Il calendario Maya e il calendario IPCC

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

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10154446_832289280118921_2438742813405521709_nDolomiti, turisti giapponesi, Pasqua 2014

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“Il 13 aprile (2014) è stato presentato a Berlino la terza parte del nuovo e quinto rapporto sul clima dal Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (Ipcc). Scrivono i quotidiani “Dalla scienza arriva un messaggio chiaro”, infatti La Repubblica titola “Riscaldamento globale, l’Ipcc: Solo 17 anni di tempo per invertire la tendenza”, Il Messagero invece “Effetto serra, Ipcc: «Emissioni record, solo 16 anni per cambiare rotta”  ed il Corriere della Sera “Effetto serra, gli scienziati dell’ONU: Solo 15 anni per evitare il disastro”. Avete letto bene: 15, 16 o 17. Chi offre di più? Certo 16 è più bello perché fa conto paro con il 2030 che è l’obiettivo delle politiche Ue. È da escludere 17 e 6 mesi?

Per chi ha una cattiva memoria i titoli potrebbero metter paura, invece se li confrontate con quelli di solo pochi mesi fa lo stato d’animo cambia. Infatti settembre 2013, solo sette mesi fa, secondo i titoli degli stessi quotidiani, per l’IPCC rimanevano: “Dieci anni per salvare il pianeta. L’allarme degli scienziati dell’Onu“. Lo stesso titolo già utilizzato da La Repubblica nel 1989, 25 anni fa, infatti sul medesimo quotidiano si poteva sorprendentemente leggere: “Dieci anni per salvare la Terra“. Insomma per gli stessi esperti dovevamo già essere morti da 15 anni ed invece scopriamo che ce ne rimangono ancora 15 per guarire. Che direste ad un medico che vi da 6 mesi di vita e quando tornate a visita dopo un anno vi dice che avete altri 6 mesi? Ci credete o cambiate medico?”

[…]

I titoli 7 anni fa erano del seguente tipo:

Entro l’estate Polo senza ghiaccio“;

Ambiente, due anni per salvare il mondo”;

La Terra è troppo calda Scenari da film horror”;

Le cure per guarire la Terra «Ci sono solo 8 anni di tempo»”.

Secondo quanto era stato previsto già dovevamo essere con un piede dentro la fossa, quindi i titoli di questi giorni, che allungano ancora la possibilità di salvare il pianeta ai prossimi 15-17 anni, non dovrebbero allarmare più del necessario”.

[…]

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-ricordati-che-devi-morire-di-caldo-ogni-sei-anni-8969.htm

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Prima tiriamo ad indovinare…non ridete, è proprio così che facciamo!…Poi calcoliamo le conseguenze dell’ipotesi, se fosse vera. Dopodiché mettiamo a confronto questi risultati con i dati osservati. Se non sono in accordo con gli esiti dell’esperimento, allora sono sbagliati. Questa è l’essenza del fare scienza. Non importa quanto sia bella la tua ipotesi, quanto sei sveglio, chi ha concepito l’ipotesi, quale sia il suo nome – se l’ipotesi non è in accordo con gli esperimenti, allora è sbagliata. E questo è quanto.

Richard Feynman, Nobel per la Fisica

Ne consegue che…
http://www.futurables.com/2014/04/16/del-temperamento-di-gaia-ovvero-come-ho-imparato-a-non-preoccuparmi-e-ad-amare-il-mutamento-climatico/

Temperature globali (satellitari), ghiacci e innevamento a marzo 2014

Temperature globali di febbraio 2014 (aggiornate con HadCRUT)

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

 

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Il Nord Atlantico si sta raffreddando?

BkJA81YCQAA6_OoBkWnpnBCAAA6xdKfino a metà marzo 2014


Per saperne di più:
http://www.futurables.com/2014/03/29/contro-i-profeti-di-sventura-che-azzoppano-lumanita/

La crisi ucraina e il mutamento climatico – un possibile nesso?

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

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Brutte notizie. Arriva la conferma che la Corrente del Golfo è in fase di rallentamento. Questo significa che aumenta il rischio di un nuovo stadiale come lo Younger Dryas cioè di un cambiamento improvviso del clima verso una glaciazione millenaria del nord Europa e di parte dell’emisfero nord

Vincenzo Ferrara, la Stampa, 25 febbraio 2014

Il “Granaio d’Europa” (Ucraina) ha salvato l’Europa occidentale da una carestia durante il raffreddamento che ha colpito il continente in occasione del Minimo solare di Dalton e in questi anni stiamo assistendo al più forte calo di attività solare degli ultimi 10mila anni

Può darsi che la Cina abbia saputo valutare accuratamente le prospettive di produzione agricola in tali frangenti se ha deciso di investire così massicciamente, per un periodo di 50 anni, in terreni agricoli ucraini nella regione orientale (russofona) di Dniepropetrovsk per una superficie pari a quella del Belgio

Non è da escludere che sia questo il vero pomo della discordia, in questa disputa tra Est e Ovest.  Ma questo significa anche che Russia e Cina non molleranno l’osso, perché è una questione di vera e propria sopravvivenza. Chi controlla l’Ucraina si assicura la stabilità interna.
Un discorso analogo potrebbe essere fatto per il Medio Oriente e Nord Africa che, in caso di mutamento climatico verso il freddo, tornerebbero a essere un Eden.

La butto lì come ipotesi di lavoro che potrebbe in parte spiegare certe altrimenti poco comprensibili stravaganze nei rapporti tra potenze.

Sicuramente c’è di mezzo la questione dei nodi finanziari che stanno venendo al pettine – il sistema finanziario anglo-americano ha raggiunto la data di scadenza e necessita di una guerra su vasta scala per tentare di cavarsela, come nel 1914, con un pretesto che l’opinione pubblica occidentale possa prendere sul serio.

Cinesi e russi, dal canto loro, devono riuscire a far cadere il castello di carte per far crollare il fronte interno occidentale nei primi mesi della guerra più telefonata della storia (non serviva consultare degli astrologi per capirlo, bastava osservare razionalmente l’escalation degli ultimi anni e imparare dalla storia).

Preciso che non c’è NULLA di buono in tutto questo: il crollo dei mercati azionari comporterà la distruzione dei risparmi e della previdenza sociale di centinaia di milioni di persone. E non c’è alcuna garanzia che il dopo sia migliore del presente, a meno che non prenda forma un movimento di riforma pragmatico e nonviolento (ma capace di difendersi con ogni mezzo) che cambi le cose senza azzerare tutto puerilmente perché “tanto è tutto marcio e corrotto”.

Detto questo, forse c’è anche dell’altro…questo altro, che la paleoclimatologia ci insegna svilupparsi in pochi anni (da 3 a 20-30 per il primo scivolone), non secoli o millenni.

