ireland-early-28789599.html

e nel 2013 l’inverno prolungato ha creato dei problemi

http://www.rcinet.ca/en/2013/06/05/migratory-birds-affected-by-climate-change/

http://10000birds.com/spring-has-sprung-where-are-the-migrants.htm

http://www.earthweek.com/2013/ew130419/ew130419c.html

specie che hanno l’habitat in climi artici si sono spostate verso sud, fino al New Jersey e alla Scozia

http://www.floridatoday.com/article/20121226/NEWS01/121226011/Biologists-baffled-by-discovery-penguin-like-bird-Brevard?gcheck=1

http://www.bbc.co.uk/news/uk-scotland-highlands-islands-21589828

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Il lato positivo della glaciazione: Pino il Pinguino si toglierà di torno

L’alieno che c’è in me

 

https://twitter.com/stefanofait

 

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una grande parodia di Alien (in dialetto trentino – “Alien e la Sloi”)

https://www.facebook.com/photo.php?v=1234718395084&set=vb.160145756104&type=2&theater

È quindi utile speculare sulle conseguenze delle rivendicazioni di carattere “giuridico” di eventuali extraterrestri, ora che la probabilità della loro esistenza è presa sempre più sul serio

Nassim Nicholas Taleb, The Black Swan: the impact of the highly improbable, 2007

Fidatevi di un alieno dissidente: quando “Nature”, “Huffington Post” e il “World Economic Forum” dicono di prepararsi alla scoperta di vita intelligente nell’universo e a un possibile contatto, è bene prepararsi:

http://www.huffingtonpost.com/2013/02/01/alien-life-discovery-implications_n_2568280.html?utm_hp_ref=weird-news&ncid=edlinkusaolp00000009

Altri segnali che qualcosa bolle in pentola:

http://www.lastampa.it/2013/05/09/blogs/underblog/alieni-reali-o-no-audizione-a-washington-ne-riferisce-il-nytimes-QYJI2NX3zUBJzuITaAMD2O/pagina.html

http://www.repubblica.it/scienze/2013/07/18/news/mitchell_l_uomo_che_sbarc_sulla_luna_il_silenzio_sugli_ufo_deve_terminare-63252277/?ref=HRERO-1

http://misterobufo.corriere.it/

http://www.guardian.co.uk/science/alien-life

Poniamo che entro i prossimi due anni le stesse autorità che vi hanno mentito su molte cose vi informino che “la civiltà umana è restata in contatto con civiltà aliene molto evolute per migliaia di anni. Ci hanno aiutato a svilupparci e ora ci ritengono pronti per unirci a loro”.

Succederà, ve lo dico io (che sono un alieno).

Alcuni si entusiasmeranno e si uniranno ai miei colleghi, spinti da idealismo, dal desiderio di mettere fine alle ingiustizie e alla corruzione e dalla voglia di partecipare alla conquista dello spazio assieme ai “fratelli cosmici”.

Altri si interrogheranno su quali diritti possono esercitare dei Neanderthal rispetto ai Cro-Magnon (siamo quasi indistinguibili da voi).

In pratica nessuno, però è necessario capire che la legge del karma è una realtà universale e quindi la violazione della prima direttiva di Star Trek comporta dei costi:

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/03/05/nessuno-ha-il-diritto-di-comportarsi-come-se-fosse-dio/

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/04/17/teologi-in-favore-della-violazione-della-prima-direttiva-di-star-trek/

Ecco come vi comporterete sotto la nostra guida (beh, non mia; io dissento):

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/06/22/la-verita-sulla-nostra-conquista-di-caprica/

Fosse per me, vi tratteremmo da pari a pari (regola d’oro). Ma gli altri preferiscono il paternalismo (es. Occidente nei confronti del Terzo Mondo) e lo schiavismo.

Le religioni monoteistiche hanno già preparato il terreno. I fondamentalisti cristiani credono nella “Rapture”/“Ascensione” e sono convinti che creature angeliche li condurranno nel Regno di Dio. Servi volonterosi: esiste uno scenario migliore di questo per un imprenditore cosmico? Nessuna violenza è necessaria, il valore della merce non si deteriora. È successo anche con gli Aztechi e il mito di Quetzalcoatl: meraviglia di fronte a certi miracoli, alcool per istupidirli > nessuna resistenza, consegna spontanea di risorse, tesori, donne, ecc. in cambio di perline. Ostracizzazione degli scettici.

