Vem pra Rua – tentativo di rivoluzione colorata in Brasile? (Resisti Dilma!)

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https://twitter.com/stefanofait

Il gradimento della Rousseff ai massimi anche se economia risente della recessione europea


http://www.lindro.it/economia/2013-01-02/63794-brasile-2013-le-previsioni-economiche

solo il 9% della popolazione pensa che il suo operato sia insufficiente o pessimo, il 57% approva le sue politiche e se ci fossero altre elezioni vincerebbe a mani basse


http://wp.clicrbs.com.br/rosanedeoliveira/2013/06/10/dilma-perde-popularidade-mas-oposicao-patina/?topo=13,1,1,,,13

Allora perché ci sono manifestazioni contro il suo governo? Se lo chiedono anche i corrispondenti stranieri, che ammettono la loro perplessità: “ il Brasile è messo peggio oggi rispetto a dieci anni fa? No, è messo meglio. È più ricco, ha un minor numero di poveri e un maggior numero di ricchi. È più democratico e meno iniquo…Come si spiega che Dilma Rousseff, che gode di un consenso maggiore di quello di Lula da Silva, sia stata fischiata allo stadio da 80mila tifosi della classe media che si sono potuti permettere il lusso di pagare fino a 400 dollari per il biglietto d’ingresso?

Perché scendono in piazza a protestare contro l’aumento dei prezzi dei trasporti pubblici giovani che normalmente non utilizzano questi mezzi perché hanno delle automobili, una cosa impensabile dieci anni fa?

Perché protestano gli studenti provenienti da famiglie che fino a poco tempo fa non potevano neppure sognare di vedere i loro figli al college?

Perché il Brasile, sempre così orgoglioso del suo calcio, ora sembra essere contro il mondiale?

Perché queste proteste, anche violente, in un paese invidiato dall’Europa e dagli Stati Uniti per il suo tasso di disoccupazione quasi nullo?


http://internacional.elpais.com/internacional/2013/06/17/actualidad/1371432413_199966.html

La risposta che si dà il giornalista del Paìs è che la popolazione ha visto quel che ha potuto ottenere e si è resa conto di quel che ancora le manca. Insomma è passata dalla rassegnazione fatalistica alla rivendicazione attiva.

Questa è certamente una spiegazione valida, ma io sono più cinico del buon Juan Arias e mi domando, mutatis mutandis, perché allora non ci siano proteste ancora più vigorose in Europa, dove la gente ha perso o sta perdendo ciò che ha conquistato con immensi sforzi. Inoltre, forse i brasiliani pensano di poter ottenere di più da un governo di destra? Hanno visto cosa ha fatto e sta facendo la destra (e la finta sinistra) in Occidente? Dilma Rousseff, in Italia, sarebbe accusata di populismo ed antipolitica dalla dirigenza del PD.

La mia impressione è che la gente che protesta contro il governo brasiliano sia la stessa che vorrebbe un golpe di destra in Venezuela. Una parte della classe media brasiliana (e di quella euro-americana) non ha alcuna intenzione di condividere il suo benessere con il resto della popolazione e se ne fotte dell’uguaglianza e della giustizia sociale, specialmente ora che la crescita è più lenta e non ci sono risorse abbondanti per tutti. Quindi è una mera questione di egoismo di classe strumentalizzata da una opposizione ancora invischiata nel passato dittatoriale e con forti simpatie per le politiche neoliberiste. 

CONTESTO STORICO E GEOPOLITICO

In Brasile la dittatura è terminata l’altroieri: “Il blocco dominante riesce a mantenersi al potere con una politica gattopardesca di cambiare tutto per non cambiare niente. I militari si ritirano discretamente di scena senza subire quei processi che hanno subito in altri paesi dell’America Latina; mantenendo una certa influenza nei centri economici di potere, ma allontanandosi sempre più dai centri politici di decisione. E riescono così a controllare la transizione politica senza grossi traumi (sarebbe opportuno discutere sulle similitudini e differenze fra le varie dittature militari latino-americane, soprattutto fra quella brasiliana e argentina). L’elite economica e politica che era cresciuta e si era modernizzata sotto i militari continua a dare le carte riciclandosi come partito “democratico” (per lo meno la parte più opportunista)”


http://www.juragentium.org/topics/latina/it/tosi.htm

Destabilizzazione in corso del Venezuela: Scontro diplomatico tra Caracas e Bogotà, dopo che il presidente colombiano Juan Manuel Santos ha ospitato ieri il leader dell’opposizione venezuelana Henrique Capriles. Quest’ultimo sta cercando di raccogliere consensi internazionali dopo aver perso contro Nicolas Maduro le elezioni del 14 aprile, di cui non ha riconosciuto i risultati.


http://it.notizie.yahoo.com/santos-ospita-capriles-%C3%A8-scontro-diplomatico-tra-venezuela-155516668.html

Tentativo fallito di rivoluzione colorata in Argentina?


http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=11076

SONO PROTESTE SPONTANEE?

Agenti infiltrati (agenti provocatori) nelle manifestazioni di protesta responsabili di atti vandalici, violenze contro agenti anti-sommossa e radicalizzazione della protesta


http://www.cartamaior.com.br/templates/materiaMostrar.cfm?materia_id=22194

Stati Uniti vedono il Brasile come una futura minaccia


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/04/14/gli-stati-uniti-in-declino-si-fanno-un-altro-nemico-uno-piccolino-il-brasile/


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/05/31/ritornello-atlantideo-2013-2015-i-protocolli-di-un-savio-fautore-della-pax-americana/

Brasile non sta simpatico nemmeno ad Israele


http://fanuessays.blogspot.it/2011/12/cuba-venezuela-brasile-messico-e-il.html

e men che meno ai classici giornali e periodici neoliberisti


http://www.economist.com/topics/dilma-rousseff

Rousseff contraria ad escalation militare in Siria


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/05/28/siamo-tutti-rossobruni-nazioni-unite-unione-europea-brasile-e-india-tutti-alleati-di-assad/

stringe alleanza con Argentina


http://exame.abril.com.br/brasil/noticias/brasil-e-argentina-discutirao-controversias-e-alancas

condona il debito di 12 paesi africani


http://exame.abril.com.br/economia/noticias/brasil-perdoa-us-840-mi-de-divida-externa-de-africanos

viene punita dalle agenzie di rating per le sue politiche sociali espansive


http://exame.abril.com.br/economia/noticias/sinais-economicos-negativos-afetam-popularidade-do-governo?page=2

ostacola speculatori e latifondisti difendendo i diritto degli indigeni alla terra;


http://g1.globo.com/economia/agronegocios/noticia/2013/04/dilma-rousseff-enfrenta-protestos-de-agricultores-em-evento-em-ms.html

usa i proventi del petrolio per educare la popolazione


http://www.reuters.com/article/2013/05/02/us-brazil-oil-royalties-idUSBRE94101020130502

e quelli delle estrazioni minerarie per aiutare le popolazioni locali


http://latino.foxnews.com/latino/news/2013/06/18/rousseff-proposes-new-regulatory-framework-for-brazil-mining/

prende accordi con le altre potenze emergenti per emanciparsi dal dollaro e dall’egemonia americana


http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/26/brics-nuova-banca-mondiale-per-paesi-emergenti/543364/

introduce quote per aiutare poveri, neri e indios ad ottenere una formazione accademica


http://www.scappoinbrasile.com/2012/10/18/brasile-quote-razziali-per-favorire-neri-indios-e-poveri-ad-entrare-all-universita/

promuove la parità dei sessi (di genere)


http://www.scappoinbrasile.com/2012/09/28/brasile-dilma-rousseff-potere-e-donna/

viene attaccata dai conservatori omofobi


http://www.blitzquotidiano.it/politica-mondiale/rousseff-gay-brasile-conservatori-omosessuali-1030745/

e il suo blog è attaccato da hackers


http://blogdadilma.com/brasil/3296-ind9s3.html

RESISTI DILMA!

Ex ministro degli esteri francese: UK e Israele (non USA) hanno ordito l’insurrezione siriana

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Roland Dumas, ex ministro degli esteri e capo della diplomazia francese al tempo di Mitterrand


http://it.wikipedia.org/wiki/Roland_Dumas

Da 0:12 in poi:
“Mi trovato [in Inghilterra] grosso modo due anni prima che iniziassero le ostilità in Siria; ero lì per altre cose, non per la Siria. Ho incontrato dei funzionari inglesi e alcuni sono miei amici che mi hanno informato, sollecitando un mio coinvolgimento, che si stava preparando qualcosa in Siria. In Inghilterra, non negli Stati Uniti. Il Regno Unito preparava l’invasione dei ribelli in Siria. E hanno persino chiesto proprio a me, in quanto ex ministro degli Esteri, se volevo prendervi parte… ovviamente ho risposto negativamente, sono francese, ma non mi interessa. Questo per dire che questa operazione viene da lontano, è stata preparata, concepita, organizzata allo scopo, molto semplicemente, di rimuovere il governo siriano, poiché è importante sapere che, nella regione, il regime siriano ha dei propositi anti-israeliani e quindi tutto ciò che nell’area orbita intorno a… io godo della fiducia del primo ministro israeliano che mi ha detto che l’intenzione era quella di mettersi d’accordo con gli stati confinanti e quelli che non fossero stati d’accordo sarebbero stati abbattuti. Questa è una politica. Si tratta di una concezione della storia, perché no dopo tutto, ma è necessario saperlo”.

Il piano era già stato approntato verso la metà degli anni Cinquanta

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/05/31/loccidente-e-la-destabilizzazione-della-siria-1957-2011-articolo-del-guardian/


https://twitter.com/stefanofait

Il golpe anti-Obama e la provincia italica dell’Impero – uno scenario tra i tanti possibili

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http://it.wikipedia.org/wiki/Sette_giorni_a_maggio

Quando piccoli uomini proiettano grandi ombre vuol dire che il tramonto è vicino
Proverbio cinese

Già il mese scorso si era cominciato a parlare apertamente di impeachment per Obama, quasi si volesse massaggiare l’opinione pubblica preparandola al successivo scandalo, tempestivamente pervenuto:

http://www.huffingtonpost.com/2013/05/23/impeach-obama-scandals_n_3313801.html


http://www.huffingtonpost.com/2013/05/21/obama-impeachment-poll_n_3313087.html

BostonHeraldObamaGate

Ora la strada è segnata. Bob Woodward (Watergate) lo paragona a Nixon, ma proprio Woodward è stato molto probabilmente usato (consapevolmente? Dopo tutto lavorava per il Washington Post, un quotidiano completamente controllato dall’establishment) dalla CIA per incastrare Nixon (in alternativa, Nixon era seriamente stupido).

E LA PROVINCIA ITALICA?

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Il guru economico di Matteo Renzi è l’israeliano Yoram Gutgeld (con un cognome del genere vai sul sicuro…)


http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizi
e/politica/2012/25-settembre-2012/ecco-guru-economico-renzi-2111967008122.shtml

Qui le sue “ricette” (montiane, ça va sans dire) per salvare l’Italia (condanna il decentramento dei poteri, affidati alle amministrazioni locali)


http://www.italiaoggi.it/giornali/stampa_giornali.asp?id=1791416&codiciTestate=1&accesso=FA

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“Saranno stati i dubbi espressi sul riconoscimento da parte dell’Onu della Palestina come Stato Osservatore o l’aver portato alla luce l’atteggiamento “anti-israeliano della sinistra”. Fatto sta che, negli ultimi giorni, sui forum e siti considerati vicini alla comunità ebraica, la campagna elettorale ha virato in maniera netta a favore di Matteo Renzi”.


http://www.cadoinpiedi.it/2012/12/02/fatelo_per_israele_votate_renzi.html

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Uno degli sponsor di Matteo Renzi negli USA è il neocon, filo-sionista Michael Ledeen


http://www.matteorenzi.it/rassegna-stampa/22-stampa/280-matteo-il-cattolico-liquido-tra-gli-scout-e-l-arcivescovado


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/04/18/appuntamento-con-renzi-ai-campi-flegrei/

guerrafondaio desideroso di arrivare alla resa dei conti con Russia ed Iran, in Siria


http://pjmedia.com/michaelledeen/2013/05/06/its-not-about-syria-stupid-think-russia-and-iran-and/

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Un altro sponsor di Matteo Renzi è il neocon di sinistra Tony Blair


http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2012/1-giugno-2012/tony-blair-pranza-renzi-201434225578.shtml

favorevole all’escalation militare in Siria


http://www.bbc.co.uk/news/world-21602723

modello di Matteo Renzi


http://www.huffingtonpost.it/2013/04/24/intervista-di-matteo-renzi-alla-stampa-estera_n_3144066.html

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Enrico Letta è più vicino alle posizioni di Obama, che preferisce le vie diplomatiche (Brzezinski: rivoluzioni colorate, non guerre)


http://www.liberoquotidiano.it/news/1246007/MO-Obama-Letta-soluzione-pacifica-per-Siria-e-preoccupazione-per-Libia.html

Letta e Obama sono il male minore.

 Barack Obama ed Enrico Letta

Obama è a forte rischio di impeachment da parte dei neocon.

Teme per la sua vita: Ha paura di quello che è successo a Martin Luther King Jr. E ho saputo da un buon amico che era presente ad una piccola cena con i suoi sostenitori progressisti che, dopo che questi gli avevano chiesto perché non teneva fede alle sue promesse, Obama si era voltato di scatto, dicendo: “Non ti ricordi cosa è successo a Martin Luther King?


http://mondoweiss.net/2013/06/reneged-progressive-promises.html

Letta è sotto ricatto continuo da parte di un Berlusconi i cui quotidiani e periodici sono ferocemente anti-obamiani (N.B. No, non lo sono sempre stati).

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DATAGATE

Il data-gate è chiaramente una montatura. Obama ha tutte le colpe del mondo, ma non certo questa. È il caso dell’alce che dà del cornuto al cervo (la pagliuzza, la trave, ecc.). Questo stesso “scandalo” era già esploso nel 2007, sotto l’amministrazione Bush, sostenuta da quegli stessi ipocriti, corrotti ed autoritari repubblicani che ora chiedono l’impeachment di Obama


http://www.wired.com/threatlevel/2007/03/fbi_confirms_co/


http://americablog.com/2007/10/senate-dems-cave-even-more-to-bush-will-give-verizon-and-att-immunity-for-helping-the-feds-spy-on-you-illegally.html

CURIOSO come la memoria dei media sia così corta – solo 6 anni fa!

I metadati sono le specifiche delle chiamate, non riguardano il contenuto delle stesse e, specialmente negli USA, sono raccolti anche da banche, datori di lavoro, motori di ricerca, multinazionali, ecc. Obama non avrebbe mai potuto rinnegare la legislazione post-11 settembre, sarebbe stato come negare che ci sia mai stato un pericolo terroristico ed esporsi all’accusa di alto tradimento in caso di un attacco (false flag ordito dai neocon-sionisti?)

È incredibile la baraonda che si sta facendo su questa cosa, quando ci sono mille altre ragioni di allarme in merito alla continuità della presidenza Obama rispetto a quella di Bush


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/01/14/amerikarma-obamamania/

 Timeless_Whoppers_Rand_Paul

È un complotto per rimuovere Obama dal potere e sostituirlo, magari con Rand Paul, che ha appoggiato la candidatura di psycho-Romney


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/11/03/se-romney-vince-siamo-tutti-nel-guano/

è targato Tea Party (fascisti filo-oligarchici)


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/06/10/tea-party-il-totalitarismo-anarchico-alla-conquista-degli-stati-uniti/

e ha già cominciato a fare le sue mosse, ottenendo spazio sul Guardian (come se Alfano scrivesse un editoriale su Repubblica!!!)


http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2013/jun/07/nsa-verizon-surveillance-constitution

Un devoto della sociopatica Ayn Rand, crede fermamente che i datori di lavoro possono discriminare le minoranze, è pro-austerità, pro-natalista, anti-unioni gay, anti programmi per lo sviluppo del terzo mondo (se non sono privati!), pro-detassazione delle imprese e dei ricchi perché solo così si possono creare posti di lavoro, pro-tagli selvaggi al welfare, pro-lobby petrolifere, pro-uscita degli USA dalle Nazioni Unite (!), contro le restrizioni alla vendita di certe armi, contro riforma sanitaria, pro-privatizzazioni, no gay nelle forze armate, nessuna posizione su lavoro e povertà


http://www.ontheissues.org/senate/Rand_Paul.htm

 David-Petraeus

Prima di lui, temporaneamente, al potere ci arriverà il generale in pensione ed ex capo della CIA David Petraeus, già potenziale sfidante di Obama alle presidenziali del 2012


http://www.loccidentale.it/node/88096

purgato da Obama assieme ad altri alti ufficiali per il loro tradimento a Bengasi (11 settembre 2012)


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/11/25/altre-notti-dei-lunghi-coltelli-negli-usa-grecia-e-turchia/


http://www.democraticunderground.com/10021797006

ospite d’onore al Bilderberg 2013


http://www.upi.com/Top_News/World-News/2013/06/07/Bilderberg-Group-meeting-draws-protesters-to-London-suburb/UPI-12601370581380/

LA GUERRA IN SIRIA

Il tutto va visto nel quadro della guerra in Siria e dello scontro tra superpotenze. Qatar, Arabia Saudita, sionisti e neocon hanno investito troppo nell’impresa per permettere all’esercito siriano di sbaragliare la ribellione (i loro mercenari, squadroni della morte). Agli appelli ONU per l’aiuto umanitario seguirà molto probabilmente un appello per un cessate il fuoco “umanitario” che servirà a riorganizzare e rinforzare i ribelli in rotta, prima che Aleppo sia ripresa dalle truppe governative (ossia entro una settimana/una decina di giorni):


http://www.corriere.it/esteri/13_giugno_07/siria-medici-senza-frontiere_0b6cee18-cf78-11e2-b6a8-ee7758ca2279.shtml

L’obiettivo finale è, in ogni caso, la Russia, che ostacola la NATO.

GOLPE NEOCON NEGLI USA? UN POSSIBILE SCENARIO

È in corso una guerra tra fazioni (con ripercussioni in Italia, una provincia dell’impero), come al tempo del declino dell’Impero Romano.

I cospiratori neoconservatori ed oligarchici che vogliono liberarsi dell’imperatore Obama, come i loro predecessori a Roma, preferiscono evitare la guerra civile. Agiranno “legalmente”, per quanto possibile, destabilizzando gli USA con l’impeachment o una rivoluzione colorata, dopo il fallimento della campagna elettorale del loro Romney.

Poiché non sono abbastanza svegli per farcela (la fazione “obamiana” è decisamente più scaltra: non sono solo leoni, ma anche volpi, cf. Machiavelli), saranno costretti ad usare la forza. Sfrutteranno la questione del controllo delle armi e del secondo emendamento per aizzare una parte della popolazione, specialmente negli stati “confederati”, contro il governo federale e scatenare l’inferno (Denver come Bengasi?).

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Scritto da James Vanderbilt

Obama si troverà in una posizione già molto debole e tenteranno la via del colpo di stato, istituendo una giunta militare sotto il comando di David Petraeus, come previsto da Charles J. Dunlap Jr. nel 1992:

Il colonnello dell’aviazione Charles J. Dunlap Jr. (oggi maggiore generale/generale di divisione), con una specializzazione da giurista al National War College, fu il vincitore dell’edizione del 1992 di un concorso per saggi di strategia sponsorizzato dal presidente dello Stato Maggiore (Joint Chief of Staff). Il saggio che gli valse il primo premio si intitolava “Le origini del golpe militare del 2012” e delineava un futuro tetro, susseguente alla sconfitta americana in una guerra contro l’Iran, e descritto dal punto di vista del suo protagonista, “Prigioniero 222305759”, un alto ufficiale che stava per essere giustiziato per essersi opposto ad un colpo di stato militare negli Stati Uniti, realizzato però in modo del tutto legale: “il risultato di tendenze che erano già visibili fin dal 1992”, incluso il re-impiego dell’esercito per scopi civili, in appoggio a o in sostituzione delle forze di polizia [Maratona di Boston, NdR]. Questa commistione di compiti fece sì che l’esercito americano si trovasse nella posizione di dover e voler prendere il potere – a causa dell’erosione del controllo civile delle forze armate, di una crisi socio-economica apparentemente senza via di uscita, della crescente esasperazione all’indirizzo del metodo di governo democratico e del desiderio di trovare facili ed immediate soluzioni manifestata dalla popolazione. Ma, allo stesso tempo, perdette lo spirito marziale che doveva servire a difendere la nazione. Nel 2012, dopo la morte del presidente, il generale Brutus si fece nominare plenipotenziario militare, con la legittimazione di un referendum (democrazia diretta!)

Charles J. Dunlap, “The Origins of the Military Coup of 2012″, Parameters Magazine, Winter, 1992-93, pgs. 2-20.


http://fanuessays.blogspot.it/2011/11/garden-plot-e-rex-84-le-origini-del.html

qui il testo completo:


http://www.newciv.org/nl/newslog.php/_v45/__show_article/_a000308-000350.htm

BRUTUS, PETRAEUS…

[Non escluderei che la militarizzazione delle forze di polizia sotto Obama servisse a neutralizzare questo scenario]

Adam Kokesh, veterano attivista del Tea Party (Rand Paul è uno dei leader del Tea Party – N.B. Oscar Giannino è il referente italiano del Tea Party), promotore di una marcia di migliaia di militanti armati per le vie di Washington il 4 luglio, è una pedina importante in questa partita:

Questo sarà un evento non-violento, a meno che il governo non scelga di renderlo violento…C’è una remota possibilità che ci possano essere atti di violenza da parte del governo, come è già successo e penso che dovrebbe essere chiaro che se un qualche partecipante sarà avvicinato con rispetto dagli agenti, si sottometterà all’arresto senza opporre resistenza. Stiamo veramente dicendo nel modo più sottile possibile che preferiamo morire in piedi che vivere in ginocchio.

Adam Kokesh, 2013


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/05/26/nato-il-4-luglio-gli-schuetzen-americani-del-2013-e-il-fallito-golpe-del-1934/

IL PRECEDENTE (1933-1934)

La commissione ha raccolto prove che dimostrano che alcune persone hanno effettuato un tentativo di dar vita ad una organizzazione fascista in questo paese…Non vi è alcun dubbio che questi tentativi sono stati discussi, sono stati pianificati, e potevano essere attuati, se e quando i finanziatori lo avessero ritenuto opportuno.

Relazione finale della commissione d’inchiesta del Congresso sulle accuse del generale Smedley D. Butler

James E. Van Zandt, comandante nazionale dei veterani di guerra era stato contattato da Butler subito dopo la riunione del 22 agosto con MacGuire ed avvertito che … stava per essere avvicinato dai golpisti…Confermò che, proprio come gli era stato anticipato da Butler, era stato avvicinato “da agenti di Wall Street”, che avevano cercato di arruolarlo nella loro trama.

New York Times, 23 novembre 1934

Il colpo di stato mirava a rovesciare il presidente Franklin D. Roosevelt con l’aiuto di mezzo milione di veterani di guerra. I congiurati, che sono stati accusati di coinvolgere alcune delle più famose famiglie in America (proprietari di Heinz, Birds Eye, Goodtea, Maxwell Hse e il nonno di George Bush, Prescott Bush) credevano che il loro paese avrebbe dovuto adottare le politiche di Hitler e Mussolini per battere la grande depressione. Mike Thomson indaga le ragioni per cui si sa così poco sulla più grande minaccia della storia alla democrazia americana in tempo di pace


http://www.bbc.co.uk/radio4/history/document/document_20070723.shtml

*****

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“White House Down” è diretto da Roland Emmerich, il “profetico” ed elitista regista di:
“Independence Day”
“L’alba del giorno dopo”
“2012″

A ciascuno le sue visioni manipolative:

https://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Katharina_Emmerick

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Fight Club

Per una più completa ed allarmante analisi di questi eventi e dei precedenti degli anni Trenta, rimando a Webster G. Tarpley:

http://www.presstv.com/detail/2013/06/08/307786/uk-france-goading-us-into-striking-syria/


https://twitter.com/stefanofait

Ritornello atlantideo (2013-2015) – i protocolli di un savio fautore della Pax Americana

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Questo non è un parto della mia fantasia. Sono le analisi di un membro dell’élite statunitense che preferisce mantenere l’anonimato ma non riesce a trattenersi dall’esporre le sue opinioni in un forum internazionale online (classico ganassa).
Per comodità possiamo chiamarlo Mustafà Mond. La sua visione del mondo rivela la tensione hybristica che condurrà alla rovina l’impero americano (così lo definisce lui stesso). È la mentalità di un bullo e sapete cosa succede ai bulli? Le sue vittime, alla fine, si coalizzano contro di lui e gli insegnano come si sta al mondo.

Sarà verosimilmente la Siria a scatenare l’inferno, perché l’esercito sta battendo i ribelli, e questo è chiaro già da aprile (però non ai media italiani):


http://www.independent.co.uk/news/world/middle-east/they-may-be-fighting-for-syria-not-assad-they-may-also-be-winning-robert-fisk-reports-from-inside-syria-8590636.html


http://articles.washingtonpost.com/2013-05-11/world/39297570_1_urban-warfare-government-forces-rebels


http://www.theatlantic.com/international/archive/2013/05/why-assad-is-winning/276229/


http://www.usatoday.com/story/news/2013/05/23/syria-rebel-city/2351423/


http://www.tribunodelpopolo.it/servizi-segreti-tedeschi-damasco-sta-vincendo-ribelli-alle-corde/

È l’ennesima sconfitta americana e con buona pace del nostro Mustafà Mond, i bulli non si possono permettere di perdere l’aura di invincibilità.

23 nazioni europee e, in un diverso voto, 71 nazioni ONU, hanno preso le distanze dalla NATO. Le stesse Nazioni Unite, al di là della facciata, mostrano una notevole indipendenza di giudizio e d’azione:


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/05/28/siamo-tutti-rossobruni-nazioni-unite-unione-europea-brasile-e-india-tutti-alleati-di-assad/

Il Nobel per la Pace non può permettersi di perdere la Siria, è in gioco la credibilità della NATO/Nuova Atlantide.
Andranno fino in fondo e ci ritroveremo in guerra.

Per un utile confronto, segnalo le posizioni pubbliche dello stratega Zbigniew Brzezinski sugli stessi temi:


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/04/10/brzezinski-atlantide-e-la-supernova/

MORALITÀ E CINISMO

Non è tortura finché un tribunale americano non decide che lo è.

Per quanto riguarda l’influenza morale, è un concetto privo di senso nella geopolitica. Di che influenza morale possiamo parlare quando usavamo l’Agente Arancio, o demolivamo il Vietnam del Nord con i B-52, orchestravamo colpi di stato in America Latina, dividevamo la popolazione negli anni ’60 e costringevamo un presidente a dimettersi, facevamo a pezzi la Jugoslavia per conto dei nostri alleati tedeschi negli anni Novanta? Quando abbiamo promesso alla Russia che non avremmo esteso la NATO verso est e poi abbiamo fatto l’esatto contrario?

La geopolitica è fatta di strategia ed interesse egoistico. Non importa se ci piace o no o come la gente ci percepisce. Con il passare del tempo gli Stati Uniti continueranno ad agire per perseguire i propri interessi in tutto il mondo e l’odio non potrà che aumentare. È necessario che gli americani crescano e smettano di coltivare questa idea che sia imperativo che gli altri popoli ci amino.

ARABI

La maggior parte delle masse medio-orientali non è allo stesso livello evolutivo di quelle occidentali o di gran parte del mondo. L’unica cosa che l’Occidente e il resto del mondo possono fare fino a quando esse non evolveranno è utilizzare gli scismi interni al mondo arabo per proteggere i propri interessi … oppure schiacciarli con una guerra totale per poi ricostruire tutto, come in occasione della seconda guerra mondiale (ma non è un’opzione fattibile né è morale). Sarebbe bello se potessimo isolarli con dei muri ed ignorarli, ma le forniture di petrolio sono di vitale importanza per l’Europa e l’Asia (solo il 10% delle forniture statunitensi viene dal Medio Oriente ed è un dato in calo).

Carthago delenda est: è applicabile al Medio Oriente.

PAX AMERICANA

Gli europei si sono combattuti per secoli fino a quando gli Stati Uniti hanno pacificato il continente. Le nazioni asiatiche dell’Estremo Oriente sono state anch’esse in lotta per secoli, fino a quando gli Stati Uniti hanno portato stabilità. Gli americani si sono uccisi a vicenda nella più sanguinosa guerra civile della storia dell’umanità. E così via. Alla fine, matureranno ed avranno la loro illuminazione. Speriamo.

Dopo un eventuale ritiro dei legionari (sic!) americani, gli europei ricomincerebbero ad ammazzarsi. I cinesi non si fiderebbero mai dei giapponesi e viceversa. Si riaccenderebbe la corsa agli armamenti. Piccole nazioni come Paesi Bassi, Filippine, Singapore, ecc. sarebbero inghiottite dai loro vicini più potenti o diventerebbero delle marionette [mentre adesso cosa sono? NdT].

GLI OBIETTIVI GEOPOLITICI

Ci sono un sacco di minacce che terranno occupata l’Alleanza Americana (sic!).

Sovvertire delle aspiranti potenze egemoni regionali è una priorità strategica per gli Stati Uniti. Il contenimento della Cina è stato accelerato, come potete aver constato da voi stessi se avete prestato attenzione alle iniziative degli Stati Uniti nel Pacifico nel corso degli ultimi due anni. Poi ci sono i russi e la loro Unione Eurasiatica e l’influenza iraniana, un altro punto critico che sarà affrontato attraverso l’alleanza tra Turchia ed Arabia Saudita.

Qualunque nuovo presidente continuerà a gestire il mondo nel segno della dottrina della Pax Americana: (1) controllo degli oceani e protezione delle linee commerciali, che dà agli Stati Uniti il controllo del sistema del commercio internazionale e assicura che tutte le principali economie mondiali traggano vantaggio dal collaborare con gli Stati Uniti; (2) il sovvertimento di tutte le possibili potenze egemoni regionali che possono presentare una sfida per il sistema statunitense (nel prossimo decennio: Cina, Russia, Iran).

A meno che il popolo americano non decida di accettare un drammatico declino del suo tenore di vita e ricchezza, tutti i presidenti continueranno a gestire l’impero secondo gli interessi geopolitici di cui sopra, dal momento che è nel migliore interesse degli Stati Uniti il mantenimento della loro egemonia globale. Gli standard di vita e ricchezza di Europa, Giappone, Corea del Sud, Australia, Cina, India, Russia, ecc. scenderebbero drammaticamente se il sistema statunitense dovesse andare in pezzi e la competizione senza quartiere dovesse prevalere.

Tutte queste sciocchezze senza senso sul mondo multipolare lasciano il tempo che trovano. Il futuro appartiene agli Stati Uniti e ad alcuni blocchi regionali.

Siamo in grado di rimuovere qualsiasi nazione dal sistema del commercio internazionale (vedi Cuba, Iran, Corea del Nord, ecc.). Questa è la sorgente della potenza americana sul resto del mondo. Europa, Cina, Giappone, India, Brasile, Corea del Sud, ecc. beneficiano di questo sistema.

Il diritto internazionale esiste solo perché gli Stati Uniti sono disposti ad applicarlo. Se decidessimo di modificarlo a nostro vantaggio, lo faremmo.

Gli Stati Uniti continueranno con il multilateralismo finché gli interessi americani possono essere assicurati in questa maniera; diversamente, non si sentiranno vincolati da istituzioni che avevano un significato in un’altra epoca.

Abbiamo guadagnato questo diritto con il sangue e il denaro che abbiamo speso per costruire la Pax Americana. Gli attacchi dei droni vanno a vantaggio dei non-barbari di oggi. Non c’è motivo per cui gli Stati Uniti dovrebbero tornare allo status quo degli anni 90, quando un paio di missili erano l’unica risposta alla minaccia terroristica. Gli USA puniscono chiunque si metta sulla loro strada e quella dei loro alleati. Nessuno è in grado di sfidare l’egemonia globale americana.

Quale nazione ha oltre 700 basi in tutto il mondo e delle forze navali più potenti della somma delle marine del resto del mondo? Che nazione impiega i droni come giudice, giuria e boia contro i nostri nemici? Quale nazione ha la valuta di riserva mondiale assieme al controllo del sistema monetario internazionale? Che nazione ha un’economia più grande della somma della seconda e terza economia mondiale? Che nazione ha a malapena il 5% della popolazione mondiale ma consuma il 25% delle risorse del mondo? Quale nazione è accusata di imperialismo culturale? Che nazione ha pacificato Europa dopo secoli di incapacità di essere in grado di farlo da soli, portato stabilità nell’Estremo Oriente e garantisce risorse per le economie mondiali?

Come nel caso dell’impero romano e britannico, molti americani respingono l’idea di impero e non la riconoscono. Però è un dato di fatto. Molti inseguono infantilmente il desiderio di essere amati dal resto del mondo. Roma non era amata.

Questo sarà lo status quo per la maggior parte di questo secolo, per cui sarà meglio che vi abituiate.

Tra Russia e Stati Uniti la Cina sceglierà gli USA e l’India non si alleerà mai con Pachistan e Cina contro gli Stati Uniti. Non c’è un nuovo ordine mondiale alternativo a questo, che è agli albori. Il resto è retorica.

Quella che potrebbe essere un’esperienza traumatica per i popoli dell’Iraq, Panama, Serbia, Pakistan, Somalia, Grenada, ecc. non è altro che un evento transitorio per il popolo americano. Noi non subiamo le conseguenze dei nostri interventi in tutto il mondo e questo provoca ancora maggior risentimento. Non diversamente dagli inglesi e dai romani al tempo dell’impero e da qualunque grande potenza nel corso della storia umana.