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N. B. Se le cose stessero così consiglierei minore acrimonia nei confronti del mondo arabo. Non è piacevole trovarsi improvvisamente dalla parte dei supplicanti, dopo aver fatto i bulli.  Vedete voi.

L’aquila non perse mai tanto tempo come quando si lasciò insegnare dal corvo.

Nobody, “Dead Man”

Temperature globali di febbraio, ghiacciai alpini in ripresa, innevamenti record

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

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Sembra di essere tornati indietro di quarant’anni. Ricordo che ci capitò di restare isolati per un paio di settimane, ma non è mai accaduto di essere completamente bloccati per oltre un mese. E non è ancora finita…Ogni volta che nevicava abbiamo sperato che sarebbe stata l’ultima. E così per ogni valanga. E ci siamo ritrovati a marzo.
Aurelio Soraruf, “Passo Fedaia, ecco la terra di nessuno. Dieci persone isolate da 34 giorni, ecco come vivono”, Trentino, 5 marzo 2014

Il 6 marzo 2014 a San Martino di Castrozza (m 1470) e alle Viote del Monte Bondone (1490) c’erano ancora rispettivamente 196 e 192 cm di neve, al Tonale (m 1875) 250 cm, a Pradalago (a 2000 metri sopra Madonna di Campiglio) i cm di neve erano 343.
http://www.meteotrentino.it/dati-meteo/stazioni/dygraph/graph/elenco-staz-neve.aspx?ID=235

Situazione analoga in Scozia, Tibet e Nord America.

I ghiacciai alpini stanno invertendo la tendenza a ritirarsi per via degli inverni sempre più nevosi (come avevo previsto nel 2011)

http://www.ledauphine.com/environnement/2014/03/01/un-repit-pour-le-retrait-des-glaciers-des-alpes

Le 10 “spiegazioni” addotte dagli esperti serristi per spiegare come mai, pur con un costante aumento delle emissioni di anidride carbonica, il riscaldamento globale si sia arrestato. Il fatto che non ci sia alcuna unanimità sulla definizione delle cause di questo evento imprevisto (12-17 anni di interruzione della crescita delle temperature a seconda dei sistemi di rivelazione) dovrebbe far riflettere chi crede che “la scienza si è pronunciata una volta per tutte” sul cambiamento climatico. La natura se ne infischia di quel che l’uomo crede di aver capito una volta per tutte.

clip_image004_thumb27-feb-14-spoererAd ogni calo di attività solare corrisponde un calo delle temperature ed ogni massimo è accompagnato da un riscaldamento globale (l’ultimo è stato il più possente degli ultimi 8mila anni). Con il passare del tempo i minimi sono diventati sempre più profondi. Il prossimo potrebbe essere quello che ci spinge oltre il punto di equilibrio, facendoci precipitare in un’era glaciale
http://www.attivitasolare.com/gli-inverni-del-quattrocento-ed-il-minimo-di-spoerer/

Il punto di vista degli astrofisici sul mutamento climatico – Web Caffè Bookique mercoledì 19 febbraio

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

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Oltre i luoghi comuni e le scorciatoie mentali, verso una comprensione più realistica del futuro del nostro pianeta – e verso un mondo in cui menti e cuori sciolgano il ghiaccio (dentro e fuori)

“La cultura scioglie il ghiaccio dei cuori e delle menti”.
Mercoledì 19 febbraio 2014 ore 20.45.
Si parlerà di clima nei suoi possibili sviluppi e di un progetto per costruire strumenti musicali a basso costo e inviarli ai bambini di Cuba e del Burundi.
Interverranno: Rocco Scolozzi, ricercatore esperto di ingegneria ambientale; Stefano Fait, antropologo e direttore di FuturAbles; Marco Rosi, boss di Bookique Trento; Lorenzo Frizzera, musicista e promotore dell’Associazione Spagnolli-Bazzoni Onlus; Conduce: Roberto Maestri, counselor etno-filosofico.
https://www.facebook.com/events/1423370171238884/

Se innumerevoli fisici e astrofisici contestano l’ipotesi AGW significa che “la Scienza NON si è pronunciata” circa il cambiamento climatico
http://arxiv.org/ftp/arxiv/papers/1401/1401.8235.pdf

BhJaDIKIMAA4tnUFig1http://www.gfdl.noaa.gov/pix/user_images/tk/Fig1.gif

Riscaldamento globale 1925 > 1944 (basse emissioni di CO2) e 1978 > 1998 (forti emissioni) – riscaldamento complessivo: 0,4 gradi C in un secolo

dec-feb_snow_extmaggiore copertura nevosa dell’emisfero settentrionale dal 1978

EnglandFig5aFonte: http://skepticalscience.com (sito ultraortodosso)

attività geomagneticaattività solare dal 1700calore in profondità oceano atlantico

campi magnetici polariclima e civiltàclima più freddo ed instabileCO2, metano, insolazione, temperature glaciazione solo nell'emisfero nordglobal sea ice area a fine 2013global_sea_ice_extent_zoomed_2014_day_32_1981-2010Iceage_northIceage_southirraggiamento solare dal 1600spessore del ghiaccio temperature atlantico meridionaletemperature atlantico settentrionaletemperature e CO2temperature e macchie solaritemperature oceaniche 1temperature oceaniche 2temperature oceaniche ai tropiciNew-Climate-Model-Graphic

- i venti venusiani hanno subito un’accelerazione (+25% in un decennio):

http://www.esa.int/Our_Activities/Space_Science/Venus_Express/The_fast_winds_of_Venus_are_getting_faster

- le rotazioni di Venere e Saturno (-1%) hanno invece subito un rallentamento:

http://www.nationalgeographic.it/scienza/spazio/2012/02/15/news/la_frenata_di_venere-853454/

http://www.esa.int/Our_Activities/Space_Science/Venus_Express/Could_Venus_be_shifting_gear

http://www.newscientist.com/article/dn9100-saturns-rotation-puts-astronomers-in-a-spin.html#.Uv80_M6ogXQ

- Giove si è ritrovato con un ulteriore occhio rosso, Red Junior, un’altra macchia rossa più piccola di quella gigantesca che rappresenta la più vasta tempesta del Sistema Solare. Potrebbe ritornare:

http://science1.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2006/02mar_redjr/