Se la pensassi come loro la Terra sarebbe una pacchia. Popoli convinti di essere i prescelti da Dio; popoli che odiano altri popoli e li bollano come nemici di Dio e della loro civiltà; tendenza a cercare capri espiatori, a partecipare a crociate, a ragionare in termini binari (bianco-nero; sì-no), a credere agli “esperti”, ai media, ad una classe dirigente chiaramente soggiogata a sociopatici e corrotti. Senza verificare, se non in sporadici casi.

Una specie così infantile: è come rubare un lecca lecca a un bambino. Non c’è in giro qualcosa di più stimolante che conquistare e dominare questi pirla? È un po’ quello che pensano i miei simili.

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Basta un’entrata in scena “alla grande” – alti, biondi, raggianti – e la dimostrazione delle nostre enormi capacità tecniche, come nella serie V (Visitors) e miliardi di umani si inchineranno e obbediranno, perché quello che cercate è la sicurezza. Non vi sentire liberi se siete insicuri e la sicurezza che vi è stata data è servita a sottomettervi. Ci basta completare l’opera. I credenti metteranno fuori gioco gli scettici. L’idea di peccato e il senso di colpa tornano sempre utili: chi si potrebbe opporre a dei visitatori che si offrono di porre rimedio al riscaldamento globale che siete già convinti di aver causato?

Ci saranno sempre degli utili idioti su cui contare per disseminare il messaggio che l’umanità è peccatrice, dev’essere punita per le sue manchevolezze e, una volta punita, può essere guidata sulla retta via.

Pecore e pastori: un gioco da ragazzi.
Ma alla lunga anche noioso, per questo mi sono chiamato fuori: è più eccitante fare il dissidente, la gola profonda: si fa anche più colpo sulle aliene (la psicologia delle quali non è troppo diversa da quella delle vostre donne).

Ancora più efficace del senso di colpa (funziona con le personalità di “sinistra”) è la paura (per le personalità di “destra”, ma anche di “sinistra” – in effetti con quelli di sinistra è un po’ come sparare sulla Croce Rossa).

I miei compari s’inventeranno una minaccia cosmica responsabile delle peggiori sevizie a cui sono stati sottoposti migliaia di umani dall’alba dei tempi. Il vecchio trucco del poliziotto buono e del poliziotto cattivo. Sono alleati, ma fanno finta di essere in contrasto. Funziona sempre. Ed è noioso pure quello: YAWN!

Quel che è invece reale è che il vostro pianeta sta per entrare in una fase a dir poco ballerina. Ci saranno degli “eletti” che potranno “ascendere” con la promessa di essere preservati da certe catastrofi. Dubito che rivedranno questo pianetino.

D’altra parte, come vi siete comportati nei confronti dei “vostri” indigeni? Pensate di meritarvi qualcosa di meglio?

Ah, vi ho fregati! Senso di colpa, vi frega sempre!

Fortunatamente ci sono quelli come me che sono schierati dalla vostra parte e sono qui per salvarvi.

Ah, fregati di nuovo! Paura e messianismo…

Mio Dio, siete veramente un caso senza speranza!

[psst! Senso di inadeguatezza]

SVEGLIA!!!!11!!!!1

Lanimalismo-inceppato-di-Flavia-Vento

“Francamente una teoria che non può più essere presa molto sul serio è che gli UFO siano astronavi interstellari.”

Arthur C. Clarke, New York Times Book Review, 07/27/75

“In realtà non esiste alcuna prova che queste siano velivoli o esseri che provengono dallo spazio”

Gordon Creighton, ufficiale 1992 Flying Saucer Dichiarazione di riesame della politica

“Gran parte della letteratura disponibile sugli UFO è strettamente legata con il misticismo e la metafisica. Si tratta di argomenti come la telepatia mentale, la scrittura automatica e le entità invisibili, nonché fenomeni come le possessioni e i poltergeist. Molti dei rapporti sugli UFO raccontano di presunti episodi che sono sorprendentemente simili alla possessione demoniaca raccontata nel folklore popolare”

Lynn E. Catoe, UFO e argomenti affini: USGPO, 1969

“Il comportamento UFO è più simile alla magia che alla fisica come noi la conosciamo…gli UFOnauti moderni e i demoni dei secoli scorsi sono probabilmente identici.”