Gli Stati Uniti hanno appreso dall’Impero Britannico: divide et impera, intervenendo solo quando l’equilibrio di potere in una regione è diventato svantaggioso, prevenendo ogni coalizione regionale / blocco che possa sfidare l’egemonia americana [Europa confederata, ma tanto gli euroscettici questo non lo vogliono capire: gli basta aver trovato un capro espiatorio NdT].

FINANZA AMERICANA

Il tetto del debito non ha alcuna importanza. Gli Stati Uniti non potranno mai volontariamente fare default. Il tetto del debito è solo una reliquia procedurale. Così funziona l’attuale sistema monetario. Gli Stati Uniti rimarranno la superpotenza economica, per l’abbondanza di risorse e perché sono ancora uno dei maggiori esportatori del mondo. Il mercato interno è di gran lunga il più ricco del mondo. Inoltre la Cina è una tigre di carta poiché non esercita alcuna influenza sugli Stati Uniti ed è zavorrata da 800 milioni di persone che vivono con un dollaro al giorno.

IRAN

Se l’Iran chiude lo Stretto di Hormuz anche solo per un secondo, ciò sarà usato come pretesto (sic!) per distruggere le sue forze armate e infrastrutture attraverso continui e massicci attacchi aerei.

La guerra con l’Iran non è affatto imminente. È solo diplomazia e manipolazione dell’opinione pubblica internazionale. Le uniche operazioni contro l’Iran in Iran saranno clandestine, per una miriade di ragioni. L’obiettivo è abbattere Assad, alleato dell’Iran. Un importante vantaggio per l’Arabia Saudita e la Turchia.

Roma se l’è cavata piuttosto bene dopo aver spazzato via Cartagine dalla carta geografica. Lo stesso è successo agli Stati Uniti dopo aver aiutato a distruggere l’impero tedesco, quello giapponese e quello sovietico. Mi aspetto che la Repubblica Islamica subirà la stessa sorte se l’Iran continuerà ad operare aggressivamente contro gli interessi americani nella regione.

SIRIA

Il regime siriano, alleato dell’Iran, dev’essere rimosso con qualsiasi mezzo necessario, dato che questo metterà i bastoni tra le ruote delle strategie egemoniche iraniane nella regione.

L’opzione militare in Siria è complicata, con conseguenze impreviste per i partner alleati americani nella regione (Israele, Turchia, Arabia Saudita). La Siria non è la Libia. Gli iraniani sono già in Siria e renderanno la vita difficile a qualsiasi intervento militare (vedi Iraq) e potrebbero portare ad un’escalation della guerra. L’isolamento internazionale e un golpe, approfittando della guerra civile, è la migliore opportunità per azzoppare l’egemonia iraniana senza un intervento militare diretto. Alcuni regimi ci mettono un po’ a cadere [N.B. lo scriveva due anni fa, ora persino Al Jazeera e Washington Post ammettono che Assad sta avendo la meglio, NdT].

Gli Stati Uniti possono pubblicamente asserire di prendere le distanze dai ribelli, mentre li aiutano attraverso Turchia, Arabia Saudita e Qatar. È una buona occasione per sconfiggere l’Iran e volgere al peggio le sue sorti nei territori palestinesi e in Libano.

Speriamo che il regime tirannico di Assad venga deposto entro un paio di anni [lo scriveva nell’agosto del 2012].

I russi non faranno nulla per la Siria quando la situazione si farà delicata [agosto 2012 / smentito nel maggio 2014: russi direttamente impegnati con una flotta, armi antinavali ed antiaeree – è così che si arriva alla propria Stalingrado, senza rendersene conto].

Gli Stati Uniti possono agire a propria discrezione perché Russia e Cina non sono abbastanza potenti per sfidarli su una questione come la Siria. La scelta di non intervenire militarmente dipende dal fatto che non è l’opzione migliore. Finché c’è caos, a Washington va bene così.

Come ho già detto nel novembre del 2011, la pressione e l’isolamento continueranno per tutto il 2012 e il 2013. Ci vorrà del tempo per rovesciare un regime come quello di Assad senza intervento militare. Se i siriani sono così stupidi da coinvolgere la Turchia, allora gli Stati Uniti avranno il pretesto per  passare dall’intervento clandestino a quello alla luce del sole [Lo scriveva nell’ottobre del 2012, NdT].

Chiunque emergerà sarà preferibile rispetto ad Assad e dipenderà dai regimi sunniti della regione. Sarà un regime debole che governerà su un paese destabilizzato. Gli Stati Uniti saranno in grado di esercitare la loro influenza con un governo islamista sunnita attraverso i classici incentivi finanziari (Banca Mondiale, FMI, ecc.). Questo non era possibile con Assad.

RUSSIA E CINA IN SIRIA

I cinesi e i russi sono degli utili idioti. L’inazione pubblica da parte delle potenze mondiali per fermare la violenza può essere facilmente imputata a loro mentre in privato la destabilizzazione permanente del regime di Assad sta procedendo a pieno ritmo.

I russi e cinesi stanno giocando a dama, mentre l’Alleanza Americana sta giocando a scacchi. Pubblicamente, l’Alleanza continuerà a lamentarsi che il loro veto impedisce di fare qualunque cosa, mentre segretamente lavorerà con sauditi e turchi per continuare il processo di destabilizzazione della Siria e limitare l’influenza iraniana.

La Siria guardava dall’altra parte mentre gli insorti affluivano in Iraq. Ora stiamo restituendole il favore.

DOLLARO CONTRO EURO

Il mondo non ha alcuna intenzione di smettere di usare il dollaro come valuta di riserva mondiale. Quello era un miraggio degli eurocrati privi di una prospettiva finanziaria. Gli investitori e la comunità finanziaria mondiale capiscono che l’Europa ha raggiunto l’apice della sua crescita e avrà maggiori problemi a causa del suo profilo demografico. Inoltre gli europei non hanno alcun potere politico o militare per sostenere la loro valuta né sono capaci di parlare con un’unica voce. L’élite politica ha fallito e ha perso la fiducia della comunità mondiale.

“L’Europa” è formata da 27 (o 17) economie diverse e relativamente piccole, con solo un paio in grado di avere un impatto significativo sul mondo. Gli Stati Uniti sono il paese più sviluppato del mondo con un profilo demografico positivo. Gli Stati Uniti hanno un impero militare, finanziario e politico che non ha paralleli sulla scena mondiale.
Vedremo chi ha ragione:

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/03/30/dollaro-contro-euro-e-come-carta-contro-forbice/

OBAMA

La gente che si aspetta che Obama si distingua da Bush deve capire la forza dei vincoli di politica interna ed estera. I presidenti americani sono deboli sul fronte interno e sono costretti ad essere realisti nella sfera internazionale: guerra di droni, graduale disimpegno dall’Afghanistan, contenimento ed accerchiamento di Iran, Russia e Cina, mantenere delle relazioni cordiali con il Brasile, l’unica nazione che potrebbe essere una potenza egemone a livello di emisferico, in futuro.

In politica estera, Obama ha continuato la dottrina della Pax Americana e l’ha resa ancora più potente e unilaterale, pur creando una parvenza di multilateralismo (!!!). Ha elegantemente tenuto conto del fatto che la questione israelo-palestinese era intrattabile e non era importante per gli interessi strategici americani. Sta mettendo i cinesi sulla difensiva. Sta ricalibrando e riequilibrando la politica estera americana dalla priorità al terrorismo e mondo islamico verso un’assunzione di responsabilità più eterogenea (Cina, Europa centrale, Medio Oriente, ecc.). Ha contribuito a sviluppare l’impero appena nato dopo un decennio in cui non si era compresa la potenza raggiunta (’90), seguito da un decennio di enfasi su un unico tema (il terrorismo). Sulla politica estera, non si può che encomiarlo.

DRONI

La CIA è responsabile di una gestione pasticciata dei detenuti della guerra al terrore. Almeno abbiamo adottato misure correttive. Droni, omicidi mirati e una morte rapida. Molto più pulito e molto meno chiassoso.

Potremmo sempre tornare a bombardare a tappeto le città: gli attacchi di droni sono un segno della misericordia americana nei confronti dei selvaggi (uncivilized) [cf. John il Selvaggio vs Mustafà Mond (A. Huxley, Brave New World), NdT]

 

GUERRE UMANITARIE

L’invasione dell’Iraq serviva più che altro a far rigare dritti i sauditi dopo che ci avevano chiesto di lasciare il loro paese in seguito all’11 settembre, ad inviare un messaggio all’Iran e alla Siria, ed era un messaggio rivolto a tutto il mondo, in risposta alla percepita debolezza americana negli ambienti geopolitici degli ultimi due decenni (Beirut, Somalia, innumerevoli attacchi terroristici contro gli interessi statunitensi e alleati durante gli anni 90, e così via).

L’Arabia Saudita si stava smarcando, il Pakistan esitava. L’Afghanistan non era bastato a dimostrare la nostra risolutezza.

Alla fine il messaggio ha avuto successo. L’Arabia Saudita è saldamente nell’alleanza e non ci sarà un riavvicinamento tra sunniti e sciiti. Inoltre, fino a quando il mondo islamico sarà in fiamme e frammentato, l’interesse strategico di prevenire l’emergenza di una potenza regionale che sfidi gli Stati Uniti resta intatto. Entro qualche decennio l’impero dovrà fare di una nazione un nuovo esempio. Qualcuno s’indignerà, ma va fatto.

Il fallimento dell’occupazione è stato un grande errore strategico, ma si possono perdere delle piccole guerre se non si perde quella grande. Gli inglesi hanno perso le colonie americane, ma il loro impero ha raggiunto l’apogeo solo un secolo dopo. Finché il petrolio fluisce del Medio Oriente, i nostri interessi sono al sicuro.

AMERICA LATINA

Gli Stati Uniti non hanno alcun un interesse strategico in America Latina a meno che non intervenga una forza esterna in grado di interferire nel nostro emisfero. Non vi è alcuna Unione Sovietica di cui preoccuparsi. Chavez, Morales, ALBA e gli altri pagliacci sarebbero già svaniti se ce ne curassimo davvero.

L’unica vera potenza in formazione è il Brasile, ma hanno ancora una lunga strada da percorrere prima di poter rivaleggiare con la potenza americana.

SECONDA GUERRA CIVILE AMERICANA?

L’esercito degli Stati Uniti non sarebbe in grado di controllare il popolo americano! Questa è un’idea assurda. Guardate quanto è stato difficile lottare contro le insurrezioni in Iraq o Vietnam. Gli USA sono vastissimi ed hanno una popolazione di 320 milioni di abitanti. Nessuna rivolta sarebbe controllabile. Inoltre l’esercito statunitense è composta da americani e distruggere o opprimere il proprio paese non sarebbe tollerato a lungo.

IL SEGRETO DEL SUCCESSO DI UNA CIVILTÀ

Noi siamo il mondo civile, noi facciamo la storia, al momento.

L’”Occidente” è arrivato a dominare il pianeta grazie alla geografia e le cose non cambieranno tanto presto. L’Europa ha la pianura nord-europea, fiumi navigabili che permettono al capitale di fluire liberamente, ecc. Questo ha permesso all’Europa settentrionale di svilupparsi più velocemente e costruire flotte per espandere le loro economie in tutto il mondo.

Gli Stati Uniti hanno il fiume Mississippi che collega il Midwest ai bacini commerciali del Golfo del Messico, Pacifico e Atlantico ed altri canali che arrivano alle coste. Sono stati benedetti da una delle geografie più ideali del mondo per costruire una società. Chiunque controlli le suddette zone è destinato ad essere una potenza mondiale. Una volta che gli Stati Uniti catturarono New Orleans e controllarono il fiume Mississippi, era inevitabile che gli Stati Uniti si sarebbero trasformati in una potenza mondiale. C’è una ragione per cui l’Europa del Nord è più ricca di quella del sud, ed è la geografia.

Cina e India sono sfavorite dalla loro geografia e non saranno mai in grado di costruire società ricche come gli Stati Uniti o l’Europa. Non c’è abbastanza terra coltivabile in Cina e le precipitazioni sono troppo scarse. L’India è messa anche peggio in una regione che predispone alla sovrappopolazione ed alla mancanza di centralizzazione.

UNIONE EUROPEA

Qualcuno potrebbe dire (e io non sarei d’accordo) che è l’Europa che sta ricominciando a somigliare alla Germania nazista. L’Europa comincia a regionalizzarsi. Avete leggi che prendono di mira i musulmani con il pretesto della laicità, nei Paesi Bassi, Francia, Italia. Dalla Svizzera, al Regno Unito, alla Francia, all’Italia, ecc. ci sono partiti eletti sulla base di programmi estremisti che farebbero sembrare moderato il Tea Party [dubito, NdT]. Deportate i Rom, trasformate gli “indesiderabili” in capri espiatori. Avete flash mob neonazisti in aumento in Germania. L’unica cosa che vi salva è che questo non è un mondo multipolare e ci sono centinaia di migliaia di legionari americani in Europa e intorno all’Europa che assicurano che l’Europa resti circoscritta ed impotente (!!!). [siamo vassalli, le loro sono truppe di occupazione, NdT]

Chi se ne frega di quello che gli europei o pakistani pensano del nostro presidente? È irrilevante e non ha alcuna incidenza sulla geopolitica. Dovrebbero essere molto più preoccupati di quello che pensiamo noi di loro (se lo facciamo).

CRISI DELL’EUROZONA

Le banche di investimento americane avevano scommesso che il mercato immobiliare non sarebbe mai crollato tutto d’un colpo. Si sono ritrovate insolventi a causa del crollo immobiliare. Possiamo parlare di derivati, CDS, modello di cartolarizzazione imperfetta, la mancanza di una regolamentazione efficace, le ripercussioni a lungo termine delle scelte della Fed dopo la recessione del 2001, l’abbassamento degli standard di prestito e molti altri fattori; tuttavia, nulla  di tutto questo assolve l’Europa per le proprie decisioni.

Sì, gli Stati Uniti sono stati il catalizzatore primario della crisi finanziaria del 2008 (così come della crescita economica che l’ha preceduta), ma allo stesso tempo gli Stati Uniti hanno salvato il sistema finanziario mondiale nel 2008 per impedire una catastrofe maggiore. Nel frattempo gli europei hanno esitato ad intervenire fin dall’inizio della crisi del debito sovrano, anche se era preventivabile. L’élite europea avrebbe potuto evitare un sacco di dolore all’Europa se avesse agito all’inizio del 2010.

Inoltre, gli Stati Uniti non hanno creato il corrotto stato greco [il regime dei colonnelli l’hanno sponsorizzato loro, fino a metà degli anni Settanta, NdT]. Non sono stati gli USA a costringere le banche europee a prestare denaro all’edilizia spagnola o irlandese, o per speculare sulle valute dell’Europa orientale, a sviluppare una relazione incestuosa con lo Stato [come se tutte queste cose non fossero accadute anche negli USA! NdT], ecc.

Gli Stati Uniti non hanno creato un’eurozona difettosa, che è il vero problema. L’Unione Europea non ha futuro. Solo l’Unione Sovietica la teneva unita. Nei prossimi anni si regionalizzerà, frantumandosi [Non sembra considerare la possibilità che possa unirsi contro gli Stati Uniti, una volta che le attuali classi dirigenti corrotte ed incapaci saranno rimosse, NdT]

GOLFO PERSICO

Il Qatar fa parte della alleanza sunnita che gli Stati Uniti hanno costruito per riequilibrare la potenza iraniana dopo il crollo del precedente contrappeso (Iraq). La Turchia dovrà sostituire l’Iraq, ma ci vorrà del tempo.

DEMOCRAZIA E GIUSTIZIA SOCIALE

La nostra è una Repubblica Costituzionale. La democrazia era vista con sospetto dai padri fondatori e oggi si capisce che avevano ragione. La democrazia odierna è poco più che la tirannia della folla e le elezioni si rivolgono unicamente al denominatore comune più popolare, non certamente alla classe colta e professionale, che ne prende le distanze per il degrado delle discussioni e l’utilizzo di slogan semplicistici e di luoghi comuni [non posso che dargli ragione, ma il compito dell’élite dovrebbe essere quella di educare la popolazione, non quella di accentuarne e sfruttarne l’inebetimento per promuovere i propri interessi egoistici a discapito di quelli collettivi, NdT].

Le sole persone che non riescono a vivere il sogno americano sono quelle che non ce l’hanno messa tutta, che hanno preferito il divertimento all’impegno e ora danno la colpa agli altri.

MESSICO

Se il Messico perde il controllo della guerra al narcotraffico estenderemo l’uso dei droni in Messico e se il governo protesta ci annetteremo la Baja California (!).

 

RUSSIA

Gli Stati Uniti possono creare problemi in Russia attraverso le ONG e cose del genere


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/05/12/la-spontaneita-dellopposizione-russa-a-putin/

e gli Stati Uniti hanno sparato un altro colpo di avvertimento utilizzando le Pussy Riot come scusa per stigmatizzare pubblicamente la Russia,


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/07/31/vagine-in-rivolta-i-nuovi-idoli-dei-media-occidentali/

avvertendo che possiamo causare disordini civili (come abbiamo fatto altrove). È un continuo botta e risposta. La Russia minaccia gli Stati Uniti di chiudere il corridoio nord


http://aurorasito.wordpress.com/2012/04/03/il-corridoio-nord-sud-le-prospettive-del-commercio-multilaterale-in-eurasia/

dopo che gli Stati Uniti hanno approvato una BMD riveduta


http://www.geopolitica.info/nord_america/ballistic_missile_defence.htm

che è a sua volta una risposta all’invasione della Georgia [veramente era la Georgia, partner di USA e Israele, l’aggressore, NdT] dopo le “rivoluzioni” in Ucraina [rivoluzioni colorate, dottrina Brzezinski


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/05/11/rivoluzioni-colorate-e-primavere-arabe-preludio-alla-terza-guerra-mondiale/
]

e l’espansione della NATO verso est, ecc.

ISRAELE

La difesa degli interessi dei palestinesi è priva di valore strategico e danneggerebbe i nostri rapporti con un leale ed utile alleato.

Israele ha cercato di ottenere l’assenso delle ultime due amministrazioni alla partecipazione nell’attacco all’Iran, ma con scarso successo, perché a noi vanno bene le cose come stanno.

L’attacco all’Iran è stato pianificato per anni. Ma Israele vuole far credere che è sul punto di attaccare l’Iran, senza mai poterlo fare perché gli Stati Uniti glielo impediscono. Sa che un attacco fallimentare sarebbe estremamente controproducente. Quanto più si parla di un attacco pubblicamente, meno possibilità ci sono che Israele passi all’offensiva.

L’Iran vuol far credere che è sul punto di sviluppare armi atomiche. Gli Stati Uniti vogliono far credere che trattengono Israele, mentre stanno utilizzando il pretesto del programma atomico per imporre sanzioni e indebolire la potenza iraniana nella regione. Questo balletto va avanti ormai da anni.

Sono stati gli Stati Uniti / Turchia / Arabia Saudita a guidare la destabilizzazione della Siria. Israele era inizialmente contrario e preferiva Assad, perché lo conosceva ed aveva delle relazioni di collaborazione con lui. Tuttavia, con il ritiro dall’Iraq e l’Iraq diventato un alleato dell’Iran, gli Stati Uniti avevano bisogno di fare qualcosa per contenere l’Iran nel Levante e la Siria rappresentava un’opportunità strategica. Israele ha accettato suo malgrado, perché non aveva altra scelta e non gli dispiace nuocere all’Iran, anche se un governo sunnita potrebbe andare al potere a Damasco.

L’ossessione per Israele è insensata. Non controlla gli Stati Uniti, altrimenti Bush non avrebbe detto di no quando Israele voleva attaccare il programma nucleare iraniano. Si tratta di un piccolo paese con una proiezione di potenza limitata il cui principale interesse strategico è avere una frontiera stabile [Cazzate! Vuole annettersi la Palestina e sarà questo a fregare la Pax Americana, oltre all’avidità incontrollabile della finanza anglo-americana, NdT]. È una delle numerose nazioni che compongono l’Alleanza Americana.

Gli Stati Uniti e Israele hanno interessi comuni relativi al contenimento della potenza iraniana.

INFORMAZIONE E MEDIA

Usiamo i social media per creare disordini sociali se la cosa si allinea con i nostri interessi. Usiamo i mezzi di comunicazione per inviare messaggi politici ed influenzare l’opinione pubblica. La stragrande maggioranza degli articoli sul NY Times, WSJ, Guardian, Telegraph, ecc non rientrano in questa politica ma, di tanto in tanto, “fonti anonime” aiutano ad inoltrare certi messaggi geopolitici.

REGNO UNITO

Noi sovvenzioniamo il vostro sistema sanitario finanziando l’economia britannica. Se decidessimo di tagliar fuori la vostra piccola isola dalle risorse del Medio Oriente e l’accesso al bacino commerciale dell’Atlantico settentrionale, il Regno Unito dovrebbe costruire una marina abbastanza forte da proteggere le proprie linee commerciali e basi militari, sottraendo risorse al welfare. Siamo in grado di trasformare la Gran Bretagna in una Cuba, Iran, Corea del Nord, con un semplice ordine presidenziale e togliere agli inglesi o a chiunque altro l’accesso all’economia globale. Ma il Regno Unito non è la nostra “puttana”. Le nostre richieste non sono irragionevoli. Blair scelse liberamente di partecipare all’invasione irachena. Ogni popolo deve assumersi le sue responsabilità, senza scaricarle sempre sugli americani.


https://twitter.com/stefanofait

Come uscire dalla crisi senza rieditare l’episodio

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L’ORIGINE DELLA CRISI

La Spagna (e la Catalogna), come l’Irlanda, gli Stati Uniti e il Regno Unito, non hanno voluto controllare la loro bolla immobiliare. Liquidità facile, economia in piena espansione, e poi crash: tutte queste economie sono entrate in recessione dopo un collasso finanziario che ha colpito gli untori che disseminavano titoli tossici ed altri speculatori azzardati. In generale, i bassi margini di profitti ricavabili nell’economia reale occidentale e l’ancora più bassa propensione al rischio degli investitori hanno spinto il capitale verso il mattone e la bolla finanziaria. Il comportamento idiota di chi pensa solo al profitto immediato.

Così ci veniva detto che stavamo diventando sempre più ricchi anche se eravamo sempre più indebitati. Ricchezze inventate.

I BRICS crescono ma dipendono dalle esportazioni in Euro-America, ossia dal nostro progressivo indebitamento.

Intanto gli elusori fiscali hanno accumulato una quantità di capitali non tassati che sarebbe sufficiente a coprire il deficit europeo e inglese.

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I RISCHI DI IPERINFLAZIONE E LA CLEPTOCRAZIA

L’inflazione causata dalla continua emissione monetaria è tenuta a bada solo dal fatto che: (1) queste “ricchezze” non arrivano sul mercato ma rimangono congelate nelle banche; (2) quel che va in circolazione è controbilancio dalla spinta deflattiva dei consumatori che non si possono più permettere di spendere – da notare che, in Occidente, da un secolo a questa parte la crescita è dipesa principalmente dai consumi: non si investe più nell’economia reale e così il tasso di disoccupazione strutturale continua a crescere, mentre le bolle finanziarie si moltiplicano.

Le banche centrali occidentali non stanno facendo altro che seguire il pessimo esempio di Alan Greenspan, ex presidente della Federal Reserve, oggi quasi universalmente ritenuto responsabile del disastro finanziario che ha causato l’attuale crisi. Come lui, stampando denaro a manetta, stanno gonfiando altre bolle che prima o poi esploderanno, con conseguenze molto più disastrose delle precedenti (col passare del tempo le bolle diventano sempre più grandi perché servono per tappare buchi sempre più grandi). Come lui, lo fanno per salvare economie decrepite e banche insolventi (zombie banks) che ne approfittano per continuare a spacciare titoli tossici, nella certezza che tanto i contribuenti appianeranno ogni perdita.

Non sono plutocrati, sono cleptocrati, forse con un’alta concentrazione di psicopatici, altrimenti non si spiega non tanto la totale assenza di scrupoli, ma la dissennatezza di chi si comporta come se il mondo dovesse comunque finire domani e quindi tutto è lecito perché tanto non ci saranno conseguenze.

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L’ATTUALE GUERRA VALUTARIA

Questo fiume di liquidità anglo-americana è solo l’inizio di una guerra valutaria mondiale. Brasile, Cina e gran parte degli altri paesi emergenti hanno subito uno tsunami di valute che non sono carta straccia solo perché il Pentagono è ancora una formidabile macchina da guerra. Questa virtuale carta igienica chiamata “dollari” e “sterline” s’infiltra nelle loro economie e crea scompiglio nei loro mercati interni, strutture produttive ed esportazioni (le loro monete si rivalutano). Finora non hanno scelto la strada del protezionismo.

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EFFETTI DELLA SVALUTAZIONE

La svalutazione è un’altra forma di austerità. Quando una moneta si svaluta, la popolazione che la usa diventa più povera rispetto a chi non svaluta.

Ungheria, Bielorussia, Repubblica Ceca, Croazia, Regno Unito e Ucraina non sono nell’eurozona, eppure se la stanno passando davvero male.

Qui alcune scomode verità sull’economia islandese, esposte da un economista islandese piuttosto preoccupato per la prossima bolla in formazione e la scarsità di investimenti:


http://icelandicecon.blogspot.it/

Quanto al Giappone: il fallimento è grandioso ed allarmante. Svalutazione ed ulteriore indebitamento hanno solo reso ancora più vulnerabile l’economia nipponica e preoccupati gli investitori. I giapponesi non riescono a risolvere i loro problemi esportando perché i mercati sono saturi e i consumatori non spendono.

La svalutazione è una spada a doppio taglio. Le esportazioni crescono. Però Spagna, Grecia ed Italia hanno già esportazioni record, perché le “cure” neoliberiste puntano tutto sull’esportazione, come se esistesse una qualche civiltà invisibile o aliena che assorbe generalmente le esportazioni di tutti i paesi del mondo per evitare che qualcuno s’indebiti (l’hanno fatto per decenni gli USA e il loro debito è fenomenale).

Il rovescio della medaglia è che aumentano anche i prezzi delle importazioni (niente botte piena e moglie ubriaca). Poiché circa il 40% delle nostre esportazioni dipendono da beni semilavorati che abbiamo importato e trasformato e poiché dipendiamo dalle materie prime importate, ci troviamo ad importare inflazione (per questo l’inflazione inglese è molto alta rispetto alla nostra – 2,4% contro 1,1% -, sebbene i consumi inglesi siano ai minimi – senza che le loro esportazioni siano ripartite).

In un mondo che è radicalmente cambiato rispetto a quello della grande svalutazione 1992-94, credi che svalutare risolva tutti i nostri problemi: saremo in grado di riprenderci le produzioni che sono state progressivamente trasferite in Cina e nell’Europa dell’est (tessile, abbigliamento, mobili, etc.) ? Saremo all’altezza di fare concorrenza alle produzioni ad elevata intensità di capitale/ricerca su cui la Germania ha costruito il suo export e che le permettono alle aziende tedesche di pagare già oggi un costo del lavoro superiore del 40% rispetto all’Italia ? L’unica certezza è che pagheremo di più petrolio e materie prime (70 mld di import netto nel 2011) e tutte le altre cose che non siamo più in grado di realizzare in Italia (chimica fine, farmaceutica, elettronica, aeromobili, etc.).


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/11/11/emilio-l-un-punto-di-vista-scomodo-su-eurozona-ed-economia-italiana/

“Proporre l’uscita dall’euro è un tentativo di aggirare il problema senza risolverlo: tra il 1992 ed il 1995 la lira perse il 40% del proprio valore rispetto al marco tedesco, dandoci un sollievo solo temporaneo che non ci ha impedito di impattare in una nuova crisi ancora più drammatica. Oggi poi, gli esiti di una tale manovra sarebbero molto più incerti, considerate le tensioni a livello internazionale ed il fatto che le produzioni italiane occupano una posizione più marginale in un mercato mondiale divenuto nel frattempo molto più affollato e competitivo”.


http://marionetteallariscossa.blogspot.it/

La svalutazione è la tecnica preferita dai perdenti che non sanno gestire la propria economia e vogliono un rimedio istantaneo che non li costringa a sanare le proprie magagne. Il Regno Unito ha svalutato nel 1949, 1967, 1991, 2008 e ora è un paese deindustrializzato, senza alcuna prospettiva economica, che sopravvive solo grazie alla finanza predatoria (e all’inglese). Noi siamo messi meglio, ma non possiamo certo dare la colpa ai tedeschi per la nostra situazione (il governo tedesco è responsabile del gravissimo rifiuto di ogni possibile soluzione che non trasformi il Sud Europa in un protettorato tedesco – es. grandi investimenti su scala continentale che riducano la disoccupazione: quel che è venuto prima è colpa nostra).

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L’EUROZONA COME CAPRO ESPIATORIO: IL PROBLEMA È IL CAPITALISMO

Incredibilmente, molte persone di sinistra sono salite sul carro dell’anti-europeismo e ci sono rimaste, pur avendo constatato a più riprese che di stratta di un movimento contro-rivoluzionario erede del thatcherismo. Una forza populista reazionaria guidata da demagoghi razzisti, saltimbanchi, ciarlatani (Farage, Sarrazin, Berlusconi+Lega Nord, Le Pen, Viktor Orban, Geert Wilders, Heinz-Christian Strache, che è ancora più a destra di haider) e da media controllati dalla finanza internazionale (Economist, Wall Street Journal, Financial Times, Telegraph, ecc.).

È come essere tornati indietro agli anni Venti e Trenta, quando i comunisti tedeschi erano più intenti a combattere i socialdemocratici che i nazisti.

Noi, come gli inglesi, spagnoli, ecc. ci siamo trovati nella pessima posizione di chi non può competere con tedeschi e giapponesi sulla qualità e men che meno con cinesi ed indiani sulla convenienza.

La gente deve capire che questo è il capitalismo. È un modello di sviluppo iniquo che amplifica le disparità. Il centro (e la sommità della piramide) fanno la parte del leone, periferia (e base della piramide) si accontentano degli avanzi e delle briciole. La periferia della zona euro, dell’Italia, del Trentino, della città di Trento non sarà mai competitiva con il centro. Anche trasferendo i lombardi in Puglia e i pugliesi in Lombardia, la Lombardia continuerà a restare l’area egemone del paese. La Germania dell’Est non recupererà mai il gap che la separa dal resto della Germania. Anche privando il Trentino Alto Adige della sua autonomia, la regione continuerà a trarre vantaggio dalla sua posizione intermedia tra Baviera e Val Padana.

Questo perché il dinamismo del nucleo centrale attira ed agglomera capitali, innovazione, crescita e sinergie: ciò conferisce considerevoli vantaggi in quei settori chiave nei quali le regioni più arretrate non possono competere. Di conseguenza il divario non potrà che acuirsi. A meno che il Mediterraneo non torni ad essere un’area strategica del commercio mondiale, il Nord Europa si allontanerà sempre di più dal Sud Europa. E questo a prescindere dall’esistenza della zona euro.

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PICCOLO È BELLO – IL MANTRA DEGLI EUROFOBI

Piccolo è efficiente; grande è inflessibile e poco gestibile e, in ultima analisi, condannato alla frammentazione ed alla disintegrazione.

Lo si chieda a sloveni e croati (in recessione). Eurofobi e secessionisti vorrebbero il riavvolgimento della storia europea, per tornare ai piccoli principati con proprie monete di nessun conto in un mondo globalizzato e una sovranità sui loro tassi di interesse del tutto fittizia in un sistema in cui gli oligopoli finanziari e le grandi potenze fanno il bello e il cattivo tempo. Tali “entità” indipendenti sarebbe presto riassorbito nelle sfere d’influenza degli stati più grandi, dovrebbero ancorarsi comunque a valute di peso mondiale e le loro politiche economiche sarebbero determinate dall’esterno. È evidente che Hong Kong, Singapore, Qatar, Bahrein, Kuwait, Liechtenstein, Lussemburgo, Costa Rica, Belize, Panama, Brunei ecc. resteranno “sovrani” solo finché potranno tornare utili ai mercati.

Le uscite a catena dall’eurozona causerebbero un’escalation della guerra valutaria e commerciale che è già in corso. Tutti PIIGS correrebbero al ribasso, cercando di impoverirsi, deliberatamente, per ottenere un vantaggio competitivo rispetto ai vicini, esportando i loro problemi verso il vicino meno rapido e scaltro: bellum omnium contra omnes. Poiché lo faranno tutti assieme, ciò potrà solo aggravare la crisi. I bassissimi tassi di interesse ed il caos generalizzato saranno manna per gli speculatori – che si divertono a mettere una valuta contro l’altra e quindi più ce ne sono  meglio è (cf. Soros: l’euro è nato proprio per fermare quelli come lui, ma noi lo invitiamo con tutti gli onori al festival dell’economia di Trento) –, come lo furono negli anni Trenta e, non serve dirlo, per i paladini del dollaro.

Naturalmente la disgregazione non si fermerà necessariamente al livello degli stati nazionali. I movimenti separatisti e secessionisti spezzetteranno Belgio, Spagna, Italia e anche il Regno Unito, che pure non è nell’eurozona (se la Scozia se ne va, non ci sarà ragione di trattenere l’Irlanda del Nord). I tedeschi del sud vorranno continuare a sovvenzionare berlinesi e tedeschi dell’est?

Nella lotta dei piccoli contro un capitale predatorio, mobilissimo, transnazionale, ci può essere un solo, intuibile, vincitore.

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LA MORTE DEL CAPITALISMO

Non ci sarà alcuna ripresa, ma solo una crisi incessante (1987, 1991, 1997, 2000, 2007, 2013?) una lotta continua per il controllo di risorse insufficienti (sarebbero abbondanti ma il capitalismo prospera solo in un regime di scarsità reale o artificiosa). Fino all’inflazionistico collasso finale. L’assenza di un’alternativa condannerà noi e le generazioni future ad un’esistenza non invidiabile.