- in cambio ha perso una delle sue striature:

http://www.corriere.it/scienze/10_maggio_13/giove-perde-una-striscia_0dafed26-5e86-11df-91f2-00144f02aabe.shtml

http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2010/20may_loststripe/

- La supertempesta di Saturno che si formava con estrema regolarità ogni 30 anni, in connessione con il suo periodo di rivoluzione (il tempo che ci mette a fare un giro completo intorno al Sole) è arrivata in anticipo di 10 anni è 500 volte più grande e si trova nell’emisfero “sbagliato” (di solito si formano in quello meridionale)

http://science1.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2011/19may_saturnstorm/

http://www.universetoday.com/87269/the-sights-and-sounds-of-saturns-super-storm/

- riscaldamento globale su Marte (incredibilmente intenso rispetto al nostro), Giove, Saturno, Plutone (in allontanamento dal Sole lungo la sua orbita) e sulla più grande luna di Nettuno, Tritone

http://news.nationalgeographic.com/news/2007/02/070228-mars-warming.html

http://daily.wired.it/news/scienza/2012/10/26/super-tempesta-saturno-85247.html

http://it.wikipedia.org/wiki/Riscaldamento_globale

- il polo nord magnetico terrestre sta spostandosi ad una velocità di 64 km all’anno, mentre all’inizio del secolo la sua velocità era di 14 km all’anno

http://generalaviationnews.com/2011/02/24/how-the-shift-in-magnetic-north-affects-your-flying/

- il campo geomagnetico si è indebolito del 15% dal 1831: http://www.scientificamerican.com/article/mission-to-map-earths-magnetic/

- Nel 2008 è stata individuata una gigantesca falla nello “scudo” geomagnetico terrestre:

http://science1.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2008/16dec_giantbreach/

È possibile sia arrivato il momento dell’inversione del magnetismo terrestre (succede in media ogni 450mila anni e l’ultimo si è verificato 780mila anni fa (Ne abbiamo avuto uno temporaneo 41mila anni fa, durante l’ultima era glaciale, quando il campo magnetico terrestre si è ridotto del 95%). 41anni è anche la periodicità delle alterazioni dell’obliquità terrestre (inclinazione dell’asse). In ogni caso è probabile che un campo magnetico terrestre indebolito incrementi la copertura nuvolosa della troposfera, con effetti raffreddanti)

- Il più debole ciclo solare degli ultimi 200 anni (David Hathaway, direttore del dipartimento di fisica solare Marshall Space Flight Center NASA, ad Huntsville, Alabama):

http://online.wsj.com/news/articles/SB10001424052702304672404579183940409194498

Ci sono molte meno macchie solari e queste sono meno attive. I cicli più deboli sono più lunghi. Se un ciclo solare dura di più, la Terra sarà più fredda. La relazione è nell’ordine di -0,7ºC per ogni anno in eccesso prima che prenda il via il ciclo successivo. Il ciclo solare 24 (il più debole degli ultimi 100 anni, appunto) è iniziato nel 2008 e dovrebbe terminare entro il 2019. C’è da capire se ci sarà un ciclo successivo o se il Sole andrà in ibernazione per uno o più cicli: “Se estrapoliamo questa tendenza per il futuro, le macchie solari potrebbero sparire completamente intorno al 2015” (Matt Penn, National Solar Observatory (NSO), a Tucson, Arizona

http://science1.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2009/03sep_sunspots/

“L’attuale periodo di massima attività del Sole è molto ritardato e molto debole, il che ci porta a ipotizzare che il ciclo delle macchie solari potrebbe essere in fase di spegnimento o ingresso in una fase di ibernazione”- Craig DeForest della American Astronomical Society (Irish Times, 12 luglio 2013)

- il più rapido declino dell’attività solare degli ultimi 10mila anni: http://www.bbc.co.uk/news/science-environment-25743806

http://www.youtube.com/watch?v=gIhBEF94YlM

- una contrazione dell’atmosfera terrestre senza precedenti nei 43 anni di raccolta dati: http://news.discovery.com/earth/earth-atmosphere-shrinking.htm

- un Grande Minimo Solare previsto intorno al 2030-2040 e che potrebbe durare fino a fine secolo:

http://www.forbes.com/sites/brucedorminey/2014/01/20/sun-flatlining-into-grand-minimum-says-solar-physicist/

- Il tasso di rallentamento del Grande Nastro Trasportatore Oceanico (Corrente del Golfo) tra 2004 e 2012 è stato del 7% annuo e comunque quasi certamente superiore al 2,5% annuo (University of Southampton e di Miami)

http://www.ocean-sci.net/10/29/2014/os-10-29-2014.html

- l’Oscillazione Pacifica Decadale (PDO) entrata nella sua fase di raffreddamento nel 2008 (durerà fino al 2030-2038)

http://adsabs.harvard.edu/abs/2008AGUFMGC21A0725E

- l’Oscillazione Atlantica Multidecadale (AMO) in fase fredda a partire dal 2020 o giù di lì (durerà fino al 2050)

http://it.wikipedia.org/wiki/Indice_AMO

Questo mutamento climatico, che sarà brusco (avete tra i 3 e i 20 anni di tempo per prepararvi), avrà conseguenze catastrofiche per agricoltori, anziani e malati, abitanti del Nord Europa e Nord America, residenti sopra gli 800 metri d’altezza nelle Alpi, aviazione, infrastrutture e trasporti, commercio globale, turismo, consumi energetici, inflazione.
Anche chi vive nei pressi di un vulcano attivo non dovrebbe stare troppo tranquillo (grandi minimi solari > aumento del vulcanismo).

Anticipare correttamente i cambiamenti in atto consente di mitigarne le ripercussioni e può generare profitti.
L’impatto per le varie categorie e aree geografiche può essere valutato sulla base dei dati paleoclimatici e per mezzo di scenari probabilistici che tengano conto della realtà empirica, non di modelli matematici fallaci.
Queste valutazioni (dossier/report a cura di FuturAbles) non sono e non saranno gratuite:

La curva delle temperature è piatta dal settembre 2001, stando ai dati GIIS (Goddard Institute for Space Studies – NASA);

È piatta dal giugno 1997 per Hadcrut3 (Climatic Research Unit – University of East Anglia);

È piatta dal dicembre del 2000 per Hadcrut 4 e Hadsst3;

È piatta dal gennaio 2005 per UAH (University of Alabama Huntsville);

È piatta dal settembre 1996 per RSS (Remote Sensing Systems, Inc. – rilevazioni satellitari);

L’inatteso (?) arresto del riscaldamento globale sta davvero provocando parecchi grattacapi. Arrivano praticamente ogni giorno suggerimenti sulle origini dello strano comportamento di un clima che non segue più le indicazioni del mainstream scientifico: Aerosol vulcanici in eccesso, dinamiche dell’ENSO, calore rintanato nelle profondità oceaniche, raffreddamento degli oceani, scarsa attività solare, misurazioni della temperatura sbagliate in area artica…Qualche giorno fa ne è arrivata un’altra, l’aumento dell’intensità degli alisei.

http://www.climatemonitor.it/?p=35034

La tendenza nel corso degli ultimi 10 o 15 anni si è ridotta rispetto a prima

Gavin Schmidt, climatologo al Goddard Institute for Space Studies della NASA, gennaio 2014

 

L’andamento delle temperature superficiali globali è stato quasi piatto dalla fine del 1990 nonostante i continui aumenti dell’effetto serra della combinazione di gas dell’atmosfera

Susan Solomon (NOAA), in Solomon, S., et al. (2010) Contributions of Stratospheric Water Vapor to Decadal Changes in the Rate of Global Warming. Science, vol. 327, 1219-1223.