Dr. Pierre Guerin, FSR Vol. Pierre Guerin, FSR vol. 25, No. 1, p. 25, No. 1, p. 13-14

“Le manifestazioni UFO sembrano essere, in linea di massima, solo variazioni di minore entità del fenomeno antico demonologico…”

John A. Keel, UFO: Operazione Cavallo di Troia, p. 299

Una conoscenza di scienze occulta… è indispensabile per serie indagini sugli UFO.”

Trevor James, FSR Vol. -Trevor James, FSR vol. 8, No. 1, p.10

“La ‘visita medica’ a cui gli addotti dicono di essere sottoposti, spesso accompagnata da sadiche manipolazione sessuali, è reminiscenza dei racconti medievali di incontri con i demoni e non ha senso alcun senso in un contesto sofisticato e tecnologico. Qualunque essere intelligente con a disposizione le meraviglie tecnologiche possedute dagli UFO potrebbe realizzare i suoi presunti fini scientifici molto più rapidamente e con meno rischi”

Dr. Jacques Vallee, Confrontations , p. Jacques Vallee, Confrontations, pag. 13

“La rappresentazione simbolica vista dai rapiti è identica al rito di iniziazione o viaggio astrale, che è incorporato nelle tradizioni occulte. La struttura delle storie di rapimenti è identica a quella dei rituali di iniziazione occulti…  gli esseri UFO appartengono alla stessa classe di manifestazione delle entità occulte che sono stati descritti nei secoli passati. “

Jacques Vallee citando la vasta ricerca di Bertrand Meheust [Fantascienza et Soucoupes Volantes (Parigi, 1978);  Soucoupes Volantes et Folklore (Parigi, 1985)], in Confrontations, pag. 146, 159-161

“L’occultista viene portato in comunicazione intelligente con gli spiriti dell’aria, e può ricevere qualsiasi conoscenza che essi possiedono o qualsiasi falsa impressione che questi scelgono di comunicare…”

GH Pember, Terra primi secoli e connessione con lo spiritismo e la teosofia moderna (1876), p. 254

“Queste entità sono incredibilmente intelligenti da farci credere che si prendono cura di noi.  Eppure il tormento in loro presenza sembra non cessare mai”

John Ankerberg, I fatti sugli UFO e altri fenomeni soprannaturali, p. 21

Sono stato avvolto dal terrore più estremo.  La paura era così potente che sembrava far evaporare la mia personalità completamente. Ciò che restava di me era un corpo in uno stato di paura soffocante…”

Whitley Strieber, Comunione, pag. 25-26

“Mi sentivo un senso di minaccia assolutamente indescrivibile.  La sola presenza di quelle entità era l’inferno, non saprei come altro descriverlo. Non riuscivo a muovermi, non poteva gridare, non poteva scappare. Avrei preferito morire piuttosto che subire quelle sofferenze interiori così atroci. Certo che erano demoni, cosa potevano essere?

Whitley Strieber, trasformazione, pag. 181

“But the UFO phenomenon simply does not behave like extraterrestrial visitors. It actually molds itself in order to fit a given culture.”

John Ankerberg, The Facts on UFOs and Other Supernatural Phenomena, p. 10

“Human beings are under the control of a strange force that bends them in absurd ways, forcing them to play a role in a bizarre game of deception.”

Dr. Jacques Vallee, Messengers of Deception, p. 20

“We are dealing with a multidimensional paraphysical phenomenon which is largely indigenous to planet earth.”

Brad Steiger, [cited in] Blue Book Files Released in Canadian UFO Report, Vol. 4, No. 4, 1977, p. 20

“Increasingly I felt as if I were entering a struggle that might even be more than life and death. It might be a struggle for my soul, my essence, or whatever part of me might have reference to the eternal. There are worse things than death, I suspected… so far the word demon had never been spoken among the scientists and doctors who were working with me…Alone at night I worried about the legendary cunning of demons …At the very least I was going stark, raving mad.”

Whitley Strieber, Transformation, p. 44-45

“I wondered if I might not be in the grip of demons, if they were not making me suffer for their own purposes, or simply for their enjoyment.”
Whitley Strieber, Transformation, p. 172

“Why were my visitors so secretive, hiding themselves behind my consciousness. I could only conclude that they were using me and did not want me to know why…What if they were dangerous? Then I was terribly dangerous because I was playing a role in acclimatizing people to them.”

 Whitley Strieber, Transformation, p. 96

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