Le cose cambieranno comunque, radicalmente, semplicemente perché nulla è immutabile. La disintegrazione del capitalismo neoliberale sarà caotica e si verificherà che noi lo si voglia o meno, perché il sistema non è più in grado di perpetuarsi indefinitamente, è insostenibile. La sorte del comunismo ora tocca al capitalismo finanziario (occidentale, anglo-americano) e l’America farà la fine dell’Impero Romano (o del Terzo Reich).

In piena coerenza con i suoi presupposti: se il fallimento è la giusta punizione dei perdenti, allora il capitalismo è destinato al fallimento e il colpo di grazia giungerà dai fallimenti a catena delle banche zombie (JP Morgan Chase, HSBC – la banca che aiutava i cartelli della droga e i terroristi, Goldman Sachs, Bank of America, Citigroup, Deutsche Bank, ecc.), tenute in vita benché già morte, a spese dei contribuenti.

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CHE FARE?

C’è chi è sufficientemente ingenuo ed ignorante (selettivamente informato) da credere che proprio i suoi carnefici possano essere i suoi salvatori.

Penso a Mario Monti


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/01/17/il-grigiocrate-mario-monti-nellera-dei-mediocri-di-augusto-grandi-il-sole-24-ore-premio-saint-vincent/

a Thilo Sarrazin


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/03/26/chi-vuole-la-morte-delleuro-e-perche-dellinsostenibile-superficialita-eo-malafede-degli-eurofobi/

oppure a Nigel Farage, l’ex trader/broker della City che vuole più deregolamentazione, più condizioni di lavoro à la Wal-Mart (= Marchionne), più disuguaglianza, solo sindacati compiacenti, più divisioni geopolitiche, più servilismo nei confronti di Washington


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/04/06/chi-e-veramente-nigel-falange-cioe-farage/

In alternativa, per attenuare l’impatto della catastrofe, occorre adottare, congiuntamente (nessun paese, da solo, può fronteggiare i mercati) provvedimenti come i seguenti:

1. Lavori pubblici e programmi per ridurre la disoccupazione. Reddito minimo garantito;

2. Nazionalizzazione di tutte le istituzioni bancarie e creazione di una banca nazionale;

3. Controlli sui capitali in entrata ed in uscita;

4. Norme e trasparenza nel settore finanziario e nella politica e più pluralismo sui media;

5. Abolizione dei paradisi fiscali e dei vari trucchi che favoriscono gli elusori/evasori fiscali;

6. Ritiro delle truppe dalle varie guerre “umanitarie” ed abbandono della NATO;

7. Armonizzazione delle aliquote per le imprese all’interno dell’UE (per impedire una corsa al ribasso);

8. Fine dello status di riserva globale goduto dal dollaro;

9. Indicizzazione dei salari, pensioni e tassi di interesse all’inflazione;

10. Transizione da tassazione indiretta (IVA) a imposte dirette (es. imposta unica sul valore fondiario);


http://versounmondonuovo.wordpress.com/tag/imposta-unica-sul-valore-fondiario/

Inoltre:


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/08/14/gli-economisti-francesi-contro-lausterita-unalternativa-in-12-punti/

È facile immaginare che una tale riforma sarebbe ferocemente avversata dalle oligarchie finanziarie e le elite di moltissimi paesi. Per questo è necessario che questa vera e propria rivoluzione sia esportata rapidamente in ogni recesso del pianeta. L’Europa ne sarà sicuramente la culla ed essa sarà poi esportata negli Stati Uniti, ricambiando il favore di fine Ottocento. Lì avrà vita durissima: tutto è pronto (giuridicamente, militarmente), per sopprimere ogni velleità di cambiamento, se possibile sfruttando il feticismo delle armi come pretesto per sopprimere ogni protesta:


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/05/04/under-the-dome-linvoluzione-degli-stati-uniti-verso-un-quarto-reich/

Troverà comunque l’entusiastico supporto di miliardi di persone. Mentre due secoli fa il gap delle ricchezze tra paesi più ricchi e paesi più poveri era di 3:1, ora è di quasi 100:1 (UN Development Report). D’altro canto un nero ha più possibilità di vivere a lungo in Giamaica che negli USA.

NATO il 4 luglio – gli schuetzen americani del 2013 e il fallito golpe del 1934

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Questo sarà un evento non-violento, a meno che il governo non scelga di renderlo violento…C’è una remota possibilità che ci possano essere atti di violenza da parte del governo, come è già successo e penso che dovrebbe essere chiaro che se un qualche partecipante sarà avvicinato con rispetto dagli agenti, si sottometterà all’arresto senza opporre resistenza. Stiamo veramente dicendo nel modo più sottile possibile che preferiamo morire in piedi che vivere in ginocchio.
Adam Kokesh, 2013

La commissione ha raccolto prove che dimostrano che alcune persone hanno effettuato un tentativo di dar vita ad una organizzazione fascista in questo paese…Non vi è alcun dubbio che questi tentativi sono stati discussi, sono stati pianificati, e potevano essere attuati, se e quando i finanziatori lo avessero ritenuto opportuno.

Relazione finale della commissione d’inchiesta del Congresso sulle accuse del generale Smedley D. Butler

James E. Van Zandt, comandante nazionale dei veterani di guerra era stato contattato da Butler subito dopo la riunione del 22 agosto con MacGuire ed avvertito che … stava per essere avvicinato dai golpisti…Confermò che, proprio come gli era stato anticipato da Butler, era stato avvicinato “da agenti di Wall Street”, che avevano cercato di arruolarlo nella loro trama.

New York Times, 23 novembre 1934

Il colpo di stato mirava a rovesciare il presidente Franklin D. Roosevelt con l’aiuto di mezzo milione di veterani di guerra. I congiurati, che sono stati accusati di coinvolgere alcune delle più famose famiglie in America (proprietari di Heinz, Birds Eye, Goodtea, Maxwell Hse e il nonno di George Bush, Prescott Bush) credevano che il loro paese avrebbe dovuto adottare le politiche di Hitler e Mussolini per battere la grande depressione. Mike Thomson indaga le ragioni per cui si sa così poco sulla più grande minaccia della storia alla democrazia americana in tempo di pace


http://www.bbc.co.uk/radio4/history/document/document_20070723.shtml


http://fanuessays.blogspot.it/2011/10/la-famiglia-bush-e-il-terzo-reich.html

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Gli eventi del 4 luglio potrebbero essere sanguinosi, a causa della stupidità o doppiezza di Adam Kokesh, ex marine dissidente fondatore dell’associazione veterani per Ron Paul (candidato alle presidenziali e pro-secessionismo), conduttore radiofonico, libertario in stile Tea Party (anarco-capitalista), con un largo seguito tra i feticisti delle armi, che qui discute con Webster G. Tarpley, rooseveltiano-gollista (come me)

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“L’attivista libertario e conduttore radiofonico, Adam Kokesh vuole organizzare una marcia armata su Washington, DC per il giorno dell’Indipendenza. Lanciato come un gruppo su Facebook,  lo “Open Carry March on Washington“ spera di portare 1.000 sostenitori a marciare nella capitale della nazione con fucili carichi. Il gruppo prevede di incontrarsi al cimitero nazionale di Arlington in Virginia. Da lì, marciare attraverso il ponte di Memorial a Washington, DC e proseguire lungo Viale Indipendenza. Mentre la Virginia permette di portare armi cariche, Washington, DC non rilascia alcun permesso / licenze o porto d’armi”.

http://voxnews.info/2013/05/06/la-marcia-su-washington-armi-in-pugno/


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/06/10/tea-party-il-totalitarismo-anarchico-alla-conquista-degli-stati-uniti/

Finora gli iscritti alla marcia sono circa 5mila (ma quanti verranno veramente?).

*****

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Ecco il recente appello di Kokesh dopo il suo arresto per un presunto assalto ai danni di un agente:

“Quando un governo ha ripetutamente e deliberatamente omesso di rispettare le proprie leggi, violato i diritti umani fondamentali dei suoi cittadini,  minacciato la santità di una stampa libera, creato istituzioni per la soppressione della privacy, intrapreso guerre per venire incontro ad interessi particolari che minacciano la sicurezza pubblica, ucciso centinaia di bambini con attacchi di droni, imprigionato e distrutto la vite di innumerevoli individui per crimini senza vittime, soffocato opportunità economiche per mantenere il dominio delle élite finanziarie, rubato al popolo attraverso un assurdo sistema di tassazione e attraverso l’inflazione, svenduto le future generazioni in una condizione di servitù del debito, abusato del suo potere per reprimere l’opposizione politica, non è degno di continuare ad esistere – e fin qui nulla da eccepire [NdT] – e il dovere del popolo è quello di cambiare o abolire quel governo con qualsiasi mezzo necessario per garantire la libertà e garantire la pace.

Una nuova rivoluzione americana è attesa da tempo. L’idea di questa rivoluzione è maturata nei cuori e nelle menti delle persone nel corso di molti anni, ma questo Independence Day, essa prende una nuova forma, quando l’Esercito Rivoluzionario Americano marcerà su ogni capitale dello stato per chiedere che i governatori di questi 50 membri avviino immediatamente il processo di ordinata dissoluzione del governo federale attraverso la secessione e la ridistribuzione delle proprietà federali.

Qualora trascorresse un anno intero da questo 4 luglio senza che i crimini di questo governo fossero interrotti, si potrebbe superato il punto in cui la rivoluzione non violenta diventa impossibile.

Il tempo di stare a guardare è passato. Restare neutrali è essere complici, limitarsi a fare il proprio lavoro non è una scusa: il dado è tratto.

Mentre alcuni animi miti diranno che è troppo presto, che siamo in grado di risolvere questo problema attraverso mezzi democratici forniti dal governo, che gli attuali livelli di tassazione sono ragionevoli per i servizi forniti, e che i crimini di questo governo sono solo un fastidio tollerabile, potrebbe essere già troppo tardi.

È vero che un’azione drastica comporta dei rischi, ma il maggiore pericolo sta nel permettere a questo governo di proseguire il suo operato in modo incontrastato.

Quindi, se siete soddisfatti dello status quo, rimanete a casa, ingrassate, guardate i fuochi d’artificio a distanza di sicurezza, e permettete che questo Independence Day sia come tutti quelli che l’hanno preceduto. Ma se anche tu vedi quel che vediamo e senti quel che sentiamo, ci incontreremo sul fronte della libertà il 4 luglio 2013 per la definitiva Rivoluzione Americana

Adam Kokesh, 23 maggio 2013, da una cella di una prigione federale di Philadelphia.

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Ora io vi chiedo: come può qualcuno che è rinchiuso in una prigione federale rilasciare qualsiasi tipo di dichiarazione, e specialmente un appello alla guerra civile e alla dissoluzione degli Stati Uniti in un’anarchica congerie di staterelli?

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L’establishment finanziario sta fomentando una violenta risposta popolare per giustificare misure da stato di polizia? È un trabocchetto? Manifestazione armata > rivolte > rivoluzione > guerra civile > dittatura?
Obama ha una vaga idea di quello che sta facendo e di quel che potrebbe succedere? E’ un burattino? E’ un idiota all’oscuro di tutto quel che conta? E’ un complice?


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/05/04/under-the-dome-linvoluzione-degli-stati-uniti-verso-un-quarto-reich/

Per una sociologia del complotto

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Ed io vi dico invece, brava gente,

che i patrizi si curano di voi

col più caritatevole riguardo.

Quanto a quel che vi manca,

ciò che soffrite in questa carestia,

alzare contro lo Stato romano

le vostre mazze, è come alzarle in aria

con l’intenzione di colpire il cielo:

esso seguiterà per la sua strada,

spezzando mille, diecimila ostacoli

più forti che non possa mai sembrare

quello di questa vostra opposizione.

Quanto alla carestia, sono gli dèi

che l’han voluta, non punto i patrizi,

e davanti agli dèi sono i ginocchi,

non le braccia, che possono soccorrervi.

Ahimè, che voi vi fate trascinare

dalla disgrazia dove altri malanni

v’aspettano, a calunniar così

e maledir come nemici gli uomini

che reggono il timone dello Stato

e di voi son pensosi, come padri.

Menenio (Coriolano, Atto I, Scena I)

La società contemporanea è simultaneamente complottista ed anti-complottista


http://fanuessays.blogspot.it/2011/11/complottisti-ed-anticomplottisti-sono.html

Le persone dotate di una modica quantità di lucidità non possono fare a meno di concludere che le élite sono impegolate in una miriade di complotti: dalle menzogne sulle armi di distruzione di massa, ai cartelli per tenere artificialmente ed illegalmente alti i prezzi di certi beni e risorse, al Watergate, agli accordi tra politica e finanza per garantire l’impunità di certe persone, agli insabbiamenti delle inchieste più delicate, agli accordi tra stato e mafia, agli accordi tra democrazie e dittature o teocrazie, ai servizi segreti “deviati”, ai golpe sponsorizzati, agli attacchi speculativi concordati contro certe nazioni e certe valute, al controllo delle valutazioni delle agenzie di rating, agli accordi sottobanco tra banche centrali e banche, agli inciuci, agli attentati simulati (false flag) come quello previsto nell’operazione Northwoods


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/08/13/cuba-1962-siriairan-2012-operazione-northwoods-false-flag-per-invadere-cuba/

ed altre operazioni di propaganda per scatenare delle guerre


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/07/27/uninchiesta-del-guardian-ci-spiega-chi-ci-vuole-portare-in-guerra-e-perche/


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/06/11/il-bilderberg-2012-decide-le-sorti-della-siria-e-del-mondo-articolo-del-guardian/

alla nomina ai più alti uffici di persone al servizio di interessi privati


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/01/17/il-grigiocrate-mario-monti-nellera-dei-mediocri-di-augusto-grandi-il-sole-24-ore-premio-saint-vincent/


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/06/19/sergio-romano-spiega-il-club-bilderberg-ma-unimmagine-vale-piu-di-mille-parole/

alla creazione di finti movimenti spontanei


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/06/10/tea-party-il-totalitarismo-anarchico-alla-conquista-degli-stati-uniti/


Disprezza pure la scienza e la ragione,

supreme forze umane,

lascia che il Mentitore ti ammaestri

nelle arti di abbagli e di magie,

e io ti avrò senza condizioni

Mefistofele – Faust (Goethe)

 

Le élite (o, per meglio dire, quella parte dell’oligarchia mondiale che non è formata da persone di buona volontà e che, al momento, è largamente egemone) hanno tutto l’interesse a convincere le masse che gli scettici siano dei paranoici, che tutto procede per il verso giusto e le pecore possono dormire sonni tranquilli. Poiché il livello di credulità ed auto-inganno di molti (inclusi molti giornalisti) è stupefacente, non incontrano troppe difficoltà.

La cospiranoia – demonizzazione degli scettici – è una tecnologia sociale di controllo che stabilisce i confini del “discorso responsabile” e riflette il consenso delle élite sulla natura fondamentale della realtà sociale, conformemente ai propri interessi di classe:

Nel famoso libro L’élite del potere, del 1956, C. Wright Mills sostiene che negli Stati Uniti la politica è dominata da una ristretta e potente élite formata dalle persone che presiedono le maggiori organizzazioni: la burocrazia pubblica, le grandi corporations e le forze armate. Il capitalismo avanzato esige che si prendano decisioni fortemente coordinate e di ampia portata, quindi i dirigenti delle grandi organizzazioni sono costantemente in contatto e spesso assumono in modo informale decisioni di rilievo politico e sociale. Come hanno confermato anche recenti e accurate ricerche, questa élite del potere è composta da persone con un’estrazione sociale molto simile: sono nati in America da genitori americani, provengono da aree urbane, sono in prevalenza protestanti, hanno frequentato gli stessi college, provengono in maggioranza dagli stati dell’Est, si conoscono personalmente e hanno atteggiamenti, valori e interessi molto simili. Con i loro rapporti costituiscono un “direttorio intrecciato” che coordina iniziative e attività. Direttamente sotto questa élite, che opera in modo informale e invisibile, esiste un livello intermedio di gestione del potere, costituito dal settore legislativo, dai gruppi d’interesse e di pressione e dagli opinion leader locali. A un terzo e più basso livello si colloca la massa dei cittadini non organizzati”.


http://www.sapere.it/sapere/strumenti/studiafacile/sociologia/Lo-Stato-e-il-sistema-politico/Il-controllo-del-potere/Le-teorie-delle—lite-.html


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/04/02/succinto-trattatello-sulloligarchia/

In questo modo si afferma un pensiero convenzionale che è un mezzo incredibilmente efficace per consolidare l’egemonia della classe dirigente attraverso il controllo del dissenso e la traduzione degli interessi della classe dominante in quelli della nazione nel suo complesso (es. austerità neoliberista).

Si viene additati come complottisti per il semplice fatto di evocare quello che è un caposaldo della sociologia italiana ed internazionale: ogni classe dirigente si sforza di mantenere l’egemonia e, se necessario, lo fa con metodi cospiratori. La spiegazione alternativa fornita dall’establishment è che la classe dirigente sia indecisa, incoerente, incompetente, dottrinale o, quando il gioco si fa veramente sporco, folle (cf. Peter Bofinger
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/05/17/bagnai-piga-e-gli-zombie/
). Si esclude a priori l’opzione “tacita collusione”, “crimine” e “alto tradimento”, nonostante la voluminosa letteratura sociologica dedicata alle élite al potere ed alla “devianza delle élite”.

Le nazioni e gli uomini si circondano di un apparato materiale che corrisponde esattamente al loro…modo di pensare. Osservate come ogni verità e ogni errore, ciascuno il pensiero di qualcuno, si rivestono di società, case, città, lingue, riti, giornali. Osservate le idee del presente…vedete come il legname, il mattone, la calce e la pietra hanno assunto una forma conveniente, obbediente all’idea dominante che governa le menti di tante persone… ne consegue, naturalmente, che il più minuscolo ampliamento delle idee…produrrebbe i più impressionanti cambiamenti delle cose esterne.

R.W. Emerson

La falsa coscienza indotta dalla propaganda mediatica è tale che persino persone laureate in sociologia si fanno buggerare da questa tattica dei poteri forti, poche migliaia di persone (< 100mila) che, accomunate dall’estrazione sociale,


http://fanuessays.blogspot.it/2011/10/la-famiglia-bush-e-il-terzo-reich.html

dominano miliardi di altre persone, ricalibrando le loro iniziative in forum esclusivi e attraverso think tank, figure chiave negli ambienti accademici, giornalistici ed intellettuali ed organizzazioni transnazionali (cf. Gruppo Bilderberg, Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale, World Economic Forum di Davos, Banca dei regolamenti internazionali, Organizzazione Mondiale del Commercio, Council of Foreign Relations, Commissione Trilaterale, Bohemian Grove, Gruppo degli Otto, Trans-Atlantic Business Council, ecc.)


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/10/16/la-perniciosa-influenza-planetaria-delle-fondazioni-e-think-tank-degli-stati-uniti/

Lo scopo è quello di convincere il maggior numero possibile di persone che l’attuale sistema plutocratico (modello capitalista anglo-americano – e, recentemente, tedesco) funziona o comunque tornerà a funzionare se le masse faranno altri sacrifici.

*****
I poteri del capitalismo finanziario avevano un obiettivo più ampio, niente meno che la creazione di un sistema globale di controllo finanziario in mani private in grado di dominare il sistema politico di ciascuna nazione e l’economia mondiale nel suo complesso. Questo sistema andava controllato in stile feudale dalle banche centrali di tutto il mondo, agendo di concerto, per mezzo di accordi segreti raggiunti in frequenti incontri privati e conferenze. Al culmine della piramide ci doveva essere l’elvetica Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI) di Basilea, una banca privata posseduta e controllata dalle banche centrali mondiali che a loro volta erano imprese private…non bisogna immaginare che questi dirigenti della principali banche centrali del mondo fossero loro stessi dei ragguardevoli potenti nel mondo della finanza. Non lo erano. Erano piuttosto dei tecnici e gli agenti dei massimi banchieri commerciali delle loro rispettive nazioni, che li avevano allevati ed erano perfettamente capaci di liberarsene…e che rimanevano in gran parte dietro le quinte…Questi costituivano un sistema di cooperazione internazionale e di egemonia nazionale più privato, più potente e più segreto di quello dei loro agenti nelle banche centrali. Il dominio dei banchieri commerciali era fondato sul controllo dei flussi di credito e dei fondi di investimento nelle loro nazioni e nel mondo….potevano dominare i governi attraverso il controllo dei debiti nazionali e dei cambi. Quasi tutto questo potere era esercitato dall’influenza personale e dal prestigio di uomini che in passato avevano dimostrato la capacità di portare a compimento con successo dei golpe finanziari, di mantenere la parola data, di mantenere la mente fredda nelle crisi e di condividere le loro opportunità più vantaggiose con i loro associati.

Carroll Quigley, docente di storia, scienze politiche e geopolitica a Princeton, Harvard e Georgetown e mentore del giovane Bill Clinton, da “Tragedy and Hope: A History of the World in Our Time” (New York: Macmillan, 1966).


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/11/27/complottismo-for-dummies-le-trame-finanziarie-spiegate-al-bruco-del-mio-basilico/

Israele e la NATO cercavano rogne, le hanno trovate e ora tutto è possibile

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Mosca è preoccupata per i segnali che indicano un’attività di preparazione dell’opinione pubblica mondiale alla possibilità di un intervento armato nella guerra civile siriana.

Aleksandr Lukashevich, portavoce del ministero degli Esteri, 11 maggio 2013

Per il Medio Oriente è l’ultima possibilità.

Emma Bonino

Abbiamo potuto raccogliere alcune testimonianze sull’utilizzo di armi chimiche in Siria, ma non da parte delle autorità governative, bensì degli oppositori…In Siria non ci sono buoni da una parte e cattivi dall’altra.

Carla Del Ponte, componente della commissione Onu sul conflitto siriano, 6 maggio 2013

Che cosa pensa il Brasile? Pensa che non esiste una soluzione militare al conflitto siriano…Ci sono stati interventi militari che, invece di stabilizzare, hanno creato maggiori impasse, conflitti interminabili… Noi ribadiamo che il conflitto siriano deve essere risolto dai siriani.

Dilma Rousseff, presidente del Brasile, 14 dicembre 2012


http://blog.planalto.gov.br/dilma-concede-entrevista-em-moscou-e-fala-sobre-exportacao-de-carne-e-conflito-na-siria/

Pensiamo di avere solide prove dell’uso di armi chimiche da parte del regime di Bashar al Assad in Siria.

John Kerry, segretario di Stato Usa, 9 maggio 2013

Lingua biforcuta: la locuzione è entrata in uso con la diffusione dell’Epopea Indiana del Far West, e nel linguaggio dei fumetti veniva usata dai Pellerossa nei confronti dei coloni bianchi.


http://dizionari.corriere.it/dizionario-modi-di-dire/L/lingua.shtml

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- Gli insorti siriani stanno perdendo terreno su tutti i fronti e l’inerzia della guerra civile è cambiata (Washington Post). Non è chiaro come mai: forse il reclutamento non è sufficiente a rimpiazzare i caduti. Per gli aggiornamenti, consiglio questa fonte.
- Hezbollah è intervenuto a fianco di Assad proclamando di voler liberare le alture del Golan dall’occupazione israeliana.
- Kerry esclude che tra i futuri candidati a governare la Siria ci possa essere Assad, ma la compattezza delle forze armate, il fatto che una maggioranza di sunniti (che in teoria dovrebbero volere la caduta di Assad) non si sia schierata contro il regime, la probabile sconfitta dell’insurrezione, l’assenza di un vero leader alternativo ad Assad (in due anni di insurrezione i capi sono sempre stati calati dall’alto: uno era un lobbista della Shell, l’altro è un cittadino americano di origini siriane residente nel Texas) indicano che Assad non avrebbe rivali.
- se gli insorti perdessero, le elezioni già previste per il 2014, sorvegliate da osservatori internazionali, sarebbero probabilmente vinte da un delfino di Assad (la nuova legge elettorale voluta da Assad gli impedisce di essere rieletto, avendo già governato 14 anni), che riuscirebbe facilmente a convincere la popolazione che la sua fiera resistenza li ha salvati da un golpe jihadista (il che è vero) e da una destabilizzazione permanente sponsorizzata da Israele (verosimile). L’Occidente può permettersi questa umiliazione e completa perdita di credibilità ed influenza? NO!
- la rimozione di Assad come precondizione per i negoziati annulla ogni chance che si arrivi ad un accordo: qualunque “conferenza di pace” fallirà e la guerra civile proseguirà finché una delle due parti non schiaccerà l’altra.
- Erdogan ha dichiarato che il regime siriano ha usato armi chimiche e quindi la linea rossa è stata varcata. Si dice favorevole ad una no-fly zone. Sta rischiando grosso e la Turchia potrebbe disgregarsi.
- Putin ha fatto aspettare Kerry 3 ore, per fargli capire che un segretario di stato americano non deve avere la pretesa di parlare da pari a pari ad un presidente russo, essendoci un ministro russo per gli affari esteri incaricato di trattare con i suoi omologhi.
- Brzezinski (e molti alti ufficiali statunitensi) avevano avvertito che “tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino” e che la presunta sollevazione popolare anti-Assad è più un mito che una realtà. La sua fazione vuole un cambio di regime ed una balcanizzazione del paese, quella “neocon-sionista” vuole il caos.
- India, Brasile, Sudafrica e Pachistan continuano ad essere contrari all’ingerenza militare occidentale nelle questioni siriane ed iraniane;

Stando così le cose, il maggior pericolo è che Stati Uniti e Israele, per superare l’impasse, scelgano non di effettuare un ripiego ma di agire sempre più temerariamente e aggressivamente, e non solo in Medio Oriente, dove i fattori di tensione sono molteplici e fortissimi.
Parlano di pace ma le azioni non sono conseguenti: sembra che l’idea sia quella di provocare una guerra, forse per puntellare un sistema finanziario che non si sa più come tenere in vita e per deviare la rabbia popolare verso un conveniente capro espiatorio, e lontano dai veri colpevoli (l’1%).
I pessimi (eufemismo) governanti europei non solo non trovano nulla da eccepire, ma addirittura sono in prima linea nell’escalation. Vogliono una fetta della torta?
Come se ciò non bastasse, il precedente maliano ci insegna che quando gli jihadisti vengono scacciati da un’area saltano fuori da qualche altra parte, molto ben armati, e al centro di qualche traffico di armi e droga. Saranno una sciagura per tutto il Medio Oriente.

Constatiamo che le tensioni e l’instabilità stanno diventando insostenibili e s’intersecano con gli interessi di nazioni solidamente armate. Così la soglia dello scontro armato internazionale generalizzato (effetto domino del tipo prima guerra mondiale) si sta abbassando e la cricca di fanatici e/o psicopatici e/o schizoidi e/o megalomani non sembra intenzionata a mollare la presa.

Falliranno, perché le opinioni pubbliche occidentali sono stabilmente e marcatamente contrarie ad avventurismi militari.

http://italian.irib.ir/notizie/politica5/item/123036-sondaggio-americani-e-britannici-contro-cambio-di-regime-in-siria

Le armi di distruzione di massa non sono più un argomento decisivo per gli Americani, se non si dimostra in modo inequivocabile che sono state impiegate dal regime, e ache in quel caso l’appoggio all’azione militare sarebbe minoritario:

http://www.people-press.org/2013/04/29/modest-support-for-military-force-if-syria-used-chemical-weapons/

Il mondo arabo è complessivamente contrario a coinvolgimenti occidentali e un’ampia maggioranza di tedeschi (82%), francesi (69%), inglesi (57%) e turchi (65%) non approva l’opzione delle forniture militari agli insorti:

http://www.pewglobal.org/2013/05/01/widespread-middle-east-fears-that-syrian-violence-will-spread/

L’opposizione alle ingerenze occidentali in Siria è quindi cresciuta sensibilmente rispetto a meno di un anno fa

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/07/02/lopinione-pubblica-occidentale-rifiuta-di-farsi-coinvolgere-nella-questione-siriana/

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Mentre i ribelli “moderati” disertano in massa per unirsi alle ben sovvenzionate (dalle petromonarchie) brigate integraliste islamiche che la Francia vorrebbe fosse classificata come organizzazione terroristica:

http://www.guardian.co.uk/world/2013/may/08/free-syrian-army-rebels-defect-islamist-group

“La caduta di Khirbet Ghazaleh segna un avanzamento delle forze del presidente di Bashar al-Assad per il controllo di una strada di transito internazionale. Da qui si sono oggi ritirati un migliaio di ribelli, che hanno lamentato uno scarso sostegno da parte delle autorità giordane nel combattere le forze di Damasco nella regione”.


http://news.liberoreporter.eu/index.php/2013/05/cronaca/siria-esercito-riprende-controllo-citta-strategica-al-confine-giordano.html

è l’ennesimo successo dell’offensiva primaverile dell’esercito regolare siriano, che in 3 giorni ha liberato/ripreso:
Assan
Tall Assan
Khanat Assan
Khan Assan
Saqlaya
Hdeidin
Khirbet Ghazaleh
Tal Assafir
al momento l’esercito sta aprendosi un varco verso l’aeroporto internazionale di Aleppo.
Questi innegabili successi nei distretti di Damasco, Aleppo e Homs sono stati ottenuti anche grazie a nuove tattiche anti-guerriglia ed all’intervento di Hezbollah dal Libano (provocato dai raid israeliani), che ha tagliato molte linee di rifornimento dei ribelli e li ha costretti sulla difensiva, quasi assediati nei sobborghi di Damasco, a rischio di assedio ad Aleppo, assediati ad Homs e ad al-Qusayr (la battaglia decisiva, perché la cittadina è la chiave per collegare Damasco al mare), scacciati dalla base aerea di Minnigh (N.B. per mesi i media occidentali ci avevano garantito che le forze fedeli ad Assad erano sull’orlo del collasso)

http://www.dailystar.com.lb/News/Middle-East/2013/May-09/216455-kerry-insists-assad-cannot-be-part-of-syrian-transitional-government.ashx#axzz2SuSNsadV


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/04/27/gli-insorti-le-stanno-prendendo-e-fanno-capolino-le-consuete-armi-di-distruzione-di-massa/

A meno di un intervento della NATO, una volta ripresa al-Qasayr,  il regime avrà la vittoria in tasca

http://english.alarabiya.net/en/News/middle-east/2013/05/10/Syrian-army-warns-civilians-to-leave-Qusayr.html

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Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, mentre era a Shanghai, ha ricevuto una severa strigliata dal presidente russo Vladimir Putin, un avvertimento che la Russia non avrebbe tollerato ulteriori attacchi israeliani contro Damasco e avrebbe risposto.


http://english.farsnews.com/newstext.php?nn=9107168122

Putin non ha detto come, ma ha annunciato di aver ordinato l’accelerazione delle forniture di armi russe molto avanzate alla Siria.

Fonti militari israeliane (DEBKAfile) hanno rivelato che il leader russo si riferiva a sistemi di difesa contraerea S-300


http://it.wikipedia.org/wiki/S-300

e missili di superficie 9K720 Iskander.


http://it.wikipedia.org/wiki/9K720_Iskander

Mosca reagisce non solo alle operazioni aeree di Israele contro la Siria, ma in previsione della imminente decisione dell’amministrazione Obama di inviare i primi armamenti americani ai ribelli siriani.

Lunedì il presidente del comitato per gli affari estri del Senato degli Stati Uniti, Bob Menendez, ha presentato un disegno di legge che consente agli Stati Uniti di fornire armi e addestramento militare ai ribelli siriani.


http://www.repubblica.it/ultimora/esteri/siria-senatore-usa-propone-legge-per-armare-i-ribelli/news-dettaglio/4340741

Il messaggio di Putin aveva l’obiettivo di raggiungere un pubblico più ampio, come Barack Obama a Washington e il presidente Xi Jinping a Pechino


http://www.lapresse.it/mondo/asia/abbas-e-netanyahu-in-cina-per-visite-separate-pechino-mira-a-diplomazia-1.327099

Il messaggio è giunto forte e chiaro. La Turchia si è zittita, tranne la condanna dei raid israeliani. Dalla Francia nessun commento. Carla Del Ponte ha addirittura accusato i ribelli di essere i responsabili del rilascio di agenti chimichi (molto probabile). Israele si è lamentato con gli USA che l’invio delle batterie missilistiche s-300 renderebbe complicito un intervento in Siria (in effetti sarebbe un massacro) e Kerry ha definito la decisione “potenzialmente destabilizzante“. In cambio quando sono gli Stati Uniti a fornire sofisticati armamenti offensivi ad Israele e alle petromonarchie del Golfo Persico, va tutto bene.

I raid israeliani sono stati condannati da Turchia, Egitto, Lega Araba, Libano, Cina, Russia. La Giordania si è rifiutata di aiutare i ribelli siriani asserragliati in un altro centro strategico che hanno dovuto sgomberare.

L’ex braccio destro di Colin Powell quand’era Segretario di Stato, il colonnello in pensione Lawrence Wilkerson, incolpa Israele per l’uso di armi chimiche che dovevano servire per spingere la NATO ad intervenire – parla apertamente di “false flag”

http://www.haaretz.com/blogs/west-of-eden/former-bush-administration-official-israel-may-be-behind-use-of-chemical-arms-in-syria.premium-1.519172

Sta prendendo forma un’alleanza militare pan-araba contro Israele, che per di più godrà del sostegno di Russia, Iran e Cina (+ Pachistan?). Un eventuale coinvolgimento diretto e massiccio di Israele in Siria o un attacco preventivo all’Iran sarebbero la goccia che fa traboccare il naso: la resa dei conti. Netanyahu non è intellettualmente e psicologicamente capace di comprendere la terribile minaccia che si profila all’orizzonte.