La temperatura globale media è rimasta piatta per un decennio

James Hansen, in Hansen, J. et al., (2013) “Global Temperature Update Through 2012”

http://www.columbia.edu/…/20130115_Temperature2012.pdf
N.B. Nel giugno 1988, James Hansen, climatologo del Goddard Institute for Space Studies, informava il Congresso degli Stati Uniti che l’aumento delle temperature poteva raggiungere i 6 gradi entro la fine del ventunesimo secolo

BBC: Lei è d’accordo che, stando ai dati della temperatura globale utilizzati dall’IPCC, i tassi di riscaldamento globale dei periodi 1860-1880, 1910-1940 e 1975-1998 sono identici?

Phil Jones: i dati per il periodo 1860 – 1880 sono più incerti, a causa della copertura incompleta, rispetto ai periodi successivi del 20° secolo. Il periodo 1860-1880 è anche un intervallo di soli 21 anni. Per quanto riguarda i due periodi 1910-1940 e 1975-1998 i tassi di riscaldamento non sono significativamente differenti, da un punto di vista statistico. Ho incluso anche l’andamento nel periodo 1975-2009, che è molto simile al periodo 1975-1998. Quindi, in risposta alla sua domanda, i tassi di riscaldamento per tutti e 4 i periodi sono simili e statisticamente non significativamente diversi gli uni dagli altri

http://news.bbc.co.uk/2/hi/8511670.stm [poiché la gran parte delle emissioni umane è concentrata nel dopoguerra (un terzo negli ultimi 17 anni), è arduo capire come l’anidride carbonica prodotta dall’uomo possa essere l’unica, o anche solo la principale, causa del riscaldamento globale]

La comunità scientifica se la prenderebbe con me senza mezzi termini se dicessi che il mondo si è raffreddato dal 1998. OK, è successo, ma sono passati solo 7 anni e non è statisticamente significativo

Phil Jones, Climate Research Unit (University of East Anglia), email, 5 luglio 2009

L’assenza di una tendenza al rialzo deve proseguire per 15 anni prima che ci si debba preoccupare

Phil Jones, Climate Research Unit (University of East Anglia), email, 7 maggio 2009

Alcuni lo chiamano un rallentamento, alcuni lo chiamano uno iato, alcuni lo chiamano una pausa. La temperatura media della superficie globale non è aumentata significativamente negli ultimi 10-15 anni.

Rowan Sutton, Direttore della ricerca climatologica alla University of Reading, Independent, 22 luglio 2013

Se le cose continuano così, per non più di cinque anni, dovremo riconoscere che c’è qualcosa di fondamentalmente sbagliato nei nostri modelli climatici. Una pausa di 20 anni nel riscaldamento globale non si verifica in un singolo scenario previsionale. Ma già oggi ci è molto difficile conciliare le tendenze reali delle temperature con le nostre aspettative.

Hans von Storch, climatologo consulente dell’IPCC, Spiegel, 20 giugno 2013

Secondo il professor Lockwood l’ultima parte del 20° secolo è stata un periodo in cui il sole è rimasto insolitamente attivo e un cosiddetto ‘grande massimo’ si è verificato intorno al 1985. Da allora, il sole è diventato sempre più tranquillo…Il professor Lockwood ritiene che l’attività solare stia diminuendo più rapidamente che in una qualunque delle 24 precedenti occasioni, negli ultimi 10.000 anni, in cui si è trovato nelle stesse condizioni. Sulla base delle sue scoperte ha elevato il rischio di un nuovo minimo di Maunder da meno del 10% di solo pochi anni fa, al 25-30%. E una ripetizione del minimo solare di Dalton, che si è verificato nei primi anni del 1800, è ora probabile. A suo parere stiamo già cominciando a vedere un cambiamento nel nostro clima – gli inverni freddi ed estati miserevoli degli ultimi anni – e che nei prossimi decenni ci potrebbe essere una discesa in un nuovo minimo di Maunder. Vale la pena sottolineare che non è che ogni inverno sarebbe rigido, né ogni estate da dimenticare. Ma inverni rigidi ed estati instabili diventerebbero più frequenti Paul Hudson, BBC, 28 ottobre 2013

GISP2 TemperatureSince10700 BP with CO2 from EPICA DomeChttp://en.wikipedia.org/wiki/Greenland_Ice_Sheet_Project

Non è riscontrabile un rapporto tra i cambiamenti climatici e le emissioni di CO2. La situazione nuova è che nonostante le emissioni continuino, dal 2000 si è registrata una diminuzione della temperatura

Carlo Rubbia, Nobel per la fisica, giugno 2012

Lungi dall’essere responsabile del danneggiamento del clima della terra, la nostra civiltà potrebbe non essere in grado di prevenire uno qualunque di questi terribili cambiamenti una volta che la Terra decidesse di attuarli. Se la Terra stabilisse di voler congelare di nuovo il Canada, per esempio, è difficile immaginare di poter fare alcunché di diverso dal vendere gli immobili che uno ha Canada. Se decidesse di sciogliere la Groenlandia, potrebbe essere meglio fare lo stesso in Bangladesh. I dati geologici suggeriscono che non ha molto senso preoccuparci troppo del nostro futuro energetico, non perché non sia importante, ma perché è al di là delle nostre capacità di controllarlo.

Robert B. Laughlin, Nobel per la fisica – The American Scholar, estate 2010

Per sette ottavi della storia del nostro pianeta, non sappiamo praticamente niente di niente relativamente al clima. Lungo un arco di quasi 5 miliardi di anni, abbiamo ottenuto misurazioni strumentali del clima per 150 anni o giù di lì e dati storici per circa 1.000 anni. Il resto sono dati indiretti, dagli anelli degli alberi ai carotaggi artici, ecc. L’anidride carbonica prodotta dall’attività umana copre un lasso di tempo così breve e gioca un ruolo così minuscolo nel clima della Terra da essere quasi trascurabile.

Charles Wax, già presidente dell’American Association of State Climatologists, 2010

Il clima ha una sua variabilità intrinseca che è dovuta a molti fattori come le eruzioni vulcaniche, l’attività solare, ecc. Il vero punto fondamentale da tenere a mente è che senza un modello che tenga conto di tutte le cause possibili il risultato sarà sempre vago e aleatorio. La ragione è che noi non abbiamo a disposizione un sistema chiuso. Anche se il contributo del Sole fosse ben prefissato, anche se la sua radiazione fosse assolutamente costante, anche se non ci fosse alcuna variazione nei gas capaci di assorbirla, gli oceani continuerebbero a comunicare con l’esterno in modo erratico, influendo pesantemente sulla temperatura esterna.

Richard Lindzen, fisico e climatologo, MIT, 1990

Le temperature medie sono aumentate solo di circa 0,6 gradi dall’inizio dell’era industriale e il cambiamento non è stato uniforme – il riscaldamento si è verificato principalmente nel corso dei periodi 1919-1940 e 1976-1998, con un raffreddamento intermedio. I ricercatori non sono stati in grado di spiegare questa discrepanza.

Richard Lindzen, fisico e climatologo, MIT, 2009

Da scienziata, resto scettica. Ho deciso di non pronunciarmi finché non avrò un contributo positivo da dare.

Joanne Simpson (1923-2010), scienziata dell’atmosfera, prima donna a ricevere un dottorato in meteorologia, ricercatrice della NASA, definita “tra i più preminenti gli scienziati degli ultimi 100 anni”

Siamo ipoteticamente più minacciati dal freddo che dal riscaldamento globale.

Yuri Izrael, vice presidente russo del IPCC fino al 2008

Senza dubbio, sono necessari molti più progressi per quanto riguarda la nostra attuale comprensione del clima e le nostre capacità di creare di modellizzarlo…E solo allora dovremmo fare affidamento su quei modelli per informare le politiche. Fino a quel momento, la variabilità del clima rimane controversa e incerta

Oliver W. Frauenfeld, climatologo (University of Texas) co-autore del rapporto IPCC del 2007

Si tratta di una menzogna sfacciata propinata dai media l’idea che ci sia solo una frangia di scienziati che non si beve il riscaldamento globale antropogenico

Stanley B. Goldenberg, scienziato atmosferico, NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration)

In qualche modo sono stato bollato come una persona orribile sbucata fuori da qualche girone dell’inferno. Non c’è proprio alcuna tolleranza in questo momento.

Robert Balling, climatologo all’Arizona State University, ex IPCC

Per la maggior parte della vita negli oceani, riscaldamento significa crescita più rapida, fabbisogno energetico ridotto per conservare la temperatura, mortalità invernali inferiori e più ampie gamme di distribuzione. Nessuno sa se la Terra continuerà a riscaldarsi oppure, dopo aver raggiunto un picco nel 1998, sia all’inizio di un ciclo di raffreddamento che durerà diversi decenni o più

John T. Everett, ex IPCC, ex NOAA, consulente del Congresso americano per gli oceani e la vita marina

Rassegno le dimissioni perché ho constatato che quella parte dell’IPCC che fa riferimento alle mie competenze si è politicizzata

Christopher W. Landsea, ex IPCC, scienziato atmosferico, NOAA

Quando la gente verrà a sapere la verità, si sentirà ingannata dalla scienza e dagli scienziati

Kiminori Itoh, ex IPCC, fisico e chimico alla Yokohama National University

Diffidate dei sensitivi del riscaldamento globale che ci avvertono di cambiamenti di clima senza precedenti. Nella maggior parte dei casi, sono senza precedenti solo a causa della scarsa longevità della maggior parte degli scienziati.

Robert E. Davis, ex IPCC, climatologo all’Università della Virginia, già presidente della Association of American Geographers

Presumere che il [riscaldamento globale] sia un problema significa dare per scontato che lo stato odierno del clima della Terra sia quello ottimale, il clima migliore che potremmo avere o abbiamo mai avuto e che dobbiamo adottare misure per assicurarci che non cambi. Vorrei domandare a chi deve essere accordato il privilegio di decidere che questo particolare clima è il migliore per tutti gli altri esseri umani. Penso che sia una posizione piuttosto arrogante.

Michael Griffin, direttore della NASA ed ex capo del Dipartimento spaziale al Laboratorio di Fisica Applicata della Johns Hopkins University

A seconda del periodo geologico terrestre che uno sceglie, il clima sarà in fase di riscaldamento o di raffreddamento. Scegliere se la terra si sta riscaldando o raffreddando è semplicemente una questione di decidere quale intervallo si prende in considerazione

Lee C. Gerhard, ex IPCC, direttore della Kansas, Geological Society, docente emerito della University of Kansas

Mi sono dimesso dalla posizione di climatologo dello stato della Virginia perché mi è stato detto che non potevo parlare in pubblico di questioni relative alla mia area di competenza, il riscaldamento globale, in qualità di climatologo di stato…Era impossibile conservare la mia libertà accademica con questo tipo di restrizioni della libertà d’espressione

Patrick J. Michaels, climatologo alla University of Virginia

Siamo già entrati in una fase di raffreddamento che credo continuerà almeno per i prossimi 15 anni. Non vi è alcun dubbio che il riscaldamento degli anni 1980 e 1990 si è arrestato.

Anastasios Tsonis, climatologo, University of Wisconsin, settembre 2013

Come molti altri, ero personalmente certo che la CO2 fosse responsabile del riscaldamento globale. Ma dopo aver esaminato attentamente le prove, mi sono reso conto che le cose sono molto più complicate della storia che ci hanno rifilato molti climatologi o di quelle rigurgitate dai media… L’attività solare può spiegare gran parte del riscaldamento globale del ventesimo secolo

Nir Shaviv, astrofisico e climatologo, Hebrew University of Jerusalem, 2007

Si dovrebbe spostare l’attenzione della ricerca sul clima dall’anidride carbonica alla natura e alle variazioni naturali, legate all’attività solare e ad altre cause naturali. È più probabile che sia lì che troveremo la causa principale per il presente (e futuro) cambiamento climatico.

Ole Humlum, geoscienziato, University of Oslo, 2012

Dopo una disperata ricerca bibliografica durata quattro anni e che ha coinvolto ben 30 laureati in ingegneria e scienze, dobbiamo ancora incontrare un articolo scientifico che dimostri un nesso causale quantitativo tra l’aumento di anidride carbonica e quello della temperatura globale.

Michael J. Economides, chimico e ingegnere biomolecolare, University of Houston, 2009

Il caldo dei nostri giorni non è significativamente maggiore rispetto al periodo caldo medievale o a quello romano. Perciò com’è che pensiamo di sapere che il caldo di oggi è causato dall’uomo, mentre quello degli ultimi due periodi caldi non poteva essere stato causato dai nostri antenati?