Gli Stati Uniti ora parlano di pace. Forse perché Putin ha fatto capire che la Russia è pronta ad entrare in guerra in Siria se ci sarà un intervento della NATO? Forse perché gli Stati Uniti non sono assolutamente disposti a farsi coinvolgere in una guerra con la Russia?

L’azione inconsulta di Israele ha costretto Putin ad inviare un ultimatum? Obama ha capito che doveva opporsi ai falchi e alle lobby interne perché il regime/governo di Assad ha dimostrato una forza imprevista e perché un’escalation in Siria coinvolgerebbe non solo l’Iran e la Russia ma anche la Cina?

NON CI SARà PIù ALCUNA CONFERENZA DI PACE

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Una conferenza internazionale entro fine mese per mettere fine al conflitto siriano: è la principale decisione annunciata dal Segretario di Stato americano, John Kerry, e dal suo omologo russo Sergei Lavrov, al termine del loro incontro a Mosca.


http://it.euronews.com/2013/05/07/siria-usa-e-russia-d-accordo-conferenza-internazionale-entro-fine-mese/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+euronews%2Fit%2Fhome+%28euronews+-+home+-+it%29

Potrebbe essere un’ottima maniera di permettere all’amministrazione Obama di ritirarsi in buon’ordine evitando un’umiliazione internazionale. Ma Israele non può tollerare questo genere di esito.

I leader della ribellione siriana la considerano una perdita di tempo


http://www.guardian.co.uk/world/2013/may/08/syrian-rebels-react-coolly-peace-conference

Qatar e Arabia Saudita l’hanno sabotata

http://www.atimes.com/atimes/Middle_East/MID-01-100513.html


RAGIONI PER OSTEGGIARE L’INGERENZA OCCIDENTALE IN SIRIA

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Sir Andrew Green, ex ambasciatore britannico in Siria: “Gli alawiti non hanno esercitato un monopolio del potere. Le numerose minoranze – cristiani, drusi, curdi e altri – preferivano il loro dominio a quello della maggioranza sunnita. In effetti un buon numero di sunniti ha preferito un regime effettivamente laico ad un’alternativa che potrebbe essere gestita dai Fratelli Musulmani…sapendo che l’alternativa sarebbe o una dittatura islamica o un conflitto settario.

Queste sono le nozioni essenziali per poter prendere una decisione sul da farsi. Purtroppo non sono state comprese. Il governo britannico…vuole addestrare ed armare le milizie in modo da mettere pressione al regime e farlo cadere.

Questo, purtroppo, è un grave travisamento della situazione. Gli alawiti e i loro sostenitori lotteranno fino alla fine. Con il sostegno militare della Russia e dell’Iran, più il sostegno politico della Cina (tutti per le loro buone ragioni) il regime può resistere ancora. Se alla fine cadrà, la Siria precipiterà nel caos. Questo è il motivo per cui molti tra quelli che, come noi, conoscono la Siria sono stati, sin dall’inizio, fortemente contrari ad un “cambio di regime”.

Il caos sarà intensificato dalle divisioni settarie e dalla cultura della vendetta e dell’onore. Per motivi personali e tradizionali, chi ha subito si vendicherà sui responsabili o sulle loro famiglie.

Alla fine, uno dei tanti gruppi di opposizione emergerà. Sarà probabilmente Al-Nusra, il gruppo jihadista che afferma di essere alleato di al-Qaeda e che è stato il più coraggioso ed efficace nei combattimenti. Godono di un ulteriore e decisivo vantaggio. I loro leader sono segreti, mentre i loro rivali sono noti a tutti. Non escluderei certamente che possano intimidire o, se necessario, uccidere i loro avversari o qualsiasi leader rivale che li sfidi.

Questo è il motivo per cui sono sicuro che la nostra politica stia procedendo nella direzione sbagliata. Fornire armi all’opposizione sarebbe semplicemente versare benzina sul fuoco – oltre al rischio che le armi finiscano nelle mani sbagliate. Il crollo della Siria sarebbe un disastro, non solo per il paese ma per il Libano e, forse, l’Iraq e, in effetti, per l’intera regione e non solo.

Dobbiamo avere il coraggio di fare un passo indietro. Anzi, dobbiamo invertire la politica di armare l’opposizione. Dovremmo avviare un dialogo serio con i russi e, se necessario, gli iraniani, per ridurre il flusso di armi ad entrambe le parti. Solo quando entrambe le parti si renderanno conto che una vittoria militare non è più possibile possiamo sperare di dare l’avvio ad un processo politico. Meglio una speranza futura che un disastro imminente”.


http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/middleeast/syria/10022576/Commentary-Arming-the-Syrian-rebels-is-pouring-petrol-on-the-fire.html

*****
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Quel che i cittadini dei paesi occidentali, ottenebrati dalla continua propaganda, di regola non riescono a capire, è che la NATO è letteralmente fuori controllo e sta disseminando disastri nel mondo: Iraq, Afghanistan, Somalia, Yemen, Libia, Mali sono solo gli esempi più recenti. È così sorprendente che i paesi del secondo e terzo mondo abbiano paura di noi?

Siamo quelli col cappello nero, quelli che alla fine del film schiattano


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/04/14/siamo-quelli-col-cappello-nero-quelli-che-alla-fine-del-film-schiattano-kosovo-nella-nato/

Under the Dome – l’involuzione degli Stati Uniti verso un Quarto Reich

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I comandanti militari federali hanno provvisoriamente l’autorità, in situazioni di emergenza straordinarie in cui il presidente non possa concedere una sua autorizzazione e le autorità localmente competenti non siano in grado di tenere la situazione sotto controllo, di attuare le operazioni necessarie a sedare inattesi disordini su vasta scala

Riforma delle leggi federali (US Code) post-attacco di Boston nella Nuova Repubblica di Weimar (USA)


http://www.longislandpress.com/2013/05/14/u-s-military-power-grab-goes-into-effect/

La via scelta dagli Stati Uniti era contrassegnata a chiare lettere da pochi, trasparenti principi guida della loro condotta nella politica mondiale. Primo: nessun popolo di questa terra, in quanto popolo, può essere giudicato un nemico perché l’umanità tutta condivide un bisogno comune di pace, di fratellanza e di giustizia. Secondo: la sicurezza e il benessere di qualsiasi nazione non possono essere acquisiti permanentemente nell’isolamento, ma solo attraverso una reale cooperazione con le altre nazioni. Terzo: il diritto di ogni nazione ad un governo e ad un sistema economico di sua scelta è inalienabile. Quarto: qualsiasi tentativo di una nazione di imporre ad altre nazioni la sua forma di governo è indifendibile. E quinto: la speranza di una nazione in una pace duratura non può essere solidamente basata sulla corsa agli armamenti ma su rapporti giusti e su intese oneste con tutte le altre nazioni.
D.D. Eisenhower, presidente degli Stati Uniti, 1953

Io dico che la nostra democrazia del Nuovo Mondo, per quanti successi abbia avuto nel sollevare le masse dalla loro degradazione, nello sviluppo materialistico, nella produzione e in certa molto ingannevole e superficiale intellettualità popolare, è oggi come oggi un fallimento quasi completo nei suoi aspetti sociali e in tutti i risultati più grandi, quelli religiosi, morali, letterari e estetici. Invano marciamo a passi mai visti verso un impero tanto colossale da oscurare quelli dell’antichità, l’impero di Alessandro e le più audaci conquiste di Roma. Invano ci siamo annessi il Texas, la California, l’Alaska, e ci spingiamo a Nord verso il Canada, a Sud verso Cuba. È come se fossimo in qualche modo dotati di un corpo vasto e sempre meglio equipaggiato, ma cui fosse rimasto solo un poco, o niente affatto anima.

Walt Whitman, Prospettive democratiche, 1871

Lincoln riteneva, con ogni fibra del suo essere, che questo luogo, l’America, potesse offrire un sogno a tutta l’umanità, un sogno diverso da ogni altro negli annali della storia. Più generoso, più compassionevole, più inclusivo…L’idea di famiglia, l’idea che, se non ci si aiuta l’un l’altro, alcuni non ce la faranno. È la famosa immagine della persona che ascende lungo la scala sociale, raggiunge il suo sogno e poi si volta per aiutare il prossimo a salire, non per ritrarre la scala. Quale altro popolo ha mai rivendicato una qualità di carattere che non risiede in un modo di parlare, vestire, ballare, pregare, ma in un’idea? Quali altri popoli della terra hanno sempre rifiutato di ancorare le definizioni della loro identità a qualcosa che non fosse quell’idea?

Mario Cuomo

Non possiamo continuare a fare affidamento solo sull’esercito al fine di raggiungere gli obiettivi di sicurezza nazionale che abbiamo designato. Abbiamo bisogno di forze dell’ordine per la sicurezza interna che siano altrettanto potenti, forti e ben finanziate.

B.H. Obama, in un tripudio di applausi

Ecco il risultato dei suoi sforzi, in piena crisi, mentre taglia miliardi di dollari di investimenti pubblici, gettando le basi per una catastrofe socioeconomico-finanziaria (le finanze di USA e UK fanno sembrare quelle greche un paragone di virtuosità): 12mila proiettili per ogni singolo poliziotto statunitense, centinaia di migliaia di proiettili perforanti (banditi dalla Convenzione Internazionale dell’Aja del 1899), migliaia di droni, 2700 blindati usati nella guerriglia urbana in Iraq, armi automatiche generalmente in dotazione alla NATO.

Le forze di polizia statunitensi sono pronte a respingere un’invasione. Un’invasione dall’interno.

DRONI

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Immaginate città in cui piccoli aerei senza pilota volano silenziosi ad alta quota, impossibili da individuare ad occhio nudo, equipaggiati con video e fotocamere ad alta definizione e capaci anche di penetrare muri grazie a tecnologia ad infrarossi. Sono i droni, simili a quelli usati in Afghanistan o in Yemen da Obama. Vi sembra fantascienza o l’ultimo film di James Bond? Non fatevi ingannare. Sta già succedendo in alcune città americane ed è solo questione di tempo prima che avvenga in tutto il paese e, chissà, anche in Europa”.


http://www.linkiesta.it/droni-polizia#ixzz2SJ5SmhJf

Droni per uccidere persone in zone non interessate dai combattimenti e puramente per un presunto “comportamento sospetto


http://articles.washingtonpost.com/2012-04-18/world/35453346_1_signature-strikes-drone-strike-drone-program

considerare tutti i maschi in età da combattimento in area di guerra (mezzo Afghanistan e tutto il nord del Pachistan) come “nemici combattenti” eliminabili


http://www.nytimes.com/2012/05/29/world/obamas-leadership-in-war-on-al-qaeda.html?pagewanted=all&_r=0

massacrando gli invitati a cerimonie nuziali e funebri e, successivamente, chi partecipa alle operazioni di soccorso


http://www.thebureauinvestigates.com/2012/02/04/obama-terror-drones-cia-tactics-in-pakistan-include-targeting-rescuers-and-funerals/

MUNIZIONI

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I funzionari del Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) hanno ripetutamente negato di aver intrapreso operazioni di stoccaggio di munizioni, ma Associated Press sostiene che l’agenzia programma l’acquisto di oltre 1,6 miliardi di munizioni nel corso dei prossimi quattro o cinque anni, e ha già acquistato 360.000 proiettili perforanti e 1,5 miliardi di munizioni nel 2012.

DHS sostiene che lo faccia per risparmiare, ma gli esperti hanno sottolineato che i proiettili a carica cava costano quasi il doppio e si espandono al momento dell’impatto. Ciò ha spinto alcuni a chiedersi quale uso ne vogliano fare [sparare ai cittadini armati? NdT].

L’acquisto di 1,6 miliardi di munizioni fornirebbe al DHS i mezzi per combattere l’equivalente di una guerra in Iraq lunga 24 anni [le forze dell’ordine statunitensi hanno stabilito che ogni poliziotto deve avere 6 volte più munizioni di quelle che il Pentagono assegna ad ogni soldato americano NdT]. Membri del Congresso affermano che DHS si è ripetutamente rifiutato di spiegare le ragioni di un tale massiccio acquisto di munizioni.


http://rt.com/usa/dhs-ammo-investigation-napolitano-645/

 

BLINDATI

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Perché diavolo la DHS sta acquistando più di un miliardo di proiettili oltre a migliaia di veicoli corazzati anti-mine?


http://www.forbes.com/sites/larrybell/2013/03/10/why-the-heck-is-dhs-buying-more-than-a-billion-bullets-plus-thousands-of-guns-and-mine-resistant-armored-vehicles/

OMICIDI MIRATI DI LEADER DELLE PROTESTE

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Le forze di polizia e gli agenti del dipartimento per la sicurezza interna (Department of Homeland Security, DHS) hanno collaborato e, verosimilmente, continuano a collaborare con i servizi di sicurezza delle banche per sorvegliare, arrestare e neutralizzare quei cittadini americani “colpevoli” di protestare pacificamente contro il sistema (Occupy Wall Street). Le strategie preparate congiuntamente contemplavano (contemplano?) anche l’uccisione da parte di cecchini di alcuni leader del movimento di protesta, in quanto classificati come “minaccia terroristica”. Poiché precedenti richieste di accesso a queste informazioni erano state rifiutate, il sospetto è che questa improvvisa generosità sia motivata da ragioni di deterrenza: nessun leader di un movimento di protesta si sentirà più al sicuro (Naomi Wolf, The Guardian, 29 dicembre 2012).


http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2012/dec/29/fbi-coordinated-crackdown-occupy

OMICIDI MIRATI CON USO DI DRONI

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Se un “alto funzionario” (anonimo) decide che un cittadino americano rappresenta una “minaccia” (generica, a sua discrezione) per gli Stati Uniti, una minaccia “imminente” e ha intrapreso “azioni ostili agli Stati Uniti” e se un “alto funzionario” (può anche essere lo stesso di cui sopra) pensa che potrebbe essere più problematico o rischioso cercare di catturarlo (e quando non lo è?) allora in questo caso diventa legale ucciderlo preventivamente, senza un processo e senza alcun vaglio delle prove incriminanti.

Non c’è nulla in questa rivendicazione del potere esecutivo che possa impedire ad Obama o ad un futuro presidente di determinare che migliaia di cittadini sono “nemici pubblici” da eliminare.


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/02/07/se-obama-ti-uccide-sicuramente-te-lo-meritavi/

 

CITTADINI: DENUNCIATE I NEMICI DELLO STATO!

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Un milione di dollari per un programma di “interventi preventivi” che dovrebbe incoraggiare i cittadini a denunciare (anonimamente) i loro vicini, amici o familiari se temono che potrebbero nuocere a se stessi o agli altri.


http://living.msn.com/life-inspired/the-daily-dose-blog-post?post=d1d60b26-0f4c-4e8a-bc93-e686ea953fd9#scpshrtu

 

STATO DI POLIZIA

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Naomi Wolf (Guardian, 5 aprile 2012): La frase più terrificante di tutte è l’uso da parte del giudice Kennedy del termine “detenuti” per i cittadini statunitensi “agli arresti”…Dieci anni di associazione semantica hanno dato a “detenuto” il significato di sinonimo di chi, in America, è stato spogliato dei suoi diritti – in particolare in prigione. È stato a lungo nell’uso corrente in America, abituandoci a collegarlo alla condizione in cui a qualche remoto musulmano a caso può essere tolto qualsiasi diritto dallo stato americano. Ora il termine – con la sua associazione al concetto di “coloro ai quali si può fare di tutto” – viene reimpiegato sistematicamente all’indirizzo di … qualunque cittadino americano DOC. […]. Ora ci sono 1.271 agenzie governative e 1.931 società private che lavorano su programmi relativi alla lotta al terrorismo, alla sicurezza nazionale ed all’intelligence in circa 10mila sedi negli Stati Uniti. Ci sono 854.000 persone munite di nulla osta per motivi di sicurezza e ci sono 33 complessi edilizi dedicati all’attività di intelligence ai massimi livelli di segretezza che sono stati costruiti o sono in costruzione.


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/04/08/sulluso-delle-umiliazioni-sessuali-per-controllare-la-popolazione-statunitense-e-non-solo-quella/

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La vera notizia è come è bastato un decennio per addomesticare i cittadini americani e far loro accettare detenzione permanente, tortura, esecuzione sommaria di cittadini americani, in patria o all’estero, una massiccia presenza di paramilitari nelle loro strade e nelle loro case.


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/04/22/stati-uniti-di-polizia-la-fase-finale-della-guerra-al-terrore-e-cominciata/

 

CAMPI DI LAVORO PER CIVILI INTERNATI

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Queste disposizioni regolano l’istituzione e la gestione da parte dell’esercito di programmi di lavoro per detenuti civili e campi di prigionia per civili in installazioni dell’esercito


http://armypubs.army.mil/epubs/pdf/r210_35.pdf


http://www.apd.army.mil/jw2/xmldemo/r210_35/main.asp

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“In allegato potrete trovare le informazioni che avete richiesto riguardo alla politica ed alle linee guida dell’esercito in merito all’istituzione di un programma di lavoro carcerario per civili e di campi di prigionia civili in installazioni militari. Queste informazioni non sono ancora state pubblicate (sono in corso di stampa), comunque, questi programmi sono stati finanziati, hanno ottenuto l’assegnazione del relativo personale e riflettono l’attuale politica dell’esercito. Spero che troverete queste informazioni utili”

Sinceramente vostro

Bill Hefner

Membro del Congresso


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/05/10/amerika/

ROBOT KILLER

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Rapporto delle Nazioni Unite condanna l’introduzione di armi sviluppate da USA, UK, Israele, Giappone e Corea del Sud che non hanno più bisogno della supervisione umana e possono uccidere e determinare chi rappresenta una minaccia per la loro esistenza, ossia dei veri e propri terminator con intelligenze artificiali che, accedendo alle banche dati e ad internet, possono intraprendere programmi di omicidi indipendenti dalla volontà umana (Skynet).


http://www.dailymail.co.uk/news/article-2318713/U-N-report-warns-killer-robots-power-destroy-human-life.html

IL GRANDE FRATELLO

Ci sono certamente modi in cui chi investiga per la sicurezza nazionale può scoprire esattamente ciò che è stato detto in una conversazione [telefonica]… Benvenuti in America. Tutto [ciò che diciamo] viene registrato mentre parliamo, che lo sappiamo o meno, che ci piaccia o meno.

Tim Clemente, ex agente FBI della divisione antiterrorismo


http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2013/may/04/telephone-calls-recorded-fbi-boston

Wired - NSA Utah Data Center

“È davvero una situazione in cui questo strumento potrebbe essere reimpiegato istantaneamente ed essere disponibile per i fini di uno stato totalitario abbastanza rapidamente”, spiega Bill Binney, 40 anni di onorata carriera alla National Security Agency


http://it.wikipedia.org/wiki/National_Security_Agency

“La possibilità di farlo è in fase di realizzazione. Ora è solo questione di vedere se la persona sbagliata arriva alla presidenza, o se alcune persone creano una loro rete interna al governo e accelerano questo processo”.


http://www.foxnews.com/tech/2013/04/12/nsa-data-center-front-and-center-in-debate-over-liberty-security-and-privacy/

Nello Utah la National Security Agency sta costruendo un enorme punto di calcolo e gestione dei dati che setaccerà la Rete, dalle mail alle ricerche Google, e le telefonate. La sorveglianza capillare potrebbe partire nel 2013.


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/03/21/utah-2013-dal-grande-fratello-allimmenso-fratello/

 

GUERRA CIVILE?

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Una maggioranza di stati americani non ratificherà mai un emendamento costituzionale che limiti il secondo emendamento. Inoltre, la maggior parte delle disposizioni sul diritto di possedere armi non è federale, dipende dalle scelte dei singoli stati. Anche se venisse a mancare il secondo emendamento, questi stati elaborerebbero i loro specifici emendamenti. Il che significa che si rischia un’altra guerra di secessione (la prima per il possesso degli schiavi, la seconda per il possesso di armi semiautomatiche).


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/12/15/quel-che-zucconi-bloomberg-e-michael-moore-non-vi-hanno-spiegato-sulla-questione-delle-armi-negli-stati-uniti/

 

RIVOLUZIONE?

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A tutti quelli che vorrebbero proibire le armi dico solo che se gli ebrei europei avesse avuto il diritto di portare armi prima dell’Olocausto i nazisti e i loro collaboratori avrebbero avuto un bel daffare nell’attuare la “Soluzione Finale”. (Questo tipo di situazione era precisamente il motivo per l’introduzione del 2° emendamento – serviva ad eliminare il monopolio di Stato sulla violenza, armando la popolazione). Questo è il problema fondamentale che riguarda il controllo delle armi in America. Senza un’arma da fuoco si è in balia del linciaggio, la vostra sicurezza dipende dalla buona volontà degli altri cittadini. Se improvvisamente questi se la prendono con te perché sei ebreo, musulmano, nero, gay, o qualsiasi altra cosa, allora tanti saluti. Per questo esiste un’associazione ebraica in favore del secondo emendamento come baluardo contro l’antisemitismo e per la stessa ragione il movimento delle Pantere Nere (Black Panther) lottò strenuamente contro il divieto di portare armi. Un’arma da fuoco dà alle minoranze una serie di diritti che non potrebbero altrimenti essere protetti, in particolare la garanzia di protezione dalla tirannia” (Anonimo)

Se consideriamo l’incapacità dimostrata dall’esercito americano di sconfiggere ribelli muniti di armi leggere in diversi paesi asiatici, non è chiaro come l’amministrazione Obama possa pensare di far applicare una legge che vieta le armi d’assalto senza far piombare la nazione nel caos per diversi anni, con migliaia di morti. Quanti soldati americani diserteranno e si schiereranno con i loro concittadini?

Sarà interessante osservare l’arrampicata sugli specchi di chi proverà a dimostrare le “evidenti” differenze tra le azioni di Gheddafi/Assad/Netanyahu e quelle del Nobel per la Pace B.H. Obama.


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/12/23/ora-sono-diventato-la-morte-il-distruttore-dei-mondi-100-1000-waco/

Tuttavia, come abbiamo visto, cittadini e miliziani anti-federali non avrebbero alcuna chance senza un’ingerenza “umanitaria” di potenze straniere. Le immagini di Boston sono emblematiche: 9mila paramilitari con mezzi blindati, elicotteri, intelligence, diritto di detenzione senza processo a tempo indeterminato (habeas corpus sospeso discrezionalmente in base a NDAA 2012 e 2013) e il possibile appoggio delle forze armate. Gli Stati Uniti sono già un enorme campo di concentramento e la finestra per sfuggire si sta chiudendo. Il Senato ha bloccato ogni possibilità di controllare la vendita delle armi, nonostante il 90% della popolazione sia strenuamente favorevole ad invertire la tendenza alla militarizzazione della propria società.


http://www.informarexresistere.fr/2012/01/07/ndaa-torneranno-i-campi-di-concentramento-in-america/


http://www.informarexresistere.fr/2011/12/17/lo-slittamento-giuridico-verso-la-dittatura-usa-2001-2012/#axzz2F7yjqNLC


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/04/28/children-of-men-i-figli-degli-uomini-un-film-preveggente/

TERZA GUERRA MONDIALE

Qualora il governo di Israele fosse costretto ad intraprendere un’azione militare di legittima auto-difesa contro il programma di armamento nucleare iraniano, il governo degli Stati Uniti affiancherà Israele, fornendo, nel rispetto della legge americana e delle responsabilità costituzionali del Congresso ad autorizzare l’uso della forza militare, supporto diplomatico militare ed economico al governo di Israele nella difesa del suo territorio, del suo popolo e della sua esistenza.
Risoluzione 65 del Senato americano

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[in realtà l'uso di testate nucleari sarebbe limitatissimo, per evidenti ragioni]

Israele ha confermato di aver bombardato in Siria nelle prime di venerdì un carico di missili presumibilmente diretto in Libano ai miliziani Hezbollah, alleati del regime di Bashar al-Assad.


http://www.lastampa.it/2013/05/04/esteri/i-media-usa-bombe-di-israele-in-siria-LzgsY1HE0jcnAm4fKqM6BN/pagina.html

“L’Iran sta continuando con il suo programma nucleare. Deve ancora attraversare la linea rossa che ho presentato alle Nazioni Unite, ma si sta avvicinando in modo sistematico”, ha detto Netanyahu. “Non gli si deve permettere di varcarla


http://www.reuters.com/article/2013/04/29/us-iran-nuclear-israel-idUSBRE93S0IQ20130429

Sei un terrorista? Sì, tu!

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“Attività criminale” e “terrorismo domestico”: sono questi i termini che l’Fbi avrebbe utilizzato per riferirsi a Occupy Wall Steet, la protesta degli indignati partita da New York nel settembre 2011 e diffusasi nei mesi seguenti per tutto il Paese, da San Francisco, in California, ad Anchorage, in Alaska…. Secondo i documenti, di cui parla l’Huffington Post, nel corso delle indagini l’Fbi avrebbe collaborato strettamente con le banche americane e le società private entrate nel mirino dei protestanti.


http://america24.com/news/fbi-riferimenti-a-occupy-wall-street-come-terrorismo-domestico-

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È emerso che solo grazie all’intervento provvidenziale di un giudice federale che ha interrotto l’interrogatorio dell’FBI Dzhokhar Tsarnaev si è visto leggere i suoi diritti, sebbene Tsarnaev avesse ripetutamente richiesto di poter parlare con un avvocato (cosa che rientra tra i suoi diritti fondamentali di cittadino statunitense)


http://www.latimes.com/news/nationworld/nation/la-na-boston-bombing-20130426,0,5051005.story

Ogni passo lungo la strada che conduce ad uno stato di polizia è piccolo e incrementale. Inizia con casi come questo, in cui la gente è restia a difendere il diritto dell’accusato ad un giusto processo, perché lo considera colpevole. Così non si preoccupa più di tanto se i suoi diritti sono stati violati, in primis quello a ricevere una rappresentanza legale ed essere trattato come una persona che è innocente finché non è stata comprovata la sua colpevolezza.

È precisamente quando è più spiacevole farlo che diventa particolarmente necessario difendere lo stato di diritto, perché non è concepito per consumare vendette o placare gli animi dei famigliari delle vittime, ma per onorare il principio di giustizia. Altrimenti ogni “nonchalance” ed omissione posteriore sarà giustificata da quella, eclatante, che l’ha preceduta: “se lo si è fatto per lui, lo si può fare anche per quest’altra”.

A ciò si aggiunge il fatto che l’opinione pubblica internazionale non ha mai avuto l’opportunità di assistere ad un singolo processo di una persona accusata di complicità in atti terroristici di matrice islamica da parte delle autorità statunitensi. Tutti i sospettati sono morti, oppure sono internati (in sciopero della fame), oppure sono stati sequestrati a nostra insaputa e giacciono in qualche prigione segreta della CIA che Obama aveva promesso di chiudere. L’occultamento non è una prassi democratica, è il classico comportamento di un governo che ha qualcosa da nascondere. o di un’organizzazione terroristica.

Tommy Ray Franks, il generale che guidò le invasioni dell’Afghanistan e dell’Iraq ha descritto molto realisticamente (Time, 21 novembre 2003) quel che succederebbe se dei terroristi si impadronissero di armi di distruzione di massa: “l’Occidente, il mondo libero, perderebbe ciò a cui tiene di più, la libertà che abbiamo ammirato per un paio di secoli in questo grande esperimento che chiamiamo democrazia…significherebbe la possibilità di una massiccia distruzione con moltissime vittime in qualche regione dell’Occidente – potrebbe essere negli Stati Uniti – che indurrebbe la nostra popolazione a mettere in discussione la nostra Costituzione ed iniziare a militarizzare la nostra nazione per poter evitare un altro evento del genere. Una decisione che finirebbe per cancellare la stessa Costituzione”.

Stiamo assistendo ad una svolta nella narrazione: l’islamofobia cederà il primo posto alla paura della minaccia interna. In questo modo l’establishment degli Stati Uniti potrà “fare ordine” all’esterno e contemporaneamente all’interno.

Nella Guerra al Terrore permanente, i due fratelli Tamerlan e Dzhokhar Tsarnaev sono il perfetto trait d’union tra l’islamismo e l’eversione domestica. Il primo era un integralista legalmente residente negli Stati Uniti, il secondo era un cittadino americano di origini cecene, perfettamente integrato (di più: un giovane di condotta esemplare) ed assolutamente insospettabile.

Abbiamo visto funzionari e commentatori volgere ogni notizia o diceria in un vantaggio tattico a breve termine, in vista delle elezioni del 2014. Come se l’unica vera importanza di questo orribile ma modesto attacco terroristico stesse nella sua capacità di comprovare la correttezza della propria visione del mondo. A destra, la gente era sicura che i terroristi di Boston facevano parte di un enorme complotto jihadista. A sinistra abbiamo sentito un sacco di teorie sulla Giornata dei Patrioti e Waco e Oklahoma City, assieme all’argomento che sarebbe stato meglio per la pace globale se gli attentatori fossero stati americani bianchi, piuttosto che musulmani stranieri…[…]. Lo spettacolo mediatico fatto di paura e irrazionalità, l’isteria nazionale che ha fatto di un atto atroce apparentemente perpetrato da due perdenti con zainetti esplosivi una “minaccia esistenziale” (per prendere a prestito un’espressione tratta dalla serie “Homeland”) per la nazione più potente del mondo”.


http://www.salon.com/2013/04/20/how_boston_exposes_americas_dark_post_911_bargain/?ok

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John W. Whitehead, giurista, Rutherford Institute:

Per quelli che, come me, hanno studiato l’emergere degli stati di polizia, la vista di una città posta sotto legge marziale, i suoi cittadini agli arresti domiciliari, elicotteri militareschi dotati di telecamere termiche che ronzano per i cieli, carri armati e veicoli blindati per le strade, cecchini appollaiati sui tetti, mentre migliaia di poliziotti vestiti di nero sciamavano per le strade e le squadre speciali in uniforme paramilitare effettuavano perquisizioni casa per casa alla ricerca di due giovani e apparentemente improbabile sospetti – evoca in noi un crescente disagio.

Intendiamoci, questi non sono più i segni premonitori di un crescente stato di polizia. Lo stato di polizia è già qui.

Altrettanto inquietante è la facilità con cui gli americani hanno accolto con favore il blocco della città, l’invasione routinaria della loro vita privata e lo smantellamento di ogni diritto costituzionale destinato a servire come un baluardo contro gli abusi del governo. Guardando lo svolgersi degli eventi, non ho potuto fare a meno di pensare alle osservazioni del feldmaresciallo nazista Hermann Goering, durante il processo di Norimberga:

Naturalmente, la gente comune non vuole la guerra; né in Russia, né in Inghilterra, né in America, né in Germania. Questo è chiaro. Alla fine, però, è il leader di un Paese a determinare la politica ed è sempre abbastanza semplice costringere la gente a seguirlo, che ci sia una democrazia, una dittatura fascista, un Parlamento o una dittatura comunista. Che abbiano voce o meno, le persone possono sempre essere portate a seguire i propri leader. È semplice. Tutto quello che bisogna fare è dire loro che sono sotto attacco e denunciare i pacifisti per la mancanza di patriottismo, per esporre la nazione al pericolo. Funziona allo stesso modo in ogni Paese.

Come gli eventi di Boston hanno dimostrato, funziona davvero allo stesso modo in ogni paese. Le stesse tattiche di propaganda e di stato di polizia che hanno funzionato per Adolf Hitler 80 anni fa continuano ad essere impiegate con grande successo nell’America post-11 settembre.

Qualunque sia la minaccia alla cosiddetta sicurezza – se si vocifera di armi di distruzione di massa, sparatorie scolastiche o presunti atti di terrorismo -, non ci vuole molto perché il popolo americano si metta in riga rispetto ai dettami del governo, anche se questo significa sottomettersi alla legge marziale, vedere le proprie case perquisite, essere spogliati dei propri diritti costituzionali senza alcun preavviso e dibattito.

[…].

Particolarmente sconfortante è il fatto che gli americani, consumati dal bisogno di vendetta, sembrano ancor meno preoccupati di proteggere i diritti degli altri, soprattutto se questi “altri” hanno un diverso colore della pelle o una diversa nazionalità. La risposta pubblica alla caccia all’uomo, la cattura e il successivo trattamento dei fratelli Tamerlan e Dzhokhar Tsarnaev è solo l’ultimo esempio della mentalità xenofoba dell’America, che è anche stata il motivo trainante del rastrellamento e detenzione di centinaia di arabi, persone provenienti dal subcontinente indiano e musulmani in conseguenza dell’11 settembre; dei campi di internamento che ospitavano più di 18.000 persone di origine giapponese durante la seconda guerra mondiale [in realtà furono decine di migliaia, NdT]; dell’arresto e deportazione di migliaia di residenti “radicali” durante le ondate di panico anticomunista statunitense (cf. Red Scare:
http://it.wikipedia.org/wiki/Paura_rossa
).

[…].

Come ha notato la giornalista Emily Bazelon (Slate): “Perché dovrei preoccuparmi del fatto che nessuno abbia letto i suoi diritti a Dzhokhar Tsarnaev? Perché quando la legge viene distorta per lui, è più facile farlo anche per il resto di noi”.

[…]

Poco dopo aver preso Tsarnaev in custodia, il dipartimento di polizia di Boston ha twittato “Catturato! La caccia è finita. La ricerca ha avuto successo. Il terrore è finito. La giustizia ha vinto”. Eppure, con Tsarnaev e suo fratello già accusati, processati e condannati dal governo, dai media e dalla polizia, il tutto senza aver mai messo piede in un’aula di tribunale, resta da vedere se la giustizia abbia davvero vinto.