Roy W. Spencer, ex climatologo della NASA e responsabile del Global Hydrology and Climate Center of the National Space Science and Technology Center ad Huntsville, Alabama Luglio 2013

Speriamo che il riscaldamento globale prodotto dall’uomo verrà riconosciuto per la bufala che è

Dirck T. Hartmann, fisico, NASA Apollo Space Program

Il Sole sembra essere il principale fattore nel cambiamento climatico globale

Eigil Friis-Christensen, fisico, direttore del Danish National Space Centre, affiliato alla NASA e all’Agenzia Spaziale Europea

L’anidride carbonica non è responsabile del riscaldamento del clima globale negli ultimi 150 anni. Per oltre il 90 per cento il mutamento dipende da cambiamenti nel rapporto Terra-Sole collegate alle fluttuazioni climatiche. Esaminando la storia del clima del nostro pianeta, è chiaro – e piuttosto rassicurante per quanto riguarda le possibili conseguenze del riscaldamento globale previste dall’IPCC – che ora (più precisamente negli ultimi due, tre milioni di anni) ci troviamo in un periodo di clima molto freddo. Qualsiasi riscaldamento ci darebbe solo il miglior clima a lungo termine degli ultimi 560 milioni anni…Vari studi indicano che le fasi più calde sono generalmente migliori

Klaus P. Heiss, matematico, Princeton University, NASA

Una delle affermazioni più spaventose sul riscaldamento globale che si sente dire in giro, nelle stanze dei bottoni, è che “la scienza ha parlato”. Beh, forse alcuni scienziati lo hanno fatto, ma la presunzione di infallibilità divina è un po’ ardua da digerire

Garth W. Paltridge, scienziato atmosferico e docente emerito all’University of Tasmania

Una cosa è imporre misure drastiche e dure sanzioni economiche quando un problema ambientale è netto e drammatico, ma è sciocco farlo quando il problema è in gran parte ipotetico e non suffragato da osservazioni. Al momento non abbiamo alcuna prova convincente o osservazioni di cambiamenti climatici significativi che chiami in causa qualcosa di diverso da fattori naturali

Frederick Seitz, fisico ed ex presidente della National Academy of Sciences

È molto più facile per uno scienziato sedersi in un edificio climatizzato ed eseguire modelli al computer che indossare abiti invernali e misurare cosa stia realmente accadendo là fuori, nelle paludi e tra le nuvole. Ecco perché gli esperti dei modelli climatici finiscono per credere ai propri modelli

Freeman Dyson, professore emerito di Fisica alla Princeton University

Il vento solare diventa più intenso quando il Sole è attivo. E spazza via dal sistema solare i raggi cosmici come una scopa, con un impatto decisivo sulla formazione di nubi, che raffreddano sia l’atmosfera sia l’intero pianeta

Lev Zeleny, direttore dell’Istituto di Ricerca Spaziale presso l’Accademia Russa delle Scienze

Purtroppo, la scienza climatica è diventata una scienza politica.

Robert Austin, fisico a Princeton

Non c’è più nessun riscaldamento globale

Vincent Courtillot, geofisico, direttore dell’Institut de physique du globe di Paris, luglio 2013

L’uomo è responsabile di una parte del riscaldamento globale, ma la maggior parte è naturale.

L’unica cosa di cui preoccuparsi riguardo al riscaldamento globale è il danno causato dalle preoccupazioni stesse. Perché alcuni scienziati si preoccupano? Forse perché sentono che smettere di preoccuparsi può significare smettere di essere pagati. La Terra ha vissuto un ciclo continuo di ere glaciali per milioni di anni. Il freddo, con periodi glaciali che interessano i poli e le medie latitudini, persiste per circa 100.000 anni, fasi scandite da più brevi periodi più caldi, chiamati interglaciali. Tutte le glaciazioni iniziano con un periodo di riscaldamento globale. [questi riscaldamenti] sono i precursori di nuove ere glaciali. In realtà il riscaldamento è una cosa buona. Le glaciazioni sono mortali e possono anche uccidere milioni di persone. L’umanità non può bloccarle. Proprio come l’umanità non può influire sul clima a lungo termine del pianeta, non può impedire che una glaciazione abbia luogo. Il clima è governato principalmente dal Sole.

Le attività umane possono avere un certo impatto sulla transizione verso condizioni glaciali, aumentando il flusso d’acqua polare e accelerando l’avvento di una glaciazione. Quello che sta accadendo è molto simile al precedente di 115 mila anni fa, quando si è innescata l’ultima glaciazione. È difficile da capire, ma è davvero così: l’ultima glaciazione è stata accompagnata dalla crescita della temperatura media globale, ossia dal riscaldamento globale.

Quel che accadde fu che il Sole riscaldò più i tropici e raffreddò l’Artico e l’Antartico. Poiché i tropici sono molto più grandi dei poli, la temperatura media globale aumentava. Ma in aumento era anche la differenza di temperatura tra oceani e poli, cioè la condizione fondamentale di espansione dei ghiacci polari. Che ci crediate o no, l’ultima glaciazione è cominciata con un riscaldamento globale!

Man mano che più vapore acqueo arriva ai poli l’Antartide produce iceberg e si addensa, mentre centro del polo nord si libera dai ghiacci e le latitudini più basse subiscono nevicate pesanti che a poco a poco iniziano a migrare verso sud.

Un deterioramento globale del clima, di un ordine di grandezza maggiore di qualunque finora sperimentato dall’umanità civilizzata, è una possibilità molto reale e in effetti può avvenire in tempi rapidi, anche in una dozzina d’anni.

Man mano che il ghiaccio inizia a procedere verso sud dal Mare Artico la produzione di cibo si ridurrà notevolmente ci saranno abbondanti anomalie climatiche alle latitudini settentrionali ma anche meridionali. Potrebbero verificarsi tempeste globali. In alcune regioni potrebbero verificarsi ondate di freddo anomalo, mentre altre arrostirebbero con picchi di temperature mai viste prima dalla nostra civiltà.

Ed è esattamente ciò che sta accadendo ora.

George Kukla, luminare della paleoclimatologia, ex Columbia University, ricercatore presso il Lamont-Doherty Earth Observatory, 2007-2011

Forget warming—beware the new Ice Age,” Canada.com

Temperature globali – gennaio 2014

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

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clip_image00201-gissNASA Goddard Institute for Space Studies (GISS)

02-ncdcNOAA’s National Climatic Data Center (NCDC)

03-hadcrut4Met Office Hadley Centre

 08-comparison-starting-in-2001

MSU RSS GlobalMonthlyTempSince1979 With37monthRunningAverage

RSS (Remote Sensing Systems)

1004945_659777110752162_135471093_nUAH (University of Alabama in Huntsville)

 

Con qualche annetto di ritardo la BBC si accorge che il nostro futuro sarà glaciale

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

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Ice+age+ending

Secondo il professor Lockwood l’ultima parte del 20° secolo è stata un periodo in cui il sole è rimasto insolitamente attivo e un cosiddetto ‘grande massimo’ si è verificato intorno al 1985. Da allora, il sole è diventato sempre più tranquillo…Il professor Lockwood ritiene che l’attività solare stia diminuendo più rapidamente che in una qualunque delle 24 precedenti occasioni, negli ultimi 10.000 anni, in cui si è trovato nelle stesse condizioni. Sulla base delle sue scoperte ha elevato il rischio di un nuovo minimo di Maunder da meno del 10% di solo pochi anni fa, al 25-30%. E una ripetizione del minimo solare di Dalton, che si è verificato nei primi anni del 1800, è ora probabile. A suo parere stiamo già cominciando a vedere un cambiamento nel nostro clima – gli inverni freddi ed estati miserevoli degli ultimi anni – e che nei prossimi decenni ci potrebbe essere una discesa in un nuovo minimo di Maunder. Vale la pena sottolineare che non è che ogni inverno sarebbe rigido, né ogni estate da dimenticare. Ma inverni rigidi ed estati instabili diventerebbero più frequenti
Paul Hudson, BBC, 28 ottobre 2013

“I carotaggi indicano che il calo di attività solare è il più rapido degli ultimi 10.000 anni” [leggi: “siamo alla fine dell’interglaciale, ci aspetta un’era glaciale” (18 gennaio 2014)

http://www.bbc.co.uk/news/science-environment-25743806

“Il passato insegna che fasi di inusuale “quiete solare” coincidono con inverni gelidi”.

http://www.bbc.co.uk/news/science-environment-25771510

“Perché il riscaldamento globale si è fermato?”

http://www.bbc.co.uk/news/science-environment-23409404

Tutte cose che i lettori dei miei blog sanno almeno dal 2011.

Riscaldamento globale > maggiori precipitazioni alle alte latitudini (e in montagna) per via delle temperature più miti > accumulo di neve in primavera > maggior effetto albedo > rafforzamento di questo meccanismo a causa dell’ibernazione solare (atrofizzazione di uno o più cicli di attività solare) e della maggior concentrazione di pulviscolo atmosferico (meteoriti e vulcanismo, che si accentua nelle fase di raffreddamento, neutralizzando l’eventuale ripresa dell’attività solare) e di raggi cosmici (che creano nubi e sono schermati quando il Sole è ai massimi della sua attività).
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2014/01/04/riscaldamento-globale-glaciazione/

image005BBC, meglio tardi che mai.

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 P.S. No, non c’è assolutamente niente che possiamo fare se non introdurre al più  presto impianti di “fusione fredda” a costi accessibili. In bocca al lupo a tutti.

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Riscaldamento globale > glaciazione

A cura di Stefano Fait

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fgderyyHadCETx_graph_ylybars_uptodatetemperature inglesi in forte calo

temps-2013-kleintemperature tedesche in calo

TWC5crescita graduale dell’innevamento nell’emisfero settentrionale

Il seguente studio conferma le intuizioni di dell’agronomo, ingegnere e glaciologo John D. Hamaker (1914–1994): quando le differenze di temperatura tra i poli e i tropici aumentano, si intensificano anche gli eventi climatici estremi. Più umidità evaporata viene sospinta dalle correnti atmosferiche alle latitudini più elevate, dove si deposita come ghiaccio e neve, causando le glaciazioni e un’altra era glaciale.

Perciò il meccanismo delle ere glaciali dovrebbe essere grosso modo questo: riscaldamento globale > maggiori precipitazioni alle alte latitudini (e in montagna) per via delle temperature più miti > accumulo di neve in primavera > maggior effetto albedo > rafforzamento di questo meccanismo a causa dell’ibernazione solare (atrofizzazione di uno o più cicli di attività solare) e della maggior concentrazione di pulviscolo atmosferico (meteoriti e vulcanismo, che si accentua nelle fase di raffreddamento, neutralizzando l’eventuale ripresa dell’attività solare) e di raggi cosmici (che creano nubi e sono schermati quando il Sole è ai massimi della sua attività).
[si tratta di una semplificazione: andrebbe spiegato come mai Alaska e Siberia divengano più calde, nelle fase glaciali]
Qui altri dettagli:
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/11/21/bignamino-del-mutamento-climatico/

*****

Ecco lo studio in questione  [ma si veda anche Tatjana Boettger, Elena Yu. Novenko, Andrej A. Velichko, Olga K. Borisova, Konstantin V. Kremenetski, Stefan Knetsch, Frank W. Junge (2009): Instability of climate and vegetation dynamics in Central and Eastern Europe during the final stage of the Last Interglacial (Eemian, Mikulino) and Early Glaciation Quarternary International 207, 137-144]

María-Fernanda Sánchez-Goñi, Edouard Bard, Amaelle Landais, Linda Rossignol, Francesco d’Errico, “Air-sea temperature decoupling in Western Europe during the last interglacial/glacial transition”, Nature Geoscience, 1 September 2013

L’inizio dell’ultimo periodo glaciale ha richiesto un accumulo di neve a latitudini più elevate per formare lo strato di ghiaccio che si è espanso dai poli fino a coprire una vasta area dell’emisfero settentrionale. Questo poteva succedere solo con con elevata umidità e temperature moderate – è quando la pioggia incontra l’aria fredda che si trasforma in neve. Quando fa troppo freddo la neve non si forma in quantità sufficiente per alimentare una glaciazione.

Le temperature fredde sono generalmente associate a tempo asciutto e scarse precipitazioni. Per far cadere la neve, il tempo deve essere umido e la temperatura solo moderatamente bassa.

Analizzando campioni di sedimenti risalenti a 80 000-70 000 anni fa (Galizia e Golfo di Biscaglia), i ricercatori hanno dimostrato che durante questo periodo le temperature dell’acqua nel golfo di Biscaglia sono rimaste relativamente alte, mentre le temperature nell’Europa continentale sono progressivamente diminuite. Portata a nord dal vento, l’umidità rilasciata da questo contrasto termico sembra aver causato le nevicate che hanno formato lo strato di ghiaccio polare.