La lezione per il resto di noi è questa: una volta che un popolo libero permette al governo di erodere la sua libertà o baratta quelle stesse libertà per la sicurezza, ci si trova su un piano inclinato verso una tirannia. E non importa che al governo ci sia un democratico o un repubblicano, perché la mentalità burocratica su entrambi i lati sembra ora incarnare la stessa filosofia di governo autoritario. Sempre più spesso quelli di sinistra, che una volta celebravano Barack Obama come un antidoto per il ripristino delle numerose libertà civili che erano state perse o compromesse a seguito delle politiche dell’era Bush, si ritrovano costretti a riconoscere che le minacce alle libertà civili sono anche peggiori sotto Obama.

Chiaramente le prospettive per le libertà civili sotto Obama diventano ogni giorno più tetre, dal suo appoggio alla detenzione a tempo indeterminato per i cittadini degli Stati Uniti, alle liste di bersagli umani per i suoi droni, alla sorveglianza telefonica, postale ed elettronica senza mandato, ai procedimenti contro le gole profonde (funzionari onesti che informano la popolazione di ciò che non va, NdT).

Più di recente, capitalizzando sulla confusione e paura della popolazione, la tragedia della maratona di Boston è stata usata come un mezzo per estendere la portata dello stato di polizia, a cominciare dall’approvazione a larga maggioranza della CISPA.

Questi sviluppi preoccupanti sono le manifestazioni esteriori di un cambiamento del modo in cui il governo vede non solo la Costituzione e la Carta dei Diritti, ma anche “noi il popolo” (“we the people”). Ciò riflette un allontanamento da un governo in cui vige lo stato di diritto a uno che cerca il controllo totale attraverso l’imposizione di leggi che lo favoriscono, a detrimento della popolazione.

Intanto, gli americani rimangono in gran parte ignari delle minacce incombenti sulle loro libertà, desiderosi di essere persuasi che il governo può risolvere i problemi che ci affliggono – che si tratti di terrorismo, di una depressione economica, di un disastro ambientale o anche di un’epidemia di influenza.

Eppure, dopo essersi bevuti la fallace idea che il governo può garantire non solo la nostra sicurezza, ma la nostra felicità e che si prenderà cura di noi dalla culla alla tomba, cioè dagli asili nido alle case di cura, abbiamo in realtà permesso a noi stessi di essere imbrigliati e trasformato in schiavi agli ordini di un governo che se ne infischia delle nostre libertà o della nostra felicità.


http://original.antiwar.com/jwhitehead/2013/04/22/boston-strong-marching-in-lockstep-with-the-police-state/

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Abbiamo già visto che le autorità americane mentono compulsivamente: ci era stato detto che il più giovane dei terroristi di Boston era stato preso dopo una sparatoria e che il suddetto si era ferito gravemente tentando di suicidarsi. Tutto falso.

Qui la foto di lui che esce dalla barca sulle sue gambe:


http://boston.cbslocal.com/2013/04/20/cbs-news-dzhokhar-tsarnaev-may-have-attempted-suicide-before-capture/

Non era armato, non ha mai potuto rispondere al fuoco, dovevano prenderlo vivo, ma hanno crivellato di colpi la barca:


http://www.washingtonpost.com/world/national-security/officials-boston-suspect-had-no-firearm-when-barrage-of-bullets-hit-hiding-place/2013/04/24/376fc8a0-ad18-11e2-a8b9-2a63d75b5459_story.html

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LA PROSSIMA MENZOGNA?

L’FBI e la CIA prepareranno l’opinione pubblica americana al nuovo credo della Guerra al Terrore: “la più grave minaccia per l’America è interna. Ci sono cellule eversive AMERICANE ben armate che pianificano l’abbattimento dello stato federale ed hanno come obiettivo la cattura di una città”. Prima o poi questo scenario si materializzerà magicamente e la santabarbara esploderà.

Il governo federale affermerà che ha il dovere di ristabilire l’ordine, i ribelli si appelleranno a questo tipo di argomentazione:

A tutti quelli che vorrebbero proibire le armi dico solo che se gli ebrei europei avesse avuto il diritto di portare armi prima dell’Olocausto i nazisti e i loro collaboratori avrebbero avuto un bel daffare nell’attuare la “Soluzione Finale”. (Questo tipo di situazione era precisamente il motivo per l’introduzione del 2° emendamento – serviva ad eliminare il monopolio di Stato sulla violenza, armando la popolazione). Questo è il problema fondamentale che riguarda il controllo delle armi in America. Senza un’arma da fuoco si è in balia del linciaggio, la vostra sicurezza dipende dalla buona volontà degli altri cittadini. Se improvvisamente questi se la prendono con te perché sei ebreo, musulmano, nero, gay, o qualsiasi altra cosa, allora tanti saluti. Per questo esiste un’associazione ebraica in favore del secondo emendamento come baluardo contro l’antisemitismo e per la stessa ragione il movimento delle Pantere Nere (Black Panther) lottò strenuamente contro il divieto di portare armi. Un’arma da fuoco dà alle minoranze una serie di diritti che non potrebbero altrimenti essere protetti, in particolare la garanzia di protezione dalla tirannia”.


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/12/23/ora-sono-diventato-la-morte-il-distruttore-dei-mondi-100-1000-waco/

Parola di Enrico Letta

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«Pensare che dopo 20 anni di guerra civile in Italia, nasca un governo Bersani-Berlusconi non ha senso. Il governissimo come è stato fatto in Germania qui non è attuabile»

Enrico Letta, 8 aprile 2013.

«I contrasti aspri tra le forze politiche rendono non idoneo un governissimo con forze politiche tradizionali»

Enrico Letta, 29 marzo 2013.

“Sembrerà assurdo, ma se non si era ancora capito, io sono un grande fan di Berlusconi. Berlusconi ha fatto la storia d’Italia degli ultimi 10 anni, anche se vorrei che fosse meno sborone e raccontasse meno balle agli italiani. (…) Mantengo una linea molto critica con Berlusconi, ma vorrei fargli un appello inedito. Vorrei, a prescindere dall’esito delle prossime elezioni, dicesse subito che lui si impegna a rimanere nella vita politica italiana e a mantenere la sua leadership del Polo. Perché il mio grande timore è che un Berlusconi che pareggi o perda faccia un biglietto per Tahiti. Se Berlusconi facesse questo gesto sarebbe la tomba del bipolarismo italiano. farebbe precipitare il centrodestra indietro di 10 anni”.

Enrico Letta, 18 settembre 2005, Ansa

“Nel mio governo ideale vorrei gente in gamba, anche se sta nella Casa della Libertà di Berlusconi: penso a mio zio Gianni, a Casini, a Tabacci, a Vietti e a Tremonti”.

Enrico Letta, 15 settembre 2007, dal Corriere della Sera

“I contenuti della lettera di Draghi e Trichet rappresentano la base su cui impostare politiche per far uscire l’Italia dalla crisi. Qualunque governo succederà al governo Berlusconi dovrà ripartire dai contenuti di quella lettera”

Enrico Letta, 29 settembre 2011, dal suo sito personale

“Mario, quando vuoi dimmi forme e modi con cui posso esserti utile dall’esterno. Sia ufficialmente (Bersani mi chiede per es. di interagire sulla questione dei vice) sia riservatamente. Per ora mi sembra tutto un miracolo! E allora i miracoli esistono!”.

Enrico Letta, 18 novembre 2011, bigliettino inviato a Mario Monti durante il dibattito sulla fiducia

“Il 2011 è stato l’anno che ha definitivamente consacrato Napolitano come forse il più grande presidente della Repubblica che l’Italia abbia avuto. Ha letteralmente salvato il Paese insieme a Monti”.

Enrico Letta, 31 dicembre 2011, su face book

“Preferisco che i voti vadano al Pdl, piuttosto che dispersi verso Grillo”.

Enrico Letta, 13 luglio 2012, dal Corriere della Sera

«Bisogna fare la riforma elettorale. Nelle prossime tre settimane il Porcellum va mandato definitivamente a casa»

Enrico Letta, 9 giugno 2012.

«Se non cambiamo il Porcellum possiamo fare anche il carpiato con tre avvitamenti ma non ce la faremo a rilegittimare la politica e a tornare alla buona politica»

Enrico Letta, 14 luglio 2012.

Nel colloquio con Gianni Letta, gli americani notano un particolare: «La cosa interessante», scrivono, «è che Letta aveva l’esatto conteggio dei voti prima ancora che la Corte di Cassazione lo annunciasse: il risultato è stato annunciato poco dopo la fine dell’incontro con la delegazione». Un dettaglio interessante, viste le polemiche sulle elezioni politiche dell’aprile 2006, in cui il giornalista Enrico Deaglio parlò di brogli.

Il 24 maggio 2006, esattamente un mese dopo il colloquio di Gianni Letta con la delegazione americana, il governo Prodi è in sella e l’ambasciatore Usa a Roma, Ronald Spogli, incontra un nuovo Letta: Enrico, «sottosegretario del primo ministro (nipote del sottosegretario di Berlusconi, Gianni Letta)», scrive Spogli (il cablo è disponibile qui: https://www.wikileaks.org/plusd/cables/06ROME1590_a.html)

Anche in questo caso, gli Usa vogliono capire cosa li aspetta, come si muoverà l’Italia di Prodi. Enrico Letta spiega di ritenere che l’Italia supporterà le posizioni degli Stati Uniti su Israele e i palestinesi, che lui personalmente vede le basi Usa in Italia come un fattore positivo. Il giovane Letta si descrive come «fortemente pro-americano», spiegando di considerare le relazioni Italia-Usa essenziali.


http://espresso.repubblica.it/dettaglio/zio-e-nipote-gli-amici-americani/2205763//1

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Enrico Letta è anche membro della Trilateral e nel 2012 ha partecipato alla riunione del gruppo Bildelberg a Chantilly, in Virginia. Letta junior, disse al ‘Corriere’ il suo amico Lapo Pistelli, nel lontano 2006, «è l’Amato del Duemila» perché «al pari di Giuliano è dentro tutti i giochi. In quelli di Prodi e in quelli di Walter Veltroni, in quelli di Massimo D’Alema e in quelli di Pierferdinando Casini. Addirittura in quelli di Giulio Tremonti». Mai ritratto fu più azzeccato.


http://espresso.repubblica.it/dettaglio/incarico-a-letta-ecco-perche/2205541//1

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A sfogliare i libroni dei contributi registrati alla Camera dei deputati, si scopre che la sinistra italiana, negli ultimi dieci anni, spesso non ha guardato troppo per il sottile di fronte a un generoso imprenditore. Per restare in tema di acciaierie, Enrico Letta ha incassato 40 mila euro nel 2008, proprio come Bersani, dall’associazione padronale di categoria, quella Federacciai che vanta come vicepresidente Nicola Riva, ora indagato a Taranto per inquinamento. Letta è uno dei politici di sinistra più graditi agli imprenditori.

http://shop.ilfattoquotidiano.it/2012/12/01/soldi-dalle-aziende-a-dalema-letta-vendola-e-gli-altri/

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«In Italia non è possibile che, neppure in una situazione d’emergenza, le maggiori forze politiche del centrosinistra e del centrodestra formino un governo insieme» (Massimo D’Alema, 8 marzo 2013).

«Il Pd è unito su una proposta chiara. Noi diciamo no a ipotesi di governissimi con la destra» (Anna Finocchiaro, 5 marzo 2013).

«Fare cose non comprensibili dagli elettori non sono utili né per l’Italia né per gli italiani. Non mi pare questa la strada». (Beppe Fioroni, 25 marzo 2013).

«Non si può riproporre qui una grande coalizione come in Germania. Non ci sono le condizioni per avere in uno stesso governo Bersani, Letta, Berlusconi e Alfano» (Dario Franceschini, 23 aprile 2013).

«Sono contrario a un governo Pd-Pdl» (Andrea Orlando, 22 aprile 2013).

«Abbiamo sempre escluso le larghe intese e le ipotesi di governissimo» (Rosy Bindi, 21 aprile 2013).

«Serve un governo del cambiamento che possa dare risposta ai grandi problemi dell’Italia. Nessun governissimo Pd-Pdl» (Roberto Speranza, 8 aprile 2013).
«Non dobbiamo avere paura di confrontarci con gli altri, ma non significa fare un governo con ministri del Pd e del Pdl. La prospettiva non è una formula politicista come il governissimo, è quel governo di cambiamento di cui l’Italia ha bisogno» (Roberto Speranza, 7 aprile 2013).

«L’alternativa non può essere o voto anticipato o alleanza stretta tra Pd e Pdl» (Roberto Speranza, 7 aprile 2013).

«Lo dico con anticipo, io un’alleanza con Berlusconi non la voto» (Emanuele Fiano, 28 febbraio 2013).

«I nostri elettori non capirebbero un accordo con Berlusconi» (Ivan Scalfarotto, 28 febbraio).

«Non c’è nessun inciucio: se questa elezione fosse il preludio per un governissimo io non ci sto e non ci starebbe neanche il Pd» (Cesare Damiano, 18 aprile 2013).

«Serve un governo di cambiamento vero ed è impensabile farlo con chi in questi anni ha sempre dimostrato di avere idee opposte alle nostre» (Fausto Raciti, 14 aprile 2013).

«Un governo Pd-Pdl è inimmaginabile» (Matteo Orfini, 27 marzo 2013)


http://espresso.repubblica.it/dettaglio/quando-il-pd-diceva-mai-con-b/2205721

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Sul Sole 24 Ore di oggi compaiono, a partire dalla prima pagina, ben tre lunghissimi articoli di Enrico Letta, più un articolo di Arel, l’agenzia di cui Enrico Letta è segretario generale e come se non bastasse vi è anche uno sconfinato articolo di Dino Pesole che ricostruisce in modo elogiativo la carriera del nuovo Presidente incaricato. Se qualcuno avesse mai avuto dei dubbi su quale fosse il parere di Confindustria sul nascente governo e il suo presidente, può mettersi tranquillo.

 Alfonso Gianni, facebook, 26 aprile 2013

Poiché nel nostro paese la memoria è piuttosto labile, vale forse la pena di ricordare che Enrico Letta, il nuovo presidente del consiglio incaricato, come già Mario Monti, è membro del board europeo della Trilateral Commission, la punta di lancia del pensiero e dell’azione neoliberista a livello mondiale, nata non a caso pochi mesi prima del colpo di stato in Cile ispirato dalla Cia e accolto con entusiasmo dai Chicago boys che tornarono subito in patria per applicare una spietata politica di privatizzazioni. Ha partecipato all’ultima riunione del gruppo Bildelberg, altro think thank del pensiero capitalista, fondato da un ex nazista.

 Alfonso Gianni, facebook, 26 aprile 2013

Boston, Toronto: solo un aperitivo?

10i

Le due vicende di Boston e Toronto sono semplicemente grottesche: due fallimenti belli e buoni.
Una strategia della tensione ben fatta necessita di eventi di ben altra scala.
Arriveranno, forse non subito, ma arriveranno.
Tutto è pronto per l’Armageddon nel Medio Oriente: il mastino israeliano sarà sguinzagliato, nel disperato tentativo di ritardare il crac del sistema finanziario globale (quotazioni dell’oro e dell’argento impazzite) e di tenere a bada milioni di persone esasperate, con sempre meno da perdere.

BOSTON

Questa storia è obiettivamente molto confusa e lo diventa ogni giorno di più.

Dzhokhar Tsarnaev era disarmato quando si nascondeva nella barca. La nota di Associated Press osserva che questa rivelazione contraddice le versioni precedenti, in cui si parlava di una sparatoria e del tentato suicidio del diciannovenne cittadino americano di origini cecene che gli avrebbe impedito di parlare, forse per tutta la vita (invece ora parla tranquillamente e le sue condizioni sono già ritenute “soddisfacenti”):


http://www.boston.com/news/local/massachusetts/2013/04/24/officials-suspect-unarmed-when-arrested-boat/15RdBrwnAoMLdWlVun5GXI/story.html

Inizialmente le forze di polizia inseguivano 2 auto. Poi le auto sono diventate un’auto, identica a quella dei fratelli. Il proprietario dell’auto è rimasto circa 30 minuti ostaggio dei fratelli, poi è stato lasciato libero, incolume, ma nessuno ne ha più saputo niente, pur potendo fornire la testimonianza più corposa possibile sui due sospetti terroristi. Il fratellino investe il fratello con l’auto durante uno scontro a fuoco, ma in seguito – ci informano – questo fratello è stato ucciso dalla sparatoria.

Il fratello più giovane ha lasciato tracce di sangue che portano ad una barca; oppure non c’è alcuna traccia di sangue sulla parte esterna della banca e sul telo che la ricopre;  esce di sua iniziativa dalla barca dopo essere stato scoperto da un privato cittadino, al quale non spara; oppure è stato tirato fuori con la forza; oppure ha sparato contro le forze dell’ordine; oppure era disarmato ed è arrivato all’ospedale senza che gli fossero letti i suoi diritti in quanto in condizioni critiche; non può parlare perché ha tentato di suicidarsi e potrebbe essersi lesionato irrimediabilmente le corde vocali; oppure il giorno dopo è in condizioni soddisfacenti e sta parlando senza problemi.

Le bombe erano 5, 3 sono rimaste inesplose (una alla biblioteca JFK), però non ci sono indicazioni che i due fratelli siano stati visti collocare le altre 3. Non solo, sulle altre bombe è sceso il velo dei media: argomento tabù. È già stato deciso che non potevano esserci altri complici. La versione più recente è che hanno fatto tutto da soli, addestrandosi su internet, come se uno come Tamerlan Tsarnaev, che era monitorato dall’FBI, potesse imparare ad usare armi ed esplosivi in giardino – senza farsi male – e poi arrivare al dunque, non trovando alcun ostacolo.

Farsi delle bombe in casa non è un giochetto. Si rischia di restare uccisi. Chi le ha fatte? Dove le hanno testate? In che poligono di tiro hanno imparato a sparare a bersaglio? Dove hanno riposto armi ed esplosivi? Chi ha pagato l’acquisto?

A dire il vero una cosa del genere ha dei precedenti: nel 1993 l’FBI aveva fornito a degli aspiranti terroristi tutto l’occorrente e, prima dell’attentato, poteva ancora far fallire il primo attacco al World Trade Center (nei parcheggi sotterranei). Invece non l’ha fatto.

Un informatore dell’FBI sotto copertura, Emad A. Salem, incredulo nel sentire che non poteva rimpiazzare con polvere innocua l’esplosivo che poi causò la morte di 6 persone, il ferimento di altre 1000 e 500 milioni di dollari di danni, registrò segretamente le sue conversazioni telefoniche con il contatto dell’FBI. I nastri sono stati poi utilizzati come prova in un processo. Come si vede l’FBI non dà priorità alla protezione delle vite dei cittadini degli Stati Uniti:


http://www.nytimes.com/1993/10/28/nyregion/tapes-depict-proposal-to-thwart-bomb-used-in-trade-center-blast.html?pagewanted=all&src=pm

Sappiamo anche che diversi congressisti, membri della commissione 9/11 e agenti dell’FBI sospettano, e l’hanno asserito pubblicamente in più di un’occasione, che l’attacco dell’11 settembre potesse essere scongiurato e sia stato invece facilitato dalla CIA e da elementi deviati del governo, delle forze armate e della monarchia saudita:


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/04/23/reichstag-o-golfo-del-tonchino-tutti-e-due-un-ripassino-sul-futuro-delloccidente/

 *****

Come ha fatto Tamerlan Tsarnaev a morire in una sparatoria della polizia (in teoria schiacciato dall’auto guidata dal fratello minore!!) quando ci sono riprese video che lo mostrano mentre obbedisce ai comandi della polizia e si fa prendere in custodia.



ed esistono le dichiarazioni di un testimone oculare che lo confermano – la BBC ha successivamente cancellato l’articolo (19 aprile 2013), ma lo potete leggere qui:


http://members5.boardhost.com/medialens/msg/1366476873.html

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Skull-T

Fin dall’inizio è circolata in rete una narrazione alternativa, che incolpava i mercenari di Craft International (il cui fondatore è stato assassinato un paio di mesi fa):


http://aurorasito.wordpress.com/2013/04/18/le-forze-speciali-dietro-le-bombe-di-boston/

È infatti curiosa la coincidenza che il fratello maggiore era vestito nello stesso, identico modo degli uomini della sicurezza di Craft International (incluso lo zainetto). 

Ma possiamo immaginarci dei mercenari così stupidi da compiere un attentato a Boston vestiti con le loro uniformi e loghi in bella vista e facilmente fotografabili e registrabili dalle videocamere?

La cosa è sospetta, perché quelle immagini di sorveglianza sono arrivate quasi immediatamente in rete. Non sono immagini a cui chiunque potrebbe avere accesso e certamente non in così breve tempo. Qualcuno desiderava individuare un diverso capro espiatorio? Oppure è l’opera di una gola profonda che era a conoscenza dei piani e voleva rispettare la volontà del defunto fondatore (se è realmente stato tolto di mezzo)?

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L’esercitazione antiterrorismo che si svolge concomitantemente all’attentato vero e proprio è un classico che ormai conoscono anche i bambini (è successo anche nel caso di Breivik)

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E non dimentichiamoci delle bizzarre missive avvelenate inviate ad Obama e ad un congressista, giusto per aumentare la confusione:


http://www.internazionale.it/news/stati-uniti/2013/04/17/una-lettera-tossica-diretta-a-obama/

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Il tentativo, fallito, di chiamare in causa gli iraniani è chiaramente imputabile alla fazione sionista che deve trovare un pretesto per convincere gli americani ad attaccare l’Iran.


http://www.wnd.com/2013/04/boston-bombers-followers-of-irans-ayatollah/

 

TORONTO

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L’Iran è come il prezzemolo: prima o poi finisce sempre al centro di tutte queste trame.

È stato chiamato in causa anche nel fallito attentato al treno canadese diretto negli Stati Uniti (doveva essere fatto deragliare).


http://www.repubblica.it/esteri/2013/04/22/news/canada_e_usa_annunciano_sventato_grande_attacco_terroristico-57266275/

Ci sarebbe una cellula alqaedista in Iran dietro questo piano terroristico. Peccato che l’Iran (come l’Iraq di Saddam Hussein) sia ai ferri corti con gli al-qaedisti per ammissione degli stessi Stati Uniti (documenti trovati nella casa di Osama Bin Laden). Al Qaeda è sunnita-wahabita e quindi fa riferimento all’Arabia Saudita, nemica giurata dell’Iran. I membri di al Qaeda fuggiti in Iran sono stati fatti prigionieri. Uno dei figli di Bin Laden è stato giustiziato in Iran:


http://www.reuters.com/article/2012/05/03/us-usa-binladen-documents-iran-idUSBRE8421EG20120503?irpc=932

“Questa è la cosa più divertente che abbia mai sentito nei miei 64 anni di vita. Un’al Qaeda iraniana è una invenzione ridicola – ha detto il responsabile delle relazioni estere della Repubblica islamica – Spero che le autorità canadesi riflettano un po’ e tengano conto dell’intelligenza della popolazione e dell’opinione pubblica”.


http://it.euronews.com/2013/04/23/attacco-sventato-al-treno-iran-definisce-ridicole-accuse-canada/

L’attacco è stato sventato proprio lo stesso giorno il cui il primo ministro Harper cercava di far passare nuove misure anti-terrorismo (= anti-diritti civili)

Harper è noto per le sue posizioni filo-sioniste


http://www.thestar.com/news/canada/2012/09/28/stephen_harper_discusses_threats_posed_by_iran.html

SIRIA, IRAN, TERZA GUERRA MONDIALE

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Itai Brun, capo dell’intelligente militare israeliana, ha accusato il governo siriano di aver usato e continuare ad usare armi chimiche


http://www.guardian.co.uk/world/2013/apr/23/syrian-regime-chemical-weapons-israeli

“Le informazioni di cui sono in possesso al momento non mi danno una conferma tale da poter commentare la vicenda” ha detto John Kerry. “Ma ovviamente ogni accusa merita la massima attenzione ed è necessario verificare e capire cosa succede, su questo non c‘è dubbio”.


http://it.euronews.com/2013/04/24/israele-accusa-siria-assad-usa-armi-chimiche-usa-non-confermano/

Tutto questo non significa che Obama non abbia intenzioni bellicose. È solo che si muove cautamente, come un serpente, non come un elefante in una cristalleria (stile Bush). Infatti:

“Dagli Usa arriva un apparente voltafaccia rispetto agli impegni di Barack Obama verso il disarmo nucleare. Il Pentagono si appresta infatti a spendere 11 miliardi di dollari per ammodernare 200 ordigni nucleari tattici B61 allocati in Europa per trasformarli in “bombe atomiche intelligenti (teleguidate)” sganciabili dal controverso caccia di ultima generazione F-35, di cui si doterà anche l’Italia. E’ quanto rivela il britannico Guardian.
Le B61 sono ordigni americani conservati negli arsenali Nato europei. Sono ‘nascosti’ in Belgio, Olanda, Germania, Turchia, ma anche in Italia sul cui territorio sono ancora presenti 90 di questi ordigni (70 secondo le ultimissime stime): 50 ad Aviano in Friuli e 40 (20) a Ghedi, in provincia di Brescia”.


http://www.repubblica.it/esteri/2013/04/21/news/usa_11_miliardi_per_adeguare_le_atomiche_agli_f-35-57197605/?ref=HREC1-6

Reichstag o Golfo del Tonchino? Tutti e due! (un ripassino sul futuro dell’Occidente)

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Tsarnaev incriminato per uso di armi distruzione di massa [pentole a pressione esplosive! Attenti quando cuocete i cavolfiori: potrebbe esserci un drone sopra caosa vostra]

Adnkronos

La cellula terroristica, secondo le fonti della polizia, “era supportata da Al Qaeda in Iran, ma non ci sono prove di un coinvolgimento di Teheran”. Obiettivo, un convoglio in partenza dal territorio canadese e diretto negli Stati Uniti

Repubblica 22 aprile 2013

[CASUALMENTE, proprio quando il primo ministro neocon canadese Harper cercava di accelerare la promulgazione di una contestatissima nuova legge anti-terrorismo che elimina il fondamentale diritto di rimanere in silenzio per non auto-incriminarsi]

Alti funzionari del governo hanno distorto i fatti e ingannato l’opinione pubblica americana circa gli eventi che hanno portato al pieno coinvolgimento degli Stati Uniti nella guerra del Vietnam.

Quei complottisti picchiatelli dell’Istituto Navale degli Stati Uniti, Accademia Navale di Annapolis


http://www.usni.org/magazines/navalhistory/2008-02/truth-about-tonkin

Pensate alle conseguenze di un altro massiccio attacco (terroristico) negli Stati Uniti – magari la detonazione di una bomba radiologica o sporca, oppure di una mini bomba atomica o un attacco chimico in una metropolitana. Uno qualunque di questi eventi provocherebbe morte, devastazione e panico su una scala tale che al confronto l’11 settembre apparirebbe come un timido preludio. Dopo un attacco del genere, una cappa di lutto, melanconia, rabbia e paura resterebbe sospesa sulle nostre vite per una generazione. Questo tipo di attacco è potenzialmente possibile. Le istruzioni per costruire queste armi finali si trovano su internet ed il materiale necessario per costruirle lo si può ottenere pagando il giusto prezzo. Le democrazie hanno bisogno del libero mercato per sopravvivere, ma un libero mercato in tutto e per tutto – uranio arricchito, ricino, antrace – comporterà la morte della democrazia. L’armageddon è diventato un affare privato e se non riusciamo a bloccare questi mercati, la fine del mondo sarà messa in vendita. L’11 settembre con tutto il suo orrore, rimane un attacco convenzionale. Abbiamo le migliori ragioni per avere paura del fuoco, la prossima volta. Una democrazia può consentire ai suoi governanti un errore fatale – che è quel che molti osservatori considerano sia stato l’11 settembre – ma gli Americani non perdoneranno un altro errore. Una serie di attacchi su vasta scala strapperebbe la trama della fiducia che ci lega a chi ci governa e distruggerebbe quella che abbiamo l’uno nell’altro. Una volta che le aree devastate fossero state isolate ed i corpi sepolti, potremmo trovarci, rapidamente, a vivere in uno stato di polizia in costante allerta, con frontiere sigillate, continue identificazioni e campi di detenzione permanente per dissidenti e stranieri. I nostri diritti costituzionali potrebbero sparire dalle nostre corti, la tortura potrebbe ricomparire nei nostri interrogatori. Il peggio è che il governo non dovrebbe imporre una tirannia su una popolazione intimidita. La domanderemmo per la nostra sicurezza. E se le istituzioni della nostra democrazia fossero incapaci di proteggerci dai nostri nemici, potremmo andare anche oltre e farci giustizia da soli. Abbiamo una tradizione di linciaggi in questa nazione e quando la paura e la paranoia ci saranno entrati nelle ossa, potremmo finire per ripetere i peggiori episodi del nostro passato, uccidendo i nostri vicini, i nostri amici.

Michael Ignatieff, New York Times Magazine, il 2 maggio 2004

Il massacro di Boston è la terza atrocità di massa in meno di 12 mesi (Colorado e Newtown sono state le prime due). Non sembrano esserci precedenti per una serie del genere, neppure negli Stati Uniti. Il cinico/scettico/pensatore non-ovino potrebbe avere il sospetto che ci si trovi di fronte ad un qualche tipo di condizionamento, sul modello della storicamente documentata “strategia della tensione”. Lo schieramento di quasi 10mila agenti paramilitari in un’area metropolitana (sebbene il sospetto si trovasse a oltre 10 km di distanza dal centro di Boston), in uno stato di legge marziale di fatto, è sicuramente senza precedenti.

Il caso più recente: un diciannovenne – se è veramente il colpevole – fa esplodere delle bombe in un luogo pubblico intensamente videosorvegliato, manda un tweet in cui dice a tutti di mettersi al sicuro, poi va in giro per la città, la sera va a una festa e gli amici lo vedono rilassato; non si procura soldi, non si preoccupa di avere una macchina pronta per la fuga,  non pensa minimamente al suicidio e non comunica alcun messaggio politico di alcun genere in nessuna forma. È incosciente di ciò che ha fatto.

Uno psicopatico non si comporterebbe così. Un fanatico non si comporterebbe così.

Lo schema è pressoché identico in tutti e tre gli episodi: tutti incensurati, non esiste una storia pregressa di violenza, non c’è indottrinamento ideologico che spinga alla violenza (persino nel caso di Tamerlan, non è provato che gli account fossero i suoi – ce ne sono tanti a suo nome, ma ad ogni modo il fratellino era un giovane amato da tutti che assisteva volontariamente i disabili), sono ragazzi di successo, molto stimati da amici ed insegnanti, sono impegnati nel volontariato, non hanno mostrato di aver accumulato risentimento verso la società o qualcuno in particolare. Il più “problematico” – Adam Lanza – era geniale, timido e introverso, ma non era infelice e né i genitori, né i parenti, né gli amici, né gli insegnanti avevano mai pensato che avesse bisogno di psicoterapia, anche perché non aveva mai creato alcun inconveniente.

Poi, ad un tratto, senza alcuna spiegazione, questi tre ragazzi si sono trasformati in zombie assassini con eccellenti capacità operative.

Questo è piuttosto il comportamento di qualcuno la cui mente è stata sdoppiata (personalità multiple) in un Dr. Jekyll ed in un Mr. Hyde con tecniche sviluppate a partire dalle pratiche e sperimentazioni illegali effettuate dalla CIA (dagli anni Cinquanta in poi) e documentate dalla stampa americana:


http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2005/06/15/AR2005061502685.html


http://www.time.com/time/specials/packages/article/0,28804,2008962_2008964_2008992,00.html


http://www.examiner.com/article/secret-mind-control-program-project-mkultra

È probabilmente significativo che Dzhokar Tsarnaev fosse inquieto perché recentemente aveva avuto ben tre incubi in cui vedeva la popolazione americana “zombificarsi”, quasi che il suo inconscio lo stesse mettendo in guardia.

La programmazione sta funzionando a meraviglia: la popolazione è terrorizzata ed accoglie a braccia aperte, festante, la deriva autoritaria. Qualche altro eccidio e non resterà nessuno disposto ad opporsi a misure eccezionali:


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/04/22/stati-uniti-di-polizia-la-fase-finale-della-guerra-al-terrore-e-cominciata/

Intanto l’FBI continuerà a collaborare con tutti i potenziali terroristi, come fa almeno dal primo attentato al World Trade Center, nel 1993 – ufficialmente per sventare i complotti ma, occasionalmente, se l’opinione pubblica necessita di una spintarella:


http://www.nytimes.com/2012/04/29/opinion/sunday/terrorist-plots-helped-along-by-the-fbi.html?pagewanted=all&_r=3&


http://www.nytimes.com/1993/10/31/nyregion/bomb-informer-s-tapes-give-rare-glimpse-of-fbi-dealings.html?pagewanted=all&src=pm


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/05/21/lfbi-organizza-e-sventa-la-maggior-parte-degli-attentati-terroristici-islamici-sul-suolo-americano-ricerca-della-ucla/

Tutti si aspettano che questo attentato darà il via ad una nuova ondata di misure di “sicurezza” (= liberticide).

Già ora la Bill of Rights (incluso il fondamentale habeas corpus) è interpretabile, non vale per cittadini americani all’estero e Obama ha solamente assicurato che la garantirà sul suolo americano (a sua discrezione). Non sappiamo se sia questa la sua intenzione e non sappiamo se chi verrà dopo di lui sarà così “auto-disciplinato”. Sappiamo che il ministro della Giustizia americano (Attorney General) rivendica con nonchalance il diritto di assassinare cittadini americani con i droni sul suolo americano (!!!)


http://www.huffingtonpost.com/2013/03/05/us-drone-strike_n_2813857.html

È antiamericano affermare che una tale rivendicazione è offensiva e preoccupante e rimanda la memoria all’arbitrio sulla vita e la morte dei cittadini caratteristico delle dittature anticomuniste e comuniste?