Gli scienziati hanno potuto ricostruire i cambiamenti nella copertura vegetale della costa atlantica e nelle temperature dell’Oceano Atlantico. Essi hanno osservato un sorprendente disaccoppiamento tra la temperatura del Golfo di Biscaglia e quella del continente europeo. Quando le temperature erano molto fredde sulla terraferma, gli oceani sono rimasti caldi, specialmente durante i periodi di raffreddamento intenso che hanno luogo all’inizio di una glaciazione. Questa divergenza corrisponde a periodi in cui la Corrente del Golfo, una forte corrente marina che trasporta le acque calde del Golfo del Messico verso nord, è stata spinta verso il Golfo di Biscaglia dal meccanismo descritto nel film “L’Alba del giorno dopo”. È stato il contrasto di temperatura tra il Golfo di Biscaglia e la terraferma adiacente che ha rilasciato un’elevata umidità che è stata poi trasportata verso il polo nord dai venti, causando, secondo i ricercatori, l’abbondante nevicata che ha formato lo strato di ghiaccio polare.

http://phys.org/print297254823.html

*****

RICAPITOLANDO

1. Le temperature globali sono stabili da diversi anni, dopo essere aumentate di 0,69 gradi in 100 anni, cioè la differenza di temperatura che ci può essere tra il primo e l’ultimo piano di un condominio;

2. il vero cambiamento climatico percepito è dovuto alle correnti atmosferiche e oceaniche, che sono “impazzite” e zigzagano invece di scorrere omogeneamente. Per questo nevica ad aprile e si può girare con la giacca a gennaio. Per questo in Siberia c’è caldo record in novembre e nel Nord America si è trasferito armi e bagagli l’Artico dalla fine di novembre;

3. le temperature del Nord Europa sono in calo da diversi anni;

4. il mutamento climatico brusco è dovuto principalmente all’interazione elettromagnetica tra Sole, Terra e Sistema Solare (ragione per cui si verifica anche in pianeti lontani dal Sole come Plutone) e che si manifesta come accentuato vulcanismo sottomarino (nei fondali oceanici la crosta terrestre è più sottile);

5. l’anidride carbonica è un gas serra di importanza relativa rispetto al vapore acqueo e comunque le emissioni umane contano per il 4% della produzione terrestre i Co2. Il nostro contributo è davvero minimo e l’idea che le nostre emissioni scateneranno un effetto amplificatore che si autoalimenta ed è incentrato sull’aumento del vapore acqueo è peregrina. Dobbiamo prenderci cura del pianeta, ma per le ragioni giuste, non per questa boiata del riscaldamento globale dovuto all’uomo;

6. il sole sta andando nella sua ciclica ibernazione, che è normalmente associata ad un calo di temperature: il contrasto tra un oceano relativamente caldo e un’atmosfera in raffreddamento (Nord Europa e Nord America) produce maggiori precipitazioni nevose (es. Alpi italiane negli ultimi anni) che non arrivano a sciogliersi in estate e producono un effetto albedo che causa un deficit nel budget energetico del pianeta (perdiamo più energia di quella che generiamo, inclusa quella vulcanica);

7. il deficit energetico produce un circolo vizioso per cui i ghiacci cominciano ad espandersi verso sud e riflettono sempre più luce solare, abbassando le temperature: questo innesca la glaciazione e le ere glaciali;

8. nei prossimi anni lo scioglimento estivo dei ghiacci artici devierà la Corrente del Golfo verso la Francia e darà il colpo di grazia al clima Nord Europeo: a quel punto niente potrà fermare il ghiaccio;

Paradiso Riconquistato – nuovo blog

A cura di Stefano Fait

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Gli USA sono una nazione-zombie e le politiche monetarie della FED hanno comprato un rinvio della catastrofe in cambio di un suo sicuro aggravamento. Oggi la FED compie 100 anni e può festeggiare l’uccisione del grande progetto chiamato America – corrotto dall’hybris imperialista – , che speriamo risorga dopo la crocifissione.

Dal 2008 almeno il 95% della crescita della ricchezza negli USA si è concentrata nelle mani dello 0,01% della popolazione, vaste porzioni della medesima popolazione sono ridotte alla condizione di schiavi del debito, depredati dei loro beni.

Il 15% della popolazione degli Stati Uniti dipende dai Food Stamps, ecc. ossia dalla carità dello Stato, mancano all’appello (nelle statistiche) 28 milioni di lavoratori che hanno perso ogni speranza di trovare un lavoro e si sono arresi e quindi non vengono più computati tra i disoccupati. A questi dobbiamo aggiungere decine di milioni di precari.
Una buona parte di queste persone è armata.

I tagli al budget per rallentare l’esplosione del debito pubblico (comunque inferiore a quello privato) impediranno una qualunque, pur minima crescita dell’occupazione (le statistiche sono, come detto, false).

Quando la Federal Reserve interromperà la sua iniezione di liquidità (85 miliardi di dollari al mese) scatterà il panico sui mercati e il dollaro – tenuto in vita solo grazie alla benevolenza di Berlino e Francoforte, che hanno devastato l’eurozona – non reggerà.

Gli americani toccheranno con mano la sorte dei greci, ma dieci volte peggio.

Così molti capiranno perché la Casa Bianca abbia instaurato un sistema di sorveglianza totale, perché Obama abbia controfirmato leggi che saranno interpretate come un’autorizzazione a internare cittadini americani senza processo e perché le autorità statunitensi insistano sulla confisca delle armi. La militarizzazione di Boston dopo l’attentato alla maratona era la prova generale di quel che vedremo in tutto il paese.

Sarà anche interessante capire come se la caverà Israele, una volta che non avrà il fratello maggiore a proteggerlo.

USrael se ne andrà senza tentare un colpo di coda contro gli irrefrenabilmente emergenti BRICS? Dubito.

Il prossimo anno questo blog sarà al servizio del progetto Web Caffè Bookique e dell’occasionale approfondimento di certe questioni rimaste ancora in sospeso, come la farsa del riscaldamento globale causato dalle emissioni umane di anidride carbonica – uno dei più infami insulti all’intelligenza umana dai tempi del Protocolli dei Savi di Sion, che si perpetua solo in virtù dell’ignoranza delle masse, della condizione disperata di decine di ricercatori che non si possono permettere di dire quel che pensano e del conformismo di certe redazioni che si rifiutano di comunicare ai propri lettori i dati concreti e non le chiacchiere, come ad esempio quello che, dal 1979 in poi, non si è mai visto così tanto ghiaccio marino su questo pianeta, tranne che nel 1988 e che, sebbene l’anidride carbonica continui ad aumentare costantemente, le temperature globali sono bloccate da anni:

La curva delle temperature è piatta dal settembre 2001, stando ai dati GIIS (Goddard Institute for Space Studies – NASA);

È piatta dal giugno 1997, per Hadcrut3 (Climatic Research Unit – University of East Anglia);

È piatta dal dicembre del 2000 per Hadcrut 4 e Hadsst3;

È piatta dal gennaio 2005 per UAH (University of Alabama Huntsville);

È piatta dal settembre 1996 per RSS (Remote Sensing Systems, Inc. – rilevazioni satellitari);

Il rapporto IPCC del 2013 (AR5, capitolo 2) non segnala una maggiore frequenza di alluvioni, siccità, cicloni extratropicali e tropicali (uragani e tifoni). L’aumento del livello degli oceani è in linea con la media 1920-1950, non avendo subito alcuna accelerazione, ed è pari a 0,9 mm l’anno. Nel 2013 il numero dei tornado si è ridotto drasticamente.

La cronaca degli altri eventi si trasferisce qui.

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