È antiamericano indignarsi (e preoccuparsi) alla notizia che tutte le comunicazioni saranno monitorate ed archiviate (Operazione Vento Stellare)


http://en.wikipedia.org/wiki/Stellar_Wind_%28code_name%29


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/03/21/utah-2013-dal-grande-fratello-allimmenso-fratello/

ed alla notizia che si applica la legge marziale a Boston e la gente festeggia nelle strade, senza capire le sue implicazioni?

La constatazione che l’America sta diventato uno stato di polizia orwelliano può essere rassicurante solo per gli stolti e gli ignoranti. Chiunque abbia anche solo un minimo senso della storia non può che sentirsi inquieto e minacciato, specialmente se vive in quella che è, a tutti gli effetti, una colonia degli Stati Uniti:


http://www.repubblica.it/esteri/2013/04/21/news/usa_11_miliardi_per_adeguare_le_atomiche_agli_f-35-57197605/?ref=HREC1-6

Molti sanno qual è la destinazione finale di tutto questo, ma troppi non hanno il coraggio di dire quello che pensano, purtroppo.

campi-di-concentramento-congresso-stati-uniti

Allegate potrete trovare le informazioni che avete richiesto riguardo alla politica ed alle linee guida dell’esercito in merito all’istituzione di un programma di lavoro carcerario per civili e di campi di prigionia civili in installazioni militari. Queste informazioni non sono ancora state pubblicate (sono in corso di stampa), comunque, questi programmi sono stati finanziati, hanno ottenuto l’assegnazione del relativo personale e riflettono l’attuale politica dell’esercito. Spero che troverete queste informazioni utili,

Cordiali saluti,

Sinceramente vostro

BILL HEFNER

Membro del Congresso


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/05/10/amerika/

DISOCCUPAZIONE IN AMERICA

La disoccupazione americana è molto più elevata delle statistiche ufficiali. Prova ne sia il fatto che la popolazione aumenta (+ 10 milioni tra il 2009 ed il 2013) mentre il numero di occupati resta pressoché invariato (147 milioni nel 2007 – 142 milioni nel 2009 – 142 milioni nel 2012 – 143 milioni nel 2013 e moltissimi sono precari ma vengono conteggiati come occupati):


http://www.bls.gov/home.htm

Il dato dei disoccupati e dei sotto-occupati si aggira verosimilmente intorno al 22%:


http://www.nypost.com/p/news/business/how_nation_true_jobless_rate_is_N4E6MjtfhnMcCi537pucaJ


http://www.shadowstats.com/alternate_data/unemployment-charts


http://www.usnews.com/opinion/mzuckerman/articles/2013/02/01/mort-zuckerman-how-we-can-end-our-modern-day-depression

il prossimo anno, grazie ai terribili tagli concordati con i repubblicani (75mila miliardi di dollari sottratti all’economia ed ai consumatori), le cose peggioreranno ulteriormente, i sussidi si esauriranno e ci saranno indubbiamente le prime rivolte. Ora sappiamo che aspetto avranno le città americane in cui i primi “scalmanati” protesteranno violentemente contro il disastro socio-economico causato dalle oligarchie finanziarie e da politici fin troppo accondiscendenti. Gli indignati nonviolenti del movimento Occupy Wall Street hanno già subito innumerevoli vessazioni. Ma questo è nulla rispetto a quel che attende i giovani americani (ed europei?) se sceglieranno la strada della violenza e non della politica attiva e del coinvolgimento dell’intera popolazione in proteste pacifiche e scioperi nazionali (insubordinazione di massa). 

gardenplot


http://fanuessays.blogspot.it/2011/11/garden-plot-e-rex-84-le-origini-del.html

POLITICA ESTERA

La strategia del “taglio netto” deve contemporaneamente “rendere sicuro il confine settentrionale” di Israele e “indirizzarsi ad una strategia classica di equilibrio di potenza”, ovviamente a vantaggio del Paese: per fare questo, Israele deve essere pronta non solo a colpire le infrastrutture siriane in Libano, ma affermare il concetto che il territorio siriano non è inviolabile e, ove le azioni dirette in Libano non bastino, “colpire obiettivi selezionati nella Siria stessa”. Per quanto riguarda il perseguimento di un equilibrio fondato sulla potenza, il documento ipotizza la creazione di un “asse naturale” strategico fra Turchia, Israele, Giordania e Iraq centrale, che ridisegni la mappa del Medio Oriente a scapito della Siria. Per fare ciò, fra le varie cose da fare, si legge che sarà utile “distogliere l’attenzione della Siria usando elementi dell’opposizione libanese per destabilizzare il controllo siriano del Libano”.


http://www.clarissa.it/editoriale_int.php?id=173&tema=Divulgazione

«La Siria sfida Israele sul suolo libanese. Un approccio efficace, con cui gli americani potrebbero simpatizzare, prevede che Israele acquisisca l’iniziativa strategica lungo i suoi confini settentrionali impegnando Hezbollah, Siria e Iran»


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/11/24/il-principe-delle-tenebre-spiega-gaza-e-solo-laperitivo/

Quel che Israele fa nel Medio Oriente, gli Stati Uniti+NATO lo stanno facendo su scala mondiale. L’unico problema è che gli obiettivi della piccola potenza non coincidono più con quelli della grande potenza e le divergenze tra bulli difficilmente si risolvono a vantaggio del bullo più piccolo.

 

POLITICI AMERICANI CHE NON CREDONO PIÙ ALLA VERSIONE UFFICIALE DELL’11 SETTEMBRE

Sono i presidenti della Commissione 911, un ex capo dell’antiterrorismo statunitense, il consigliere-capo della commissione 911, il presidente dell’inchiesta ufficiale del Congresso sull’11 settembre, nonché una pletora di agenti, non solo dell’FBI, citati da Richard Clarke.

Richard Clarke, l’ex zar dell’antiterrorismo americano, ha ammesso che i terroristi dell’11 settembre sono stati aiutati da elementi deviati del governo americano e da alcune figure dell’establishment saudita e ha fatto i nomi:



Qui una sintesi dell’evidenza raccolta dalle inchieste del Congresso americano che rafforzano la versione dei fatti di Clarke (sono tutti atti ufficiali riportati dalla stampa)


http://www.historycommons.org/timeline.jsp?timeline=complete_911_timeline&investigations:_a_detailed_look=911CongressionalInquiry

Il senatore Bob Graham pretende che si riapra l’inchiesta per stabilire il livello di complicità saudita e del governo americano:


http://www.huffingtonpost.com/bob-graham/911-saudi-arabia_b_1868863.html

Membri della Commissione sull’11-9 hanno notato che, “ il sospetto di cattivo comportamento [del Pentagono] divenne così profondo tra i 10 membri della Commissione che, in un incontro segreto alla fine del suo mandato nell’estate 2004, si discusse se riferire della questione al Dipartimento di Giustizia per un’indagine criminale” [17]. Il senatore Mark Dayton ha affermato che gli ufficiali del NORAD “ hanno mentito al popolo americano, hanno mentito al Congresso e hanno mentito alla vostra Commissione sull’11-9 in modo da creare una falsa impressione di competenza, comunicazione e protezione del popolo americano” [18].


http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=print&sid=4139

Per chi ha veramente voglia di informarsi:


http://www.amazon.com/Intelligence-Matters-Arabia-Failure-Americas/dp/0700616268


http://www.amazon.com/Disconnecting-Dots-How-Allowed-Happen/dp/0984185852

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New Orleans

LA TRAGICA FINE DEGLI INTELLETTUALI PROGRESSISTI

Quando il capitalismo entra nella sua fase degenerativa (neoliberista), comincia a cannibalizzare (letteralmente) la popolazione intraprendendo iniziative militari sempre più spericolate e sconsiderate. Il budget viene affondato da un eccesso di spese militari, sprechi clientelari (incluso l’acquisto di titoli privi di valore per salvare banche zombie) e da entrate in continuo calo, a causa di un’economia che opera molto al di sotto del suo potenziale. Per allineare i bilanci, i governi tagliano il welfare invece di cercare di recuperare i soldi sottratti all’economia dal sistema finanziario (Tobin Tax + abolizione dei paradisi fiscali, anche con la forza se necessario). Si innesca un circolo vizioso che comporta un vero e proprio omicidio di massa (suicidi, malnutrizione, incidenti dovuti a stress ed indebolimento, aumento del tasso di violenza). Queste sono politiche economiche smaccatamente fasciste e sono il preludio al fascismo vero e proprio, che non tarderà a manifestarsi in tutta la sua virulenza. Manca solo un incendio del Reichstag. Arriverà. Come i socialdemocratici tedeschi dell’epoca di Weimar, i progressisti americani stanno adottando misure repressive che torneranno molto utili al prossimo governo autoritario, democraticamente eletto. Non ci sarà da sorprendersi se molti intellettuali progressisti che hanno celebrato le due amministrazioni Obama faranno una brutta fine, come spesso accade agli utili idioti (es. socialdemocratici dopo l’avvento di Hitler).

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http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/07/12/heliofant-i-pet-goat-ii-il-nostro-futuro/

Stati Uniti di Polizia – la fase finale della Guerra al Terrore è cominciata

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Si dovevano attaccare i civili, la gente, donne, bambini, persone innocenti, gente sconosciuta molto lontana da ogni disegno politico. La ragione era alquanto semplice: costringere … l’opinione pubblica a rivolgersi allo stato per chiedere maggiore sicurezza.

Vincenzo Vinciguerra, ex agente Gladio, deposizione

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La vera notizia è come è bastato un decennio per addomesticare i cittadini americani e far loro accettare detenzione permanente, tortura, esecuzione sommaria di cittadini americani, in patria o all’estero, una massiccia presenza di paramilitari nelle loro strade e nelle loro case. Ogni richiesta fatta dalle autorità era a titolo volontario, ma quasi nessuno si è rifiutato di ottemperare. E’ vero che Boston è un caso particolare: una città particolarmente rispettosa della legge e con forti simpatie per il presidente Obama. Tuttavia resta il dato davvero inquietante di una popolazione fin troppo facilmente malleabile e disposta a credere, obbedire, combattere la “Guerra al Terrore”. La buona notizia è che le voci di dissenso stanno facendosi sentire in rete e nei forum dei quotidiani, in modo articolato e fermo. Boston è servita da monito.

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Allo stato attuale, non vi è nulla di sostanziale che colleghi i due indagati al delitto. Ci sono voci, 32 secondi di video per nulla incriminante (così tante telecamere a circuito chiuso ma nessuna registrazione utile?), alcune fotografie non troppo chiare, i loro zaini sembrano diversi da quelli incriminati. Non c’è un movente, non c’è una  prova visiva che mostri i sospetti che dispongono la bomba sulla scena del crimine e non c’è alcun filmato dei sospetti in fuga da una qualunque scena del crimine. L’automobilista rapito che, ci viene detto, ha riferito che i due, prima di lasciarlo andare senza torcergli un capello, si sono autoaccusati dell’attentato (!!!??? per farsi prendere più facilmente?), non è stato intervistato da nessuno, si è letteralmente volatilizzato. Ci sono ben 6 versioni discordanti di come è avvenuta la cattura.
Al momento nessun giudice li condannerebbe.

Obama, in quanto presidente, non deve permettersi di emettere sentenze, come ha implicitamente fatto e come esplicitamente fa con le sue liste di persone da uccidere con i droni.
Il ragazzo è un cittadino americano, non un “nemico combattente” come John McCain vorrebbe che fosse considerato, in modo da farlo internare e processare da un tribunale militare, a porte chiuse .

Non deve essere interrogato dall’FBI e giudicato a livello federale. La giurisdizione è quella del Massachussetts: si sta forse cercando di sfruttare il caso per degli scopi che hanno poco a che vedere con la sicurezza dei cittadini e molto a che vedere con ulteriori restrizioni dei loro diritti (se possono fare a pezzi la costituzione per un cittadino americano, lo possono fare per tutti)? Oppure si sta cercando di evitare che qualcuno capisca in che rapporti erano stati il fratello maggiore e l’FBI nel corso degli ultimi 3 anni?

L’FBI organizza complotti terroristici, agevolando gli estremisti, fornendo loro idee, logistica, contatti ed armi per arrestarli preventivamente, senza che i cittadini si chiedano se non sia istigazione a delinquere, se queste persone avrebbero realmente compiuto certe azioni se non fossero stati inseriti in un certo tipo di dinamica:


http://www.nytimes.com/2012/04/29/opinion/sunday/terrorist-plots-helped-along-by-the-fbi.html?pagewanted=all&_r=3&


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/05/21/lfbi-organizza-e-sventa-la-maggior-parte-degli-attentati-terroristici-islamici-sul-suolo-americano-ricerca-della-ucla/

L’FBI ha addirittura consentito che il primo attentato alle Torri Gemelle, quello del 1993, andasse in porto

http://www.nytimes.com/1993/10/31/nyregion/bomb-informer-s-tapes-give-rare-glimpse-of-fbi-dealings.html?pagewanted=all&src=pm

L’FBI sorvegliava Tamerlan, il fratello maggiore, da 3 anni e lui lo sapeva, perchè avevano informato i suoi genitori (!). Allora perché quell’appello ai cittadini affinché aiutino ad identificare dei sospetti che già conoscono? 

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http://versounmondonuovo.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=6186&action=edit

Il giovane Dzhokar Tsarnaev era un giovane cittadino Americano modello. Era un calciatore e si allenava tre volte in settimana con i suoi compagni di squadra e, non contento, era anche il capitano della squadra di wrestling del suo istituto: i suo compagni di wrestling lo ricordano come una persona sempre disponibile pronta ad elargire consigli. Aveva ottenuto una borsa di studio in medicina, voleva diventare un infermiere, era stato un bagnino perché “voleva salvare la gente”, nel tempo libero assisteva come volontario ragazzini affetti dalla sindrome di Down. Nessuno dei suoi amici più stretti l’ha mai considerato una persona religiosa. I suoi insegnanti lo hanno descritto come uno studente ideale. I suoi vicini come un ragazzo adorabile. Era l’incarnazione del sogno Americano ma, da un giorno all’altro, ci viene detto che è diventato uno jihadista che uccide civili ad una competizione sportiva (lui che adora lo sport) e la sera stessa va ad una festa (mentre il fratello va tranquillamente in palestra ad allenarsi), poi a dormire nella sua stanza. Il giorno dopo si rende conto che è in corso una caccia all’uomo, scappa con suo fratello maggiore, ruba un’auto ma rilascia il proprietario dopo avergli detto che è l’autore dell’attentato (!!! – questo sostengono le autorità investigative: nessuno ha visto e intervistato questo tizio), sfugge alla cattura anche se dopo la prima sparatoria è circondato da poliziotti.
Per qualche ragione le sue radici cecene non lo spingono ad attaccare la Russia ma gli Stati Uniti che gli hanno dato tutto quel che poteva desiderare, inclusa la cittadinanza (qualche mese fa). È uno jihadista ma non si immola e non si comporta come tale; è come se avesse due personalità e nessuno avesse mai visto quella islamista.


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/04/20/informazioni-sui-presunti-bombaroli-di-boston-che-non-troverete-sul-corriere-della-sera/

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Ancora più drammatica è la criminalizzazione dei giovani: secondo la stessa versione ufficiale in cui cambiano i nomi e i connotati ma gli altri dettagli si ripetono, gli autori di attentati e stragi sono immancabilmente giovani immaturi, inquieti e, soprattutto, indignati con il governo. Questi escono di testa per ragioni che non sono mai chiare, agiscono da soli e sfruttano insospettabili abilità militari per uccidere degli innocenti e/o sfuggire alla cattura: fino alla loro uccisione o suicidio, come in ogni film americano che si rispetti.

Il copione è ripetitivo e meccanico, ma le serie TV (24, Homeland) ed i blockbuster lo hanno reso plausibile per un pubblico ovinizzato che delega ad altri le attività cerebrali non necessarie alla sopravvivenza fisica.

Le autorità ci assicurano che il fratello maggiore era un integralista, a dispetto delle apparenze (era appassionato di hip-hop, skateboard e droghe leggere)

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e, stando al racconto della madre, Zubeidat K. Tsarnaeva, negli ultimi anni l’FBI l’aveva avvertita del fatto che il figlio Tamerlan era su una brutta strada e che lo stavano sorvegliando [NB, l'FBI ha ammesso che le cose stavano così solo DOPO l'intervista della madre ad una TV russa]. Questo significa che dovevano sapere che aveva consultato dei siti per costruire bombe fatte in casa (se è vero) e che dovevano sapere che si era comprato un arsenale di armi…però…boh?
Nel 2011 l’intelligence russa aveva chiesto all’FBI di indagare su di lui, per capire se era “a rischio”. L’FBI fece delle scrupolose investigazioni (internet, telefonate, conoscenze, biografia, movimenti, domande a parenti e conoscenti, ecc.) senza trovare alcuna attività sospetta o legame con associazioni terroristiche, ma riferì di un’evidente tendenza integralista:


http://www.guardian.co.uk/world/2013/apr/20/fbi-quiz-dzhokhar-tsarnaev-suspect-capture

Dopo l’attentato Tamerlan non si è suicidato: è tornato a casa dalla bella moglie americana – Katherine Russell – e dalla figlia.

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Le autorità, a partire dal presidente, stanno trattando dei sospetti alla stregua di colpevoli già condannati.
Questo normalmente succede in un sistema giuridico primitivo come quello giapponese, dove l’imputato deve dimostrare di essere innocente. In un sistema giuridico civile l’accusa deve dimostrare la colpevolezza. Dal Patriot Act in poi gli Stati Uniti non sono più un paese civile e, anche grazie a certe leggi controfirmate da Obama, il nostro presunto terrorista rischia di scomparire per anni in un labirinto giudiziario, come se fosse a tutti gli effetti morto (morte civile):

http://www.informarexresistere.fr/2012/01/07/ndaa-torneranno-i-campi-di-concentramento-in-america/#axzz2QwmMcGkz

Nessuno si curerà della sorte di Tsarnaev, preventivamente condannato dall’opinione pubblica, allo stesso modo in cui praticamente nessuno si preoccupa dei diritti degli internati nei campi di prigionia antiterroristi americani. Però è così che i diritti di tutti vengono amputati: prima si colpiscono le figure marginali, detestate o appena tollerate (zingari, ebrei, comunisti, gay, ecc.) e poi, nel constatare che la popolazione non reagisce, l’abolizione della tutela giuridica si istituzionalizza, si espande e diventa sempre più arduo contestarla. Per abolirla non resta altro da fare che combattere e sacrificare la propria vita. E’ quel che succederà negli Stati Uniti nei prossimi anni, con buona pace degli obamofili.

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/04/28/children-of-men-i-figli-degli-uomini-un-film-preveggente/

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Boston, una città di oltre 600mila abitanti è stata, virtualmente, messa agli arresti domiciliari (chiunque si fosse trovato in strada era passibile di fermo e perquisizione corporale – in un caso un tizio è stato denudato e dei poliziotti hanno inveito contro i giornalisti) e sotto legge marziale (con migliaia di paramilitari che entravano nelle case per setacciarle, senza alcuna autorizzazione) per la durata della caccia allo studente diciannovenne modello-assistente di ragazzini down-terrorista jihadista a tempo perso.

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La militarizzazione della metropoli ora costituisce un precedente. Invece di usare i cani per rintracciare rapidamente il ricercato, che perdeva sangue ed aveva abbandonato l’auto, 9mila agenti militarmente equipaggiati hanno trascorso la notte perlustrando le abitazioni di una vasta sezione della città (senza un permesso, in piena violazione del quarto emendamento), come se fosse la cosa più naturale del mondo. Nessuno ha protestato, la folla alla fine festeggiava per le strade, senza rendersi conto dell’implicita carta bianca che hanno fornito al governo.
In nessun paese europeo, dopo la sconfitta di Hitler, la minaccia terroristica è mai stata gestita in questo modo. Queste sono “cose da Hollywood”:


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/09/07/batman-leroe-della-controrivoluzione/

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Ora qualunque cellula terroristica (e presidente) sa che basta davvero poco per mettere in stand-by gli Stati Uniti e che la popolazione accetterà con entusiasmo che la sua libertà sia sacrificata in nome della sicurezza. Il sogno di Bush è realtà, ma con Bush tutto questo non sarebbe stato possibile. Obama il Buono, invece, può, perché è “animato dalle migliori intenzioni”, nonostante tutto:


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/01/14/amerikarma-obamamania/

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Perciò non è un problema se il confino domestico dei cittadini elimina possibili testimoni delle azioni delle forze dell’ordine paramilitari (stavano cercando indizi o disseminando “prove”? Chi può dirlo?), se il ragazzo è stato scovato da un privato cittadino che aveva violato il coprifuoco perché non ne poteva più, se l’atmosfera diventa ancora più agghiacciante, amplificando gli effetti dell’atto terroristico.

Chiunque contesti questo genere di prassi poliziesca viene bollato come complottista (yawn/sbadiglio) o apologeta di terrorismo (!!!).

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Molti di quelli che hanno seguito Obama durante la crisi hanno osservato che il suo atteggiamento era freddo, distante, privo di emozioni, meccanico nel pronunciare parole di pura circostanza.

Il mio timore è che si stia chiudendo nel suo guscio, come accade agli schizoidi quando la situazione si fa seria. A quel punto è difficile distinguerli dagli psicopatici. A quel punto, tutto diventa possibile:


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/03/10/obama-e-psichicamente-sano-oppure-e-schizoide/

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La questione, allora, è la seguente: gli americani sono stati ammaestrati come i tedeschi negli anni Trenta, oppure saranno capaci di ridestarsi dall’ipnosi collettiva?

Se vivessi negli USA sarei seriamente preoccupato e traumatizzato, perché saranno anni di lacrime, piombo e sangue:

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/02/15/la-storia-dello-zombie-che-fu-bruciato-vivo-dalla-polizia-stati-uniti-2013/

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I carbonari, i rinnegati, gli inciuciatori

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Stracci e strattonate con Bersani e i big del Pd. Sorrisi e strette di mano con Silvio Berlusconi. Verrà anche il giorno in cui Matteo Renzi e il Cavaliere si incontreranno con tutti i crismi in una sede istituzionale e alla luce del sole. Per ora siamo ancora nella fase «carbonara» dove ogni incontro più o meno annunciato prevede depistaggio della stampa e totale silenzio sui contenuti. Però i due si cercano. E ieri sera si sono trovati. Anzi, ritrovati. Il tutto per la gioia di chi nel Pd, ma non solo, da sempre sostiene che, tessere di partito e storie personali a parte, il sindaco di Firenze e il leader del Pdl hanno molto in comune


http://www.corriere.it/politica/13_aprile_16/faccia-faccia-cavaliere-rottamatore-alberti_d2f51046-a656-11e2-bce2-5ecd696f115c.shtml

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Il Pd sta vivendo una condizione di default psicofisico e queste lotte interne lo dimostrano. Renzi in particolare emerge pur essendo il nulla al cubo, è insidioso perché è una merce che può essere rifilata a chiunque. Gestisce molto bene la sua comunicazione e il suo profilo e si adatta a tutte le situazioni e a confronto Maria De Filippi è un gigante del pensiero.

Parola di Maurizio Gasparri (!!!)


http://www.ansa.it/web/notizie/collection/rubriche_politica/04/16/Gasparri-Renzi-nulla-cubo_8559467.html

Quel che i grillini non vogliono capire: Il “caso” vuole che siano rimasti proprio i 3 caballeros

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Ora, molti chiedono: “perché non Rodotà?”. E si incazzano anche con me, che Rodotà l’ho pure votato. Tre volte. La risposta la trovate qui sotto: Rodotà non ha i voti, in quell’aula. Se il Pd non ha votato Prodi, è un po’ difficile immaginare che voti Rodotà. Perché c’è una parte del Pd che non guarda al M5S ma a destra. Spero sia chiaro a tutti. Ed è questo il vero problema.

Giuseppe Civati

Nei ‘desiderata’ del Cavaliere, si racconta, resisterebbero ora i due ‘soliti noti’ e cioe’ Giuliano Amato e Massimo D’Alema

Il Fatto Quotidiano del 20/04/2013.

Renzi ha liquidato anche Prodi. 

Ferruccio De Bortoli, tweet

Il sospetto è affiorato quando il sindaco di Firenze con un tempismo giudicato eccessivo ha definito morta la candidatura di Prodi. A impallinare l’ex premier, secondo questa ipotesi, sarebbe stata una saldatura tra il fronte dalemiano e renziano (il colloquio tra i due a Palazzo Vecchio fa da sfondo a questa ricostruzione). Far cadere la candidatura del Professore avrebbe avuto lo scopo di riaprire un dialogo con il Pdl. Sul nome stesso di D’Alema o su quello di Amato. E proprio D’Alema, che nei giorni scorsi ha incontrato il sindaco a Palazzo vecchio a Firenze, aveva detto di Renzi: “E’ intelligente e è una risorsa per il futuro”, aggiungendo una critica esplicita al fatto fosse stato escluso dal novero dei grandi elettori.

E qui torna quello che Renzi scrive nel suo post su Facebook: “Il Quirinale richiede per definizione una persona esperta e competente. Lasciatevelo dire da rottamatore, il Quirinale non si trova il candidato ‘nuovo’. Il Presidente della Repubblica deve avere caratura internazionale e senso dello stato”. D’Alema o Amato, appunto. Non certo candidati nuovi. Ma esperti, competenti e di caratura internazionale.


http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/19/renzi-lancia-figura-esperta-e-di-caratura-internazionale-e-profilo-di-amato/569455/

Ma chi sono i franchi tiratori? Nei crocicchi dei democratici a Montecitorio si parla di un cocktail di malcontento. Che vede in prima fila i dalemiani, certo. Perché Max, si sa, Prodi non lo può vedere. Almeno quanto non può vedere Veltroni. Ma anche gli ex popolari avevano più di un motivo di scontento nei confronti di Bersani. Per come ha fatto uscire di scena troppo presto Franco Marini. Ma qualcuno punta il dito anche sui renziani. Nonostante il sindaco di Firenze avesse appoggiato il nome del Professore, l’epitaffio di Renzi – “la candidatura di Prodi non c’è più” – arrivato a urna ancora calda (ore 19.20) è sembrato assolutamente intempestivo. Facendo entrare il rottamatore, che controlla una cinquantina di grandi elettori, nel novero dei possibili cecchini. “Prima di parlare bisognava aspettare che lo facesse Prodi. O Bersani”, sussurra qualche deputato democratico.


http://www.blogo.it/news/politica/redazione/21197/franchi-tiratori-renzi-dalema-ed-ex-popolari-nella-lista-dei-sospettati/

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27 FEBBRAIO 2013

Il sindaco di Firenze e i big del partito, già contro il segretario, guardano al Pdl e a un governo di larghe intese. E il rottamatore diserta il vertice post-sconfitta

Si dice che il pesce puzza dalla testa. E se il pesce è il Partito democratico uscito stordito dal risultato elettorale di lunedì, a puzzare è in primis il suo segretario Pier Luigi Bersani. Il suo intervento di ieri alle 17, dopo un’intera giornata da desaparecido, non è piaciuto all’ala renziana del partito e ai leader storici del partito. L’impressione è che Bersani sia già di troppo e che una buona fetta del partito lo veda già come un perdente, come un ostacolo allo svolgimento di proficue trattative per la formazione del governo.

All’ipotesi di un’apertura ai grillini si oppongono  big come Massimo D’Alema, per il quale aprire ai 5 stelle significherebbe produrre “conseguenze gravi per il lavoro, i risparmi e la vita degli italiani”. E come Veltroni, per il quale ora la starada migliore è quella di “aspettare” Giorgio Napolitano e i suoi tentativi di sbloccare una situazione intricata. E’ convinzione di Paolo Gentiloni e Giorgio Tonini che non si debba sbattere la porta in faccia al Pdl, anche in vista di un governo dalle larghe intese  a guida di personaggi come Giuliano Amato.

Insomma: a parte i fedelissimi di osservanza bersaniana come Stefano Fassina e Matteo Orfini, per i quali “è impensabile fare un governo senza Grillo”, una parte considerevole del Pd guarda già a Matteo Renzi come condottiero di questa nuova fase politica. Il sindaco di Firenze, in queste ore, ha fatto pesare la sua assenza tanto in fase di commenti dinnanzi all’opinione pubblica, quanto alla riunione serale dei big: “Io non partecipo ai caminetti, a queste robe qui”. Tradotto: Bersani ha voluto la bicicletta (con le primarie, ndr)? Ora pedali. Lo sguardo è già al piano B: un governo tecnico di Pd e Pdl con un programma limitato, istituzionale e di salute economica, magari guidato proprio da Renzi. Il quale avrebbe commentato il discorso di ieri di Bersani con le seguenti parole: “Siamo alla follia”. Più chiaro di così…


http://www.liberoquotidiano.it/news/home/1192824/Renzi–D-Alema-e-Veltroni–gelano-il–grillino–Bersani—-Una-follia-aprire-ai-5-stelle-.html

E QUINDI?

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Ricapitoliamo: gli stessi parlamentari del Pd che ieri avevano votato Prodi per governare senza Berlusconi oggi voteranno Napolitano per governare insieme a Berlusconi. Rimpiangeremo Bersani, oh se lo rimpiangeremo…

Redazione del Manifesto

Sono disponibile, non posso sottrarmi alla responsabilità.

Giorgio Napolitano, classe 1925

< Hindenburg rimase in carica fino alla sua morte, avvenuta il 2 agosto 1934 nella sua casa di Neudeck (Prussia Orientale), due mesi prima del suo ottantasettesimo compleanno. Il 30 gennaio 1933 aveva nominato Hitler alla carica di Cancelliere del Reich. Il giorno prima della sua morte, Hitler volò a Neudeck per rendergli visita. Hindenburg, vecchio e confuso, pensò di essere dinnanzi al Kaiser e lo chiamò «Sua Maestà» >

da wikipedia

Il fatto è che gli elettori del PD hanno sbagliato a votare alle primarie. Se avessero fatto vincere Renzi non sarebbe stato necessario perdere tutto questo tempo. Insipienti! Ma che stress dover sempre mettere una pezza agli errori dell’elettorato! Non se ne può proprio più.

Ci troveremo presto sul groppone un altro governo “tecnico”, magari a guida Renzi e con il sostegno di Monti, Berlusconi e teodem. Bersani non può più impedirlo, il M5S guadagnerà altri voti senza doversi responsabilizzare e dovremo aspettare diversi anni prima che una sinistra riorganizzata possa ambire a governare il paese.
Salvo rivolte/catastrofi assortite.
Serve un po’ di luce perché quaggiù è molto buio, per il momento.

Informazioni sui presunti bombaroli di Boston che non troverete sul Corriere della Sera

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Primi tentativi di stabilire un legame con l’Iran (l’Occidente appoggia ufficialmente gli jihadisti ceceni e quelli “siriani”, ma questi “jihadisti” ceceni sono mandati dall’Iran!)


http://www.wnd.com/2013/04/boston-bombers-followers-of-irans-ayatollah/

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I due fratelli, di nazionalità turca, ottengono un permesso di residenza negli Stati Uniti e vi risiedono dal 2002. Il più grande si allena con successo come pugile e sogna di battersi alle Olimpiadi con i colori americani. L’altro, che ha trascorso la maggior parte della sua vita negli USA, ottiene una borsa di studio per un istituto esclusivo ultraliberale già frequentato da Matt Damon, vuole diventare un infermiere (!) e intanto fa il bagnino per “salvare vite umane, perché è questo che mi rende felice”. L’11 settembre 2012 diventa cittadino americano. Perché diamo per scontato che si mettano ad uccidere altri americani a casaccio, senza alcuna ragione?

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Il mero fatto che uno dei due sia musulmano (senza alcuna affiliazione) è diventato il loro movente.

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Il più giovane è convinto che la versione ufficiale dell’11 settembre sia falsa. L’11 settembre è quella suggestiva favoletta per cui dei pivelli dediti all’alcool, alle droghe, alle spogliarelliste ed al gioco d’azzardo decidono di unirsi ai fondamentalisti islamici di Al-Qaeda e, pur essendo incapaci di far volare decentemente un Cessna, riescono a colpire con precisione chirurgica 3 obiettivi su 4 nello spazio aereo meglio difeso del mondo pilotando dei giganteschi Boeing senza commettere il minimo errore. Fortunatamente per il genere umano la maggior parte degli abitanti di questo pianeta è scettica:


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/04/22/perche-una-maggioranza-di-persone-nel-mondo-non-crede-alla-versione-ufficiale-dell11-settembre/


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/09/11/ferdinando-imposimato-sull11-settembre-e-sul-rischio-di-un-altro-11-settembre-in-inglese/

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Sempre il più giovane – descritto da amici e compagni di scuola come un “angelo ambulante” (walking angel) spiegava su twitter che in due settimane aveva avuto 3 incubi in cui gli Stati Uniti erano invasi dagli zombie, cominciava a sospettare che stesse per accadere qualcosa di grosso (infatti: l’hanno quasi ucciso e lo condanneranno a morte) e aggiungeva che se avesse potuto si sarebbe trasferito altrove. Il giorno dell’attentato avvertiva i suoi conoscenti: “Non c’è amore nel cuore di questa città. Restate al sicuro”. Il suo allenatore lo ricorda come un ragazzo adorabile, gioviale, atleta formidabile e gran studioso, grato di aver potuto intraprendere gli studi


http://www.dailymail.co.uk/news/article-2311580/Boston-bombing-suspects-brothers-Dzhokhar-A-Tsarnaev-Tamerlan-Tzarnaev-links-Chechnya.html

Però i media riportano ossessivamente solo una frase: “mi interessano solo i soldi e la carriera” pubblicata su un account del facebook russo.

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Non sapremo mai la loro versione dei fatti. Ci dovremo fidare della versione ufficiale. Come nel caso di Osama Bin Laden.

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Questi due ragazzi portavano due pentole a pressione negli zainetti, ma dalle immagini non sembra che gli zainetti fossero pieni e pesanti. Compiono un attentato terroristico a viso scoperto, come se volessero farsi identificare facilmente. Poi rimangono diversi giorni nei paraggi dedicandosi ai piccoli furti (perché? Non sono poveri). Non hanno pensato ad un piano di fuga? Non si preoccupano della caccia all’uomo? Non immaginano di poter essere abbattuti da poliziotti dal grilletto facile? Non cercano neppure di nascondersi? Non cambiano vestiti, aspetto? Rubano un’auto giusto per farsi individuare? È un film hollywoodiano?

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La madre afferma che il figlio maggiore era in contatto con l’FBI per almeno 3 anni

Salvo tre eccezioni, tutti i complotti terroristici sul suolo americano dopo l’11 settembre 2001 sono stati organizzati grazie ad infiltrati FBI che hanno istigato, informato ed equipaggiato degli estremisti per poi sventare gli attentati (ricerca dell’Università di Los Angeles):


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/05/21/lfbi-organizza-e-sventa-la-maggior-parte-degli-attentati-terroristici-islamici-sul-suolo-americano-ricerca-della-ucla/

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Una delle maggiori città americane viene militarizzata (inclusa una no-fly zone e mezzi blindati nelle strade). Nulla del genere era successo a Washington per il cecchino di qualche anno fa:


http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2004/03/10/usa-condannato-morte-il-cecchino-di-washington.html

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Effetti di questo attentato terroristico sull’immaginario americano:

  • anche degli studenti modello possono essere radicalizzati;
  • questo può accadere anche senza che entrino in contatto con una rete di fanatici;
  • l’islam è un virus terribile che, in pochi mesi (pochi giorni o forse ore nel caso del più giovane), trasforma due ragazzi normali che non hanno mai dato problemi a nessuno in macchine di morte;
  • è sufficiente avere accesso ad internet;
  • su internet puoi anche imparare come farti in casa delle bombe e come maneggiare armi ed esplosivi senza farsi del male;
  • su internet puoi imparare come sfuggire per ore a migliaia di poliziotti con la migliore assistenza tecnica disponibile e “sopravvivere” a due sparatorie;
  • nessuno può sentirsi al sicuro, tutti possono essere dei potenziali terroristi, anche persone che conosci da tempo e che si comportavano così amabilmente e premurosamente;
  • se c’è una caccia all’uomo non è un problema se i poliziotti uccidono i fuggitivi, se sono ACCUSATI di essere terroristi (= il linciaggio è una buona pratica);
  • la gente può partecipare alla caccia all’uomo segnalando e pubblicando su internet foto di decine di persone completamente innocenti che saranno costrette a rivolgersi alla polizia per farsi scagionare e, se possibile, non essere linciate, ma non potranno togliere dalla rete le loro immagini;
  • la serie “Homeland” descrive la realtà, o la preannuncia, o la plasma, o comunque prepara psicologicamente la cittadinanza americana ad un certo tipo di scenario che prevede poteri virtualmente illimitati conferiti al governo federale ed alle forze dell’ordine/forze armate;
  • la legge marziale è dietro l’angolo ed è una misura ragionevole;

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Questa storia è anche più assurda di quella del terrorista di Tolosa


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/03/23/cose-successo-a-tolosa/

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La strategia della tensione è una tattica che mira a dividere, manipolare e controllare la pubblica opinione usando paura, propaganda, disinformazione, guerra psicologica, agenti provocatori ed azioni terroristiche di tipo false flag. L’espressione è stata ripresa dalla traduzione letterale dell’inglese strategy of tension, utilizzata dal settimanale The Observer in un articolo del dicembre 1969, per definire la politica degli Stati Uniti, con il fattivo appoggio del regime militare greco, tesa a destabilizzare i governi democratici delle nazioni con particolare valenza strategica nell’area mediterranea, nella fattispecie Italia e Turchia, attraverso una serie di atti terroristici, allo scopo di favorire l’instaurazione di dittature militari. Alla strategia della tensione sono inoltre riconducibili tentativi di colpo di stato, organizzazioni segrete eversive, e infiltrazioni di provocatori in movimenti avversi alla destra.


http://it.wikipedia.org/wiki/Strategia_della_tensione

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Meglio non essere negli USA intorno alla metà di aprile:
19 Aprile 1993: massacro di Wako.
19 April 1995: bomba alla sede dell’FBI di Oklahoma City.
20 aprile 1999: Columbine.
16 aprile 2007: Virginia Tech
15 aprile 2013: Maratona di Boston

Lo sfaldamento del PD, il rischio di cattura cognitiva del M5S e il recupero della Concordia

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Inizia la fase decisiva per il recupero della nave da crociera: alla fine sarà raddrizzata e fatta galleggiare.

RomagnaNoi, 17 aprile 2013

L’Italia può essere raddrizzata a fatta galleggiare, se ci sarà concordia, rispetto e fiducia tra un PD rinnovato e il M5S.
Ci sono forze non-democratiche che avrebbero tutto da guadagnare da una giacobinizzazione del M5S e dalla formazione di un fossato invalicabile che separasse queste due espressioni della politica italiana:

Provo un certo godimento, degli orgasmi, a vedere Grillo sfasciare tutto. Il nostro sistema politico è talmente marcio che spero che dal grande caos rinasca tutto. Oggi voterei per lui.

Vittorio Feltri a La Zanzara, 6 novembre 2012

Dobbiamo riuscire a costruire, innovare, democratizzare e unire ciò che viene separato dai seminatori di zizzania.
Ho già spiegato che Fabrizio Barca-Mirabeau può essere la persona giusta (N.B. Non è l’unico! Non ci servono salvatori, ci si salva assieme o si affonda insieme):

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/04/15/a-roma-serve-un-barca-non-un-alcibiade-la-terza-repubblica-in-33-comode-rate/

A questo proposito, mi trovo, come sempre più spesso mi capita, in sintonia con Barbara Spinelli:

L’accordo fra sinistra e 5 Stelle sul nome del Presidente è infecondo solo se teniamo il naso schiacciato sull’oggi, anzi sull’ieri (le larghe intese erano solo con la destra). Se guardiamo lontano, se vediamo lo sfaldarsi del Pd non come una sciagura ma come un’opportunità, l’accordo con Cinque Stelle può essere reinvenzione democratica. Tra le righe è quel che dice Fabrizio Barca, nel programma presentato il 12 aprile in favore di un Pd disfatto e rifatto a nuovo.

I militanti di 5 Stelle preconizzano ad esempio l’immissione nella democrazia rappresentativa di esperienze sempre più estese di democrazia deliberativa, diretta. Non siamo lontani dallo sperimentalismo democratico che secondo Barca deve innervare il futuro Pd


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/04/15/a-roma-serve-un-barca-non-un-alcibiade-la-terza-repubblica-in-33-comode-rate/

[…].

Chi adotta il metodo minimalista non crede che lo Stato possa molto, per curare la democrazia malata o attenuare la povertà sociale. Quel che gli importa, è preservare una chiusa élite (di esperti politici, di tecnici) che prenderà decisioni senza curarsi se funzionino, convinta com’è che i piani di austerità daranno ineluttabilmente frutti anche se immiseriscono popoli interi.

Il candidato al Colle preferito da simili élite non deve essere popolare, non deve nemmeno rappresentare un emblema ideale per i cittadini: deve essere abile, e soprattutto omogeneo alle oligarchie che lo faranno re. Meno popolare sarà, più sarà scongiurato il pericolo, temuto dai benpensanti del vecchio ordine, del populismo. A parole, i minimalisti si augurano uno Stato leggero, non invadente. Nei fatti, le oligarchie partitocratiche vivono in osmosi con lo Stato e rendono quest’ultimo più che pervasivo, indifferente alla voce di chi (localmente, nelle Azioni Popolari, nei voti online) reclama cambiamenti.

Tutt’altra l’idea degli sperimentatori, o della democrazia deliberativa: è il metodo sfociato nel voto, da parte degli attivisti di M5S, dei candidati al Colle. L’esperimento è difficile, ma innovativo e molto più onesto di quel che era stato pronosticato. Non tutti i candidati vincenti erano graditi ai vertici del Movimento: tuttavia il verdetto è stato accolto democraticamente e con responsabilità istituzionale.

[…].

Stupidità fanfaronesche s’incrociano spesso sul web. Ma ancor più funeste dilagano nei non meno virtuali palazzi del potere. Le cerchie partitiche, o tecniche, mostrano una conoscenza del pubblico interesse infinitamente meno vigile. Sono le cerchie contro cui si scaglia Barca, quando denuncia i “partiti di occupazione dello Stato, dove si vende e si compra di tutto: prebende, ruoli, pensioni, appalti, concessioni, ma anche regole, visioni, idee”. Berlinguer usò parole quasi eguali, quando ruppe col compromesso storico e denunciò la degenerazione dei partiti, Pci compreso (“I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo”, disse a Eugenio Scalfari su Repubblica, il 28-7-81).

[…].

Non sappiamo ancora se le strade di Barca e di Grillo si incontreranno. Se dall’eventuale incontro la democrazia uscirà più forte. Se il M5S intirizzirà, a forza di rifiutare alleanze. Resta che l’Italia ha bisogno di sperimentatori, non di minimalisti. Che solo i primi sono in grado di guardare in faccia la crisi, e di mutare anche l’Europa. Di ripensare l’austerità come aveva provato Berlinguer nel 1977, quando il capitalismo aveva appena cominciato a vacillare.


http://www.repubblica.it/speciali/politica/elezioni-presidente-repubblica-edizione2013/2013/04/17/news/coraggio_solitudine-56800260/?rss

L’alternativa è la giacobinizzazione…

Io ho amore per la ragione, ma non ne ho per il fanatismo. La ragione ci guida e ci illumina, ma quando ne avrete fatto una divinità, essa vi accecherà e vi indurrà al delitto.

Brotteaux (da Anatole France, “Gli dèi hanno sete”).

GIACOBINISMO

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I popoli non giudicano come le corti giudiziarie, non emettono sentenze: lanciano la loro folgore; non condannano i re: li piombano nel nulla… quale altra legge può seguire il popolo se non quella della giustizia e della ragione sostenute dalla sua onnipotenza?

Maximilien Robespierre, “Discorso per la condanna a morte di Luigi Capeto”, 3 dicembre 1792.

Io ho sostenuto, tra persecuzioni incredibili e senza appoggi, che il popolo non ha mai torto, io ho osato proclamare questa verità in un tempo in cui non era ancora riconosciuta; il corso della rivoluzione l’ha dimostrato.

Maximilien Robespierre, 25 febbraio 1793

Il fine della rivoluzione è il trionfo dell’Innocenza.

Robespierre

Questa nostra Rivoluzione è una religione e Robespierre è il capo della setta. È un prete che governa i devoti…Robespierre predica, Robespierre censura, è furioso, solenne, melanconico, esaltato – ma tutto freddamente; i suoi pensiero fluiscono con regolarità, le sue abitudini sono regolari; tuona contro i ricchi e i grandi; vive con molto poco; non ha bisogni. Ha una sola missione – parlare, e parla incessantemente; crea discepoli…parla di Dio e della Provvidenza; si definisce amico degli umili e dei deboli…riceve la loro venerazione…è un prete e non sarà mai altro che un prete.

Condorcet (1743 –1794) su Robespierre, articolo apparso su Chronique de Paris

Voi dovete punire non solo i traditori, ma anche gli indifferenti; dovete punire chiunque sia apatico nella Repubblica e non faccia nulla per essa; giacché, dopo che il popolo ha manifestato la sua volontà, tutto ciò che si oppone ad essa si pone fuori del popolo sovrano, e tutto ciò che è fuori del popolo sovrano è nemico.

Saint-Just, “Sulla necessità di dichiarare il governo rivoluzionario fino alla pace”, 10 ottobre 1793

La rivoluzione deve fermarsi quando abbia raggiunto la perfezione della felicità e della libertà pubblica per mezzo delle leggi. I suoi slanci non hanno altro scopo, e devono spazzar via tutto ciò che vi si oppone.

Saint-Just, “Frammenti sulle istituzioni repubblicane”, 1794

Quello che costituisce una Repubblica è la distruzione di tutto ciò che la contraria.

Saint-Just

Molti dei Francesi che ci avevano appoggiato ci guardavano come dei pazzi, come degli energumeni, spesso persino come degli scellerati.

René Levasseur de la Sarthe, giacobino, 1795.

La rivoluzione francese mi ha influenzato molto e in special modo Robespierre…Robespierre è il mio eroe. Robespierre e Pol Pot: entrambi hanno la medesima qualità di determinazione ed integrità.

Suong Sikoeun, uno dei leader dei Khmer Rossi (1975-1979)

Il problema non è il terrore in quanto tale, il nostro compito è precisamente quello di reinventare il terrore emancipatore.

Slavoj Zizek, “In difesa delle cause perse: materiali per la rivoluzione globale”, 2009.

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Saint-Just, orfano di padre e di origine contadina, giunto squattrinato a Parigi e col vizio del gioco d’azzardo, si iscrive ad una loggia massonica che gli finanzierà le pubblicazioni sovversive e libertine e l’acquisto di 8 ettari di terreno.

“Intanto l’abilissimo Jean de Batz, che sembra avere innato il genio dell’intrigo e della corruzione, sta preparando il suo piano: suscitare di continuo tali dissensi e sospetti in seno alla Convenzione da spingerla a disfarsi, in fasi successive, di tutti i suoi uomini più rappresentativi. […]. De Batz ordina ai suoi agenti, che ostentano di proposito un esacerbato giacobinismo (tutti o quasi, si noti, ricchi banchieri e uomini d’affari come Dufourny, Proly, Desfieux, pereyra, Gusman, d’Espagnac e i due fratelli Frey), di spingere sempre più gli estremisti a favorire, con ogni mezzo, un’insurrezione popolare che faccia sparire i deputati della Gironda, tutti irrequieti partigiani della monarchia costituzionale”.

[Da: “Saint-Just”, di Mario Mazzucchelli. Milano : Dall'Oglio, 1980, p. 109].

GRILLISMO

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“Siamo la rivoluzione francese senza la ghigliottina” (Grillo 29 marzo 2013)

“Il Movimento 5 Stelle è il cambiamento che non si può arrestare, è il segno dei tempi. È l’avvento di una democrazia popolare che pretende di decidere, di controllare il destino del suo Paese, del suo Comune, della sua vita”

“In parlamento pronti alla rivoluzione”

 “Arrendetevi! Siete circondati dal popolo italiano. Uscite con le mani alzate. Nessuno vi toccherà. Il vostro tempo è finito, non abusate della fortuna che vi ha assistito finora. Di voi, ormai, nelle piazze, tra la gente, si parla al passato, come di persone estinte. Quando apparite in televisione scatta l’insulto che equivale al vilipendio di cadavere. Quello che stupisce è la vostra folle ostinazione a non farvi da parte come se foste investiti da una missione divina. C’è in ciò qualcosa di patologico, che richiede l’intervento di uno psichiatra”.

“Siete terrorizzati, in preda di attacchi d’ansia al pensiero di perdere il potere, di qualcuno che potrà rovistare nei vostri cassetti, capire, scoprire, denunciare. Vi consiglio comunque uno, due, tre, cento passi indietro. Se anche vinceste queste elezioni avrete solo rimandato il cambiamento, durerete un anno, forse meno, ha senso? Fate una pubblica ammissione di colpa e chiedete agli italiani di perdonarvi. Arrendetevi. La vostra stessa presenza è diventata insopportabile. Il vostro tirarvi fuori da ogni responsabilità, lo scuotere le piume e minacciare come dei guappi, lo stalking a cui sottoponete gli italiani sono al di là di ogni sopportazione. Arrendetevi. Non potrete dire che non vi ho avvisato”.

Apriremo il Parlamento come una scatola di tonno”

“Siamo i pasdaran anti casta”

“Siamo i marziani a cinque stelle”

“So perfettamente che nei prossimi giorni ci sarà la fila di pennivendoli, di zoccoli dell’informazione, di specialisti della macchina della merda all’attacco del M5S. Lo so benissimo. Sono l’ultima barriera della Casta prima dell’urna. Ci vediamo in Parlamento e subito dopo in tribunale. Preparate il quinto dello stipendio se ne avete uno”.

“Un po’ Don Chisciotte e un po’ Savonarola”

“Il loro tempo è finito. Ci riprenderemo i nostri soldi”

“Niente onorevole, sarà Cittadino del MoVimento 5 Stelle, il leader sarà il MoVimento”.

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Ci sono numerose analogie tra giacobinismo e grillismo più radicale: fede rivoluzionaria, esigenza di sovversione totale, epurazioni, “dispotismo della libertà”, magistero di ortodossia, implacabilità, radicalismo, assolutismo, egualitarismo radicale, messianismo, antiliberalismo, antiparlamentarismo, meccanismi di produzione dell’unanimità, centralismo decisionale, cinismo (e nichilismo rottamatore), sospensione della realtà e trionfo del principio sul fatto, virtù indivisibile del MoVimento che perciò deve restare unito, fanatismo, violenza verbale, terrorismo psicologico.

I leader rivoluzionari più estremisti sono più spesso ventenni-trentenni, con poca esperienza di vita, che impongono la loro rozza, inesperta visione del mondo a tutti gli altri. Coltivano orgoglio, a volte crudeltà, quasi sempre un appetito di dominazione. Sono tigri erudite che non hanno ancora avuto tempo di diventare adulte.

Un fanatico austero, dal cuore freddo come la sua morale, Saint-Just si paragona a Tarquinio e Muzio Scevola. Lui e Robespierre usano spessissimo i termini “cuore”, “sensibilità” e “virtù”, come se dovessero supplire verbalmente alla loro mancanza di cuore, sensibilità e virtuosità. Saint-Just si attribuisce una ragguardevole dose di virtù, ma è un pessimo giudice di se stesso – come tutti gli esseri umani.

Sfortunatamente le rivoluzioni spesso nutrono mostri in forma umana e da esse sono fatte degenerare. La rivoluzione è anche l’habitat per gli psicopatici integrati, quelli che s’irrigidiscono nei moralismi e si fissano intransigentemente sulle virtù etiche perché non hanno empatia e quindi non possono sapere cosa sia un comportamento spontaneamente morale.

I pifferai di Hamelin sono responsabili della conversione della rivoluzione in una crociata teocratica, in un moloch che divora gli esseri umani. In nome della loro certezza che siccome c’è una sola verità e loro sono riusciti a comprenderla, ad impadronirsene definitivamente, chiunque sia in disaccordo è motivato da propositi maligni.

Robespierre si considera e dichiara vittima di persecuzione tutte le volte che qualcuno lo contraddice, si sente investito di una sacra missione, e patisce un’immensa frustrazione quando il mondo si rifiuta di sottomettersi al suo volere.

Lo stesso discorso vale per Saint-Just. Sono entrambi sicuri che la cosa giusta da fare sia ridurre la diversità del mondo al proprio denominatore individuale. Il loro ego ipertrofico proietta sul gruppo la loro esigenza di uniformità, di una singola volontà, di un carattere unitario: la premessa di ogni politica genocidaria.

Sono l’Alfa e l’Omega, l’inizio e la fine.

Notiamo la stessa logica in molti dittatori ma anche in Karl Rove. Nel 2002, un consigliere di George W. Bush, presumibilmente Karl Rove, spiegò a Ron Suskind: “Ora noi siamo un impero e quando agiamo, creiamo la nostra realtà. E mentre voi state giudiziosamente analizzando quella realtà, noi agiremo di nuovo e ne creeremo un’altra e poi un’altra ancora che potrete studiare. È così che andranno le cose. Noi facciamo la storia e a voi, a tutti voi, non resterà altro da fare che studiare ciò che facciamo”.

O tutto o niente, o con noi o contro di noi, ora o mai più.

Non c’è rivolta senza una filosofia del limite. Sono gli psicopatici che rifiutano i limiti e non sanno distinguere tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

Il M5S va salvato dalla giacobinizzazione, prima che intossichi la vita del paese ed apra la strada a soluzioni autoritarie di giovani leader “salvifici”.

Appuntamento con Renzi ai Campi Flegrei

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Marco Carrai: coetaneo (37 anni) e amico personale di Renzi, imprenditore del settore edile, cattolico, vicino a Cl (il cugino Paolo è stato presidente della Compagnia delle opere in Toscana), è il principale punto d’unione con il mondo degli affari e con gli ambienti internazionali (soprattutto americani).


http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-11-28/marco-carrai-133923.shtml?uuid=AbOkRC7G

Il sindaco fra i suoi rapporti politici in America…può contare anche su relazioni trasversali, grazie anche alla vicinanza di Marco Carrai, che cura la raccolta fondi di Renzi, a Michael Ledeen, animatore del think tank repubblicano American Enterprise Institute.


http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/politica/2012/6-settembre-2012/quella-rete-americana-asse-clinton-blair-2111718004332.shtml

Marco Carrai, amico e coetaneo del sindaco, imprenditore di Greve in Chianti, definito il «Gianni Letta di Renzi» per la fittissima rete nazionale e internazionale di rapporti politici ed economici che ha messo in relazione col sindaco, da Farinetti di Eataly a Baricco, dalla Compagnia delle Opere all’Opus Dei, da Blair a Michael Ledeen.


http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/2490000/2486104.xml?key=bersani&first=341&orderby=1

I tempi della diplomazia stanno terminando. È ora di liberare l’Iran, la Siria ed il Libano

Michael Ledeen, 30 aprile 2003, citazione a cura di William O. Beeman, Pacific News Service, 8 maggio 2003

Tony Blair: dalle stelle al disprezzo di milioni di persone. Non esiste un luogo pubblico in cui possa recarsi senza temere di diventare oggetto di insulti o peggio. Sarkozy se l’è cavata meglio, ma ha davvero ottenuto ciò che voleva? Pensa che il suo sia un bilancio positivo? Netanyahu può dirsi certo che la sua strategia non stia accelerando la distruzione di Israele invece di scansarla e che questo sia l’unico modo per onorare suo padre?

Chi vede il mondo come una scacchiera, o come argilla da plasmare, o come un chiodo da martellare, sarà pedone, argilla nelle mani di un vasaio, chiodo da martellare. Una vita in cui puoi solo essere un chiodo per qualcuno e un martello per qualcun altro è una vita degna di essere vissuta? Non è prevedibile che persone che concepiscono l’universo in questi termini siano animate da brame apocalittiche/messianiche autodistruttive?

Quanto può essere attraente per una persona “normale” un modus vivendi ed operandi così tipicamente psicopatico/sociopatico? (e così ansiogeno?)

In ciascuno di noi c’è un Ledeen & co. da ammansire. Le loro idee vanno contrastate ma, prima di tutto, occorre capirle, perché l’oracolo di Delfi non vaneggiava quando invitava tutti a conoscere se stessi.

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Ledeen ama così tanto l’Italia da volerla controllare.

Pur essendo agli antipodi della sua concezione politica e morale, mi è piaciuta la sua analisi (peraltro marcatamente filo-berlusconiana) delle recenti elezioni italiane (inclusa la gustosa frecciata all’amministrazione Obama).

Mi sono piaciute meno le sue conclusioni, prevedibilmente apocalittiche, sebbene non completamente irreali:

Quindi, dove va l’Italia? Se uno è superstizioso come tendono ad esserlo gli italiani, il segno più drammatico per il futuro immediato è venuto da Napoli. C’è una zona vulcanica nota come i Campi Flegrei, dove il terreno è caldo e fumo sulfureo emerge dalle fessure. Gli antichi romani non avevano alcun dubbio che l’Inferno giacesse là sotto. L’Istituto Nazionale Vulcanologico ha appena confermato che, dall’inizio dell’anno, il suolo dei Campi Flegrei è salito di più di un centimetro al mese.

Quando i nodi verranno al pettine, sarà l’inferno.


http://www.weeklystandard.com/articles/our-italian-future_704967.html?page=2

La catastrofe non è inevitabile, il futuro non è già deciso.

Quella parte della dirigenza del PD che conserva una coscienza ed una modica quantità di buon senso può ancora farci sterzare ed evitare il baratro verso cui sembrano volonterosamente diretti gli apocalittici/messianici.

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Michele Guarnieri, “Uomini nell’ombra: Michael Ledeen”


http://www.tifeoweb.it/pws/index.php?module=article&view=153

Dopo anni di purgatorio mediatico, tornò sugli schermi italiani durante l’ultimo governo Berlusconi. Presentato come esperto americano di affari internazionali e membro dello “American Enterprise Institute”, ripetutamente gli studi televisivi gli davano ampio spazio per esprimere le sue posizioni da falco. Nato l’1 agosto 1941, Michael Ledeen oggi compie 65 anni ed è uno dei massimi esponenti “neocon”. Il suo curriculum merita davvero di essere monitorato.

Nel 1974 si trasferì a Roma per dedicarsi allo studio della storia del fascismo italiano e del terrorismo. Tre anni dopo tornò negli Stati Uniti per collaborare alla Georgetown University con il “Centro di Studi strategici ed internazionali”. Visitava spesso l’Italia, tanto che nel 1980 entrò sulla lista paga del Sismi del generale Giuseppe Santovito. Sono i suoi contatti italiani, soprattutto con organizzazioni di estrema destra, ad avergli creato le prime difficoltà. Ripetutamente, le indagini gli attribuivano un ruolo centrale nella partita a triangolo giocata tra Sismi, Gladio e la loggia massonica P2, responsabile per la strategia della tensione.

Rientra in questa contiguità con la P2 di Licio Gelli, Giuseppe Santovito e Francesco Pazienza, uno dei primi “colpi maestri” di Michael Ledeen che fu un uomo chiave dell’affare “Billygate”. Verso la fine della presidenza di Jimmy Carter, nacquero delle accuse secondo le quali il fratello del presidente, Billy Carter, avesse condotto degli affari con Gheddafi. Insieme alla mancata liberazione degli ostaggi americani in Iran, lo scandalo ben orchestrato costò a Carter la presidenza, a favore di Ronald Reagan.

Quanto inquietante fosse il nesso tra Michael Ledeen e la P2, dimostra l’intercettazione di una telefonata americana del 21 gennaio 1981, tra Licio Gelli ed un avvocato. Nel corso della conversazione, si parla di Michael Ledeen come consulente di Alexander Haig [artefice di Gladio], capace di procurare “un dossier contenente accertamenti riservati”. (1) Haig che aveva avuto il comando supremo della Nato per l’Europa, era diventato segretario di stato sotto la nuova amministrazione Reagan.

Una particolare nota del ruolo di Ledeen in Italia merita il lancio della pista bulgara che si sarebbe delineata dietro l’attentato a papa Giovanni Paolo II. Divulgando le sue teorie attraverso il quotidiano “Il Giornale”, Michael Ledeen, in quegli anni, faceva parte del gruppo mediatico di James Jesus Angelton, ex direttore del “Counter Intelligence” della CIA. La campagna tesa ad aprire lo scontro finale con l’allora impero del male, l’Unione Sovietica, toccò il suo apice nel novembre 1982, quando venne arrestato a Roma un rappresentante della compagnia aerea bulgara, tale Serghej Ivanov Antonov secondo una foto presente in Piazza San Pietro durante l’attentato. Più avanti, l’uomo con la barba e gli occhiali si sarebbe rivelato un innocuo turista americano, ma tale notizia non destò più scalpore. L’immaginario collettivo era già stato accontententato anche se la magistratura italiana accertò che l’intero impianto accusatorio nei confronti delle Bulgaria e del KGB era stato studiato a tavolino, nel tentativo di screditare i paesi dell’Est. Ancora di più: il faccendiere Francesco Pazienza e Michael Ledeen erano stati “in stretto rapporto con un religioso belga, Andrew Felix Morlion, conosciuto come agente della CIA in Vaticano.” (2) Il presunto domenicano abitava in un appartamento sopra quello di Serghej Ivanov Antonov, dalla stessa pianta. E lì Mehmet Ali Agca avrebbe ricevuto le istruzioni per accusare Antonov con la dettagliata descrizione del suo appartamento.

[…].

L’affare Iran-Contras a metà degli anni ’80, costituisce una “pochade” degna delle migliori partite a scacchi. Donald Rumsfeld era incaricato speciale per il Medio Oriente. Tramite l’agente segreto israeliano David Kimchee, Michael Ledeen contattò l’intermediario iraniano Manucher Ghorbanifar che viveva a Parigi. Successivamente, in data 8 ottobre 1985, Ledeen e Ghorbanifar si recarono ad un incontro con il tenente colonnello Oliver North del “National Security Council”.

Su Oliver North e il progetto di un golpe fascista negli Stati Uniti


http://fanuessays.blogspot.it/2011/11/garden-plot-e-rex-84-le-origini-del.html

[…].

Come si sa, in seguito all’occupazione dell’Iraq nella primavera del 2003 (senza nemmeno il mandato ONU), non furono trovate né armi di distruzione di massa né tracce del presunto acquisto di uranio. Ovviamente nacque subito il sospetto che le ultime verità sul regime di Baghdad fossero state costruite ad arte per creare il pretesto dell’attacco. Né i presunti sospetti si potevano interpretare come semplice bufala, dato che era stato occupato un paese fuori da qualsiasi contesto legale, con migliaia di soldati soprattutto americani caduti e soltanto con degli alleati accanto di cui ognuno, dalla Polonia all’Italia, aveva le sue buone ragioni per offrire i propri servizi agli USA ad occupazione avvenuta.

I dubbi aumentarono nel 2005. Michael Ledeen venne interrogato dall’FBI, sospettato di essere figura centrale dello scandalo avendo collaborato a procurare falsi documenti che testimoniassero l’imminente vendita di uranio da parte del Niger all’Iraq. Ma dalla elezione di George W. Bush, Michael Ledeen può contare su una fitta rete protettiva che trascinerebbe buona parte del governo americano, compreso il presidente. Tra i suoi amici intimi figura Karl Rove, uno dei più stretti collaboratori di George W. Bush in termini di politica estera. (1) Conosce benissimo Richard Perle (ex “Difense Policy Board Advisory Committee”)


http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/11/24/il-principe-delle-tenebre-spiega-gaza-e-solo-laperitivo/

Doug Faith (sottosegretario della politica del Pentagono), John Bolton (ambasciatore americano all’ONU), Donald Rumsfeld (ministro alla difesa), Paul Wolfowitz (ex presidente della Banca Mondiale), Dick Cheney (vicepresidente americano) – cioè il gotha del potere americano – e quasi tutti da più di vent’anni.

In una intervista radiofonica del 3 aprile 2005 realizzata da Ian Masters, Vincent Cannistraro, ex capo CIA delle operazioni di antiterrorismo nonché direttore dell’intelligence al “National Security Council” sotto Ronald Reagan, disse che era stato il SISMI italiano a trasmettere i documenti falsi relativi al Niger. E alla domanda su chi avesse prodotto detti documenti, rispose che non era giunto il momento per parlarne in quanto le prove mancavano. Ma l’intervistatore non si arrese chiedendo se si tratti di Michael Ledeen. “Andrebbe molto vicino…”, fu il commento (2)

Poi esplose ufficialmente lo scandalo chiamato “Nigergate”. Il 24 ottobre 2005 la stampa americana ipotizzò l’esistenza di documenti falsi relativi al Niger. In contemporanea, il procuratore federale americano McNulty indagò contro Larry Franklin ed il gruppo lobbistico americano-israeliano AIPAC. Inoltre, attraverso l’allora consigliere per la sicurezza nazionale Stephen Hadley, la Casa Bianca avrebbe organizzato incontri segreti con il capo del SISMI Nicolò Pollari. Sarebbero stati coinvolti da parte americana, oltre a Hadley, Dick Cheney, Michael Ledeen, Paul Wolfowitz e Condoleeza Rice, ma per l’Italia anche il ministro alla difesa Antonio Martino. Silvio Berlusconi si era affrettato per questo a dichiarare subito dopo il 24 ottobre che, da sempre, era stato contro le guerra all’Iraq? Fatto sta che in data 30 ottobre 2005 si precipitò a Washington. Il resto è cronaca di questi giorni.

Per diritto di cronaca, va detto che Michael Ledeen spuntava ripetutamente nelle televisioni italiane, dalla rielezione di Berlusconi in poi e ciò dopo essere stato dichiarato “persona non grata” già dall’ammiraglio Fulvio Martini, quando questi fu direttore del SISMI. Ma i tempi cambiano come cambiano le direttive. Possibile che l’intero scandalo Nigergate che coinvolge ugualmente USA ed Italia, abbia alle sue origini la stessa rete di contatti che già negli anni ’80 rivelarono tutta la loro potenza, cioè quel nesso tra SISMI, ambienti vicini alla P2 ed eversione di destra? – Intanto, nelle trasmissioni televisive di questi ultimi tempi, Michael Ledeen che viene spacciato per brillante analista delle strategie americane, non perde occasione di proclamare che aveva sempre sostenuto che l’attacco all’Iraq fosse sbagliato perché la vera centrale del male starebbe in Iran.

(1)v. “Zeit-Fragen n. 42 del 24/10/2005

(2)v. “Everything You Need To Know About Michael Ledeen“ (“Tutto quello che occorre sapere di Michael Ledeen“) di Katherine Yurica, News Intelligence Analysis, 7 aprile 2005; v. oraclesyndicate, “Dunkelmänner der Desinformation“ (“Gli uomini ombra della disinformazione“), 19 agosto 2005
(3) “Ledeen Seems To Relish Iran Insider’s Role” a firma di Charles R. Babcock sul Washington Post (citazione su Wikipedia)

Mentre l’Europa si accinge a trascorrere le vacanze, l’obiettivo israeliano di distruggere le basi degli hezbollah in Libano si è trasformato in una guerra aperta contro l’intero paese. Il 25% della popolazione libanese in fuga, più di mille morti e le infrastrutture rase al suolo, stanno a dimostrare che è in atto molto più che una spedizione punitiva. Tutto ciò avviene con il silenzio quasi incondizionato da parte del movimento pacifista non solo israeliano bensì mondiale. Come se si assistesse a qualcosa di troppo grosso per poter reagire, come se si volesse affermare che qusta volta sì, l’Israele ha ragione, pur di farla finita.

La teorizzazione del fatto che la terza guerra mondiale si inneschi a fettine, non è dovuta a qualche paranoico pacifista che vede congiure dietro ogni avvenimento, bensì alla stessa cerchia di persone che determinano la politica americana dalla elezione di George W. Bush ad oggi. E ancora una volta, Michael Ledeen si dimostra uno dei maggiori pensatori della politica messa in atto.

Le sue convinzioni di dover passare dalla “distruzione creativa” alla “guerra totale” e ciò per diffondere nel mondo la democrazia di stampo americano, sono ben note. Che dopo l’Afghanistan e l’Iraq, Siria ed Iran possano essere le prossime tappe, lo indicò lo stesso Ledeen scrivendo in data 6 maggio 2003 sul “Toronto Globe”: “Nessuno che io conosca, vuole muovere guerra ad Iran e Siria, ma io credo si possa riconoscere senz’altro che ci dobbiamo difendere da loro.” (1)

[…]

Oltre al citato incontro di Roma, anche altre occasioni erano buone per portare in gioco l’Italia nell’organizzare la macchina che deve preparare la caduta del regime di Teheran. A metà novembre del 2003, la Fondazione Liberal di Ferdinando Adornato organizzò a Venezia un convegno sulla “peste terrorista” (3): presenti l’odierno ambasciatore USA all’ONU John Bolton, Richard Perle (allora direttore del “Difense Policy Board Advisory Committee”, soprannominato “principe delle tenebre”), il cattolico neo-con Michael Novak e Michael Ledeen. Nel suo intervento, Michael Bolton diede poche possibilità di successo al tentativo europeo di trattare con l’Iran, sostenendo che il programma nucleare fosse avanti al punto tale da dover essere oggetto di una risoluzione ONU (v. la risoluzione dell’1 agosto 2006). Circolarono poi voci che tanto ricordano l’affare del presunto uranio venduto dal Niger all’Iraq: secondo fonti non meglio specificate vicine all’IAEA, Teheran produrrebbe quanto più possibile di gas all’esafluoruro, necessario per la costruzione di armi nucleari.

(1) citazione di William O. Beeman su “Pacific News Service”, 8 maggio 2003

(2) “Regime-Wechsel, zweiter Teil” di Jochen Bittner, “Die Zeit”, 28/10/2005

(3) “Liberal, neocon e realisti discutono della ‘peste” terrorista’” di Christian Rocca, Il Foglio, 18/11/2003

(4) “Michael Ledeen: neoconservative Guru” di Williamo O. Beeman, Daily Star (Beirut, Libano), 9/5/2003

A Roma serve un Barca (non un Alcibiade) – la Terza Repubblica in 33 comode rate

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La famiglia [Barca] si distingue dal soprannome di Amilcare, detto “Barak”(poi tradotto in “Barca”), ovvero “folgore”, “fulmine”, per le sue qualità di condottiero di eserciti e di politico decisionista. Secondo un’altra interpretazione il nome di Barca deriverebbe da “Baruk” ovvero “il benedetto” a indicare una particolare protezione da parte degli Dei.


http://it.wikipedia.org/wiki/Barcidi

L’Occidente è fin troppo spostato a destra. Questo squilibrio è nefasto e può solo causare morte (suicidi, rivolte, violenza eversiva, svolte autoritarie).

Matteo Renzi è legato a Michael Ledeen via Marco Carrai (è anche culo e camicia con Tony Blair, altro grande amico dei neocon)

http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/2490000/2486104.xml?key=bersani&first=341&orderby=1

Ledeen, oltre ad essere un neocon superguerrafondaio, era legato alla P2 tramite il SISMI ed è certamente stato coinvolto in varie operazioni GLADIO: “Michael Leeden, associated with the Georgetown Center for Strategic and International Studies (CSIS) in Washington, a right-wing think tank; and Leeden had strong connections with a faction of the Italian secret service (SISMI) linked to the P2 secret masonic lodge, which first revealed the phoney proposed attack on the Pope by the Soviet Minister of Defence Marshal Ustinov”.

http://www.independent.co.uk/news/people/obituary-claire-sterling-1588401.html

Ora sta a noi scegliere: vogliamo che il PD divenga uno strumento della NATO e della CIA, o vogliamo un partito di sinistra?
[N.B. Tutte queste notizie sono di dominio pubblico da mesi e questa è la ragione per cui Renzi non vincerà mai delle primarie ma vuole ugualmente per sé il governo: i renziani non riuscirebbero a vedere una balena davanti al loro naso - Mr Magoo è un cecchino al loro confronto].

Serve una riequilibrante svolta a sinistra.
Fabrizio Barca dice cose di sinistra. Il suo manifesto è di sinistra.

Fabrizio Barca, per quel che ho potuto capire, sembra essere il politico italiano che più somiglia per indole, valori ed idee al mio politico di riferimento, cioè Dominique de Villepin (che NON è di sinistra, essendo un neogollista, ma si trova non poche volte a battersi dalla stessa parte di Jean-Luc Mélenchon, leader della sinistra francese).

Mi pare che Barca abbia il pragmatismo necessario a tradurre in un progetto credibile e a lungo termine le aspirazioni di molti grillini e molti elettori di SEL, RC e sinistra PD, ma anche del cattolicesimo sociale e di una parte della destra sociale. Se è questa la linea del PD del futuro, allora SEL non ha ragione di esistere e Vendola ha preso la decisione giusta.

Per sommi capi, il pensiero di Barca:

  1. PARTITO DI SINISTRA: “Non mi riferirò a un partito in genere…ma a un partito di sinistra, essendo questo ciò che mi preme” (dalla sua “Memoria politica dopo 16 mesi di governo“, p. 1);
  2. UNIONE EUROPEA: Denuncia l’incompiutezza e dalle incertezze dell’Unione Europea e i suoi paradigmi errati, chiede un rilancio della cittadinanza europea con la restituzione della sovranità ai cittadini europei (p. 1).
  3. TEORICI: cita Amartya Sen e Willy Brandt, Bruno Kreisky e Olof Palme (un trio che per me rappresenta l’apogeo della politica socialdemocratica e dell’internazionalismo socialista pre-thatcheriano/reaganiano: quando i governanti sapevano ancora dire no all’iniquità finanziaria e guerraiola).
  4. CONFLITTO SOCIALE: Considera che senza un conflitto anche aspro di idee non ci si avvicina a soluzioni efficaci. Perciò il conflitto sociale va bene, se è governato e se esiste una coesione di sentimenti e convincimenti generali che parlino ai nostri sentimenti (= se parti sociali e governanti dimostrano buona volontà e buona fede, ponendo l’enfasi sull’interesse generale).
  5. MOBILITÀ Chiede più mobilità sociale per evitare un conflitto intergenerazionale dannoso per tutti.
  6. PARTITOCRAZIA: Vuole porre fine alla partitocrazia, ma non ai partiti (li vuole più aperti, più sensibili alle istanze che provengono dalla cittadinanza) – No a commistioni tra organi di partito e funzioni pubbliche = no al partito che cerca di impadronirsi di apparati dello Stato (colonizzazione dell’amministrazione e clientelismo – p. 10).
  7. DEMOCRAZIA DELIBERATIVA: Suggerisce la via dello “sperimentalismo democratico” (democrazia deliberativa), una via intermedia tra la tecnocrazia avulsa dalla società civile (degenerazione della democrazia rappresentativa) e la demagogia della folla che decide su tutto, attraverso la Rete (democrazia diretta integrale, degenerazione del concetto di sovranità popolare): “la macchina pubblica deve piuttosto costruire un processo che promuova in ogni luogo il confronto acceso e aperto fra le conoscenze parziali detenute da una moltitudine di individui, favorisca l’innovazione e consenta decisioni sottoposte a una continua verifica degli esiti, sfruttando le potenzialità nuove della Rete e dando continuamente forma alle preferenze e alle scelte nazionali” (dal Manifesto, p. 3).
  8. PARTITI NON PIÙ STATO-CENTRICI: Il partito dovrebbe essere immerso nella società civile, fungere da palestra di una democrazia partecipata, non essere un’espressione dello Stato (dev’essere “sfidante dello Stato stesso”): solo così è possibile un connubio tra principio di competenza e principio di maggioranza (p. 3).
  9. DEMOCRAZIA PARTECIPATA: Il partito deve produrre una “mobilitazione cognitiva”: far discutere e ragionare la gente, tirar fuori le idee migliori, gli intenti, motivazioni e sentimenti migliori, “i migliori angeli della nostra indole” (cf. Lincoln), fare comunità: “un partito palestra che offre lo spazio per la mobilitazione cognitiva, per confrontare molteplici e limitate conoscenze, imparare ognuno qualcosa, confrontare errori, cambiare posizione, costruire assieme soluzioni innovative per stare meglio e gli strumenti e le idee per farle vincere; e permettere così anche che dal confronto collettivo si profili e vada emergendo un avvenire più bello per i nostri pronipoti con tratti che oggi non possiamo anticipare” (p. 4).
  10. FINANZIAMENTO PUBBLICO DEI PARTITI: No all’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, ma suo ridimensionamento (affinché gli iscritti esercitino un maggior controllo sul partito) e trasparenza sul metodo di raccolta e sull’impiego.
  11. BUROCRAZIA E STATALISMO: Riforma della macchina dello stato: “affetta da smania normativa; trascura sistematicamente l’attuazione, mancando di “ingegnerizzare” i processi realizzativi; pretende dai cittadini il rispetto delle scadenze mentre non le rispetta essa stessa; ignora la valutazione degli esiti; non facilita o rifiuta, a livello nazionale, il confronto aperto con le soluzioni alternative che vengono dalle esperienze territoriali (p. 10).
  12. NATURA UMANA: Rifiuto del cinismo: la natura umana non è solamente egoista e la “natura italica” che ci inchioderebbe al malgoverno è un mito etnico (p. 11 del Manifesto).
  13. LEGGE ELETTORALE: Riforma di una legge elettorale che rende inutili le primarie (p. 13);
  14. PRIMARIE: Senza una chiara separazione tra partito e stato, le primarie danno vita a forme di cesarismo, “appagando a poco prezzo la domanda di democrazia dei cittadini, e accentuando il tratto personalistico dei partiti” (p. 13).
  15. GOVERNANTI E GOVERNATI: Partito moderno deve agevolare il confronto tra le parti sociali: “insegnanti con studenti e genitori, operai di una fabbrica inquinante con cittadini inquinati, abitanti di un’area attraversata dalla ferrovia con gli utenti del treno, e così via” (p. 14). Il confronto pubblico può facilitare la realizzazione di: una visione condivisa del futuro, una cinghia di trasmissione tra governo e società civile che permetta di prendere decisioni fondate sull’esperienza compiuta nel territorio, una maggiore comprensione del processo decisionale, possibilmente la neutralizzazione liderismi (uomini della provvidenza, capi-popolo) e di riforme mal comprese ed inattuabili, “uno dei tratti distintivi dell’ultimo venticinquennio” (p. 18).
  16. LA SOCIALDEMOCRAZIA (vizi e virtù): “La soluzione “socialdemocratica” ha consentito, dove è stata compiutamente praticata, – non in Italia – straordinari risultati in termini di qualità di vita dei cittadini e del lavoro, promuovendo la libertà sostanziale, l’inclusione sociale dei cittadini, ossia la loro capacità di fare le cose alle quali assegnano valore nella vita, e la dignità del lavoro, e accompagnando dopo la seconda guerra mondiale una straordinaria stagione di crescita. Ma questa soluzione ha mostrato anche crescenti criticità: difficoltà nel soddisfare con servizi standard (per salute, istruzione, cura di infanzia e anziani, manutenzione territoriale) le preferenze assai diverse dei cittadini, che lo stesso benessere andava ampliando; comportamenti adattivi dei cittadini assistiti, con effetti di erosione del loro impegno; deviazioni rilevanti dall’interesse generale nell’uso delle risorse pubbliche; effetti negativi sugli animal spirits degli imprenditori, connessi agli strumenti pubblici altamente discrezionali impiegati per assicurare loro l’afflusso di capitale dai risparmiatori” (p. 21).
  17. IL NEOLIBERISMO (vizi e virtù): “La soluzione “minimalista”, o liberista, con cui si è data risposta alle criticità del modello precedente, ha promosso in tutti i campi, sul piano del metodo, nuove tecniche di misurazione dei risultati attesi dell’azione pubblica, ha sfruttato le nuove tecnologie dell’informazione per rendere pubblici e verificabili tali obiettivi e le informazioni raccolte e prodotte dalla macchina pubblica, ha dato vita a un confronto serrato sulla valutazione degli effetti dell’azione pubblica. Ma… riflessi negativi profondi sulla qualità dei beni pubblici prodotti dallo Stato e sulla loro inclusività, e dunque sulla democrazia…incontrollabilità degli amministratori e squilibri talmente profondi nelle modalità di approvvigionamento del capitale da parte delle imprese da creare le basi per ricorrenti crisi di fiducia finanziaria…demolizione sul piano culturale e normativo (regole rigide automatiche – di nuovo – di pareggio del bilancio) della capacità degli Stati nazionali di contrastare le crisi”. Questo è successo in nome di due miti privi di fondamento: tecnocrati sanno trovare soluzioni universali, governi devono solo applicarle + le imprese sono a contatto con la realtà e sanno cosa sia meglio per tutti (pp. 21-22).
  18. ELITISMO: Entrambe le visioni vanno superate per via di un loro errore comune: “ritenere che alcuni, pochi, soggetti possano avere la conoscenza per prendere le decisioni necessarie nel pubblico interesse” (p. 23).
  19. SPERIMENTALISMO DEMOCRATICO: La macchina pubblica, prima di decidere, deve coinvolgere detentori di conoscenza e esperienza e mettere a confronto le loro competenze, attraverso un “processo di mutuo apprendimento con il massimo possibile di impegno e sviluppo degli individui” (p. 25);
  20. COME? “Assicurare banche dati aperte per apprendere, monitorare e valutare azioni pubbliche (es. il sito http://www.opencoesione.gov.it/ per le azioni pubbliche finanziate da fondi europei per la coesione); consentire una comunicazione fra istituzione pubblica e cittadini in merito alla missione della prima; offrire a realizzatori di soluzioni locali l’opportunità di apprendere errori e soluzioni di altri realizzatori di simili interventi; incentivare il gratuito contributo privato alla soluzione di problemi pubblici” (p. 26).
  21. AUSTERITÀ: “Come scriveva Enrico Berlinguer in un passaggio poi mancato della nostra storia repubblicana, l’austerità “può essere adoperata o come strumento di depressione economica, di repressione politica, di perpetuazione delle ingiustizie sociali, oppure come occasione per uno sviluppo economico e sociale nuovo, per un rigoroso risanamento dello Stato, per una profonda trasformazione dell’assetto della società, per la difesa ed espansione della democrazia”36. Il minimalismo promuove la prima strada. Lo sperimentalismo la seconda” (p. 27).
  22. MINIMALISMO vs. SPERIMENTALISMO: elitismo vs. partecipazione; terapia choc (paura ammorbidisce resistenze) vs. trasparenza e coinvolgimento (attenuare la paura facendo sentire i cittadini protagonisti della ricerca ed implementazione dei rimedi); pareggio di bilancio come dogma vs. valutazione politica delle esigenze della società e dell’economia; espansione degli emolumenti vs. essere un amministratore pubblico è un onore e la remunerazione e stile di vita non possono essere sproporzionati rispetto a quelli dei cittadini (pp. 27-28).
  23. INTERNET (vizi e virtù): “L’offerta di connessione universale e tempestiva della Rete, la sua capacità di accumulo, archiviazione e recupero delle informazioni, creano straordinarie possibilità di informazione, di mobilitazione, di controllo, degli elettori sugli eletti e in genere dei cittadini sulle azioni pubbliche, e consentono di smascherare la manipolazione delle informazioni da parte delle élite. In particolare, la Rete offre una piattaforma per lo sperimentalismo, perché incentiva i cittadini a dare il proprio contributo: lo fa riducendone il costo, assicurandone la non manipolazione e offrendo la possibilità di verificare l’utilità del proprio contributo attraverso il numero di connessioni” (p. 31). MA: “la Rete non può in alcun modo assicurare l’“approfondita disamina dei problemi”, la “fase necessariamente lenta, problematica, riflessiva della discussione”, il confronto acceso e ragionevole che sono richiesti dalla complessità dei problemi stessi e dalla necessità di “inventare” soluzioni per l’azione pubblica che ancora non esistono. Solo supponendo che la conoscenza richiesta per assumere decisioni di buon governo sia assai limitata, solo negando il processo laborioso e sofferto di confronto fra conoscenze e interessi diversi che ogni azione pubblica “giusta” richiede, solo supponendo che le soluzioni siano già tutte pronte e non debbano viceversa essere costruite, caso per caso, si può pensare che il processo decisionale, e dunque l’input dei cittadini ai governanti, sia esaurito dalla Rete. Ma questo assunto è errato, proprio come errato è l’assunto minimalista della concentrazione in poche teste di ciò che c’è da sapere. La Rete può allora dare ai partiti uno straordinario slancio nel giocare la partita dello sperimentalismo, consentendo e costringendo il processo deliberativo a essere aperto. Non può sostituirsi ai partiti” (p. 32).
  24. OLIGARCHISMO: “Sono le idee, talora maturate endogenamente, talora portate anche in modo traumatico dall’ “esterno”, a poter rompere l’equilibrio perverso di élite estrattive, non solo rinnovandole ma anche facendo loro “cambiare la testa”; cioè convincendole a giocare una partita che è di interesse generale” (p. 32) – “Perseguire la concentrazione delle decisioni nelle mani di pochi non è solo in tensione con il principio di rappresentanza. È anche in tensione con il principio di competenza. È un errore e basta…La grave crisi economica in atto è anche, in larga misura, il risultato di questo errore” (pp. 38-39).
  25. LA SINISTRA E L’EUROPA: un partito di sinistra DEVE dialogare con la sinistra europea, definire che futuro vogliamo per l’Europa e le azioni da intraprendere per dargli forma (p. 36)
  26. VISIONE CONDIVISA: “Nel processo di mobilitazione cognitiva, il trasferimento delle conoscenze non opera solo dal basso verso l’alto viaggia anche dall’alto verso il basso” (p. 40). Il punto d’incontro crea quella visione condivisa che è mancata nella seconda repubblica.
  27. COME NASCE UNA VISIONE CONDIVISA? “il confronto deve essere informato, aperto alla diversità, alla contestazione e alla considerazione convinta dei punti di vista (anche assai) diversi dal proprio, volto alla ricerca di un “accordo” anche parziale. Proprio la procedura del confronto e il principio di ragionevolezza (la “capacità di difendere un’idea in una discussione pubblica strutturata in modo libero e aperto”) che deve animarlo rendono tale accordo possibile. Per queste ragioni, il confronto può trarre impulso dall’uso della Rete, può trovare nella Rete la base informativa, la possibilità di contribuire in modo non costoso e verificabile negli effetti, ma ha bisogno di focalizzarsi e di trovare poi i suoi ritmi lenti in luoghi fisici del territorio” (p. 41).
  28. CHI FUNGE DA LEVATRICE DI QUESTA VISIONE CONDIVISA? “Il confronto andrà governato da leader (locali, intermedi e nazionali) di qualità che condividano e sappiano praticare con competenza il metodo: si tratterà di volontari (nelle micro–unità territoriali) o di funzionari professionisti che il partito dovrà selezionare e formare” (p. 42).
  29. COSA VUOL DIRE MILITARE IN UN PARTITO NUOVO? l’iscrizione dev’essere legata a una genuina partecipazione, aperta ad individui ad associazioni, escludendo circoli chiusi ed auto referenziati che controllano le tessere. Le occasioni di confronto devono venire incontro alle esigenze di tutti i cittadini (donne, operai, anziani, ecc.) anche quelli che non aderiscono al partito ma sono interessati a certi temi e i rappresentanti di associazioni indipendenti e determinate a restare tali. Solo così le sensibilità individuali possono essere convogliate in motivazioni collettive e si possono aiutare i cittadini a sfuggire alla trappola della “segregazione comunitaria” (lo schiacciamento della propria identità su una sola dimensione: religiosa, etnica, di età, etc.), nonché a dare un contributo informato in fase di valutazione del da farsi (pp. 42-43).
  30. SPIRITO PUBBLICO/CIVISMO: questa forma di partecipazione dovrebbe istradare i naturali egoismi personali in uno sbocco di servizio alla comunità: “l’indipendenza può evitare il conformismo indotto dall’imitazione; l’imitazione può evitare l’autoreferenzialità e la sordità indotte dall’indipendenza” (pp. 45-46).
  31. EDUCAZIONE CIVICA: i giovani, partecipando al dibattito in varie vesti, apprendono a “interpretare e discutere dati; reperire e valutare norme; ricercare e valutare argomentazioni di merito; investigare modelli attuati altrove; partecipare a applicazioni di sperimentalismo; studiare e illustrare documenti di indirizzo delle istituzioni internazionali, europee e nazionali” (p. 48).
  32. QUESTIONI DA AFFRONTARE PER PASSARE DALL’IDEA ALLA PRASSI: le trovate elencate da p. 50 a p. 52 – “Mi è stato fatto giustamente osservare che solo quando a tutti questi interrogativi saranno state date risposte convincenti l’ipotesi di partito nuovo presentata in queste pagine assumerà la forma di un “programma politico”. Concordo. Sono certo che le risposte possano venire solo dal lavoro congiunto di una “squadra” che dovesse accogliere con interesse e sentimento e adeguatamente sviluppare l’ipotesi presentata in questa memoria” (p. 52).
  33. COSA VUOL DIRE ESSERE DI SINISTRA, OGGI? Voler realizzare i principi/valori costituzionali: “dalla dignità sociale all’impegno per il bene comune, dal benessere fisico a quello intellettivo, dal lavoro alla relazione con gli altri e con la natura” (p. 53) – tutelare le libertà civili (p. 53) – garantire “l’adempimento dei doveri di appartenenza alla comunità, inclusi quelli “inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale” (Cost. art.2) e quelli tributari, da fondare su “criteri di progressività” (Cost. art. 53) (p. 53) – le limitazioni di sovranità nazionali in favore del progetto europeo hanno senso solo nell’ottica della “crescita dei diritti e dei doveri che l’Unione Europea garantisce ai cittadini italiani e di ogni Stato membro in quanto cittadini europei” (p. 53) – il ripudio della guerra “come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” (Cost. art. 11) e l’espansione dei doveri di solidarietà ci impongono di “anticipare tensioni e fonti di conflitto”, “scongiurare disegni geo-politici e militari costruiti su disinformazione” e “sviluppare interventi di cooperazione internazionale efficaci e valutati in modo aperto” (p. 54) – Ambiente, paesaggio, “patrimonio storico e artistico”, cultura (Cost. art. 9) sono beni pubblici e vanno amministrati tenendo conto degli interessi di “generazioni future che non possono ancora far valere le proprie convinzioni” (p. 54) – sindacalismo (Cost. art. 39) e partecipazione dei lavoratori “alla gestione delle aziende” (Cost. art. 46) sono inderogabili e occorre sempre promuovere “le condizioni che rendano effettivo” il diritto al lavoro (Cost. art.4) con particolare attenzione alle donne (Cost. art. 37) (p. 54) – “Mercato aperto, libera iniziativa privata e concorrenza costituiscono condizione per lo sviluppo”: lo stato supplisce, sanziona, tutela, gestisce le fluttuazioni economiche (p. 54) – gli esseri umani devono essere messi nelle condizioni di dare il meglio di sé: pari opportunità (p. 54) – verifica pubblica dell’esito dell’azione di governo (p. 55) – temi etici: il governo deve rispettare la volontà della maggioranza dei cittadini e cercare soluzioni che incontrino un consenso maggioritario nel paese (p. 55) – ogni cambiamento (tecnologico, culturale, sociale) va assecondato se conduce verso “assetti della società più giusti, sostenibili e augurabili per le generazioni future” (p. 55) – “I partiti devono assicurare con strumenti cogenti la “disciplina e onore” (Cost. art 54) dei loro eletti, la selezione di questi per merito e capacità, e la loro condivisione delle condizioni comuni di vita dei cittadini che rappresentano” (p. 55).


http://download.repubblica.it/pdf/2013/politica/barca_manifesto.pdf

Noi siamo i giovani, i giovani più giovani

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Resto a fare il sindaco. Me ne andrei solo per fare il premier

Matteo Renzi, 31 marzo 2013

Il Pd deve decidere: o Berlusconi è il capo degli impresentabili, e allora chiediamo di andare a votare subito;

oppure Berlusconi è un interlocutore perché ha preso dieci milioni di voti

Matteo Renzi, 4 aprile 2013

Basta dare un’occhiata ai nomi e alla “caratura” economica dei personaggi che hanno versato a Renzi il proprio generoso ma, beninteso, privato obolo. Tra i finanziatori, almeno tra quelli che hanno autorizzato la pubblicazione del proprio nome, ve ne sono diversi che fanno capire bene chi si fila l’enfant prodige della politica italiana.


http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=2449

“La politica che non sa correre”, “il mondo ci chiede di correre a velocità doppia”, “il tempo è scaduto”, “la clessidra è agli sgoccioli”, “bloccati dal lavorio di chi pensa di potersi permettere altri ritardi”…


http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-04-03/renzi-politica-stiamo-perdendo-114403.shtml

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Adesso, dinamismo, giovani, nuovo, mobilità e velocità, innovazione, BASTA PENSARE! Bisogna fare, in fretta, accelerare, urgenza, rapidità, emergenza, fare, fare, fare. CREDERE, OBBEDIRE, CORRERE ratatata bum bum bum ratatata bum bum zum! tapum! sdeng! bang! eccezionale, ratatata! vroom

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NOI VOGLIAMO CANTARE l’amor del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerità.

Il coraggio, l’audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.

La letteratura esaltò fino a oggi l’immobilità pensosa, l’estasi e il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo e il pugno.

Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un’automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo… un’automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bella della Vittoria di Samotracia.
Noi vogliamo inneggiare all’uomo che tiene il volante, la cui asta attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.

Bisogna che il poeta si prodighi con ardore, sfarzo e magnificenza, per aumentare l’entusiastico fervore degli elementi primordiali.

Non v’è bellezza, se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere conseguita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all’uomo.

Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!… Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell’Impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell’assoluto, poiché abbiamo già creata l’eterna velocità onnipresente.

È dall’Italia, che noi lanciamo pel mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria, col quale fondiamo oggi il Futurismo, perché vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d’archeologhi, di ciceroni e d’antiquarii.

Filippo Tommaso Marinetti, Manifesto del Futurismo, 20 febbraio 1909, Le Figaro

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Alessio Mannino – Renzi, il nulla che avanza – La Nuova Vicenza, 14 settembre 2012

Con quell’arietta da bamboccio saputello che snocciola continuamente battute per fare il simpatico, il sindaco fiorentino Matteo Renzi si candida come testimonial ideale del raschio del fondo del barile. Se, dopo quasi vent’anni di recital berlusconiano, il “nuovo” a sinistra prende le sembianze di un politico che dice tutto quello che abbiamo già sentito in trent’anni di egemonia liberal-liberista, allora il berlusconismo ha vinto: è tutto uno show, il nuovo è già visto e stravisto, alla fine della fiera l’importante è ossequiare il Privato e i Mercati. E le parole d’ordine sono di una vuotezza cosmica: Europa, futuro, merito. Mancava solo “felicità” e “benessere” e l’Ovvietà diventava metafisica pura. La definizione perfetta del sindaco Pd di Firenze, del resto, l’ha data il comico Crozza, sempre fulminante: Renzi, il nulla che avanza.

Ci si potrebbe fermare qui, nel commentare l’exploit del “rottamatore” che ieri a Verona ha ufficializzato la sua candidatura alle primarie del centrosinistra. Senonché un anno fa, il 29-30 ottobre 2011, con un convegno di tre giorni all’antica stazione Leopolda di Firenze, mise in vetrina un abbozzo di programma: il “Big bang”, come lo chiamò con prosopopea propagandistica. Può essere interessante, allora, fare un po’ di radiografia a questo giovanilista smanioso e con idee vecchie vecchie come la Thatcher.

Renzi è figlio di Tiziano, maggiorente locale della Margherita, oggi consigliere comunale a Rignano sull’Arno e, si dice, uomo di spicco della massoneria toscana. Lui, Matteo, di lavoro fa il dirigente in aspettativa della società di marketing di famiglia, la Chil Srl (che controlla la distribuzione dei giornali fra cui La Nazione). Come persona, è il classico, odioso, arrivista bravo ragazzo. Ha scritto Denise Pardo sull’Espresso del 28 ottobre 2011: «Scout, vincitore come è noto a 19 anni di una “Ruota della fortuna” di Mike Buongiorno… bacchettone fin da ragazzo (contrario ai rapporti prematrimoniali), ancora devoto (messa la domenica, d’estate in Sardegna esercizi spirituali), molto amato da Cl, secondo il giornalista David Allegranti che ha scritto una sua biografia, Renzi ha “un decisionismo berlusconiano mixato a un’abilità democristiana e a un uso molto accorto dei media e della rete”». Il suo cursus honorum è stato un’ascesa inarrestabile. Democristiano dai tempi del liceo, giovanissimo segretario provinciale del Ppi nel 1999 e della Margherita nel 2003, diventa presidente della Provincia fiorentina nel 2004 e lo resterà fino al 2009, quando vince le elezioni per il Comune di Firenze dopo aver inaspettatamente strappato la vittoria nelle primarie interne al Pd. Da allora, forte della sua età anagrafica, ha impersonato nel partito la parte dell’enfant terrible che predica il rinnovamento anagrafico della classe dirigente e del ceto politico.

Il giovanilismo esasperato di cui ha fatto una bandiera, però, non basta più. Di qui il suo battere il tasto delle “idee” da candidare primeggiando sui candidati. Renzi ne ha sfornate, sempre cercando l’effetto sensazionale, addirittura 100, consultabili in Rete perché il suo sarà un “Wiki-Pd” (sic). Ma se si va a sfrucugliarlo appena un po’ in profondità rispetto alle frasi fatte da salottino, emerge chiarissima e lampante la totale assenza di originalità e novità dei suoi messaggi. Figuriamoci di una qualsiasi, anche timida, tendenza a rompere tabù e luoghi comuni. Al contrario: il Renzi-pensiero è il trionfo del luogo comune. Andando alla sostanza dei 100 punti e delle interviste che abbiamo letto, cosa rimane? Prevedibili richiami al volontariato, il generico liberismo del “meno tasse”, rattoppare la precarietà con ammortizzatori sociali e formazione, ma soprattutto l’adesione senza dubbi ai “contenuti” della famosa lettera della Bce, vero programma-base del governo Monti: innalzamento dell’età pensionabile, licenziamenti più facili.

In dettaglio, poi, il Molto Giovane presenta un libro dei sogni contraddittorio, mal scritto, ma tutto ossequioso all’ideologia da Chicago boy del 2000. Difatti: privatizzazioni massicce di aziende pubbliche, ex municipalizzate e patrimonio statale (idea 18); amnistia per i politici corrotti se escono di scena (idea 13, vergognosa, e non si capisce come si concili con il no ai condoni del punto 25); vendita ai privati di Rai1 e Rai2, ma al contempo modello BBC con un’amministrazione pubblica (idee 16 e 17, di fatto fra loro incompatibili); al punto 35,  contratto unico con tutele progressive per i giovani (solo per i neo-assunti? non è specificato) che coesiste al 37 con l’invocazione di un far west dei contratti aziendali; immigrazione “intelligente” (95), cioè, seguendo la filosofia economicistica della vigente Bossi-Fini, si accettano solo extracomunitari utili e programmati; una spruzzatina di sensibilità pro-gay con le unioni civili (89) e infine riforme di per sé sottoscrivibili – contentini per non sembrare troppo prevedibili – come una Tobin Tax del 5 mille sulle transazioni finanziarie (98) e il servizio civile obbligatorio (99).

In sintesi, siamo di fronte ad un’ennesima falsa promessa. In questo caso, talmente scoperta, ameboide, microcefala, tutta chiacchiere e distintivo, che ci vuole del fegato marcio per conferirle la patente di grande “innovazione”. E sorvoliamo sui suoi collaboratori, che comprovano la nullità e scontatezza del berluschino Renzi: l’evanescente Baricco, il giuslavorista precarizzante Ichino, il fighetto ed ex dipendente berlusconiano Giorgio Gori e, ciliegina sulla torta, l’economista iper-liberista Luigi Zingales, che per non farsi mancare niente ha firmato pure il manifesto reaganiano di Giannino, “Fermare il declino”. Se questo è il nuovo, si capisce perchè il sindaco Variati ha voluto imbrancarsi nell’armata renziana: vecchi rottami ideologici si spacciano per stupefacenti novità rivoluzionarie. Bersani, ancora più vecchio essendo fermo alla socialdemocrazia anni ’60-’70, almeno vecchio lo è più onestamente e palesemente. Sia come sia, non ci stupiremmo di vedere uscire Renzi dal Pd, se sconfitto. Seguito a ruota, magari, da qualche renzino vicentino…


http://www.nuovavicenza.it/2012/09/renzi-il-nulla-che-avanza/

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